INVAT – Servizio di consulenza sull’accessibilità delle nuove tecnologie

L’Istituto Nazionale Valutazione Ausili e Tecnologie INVAT nell’ambito delle sue molteplici attività, volte a favorire il miglior uso delle moderne tecnologie, ricorda che è stato attuato dal 2021 il servizio tramite ticket per la segnalazione di criticità riscontrate nell’utilizzo di dispositivi tecnologici.

Visto il grande successo di fruitori a oggi, riproponiamo di seguito le modalità di accesso:

  1. Consultare il sito www.invat.info
  2. Nella pagina iniziale, si trova il pulsante “segnala una criticità” che permette di accedere ad un form dedicato da compilare in modo accurato.
  3. Le informazioni fornite verranno analizzate in tempi brevi da un pool di tecnici esperti.
  4. Per inviare una semplice comunicazione, un suggerimento o una domanda, il pulsante “comunica con noi” consente di avere un contatto immediato con INVAT.

Pubblicato il 07/02/2024.

Accessibilità: costruiamola seriamente, non per finta

Autore: Francesco Tranfaglia

In questi giorni sugli organi di stampa dedicati è comparsa in pompa magna la notizia che Iliad, l’operatore di telefonia mobile che opera nel nostro mercato da ben 4 anni, ha fatto dono della possibilità di navigare nel suo sito ai suoi clienti con disabilità.

Si potrebbe dire meglio tardi che mai, ma purtroppo dobbiamo constatare ancora una volta che il dono si è rivelato l’ennesimo motivo di frustrazione per le persone con disabilità, e che per Iliad non è ancora giunto il tempo per vantare una piena inclusività.

Sì, perché come sta accadendo purtroppo spesso, invece di seguire la via maestra di produrre siti che tengono conto già in fase di sviluppo delle regole prescritte dal consorzio mondiale W3C per realizzare contenuti web accessibili, si è scelta una scorciatoia, un apparente uovo di Colombo.

Si tratta di un overlay di correzione automatica, che vediamo comparire sempre più spesso nei siti della Pubblica Amministrazione e non solo, che promette una accessibilità automatizzata ma che in realtà genera il solito accrocco dove la persona disabile naviga con fatica.

Nello specifico, ad una analisi solo sommaria, il sito di Iliad non presenta una suddivisione corretta per intestazioni, i link e le immagini hanno etichette di scarsa comprensibilità e le parti interattive, i cosiddetti form, non sono interamente completabili.

Come INVAT (Istituto Nazionale Valutazione Ausili e Tecnologie) da anni mettiamo a disposizione di chiunque lo richieda le competenze di utenti web con disabilità visive, e saremmo ben stati lieti di offrire ad Iliad un supporto puntuale e verificato dall’esperienza d’uso, ma purtroppo non ci hanno consultati.

L’episodio è particolarmente preoccupante perché in Italia, il prossimo novembre, scatterà l’obbligo per tutte le aziende con fatturato annuo superiore ai 500 milioni per tre anni, di rendere completamente accessibili i propri servizi offerti via Web. Non vorremmo che per risparmiare qualche spicciolo, queste prendessero esempio da Iliad e ricorressero all’accrocco. Sarebbe l’ennesima beffa nei confronti delle persone con disabilità che tradisce buone intenzioni ma produce pessimi risultati. La stessa AgID, che in Italia si occupa di normazione e di regolamenti tecnici per le piattaforme informatiche, norme e regolamenti afferenti anche l’accessibilità, spiega, in un articolo eloquente ed esaustivo, perché questi accrocchi non possano sostituire l’intervento umano. Leggasi a tal proposito l’articolo seguente:

https://medium.com/@AgidGov/correzione-automatica-di-problematiche-di-accessibilit%C3%A0-luso-degli-accessibility-overlays-f8a787476bac

Giova altresì ricordare che tali soluzioni stanno subendo una contestazione legale di rilevante importanza proprio negli USA, culla del diritto in questo ambito, proprio perché trattasi di soluzioni tampone che spesso e volentieri creano più difficoltà che benefici reali nella navigazione di una piattaforma web. L’uso di questi overlays di correzione automatica è un fenomeno che desta non poche perplessità e preoccupazioni, in quanto si sta diffondendo a macchia di leopardo, dal momento che, non solo entità private, bensì anche Pubbliche Amministrazioni si stanno avvalendo di queste soluzioni. Soluzioni proposte per una manciata di euro, evidentemente spesi male, alle spalle dei contribuenti; platea della quale anche i disabili, a buon diritto/dovere fanno parte: beffa nella beffa dunque! E a proposito di beffe: una chiosa finale, da sorriso beffardo, se non fosse che quanto scritto sul sito MondoMobileWeb è tremendamente vero; citiamo dall’articolo: “Il tool è identificabile in basso a sinistra dello schermo (sia nella versione desktop che mobile) attraverso un’icona rossa che permette di impostare tutte le personalizzazioni necessarie a rendere le pagine accessibili al maggior numero di utenti.”! Un’icona rossa… come rampognare un utente sordomuto che non apprezza la nona sinfonia di Beethoven… ogni commento suonerebbe come superfluo…

www.invat.info

Francesco Tranfaglia – gruppo osservatorio siti internet di INVAT – Istituto Nazionale Valutazione Ausili e Tecnologie

Pubblicato il 11/07/2022.

È possibile per una persona disabile vivere in autonomia un periodo di relax?

Autore: Giuseppe Fornaro

Una passeggiata in montagna o quattro tuffi a mare, alla scoperta di borghi antichi, tradizioni e sapori locali. È possibile per una persona disabile vivere in autonomia un periodo di relax?

Considerato che ogni persona disabile porta con sé altre due persone fra accompagnatori, familiari o amici, per soggiorni medi di una settimana e per più di un viaggio all’anno, il turismo accessibile rappresenta un vero e proprio mercato e non una questione etica o di adempimento burocratico. Siccome non ci sono regole precise, il cliente disabile fatica a soddisfare la sua esigenza turistica, spesso anche perché egli stesso talvolta non conosce bene le sue esigenze.

Ma come fare per rendere accessibile una meta turistica?

Non basta rendere accessibile il solo punto di arrivo, ma bisogna che siano accessibili le località di destinazione, cioè la struttura prescelta, i mezzi di trasporto, le strade, gli esercizi pubblici e così via. Il turista disabile deve potersi muovere al di fuori dell’albergo dove ha scelto di villeggiare e deve anche poter trovare, ad esempio, un albergo accessibile nei pressi del museo che ha scelto di visitare.

La conoscenza dell’accessibilità di una meta si diffonde anche col passa parola, dove ognuno fornisce informazioni sulle caratteristiche del posto, per offrire agli altri una panoramica dettagliata del luogo, affinché il cliente sappia a cosa va incontro e possa comprendere se quella destinazione è più o meno adatta a lui.

Anche in presenza di accessibilità è bene far capire ai potenziali clienti come questa è stata realizzata affinché ognuno possa comprendere se il grado di accessibilità della meta gli è sufficiente, considerato che la disabilità non è standard e che le disposizioni sono destinate a un utente standard che potrebbe non corrispondere alle caratteristiche individuali.

Le persone con disabilità, quindi, in vacanza ci vanno se possono.

Oggigiorno ci sono diversi strumenti di autonomia a disposizione del turista non vedente, a partire da Google Maps che è un’applicazione accessibile ed aiuta a prenotare ristoranti, alberghi, il luogo di vacanza, lo stabilimento balneare o la passeggiata. Senza le barriere architettoniche sarà più facile muoversi. Si possono adottare dei rilevatori posizionati sotto l’ombrellone o lungo un percorso che, attivati tramite un telecomando dal non vedente, aiutano ad individuare la direzione verso cui dirigersi, oppure si possono utilizzare dei segni particolari per orientarsi lungo una passerella o un corrimano. Per i momenti di pausa, poi, oltre che lo stare in compagnia, può essere bello ascoltare un audiolibro o della musica rilassante.

L’importante è affrontare la vacanza come un’avventura, senza dimenticare le difficoltà che si possono presentare, chiedendo assistenza in modo corretto a chi si ha intorno e vivere nel miglior modo possibile un’esperienza rilassante che faccia ricaricare, per poi ripartire con sprint.

INVAT – Attivazione servizio di consulenza sull’accessibilità delle nuove tecnologie

Oggi le nuove tecnologie elettroniche ed informatiche sono sempre più presenti nella nostra vita quotidiana, con l’obiettivo di agevolarci; a volte però ci troviamo in difficoltà per la complessità di utilizzo o per la scarsa accessibilità.

L’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti mette a disposizione attraverso INVAT, un nuovo servizio, tramite ticket, a cui convergere le tematiche legate alla tecnologia, le valutazioni ed il monitoraggio per un corretto livello di accessibilità di tutte quelle interfacce, hardware e software, che sempre più si presentano nelle nostre azioni e necessità di ogni giorno.

Per accedere a questo servizio è sufficiente consultare il sito www.invat.info .

Nella pagina iniziale, si trova il pulsante “segnala una criticità” che permette di accedere ad un form dedicato da compilare in modo accurato. Le informazioni fornite verranno analizzate in tempi brevi da un pool di tecnici esperti. Per inviare una semplice comunicazione, un suggerimento o una domanda, il pulsante “comunica con noi” consente di avere un contatto immediato con INVAT.

Nel sito web, inoltre, sono presenti informazioni e utili guide sull’accessibilità di siti e sui prodotti maggiormente utilizzati nei diversi contesti delle moderne tecnologie con contributi testuali e multimediali.

Pubblicato il 20/05/2021.

Vicenza – Autonomia conquistata con l’uso del POS, di Silvana Valente

Autore: Silvana Valente

Dal primo gennaio 2020 è entrata in vigore la normativa che prevede, ai fini di poter beneficiare della detrazione fiscale delle prestazioni sanitarie, che il pagamento delle stesse deve essere tracciabile. Poco male potremo dire, ma per un libero professionista non vedente ritrovarsi improvvisamente a scegliere e quindi a gestire un dispositivo preposto a ricevere i pagamenti elettronici, non è una cosa così banale. Perché? Ovviamente, per me, che certo non ero l’unica a non essere ancora dotata di un Pos proprio per la difficoltà a gestirlo in autonomia, sarebbe stato molto più semplice avere a disposizione un lasso di tempo per l’adeguamento in tal senso (3-6 mesi). Dunque, ho subito cominciato la ricerca. L’amico e collega A. C. mi ha consigliato di interpellare l’Invat (Istituto nazionale valutazione ausili e tecnologie), di cui non conoscevo l’esistenza. Ho contattato i referenti che si sono mostrati molto collaborativi, anche perché non ero stata l’unica a rivolgermi a loro per trovare un dispositivo dotato magari di sintesi vocale o di sistema di lettura braille.

Fortunatamente, un ragazzo che mi supporta nell’ambito informatico mi ha consigliato di contattare SumUp (società di pagamenti mobili), con cui lui si trova benissimo, sia perché vengono accettate per il pagamento tutte le varie carte bancomat e carte di credito, sia perché le commissioni dovute sono inferiori a quelle di una qualsiasi banca. Inoltre, qualora non mi fossi trovata bene, avrei potuto contare sulla possibilità di restituire il lettore carte entro un mese dall’acquisto. Oltretutto, non essendoci dispostivi nati con sintesi vocali, avrei potuto gestire il tutto ugualmente bene, sfruttando una app da installare sullo smartphone (disponibile per Android e ios). Inizialmente, per evitare di trovarmi in difficoltà, ho scelto l’apparecchio più completo, con la tastiera in rilievo e dotato di stampante per la ricevuta cartacea, quella a cui fa seguito la regolare fattura. Io non mi ero resa conto che non era quello il dispositivo che si può gestire con lo smartphone e dunque dovevo ogni volta farmi leggere il display dai pazienti, che, a volte complice l’età di taluni non sempre mi erano d’aiuto. Del resto, succede non di rado anche nei negozi che i cassieri aiutino i clienti nell’utilizzo dei tasti del lettore. Inoltre, qualche volta capitava, nell’orario di punta, che sul display comparisse la scritta «Attendere» e io non potevo accorgermi, come non potevo controllare se il pagamento andava a buon fine. Inutile dire che non era il caso di continuare ad avvalermi della consulenza dei miei pazienti.

Dopo aver testato varie possibilità, i referenti dell’Invat mi hanno confermato che avevo fatto bene ad orientarmi su SumUp, ma il lettore che avrei dovuto scegliere per gestirlo attraverso l’app dello smartphone era il dispositivo più semplice e non quello che avevo scelto io: per capirci, senza stampante e con tastiera touch ma a cui si può applicare una cover braille. Ho, dunque, provveduto ad acquistare il dispositivo più semplice nonostante fosse già trascorso il mese previsto per un eventuale sostituzione. Il referente di SumUp che ha seguito la mia pratica ha fatto prevalere l’aspetto umano, pensando a chi cerca ogni giorno di superare le difficoltà lasciando da parte le regole scritte sulla carta e di questi tempi direi che non è poco.

Ora sono diventata veloce e sicura anche nel ricevere i pagamenti tramite Pos, potendo avvalermi del voice over che vocalizza ciò che compare sul display dell’iPhone, insieme all’applicazione con cui utilizzo il lettore carte. Non nascondo però che non sarebbe male se ci si preoccupasse un po’ di più delle categorie di lavoratori svantaggiati.

Cambio luogo Conferenza di presentazione, attività e risultati INVAT

Istituto Nazionale Valutazione Ausili e Tecnologie – Giovedì 7 novembre 2019, Roma

A causa di un imprevisto problema verificatosi nella Sede di Palazzo Chigi, siamo costretti a cambiare il luogo della Conferenza in oggetto che si terrà a Roma con inizio alle ore 9 di giovedì 7 novembre p.v. presso:

HOTEL DELLE NAZIONI

Via Poli, 6 – ROMA

Ci scusiamo per l’inconveniente.

Conferenza di presentazione INVAT: Attività e risultati di un anno di lavoro

Giovedì 7 novembre 2019 alle ore 9.00 presso Hotel delle Nazioni – Via Poli, 6 a Roma avrà luogo la Conferenza di presentazione, attività e risultati di INVAT Istituto Nazionale Valutazione Ausili e Tecnologie.

Aprirà i lavori Mario Barbuto, Presidente Nazionale UICI con una presentazione dell’attività di INVAT.

L’Istituto ha quale scopo precipuo quello di valutare e promuovere sul territorio gli ausili e le strumentazioni volti a favorire l’autonomia personale e la mobilità autonoma dei ciechi e degli ipovedenti.

Inoltre, l’INVAT si occupa di affrontare tematiche tecniche relative all’accessibilità, alla fruibilità e all’usabilità delle tecnologie presenti ormai in modo preponderante e quasi insostituibile nella vita quotidiana.

Saranno presenti il Sen. Steni Di Piazza, Sottosegretario di Stato al Lavoro e alle Politiche sociali e l’On. Andrea De Maria, Segretario della Presidenza della Camera dei Deputati.