Torino – Ascolta il vino

Palazzo Birago di Borgaro – Torino 12 Ottobre ore 15

Sabato 12 Ottobre 2019 ore 15 a Palazzo Birago di Borgaro, sede istituzionale  della Camera di Commercio, (via Carlo Alberto 16)   in occasione di Vendemmia a Torino – Portici Divini la sezione provinciale ONAV consegna all’Unione Italiana Ciechi il Manuale dell’Assaggiatore in versione parlata.  A seguire una degustazione multisensoriale di tre vini iconici della provincia di Torino messi a disposizione dall’Enoteca regionale di Caluso  condotta da Giuseppe Zeppa, Università di Torino e Piera Genta, giornalista.

Alla consegna del Manuale dell’Assaggiatore all’Unione Italiana Ciechi saranno presenti il delegato della sezione di Torino e consigliere nazionale, Guido Raynero, il presidente della sezione provinciale di Torino dell’UICI, Giovanni Laiolo e Pia Donata Berlucchi, vice presidente Onav  che da tempo si dedica con passione al coordinamento dei progetti sociali dell’Organizzazione e Sandra Inverardi, presidente UIC Brescia.

Il Manuale dell’Assaggiatore, che ha richiesto un grande lavoro di adattamento dei testi, è stato letto da alcune voci femminili della sezione di Torino dell’ONAV supportate dai tecnici Daniele Prina ed Andrea Porcu ed andrà ad arricchire il catalogo della biblioteca dell’Unione Italiana Ciechi.

Ascolta il vino è un progetto nato nel 2003, anno europeo delle persone con disabilità, voluto da Vito Intini, presidente nazionale degli Assaggiatori, con l’obiettivo di promuovere corsi speciali di avvicinamento al vino dedicato a ciechi ed ipovedenti  che ha coinvolto circa 200 persone. Dopo la firma di un accordo di collaborazione con l’UICI nazionale,  i corsi di formazione sono oggi disponibili su tutto il territorio nazionale con la formula di moduli da 7 lezioni di 3 ore dove docenti qualificati guidano gli aspiranti assaggiatori alla scoperta del mondo del vino supportati dal testo di studio tradizionale in formato audio. l primi corsi omologati hanno avuto luogo a Verona e a Brescia.

Per prenotazioni per la degustazione essendo i posti limitati: torino@onav.it oppure 339/4497050

Piera Genta – Ufficio comunicazione regionale ONAV         

Palazzo Birago di Borgaro – Torino 12 Ottobre ore 15

Sabato 12 Ottobre 2019 ore 15 a Palazzo Birago di Borgaro, sede istituzionale  della Camera di Commercio,  (via Carlo Alberto 16)   in occasione di Vendemmia a Torino – Portici Divini la sezione provinciale ONAV consegna all’Unione Italiana Ciechi  il Manuale dell’Assaggiatore in versione parlata.  A seguire una degustazione multisensoriale di tre vini iconici della provincia di Torino messi a disposizione dall’Enoteca regionale di Caluso  condotta da Giuseppe Zeppa, Università di Torino e Piera Genta, giornalista.

Alla consegna del Manuale dell’Assaggiatore all’Unione Italiana Ciechi saranno presenti il delegato della sezione di Torino e consigliere nazionale, Guido Raynero, il presidente della sezione provinciale di Torino dell’UICI, Giovanni Laiolo e Pia Donata Berlucchi, vice presidente Onav  che da tempo si dedica con passione al coordinamento dei progetti sociali dell’Organizzazione e Sandra Inverardi, presidente UIC Brescia.

Il Manuale dell’Assaggiatore, che ha richiesto un grande lavoro di adattamento dei testi,   è stato letto da alcune voci femminili della sezione di Torino dell’ONAV supportate dai tecnici Daniele Prina ed Andrea  Porcu ed andrà ad arricchire il catalogo della  biblioteca dell’Unione Italiana Ciechi.

Ascolta il vino è un progetto  nato nel 2003, anno europeo delle persone con disabilità, voluto da Vito Intini, presidente nazionale degli Assaggiatori, con l’obiettivo di promuovere corsi speciali di avvicinamento al vino dedicato a ciechi ed ipovedenti  che ha coinvolto circa 200 persone. Dopo la firma di un accordo di collaborazione con l’UICI nazionale,  i corsi di formazione sono oggi disponibili su tutto il territorio nazionale con la formula di moduli da 7 lezioni di 3 ore dove docenti qualificati guidano gli aspiranti assaggiatori alla scoperta del mondo del vino supportati dal testo di studio tradizionale in formato audio. l primi corsi omologati hanno avuto luogo a Verona e a Brescia.

Per prenotazioni per la degustazione essendo i posti limitati: torino@onav.it oppure 339/4497050

Piera Genta – Ufficio comunicazione regionale ONAV         

pieragenta@libero.it  335/6438533

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Corso Speciale per Assaggiatori Vino ONAV per non vedenti ed ipovedenti, di Pia Donata Berlucchi

Autore: Pia Donata Berlucchi

“Cari Amici delle Sezioni Nazionali dell’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti, alcuni mesi fa, Voi e noi dell’ONAV, insieme abbiamo realizzato una cosa che non si era mai fatta nella ns. terra italiana, cioè, un Protocollo d’Intesa fra UICI ed ONAV per la Cultura e lo Studio del Vino, un rapporto nuovo di Amicizia, di Socialità, di Intesa, di Collaborazione fra Voi e noi.

Purtroppo non ne stiamo vedendo i risultati che speravamo. Sicuramente ciò non è dovuto alla Vostra o nostra mancanza, la vita oggi ci ruba tempo e spazio per mille cose ed è difficile riuscire a tenere testa a tutto!

Ecco allora: ho pensato di incrociare fra le Vostre Sedi e le nostre, l’elenco dei Delegati di Sede con i loro indirizzi mail e telefonici, per aiutare Voi e noi a metterci in contatto: magari iniziando con degustazioni di una serata per poi arrivare al Corso completo con il Diploma personale e la Festa di chiusura in una cantina della zona, come fatto nei due corsi di prova, a Brescia ed a Verona! Grande gioia e felicità per tutti i partecipanti!

Allegato a questo mio scritto, troverete l’elenco ONAV di tutti i Delegati in forza in questo momento ed io stessa, da parte mia, invierò ai nostri, l’elenco delle Vostre Sedi con i riferimenti.

Crediamo molto nella complementarietà di questa unione, Voi ci insegnate com’è straordinario vedere con il Cuore e con l’Anima e noi…, gratissimi di ciò, Vi aiutiamo a conoscere il Vino, non solo come bevanda, ma nella ricchezza millenaria dei suoi componenti e della sua Storia.

Sono a  Vostra disposizione per parlare con chi di Voi lo desiderasse, eccovi il mio cellulare  – 339/8494004 – e  la mia mail  – pb@fratelliberlucchi.it.

Coraggio, mettiamoci l’entusiasmo ed il resto, poi, verrà da solo !!! Un abbraccio a tutti Voi!”.

Pia Donata Berlucchi, organizzatrice e referente del Progetto “Corso Speciale per Assaggiatori Vino ONAV per non vedenti ed ipovedenti dell’Unione Italiana Ciechi”, Presidente Azienda Agricola Fratelli Berlucchi Srl – www.fratelliberlucchi.it, Vice Presidente ONAV

Di seguito l’elenco dei delegati ONAV Nazionali:

ONAV DELEGATI Nazionali

Bolzano – Iniziative estive per persone cieche e ipovedenti: cura dei rapporti interpersonali e scambio di esperienze

La promozione del contatto tra i minorati della vista è uno dei scopi principali dell’attività dell’Unione Ciechi ed Ipovedenti Alto Adige. Per raggiungere questo obiettivo ogni anno vengono organizzate diverse iniziative di socializzazione, con il fine di far passare ore liete agli associati nonché per svolgere un proficuo lavoro di Auto Muto Aiuto.
Così a giugno ha avuto luogo il tradizionale soggiorno marino presso il Centro Vacanze attrezzato per i minorati della vista a Tirrenia in Provincia di Pisa. 53 persone hanno potuto passare 13 piacevoli giorni di vacanza balneare.
Gli amanti della musica invece, a fine luglio, hanno assistito all’opera “Il Trovatore” nell’Arena di Verona.
La settimana di escursioni in montagna, come nel 2018, ha avuto nuovamente luogo in Val di Fassa, e precisamente ad inizio settembre. Hanno partecipato all’iniziativa 27 persone fra minorati della vista e accompagnatori, tutti appassionati di montagna. Durante il soggiorno i partecipanti si sono suddivisi di giorno in giorno in due gruppi: un gruppo ha affrontato tragitti più impegnativi e il secondo gruppo invece, escursioni più semplici. Alcune mete sono state ad esempio il rifugio di Munciogn a 1820 m, il rifugio Contrin a 2.016 m in Val Contrin ai piedi della Marmolada, il Rifugio Alpe di Tires nonché, in una giornata di piena pioggia, il Rifugio Bergvagabunden Hütte tra la Valle San Pellegrino e la Val Monzoni. Pure l’ultimo giorno è stato sfruttato al massimo, in quanto tornando verso casa il gruppo si è fermato al laghetto di Fiè e ha raggiunto la malga Tuff sotto lo Sciliar, dove dalle nuvole è spuntato anche il sole, per finire la settimana con il bel tempo!
Un ringraziamento e apprezzamento speciale va agli accompagnatori vedenti, i quali essendosi messi a disposizione per le singole iniziative hanno reso possibile ai nostri soci queste esperienze.
L’Unione Ciechi e Ipovedenti con sede in Bolzano, Via Garibaldi 6, Tel. 0471971117,
www.unioneciechi.bz.it, è a disposizione di tutte le persone con gravi disturbi visivi e dei loro familiari per consulenze e sostegno di vario genere. Riunisce i minorati della vista di tutti e tre i gruppi linguistici, li rappresenta e tutela i loro interessi, fornisce aiuto per l’espletamento delle pratiche di pensione e simili, procura ausili tiflotecnici e aiuta nella presentazione delle relative domande di contributo, si occupa sia della formazione professionale che dell’inserimento nel mondo del lavoro e organizza soggiorni estivi nonché attività culturali.

Foto soggiorno marino: vacanza balneare a Tirrenia in Provincia di Pisa

Foto soggiorno marino: vacanza balneare a Tirrenia in Provincia di Pisa

Foto degli amanti della musica all’Arena di Verona

Foto degli amanti della musica all’Arena di Verona

Foto soggiorno di escursioni in montagna: in cammino sulle montagne della Val di Fassa

Foto soggiorno di escursioni in montagna: in cammino sulle montagne della Val di Fassa

“Messaggero di sant’Antonio”

Anche per il 2020, è disponibile il tradizionale calendario antoniano, nelle versioni braille e nero braille a caratteri ingranditi, per le persone non vedenti ed ipovedenti. Il Calendario si presenta con una bella copertina, che raffigura, in rilievo, la Basilica di sant’Antonio di Padova. Sarà accompagnato da una lettera, che ne presenta i contenuti principali, dalle parole del Santo e da alcune brevi riflessioni legate alle ricorrenze liturgiche del periodo: 2 Novembre, Natale…

Il Calendario Antoniano 2020 è accompagnato da un bracciale-rosario, in tessuto , metallo e fili d’argento, interamente realizzato da abili artigiani italiani. Sulla crociera è raffigurata una bella immagine di sant’Antonio con il Bambino Gesù. Il calendario viene spedito gratuitamente a chi lo riceve, e chi lo desidera, potrà fare un’offerta a sostegno delle opere antoniane.

È altresì disponibile, l’abbonamento alla rivista “Messaggero di sant’Antonio”, nelle versioni word, spedito via e-mail, e audio su cd-rom MP3, al costo annuale di euro 10,00.

Sia per il rinnovo personale che per la sottoscrizione di un abbonamento per una persona amica, verrà inviato, quale segno della nostra gratitudine, un set composto da due asciugamani in morbido cotone, impreziositi da un fine ricamo raffigurante la sagoma stilizzata della nostra Basilica.

Per informazioni, di seguito i nostri contatti:

Telefono: 049-8225777

E-mail: oltrei5sensi@santantonio.org

Indirizzo: Messaggero di Santantonio, via Orto Botanico 11, 35123 Padova.

Durante l’anno vengono inoltre, organizzate visite guidate alla Basilica e al plesso antoniano, rivolte alle persone disabili.

Ferrara – Musica + Torte = Solidarietà

Domenica 15 settembre 2019, Poggio Renatico

Solidarietà a favore dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, dell’AVIS di Poggio Renatico e della Proloco di Poggio Renatico, in collaborazione con il Comune di Poggio Renatico, nell’ambito del settembre poggese

Crostate, ciambelle, millefoglie… con frutta, uvette e canditi. Regine e re della cucina preparatevi ad aprire i vostri ricettari, rispolverando segreti di famiglia o mettendo a frutto la fantasia gustativa, per prepararvi al nuovo appuntamento con “Musica+Torte=Solidarietà”.

L’evento è in programma anche quest’anno, per la sua settima edizione, domenica 15 settembre, dalle 18:30 in poi, in piazza del Popolo, a Poggio Renatico (Ferrara).

Solidarietà e beneficenza sono gli ingredienti base di questo evento all’insegna del gusto e del divertimento: una gara di torte, con degustazioni per tutti, una giuria che decreterà i vincitori indiscussi, tanta musica e animazione per i presenti.

La manifestazione avrà inizio alle ore 17.30, ora in cui i concorrenti potranno portare i loro prodotti in gara (fino alle 19:45). Alle 18:30 aprirà lo stand dei gnocchini fritti,  mentre si potrà ricorrere ai bar della piazza per l’approvvigionamento del bere. Contemporaneamente si formerà la giuria per la valutazione delle torte: vedenti e non vedenti useranno vista e gusto per decretare i vincitori indiscussi.

Alle ore 20:00 avrà inizio l’intrattenimento musicale, curato quest’anno dalla SCUOLA DELLA MUSICA di Poggio Renatico e da alcuni musicisti e cantanti della U.I.C.I. di Ferrara.

Nel corso della serata le autorità porteranno il loro saluto ai presenti. Completata la graduatoria si passerà alla proclamazione dei vincitori della gara di torte. A seguire: degustazione di una o più fette di torta, in cambio di una libera offerta. Il ricavato sarà devoluto all’UICI sezione territoriale di Ferrara che lo investirà in progetti dedicati alla prevenzione della cecità.

Per partecipare alla gara il regolamento prevede che le torte siano solo secche, non saranno ammesse al concorso le torte gelato o i dolci al cucchiaio. Inoltre ogni persona potrà partecipare con un solo dolce. Le prelibatezze andranno consegnate al punto di raccolta dalle 17:30 fino alle 19:45. Non è previsto rimborso ai partecipanti alla gara e la giuria sceglierà i dolci migliori in base a tre caratteristiche: originalità, gusto e bellezza. Quindi non dovranno essere solo buone, ma anche belle. Sul podio per le premiazioni “saliranno” le tre torte che avranno ottenuto il maggior numero di voti conquistando il palato e l’attenzione dei giurati.

Locandina dell'evento "Musica più torte uguale solidarietà"

Locandina dell’evento “Musica più torte uguale solidarietà”

Odissea alle Gole con i ragazzi non vedenti

All’Odissea di domenica 1 settembre u.s. ha assistito un nutrito gruppo – una trentina – di non vedenti e ipovedenti guidato da Linda Legname, presidente del Centro Helen Keller, la scuola cani-guida di Messina. Linda Legname, dopo aver visto una delle prime repliche insieme con il presidente nazionale dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Mario Barbuto, ha organizzato la gita alle Gole nell’ambito di un Campo abilitativo dell’Uici.

Dopo lo spettacolo, gli attori si sono messi a disposizione dei ragazzi non vedenti e ipovedenti per far “vedere” i loro costumi. Una visione tattile, ovviamente, che passava dalle mani.

“Un’esperienza davvero strabiliante questa serata – ha detto Ignazio Grillo, trapanese, uno dei ragazzi del gruppo – perché prima abbiamo percepito suoni e odori della natura che ci hanno consentito di immergerci completamente in questo spettacolo. Ci sembrava quasi di vivere le vicende di Ulisse, di essere i suoi compagni di viaggio. E gli attori sono stati molto bravi nell’illustrare lo stato d’animo dei personaggi, facendoci immedesimare nei loro sentimenti. Un processo catartico che ci ha purificati interiormente”.

Anche Costanza Carnemolla, siracusana, ha parlato di “esperienza meravigliosa”.

“Nonostante – ha spiegato – fossimo reduci da un campo e avessimo pochissime ore di sonno, nessuno di noi si è annoiato. Anzi. Il tempo è stato gestito al meglio e io ho seguito con gusto lo spettacolo dall’inizio alla fine anche perché il regista ha saputo raccontare quest’Odissea in maniera diversa. Ogni scena era costruita in modo tale che si potessero percepire emozioni e sensazioni. Poi le voci degli attori, secondo me, erano affascinanti. E anche il fatto di aver seguito lo spettacolo seduti sul greto del fiume è stato bellissimo”.

“Dopo quindici giorni – ha raccontato Linda Legname – sono tornata a vedere l’Odissea con i miei ragazzi del Campo abilitativo. Avevo raccontato loro della mia esperienza qui alle Gole ed erano curiosi ed entusiasti. Così, tra le tante attività del Campo, dalle immersioni subacquee alla scherma, dall’autonomia personale a quella domestica, ci siamo voluti regalare anche quest’evento culturale. E vedere i ragazzi così entusiasti per lo spettacolo ci ha rafforzato nella convinzione che nei nostri Campi abilitativi vadano inserite attività dedicate a una cultura capace di raccontare la realtà che viviamo facendo riflettere”.

Foto di gruppo dei ragazzi non vedenti e ipovedenti insieme a Linda Legname e agli attori

Cerisano, un convivio al riparo della luce, per vedere ciò che la luce nasconde, di Pierfrancesco Greco

Una Cena nell’abbraccio dell’oscurità… Una Stella in un firmamento di sensibilità

La Cena al Buio “Dell’Urbe i bei Sapori… nel Buio i suoi Colori”, tenutasi nella serata di sabato, 31 agosto, presso Palazzo Sersale, quale prologo alla XXVI Edizione del Festival delle Serre, ha offerto sensazioni intense e originali spunti di riflessione agli oltre cinquanta ospiti invitati. Un’iniziativa senza precedenti, coronata da un successo che riempie di orgoglio e soddisfazione il Comune di Cerisano e la Presidenza Nazionale dell’UICI, organizzatori della serata. “Un momento di sentimenti forti”, hanno affermato in coro Annamaria Palummo, Consigliere Nazionale dell’UICI, e il Sindaco di Cerisano Lucio Di Gioia, nell’accogliere il Presidente Nazionale UICI, Mario Barbuto, presente all’evento, curata dal personale della sezione UICI di Catanzaro, guidato da Luciana Loprete.

La tenebra del crepuscolo, sabato sera, stava togliendo spazio agli ultimi vagiti di luce e il portico d’ingresso di Palazzo Sersale era già stato cinto da quei contrasti di luci e ombre in cui si adagia il pathos tipico delle antiche residenze nobiliari del meridione d’Italia, quando le parole del Sindaco di Cerisano, avvocato Lucio Di Gioia, hanno attraversato, da un capo all’altro, l’atrio del ducale maniero, lastricato in un selciato dal tempo levigato e sormontato dalle pregevoli arcate tufacee e dalle spartane strutture lignee sotto cui, secoli addietro, trovavano riparo i Signori di Cerisano: “Partecipare a una Cena al Buio – ha esordito il Sindaco – significa condividere; condividere spazi, condividere pensieri, parole, sapori. Partecipare a una Cena di tal tipo, significa, poi, condividere questa esperienza del buio, che ci fa sentire inermi, rendendoci, nel contempo, più uniti al nostro vicino, in cui cerchiamo e a cui siamo disposti a dare rassicurazione, compagnia, interlocuzione; partecipare a una Cena al Buio significa, quindi, condividere valori, valori solidali, valori alti, quelli di cui l’animo umano non deve sentirsi mai sazio, quelli che questa sera riempiranno, insieme al buio, la sala ove gusteremo un invitante menù dalle tinte romane. Questa Cena sarà un incontro; un incontro tra l’Ente comunale, che mi onoro di amministrare, e l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, che nel nostro territorio può contare sulla presenza di un Consigliere Nazionale, che è una cara amica, una cerisanese, la dottoressa Annamaria Palummo, insieme con la quale siamo finalmente riusciti a realizzare questo evento, che nobilita il nome di Cerisano e del suo Festival delle Serre. Annamaria, con la sua passione, con la sua creatività, con la sua tenacia, ha fatto in modo che la complessa macchina organizzativa, sottendente a questo tipo d’iniziative, potesse entrare in sinergia con le possibilità offerte dalla struttura comunale: il risultato di questo lavoro lo vedremo, o meglio, considerata la circostanza, lo coglieremo, lo toccheremo con mano, lo gusteremo tra poco, lasciandoci guidare dai nostri amici dell’UICI di Catanzaro, che ci accompagneranno in un viaggio sensoriale che ricorderemo per sempre”. Effettivamente, ha proseguito la dottoressa Annamaria Palummo, Consigliere Nazionale dell’UICI, “la Cena al Buio, che tra poco troverà svolgimento in una sala di questo storico Palazzo, è un’iniziativa la cui realizzazione è maturata nel tempo. Già negli anni scorsi mi era capitato di prospettare al carissimo Sindaco del nostro borgo, in cui ho il piacere di risiedere, la possibilità di organizzare insieme, Comune di Cerisano e Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, un evento conviviale di questo tipo, in cui predominante è l’elemento sensoriale, prescindente, ovviamente la vista. Sì, come ha sottolineato Lucio, una Cena al Buio è, prima di tutto, un’esperienza sensoriale; un’esperienza per alcuni sconvolgente, per tutti sicuramente unica, che non è scontato e neanche facile accogliere all’interno di una manifestazione come il Festival delle Serre, ove predominante è la ricerca delle emozioni attraverso le arti, la musica, il teatro, la cultura; noi, questa sera, cercheremo le emozioni nella totale mancanza di luce, in una dimensione nuova per tanti di noi, che, se ci pensiamo bene, è legata a quella sfera del mondo sensibile in cui la bellezza, che gli artisti ci regalano, riesce a rapire il nostro animo: così come un’aria lirica, o una poesia, o una scultura sono in grado di guidarci lungo i sentieri della più rarefatta armonia rispetto al creato, così il buio, in cui stiamo per calarci, ci condurrà in un mondo ove riusciremo a vedere tutto quello che la luce ci nasconde. Mancandoci la visione di ciò che ci circonda, cominceremo a usare meglio gli altri sensi e l’odorare, il desinare, il conversare, l’ascoltare assumeranno contorni sorprendenti, permettendoci di scoprire l’altra faccia dell’esistenza, quella che per tanti di noi è quotidianità, quella che tutti voi, a fine cena sentirete un po’ vostra. Sono certa che tra qualche ora guarderete al mondo della disabilità visiva con occhi diversi, con gli occhi di chi conosce di più il proprio prossimo; e sarà un momento di crescita anche per la nostra comunità cerisanese, i cui autorevoli rappresentanti, espressione di categorie legate all’UICI e alla realtà della disabilità visiva, qui invitati, unitamente a personalità delle Istituzioni civili, quale il Sindaco di Castrolibero, ingegner Giovanni Greco, religiose, come il Parroco di Cerisano, Don Alfonso Vulcano, del mondo accademico e dell’associazionismo, non degusteranno soltanto i deliziosi piatti attinti dalla tradizione culinaria capitolina, preparati dallo chef del ristorante I Giardini di Eva, di Mendicino, ma interiorizzeranno nel loro cuore il valore della solidarietà, che dovrebbe pervadere anche le istituzioni, soprattutto nella capacità di vedere le necessità degli altri. Stasera queste istanze saranno autorevolmente portate all’attenzione dei commensali dal Presidente Nazionale dell’UICI, dottor Mario Barbuto, presente qui a Cerisano nonostante i tanti impegni nelle assise istituzionali più alte, il quale, insieme alla componente della Direzione Nazionale, dottoressa Linda Legname, al Presidente Regionale Pietro Testa, al Presidente della Sezione UICI di Catanzaro Luciana Loprete, che è tra noi anche in un’altra veste, come scopriremo tra poco, e al Consigliere provinciale dell’UICI di Cosenza Nives Mastromonaco, daranno ancora più pregnanza al messaggio d’inclusione, che, nella stanza qui accanto, busserà alla porta del nostro animo e del vostro cuore”. Una porta che il Presidente Barbuto ha attraversato dopo aver suggerito agli altri ospiti alcuni elementi di riflessione, con una punta di spirito che ha contribuito ad allentare l’ansia che in alcuni iniziava a fare capolino nell’imminenza di dover affrontare il disorientamento che il buio, almeno inizialmente, induce in chi affida alla vista gran parte dell’esplorazione e della conoscenza del mondo che fa da cornice alla nostra vita: “questo Palazzo antico – ha affermato con intelligente ironia il presidente Barbuto – s’è stasera popolato di un nutrito gruppo di temerari che hanno aderito all’idea e alla possibilità di provare per un breve momento la condizione del buio, quella che per noi ciechi è la normalità; del resto, stasera il mio cuore è saldo, perché, come raccontavo poco fa ad alcuni amici, di cene al buio io ne faccio una al giorno, sia che mi trovi a casa, sia altrove, per cui, non sarà difficile, per me, adattarmi”, ha scherzato Barbuto, suscitando l’affettuoso applauso degli astanti; “seriamente – ha proseguito Barbuto –, per voi sarà intrigante e bello scoprire gli oggetti sul tavolo, riconoscere i sapori delle pietanze, rigorosamente tenute segrete, versare l’acqua e il vino nel bicchiere, fare, insomma, tutte quelle piccole cose che di solito si fanno quasi meccanicamente e a cui oggi sarete chiamati ad approcciarvi con un’attenzione inusitata. In ogni caso, come hanno rimarcato il Sindaco Di Gioia e Annamaria, l’occasione della Cena è un pretesto leggero per sottolineare una tematica complessa, quale quella delle disabilità, in generale, e delle disabilità visive, in particolare. Disabilità afferentemente a cui si parla sempre d’integrazione, inclusione: integrazione e inclusione che oggi passano attraverso il riconoscimento, da parte degli altri, della società civile e delle Istituzioni, di una problematica che esiste e che deve essere affrontata; una problematica dalla quale non è possibile scappare e che neanche si può edulcorare tanto, con quella terminologia, desunta dal politicamente corretto, che spesso evita di adoperare certe espressioni le quali, secondo una vulgata diffusa, potrebbero urtare la nostra sensibilità; al contrario, una spontaneità, anche nelle parole, è la premessa a una vera forma d’integrazione: per cui esprimetevi come meglio credete, usate pure il termine ciechi, che è il più adatto a denotare la nostra condizione e a focalizzare al meglio la tematica della disabilità. Ecco, è bello e importante focalizzare questa tematica ed è stimolante, da parte nostra, sensibilizzare la società, presso ogni categoria, in ordine alla richiesta d’inclusione, di partecipazione come tutti gli altri cittadini; un’istanza, questa, di cui ci facciamo portatori in ogni ambito, anche qui, questa sera, in questo Palazzo, con questa piccola esperienza che, siamo sicuri, vi avvicinerà alle tematiche portate avanti dall’UICI, non solo e non particolarmente per la percezione del buio in se stesso, e per la resistenza psicologica da vincere, ma soprattutto per l’inclusione, la contaminazione tra le persone che queste iniziative favoriscono e che costituiscono i canali migliori per processare e giungere a quell’integrazione, a quell’autonomia, a quella libertà verso cui aneliamo con tutte le nostre forze, nella convinzione che tenersi per mano significhi includere un po’ di più e sentire le altre persone più vicine e meno diverse. E ora – ha concluso Barbuto – godiamoci questa bella cena”, la quale “è un momento di amalgama tra le sensibilità personali – ha asserito Pietro Testa, Presidente Regionale dell’UICI Calabria – che il Sindaco Di Gioia e il nostro Consigliere Nazionale Annamaria Palummo, la quale è un vulcano, hanno acutamente inserito nel cartellone di questo Festival, contribuendo ad ampliare la platea a cui parlare delle nostre questioni”. Una necessità, quella di comunicare la propria realtà del quotidiano e i bisogni per viverlo degnamente, che per i ciechi e gli ipovedenti è primaria, e su cui ha indugiato anche la dottoressa Nives Mastromonaco, Consigliere Provinciale dell’UICI di Cosenza, secondo la quale tale comunicazione deve avere come corollario “la gioia, la tranquillità, la delicatezza; in questo senso il convivio è un momento privilegiato per rendere testimonianza del nostro modo di percepire la realtà; una percezione che è diversa per tutti, sia per chi vede, sia per chi non vede, e che, al cospetto del buio, viene messa sullo stesso piano, ponendo le nostre individualità, tutte dissimili tra loro, in una situazione di genuina uguaglianza, senza quelle sovrastrutture le quali, ogni giorno, creano muri che non esistono e da cui è possibile liberarsi”. In effetti “stare al buio, significa stare in compagnia delle altre persone attraverso il sentimento”, ha evidenziato Annamaria Palummo, quel sentimento che “Luciana Loprete, Presidente della Sezione Territoriale UICI di Catanzaro, mette in ognuna delle tantissime attività che la vedono anima e cuore pulsante e che stasera profonderà nel guidarci in questa esperienza con il suo staff. Un’esperienza “che per voi sarà una sorta di viaggio – ha spiegato il Presidente della Sezione di Catanzaro – durante il quale dovrete fidarvi di noi, che facciamo questo lavoro da una vita, con semplicità e tranquillità; stasera, in sostanza, si capovolgerà la situazione, perché saremo noi a guidarvi; noi faremo in modo che la nostra Cena sia per voi un momento di gioia, da vivere senza traumi, riflettendo, lasciandosi sensibilizzare, aprendo il cuore al proprio animo, approfittando di un’occasione in cui non siamo distratti dalla vista, che è meravigliosa, che è un dono prezioso, ma che spesso, paradossalmente, ci nasconde tante cose, portandoci, nel momento stesso in cui guardiamo qualcosa, a pensare immediatamente a quello che c’è dopo, a guardare troppo oltre, impedendo ai nostri istanti di rallentare, di fermarci a riflettere: stasera, durante questa Cena al Buio, potrete fermarvi, potrete guardarvi dentro in maniera così tanto profonda da riuscire a vedere chiaramente, nonostante la totale oscurità, le sensazioni del vostro vicino di posto, e sarà bello scoprire i convitati che insieme con voi poggeranno le mani sul tavolo e imbastire una conversazione con cui, almeno stasera, anzi, anche stasera, infrangere quell’apparente barriera che il buio frappone tra noi e gli altri. State per entrare in un mondo magico: non cercate la conferma dello sguardo, esplorate i vostri spazi con le mani, colloquiate serenamente e pacatamente, cercando di capire chi è capitato al vostro fianco, gustate le pietanze in tranquillità, lasciatevi prendere dai sentimenti, lasciatevi andare in questa magia”. Così, dopo una preghiera recitata dal parroco di Cerisano, Don Alfonso Vulcano, è iniziato un sorprendente viaggio di fiducia e abbandono totale nell’abilità di Luciana, la quale, dopo aver disposto gli oltre cinquanta ospiti in ordinata fila, alla stregua di un trenino, e non prima di aver distribuito a tutti un pratico bavettone, utile a evitare inconvenienti dovuti all’atipico contesto, li ha guidati, a turno, verso i tavoli, facendoli accomodare rapidamente e in tutta sicurezza ai posti loro assegnati. In effetti, entrando nei grandi saloni in cui si dispiega il piano terra del Sersale, passando gradualmente dalla luce, alla penombra e, infine, al buio più impenetrabile, è stato come entrare in un mondo irreale, in cui, almeno per lo scrivente, l’iniziale senso di smarrimento, ancor di più, di solitudine, contro cui s’impattava nel momento di superare l’ultima tenda, s’è tosto dissolto in uno stato d’animo egemonizzato dalla serenità, dall’atarassia, addirittura, al cui cospetto il buio sembrava avvolgere i nostri pensieri e le nostre preoccupazioni, tutto il nostro essere, diventato, a un tratto, una cosa unica con lo spazio circostante. È stata una sensazione strana, quella provata appena entrati, perfino raccontarla suscita impressioni insolite, che sembrano superare il tempo, lo spazio: il passato pare diventare presente e… Ecco, ci troviamo di nuovo nella Sala ove si svolge la Cena, completamente al Buio.

Sì, siamo completamente al Buio, un Buio straordinariamente sconosciuto, che difficilmente i nostri occhi incontrano in una situazione di assenza di luce, per così dire, normale. Qui sembra di trovarci davanti a un muro, anzi, all’interno della materia, all’interno di qualcosa che aderisce a noi, che ci serra ma che non ci tocca, che è impalpabile; è difficile rendere efficacemente a chi legge l’idea della sensazione che si prova.  Le nostre mani, le nostre braccia, le nostre giacche si sentono, ma non si vedono, e assolutamente ignoti sono i vicini, ammesso che ci sia qualcuno al nostro fianco: ma, ecco, una voce, due voci, tante voci attraversano questa bolla e tu non sei più solo. Allora la fantasia s’incarica di rivelarti l’espressione che i vicini potrebbero avere in questo momento, l’espressione che tu stesso potresti avere in questo momento, ma subito sovvengono le parole di Annamaria e di Luciana e comprendi che ciò non è poi una cosa importante; più importanti sono le parole, con cui inizi uno scambio ideale che ti accompagnerà per tutta la serata, rivelandoti come l’essere umano, privato dei suoi simili, sia poca cosa. E mentre tale riflessione ti fa quasi dimenticare l’abisso di buio in cui ti trovi immerso, ecco che sul tavolo la tua mano sfiora qualcosa: è il piatto, il piatto con l’antipasto, e poi i bicchieri, la frescura delle bottiglie d’acqua, la forma inconfondibile di quelle contenenti il vino, e, allora, inizi a usare, con maggior attenzione, rispetto al solito, l’olfatto, cercando di capire quello che lo chef ha preparato per te e che i camerieri ti hanno servito; l’odore è gradevole, la cena può principiare. Usare le forchette, onestamente, non è facilissimo, e la tentazione di adoperare in maniera informale le mani è forte, però poi ti abitui e tutto risulta più facile, così come più semplice è lasciarsi andare a tutto ciò che questo momento, a livello emozionale e sensoriale, ti può regalare. Sì, è più facile lasciarsi andare anche ai sapori tipici della cucina romana, che trovi negli inconfondibili rigatoni all’amatriciana e nella trippa con le patate, con il loro olezzo, avvolgente quasi come l’oscurità circostante; un’oscurità in cui, nonostante tutto, circola un microfono, che permette al nostro udito di ascoltare le impressioni e le suggestioni di qualche commensale particolarmente colpito e ispirato dal frangente. Luciana, intanto, come una mamma attenta, passa, insieme alle sue ragazze e ai suoi ragazzi, tra i tavoli, riuscendo prodigiosamente a muoversi in foggia agevole, servendoti impeccabilmente, riuscendo a cogliere la tua presenza da un semplice respiro e ricordandosi che su quella sedia stai seduto proprio tu: ti senti chiamare per nome, quasi sobbalzi, e ti senti al sicuro. Il buio, l’abisso di cui si parlava poc’anzi, inizia a diventare accogliente. Intanto, un gradevole sottofondo jazz fluttua tra le voci che il buio sembra a tratti confondere, ma ecco che la musica s’interrompe e la voce melodiosa di una ragazza recita alcuni versi, composti per l’occasione e dedicati alla cena e a Roma, a cui questo convivio vuole, in linea con quanto accadrà durante il Festival, rendere omaggio. Sono versi settenari che sembrano guidarti nell’onirica bellezza della Capitale, che troviamo anche nei nomi assegnati ai tavoli, i quali ti portano dal Quirinale, ove chi scrive sta vivendo questa emozione, a Piazza di Spagna, invitandoti a una passeggiata a Villa Borghese, per poi aprirti la strada su Via del Corso, e, dopo un po’, verso Castel Sant’Angelo, a pochi passi dal Vaticano, per poi salire sul Gianicolo, dove il panorama sulla Città Eterna t’impedisce di tenere fermo lo sguardo, il quale, chissà poi perché, si sofferma sul Vittoriano, che ti porta alla mente i poco lontani Fori Imperiali, mentre l’attenzione già si sposta sulle statue della basilica lateranense che domina Piazza San Giovanni: sì, ti sembra di vedere Roma in questo buio, che magia! Ha ragione Luciana: grazie a Lei e ai suoi ragazzi, quello che da soli vivremmo come un incubo, è un mondo fatato. Sì, è una dimensione dell’esistenza intensa ed eterea quella in cui stiamo respirando e sospirando. Peccato che la frutta sia già arrivata; consumarla è un esercizio veloce. Siamo alla fine. Luciana intona due belle canzoni, per accomiatarsi da noi, Annamaria ringrazia, una mano tocca la spalla, invitando ogni commensale ad alzarsi e ad accodarsi: si riforma il trenino, il quale, lentamente, fa a ritroso il percorso d’inizio serata, portandoci nuovamente alla luce, che nei primi minuti quasi ci ferisce gli occhi, infrangendo quel senso di magia che ci aveva pervaso poco prima. Sì, è il ritorno alla normalità, a quella normalità che ci ricorda come quel buio, che allo scrivente è parso così rassicurante e gradevole, grazie all’amorevole lavoro dei nostri angeli custodi, per tante persone sia preclusione alla visione di alcune delle bellezze del mondo, oltre che a una vita pienamente soddisfacente, a livello professionale ed emotivo, a causa delle barriere materiali e psicologiche che la nostra approssimazione spesso erge lungo il cammino di chi condivide con noi quest’angolo di universo. E, allora, risulta agevole capire come il vero buio sia quello dell’indifferenza verso le difficoltà e i bisogni altrui. E allora vien da riflettere: così come l’attenzione e la cura, prestataci da Luciana e dalla sua stupenda squadra, è riuscita a rendere indimenticabile un’esperienza potenzialmente drammatica, lenendo il nostro momentaneo disagio, fino a renderlo piacevole, allo stesso modo, nella vita di tutti i giorni, la cura, la premura e l’attenzione che noi, i cosiddetti normodotati, dovremmo doverosamente prestare a coloro i quali del buio fanno un’esperienza costante, riuscirebbero a lenire la sensazione di perenne caducità indotta dall’invalidante condizione, permettendo loro di cogliere la magia che ogni attimo, che ogni sapore, che ogni abbraccio, che ogni bacio sono capaci di portare nel nostro sentire interiore, a prescindere dal buio e dalla luce che attraversano i nostri occhi. Sì, è il ritorno alla normalità, anche se, dopo questa serata, in questa normalità ci sarà sempre posto per l’immaginifico ricordo di una serata passata sui bordi delle realtà sensibili che la mondanità ci mette a disposizione, offrendocele in infinite forme, sulla base della quotidianità che ognuno di noi vive. Il bavettone, recante il tema della Cena, la data e i motivi grafici delle locandine realizzate per il Festival imminente, non serve più, o meglio, servirà ancora, portandolo con noi a casa e conservandolo, magari anche macchiato, a ravvivarci, di tanto in tanto, il ricordo di un’esperienza unica. Sì, è stata per davvero un’esperienza unica, difficilmente descrivibile, intimamente vissuta in un alveo di riferimento collettivo, vissuta fino in fondo.

 Un’iniziativa senza precedenti, per il territorio dell’hinterland cosentino, che ci ha consentito di respirare, nell’abbraccio dell’oscurità, un momento di compenetrazione radicale in una dimensione esistenziale da esplorare e capire, attraverso la scoperta di un’esperienza dei sensi che fa pensare, che conquista, che lascia il segno, che ha lasciato il segno, grazie a tutti coloro i quali hanno, in qualche modo, partecipato alla Cena al Buio, come già detto, organizzata dal Comune di Cerisano, dal Consiglio Nazionale e dalla Presidenza Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, e tenutasi all’interno del monumentale Palazzo Sersale di Cerisano, quale prologo della XXVI Edizione del Festival delle Serre: è stata una serata speciale anche grazie al Presidente Nazionale dell’UICI Mario Barbuto e agli altri dirigenti dell’Unione presenti, quali Linda Legname, Annamaria Palummo, instancabile promotrice e madrina dell’iniziativa, Luciana Loprete, Pietro Testa e Nives Mastromonaco, i quali hanno onorato e colmato di contenuti una serata assolutamente unica, per il significato e le emozioni che è stata capace di inoculare nel nostro animo; è stata una serata coinvolgente anche grazie al Sindaco di Cerisano, avvocato Lucio Di Gioia, e all’Assessore alla Cultura, dottoressa Francesca Pellegrino, per la fattiva vicinanza mostrata nell’organizzazione di un evento di tale portata; è stata una serata magica anche grazie alle amiche e agli amici della sezione territoriale UICI di Catanzaro, Antonella Mascaro, Ilaria Mascaro, Vincenzo Mascaro, Karol Grazia Mascaro, Gianluigi Melina, Daniela Taverna, Patrizia Giuffrè e Danilo Pizzini, i quali, guidati dalla grande, efficiente e premurosa Luciana Loprete, oltre a garantire un perfetto coordinamento della sala e del servizio ai tavoli, sono stati i nostri angeli custodi nelle tre ore di buio, che è stato, nello stesso tempo, conviviale e formativo; è stata una serata gioiosa anche grazie a Vincenzo Nardi e ai suoi collaboratori del ristorante I Giardini di EVA, con il sopraffino servizio di catering, che ci ha aiutato a dipingere, sulla tela del buio, una Roma oltremodo bella, vergata dalla fantasia traente linfa nelle servite leccornie e dalle parole ascoltate; ma, sopratutto, è stata una serata indimenticabile grazie al resto dei commensali, autorità e non, i quali, partecipando alla Cena, hanno dimostrato apertura e disponibilità verso la comprensione di una condizione che, sovente, è causa di esclusione e frustrazione per tante nostre sorelle, tanti nostri fratelli, tantissimi bambini, i quali, lungo i sentieri del futuro, lastricati di difficoltà, potranno realmente assaporare il profumo della vera integrazione soltanto nell’attimo in cui noi tutti riusciremo effettivamente a valicare la ritrosia che ci blocca ogni qualvolta siamo indotti a immaginarci nella mente degli altri, nel Cuore degli altri, negli Occhi degli altri. Sabato sera, nel corso della Cena che ha alitato “Dell’Urbe i bei Sapori… nel Buio i suoi Colori”, e di cui s’è, speriamo degnamente, qui favellato, ognuno di noi è riuscito a sentire come propri gli occhi del vicino di posto, vedente o non vedente che fosse, cogliendo, in quella totale assenza di luce, la scintilla di valori quali la gentilezza, il calore, la solidarietà, estrinsecantesi in un pezzo di pane passato o in un bicchiere d’acqua versato, in quelle piccole cose, che, in definitiva, fanno veramente la differenza, contestualmente a una società matura, e che, al di fuori di ogni retorica, salveranno realmente la nostra umanità, intesa come capacità di essere consequenziali alla nostra natura sociale. Una Cena al Buio, questa Cena al Buio, può apparire una piccola luce in un cielo oscuro: in realtà essa è una stella che brilla in un firmamento ove gli Astri della buona volontà e dell’Amore riusciranno, col vento della sensibilità, in ogni crepuscolo a portare l’Aurora. L’Aurora che toglie spazio a ogni sussulto di oscurità, l’Aurora che vince ogni tenebra, che rischiara ogni ombra.

E ora il Festival delle Serre, quest’anno dedicato alla nostra Capitale, può veramente iniziare.

Cena al Buio a Cerisano – Foto di gruppo con il Presidente Nazionale UICI – foto di Simone Settino

Catania – Soggiorno sull’Etna 27-30 agosto 2019, di Anna Buccheri

Autore: Anna Buccheri

La Commissione terza età, coordinata dalla Consigliera Sezionale dell’UICI di Catania, Carmen Romeo, ha proposto quest’anno per la prima volta un mini soggiorno a Zafferana Etnea, presso l’Hotel Esperia Palace. La proposta ha esaudito il desiderio espresso da molti soci di avere la possibilità di trascorrere qualche giorno in completo relax, essendo il soggiorno a mare, a volte, un po’ faticoso, seppure stimolante e ricco di proposte. La Signora Romeo ha quindi voluto fortemente dare seguito alla richiesta trovando pieno appoggio nel Consiglio sezionale e nella Presidente Rita Puglisi.

Il gruppo era composto da 16 persone: 8 soci più 8 accompagnatori; in supporto: 3 volontari UNIVOC e i ragazzi del SCV (che a turno hanno raggiunto il gruppo ogni mattina).

Zafferana Etnea è uno dei comuni che fanno parte del Parco dell’Etna, si trova a 574 metri di altitudine, è a metà strada tra il mare e la montagna. Il clima nei mesi estivi è gradevole e consente di respirare e di stare più freschi trovando refrigerio al caldo asfissiante della città.

L’Hotel Esperia Palace si trova in un parco secolare in una posizione panoramica tra il verde dei pini e il profumo delle ginestre al cui colore giallo, Zaufanah in arabo, sembra risalire il nome del paese, Zafferana Etnea, conosciuto per l’ottimo miele che vi viene prodotto. La struttura alberghiera è elegante e si distingue per l’attenzione rivolta agli ospiti. Il gruppo è stato infatti “coccolato” più che servito, come ha detto una dei partecipanti. Un servizio navetta messo a disposizione ha permesso gli spostamenti in paese.

Le giornate sono trascorse nel modo seguente: la mattina dopo una ricca e variata colazione, piscina; pranzo, riposino o quattro chiacchiere nelle salette; alle 18.00 in piccoli gruppi con i ragazzi del SCV in piazza o al teatro Falcone-Borsellino in paese per assistere agli spettacoli organizzati dall’Assessorato al turismo del Comune.

Il 27 agosto sera in piazza c’era uno spettacolo di musica etnica. Il 28 agosto sera presso il teatro Falcone-Borsellino era organizzato un karaoke, stile trasmissione “La corrida”, con la finalità di aiutare la Misericordia a comprare un defibrillatore. Sono stati infatti acquistati dei biglietti di una lotteria che metteva in palio una crociera nel Mediterraneo. Tra fischi e applausi la serata è trascorsa in un clima di spensierata partecipazione, allegramente, e il tempo è volato più in fretta di quanto si potesse pensare. Il 29 sera in piazza c’erano cabaret e musica, in particolare è stato offerto un repertorio di canzoni siciliane; il gruppo è stato raggiunto dalla Presidente dell’UICI di Catania, Rita Puglisi; tutti insieme si sono gustate le pizze fritte che sono una specialità di Zafferana Etnea, gustose e appetitose; è stata un’occasione per stare insieme, come ha sottolineato la Presidente Puglisi, chiacchierando al fresco. Il 30 mattina dopo la colazione in hotel, degustazioni in paese di miele, liquori e biscotti, e quindi rientro. Il bilancio dell’esperienza è sicuramente positivo, ha dichiarato la Signora Romeo, il piccolo gruppo ha consentito un coinvolgimento di tutti, nessuno escluso, in un reciproco stimolo a partecipare, e si è riscoperta la dimensione dello stare insieme in tranquillità, impegnati, ma rilassati, perché la montagna dà serenità, ritempra e rigenera con i suoi odori, i suoi tempi, le sue consuetudini: un’esperienza certamente da ripetere.

Vacanza balneare all’Hotel Bolivar di San Benedetto del Tronto dal 9 al 16 settembre

“Vi invitiamo a trascorrere una piacevole settimana all’Hotel Bolivar, nella splendida Riviera delle Palme. La nostra struttura è stata rinnovata di recente per agevolare e rendere ancora più confortevole il soggiorno di ogni ospite. In particolare, abbiamo realizzato un opuscolo in braille con le piantine dei piani e degli spazi comuni. Abbiamo inoltre applicato numeri in braille sulle porte e sui tavoli e le descrizioni in braille delle bevande sul distributore per la colazione. Sono in braille anche i menù del ristorante e il listino prezzi del bar. Nel pacchetto che offriamo sono inclusi i seguenti servizi:

  • Pensione completa con acqua e vino ai pasti, con possibilità di scelta tra tre menù (carne, pesce, vegetariano), buffet di verdure a pranzo e cena e ricco buffet a colazione con prodotti dolci e salati e una particolare attenzione a prodotti Bio e Km zero;
  • Aperitivo di benvenuto in spiaggia;
  • Cena tipica a base di pesce;
  • Terrazza panoramica a completa disposizione per iniziative e serate ludiche;
  • Disponibilità di usufruire di vasca idromassaggio sulla terrazza panoramica;
  • Una serata in spiaggia con Dj;
  • Gita gratuita nell’hinterland piceno con guida e degustazione di prodotti tipici;
  • Servizio spiaggia (1 ombrellone e 2 sdraio; supplemento lettino 3,00 €/die);
  • Possibilità di organizzare giochi da tavola in spiaggia e/o in terrazza;
  • Transfer dalla stazione all’Hotel;
  • Possibilità di misurare la pressione all’interno della struttura;
  • Possibilità di usufruire di tandem per passeggiare sul lungomare

Ottimo punto di partenza per effettuare escursioni di carattere naturalistico, culturale e religioso: Riserva naturale della Sentina, Ascoli Piceno, Offida, Loreto.

Le tariffe delle nostre camere dal 9 al 16 Settembre 2019 sono:

  • Camera doppia senza balcone  € 370,00;
  • Camera doppia con balcone  € 390,00;
  • Camera doppia uso singola supplemento € 10,00/die;
  • Camera tripla con balcone € 380,00;

Tassa di soggiorno 1,50 € a persona al giorno (totale 10,50 €).

Per gruppi composti da oltre 20 persone la tassa di soggiorno non è prevista.

Per prenotazioni, informazioni e chiarimenti:

Hotel Bolivar, Tel. 0735 81818 – Cell. 329 5960404 – E-mail: info@hotelbolivar.it

Bernardo e Antonietta per Hotel Bolivar

N.B. si accettano prenotazioni fino al 6 settembre compreso.

“Autonomia e cooperazione”: campo educativo e riabilitativo per disabili visivi, di Vincenzo Del Piano

L’Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Caserta dal 14 fino al 21 luglio saranno impegnati nel campo estivo: “autonomie e cooperazione” II edizione, un progetto sperimentale e nel contempo innovativo che impegnerà ragazzi affetti da patologie invalidanti visive, come la cecità e l’ipovisione, in attività sensoriali, cognitive e di fatica, per il raggiungimento di una autonomia personale.

Il presidente U.I.C.I. di Caserta, l’avv. Giulia Antonella Cannavale spiega: “il campo educativo e riabilitativo dei nostri ragazzi ha scelto come location l’oasi di San Silvestro di Caserta, un’area del WWF casertana tra le più belle del territorio campano. Basta pensare che l’area nel periodo borbonico era la riserva di caccia di re Federico II. Data la sua struttura il progetto è unico nel suo genere, si può dire che sia a livello nazionale che europeo è il primo campo educativo e riabilitativo per disabili visivi con particolari caratteristiche: un campo completamente stile scout”.

Attraverso lo stile scout i partecipanti saranno impegnati a riconoscere l’ambiente circostante, acquisendo le informazioni, elaborando e trasformando dette informazioni in mappe mentali. Dopo questa fase i ragazzi potranno lavorare sulla cognizione dello spazio tempo, comprendendo così la collocazione di oggetti e strutture, come le strutture del campo: tende, refettorio, cucina, ecc., che saranno realizzate dai loro stessi, attraverso il programma della fatica, ovvero della manualità e del movimento.

Il direttore dell’I.Ri.Fo.R. della Campania, Vincenzo del Piano: “il progetto di Caserta è un progetto con una formula del tutto nuova, l’esperienza del 2018 ci ha permesso di poter ripresentare la struttura di un campo educativo e riabilitativo veramente efficacie ed efficiente per l’acquisizione di tutte le competenze e le capacità di poter affrontare la disabilità visiva da un nuovo punto di vista. Sono sicuro che i nostri ragazzi potranno raggiungere una autonomia personale che esercitata quotidianamente, gli consentirà di capacitarsi delle proprie potenzialità, ma a questo si otterrà un valore aggiunto, la gestione di qualsiasi attività al di fuori delle proprie mura domestiche”.

Conclude Cannavale: “voglio ringraziare i responsabili regionali del M.a.s.c.i., dell’Agesci ed i capi gruppo scout Aversa 1, Capodrise 1, Caserta 4 che hanno accolto per il secondo anno il nostro invito per questa sfida veramente importante. I nostri ragazzi troppo spesso sono impossibilitati a conoscere e vivere nuove esperienze, grazie allo scautismo, attraverso la realizzazione del nostro progetto li aiuteremo a crescere, con la consapevolezza di poter affrontare le difficoltà della vita, tramite l’uso di nuove strategie e metodologie che sono funzionali alla loro condizione di cecità”.

Da più di vent’anni l’I.Ri.Fo.R. e l’U.I.C.I. promuovono a livello nazionale e territoriale campi estivi ed invernali per ciechi ed ipovedenti , con l’obiettivo di: uscire da un modello di famiglia che spesso si sostituisce nelle fasi decisionali degli interessati, aiutando così i ragazzi a conoscere e potenziare le proprie capacità, spesso nascoste nell’ambiente familiare ed a loro sconosciute.