Progetto SOS: “Sostegno, Operatività, Sinergia” finanziato da Gilead Sciences Srl

Bando COMMUNITY GRANTS PROGRAM EMERGENZA COVID-19.

Durante il periodo del primo lockdown, la nostra struttura di Progettazione ha  presentato un progetto rivolto ai soci anziani e ai minori ciechi, ipovedenti, anche con disabilità plurime.

Nelle scorse settimane abbiamo ricevuto la conferma della valutazione positiva del progetto SOS. “Sostegno, Operatività, Sinergia”, finanziato da Gilead Sciences Srl all’interno del bando COMMUNITY GRANTS PROGRAM EMERGENZA COVID-19.

Il progetto prevede nelle sue tre azioni la distribuzione ai territori di 150 dispositivi Alexa AMAZON ECHO DOT. III Generazione, secondo la suddivisione rispondente agli obiettivi progettuali:

  • Due dispositivi per ogni sezione dove sono in corso progetti di Servizio Civile Universale (N. 62 dispositivi per n. 31 strutture territoriali);
  • Un dispositivo per ciascuna delle altre strutture territoriali che non hanno in corso progetti di servizio civile (N. 76 dispositivi );
  • Dieci dispositivi  da distribuire attraverso  SlashRadio, secondo modalità definite dalla redazione;
  • Due dispositivi di riserva, al servizio dei tecnici che gestiranno la formazione.

Sarà cura di ciascuna Sezione identificare il socio o i soci di età superiore a 65 anni, ai quali verrà consegnato il dispositivo. Il nominativo o i nominativi prescelti dovranno essere inviati al seguente indirizzo mail:

archivio@uiciechi.it 

corredati di numero di telefono e indirizzo mail del socio o di un familiare.  Per info rivolgersi all’ufficio fundraising e progettazione della sede Nazionale. Tel. 0669988448/352 Mail: fundraising@uiciechi.it

Il progetto prevede una formazione di base sull’uso del dispositivo che sarà organizzata in piccoli gruppi e coordinata da un esperto tifloinformatico, tramite piattaforma zoom.

I dispositivi verranno recapitati nei prossimi giorni alle sedi territoriali che segnaleranno i nominativi di cui sopra, che dovranno pervenire entro il 15 Dicembre prossimo.

Ogni sezione partecipante individuerà un volontario, ove possibile del Servizio Civile Universale, che assisterà il socio nella fase di formazione, installazione e primo uso, così come previsto nel progetto. I volontari parteciperanno preventivamente a una breve fase formativa online per acquisire a loro volta le competenze necessarie. Confidiamo in una pronta e vasta adesione.

Criticità di inclusione scolastica ed accessibilità digitale, di Stefania Leone e Marco Pronello

Autore: Stefania Leone e Marco Pronello

Fonte: www.fedman.it

Il tema dell’accessibilità digitale in ambito scolastico, non impatta solo sull’utilizzo di ausili tecnologici o accomodamenti ragionevoli per disabilità visive, ma anche per disabilità uditive, motorie, intellettive, relative a disturbi dello spettro autistico, nonché a pluriminorazioni. In questi mesi di emergenza, in cui l’uso dell’informatica nella didattica è stato fortemente incrementato, si è riscontrato che l’accessibilità degli strumenti scolastici presenta qualche luce, ma purtroppo ancora molte ombre. Ci si dimentica che, oltre agli alunni disabili, esistono genitori ed insegnanti con disabilità, che restano ancora quasi del tutto invisibili. Su questi aspetti ci siamo confrontati con alcuni addetti ai lavori, tra cui insegnanti di scuola secondaria, docenti universitari e docenti incaricati presso gli atenei per i corsi di sostegno, e una delle sensazioni comuni rilevate in situazione di disabilità è quella di sentirsi ai margini della vita dell’istituto scolastico. Nel collegio docenti, nei gruppi di lavoro, nei consigli di istituto e nelle commissioni d’esame; tra le principali motivazioni vi sono problemi nella scelta dei libri di testo, degli strumenti digitali di lavoro, delle piattaforme tecnologiche accessibili di meeting e didattica a distanza. Proviamo ad esaminare qualcuno di questi problemi.  

I libri di testo accessibili

Spesso, un rappresentante di una casa editrice che arriva in sala professori, non ha la versione accessibile dei testi e non comprende esattamente cosa significhi accessibilità. È dunque evidente che il primo gap è proprio la mancanza di competenze e di possibilità di verificare il prodotto, anche perché i tempi per la scelta sono ristretti e gli unici escamotage possibili sono l’aiuto dei colleghi o, qualora si conoscano personalmente gli autori, la richiesta diretta dell’invio del file in formato accessibile, ma tale soluzione non può essere definita accessibilità universale. Questi problemi ricadono a cascata sui genitori e sugli alunni con disabilità i quali, tra l’altro, non possono consultare preventivamente i testi e devono sperare che il prodotto acquistato sia fruibile tanto per la lettura, quanto per l’interazione con gli esercizi da svolgere. Proviamo a dare anche qualche parziale buona notizia: ad esempio, per le scuole secondarie si è attivato un progetto denominato “Scuolabook”, che consiste in un portale per acquistare ebook online , e si può fare anche riferimento a piattaforme mainstream come Kindle, ma purtroppo non sono tutte totalmente accessibili. Attualmente si sta sviluppando un nuovo sistema autorizzato dalla normativa vigente, secondo cui un docente non acquista il testo, ma può produrlo man mano tramite dispense. Il vantaggio è la possibilità di produrre il testo tenendo conto delle eventuali esigenze di accessibilità del docente e degli alunni, lo svantaggio sta nei costi, in quanto richiede grande dispendio di tempo e di risorse umane. Spesso le soluzioni, invece di essere affrontate a livello istituzionale, ricadono a livello associativo; ad esempio la commissione nazionale insegnanti dell’UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) sta pensando di creare una banca dati con i testi già prodotti e questo progetto costituirebbe una buona prassi sia per l’accessibilità che per la non discriminazione nella professione dell’insegnamento. Si segnala inoltre un interessante progetto, a cura dell’Università di Torino, per gli studi di “matematica accessibile”: si tratta del laboratorio Polin, in cui vengono messi a disposizione degli studenti universitari, computer già forniti di tecnologie assistive e il “pacchetto accessibility”, software per la decodifica accessibile delle formule matematiche, compatibile con i  più comuni screen reader, ausili utilizzati da persone cieche o fortemente ipovedenti.  

I registri elettronici accessibili

Quando nacquero le prime piattaforme private all’inizio degli anni 2000, non c’era l’obbligo dell’uso del registro elettronico. In seguito all’obbligatorietà dello strumento, sono iniziati i problemi di accessibilità e usabilità. Qualche anno fa il MIUR (ora MI, Ministero dell’Istruzione) aveva aperto un tavolo tecnico con i principali gestori di piattaforme a livello nazionale e alcune associazioni di categoria, per l’adozione di una piattaforma comune che rispetti le norme sull’accessibilità. A tutt’oggi però, ogni istituto scolastico sceglie la piattaforma da adottare ed anche in questo caso le segnalazioni di inaccessibilità restano a carico del mondo associativo. Per esempio, in seguito a ripetute segnalazioni da parte di alcuni soci su problematiche con l’utilizzo di piattaforme sviluppate da Spaggiari e Argo, l’Associazione Disabili Visivi ONLUS (ADV) ha contattato i gestori, i quali si sono resi disponibili a risolvere i problemi, adeguando i prodotti già esistenti al tipo di problema e di disabilità. Tali soluzioni, effettuate a posteriori, non sono mai totalmente risolutive ed inclusive e risultano “toppe”, che lasciano sempre aperti altri problemi: rendere accessibile un prodotto vuol dire riprogettarlo alla radice, in modo da renderlo universalmente utilizzabile. Esistono differenze nell’accessibilità di una piattaforma digitale, a seconda della tipologia di utente che la utilizzi in compilazione o in consultazione. Per fare un esempio tecnico tra i tanti, un insegnante non vedente che debba inserire gli argomenti svolti e i compiti assegnati giorno per giorno, può trovarsi nell’impossibilità di completare il lavoro a causa della difficoltà di inserire la data nel registro digitale, perché il campo relativo non è digitabile o non è correttamente etichettato. In un periodo come quello di lockdown dovuto all’emergenza Covid-19, il problema è aggravato da forti difficoltà per insegnanti che lavorano a distanza, senza il supporto di colleghi o familiari in grado di risolvere eventuali impedimenti tecnici. Un buono stimolo affinché le scuole adottino un registro digitale accessibile, potrebbe dipendere dall’ottenimento di finanziamenti da parte del Ministero, dei Comuni e delle Regioni, a seguito di un buon rapporto annuale di valutazione RAV, a cui gli istituti scolastici sono sottoposti. Si tratta del giudizio degli stakeholders quali genitori, studenti e insegnanti, sul livello di gradimento dei servizi offerti dall’istituto scolastico, tra cui rientra ovviamente l’accessibilità e l’usabilità del registro digitale.  

La didattica a distanza

Le piattaforme utilizzate per la didattica a distanza sono numerose; tra quelle maggiormente diffuse citiamo Moodle con Gsuite, Zoom e  Skype, che  hanno una  fruibilità  accettabile, mentre    per i webinar e i convegni, vengono molto utilizzate Microsoft Teams, Cisco meeting e Google meeting, che risultano più facilmente  gestibili tramite dispositivi mobili. Nell’ultimo periodo c’è stato un incremento dell’accesso a tali piattaforme da parte sia dei genitori che dei figli, con molte difficoltà per alcune categorie di persone con disabilità gravi, intellettive e con pluridisabilità. In alcuni casi, con sorpresa, la didattica a distanza è stata un valore aggiunto: è il caso di ragazzi affetti da disturbi dello spettro autistico, che hanno un rapporto preferenziale con la tecnologia, che consente loro di godere di quell’isolamento che in aula si cerca di minimizzare. Va sottolineato però che la didattica a distanza non può essere sostitutiva della didattica in presenza, perché impedisce la relazione, il contatto e l’empatia. Per le disabilità gravi, anche in caso di una piena accessibilità, l’isolamento costituirà sempre un gap, in modo particolare per le famiglie meno “tecnologiche”, o comunque che senza un supporto esterno si trovino a dover sopperire a una serie di problemi di gestione della persona con disabilità per tante ore, senza tempi di riposo e di recupero. Il ministero, nell’ambito del piano nazionale di formazione triennale 2017-2019, utilizzando  i fondi europei, ha formato  più di 3000 coordinatori ed esperti di tecnologie assistive, di sostegno presso le scuole; la piattaforma utilizzata dagli enti formatori “Sophia”, pur essendo stata dichiarata accessibile, ha creato problemi di inaccessibilità in quanto  diverse  piattaforme adottate dagli enti formativi,  o i software collegati a Sophia non lo sono e dunque tutta la tecnologia è stata resa inaccessibile. Come fare dunque per risolvere tutte queste problematiche? Si può ricorrere a diversi strumenti che permettano a tutte le persone interessate di tutelarsi, a cominciare dagli strumenti giuridici. Ricordiamo infatti che la necessità di disporre di strumentazione accessibile è disposta da alcuni provvedimenti legislativi, come la ben nota legge Stanca (L. n.4/2004), che ha un articolo dedicato proprio al materiale didattico e formativo utilizzato nelle scuole di ogni ordine e grado, ai libri scolastici e agli strumenti di lavoro anche a distanza, rispetto ai quali deve essere garantita l’accessibilità anche per le persone con disabilità. Ai provvedimenti esistenti se ne aggiungeranno altri, quale la direttiva UE nota come European Accessibility Act, che a partire dal 2025 entrerà in vigore anche in Italia e verrà estesa a tutti i soggetti pubblici e privati (ad eccezione delle micro imprese). Secondo tale direttiva infatti, non potranno essere immessi sul mercato europeo prodotti e servizi che non siano accessibili; ci si riferisce quindi non solo di personal computer, ma anche di strumenti come pos bancari, e-commerce, libri digitali, registri elettronici, e qualsiasi servizio digitale, che dovrà rispettare le regole tecniche delle WCAG 2.1, Web Content Accessibility Guidelines, emanate dal W3C per l’accessibilità e usabilità digitale. Infine, si può ricorrere sempre e comunque ad un procedimento anti-discriminatorio ai sensi della legge 67 del 2006 contro le discriminazioni ai danni delle persone con disabilità, che quasi sempre costituisce lo stimolo giusto per prestare all’accessibilità degli strumenti digitali, scolastici e non solo, la dovuta attenzione.

Servizio Civile – Atto aggiuntivo al contratto per i progetti temporaneamente interrotti

Si informa che sul sito del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale è stata pubblicata, il 24 novembre 2020, la seguente comunicazione:

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“Atto aggiuntivo al contratto di servizio civile per i progetti temporaneamente interrotti”

Per gli operatori volontari attualmente in Servizio civile universale, sia in Italia che all’Estero, impegnati in progetti che, a seguito della circolare del Dipartimento del 4 aprile scorso e successive disposizioni integrative, sono stati temporaneamente interrotti per cause riconducibili all’emergenza epidemiologica COVID-19, è disponibile sul sito del Servizio Civile Universale l’Atto aggiuntivo che proroga il contratto sottoscritto tra le parti per un periodo pari a quello di temporanea interruzione delle attività progettuali. Nello specifico, l’Atto aggiuntivo incide sull’articolo 2 dell’originario contratto e integra gli articoli 3 e 4 concernenti, rispettivamente, il “Trattamento economico” e la “Presentazione, orario e modalità di svolgimento del servizio”.

Si chiede agli enti di accoglienza di richiamare l’attenzione dei volontari destinatari della presente comunicazione sulla necessità di scaricare l’atto aggiuntivo al contratto di servizio civile a partire dalla data di fine del progetto originario e per i successivi 60 giorni, pena la sospensione del pagamento dell’assegno di servizio civile, a causa del venire meno del presupposto giuridico per la erogazione degli importi.

Per scaricare l’Atto Aggiuntivo del contratto dal sito www.serviziocivile.gov.it, occorre accedere alla Sezione volontari, Area riservata volontari, utilizzando le credenziali SPID – sistema pubblico di identificazione digitale oppure le credenziali di accesso, secondo la modalità ordinariamente utilizzata per collegarsi all’area riservata volontari.

Si rammenta che l’ente dovrà poi trasmettere via pec al Dipartimento l’Atto aggiuntivo opportunamente firmato dall’operatore volontario e controfirmato dall’ente stesso”.

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Con riferimento a quanto disposto dal Dipartimento e sopra riportato, le Sezioni, i cui progetti sono stati a suo tempo interrotti e riattivati in data successiva al 16 aprile 2020, dovranno fare pervenire sollecitamente a questa Sede nazionale l’Atto aggiuntivo firmato dall’operatore volontario e controfirmato dal Responsabile della sede.

Il presente comunicato dovrà essere portato a conoscenza dei volontari attualmente in servizio.

Il volontariato nei tempi del covid e Univoc di Benevento, di Clelia De Falco

Autore: Clelia De Falco

L’anno 2020 sarà ricordato come quello in cui il Coronavirus avrà chiarito all’umanità il concetto di abbattimento delle barriere. Purtroppo è strano a dirsi, ma è così. Il Covid 19 ha cambiato il mondo, sconvolto abitudini e famiglie, minato equilibri e cannibalizzato l’attenzione man mano si diffondeva, causando criticità in ogni ambito e mostrando tutte le fragilità organizzative, strutturali e reattive dei sistemi governativi, provando che non è il potere dei grandi e la sete di ricchezza a contare, bensì l’essenziale, poiché basta solo una piccola particella di genoma per fermare tutto il mondo. Ha attecchito ovunque, senza barriere, senza preconcetti o snobismo, e rallentato drasticamente l’economia mondiale, ma non ha mai fermato la solidarietà. La solidarietà infatti, come la filiera alimentare e i trasporti, non ha subito alcun rallentamento, mostrandosi come un bisogno essenziale, Indispensabile come respirare, soccorrendo e salvando milioni di vite, e aggregando task force di volontari, determinati al compimento di quella missione sintetizzata in auto muto aiuto. Durante la fase 1 e 2 anche l’Univoc di Benevento è stata costretta a bloccare le attività avviate, e che stavano a cuore a molti Soci della Unione Ciechi di Benevento, come gli incontri settimanali presso il centro del volontariato sul movimento consapevole e sulla ginnastica posturale, o come la gita nella natura dell’oasi WWF a Pannarano. Nelle fasi più restrittive del lockdown, si è attivata presso gli assessorati delle politiche sociali, del volontariato e presso il comando dei vigili urbani, per reperire e distribuire più volte ai soci in difficoltà, le mascherine chirurgiche che in quei giorni era quasi impossibile trovare. È stato frustrante assistere al senso di paura e sospetto dei tanti che fino a poco prima non esitavano a farsi sostenere, ma comprendendo il loro stato d’animo, abbiamo provato ad affiancarli diversamente, con telefonate e suggerimenti sul distanziamento e sulla sanificazione degli oggetti e della casa. L’incertezza del futuro sulla situazione pandemica, non ci consente una pianificazione chiara delle attività. Tanta è la paura che ancora riscontriamo nei non vedenti, specie nei più anziani, che giustamente aprono le porte di casa con reticenza, sacrificando molte necessità per timore di un contagio. Non pensavamo di rallentare così drasticamente e ne abbiamo sofferto, specialmente perché avevamo ricominciato da poco e l’entusiasmo unito alle tante idee in programmazione risultavano una ottima combinazione per raggiungere risultati ambiziosi. Comunque, non ci siamo fermati. Abbiamo solo modificato l’affiancamento attenendoci alle disposizioni di legge. Sostenere il bisogno dell’altro è senso civico ed equilibrio e dove c’è equilibrio c’è l’armonia che abbatte ogni differenza, un po’ come un piccolo sistema solare, che con il calore della stella riscalda tutti i pianeti, indifferente alle loro diversità e attenta solo a mantenerli vivi e in orbita con la forza di gravità. I cultori della solidarietà, come le associazioni di volontariato, non possono fare a meno dell’energia che ne traggono e non temono il Covid. Consapevoli di combattere contro un nemico invisibile, ci adegueremo all’evolversi dei tempi e delle conquiste che solo uniti otterremo, sicuri di essere dalla parte della ragione. Riusciremo a superare questa criticità chiamata Coronavirus, grazie alla rete di scienziati scesi in campo, grazie alla forza della solidarietà e allo spirito umano, in quanto essere vivente, che magari può piegarsi al cospetto di un parassita come il Covid 19, ma non si spezzerà mai. Torneremo più forti di prima e il Tempo, da sempre galantuomo, lo dimostrerà.

Brescia – Lavorare al tempo del COVID-19. Fatti, pensieri, emozioni, di Irene Panighetti

Si fa presto a dire smart working, o, meglio, lavoro agile, ma poi, nel metterlo in pratica, quanti problemi, che per noi ipo o non vedenti si amplificano. Le difficoltà, ma anche le opportunità di questo modo di lavorare da casa, sono state affrontate nell’incontro promosso da Fabio Fornari, il responsabile lavoro della sezione di Brescia, che il 4 dicembre ha organizzato on line “lavorare al tempo del Covid-19. Fatti, pensieri, emozioni”. Proprio le emozioni sono state le protagoniste, soprattutto nelle parole di chi ha portato la propria testimonianza di lavoratrice o lavoratore che magari dal marzo scorso lavora dalla propria dimora. Come Fabio stesso, che, ha raccontato, nei primi mesi non ha fatto granché e che quindi consiglia di tornare in ufficio non appena ci sarà la sicurezza per farlo: “il lavoro agile ha dei vantaggi ma anche dei problemi – ha spiegato – come per esempio la creazione di un effetto capanna, cioè la non voglia di uscire di casa. Ma le relazioni, il contatto diretto e non mediato da uno schermo sono fondamentali, soprattutto per chi ha disabilità visiva”.

Grintosa la testimonianza di Laura, che lavora per il Comune di Brescia da quasi 23 anni e che, dopo gli inizi difficili, ha imparato la pazienza “e l’autoironia – ha sottolineato – con fatica ma con la decisione di non mollare mai. Mi sono formata, ho partecipato e ho dimostrato che, se messa in condizione di farlo, una persona con disabilità è una risorsa per l’azienda o per l’ente che, se conosce le potenzialità di un non vedente è più facile che ne assuma altri”. Con tanta voglia di fare e di tornare in ufficio anche Daniela, che da centralinista oggi ha un incarico di livello superiore all’Università di Brescia. Meno fortunata Loredana che ha raccontato dei suoi anni di mobbing e dei suoi problemi di oggi nel recarsi sui luoghi dove può fare dei lavori manuali.

Sono solo alcune delle presenze che hanno animato l’incontro durante il quale si è messo a disposizione per suggerimenti e aiuto Giuseppe Fornaro, del consiglio nazionale dell’Unione. “Ho iniziato come centralinista e oggi sono responsabile della gestione dei dati di un’azienda: questo dimostra che noi ipo o non vedenti siamo in grado di competere e di essere produttivi se messi nelle condizioni per farlo. Per esempio se ci viene data una postazione idonea, per la quale ci sono finanziamenti previsti dalle leggi. Ma se un datore di lavoro non capisce e lede i nostri diritti dobbiamo farli valere noi, tramite il sindacato, le Rsu e le norme contro le discriminazioni, che esistono e che noi per primi dobbiamo conoscere per farle mettere in atto”.

Genova – Segreteria telefonica del 7 dicembre 2020

Si ricorda che è possibile ascoltare la segreteria telefonica, chiamando il numero 010 099 31 78 e seguendo le istruzioni in voce.

Novità:

Si ricorda che è possibile rinnovare il tesseramento all’associazione per l’anno 2021 presso l’ufficio di Via Caffaro 6/1, previo appuntamento; anche quest’anno la quota ordinaria è di € 50,00, la quota ridotta riservata ai minorenni ed agli ospiti dell’Istituto David Chiossone è di € 10,50; chi volesse versare la quota associativa tramite trattenuta mensile sulla pensione, può sottoscrivere l’apposita delega presso la sede di Via Caffaro, sempre previo appuntamento.

Ricordiamo che i soci che verranno in sede a rinnovare il tesseramento riceveranno l’omaggio del cubo “Mangia e vinci”, fino ad esaurimento scorte.

Si informa che l’appuntamento settimanale di incontro e dialogo a distanza con i soci è spostato dal giovedì al mercoledì, sempre dalle ore 17:00 alle ore 18:00 e sempre gestito di volta in volta da un diverso componente del Consiglio Sezionale; prossimo appuntamento quindi mercoledì 9 dicembre con la Consigliera Carolina Liberato.

L’incontro si svolge con la modalità dell’audioconferenza in sala virtuale telefonica gratuita Globafy alla quale i soci possono accedere nell’orario dedicato componendo il numero 02 87 36 87 17 e digitando, a seguito della richiesta in lingua inglese dell’inserimento del codice, il numero 10102020.

Giovedì 10 dicembre alle ore 17:00 su SlashRadio  con Linda Legname, Nicola Stilla e a Stefano Salmeri si occuperanno della Risoluzione Congressuale denominata “Sezione di lavoro 1 – Istruzione, Formazione, Pluridisabilità”;

Si informa che Consiglio Regionale UICI della Toscana organizzerà, se le condizioni relative alla pandemia da Coronavirus lo permetteranno,  la settimana bianca sulle nevi di Dobbiaco dal 30 gennaio al 6 febbraio 2021.

Il costo della settimana bianca sarà di € 535,50 a persona,  escluso il premio della polizza assicurativa, obbligatoria per tutti i partecipanti.

Al momento dell’iscrizione da effettuarsi entro e non oltre il 15 dicembre prossimo dovrà essere versato un anticipo di 100 euro.

La prenotazione potrà essere fatta contattando Angelo Grazzini ai seguenti recapiti:

Telefono abitazione:  0572 33 772.

Telefono cellulare: 338 424 81 81

Indirizzo e-mail:  a.grazzini@yahoo.it

In occasione del Centenario dell’Unione verrà fatto omaggio del cubo “mangia e vinci” a tutti i soci che parteciperanno alle iniziative associative della Sezione, ai nuovi iscritti all’associazione nonché ai primi soci che rinnoveranno l’iscrizione per l’anno 2021.

Ricordiamo che i soci potranno accedere ai servizi di consulenza ed assistenza dell’ufficio della Sezione Territoriale UICI di Genova, nel rispetto delle disposizioni governative per contrastare il contagio da corona virus, solo ed esclusivamente previo appuntamento telefonico al numero dell’ufficio 010 25 100 49 e con l’adeguata protezione della mascherina.

L’attività del gruppo di auto mutuo aiuto si svolge con incontri in camera virtuale ai quali si può accedere mediante il semplice utilizzo del proprio telefono sia fisso che mobile; per maggiori informazioni contattare la coordinatrice Beatrice Daziale al numero 340 069 34 55

Presso la Sezione sono disponibili le medaglie commemorative del Centenario dell’Unione in argento del costo di 40 euro cadauna; gli interessati possono prenotare, anche telefonicamente, la medaglia o venirla a ritirare direttamente in sede previo appuntamento.

Si informa che sono attivi, seppur parzialmente per la limitata disponibilità dei volontari, i servizi di accompagnamento prestati dai volontari coordinati da Ornella Tarantino e Luciano Frasca; i servizi possono essere richiesti dal lunedì al venerdì, con almeno due giorni di preavviso, a Ornella Tarantino al numero telefonico 338 16 95 099 dalle ore 11 alle ore 13 e a Luciano Frasca al numero telefonico 389 071 05 27 dalle ore 14 alle ore 16: si raccomanda di rispettare gli orari indicati.

Il Consiglio della Sezione Territoriale UICI di Genova comunica che due psicologhe hanno dato la loro disponibilità per un supporto telefonico gratuito, nel tempo dell’emergenza Covid 19, a tutte le persone che vivessero uno stato di disagio e di sofferenza da quarantena.

Di seguito i recapiti delle psicologhe in questione con i giorni e le fasce orarie della loro disponibilità:

– Dottoressa Paola Balocco cell. 333 48 37 857; email paolabalocco@yahoo.it che è anche recapito Skype; disponibile il venerdì dalle ore 14 alle ore 18.

– Dottoressa Alva Voltolini, disponibile al martedì dalle ore 14 alle ore 18, cell. 335 13 95 147.

N.B. La Dottoressa Paola Balocco ha dato la disponibilità anche dopo la fine dell’emergenza corona virus.

In questo momento di grande difficoltà a causa dell’emergenza Covid 19, la sezione di Genova mette a disposizione un ulteriore servizio gratuito di sostegno psicologico grazie alla disponibilità del dott. Luca Raspi dalle ore  20:00 alle ore 22:00 del mercoledì al numero di cellulare 347 42 49 298, email luca.raspi.lr@gmail.com

È possibile concordare e richiedere colloqui di sostegno alla persona attraverso il Counselling, sia online che telefonicamente, contattando la Sig.ra Cinzia Mongini al numero 349 53 61 505. Il servizio è rivolto a tutti i soci e loro famigliari.

Prossimo appuntamento con l’aggiornamento della segreteria a lunedì 14 dicembre 2020.

Torino – Notiziario audio 011NEWS n. 44-2020

Al seguente link potete ascoltare la nuova edizione del notiziario audio 011NEWS, n. 44/2020 di venerdì 4/12/2020:

https://www.uictorino.it/wp-content/uploads/2020/12/011NEWS-2020-44.mp3?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_campaign=011news-n-442020-di-venerdi-4122020_149

In primo piano:

– Dopo i mesi di stop forzato, riprende la pubblicazione del periodico UICI/011. Il numero invernale si intitola “Un anno, un secolo”: omaggio al centenario dell’Unione Ciechi, ma anche riflessione sulla pandemia.

– Visto il successo della prima edizione, previsto da gennaio un nuovo ciclo di formazione a distanza: alla scoperta degli strumenti per gli acquisti on-line.

– Google Research sperimenta un nuovo sistema che potrebbe consentire a chi non vede di correre in autonomia.

Buon ascolto!

“Corriere Braille” n. 46 8-14 dicembre 2020

Si comunica che in data 7 dicembre 2020 è stata inserita nel sito la rivista “Corriere Braille” n. 46 8-14 dicembre 2020 e che l’ufficio stampa ha provveduto ad inviare alla Biblioteca Italiana dei Ciechi “Regina Margherita” Onlus il file relativo in data 2 dicembre 2020. Il link diretto per il prelievo è il seguente:

http://www.uiciechi.it/servizi/riviste/View_Rivista.asp?Id_Nriv=2481

Si riporta di seguito il sommario della rivista:

Lettera di una Unione Centenaria (di Mario Barbuto)

Insediato il Consiglio Nazionale e costituita la Direzione dell’Uici

Sintesi dei lavori del Consiglio Nazionale (a cura di Vincenzo Massa)

Relazione Sezione di lavoro 3: Terza Età, Mobilità, Ausili e Tecnologie

Agenzia Iura (a cura di Roberta Natale)

Consigli di lettura dal Cnlp

Tu sei importante per noi: Campagna di Natale 2020

Uici dal 2019 è organizzazione del Comitato Testamento Solidale

Auguri.

Per informazioni sulle riviste è possibile scaricare il Listino abbonamenti al link: http://www.uiciechi.it/servizi/somm_stampaassoc.asp

BAT – Rettifica del bando che escludeva le persone non vedenti

Ieri è stata una giornata luminosa, non solo perché si è potuto parlare di persone con disabilità aprendo gli occhi sui loro mondi, ma perché da un Comune importante della nostra Puglia è giunta una notizia significativa: il Comune di Trani infatti ha rettificato il bando di concorso che escludeva dalla partecipazione le persone non vedenti. Tale esclusione era motivata da una legge vetusta, del 1991, che parla addirittura di videoterminali, termine desueto e che forse nessuno dei nostri ragazzi utilizzerebbe mai per definire un computer. Tale legge escludeva le persone non vedenti perché i “videoterminali” in quel mondo lontano e ancora più pieno di barriere del nostro, non erano accessibili e non perché i non vedenti non potessero utilizzarli.
Oggi tutte o quasi le persone non vedenti utilizzano, grazie agli screen reader, i computer e sono capaci anche di prestazioni eccezionali: ci sono non vedenti laureati in ingegneria informatica e non vedenti programmatori.
Questa rettifica, ottenuta grazie all’intervento di Franco Giangualano, Presidente UICI della Sezione Territoriale della BAT, di Paolo Lacorte, Presidente Regionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della Puglia, e alla apertura mentale del Sindaco di Trani Amedeo Bottaro che ha compreso e recepito l’istanza, è rilevante: molte amministrazioni pubbliche in Puglia e in Italia infatti ripropongono nei loro bandi di concorso il riferimento a tale legge, precedente addirittura all’importantissima 104 del 1992 e alla 68 del 1999, sbarrando la strada ai candidati non vedenti che, come il TAR Puglia ha già sentenziato in merito ad altro concorso diversi anni fa, avrebbero diritto e, soprattutto, i mezzi tecnici e tutte le carte in regola per partecipare ai concorsi e vincerli, divenendo una risorsa importante con le loro competenze per il nostro Paese.
Metteremo tutto il nostro impegno affinché questo esempio virtuoso venga seguito presto da tutte le amministrazioni pubbliche della nostra Italia.