Centro Nazionale del Libro Parlato: “Aurelio Nicolodi. Una luce nel buio dei giorni”, di Folgheraiter A., Lunelli G.

Si comunica che è disponibile all’interno del Catalogo OnLine il seguente audiolibro:

Alberto Folgheraiter, Giorgio Lunelli, “Aurelio Nicolodi. Una luce nel buio dei giorni”, num. cat. 86721.

“Quali che sieno i dolori, le amarezze e le incomprensioni che ho trovati sulla mia via, non rimpiango di averla battuta. In ragione esatta del travaglio che mi è costata, mi ha compensato con soddisfazioni indicibili. Prima fra tutte, l’aver potuto costruire dal nulla. Costantemente partii dallo zero assoluto di mezzi e di esperienze giudicati sterili e negativi per antonomasia. Più di una volta, nel corso delle mie complesse organizzazioni, ebbi la sensazione esaltante di precorrere i tempi”.(Aurelio Nicolodi, Discorsi sulla cecità, Firenze 1944).

Tutto era cominciato trent’anni prima, una domenica di luglio del 1915. Una giornata di guerra com’era da due mesi, da quando cioè l’Italia, violata la neutralità proclamata per quasi un anno, aveva aperto le ostilità contro la duplice monarchia danubiana della quale era alleata fin dal 20 maggio 1882. Infatti, nel timore di restare isolata e in balia della Francia, dopo la “questione romana” (1870) l’Italia si era lasciata coinvolgere nell’alleanza degli Imperi centrali, con Germania e Austria, benché avesse con quest’ultima più di una questione in sospeso: le terre “irredente” dal Trentino all’ Istria, alla Dalmazia.
“Essere considerati uomini fra uomini, cittadini tra cittadini, con tutti i doveri e i diritti inerenti, era per un cieco, venticinque anni fa, semplice utopia. Inabilitato, in base al Codice del 1865, a tutelare i propri interessi, soggetto all’aleatorietà di un’educazione obbligatoria solo a parole, perché, in realtà, dipendente da protezioni, influenze, benefici e comunque limitata ai soli corsi elementari, il cieco era, di fatto, in balìa della carità pubblica, non solo per l’istruzione e l’assistenza, ma anche per il lavoro. Questo, irrisoriamente retribuito, si risolveva in una sorta di sfruttamento, oramai così invalso da apparire logico agli stessi ciechi. Il materiale didattico scarso o nullo. Spesso un solo libro di testo doveva bastare a un’intera scolaresca. Gli insegnanti improvvisati e scelti fra gli stessi ciechi anche quando la cecità del maestro era incompatibile. Poche e caotiche le biblioteche, frutto di copisti volontari e costituite di libri scorretti, scelti secondo il gusto e l’arbitrio del copiatore e non secondo la necessità dello studioso. Gli istituti, simili ad asili, accoglievano, purché ciechi, bambini, adulti, vecchi, malati, deficienti, in una mescolanza di sessi, di età, di mentalità, che era quanto di più deprimente si potesse immaginare. Ivi, molte energie che un ambiente adatto avrebbe potuto mettere in valore, perivano miseramente nell’annichilimento più assoluto. La musica, retaggio, se non unico, perlomeno comune ai ricoverati, quasi che il non vedente determinasse automaticamente un’inclinazione musicale. Impianti da lavoro nulli o quasi. I lavoratori che germinavano qua e là avevano una vita breve e atrofica, dominati dal loro stesso criterio costituzionale che era l’elemosina e non da una studiata valorizzazione delle effettive possibilità dei ciechi. Provvedimenti di carattere previdenziale neanche l’idea, il cieco essendo considerato un essere già fuori dalla vita, ombra che si trascinava di pari passo con la morte. Tali erano le condizioni dei ciechi un venticinquennio addietro.” (Aurelio Nicolodi, 1945)

Per effettuare il download degli audiolibri, gli utenti già registrati possono digitare www.uiciechi.it e clickare sul link “Libro parlato online”.

Chromevox: Screen-reader per Google Chrome e accessibilità

Chromevox: Screen-reader per Google Chrome e accessibilità.

 

Anche se  le leggi ci sono, non ci spieghiamo per quale motivo, ancora oggi, ci sono tanti ignoranti in materia di accessibilità. Eppure, dopo tanto impegno profuso per far capire a tutti i nostri problemi per l’utilizzo delle nuove tecnologie, ci è difficile credere che questa ignoranza si ostenti in buona fede.

 

Lo devo dire per forza, anche perché Dovremmo essere tutti uguali davanti alle leggi, ma praticamente non lo siamo. Si può anche pensare di fare a meno, per esempio di un sito ludico, di un software che non serve per cose importanti, ma quando si tratta di lavoro, si dovrebbe essere tutti concordi e tutti dovrebbero pensare a fare accessibilità, per consentire ai disabili visivi che lavorano di poter lavorare con serenità e con profitto. Ma niente di tutto ciò.

 

La cosa che più colpisce, quando fai presente i problemi, ancora oggi cercano di farti sentire non adeguato, non capace di usare gli strumenti assistivi, insomma, un continuo giustificarsi con arroganza e menefreghismo, addossando al disabile la colpa di tutto quello che non riesce a fare.

 

Eppure è così semplice e basterebbe rispettare quelle poche regole che sono dettate dalla legge 4/2004 detta anche legge Stanca.

 

Forse leggendo il titolo di questo articolo, a questo punto qualcuno si chiederà per quale motivo sto parlando di accessibilità e non del plug-in che è in pratica uno screen-reader locale, interno al solo browser Google Chrome.

 

Ed è anche vero, ma questo plug-in, ha molta attinenza con un problema avuto dagli insegnanti che devono usare i registri on-line che inizialmente non erano completamente accessibili.

 

Ormai siamo al secondo anno che nelle scuole si parla di registri digitali, in pratica registri on-line, e i docenti di ogni ordine e grado li devono usare per quel processo di informatizzazione che si sta applicando a tutta la pubblica amministrazione, compresa la scuola.

 

Il primo anno è stato di prova e, durante tale periodo, gli insegnanti e noi della Commissione OSI chiamati in causa, abbiamo avuto modo di evidenziare tutti i problemi di accessibilità incontrati. Di tutti i problemi rilevati e verificati, ne sono state informate le ditte che vendono questi software usati dalle scuole, soprattutto quelle ditte che vendono i registri previsti per le piattaforme più utilizzate.

 

Per  il secondo anno, l’utilizzo dei registri on-line è stato obbligatorio, ma i registri, tranne uno che viene anche usato poco, non sono ancora completamente accessibili, anche se le varie ditte hanno apportato la maggior parte delle modifiche di accessibilità richieste.

 

L’unica cosa positiva in questa problematica affrontata, è proprio la scoperta di questo plug-in: Chromevox, una sorte di screen-reader che funziona solo all’interno del browser Google Chrome.

 

In verità Google Chrome lo possiamo anche utilizzare con i normali screen-reader, per esempio Jaws o NVDA e funziona molto bene, ma questo plug-in, pur non essendo un vero screen-reader utilizzabile come i veri lettori di schermo, all’interno di Google Chrome, ci consente di leggere correttamente i siti quando sono programmati in tecnologia ARIA.

 

La scoperta di questo plug-in l’hanno fatta i tecnici della società ARGO Software sulla propria piattaforma , quando hanno programmato i loro registri con la tecnologia ARIA e si sono resi conto che con i normali screen-reader non era possibile gestire quasi nulla. Però, una volta trovato questo plug-in è risultato tutto abbastanza semplice e, per le cose programmate in modo completo, tutte le operazioni da eseguire risultano tutte accessibili.

 

Ancora oggi i registri non sono completamente accessibili, e le varie ditte ci stanno lavorando, ma questa è tutta un’altra cosa. La Commissione OSI sta continuando a seguire il problema molto da vicino e non demorde.

 

Ma veniamo a questo software che può dare una mano quando siamo sui siti programmati in tecnologia ARIA. Questo plug-in, paragonabile abbastanza ad uno screen-reader,  funzionante ovviamente  solo all’interno di Google Chrome, non è difficile da installare, mentre non è tanto semplice impostarne la lingua italiana se non si ha abbastanza dimestichezza nell’usare questo browser di navigazione con lo screen-reader Jaws o con altro screen-reader.

 

Ecco di seguito spiegato come attivare questo plug-in nel browser Google Chrome e come impostarne la lingua italiana.

 

Installazione di Chromevox.

 

Per installare Chromevox dobbiamo avere installata una versione abbastanza recente di Google Chrome. Attualmente è disponibile la versione 42 ed il file per la sua installazione è disponibile tra i software del mese di questo giornale, versione su CdRom.

 

Una volta installato Google Chrome, fare come segue:

 

Avviare il software Google Chrome, dando invio sull’icona che trovate sul desktop.

 

Appena si apre la schermata principale, premere control più L, scrivere Chromevox e premere invio.

 

Dalla lista dei link che Google Chrome ha trovato, selezionate il link per andare al sito del plug-in Chromevox. Dovreste trovare direttamente il link per installare lo screen-reader. In ogni caso sul sito in lingua inglese di Chromevox, trovate il link per eseguire l’installazione del plug-in.

 

Una volta installato Chromevox, al riavvio del browser Google Chrome, comincerà a parlare la sintesi con voce femminile e in lingua inglese. Questa è la prova pratica che Chromevox è stato installato e che sta funzionando.

 

Essendo attivate due sintesi, quella dello screen-reader che si usa abitualmente e quella di Chromevox, per chi non è avvezzo a problemi del genere, può avere molta difficoltà ad ascoltare, quindi, se non riesce proprio a capire, meglio se si fa aiutare da un vedente.

 

Come impostare la lingua italiana in Chromevox.

 

Essendo un componente aggiuntivo di Google Chrome, per impostare la lingua italiana in Chromevox, dobbiamo entrare nella gestione di tali componenti, quindi, faremo come segue:

 

Premere alt per aprire i menu e premere freccia su fino ad altri strumenti, sottomenu.

 

Premere freccia destra e poi freccia giù. Siamo sulla voce estensioni e premere invio.

 

Si apre la gestione delle estensioni. Con freccia giù, portarsi sul link opzioni che si trova dopo la scritta “Chromevox dare voce a Chrome”, e premere invio.

 

Con il tasto tab, raggiungere la casella combinata “Modifica la voce scegliendo una delle opzioni che seguono, casella combinata, English”. Siccome non si capisce bene la lettura di due sintesi in simultanea, soprattutto per chi non comprende bene le lingue, spostarsi prima con freccia giù, e poi premendo tab e shift più tab, farsi leggere da Jaws o altro screen-reader quale lingua è stata scelta. Se si riesce ad avere calma, premendo freccia giù e si aspetta si arriva sulla voce della casella combinata “Google in italiano”.

 

Con tab e shift più tab, si passa su tutti gli altri campi e si possono leggere tutti i comandi che sono possibili, tra cui si può scegliere anche il tipo di set di comandi.

 

Chiudere Google Chrome e riaprirlo per verificare che tutto funzioni, quindi, aprire un sito ed accertarsi che la sintesi di Chromevox parli in italiano.

 

Una volta impostato lo screen-reader Chromevox in italiano, ad ogni avvio la voce femminile parlerà, per cui, se si volessero fare delle prove, bisogna per lo meno copiarsi tutti i comandi che sono possibili con questo screen-reader ed usarli all’interno di Google Chrome. Ovviamente, per non avere problemi di interferenza tra le sintesi, è utile scaricare Jaws o altro screen-reader, prima o dopo aver avviato Google Chrome.

 

Per poter copiare i comandi di Chromevox si può virtualizzare la finestra e si fa un copia ed incolla dalla finestra virtualizzata ad un documento di testo.

 

Se si sceglie la terza modalità di set di comandi da tastiera, per disattivare/attivare Chromevox, il comando è alt più shift più F4.

 

Nunziante Esposito

nunziante.esposito@uiciechi.it

 

Convegno Nazionale “Il lavoro fa per me!” – Napoli, 11 e 12 giugno 2015 – Trasmissione on-line

Care tutte e cari tutti,
il Convegno Nazionale su Lavoro e Occupazione, che si terrà a Napoli domani giovedì 11 giugno (ore 9,30 – 18,30) e dopodomani venerdì 12 giugno (ore 9,30-14,00) verrà trasmesso tramite la nostra web radio.
Per prendere visione preliminarmente del programma, Vi invito a consultare il comunicato N. 108/2015.
Per collegarsi sarà sufficiente digitare la seguente stringa: http://www.uiciechi.it/radio/radio.asp; http://91.121.137.159:8004/listen.m3u. il contenuto della trasmissione potrà anche essere riascoltato sul sito dell’Unione all’indirizzo www.uiciechi.it/ArchivioMultimediale
Vi aspetto numerosi.

Buon ascolto

Catanzaro: Una ‘Cena al buio’ per far conoscere le risorse dei ciechi, di Luciana Loprete

I non vedenti mettono a disposizione le risorse e le strategie utilizzate nella realtà quotidiana, a favore dei vedenti

“Cena al buio” è l’iniziativa promossa dall’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti sezione provinciale di Catanzaro che coinvolge ogni anno diverse realtà: associazioni culturali, professionisti, studenti  inseriti nel contesto sociale, politico ed economico della città e provincia. Lo scopo principale é la divulgazione e conoscenza delle risorse di chi vive la disabilità visiva. Si utilizza il momento della “cena” come momento di convivialità in cui, mancando il riferimento visivo, si lascia spazio alla comunicazione, all’ascolto e all’utilizzo di strategie sensoriali compensative. In questo spazio di incontro, organizzato secondo determinati standard di qualità dall’Unione Ciechi ed ipovedenti, avviene un grande scambio di esperienza umana e sociale. Coloro che vivono la disabilità visiva, mettono a disposizione le risorse e le strategie utilizzate nella realtà quotidiana, a favore di coloro i quali vivono la realtà da normodotati. A loro volta, chi vive la quotidiana “normalità”, riscopre il piacere dell’ascolto dell’altro, dei suoni e degli odori che percepisce, mettendo in atto energie diverse per compensare la temporanea cecità. Si comprende tranquillamente come tale esperienza possa essere considerata una sorta di sfida personale con se stessi, per la quale non tutti si sentono preparati ad affrontare. Tuttavia, il confronto fra realtà diverse, quali la normalità e la disabilità visiva, in uno spazio definito: la cena, genera in ogni partecipante grandi emozioni e riflessioni. La disabilità visiva non è condizione limitante della normalità, ma è un valore aggiunto della persona che con strumenti adeguati e buona volontà raggiunge elevati livelli di integrazione sociale, politica ed economica. E’ pertanto nell’ottica di organizzare tali manifestazioni con cadenza semestrale, ma soprattutto itineranti per la provincia di Catanzaro che la cena è stata organizzata nella città di Lamezia Terme, luogo molto vicino a quello che è il fulcro associativo dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti la quale oltre ad avere una sua sede sociale nel centro della città, può contare un numero considerevole di soci del comprensorio che fruiscono dei servizi dell’associazione.

In foto, la donna che parla al microfono, la presidentessa di Uic Catanzaro, Luciana Loprete

foto cz

‘Il Sogno di Omero”, di Silvia Luzi

Autore: Silvia Luzi

Il primo film documentario che trasforma in immagini i sogni dei ciechi inaugura la sua campagna di finanziamento sulla piattaforma di crowdfunding Indiegogo.

Mercoledì 25 giugno 2014 –
Cosa sogna chi vive nel buio perenne? Quali colori, immagini e figure popolano il suo inconscio onirico?
É partita la campagna di crowdfunding sulla piattaforma mondiale Indiegogo per sostenere il documentario diretto da Emiliano Aiello e prodotto dalla Tfilm e dal Centro Produzione Audiovisivi dell’Università Roma Tre.

Il Sogno di Omero racconta il momento che ci rende uguali e indifesi alla stessa maniera, vedenti e non vedenti, trasformando in immagini i sogni di chi può vedere solo durante il sonno profondo.
Una ricerca rivoluzionaria condotta dagli scienziati del Laboratorio del Sonno della Facoltà di Medicina dell’Università di Lisbona ha recentemente provato che i sogni dei ciechi dalla nascita sono identici a quelli di chi può contare sulla vista. Finora si riteneva che i ciechi congeniti non avessero lo stesso immaginario durante i sogni, ora invece è possibile dire il contrario: i non vedenti sognano colori, figure umane, paesaggi naturali. La fase REM è il non-luogo dove avviene questo incantesimo.

Emiliano Aiello, regista romano, da molti anni porta avanti il progetto di realizzare un film che narri la vita dei non vedenti. Non la quotidianità, ma qualcosa di più intimo come solo i sogni possono essere. Partendo dallo studio portoghese e da un’ulteriore ricerca realizzata dall’Università di Bologna, il regista è riuscito ad entrare nei sogni di cinque persone cieche dalla nascita, attraverso dei diari incisi su un registratore. Ogni mattina, per quattordici mattine, i cinque protagonisti del film si sono svegliati e hanno inciso su un nastro il loro ultimo sogno.

Nasce così Il Sogno Di Omero, un documentario audace e poetico che per la prima volta sovverte l’ordine dei sensi, dando forma alle immagini oniriche di chi vive nel buio e permettendo agli altri, ai vedenti, di esplorare un mondo sconosciuto.
La scelta del titolo non è casuale: Omero è il primo a scrivere e a parlarci dei sogni. Per la cultura occidentale è un uomo cieco dalla nascita, ma è custode di uno degli immaginari più ricchi e vividi della storia dell’umanità.

La struttura narrativa del documentario, ispirata all’Odissea, si snoda attraverso il lungo viaggio che fa Gabriel, uno dei protagonisti, per ritornate a casa. Un’esplorazione attraverso i suoi sogni e attraverso quelli degli altri personaggi (Domenico, Daniela, Fabio e Rosa) che di volta in volta incontrerà e che rappresentano le figure cardine dell’epopea omerica. Cinque vite come fossero capitoli di un unico libro, cinque diari orali incisi al risveglio che pongono interrogativi sulle distanze, sulle diversità, sull’empatia.

La realizzazione di un progetto ambizioso come Il Sogno Di Omero è supportata dal Centro Produzione Audiovisivi dell’Università Roma Tre e dalla casa di produzione indipendente Tfilm, che ha già all’attivo titoli presenti nei principali Festival di Cinema italiani e internazionali.

La scelta di avviare una campagna di crowdfunding attraverso la piattaforma Indiegogo è dettata dalla volontà di essere totalmente indipendenti e dall’intenzione di coinvolgere il pubblico sin dalla fase produttiva del film. Attraverso le donazioni on line infatti sia i singoli, sia le associazioni, potranno sostenere un progetto bello e unico nel suo genere, ma anche intervenire attivamente discutendo con il regista sulle sue scelte artistiche.
La campagna di raccolta fondi per realizzare Il Sogno di Omero si rivolge a tutti e si concluderà il 17 agosto 2014.

Su www.tfilmprod.com trailer, immagini e link per le donazioni alla campagna Indiegogo.

Il Sogno di Omero è anche su Facebook con i personaggi, il back stage e le curiosità.
Ufficio Stampa Tfilm Produzioni
Silvia Luzi tfilm.silvia@gmail.com
www.tfilmprod.com
twitter: @Tfilmprod
skype: settegazze

 

Il DVD del film di Silvio Soldini Per altri occhi è uscito per Feltrinelli, Redazionale

Autore: Redazionale

E’ finalmente uscito il DVD del film PER ALTRI OCCHI! Avventure quotidiane di un manipolo di ciechi di Silvio Soldini e Giorgio Garini, disponibile presso tutte le librerie Feltrinelli.

Nelle sale del Museo Tattile Statale Omero sono state girate alcune scene del film, che coinvolge un gruppo di non vedenti impegnati in attività apparentemente straordinarie ma per loro assolutamente normali.

Il celebre regista tratta con mano leggera, non priva di humor la vita di un gruppo di ciechi per sottolineare alcune potenzialità non incompatibili con la condizione di non vedenti, anche se stupefacenti. Li vedremo infatti impegnati in “imprese” sportive, prestazioni musicali ed artistiche nonché nell’esercizio di una vasta autonomia.
Una bella testimonianza per far conoscere al pubblico i risvolti di una condizione che spesso è ritenuta tale da impedire una vita piena.

Il film, che ha vinto il Nastro D’argento 2014 come miglior documentario, è edito da Feltrinelli Real Cinema, con libro aggiunto e audiocommento per non vedenti a cura di Cinema senza Barriere® by A.i.A.C.E.

E’ disponibile al costo di euro 17,90 presso tutte le librerie Feltrinelli.

SCHEDA FILM Per altri occhi
Regia e sceneggiatura: Silvio Soldini, Giorgio Garini.
Interpreti: Enrico Soso, Giovanni Bosco, Luca Casella, Felice Tagliaferri, Mario Santon.
Italia, 2013, col., 95.
Enrico fa il fisioterapista ma appena può scappa in barca a vela, Giovanni è un piccolo imprenditore con la passione dello sci e del godersi la vita, Felice è uno scultore che gioca baseball, Luca un musicista-fotografo, Loredana una centralinista-arciera, Mario è uno sportivissimo ex centralinista in pensione, Gemma studia violoncello e fa gare di sci. Altri occhi racconta le avventure quotidiane di un gruppo di persone non vedenti che vivono con una serenità, una passione e un coraggio tali da rendere le loro vite più ricche di tante altre.

LINK:
http://www.mostrainvideo.com/p.aspx
http://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/per-altri-occhi/

Il sogno di Omero, di Emiliano Aiello

Autore: Emiliano Aiello

Mi chiamo Emiliano Aiello, nel 2009 vi chiedevo un aiuto per poter reperire volontari non vedenti dalla nascita che fossero disposti a partecipare ad un progetto di documentario dal titolo IL SOGNO DI OMERO. Con molta fatica negli anni sono riuscito a trovare 5 persone che corrispondevano esattamente al profilo che avevo immaginato per il documentario e che ne potessero essere i protagonisti reali. Parte del progetto, circa il 20 per cento, è stato girato. Ora ci troviamo in una situazione in cui siamo costretti a chiedere un aiuto concreto a chi fosse interessato a sostenere, anche economicamente il progetto. Vista la situazione in cui versa l’Università italiana quello del Crowfunding (ricerca dei fondi diciamo dal “basso”) è diventato l’unico metodo per poter portare a termine i progetti più innovativi. Per questo abbiamo lanciato su un sito internazionale chiamato INIDEGOGO una campagna di raccolta fondi, che potete trovare a questo link

https://www.indiegogo.com/projects/il-sogno-di-omero-the-dream-of-homer

Il sogno di Omero – Homer’s dream | Indiegogo
Un viaggio omerico nei sogni dei non vedenti. /An Homeric journey into the dreams of blind people.

In accordo con alcuni dei partecipanti al progetto, tra i quali c’è anche la vice presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Pordenone, abbiamo pensato di contattarvi per poter chiedere la possibilità di far girare il più possibile questa campagna tra i vostri associati, che in totale autonomia potranno decidere se sostenerla economicamente o solo moralmente.

Grazie mille in anticipo e un saluto

Dott.Emiliano Aiello
CPA Università degli Studi di Roma Tre
emiliano.aiello(5)uniroma3.it

Storie per invito alla scrittura, di Vittorio Pavoncello e Silvia Cutrera

Autore: Vittorio Pavoncello e Silvia Cutrera

Le associazioni AVI ed ECAD a seguito del successo e dell’interesse mostrato verso la vita delle persone con disabilità, raccontata in prima persona attraverso dei racconti scritti e che ha avuto luogo alla Regione Lazio durante il convegno organizzato dalla Fish onlus Lazio e dall’Agenzia per la Vita Indipendente in occasione della Prima Giornata Europea sulla Vita Indipendente e per dire “Stop ai tagli sulla disabilità”, invitano tutte le persone con disabilità ad inviare entro il 30 di agosto alcune pagine nelle quali si raccontano le proprie esperienze ed emozioni vissute in relazione alla propria vita. La percezione della propria disabilità, le offese, gli affetti, le ingiustizie e la solidarietà.

Queste storie saranno raccolte in un libro e pubblicate con il titolo (provvisorio) Disabile e non disabile questo è il problema con la casa editrice Edizioni Progetto Cultura per dare finalmente una voce alle tante voci delle persone con disabilità. Siamo rimasti tutti colpiti durante le letture pubbliche ad opera di attori da quanto le storie e le vite dei disabili abbiano toccato nel profondo, nei sentimenti, nella solidarietà e nella indignazione portando a tutti i partecipanti la loro testimonianza e memoria.
Auspichiamo quindi di ricevere al più presto la vostra storia al fine di poter redigere al meglio il libro la cui uscita e presentazione in sedi istituzionali del Comune e della Regione è prevista per dicembre in occasione della Giornata Mondiale della Disabilità 2014.

Modalità di partecipazione

I testi dovranno riportare in ultima pagina:
nome e cognome dell’autore
luogo e data di nascita
residenza
email
recapito telefonico.

I testi dovranno essere inviati tram\ite mail entro il 30 agosto ai seguenti indirizzi:
agvitaindipendente@libero.it
ecad@live.it
riportando nell’oggetto: STORIE PER INVITO ALLA SCRITTURA .
Ai testi va allegato il consenso scritto al trattamento dati.

Vittorio Pavoncello e Silvia Cutrera

 

XVI Congresso del M.A.C.- Documento Finale, Redazionale

Autore: Redazionale

ASSOCIATI PER… CON LA CHIESA AL SERVIZIO DELLA PERSONA

Il XVI Congresso ci ha dato l’occasione, ancora una volta, di sperimentare il valore dell’essere associazione, nella Chiesa, oggi. Un’esperienza di incontro e di ascolto reciproco, di confronto e riflessione comune, di preghiera comunitaria e di progettualità condivisa. Riconosciamo in questo una chiamata del Signore, che ci ha proposto il MAC come una via nel deserto della società consumistica, per camminare insieme verso una terra di libertà nell’amore fraterno.
Questa via per noi è tracciata dalle parole-chiave che abbiamo messo a fuoco nel recente progetto “Raccontarsi”. Queste parole sono: persona, condivisione, reciprocità, inclusione, promozione. Esse ci orientano nel realizzare la nostra missione associativa: formare e promuovere persone, famiglie e comunità in presenza della disabilità. 
Più che mai sentiamo questa via come un’alternativa all’individualismo che ci circonda e che sempre minaccia anche noi.
Sentiamo la gioia di partecipare, in questo modo, al cammino di tutta la Chiesa, guidata da Papa Francesco, in una ritrovata sintonia con lo spirito del Concilio Vaticano II.

Proprio il Concilio, nel Decreto sull’apostolato dei laici, ci dice:

“L’apostolato associato corrisponde felicemente alle esigenze umane e cristiane dei fedeli e al tempo stesso si mostra come segno della comunione e dell’unità della Chiesa in Cristo che disse: «Dove sono due o tre riuniti in mio nome, io sono in mezzo a loro» (Mt 18,20) … L’apostolato associato è di grande importanza anche perché sia nelle comunità ecclesiali, sia nei vari ambienti, spesso richiede di essere esercitato con azione comune. Infatti le associazioni erette per un’attività apostolica in comune sono di sostegno ai propri membri e li formano all’apostolato, ordinano e guidano la loro azione apostolica, così che possono sperarsi frutti molto più abbondanti che non se i singoli operassero separatamente” (n. 18).

In questa nostra assemblea è risuonata più volte l’esigenza di ridare slancio all’esperienza associativa, favorendo la partecipazione di tutti, in particolare delle famiglie, dei giovani e delle persone vedenti. Per questo ci siamo impegnati ad elaborare proposte da sperimentare nei nostri gruppi.

Un’altra esigenza che è emersa chiaramente è quella di semplificare gli adempimenti organizzativi dell’associazione, perché possa rispondere meglio alle sue finalità.

La parola e l’esempio di Papa Francesco ci hanno provocato a prendere nuovamente coscienza della nostra vocazione ad essere un movimento “apostolico”, che cioè partecipa della apostolicità della Chiesa. Questa salutare “provocazione” l’abbiamo ricevuta nell’ultima veglia di Pentecoste che il Papa ha dedicato in particolare ai movimenti ecclesiali, quando ha detto:

«Non chiudersi, per favore! Questo è un pericolo: ci chiudiamo nella parrocchia, con gli amici, nel movimento, con coloro con i quali pensiamo le stesse cose… ma sapete che cosa succede? Quando la Chiesa diventa chiusa, si ammala. (…) La Chiesa deve uscire da se stessa. Dove? Verso le periferie esistenziali, qualsiasi esse siano, ma uscire. Gesù ci dice: “Andate per tutto il mondo! Andate! Predicate! Date testimonianza del Vangelo!” (cfr Mc 16,15)».

Forse i nostri gruppi hanno perso un po’ di questa identità fondamentale, che risale al carisma di Maria Motta e che qualifica la nostra associazione. Con il nostro carisma possiamo essere lievito e sale per far crescere la cultura dell’incontro, della fraternità. Possiamo contribuire a “illuminare la città”. Come? Testimoniando che l’accettazione responsabile del limite e, soprattutto, l’amore fraterno vissuto in presenza del limite stesso fanno crescere la persona e la comunità.

Allora vogliamo riscoprire tutta la ricchezza che c’è in questo carattere “apostolico” del nostro movimento. Vogliamo farlo nella Chiesa, inviata dal Signore Risorto, con la forza dello Spirito Santo, nell’oggi della storia e nelle concrete realtà dei territori delle nostre Chiese particolari. Vogliamo farlo con la guida pastorale dei nostri Presbiteri Assistenti, che ci impegniamo a sostenere nel loro ministero in mezzo a noi, perché possano compierlo in modo fruttuoso per noi e per loro.

Come MAC il nostro compito è di portare il dono specifico dell’associazione, il carisma che Dio ha suscitato in Maria Motta e si è sviluppato nell’arco di circa 85 anni. Portare questo dono per condividerlo con tutta la comunità, non “sovrapponendolo” alla sua vita, ma proponendolo in stile di collaborazione all’interno delle diverse Diocesi e facendo ‘rete’ con altre associazioni. Così che il MAC non sia visto solo come un utile stimolo, ma come parte integrante della comunità stessa e della sua missione. Allora il nostro specifico dono si nota, non si confonde, ma appare come un elemento del tutto che è la comunità.

Ci impegniamo pertanto ad essere più presenti nel territorio, promuovendo l’inclusione e la condivisione nelle comunità, per mettere tutti in condizione di partecipare.
La diocesi e la parrocchia sono il nostro campo di vita e di lavoro: lì vogliamo portare avanti, ben coscienti dei nostri limiti, ma confidando nell’aiuto del Signore, la nostra azione, imparando sempre più a farci prossimo alle persone, specialmente a quelle più emarginate, sole, povere, provate dalla fatica quotidiana.
Al tempo stesso, ci impegniamo a portare avanti con rinnovato slancio la cooperazione con le Chiese dei Paesi più poveri, per la promozione delle persone non vedenti e ipovedenti di quei territori, consapevoli che questo servizio chiede prima di tutto a noi di praticare uno stile di vita personale, familiare e associativo che sia sobrio e solidale.

Per far conoscere di più e meglio il MAC, vogliamo valorizzare tutti gli strumenti che la Provvidenza ci mette a disposizione, in particolare quelli che recentemente sono stati realizzati in attuazione del progetto “Raccontarsi”, sempre ricordando che qualunque strumento, anche il migliore, rimane tale e non può sostituire il contatto e la testimonianza personale.

In questa prospettiva di rinnovamento nella fedeltà alla nostra storia, ci proponiamo anche di aggiornare lo Statuto dell’associazione perché risponda meglio alle esigenze attuali.

La preghiera ha accompagnato i lavori del nostro Congresso, alimentando in tutti la fiducia che Dio non ci lascia soli, ci sostiene con il suo Spirito e sostiene ogni opera iniziata nel suo nome per il bene dei suoi figli; a noi spetta, come ha fatto Maria, la Madre di Gesù e Madre nostra, mettere nelle sue mani il sì, generoso e appassionato, alla missione che il Signore Gesù ci affida anche oggi dentro nel Mac, dentro la Chiesa, nel nostro mondo, per il bene dei nostri fratelli, particolarmente quelli che si trovano, come dice spesso Papa Francesco, nelle periferie esistenziali.

CNU.TAVOLO DI CONSULTAZIONE CNU-AGCOM-ASSOCIAZIONI DI PERSONE CON DISABILITA’.

Autore: Salvatore Romano

Il recente confronto che il Consiglio Nazionale degli Utenti ha realizzato con le associazioni di persone con disabilità ha portato in primo piano la necessità di superare le barriere che impediscono l'accesso alla comunicazione e la piena realizzazione dei processi comunicativi.
Se il problema delle barriere architettoniche per le persone con disabilità può dirsi ormai superato, almeno dal punto di vista normativo, non può dirsi altrettanto per le barriere comunicative che limitano l'effettivo godimento dei diritti di cittadinanza da parte delle persone con disabilità.
Pertanto il Consiglio Nazionale degli Utenti, nell'adempimento del suo compito istituzionale di esprimere pareri e formulare proposte su tutte le questioni concernenti la salvaguardia dei diritti e le legittime esigenze dei cittadini, quali soggetti attivi del processo comunicativo, dando seguito alle iniziative già intraprese dalle precedenti consigliature ed alle istanze espresse dai rappresentanti delle suddette associazioni, istituisce, in collaborazione con l'Agcom, un Tavolo di Consultazione Cnu- Agcom- Associazioni delle persone con disabilità al fine di individuare le priorità del settore e possibili percorsi operativi per l'abbattimento delle barriere comunicative.
A) Principali norme di riferimento
In primo luogo l'art. 3 della Costituzione italiana che stabilisce il principio di uguaglianza   di tutti i cittadini senza "senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali".
La Legge n.4/2004 , relativa a "Disposizioni per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici" riconosce e tutela i diritti di ogni persona di accedere a tutte le fonti di informazione ed ai relativi servizi , ivi compresi quelli che si articolano attraverso strumenti informatici e telematici.
Anche in ambito comunitario la questione dell'accesso alla comunicazione delle persone con disabilità è stata affrontata in numerosi documenti, dal Trattato di Amsterdam ( art. 13) del 1997 che ha fissato il principio di non discriminazione alla Carta dei Diritti Fondamentali della Ue del 2000 che riafferma con forza il principio di " non discriminazione " ( Cap. IlI, art.21) e di "inserimento dei disabili"( Cap. IlI, art. 26 ) e alla Dichiarazione di Madrid del 2002 che rappresenta il manifesto culturale e politico di riferimento.