Museo Tattile Omero – Corso Accessibilità 2026: aperte le iscrizioni

sono ufficialmente aperte le iscrizioni al corso di formazione “Accessibilità ai beni culturali”, organizzato dal Museo Omero. Il corso si terrà dal 16 al 18 aprile 2026 presso la Sala Boxe della Mole Vanvitelliana di Ancona.
Il corso rappresenta un momento formativo di alto livello su tecnologie, metodi ed esperienze nazionali per l’inclusione museale e il turismo accessibile. È rivolto a operatori e operatrici della cultura, guide, architetti, docenti e chi lavora nel sociale.
Puoi scegliere di frequentare l’intero percorso o iscriverti separatamente ai due moduli: il primo (16-17 aprile) dedicato all’educazione estetica per le persone con disabilità visiva, il secondo (18 aprile) focalizzato sull’accessibilità per le persone sorde (con servizio di traduzione LIS).
L’iscrizione è gratuita per le persone con disabilità e prevede riduzioni del 20% per funzionari MiC, soci ICOM e ANISA. Il corso è inoltre riconosciuto su piattaforma S.O.F.I.A.

Il programma dettagliato è online.

Ricorda che la scadenza per le iscrizioni è il 29 marzo 2026. Per ricevere il modulo di iscrizione o richiedere informazioni, scrivi a info@museoomero.it o chiama lo 071 28 11 935.
La segreteria è aperta dal lunedì al venerdì ore 9:00 – 13:00.

U.I.C.I. Pordenone – L’ATELIER DI LETTURA

Biblioteca del Libro Parlato “Marcello Mecchia”

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS-APS

Sezione Territoriale di Pordenone

Organizza

L’ATELIER DI LETTURA DEL MERCOLEDÌ 2026

A CURA DI CLEMENTINA PACE

In lettura passi scelti dal libro di

Mario Calabresi

“Alzarsi all’alba”

Mondadori 2025

Nell’epoca del tutto e subito, Mario Calabresi ci invita a riscoprire il valore del tempo, della pazienza e della costanza attraverso un mosaico di vite che meritano di essere viste e riconosciute, anche quando la fatica non è una scelta ma un gesto estremo d’amore. Ci conduce così, senza retorica, ma con lo sguardo attento e partecipe del grande giornalista, in un nuovo viaggio, pieno di speranza.

Dall’11 marzo 2026 per 6 MERCOLEDÌ

Dalle ore 17.30 alle 18.30

Online su piattaforma GOOGLE MEET

Per partecipare collegarsi al seguente link:

http://meet.google.com/miz-davf-ynn

oppure per telefono:

02-87.32.37.73 con pin 815.591.283,

terminando con cancelletto (#).

U.I.C.I. Reggio Calabria – Giornata Nazionale del Braille 2026

Autore: Francesca Marino

“Celebrata la giornata del Braille: un codice sempre attuale nonostante l’avvento delle nuove tecnologie”

Sabato 28 febbraio, a partire dalle ore 10:00, presso la sede territoriale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Reggio Calabria, si è svolto, sia in presenza sia online, un momento di riflessione e confronto dedicato al valore e all’attualità del metodo Braille.

Con l’iniziativa si è voluto ribadire come, nonostante l’avvento delle nuove tecnologie, il Braille resti un sistema attuale, vivo e pienamente integrato con i moderni ausili digitali. Fondamentale per l’accesso all’istruzione e alla formazione delle persone non vedenti, il codice Braille continua ancora oggi a rappresentare una chiave indispensabile di autonomia, crescita culturale e inclusione sociale.

L’evento si è aperto alle ore 10:00 con i saluti della presidente della sezione dell’UICI reggina, Francesca Marino, che ha sottolineato quanto il Braille sia stato determinante nel permettere alle persone non vedenti di raggiungere importanti traguardi e obiettivi personali e professionali. Inoltre, ha evidenziato come esso debba continuare a essere centrale soprattutto in ambito scolastico, accompagnando i bambini e i ragazzi con disabilità visiva nel loro percorso di istruzione e formazione, senza che venga mai messo in secondo piano.

La parola è poi passata alla vicepresidente della sezione dell’UICI reggina, Francesca Barranca, che ha moderato l’incontro introducendo il primo intervento della giornata: quello di Nicola Stilla, presidente del Club Italiano del Braille. Nel suo intervento, Stilla ha ribadito che non bisogna assolutamente considerare il Braille un codice superato “da mettere in soffitta”, né pensare che debba essere sostituito dalle nuove tecnologie, ma piuttosto affiancato ad esse. Le innovazioni digitali, infatti, rappresentano un supporto prezioso, ma non possono e non devono sostituire la competenza nella lettura e scrittura Braille.

L’incontro è proseguito con l’intervento del ricercatore di matematica presso l’Università degli Studi del Sannio, Michele Mele, autore dei libri “L’universo tra le dita” e “Il richiamo della strada”, che ha affrontato il tema dell’evoluzione del Braille e del ruolo delle persone non vedenti nelle discipline scientifiche. Il professore ha invitato a superare pregiudizi ancora diffusi, sottolineando come anche nei settori scientifici le persone non vedenti possano eccellere, se adeguatamente supportate.

Particolare attenzione è stata dedicata alla figura di Abraham Nemeth, inventore del codice Braille per la trascrizione delle formule matematiche, noto come “Metodo Nemeth”: un esempio concreto di come l’ingegno e la determinazione possano aprire nuove strade nella conoscenza scientifica e nell’accessibilità alla formazione.

Al termine degli interventi, i soci presenti hanno rivolto numerose domande al professore, approfondendo i temi trattati nei suoi libri e nella sua attività divulgativa, attraverso la quale emerge con chiarezza quanto sia fondamentale diffondere una cultura dell’inclusione: con gli strumenti e gli accorgimenti adeguati, le persone con disabilità visiva possono affrontare e superare qualsiasi percorso formativo e professionale.

La giornata si è conclusa con un messaggio condiviso: il codice Braille e le nuove tecnologie rappresentano insieme una forza imprescindibile per una formazione completa e consapevole. Informare e sensibilizzare la società su questi temi è un impegno che deve proseguire, affinché nessuno venga lasciato indietro e l’accesso al sapere sia davvero garantito a tutti.

U.I.C.I. Vibo Valentia – VAZZANO ED I SUOI GIOVANI SULLE STRADE DEL BRAILLE

“I giovani incontrano il braille” è stato l’importante evento formativo targato U.I.C.I. e svoltosi a Vazzano per celebbrare la Giornata Nazionale del Braille, ciò grazie al dinamismo della pro Loco, che ha voluto tenere vivo il contatto con l’Unione rivolgendosi particolarmente agli adolescenti, nella consapevolezza che la conoscenza abbatte ogni barriera ed apre le porte al mondo, facendo toccare con mano la bellezza della diversità e della condivisione. In un’intensa mattinata di illustrazione e confronto, i ragazzi si sono calati con entusiasmo nel vissuto quotidiano di chi non vede ed hanno sperimentato “la vicinanza di quanto appare lontano poiché sconosciuto”. Il Presidente Bartucca ha spiegato la mission associativa e, dopo la proiezione di un video riguardante l’annuale Campo Estivo Abilitativo e Riabilitativo per persone con disabilità visiva e patologie plurime, si è soffermato sull’importanza della Giornata Nazionale del Braille e sul fondamentale ruolo del sistema di lettura e scrittura, che ha rappresentato e rappresenta ancora la chiave d’accesso alla conoscenza per i non vedenti dell’intero pianeta. Anche in questo caso, una breve proiezione e – a seguire – una full immersion pratica con 15 giovanissimi allievi, che hanno potuto utilizzare i classici strumenti per la scrittura, ossia la tavoletta ed il punteruolo. Niente di più concreto per far vivere un’esperienza sicuramente indimenticabile, in un centro della provincia che ha dimostrato attenzione anche nei confronti delle varie attività U.I.C.I., tra le quali il citato Campo Estivo – per la cui realizzazione è in atto una riffa, promossa anche a Vazano attraverso l’installazione di uno stend. In poche parole, il 21 Febbraio 2026 ha significato ciò che vuol essere la Giornata Nazionale del Braille: un’occasione ogni anno nuova per congiungere esperienze e sensibilità diverse in un unico cammino condiviso.

U.I.C.I. Parma – Settimana Mondiale del Glaucoma

SETTIMANA MONDIALE DEL GLAUCOMA 2026. Le iniziative a Parma.

Visite gratuite in collaborazione con la Clinica Oculistica Ospedaliero-Universitaria di Parma. 

Prenotarsi presso gli uffici dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Sezione Territoriale di Parma. 

Parma. Nella settimana dal 8 al 14 marzo ricorre la Settimana Mondiale dedicata alla prevenzione del Glaucoma, una malattia degenerativa che colpisce solo in Italia oltre un milione di persone, la metà delle quali non è neppure consapevole di esserne affetta.

Nell’occasione, come ogni anno, l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Parma, in collaborazione con la Sezione Italiana dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità (IAPB) organizza varie iniziative, tra cui le visite oculistiche gratuite in collaborazione con la Clinica Oculistica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma e con la divulgazione e sensibilizzazione sull’importanza della prevenzione della malattia.

Le visite di controllo, offerte gratuitamente, verranno effettuate presso il Centro di Ipovisione della Sede UICI di Parma, in Strada Nino Bixio 47/A, a cura di specialisti messi a disposizione dalla Clinica Oculistica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma nei giorni 11 e 12 Marzo 2026.

È indispensabile la prenotazione, telefonando al numero 0521 233462 negli orari d’ufficio al mattino.

“Anche quest’anno, come sezione territoriale UICI, la Settimana Mondiale del Glaucoma si offre come occasione per fare il punto e sensibilizzare le persone su una malattia degenerativa del nervo ottico che è la seconda causa di cecità nel mondo, colpendo 55 milioni di persone. – dichiara Guido Schianchi, presidente dell’UICI di Parma. – La corretta informazione sui gravi rischi cui espone questa patologia se non diagnosticata e curata tempestivamente, e la prevenzione, sono due fattori determinanti per la salute della vista. Fare periodiche visite oculistiche è opportuno ad ogni età, ma soprattutto dopo i 40 anni, è buona regola sottoporsi a un controllo oculistico che comprenda anche la misurazione della pressione oculare. Il Glaucoma si può prevenire, se diagnosticato in tempo.”

Contatti UICI Sezione Territoriale di Parma

Telefono 0521 233462 – Mail: uicpr@uici.it – Pec: uicpr@pec.it

La Settimana Mondiale del Glaucoma è promossa a livello nazionale dalla Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS in collaborazione con la Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità – IAPB Italia, e trova concreta attuazione sui territori grazie al lavoro delle sezioni locali.

Per maggiori informazioni

www.iapb.it<http://www.iapb.it>

www.settimanamondialeglaucoma.it

<http://www.settimanamondialeglaucoma.it>.

U.I.C.I. Reggio Emilia – Settimana Mondiale del Glaucoma

In occasione della Settimana Mondiale del Glaucoma, in programma dall’8 al 14 marzo, l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) di Reggio Emilia promuove un articolato calendario di appuntamenti dedicati alla sensibilizzazione e alla prevenzione. L’iniziativa, realizzata in partnership con la Fondazione Sezione Italiana dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità (IAPB Italia ETS), mira ad accendere i riflettori su una patologia tanto diffusa quanto insidiosa. Il glaucoma, spesso definito il “ladro silente della vista”, è infatti una malattia che nelle fasi iniziali non presenta sintomi evidenti, ma può provocare danni irreversibili al nervo ottico se non diagnosticata e trattata tempestivamente.

Per tutta la durata della settimana, la Sezione UICI di Reggio Emilia sarà impegnata in una capillare attività di informazione sul territorio. Grazie alla collaborazione con le Farmacie Comunali Riunite, l’Ottica Dalpasso, lo Studio Pantaleoni Oculistica e numerosi esercizi commerciali del Comune, verranno distribuiti opuscoli informativi con l’obiettivo di raggiungere il maggior numero possibile di cittadini. La campagna punta a diffondere consapevolezza sui fattori di rischio e sull’importanza cruciale della diagnosi precoce per la salvaguardia della salute visiva.

Il momento centrale del programma sarà l’incontro pubblico con conferenza stampa previsto per lunedì 9 marzo alle ore 20:00, presso la Farmacia Comunale del Parco in via Pansa 53/g; durante la serata, un medico oculista illustrerà le caratteristiche della patologia, le modalità di diagnosi e le terapie oggi disponibili, offrendo ai cittadini uno spazio di confronto diretto per approfondire i temi legati alla prevenzione.

Accanto all’attività divulgativa, anche quest’anno l’UICI di Reggio Emilia ha organizzato due mattinate di screening gratuiti presso l’ambulatorio sezionale di Corso G. Garibaldi 26: nelle giornate di giovedì 12 e venerdì 13 marzo, i cittadini potranno sottoporsi a controlli oculistici mirati, previa prenotazione obbligatoria al numero 0522/435656.

Un esame semplice come la misurazione della pressione intraoculare può infatti permettere di individuare precocemente i segnali della malattia prima che il danno diventi irreparabile.

Il Presidente della Sezione Territoriale UICI di Reggio Emilia, Giuseppe Riva, sottolinea l’urgenza del messaggio: “Il glaucoma agisce senza dare segnali evidenti finché il danno non è già in fase avanzata. Proprio per questo la prevenzione è l’unica vera difesa: un controllo può letteralmente salvare la vista. Invitiamo la cittadinanza, in particolare chi ha superato i 40 anni o ha familiarità con questa patologia, a non rimandare. Partecipare a queste iniziative è un atto di responsabilità verso la propria salute”.

Con questo impegno, la Sezione Territoriale UICI rinnova la propria missione nella tutela della vista, auspicando che una corretta cultura della prevenzione possa diventare patrimonio condiviso di tutta la comunità reggiana.

Per maggiori informazioni sulla Settimana Mondiale del Glaucoma:

www.iapb.it<http://www.iapb.it>

www.settimanamondialeglaucoma.it<http://www.settimanamondialeglaucoma.it>.

U.I.C.I. Piemonte – A Lavazza il premio “Sguardo in rilievo” 2026

Riconosciuto l’impegno a rendere più accessibili macchine da caffè e confezioni

Va a Lavazza il premio “Sguardo in rilievo” 2026, un riconoscimento con cui l’UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) del Piemonte valorizza l’impegno di singoli, imprese o istituzioni che si sono distinte nel sostenere l’inclusione delle persone con disabilità visiva. Quest’anno la scelta è caduta sull’azienda leader nel mondo del caffè, proiettata in una dimensione internazionale pur mantenendo un solido legame con il territorio piemontese. In particolare, Lavazza è stata premiata per l’impegno a migliorare l’accessibilità di alcuni suoi prodotti, che ora sono più vicini alle esigenze delle persone con disabilità visiva.

Il lavoro, portato avanti con la costante consulenza di UICI Piemonte, ha riguardato due macchine da caffè (Tablì e Assoluta), ma anche le confezioni delle capsule Lavazza “A Modo Mio”.

Nel caso di Tablì, gli interventi si sono concentrati sul miglioramento dell’esperienza d’uso: sono stati inseriti un elemento tattile sull’interfaccia utente e segnali acustici legati allo svolgimento delle varie operazioni. Interessante anche il lavoro su Assoluta: il problema della gestione totalmente touch screen è stato superato potenziando l’accessibilità dell’applicazione per dispositivi mobili, in modo che le persone non vedenti possano usare la macchina in piena autonomia, esattamente come tutti gli altri utenti. 

La consulenza di UICI Piemonte ha interessato anche le confezioni di capsule di caffè “A Modo Mio”, che ora sono dotate di una scritta in braille (l’alfabeto a punti in rilievo usato dalle persone cieche), con indicazioni sul tipo e sul numero di capsule contenute nell’imballaggio. Inoltre è stato inserito un Qr-Code che rimanda a informazioni aggiuntive sulle caratteristiche di ciascuna miscela di caffè. 

Ma la sinergia tra associazione e azienda è andata anche oltre. Infatti UICI Piemonte e Museo Lavazza collaborano già da diversi anni e insieme hanno organizzato “Blind Coffee”, un ciclo di incontri nati per avvicinare il pubblico al mondo della disabilità, con un approccio informale e interattivo e con un tocco di leggerezza. Nel corso delle due stagioni finora portate a termine, “Blind Coffee” ha fatto incontrare e dialogare persone diversissime: sportivi, giornalisti, rappresentanti del mondo dello spettacolo e della cultura, imprenditori, attivisti, esponenti del terzo settore. Condotto da Mara La Verde, il format prevede, come momento conclusivo, una degustazione al buio di caffè in preparazioni raffinate e a volte sorprendenti: un’occasione per valorizzare i sensi alternativi alla vista e cementare le relazioni tra i partecipanti. Gli appuntamenti Blind Coffee svolti presso il Museo Lavazza rientravano nel perimetro del progetto “IncluVisity” di Lavazza.

Il premio “Sguardo in rilievo” è stato consegnato il 25 febbraio presso il Museo Lavazza, nel corso di un momento di incontro cui hanno partecipato i referenti UICI Piemonte e alcuni vertici Lavazza.  “Per noi Italiani il caffè non è semplicemente una bevanda, ma è una tradizione radicata, un rito dotato di forti implicazioni sociali e culturali – sottolinea Franco Lepore, presidente UICI Piemonte. – Siamo quindi molto contenti che Lavazza abbia voluto puntare sull’accessibilità dei propri prodotti, perché questa scelta consente a tante persone cieche e ipovedenti di essere più autonome in un’azione quotidiana come quella di preparare e gustare un caffè. Il premio, che ha un valore simbolico, vuole valorizzare un lavoro condotto con serietà, sensibilità e capacità di ascolto da parte dell’azienda”. 

Museo Tattile Omero – Alberto Tadiello vince la prima edizione del Premio Omero

La Direzione Generale Creatività Contemporanea (DGCC) del Ministero della Cultura e il Museo Tattile Statale Omero rendono noto che il vincitore della prima edizione del Premio Omero è Alberto Tadiello, con l’opera RMN (Risonanza Magnetica Nucleare).
Al termine di un approfondito esame delle tre opere finaliste, la scelta è avvenuta all’unanimità, riconoscendo in RMN un lavoro di particolare rilievo per la capacità di attivare in modo originale e rigoroso la percezione corporea, ampliando le modalità di relazione tra opera, spazio e pubblico.
L’opera coniuga tecnologia e dimensione ambientale, aprendo nuove prospettive nel campo dell’arte contemporanea e dell’accessibilità culturale.
Realizzata nel 2005, RMN è una scultura sonora ambientale che si fruisce attraverso suoni a basse frequenze capaci di generare vibrazioni percepibili direttamente dal corpo. L’esperienza supera la centralità della visione e si fonda sulla percezione fisica e spaziale, coinvolgendo il visitatore in modo diretto.
Il progetto è collegato alla Rete Mareografica Nazionale: i dati sull’andamento delle maree vengono tradotti in tempo reale in frequenze sonore, trasformando lo spazio espositivo in un ambiente dinamico, in dialogo continuo con il mare.
In relazione alla Mole Vanvitelliana, isola artificiale immersa nell’acqua del porto, l’opera rende percepibili le variazioni dell’ambiente naturale, configurandosi come un sistema in costante trasformazione, in cui il visitatore diventa parte integrante dell’esperienza.

U.I.C.I. Cagliari – Attività

Il Teatro Lirico di Cagliari è giunto al suo terzo appuntamento della Stagione d’Opera con  Norma, tragedia lirica in due atti, musica di Vincenzo Bellini.  Lo spettacolo andrà in scena nella versione accessibile nell’ambito del progetto  “Oltre – Insieme”  giovedì 19 marzo alle ore 19,00 e venerdì 20 marzo alle ore 20,00.  Come per Otello e Lucrezia Borgia,  andati  in scena a dicembre e gennaio  scorsi, lo spettacolo sarà audio descritto a favore delle persone con disabilità visiva, in collaborazione con l’Università degli Studi  di Macerata.  I biglietti hanno la  tariffa scontata di €  15,00 euro per la persona con disabilità con la previsione della gratuità per il relativo accompagnatore. Solo nella giornata di venerdì 20,  con ingresso alle 17,30,  è previsto un percorso esperienziale  multisensoriale guidato  che si svilupperà dietro le quinte e  consentirà di toccare, sentire i costumi,  le scenografie, il palcoscenico, gli oggetti e gli strumenti di scena. Sarà inoltre possibile  parlare con   le maestranze, il regista, il direttore d’orchestra ed il Sovrintendente del Teatro. Si auspica un’ampia partecipazione di tutte e tutti! Le prenotazioni potranno avvenire presso i nostri  uffici con relativo versamento dell’importo per l’acquisto dei biglietti. Preghiamo la massima tempestività  nelle prenotazioni  per via del numero di limitato di posti.

In data di ieri 24 febbraio è  arrivata dall’INPS  la conferma che a decorrere dal 1° marzo 2026, la sperimentazione sulla riforma della disabilità (D.Lgs. 62/2024 e atti attuativi)  verrà estesa a ulteriori 40 province tra cui Cagliari.

La nuova procedura prevede che la trasmissione telematica all’INPS del “certificato medico introduttivo” da parte di un medico abilitato costituisca, di per sé, l’istanza per l’avvio del procedimento valutativo di base, senza necessità di ulteriori adempimenti da parte del cittadino o dei patronati. Con la riforma tutto viene concentrato in un’unica Valutazione di Base, effettuata da una Commissione INPS, che dovrà esprimere un giudizio complessivo su: invalidità civile, cecità civile, sordità civile, sordo-cecità, disabilità in età evolutiva, inclusione lavorativa, condizione ex Legge 104/1992, indennità di accompagnamento, assistenza protesica/sanitaria/riabilitativa e requisiti per agevolazioni fiscali, tributarie e di mobilità.

I nostri uffici saranno a completa disposizione per la necessaria consulenza e assistenza.

U.I.C.I. Varese – Giornata Nazionale del Braille 2026

Il Braille: leggere il mondo con le dita, vivere alla pari. Chiunque, dopo aver comprato un medicinale o salendo in ascensore, avrà notato almeno una volta nella vita quei punti in rilievo sulle confezioni o sui pulsanti. Così, il braille entra a far parte della vita quotidiana anche di chi non lo sa leggere. Nonostante questo, oggi alcuni ne mettono in discussione l’utilità se confrontato con le tecnologie di sintesi vocale, sempre più simili alla voce umana anche grazie all’avanzare dell’intelligenza artificiale, e con le piattaforme di streaming di audiolibri ormai molto popolari, o con i servizi dedicati esclusivamente a chi non vede, come il Libro Parlato. Ma il destino del braille è davvero quello di scomparire dalla nostra quotidianità e diventare un relitto storico di come si leggeva nei tempi andati?

Per rispondere a questa domanda, abbiamo raccolto le testimonianze di due giovani della nostra Sezione di Varese dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti: Laura e Andrea.

Laura

In questo dibattito la mia posizione è netta: il braille è uno strumento ancora attualissimo. L’ho usato costantemente durante i miei studi e sarà lo stesso anche nel lavoro, ma mi ha anche offerto l’occasione per “gettare un ponte” verso altre persone e rafforzare legami di amicizia, e di partecipare attivamente agli eventi della mia comunità.

Partiamo dalla scuola. Non so come avrei potuto risolvere gli esercizi di matematica, svolgere le versioni o imparare a scrivere in inglese senza il braille. Forse non sarebbe stato del tutto impossibile, ma sicuramente il lavoro sarebbe diventato molto più macchinoso e lento. Un discorso simile vale oggi per uno dei miei hobby preferiti: da appassionata di tecnologia, mi piace sperimentare con la programmazione, e scrivere codice informatico sarebbe molto più complicato se non potessi leggerlo sulla mia barra braille.

La barra braille è un dispositivo elettronico che si collega al computer o allo smartphone e restituisce il testo sullo schermo sotto forma di puntini in rilievo, aggiornandosi in tempo reale mentre si scrive o si legge. In questo modo è possibile esplorare parola per parola, riga per riga o carattere per carattere ciò che appare sul display, controllando con precisione ortografia, punteggiatura e struttura del testo.

Un po’ come nella matematica, in questo campo bisogna seguire regole precise, dove sbagliare anche solo un simbolo di punteggiatura o una parentesi genera un errore. Esaminare il codice senza braille significherebbe ascoltare ogni riga magari più volte o carattere per carattere per verificare che la sintassi sia corretta. In università, poi, ho potuto prendere appunti senza dover fare costante affidamento alla sintesi vocale per controllare che ciò che scrivevo fosse corretto, con conseguenti meno distrazioni.

Ma il braille non è solo funzionale, è anche un modo per dare la propria voce ai testi, senza dover dipendere dagli altri o da una voce artificiale che, per quanto sofisticata, non può trasmettere tutte le sfumature espressive di un testo.

Nella mia vita, il braille è diventato anche un mezzo che mi permette di avere una partecipazione attiva nella mia comunità. Frequentando il centro giovanile che riunisce tutte le parrocchie della mia città, spesso partecipo a momenti di riflessione o di preghiera. In queste occasioni porto sempre la barra braille per leggere i testi che ci vengono proposti e annotare qualche pensiero che desidero conservare. Senza il braille, sarei costretta a chiedere continuamente a qualcuno di rileggere per me i punti sui quali voglio riflettere di più, e durante le preghiere e i canti potrei soltanto ascoltare e tentare di ripetere qualche parola: sarebbe un’esperienza molto meno intensa.

Il braille, inoltre, facilita l’inclusione. In primo luogo, consente di organizzare attività inclusive, nelle quali vedenti e non vedenti possono partecipare su un piano di parità. Un esempio sono i giochi da tavolo accessibili, dove le carte riportano i valori sia in braille sia nel formato visivo, così che tutti possano giocare insieme.

Infine, il braille può diventare un ponte verso nuove conoscenze, un canale per creare unità e rafforzare i legami. Mi è capitato più volte di notare come il mio modo di leggere suscitasse curiosità negli altri. Dopo un evento al centro giovanile o una lezione universitaria, spesso qualcuno mi si avvicinava e mi chiedeva come funzionasse la barra braille e come facessi a leggere quei puntini. Così ho dato qualche piccola lezione e ho spiegato che il braille non è una lingua a sé che solo i non vedenti possono capire: sarebbe l’apoteosi dell’esclusione. Invece, il braille non è altro che l’equivalente dell’alfabeto, soltanto trasposto in un sistema di celle da sei puntini ciascuno. Questa esperienza è emozionante perché permette di toccare con mano il vero significato dell’inclusione.

Sicuramente il modo in cui il braille si legge e si scrive è cambiato: ho già citato più volte lo strumento della barra braille, ma esiste anche una funzionalità degli iPhone chiamata “input braille schermo”, una sorta di tastiera virtuale che, al posto delle lettere, presenta i sei punti braille, con i quali si possono comporre tutte le combinazioni che costituiscono le lettere e i simboli del sistema braille. È una funzione che utilizzo tutti i giorni per scrivere messaggi e prendere appunti quando non ho a disposizione il computer.

Tutto questo dimostra che il braille non è affatto un sistema superato, ma è anzi capace di adattarsi ai cambiamenti della tecnologia senza perdere la sua utilità. Contrapporre il braille alle altre tecnologie esistenti è un approccio infruttuoso: entrambi sono opportunità per vivere alla pari con tutti e avere le stesse possibilità di conoscere ed esprimersi.

Andrea

Il Braille non è solo un sistema di puntini in rilievo inventato da Louis Braille.

È, prima di tutto, lettura, comunicazione, autonomia. È la possibilità concreta, per una persona non vedente, di accedere alla cultura e alla vita quotidiana con gli stessi strumenti cognitivi di chi vede.

Parlo anche per esperienza personale.

Sono non vedente dalla nascita e ho imparato a leggere il Braille fin dall’asilo, esattamente come un bambino vedente impara a leggere le lettere stampate. Ringrazierò sempre chi me lo ha insegnato, perché senza il Braille oggi non sarei in grado di fare moltissime cose: dalla più banale — come leggere i numeri dell’ascensore o le scritte sulle confezioni delle medicine – a quelle più importanti, come studiare.

Grazie al Braille ho potuto seguire gli stessi programmi scolastici degli altri, senza dover ricorrere a percorsi semplificati. Ho potuto leggere libri, prendere appunti, affrontare verifiche ed esami con pari dignità. In altre parole: ho potuto essere uno studente come tutti.

Il Braille è stato fondamentale anche nel mio rapporto con la musica. Grazie ad esso ho potuto leggere gli spartiti, studiare e suonare il pianoforte, costruendo un legame profondo con le note esattamente come farebbe qualsiasi musicista vedente con il pentagramma davanti agli occhi. Quegli spartiti in Braille li custodisco tuttora gelosamente: non sono solo carta, ma rappresentano anni di studio, emozioni e crescita personale. Senza il Braille, tutto questo mi sarebbe stato semplicemente precluso.

E il Braille non appartiene affatto al passato.

Anche mentre sto scrivendo questo articolo, sto usando l’Input Braille integrato nell’iPhone, che mi permette di digitare testi tramite le combinazioni dei puntini. È la dimostrazione concreta che tradizione e tecnologia possono convivere: il Braille si è evoluto, adattandosi ai dispositivi moderni, senza perdere la sua essenza.

Oggi, però, sento spesso dire che il Braille sarebbe “superato”, che ormai non serve più perché esistono le sintesi vocali. È una visione pericolosa.

L’audio è utilissimo, certo. Ma ascoltare non è leggere.

La lettura sviluppa competenze diverse: ortografia, struttura delle frasi, consapevolezza linguistica. Senza Braille, una persona cieca rischia di diventare dipendente esclusivamente dall’ascolto, perdendo l’accesso diretto alla parola scritta. Sarebbe come crescere senza aver mai imparato l’alfabeto.

Se il Braille fosse davvero un sistema morto, perché sempre più realtà lo stanno integrando nei loro prodotti?

Un esempio virtuoso è Alce Nero, che da anni inserisce sulle confezioni un’etichetta in Braille con il tipo di pasta contenuto. All’estero capita di trovarlo nei posti più impensati: sulle zollette di zucchero, sui fazzoletti di carta, perfino – una volta mi è successo davvero – su una bottiglia di vino. Sono piccoli gesti, ma fanno una grande differenza, perché restituiscono autonomia e dignità.

Il Braille non è nostalgia. È inclusione pratica.

Per me, sapere il Braille è fondamentale. Senza, saremmo tutti analfabeti e tagliati fuori dalla cultura. Per capire davvero questo punto di vista, provate a immaginare che nessuno vi abbia mai insegnato a leggere. Chiedetevi come vi sentireste: probabilmente smarriti, dipendenti dagli altri, inevitabilmente indietro rispetto al resto del mondo.

Ecco perché difendere e promuovere il Braille significa difendere il diritto alla conoscenza.

Non è un lusso.

Non è un retaggio del passato.

È una chiave di libertà.