Catanzaro – UICI e Pari Opportunità: un connubio concreto

Un’ente che sia esso di tipo associativo o di altra natura deve misurare il suo grado di integrazione dal livello di pari opportunità che riesce a garantire non solo al suo esterno, battendosi per il raggiungimento della piena integrazione, ma anche e soprattutto al suo interno in relazione ai ruoli che ed alle possibilità che può garantire.

Di ciò si è discusso lo scorso venerdì in occasione dell’incontro del Settore Pari Opportunità, voluto dalla Consigliera Luciana Loprete e dal Presidente Regionale dell’UICI Calabria Pietro Testa, per discutere, prevedere e programmare ogni azione necessaria affinché le donne e gli uomini afferenti alle sedi territoriali UICI della Calabria possano sentirsi tutelati nel rispetto della loro diversa condizione. Che siano essi uomini o donne poco cambia, l’importante è che a tutti vengano date le stesse opportunità.

Molteplici i temi discussi in occasione dell’incontro e che hanno spaziato dalla formazione professionale alla salvaguardia del diritto al lavoro, dalla pensionistica alle ulteriori iniziative per il contrasto delle discriminazioni sino alla concomitanza della Settimana Mondiale del Glaucoma ove su proposta della Consigliera Loprete, ogni sede ha destinato la giornata dell’8 marzo all’organizzazione di screening oculistici interamente destinati alle donne e soprattutto a quelle che come nel caso recedente delle donne Ucraine necessitano di ulteriori attenzioni essendo esse stesse scappate da zone di guerra o di povertà.

Durante l’incontro da parte della Responsabile del settore Luciana Loprete è stato posto l’accento ed un plauso condiviso poi da tutti i presenti sull’iniziativa che la Vice Presidente della Regione Calabria Giusy Princi che seppur ricopra il suo incarico istituzionale da poco tempo, è già riuscita nell’intento di promuovere e porre all’ordine del giorno di una seduta ad hoc del Consiglio regionale della Calabria, il disegno di legge recante “Misure per il superamento della discriminazione di genere e incentivi per l’occupazione femminile”, un provvedimento attraverso il quale la Regione Calabria si vuole dotare di un elemento che possa essere di supporto per il superamento del gap che le Regioni del Sud purtroppo devono recuperare nei confronti delle consorelle del nord.

Queste sono le azioni concrete che la pubblica amministrazione deve porre in essere per l’abbattimento delle discriminazioni in ambito di pari opportunità perché il GAP da abbattere, risiede in primis tra la distanza che spesso le stesse donne che ricoprono ruoli rilevanti frappongono fra se ed il resto della categoria.

Pubblicato il 08/03/2022.

Crotone – Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Autore: Francesco Scicchitano

Per quanto in tempo utile programmato, nella giornata del 25 Novembre u.s., si è tenuto un convegno in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne   in collaborazione con il Comune di Rocca di Neto e la relativa Commissione pari opportunità.

L’evento, che dapprima avrebbe dovuto tenersi presso la sala consiliare del Comune, in ragione dell’elevato numero dei partecipanti ha avuto luogo presso i locali più ampi della parrocchia Santa Maria Bertilla, al cospetto di un folto pubblico, delle autorità civili politiche e religiose del luogo, nonché ad alcuni magistrati ed avvocati del foro di Crotone oltre a tre scolaresche.

Tra i tanti e qualificati interventi, di particolare rilievo per quel che ci riguarda, quello del Presidente Provinciale Uici Cav. Francesco Scicchitano che dopo aver porto il proprio saluto e i dovuti ringraziamenti per l’organizzazione e l’ospitalità riservataci, dopo qualche riferimento di ordine generale sul significato della giornata ha doverosamente introdotto le problematiche attinenti alla condizione che in tale contesto afferiscono al vissuto delle donne cieche ed ipovedenti.

In tal senso ha introdotto due importanti relazioni ad ok magistralmente esposte da altrettante assistenti sociali collaboratrici di questa sezione che hanno minuziosamente e con dovizia di particolari anche mediante il riferimento di esempi concreti, posto l’accento sulla quotidianità spesso vissuta per l’appunto dalle donne affette da problematiche visive.

Prima della chiusura dei lavori, la segretaria sezionale ha, per conto dell’ Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, consegnato le pergamene con incisione in Braille e in nero della poesia “In piedi, Signori, davanti ad una Donna” di William Shakespeare, al Sindaco del Comune di Rocca Dott. Alfonso Dattolo, al Presidente della Commissione pari opportunità Dott.ssa Genny Martino, al parroco Don Valerio, al Comandante dei Carabinieri del luogo Antonio Giardino, al Preside Insegnate Rossella Dattolo.

Inoltre, sono state predisposte un numero adeguato di pergamene solo in nero per omaggiare il resto dei presenti.

A margine dell’ importante incontro che tra l’altro è servito a conferire (semmai ve ne fosse stato il bisogno), ancor più ampia visibilità in termini di immagine all’operatività associativa, è seguito un rinfresco che ha consentito di rafforzare e riallacciare rapporti in un’atmosfera di vera cordialità prenatalizia.

La stampa e le tv locali adeguatamente coinvolte per la circostanza, hanno dato ampia risonanza mediatica all’evento di cui si allega alla presente la relativa  documentazione  fotografica, oltre che in video e audio.

Francesco Scicchitano

Pubblicato il 21/12/2021

Catanzaro – Celebrata dall’UICI la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle donne

LA VOCE DEGLI INVISIBILI – OLTRE LE PANCHINE ROSSE 

Nel 2021 una donna disabile ogni giorno deve scendere a compromessi sul posto di lavoro con una discriminazione non appartenente, per una pacca, un commento estetico, una frase volgare, sottomettendosi spesso a vessazioni psicologiche ino al subire in silenzio i gesti violenti e fisici in casa propria. L’Unione italiana ciechi ed ipovedenti dice NO ad ogni espressione di violenza ed ogni giorno compie attività di prevenzione e di sostegno per coloro che non hanno voce; nella giornata dedicata all’eliminazione della violenza di genere, lo scorso 25 novembre diversi sono stati i momenti organizzati e realizzati dalle sezioni calabresi. Un momento di incontro e riflessione con la presenza di diverse realtà associative del territorio e delle istituzioni regionali e provinciali si è tenuto nel capoluogo; una manifestazione realizzata dall’UICI Consiglio Regionale con la sezione UICI di Catanzaro, aderendo all’evento nazionale “Fai la differenza: ferma la violenza”, presso il Parco della Biodiversità Mediterranea, dove socie e volontari hanno eseguito un flashmob con poesie e cartelloni, poggiando diverse paia di scarpe rosse. 

A dare un vero senso che resterà da monito alla cittadinanza Catanzarese è stata una panchina dipinta di rosso in collaborazione con la Commissione Provinciale Pari Opportunità presieduta dall’Avv. Donatella Soluri che nel suo intervento ha raccontato la storia del Parco giochi dedicato a Laura ed ha ricordato ancora una volta che “se fa male…NON è amore”.  

Una mattinata ricca di interventi, in rappresentanza del Comune di Catanzaro l’Ass.re all’istruzione e pari opportunità Concetta Carrozza che ha confermato la vicinanza all’UICI e l’impegno dell’amministrazione, il presidente Cda Calabria Graziella Catozza che ha confermato la necessità dell’ascolto e quindi l’importanza e il ruolo dei Centri di ascolto che sono il primo luogo d’incontro con la vittima. A rappresentare il lavoro quotidiano dei centri di accoglienza, Marzia Bruni per Astarte e Flora Aceto di Attivamente Coinvolte, associazioni dove si ha la presenza di personale qualificato disponibile ad accogliere e seguire le donne in una situazione di fragilità emotiva e fisica.  

“Se nel 2021 un operatore sanitario, un medico, un operatore sociale o una persona di famiglia, chiede se è vero che le donne disabili subiscono violenze, vuol dire che la società sta fallendo distogliendo l’attenzione su una parte cittadina che molto spesso non ha voce, vive nascosta nella sua solitudine, nel suo dolore che la sovrasta e crea una trappola in cui il tempo diventa infinito, la vita di una donna disabile vittima di violenza…e questo noi non lo possiamo permettere, abbiamo voluto creare questo momento di aggregazione per dare coraggio e ricordare a queste donne che non sono sole. La disabilità non è una scelta, è una condizione di vita” – queste le parole di Luciana Loprete Cons. UICI Calabria Pari opportunità e coordinatrice della manifestazione, l’UICI ha inoltre voluto omaggiare le donne impegnate in istituzioni civili e sociali attraverso una pergamena contenente una poesia di Shakespeare, scelta e realizzata dalla Presidenza nazionale UICI in quadricromia a consegnate dal Presidente UICI di Catanzaro Loprete Concetta e dalla resp. Pari Opportunità UICI di CZ Lidia Travaglio.  

Tra le persone insignite, oltre a quelle sopra citate, anche Isolina Mantelli Presidente del Centro Calabrese di Solidarietà e rappresentante di Mondorosa che nelle sue parole ha voluto ricordare anche quelle donne che sono riuscite a farcela, ad uscire da un incubo per ricominciare a vivere, complimentandosi per l’iniziativa ha ringraziato la Resp. Luciana Loprete per il costante impegno nonostante le difficoltà.  

A ritirare il riconoscimento anche Elena Sodano per la Ra.gi. Onlus, che rappresenta un fiore all’occhiello della nostra regione in quanto ha realizzato il primo ed unico centro diurno per l’accoglienza delle persone con malattie neurodegenerative, ancora Fondazione Città Solidale rappresentata da Riccio Monica che ha ringraziato ricordando l’operatività del centro di rifugio che si occupa del recupero e sostegno alle donne, madri vittime di violenza, Fondazione Lanzino nella persona di Matilde Spadafora Lanzino per la più che trentennale attività svolta nel ricordo di Roberta uccisa a soli 19 anni per stupro. 

Insignita della pergamena anche Antonietta Santacroce in rappresentanza dell’associazione Donne in Arte per l’impegno nella diffusione della cultura sul territorio.  

Un omaggio infine alle forze dell’ordine che hanno il compito morale di tutelare con interventi precoci ad ogni segnalazione. E’ stato consegnato inoltre a tutte le donne presenti un gadget sottoforma di portachiave raffigurante una donna, una scarpa ed una panchina rossa, realizzato per l’occasione dal laboratorio manuale della sezione UICI e UNIVOC di Catanzaro guidato dalla consigliera e Rappresentate provinciale Sport e tempo Libero Patrizia Giuffrè, coadiuvata dalla coordinatrice del gruppo di lavoro Loprete Luciana. 

Tutta la manifestazione sarà oggetto del format “Non ci vedo…ma ci credo” trasmesso su RTC Tele-calabria sul canale digitale 147 ogni giovedì alle 14:40. 

A conclusione diverse testimonianze di donne e pensieri propositivi con l’invito a rivolgersi in caso di pericolo al 1522, a cura dei volontari SCU dell’UICI di CZ e volontari UNIVOC per far distinguere sin da giovani la differenza tra carnefici e vittime in ogni possibile situazione anche la più apparentemente silenziosa.  

La celebrazione della Giornata è proseguita nel pomeriggio di giorno 25 novembre con un interessantissimo Tavolo di Confronto “La rete interistituzionale Antiviolenza” organizzato dall’Associazione Attivamente Coinvolte che ha visto l’intervento della Coordinatrice e Consigliera Loprete Luciana nonché di sindaci e Associazioni dell’intera regione e su invito della Presidente della Pari opportunità della Provincia Donatella Soluri, Domenica 28 Novembre alle ore 11.30 presso il parco della Biodiversità si è voluto ricordare tutte le donne vittime di violenza degli ultimi due anni con l’affissione di una targa ricordo e la lettura dei loro nomi da parte di tutte le donne presenti in qualità di rappresentanti di istituzione. 

Collage di foto delle donne che hanno partecipato alle attività della Giornata

Sezione Territoriale di Catanzaro

Tel. 0961721427

Fax. 0961797994

mail. uiccz@uici.it

Pubblicato il 02/12/2021.

Crotone – Donna nella terra di Calabria… I diritti, la forza, l’essere

Autore: Annamaria Palummo

Intervento sulla giornata del 25 novembre 2021 per convegno organizzato dalla sede UICI di Crotone

Buongiorno!
La relazione che oggi ho l’onore di esporvi afferisce a una tematica, quale la dimensione femminile tra diritti universali e specificità particolari – con peculiare riferimento alla realtà della cecità e dell’ipovisione – che valica lo spazio, e pure il tempo. Una tematica complessa, impossibile da trattare in pochi minuti, in merito a cui, tuttavia, io cercherò di offrire qualche spunto di riflessione e discussione, ponendo l’accento sulla situazione riscontrabile in Calabria, dove, peraltro, in merito alla questione oggetto della trattazione, appaiono evidenti caratteristiche di respiro, purtroppo, globale.

Al riguardo, ritengo opportuno affrontare subito la cruda verità, concernente l’emancipazione civica delle donne calabresi, che è un processo incompiuto, con tanti spazi dove risultano dominanti la presenza e il pensiero maschili, anzi, maschilisti, per la precisione: sistemi subculturali che occultano la sudditanza delle donne, mogli e figlie, verso mariti e padri autoritari; precariato nella condizione lavorativa, a causa della crisi produttiva di alcuni settori ad alta caratterizzazione femminile; scarse, o addirittura assenti, misure a sostegno della famiglia, intesa come sfera di espressione esistenziale libera e consapevole, non come ambito ghettizzante; isolamento e discriminazioni per le donne svantaggiate per condizioni di non autosufficienza o per minorazioni fisiche o sensoriali; pregiudizio, o meglio, luogo comune endemico, veicolante la correlazione tra successo femminile e dubbia moralità.

Per le donne, per noi donne, non si tratta di rivendicare potere, bensì, piuttosto, di constatare come, tuttora, risulti difficile ricondurre l’organizzazione, la gestione e il funzionamento di settori strategici per il benessere collettivo, non solo femminile, a una modalità di governo connotata da un pensiero e da una concezione del mondo illuminati dagli astri splendenti nell’altra metà del cielo. Non si sta qui a recriminare se e come le donne siano più brave, più intelligenti e più belle: non è questo che ci interessa! Le donne, in Italia, hanno conquistato il diritto di voto, a livello nazionale, solo nel 1946, in forte ritardo rispetto a tanti Paesi del circolo planetario. In questi 75 anni, la coscienza ma soprattutto la libertà politica, apparentemente, si sono evolute, però, de facto, non è così, anche quando ci si trova al cospetto di strumenti che dovrebbero garantire le pari opportunità; strumenti che, sovente, serbano l’ombra della discriminazione che, invece, dovrebbero scongiurare: consideriamo, ad esempio le quote rosa, la cui natura ha i tratti propri di una concessione piuttosto che quelli di una naturale e intangibile condizione.
Una concessione che, in Calabria, in ogni caso, non riesce a garantire, a parte poche e rimarchevoli eccezioni, un’effettiva equità di genere nella gestione della cosa pubblica e, nel complesso, nei ruoli di responsabilità. Anche la violenza sulle donne e alle donne (io penso sia più congrua quest’ultima espressione, nell’argomentare rispetto a tale fenomeno criminale), spesso spiegata e giustificata come eventualità naturalmente connessa alla vita di coppia e
di relazione, rappresenta il segnale di quanto il processo culturale sia in ritardo con quello formale stabilito dai tempi che viviamo. Secondo la moderna cultura laica e occidentale, donne e uomini sono uguali, nei diritti e nei doveri; eppure, ancora oggi, in certi contesti, piccoli, come talune realtà periferiche del cosiddetto mondo occidentale, e grandi, come alcune realtà statuali, tali valori risultano schiacciati da costumi e credenze, spesso di natura religiosa, tesi a ridimensionare, nell’ottica di un’ipocrita difesa della sacralità femminile o, d’altro canto, di un’inaccettabile discriminazione sessista, il ruolo della donna nella società e nelle sue istituzioni. Un ridimensionamento, che sovente, anche contestualmente a società culturalmente evolute come la nostra, trova respiro in situazioni particolari: una di queste riguarda il caso in cui la donna è portatrice di handicap. Un’eventualità, questa, che aliena la donna dalla normalità, alzando barriere e palesando – soprattutto in alcuni contesti, e in Calabria non sono pochi, dove la modernità ancora non ha trovato compiuta cittadinanza – il vizio sociale: quello
che, nel considerare il visus mancante un elemento totalizzante, assimila i ciechi e gli ipovedenti a soggetti socialmente marginali. Una visione totalmente errata o, per usare un’espressione gergale molto in voga nell’epoca attuale, una fake news: la donna cieca e ipovedente è una donna che deve agire secondo il senso dell’olfatto, dell’udito, del tatto, delle percezioni propriocettive e vestibolari; sensi che, in presenza di ambienti e strumenti adeguati a supportare le specificità connesse a cecità e ipovisione, sono in grado di garantire un elevato livello di autonomia e un’esistenza aperta a opportunità e personale realizzazione. Alla luce di quanto ho detto, risulta chiaro un dato: condizioni come isolamento e depressione, sovente affliggenti le donne cieche e ipovedenti, non sono dovute all’handicap, né, tanto meno, alle peculiarità a esso connesse, bensì sono cagionate da ambienti non sufficientemente semplificati e lineari, nonché poco funzionali a rappresentazioni mentali accessibili; sono questi
i fattori deteriori che a narcotizzano le relazioni, creando l’humus ove il disagio va ad annidarsi e a cronicizzarsi. La donna cieca e ipovedente può, insomma, esprimersi liberamente come cittadina, ma può farlo solo se ai diritti formali si coniuga quell’impegno, sancito dalla Costituzione Italiana, di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana” (art. 3, comma 2). La donna cieca e ipovedente, poi, in Calabria e in ogni dove, è in difficoltà quando vuole esprimersi nel diritto di genitorialità o maternità: spesso l’istinto materno e il desiderio di crescere un figlio vengono repressi perché la paura degli altri diventa paura personale, capace di instillare dubbi insensati come quello relativo alla sicurezza o allo sviluppo della personalità per i bambini cresciuti da donne cieche o ipovedenti. Che sciocchezza, quanta stantia superficialità! È tempo di pensare a una nuova stagione di sensibilizzazione e rivendicazione, per indurre il consesso sociale, in senso globale, non solo regionale e neanche unicamente nazionale, a rimodulare spazi e concezioni, tenendo sempre fermo il principio che
l’esistenza umana, in qualsiasi genere si manifesti, con qualunque peculiarità trovi espressione è un diritto da valorizzare, curare, scambiare, condividere e amare senza alcun pregiudizio. Fondamentale è l’educazione all’amore, ad amare – non semplicemente a rispettare – la libertà, la dignità, i sentimenti propri dell’Universo femminile, che colora le giornate di grazia e cura: grazia e cura, gemme preziose, diamanti chiamati a illuminare anche la straordinarietà di una terra, quella calabra, che è Unica, nelle sue potenzialità e nella sua complessità; una complessità estrema, come la bellezza delle sue erte, delle sue vallate, delle sue onde … Una bellezza tanto sfolgorante, tanto femminile.

Nel concreto, i meccanismi subculturali, in cui fermentano discriminazione e violenza (che, in effetti, è conseguenza di un pensiero discriminatorio, inquadrante la donna come oggetto, come proprietà di cui disporre a piacimento) si superano nel momento in cui ognuna di noi decide di mettere in campo la forza necessaria rispetto a quello che si vuole; rispetto a quello che si vuole come persona, come donna, come donna con disabilità visiva, nel mio caso.
Io questa forza l’ho trovata dando forma al mio pensiero critico, prendendo coscienza di quello che sono; e ciò per me è stato vitale: questa forza mi ha permesso di difendere il mio diritto a Essere… A essere una persona, una calabrese, una cittadina, una Donna!

Dott.ssa Annamaria Palummo
Consigliere Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti

Pubblicato il 30/11/2021.

Marche – 25 novembre, donne dell’Uici in prima linea

“Per chi non vede, il rifiuto diventa violenza”

Ecco il calendario degli eventi, provincia per provincia, promossi nella nostra regione dalle dirigenti dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti

“Una donna che diventa cieca in età adulta sente la propria vita improvvisamente stravolta, spesso rifiuta la malattia, isolandosi dal mondo. Ma quando è il compagno a rifiutarti perché non vedi più, la sofferenza diventa insopportabile. Ogni via d’uscita sembra preclusa e non sempre si ha la possibilità e la forza di separarsi”.

Stefania Terrè, vicepresidente Uici Marche (Unione italiana ciechi e ipovedenti) esordisce così presentando le iniziative in programma nella regione per il 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Un evento nazionale con collegamenti da tutta Italia e tanti momenti promossi in tre province delle Marche, Ancona, Ascoli Piceno e Pesaro, per non dimenticare che la sofferenza arriva anche dall’indifferenza e dal rifiuto, dall’umiliazione e dalla mancanza di attenzioni. Le dirigenti e le socie dell’Uici Marche sono in prima linea per la celebrazione della Giornata mondiale che quest’anno custodisce un valore aggiunto.

Qui Ancona: “Quest’anno – sottolinea Terrè – abbiamo avuto l’occasione di unire le forze con altre associazioni del territorio per ribadire quanto sia importante contrastare ogni tipo di violenza. Ad Ancona abbiamo pensato di fare rete nel vero senso della parola. Le nostre socie si sono messe al lavoro e hanno partecipato alla realizzazione di una coperta rossa all’uncinetto e ai ferri che rappresenta esattamente il messaggio che vogliamo lanciare: insieme possiamo proteggerci, ognuna con la forza di cui è capace”. Iniziativa promossa insieme alla presidente del Forum delle donne di Ancona, Laurita Pergolesi, all’associazione Terza Via e alla Croce Rossa.

L’evento ufficiale si svolgerà sabato 27 a partire dalle 15.30 in Piazza Roma, con la celebrazione pubblica a cui interverranno le altre associazioni e le autorità cittadine.

Qui Ascoli Piceno: “Ad Ascoli è tutto pronto per la Giornata internazionale – spiega la presidente della sezione territoriale, Gigliola Chiappini -. Negli anni non abbiamo mai registrato casi di violenza fisica nei confronti delle nostre associate, ma la violenza è anche mancanza di cura e nel caso di una donna che non vede le ripercussioni sono devastanti. Per questo non bisogna mai abbassare la guardia. Il 25 dipingeremo la panchina del giardino che si trova davanti alla nostra sede, in collegamento con il nazionale. In uno dei momenti dell’evento sarà presente l’assessore alle Pari opportunità del Comune, Maria Luisa Volponi, che insieme alle nostre socie porterà la sua testimonianza”.

Qui Pesaro: “Dipingeremo di rosso una panchina di via Frescobaldi – annuncia Maria Mencarini, presidente Uici di Pesaro e Urbino -, un piccolo parco del quartiere di Villa San Martino, alla presenza dell’assessore ai Servizi sociali del comune, Sara Mengucci, della Dirigente dell’ufficio scolastico, Alessandra Belloni, del parroco Don Lorenzo Volponi che benedirà la panchina e dei partecipanti che vorranno intervenire. Ci saranno anche studenti e insegnanti della terza media dell’istituto Manzoni, con la dirigente Loretta Mattioli, il presidente del quartiere Sami Tayeb, i nostri consiglieri, Valeria Castri e Giordano Cardellini, la vicepresidente Elisabetta Arcangeli e tutto il gruppo giovani della sezione che è stato il motore dell’iniziativa. In programma la lettura dei testi elaborati dagli alunni, il collegamento in diretta con il nazionale e l’omaggio delle pergamene e della nostra cioccolata solidale ai presenti. La giornata sarà trasmessa sui canali social e sulle emittenti televisive private”.

Foto di una nonna mentre prepara a maglia la coperta rossa

Foto che ritrae la vicepresidente Uici Marche, Stefania Terrè, insieme alla presidente del Forum delle donne di Ancona, Laurita Pergolesi, davanti alla coperta rossa

Pubblicato il 24//2021.

Bologna – 10 strumenti per conoscere se stessi

Domenica 7 novembre alle ore 16.30, un incontro dal titolo: il volto con cui mi presento: la cura della pelle.

All’interno del progetto “10 strumenti per conoscere se stessi“, la commissione pari opportunità della sezione territoriale dell’Unione Italiana ciechi ed Ipovedenti di Bologna, organizza per domenica 7 novembre alle ore 16.30 un incontro dal titolo: il volto con cui mi presento: la cura della pelle, tenuto da Lucia Vinci.

Sarà possibile prendere parte a questo appuntamento in presenza o attraverso la piattaforma online zoom Meeting. Chi fosse interessato è pregato di comunicarlo alla coordinatrice della commissione Katia Caravello, scrivendo una mail all’indirizzo pariopportunita@uicibologna.it indicando la preferenza tra on line e in presenza.

Il link per l’incontro online verrà inviato solo agli iscritti, mentre i posti in sezione sono limitati anche causa restrizioni covid19. Una volta raggiunto il limite massimo di posti in presenza gli iscritti in sovrannumero riceveranno il link per connettersi.

Il progetto 10 strumenti per conoscere se stessi e per il benessere personale è articolato in 10 incontri a cadenza mensile volti all’approfondimento di un percorso di conoscenza personale.

Ogni incontro è svincolato dagli altri, per cui sarà possibile iscriversi a tutti o solo ad alcuni a seconda del proprio interesse, anche se l’obiettivo ultimo del progetto è svolgere un percorso di conoscenza di sè attraverso le più varie sfaccettature.

Due parole sul progetto e sulle sue finalità:

Saper conoscere se stessi è uno dei temi più sentiti del momento.

Chi di noi, almeno una volta nella vita non si è sentito perso, smarrito, senza punti di riferimento?

questo progetto nasce per offrire la possibilità di esplorare svariate realtà che offrono percorsi di crescita personale.

ogni mese vogliamo organizzare un incontro durante il quale discutere di argomenti e strumenti che influiscono sul benessere personale.

gli incontri sono in presenza e on line, e oltre un momento formativo offriranno la possibilità di porre domande e approfondire la consapevolezza di se sperimentando brevi attivazioni ed esercizi. Gli incontri non sono strettamente legati tra loro e ciascuno potrà iscriversi ad uno o a tutti a seconda del proprio interesse, anche se l’obiettivo dell’intero percorso è un approfondimento su aspetti diversi della propria persona. Il progetto si rivolge a chiunque sia interessato, indipendentemente da sesso ed età.

Qualcosa sul primo incontro e sulla relatrice

Curare la propria pelle è fondamentale per avere un aspetto più luminoso.

Il nostro viso rispecchia benessere se ce ne prendiamo cura in modo adeguato e con i prodotti giusti.

Sia gli uomini che le donne, quando eseguono una corretta routine di skincare, aiutano il loro volto ad avere un aspetto più rilassato e fresco.

La skincare non riguarda solo la pulizia del viso, ma anche l’applicazione di prodotti specifici per le diverse zone del volto e le diverse fasce d’età.

Nel caso delle donne, avere una buona routine di skincare aiuterà ad applicare il make-up più facilmente e ad avere risultati migliori.

Spesso un fondotinta che non si stende bene è causato dai pori dilatati della pelle!

Nel caso degli uomini, le borse sotto gli occhi o i segni d’espressione possono essere migliorati grazie a una corretta cura della pelle.

Gli argomenti che tratteremo sono:

1. conoscere i vari tipi di pelle e le loro necessità;

2. quali sono i prodotti necessari per una corretta routine di skincare;

3. quali sono i prodotti specifici da aggiungere alla routine quotidiana;

4. come affrontare l’inverno e i fastidi derivanti dall’uso della mascherina;

Breve presentazione della relatrice

sono Lucia Vinci, consulente di make-up e skincare da 3 anni. Collaboro con Younique Italia s.r.l. e svolgo la mia attività di social selling tramite le piattaforme Facebook ed Instagram. All’inizio del 2021 ho dato vita a un progetto chiamato “make-happy” per permettere alle donne non vedenti ed ipovedenti di imparare ad avere cura del proprio viso in autonomia. Grazie alla piattaforma zoom da Vicenza sono arrivata anche in Sicilia! Nel corso dell’anno ho conosciuto molte donne e ho sempre più avuto voglia di approfondire l’argomento rendendo i miei percorsi più personalizzati.

Pubblicato il 03/11/2021.

Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Autore: Linda Legname – Vice Presidente Nazionale

La nostra associazione, tramite il Gruppo di lavoro Pari Opportunità, quest’anno dice ancora una volta NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE: un forte no alla violenza domestica, no alla violenza in famiglia, no all’amore rubato e strappato, no alla negazione del diritto all’auto affermazione come donna lavoratrice, sposa, compagna, mamma, disabile, cittadina.

Pertanto desideriamo dare il nostro contributo organizzando un evento Nazionale che si svolgerà in due momenti distinti:

  • Mercoledì 24 Novembre meeting presso la sala del Senato della Repubblica. Tutte le nostre Consigliere nazionali sono invitate a partecipare in presenza, comunicando la propria adesione a segreteria@uici.it. L’evento sarà fruibile inoltre, via zoom. A breve programma definitivo;
  • Giovedì 25 Novembre momenti dedicati al territorio con iniziative, dibattiti, comunicati stampa a cura delle nostre sedi regionali e sezioni territoriali, anche avvalendosi del contributo previsto dal fondo di solidarietà 2021.

Per caratterizzare in modo unitario la Giornata, raccomandiamo di individuare una panchina pubblica vicino a luoghi istituzionali delle città delle nostre strutture territoriali che vorranno aderire all’iniziativa. Tutte le nostre dirigenti simbolicamente tinteggeranno di rosso le panchine.  Il momento farà parte di una rete di eventi flash mob che riprenderemo e diffonderemo in diretta streaming. Le strutture partecipanti avranno cura di dotarsi di un dispositivo digitale adatto a consentire il collegamento e la trasmissione. Sarà nostra cura comunicare orari e dati tecnici.

Abbiamo predisposto una locandina che invieremo alle strutture partecipanti.

Inoltre sono in fase di realizzazione delle pergamene dedicate con una poesia sulla donna riprodotta in carattere a stampa e in Braille realizzata dalla nostra Stamperia Regionale di Catania, da offrire ai rappresentanti delle istituzioni e agli ospiti degli eventi. Alle strutture aderenti saranno inviate gratuitamente 6 copie della pergamena.  

L’adesione all’iniziativa dovrà essere comunicata al nostro ufficio stampa ustampa@uici.it entro l’otto (8) Novembre 2021.

Confidiamo in una partecipazione ampia e appassionata delle donne e degli uomini della nostra Unione.

Linda Legname – Vice Presidente Nazionale

Pubblicato il 26/10/2021.

Catania – Evento presentazione “Sportello donna”

Autore: Simonetta Cormaci

Sabato 11 settembre, cogliendo spunto dal libro della giornalista Sarah Donzuso “Da sempre e per sempre” che narra una storia di amicizia tra alcune donne (una di queste turbata da un’esperienza di violenza), l’UICI Sezione di Catania ha presentato l’imminente apertura di uno Sportello donna in cogestione con l’Associazione Centro antiviolenza Thamaia.

L’evento ha visto il coinvolgimento di tutte le istituzioni cittadine – dal Comune alla prefettura e Questura alle forze dell’ordine e istituzioni sociosanitarie – le quali hanno partecipato con favore apprezzando molto il progetto.

Moderato da Giuseppe Ardica, giornalista RAI sede di Catania l’incontro è cominciato con il saluto della Presidente Rita Puglisi e, da remoto, della Vice Presidente nazionale Linda Legname. A seguire l’intervento di chi scrive referente UICI catanese per le questioni di genere. In tale intervento è stata espressa, ancora una volta, l’attenzione alle donne disabili in quanto lo status di “donna” aggravato dall’essere disabili diventa un doppio fattore di rischio , una doppia discriminazione con conseguenza di un grave disagio e svantaggio psicologico e sociale. Ormai è sempre più rilevato il fenomeno delle discriminazioni intersezionali originate dalla cultura paternalista e maschilista, di come esse agiscano fortemente su chi ne è colpita con grande impatto esistenziale; potremmo fare l’esempio dell’essere donna e di età senile o infantile, con difficoltà economiche o di origine straniera. Per tali ragioni e per il crescente disagio sociale che si avverte nelle relazioni uomo -donna, tristemente riportato da gravissimi fatti di cronaca ormai quotidiana – è sorto l’intento di intervenire offrendo alle donne con disabilità e senza disabilità uno spazio di ascolto solidale e qualificato capace di proporre e accompagnare in percorsi di empowerment e soluzioni efficaci.

Le due realtà associative che se ne fanno carico hanno il vantaggio di poter mettere in campo le consolidate rispettive esperienze collaborando insieme all’incontro di due mondi (quello della disabilità e quello più conosciuto della vita quotidiana. La Presidente del Centro antiviolenza, Anna Agosta, ha parlato diffusamente del fenomeno delle violenze alle donne cresciuto durante la pandemia e di quanto sia importante che i centri antiviolenza e, in generale, le associazioni in ascolto delle donne abbiano i fondi per essere presenti e diffondersi sul territorio in quanto punto di riferimento indispensabile e promotori di un dialogo di sensibilizzazione che smantelli culture antiche e paternaliste. La giornalista Sarah Donzuso con il suo libro ha voluto dare un contributo al dibattito culturale soprattutto riferendosi alle generazioni più giovani che spesso non trovano riferimenti adeguati per un’educazione alle relazioni affettive e alla gestione dell’emotività. Molto gradito l’intervento del magistrato e Consigliere del CSM Sebastiano Ardita che ha espresso la sua preoccupazione perla generale incuranza alle regole e alla legalità. Tutte le istituzioni presenti hanno espresso favore, incoraggiamento, sostegno. Dopo un breve dibattito la serata è stata conclusa da un ottimo rinfresco durante il quale ci si è ritrovati in un confronto e uno scambio gioioso e cordiale.

Simonetta Cormaci

Locandina dell’evento di Presentazione sportello donna

Programma dell’evento

Pubblicato il 15/09/2021

Basilicata – Webinar “Come riconoscere la violenza e come difendersi”

Il tema della violenza in generale è ormai dibattuto ampiamente in vari contesti più o meno specialistici.

L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Basilicata ha deciso di organizzare un incontro on-line per condividere esperienze prima di tutto umane, al di là delle possibili definizioni cliniche e offrire uno spazio di supporto in cui sentirsi persone libere.

L’incontro, dal titolo “Come riconoscere la violenza e come difendersi” ha avuto luogo nella giornata di sabato 22 maggio 2021, su iniziativa del consiglio regionale UICI di Basilicata e in particolare del Comitato Pari Opportunità coordinato da Anna Varriale.

A ciascuno dei partecipanti è stato fornito un link al quale collegarsi al fine di ascoltare, ma soprattutto interagire.

L’iniziativa, moderata dalla giornalista Fabiana Santangelo, è stata pensata come una sorta di “laboratorio di apprendimento” basato sull’interazione e lo scambio reciproco, più che su nozioni di natura formale precostituita. 

Come modalità di interazione si è scelto di creare un “gruppo di parola” su iniziativa del dottor Alfonso Domenico Guttieri, socio della sezione UICI di Potenza e dirigente del consiglio regionale UICI di Basilicata, da tempo impegnato come psicologo e psicoterapeuta proprio nello studio delle interazioni di gruppo.

Dopo aver chiarito le motivazioni in merito alla modalità scelta come strumento utile allo scopo, il dottor  Guttieri ha illustrato le regole con cui relazionarsi sottolineando in maniera particolare l’impegno alla riservatezza di ciascun partecipante.

A seguito di una piccola partentesi introduttiva si è dato avvio ad un interessante cammino interno che, senza difficoltà, si è sviluppato in tutti i partecipanti, creando un’atmosfera emotiva difficile da esperire nelle abituali situazioni di vita.

Si è trattato di un momento in cui il senso e il significato di tutto ciò che accadeva in gruppo riguardava il gruppo stesso, dando così origine ad un “Noi” che con grande forza e dignità ha raccontato le avversità in cui si è imbattuto nel corso della vita.

Il gruppo, eterogeneo per diversi fattori, si è interrogato sulle possibili declinazioni del concetto di violenza, in un continuo cambio di prospettiva tra la dimensione soggettiva individuale e quella sociale.

Sono emerse emozioni forti, come la rabbia, generata da un profondo senso di ingiustizia legata a fenomeni di discriminazione sia familiare che lavorativa. 

La violenza infatti si insinua nei legami distorcendoli, rendendo dannoso il confronto che diviene invece gradevole e stimolante nelle relazioni sane.

Durante lo scambio delle esperienze è stata colta l’occasione anche per fornire importanti strategie pratiche utili ad affrontare i momenti più critici.

Uno degli aspetti particolarmente interessanti dell’incontro è stato quello di abbattere letteralmente le gerarchie nei ruoli e gli stereotipi come quello della disabilità, del dirigente o del sottoposto, che sono stati soppiantati dal valore intrinseco delle persone, dotate tutte di un mondo interno peculiare e capaci di donare oltre ogni barriera, senza però trascurare la propria soggettività.

Il gruppo ha fatto emergere il bisogno di lavorare ancora tanto non soltanto insieme alle persone con disabilità, ma anche e soprattutto con i genitori e con gli operatori che si occupano di questo ambito.

Oggi, nonostante si siano avuti molti cambiamenti sociali ci sono ancora contesti relazionali caratterizzati da uno stigma rigido e negativo che fatica ad essere abbattuto.

Si pensi ad esempio al concetto di ipovisione, ancora poco noto ai più e spesso causa di sgradevoli equivoci da cui possono avere origine episodi di discriminazione.

In molti casi il “visus” residuo di una persona ipovedente si riduce drasticamente con la diminuzione della luminosità divenendo estremamente basso con il sopraggiungere delle ore serali, come nel caso della retinite pigmentosa.

Coloro i quali sono affetti da tale patologia, infatti, al buio non riescono a mettere bene a fuoco luoghi o individui a loro noti che invece durante le ore diurne sono in grado di riconoscere con minore difficoltà.

Questa sorta di ambiguità genera spesso sospetto in coloro che osservano dall’esterno, suscitando l’errata convinzione che si possa decidere di modulare la propria disabilità in base a scelte contingenti o peggio situazioni di comodo.

L’augurio è che incontri simili possano rappresentare un’occasione per ognuno di noi di ripensare il proprio ruolo nella vita quotidiana, tanto più che non è scontato, né facile raccontare la propria eventuale esperienza di violenza. Siamo certi, tuttavia, di aver messo a dimora il seme della condivisione e della reciprocità dell’ascolto.

Pubblicato il 04/06/2021.

Consultazioni della Commissione Europea sulla violenza di genere

Scadenza 10 maggio

La Commissione Europea ha dato il via a due importanti consultazioni pubbliche, aperte fino al 10 maggio, sul fenomeno della violenza contro le donne:

– “Violenza contro le donne e violenza domestica – Verifica dell’adeguatezza della legislazione dell’Unione Europea”;

– “Combattere la violenza di genere – Proteggere le vittime e punire gli autori di reato”.

Il Forum Europeo della Disabilità (EDF) sottolinea la grande importanza di questa opportunità di far ascoltare la voce delle ragazze e delle donne con disabilità.

Le due consultazioni sono congiunte ed entrambe conducono a un unico questionario, reperibile in lingua italiana digitando il seguente indirizzo:

https://ec.europa.eu/eusurvey/runner/genderbasedviolence?surveylanguage=it.

Collegandosi al suddetto link, si può accedere al questionario autenticandosi attraverso il proprio account “EU Login”. Qualora non si abbia ancora un account, è possibile registrarsi, inserendo nome, cognome e indirizzo email.