Grazia Deledda in esalettura

Campidoglio 12 novembre

Il progetto “Grazia Deledda in esalettura” nasce nel 2016 in occasione delle celebrazioni per i 90 anni dal conferimento del Premio Nobel e gli 80 anni dalla morte di Grazia Deledda, e intende rendere disponibile in un sistema di esalettura l’Opera della scrittrice premio Nobel.

L’esalettura significa che le novelle saranno disponibili nelle seguenti estensioni: formato rilegato a stampa, formato scaricabile su supporti mobili, formato testo fruibile dalle sintesi vocali e barre braille, formato su file audio, formato in braille, formato in video con sistema LIS: libro, ebook, formato testo fruibile dalle sintesi vocali e barre braille, audiolibro, libro in braille e videolibro tutti fruibili sulla app o scaricabili gratuitamente sul sito internet dell’iniziativa www.esalettura.com.

Il progetto prevede che nel corso di un incontro di lettura, due novelle siano lette da comuni cittadini secondo un ordine che prevede una lettura effettuata da un lettore vedente da un libro scritto in nero, cioè nei comuni caratteri di stampa, e una lettura eseguita da un lettore cieco che leggerà dal braille.

Questa sequenza dimostrerà che non esiste nessuna differenza nella resa della lettura fra un individuo vedente ed uno cieco quando entrambi padroneggiano il loro strumento di accesso alla cultura.

Nel corso della manifestazione ai lettori sarà affiancato un interprete LIS (Lingua dei Segni Italiana) che renderà godibile l’evento anche ai cittadini sordi, per testimoniare che il progetto “Grazia Deledda in esalettura” intende essere un veicolo di diffusione culturale aperto a tutti indifferentemente.

Il 12 di novembre saremo ospiti presso la prestigiosa sala “Pietro da Cortona” in Campidoglio a Roma per celebrare la nostra Grazia. Per l’occasione avremo due lettori d’eccellenza: il Presidente Nazionale del Club del braille Nicola Stilla, che leggerà una novella della raccolta “Il sigillo d’amore” in caratteri braille, e l’attrice sarda Caterina Murino che leggerà una novella dallo stesso libro, aprirà la serata il Presidente Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi dottor Mario Barbuto.

L’ingresso alla manifestazione è riservato ad un numero limitato di spettatori poiché il regolamento municipale impone che alla prestigiosa sala si acceda con un pass fornito dagli organizzatori. Per questo motivo, qualora siate interessati a partecipare, cortesemente vi invitiamo a voler prenotare i pass numerati, che saranno disponibili fino ad esaurimento degli stessi, all’indirizzo email deleddaesalettura@gmail.com.

Eletto il nuovo presidente dell’Ebu

Autore: Redazionale

Roma- Rodolfo Cattanei è il nuovo presidente dell’Ebu. Il presidente nazionale Uici, Mario Barbuto, eletto componente del direttivo Ebu.

Durante la terza giornata dell’Assemblea Generale dell’European Blind Union, il prof. Rodolfo Cattani, neo eletto Presidente EBU, ha dato inizio al suo mandato presentando il rapporto del Comitato risoluzioni.

Auguriamo buon lavoro al nuovo Direttivo e a tutto lo staff dell’EBU!

Lavoro, finalmente l’Uici Campania riesce ad ottenere i primi risultati di 4 anni di attività spesso silenziosa

Autore: Vincenzo Massa

Sono stati anni di silenzio lunghi e difficili, ma alla fine la strada inizia a farsi in discesa sui temi del lavoro. Nel 2018 la sezione Uici di Avellino ha spianato la strada, all’intero movimento associativo, riuscendo nel giro di pochi mesi ad ottenere circa 20 avviamenti e le ultime preso di servizio, da parte dei centralinisti, sono avvenute nel mese di agosto. Ad Avellino, dopo tantissime battaglie, ha fatto eco Salerno con l’avviamento di 10 centralinisti nella pubblica amministrazione dell’intero territorio provinciale. Ci sono voluti ben 12 mesi, per completare tutto l’iter burocratico, per arrivare alla graduatoria definitiva delle persone che saranno avviate al lavoro nelle prossime settimane. Un’ulteriore buona notizia, in queste ore, giunge da Napoli perché si è giunti, finalmente, alla pubblicazione della graduatoria definitiva dei centralinisti in attesa di disoccupazione, sono risultati 74 gli aspiranti, dopo uno stallo dovuto al cambiamento delle leggi in materia e alla confusione di competenze che si era ingenerata negli uffici della massima occupazione. La sezione napoletana, però, nel frattempo ha visto concludersi tre procedure concorsuali, che hanno permesso, sia in mobilità che in assunzione, la sistemazione di quattro posizioni lavorative. Ora ci aspettiamo lo sblocco di nuove assunzioni per fare in modo che il percorso diventi davvero virtuoso. Le note negative, purtroppo, giungono dalle province di Benevento e Caserta da dove non giunge alcun segnale di attenzione per l’avviamento al lavoro per i non vedenti. Come si può notare il lavoro è solo iniziato e sono grato ai presidenti e ai consiglieri territoriali per il loro lavoro quotidiano sul tema del lavoro che è diventato, qualche volta, momento di tensione forte nella nostra base associativa che, giustamente, si attende sempre risposte immediate ed, invece, questa volta ha dovuto pazientare parecchio per ottenere, attraverso i continui interventi dell’UICI, le prime risposte concrete. Non possiamo e non vogliamo fermarci ora perché non vogliamo che questa nuova fase si esaurisca sul nascere.

La «Luce» degli Apollo Beat per i non vedenti

Autore: Giovanni Dessole

Successo a Sassari per l’iniziativa della band che il 9 novembre suonerà sul palco del Teatro Verdi

Sassari. Una grande sala buia al primo piano di un palazzo in centro città. Circa 50 persone invitate chiamate ad ascoltare, a vivere un’esperienza. A stabilire un contatto sono la band musicale Apollo Beat e i soci dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, sede di Sassari. Un proiettore, un maxi schermo e il videoclip tratto dalla canzone «Luce». E poi il buio, persistente. Concetti, vissuti, mondi e sensi che si fondono in un’idea diventata un evento che è andato in scena ieri mattina a Sassari. Evento riuscito, perché intenso. Spiazzante. Capace realmente di toccare le corde del sentimento. Efficace sviluppo di una buona idea di base. L’idea, appunto. Venerdì 18 ottobre è uscito «Sfera», nuovo disco della band sassarese Apollo Beat che il prossimo 9 novembre alle 21 salirà sul palco del teatro Verdi per presentare in anteprima un atteso, nuovo e impegnativo spettacolo – con un’apertura d’eccezione – organizzato da Apollo Beat, cooperativa Le Ragazze Terribili e Associazione Bulls and Buffaloes. «Luce», quarta traccia dell’album, è l’anello di congiunzione fra tutti gli elementi sopra citati: un ponte fra due mondi, quelli della luce e del buio, del vedere e del non vedere, solo apparentemente opposti e invece certamente vicini, comunicanti a tratti. Nel brano, il cantato e la parte strumentale in un crescendo che a momenti assumono toni di liberazione. Che sa di speranza. Riuscire ad andare oltre il buio. Sfruttare la musica, il suono, come terra di incontro e di contatto fra chi vede e chi non vede. Dare voce alla luce che pervade chi, senza luce, vive la sua quotidianità. La sua esistenza. Far raccontare, non necessariamente a parole, ciò che la luce rappresenta per chi non la vede più o non l’ha mai vista. L’idea di Giuseppe Bulla e co. prende forma di incontro. Gli Apollo Beat incontrano il presidente dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Sassari, Franco Santoro. La realizzazione del video della canzone è punto di vista che mette d’accordo le parti, lontano dalla banalità smielata e dal politically correct, opportunità reale per mostrare, per dimostrare, per illuminare il buio e dare un nome alle cose, per raccontare sfumature impossibili da cogliere per chi vede. Per aprire le porte di un mondo senza luce a chi vede, e stabilire sinergie importanti. Ieri negli spazi, al buio, della sede dell’Unione in via Quarto, l’oscurità è stata illuminata d’una luce abbagliante. Si entra a gruppi di dieci, guidati da un non vedente: mani poggiate sulla spalla di chi si ha di fronte, fiducia nell’altro. Ognuno raggiunge il suo posto, sono le voci a parlare mentre i volti sono immersi nell’oscurità. Raccontano la storia dell’incontro Santoro e Bulla. Parlano alla platea di un video nato e poi cresciuto da solo. Protagonisti del video sono proprio Giuseppe Bulla, Franco Santoro e Sara Cocciu.

VENI, VINI, VICI, una esperienza da quasi sommelier.

Autore: Paolo Giacomoni

Tramonto DiVino 2019. Si è concluso a FICO Eataly World il tour del gusto regionale. Domenica 20 ottobre, si è svolta l’ultima tappa italiana. Protagonisti oltre 250 vini regionali raccontati dai sommelier e abbinati ai prodotti Dop e Igp del territorio.

Qui è approdato il percorso didattico portato avanti da A.i.s. (Associazione Italiana Sommelier)  in collaborazione con l’UICI e l’UUNIVOC, in cui tecniche e metodologie proprie della sommellerie sono state condivise con alcuni non vedenti ed ipovedenti appassionati del nettare di Bacco. E sono stati proprio loro, con l’aiuto di altri colleghi sommelier, a gestire una delle postazioni d’assaggio a Fico, mescendo e raccontando i vini regionali, perché il vino è patrimonio di tutti e anche quella particolare ‘liturgia’ del mescere e del raccontare tipica di Ais lo deve essere.

VENI, VINI, VICI, ed ecco LA MIA ESPERIENZA DA QUASI SOMMELIER.

All’origine c’è una sfida: la degustazione di un vino si dovrebbe  avvalere dell’esame visivo, olfattivo e gustativo. Può allora essere realizzata anche da una persona che non vede e a cui, quindi, è interdetto il primo esame?

Una sfida? Ma guarda un po’! Come se noi disabili non fossimo abituati da una vita alle sfide, a volte per virtù, più spesso per necessità!

Però, in fin dei conti, come ha sancito qualcuno di noi in modo lapidario, il vino si beve poi con la bocca e non con gli occhi!

Così, da un lato Mauro Marchesi e l’UNIVOC di Bologna, e dall’altro Mauro Manfredi dell’A.I.S. (Associazione Italiana Sommelier) si sono presi l’incarico di imbandire un corso che si è tenuto verso la fine dell’anno passato presso la  sede della sezione UICI di Bologna.

Ed io ci sono andato, ma mica ero da solo! Con me c’era una schiera di vivaci compagni uniti dal desiderio di mescolare il piacere per il buon vino all’interesse per una degustazione più accurata e consapevole.

L’organizzazione dell’uno dei due Mauri e la competenza e l’entusiasmo  dell’altro ci hanno guidato su questo cammino, fino al raggiungimento di un buon livello d’abilità attraverso momenti teorici e prove pratiche attese sempre con piacere.

Allora la Sfida è stata vinta?

Beh, non mi considero un sommelier, né voglio diventarlo, però  oggi bevo con un piacere aumentato dalla conoscenza.

Ma non è vino solo quello nel bicchiere: E’ vino anche quando si stappa, quando si mesce, persino  quando lo si presenta, e così domenica scorsa 20 ottobre, ci siamo destreggiati tra bottiglie, cavatappi e “frangini” a mescere vini di qualità ai visitatori di Fico. per la manifestazione chiamata “Tramonto divino”.

Non dite che stappare e mescere è uno scherzo! Non ditelo se non siete abituati a farlo secondo i meticolosi canoni di un’accurata degustazione! Io li ho imparati due settimane fa nonostante nella vita abbia spesso avuto a che fare con i tappi. E, a dirla, avevo un certo timore ad esibirmi in questa pubblica performance, con la gente che aspetta mentre tu fai i tuoi riti da sacerdote del buon bere, con quelli che hanno la curiosità di vedere se il cieco ce la fa senza versare gocce sulla tovaglia, senza sbagli e in modo disinvolto e magari elegante.

Però l’assistenza e la logistica mi sono sembrate subito confortevoli e mi sono lanciato.

Poi non bastano le azioni: bisogna parlare,  offrire buone indicazioni a corredo degli assaggi, intrattenere con cortesia e simpatica verve! !

Certo, avevamo al fianco gli assidui angeli custodi dell’A.I.S., ma non hanno dovuto correggerci molto: unico loro incarico è stato quello di districarci tra la selva delle etichette, indispensabile finché non ci saranno, magari, etichette braille.

Purtroppo il sensibile rumore ambientale non ci ha aiutato nel mescere e nei colloqui con le persone, ma abbiamo saputo superare anche questo ostacolo.

Un intervistatore ha chiesto con un po’ di stupore: i ciechi stappano le bottiglie e versano anche il vino?

La risposta è stata precisa e lapidaria: i ciechi nella vita di ogni giorno hanno sempre stappato le bottiglie e versato il vino, però oggi, dopo averlo imparato,  lo possono fare anche nello stile sommelier.

Così un bel grazie è d’obbligo, sia per l’importante esperienza personale che abbiamo avuto noi corsisti e quasi sommelier, sia per tutti coloro che vorranno incamminarsi su questa strada, forse anche a livello professionale.

E il grazie va anzitutto a Mauro Marchesi che si è sobbarcato il peso dell’organizzazione, e grazie  anche a Mauro Manfredi, inevitabilmente magister! E grazie ad Adolfo, Davide e Ivan (scelgo l’ordine alfabetico per non fare differenze) che sono stati i nostri solerti  angeli custodi.

Dunque, anche questa, è stata una sfida e, tornando nell’autobus che da Fico riporta in città, soddisfatto ho sentito che l’avevo vinta.

LODE AL LAMBRUSCO.

  Vino di gran virtù, lo riconosco,

come vien di cantina, al buio, al fresco,

così lo stappo, e con cautela mesco:

signori, grazie a Dio questo è Lambrusco!

  basta un bicchiere e sento che rinasco,

e se ne bevo un altro non mi offusco:

Ne posso bere un fiasco che non casco:

e vuoi saper perché? Perché è lambrusco!

  Brindarono sia il gallo che l’etrusco,

lo invidiano l’America e il tedesco.

Fors’anche il bergamasco! e il Chianti tosco

a noi non fa paura: c’è il Lambrusco! (Non datene a Berlusco!)

  Con lo champagne consigliano il mollusco,

e con la cacciagione il barbaresco,

ma solo con il lesso, garantisco,

o con il cotechino, c’Ë il Lambrusco.

  Volete che la smetta? Beh, ubbidisco:

depongo la mia penna e riverisco,

perciò vuoto il bicchiere e mi zittisco:

Ma sai perché? Finito è già il lambrusco.

  vuol dir che ho esagerato e sono bresco?

provo ad alzarmi ma non ci riesco

ormai ho bevuto troppo, riconosco,

ma male non mi fa perché è lambrusco!

  la soluzione che io preferisco,

meno ne ho e più ne acquisisco,

canto fiori di rosa, fior di pesco…

stasera esco… sì, ma col lambrusco!

“Luce” Apollo Beat e UICI Sassari

Sabato 26 Ottobre la Sezione Territoriale di Sassari dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ha accolto il gruppo musicale Apollo Beat in un salone gremito da persone cieche che accompagnavano i vedenti nel buio della sala, per assistere, dopo la presentazione del Presidente dell’associazione Francesco Santoro e del leader del gruppo Giuseppe Bulla, alla proiezione del videoclip del loro brano musicale “Luce”, tratto dall’ultimo album “Sfera”.

“Luce” è una canzone di speranza, una richiesta di aiuto che viene esaudita. L’assenza della luce, reale o figurata che sia, è motivo di isolamento, sofferenza e insicurezza. All’invocazione disperata del cantato iniziale, segue un’apertura sonora, nella seconda parte strumentale, quasi come fosse una liberazione.

Il videoclip che accompagna il brano è stato realizzato con la collaborazione dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Sassari. È il racconto di un incontro fra due mondi, è il reportage di ciò che è accaduto in uno studio, con una canzone, Luce, a fare da colonna sonora. La disabilità, fra le mille sfide quotidiane, ci mostra una forza interiore senza precedenti, capace di toccare corde profondissime e di donare una luce e una speranza anche a chi, pur reputandosi “normale”, è sprofondato in un momento di oscurità.

«Dopo anni di musica strumentale – raccontano gli APOLLO BEAT – abbiamo sentito il bisogno di scrivere una canzone e di farlo in italiano. “Luce” è stato il brano che abbiamo scelto come singolo, perché racchiude tanti significati. La possibilità di parlare della luce con persone non vedenti ci ha permesso di capire tante sfumature che spesso diamo per scontate, ribaltando il concetto, queste persone ci hanno abbagliato con la loro luce interiore. Realizzare questo video è stata un’esperienza fortissima per tutte le persone presenti sul set. Qualcosa che ci porteremo appresso per sempre».

«Per questi loro pensieri – afferma Franco Santoro – ho accolto immediatamente il segnale di curiosità positiva che questi ragazzi mi hanno lanciato, permettendomi di poter abbattere quel muro che chi vede spesso immagina che appartenga al cieco. Tanti vedenti immersi nel buio della sala hanno vissuto con noi l’oscurità, comprendendo quanta luce un cieco può trasmettere. Il tutto accompagnato per noi dalla forza della loro musica, e per chi aveva la gioia di vederlo, oltre alla musica, le grandi emozioni che le immagini trasmettevano.»

Il Presidente Nazionale dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, Mario Barbuto, ha virtualmente partecipato a questo incontro con un messaggio: «Complimenti per la bella e preziosa iniziativa, in linea con il positivo attivismo della sezione territoriale di Sassari».

Autonomia per non vedenti: quando la solidarietà dei professionisti diventa concreta

Autore: Domenico Vitucci

Napoli, è stato presentato, giovedì 17 ottobre, un progetto dedicato all’autonomia di non vedenti ed ipovedenti, organizzato dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti sezione territoriale di Napoli, in collaborazione con Studio In e finanziato dal Corpo Consolare di Napoli e dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Napoli.

Il progetto, mira ad accrescere l’autonomia di 15 giovani della provincia napoletana con disabilità visiva attraverso corsi e training specifici di gruppo o individuali, tenuti da istruttori specializzati.

L’idea di finanziare il progetto è nata dal Dott. Mariano Bruno, Console del Principato di Monaco a Napoli e consigliere dell’Ordine dei Commercialisti di Napoli, il quale assicura che sarà solo la prima di tante iniziative da portare avanti con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti a favore dei disabili visivi.

“quando il Dott. Bruno mi ha proposto l’iniziativa” ha dichiarato il Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Napoli Vincenzo Moretta, “ho accolto con piacere l’iniziativa e mi sono fatto subito promotore verso il consiglio che l’ha accolta altrettanto favorevolmente. Contiamo di rimanere vicini all’UICI per tante altre iniziative.”

“Per la prima volta”, dice Mario Mirabile, presidente dell’UICI di Napoli, “abbiamo una così attiva partecipazione di giovani disabili visivi ad un’attività associativa, segno dell’importanza di questo progetto e di quanto i nostri ragazzi siano motivati nell’aumentare la loro autonomia personale”.

“Questa è una di quelle circostanze”, ha aggiunto Domenico Vitucci, coordinatore del comitato giovani, “in cui l’aiuto tangibile dei professionisti è diventato un punto di forza per le persone con disabilità visiva. La collaborazione tra il mondo dell’associazionismo e quello delle professioni è fondamentale soprattutto in realtà territoriali in cui l’intervento pubblico è insufficiente a soddisfare le esigenze delle categorie più svantaggiate.

Corso di laurea in fisioterapia, di Antonio Quatraro

Autore: Antonio Quatraro

Anche quest’anno l’Università di Firenze ha aperto le iscrizioni al corso di laurea in fisioterapia, riservando 5 posti a candidati con disabilità visiva.

Verranno ammessi comunque solo coloro che superano il test di ammissione.

Scadenza

venerdì 9 agosto 2019.

link

https://ammissioni.unifi.it/INFO/DETTAGLIO?key=1222

Plaus: Festa del Gusto con Bar al Buio, di Valter Calò

Autore: Valter Calò

Plaus Aktiv e l’Unione Ciechi e Ipovedenti ONLUS/APS – Alto Adige, organizzano un evento festivo di sensibilizzazione il quale si svolgerà l’11 agosto in occasione della festa denominata “Genussfest’l Plaus”.
Nell’ambito di un percorso sensoriale, presso il Municipio, sarà possibile degustare vini delle nostre terre in una situazione di buio totale nonché sviluppare il senso dell’olfatto odorando vari profumi.
Gli ospiti avranno la possibilità di entrare nel locale oscurato muniti di un bastone bianco, quello comunemente usato dai non vedenti, e potranno cosi provare come ci si muove in assenza dei punti luce di riferimento. Verranno accolti al banco del Bar al buio, dai nostri soci.
Ci sarà uno scambio dei ruoli: Persone cieche o ipovedenti, cioè le persone che di solito vengono servite, diventano baristi e servono gli ospiti vedenti. A causa della mancanza totale di luce un normale recarsi al bar diventa un’avventura durante la quale non si vede, ma non si viene visto neanche dagli altri. Si potrà entrare in un dialogo reciproco, potranno essere eliminate le paure e le barriere invisibili che spesso si ergono all’interno dei rapporti umani. Iniziative di questo genere vengono proposte per dare alla popolazione l’opportunità di conoscere ed avvicinarsi alla disabilità sensoriale visiva. Si tratta di iniziative molto importanti per migliorare sempre di più l’inclusione dei minorati della vista nel mondo comune. All’interno dei locali totalmente al buio saranno sempre presenti delle persone non vedenti e il tutto si svolgerà con la massima sicurezza.
Le offerte nell’ambito del percorso sensoriale comprendono infine la possibilità di fare un giro come passeggero su un tandem con gli occhi bendati.
Un ringraziamento va agli organizzatori del “Genussfest’l Plaus”, i quali hanno mostrato grande sensibilità, pensando oltre ai dovuti festeggiamenti con musica e ottimi piatti da degustare, di coinvolgere l’Unione Ciechi e Ipovedenti dandoci la possibilità di sensibilizzare sul tema della minorazione visiva.
Info: dott. Valter Calò – Presidente UICI Alto Adige
tel.: 0471-971117, 373-7206206, e-mail: presidente@unioneciechi.bz.it
web: www.unioneciechi.bz.it

FALSI CIECHI, di Luciana Loprete

Autore: Luciana Loprete

L’UICI di Catanzaro, in persona del Presidente pro tempore, Luciana Loprete, quale associazione rappresentativa per legge della categoria dei disabili visivi, plaude agli organi inquirenti che hanno smascherato l’ennesimo caso di persona normodotata che, da diversi anni, risultava riconosciuta cieca totale, falso riconoscimento che ha indebitamente fruttato alla stessa l’incasso delle provvidenze economiche previste dalla normativa vigente.

L’UICI di Catanzaro, associazione impegnata da anni nel riconoscimento e nella difesa dei diritti costituzionali della persona cieca, convinta, oggi più che mai, dell’importanza della lotta contro i “furbetti” per il raggiungimento dei predetti fini, rimane in attesa degli sviluppi giudiziari anche al fine di partecipare all’istaurando procedimento penale costituendosi parte civile a carico dei presunti “falsi ciechi”, soggetti che, se realmente tali, arrecano danni alla società ed a tutte le persone disabili visive.

L’UICI infatti, ancora oggi manifesta il proprio dissenso e la propria indignazione nei confronti non solo di codesti presunti “falsi ciechi” che alimentano sempre di più l’opinione pubblica a pensare che tutta la categoria si finga tale, ma soprattutto ci si chiede come ancora oggi sia il medico generico, sia lo specialista si possano ancora prestare nell’attestare situazioni di cecità anche dove palesemente tale condizioni non sono veritiere.

Ancor di più ci si domanda come sia possibile che commissioni medico sanitarie che accertano la sussistenza dell’HANDICAP utilizzino due pesi due misure, avvantaggiando in alcune circostanze soggetti che si vedono un riconoscimento di cecità senza averne diritto, mentre in altre circostanze ci troviamo a dover supportare soggetti che pur possedendo i requisiti necessari e le dovute certificazioni a supporto si vedono rimandare nuovamente presso specialisti per produrre ulteriore documentazione o nel peggiore delle ipotesi a vedersi bocciata la domanda con conseguente necessità di adire all’autorità giudiziaria per vedersi riconosciuto un sacrosanto diritto.

Sia chiaro, come associazione di categoria e per le motivazioni su espresse riteniamo che il corretto comportamento sia quello di accertarsi dell’effettivo stato di cecità del soggetto che richiede il riconoscimento dello stato di handicap, ed è per questo motivo che le notizie che appaiono sporadicamente sulle testate giornalistiche ci lasciano sbigottiti.

La magistratura siamo fiduciosi che farà il suo corso ed accerterà responsabilità oggettive e soggettive a carico di chi così facendo ha ancora una volta ridicolizzato uno status di disabilità che l’ICF e l’OMS definiscono come uno dei più gravi.

Desideriamo infine rivolgere un invito a coloro che soffrendo di disturbi della vista ritengono di voler predisporre la domanda per l’accertamento del proprio status di invalidità, di rivolgersi alla scrivente associazione di categoria che operando nel settore specifico potrà supportare al meglio chi, qualora ne abbia i requisiti, ha diritto a vedersi riconosciuto uno stato di invalidità e ad essere seguito nelle sue continue esigenze.

Il Presidente
Luciana Loprete