Roma: 19° MARATONA domenica 17 marzo 2013, di Mirella Gavioli

Autore: Mirella Gavioli

Fisioterapisti AIFI e UICI, operativi a disposizione degli atleti: "ACEA" maratona di Roma.

In continuità al processo di integrazione professionale avviato dal precedente comitato, e grazie alla positività dei rapporti collaborativi e di considerazione intessuti dall'attuale  comitato tecnico scientifico nazionale fisioterapisti e massofisioterapisti in seno all'UICI, ed in particolare, dal suo componente prof. Alfio pulvirenti quale attivista di entrambe le associazioni in loco,
per il secondo anno consecutivo, la maratona di Roma, ha acolto tra i vari operatori volontari, professionisti del settore riabilitativo associati  AIFI, di cui hanno fatto parte anche 5 fisioterapisti non vedenti e ipovedenti, soci UICI.
La manifestazione che ha visto la presenza di un numero infinito di atleti di tutte le nazionalità, di tutti i colori e di tutte le caratteristiche agonistiche o meno, è stata ricca di emozioni ed arricchita da performance coreografiche e musicali spettacolari.
Ad apertura della maratona, Quale valore aggiunto, si è dato il via  ad una competizione di handbike per disabili motori, vinta magistralmente dall'atleta Alex Zanardi che, dopo aver ricevuto le attenzioni a lui dedicate ed essere sceso dal podio congedandosi dalla stampa, è stato prontamente raggiunto dalla componente il comitato UICI,Fisioterapista Mirella Gavioli, per uno scambio di saluti e di conoscenza, dalla quale ha ricevuto i complimenti per la performance e i ringraziamenti per i vari messaggi da egli espressi a sostegno della cultura della  disabilità, in quanto non vedente, socia dell'U.i.c.i, oltre ad essere parte della rappresentanza professionale presente alla manifestazione sportiva.
I complimenti sono stati ricambiati con entusiasmo in un clima di simpatica cordialità, tesi a trasmettere una reciprocità di stima e considerazione per tutto ciò che ciascuno riesce e può fare a sostegno dell'integrazione in tutti i settori.
I Colleghi non vedenti hanno lavorato in perfetta sinergia con i Colleghi vedenti, dai quali hanno ricevuto spontaneamente quelle attenzioni  necessarie a gestire al meglio le situazioni, grazie anche alla consapevole voglia e capacità di sentirsi tutti parte di un gruppo, senza troppe timidezze e/o autoemarginazioni, mettendosi a disposizione e in gioco con pieno spirito costruttivo e collaborativo, tanto nei rapporti tra colleghi quanto con gli atleti che, a centinaia, hanno potuto beneficiare di un intervento fisioterapico ed interculturale di qualità, garantito sia dalla padronanza delle metodiche manuali, che delle varie lingue straniere, riscuotendo apprezzamento e dialoghi entusiasmanti.
Un altro importante segnale che sottolinea la considerazione ricambiata da parte dell'AIFI nei confronti dei Colleghi non vedenti, si è potuto apprezzare nel fatto che è stata riservata una postazione idonea ed integrata, per lavorare, fianco a fianco, oltre ad aver proposto l'opportunità di poter lavorare anche sugli atleti disabili. Quest'ultimo aspetto pone  certamente in evidenza il riconoscimento della fiducia e della  professionalità esperibile dai Colleghi non vedenti, rappresentando, tra le altre, la coesistenza di disabilità  motoria, visiva, sfida e riabilitazione.
Si è trattato di certo, di una manifestazione dai contenuti di alto rilievo sportivo, umano e culturale alla quale, assumendosi l'intero onere per la partecipazione,anche i soci Pulvirenti Alfio da Roma, Gavioli Mirella da Mantova, Samantha de Rosa da Udine, Ciardone Francesco da Pescara, Claudio la Corte da Como, hanno potuto e voluto dire la loro, dimostrando senso di appartenenza e di sviluppo delle politiche rivolte tanto alla professione, quanto all'associazione di appartenenza in riferimento alla tutela della disabilità visiva, contrassegnata, per l'occasione,  anche dal logo apposto sulle magliette identificative concesse dalla dirigenza di AIFI Lazio, senza onere alcuno.
Tutti questi fatti, frutto di un impegno costante e fattivo profuso dal comitato fisioterapisti e dalla categoria da esso rappresentata e sostenuta dalla nostra associazione, non potranno far altro che essere rafforzati nel loro orgoglio, incoraggiando le istanze e le iniziative che infondono il giusto senso di appartenenza, nonchè il messaggio di possibile vera integrazione, ai ciechi e al resto della società di cui sono parte integrante.
"A nome del comitato tecnico scientifico nazionale fisioterapisti, esprimo un grazie alla dirigenza UICI E AIFI, per la considerazione e per le opportunità raccolte e concesse alla valorizzazione e al superamento delle barriere culturali e professionali che ci vedono e vedranno sempre più affiancati; un grazie ai referenti AIFI Sergio e Giovanna Gigli, per l'amichevole accoglienza,la fiducia e lo spazio concesso per l'occasione; un grazie alla dott.ssa Valentina Massimi che, con la sua disponibilità e la sua formazione nel campo socio-educativo, ha garantito il migliore dei supporti che hanno permesso a tutti noi di poter apprezzare a pieno i vari momenti della manifestazione, permettendo di viverli pur senza vederne le "sfumature"; un ringraziamento al collega Alfio Pulvirenti, per essersi fatto promotore e coordinatore della nostra partecipazione in un consesso così particolare quanto entusiasmante.
un ringraziamento lo rivolgo a tutti noi, che crediamo l'integrazione sia anche da ricercare, che sia possibile, che sia doverosa e gratificante e a chi, ogni giorno, investe e si spende per conquistarla mettendosi in gioco con dignità."

Gavioli Mirella.
Componente il comitato tecnico scientifico nazionale massofisioterapisti

L’INPS non spedisce più il CUD ai pensionati: un piccolo passo in avanti per l’autonomia dei ciechi o un problema in più per gli anziani? La storia infinita del CUD INPS, di Angelo De Gianni

Autore: Angelo De Gianni

In ottemperanza alla legge 228 del 2012, l'INPS, dovendo rispettare precisi obblighi di risparmio e di aumento dell'efficienza e proseguendo il percorso di informatizzazione dell'attività amministrativa, ha comunicato ufficialmente, con la circolare n. 32 del 26 febbraio scorso, che non saranno più inviati i CUD in forma cartacea ai pensionati, compresi quelli in carico all'ex INPDAP.
Che cos'è e a che cosa serve il CUD?
Il CUD è un documento, emesso annualmente, nel quale sono riepilogati i redditi percepiti nell'anno solare precedente e le ritenute fiscali che l'Istituto
ha operato su di essi. Chi è obbligato alla presentazione della dichiarazione dei redditi, perché, ad esempio, percepisce altri redditi, oltre a quello della pensione, e/o possiede immobili non può fare a meno del CUD, per calcolare quanto dovuto complessivamente all'erario.
Se il CUD non viene più spedito al suo domicilio, come può fare un pensionato a procurarselo?
L'INPS, nella predetta circolare n. 32, elenca i canali alternativi a disposizione dei cittadini, che hanno necessità di ottenere questo importante documento: chi ha dimestichezza con il PC e/o con gli altri strumenti informatici può scaricare e/o stampare il CUD accedendo, tramite pin, alla propria area personale del sito internet dell'Istituto, oppure riceverlo direttamente nella casella di posta elettronica certificata, ovviamente se già attiva e conosciuta dall'INPS; coloro che, invece, per varie ragioni, non hanno accesso al web, hanno a disposizione altri canali: possono incaricare un Centro di Assistenza fiscale, possono recarsi presso una qualsiasi sede INPS o rivolgersi allo sportello amico di uno degli uffici postali nei quali questo servizio è funzionante, pagando, in quest'ultimo caso, un corrispettivo di circa €3.
Questo, apparentemente, è un passo in avanti verso l'autonomia "burocratica" dei disabili visivi, che possono collegarsi ad un sito web, accedere all'area personale INPS, scaricare il CUD e scandagliarlo tramite un video ingranditore o uno screen reader. Senonchè, sapiamo bene che la gran parte dei minorati della vista è costituita da anziani che non sono in grado, salvo poche eccezioni, di utilizzare con dimestichezza i nuovi strumenti informatici, destreggiandosi tra codici numerici interminabili, password e captcha indecifrabili.
Ancora una volta, quindi, il progresso tecnologico rischia di ritorcersi contro i più deboli tra i deboli.
Con un successivo messaggio l'INPS ha integrato la circolare n. 32, rendendo disponibile anche il nuovo numero verde 800 43 43 20, al quale si può richiedere la spedizione del CUD a casa propria,che può essere composto da rete fissa 24 ore su 24 e che, ad un servizio automatico, affianca il servizio con operatore, attivo, però, soltanto, si fa per dire, dalle 8 alle 20, dal lunedì al venerdì, e dalle 8 alle 14 il sabato. Da cellulare, invece, si può telefonare al n. 06 164 164.
A parte il problema, per chi non ha buona memoria, di leggere il proprio codice fiscale o il numero del libretto di pensione che presumibilmente verranno richiesti dall'operatore o dal sistema automatico, alcune domande di rito in questi casi sorgono spontanee: quanto tempo occorrerà stare con la cornetta incollata all'orecchio, prima di completare le operazioni di richiesta? Quanto tempo occorrerà aspettare prima di trovare nella cassetta della posta la busta contenente l'agognato CUD?
Insomma, ancora una volta le associazioni dei disabili, in primis l'Unione, sono chiamate a tutelare i soggetti che rappresentano, affinché siano garantiti i loro diritti: non va dimenticato, infatti, che ogni cittadino a diritto di conoscere quanto gli è stato erogato e quanto gli è stato trattenuto e che la presentazione della dichiarazione dei redditi, tranne alcuni casi particolari, è un obbligo, la cui inosservanza è sanzionata pesantemente.

Angelo De Gianni

La storia infinita del CUD INPS
Quando si parla dell'invio del CUD ai pensionati dell'INPS e degli altri enti ad esso accorpati, sembra di vedere un telefilm a puntate. Facciamo, allora, un breve riassunto della prima parte, prima di passare al secondo e, speriamo, conclusivo episodio.
Con la circolare n. 32 del 26 febbraio, a cui si è aggiunto un messaggio del 1 marzo, l'INPS ha reso noto che non invierà più il CUD a coloro che, nel 2012, hanno percepito dall'Istituto redditi soggetti all'Irpef. Nei due comunicati sono stati illustrati anche gli strumenti a disposizione dei cittadini per ottenere la certificazione utile per la presentazione della dichiarazione dei redditi. L'UICI ha tempestivamente dato ampio risalto alla novità, sia attraverso la stampa associativa, sia tramite i messaggi e le newsletter delle Sezioni Provinciali, in modo da garantire una capillare diffusione tra i minorati della vista anziani.
Il 13 marzo è "andata in onda" la seconda puntata: l'ente previdenziale ha integrato la circolare n. 32 con un messaggio, nel quale sono state aggiunte nuove modalità per la richiesta del CUD. Chi ha la disponibilità di un'indirizzo di posta elettronica, anche non certificata, potrà chiedere la certificazione reddituale, inviando una e-mail all'indirizzo richiestaCUD@postacert.inps.gov.it, allegando l'istanza firmata e la copia digitale fronte/retro di un documento di riconoscimento valido del richiedente.
In altre parole, il pensionato, aiutato da un familiare se non è in grado di utilizzare gli strumenti informatici, dovrà redigere la richiesta a mano o con un programma di videoscrittura, firmarla, digitalizzarla, cioè passare allo scanner l'istanza ed il documento di riconoscimento, e, finalmente, inviare il tutto all'indirizzo mail sopra indicato, attendendo la risposta, i cui tempi di evasione non sono specificati.
Come nella precedente puntata, una serie di interrogativi sorge ancora una volta spontanea: praticamente tutte le famiglie d'Italia hanno tra i loro componenti una o più persone anziane; allora, perché non è stata prevista, fin dall'inizio, la possibilità di richiedere il CUD via posta elettronica ordinaria, dato che, in genere, un figlio, un nipote o un altro congiunto possiedono un indirizzo e-mail dal quale spedire la richiesta?
Ma, più in generale, viene da chiedersi: i costi del personale addetto alla spedizione dei CUD, sottratto ad altre attività, del numero verde, che, come tutti sappiamo, prevede l'addebito delle chiamate al ricevente, delle spedizioni cartacee tramite gli uffici postali, nonché le spese accessorie, non risulteranno, a conti fatti, superiori a quelle che l'Istituto avrebbe sostenuto spedendo il CUD a tutti, come è avvenuto fino all'anno scorso?
Piuttosto che creare confusione tra persone che già hanno difficoltà a districarsi tra i mille adempimenti della vita quotidiana, non sarebbe risultato più economico bloccare la spedizione automatica della certificazione reddituale solo a coloro che siano già in possesso dell'abilitazione ai servizi telematici dell'INPS, lanciando, nel contempo, una campagna d'informazione sui vantaggi dell'informatizzazione, finalizzata a convincere i pigri e gli indecisi a richiedere il PIN?
Ancora una volta l'innovazione tecnologica italiana passa attraverso confusione ed incertezze, coinvolgendo, o, meglio, travolgendo i cittadini più fragili.

Angelo De Gianni

Unione Europea dei Ciechi: Parigi, 8 marzo 2013: Giornata Internazionale della Donna, di Maria Kyriacou

Autore: Maria Kyriacou

L'8 marzo di ogni anno governi, organizzazioni, istituti di istruzione, gruppi di donne e mass media di tutto il mondo rendono omaggio ai risultati economici, politici e sociali ottenuti dalle donne nel corso della storia. Per l'occasione, eventi e conferenze stampa si concentrano su temi specifici che riguardano le donne a livello sia locale che mondiale.

Oggi, 8 marzo 2013, l'Unione Europea dei Ciechi vuole richiamare l'attenzione sull'impatto che la crisi economica e finanziaria ha sulle donne con disabilità visiva.

Gli effetti della crisi economica stanno divenendo piuttosto evidenti in diversi ambiti della vita delle donne con disabilità visiva: l'introduzione di misure di austerità in molti paesi Europei ha come risultato la riduzione di quei sussidi e servizi essenziali che finora hanno contribuito a coprire i costi aggiuntivi causati dalla perdita della vista. L'opportunità di usufruire di tali sussidi, in passato, forniva a queste donne il supporto necessario a superare le barriere con cui si scontrano per condurre vite piene e indipendenti.

A causa di una crisi economica senza precedenti, si assiste al  progressivo aggravamento dei tassi già elevati di disoccupazione e dei tassi minimi di partecipazione alla forza lavoro relativi alle donne con disabilità visiva. Per loro è più difficile ottenere o mantenere un'occupazione, soprattutto a causa della riduzione di offerte di lavoro e dei tagli ai fondi governativi per i programmi per l'occupabilità e l'occupazione di persone con disabilità.

La ricerca e le informazioni sulle buone prassi mostrano che esistono alcuni modi per affrontare le sfide in tempo di crisi e che dalla risoluzione di queste sfide si generano nuove opportunità.

Nel tentativo di superare l'impatto della crisi economica, bisognerebbe soprattutto porre l'accento su quanto è importante che le donne con disabilità visiva sviluppino un maggior potere economico e la chiave è nell'istruzione, sia formale che informale, e nella tutela sociale. Si deve garantire alle donne con disabilità visiva l'accesso allo sviluppo di capacità, alla difesa dei diritti e alla formazione e questo permetterà anche altre forme di emancipazione di tipo sociale, politico e culturale, forgiando la loro fiducia e la loro autostima. La sicurezza economica contribuirà inoltre a realizzare uno sviluppo sostenibile a lungo termine e a ridurre la povertà.

Nonostante possa suonare come un "ossimoro", l'attuale crisi economica e finanziaria può in effetti rivelarsi per le donne con disabilità visiva un'opportunità per sensibilizzare maggiormente i legislatori e aiutarli a formulare e a valutare delle politiche di risposta a questa situazione. In tempo di crisi, le donne con disabilità visiva e le rispettive organizzazioni possono rendere ancora più vivido il bisogno di uno sviluppo sostenibile e inclusivo; esse possono porre rimedio alle diseguaglianze economiche e strutturali nei sistemi esistenti e formulare politiche e nuove strutture che condurranno a un risultato più egualitario.

Senza dubbio è ancora lunga la strada da percorrere prima che le donne con disabilità visiva siano in  prima linea nella partecipazione economica, politica e sociale. Tuttavia, se insieme collaboriamo con fiducia allora sarà possibile superare alcune delle sfide più grandi della crisi e fare realmente la differenza.

Maria Kyriacou
Coordinatrice della Rete Donne
dell'Unione Europea dei Ciechi
traduzione di Valentina Romano

L’istruzione e le sue diverse problematiche, di Luciano Paschetta

Autore: Luciano Paschetta

Giovedì 28 febbraio il Presidente nazionale ha dato il via ad un nuovo ciclo di trasmissioni nel corso delle quali verranno affrontate le diverse tematiche associative. "Abbiamo voluto iniziare queste trasmissioni" ha esordito il prof Tommaso Daniele, "affrontando per prime le tematiche relative all'istruzione, sia perché esse sono state sempre le prime presenti alla nostra attenzione, ma anche perché, in questo momento, sono molte le nostre preoccupazioni in merito al processo di integrazione e tanti i problemi che ci vengono quotidianamente segnalati. A quelli del passato: mancata assistenza ai genitori, scarsa preparazione dei docenti di sostegno, esoneri ingiustificati dalle lezioni di educazione fisica, necessità di maggiori competenze tiflologiche all'interno della scuola e nei servizi, lungaggini nella fornitura dei libri di testo in braille, ecc., si è aggiunta una vera e propria emergenza: la mancata accessibilità dei libri di testo informatizzati, delle Lim, dei registri elettronici per i docenti, dei programmi per la verifica delle assenze e degli altri prodotti informatici utilizzati nella scuola. Assistiamo così al paradosso che l'uso del computer che aveva aperto ai disabili visivi nuovi orizzonti di comunicazione con i "normovedenti" e di pari opportunità nelle comunicazioni, a causa dell'ignoranza della legge Stanca da parte dei produttori dei libri di testo e dei diversi software utilizzati nelle scuole, ci troviamo di nuovo e di più emarginati. Le nostre preoccupazioni sono aumentate, dopo che il direttore Salvatore Romano e Luciano Paschetta hanno incontrato il responsabile dei servizi informativi del Miur il quale ha dichiarato "l'impotenza del Ministero" ad intervenire. A questo punto non ci rimane che l'azione legale".
  All'incontro erano anche presenti il direttore Paolo Colombo, quale responsabile del lavoro per l'Unione, Luciano Paschetta, responsabile operativo della Commissione nazionale istruzione e i componenti della stessa Commissione, il direttore Giovanni Loche, il consigliere nazionale Michele Corcio e Claudio Signorini. Purtroppo, pochi sono stati gli ascoltatori, anche a causa di un disservizio che, in questi ultimi giorni, ha provocato l'interruzione del sistema di invio delle circolari dell'Unione; tuttavia, il dibattito che si è sviluppato con gli intervenuti alla trasmissione è stato vivace e qualificato. Marco Condidorio, presidente regionale del Molise, ha evidenziato la necessità che le famiglie accolgano i suggerimenti del tiflologo anche in merito ai libri di testo. Ha poi rilevato la necessità di istituzionalizzare la figura del tiflologo anche con uno specifico percorso formativo a livello universitario. In merito, Paschetta, ha sottolineato che il "tiflologo" è una figura non "definibile": egli dovrebbe essere uno psicologo, un formatore, un pedagogista ed un pedagogo, un educatore, uno psicomotricista con competenze tiflologiche. Una figura dal profilo professionale improponibile, per questo l'Irifor ha scelto di attivare albi per figure definite quali gli educatori ed operatori tiflologici ed ha promosso l'attivazione di un master per "assistente alla comunicazione per disabili visivi", proprio per fare chiarezza sulla professionalità dell'esperto chiamato ad intervenire. Ricorda poi come alla famiglia nessun intervento può essere "imposto", ma solo "proposto". Sia Michele Corcio, sia Claudio Signorini ribadiscono la considerazione per cui l'esperto in tiflologia deve innanzitutto "farsi accogliere" dalla famiglia, senza mai sostituirsi ad essa, ma soltanto sostenendola.
  Giovanni Loche sottolinea la necessità di un confronto con le realtà internazionali (ad esempio quella dei college americani) ai quali far eventualmente riferimento nel ripensare il modello di inclusione. Paschetta chiarisce che certamente sulle modalità del processo di integrazione è iniziata una riflessione, ma sottolinea come nel nostro paese il "modello integrato" sia ormai patrimonio culturale comune che nessuna organizzazione (partiti, sindacati, ecc.) mette più in discussione.
  Paolo Colombo riprende il tema dell'accessibilità e informa che è già stato avviato uno studio, anche con il coinvolgimento delle "associazioni consumatori", per individuare le modalità di una azione legale o per singoli casi o come class action, ed a breve si agirà. Maio Taddei denuncia una grave situazione da lui rilevata nel grossetano dove, in un paesino dell'Appennino, un ragazzo con disabilità aggiuntive, oltre la difficoltà visiva, anche a causa dell'impreparazione della famiglia prima, dell'insegnante di sostegno e degli operatori dei servizi poi, oggi viene tenuto a casa seduto tutto il giorno su una sedia. "Situazioni come queste fanno riflettere" dice Paschetta, "e certamente vanno affrontate con coraggio e senza pregiudizi ideologici; personalmente, penso che per casi come questo occorrerà pensare a "mini-comunità" nelle città capoluogo presso le quali far soggiornare i ragazzi durante la settimana, mentre frequentano le scuole della città". In merito alla trascrizione dei testi in braille o ingranditi, sia Signorini, sia Corcio ribadiscono come, soprattutto nella scuola primaria, questi siano fondamentali per un corretto apprendimento della lingua e non solo. Occorre tuttavia, anche per evitare inutili spese, valutare con consapevolezza se trascrivere l'intero testo o solo parti di esso. Secondo Massimo Vita, presidente dell'Unione di Siena, invece, oggi si può risparmiare utilizzando, anziché ingrandimenti e trascrizioni cartacee, software ingrandenti e display braille; ma sia Michele che Claudio ribadiscono l'utilità, nella primaria, della "pagina" cartacea, anche per farne capire al bambino il layout. Vita sostiene poi che per quei ragazzi che hanno disabilità tali da ridurne gravemente le possibilità comunicative, forse occorrerebbe pensare a soluzioni diverse dalla scuola, quali i centri diurni, perché, in alcuni casi, essi disturbano il lavoro didattico. In proposito riferisce il caso di un allievo che, dopo due anni di permanenza in classe con molte difficoltà per i compagni, ha dovuto essere ricoverato in ospedale psichiatrico. Paschetta ricorda come la sentenza della Cc dell'88 vada in direzione opposta e, soprattutto, sottolinea come la presenza dei disabili nelle classi comuni, in nessun caso, sia la causa del degrado della nostra scuola, le cui origini sono ben altre. La verità è che la scuola autonoma si è concretizzata nel nostro paese in una scuola "anarchica", una scuola nella quale si trovano eccellenze a fianco di profonde situazioni di disservizio. La scuola autonoma richiedeva, a garanzia di qualità, la definizione di standard minimi comuni, e la presenza di un sistema di valutazione del servizio. Essa invece è rimasta la scuola dove l'autonomia didattica, senza un organico funzionale di istituto, rimane solo una dichiarazione di intenti irrealizzabile e dove nel consiglio di istituto il Dsgs, responsabile amministrativo, non è presente e dove il Ds, responsabile dei risultati, è "unus inter pares" e il suo voto vale come quello dell'operatore scolastico. Ciò detto, ha concluso Paschetta, le difficoltà dell'inclusione scolastica, nel bene e nel male, sono da valutare in correlazione agli attuali problemi della scuola italiana.

Luciano Paschetta

Successo, a Napoli, per Diversitalavoro, di Paolo Colombo

Autore: Paolo Colombo

Diversitalavoro 28 Febbraio 2013, Napoli
NAPOLI. Si è svolto per la prima  volta a Napoli  Diversitalavoro, il progetto promosso nel 2008 dal Dipartimento della Presidenza del Consiglio UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), insieme alla Fondazione Sodalitas, a Synesis Career Service e alla Fondazione Adecco per le Pari Opportunità, che si propone di favorire l'incontro delle persone con disabilità, appartenenti alle categorie protette, di quelle di origine straniera e dei transgender (tutti coloro, cioè, che non si identificano nello "stereotipo di genere", normalmente fissato come "maschile" o "femminile"), con aziende che offrono opportunità di lavoro. Infatti, dopo che i vari incontri si erano tenuti finora a Milano o a Roma, il 28 febbraio è stata appunto la volta di Napoli, nel complesso Monte Sant'Angelo dell'Università Federico II, durante una giornata che ha visto la partecipazione di ben 312 persone, che hanno potuto presentare il proprio curriculum e sostenere colloqui con i responsabili delle Risorse Umane delle sette aziende presenti (Accenture, Alitalia, Apple, BNL Gruppo BNP Paribas, Decathlon, Intesa Sanpaolo e Philip Morris). Notevole, poi, anche la partecipazione della cittadinanza tutta alla tavola rotonda, voluta per l'occasione, dal titolo Transitare al lavoro: inclusione e buone pratiche, che ha potuto contare su circa 270 presenti. "La collaborazione della città di Napoli è stata fondamentale per il successo dell'iniziativa. Oltre infatti alla cura organizzativa dell'Università Federico II, l'evento ha potuto avvalersi del patrocinio di Pina Tommasilli, assessore comunale alle Pari Opportunità. Un servizio navetta, inoltre, garantito dalla Società Comunale Napoli Sociale, ha trasportato i partecipanti da e per la fermata metro di Campi Flegrei all'Università". Diversitalavoro dà ora appuntamento a Milano, per il prossimo 5 giugno, alla sede della Banca Popolare di Milano, con un "anticipo" nella giornata precedente, presso Ernst & Young, dedicato (gratuitamente) a una serie di incontri di orientamento e formazione su come affrontare un colloquio di lavoro.
 

ASL BRESCIA – Esclusione non vedenti – Rettifica bando di concorso, di Tommaso Daniele

Autore: Tommaso Daniele

Siamo lieti di comunicare che la nostra sezione di BRESCIA ha portato a termine con successo la propria azione nei confronti della locale ASL su una questione di immotivata esclusione dei non vedenti da un bando di concorso.
Il bando in esame, pubblicato in GU – 4^ serie speciale – Concorsi ed Esami – n. 10 del 5.2.2013 e teso alla assunzione di un dirigente amministrativo, aveva previsto implicitamente l'esclusione dei non vedenti, con la richiesta, tra i requisiti, del possesso della patente B per l'espletamento delle mansioni assegnate.
Tenendo presente che, a meno di particolari specificità di settore, il profilo di amministrativo può essere adempiuto da un non vedente anche all'esterno con l'ausilio di un accompagnatore o del cane guida, la nostra sezione è ricorsa in via amministrativa avverso la clausola del bando asseritamente illegittima, chiedendone la eliminazione, forte della normativa a supporto (ad es. legge n. 120/1991, art. 1 sulla idoneità fisica all'impiego, salvo la natura ostativa dei compiti che la posizione di lavoro potrebbe comportare; legge n. 67/2006 sulla non discriminazione).
La posizione dell'Unione si basa soprattutto sulla consapevolezza che i lavoratori non vedenti siano dotati di autonomia decisionale per assumere la responsabilità e i poteri di una gestione operativa connessa al raggiungimento di risultati certi e verificabili; infatti, la disabilità visiva non inficia il livello di performance e la realizzazione degli obiettivi assegnati all'ufficio, sempre compatibilmente, come è ovvio, alle limitazioni dell'handicap.
Ciò considerato, la ASL di BRESCIA ha compreso e accolto le nostre rimostranze e con decreto del D.G. n. 120 del 7.3.2013 ha eliminato il periodo contestato: <Data la particolare natura dei compiti assegnai che la posizione di lavoro comporta, la condizione di privo della vista costituisce inidoneità fisica all'impiego (Legge n. 120/1991)> (spesso c'è un uso strumentale e tutt'altro che appropriato della legge n. 120/1991, con il rischio di ottenere una interpretazione fuorviante).
Con lo stesso decreto è stata altresì disposta la riapertura dei termini per la presentazione delle domande di partecipazione.
Tutti coloro che siano interessati potranno reperire a breve il nuovo bando di concorso sul BURL, GU e sito web ASL di BRESCIA.
Più in generale, casi di immotivata esclusione di candidati non vedenti sulla base di requisiti e mansioni non bene dettagliati sono frequenti e ci sembrano indotti più che altro dalla superficialità e dalla incompetenza di chi redige il bando.
La nostra attenzione come Associazione di categoria è quella di intervenire tempestivamente nei confronti delle amministrazioni in causa, seguendo il buon esempio di BRESCIA, per affermare i giusti diritti e gli interessi di quanti, pur se con difficoltà visive, intendano concorrere per un profilo professionale a loro confacente.
Sentiti ringraziamenti a tutte quelle strutture UICI così attive sul territorio per la loro azione di rappresentanza e tutela.

Cordiali saluti.
IL PRESIDENTE NAZIONALE
Prof. Tommaso Daniele

Non vogliamo il silenzio,di Giuseppe Bilotti

Autore: Giuseppe Bilotti

 Finalmente è arrivato ciò che era tanto richiesto
  Chi scrive è membro della Commissione autonomia e mobilità e da anni lavora alla sensibilizzazione del problema delle auto silenziose. L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, quale componente dell'Ebu, accoglie con le sue consorelle europee la notizia che il Parlamento Europeo ha approvato una bozza di regolamento che, una volta adottato dalla Commissione e dal Consiglio, porterà a limiti più stringenti riguardo le emissioni di rumore di macchine, furgoni e autobus. Nel nuovo disegno di legge sono, però, previsti anche studi sull'adozione di dispositivi che emettano un suono artificiale su veicoli ibridi, elettrici o con motore a combustione a bassissime emissioni acustiche, per evitare pericoli ai pedoni e agli utenti della strada e, in particolare, a noi non vedenti; un problema presente sin da quando si cominciavano a vedere le prime auto elettriche o ibride e ci si chiedeva come un non vedente avrebbe potuto accorgersi dell'avvicinamento di un veicolo ultrasilenzioso. Il problema, certamente, non è solo dei ciechi, ma riguarda anche le persone anziane, i bambini, i pedoni e anche ciclisti che non si accorgono di un veicolo silenzioso avvicinarsi da dietro.
  Gli eurodeputati, nel testo che hanno approvato, si sono presi l'impegno di studiare le soluzioni più tecnologicamente adeguate per affrontare il problema: la cosa più probabile è che, in futuro, le automobili e gli autobus ultrasilenziosi saranno dotati di dispositivi acustici di allerta, in gergo chiamati Avas (sistema di allerta acustico per veicoli). Per la European Blind Union, l'organizzazione che a livello europeo cura gli interessi di ipovedenti e non vedenti, tali Avas dovrebbero essere obbligatori su veicoli ibridi ed elettrici, soprattutto a basse velocità (sotto i 40 chilometri orari), perché, una volta superato tale limite, un'automobile diventa identificabile. La nostra commissione Ebu ha sempre sostenuto che gli Avas dovrebbero, inoltre, indicare al pedone il tipo di movimento del veicolo, ovvero, permettere di capire se quest'ultimo sia in accelerazione, decelerazione o retromarcia e offrire la possibilità di individuare le automobili anche quando queste siano ferme. Più volte abbiamo lavorato su protocolli che venivano dagli Stati Uniti in quanto il problema era stato studiato più approfonditamente e la nostra Unione, più volte, ha cercato di sensibilizzare le nostre case automobilistiche a prendere in esame tale necessità. Così, finalmente, questo problema verrà studiato e imposto alle case automobilistiche affinché la mancanza del rumore non possa mettere in pericolo le persone che non hanno la possibilità di vedere ciò che li circonda e che, grazie a questi dispositivi, potranno continuare a mantenere la loro autonomia e mobilità in piena sicurezza.
Giuseppe Bilotti
 

Ddl su operatore tecnico di massoterapia – posizione AIFI e FNCM, Ddl su operatore tecnico di massoterapia – posizione AIFI e FNCM, Redazionale

Autore: Ddl su operatore tecnico di massoterapia - posizione AIFI e FNCM, Redazionale

Il parere reso da A.I.F.I. e F.N.C.M. in data 28.2.2013 sul disegno di legge proposto dal Ministero della Salute appare non del tutto condivisibile, soprattutto perché impostato secondo una visione piuttosto parziale delle problematiche di settore.
Infatti, soprattutto per quel che riguarda i non vedenti,in tale nota viene affermato che l'unica soluzione sarebbe quella di agevolare in tutti i modi possibili il conseguimento del diploma di fisioterapia, figura unica nella quale devono confluire tutte le precedenti figure professionali.
Al riguardo, pur condividendo alcuni rilievi alla proposta di legge soprattutto per quanto concerne la poca chiarezza delle mansioni da attribuire alla nuova figura professionale in ambito sanitario, sia pubblico che privato,si deve rimarcare che non può essere completamente rigettata la proposta di cercare di individuare un nuovo profilo per coloro che non sarebbero in grado di svolgere la professione di fisioterapista, fermo restando ovviamente il necessario sostegno agli studenti universitari ciechi e ipovedenti.
Infatti, si tratterebbe comunque dell'opportunità di ottenere un profilo professionale aggiuntivo (e inferiore) rispetto a quello di fisioterapista, quindi aperto anche a tutti coloro che non avrebbero le possibilità o le capacità per conseguirlo. Da questo punto di vista, quindi, il ddl risponderebbe alla esigenza, più volte manifestata dall'Unione, di individuare un secondo profilo professionale per il quale non sia richiesta una formazione di tipo universitario.
Inoltre, appare leggermente fuorviante la posizione secondo la quale le questioni collegate al collocamento obbligatorio sono da considerarsi separate, perché comunque anche le leggi speciali risentono della generale impostazione normativa del settore entro il quale i lavoratori disabili sono chiamati ad operare e non sembra che la proposta in esame voglia creare un profilo professionale ad uso e consumo dei soli non vedenti.
Anche l'affermazione netta secondo cui non esiste alcun fabbisogno di operatori di massoterapia, in quanto le loro funzioni potrebbero tranquillamente essere svolte dai fisioterapisti, sembra dettata da interessi di categoria, visto che il Ministero della Salute ha espresso parere sostanzialmente difforme su tale argomento.
Pertanto, dal momento che le divergenze di impostazione fra le associazioni di fisioterapisti e il dicastero proponente appaiono abbastanza sensibili, non solo per quel che riguarda la disciplina dei lavoratori non vedenti, ma anche e soprattutto sulla regolamentazione complessiva del settore sanitario e parasanitario, si ritiene che la sede di confronto più utile potrebbe essere il tavolo tecnico istituito presso il Ministero del Lavoro (anch'esso interessato alla materia): inoltre, sarebbe quella l'unica possibilità di coinvolgere anche le Regioni, comunque competenti per quanto riguarda la formazione professionale.
Tale proposta, se ritenuta valida, potrebbe essere avanzata nella prossima riunione del tavolo tecnico convocata per il prossimo 19 marzo che non tratterà di tali materie.
Rimane da valutare se organizzare separatamente un incontro con le associazioni di fisioterapisti per cercare di verificare le loro effettive posizioni anche in merito alle esigenze dei lavoratori non vedenti.
 

Centralinisti – Posti vacanti, Redazionale

Autore: Redazionale

Sono banditi n. 4 posti per centralinista telefonico, così suddivisi:

* n. 3 posti per centralinisti ? operatori tecnici cat. B appartenenti alle categorie previste dagli artt. 1 e 18 della legge n. 68/1999, ferma restando la quota d'obbligo riservataria della legge n. 113/1985, presso l'Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo, POTENZA. L'avviamento a selezione è a cura della Regione BASILICATA ? Ufficio Lavoro e Territorio. Per maggiori informazioni rivolgersi presso U.O.C. ??Gestione e Sviluppo delle Risorse Umane al seguente recapito telefonico 0971/613032 (GU, 4ª Serie Speciale – Concorsi ed Esami n. 14 del 19.2.2013).

* n. 1 posto riservato ai minorati della vista ex legge n. 113/1985, presso l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale ABRUZZO e MOLISE – Sede centrale, sita in via Campo Boario s.n.c., TERAMO. La procedura è a cura della Provincia – Servizio collocamento obbligatorio, secondo l'ordine di graduatoria provinciale dell'apposito elenco (GU, 4ª Serie Speciale – Concorsi ed Esami n. 16 del 26.2.2013).

Le Sezioni UICI presenti sui territori di riferimento sono a disposizione per ogni possibile evenienza.

 

6° meeting online dei lettori di Kaleidos – mercoledì 6 marzo 2013 ore 15,30, di Tommaso Daniele

Autore: Tommaso Daniele

I settori Informazione e Comunicazione, Stampa Sonora e Libro Parlato in sinergia con la Commissione Nazionale per le Pari Opportunità organizzano per mercoledì 6 marzo 2013, con inizio alle ore 15,30 il 6° meeting dei lettori di "Kaleîdos".
La trasmissione pensata anche in vista della ricorrenza della Giornata Internazionale della donna vedrà la partecipazione, oltre che del Presidente Nazionale prof. Tommaso Daniele, delle componenti la Commissione nazionale per le  Pari Opportunità, oltreché delle rappresentanti regionali e provinciali del settore le quali socializzeranno le esperienze e le attività svolte nel territorio in materia di Pari Opportunità.
Naturalmente nel corso del programma verrà data risposta ai quesiti, alle e-mail ed alle telefonate dei nostri ascoltatori i quali potranno scrivere e/o prenotarsi per intervenire, anche nei giorni immediatamente precedenti o contattando la sig.ra Mariolina Lombardi ai numeri di telefono 06 69988376 oppure 06 69988411 od inviando e-mail al nostro consueto indirizzo diretta@uiciechi.it o, ancora, utilizzando nel corso del programma la nostra linea aperta 06 69988353, o l'apposito form di "Parla con l'Unione".
La trasmissione sarà condotta da Luisa Bartolucci.
Anche questa trasmissione diverrà un cd realizzato in formato mp3. Chi volesse riceverlo a titolo assolutamente gratuito, può farne richiesta sin da ora al nostro ufficio stampa, o scrivendo in braille all'indirizzo Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Via Borgognona 38 – 00187 Roma o inviando una e-mail all'indirizzo ustampa@uiciechi.it, o telefonando al numero 06 69988376.
Le e-mail maggiormente significative, inoltre, diverranno parte di un numero speciale di "Kaleîdos", che, quindi sarà scritto proprio dai nostri lettori e/o ascoltatori.
Vi attendiamo numerosi dunque, nella speranza di scambiarci opinioni, buone prassi, nell'auspicio di costruire qualcosa insieme e, perché no, anche di conoscerci meglio e comunicare in forma più diretta.
Appuntamento, dunque, alle 15,30 del 6 marzo!
Per collegarsi sarà sufficiente digitare la stringa http://www.uiciechi.it/radio/radio.asp
Si invitano le strutture in indirizzo a dare alla presente circolare la massima diffusione tra i soci ed i componenti i comitati delle pari  opportunità  ed a favorire in ogni modo la partecipazione diretta alla trasmissione delle rappresentanti regionali e provinciali, nonché la creazione nelle sezioni od in altri luoghi di gruppi di ascolto.

Cordiali saluti

Il Presidente Nazionale
prof. Tommaso Daniele