Centro di Documentazione Giuridica: L’inclusione scolastica degli alunni disabili visivi alla luce delle novità legislative e della più recente giurisprudenza, a cura di Paolo Colombo

Autore: a cura di Paolo Colombo

L’anno scolastico è appena iniziato ma alcune recenti novità legislative e giurisprudenziali impongono alle associazioni a sostegno della piena inclusione scolastica degli alunni disabili visivi di tenere alto il livello di guardia.
La recente “Legge Delrio” (l. 56 del 07/04/2014), che ha previsto la riorganizzazione delle Province e la ridistribuzione delle loro competenze, rischia di fatto di penalizzare gli alunni disabili.
Nel periodo di transizione c’è il concreto pericolo che nessuno si assuma la responsabilità di organizzare l’assistenza nelle scuole per gli alunni disabili.
Altamente probabile dunque che, con l’apertura dell’anno scolastico 2014-2015, gli alunni disabili non abbiano i necessari supporti a garanzia della loro piena inclusione scolastica. Si teme infatti che gli allievi con gravi disabilità delle scuole superiori non abbiano il supporto dell’assistenza educativa, come pure gli studenti con disabilità sensoriali potrebbero non trovare in classe l’assistente alla comunicazione e insegnante di sostegno.
Fondamentale, quest’anno, dovrà essere il ruolo delle strutture territoriali dell’U.I.C.I. Onlus per garantire che le istituzioni coinvolte (Comuni, Province, Regioni, Uffici Scolastici Regionali) rispettino le tempistiche e le ordinarie modalità di erogazione dei servizi di assistenza educativa nelle classi di ogni ordine e grado.
Novità in materia di sostegno.
Con la Sentenza Breve n. 5913/14, depositata il 4 giugno scorso, il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio ha accolto il ricorso collettivo di numerose famiglie di alunni con disabilità, che avevano lamentato la mancata assegnazione del massimo delle ore di sostegno e di assistenza per l’autonomia e la comunicazione ai propri figli.
Il provvedimento ribadisce il prevalente orientamento giurisprudenziale, nel senso di assegnare il massimo delle ore di sostegno (una cattedra completa) e di quelle di assistenza per l’autonomia e la comunicazione (nella misura richiesta) agli alunni certificati con disabilità grave, come da articolo 3, comma 3 della Legge 104/92, la cui documentazione sanitaria e scolastica dimostri la necessità del rapporto di 1 a 1, sia per il sostegno che per l’assistenza.

La formazione degli insegnati di sostegno curriculari
E’ stato emanato il decreto attuativo della legge 128/13 Misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca, relativo alla formazione obbligatoria in servizio per i docenti curriculari delle didattiche inclusive. Ma le proposte che erano state condivise con le associazioni dei disabili sono state disattese.
Nel decreto n. 161 emanato lo scorso 2 ottobre, infatti non sono state recepite le indicazioni della Fish e della Fand, presentate in sede di Osservatorio ministeriale che prevedevano interventi formativi gratuiti da parte di esperti 120 esperti di entrambe le federazioni, affinché tutti i docenti delle classi con alunni disabili potessero essere dotati degli strumenti utili per far fronte alle problematiche della disabilità.
Si è preferito invece attribuire le competenze formative a società accreditate mediante gare d’appalto, scegliendo una strada più dispendiosa e meno incisiva.
La soluzione varata dal governo prevede che i 450.000 euro assegnati all’attività di formazione siano ripartiti tra gli Uffici scolastici regionali, (disponibilità di circa 22 milioni a regione). Le scarse risorse finanziarie sarebbero state quindi sufficienti alla copertura dei costi vivi di trasferta degli esperti senza richiedere la necessità di indire gare d’appalto.
Ancora una volta un mancato traguardo al conseguimento di quella sinergia tra insegnanti, genitori, operatori socio sanitari e esperti per favorire l’ottimale inclusione scolastica degli alunni disabili.

Numeri di alunni per classi in cui vi è uno studente disabile.
Se c’è un alunno disabile grave, la classe va costituita con un numero massimo di venti alunni. Anche se si tratta di classi successive alla prima. Lo ha stabilito il Tar per la Sicilia con una sentenza depositata il 10 settembre scorso N. 2250/2014.
Il caso riguardava un accorpamento di due classi quarte, una di 13 alunni, dei quali 2 disabili e un’altra di 11 alunni, dei quali 2 disabili, che era stato disposto da un dirigente scolastico.
Va detto che la normativa non regola espressamente il caso del limite massimo di alunni, in presenza del disabile, nelle classi successive alla prima. Per questo i dirigenti scolastici, al fine di non incappare in azioni di rivalsa della Corte dei Conti, non applicano tale limite.
Tale prassi determina l’insorgere di controversie che potrebbero essere evitate adottando criteri interpretativi diversi come indicato dal Giudice amministrativo. Nella sopra citata sentenza si legge infatti che “Orbene, una lettura improntata a parametri di logicità” “impone di ritenere che il limite dei venti alunni previsto per le “classi iniziali” debba considerarsi valido per tutte le classi”. A nulla rilevando che gli alunni disabili siano stati promossi, perché “è indubbio che l’allocazione in una classe con un numero di alunni di gran lunga inferiore avrebbe certamente garantito per tutti un servizio quantomeno migliore oltre che in linea con le previsioni normative”.
Malgrado i favorevoli interventi del Giudice amministrativo per garantire la piena attuazione del diritto allo studio dei disabili va detto che la situazione reale delle scuole italiane rimane ben diversa e in varie parti d’Italia si segnala la presenza delle cosiddette classi pollaio pur in presenza di un alunno disabile..
Scuole private.
Una recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite la n.10821 del 2014, seguendo un ragionamento alquanto lineare, libera lo stato dal pagamento degli insegnanti di sostegno.
Prima di tale pronuncia, la giurisprudenza di merito partendo dal principio costituzionale per il quale, lo stato deve assicurare alle scuole paritarie e ai loro allievi un trattamento eguale a quello delle scuole statali e dei loro studenti ha sempre riconosciuto a carico dello stato l’obbligo di pagare gli stipendi dei docenti di sostegno delle scuole paritarie.
La decisione della Suprema Corte di Cassazione, in un periodo dove fondamentale è il rispetto del principio di spending rewie, muove il suo ragionamento sul principio secondo il quale i privati sono liberi di aprire scuole, purché lo facciano “senza oneri per lo stato”. Le scuole paritarie dunque, quando chiedono ed accettano la parità scolastica assumono, come condizione pregiudiziale, l’obbligo di accogliere alunni con disabilità nella consapevolezza che tutte le spese per la loro inclusione debbano essere a loro carico, alla stregua dei costi di gestione.
Purtroppo la legge 62/2000 sulla parità scolastica prevede un apposito stanziamento di fondi per gli alunni con disabilità ma la sua modesta capienza non consente la copertura degli oneri economici relativi agli stipendi annuali dei docenti per il sostegno.
Certamente la sentenza in parola avrà non pochi effetti che inevitabilmente andranno a ripercuotersi nel difficile percorso della piena integrazione scolastica degli alunni disabili..
Fondamentale sarà per il prossimo futuro che le scuole paritarie invochino in maniera unanime la piena attuazione dell’art. 33 comma IV della costituzione “La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.”
Trasporto scolastico
Sul fronte degli oneri relativi al pagamento del trasporto scolastico per gli alunni disabili, spesso non sopportati per intero dai comuni e dalle province si segnala una recente sentenza del Tribunale di Padova .
La sentenza ha riconosciuto alla famiglia di un disabile studente di un istituto tecnico il diritto alla restituzione di quanto speso per assicurare al figlio il necessario trasporto speciale per frequentare la scuola.
Il Giudice ha quindi riconosciuto in modo inequivocabile agli studenti disabili un vero e pieno diritto allo studio, sollevando le famiglie da quelle spese che in realtà devono rimanere a carico dello Stato, allineandosi con i principi ribaditi dalla Corte Costituzionale secondo cui “ l’esigenza di tutela dei soggetti deboli si concretizza non solo attraverso le cure e la riabilitazione, ma anche con il pieno ed effettivo inserimento nel mondo scolastico”.
Il riconoscimento del diritto al rimborso ottenuto dalla famiglia dello studente veneto costituisce una pietra miliare e consentirà anche ad altre famiglie di ottenere con maggiore facilità questo tipo di servizi dagli enti pubblici che attualmente si mostrano latitanti alle esigenze dei disabili a causa della triste situazione di contingenza economica.
Visite d’istruzione e gite scolastiche.
Anche gli alunni con disabilità hanno il diritto pieno e incondizionato alla partecipazione a gite e visite d’istruzione.
Il principio di inclusione scolastica presente in tutto il nostro ordinamento e in particolare nel Regolamento sull’autonomia scolastica di cui al DPR n° 275/99, art. 4, comma 2, lett. c) deve essere attuato pienamente su tutto il territorio nazionale anche nel corso di questi importanti momenti di istruzione ricreativa.
E’ lo stesso Ministero con una nota del 2012 a chiarire quali debbono essere le norme da applicarsi in materia di gite e visite di istruzione e nessuna istituzione scolastica autonoma può sentirsi autorizzata a rendere più onerose o difficoltose o ad impedire le gite e le visite d’istruzione agli alunni con disabilità. Per questo è importante fare chiarezza e ribadire il diritto degli alunni con disabilità di partecipare alle gite scolastiche, su base di uguaglianza con gli altri alunni.
Con nota n. 2209 del 11 aprile 2012, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha precisato che, ai sensi del D.P.R. 275/1999, gli istituti scolastici hanno completa autonomia nell’ambito della organizzazione e programmazione della vita e dell’attività della scuola, inclusa quindi la definizione delle modalità di progettazione di viaggi di istruzione e visite guidate.
La previgente normativa in materia (in particolare, fra le altre, la C.M. 291/1992, la C.M. 623/1996 e la Nota 645/2002) non ha quindi più carattere prescrittivo, ma deve in ogni caso essere tenuta in considerazione, per orientamenti e suggerimenti operativi. In particolare, sulla base del principio di uguaglianza sancito dall’art. 3 della Costituzione Italiana e del principio di integrazione scolastica, è fondamentale ribadire il diritto degli alunni con disabilità a partecipare a viaggi di istruzione e visite guidate.
Innanzitutto, la scuola deve comunicare all’agenzia di viaggi la presenza di alunni con disabilità, i relativi servizi necessari e l’eventuale presenza di assistenti educatori culturali, affinché siano garantiti servizi idonei ed adeguati. I competenti organi collegiali devono, inoltre, provvedere alla designazione di un accompagnatore qualificato e alla predisposizione di ogni altra misura di sostegno necessaria.
A questo riguardo, è importante sottolineare che l’accompagnatore può essere un qualunque membro della comunità scolastica (docenti, personale ausiliario, o familiari). Nel caso di scuola secondaria di secondo grado, è possibile che l’accompagnatore sia un compagno maggiorenne che abbia offerto la propria disponibilità. La scuola non può in alcun caso subordinare il diritto di partecipazione di un alunno con disabilità alla presenza di un suo familiare che lo accompagni. Una tale richiesta costituirebbe, infatti, una grave violazione del principio di uguaglianza e non discriminazione, sanzionabile ai sensi della Legge 67/2006.
Le spese di viaggio dell’accompagnatore non possono essere attribuite alla famiglia dell’alunno con disabilità, ma sono a carico della comunità scolastica. Anche l’imposizione alla famiglia dell’alunno con disabilità l’addebito di tali spese costituirebbe una grave forma di discriminazione diretta. Agli alunni con disabilità deve, pertanto, essere garantita la partecipazione, su base di uguaglianza con gli altri alunni, a tutte le attività previste dal sistema scolastico, inclusi quindi i viaggi di istruzione, come stabilito dall’art. 30 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dallo Stato Italiano con Legge 18/2009.
Questo significa che la scuola nel decidere quale tipo di gita organizzare, i luoghi da visitare, la struttura dove soggiornare, i mezzi di trasporto da utilizzare ed in generale, nel definire la complessiva organizzazione dell’intera gita, deve preventivamente ed in via preliminare domandarsi se possano essere compatibili con l’eventuale condizione di disabilità di alcuni suoi alunni.
Nel caso non lo fossero e la scuola ritiene ugualmente importante organizzare la gita in quel determinato luogo e con le modalità inizialmente ipotizzate deve predisporre tutti gli accorgimenti ed adeguamenti necessari a consentire la partecipazione anche dell’alunno con disabilità.
Se non lo fa, la mancata predisposizione di questi particolari accorgimenti (c.d. accomodamenti ragionevoli) configura una discriminazione vietata, come ben chiarisce la stessa Convenzione Onu nel suo art. 2. In altre parole la scuola è giuridicamente tenuta a tener conto dei bisogni dei suoi alunni con disabilità attraverso la previsione di trattamenti più favorevoli che hanno proprio lo scopo di evitare che la disabilità dell’alunno costituisca motivo di esclusione o limitazione alla sua partecipazione alla gita scolastica.
Barriere architettoniche
L’articolo 28 della legge 118/1971 pone l’obbligo di rendere accessibile l’edificio scolastico, in modo da poter così garantire la frequenza scolastica a tutti.
Tale principio è ribadito anche dall’articolo 18 del DPR 384/1978, che in maniera esplicita impone di rendere accessibili gli edifici delle istituzioni prescolastiche, scolastiche, compresi gli Atenei universitari e le altre istituzioni di interesse sociale nella scuola, adeguando le strutture interne ed esterne a degli standards indicati dal D.P.R. stesso.
Gli edifici pubblici e privati degli istituti scolastici d’ogni grado per essere accessibili devono prevedere almeno un percorso esterno che colleghi la viabilità pubblica all’accesso dell’edificio, dei posti auto riservati, la piena utilizzazione di ogni spazio anche da parte degli studenti con ridotte o impedite capacita motorie, ed almeno un servizio igienico accessibile.
Nello specifico, per quanto riguarda gli edifici pubblici, gli arredi e le attrezzature didattiche (banchi, sedie, macchine da scrivere, spogliatoi, materiale Braille ecc.) devono avere caratteristiche particolari per ogni caso di invalidità .
Nel caso l’edificio scolastico sia disposto su più piani, e non ci sia l’ascensore, è consigliabile  collocare la classe frequentata dagli alunni con impedite capacità motorie al piano terra.
Da un recente studio condotto sulle scuole italiane e sulla piena fruibilità degli spazi agli alunni disabili è emerso invece che sono ancora molti gli istituti che non hanno provveduto alla rimozione delle barriere architettoniche, ben 50 su 213 del campione esaminato. Il 13% degli edifici si trova al piano terra, il 20% è dotato di ascensore non funzionante e nel 6% dei casi non ha la porta abbastanza larga per far entrare la carrozzina. Nelle aule, inoltre, non ci sono i banchi adatti e il 21% delle stesse, a causa delle dimensioni, non riesce ad accogliere gli studenti disabili. Infine, in una struttura su tre non ci sono i bagni per i disabili.
Novità legislative
Mentre si dibatte sulla riforma della scuola, la proposta di Legge n. 2444 “Norme per migliorare la qualità dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con altri bisogni educativi speciali presentata il 10 giugno 2014, in questi giorni ha compiuto un ulteriore e importante passo in avanti. Il 13 ottobre u.s. è stata assegnata alla Commissione Cultura in sede referente.
Le disposizioni della Proposta potrebbero favorire la continuità didattica, oggi frenata dal diffuso precariato, creando degli appositi ruoli per i docenti per il sostegno. In essa si ribadisce anche l’obbligo di riduzione del numero di alunni per classe e del numero di alunni con disabilità nella stessa classe. E ancora: l’obbligo di formazione iniziale e in servizio dei docenti sulle didattiche inclusive, cioè quelle che consentono davvero di migliorare l’efficacia didattica nei confronti delle persone con disabilità o con Bisogni Educativi Speciali (BES).

a cura di Paolo Colombo (coordinatore del Centro di Documentazione Giuridica)

Vicenza: Relazione “Giornata Mondiale della Vista 9 ottobre”, di Marina Tescari

Autore: Marina Tescari

Anche a Vicenza, così come in tutto il mondo, il 9 ottobre 2014 è stata celebrata la Giornata Mondiale della Vista.
Il Comitato Provinciale di Vicenza, per tale occasione, ha organizzato tre incontri in tre Istituti Scolastici: il Liceo Classico Pigafetta, il Liceo Scientifico Lioy, l’Istituto Tecnico Lampertico, al fine di sensibilizzare i ragazzi delle classi quarte e quinte sul tema della prevenzione delle malattie oculari.
La dott.ssa Laura Rodriguez, medico oculista specialista in oftalmologia, si è soffermata principalmente sull’aspetto clinico della vista e sulle diverse patologie che possono interessarla.
Da una domanda rivolta al pubblico dalla dott.ssa Rodriguez è risultato che un ragazzo su dieci non ha effettuato visite recenti oculistiche e quindi non è cosciente dei problemi legati alla vista; la dottoressa ha dunque sottolineato l’importanza del controllo preventivo attraverso visite specialistiche.
L’evento ha avuto notevole risonanza: i quotidiani e la televisione locale hanno dedicato ampio spazio all’iniziativa; hanno partecipato circa 400 ragazzi e sono state svolte una quarantina di visite agli allievi dell’Istituto Lampertico. Ulteriori controlli sono poi proseguiti nel pomeriggio presso la nostra Sede in viale Mazzini 9/a.
Nelle segreterie dei medesimi istituti è stato consegnato del materiale illustrativo tra cui gadget, depliant e locandine, affinché potesse essere distribuito anche ai ragazzi che, per problemi di orari di scuola non hanno potuto presenziare.

Marina Tescari
Vicepresidente Comitato Provinciale IAPB Vicenza

Museo Hendrik Christian Andersen: Il “museo facile” per i non vedenti!, di Gianluca Rapisarda

Autore: Gianluca Rapisarda

Museo facile è un progetto didattico-sperimentale di comunicazione e accessibilità culturale volto a rendere fruibili le collezioni da chi finora rischiava di esserne escluso. Nasce nel 2012 da una collaborazione fra il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la Direzione Generale per la Valorizzazione e la Promozione del Patrimonio Culturale cui afferisce il Centro per i Servizi Educativi del Museo e del Territorio, l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale e la Soprintendenza alla Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea-Museo Hendrik Christian Andersen.
Partners del progetto sono: la Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi, il Centro Universitario Diversamente Abili Ricerca Innovazione dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, l’Istituto Statale Sordi di Roma e l’Unione Nazionale per la Lotta contro l’Analfabetismo.
Il progetto ha previsto un tirocinio formativo e coinvolto studenti universitari dell’ateneo di Cassino, provenienti dai corsi di studio in Lettere, Scienze della Comunicazione e Beni Culturali.
Museo Facile, inaugurato lo scorso 9 Luglio alla presenza del Presidente Nazionale dell’U.I.C.I, Dott. Mario Barbuto e del Presidente della Federazione, Cav. Rodolfo Masto e riaperto nel mese di Ottobre dopo la pausa estiva, ha come principale obiettivo la sperimentazione di un sistema di comunicazione dinamica e comprensibile, che possa rendere piacevole, e allo stesso tempo efficace, l’esperienza e l’apprendimento all’interno del museo. Questa sperimentazione è volta a soddisfare le diverse esigenze del pubblico, fornendo strumenti didattici innovativi per una larga accessibilità, anche per non vedenti e non udenti, funzionali alla comprensione delle collezioni e all’utilizzo del museo come luogo di incontro che favorisca l’integrazione sociale.
I principali destinatari del progetto sono adulti con aspetti di analfabetismo funzionale, persone con disabilità visive o uditive, comunità straniere di immigrati ovvero tutti coloro che presentano difficoltà specifiche nella partecipazione attiva alla conoscenza del patrimonio culturale nazionale.
Il luogo di sperimentazione del progetto è la casa-museo Hendrik Christian Andersen. Tale Museo è una struttura satellite della Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea.
L’attenzione del gruppo di lavoro è stata indirizzata esclusivamente su un complesso scultoreo: la Fontana della Vita, cuore del Centro Mondiale di Comunicazione, il progetto al quale Andersen dedicò quasi tutta la sua vita senza riuscire a realizzarlo.
Il Centro di produzione del materiale tiflodidattico della Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi ONLUS, sotto la guida attenta e scrupolosa del suo Responsabile, Arch. Innocenzo Fenici, ne ha prodotto un prototipo basandosi essenzialmente sull’utilizzo di plotter elettronici tridimensionali, gestiti da software dedicati (CAD – CAM).
Tali strumentazioni hanno consentito di progettare e realizzare il modello della Fontana della Vita operando, attraverso una fresa a controllo numerico, su un blocco grezzo (lastra di ABS) e lasciando in rilievo le forme che facilitano la corretta lettura tattile da parte delle persone non vedenti. Gli apparati comunicativi progettati riguardano esclusivamente quest’opera, ma lo stesso metodo utilizzato sarà applicabile in futuro a qualsiasi altra struttura espositiva.
Gli interessati a “museo facile” potranno recarsi presso il Museo Christian Andersen a Roma in Via Pasquale Stanislao Mancini n.20, Tel 06 3219089, E-mail s-gnam.museoandersen@beniculturali.it
Le visite guidate potranno essere effettuate tutti i giorni dalle 9,30 alle 19, escluso il Lunedì, giornata di chiusura al pubblico.

Torino: Falsi ciechi o false idee?, di Lorenzo Montanaro

Autore: Lorenzo Montanaro

 

 

Come annunciato nei giorni scorsi, ricordiamo che oggi  è stato pubblicato un nuovo video della campagna “Vediamoci chiaro” promossa da UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) di Torino.

Enzo Tomatis, consigliere ed ex presidente UICI Torino, affronta il delicato e attualissimo tema “Falsi ciechi o false idee?”. Come vedrete, il taglio è tutt’altro che prevedibile, in linea con quello “spirito libero” che chi conosce Enzo Tomatis ha ben presente.

Potete trovare l’intervista sul nostro sito internet oppure direttamente sul canale YouTube UICI Torino. Vi invitiamo a guardarla e condividerla attraverso i vostri canali. Grazie

 

Lorenzo Montanaro

Ufficio Stampa UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) – Sezione Provinciale di Torino

333 447 99 48

ufficio.stampa@uictorino.itlorenzo.montanaro@gmail.com

 

Asti: La vista va protetta sin da giovani, Redazionale

La vista va protetta sin da giovani: non prendersene cura può significare metterla a repentaglio. Si è celebrata giovedì 9 ottobre la Giornata mondiale della vista, promossa dall’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus (www.iapb.it) e dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Si sono svolte iniziative in oltre 70 città italiane in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti: controlli oculistici gratuiti, distribuzione di opuscoli informativi, conferenze. Inoltre sono state distribuite in 350 scuole superiori italiane circa 50 mila “pezzette” per gli occhiali (cleaner). Questa nuova edizione era dedicata infatti, nel nostro Paese, ai giovani e alla guida sicura.

Ad Asti il comitato provinciale IAPB,presieduto da Adriano Capitolo, supportato dai volontari dell’Unione Italiana Volontari pro Ciechi (UNIVOC) ha distribuito materiale informativo e cleaners agli studenti degli Istituti Scolastici Monti, Castigliano e Sella dei quali cogliamo l’occasione per ringraziare i dirigenti scolastici

La prevenzione è particolarmente importante fra i giovani che sono
più frequentemente esposti a traumi, congiuntiviti e cheratiti (infiammazioni della superficie dell’occhio ovvero della cornea, che possono essere causate anche da un errato impiego delle lenti a contatto): molte malattie e danni oculari sono evitabili.

Almeno un automobilista su dieci non sa di avere problemi visivi. Più della metà degli incidenti stradali si ritiene che sia dovuto a una vista non ottimale dei guidatori. La lettura delle informazioni stradali è, in questo caso, più difficoltosa e i tempi di reazione si allungano. Quindi coloro che guidano devono recarsi regolarmente da un oculista e fare uso delle correzioni prescritte.

Oltre ai periodici controlli oculistici, è certamente buona norma per la prevenzione dei traumi oculari quella di svolgere qualsiasi attività con la maggiore attenzione possibile, indossando quando necessario occhiali protettivi o speciali mascherine. Poiché però in genere non si adottano le necessarie precauzioni, i traumi oculari sono un evento piuttosto frequente. L’occhio è, infatti, la terza parte del corpo ad essere più colpita dopo le mani e i piedi. Però il più delle volte i traumi sono prevenibili. La stessa cosa è vera per le malattie oculari: a livello mondiale l’80% dei casi di cecità sono evitabili.
Numero Verde
800-068506
Consultazione oculistica
Gratuita dal lunedì al venerdì
Dalle 10:00 alle 13:00

La giornata mondiale della vista, di Angelo Mombelli

Autore: Angelo Mombelli

Il 9 di ottobre, in tutto il mondo, la popolazione viene sensibilizzata
sul valore inestimabile della vista.
Come ormai è tradizione, la Sezione Italiana dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità ha messo a punto un prestigioso evento in occasione della Giornata Mondiale della Vista 2014, in analogia ad identiche manifestazioni svoltesi in tutto il mondo,
Per tale occasione, la IAPB ha organizzato un incontro nella splendida sala Aldo Moro di Montecitorio per sensibilizzare le autorità presenti sul tema della prevenzione delle malattie della vista. Il tema al quale la IAPB ha voluto dare risalto nell’ambito di questa giornata è quello della sicurezza al volante.
Alcuni dei dati emersi dalle relazioni presentate mi hanno lasciato impressionato: complessivamente nel mondo ogni anno a causa di incidenti stradali muoiono in media un milione e duecentoquarantamila persone; come se una città grande come Milano scomparisse dalla faccia della terra ogni anno. Gli invalidi permanenti in conseguenza di incidenti stradali si aggirano tra 30 e i 50 milioni: come se il settanta per cento della popolazione italiana nell’arco di un anno diventasse improvvisamente invalida.
Per quanto riguarda il nostro paese, benché il trend sia positivo, nel senso che dal 2001 ad oggi gli incidenti siano in forte diminuzione, si registra un tasso di mortalità da incidenti stradali più elevato della media dell’Unione europea a ventotto paesi: 57 persone per milione di abitanti contro una media di 52 persone per milione dell’Unione europea. Da sottolineare che l’incidente stradale è la causa di mortalità maggiore tra i giovani dai 15 ai 29 anni.
Solitamente si considerano quali cause degli incidenti stradali, come sottolineano spesso le cronache, lo stato di ubriachezza, l’assunzione di droghe o semplicemente l’eccessiva velocità; il dato di una indagine neozelandese però ci ricorda che un automobilista su quattordici ha un problema visivo che può compromettere la sua sicurezza alla guida; di tutti questi solo uno su dieci è cosciente di avere problemi alla vista. Non si deve quindi sottovalutare questo fattore, che solitamente passa sotto silenzio. Ad esempio, una cataratta non curata aumenta di 8 volte il rischio di incidenti stradali, mentre una riduzione del campo visivo laterale del 40% dovuta, ad esempio al glaucoma, lo aumenta di sette volte.
Si deve altresì prendere in considerazione che con l’aumento dell’età media delle persone anche l’età media degli automobilisti è naturalmente aumentata, con tutto ciò che ne consegue se si pensa ai problemi visivi tipici dell’età avanzata. Per esempio tutte le forme di maculopatia, che sono in forte aumento. Molti guidatori in questa fascia di età poi, pur coscienti di quanto stia loro avvenendo a livello visivo, non rinunciano a guidare un automezzo, perché lo considerano indispensabile per il lavoro o per la vita sociale.
In generale è difficile convincere le persone che in taluni casi è meglio rinunciare alla guida; però se ciascuno è padrone della propria vita, non lo è certo di quella degli altri.
Il tema che aleggiava durante le varie relazioni presentate era indubbiamente quello della prevenzione; è inutile ribadirlo: è opportuno, ed anzi doveroso, che superati i cinquant’anni ci si sottoponga ad una visita oculistica annuale, per se stessi e per la collettività. Tuttavia, il valore della prevenzione deve essere compreso anche dai giovani che trascurano sovente quei piccoli sintomi che sottendono patologie oculari difficili da curare se non diagnosticate tempestivamente.
Con premeditazione non ho citato i numerosi e qualificati interventi che si sono svolti nel corso dell’incontro presso Montecitorio, per non dimenticarne qualcuno. A conclusione, un fatto piacevole: sono state conferite due medaglie di benemerenza per la sensibilità da loro dimostrata nei confronti della prevenzione della cecità: la prima alla Ministra della Salute Beatrice Lorenzin, la seconda a Claudio Zucchelli, Presidente del Collegio Nazionale dei Sindaci Revisori IAPB Italia onlus.

 

Centro di Documentazione Giuridica: La normativa sul Cane Guida, a cura di Paolo Colombo

Autore: a cura di Paolo Colombo

In Italia, contrariamente a quanto accade altri paesi dell’Unione Europea, la consapevolezza dei cittadini riguardo al diritto di accesso e di movimentazione dei cani-guida per non vedenti, è molto limitata, malgrado la legislazione nazionale, regionale e comunitaria.
Questa diffusa ignoranza spesso degenera in atteggiamenti aggressivi basati su sciocchi preconcetti (relativi per esempio alla presunta “pericolosità comportamentale e sanitaria” di un cane-guida), o in atteggiamenti che mettono in seria difficoltà la persona non vedente che si ritrova spesso emarginata, o aggredita.
Infatti, è solo di pochi giorni fa il caso, riportato da importanti testate giornalistiche, di un non vedente accompagnato dal proprio cane guida che si è visto rifiutato dai tassisti della capitale, così come frequenti sono le richieste di consulenza al C.d.G. da parte di non vedenti che si vedono rifiutare dai loro datori l’accesso dell’animale sul luogo di lavoro.
Il 16 ottobre p.v. si celebrerà la giornata nazionale del cane guida, tale evento non solo darà modo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’accettazione di questo importante amico a quattro zampe che per i non vedenti è un imprescindibile strumento di autonomia e di mobilità, ma ci consentirà anche di ricordare i validi strumenti normativi di cui disponiamo per facilitarne un pieno e consapevole utilizzo.
Chiariamo quindi i concetti normativi che dovrebbero essere ritenuti indiscutibili per evitare discriminazioni e limitazioni alla piena autonomia dei non vedenti.
Il cane-guida, il non vedente e i loro diritti
Discriminare un non vedente per il fatto che sia accompagnato da un cane-guida è punibile dalla legge. La materia è stata trattata per la prima volta in Italia con l’emanazione della legge n.34 del 1974 modificata nel 2006 dalla legge n.60.
Non solo la normativa italiana prevede che i gestori dei mezzi di trasporti e i titolari di esercizi che “impediscano od ostacolino, direttamente o indirettamente, l’accesso ai privi di vista accompagnati dal proprio cane guida” siano sono soggetti a multe dai 500 ai 2.500 euro, ma sancisce anche che un cane-guida:
– può entrare in qualunque esercizio aperto al pubblico (L. n. 34/1974)
– è escluso dai divieti relativi al non permettere l’accesso degli animali in spiaggia, parimenti ai cani destinati “al salvamento”: in poche parole, lui può accedere anche in spiaggia (L. n. 34/1974)
– è in genere esonerato dall’obbligo di portare la museruola a meno che non sia richiesto in una data situazione (L. n. 34/1974)
– è esonerato dall’obbligo di avere al seguito paletta e sacchetto per la raccolta delle deiezioni (come rintracciabile anche in molti regolamenti comunali)
– è esonerato dal pagamento del biglietto per i mezzi pubblici (L. n. 34/1974)
– può accompagnare il non vedente anche su traghetti e aerei, in Italia e all’estero (Reg. CE n. 1107/2006 e L. n. 34/1974)
– può viaggiare alloggiato sul sedile posteriore insieme al non vedente assoluto da esso accompagnato, in quanto “l’animale domestico di indole particolarmente tranquilla e come tale adeguata alle incombenze cui esso e’ appositamente addestrato”, senza che ciò costituisca in alcun modo violazione dell’art. 169 c. 6 del Codice (Lettera del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 653/2004).
Il cane guida rappresenta gli “occhi” del non vedente e quindi non deve essere allontanato dal diversamente abile visivo che accompagna. Esso non solo è addestrato a “fare il cane-guida” (cioè caratterizzato da un’indole tranquilla, appositamente selezionata per essere ulteriormente di supporto al successivo addestramento), ma anche a non sporcare, è inoltre senza ombra di dubbio vaccinato (o non sarebbe abilitato a fare il cane-guida) e, infine, in qualità di cane da lavoro non deve essere disturbato/aggredito.
Si segnala inoltre che l’Ordinanza del Ministero della Salute del 6 agosto 2013 all’art. 5 espressamente ha escluso l’uso della museruola e del guinzaglio ai cani addestrati a sostegno delle persone diversamente abili.
AGEVOLAZIONI FISCALI RELATIVE AI CANI GUIDA PER I NON VEDENTI
La normativa fiscale fortunatamente nel nostro paese, ha previsto importanti agevolazioni fiscali sia per  l’acquisto e sia per il mantenimento dei cani guida destinati all’assistenza dei non vedenti. Tali spese sono infatti considerate oneri agevolati.
La prima agevolazione consiste in una detrazione dall’Irpef pari al 19% del costo sostenuto per l’acquisto del cane. Ai fini del calcolo della detrazione, si considera l’intero ammontare del costo sostenuto fino ad un massimo di 1.875,99 Euro.
La detrazione è prevista una sola volta in un periodo di quattro anni, salvo i casi di perdita del cane e spetta per un solo animale.
La seconda agevolazione consiste nella detrazione forfettaria di 516,46 Euro delle spese sostenute per il mantenimento del cane guida. La detrazione viene riconosciuta senza che sia necessario documentare l’effettiva spesa.
Va precisato però che ai familiari del non vedente è preclusa l’opportunità di fruire della detrazione forfettaria anche nel caso in cui il non vedente sia da considerare a carico del familiare stesso.
Cane guida e posto di lavoro
Il datore di lavoro deve rispettare tutte quei provvedimenti normativi nazionali e comunitari che garantiscono al disabile un inserimento lavorativo rispettoso dei principi di uguaglianza e di pari opportunità.
Questi infatti,  deve adempiere agli obblighi di sicurezza e salute, la cui violazione è sanzionata dal legislatore in via amministrativa, civile e penale e ove  assuma un disabile deve innanzitutto adibirlo a mansioni compatibili con le proprie minorazioni nel pieno rispetto dell’art. 10 della legge 68/99 che dispone in suo favore tutele particolari, deve mettere a sua disposizione tutti gli ausili necessari e garantirgli la piena fruibilità dei permessi di cui all’articolo 3, comma 3 della Legge 104/1992 .
Si segnala inoltre che la Direttiva 27/11/2000 n.200/78/CE stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e condizioni di lavoro. In particolare all’art. 5 “Soluzioni ragionevoli per i disabili” così dispone: “Per garantire il rispetto del principio della parità di trattamento dei disabili, sono previste soluzioni ragionevoli. Ciò significa che il datore di lavoro prende i provvedimenti appropriati, in funzione delle esigenze delle situazioni concrete, per consentire ai disabili di accedere ad un lavoro, di svolgerlo o di avere una promozione o perché possano ricevere una formazione, a meno che tali provvedimenti richiedano da parte del datore di lavoro un onere finanziario sproporzionato. Tale soluzione non è sproporzionata allorché l’onere è compensato in modo sufficiente da misure esistenti nel quadro della politica dello Stato membro a favore dei disabili.
Per quanto concerne poi il cane guida le leggi 14/02/74 n.37 e 25/08/88 n.376, disciplinano – rispettivamente – la facoltà di accesso dei ciechi muniti del proprio cane guida nei mezzi di trasporto pubblico e negli esercizi aperti al pubblico. Alla luce dei principi costituzionali della libertà di circolazione e delle pari opportunità, si può affermare che l’accesso del cane guida è da ritenersi consentito in tutti i luoghi pubblici (uffici, scuole ed ospedali) ed anche in luoghi privati – aziende, negozi ecc., in cui sia previsto l’ingresso di soggetti terzi, generalmente considerati “pubblico”.
In via interpretativa, dunque, si può concludere che, ove non sia espressamente vietato da apposite e motivate normative, il cieco potrà liberamente farsi accompagnare dal proprio cane in ogni ambiente ed ufficio pubblico od aperto al pubblico. Le motivate eccezioni potranno quindi riguardare valori generali prevalenti quali la salute, l’incolumità e l’igiene di una pluralità di persone (ad esempio la frequentazione degli ospedali).
Naturalmente l’accesso dei cani guida in questi ambienti aperti al pubblico richiede il pieno controllo del cieco sull’animale, sia in ordine alla sua disciplina sia alla sua igiene.
Normativa europea
Ecco cosa stabilisce il Reg. CE n. 1107/2006 riguardo al viaggiare in aereo con un cane-guida:
Art. 7, comma 2: “Qualora sia richiesto l’utilizzo di un cane da assistenza riconosciuto, tale utilizzo sarà reso possibile purché ne sia fatta notifica al vettore aereo, al suo agente o all’operatore turistico, in conformità delle norme nazionali applicabili al trasporto di cani da assistenza a bordo degli aerei, ove tali norme sussistano.
Allegato I: “Assistenza a terra per cani da assistenza riconosciuti, ove opportuno. Comunicazione delle informazioni sui voli in formato accessibile.”
Allegato II – “Trasporto in cabina dei cani da assistenza riconosciuti, nel rispetto della regolamentazione nazionale”.
Importante è ancora dal punto di vista normativo ricordare :
L. n. 67 del 1 marzo 2006 “Misure per la Tutela Giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni”;
La Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dallo Stato Italiano con Legge 18/2009.
L. n. 488 del 23 dicembre 1999 (Capo II )
Lettera del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 653/2004 del 1 marzo 2004 sulla “Presenza del cane-guida in auto”
Ordinanza del Ministero della Salute “concernente la tutela dell’incolumità pubblica da aggressioni di cani”
Regolamento CE n. 1107 del 5 luglio 2006 del Parlamento Europeo e del Consiglio, relativo ai “diritti delle persone con disabilità e delle persone a mobilità ridotta nel trasporto aereo”
Caserta lì 13 ottobre 2014.
Avv. Paolo Colombo

SINTESI DEI LAVORI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 17 luglio 2014, di Gianluca Rapisarda

Autore: Gianluca Rapisarda

Come da avvisi nn. 369 del 30 giugno 2014 e 374 del 1 luglio 2014, il giorno 17 luglio 2014 alle ore 16,00 presso la Sede di Via Gregorio VII n. 267 in Roma, si riunisce il Consiglio di Amministrazione della Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi.

Alle ore 17,05 constatata la presenza dei Consiglieri Michele Borra, Claudio Cassinelli, Gianluca Rapisarda, Mario Barbuto e Hubert Perfler, il Presidente Masto dichiara aperta e valida la seduta. Risulta assente giustificato il consigliere Raffaele Ciambrone.Verbalizza i lavori il Segretario Generale Antonella Cenfi.

1 – Approvazione verbale delle sedute del 23 e 24 maggio 2014.

Il verbale viene approvato all’unanimità.

2 – Eventuale ratifica delibera dei provvedimenti adottati in via d’urgenza dalla Presidenza.

Il Presidente ricorda che, avendo ricevuto benestare per le vie brevi dai Consiglieri, vista l’urgenza della richiesta formulata dalla Fondazione Istituto Strachan-Rodinò per la nomina di un revisore effettivo e uno supplente nel Collegio dei Sindaci Revisori, così come previsto dall’art. 15 dello Statuto della suddetta Fondazione, ha provveduto ad adottare la Disposizione Presidenziale n. 1 del 30 giugno 2014. Il Consiglio all’unanimità ratifica la Disposizione Presidenziale.

3 – Comunicazioni del Presidente.

Il Presidente Rodolfo Masto conferma che il giorno 30 luglio 2014 verrà inaugurata presso i locali dell’Istituto S. Alessio, siti in Via Margutta, la mostra “A spasso con le dita” limitata alla sola esposizione delle tavole. Il Consigliere Gianluca Rapisarda ha confermato la sua presenza e il Presidente, facendo presente che difficilmente potrà intervenire, invita il resto del consiglio a partecipare. Informa altresì che lo svolgimento della manifestazione non prevede costi per la Federazione.

Il Presidente ricorda che la mostra “A spasso con le dita” terminerà, secondo l’impegno sottoscritto con l’Associazione Enel Cuore, a Milano nel mese di novembre in occasione dello svolgimento di Bookcity. Nel frattempo diverse istituzioni culturali hanno fatto istanza per ospitare la suddetta mostra e, in particolare, dalle località: Lecce, Gradara, Cagliari, Bologna. Ogni Istituzione interessata parteciperà con un contributo non inferiore a € 3.000,00. Il Consiglio esprime parere favorevole.

Il Presidente informa che è pervenuta richiesta da parte del Dott. Mario Andrea Ettore della Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali per il rinnovo per altri tre anni del protocollo d’intesa tra lo stesso Ministero e la Federazione. Il Presidente dopo aver illustrato i contenuti dello stesso propone di rinnovare il protocollo d’intesa inserendolo fra le delibere di carattere amministrativo e organizzativo (punto 8 dell’o.d.g.).

Il Presidente informa altresì che sempre dalla stessa Direzione Generale è arrivata nota di ringraziamento e di richiesta di prosecuzione di collaborazione per il progetto Museo Facile. Il Consiglio esprime parere favorevole sia per il rinnovo del protocollo d’intesa sia al prosieguo della collaborazione al progetto Museo Facile.

Il Presidente ricorda inoltre di aver dato mandato all’Arch. Fenici per verificare la possibilità di iscrivere la Federazione nell’elenco per l’Editoria Speciale e prega il Consigliere Rapisarda di seguire la questione.

Il Presidente comunica che i lavori necessari all’adeguamento dell’impianto elettrico presso il Centro di Consulenza Tiflodidattica di Foggia sono terminati e che è quasi concluso il trasferimento del Centro di Palermo, collocato all’interno della struttura principale dell’Istituto Florio e Salamone.

Il Presidente riferisce di aver ricevuto da parte della Responsabile del Centro di Consulenza di Padova, Dott.ssa Piz, la richiesta di adeguamento della postazione tifloinformatica ormai particolarmente obsoleta. Il Consiglio chiede di reperire preventivi di spesa per la richiesta e decide di deliberare in merito nella prossima seduta.

Al termine delle comunicazioni il Presidente rammenta che il distacco della dipendente Dott.ssa Rita Fiorillo, presso il Centro di Documentazione Giuridica di Caserta, scade il 31 luglio 2014 e propone il rinnovo dello stesso fino al 31 luglio 2015. Il Consiglio, nelle more della nuova organizzazione del personale della Federazione, esprime parere favorevole.

4 – Esame e sottoscrizione del Protocollo d’Intesa fra la Federazione, l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e l’Istituto Sant’Alessio di Roma “per la realizzazione del Centro polifunzionale sperimentale di alta specializzazione”, Legge 278 del 28/12/2005.

Il Presidente Rodolfo Masto, ricordando che tutti i Consiglieri hanno preso visione e fornito indicazioni sulla documentazione ricevuta (Protocollo d’Intesa e linee Guida) chiede al Consigliere Cassinelli e all’architetto Fenici di presentare lo studio di fattibilità architettonica realizzato in collaborazione con l’Istituto S. Alessio.

Dopo ampia discussione il Consiglio dà il benestare per la formalizzazione da parte del Presidente Masto sulla documentazione presentata e, su proposta dello stesso, individua il Consigliere Cassinelli come referente operativo del progetto e delibera a voti unanimi:

di approvare il protocollo d’intesa con il Centro Regionale S. Alessio e l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti per la realizzazione del Centro polifunzionale di cui alla legge n.278/2005, nonché i connessi allegati “linee guida” e “studio di fattibilità architettonica” che costituiscono parte integrante e sostanziale della deliberazione approvata;

di dare mandato al Presidente per la stipulazione;

ed infine di rinviare a successivi provvedimenti la costituzione e la disciplina di funzionamento del Comitato di coordinamento delle attività del Centro previsto dalla legge n.278/2005, art.1, comma 2.

Il Consigliere Barbuto, in qualità di Presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti sottoscrive contestualmente la documentazione che, dopo la firma del Presidente del S. Alessio Amedeo Piva, verrà trasmessa al Ministero dell’Interno.

Prima di completare la discussione relativa all’argomento, il Consigliere Barbuto, in qualità di Presidente Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, ribadisce l’opportunità di presentare il protocollo d’intesa alla Direzione Nazionale e in forma congiunta indicativamente il 26 settembre 2014 a Tirrenia.

5 – Sottoscrizione con l’Istituto Rittmeyer di Trieste della convenzione “Norme e condizioni relative allo svolgimento delle attività tese al finanziamento di progetti in ambito nazionale, europeo ed internazionale a favore delle persone con disabilità visiva”.

Il Presidente Masto ricorda al Consiglio i contenuti della convenzione sottoscritta con l’Istituto Rittmeyer di Trieste che comporterà, tra l’altro, per il periodo 2014-2016 un impegno economico di € 10.000,00 a carico della Federazione. Il Consiglio, all’unanimità autorizza la spesa e a tal fine approva la deliberazione.

6 – Esame preliminare della bozza del Regolamento relativo all’ammissione di nuove Istituzioni in seno alla Federazione (art. 3 dello Statuto della Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi Onlus).

Il Presidente Masto sottopone al Consiglio la bozza del Regolamento per l’ammissione alla Federazione predisposta dal Consigliere Borra.

Dopo ampia discussione il Consiglio, all’unanimità approva il Regolamento per l’iscrizione alla Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi Onlus, prendendo atto che le istituzioni che intendono richiedere l’iscrizione alla Federazione devono:

  1. svolgere come attività prevalente azioni di ricerca, sostegno, accoglienza e ricettività indirizzate alla risposta alle esigenze di ciechi, ipovedenti o pluriminorati con deficit visivo;
  2. tale attività prevalente dev’essere svolta da almeno 10 anni consecutivi da un’istituzione con personalità giuridica autonoma;
  3. le Istituzioni che abbiano Statuti e attività prevalenti da cui non risulti di tutta evidenza “la non finalità di lucro” non possono essere iscritte alla Federazione
  4. le Istituzioni che abbiano la medesima ragione sociale di Istituzioni già iscritte alla Federazione non possono essere accolte;
  5. lo Statuto dell’istituzione richiedente e le attività effettivamente svolte, non devono essere in contrasto con i principi e le finalità dello Statuto della Federazione, né con le sue Politiche Istituzionali.Ricevuta la richiesta di ammissione, verificatane la piena conformità ai princìpi sopra indicati, il Consiglio d’amministrazione formulerà un proprio parere motivato che, ove risulti favorevole, verrà successivamente sottoposto alla definitiva deliberazione di accoglimento che verrà adottata dall’assemblea generale nella prima seduta utile.

7 – Informativa del Presidente e del Consigliere Claudio Cassinelli riferita ai primi contatti informali con la proprietà dell’immobile sito in via Mirri – Roma, e approfondimenti di natura fiscale derivanti dall’eventuale acquisto dell’edificio in questione.

Il Presidente Masto riferisce le indicazioni contenute nella relazione presentata dal Rag. Marco Giovannucci relativa agli approfondimenti per gli impegni di natura fiscale che potrebbero scaturire dall’acquisto dell’immobile di via Mirri e dalla vendita degli immobili di via Gregorio VII di proprietà della Federazione. Si apre un’ampia discussione al termine della quale il Consiglio, all’unanimità, delibera:

di avviare con effetto immediato una ricerca di mercato rivolta a individuare un immobile disponibile in vendita avente caratteristiche idonee a ospitare congiuntamente in modo idoneo sia gli uffici che il laboratorio della Federazione, secondo quanto specificato nella parte premessa della deliberazione in oggetto;

di dare mandato al Presidente di provvedere, nel caso di esito negativo di tale ricerca al 31 dicembre prossimo, al trasferimento della sede legale all’accorpamento degli uffici presso la sede di Via Mirri. 

8 – Adozioni delle deliberazioni di carattere amministrativo e organizzativo.

Rinnovo del protocollo d’intesa fra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Federazione. Il Consiglio all’unanimità delibera: di procedere al rinnovo del protocollo d’intesa sottoscritto con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali – Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale per un ulteriore periodo di tre anni; di dare mandato al Presidente di sottoscrivere tale protocollo.

9 – III Edizione del concorso italiano di letteratura tattile per l’infanzia Tocca a te!

Il Presidente Masto ricorda al Consiglio che il concorso Tocca a te è biennale e che la prossima edizione si terrà nel 2015. A tale proposito il Comune di Genova, che ha ospitato la 2^ edizione nel 2013, propone la propria candidatura anche per il 2015 offrendo altresì la disponibilità ad ospitare il concorso in forma stabile. Anche l’Istituto Garibaldi di Reggio Emilia ha presentato la propria richiesta di organizzazione del concorso. 

Prima dell’inizio della discussione il Consigliere Cassinelli abbandona temporaneamente la riunione.

Il Consiglio dopo ampia discussione ritiene di dover preservare la caratteristica itinerante del concorso e, a tal fine chiede al Presidente di trasmettere al Comune di Genova i propri ringraziamenti e nel contempo di inviare una informativa a tutti gli Istituti federati circa la possibilità di candidarsi per la prossima edizione. La sede della prossima edizione sarà scelta nella riunione del prossimo Consiglio di Amministrazione che si terrà probabilmente il 26 settembre 2014.

Il Consigliere Cassinelli rientra.

 10 – Varie ed eventuali.

Per il decimo punto posto all’o.d.g. chiede la parola il consigliere Rapisarda che, mentre chiede di far intervenire alla riunione il Prof. Abba e l’Arch. Fenici, richiama l’attenzione e ringrazia per il lavoro fin qui svolto per il progetto Tiflopedia, suggerendo tra l’altro, di inserire tra i contenuti anche il materiale didattico prodotto e distribuito dalla Federazione. Nel tornare a parlare dei vari progetti realizzati e in fase di realizzazione, il Consiglio invita il Consigliere Rapisarda a voler dare maggiore visibilità al lavoro svolto dalla Federazione, attraverso una rubrica inserita sia sul Corriere dei Ciechi sia su Tiflologia per l’Integrazione.

Alle ore 20,00 circa, avendo esaurito i punti posti all’o.d.g., il Presidente dichiara chiuso il Consiglio di Amministrazione.

 

 

SINTESI DEI LAVORI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE 23-24 MAGGIO 2014, di Gianluca Rapisarda

Autore: Gianluca Rapisarda

Come da avviso n. 267 del 7 maggio 2014, i giorni 23 e 24 maggio 2014, presso la Sede di Via Gregorio VII n. 267 in Roma, si riunisce il Consiglio di Amministrazione della Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi.

Il giorno 23 maggio 2014 alle ore 18,00, constatata la presenza dei Consiglieri Mario Barbuto, Michele Borra, Claudio Cassinelli e Gianluca Rapisarda, il Presidente Masto dichiara aperta e valida la seduta. Risulta assente giustificato il consigliere Raffaele Ciambrone e il consigliere Hubert Perfler che ha comunicato il suo arrivo in ritardo.

Verbalizza i lavori il Segretario Generale Antonella Cenfi.

1 – Approvazione verbale della seduta del 7 aprile 2014.

Il verbale viene approvato all’unanimità recependo le osservazioni del Consigliere Claudio Cassinelli.

2 – Approvazione verbale della seduta dell’8 aprile 2014.

Il verbale viene approvato all’unanimità dopo aver proceduto alla sostituzione nell’o.d.g. del vocabolo “nomina” con “elezione”.

3 – Eventuale ratifica delibera dei provvedimenti adottati in via d’urgenza dalla Presidenza.

Il punto non viene trattato in quanto non è stato necessario ricorrere a delibere d’urgenza.

4 – Comunicazioni del Presidente.

Il Presidente Rodolfo Masto riferisce che la Prefettura di Roma, dopo che l’Assemblea Federale dell’8 aprile scorso ha apportato le modificazioni richieste dalla stessa nel testo dello statuto, il giorno 7 maggio 2014 ha ufficialmente iscritto la Federazione nel registro delle persone giuridiche quale Onlus al n. 995/2014.

Il Presidente riferisce di aver informato il Professor Tommaso Daniele circa il conferimento, deliberato dall’Assemblea su proposta del Consiglio di Amministrazione, della medaglia d’oro “Augusto Romagnoli”. Il Presidente legge la comunicazione di ringraziamento dello stesso.

L’Istituto Serafico di Assisi nei giorni 5/8 giugno prossimo organizzerà una rassegna di eventi denominata “I linguaggi della vita”. L’Avvocato Di Maolo, Presidente dell’Istituto, oltre all’invito a partecipare ha richiesto il patrocinio gratuito della Federazione che è stato concesso.

5 – Esame della situazione economica della Federazione.

Il Presidente Rodolfo Masto informa sulle risorse ad oggi disponibili sul conto corrente bancario e quello postale della Federazione. Riferendosi agli impegni in sospeso il Consiglio decide di saldare, entro l’anno, la differenza esistente tra il TFR accantonato e quello effettivamente maturato dai dipendenti al 31 dicembre 2013.

6 – Aggiornamenti relativi ai rapporti con i diversi Ministeri con particolare evidenza alla questione del Centro Polifunzionale di alta specializzazione.

Il Presidente informa di aver avuto notizia in mattinata che il Miur ha disposto l’accredito relativo al contributo per l’anno 2013 nella misura di poco più di € 30.000,00. Riferisce inoltre che è stato incassato il contributo per l’anno 2014 da parte del Ministero dell’Interno per un importo di € 298.125,00 invece dei 350.000,00 previsti in bilancio. Il Ministero del Lavoro con comunicazione del 12 maggio scorso ha informato sugli importi, al netto della quota di restituzione fissata e degli interessi legali, relativi al contributo della Legge 284/97 per gli anni 2014 (€ 831.664,00) e 2015 (€ 849.164,00).

Il Presidente in merito alla questione della realizzazione del Centro Polifunzionale riferisce sul sollecito ricevuto da parte del Ministero dell’Interno in data 14 maggio e sulla risposta inviata il 19 maggio.

Si apre un’ampia discussione e il Consiglio dopo aver valutato la disponibilità della Presidenza del Centro Regionale S. Alessio – Margherita di Savoia sulla possibile realizzazione del Centro all’interno della struttura stessa, delega i consiglieri Rodolfo Masto e Mario Barbuto, nella loro qualità di Presidenti degli Enti interessati, ad incontrare il Presidente del S. Alessio, Sig. Amedeo Piva. Il consigliere Barbuto sottolinea che l’unica strada da percorrere per conservare i contributi della Legge 278 sia quella di presentare al più presto al Ministero un progetto sperimentale realizzabile nel breve termine e su questa soluzione coinvolgerà al più presto la Direzione Nazionale dell’UICI.

Alle ore 19,10 entra il consigliere Perfler.

Il Presidente Rodolfo Masto chiede di posticipare al giorno successivo il punto 7 dell’o.d.g., chiedendo di discutere il punto 8 dell’o.d.g.

8 – Adozioni delle deliberazioni di carattere amministrativo e organizzativo.

Il Presidente informa che ha seguito del trasferimento dei locali, sempre  all’interno dell’Istituto in cui al momento è ubicato, il Centro di Consulenza Tiflodidattica di Palermo necessiterà di un intervento per riattivare le connessioni telefoniche ed informatiche al momento sospese. Il Consiglio autorizza il dipendente Lucio Zito a recarsi a Palermo e provvedere al ripristino. Il tutto potrà avvenire nel corso di una sola giornata.

Il Centro di Consulenza Tiflodidattica di Foggia, ospitato presso i locali della Sezione dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, necessita della messa a norma delle linee elettriche per una spesa preventivata in circa € 3.300,00 più IVA. Il Consiglio considerata l’urgenza e l’indifferibilità del problema autorizza la spesa.

La Federazione ha ricevuto richiesta da parte dell’Unione Nazionale di utilizzare il dipendente La Francesca quale formatore per un corso previsto dal programma del Servizio Civile volontario. Dopo ampia discussione il Presidente Rodolfo Masto e il consigliere Mario Barbuto concordano sulla necessità di stipulare un protocollo d’intesa che disciplini la materia.

Viene chiamato a partecipare ai lavori del Consiglio l’Architetto Innocenzo Fenici che, nella sua qualità di Responsabile del Centro di Produzione, informa circa l’attività al momento svolta dal Centro legata per di più all’ultimazione della distribuzione dei 775 bonus di materiale didattico ai ragazzi non vedenti e ipovedenti frequentanti la scuola dell’obbligo, sulla realizzazione di progetti già in lavorazione e su quelli in via di definizione. Il Consiglio chiede di essere preventivamente informato circa la stipula di accordi. L’Architetto Innocenzo Fenici fa presente la necessità di provvedere alla manutenzione di alcuni macchinari e di aver acquisito un preventivo di spesa di € 2.850,00 oltre IVA.

Il Consiglio raccomanda l’acquisizione di almeno tre preventivi. Il Presidente informa che è prassi della Federazione richiedere più preventivi ma che spesso, l’unicità e la particolare natura delle lavorazioni e i relativi macchinari in uso presso il Centro di Produzione, restringono di molto l’elenco dei possibili fornitori. Il Consiglio autorizza la manutenzione richiesta.

Alle ore 20,30 i lavori vengono sospesi.

Il giorno 24 maggio 2014 alle ore 9,15 riprendono i lavori del Consiglio di Amministrazione con il punto 7 all’o.d.g.

7 – Informativa del Presidente relativa ai vari progetti in essere.

Il Presidente informa che l’ultima tappa prevista della mostra “A spasso con le dita” in programma a Milano si terrà nel mese di novembre 2014 e auspica che nelle stesse giornate si possa programmare una riunione del Consiglio di Amministrazione a Milano. La Fondazione Cariplo ha comunicato lo stanziamento di un contributo di € 12.000,00 che servirà oltre ad arricchire e rinnovare la mostra anche alla realizzazione del catalogo dedicato alla mostra stessa.

Viene chiamato il Professor Giancarlo Abba per illustrare nei particolari il progetto “Tiflopedia” coadiuvato dal dipendente Lucio Zito per la parte informatica. Il consigliere Mario Barbuto auspica che le informazioni contenute in Tiflopedia non riguardino soltanto l’educazione ma trovino riscontro anche altre tematiche riferite al mondo dei non vedenti quali lo sport e il lavoro. Il professor Mario Barbuto auspica inoltre un incontro con i tre editori della rivista “Tiflologia per l’integrazione” al fine di inserire la stessa nel progetto. La speranza dell’intero Consiglio è che il progetto possa usufruire di risorse derivanti dai Fondi dell’Unione Europea anche grazie all’aiuto dal consigliere Hubert Perfler il quale potrà verificarne la fattibilità.

 9 – Prime riflessioni concernenti l’attuale struttura organizzativa della Federazione.

Il Presidente Masto fa presente che da maggio 2010 gli amministratori della Federazione non percepiscono nessuna indennità. Essendo modificata la natura giuridica dell’Ente ora si potrebbe ripristinare il compenso, già erogato in passato, ma la situazione economica al momento non lo consente e propone pertanto sospendere ogni decisione. Il Consiglio all’unanimità concorda sul rimandare a momenti più favorevoli il ripristino delle indennità.

Il Presidente fa presente che nel corso dell’anno sarà necessario ricorre ad un assestamento di bilancio preceduto da un riaccertamento dei residui passivi che permetterà ad alcuni capitoli attualmente in sofferenza di coprire le necessità. Si apre una discussione sulla eventuale allargamento alle riunioni del Consiglio di Amministrazione dei componenti del Collegio dei Sindaci Revisori al termine della quale il Consiglio decide per il futuro di inviare loro la convocazione per conoscenza.

A questo punto il Consiglio approfondisce il problema della penuria di risorse evidenziando quanto sia diventato difficile ottenere ed addirittura mantenere i contributi già percepiti.

Per questa ragione il Presidente propone di delegare, facendo tesoro dell’esperienza maturata dall’Istituto Rittmeyer, il consigliere Perfler alla ricerca di finanziamenti in ambito europeo e, a tal fine, il Consiglio dà mandato al Presidente di perfezionare e quindi sottoscrivere una convenzione predisposta all’uopo dall’Istituto Rittmeyer.

A questo punto dei lavori, dovendo discutere dell’8 punto all’o.d.g. (Adozioni delle deliberazioni di carattere amministrativo e organizzativo), la Signora Antonella Cenfi abbandona temporaneamente la seduta. Il consigliere Claudio Cassinelli si offre quale verbalizzante.

Dopo ampia discussione il Consiglio ritiene di prorogare ancora per dodici mesi l’incarico della Signora Antonella Cenfi, al termine dei quali il Consiglio auspica che la Federazione venga retta da una unica figura dirigenziale da individuare preferibilmente fra il personale in organico.

Viene richiamata la signora Antonella Cenfi e il Consiglio di Amministrazione si appresta alla disamina del punto 10 dell’o.d.g.(Approfondimenti riferiti a obiettivi e progetti strategici illustrati nella relazione programmatica anno 2015).

Dopo una breve relazione del Presidente circa i programmi e i progetti futuri della Federazione, prende la parola il consigliere Claudio Cassinelli il quale informa il Consiglio circa le spese sostenute dalla Federazione per il mantenimento delle due sedi (Via Gregorio VII e Via Mirri) e propone di verificare la possibilità di accentrare le due sedi in quella di via Mirri. Viene nuovamente chiamato l’Architetto Innocenzo Fenici il quale fornisce indicazioni circa i lavori da eseguire per permettere l’eventuale accorpamento e aggiorna altresì circa gli ultimi colloqui intercorsi con la proprietà di via Mirri per l’eventuale acquisizione dell’immobile.

A questo punto si apre una lunga discussione che riprende i programmi e i progetti indicati nell’ultima relazione morale. In particolare si affrontano i problemi relativi all’organizzazione e alla logistica al termine della quale, il Presidente propone di delegare i consiglieri Claudio Cassinelli e Michele Borra a formulare proposte utili a migliorare il funzionamento della Federazione. Il Presidente invita altresì il consigliere Claudio Cassinelli a sviluppare una fase istruttoria relativamente all’obiettivo dell’unificazione delle due sedi.

Il Presidente infine invita il consigliere Gianluca Rapisarda ad occuparsi dello sviluppo di nuovi progetti e della possibile iscrizione della Federazione sia tra gli enti beneficiari della editoria speciale sia all’inserimento nell’elenco degli enti di ricerca del MIUR.

Quale ultimo punto, il Consiglio affronta il tema relativo all’allargamento dei soggetti candidabili all’ammissione tra gli enti federati oggi possibile dopo l’approvazione del nuovo statuto. Dopo una breve discussione, il Consiglio delega il consigliere Michele Borra ad delineare sia i criteri di ammissibilità che la predisposizione di una bozza di regolamento.

Alle ore 12,30 circa, avendo esaurito i punti posti all’o.d.g., il Presidente dichiara chiuso il Consiglio di Amministrazione.

SINTESI DEI LAVORI DELLA SEDUTA DI INSEDIAMENTO DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELLA FEDERAZIONE NAZIONALE DELLE ISTITUZIONI PRO CIECHI, di Gianluca Rapisarda

Autore: Gianluca Rapisarda

Al termine dell’Assemblea della Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi convocata l’8 aprile 2014 nei locali del NH Hotels Villa Carpegna sito in Roma – Via S. Pio IV n. 6, nella quale si è proceduto al rinnovo del Consiglio di Amministrazione, i candidati risultati eletti, Pier Michele Borra, Claudio Cassinelli, Rodolfo Masto, Hubert Perfler, Gianluca Rapisarda, componenti il nuovo Consiglio di Amministrazione, si sono riuniti per insediare il medesimo organo.

Alle ore 13,50 il Consigliere Masto, in qualità di Presidente uscente, constatata la presenza del Dott. Mario Barbuto membro di diritto in rappresentanza dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, del Signor Claudio Cassinelli, del  Sig. Hubert Perfler, del Prof. Pier Michele Borra e del Prof. Gianluca Rapisarda, vista l’assenza giustificata del membro di diritto del Ministero dell’Istruzione e della Ricerca Dott. Rafaele Ciambrone che ha inviato una nota, di cui si dà lettura, dichiara aperta e valida la seduta e invita a procedere al rinnovo degli Organi direttivi della Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi. Il Dott. Mario Barbuto, visto l‘apprezzamento dimostrato da parte di tutta l’Assemblea  per l’operato di Rodolfo Masto nel quadriennio di Presidenza appena concluso, esprime un parere favorevole e propone pertanto che lo stesso sia confermato quale Presidente della Federazione. I Consiglieri unanimemente approvano ed eleggono Presidente della Federazione il Cav. Rodolfo Masto, il quale assume la presidenza della seduta. Il Presidente ringrazia per la fiducia e auspica la massima collaborazione nello svolgimento dell’arduo compito.

In merito al secondo punto dell’O.d.G. il Presidente lascia al Dott. Barbuto la formulazione della proposta per la vice Presidenza. Il Dott. Barbuto, ritenendo importante dover dare la maggiore attenzione agli sviluppi possibili relativi ai progetti in ambito europeo, propone il Sig. Hubert Perfler quale Vicepresidente in considerazione dell’esperienza maturata in questo campo nella realtà triestina. Il Consiglio con votazione unanime approva la proposta per cui il Sig. Hubert Perfler è nominato Vicepresidente vicario.Delibera n. 1

Non essendovi argomenti da dibattere sulle varie ed eventuali, alle ore 14,10 la seduta ha termine.