Caltanissetta – “Pentagramma in chiaroscuro”

UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI E ISTITUTO SUPERIORE STUDI MUSICALI “BELLINI” CALTANISSETTA INSIEME IN “PENTAGRAMMA IN CHIAROSCURO”

Nell’ambito delle iniziative accademiche e divulgative del Pietrarossa Bellini Music Festival, si è svolto il 18.09.2021, promosso ed organizzato nella collaborazione Istituzionale tra l’ISSM Bellini di Caltanissetta, il Consiglio Regionale Siciliano dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, e le Sezioni Territoriali di Caltanissetta, Catania, Enna e Palermo, il Seminario “Pentagramma in Chiaroscuro un viaggio Dialogico tra le possibilità”.

L’incontro, moderato da Andrea Milazzo, Presidente dell’ISSM Vincenzo Bellini di Caltanissetta, e numerosamente partecipato da docenti, allievi e da musicisti vedenti e non vedenti, si è tenuto presso la Cappella dell’ISSM Bellini, ed ha fruito in qualità di relatrici, della Prof.ssa Rita Puglisi, pianista didatta e Presidente della Sezione Territoriale di Catania dell’UICI e della Prof.ssa Diana Nocchiero, Docente dell’ISSM Bellini di Caltanissetta.

Il tema discusso, è stato la condivisione di esperienze di due limitrofi mondi dell’arte musicale, accomunati dalla medesima cultura e sensibilità ma caratterizzati da modi di esercizio differenti.

La Prof. Puglisi e la Prof. Nocchiero, nella loro completa e chiara relazione, hanno evidenziato le sostanziali differenze nell’approccio didattico tra il normodotato visivo, l’ipovedente ed il non vedente.

Il disabile visivo incontra un maggiore impegno didattico, dovendo, tra l’altro, utilizzare il pentagramma in braille per la lettura, e dovendo eseguire il brano musicale avendolo imparato precedentemente a memoria, a differenza del normodotato che può simultaneamente leggere ed eseguire il brano musicale.

Particolarmente significativa è stata l’esperienza narrata da Antonio Martorana, Studente ipovedente del triennio accademico del Conservatorio e socio della Sezione Territoriale di Palermo, il quale ha riferito della paura del Docente di misurarsi in un’attività didattica complessa ed inedita, superabile esclusivamente con il dialogo continuo e senza veli tra didatta e discente.

All’esito della ampia relazione effettuata dalle Docenti e degli interventi, Gaetano Minincleri, Presidente del Consiglio Regionale Siciliano ed i Presidenti delle Sezioni Territoriali Alessandro Mosca (Caltanissetta), Rita Puglisi (Catania) Tommaso Di Gesaro (Palermo) Santino Di Gregorio (Enna), hanno convenuto con il Direttore dell’Istituto, Angelo Licalsi ed i Docenti Michele Mosa, Raffaello Pilato e Giovanni Puddu, la necessità di istituzionalizzare da parte del Legislatore, percorsi, supporti e presidi didattici che consentano il concreto obiettivo di pari opportunità nella fruizione dell’apprendimento anche nell’ambito musicale, ma di attivare, nel frattempo, ogni utile congiunta iniziativa, anche avvalendosi dell’IRIFOR, struttura formativa dell’UICI, per raggiungere, insieme al Bellini, Istituzione di Alta Formazione Artistica e Musicale che ha dimostrato grande sensibilità sulla tematica, il predetto obiettivo con i mezzi e strumenti attualmente disponibili, nel tentativo di implementare un modello operativo atto a costituire un contributo significante per il legislatore, adottabile anche da altre Istituzioni AFAM.

Al termine dell’incontro, i partecipanti hanno raggiunto il Teatro Comunale Regina Margherita di Caltanissetta, ove ospiti dell’Istituto Bellini, hanno fruito del concerto della pianista di fama internazionale Jin Ju.

Docente della Masterclass di pianoforte organizzata presso l’Istituto Bellini, il suo nome è risuonato in tutto il mondo dopo il concerto nella Sala Nervi del Vaticano, dove si è esibita su sette pianoforti d’epoca per Papa Benedetto XVI. L’artista è insignita dell’onorificenza di Cavaliere all’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

A seguire, i Partecipanti hanno fruito della cena nello storico Agriturismo Gentile, ove era presente anche l’Artista, nonché diversi Docenti e la Dirigenza dell’Istituto Bellini, completando così convivialmente l’esperienza vissuta, che avrà un prosieguo nella collaborazione tra le Istituzioni organizzatrici.  

Pubblicato il 21/09/2021.

Istituto D. Martuscelli – Bando di selezione per uno Stage di musica classica

Bando di selezione per uno Stage di musica classica allo scopo di costituire l’orchestra giovanile “Domenico Martuscelli”.

L’Istituto “Domenico Martuscelli”, in collaborazione con l’Unione Musicisti e Artisti Italiani (coop. formata dai professori d’orchestra del Teatro San Carlo) indice una selezione allo scopo di costituire un’orchestra di musica classica formata da minorati della vista.

I giovani talenti selezionati potranno ricevere gratuitamente una formazione musicale e orchestrale nell’ambito di un progetto dall’alto valore formativo e culturale.

In particolare, si ricercano strumentisti di: violino, viola, violoncello e contrabbasso.

Requisiti richiesti per la partecipazione al bando

Età compresa tra i 13 e i 25 anni

Conoscenza di base dello strumento

Nella domanda i partecipanti dovranno indicare:

  • Nome e Cognome
  • Luogo e data di nascita
  • Indirizzo di residenza
  • Curriculum vitae,con l’indicazione dei docenti con cui il partecipante studia Indicare se si è già in possesso di diploma di laurea al Conservatorio.

La selezione dei partecipanti si terrà nel mese di giugno/luglio con data e luogo da definire.

Le domande dovranno pervenire entro il 15 giugno all’indirizzo:

unionemusicistieartisti@gmail.com

Unione Musicisti e Artisti Italiani – Società Cooperativa di Produzione e Lavoro r.l. Sede Legale: Via dei Mille 16 – 80121 Napoli – email: unionemusicistieartisti@gmail.com

Pubblicato il 14/06/2021.

Euro Low-Vision Song Contest 2021

Scadenza candidature 26/04/2021

La Federazione Tedesca dei Ciechi e degli Ipovedenti e l’associazione VIEWS International, in collaborazione con molti paesi partner, tra cui l’Italia, organizzano l’Euro Low-Vision Song Contest 2021, un concorso musicale internazionale online per musicisti, cantanti e compositori con disabilità visiva.

Al concorso possono partecipare persone con disabilità visiva di ogni età, solisti o gruppi in cui almeno uno dei componenti sia cieco o ipovedente, con brani inediti, composti da musica e testo con una lunghezza massima di quattro minuti. Almeno uno degli autori della composizione musicale dovrà essere una persona con disabilità visiva.

Gli interessati potranno inviare una email a: viewsitalia@gmail.com entro il 26/04/2021 indicando:

– nome e cognome

– luogo e data di nascita

– indirizzo e recapito telefonico

– indirizzo email e, se in possesso, indirizzo MSN e/o Skype e sito web

– visus: non vedente assoluto, ipovedente o vedente

– ruoli dei componenti del gruppo musicale

Alla mail dovrà essere allegato:

– il file audio/video corredato da una breve presentazione del brano

– alcune foto dei partecipanti

Per ulteriori dettagli relativi al bando, la procedura di candidatura e la selezione del concorrente nazionale, si prega di contattare Anna Rita de Bonis, rappresentante di Views Italia, gruppo giovanili informale attivo all’interno della nostra Sezione UICI di Firenze, telefonando al numero 347 17 66 039.

Riprendiamoci la musica, “la bellezza salverà il mondo” (Dostoevskij), di Antonio Quatraro

Autore: Antonio Quatraro

Oggi stiamo attraversando un momento caratterizzato da un maggior isolamento, che spesso è vera e propria solitudine. In passato non era raro il caso di persone, anche benestanti, che sceglievano un luogo ameno, lontano dalle città, affascinante per il panorama, e lì trascorrevano la loro esistenza, magari in preghiera, in meditazione, ma spesso anche lavorando per sostentarsi. Se riflettiamo un momento, questa condizione di isolamento, ora fortunatamente transitoria, spesso caratterizza la giornata dei nostri bambini e dei nostri ragazzi, soprattutto non vedenti e-o pluriminorati. Talvolta questa solitudine sfugge ai genitori e, ahimè! a molti insegnanti, perché, come dire, si veste di «verbalismo», che seduce solo chi si ferma all’apparenza e si accontenta di troppo poco. Aggiungiamo che il sistema educativo, nell’Italia che ha dato i natali a Palestrina, al melodramma, ai grandi operisti dell’Ottocento, riserva alla musica uno spazio marginale. Un esempio per tutti: la storia dell’arte, quella che fa parte dei programmi scolastici, considera solo le arti visive. Va detto a parziale giustificazione, che anche gli antichi consideravano la musica più vicina all’aritmetica e all’astronomia, che alle cosiddette «Arti maggiori». Musica però richiama le Muse, niente meno che figlie di Zeus, e della memoria (Mnemosune). Il fatto è che la musica è tante cose insieme: arte, ordine, numero. Ma soprattutto, la musica entra in noi ancor prima che veniamo al mondo; infatti, in epoca prenatale, siamo immersi in un ambiente ricco di suoni e rumori, che arrivano al nostro sistema osseo attraverso il corpo di nostra madre.

La musica è fatta anche di ritmo, e ritmo significa ordine, numero (àritmos in greco) – battito del cuore, respiro, ma anche l’alternarsi di giorno e notte, le stagioni, il moto degli astri. Potremmo dire che la musica è un vero e proprio dono, che ci viene offerto come segno di benvenuto al mondo, un dono però che non basta gustare, ma che, per apprezzarlo fino in fondo, dobbiamo conoscerlo, capirlo, saperlo analizzare, smontare, non per guastarlo, ma per farlo proprio, e per ricrearlo, secondo la nostra sensibilità particolare. Ogni cantante, ogni concertista, ha un suo modo di interpretare uno stesso brano, e questo perché alla fine lo spartito musicale è una storia che abbiamo dentro, e ognuno di noi trova le sue parole per raccontarla. Quindi, se per tutti è fondamentale lo sviluppo della sfera estetica, ossia la capacità di gustare l’arte, ma anche di comprenderne gli aspetti formali, storici, ecc., non si vede perché i non vedenti debbano essere privati di una educazione che sviluppi anche questa sfera fondamentale della persona. In altre parole, ad esempio, se fin dalla scuola dell’infanzia i bambini pasticciano con materiali plasmabili e colorati, potrebbero pasticciare anche con oggetti sonori, realizzando paesaggi sonori, scenette, giochi e favole musicali. Peccato che gli insegnanti non sempre siano preparati a proporre attività di questo tipo.

Quindi, diciamo che la musica avrebbe tutte le carte in regola per occupare un posto di prestigio, nella scuola e nella vita. Ora, se chi ha il dono della vista può accedere al bello attraverso gli occhi (paesaggi, quadri, monumenti, ecc.), per chi non vede, la via maestra per gustare e capire la bellezza è proprio la musica. Quando noi ci appassioniamo a qualcosa, o, come si dice in molte lingue, «cadiamo in amore», proprio per sottolineare un po’ la perdita di controllo, questo entrare in uno stato di estasi, noi desideriamo anche conoscere l’oggetto della nostra passione, vogliamo scoprirlo in tutti i suoi particolari. Così, chi ama la pittura, ad esempio, vorrà scoprire come si fa ad ottenere quel dato effetto ottico, quel dato colore. E chi ama la musica, la ascolta, magari la suona ad orecchio, è naturale che voglia conoscere quel brano entrandoci dentro, come smontandolo, per poterlo capire meglio, per riprodurlo con le sue mani, o con la voce. Questo però richiede alcune abilità e conoscenze, che richiedono l’aiuto sapiente di una guida, di un insegnante.

Aurelio Nicolodi non era musicista, ma aveva una visione lungimirante della educazione dei ciechi, e, fra le tante eredità che ci ha lasciate, c’è anche la produzione di spartiti Braille, curata dalla stamperia di Firenze, all’avanguardia nel mondo, che ha permesso a migliaia di ciechi di diplomarsi e di guadagnarsi da vivere come insegnanti, concertisti, anche compositori. E sono proprio i «sopravvissuti», ossia un manipolo di ciechi musicisti, che hanno ricevuto il dono di poter studiare, e lo vogliono condividere, perché ricco non è chi ha molto, ma chi dona. Questi musicisti ora hanno al loro fianco tutta l’Associazione, con la rete delle organizzazioni collegate: Irifor, Federazione, Biblioteca, e volontariato.

Ricorderete che lo scorso anno abbiamo ospitato nella sede Toscana la prof.ssa Fiamma Nicolodi, nipote di Aurelio, la quale ha deciso di devolvere la somma di 5 mila euro ogni anno per una o più borse di studio, volte appunto a favorire gli studi musicali. Il 13 dicembre, giorno di S. Lucia, abbiamo premiato due bambine: Pio Aurora di Taranto e Angelica Cominini di Brescia. Le audizioni sono state effettuate attraverso un video, che ha permesso ai commissari valutatori di conoscere direttamente i 7 candidati, tutti giovani ovviamente, la loro passione per la musica e il loro grado di motivazione a studiarla sul serio e non solo ad orecchio. È stata un po’ una festa di famiglia, attorno alla telecamera e al microfono. Il padrone di casa era Massimo Diodati, presidente del Consiglio regionale Uici della Toscana; purtroppo il Covid 19 ci ha costretti a diversi spostamenti, e la scelta del 13 dicembre era stata ipotizzata almeno un mese fa. La coincidenza con la Messa online annunciata dalla sede centrale sicuramente ha ridotto il numero delle presenze. Ospiti d’onore la prof.ssa Fiamma Nicolodi, donatrice, e alcuni discendenti diretti di Aurelio Nicolodi. Attorno al tavolo virtuale c’erano alcuni dirigenti locali, e fra il pubblico, oltre ai candidati ed alle loro famiglie, il prof. Paolo Razzuoli, compositore, che, da anni, a titolo di volontariato nel servizio Ottavio Orioli, segue da vicino alcuni dei nostri ragazzi. Ci è venuto a trovare anche il presidente nazionale, nonostante l’increscioso episodio accaduto durante la Messa di S. Lucia; nel suo breve indirizzo di saluto ha ringraziato la famiglia Nicolodi per la loro vicinanza alla Unione, intrattenendosi brevemente con le due giovani vincitrici.

Il 13 dicembre abbiamo raggiunto un traguardo, e, si sa, ogni traguardo è anche un punto di partenza; potremmo dire un trampolino di lancio.

E cosa vogliamo lanciare noi? Vogliamo lanciare l’idea che la bellezza libera lo spirito, che la musica, quella ascoltata, quella prodotta da ciascuno di noi (suonata, cantata), quando viene anche compresa e, come dire, vista dal di dentro, corrisponde all’aspirazione profondamente umana di accedere alla bellezza. Vogliamo lanciare un appello alle Autorità competenti, affinché si introducano norme che la facciano finita con il modello del «pronto soccorso», quando un cieco o una persona con pluridisabiltà ma musicalmente dotata (e ce ne sono tanti), chieda di accostarsi allo studio della musica. Farla finita con il modello del cercare l’anima buona che dia aiuto all’allievo e consigli agli insegnanti, ma avere a disposizione personale preparato sul territorio. Daremo visibilità alle eccellenze, che ci sono, alleandoci con le numerose associazioni che promuovono gli studi musicali fra i giovani e, perché no, cercando testimonial sensibili.

Ci riusciremo? Credo di sì, se in 100 anni abbiamo fatto conquiste che molti Paesi ci invidiano, e se continuiamo a crederci tutti uniti.

Como – Festival dei Diritti Umani, di Massimo Corti

Autore: Massimo Corti

Si è svolto a Milano nella sede di via Ollearo di Radio Popolare, dal 5 al 7 maggio, il Festival dei diritti umani, quest’anno però a porte chiuse, vista la grave situazione di pandemia che sta attraversando l’Italia. L’iniziativa, sostenuta dalla nota emittente Radio Popolare, da diversi anni fa sensibilizzazione, proprio dal cuore della metropoli milanese, su tutte le tematiche relative alla disabilità. Molti eventi, svoltisi a porte chiuse, si sono potuti seguire on line, in streaming, e resi disponibili in podcast sul portale www.festivaldirittiumani.it. Molte le tematiche affrontate: “dalla tematica dedicata a Donne e Disabilità”, la violenza sulle donne, citati anche casi di violenza e maltrattamento anche in ambito familiare come esempio di discriminazione, nelle testimonianze, è stata fatta anche menzione a come ancora alcune Strutture ospedaliere siano poco agibili alle persone con disabilità, e quanto possa diventare complesso poter gestire alcune operazioni, come esami di routines, per i disabili in sedia a rotelle in tema di postazioni sanitarie non idonee e barriere architettoniche. Un’ampia pagina è stata riservata al felice connubio tra radio e Disabilità, con la testimonianza di Jonathan Zenti, il quale, parlando della sua disabilità, la Sindrome di Asperger, a mostrato, mediante il suo racconto, la possibilità di svolgere una attività di collaborazione presso gli studi radiofonici di Radio 2.

Per gli interessati alla tematica, https://festivaldirittiumani.it/radio-e-disabilita-cinque-lavori-consigliatidal-festival/

http://www.jonathanzenti.it/blog/2017/03/16/alias-cronache-dal-pianeta-asperger per il tema “Disabilità e Musica”, il gruppo jazz Gipsy Jazz Quartet ha suonato alcuni brani del genere Gipsi jazz da cui prende il nome la band, dove, dei fantastici chitarristi hanno dato sfoggio alle peculiarità di questo genere musicale, e al suo fondatore Django Reinhardt.

Vedi: https://festivaldirittiumani.it/res-gipsy-jazz-quartet/ https://www.youtube.com/watch?v=fU0hqQ6m-Ik

Peculiarità del Genere musicale consiste nel suonare la chitarra con due sole dita della mano, in quanto, il suo fondatore, restò con questa menomazione fisica a causa di un incidente avuto in giovane età. Per la tematica Disabilità e cinema, è stato mandato in onda in streaming il film promosso dalla Cei, l’estate più bella, di Gianni Vukaj, un cortometraggio interamente dedicato al mondo della disabilità.

Per info: https://festivaldirittiumani.it/l-estate-piu-bella/

Per finire, in Homepage sul sito del Festival, potrete trovare parole di omaggio al compianto Ezio Bosso, noto direttore d’orchestra disabile a causa di una malattia neourodegenerativa, recentemente scomparso.

Vedi: https://festivaldirittiumani.it/ezio-bosso-ci-ha-insegnato-che-la-disabilita-puo-non-essere-un-limite/

E con queste righe, spero di avervi dato una sintetica panoramica di questo importante evento culturale di sensibilizzazione sulle tematiche sociali. Un piccolo rammarico, a mio avviso, è che, in questo caso, come in molti altri,, non ne venga fatta menzione attraverso i principali media e tv nazionali. Probabilmente, molto è stato fatto per il riscatto sociale delle persone disabili, ma molto, molto c’è ancora da fare per abbattere ancora alcuni stereotipi che permangono nella società.

Proroga termini scadenza per presentazione domande borsa di studio “Aurelio Nicolodi” per gli studi musicali

Considerata l’attuale situazione, la donatrice, prof. ssa Fiamma Nicolodi, di concerto con il Consiglio Regionale Toscano della nostra Unione, ha deciso di prorogare i termini di scadenza, fissandoli al 31 di maggio p.v.. Entro il 30 di settembre verrà effettuata la valutazione.

Restano invariate le modalità di partecipazione già comunicate e che comunque sono reperibili sul sito www.uicitoscana.it

Moduli per borsa di studio “Aurelio Nicolodi”

In allegato il modulo per poter partecipare alla borsa di studio Aurelio Nicolodi, come da comunicato numero 11 del 17 gennaio 2020. Il bando è stato pubblicato su questo Giornale Online in data 17 gennaio 2020 con il seguente link: http://giornale.uici.it/bando-per-borsa-di-studio-aurelio-nicolodi/

Modulo borsa di studio.pdf

Domanda partecipazione Borsa di Studio Aurelio Nicolodi.docx

Musica, borsa di studio per non vedenti

Il presidente nazionale Mario Barbuto ha sottoscritto a Firenze, il 27 dicembre 2019, nei prestigiosi locali della Sede regionale toscana dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, con Fiamma Nicolodi, nipote del nostro Padre Fondatore, un protocollo che dà vita a una borsa di studio annuale da conferire a giovani che si dedicano agli studi musicali.
A breve verrà diffuso il bando.
Con questo atto si aprono le iniziative e le manifestazioni del Centenario di fondazione dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.
Dopo la firma, conferenza stampa e qualche oretta da dedicare a soci e Dirigenti Toscani.

Parma – UICI festeggia Santa Lucia con il concerto “Un pianista in Braille”

venerdì 13 dicembre ore 20.30 Casa della musica, piazzale San Francesco 1

Una serata di grande musica per celebrare la festa di Santa Lucia per tradizione riconosciuta come protettrice della vista per l’etimologia latina del suo nome (Lux, luce) e vivere insieme l’Avvento. Le suggestioni e la magia del Natale sono protagoniste venerdì 13 dicembre, alle 20.30, nella Casa della musica, in piazzale San Francesco 1 a Parma, in occasione del concerto “Un pianista in Braille”. Un evento, a ingresso gratuito, promosso dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, sezione territoriale di Parma, col patrocinio del Comune di Parma Capitale Europea della cultura 2020.

Protagonisti del concerto sono il Coro San Benedetto di Parma, diretto dal Maestro Niccolò Paganini, e il Maestro Rocco De Vitto che condurranno in un coinvolgente viaggio attraverso la musica contemporanea reinterpretata in chiave classica.. Il concerto vedrà gli artisti impegnati in musiche quali Halleluia di Cohen, Happy XMas di John Lennon, Superstar Rice di Webber, per arrivare alle opere di Brahms e Chopin tra improvvisazioni al pianoforte da Bach al blues fino al gran finale sulle note di Va pensiero di Giuseppe Verdi.

La serata è un omaggio a Louis Braille, inventore della scritture e lettura tattile anche della musica. Braille ha inventato un sistema che ha permesso anche ai non vedenti di poter fruire di cultura e informazione, e chiunque abbia avuto la possibilità di apprendere e apprezzare il sistema di lettura e scrittura per i non vedenti continua a ricordarlo con affetto e gratitudine.

Il programma di sala nel dettaglio

Prima parte: Coro S. Benedetto:
Halleluia – L. Cohen
Adiemus – K. Jenkins
Your love Morricone elaborato – Paganini
Nel blu dipinto di blu – Modugno
Però mi vuole bene-  Quartetto Cetra
La bella e la bestia – A. Menken elaborato – Lanaro
Stand by me – Kinh-Leiber-Stoller
Superstar Rice – Webber
Aggiungi un posto a tavola – Trovaglioli
Happy Xmas – Lennon
Pianoforte Paola Bandini – Percussioni Camilla Stefanini – Direttore Niccolò Paganini

Seconda parte al Pianoforte il Maestro Rocco De Vitto
J. Brahms intermezzi op. 118 n. 2-3J. Brahms Rapsodia in si minore op. 79F. Chopin: studi n. 12-9 op. 10,Ballata n.4 op. 52

Improvvisando al Pianoforte: da Bach al blues.
La serata si conclude con il “Va Pensiero” (Nabucco) di G. Verdi, eseguito dal maestro Rocco De Vitto insieme al coro S. Benedetto diretto da Niccolò Paganini.

Per informazioni, telefono: 0521.233462