I settori Informazione e Comunicazione, Stampa Sonora e Libro Parlato, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale – Servizio II – Centro per i Servizi Educativi del Museo e del Territorio, nell'ambito del nuovo ciclo di trasmissioni on-line sul tema: "Conversazioni d'arte: Dimore, castelli e palazzi d'Italia", organizzano per giovedì 21 giugno, con inizio alle ore 15,00 e termine alle ore 17,30, un incontro dal titolo "Rocche e castelli tra Malatesta e Montefeltro".
Di scena, questa volta, le fasi e le trasformazioni di due tra le più note roccaforti d'Italia: la Rocca di Gradara nelle Marche e quella di San Leo in Emilia Romagna, le quali offriranno l'occasione per raccontare la storia di uomini, condottieri, nobili casate, re, santi ed illustri prigionieri.
Il racconto a ritroso degli sviluppi architettonici della Rocca di Gradara, dai restauri scenografici degli anni Venti curati da Umberto Zanvettori fino agli interventi nel XIII secolo che determinarono la trasformazione dell'originario mastio in fortezza ed avamposto militare dei Malatesta, lascerà spazio anche alla rievocazione della tragica vicenda di Paolo e Francesca, tradizionalmente legata alla rocca, a cui Dante Alighieri dedica i celebri versi del V canto dell'Inferno.
Alla Rocca di San Leo sarà dedicata, invece, la seconda parte della trasmissione. La rocca, sorta sulle pendici di un imprendibile masso, originariamente chiamato Mons Feretrius, da cui il nome di Montefeltro dato all'antica regione, è anch'essa legata ad innumerevoli personaggi storici: da San Leone dalmata al re longobardo Berengario II, da Ottone di Germania a Federico da Montefeltro, per concludere con le vicende di alcuni tra i prigionieri illustri rinchiusi nelle carceri del castello per volere dello Stato Pontificio, tra cui spiccano quelle legate all'oscura e controversa figura del Conte di Cagliostro.
La trasmissione sarà condotta da Luisa Bartolucci.
Parteciperanno, tra gli altri:
Maria Rosaria Valazzi – Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici delle Marche;
Alessandro Marchi – Storico dell'Arte e Direttore della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici delle Marche;
Tiziana Bertuccioli – Assistente ai Servizi Educativi ed Accoglienza della Rocca Demaniale di Gradara;
Paolo Ottaviani – Assistente ai Servizi Educativi ed Accoglienza della Rocca Demaniale di Gradara.
Inoltre, sul tema più specifico dell'accessibilità ai contenuti del patrimonio culturale da parte delle persone con disabilità visiva ed in particolare sulle proposte del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, interverrà il responsabile del Servizio Educativo della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, Luca Fedeli. Alla trasmissione parteciperà infine Elisabetta Borgia del Centro per i Servizi Educativi del Museo e del Territorio del Servizio II della Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale.
Al termine della puntata verranno fornite informazioni utili sugli eventi in corso e su una serie di percorsi e iniziative culturali interessanti per persone con disabilità visiva.
Gli ascoltatori potranno scegliere diverse modalità di intervento: tramite telefono contattando durante la diretta il numero 06.69988353 o inviando e-mail, anche nei giorni precedenti la trasmissione, all'indirizzo diretta@uiciechi.it o -ancora- compilando l'apposito form della rubrica "Parla con l'Unione".
Per collegarsi sarà sufficiente digitare la seguente stringa: http://www.uiciechi.it/radio/radio.asp.
Il contenuto delle trasmissioni potrà essere riascoltato sul sito di S'ed on line all'indirizzo www.sed.beniculturali.it, sul sito della Direzione Generale per la Valorizzazione www.valorizzazione.beniculturali.it, sul sito dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti all'indirizzo www.uiciechi.it/ArchivioMultimediale nonché in podcast tramite il nuovo portale giornale.uici.it.
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Beni culturali: Dal 15 giugno il Museo Omero alla Mole
Grande attesa per l'inaugurazione della mostra "in_limine. Sulla soglia del nuovo Museo Omero", venerdì 15 giugno alle ore 17.00 alla Mole Vanvitelliana, che segna il primo passo verso il trasferimento del nostro Museo.
De Chirico, Pomodoro, Consagra, Martini, Marini, Messina, sono solo alcuni degli autori rappresentati nella mostra: inedite opere per Ancona, ultime acquisizioni del Museo.
Queste e altre opere autentiche già in collezione dialogheranno con il titanismo dei capolavori michelangioleschi.
Ultimi giorni dunque per visitare la sede del Museo Omero in via Tiziano, che sarà chiusa al pubblico dal 16 giugno. L'intera collezione sarà nuovamente fruibile a partire da settembre alla mole Vanvitelliana.
Orario mostra in_limine:
da martedì a venerdì dalle ore 17.00 alle ore 20.00.
Sabato e domenica dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 20.00
Mattino apertura su prenotazione per gruppi.
Ogni giovedì, dal 19 luglio al 23 agosto, apertura straordinaria fino alle 24 per la Rassegna Sensi d'estate: percorsi multisensoriali di Arte, Musica, Degustazioni XI edizione
Chiusura: lunedì, 15 agosto.
Ingresso gratuito.
Visita guidata e/o bendata: 7,00 euro a persona (dai 12 anni). Ridotto per gruppi/famiglie (da 4 a 60 persone): 3,50 euro a persona.
Gratuito: non vedenti, ipovedenti, diversamente abili e loro accompagnatori, bambini da 0 a 12 anni.
Prenotazione: obbligatoria per visite guidate e/animate.
Informazioni:
Museo Tattile Statale Omero
Tel. 071.2811935,
Fax 071.2818358,
E-mail info@museoomero.it
Web www.museoomero.it;
Sito vocale 800 20 22 20.
Univoc: Partnership Sociali 2011
All'insegna della sostenibilità
Energia pulita e solidarietà, un connubio all'insegna della sostenibilità ambientale e sociale. Unione resa possibile grazie alla collaborazione tra la Tekna Energy Srl di Foggia che realizza impianti di energia pulita e l'associazione Univoc Sezione provinciale di Foggia.
In un territorio sempre tacciato di individualismo sfrenato come è possibile che due soggetti appartenenti a "mondi" apparentemente distanti possano lavorare insieme?
Certamente c'è la forte volontà dei protagonisti, ma non si può tenere nascosta una rete di attori che hanno favorito la partnership. Infatti l'iniziativa "Un'auto solidale per non vedenti" – oggetto della collaborazione – è stato uno dei 9 progetti di partnership individuati nell'ambito dell'attività Partnership Sociali 2011 promossa dal Centro di Servizio al Volontariato Daunia in collaborazione con l'associazione Sistema Sviluppo, con lo scopo di promuovere collaborazioni tra imprese ed organizzazioni di volontariato.
L'associazione Univoc ed la Tekna Energy srl si sono incontrati ad Expandere with Matching Foggia, evento rivolto agli attori economici del territorio, promosso da Compagnia delle Opere Foggia, e dopo un percorso di conoscenza durato qualche mese hanno formalizzato un vero e proprio accordo di collaborazione.
Grazie a questa partnership l'associazione potrà offrire ai propri assistiti non vedenti di Foggia un servizio di accompagnamento utilizzando il proprio pulmino nove posti che, da qualche tempo, sul portellone posteriore ringrazia la Tekna Energy per il sostegno erogato.
Irifor IPOP – una ricerca di eccellenza
Dall'ottimismo della volonta' di un gruppo di Operatori I.Ri.Fo.R. di Ascoli è nato "I.Po.P.": un nuovo Protocollo Riabilitativo per soggetti disabili visivi con pluriminorazione
Una ricerca di eccellenza della Sede I.Ri.Fo.R. di Ascoli Piceno, in collaborazione con la Seconda Università di Medicina Ospedale Sant'Andrea della Sapienza di Roma e con il contributo dell'Irifor Sede Centrale, dà' nuova speranza alle famiglie che vedono i loro figli meno fortunati sorridere felici
di Luciano Paschetta
Sono passati oltre dieci anni da quando un gruppo di giovani volontari dell'I.RI.FO.R. (istituto per la ricerca la formazione e la riabilitazione voluto vent'anni fa dall'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti) , coordinati dall'ascolano Mirco Fava e sostenuti dai dirigenti della sede I.RI.FO.R. di Ascoli Piceno, hanno iniziato a "giocare" in piscina con bambini e giovani con gravi minorazioni aggiuntive oltre la minorazione visiva. Mirco, tra l'altro, è un "amico dell'acqua" istruttore di sub acquea , oltre che di nuoto, sa che l'acqua facilita il movimento e allora rivolge la sua attenzione a quei bambini e a quei giovani meno fortunati che , per motivi diversi, hanno gravissimi ritardi motori.
"dal movimento nello spazio nasce nel bambino la consapevolezza del proprio schema corporeo, i suoi primi apprendimenti sono di tipo motorio prassico, da essi si sviluppano i processi cognitivi: migliorando le capacità motorie , di conseguenza, si incide positivamente sullo sviluppo cognitivo del bambino" . Da qui e dal suo esuberante ottimismo, parte l'azione di Mirco e dei suoi volontari: dapprima si cerca soprattutto di "far star bene" i bambini che vengono accolti in piscina, ma via via attraverso osservazione ed ipotesi di lavoro successive si costruisce un vero e proprio percorso riabilitativo e, quattro anni fa, anche con il sostegno dell'I.RI.FO.R., sede nazionale, istituto iscritto al registro nazionale degli enti di ricerca, si struttura i il percorso formativo degli operatori e prende il via la sperimentazione scientifica del primo "protocollo riabilitativo di Idrostimolazione Polisensoriale Psico-motoria (I.Po.P.)". L'interesse e l'attenzione della scienza ufficiale, si concretizzano, con la guida della Prof.ssa Maria Chiara Vulpiani, ed il lavoro del dott. Luca Labianca del reparto di Chirurgia pediatrica dell'ospedale San Andrea , seconda clinica dell'università La Sapienza di Roma , in una ricerca scientifica sul metodo messo a punto dal gruppo dell'I.RI.FO.R. di Ascoli. L'l'I.PO.P. entra così nelle aule universitarie. E' lì che, a fine maggio, accompagnato da Mirco Fava , mi sono recato per incontrare gli autori della ricerca e per conoscere da vicino il metodo, al fine di valutarne i possibili sviluppi. Nel corso di una cortese chiacchierata il dott. Labianca, con l'entusiasmo di chi ha avuto modo di conoscere e verificare i risultati significativamente positivi di un metodo veramente innovativo, mi ha illustrato il suo lavoro e in che modo lui abbia potuto constatare i vantaggi e la validità di questo metodo riabilitativo, del quale egli si è occupato, in particolare, di mettere a punto le modalità di "misurazione dei risultati". Non è stato facile per me, profano di medicina, comprendere il modo e gli strumenti attraverso i quali , in soggetti così gravi , si fosse potuto misurare il miglioramento o meno prodotto dal trattamento. Una cosa, però, mi è stata chiara. "Nella tipologia di pazienti che sono stati trattati con l'I.P.O.P., – mi dice il dott. La Bianca-, si considera già un successo quando il risultato tra prima e dopo il trattamento riabilitativo, è uguale a zero, perché ciò significa che si è riusciti ad arrestare la progressione dello stato invalidante". "Or bene – continua il medico- la valutazione media dei risultati sui casi trattati con l'I.PO.P. è pari a + 2,1. Un valore che ha stupito anche i nostri colleghi della clinica in occasione di una prima presentazione del nostro lavoro".
Come trimestralmente fa il dott. Labianca, il giorno dopo sono andato all'impianto di Grottammare che, come ogni mercoledì , ospitava nelle sue piscine i bambini ed i giovani in trattamento . Qui, mentre Mirco e i volontari specializzati nel metodo, svolgevano il loro settimanale lavoro di riabilitatori in piscina, io, a bordo vasca, mi sono intrattenuto a chiacchierare con i genitori dei ragazzi e, quando possibile direttamente con loro. Il clima generale era sereno ed allegro (il mio accompagnatore mi dirà poi che in acqua ha visto solo volti sorridenti). Sul volto dei genitori vi era la serenità di chi ha trovato una risposta ai suoi bisogni e nelle loro parole l'entusiasmo nei confronti del trattamento al quale diversi di loro erano giunti dopo un lungo e frustrante "cammino della speranza" e molte illusioni finite in delusioni. "Mio figlio non vede l'ora di venire qui, aspetta questo appuntamento settimanale con gioia, quando ha, cominciato in acqua non si muoveva, ora batte le gambe e a casa è più rilassato e tranquillo " mi dice la mamma di M., un ragazzone di 17 anni che "gioca" felice in piscina con la riabilitatrice. La mamma di I. una ragazza ventenne con tetra paresi spastica ed ipertonica mi riferisce: "Quando esce dall'acqua mia figlia è "morbida e rilassata – e il gestirla diventa più facile. Peccato che sia possibile venire solo una volta alla settimana". Negli occhi di L. 50 anni, in carrozzella da tre per una caduta sul lavoro che lo ha paralizzato dall'ombelico in giù, un sorriso di speranza mentre mi dice: "Da quando vengo qui (poco più di un anno) la massa muscolare dei glutei e delle gambe si è raddoppiata, adesso con le stampelle riesco a mantenere l'equilibrio quando faccio qualche passo, se continua così penso proprio che potrò riprendere a camminare aiutato dalle stampelle". Particolare l'incontro con i nonni di M., un bimbo di due anni e mezzo con paralisi celebrale, in trattamento da alcuni mesi. "Quando ha iniziato rimaneva solo immobile sul tappeto , mentre ora comincia a rotolarcisi sopra felice", anche sul loro volto mentre mi parlano la serenità di una nuova speranza, "Scusate – chiedo-"ma come fate a dire che M. è contento ?" "M., dice il nonno, non parla, il suo sguardo è assente, non piange quasi mai , ma quando è triste si cruccia, mentre quando è felice sorride e quando viene qui sorride sempre."
Il mio conversare e chiedere continua per oltre quattro ore, quando esco dal locale piscina, sono un po' frastornato da tanti racconti di situazioni veramente difficili, ma con nelle orecchie le risate dei ragazzi in piscina e le parole di speranza dei loro genitori ed in me la gioia di aver incontrato un gruppo di meravigliosi operatori specializzati che con il loro entusiasmo e la loro professionalità hanno la capacità di "donare" il sorriso ai ragazzi loro affidati e che rappresentano l'orgoglio della ricerca dell'I.RI.FO.R. . Non mi resta che complimentarmi con tutti loro e assicurare l'impegno della presidenza e della direzione dell'istituto per proseguire nella ricerca e per diffondere e consolidare l'I.P.O.P.: dalla ricerca I.RI.FO.R. è nato bmetodo riabilitativo , nuovo ed innovativo , che ho visto ridare speranza a famiglie troppe volte deluse e che ho constatato essere capace di migliorare la qualità della loro vita e quella dei figli così come i volti sorridenti di tutti quelli che ho incontrato testimoniano .
Il direttore centrale I.RI.FO.R.
Prof. Luciano Paschetta
Lotta alla cecità evitabile ed accesso universale gratuito alle cure
Nei giorni 4 e 5 maggio 2012 si è svolto in Roma, organizzato dal Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, il Convegno internazionale di studio "La persona non vedente: Rabbunì, che io riabbia la vista" (Mc 10, 51). Un incontro di approfondimento e confronto sui temi della prevenzione e cura della cecità/ipovisione, secondo le nuove prospettive di studio e di ricerca, non disgiunti da un cammino ecclesiale e pastorale.
Al Convegno sono intervenuti, quali Relatori, Operatori e rappresentanti di ONG che nelle aree povere del mondo e nei Paesi in via di sviluppo conducono la quotidiana battaglia contro le patologie oculari, causate da condizioni di estrema povertà; in Africa ed in Asia, infatti, le precarie condizioni igienico-sanitarie mettono a dura prova le politiche (meglio sarebbe dire, le iniziative) per la prevenzione della cecità, tanto più che il numero degli Oculisti presenti in quei territori è estremamente basso: in genere, uno ogni milione di abitanti. E tuttavia, come ha affermato il Dott. Silvio Mariotti (Responsabile del Programma per la Prevenzione della Cecità e Sordità dell'Organizzazione Mondiale della Sanità), grazie ai diversi progetti attuati da parte di ONG, si registra una diminuzione della cecità in Africa, anche se a livello mondiale il totale complessivo dei ciechi e degli ipovedenti è stimato ad oltre trecento milioni di persone, ovvero il 5 per cento della attuale popolazione.
Dopo la lettura del messaggio trasmesso dal Papa e la prolusione di Mons. Zygmunt Zimowski (Presidente del Pontificio Consiglio e della Fondazione "Il buon Samaritano"), il Convegno si è articolato in quattro Sessioni: "Inquadramento Teologico", "Principali cause di cecità evitabile e strategie di cura", "Nuovi sviluppi nelle tecnologie biomediche e farmacologiche", "Pastorale e Progetti ecclesiali per i non vedenti". Oltre che nella Bibbia, la dimensione storica e sociologica della cecità, è stata analizzata da eminenti studiosi appartenenti alle altre quattro grandi religioni (Buddismo, Ebraismo, Induismo, Islamismo), provenienti dalle Università della Tailandia, Israele, India ed Egitto.
Nella prima Sessione, dopo un'analisi sulla rappresentazione della persona non vedente nella Sacra Scrittura e sulla sollecitudine storica della Chiesa, Esperti del settore hanno inquadrato la cecità/ipovisione da un punto di vista socio-politico ed economico; in particolare, si segnalano i contributi:
– del Dott. Wing-Kun Tam (Presidente Internazionale dei Lions Club), che ha trattato il tema dell'accesso alle cure sanitarie oculistiche nei Paesi in via di sviluppo;
– del Prof. Mario Stirpe (Presidente della Fondazione Bietti e della Commissione Nazionale per la prevenzione della cecità), il quale ha rimarcato l'importanza dei protocolli e delle linee guida nella lotta alla cecità;
– del Prof. Serge Resnikoff (Direttore della ONG "Organisation pour la Prévention de la Cécité"), che molto ha insistito sulla formazione del personale nei Paesi in via di sviluppo.
L'intera seconda Sessione dei lavori è stata dedicata alla trattazione delle patologie causa di cecità nel mondo; quali: la cataratta, l'oncocercosi, la retinopatia diabetica, le malattie dell'infanzia (retinopatia del prematuro, avitaminosi A e cataratta congenita), i difetti refrattivi. Tali patologie sono state trattate con grande competenza da Oculisti dell'Arabia Saudita, della Gran Bretagna, degli Usa, dell'Ecuador e dell'Italia.
Le tecniche chirurgiche per il trattamento della cataratta, le tecnologie per la refrazione e la produzione di occhiali, l'apprendimento a distanza e la donazione di farmaci per le malattie tropicali come il tracoma (tutti argomenti esposti nella terza Sessione), hanno visto i contributi di professionisti provenienti dal Nepal, dal Sud Africa, dagli Usa e dall'Italia.
I lavori della quarta Sessione hanno avuto come protagonisti i non vedenti impegnati in prima persona in Congregazioni religiose e di particolare effetto è stato l'intervento di Suor M. Rosa Affinito, che ha letto in Braille la sua Relazione sulle molteplici attività delle Suore Sacramentine non vedenti.
Alcune Tavole rotonde su specifiche tematiche, hanno reso ancor più intenso il già denso programma delle due giornate; ma la più vivace è stata quella su "Modelli di prevenzione, cura e riabilitazione", coordinata dall'Avv. Giuseppe Castronovo (Presidente dell'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità – I.A.P.B. Italia ONLUS). La Dr.ssa Lea Hyvarinen (dell'Università di Helsinki) ha trattato della riabilitazione visiva nel mondo, con particolare accentuazione per la scuola nor europea. Non molto distante da questa, soprattutto se si tiene conto della recente sua creazione, è il modello riabilitativo del Polo Nazionale di Servizi e ricerca, creato nel 2007 da I.A.P.B. Italia ONLUS in Roma, presso il Policlinico "A. Gemelli": le attività sono state illustrate dal Prof. Alfredo Reibaldi, nella sua qualità di Direttore scientifico del Polo Nazionale.
Particolare menzione meritano i concertisti non vedenti che, la sera del 4 maggio, hanno regalato al numeroso pubblico presente forti emozioni e suggestioni musicali; concertisti cinesi e italiani, tra i quali Don Gerardo Balbi, parroco di Camporeggiano-Gubbio.
BENI CULTURALI: Il Museo Omero finalmente alla Mole Vanvitelliana
Il 2011 annus horribilis: la vita del nostro amico Roberto Farroni, presidente e promotore instacabile del Museo Omero, è stata falciata dopo nove mesi di crude sofferenze. Ma il nostro Museo, colpito così duramente nella sua carne, è rimasto in piedi, ha superato l'inevitabile crisi del passaggio ed ha continuato a produrre eventi e attività didattiche. Io a dicembre ho ereditato il ruolo di Roberto, con il quale, peraltro, avevo condiviso quotidianamente l'impegno della navigazione per quasi nove anni.
Ed ora ecco la tappa tanto attesa: finalmente si va alla Mole Vanvitelliana, la sede prestigiosa e definitiva del nostro Museo che il grande architetto settecentesco ha costruito come una fortezza in mezzo al mare. Qui circa 3000 mq. saranno destinati al nostro "OMero" a fronte degli attuali 750.
Il 15 giugno si parte: sarà un percorso a tappe ed eccoci alla prima! "In Limine" (Sulla Soglia, per chi non sa il latino!) e questa piccola mostra ci accompagnerà per tutta l'estate. Gli spazi di Via Tiziano, dove per 15 anni l'"Omero" offriva agli apppassionati i propri tesori, saranno chiusi al pubblico per sempre. A luglio il trasferimento degli uffici e a settembre tutta la collezione andrà a raggiungerli, ma non ancora nell'allestimento e negli spazi definitivi.
"Sensi d'Estate", la serie tra arte e divertimento, richiamerà anche quest'anno un folto pubblico ogni giovedì sera dal 19 luglio al 23 agosto, ma questa volta nel cortile della Mole. S'inizierà con un concerto di Shel Shapiro.
A ottobre una grande mostra antologica dedicata a Valeriano Trubbiani e curata da Enrico Crispolti, uno storico dell'arte di levatura internazionale, con centinaia di sculture, naturalmente tutte fruibili con il tatto. Questa grande mostra ci accompagnerà fino alla prossima primavera.
Ad aprile o giù di lì prevediamo l'inaugurazione di una nuova sezione del Museo, quella donata da Diego Della Valle e dedicata al "Made in Italy". Nei mesi successivi finalmente sarà pronto il nuovo allestimento, splendido, vedrete!, per modernità di strumenti e ricchezza di contenuti. Allora potremo fare l'inaugurazione in pompa magna.
Ma torniamo ad "In Limine" che dal prossimo 15 giugno ci tenderà le braccia. Si tratta forse del contentino durante la forzata chiusura per il trasferimento? Dite voi: il Mosè di Michelangelo nella dimensione originale (una novità assoluta per il Museo), le due Pietà buonarrotiane ed altri capolavori del Rinascimento e poi una serie di nuove acquisizioni, tutte originali, di grandi maestri del Novecento: tre De Chirico, due Arturo Martini, un Marino Marini, un Consagra, un Arnaldo Pomodoro e ancora: Bodini, Cavaliere, Ceccobelli, Annibali e, tra cotanto senno, perché no?, anche il nostro Felice Tagliaferri.
E quando vi capiterà di poter vedere-toccare tutta in una volta tanta grazia di Dio? Molte di queste opere varrebbero da sole il prezzo del biglietto, che poi, come è noto, al Museo Omero è gratuito!
“Conversazioni d’arte: Dimore, castelli e palazzi d’Italia – Cagliari e l’antica roccaforte di Castello”. Martedì 5 Giugno 2012 – ore 15.00
I settori Informazione e Comunicazione, Stampa Sonora e Libro Parlato, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale – Servizio II – Centro per i Servizi Educativi del Museo e del Territorio, nell'ambito del nuovo ciclo di trasmissioni on-line sul tema: "Conversazioni d'arte: Dimore, castelli e palazzi d'Italia", organizzano per martedì 5 giugno, con inizio alle ore 15,00, un incontro dal titolo "Cagliari e l'antica roccaforte di Castello".
La puntata è dedicata alla Sardegna ed in particolare al quartiere Castello di Cagliari alla sua stratificazione storica, dalle mura costruite dai Pisani nel 1216, alle fasi catalana, spagnola e sabauda, con gli interventi dei Savoia, re di Sardegna, dal primo ventennio del Settecento, fino all'unità d'Italia.
Partendo dal tema delle strutture fortificate, si coglierà l'occasione per un approfondimento sulle complesse strutture archeologiche dei nuraghi e sulla loro possibile funzione difensiva.
La trasmissione sarà condotta da Luisa Bartolucci.
Parteciperanno, tra gli altri:
Marcella Serreli, Direttore della Pinacoteca Nazionale di Cagliari;
Antonia Giulia Maxia, Servizio Educativo della Soprintendenza Statale per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storico, Artistici ed Etnoantropologici di Cagliari ed Oristano;
Donatella Cocco, responsabile del Servizio Educativo della Soprintendenza Statale per i Beni Archeologici di Cagliari ed Oristano;
Anna Lucia Casolaro, responsabile del Servizio Educativo del Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria;
Pietro Puddu Presidente del Consiglio Regionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della Sardegna;
Milena Cocco, Referente Culturale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e UniVoC Sezione di Cagliari;
Maura Quartu, dell'Associazione Culturale Alfa Arte.
Per il Centro Servizi Educativi del Museo e del Territorio del Servizio II della Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale (MiBAC), prenderanno parte alla trasmissione la Coordinatrice Patrizia De Socio, Elisabetta Borgia e Fanny Michelon.
Al termine della puntata verranno fornite informazioni utili sugli eventi in corso e su una serie di percorsi e iniziative culturali interessanti per persone con disabilità visiva.
Gli ascoltatori potranno scegliere diverse modalità di intervento: tramite telefono contattando durante la diretta il numero 06.69988353 o inviando e-mail, anche nei giorni precedenti la trasmissione, all'indirizzo diretta@uiciechi.it o -ancora- compilando l'apposito form della rubrica "Parla con l'Unione".
Per collegarsi sarà sufficiente digitare la seguente stringa: http://www.uiciechi.it/radio/radio.asp.
Il contenuto delle trasmissioni potrà essere riascoltato sul sito di S'ed on line all'indirizzo www.sed.beniculturali.it, sul sito della Direzione Generale per la Valorizzazione www.valorizzazione.beniculturali.it, sul sito dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti all'indirizzo www.uiciechi.it/ArchivioMultimediale nonché in podcast tramite il nuovo portale giornale.uici.it.
Vi attendiamo numerosi!
Si pregano le strutture in indirizzo di dare la massima diffusione alla presente circolare e di favorire nelle sezioni la creazione di folti gruppi di ascolto.
Cordiali saluti.
Il Presidente Nazionale
Prof. Tommaso Daniele
Caserta: Io e la natura
La conoscenza del mondo per i disabili visivi è di tipo plurisensoriale e da questo concetto, nasce la proposta dell'Unione Nazionale Italiana Volontari Pro-Ciechi sezione provinciale di Caserta, che con la presente idea, punta a stimolare e sollecitare nei partecipanti l'uso e l'ampliamento dei sensi residui, quali in particolare modo, il gusto, l'olfatto ed il tatto, attraverso un percorso esplorativo motivante, coinvolgente e divertente, in collaborazione con il prof. L. Morgillo.
Il mondo della non visione spesso comporta uno stato di isolamento, nel quale pur non volendo costringe a circoscrivere semplici azioni quotidiane, per questo l'U.N.I.Vo.C. di Caserta crea occasioni del genere per uscire da questo status.
Allora tutti pronti ad assaporare e conoscere tutto ciò che la natura ci offre domenica 10 giugno p.v.
L'evento prevede l'organizzazione di un pomeriggio presso lunghe distese di terreno coltivato biologicamente, esplorando il terreno, facendo così conoscere le piante, odorare e riconoscere i frutti e perché no illustrare le qualità del terreno e come riuscire a seminare e curare delle piante arricchendo i terrazzi di casa propria.
Gli interessati dovranno far pervenire entro e non oltre lunedì 03 giugno la propria adesione chiamando Vincenzo del piano 328.48.33.087
Oppure scrivendo a: univocce@univoc.org
Di seguito il programma
1. partenza ore 14.00 piazzale della stazione ferroviaria di Caserta,
2. destinazione via Fosse San Felice a Cancello;
3. accoglienza da parte del Prof. L. Morgillo;
4. visita nei campi con relative nozioni;
Il presidente U.N.I.Vo.C. Caserta
Vincenzo Del Piano
Foggia: Volontari e non vedenti insieme… alla scoperta di Luoghi dello Spirito
Domenica, 20 maggio, si è svolta la visita guidata al Santuario di Montevergine e a Pietrelcina organizzata dall'U.N.I.V.o.C, sez. di Foggia, il primo dei percorsi programmati nel progetto "VOLONTARI E NON VEDENTI INSIEME … alla scoperta di Luoghi dello Spirito e meraviglie della Natura. " Il progetto, condiviso dall'Assessore alla Formazione ed alla Istruzione del Comune di Foggia, dott.ssa Maria Aida Episcopo, che ha provveduto a mettere a disposizione il pullman G.T. dell'ATAF, rientra tra le finalità che l'Associazione si prefigge: far vivere a coloro che sono privati della vista esperienze profonde sia di natura spirituale che di contatto con la natura.
Hanno partecipato al pellegrinaggio venti non vedenti, provenienti da Foggia, Candela, S. Giovanni Rotondo, Ortanova, accompagnati da amici, familiari e volontari.
Puntuale, intorno alle 9.30, la comitiva è giunta al Santuario di Montevergine, il complesso monastico mariano di Mercogliano, che sorge su un pianoro a 1270 m d'altitudine dominante la città di Avellino e l'ampia vallata del Sabato. Monumento nazionale, Montevergine è una delle sei abbazie territoriali italiane. Al suo interno viene venerato il quadro della Madonna che attira ogni anno circa un milione e mezzo di visitatori. La Guida ha accolto i pellegrini e li ha introdotti attraverso le navate della basilica romanica, opera dell'architetto Florestano di Fausto, narrando la storia del santuario strettamente legata alla figura del monaco eremita, Guglielmo da Vercelli (XI-XII sec), al quale si attribuisce anche la guarigione di un cieco. Li ha condotti nella basilica antica, presso l'altare maggiore, dove è posta la statua in marmo della Madonna delle Grazie e quelle di San Guglielmo e San Benedetto, e alle spalle dell'altare, dove è situato il coro. I visitatori hanno potuto toccare con mano gli alti seggi in legno di noce, le colonnine e i putti intarsiati sui braccioli. Hanno seguito con attenzione la dettagliata descrizione del quadro bizantino della Madonna di Montevergine o Madonna Schiavona, hanno pregato e partecipato alla celebrazione della S. Messa solenne.
Il pranzo sulla via per Pietrelcina, seconda tappa della visita guidata, si è svolto in un clima di allegria e di buonumore e ha permesso di consolidare i rapporti amicali tra non vedenti e volontari. È questa, infatti, una delle più importanti finalità dell' U.N.I.V.o.C.: creare legami di amicizia tra chi ha bisogno di aiuto e chi l'offre, perché solo un amico può pienamente comprendere e non creare disagio.
Nel pomeriggio si è svolta la visita ai luoghi di S. Pio. Paola, una ragazza dolce e solare, ha guidato i pellegrini nella casa natale di Francesco Forgione, in vico Storto Valle e nei diversi vani che si affacciano sulla stessa strada: la cucina, con il focolare e l'arredo originario, e la camera da letto dove Padre Pio fece le sue prime esperienze soprannaturali.
Per gentile concessione dell'autista abbiamo costeggiato "Piana Romana", dove era sita la campagna dei Forgione, e qui è conservato tuttora l'olmo dove San Pio ricevette le prime stimmate.
I canti popolari alla Vergine "Statte bone, Madonna mia", "Evviva Maria" e quelli del piccolo Leonardo dedicati a Padre Pio hanno permesso di continuare a mantenere vivo il legame spirituale e di amicizia nella comitiva.
Nel viaggio di ritorno l'Assessore Episcopo, contattata al telefono per i ringraziamenti, si è scusata per non poter accogliere personalmente il gruppo al rientro a Foggia, a causa della sua presenza alla fiaccolata organizzata per la tragedia di Brindisi, promettendo il suo diretto intervento in una prossima occasione.
Il Presidente U.N.I.Vo.C. Foggia
prof. Vito Pacillo
IL CINEMA PER NON VEDENTI ENTRA ALL’UNIVERSITA’
Oggi all'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, grazie all'impegno dell'UNIVOC locale (Unione Nazionale Italiana Volontari Pro Ciechi) e alla disponibilità del Servizio di tale Ateneo per le Attività degli Studenti con Disabilità, verrà proiettato il film "Si può fare", diretto nel 2008 da Giulio Manfredonia, con Claudio Bisio, con l'audiodescrizione per i non vedenti. Non è la prima volta che a Napoli e Provincia la locale Sezione dell'UNIVOC, da sempre impegnata a rendere accessibili l'arte, la cultura e il tempo libero alle persone con disabilità e in particolare a quelle con disabilità visiva, organizza proiezioni di film con audiodescrizioni. Arrivare però a farlo all'interno di un'Università è certamente un risultato molto importante. Ed è quanto accadrà oggi alle ore 15.30 alla Sala Proiezioni dell'Università Suor Orsola Benincasa. Il film in programma con audiodescrizione sarà Si può fare, nota pellicola diretta da Giulio Manfredonia nel 2008, con Claudio Bisio come protagonista, ispirata alle storie vere delle coooperative sociali nate negli anni Ottanta, per dare lavoro ai pazienti dimessi dai manicomi in seguito alla Legge Basaglia. Un'opera, poi, scelta anche per lo stesso valore evocativo del titolo, che può certamente servire a far riflettere sulla complessa problematica della fruizione delle varie forme culturali da parte delle persone con disabilità. «Speriamo – commenta soddisfatto Salvatore Petrucci, presidente dell'UNIVOC di Napoli – di scuotere la sensibilità anche di chi può fare di più. Un ringraziamento particolare – aggiunge Petrucci – va al Rettore dell'Università Suor Orsola Benincasa, per la sua disponibilità, e a Carmela Pacelli del SAAD, che ha organizzato l'intera iniziativa». Presso la stessa Università l'UNIVOC ha già presentato, qualche mese fa, il progetto "Vediamo di Muoverci".