Museo Omero – Toccare l’arte alla radio

Seconda edizione 2021 in collaborazione con Slash Radio Web

Dopo la fortunata prima esperienza della scorsa primavera, ripartono gli incontri dedicati all’arte su Slash Radio Web, la radio ufficiale dell’Unione Ciechi ed Ipovedenti italiana. Saranno dieci le puntate del programma “Toccare l’arte alla radio” curato dello staff del Museo Omero: ogni giovedì dal 4 febbraio all’8 aprile 2021 dalle ore 15:20 alle 16:00. A condurre la trasmissione in diretta, come sempre sarà la giornalista Chiara Gargioli.

L’obiettivo è conoscere gli artisti della collezione museale in modo informale e piacevole, dedicando un’attenzione particolare alla descrizione delle opere così da rendere la comunicazione pienamente accessibile.
Si inizia il 4 febbraio con un colloquio fra due “grandi” del nostro tempo: il Presidente del Museo Omero, Aldo Grassini, parlerà con Giuliano Vangi non solo delle opere presenti nella collezione museale – “Lui e lei” e “Donna nel tubo” – ma anche di quelle che ha personalmente potuto toccare a Pesaro – la “Scultura della Memoria” in Piazza Mosca – alla mostra antologica al Macro di Roma (2015) e in Giappone al “Museo Vangi”, un museo unico al mondo costruito nel 2002 alle falde del Monte Ashitaka. Si prosegue l’11 febbraio con un incontro dedicato al mito e alle divinità a cura di Alessia Varricchio; il 18 febbraio conosceremo la scultrice Tiziana Felicioni intervistata da Monica Bernacchia; il 25 febbraio Andrea Socrati ci parlerà di Walter Valentini; il 4 marzo Annalisa Trasatti intervisterà Mercedes Autieri su Pietro Consagra; l’11 marzo lo scultore Felice Tagliaferri si racconterà ad Aldo Grassini.
Il 18 marzo Monica Bernacchia parlerà di Alik Cavaliere con la figlia Fania; il 25 marzo Andrea Socrati incontrerà con Carlotta Montebello della Fondazione Arnaldo Pomodoro; il 1 aprile sarà la volta di Bruno Ceccobelli intervistato da Annalisa Trasatti. Si chiude l’8 aprile con un excursus artistico tra Oriente e Occidente a cura di Alessia Varricchio.

Pubblicazione rivista “Uiciechi.it” n. 1 1/15 gennaio 2021

Si comunica che in data 1 febbraio 2021è stato inserito nel sito www.uiciechi.it il file della rivista Uiciechi.it n. 1 1/15 gennaio 2021.

Il link per leggera la rivista è il seguente:

http://www.uiciechi.it/servizi/riviste/View_Rivista.asp?Id_Nriv=2507

Questo il sommario:

A domanda risponde, di Nunziante Esposito.

Alexa di Amazon, di Giovanni Clerici.

Bitlocker: protezione dati con Windows 10 PRO, Education ed enterprise, di Nunziante Esposito.

Canale YouTube di lettura espressiva, di Nunziante Esposito.

Gli script di Jaws 09. Documento Corrente e Barra di stato, di Abramo Volpato.

Notiziario sulla telefonia, di Carlo Sist.

Novità dal Web, di Barbara Lispi.

Per le persone con problemi di vista oggi il mondo è più accessibile, di Giuseppe Di Grande.

Riunione con Zoom meeting direttamente on line, di Vincenzo del Piano.

Periferica non riconosciuta e suo ripristino, di Domenico Manfredini.

Notizie Hitech e Scienza, 10 articoli, da Panorama.

Notizie Flash e non Flash, 10 articoli, da Zeus News.

Problemi risolti, 5 Schede, dalla lista uici-helpexpress.

Notizie Telefonia e varie, 10 articoli, da Hardware Upgrade – Il Sito Italiano sulla Tecno.

Servizio civile – Presentazione progetti: Nuovo facsimile di dichiarazione

Facendo seguito al comunicato n, 4 di questa Presidenza del 13 gennaio 2021 per trasmettere in allegato un facsimile di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà (allegato B) che attesta la condizione per avere diritto all’accompagnamento ex art. 40 e cioè:

  • cieco civile che svolge un’attività lavorativa quale dipendente pubblico
  • cieco civile che svolge un’attività lavorativa privata o autonoma
  • cieco civile che svolge un’attività sociale
  • cieco civile che abbia necessità dell’accompagnamento per motivi sanitari

      Il facsimile deve essere utilizzato in sostituzione dei modd. B) e C) allegati al comunicato citato in premessa.

            L’ufficio preposto rimane a disposizione per ogni eventuale chiarimento.

Allegato 1.doc

Allegato 1.pdf

Il tatto e l’alfabeto Braille, il tatto e il coronavirus Covid-19

Autore: Valter Calò

Valter, su Radio RAI Regione, nella trasmissione di Alessandra Tortosa “Post it appunti dal territorio”, andata in onda lunedì 25 gennaio 2021.

Un percorso, in una intervista, di eventi e situazioni che girano attorno alle persone con disabilità visiva.

La partenza dovuta è stata la ricorrenza della nascita di Louis Braille il 4 gennaio, l’evoluzione del suo alfabeto e la sua semplificazione per gli ascoltatori fino alle sintesi vocali e il loro utilizzo, per finire con uno dei sensi più usati dalle persone non vedenti e ipovedenti, ancora il tatto, approfondendo i pericoli che quotidianamente incorrono nell’essere contagiati da questo Coronavirus, con la conseguente necessaria urgenza di venire vaccinati preventivamente come categoria fortemente a rischio.

Di seguito il link ufficiale della trasmissione: http://www.raibz.rai.it/feed.php?id=17

Questo invece il link Facebook per ascoltare direttamente la prima parte della trasmissione: https://www.facebook.com/100000838066749/videos/pcb.3644866965551203/3644866228884610/

Questa la seconda parte: https://www.facebook.com/100000838066749/videos/pcb.3644866965551203/3644865835551316/

Sondaggio per una tesi progettuale

Autore: Giulia Gastaldi

Mi presento: sono Giulia Gastaldi, residente in un piccolo paese in provincia di Cuneo, in Piemonte. Da un paio di anni frequento l’Università di Roma “Accademia Italiana” indirizzo design del gioiello.

Quest’anno dovrò svolgere la tesi per concludere il mio percorso di studi e si tratta di una tesi progettuale al fine di “inventare” un gioiello per non vedenti.

Ho preparato con Pasquale Gallo (presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e Ipovedenti di Novara), un sondaggio da proporre a persone non vedenti per capire meglio il vostro punto di vista. Mi chiedevo se gentilmente fosse possibile divulgare questo sondaggio a più persone possibili in modo da avere delle solide e concrete basi per la creazione di questo gioiello.

Inoltre, se fosse possibile, chiederei anche pareri e consigli nel caso dovessi averne bisogno.

Qui sotto vi lascio il sondaggio:

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfFeB911LCP_MR8LPUDfMDVJKTT06sRSdLon4Jqb7-qg4bQVQ/viewform

Per qualsiasi domanda non esitate a contattarmi.

Questo il mio numero di telefono nel caso possa tornare utile: 3404693983.

Pubblicazione rivista “Gennariello” n. 2 febbraio 2021

Si comunica che in data 29 gennaio 2021 è stata inserita nel sito la rivista “Gennariello” n. 2 febbraio 2021 e che l’ufficio stampa ha provveduto ad inviare alla Biblioteca Italiana dei Ciechi “Regina Margherita” Onlus il file relativo in data 25 gennaio 2021.

Il link diretto per il prelievo è il seguente:

http://www.uiciechi.it/servizi/riviste/View_Rivista.asp?Id_Nriv=2506

Si riporta di seguito il sommario della rivista:

Febbraio

L’alfabeto Braille

Miti e Leggende

Storie di Carnevale

Le buone abitudini

L’angolo della filastrocca

Giochiamo insieme

Per i più piccini

Per informazioni sulle riviste è possibile scaricare il Listino abbonamenti 2019 al link: http://www.uiciechi.it/servizi/somm_stampaassoc.asp

Svolgimento delle assemblee sezionali 2021 – Chiarimenti

Autore: Mario Barbuto

Care amiche e cari amici,

dopo aver portato a termine gli importanti adempimenti statutari e associativi dello scorso anno, con molto impegno di tanti e con pieno successo per la nostra Unione che ha saputo fronteggiare e superare difficoltà notevoli, tra breve dovremo confrontarci con il tema delle Assemblee Sezionali di aprile, sul quale sono già pervenuti a questa Sede Nazionale alcuni quesiti e richieste di informazioni.

Come discusso in sede di Direzione Nazionale, riteniamo che, per il momento, stante la situazione dell’emergenza da Covid-19 almeno parzialmente sotto controllo e l’inizio della campagna vaccinale, non ricorrano motivi per prorogare i consueti termini di svolgimento delle Assemblee entro la fine del mese di Aprile 2021, nelle quali occorrerà, tra l’altro, procedere all’approvazione del bilancio consuntivo.

In linea di massima pertanto, possiamo riconfermare le indicazioni del 2020, soprattutto per la parte riguardante le “Prescrizioni pratiche”.

Nei rarissimi casi in cui si debba procedere a elezioni straordinarie, la Sede Nazionale rimane a disposizione per fornire supporto al fine di consentire la partecipazione all’Assemblea e l’espressione del voto a distanza da parte di tutti, in piena sicurezza e autonomia.

Per garantire la partecipazione più ampia dei nostri soci alle assemblee in piena autonomia e assoluta sicurezza, consideriamo vincolante in ogni caso l’uso della piattaforma Zoom che consente anche l’espressione del voto palese attraverso il meccanismo dell’alzata di mano, già previsto nel software, oppure direttamente in voce, in caso di difficoltà tecnica o impedimento funzionale del partecipante.

Nel rispetto dell’autonomia delle Sezioni nelle scelte organizzative e operative per lo svolgimento delle Assemblee, raccomandiamo comunque l’uso della piattaforma Zoom come mezzo di ampliamento della partecipazione, nell’intento di accrescere al massimo il coinvolgimento attivo dei nostri soci alla vita associativa, anche quando essi non siano in condizione di spostarsi dalla propria abitazione, sia per impedimenti funzionali, sia per le prescrizioni sanitarie e sociali del momento, differenti da regione a regione.

Il Presidente e l’intera Direzione Nazionale saranno a disposizione dei Presidenti e dei Consigli Sezionali per organizzare al meglio le Assemblee e assicurarne i il buon esito e raccomandano vivamente, ancora una volta, di scegliere modalità a distanza. In questo quadro, mi permetto di raccomandare a tutti i dirigenti associativi territoriali, regionali e nazionali di astenersi dalla presenza di persona presso le assemblee delle Sezioni diverse dalla propria, al fine di contenere in ogni modo le occasioni di assembramento, nel rispetto delle prescrizioni sanitarie e sociali in vigore.

Un fervido augurio a tutte e tutti, insieme a un abbraccio affettuoso.

Cagliari – Notiziario n. 5 del 28 gennaio 2021

Si comunica che presso la sede UICI di Cagliari un gruppo spontaneo sta programmando un’attività autogestita di mutuo aiuto, con l’obbiettivo di comunicare e scambiare esperienze e informazioni utili.

Tutte le socie e tutti i soci interessati, per le adesioni, possono chiamare il seguente numero: 3318583299.

In questo periodo di pandemia, tuttavia, il collegamento verrà effettuato  con la piattaforma Skype.

Si ricorda a tutti che è attivo presso la Sezione il servizio gratuito del Dowloand del Libro Parlato on line. Tutti coloro che desiderassero ricevere audiolibri contenuti nel catalogo on line del Libro parlato dell’Uici Nazionale, possono farne richiesta presso la nostra struttura, previa iscrizione. Informiamo che il catalogo immediatamente consultabile è in continuo aggiornamento. Il servizio è curato dalla referente Giovanna Perri.

Gli uffici sono a completa disposizione per qualsiasi necessità.

Sezione Territoriale di Cagliari

Via del Platano, 27 – 09131Cagliari

tel. 070 523422 notiziario telefonico 070 513575

e-mail:uicca@uiciechi.it uicica@pec.it

27 gennaio giornata della memoria: i ciechi e la Shoah

Autore: Anna Buccheri

Il 2020 è stato l’anno della memoria per l’UICI, del ricordo di una storia che ha compiuto 100 anni e include tanti episodi, battaglie e vittorie; una storia fatta di persone, di bambini e bambine, di ragazzi e ragazze, di uomini e donne con disabilità visiva che hanno lottato, fatto scelte, conosciuto l’amarezza dell’esclusione e conquistato spazi sempre più ampi in società, assumendosi il ruolo che competeva loro e preparando il terreno per coloro che sarebbero venuti dopo perché potessero contare su una rete di diritti consolidati e su un’Associazione capace di farsi portavoce di istanze e che si è conquistata nel tempo un potere interlocutorio sempre più autorevole.

Ogni anno però c’è una data che è sinonimo di memoria ed è il 27 gennaio, che ricorda la Shoah, trauma collettivo che non può essere superato, che ha segnato il destino di milioni di persone, persone senza colpa private delle loro vite, dei loro desideri, dei loro sogni, dei loro averi, dei loro affetti, di tutto ciò di cui una persona può essere privata. Tra queste persone ci sono anche i disabili.

Tutto è cominciato con le parole «Vite indegne di essere vissute». Le persone con disabilità sono le prime a sperimentare l’orrore, uccise con iniezioni e poi con il gas. Un peso sociale sono i disabili. Nel 1939, Hitler con una lettera autorizza i medici «a concedere la morte per grazia ai malati considerati incurabili secondo l’umano giudizio». È l’inizio dell’operazione Aktion T4, l’eutanasia forzata che parte da Berlino e ha sede in un villino espropriato a una famiglia ebrea. Medici e infermieri danno la morte e conducono esperimenti, giuristi e avvocati trovano le giustificazioni legali, inservienti e operai fanno la loro parte. Nelle scuole vengono assegnati problemi come questo: «Un malato di mente costa circa 4 marchi al giorno, un invalido 5,50 marchi, un delinquente 3,50 marchi. In molti casi un funzionario pubblico guadagna al giorno 4 marchi, un impiegato appena 3,50 marchi, un operaio non qualificato neanche 2 marchi per ciascun membro della famiglia. Rappresenta graficamente queste cifre. Secondo prudenti valutazioni in Germania ci sono 300 mila malati di mente, epilettici, ecc., in case di cura.Quanto costano annualmente costoro complessivamente se per ciascuno ci vogliono 4 marchi? Quanti prestiti matrimoniali dell’ammontare di 1000 marchi l’uno, con rinuncia a qualsiasi successiva restituzione, si potrebbero stanziare ogni anno con questi soldi?».

Tutti i programmi di sterminio sono preceduti e sostenuti da una pervasiva, martellante e capillare opera di propaganda nelle scuole e nelle organizzazioni giovanili del partito nazista, attraverso film, poster, libri e opuscoli  che illustrano la necessità della selezione genetica e dell’eliminazione dei disabili per evitare loro altre sofferenze e risparmiare denaro a beneficio del resto della popolazione.

Tra i bambini, le vittime sono circa 5 mila dal 1938 al 1941. Gli ospedali devono segnalare i bambini di età inferiore ai 3 anni per i quali si sospetta una delle seguenti gravi malattie ereditarie così classificate: idiozia e sindrome di Down (specialmente se associata a cecità o a sordità), macrocefalia, idrocefalia, malformazioni di ogni genere soprattutto agli arti, alla testa e alla colonna vertebrale e paralisi, incluse le forme spastiche. I bambini vengono sottratti ai genitori per essere trasferiti in centri pediatrici speciali per ricevere cure migliori dove invece vengono uccisi, sezionati a scopo “scientifico” e poi cremati. Causa ufficiale della morte è: polmonite.

La storia di Otto Weidt invece è la storia di un uomo che ha salvato molti Ebrei, anche disabili, un Giusto con disabilità, essendo quasi completamente cieco a causa di una malattia degenerativa. Figlio di un tappezziere, da sempre oppositore del nazismo, in gioventù, appena arrivato a Berlino da Rostock, dove è nato nel 1883, fa parte dei circoli anarchici e pacifisti della città. Grazie a documenti falsi per i dipendenti ebrei della sua fabbrica di scope e di spazzole, nasconde un’intera famiglia in un locale segreto del suo magazzino, corrompe i guardiani polacchi del campo di concentramento in cui è prigioniera la sua segretaria per farle avere cibo e vestiario, dà lavoro a diversi Ebrei ciechi o sordi, fa di tutto per salvarli dallo sterminio. Lavora anche per la Wermacht. Questo gli permette di avere Ebrei come operai coatti, rimandando e cercando di evitare il momento della deportazione. Scambia al mercato nero scope e spazzole per aiutare a sfamare i suoi lavoratori. Manda pacchi ai centri di detenzione con cibo e aiuti. Dopo la guerra apre un orfanotrofio per i bambini e le bambine ebree, e una casa di riposo per anziani soli.

La sua storia è diventata un documentario, Otto Weidt – Uno tra i Giusti nel 2015, con musiche di Filippo Visentin. Nel Museo fatto aprire a Berlino nel 2004, con sede nell’edificio che ospitava la fabbrica, dalla segretaria Inge Deutschkron sopravvissuta alla Shoah, ci sono foto di gruppo di Weidt con i dipendenti, una ventina circa, la maggior parte con disabilità visiva. Altre immagini mostrano i macchinari presenti in fabbrica per permettere anche ai ciechi di produrre le scope. Tra il 1942 e il 1943 è l’unico a far ricoprire ruoli impiegatizi agli Ebrei che gli vengono affidati dalla Casa Ebraica per i ciechi. Le due segretarie ebree si mischiano agli operai nei laboratori quando arrivano i controlli. In mostra c’è anche la carta di identità della segretaria e una cartolina con la quale in codice una famiglia di ex-dipendenti riesce a far recapitare a Weidt una richiesta di cibo. Ci sono immagini del nascondiglio all’interno della fabbrica dove l’imprenditore fa nascondere un’intera famiglia. C’è anche la cartolina lanciata dalla segretaria dal treno che la porta ad Auschwitz, con cui chiede di imbucarla a chi la trovasse e che incredibilmente arriva al destinatario. Weidt muore di infarto nel 1947. Viene soprannominato lo «Schindler cieco». Nel 1971 lo Yad Vashem Memorial l’ha riconosciuto Giusto tra le nazioni.

Veneto – Atleta di Vigonza vince quattro medaglie

Nazionali paralimpiche Indoor di atletica leggera: atleta non vedente conquista l’oro nei 200 metri, l’argento nei 60 metri, nel salto in lungo e nel lancio del giavellotto

Il 22 e 23 gennaio si sono svolte ad Ancona le Nazionali paralimpiche Indoor di atletica leggera. Riccardo Dalla Mana, studente liceale di quasi 15 anni, ha partecipato alle gare per non vedenti  conquistando quattro medaglie in diverse specialità.

Queste medaglie sono il risultato di un percorso fatto di occasioni, coraggio e fatica, sempre accompagnato dalla famiglia e dagli affetti.

Se la corsa potrebbe sembrare uno sport individuale, in cui allenatore e atleti concorrenti sono le uniche occasioni di relazione, non è così, soprattutto per un atleta non vedente che, per cominciare a correre, deve sviluppare molte relazioni di fiducia.

Così spontanea nei giochi dei bambini, la corsa per chi non vede è invece una conquista che si ottiene a piccoli passi di fiducia: nel proprio corpo, nella propria forza, nell’ambiente circostante che non deve avere ostacoli, nella guida di cui ci si allena a sentire i movimenti. Per un bambino che non vede correre è rompere le catene della paura di possibili ostacoli intorno a sé e liberare la leggerezza per fare il primo passo.

“Vedere questa libertà, questa fiducia nuova in un bambino che non vede commuove sempre. Le abbiamo viste in Riccardo, quando a otto anni, per la prima volta senza i genitori, è venuto a un campo di una settimana sullo sport e le autonomie, coraggioso in un gruppo di bambini di qualche anno più grandi”.

Così ricorda una educatrice dell’équipe I.RI.Fo.R. (Istituto per la Ricerca e la Formazione e Riabilitazione) Consiglio Regionale Veneto.

Una fiducia quindi che poggia i suoi fondamenti su una famiglia presente, disposta a vedere i successi, quando davanti agli occhi sembra ci siano solo i limiti; su persone disponibili a mettersi in gioco, vedendo che Riccardo era il primo intenzionato a farlo.

Gli allenamenti alla società Atletica Riviera del Brenta (Dolo, VE) sono stati la sua rampa di lancio.

Riccardo è andato in profondità, scavando e scegliendo, riconoscendo la passione e seguendola. Ma dalla prima corsa all’oro la strada è lunga, fatta di scelte e fatiche, di sempre nuove conquiste, non per sfida verso la vita ma per l’urgenza di farla brillare.

Renzo Ondertoller Vice Presidente e Operatori I.RI.Fo.R. Consiglio Regionale Veneto

Roberto Callegaro Presidente Consiglio Regionale Veneto UICI

Foto 1: Sorriso fiero sotto la mascherina e quattro medaglie al collo: Riccardo Dalla Mana, tra la guida Giulia Molena e l’allenatrice Giorgia Vignando

Foto 2: La corsa di Riccardo

Foto 3: Il salto in lungo