I non vedenti possono presentare dal vivo

Autore: Sipontina Principe

Chi l’ha detto che i non vedenti non possono presentare? Le persone ignoranti, quelle che non osservano il mondo dei non vedenti, ma solo il loro. Rimanere chiusi nel proprio angolo, non fa bene alla vita, anzi, distrugge tutto ciò che si è imparato e si impara tuttora. A prescindere da questo, vi rendo partecipe di un nuovo percorso che ho intrapreso: presentare dal vivo.

Prima di cimentarmi nella presentazione all’esterno ho fatto un po’ di gavetta, ascoltando professionisti e non, conducendo programmi sui social (Twitter, Facebook e Youtube.) Non vi nascondo che, al 1° debutto in diretta ero un po’ tesa, ma ho saputo controllare l’emozione.

Un giorno ho detto tra me: “Mi sento pronta, voglio presentare eventi dal vivo.” Contattai il delegato allo Sport per la ProLoco di Manfredonia e gli chiesi di esaudire un mio desiderio: l’eventuale candidatura, come presentatrice di eventi; lui mi disse di mandare una e-mail all’agenzia citata. Non mi sono limitata ad una semplice richiesta ma, ho scritto nome, cognome, età, patologia, professione, titolo di studio, programmi condotti, la disponibilità a presentare spettacoli dal vivo. La ProLoco della mia città mi ha inserita nella lista dei presentatori.

Il 1° Maggio 2022 ho condotto in piazza “1M Arts Fest,” evento dedicato all’arte in tutte le sue forme: musica, cinema, teatro, danza; la mia presentazione è durata circa 5 ore, metà manifestazione. Il percorso è iniziato bene, se pur con qualche insicurezza. L’organizzatrice dell’evento in disparte mi ha chiesto di aiutarla nel saggio di musica della sua scuola che si sarebbe svolto nel mese di giugno. Non vedevo l’ora che arrivasse il mio momento.

L’8 giugno 2022, presso l’Auditorium Palazzo Dei Celestini, ho presentato il saggio di fine anno della scuola Musicall; questa volta ho annunciato tutte le esibizioni dei ragazzi e gli ospiti. Avevo con me la Barra Braille e leggevo la scaletta, come gli altri. Ero più disinvolta e tranquilla nella conduzione. Pensavo che il pubblico applaudisse solo i protagonisti, invece, ha mostrato la sua gratitudine anche nei miei confronti.

Voglio crescere e migliorare sempre di più.

Il messaggio che vorrei trasmettere: il non vedente può presentare benissimo tutti gli spettacoli; l’organizzatore deve inviargli giorni prima la scaletta delle esibizioni. Smettetela di impedirglielo! Non creategli muri inesistenti! Non vedenti e ipovedenti, mostrate i vostri ausilii al pubblico, così vedono come leggete e scrivete, come ho fatto io. Non abbiate paura. Sicuramente le prime volte percepite negli spettatori stupore o indignazione, ma non dev’essere un motivo per arrendervi. Queste esperienze favoriscono l’integrazione sociale di tutti, soprattutto dei diversamente abili, perché è un modo per farsi conoscere.

In diretta radio racconterò approfonditamente la strada che, a piccoli passi, sto percorrendo da sola.

Pubblicato il 14/06/2022.

L’UICI di Enna e Aidone città che legge 2020/2021

Autore: Anna Buccheri

Proseguono le attività legate al progetto NONSOLOLIBRI, del bando LETTURA PER TUTTI del Cepell (Centro per il Libro e la Lettura del Ministero della Cultura) di cui la sezione UICI di Enna è partner.

CON GLI OCCHI DELLA PACE è il titolo dell’evento organizzato ad Aidone venerdì 10 giugno 2022, un’intera giornata di iniziative promossa dal Presidente del Consiglio Regionale UICI Sicilia, Gaetano Minincleri, dall’Assessore al Patrimonio Culturale e al Turismo del Comune di Aidone, Serena Raffiotta, dal Presidente della Sezione Territoriale UICI di Enna, Santino Di Gregorio, e dalle due Associazioni Amici della Festa del Libro, Il sasso nello stagno e La fabbrica di MiVà. La giornata è così articolata: in Piazza Filippo Cordova (ore 9.30-13.00 e 16.00-18.30) sostano l’Unità Mobile Oftalmica e il Polo Tattile Itinerante di Catania, pullman che ospita al suo interno il bar al buio e una mostra di modelli in scala di monumenti siciliani provenienti dal Museo Tattile Borges di Catania.

Chi vuole può effettuare all’interno dell’Unità Mobile Oftalmica lo screening gratuito della vista con l’oculista, dott.ssa Sonia Bannò, e l’ortottista, dott.ssa Alessia Di Simone, dell’ambulatorio oculistico dell’UICI di Enna e visitare la mostra tattile e il bar al buio. I vedenti potranno così fare l’esperienza di essere loro questa volta ad essere guidati dai non vedenti in uno scambio di ruolo sicuramente inedito.

Nel pomeriggio alle 19.00 presso la Biblioteca comunale “Gaetano Scovazzo”, un reading al buio ispirato al tema della pace vede impegnati come lettori i soci Giovanna Bucceri di Caltanissetta, Angela Dispinzieri di Catania, Alba Di Vita di Enna e Ignazio Grillo di Trapani, accompagnati dal pianista Antonino Martorana di Palermo. Parole e musica raccontano la pace invitando anche a riflettere e ad essere più sensibili sul tema dell’accessibilità alla cultura.

L’accesso a tutte le iniziative sia in Piazza Cordova sia in Biblioteca è libero; per il reading al buio per esigenze logistiche non sarà ammesso pubblico dopo le 19.15.

Locandina dell’evento

Pubblicato il 07/06/2022.

Non è mai troppo tardi

Autore: Cesare Barca

Sappiamo bene come, ancor oggi vi siano tante chiacchiere, tanta mitologia per tentare di definire il valore dell’età, il suo rilievo sociale, il suo valore funzionale.

Sono spesso affermazioni assai lontane dalla realtà. Si sostiene che il fattore fondamentale della possibilità delle nostre azioni sia determinato soprattutto dall’età della persona e dalla sua capacità di azione, mentre sappiamo bene che nessuno è troppo giovane o troppo anziano per realizzare tutti quei sogni, quei desideri profondi che sembrano decisamente superati e si tiene invece l’urgenza di affrontare una nuova realtà esistenziale liberata da ogni fantasia.

Non riusciamo, insomma, a convincerci del fatto assolutamente naturale che, finché si è vivi, non è mai troppo tardi! Eppure dobbiamo crederci perché la strada da percorrere è comunque ancora molto lunga e può essere ancora ricca di realizzazioni che neppure pensavamo di poter concretizzare, ancora ricca di incontri imprevisti, di situazioni e avvenimenti che pensavamo cessati definitivamente: non è così. Si può sempre ricominciare: il gioco non è ancora finito, il fuoco è ancora acceso, non lasciamo che si spenga.

La gestione del tempo è, tutto sommato, un concetto relativo se si tiene in considerazione soltanto il suo percorso senza darne una definizione assoluta e definitiva. Già, il tempo è prezioso perché prezioso è il percorso della nostra vita e per vivere le numerose esperienze della nostra esistenza non è mai troppo presto e non è mai troppo tardi.

È pur vero che spesso riteniamo che la nostra vita non sia esattamente quella che avremmo desiderato e, talora, è possibile lasciarsi incatenare da mille impegni e da circostanze particolarmente negative ritenendo, così, che la nostra vita possa assumere un valore stressante tale da impedirci di soddisfare le nostre esigenze fondamentali, i nostri bisogni personali, le nostre piccole o grandi urgenze.

Spesso siamo portati a ritenere che il nostro tempo libero venga consumato dagli altri e per gli altri.

Dovremmo pensare allora che gli altri siamo noi perché l’appartenenza è sempre e comunque collettiva e non possiamo ritenere che il tempo necessario per realizzare le nostre attese, le nostre aspirazioni sia già trascorso.

Noi siamo soliti impegnarci assai più per mantenere inalterata la routine, invece di cercare di eliminarla o almeno interromperla. Dovremmo comprendere che comunque sia la nostra vita è dinamica, molto più di quanto si vorrebbe, perché le crisi possibili della nostra esistenza sono spesso imprevedibili.

Siamo spesso costretti a voltare pagina per scoprire che il giorno che verrà è ben diverso dalle nostre attese.

Dovremmo dunque spegnere il nostro focolare, abbandonare la nostra speranza? No, è sempre possibile il rinnovamento, perché anche le situazioni più pesanti ci inducono comunque ad intraprendere altre direzioni nel viaggio della nostra esistenza.

Si tratta talora di un viaggio faticoso che ci permette tuttavia di scoprire una nuova realtà. Sarà un viaggio da compiere con le valigie confezionate nel tempo e con i mezzi che abbiamo posseduto senza sperperare: quello che abbiamo sprecato non lo ritroveremo mai più ma quello che abbiamo saputo vivere coerentemente sarà sempre il sostegno costante del nostro cammino.

Abbandoniamo pertanto l’incomprensione sociale e gustiamo la fragranza delle nostre giornate, della nostra esistenza: per gioire di ogni istante della nostra vita non è mai troppo tardi. Non è mai troppo tardi per amare e per essere amati, non è mai troppo tardi per comprendere noi stessi e gli altri, non è mai troppo tardi per essere “amore”.

Pubblicato il 06/06/2022.

Collegiali dell’Istituto Rittmeyer di nuovo insieme tra ricordi e condivisioni

Autore: Giorgio Piccinin

Sabato 14 maggio a Bassano del Grappa, in un luogo equidistante dalle provenienze dei partecipanti, si è svolto un meeting con alcuni ex collegiali dell’Istituto Rittmeyer di Trieste degli anni ’70.

L’incontro, fortemente voluto, è avvenuto in una trattoria davanti a buoni piatti dopo 25 anni dall’ultima volta. Ci siamo trovati una decina di noi: il rivederci ha suscitato molta emozione e, fin da subito, i ricordi hanno avuto la meglio sulle bontà culinarie. Frammenti di vita, di aneddoti, persone, compagni, marachelle e quant’altro ci hanno avvolto in un unico filo conduttore. Qualcuno ha portato dei reperti davvero storici, copia originale di un giornalino del 1972 di una prima classe elementare, con pensierini e riflessioni di vario genere.

È stato suggestivo venire assaliti dalla consapevolezza di persone che si sono conosciuti bambini, lasciati adolescenti, ritrovati uomini, infine, riscoperti dopo tanti anni, quasi tutti pensionati, tutti col proprio vissuto, con le rispettive competenze ed esperienze immagazzinate.

La promessa comune, alla fine del convivio, è stata quella di accorciare decisamente i tempi del prossimo ritrovo poiché fra 25 anni forse potremo non esserci. Abbiamo capito, una volta di più, quanto l’esperienza dell’Istituto sia stata per tutti indistintamente importante e formativa, sebbene con le criticità delle regole ferree e del clima di quegli anni. Oggi tale bagaglio manca, la vita di relazione tra quanti condividono lo stesso problema viene sempre meno, se non tra le pareti delle sezioni e neanche tutte. Una volta le famiglie erano disarmate davanti alla disabilità visiva e delegavano la cura del figlio ad una struttura protetta, oggi, che le strutture dedicate non ci sono più, i genitori tendono troppo spesso all’iperprotezionismo, limitando di fatto la crescita esperienziale dei giovani.

La vita di collegio non era certamente semplice, lo stile comunitario imponeva regole talvolta assurde e da caserma ma si sa che le esperienze difficili sono quelle che ti formano e ti raddrizzano la schiena per la vita.

L’intenzione prossima sarebbe di allargare l’appuntamento ad altri ex compagni e di raccogliere testimonianze di quegli anni ruggenti ma sempre vivi all’Istituto, soprattutto fotografie.

Quanta vita è passata in quei collegi, quante storie lo hanno animato ed ora che abbiamo tutti una certa età oltre che un’età certa, ne culliamo i ricordi, anche nei confronti di chi, nel frattempo, ci ha lasciato.

CIVES: una nuova realtà che coniuga terzo settore, progettualità e volontariato

Autore: Giuseppe Fornaro

Mi occupo del terzo settore nell’ambito della disabilità da circa vent’anni, ricoprendo incarichi nel settore delle nuove tecnologie presso l’Unione italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti sia locale che nazionale e del gruppo INVAT, e da circa due anni sono consigliere nazionale Uici. Mi scontro tutti i giorni con le innumerevoli difficoltà che la disabilità pone in una società non adeguata a chi vive una minorazione, così, ho voluto dare un’impronta più decisiva alla mia ventennale attività di operatore per il sociale creando CIVES, Centro Integrato per la Valorizzazione Etnica di Sistema: un centro spoliticizzato che vuole farsi da rete collegando realtà diverse tra loro, un conglomerato di associazioni che, ognuna per le sue specifiche attitudini, danno vita ad attività e servizi volti alla collettività, non solo dei disabili o dei più fragili, ma, all’intera comunità. CIVES nasce lo scorso mese di ottobre 2021 a Sant’Anastasia, in mezzo al rione Capodivilla, storico quartiere che fu il nucleo della cittadina. L’ufficio, reso funzionale ed accessibile, è stato messo su con “zero” fondi pubblici; nessun sostegno economico è stato chiesto per la sua realizzazione. Sono bastati la mia dedizione e quella dei collaboratori e volontari che da anni cooperano con me nella nobile missione di aiutare i più fragili.

Le realtà associative, al momento cooptate da CIVES, sono: Uici, Real Vesuviana, ADAC, Solid’Arte, Eco e Reset. Questa rete ci permette di estendere il nostro campo d’azione in più settori grazie alla molteplicità di professionisti e dalle più svariate competenze che confluiscono nel nostro sistema: progettisti, educatori, avvocati, commercialisti, esperti in tecnologie assistive, docenti e formatori per l’inclusione scolastica di alunni con disabilità, esperti di sport per disabili, ecc. CIVES offre un’assistenza piena su tantissime tematiche che condizionano la vita di tante persone con disabilità e non. Dà un concreto supporto a coloro che sono nel bisogno, e ha istaurato connessioni con il mondo della scuola e di varie Istituzioni, costituendosi anche come un luogo di formazione. Tra i principali servizi che lo sportello offre, ci sono: consulenza tiflo informatica e tiflo pedagogica; consulenze legale e fiscale (caf e patronato); sport e autonomia; supporto compilazione pratiche e atti amministrativi; servizio di segretariato sociale alle famiglie degli utenti con disabilità; accompagnamento, orientamento, indirizzo ed invio ai servizi e agli uffici competenti per compilare istanze, domande, richieste sussidi, ecc. Con tenacia e caparbietà ho intrapreso questo percorso, consapevole delle difficoltà insite nel nostro territorio e per questo ancor più motivato a condurre battaglie per coloro che non hanno voce. Questa missione può essere condotta solo attraverso l’unione di più forze, attraverso il sodalizio e la sinergia tra associazioni, Istituzioni e professionisti; pertanto, lo sportello CIVES accoglie ogni proficua collaborazione ai fini del miglioramento della nostra società, delle condizioni di vita dei disabili e, più in generale, di coloro che, per svariati motivi, sono vittime di un sistema sociale mal funzionante.

Testimonianza: ancora molte strutture turistiche rifiutano la persona cieca con il cane guida

Autore: Silvana Piscopo

Venerdì 22 aprile, avendo deciso di prenotare la mia vacanza agostana da trascorrere con un’altra persona e il mio cane guida, sono partita per visitare la costa cilentana alla ricerca di alberghi e villaggi nelle località di Acciaroli e Ascea.

Il mio cane guida, infatti, sebbene anziano, gode ancora quando vede il mare e passeggia in posti nuovi.

Ho consultato due strutture in località Acciaroli (L’Ancora e Stella-marina, delle quali mi erano state fornite referenze positive), ma ho avuto da entrambe la stessa risposta: “Non possiamo prendere animali perché non siamo attrezzati adeguatamente a garantire che non siano di fastidio ai clienti”.

La mia spiegazione, riguardo la funzione e le abitudini di un cane guida e del suo possessore, non hanno convinto nessuno dei due interlocutori. Dato che si parla di vacanze, non ho intenzione di trascorrerle tra denunce, battaglie burocratiche e conseguenti chiacchiere sulla grande forza delle persone cieche, l’importanza dei meravigliosi accompagnatori a 4 zampe e commenti difensivi dei proprietari di queste strutture che devono cercare di accontentare tante persone. In fondo, ci si potrebbe aspettare un atteggiamento diverso da Acciaroli. Questa località, che appartiene al Comune di Pollica, il cui Sindaco pescatore è stato ammazzato per le sue lotte contro cosche di spaccio e di camorra, è oggi è meta di ambientalisti e intellettuali.

La contraddizione esistente tra apparenza evoluta e realtà comportamentale arretrata è evidente: prevale ancora la paura del diverso che può nuocere al procedere degli affari.

Un terzo rifiuto mi è stato poi comunicato dall’agenzia Dalian, conosciuta per la sua serietà. Una struttura di Ascea marina (Le palme), non accoglie animali e neppure cani guida e a nulla è valsa l’obiezione dell’agente nel ricordare all’interlocutore che ci sono leggi a garanzia delle persone accompagnate da tali cani.

Nonostante tutto, proseguo la mia ricerca di un luogo dove trascorrere la mia vacanza nel Cilento, ma sono determinata a divulgare queste notizie per sensibilizzare sulla necessità di coinvolgere territori ed enti preposti al turismo e alle attività culturali. Forse, una campagna di comunicazione potrebbe essere utili per far sì che inclusività non sia solo una parola detta a vuoto, ma una realtà. Tanto più quando ci dovrebbero essere delle leggi da rispettare.

Ricordando Anna Antonacci

Autore: Giustino de Matteis

Ieri, 7 novembre, ricorreva la commemorazione dell’anniversario della morte dell’emerita Anna Antonacci, fondatrice dell’istituto per minorati della vista di Lecce.

L’Antonacci, nata a Tricarico (Matera) il 26 novembre 1879, aveva studiato, nonostante le difficoltà del tempo, sia per essere donna sia in quanto priva della vista, presso l’istituto Principe di Napoli (oggi Martuscelli).

Trasferitasi con la famiglia a Lecce, avvertì subito il bisogno – untempo si definiva vocazione – diimpegnarsi nell’istruire e nell’educare le persone non vedenti residenti nelle regioni meridionali e, più in particolare, di quelle più prossime alla Puglia.

Consapevole di non disporre di particolari risorse economiche per dar vita al suo ambizioso progetto, si rivolse al Comune di Lecce che, ritenendo la richiesta di straordinario interesse sociale e culturale, le assegnò alcuni locali situati in periferia e quasi addossati alle antiche mura di cinta della città.

Il 19 febbraio 1906 è ufficializzata l’apertura dell’istituto per ciechi che, soltanto successivamente, sarà intitolato alla sua fondatrice.

A partire dal 1975, sono stato sempre un convinto sostenitore dell’integrazione scolastica, ma non sarei assolutamente obiettivo se non riconoscessi che uell’istituto ha avuto sin dal suo sorgere un ruolo preminente e determinante nella storia dell’educazione e dell’istruzione dei non vedenti. A differenza di quanto avveniva in tanti altri istituti similari, A. Antonacci comprese subito che l'”istruzione” sarebbe risultata monca, incompleta e insufficiente per il conseguimento dell’autonomia della persona priva della vista e per la sua vita sociale. Guidata dal suo straordinario intuito, quindi, decise che gli allievi alternassero le ore di studio a particolari attività di lavoro manuale. Nell’istituto, infatti, furono organizzati due laboratori, uno maschile e l’altro destinato alle ragazze. Nel primo si effettuavano lavori di falegnameria – facendo apprendere l’utilizzo di tutti gli utensili di una falegnameria all’avanguardia – di intreccio, di rilegatura di libri e tante e tante altre attività. Nellaboratorio femminile, invece, le ragazze apprendevano a lavorare con i “ferri”, all’uncinetto e a utilizzare anche la macchina per cucire.

Presso l’istituto di Lecce hanno studiato alcuni allievi che, divenuti professionisti, si sono affermati non soltanto a livello locale, ma persino in campo nazionale. Menzionandone alcuni, sono certo di tralasciarne tanti e tanti altri, ma come non rammentare Luigi Schifano, baritono eccelso dalla voce delicata e leggiadra; i maestri di pianoforte e organo, direttori di canto corale e concertisti di chiara fama, Vincenzo Fiorentino, Salvatore De Matteis, Nicola Diaferio e l’avv. Giovanni Marcuccio, professore e preside.

Concludendo – elo faccio con personale soddisfazione – aggiungo che, nel 1978, durante un convegno nazionale organizzato dalla Federazione Nazionale delle istituzioni pro Ciechi – l’ente che al tempo provvedeva alla realizzazione e alla distribuzione di tutti i materiali e i sussidi in uso presso le Scuole Speciali – fu presentata da due docenti dell’Antonacci, la prof.ssa Enza Marchello e il sottoscritto, una attenta e accurata relazione concernente i tanti libri trascritti in Braille, le illustrazioni dei quali si fregiavano di presentare disegni tattili molto apprezzabili dalla vista, ma assolutamente incomprensibili al tatto, poiché sovraccaricate da mille arzigogoli o linee superflue. A seguito di quella relazione, i libri fino ad allora adottati vennero immediatamente ritirati e sostituiti con altri più funzionali al tatto.

Nei prossimi giorni, a proposito del disegno in rilievo, vi presenterò alcune mie riflessioni, indirizzate a tutti i docenti di alunni privi della vista, ma ancor più, a tutti coloro che, impunemente, ritengono di porre in evidenza la propria creatività, producendo “libri tattili” che nulla hanno a che fare con la minorazione della vista e che, semmai, aggiungono ulteriore disinformazione a quella già tanta esistente.

Giustino de Matteis – Tiflologo

Pubblicato il 15/11/2021.

Togo, chiacchierata con Moïse

Autore: Valter Calò

Un articolo discretamente lungo, ma vi invito a leggerlo fino in fondo con il cuore e il sorriso… è una bella storia di vita!

Moïse Allassan Tchapo è il Presidente de l’Association SO.T.ES – TOGO, Associazione per l’assistenza alle persone con disabilità e senza mezzi.

Moïse alla conclusione della sua dolorosa esperienza di tre anni trascorsi con totale cecità ad entrambi gli occhi ed emiplegia alla parte destra del corpo, ora risulta essere fortunatamente guarito. Così dopo aver ricevuto le cure all’estero, attraverso questa associazione ha voluto offrire un importante servizio e speranze alle tante persone che in Togo vengono colpite da patologie oculari.

Presento subito il bilancio dell’ultimo anno, tanto per comprendere di cosa stiamo parlando.

Risultati dei pazienti consultati e operati durante un anno di attività nel centro “Difiidi” di Bassar dal 28 settembre 2020 al 28 settembre 2021:

–           7820 consultazioni, delle quali 5855 a pagamento e 1965 gratuite;

–           6316 analisi: 2121 a pagamento e 4195 gratuite;

–           1144 occhiali: 465 gratuiti e 679 a pagamento, con prezzi agevolati o sociali;

–           5129 persone hanno comprato le medicine, mentre 2691 le hanno ricevute gratuitamente (valore compreso entro 2.000 fr cfa (3 euro) e 3.000 fr cfa (4,57 euro;)

–           751 persone operate con diverse patologie come cataratta, pterigio, trichiasis.

La consultazione o visita oculistica costa 500 fr cfa (0,76 euro);

il libretto sanitario costa 100 fr cfa (0,15 euro);

gli occhiali da lettura costano 5.000 fr cfa (7,62 euro);

gli occhiali da vista prescritti costano entro 20.000 fr cfa e 35.000 fr cfa (entro 30,48 euro e 53,35 euro);

l’analisi di rifrazione costa 3.000 fr cfa (4,57 euro);

l’analisi della pressione oculare costa 3.000 fr cfa (4,57 euro).

Questo è il Centro Oculistico “Difiidi” a Bassar, Regione di Kara, Nord Togo.

Nella foto: “Difiidi”, il Centro Oculistico a Bassar. Nel patio si intravedono i pazienti in attesa di essere visitati

“Difiidi” nella lingua di Bassar significa Salvataggio e io aggiungo anche speranza di luce per tante persone che a partire dagli occhiali da vista fino alle diverse operazioni possibili riacquistano quel senso tanto importante nonché ragione di vita.

Il centro oculistico fa parte dell’associazione «Solidaire Terre d’Espérance – Togo» che è stata fondata nel 2010 su iniziativa di Moïse Allassan Tchapo. Ha iniziato a operare concretamente dal 2016 organizzando delle campagne annuali di screening e cura di massa in diversi villaggi della zona circostante il centro e raggiungendo ogni anno circa mille persone bisognose di interventi oculistici di vario tipo, dalla semplice fornitura di occhiali alla cura di infezioni determinate anche da corpi estranei, fino a patologie più complesse che richiedevano interventi chirurgici organizzati a Karà o a Lomé, in quanto non esiste una struttura a Bassar.

Nel corso di queste campagne, in modalità gratuita, sono stati curati gli occhi di migliaia di persone che mai avrebbero potuto accedere ai servizi a pagamento. Dal 2016 al 2019, tanto è stato fatto per la cura e la prevenzione in ambito oculistico, ma non era ancora sufficiente: serviva infatti un centro a Bassar dove fosse possibile intervenire direttamente e che rappresentasse un punto di riferimento per tutti gli abitanti della Regione. Serviva un centro per dare continuità e supporto medico durante tutto l’anno.

L’Associazione si è quindi impegnata per realizzare un piccolo edificio e nel mese di giugno 2019, grazie a una donazione ricevuta da una famiglia italiana, tramite l’Associazione Gruppo san Francesco d’Assisi Onlus Italia, sono iniziati i lavori di costruzione dell’edificio, su un terreno offerto dalla comunità locale.

Un importante finanziamento della Caritas Antoniana di Padova ricevuto nel 2020 ha consentito poi di completare pressoché interamente i lavori del primo blocco.

L’attrezzatura oculistica invece è stata sponsorizzata da IAPB ITALIA (International Agency for the Prevention of Blindness).

Per l’attrezzatura d’ufficio, un minimo di mobilio: qualche tavolo, sedie, scaffali e un paio di armadi ermetici per difendere le attrezzature e i medicinali dagli insetti oltre che un contributo per il funzionamento e una fornitura di medicinali per un anno (maggio 2020 – maggio 2021), sono stati sostenuti da MAC di Roma (Movimento Apostolico Ciechi).

Anche UICI non si è tirata indietro e ha offerto la sua collaborazione per la realizzazione di questo grande progetto, così nel 2019 ha donato 3000 euro per essere destinati allo screening di massa.

Dopo queste positive esperienze di prevenzione e cura è sorta la necessità di costruire un nuovo blocco operatorio permanente per poter far fronte localmente alle tante esigenze di piccole e grandi operazioni chirurgiche senza dover trasferire i pazienti a Karà o a Lomé.

La Caritas Antoniana di Padova li ha supportati con un finanziamento per la costruzione dell’edificio dedicato al blocco operatorio e, con lo stesso finanziamento, sono riusciti a scavare un pozzo per l’acqua. Non mi soffermerò su quanto sia importante l’acqua in Africa, però mi fanno sapere che questa preziosa fonte di vita viene distribuita gratuitamente alla popolazione circostante. Chi conosce l’Africa capisce di cosa sto parlando, in quanto l’acqua potabile è un bene prezioso che da noi purtroppo è dato per scontato: cosi non è in Africa.

Personalmente ho girato e girerò ancora molto questo continente e viaggiando ho potuto rendermi conto che spesso vengono costruite cattedrali nel deserto, mentre secondo me ogni azione e investimento dovrebbe partire da un pozzo per l’acqua: basta ricordare semplicemente che senza acqua una persona non sopravvive per più di 4-6 giorni.

Sono bravi, in poco tempo sono riusciti a fare tanto e soprattutto bene, spendendo con accuratezza ogni euro ricevuto, ma serve ancora un piccolo/grande sforzo. È assolutamente necessario ultimare la sala operatoria con macchinari, attrezzature, e finire di arredare l’ufficio.

Per finalizzare il progetto e iniziare ad operare a Bassar sono necessari tanti piccoli nuovi sostenitori di questa bellissima realtà che deve essere assolutamente ultimata.

Fare beneficenza, donazioni o supportare un progetto, spesso e giustamente, ci fa sorgere il dubbio se effettivamente i nostri soldi verranno concretamente spesi o si disperderanno, diciamo nei meandri burocratici. Credo che la trasparenza e la descrizione dello stato di avanzamento dei lavori, fino ad oggi, sia una garanzia di serietà e stimoli il nostro voler partecipare ad un’attività, un progetto che ci faccia stare bene e aumenti il nostro spirito di solidarietà.

Di seguito alcune foto di questa realtà che si sta ultimando e potete ascoltare un messaggio che mi ha inviato Moïse.

Nella foto il complesso visto dall’esterno che ospita il Centro Oculistico “Difiidi”


Edifici destinati al Centro Oculistico


Vista del patio adiacente al Centro Oculistico con i pazienti in attesa


Foto dell’oculista insieme ai suoi pazienti


Foto scattata durante una visita oculistica


Altra foto scattata durante una visita a un paziente


Interno del Centro Oculistico con vista sulle scaffalature e i vari medicinali

Di seguito invece l’audio:

Nei primi mesi del 2022, ho in programma di andare a visitare il centro e contemporaneamente effettuare anche un piccolo tour di questo paese, fuori dai soliti viaggi turistici, per incontrare l’essenza dell’Africa. Chi volesse aggregarsi è il benvenuto! mi può tranquillamente contattare via e-mail: valtercalo21@gmail.com.

Moïse non vede l’ora di incontrarci per farci visitare il suo centro e darci indicazioni per apprezzare al meglio il suo paese con le sue tradizioni e la sua natura comune sicuramente a tanti altri paesi Africani, ma particolare per certi aspetti.

Di seguito gli estremi per un versamento e tutte le informazioni del caso. Vi ringrazio per aver letto, spero con il cuore questo mio articolo, regalate e regalatevi un sorriso, non fermatevi qui…

Un saluto, Valter.

Chi volesse fare una donazione può versare direttamente il suo contributo attraverso l’associazione Gruppo San Francesco d’Assisi Onlus Italia,

  – in POSTA: C.C. Postale n. 18 88 33 55 intestato a Gruppo San Francesco d’Assisi – Barbarano Mossano;

  – con BONIFICO BANCARIO: IBAN IT07 U076 0111 8000 0001 8883 355 Bancoposta Agenzia di Vicenza;

in entrambi i casi specificate la causale: progetto oculistico di Bassar.

Il Gruppo San Francesco d’Assisi è iscritto al registro regionale ONLUS.

Per maggiori informazioni sulla collaborazione del gruppo S. Francesco e il Togo, potete contattare il Sig. prof. Flavio Fogarolo, Presidente e legale rappresentante:

Cellulare: 347 4062504

e-mail: flavio@flaviofogarolo.it

www.grupposanfrancesco.org

Per chi volesse mandare direttamente un contributo in Togo

CONTO BANCARIO DELL’ASSOCIAZIONE: 

TITOLARE DEL CONTO: ASSOCIATION SO.T.ES. – TOGO

BANK: BTCI

IBAN: TG80 3702 4010 4702 2920 4001 0153

BIC: BTCITGTG

Un suggerimento di Moïse, versate il vostro contributo direttamente all’associazione San Francesco specificando la causale.

L’associazione SO.T.ES. – TOGO e il Progetto Oculistico di Bassar hanno veramente bisogno di voi.

Moïse A. Tchapo, Presidente di SO.T.ES – TOGO, Coordinatore di PINV – TOGO, Amministratore di Centro Oculistico di Bassar, Rappresentante in Togo di Gruppo San Francesco d’Assisi Onlus – Italia.

Pubblicato il 26/10/2021.

Sole di settembre 2021 – Momenti di intenso benessere

Autore: Cristina Minerva

Siamo giunti alla conclusione del soggiorno promosso da IRIFOR, «Sole di Settembre», realizzatosi nelle due settimane dal 12 settembre ad oggi 26 settembre, dedicato alla «Terza Età» presso il «Centro Le Torri G.Fucà – Olympic Beach» di Tirrenia e coordinato con passione da me, componente della Direzione Nazionale UICI.

Il Vicepresidente IRIFOR Vincenzo Massa, con impareggiabile disponibilità, è stato presente per apportare il suo sapiente contributo alla buona realizzazione della migliore offerta per tutti i componenti del gruppo.

Durante il periodo è stato possibile incontrare anche partecipanti di altre età, che hanno favorito l’inclusione e il rapporto tra le generazioni.

Il tempo atmosferico è stato particolarmente prodigo di belle giornate, col sole ancora caldo e una temperatura particolarmente gradevole, che hanno permesso e invitato ciascuno a trascorrere sulla spiaggia accogliente di sabbia impalpabile e setosa tante ore piacevoli tra bagni e giochi organizzati. Cominciamo a pensare di essere noi con la nostra coesione a determinare la fortuna di un clima così favorevole ed è bello potersi cullare con questa sensazione ottimistica!

Chi non si è aggregato al gruppo spiaggia ha avuto comunque la possibilità di intrattenersi piacevolmente con passatempi divertenti e gustosissime relazioni interpersonali di confronto amichevole.

Le persone più loquaci si sono espresse narrando spontaneamente i loro vissuti, le loro esperienze, facilitando altri nuovi ospiti ad unirsi alla comunicazione, superando così l’isolamento di qualcuno meno incline alla pronta conversazione.

Di giorno in giorno sempre più intensamente si sono potuti osservare confronti aperti in un armonioso rapporto, che ha fatto sentire tutti strettamente propositivi.

A Tirrenia non si può soffrire di solitudine e i legami che si instaurano sempre più diretti riescono a delineare una grande complicità tra tutti i presenti.

Anche chi si trova inizialmente più spaesato, riesce in poco tempo a sentirsi circondato da amici con storie e problematiche facilmente condivisibili.

Alcune persone hanno sentito l’esigenza forte di sentir leggere ad «Alta Voce» ed è quindi stato attivato l’angolo della lettura con proposte, che hanno saputo accontentare i più assidui tra i desiderosi di ascolto.

Divertenti e utili sono stati apprezzati da molti i giochi per il rinforzo della memoria, ispirati e sostenuti dalla psicologia con la più entusiasta del gruppo, che con i suoi novantadue anni e mezzo e la vitalità della sua prontezza intellettiva ha saputo ben dimostrare quanto questi divertimenti siano utili con il trascorrere dell’età.

I classici tornei di giochi a carte si sono potuti svolgere per il piacere dei maestri di «scopone». Una menzione particolare deve essere rivolta al «Burraco», che ha trovato qualche insaziabile concorrente.

La competizione di Showdown ha raggiunto livelli tecnici elevati con divertimento partecipato anche dagli spettatori, sempre pronti ad applaudire ogni performance.

Una gara molto allegra e apprezzatissima da tutti, assieme alla «Corrida», al «Musichiere», al Cabaret, al Karaoke e ai numerosi passatempi di gruppo serali, è stata quella del «Racconto di Barzellette». Anche in questo caso si sono esibiti fini dicitori e meravigliosi interpreti.

Tutti hanno utilizzato argomenti vari e disparati: da funerali bizzarri a esperti di «amore sicuro», da personaggi biblici a famosi personaggi storici, da gustosi arrosti un po’ abbrustoliti a camerieri non proprio ligi al proprio dovere, da astuti costruttori di case senza angoli per evitare suocere ingombranti ai soliti pappagalli furbetti, da albergatori romani un po’ troppo allegri a cani troppo devoti ai propri padroni, da esponenti della Digos a carabinieri protagonisti delle classiche barzellette a loro destinate, da tori fornitissimi a sposini in luna di miele, dal classico Pierino ai più colti Sherlock Holmes e Dottor Watson, dall’avarizia (qualcuno dice parsimonia) dei genovesi ad anzianissimi vecchietti prossimi sposini molto previdenti, da balbuzienti a sordomuti, per finire a esponenti religiosi assai libertini, e chi ne ha più ne metta!

L’adesione a questa proposta è stata talmente partecipata, che anche l’attrattivo momento dedicato agli spaghetti «aglio, olio e peperoncino» del mercoledì in tarda serata ha dovuto adeguarsi al desiderio dei sapienti narratori, che non avrebbero in nessun caso interrotto la tenzone, accontentando il pubblico allegramente coinvolto e pronto a condividere risate collettive. Si sa, le barzellette sono come le ciliegie, una tira l’altra!

Quasi tutte le sere ha sottolineato il trascorrere delle ore il canto, accompagnato dalla chitarra, di belle melodie di ogni regione, terra d’origine dei presenti e il ballo nella serata con il bravissimo pianista cantante.

I più interessati alla cultura musicale hanno avuto l’opportunità di conoscere una compagnia di oltre 30 elementi di suonatori di cornamuse scozzesi, in raduno annuale presso una struttura alberghiera vicina al nostro Olympic Beach.

I gentilissimi suonatori ci hanno permesso di ascoltare i prestigiosi strumenti e con grande sollecitudine ci hanno guidato alla conoscenza tattile dei vari componenti armonici.

Grande successo, come sempre, hanno riscosso le lezioni di iphone e di computer impartite sapientemente dal nostro Nunziante Esposito, capace di far apprendere i segreti tecnologici con la sua esperta e simpatica competenza.

Rimarrà indelebile nel nostro ricordo la serata meravigliosa dei riconoscimenti ai vincitori di tutte le gare svolte, condotta magistralmente dal vicepresidente Irifor Vincenzo Massa, affiancato da me, da Nunziante e con il collegamento applauditissimo con il nostro Presidente Mario Barbuto, in un tripudio di gala e di premi assegnati ai trionfatori.

A simboleggiare il connubio tra allegria e benessere è stata offerta in quell’occasione una torta degna di un banchetto nuziale dedicata al soggiorno «Sole di Settembre», recante i loghi di Uici e di Irifor, abbinamento di efficiente condivisione.

I due periodi dedicati quest’anno a questo soggiorno, a giugno con il «Primo Sole» e a settembre con l'”Ultimo Sole”, sono stati apprezzati e graditi con espressioni di sincero interesse e ancora una volta il sorriso ha evidenziato quanto sia necessario il buonumore per arrecare benessere psicofisico tangibilmente rimarcabile.

Siamo certi che i nostri amici dell’età matura si siano giovati di tante ore felici, che allieteranno l’attesa delle prossime occasioni d’incontro.

Tornando a casa, salutati da Ivan, da Federica e da tutto lo staff dell’Olympic Beach, sempre pronti ad accogliere ogni esigenza con la solita attenzione e cura e con ancora vivido il sapore dei manicaretti offerti nel ristorante ad ogni pranzo e cena, in un proposito di prossime chance d’incontro, ognuno porterà con sé la sensazione di quanto sia importante unirsi in un abbraccio solidale e festoso, che solo a Tirrenia riusciamo a realizzare con naturale semplicità.

Cristina Minerva

Pubblicato il 28/09/2021.

L’estate 2021 della Sezione UICI di Enna

Autore: Anna Buccheri

Il Covid 19 ha stravolto le nostre vite costringendoci a rinunce e a diverse modalità di organizzazione del quotidiano, del lavoro e dello studio, limitando le nostre libertà e condannandoci al distanziamento. In questa situazione dettata dal contingente si è corso il rischio di trascurare cose importanti o di non poter assicurare continuità a servizi essenziali. L’UICI di Enna attenta a tutti i protocolli di sicurezza non ha voluto lasciare indietro nessuno in questa estate 2021 aderendo ai campi estivi programmati dall’IRIFOR Regionale Sicilia e al progetto Ri-gioco la mia parte e organizzando il soggiorno climatico, l’attività di onoterapia e la gita sociale di fine estate.

Il soggiorno climatico si è svolto dal 3 al 10 luglio a Calanovella, in provincia di Messina. Hanno partecipato 13 non vedenti con accompagnatori e familiari. Si tratta di un appuntamento annuale molto atteso, in particolare quest’anno in cui un opprimente lockdown ha pesato sui nostri giorni. Si era quasi increduli, dice il Presidente Di Gregorio, di poter fare il soggiorno, naturalmente seguendo tutte le cautele necessarie a partire dalla stessa struttura ospitante. Dei partecipanti, alcuni avevano già fatto l’esperienza, per altri era la prima volta. Tutti ne sono stati entusiasti. Il tempo è trascorso tra momenti balneari, convivialità a tavola, coinvolgimento nelle iniziative della struttura (animazione), relax in un clima spensierato e di spontaneità. Diversi per età, donne e uomini, ipovedenti e ciechi, tutti sono stati coinvolti in piscina, nei balli di gruppo, nei bagni a mare, nell’escursione a Lipari e a Vulcano. A Vulcano si è fatto il bagno nella zona della spiaggia nera, cogliendo la magia e la vitalità della natura, con i focolai di zolfo, il fumo, la pietra bollente, l’odore pungente; a Lipari ci si è goduti la passeggiata lungo il corso in salita fino alla Basilica di San Bartolomeo, patrono dell’isola. Il gruppo è stato accompagnato da una guida che ha fornito informazioni preziose e dettagliate sulla storia, sulla cultura e sulla configurazione geografica e geologica delle sette isole che compongono l’arcipelago delle Eolie (Alicudi, Filicudi, Lipari, Panarea, Salina, Stromboli e Vulcano). L’esperienza ha dimostrato quanto sia importante e quanto si desideri recuperare occasioni di svago e di condivisione di gruppo, come ha sottolineato il Presidente Santino Di Gregorio.

A Pozzallo, in provincia di Ragusa, al modulo del campo abilitativo/riabilitativo del 3-10 luglio per disabili gravi hanno partecipato 3 ragazzi ipovedenti di 12, 25 e 28 anni, con problemi di deambulazione e alimentati attraverso PEG o imboccati. I genitori sono rimasti soddisfatti in particolare per il supporto assicurato per la mobilità e gli spostamenti. Quest’anno sono stati presenti entrambi i genitori, cosa che ha permesso di contenere eventuali mancanze nella preparazione di OSS e OSA evidenziate negli anni scorsi dai genitori.

Il progetto Ri-gioco la mia parte 2021 ha avuto luogo ad Erice, provincia di Trapani, dal 30 agosto al 1 settembre. È stato un soggiorno in cui la noia è stata bandita e ogni momento è stato impegnato. Il primo giorno, il 30 agosto, dopo il tampone veloce, il check in, una conoscenza reciproca, l’acquisto di materiali, sono cominciate le attività vere e proprie. Della Sezione di Enna c’erano 4 bambini di età inferiore ai 10 anni e 1 ragazzo di circa 20 anni. Un’altra bambina che frequenta la scuola dell’infanzia ha dovuto rinunciare perché il paese dove abita era in zona arancione. Importanti e significative esperienze sono state: la socializzazione con i bambini e i ragazzi delle altre Sezioni territoriali, i giochi in spiaggia, provare a nuotare con il materassino, i balli, l’escursione a Favignana (con guida che ha descritto con dovizia di particolari e chiarezza espositiva la struttura della tonnara e del Castello di Santa Caterina sulla sommità dell’isola, e ha raccontato le vicende storiche legate alla Famiglia Florio), la serata ad Erice, sulla rocca, raggiunta in funivia. I bambini/ragazzi ennesi si conoscevano e si frequentavano già. Questi giorni insieme hanno reso più intense le relazioni e accresciuto l’interesse per alcune attività come ad esempio il nuoto (interesse che la Sezione UICI ennese ha recepito provvedendo a predisporre le modalità per avviare chi lo desidera a questo sport). Il gruppo ha organizzato al rientro un’uscita serale per andare a mangiare una pizza, in autonomia i ragazzi senza i genitori e i genitori per conto loro. Inoltre i bambini e i genitori hanno preso l’abitudine di riunirsi nella sede della Sezione anche qui separati gli uni dagli altri. Il venerdì i quattro coetanei giocano insieme in una delle stanze in cui solitamente si svolgono attività di musicoterapia o di aptica. Dall’esperienza del campo è derivato un nuovo modo di considerare la disabilità visiva per i bambini/ragazzi in termini di consapevolezza e per gli stessi genitori. Il Presidente Di Gregorio rileva giustamente che il feedback positivo genera richieste e rende più disponibili a seguire altre attività, e che quindi il rapporto costo/benefici è assolutamente a favore dei benefici ponendo le condizioni per implementare nuove attività.

Dal 28 agosto al 6 settembre, al modulo a per la fascia di età 3-13 anni, a Calanovella, campo estivo abilitativo/riabilitativo, hanno partecipano 4 bambini/ragazzi. La bambina di 7 anni voleva rimanere quando è venuto il momento di rientrare. Si sono create anche qui le condizioni per scambi amicali tra coetanei di diversi territori. Le attività proposte sono state: nuoto (dal galleggiamento ai vari stili), laboratorio manuale con la realizzazione di statuette e di un quadro a rilievo raffigurante il panorama che si può ammirare dalla terrazza della struttura (isole Eolie, soprattutto Vulcano e Lipari, sole, mare, scogli). Tutto è avvenuto in un clima di grande convivialità.

Sempre dal 28 agosto al 6 settembre, ma per il modulo b, in provincia di Cosenza, per la fascia di età 14-21 anni, ha partecipato un solo ragazzo.

Dal 5 al 12 settembre, a Calanovella, per il modulo c, per la pluridisabilità lieve, erano presenti 4 ragazzi con i genitori. Questi ultimi hanno espresso parere positivo e pieno apprezzamento per il campo. In un clima di rilassamento e di divertimento le attività svolte sono state: nuoto, Orientamento e Mobilità, autonomia, laboratorio manuale.

Nella prima settimana di settembre, la Sezione UICI di Enna ha realizzato il progetto di onoterapia presso l’Associazione Morsi d’Autore Onlus di Calascibetta (EN), riconosciuta dall’Assessorato alla salute della Regione Sicilia e iscritta all’Albo regionale. La struttura si avvale della professionalità di educatori, psicologi e psicoterapeuti in grado di coinvolgere sia i bambini/ragazzi sia i genitori. L’anno scorso l’attività era inserita nel progetto Gioco la mia parte. I genitori hanno gradito e capito l’azione riabilitativa e di stimolazione che si sviluppa grazie all’interazione con l’asino. Il feedback più importante per il padre di uno dei ragazzi è stato il sorriso del figlio. Ai ragazzi la Sezione UICI di Enna garantisce una o due sedute di musicoterapia e una di onoterapia alla settimana.

Sabato 18 settembre, a conclusione della stagione estiva, si è svolta la gita sociale alle Gole dell’Alcantara, canyon naturale caratterizzato da fessurazioni verticali ubicate nel territorio compreso tra Castiglione di Sicilia (provincia di Catania) e Motta Camastra (provincia di Messina). Dopo il pranzo, nel pomeriggio, prima di rientrare, si è fatta una passeggiata lungo il corso a Taormina, splendida terrazza sospesa tra le rocce e il mare in uno scenario di bellezza naturale, unico per varietà e contrasti.      

Anna Buccheri

Pubblicato il 28/09/2021.