“Corriere Braille” n. 43 15-21 novembre 2020

Si comunica che in data 13 novembre 2020 è stata inserita nel sito la rivista “Corriere Braille” n. 43 15-21 novembre 2020 e che l’ufficio stampa ha provveduto ad inviare alla Biblioteca Italiana dei Ciechi “Regina Margherita” Onlus il file relativo in data 13 novembre 2020. Il link diretto per il prelievo è il seguente:

http://www.uiciechi.it/servizi/riviste/View_Rivista.asp?Id_Nriv=2470

Si riporta di seguito il sommario della rivista:

Risultati elezioni XXIV Congresso Nazionale

Relazione quinquennale al Congresso Uici (di Mario Barbuto)

Catania, Ardizzone Gioeni: «L’Istituto catanese è dei ciechi»

Caos monopattini: la giunta studia regole più severe.

Per informazioni sulle riviste è possibile scaricare il Listino abbonamenti al link: http://www.uiciechi.it/servizi/somm_stampaassoc.asp

Parma – Diagnosi, prevenzione e riabilitazione della vista al Centro di Ipovisione e Riabilitazione

diagnosi, prevenzione e riabilitazione della vista

Nel mondo almeno 2,2 miliardi di persone hanno problemi alla vista o alla cecità; di questi, almeno 1 miliardo ha problemi alla vista che avrebbero potuto essere prevenuti o che devono ancora essere affrontati.

Presso il Centro di Ipovisione e Riabilitazione Visiva, presente dall’ottobre del 1993 all’interno della sezione UICI in via Bixio 47/A, è possibile effettuare tutta una serie di attività di diagnostica, prevenzione e riabilitazione della vista.

Recandosi presso il Centro di Ipovisione, il paziente ipovedente potrà effettuare preliminarmente una specifica visita oculistica, per determinare la tipologia di ausilio da adottare in base alle sue esigenze (occhiali per la TV, per il computer, per le medie distanze, per la lettura) e alle caratteristiche del residuo visivo riscontrato.

Gli ausili proposti sono ausili ottici ingrandenti quali lente a mano, occhiale ingrandente iper correttivo, sistema telescopico galileiano, Kepleriano e ausili elettronici quali video ingranditore da tavolo, portatile e per la persona non vedente la sintesi vocale (lettura di un testo attraverso l’ascolto), Successivamente, l’ortottista seguirà il paziente nel percorso riabilitativo. Questo consiste in esercizi di lettura per imparare a migliorare il suo residuo visivo e ad utilizzare gli ausili ottici proposti. Il percorso riabilitativo di apprendimento si svolge in una serie di 4 – 6 sedute di 30 minuti ciascuna.

La sezione territoriale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, inoltre, dal giugno del 2013 offre a tutte le categorie di utenti (disabili con deficit motori e sensoriali), servizi di patronato grazie a un protocollo d’intesa a carattere nazionale stipulato tra il patronato ANMIL e la presidenza nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. È pertanto possibile, presso questa struttura, inoltrare sia le domande d’invalidità civile compilate dal medico di famiglia, sia le domande di cecità e seguirle nel loro iter burocratico.

Approfondimenti:

L’invecchiamento della popolazione, il cambiamento degli stili di vita e un accesso limitato alla cura degli occhi, sono tra i principali motori del crescente numero di persone che vivono con compromissione della vista.

In Europa, le maggiori cause che possono determinare una condizione di disabilità visiva in età evolutiva (da 0 a 15 anni) sono le seguenti:

•          degenerazione retiniche e malattie del nervo ottico

•          opacità patologiche della cornea:

•          anomalie del bulbo oculare

•          cataratta congenita

•          glaucoma congenito

•          malattie infettive

Nell’adulto e nell’anziano, le principali cause d’ipovisione sono dovute a degenerazione maculare senile, retinopatia diabetica e glaucoma.

L’ipovisione non comporta solo una riduzione di funzione visiva (visus, campo visivo, sensibilità al contrasto, senso cromatico), ma anche la perdita più o meno grave di capacità funzionali elementari, come la lettura, la scrittura, il lavoro, la motilità autonoma e la cura della propria persona, con la conseguenza di influenzare negativamente il grado di benessere visivo e la qualità della vita di questi pazienti.

Una straordinaria esperienza, di Gaetano Aquilino

Autore: Gaetano Aquilino

XXIV Congresso Nazionale Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti: quante ansie, quanto lavoro e quante gioie riposte attorno a questo evento. Io ve lo voglio raccontare dal dietro le quinte!

Eventi di tale portata e risonanza non sono mai facili da realizzare, c’è bisogno di tanto lavoro e determinazione, ma questo lo avevamo ben chiaro. Ogni progetto va vissuto come un grande giorno che ha un alone di magnificenza che poi, dopo tanto duro e minuzioso lavoro, si concretizza in una splendida e straordinaria opera da mettere in pratica.

Ed è proprio un gran giorno quello che, ancora una volta, l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti mi ha fatto vivere insieme a tutto il team selezionato per il Congresso.

Dentro la Famiglia dell’Unione da poco più di un anno e mezzo, mai avrei potuto pensare che mi avrebbero chiesto di entrare a far parte della squadra di collaboratori, soprattutto del Congresso. Fidarsi di qualcuno, anche e soprattutto a livello professionale, non è mai una passeggiata, ma a volte può rivelarsi una fortuna e dare senso a tutto il resto: ai sacrifici, alle ore infinite di lavoro, ai pianti.

Fortunatamente esistono anche i sorrisi di chi ama ciò che fa e te lo insegna, le amicizie che confortano quando le ore di lavoro superano i limiti e che riscaldano quando ti senti solo e perso in una grande città che non ti appartiene. Ci sono momenti, addirittura, in cui le risate superano i momenti di sconforto, perché magari hai la fortuna di lavorare con professionisti di talento.

Tutto inizia dal pomeriggio di mercoledì 4 novembre: arrivata l’equipe per le riprese, noi iniziamo a predisporre il tutto per i collegamenti e le piattaforme. Ma in realtà già alla base di tutto c’era ben altro. Quanti immaginano che dietro un Congresso così imponente hanno sudato più di 60 persone? Mesi e mesi di ragionamenti e di contrattazioni, di cambi di idee, di rinunce, di “forse non è opportuno”. Si lavora ininterrottamente per cercare di capire cosa può piacere e cosa no, cosa può garantire un qualcosa che deve filare “liscio”. Ogni minuzia, ogni dettaglio deve essere livellato alla perfezione. I computer e i telefoni sono stati il pane quotidiano di quelle persone per settimane.

Impari presto che il dietro le quinte non è mai uguale al davanti. Anche se la gente, a volte, è esattamente la stessa. Sarà che quando arrivi ad una meta, in proporzione, tutto assume una dimensione decisamente inferiore. Alcune persone che avevo idealizzato, sono diventate d’improvviso persone umane come me, fatte di debolezze, di capricci, di momenti di sconforto. Persone che sanno far sorridere e ridono di gusto.

E allora in un momento sei già dentro l’evento, sei già a dover coordinare gli interventi di varie personalità di spicco della Politica: il premier Conte, Matteo Salvini, la ministra Azzolina, il Presidente Mattarella. Il tutto in combutta con il tempo che è sempre troppo poco per poter dar spazio a tutti e di cui sei l’unico custode. Il primo giorno è passato e con esso la rafforzata fiducia che tutto può andar bene, deve andar bene. Arriva il sabato, il giorno più temuto da tutti noi, il giorno delle elezioni.

Ore 12:30. Il Presidente Mario Barbuto ne annuncia l’inizio. Partono le schede. Un misto di preoccupazione e sollievo ci assale. Qualcosa potrebbe andare storto, ma allo stesso tempo pensiamo con grande “ottimismo” che il più è passato. Alla fine delle votazioni, il seggio di cui anche io faccio parte, svolge i lavori preliminari. Poi il Congresso riprende fino alle 21, momento di inizio dello spoglio. Il presidente di seggio apre le operazioni. Le mani sudano, la voce trema, cercando di scandire bene numeri e nomi dei candidati. Più scorrono le schede, più aumenta l’attenzione, anche se a complicare il tutto ci sono la tarda ora e la stanchezza. Ore 00:15, finalmente finisce lo spoglio. Ci guardiamo tutti, soddisfatti, sfiniti, ma felici. Vorremmo perderci in un abbraccio comune, almeno in delle calorose strette di mano. Il periodo non lo consente, ma gli occhi rossi, sopra la mascherina, non celano i sentimenti e le emozioni che si diffondono nel gruppo. La domenica 8 novembre è condita di rilassatezza, soddisfazione, stanchezza e forse un po’ di sonno. Ma l’importante è essere consapevoli di aver fatto un bel lavoro per la riuscita di tutto! La proclamazione e la torta danno il giusto epilogo a tre giornate da “distanti, ma vicini”.

Siamo fatti di sogni e viviamo tutta la vita cercando di realizzarli. Poi, un giorno, qualcuno diventa straordinariamente realtà, e questo nel nostro piccolo lo è diventato. Pensare di fare un Congresso così seguito e partecipato solo pochi mesi fa forse era utopia pura e la vera vittoria è non aver rinunciato a nessuno. Se vi dicono che è tutto facile o che “non ci vuole niente”, non credeteci. Ma in voi stessi, invece, non smettete di farlo mai!

Mariella Murisciano a 40 anni dalla prima pubblicazione, di Anna Buccheri

Quando la poesia racconta la vita e le emozioni

Cos’è la poesia? È l’esperienza di essere visti, di pensare gli altri, di essere pensati dagli altri in una reciprocità di sguardo, è vedersi nel proprio essere visti.

La poesia è percezione di sé e degli altri, incontro tra sé e gli altri, tra sé e la natura, tra sé e il mondo, tra sé e le cose.

Ne scaturisce una consapevolezza che procede per gradi e raggiunge profondità sempre maggiori, mentre il linguaggio poetico è certamente il più rispondente a veicolare i messaggi dell’anima, duttile e pronto, emozionato e sfacciatamente sincero, ritroso e affettuoso. È un linguaggio che rende possibile sentirsi e dirsi, perché la poesia è generativa: di emozioni, di parole, di incontro.

I desideri si intrecciano tra loro ed esplodono nelle parole che diventano di volta in volta rammemorative, toccanti, di preghiera, di protesta, ma mai distratte, mai urlate, anche quando mostrano o esprimono indignazione.

Ogni componimento poetico è un viaggio all’interno del cuore, della mente, del sé e del mondo.

La poesia stimola la memoria e la memoria è la sostanza della nostra identità, la costruisce, ci rende individui identificabili, unici e irripetibili, riconoscibili per il nostro modo di essere e nella nostra essenza, per la nostra unicità di soggetti nel mondo. Se non custodissimo ricordi, memorie, frammenti di tempo, visi, cose, luoghi, non saremmo noi stessi, ci sentiremmo amputati di una parte di noi, ne avvertiremmo la mancanza, perché la poesia è nostos, ritorno a sé stessi.

Quella di Mariella Murisciano è una produzione ricca e varia, che non tralascia nessun tipo di composizione poetica spaziando dall’acrostico all’haiku, ricorrendo anche al dialetto quando la lingua italiana sembra muta, incapace di dare voce a certe affezioni dell’anima.

Prima di pubblicare Piccolo beauty nel 1980, Mariella ha già scritto qualche poesia da ragazzina, ma erano cose scritte per sé. Le prime vere poesie prendono forma nel 1970 e d’altra parte lo stesso Piccolo beauty rimane nel cassetto per un po’ di tempo, probabilmente per quel timore di offrire al mondo sé stessi nella propria nudità che provoca la scrittura e poi c’è, verso il primo libro, un attaccamento quasi viscerale, molto simile a quello che si prova per un figlio. E infatti a Piccolo beauty Mariella è molto affezionata, è il suo preferito.

Nei libri di Mariella c’è un pensiero, un ricordo, un augurio per tutti: «Le mie poesie hanno il pregio di essere brevi. Possono non piacere, ma non possono stancare», dice lei con una punta di autoironia e molta modestia.

Ma vediamoli da vicino questi libri a cui Mariella affida le sue parole e se stessa.

In Piccolo beauty del 1980 con immediatezza e schiettezza si colgono cose, sentimenti, sensazioni, stati d’animo. C’è un bisogno di recupero di autenticità della vita e delle relazioni. Il dolore si sublima e diventa gioia di vita e cara memoria di affetti, mentre tristezza e malinconia sono vagheggiamento di qualcosa che è stato e non è più.

Darreri lu sipariu. Pensieri in lingua siciliana è del 1986 e contiene 40 componimenti. Sono pensieri che stanno dietro il sipario, che da lì fanno capolino e per esprimersi ricorrono al dialetto, perché il dialetto, e quello siciliano in particolare, conosce vezzeggiativi e ha espressioni che sanno fare vibrare il cuore, come succede nei due componimenti Ppi tia mammuzza e A me’ patruzzu. L’amore, l’affetto, la riconoscenza per i genitori sono sentimenti costanti e sempre vivi in Mariella: per la mamma, la sola capace di indovinarne il pianto; per il papà, al quale riserva la parola «grazie» per dire tutto quel che c’è da dire.

Il Raggio verde, che dà il titolo alla raccolta del 1988, in astronomia è una folgorazione luminosa intensa e repentina e in questa autobiografia poetica gli stati d’animo sono cassa di risonanza per tutti, parole in cui è facile riconoscersi, creandosi una rispondenza con il verso di Eugenio Montale posto ad epigrafe del libro: «Occorrono troppe vite per farne una». Il libro è stato omaggiato alla festa per il pensionamento di Mariella, pensionamento avvenuto il 29 marzo 1988, da tutte le donne presenti che indossavano qualcosa di verde.

In Coriandoli. Tanti nomi per riflettere insieme (acrostici) del 1991 viene fuori un’anima che ha vissuto oltre un muro, al di là di un paravento, tra emozioni, speranze deluse, verità mai pronunciate, scandite ed espresse attraverso nomi, mesi e stagioni. Nel libro è possibile leggere la poesia che i colleghi hanno dedicato a Mariella quando è andata in pensione in cui dicono di lei: «la luce e i colori li porti nel cuore».

Ikebana. Una storia narrata come in un film tra prosa e poesia del 1997 è strutturato in 7 capitoli e contiene un omaggio sincero e ammirato alla giornalista Ilaria Alpi. Tratto distintivo del libro è la generosità di Mariella espressa con parole semplici e quasi con allegria. Così nel capitolo III si legge: «Se offri un sorriso/se tendi la mano, non/te ne pentirai!». Tra i ricordi più cari e che ritorna anche in altre raccolte di poesia c’è quello di Bologna, tratteggiata come città serena e gioiosa negli anni Cinquanta dove Mariella arriva con la voglia nel cuore di apprendere e di ritrovare le cose perdute.

Quel che resta d’un filo del 2000 è un diario in acrostici degli anni 1988-2000. La memoria appartiene al tempo della coscienza, coltiva e conserva non solo il fatto, ma anche i sentimenti e le emozioni ad esso legati, così il presente si riallaccia al passato. Vengono evocati alcuni luoghi (Brescia, Padova, Bologna, Adrano, Abano Terme, via Etnea a Catania), tappe importanti nella vita di Mariella. Molti i riferimenti alla contemporaneità, alla cronaca, alla cultura. Come in una galleria sfilano personaggi, eventi, trasmissioni TV: Indro Montanelli, Fatti vostri, il Giubileo, Alessandro Gennari (poeta), Piera Aiello, Oscar Luigi Scalfaro, re Hussein di Giordania, Slobodan Miloševič, Paolo Limiti, Maria Teresa di Calcutta, Sandro Pertini, Orietta Berti, Rita Dalla Chiesa, Alfred Hitchcock, Rita Atria, Louis Braille, Ilaria Alpi, Marta Russo, Noi oggi, Nico Querulo, Aldo Moro, Alberto Castagna. Ci sono citazioni da Giovanni Paolo II, Blaise Pascal, David M. Turoldo, Georges Bernanos, Khalil Gibran, Nino Salvaneschi, Sant’Agostino, Mahatma Gandhi; e poesie di Salvatore Quasimodo, Eugenio Montale e Bertolt Brecht.

Tra le rughe del cuore del 2005, invece, racconta un anno di vita (27 luglio 2002-27 luglio 2003) tra sogni, speranze, desideri, riflessioni e ricordi, alternando prosa e poesia. Così dalle pagine riemergono: episodi della propria vita (tromba d’aria del 1969, terremoto ed eruzione dell’Etna del 1996); i trenta anni dalla morte della mamma il 26 gennaio 2003; la morte di Alberto Sordi (avvenuta il 25 febbraio 2003); il ritorno dei Savoia in Italia (15 marzo 2003); il ricordo di Aldo Moro a 25 anni dal rapimento (16 marzo 2003); il ricordo di via Apollo ad Adrano, casa del nonno e poi del padre, dove Mariella è nata; i sessanta anni dal 10 luglio 1943, con la guerra e la ricerca di una zona sicura in cui trovare un rifugio; i cento anni dalla nascita del padre l’8 settembre 2002. E poi ci sono: poesie dedicate (per Maria Grazia Cutuli, Rita Dalla Chiesa, La vita in diretta, Giulietta Capuleti, alcuni cari amici, il Papa); auguri per compleanni; ringraziamenti per i medici che non l’hanno soltanto curata, ma si sono presi cura di lei.

Nel Calendario 2007 emerge il sentimento religioso di Mariella sempre molto forte e vero, come nell’epigrafe di novembre: «Ciò che rimane lo porto/nel cuore/porto nel cuore quel che/sa Dio». Seguono la preghiera «O Signore» e l’acrostico per Sant’Agata. Il volume si chiude con una affettuosa, trepidante e accorata Preghiera alla Madonna. E poi ci sono i ricordi: di Bologna e di Adrano (via Apollo 7); della sorella Tanina (morta il 2 luglio 2006, dopo quarantacinque anni di premure, la cui ultima e unica parola era «Ormai»).

Agenda 2008 Amarcord è arricchita dalle foto di Mariella bambina, quando ancora vedeva, della sua prima comunione, mentre è al lavoro, di quando era giovane. C’è un omaggio a Victor Ballu e ci sono ricordi legati alla propria nascita, infanzia, adolescenza e maturità vissute tra Adrano, Catania (all’Istituto Gioeni), Bologna (all’Istituto Cavazza). I mesi di volta in volta sono presentati con santi, calendario, segno zodiacale, proverbi e detti. Scandiscono il tempo: poesie (tra cui quella a lei dedicata dai colleghi al momento del pensionamento e la sua in risposta); acrostici (uno per la mamma e uno per il padre, entrambi nel mese di maggio, entrambi corredati di foto che ritraggono la mamma con le tre figlie bambine, Mariella che ancora vede e il padre in divisa da militare); anniversari (fine lavoro, andata in pensione, morte della sorella Tanina con foto); ricordo delle città visitate della Spagna e di Bologna, dei coniugi Ritter/Inguscio, di Ana Paola (la bambina brasiliana in affido a distanza), di Louis Braille, di Matteo Cabiati, del corso Braille del 2007, di Santa Maria Teresa di Calcutta, degli amici di penna, di tutti i cari che non ci sono più (parenti/amici); foto e disegni. Un ricordo si impone su tutti gli altri, evocato dalla poesia del poeta Alfio Cariola, quello di Piazza Ammalati ad Adrano che prende corpo dalle pagine in una descrizione che dà a chi legge la sensazione di trovarsi tra le alte case che oggi «forse nascondono il tramonto», per trasportarlo indietro nel tempo quando Mariella vi abitava fanciulla. Era il tempo in cui: «Da lì partivano con valige di cartone legate con la corda gli emigranti, figli che lasciavano le famiglie che li piangevano lontani (…) L’abbeveratoio al centro d’estate, la piazza odorava del basilico messo sulle porte delle case, sui tetti delle case basse fichi e pomodori a seccare al sole (…) La gallina gratta il terreno (…) La piazza ha conosciuto peste e altre epidemie (…) Tanti ragazzi vi scorrazzavano, amori nascevano, fiori sfiorivano». Erano i tempi in cui ogni casa era riconoscibile dalla famiglia che l’abitava e in particolare dalle donne, dalle madri.

Eccolo il racconto di Mariella, un racconto intimo e privato, collettivo e partecipato, che si affida con fiducia alla poesia perché la poesia può cambiare il mondo e certo cambia le persone che la leggono, ma anche chi la scrive.

Museo Omero – Uno zoom sull’arte: ultimo incontro online

Ultimo incontro online a cura di Tiziana Maffei, Direttore Generale della Reggia di Caserta

Mercoledì 18 novembre ore 18.

L’ultimo appuntamento con le conferenze on line del ciclo “Uno zoom sull’arte” vede protagonista Tiziana Maffei, Direttore Generale della Reggia di Caserta, con un intervento dal titolo “Reggia di Caserta museo verde: il patrimonio storico artistico e paesaggistico per lo sviluppo sostenibile della società”.
Per l’occasione Tiziana Maffei sarà intervistata da Alberta Campitelli, vicepresidente APGI, presidente del Comitato tecnico Scientifico Musei del Consiglio Superiore dei Beni culturali del MiBACT.

La partecipazione sulla piattaforma web Zoom è gratuita e a numero chiuso: occorre prenotarsi via mail all’indirizzo conferenze@museoomero.it , altrimenti sarà possibile seguire la diretta via streaming sulla pagina Facebook del Museo Omero.
L’invito a partecipare è rivolto agli operatori, agli studiosi e a tutti coloro che amano l’arte e i luoghi della cultura, per mettere a fuoco alcuni temi che appassionano chi è spinto dall’interesse e dalla curiosità intellettuale.

L’incontro sarà dalle 18 alle 19.30.

Biografia

Da maggio del 2019 Tiziana Maffei è Direttore Generale della Reggia di Caserta.
Architetto dal 1994, è presidente di ICOM Italia dal 2016 e docente a contratto Comunicazione dei beni culturali – Docente di Reti e sistemi nel ‘Corso di laurea magistrale in Beni archeologici, artistici e del paesaggio: storia, tutela e valorizzazione’ in diversi atenei italiani, nonché responsabile del Laboratorio valorizzazione dei beni tutelati presso l’università Alma mater studiorum di Bologna. Alle spalle ha una lunga esperienza nel settore del patrimonio culturale e in particolare specifiche competenze nel settore museologico e museografico.

Foto di Tiziana Maffei

Museo Tattile Statale Omero – Mole Vanvitelliana
Banchina Giovanni da Chio 28 – Ancona
telefono 071 28 11 93 5
www.museoomero.it

Sicilia – Minincleri, compiacimento per la conferma di Barbuto a presidente nazionale

Ricco di soddisfazioni per la Sicilia il ventiquattresimo congresso dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti, quello del centenario dalla fondazione, svoltosi on line con 276 delegati e il coinvolgimento di oltre ottomila persone. Nel corso dei lavori, anche un intervento dell’assessore della Regione Siciliana Antonio Scavone, al quale Minincleri ha chiesto davanti all’Assemblea un impegno per l’Istituto dei ciechi Ardizzone Gioeni

“Il ventiquattresimo congresso nazionale, quello del centenario dalla fondazione, è stato ricco di soddisfazioni per la Sicilia, a cominciare dalla riconferma come presidente nazionale del catanese Mario Barbuto, per la quale esprimo, anche a nome del consiglio regionale, un grande compiacimento. Ma va registrato anche il successo di Linda Legname, la più votata nello scrutinio del Consiglio nazionale, e l’elezione di Stefano Salmeri”.

Lo ha detto Gaetano Minincleri, presidente siciliano dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti, parlando dell’appena concluso congresso dell’Uici, che, svoltosi on line per le disposizioni anti-covid, ha visto la partecipazione di 276 delegati e il coinvolgimento di ben ottomila persone che hanno seguito la diretta sulla radio dell’Uici e su Facebook e Youtube.

“Il presidente Barbuto – ha detto Minincleri, il quale è stato uno dei due vicepresidenti del Congresso – ha confermato il suo impegno, che appoggiamo completamente, basato sulla ricerca di una società più giusta e civile, con i disabili visivi, purtroppo sempre di più, pronti a far leva sulla forza del passato e sulla consapevolezza del presente, per costruire un futuro di uguaglianza tra tutti i cittadini”.

“Nel corso dei lavori – ha sottolineato inoltre Minincleri, in presenza a Roma nella sede Uici di via Borgognona con Barbuto, la presidente del Congresso Giulia Cannavale e l’altro vicepresidente Hubert Perfler – su questi temi a noi così cari abbiamo avuto importanti contributi di leader politici nazionali, a cominciare dal messaggio d’apertura del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dai contributi della ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, e del presidente dei senatori di Iv, Davide Faraone, entrambi siciliani”.

“Inoltre – ha detto ancora il Presidente regionale dell’Uici – abbiamo registrato con grande piacere il significativo intervento dell’assessore regionale alla Famiglia Antonio Scavone, il quale ha colto perfettamente lo spirito con cui l’Uici, in Sicilia come a livello nazionale, sta portando avanti il proprio impegno nei confronti di chi, affetto da disabilità visive o da pluridisabilità, deve avere le stesse opportunità degli altri cittadini”.

“Anche in ragione di questo – ha concluso Minincleri – ho chiesto all’assessore Scavone, davanti all’assemblea, un impegno perché l’Istituto dei ciechi Ardizzone Gioeni di Catania torni a essere interamente dedicato ai disabili visivi, dopo aver rappresentato per più di un secolo un autentico punto di riferimento per non vedenti e ipovedenti. Nell’Istituto si è formata un’intera classe dirigente anche nazionale: lì hanno studiato, per esempio, il riconfermato presidente nazionale dell’Unione, Barbuto, e tanti altri”.

Link Youtube

Istituto dei ciechi filmato

Modena – Le arti marziali per i disabili visivi: si cresce insieme con lo sport e la solidarietà

Traguardo raggiunto. L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti APS, Sezione Territoriale di Modena “Mariangela Lugli”, ha centrato l’obiettivo di cofinanziamento riuscendo a rendere concreto il progetto dedicato alle arti marziali per i disabili visivi. Un’iniziativa sviluppata grazie a una campagna di Crowdfunding MSD Italia sulla piattaforma “Eppela”.

Crescere insieme attraverso le Arti Marziali”, è questo il nome del progetto che ha trovato l’appoggio di 52 sostenitori per un importo raccolto di 5.215,00 euro ai quali si aggiungeranno 5.000,00 euro di finanziamento da parte di MSD Italia.

Attraverso questo progetto l’UICI di Modena vuole costruire all’interno della struttura, una palestra attrezzata dove poter svolgere attività sportive e riabilitative, e in particolare le Arti Marziali, a favore dei disabili. Ma non solo: UICI punta a creare uno spazio vivo in cui ciechi, ipovedenti, altri disabili ma anche normodotati possano trovarsi a proprio agio. I destinatari del progetto sono infatti sia persone con disabilità, sia normodotate,  provenienti da tutto il territorio dell’Emilia-Romagna, che abbiano desiderio di praticare sport insieme ai disabili visivi.

Tutto ciò contribuirà a rendere la sede stessa un valore aggiunto per la vita della comunità modenese, anche in considerazione del fatto che mancava nella città un punto di riferimento in tal senso.

L’UICI Modena può contare su una sede abbastanza ampia per ospitare una palestra, ha già lanciato sperimentazioni in questa direzione e si sta impegnando per fare della propria sede un punto di riferimento per lo sviluppo personale e l’empowerment su più livelli dei disabili visivi e sensoriali, attraverso il riassetto dei locali, l’implementazione di nuovi servizi, il lancio di nuovi progetti a favore dell’inclusione sociale e della partecipazione.

La sezione UICI di Modena esprime il suo più caloroso ringraziamento a tutti i donatori e finanziatori per la solidarietà dimostrata in un periodo davvero complesso. 

Catanzaro – Comunicato emergenza Covid-19

Si comunica che la sezione UICI di Catanzaro nel rispetto delle norme per il contenimento della diffusione del COVID-19 continua a garantire:

– Apertura uffici di segreteria dal lunedì al venerdì soltanto dalle ore 08:30 alle ore 14:00 e dietro prenotazione anche in orario pomeridiano

‼️L’accesso è consentito,previa prenotazione,  SOLO in casi di Necessità,  ad un utente per volta e nel rispetto della distanza minima di 1 mt.

È obbligatorio presentarsi muniti di mascherina e guanti monouso.

In accordo con la locale sezione U.N.I.Vo.C. di Catanzaro si garantiscono:

-Il servizio di accompagnamento ai lavoratori ancora in servizio.

-Consegna farmaci e spesa a domicilio per i soggetti richiedenti ;il servizio è stato esteso anche ai soggetti disabili gravi oppure over 75.

-In considerazione della situazione di isolamento è stato mantenuto il servizio del Libro Parlato in modo da dare la possibilità agli utenti di poter passare le proprie giornate in compagnia di saggi ed autori.

·         “La tua Voce dono prezioso per chi non vede “ è ancora possibile donare la propria voce registrando un testo del cuore e inviando il  file audio a questa sezione Uici.

-Per coloro che abbiano richiesto e risultino in graduatoria all’interno del progetto per i servizi ai soggetti ciechi pluriminorati restano attivi i servizi di assistenza essenziali ,concordandoli quotidianamente,quali O.S.S. ,interventi domiciliari ed assistenza psicologica .

-Per far vivere con serenità queste settimane difficili, si garantisce un intervento di natura specialistica: attività di assistenza psicologica anche a distanza.

-L’attività di Consulenza fiscale e Patronato è garantita in via telematica. Inoltre data la proroga è ancora possibile fare richiesta per la precompilazione (mod. 730)

-Assistenza tiflodidattica e servizi scolastici e postscolastici per alunni di ogni ordine e grado.

 
-In via sperimentale sarà attivata una piattaforma online per la realizzazione di attività ludico-ricreative dedicate ai bambini dai 2 ai 10 anni .

-Come nelle scorse settimane,continua la nostra azione di : Raccolta, Distribuzione e Consegna dei Beni di prima necessità per le famiglie che vivono in gravi difficoltà economiche e sociali.

Per chi volesse collaborare,ognuno con le proprie possibilità, può farlo attraverso un contributo o un vostro pacco-spesa.

Ritiro, consegna e distribuzione sarà svolto da noi gratuitamente.

Per maggiori informazioni e prenotazioni contattare questa segreteria:

• Tel: 0961721427

• Mail: uiccz@uiciechi.it

• FB: Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti Catanzaro

Cagliari – Notiziario n. 56-2020

Si comunica che, nel corso del 24esimo Congresso dell’Unione, è stata eletta, in qualità di Consigliere Nazionale per la Sardegna, la nostra giovane componente il consiglio Sezionale di Cagliari, Simona Trudu, alla quale formuliamo le nostre più vive congratulazioni e l’augurio di proficuo lavoro.

Rivolgiamo al Presidente Nazionale Mario Barbuto e a tutti i Consiglieri i nostri migliori auguri per le attività del prossimo quinquennio.

Cogliamo l’occasione per invitare tutti i soci e le socie a presentare suggerimenti, segnalazioni, proposte operative  da sottoporre all’attenzione dei competenti gli organi collegiali locali e nazionali affinché  vengano recepiti il più efficacemente possibile i bisogni e le esigenze della categoria.

Annamaria Palummo rieletta al Consiglio Nazionale UICI, di Pierfrancesco Greco

Autore: Pierfrancesco Greco

“Inizia un quinquennio da vivere con determinazione, abnegazione, entusiasmo”

Il XXVI Congresso Nazionale della storica Associazione, svoltosi a distanza, ha riconfermato Mario Barbuto nella carica di Presidente Nazionale e dato forma al nuovo consesso, nel cui ambito l’ex presidente della Sezione calabrese potrà proseguire il percorso iniziato cinque anni addietro.

Un risultato di rimarchevole rilevanza, valicante l’ambito associativo in cui esso è maturato: la dottoressa Annamaria Palummo è stata eletta nuovamente al Consiglio Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. Un successo personale che è anche e soprattutto un successo per la Calabria, costruito con passione e impegno dall’ex Presidente della Sezione Regionale, la quale potrà così proseguire il proprio percorso, iniziato un lustro addietro; percorso i cui orizzonti si allungheranno nel quinquennio che si sta aprendo, degnamente inaugurato dal XXIV Congresso, quello del Centenario. Sarà un quinquennio intenso, alla luce delle tante e difficili sfide che l’UICI, guidata dal riconfermato Presidente Nazionale Mario Barbuto, si troverà ad affrontare, come sempre, del resto: certamente, la dottoressa Palummo saprà dare il proprio contributo di competenza ed esperienza in seno al prestigioso consesso, assieme a cui cammina da tanti anni. Anni di sacrifici e risultati, di dialettica e intese, di lotte e vittorie: anni che si arricchiranno di nuovi obiettivi, di nuove idee, di nuove emozioni. “A conclusione dei lavori afferenti al XXIV Congresso dell’UICI, il Congresso che ha celebrato il nostro primo Centenario, voglio ringraziare – ha affermato la Palummo – coloro i quali hanno ritenuto che la mia presenza in Consiglio Nazionale fosse utile alla nostra causa, al nostro sogno. Intendo palesare espressioni di gratitudine sincera, che rivolgo alla delegazione calabrese e agli amici sparsi in tutta Italia, che mi conoscono, con cui ho già lavorato e a cui sono accomunata da una convinzione: insieme è possibile iniziare un percorso nuovo, peraltro già tratteggiato nel Congresso, partendo da una prospettiva orientata all’accessibilità, all’utilizzo delle nuove tecnologie, al multimediale, che spalanca la nostra esistenza su un mondo virtuale sempre più reale. Un mondo tanto imperante e tanto necessario, soprattutto in questa fase emergenziale legata al Covid; un mondo che ci offre la possibilità di abbattere ogni tipo di barriera comunicativa e che, attraverso software accessibili, consente a ipovedenti e non vedenti di entrare a pieno titolo, e con pieno diritto, nei sistemi culturali, professionali, lavorativi, mediatici e, come nel nostro caso, anche associativi: consideriamo, al riguardo, questo Congresso, che, svoltosi, per l’appunto, a distanza, ha offerto alla platea sociale la dimostrazione della nostra efficienza, della nostra competenza, della nostra capacità di stare al passo con i tempi, anzi, nello specifico, anche in anticipo sui tempi, almeno per quanto riguarda il nostro Paese. Poi voglio evidenziare un altro aspetto: durante il Congresso abbiamo confutato quella diceria inerente a un presunto settarismo corporativo con cui spesso veniamo etichettati, di più, dipinti, come se fossimo un’associazione che tutela solo i diritti dei ciechi e degli ipovedenti: una narrazione, questa, totalmente falsa, essendo noi, come UICI, con le nostre buone prassi, impegnati a costruire la nostra presenza, il nostro impegno, la nostra competenza in ogni settore della società, camminando verso un sistema inclusivo, aperto a tutti i disabili e anelante a un’elevazione complessiva, non solo morale, del contesto immanente. Una meta, questa, che passa dal dialogo con le istituzioni, dai nostri tavoli tecnici al Miur e alla Salute, dall’attenzione verso le Attività Produttive e, soprattutto, dalla consapevolezza, delle succitate istituzioni, rispetto alla nostra vocazione a creare azioni rispondenti alle esigenze e ai bisogni delle persone che da sole non potrebbero fare un certo tipo di percorso nella conquista e della difesa dei propri diritti. Sì, questo Congresso ha costituito un passaggio importante nell’ambito del nostro riconoscimento e della nostra legittimazione esterna: una legittimazione che ci rende felici, che ci carica di responsabilità, che ci farà vivere – ha concluso la Consigliera Nazionale – il quinquennio che va a principiare con determinazione, con abnegazione, con entusiasmo, al servizio esclusivo della nostra amata UICI!”.

Insomma, Congratulazioni! E buon lavoro!

Nella foto la dottoressa Annamaria Palummo