“I giovani incontrano il braille” è stato l’importante evento formativo targato U.I.C.I. e svoltosi a Vazzano per celebbrare la Giornata Nazionale del Braille, ciò grazie al dinamismo della pro Loco, che ha voluto tenere vivo il contatto con l’Unione rivolgendosi particolarmente agli adolescenti, nella consapevolezza che la conoscenza abbatte ogni barriera ed apre le porte al mondo, facendo toccare con mano la bellezza della diversità e della condivisione. In un’intensa mattinata di illustrazione e confronto, i ragazzi si sono calati con entusiasmo nel vissuto quotidiano di chi non vede ed hanno sperimentato “la vicinanza di quanto appare lontano poiché sconosciuto”. Il Presidente Bartucca ha spiegato la mission associativa e, dopo la proiezione di un video riguardante l’annuale Campo Estivo Abilitativo e Riabilitativo per persone con disabilità visiva e patologie plurime, si è soffermato sull’importanza della Giornata Nazionale del Braille e sul fondamentale ruolo del sistema di lettura e scrittura, che ha rappresentato e rappresenta ancora la chiave d’accesso alla conoscenza per i non vedenti dell’intero pianeta. Anche in questo caso, una breve proiezione e – a seguire – una full immersion pratica con 15 giovanissimi allievi, che hanno potuto utilizzare i classici strumenti per la scrittura, ossia la tavoletta ed il punteruolo. Niente di più concreto per far vivere un’esperienza sicuramente indimenticabile, in un centro della provincia che ha dimostrato attenzione anche nei confronti delle varie attività U.I.C.I., tra le quali il citato Campo Estivo – per la cui realizzazione è in atto una riffa, promossa anche a Vazano attraverso l’installazione di uno stend. In poche parole, il 21 Febbraio 2026 ha significato ciò che vuol essere la Giornata Nazionale del Braille: un’occasione ogni anno nuova per congiungere esperienze e sensibilità diverse in un unico cammino condiviso.
Archivi autore: Rita Zauri
U.I.C.I. Parma – Settimana Mondiale del Glaucoma
SETTIMANA MONDIALE DEL GLAUCOMA 2026. Le iniziative a Parma.
Visite gratuite in collaborazione con la Clinica Oculistica Ospedaliero-Universitaria di Parma.
Prenotarsi presso gli uffici dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Sezione Territoriale di Parma.
Parma. Nella settimana dal 8 al 14 marzo ricorre la Settimana Mondiale dedicata alla prevenzione del Glaucoma, una malattia degenerativa che colpisce solo in Italia oltre un milione di persone, la metà delle quali non è neppure consapevole di esserne affetta.
Nell’occasione, come ogni anno, l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Parma, in collaborazione con la Sezione Italiana dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità (IAPB) organizza varie iniziative, tra cui le visite oculistiche gratuite in collaborazione con la Clinica Oculistica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma e con la divulgazione e sensibilizzazione sull’importanza della prevenzione della malattia.
Le visite di controllo, offerte gratuitamente, verranno effettuate presso il Centro di Ipovisione della Sede UICI di Parma, in Strada Nino Bixio 47/A, a cura di specialisti messi a disposizione dalla Clinica Oculistica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma nei giorni 11 e 12 Marzo 2026.
È indispensabile la prenotazione, telefonando al numero 0521 233462 negli orari d’ufficio al mattino.
“Anche quest’anno, come sezione territoriale UICI, la Settimana Mondiale del Glaucoma si offre come occasione per fare il punto e sensibilizzare le persone su una malattia degenerativa del nervo ottico che è la seconda causa di cecità nel mondo, colpendo 55 milioni di persone. – dichiara Guido Schianchi, presidente dell’UICI di Parma. – La corretta informazione sui gravi rischi cui espone questa patologia se non diagnosticata e curata tempestivamente, e la prevenzione, sono due fattori determinanti per la salute della vista. Fare periodiche visite oculistiche è opportuno ad ogni età, ma soprattutto dopo i 40 anni, è buona regola sottoporsi a un controllo oculistico che comprenda anche la misurazione della pressione oculare. Il Glaucoma si può prevenire, se diagnosticato in tempo.”
Contatti UICI Sezione Territoriale di Parma
Telefono 0521 233462 – Mail: uicpr@uici.it – Pec: uicpr@pec.it
La Settimana Mondiale del Glaucoma è promossa a livello nazionale dalla Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS in collaborazione con la Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità – IAPB Italia, e trova concreta attuazione sui territori grazie al lavoro delle sezioni locali.
Per maggiori informazioni
www.iapb.it<http://www.iapb.it>
U.I.C.I. Reggio Emilia – Settimana Mondiale del Glaucoma
In occasione della Settimana Mondiale del Glaucoma, in programma dall’8 al 14 marzo, l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) di Reggio Emilia promuove un articolato calendario di appuntamenti dedicati alla sensibilizzazione e alla prevenzione. L’iniziativa, realizzata in partnership con la Fondazione Sezione Italiana dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità (IAPB Italia ETS), mira ad accendere i riflettori su una patologia tanto diffusa quanto insidiosa. Il glaucoma, spesso definito il “ladro silente della vista”, è infatti una malattia che nelle fasi iniziali non presenta sintomi evidenti, ma può provocare danni irreversibili al nervo ottico se non diagnosticata e trattata tempestivamente.
Per tutta la durata della settimana, la Sezione UICI di Reggio Emilia sarà impegnata in una capillare attività di informazione sul territorio. Grazie alla collaborazione con le Farmacie Comunali Riunite, l’Ottica Dalpasso, lo Studio Pantaleoni Oculistica e numerosi esercizi commerciali del Comune, verranno distribuiti opuscoli informativi con l’obiettivo di raggiungere il maggior numero possibile di cittadini. La campagna punta a diffondere consapevolezza sui fattori di rischio e sull’importanza cruciale della diagnosi precoce per la salvaguardia della salute visiva.
Il momento centrale del programma sarà l’incontro pubblico con conferenza stampa previsto per lunedì 9 marzo alle ore 20:00, presso la Farmacia Comunale del Parco in via Pansa 53/g; durante la serata, un medico oculista illustrerà le caratteristiche della patologia, le modalità di diagnosi e le terapie oggi disponibili, offrendo ai cittadini uno spazio di confronto diretto per approfondire i temi legati alla prevenzione.
Accanto all’attività divulgativa, anche quest’anno l’UICI di Reggio Emilia ha organizzato due mattinate di screening gratuiti presso l’ambulatorio sezionale di Corso G. Garibaldi 26: nelle giornate di giovedì 12 e venerdì 13 marzo, i cittadini potranno sottoporsi a controlli oculistici mirati, previa prenotazione obbligatoria al numero 0522/435656.
Un esame semplice come la misurazione della pressione intraoculare può infatti permettere di individuare precocemente i segnali della malattia prima che il danno diventi irreparabile.
Il Presidente della Sezione Territoriale UICI di Reggio Emilia, Giuseppe Riva, sottolinea l’urgenza del messaggio: “Il glaucoma agisce senza dare segnali evidenti finché il danno non è già in fase avanzata. Proprio per questo la prevenzione è l’unica vera difesa: un controllo può letteralmente salvare la vista. Invitiamo la cittadinanza, in particolare chi ha superato i 40 anni o ha familiarità con questa patologia, a non rimandare. Partecipare a queste iniziative è un atto di responsabilità verso la propria salute”.
Con questo impegno, la Sezione Territoriale UICI rinnova la propria missione nella tutela della vista, auspicando che una corretta cultura della prevenzione possa diventare patrimonio condiviso di tutta la comunità reggiana.
Per maggiori informazioni sulla Settimana Mondiale del Glaucoma:
www.iapb.it<http://www.iapb.it>
www.settimanamondialeglaucoma.it<http://www.settimanamondialeglaucoma.it>.
U.I.C.I. Piemonte – A Lavazza il premio “Sguardo in rilievo” 2026
Riconosciuto l’impegno a rendere più accessibili macchine da caffè e confezioni
Va a Lavazza il premio “Sguardo in rilievo” 2026, un riconoscimento con cui l’UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) del Piemonte valorizza l’impegno di singoli, imprese o istituzioni che si sono distinte nel sostenere l’inclusione delle persone con disabilità visiva. Quest’anno la scelta è caduta sull’azienda leader nel mondo del caffè, proiettata in una dimensione internazionale pur mantenendo un solido legame con il territorio piemontese. In particolare, Lavazza è stata premiata per l’impegno a migliorare l’accessibilità di alcuni suoi prodotti, che ora sono più vicini alle esigenze delle persone con disabilità visiva.
Il lavoro, portato avanti con la costante consulenza di UICI Piemonte, ha riguardato due macchine da caffè (Tablì e Assoluta), ma anche le confezioni delle capsule Lavazza “A Modo Mio”.
Nel caso di Tablì, gli interventi si sono concentrati sul miglioramento dell’esperienza d’uso: sono stati inseriti un elemento tattile sull’interfaccia utente e segnali acustici legati allo svolgimento delle varie operazioni. Interessante anche il lavoro su Assoluta: il problema della gestione totalmente touch screen è stato superato potenziando l’accessibilità dell’applicazione per dispositivi mobili, in modo che le persone non vedenti possano usare la macchina in piena autonomia, esattamente come tutti gli altri utenti.
La consulenza di UICI Piemonte ha interessato anche le confezioni di capsule di caffè “A Modo Mio”, che ora sono dotate di una scritta in braille (l’alfabeto a punti in rilievo usato dalle persone cieche), con indicazioni sul tipo e sul numero di capsule contenute nell’imballaggio. Inoltre è stato inserito un Qr-Code che rimanda a informazioni aggiuntive sulle caratteristiche di ciascuna miscela di caffè.
Ma la sinergia tra associazione e azienda è andata anche oltre. Infatti UICI Piemonte e Museo Lavazza collaborano già da diversi anni e insieme hanno organizzato “Blind Coffee”, un ciclo di incontri nati per avvicinare il pubblico al mondo della disabilità, con un approccio informale e interattivo e con un tocco di leggerezza. Nel corso delle due stagioni finora portate a termine, “Blind Coffee” ha fatto incontrare e dialogare persone diversissime: sportivi, giornalisti, rappresentanti del mondo dello spettacolo e della cultura, imprenditori, attivisti, esponenti del terzo settore. Condotto da Mara La Verde, il format prevede, come momento conclusivo, una degustazione al buio di caffè in preparazioni raffinate e a volte sorprendenti: un’occasione per valorizzare i sensi alternativi alla vista e cementare le relazioni tra i partecipanti. Gli appuntamenti Blind Coffee svolti presso il Museo Lavazza rientravano nel perimetro del progetto “IncluVisity” di Lavazza.
Il premio “Sguardo in rilievo” è stato consegnato il 25 febbraio presso il Museo Lavazza, nel corso di un momento di incontro cui hanno partecipato i referenti UICI Piemonte e alcuni vertici Lavazza. “Per noi Italiani il caffè non è semplicemente una bevanda, ma è una tradizione radicata, un rito dotato di forti implicazioni sociali e culturali – sottolinea Franco Lepore, presidente UICI Piemonte. – Siamo quindi molto contenti che Lavazza abbia voluto puntare sull’accessibilità dei propri prodotti, perché questa scelta consente a tante persone cieche e ipovedenti di essere più autonome in un’azione quotidiana come quella di preparare e gustare un caffè. Il premio, che ha un valore simbolico, vuole valorizzare un lavoro condotto con serietà, sensibilità e capacità di ascolto da parte dell’azienda”.
Museo Tattile Omero – Alberto Tadiello vince la prima edizione del Premio Omero
| La Direzione Generale Creatività Contemporanea (DGCC) del Ministero della Cultura e il Museo Tattile Statale Omero rendono noto che il vincitore della prima edizione del Premio Omero è Alberto Tadiello, con l’opera RMN (Risonanza Magnetica Nucleare). |
| Al termine di un approfondito esame delle tre opere finaliste, la scelta è avvenuta all’unanimità, riconoscendo in RMN un lavoro di particolare rilievo per la capacità di attivare in modo originale e rigoroso la percezione corporea, ampliando le modalità di relazione tra opera, spazio e pubblico. |
| L’opera coniuga tecnologia e dimensione ambientale, aprendo nuove prospettive nel campo dell’arte contemporanea e dell’accessibilità culturale. |
| Realizzata nel 2005, RMN è una scultura sonora ambientale che si fruisce attraverso suoni a basse frequenze capaci di generare vibrazioni percepibili direttamente dal corpo. L’esperienza supera la centralità della visione e si fonda sulla percezione fisica e spaziale, coinvolgendo il visitatore in modo diretto. |
| Il progetto è collegato alla Rete Mareografica Nazionale: i dati sull’andamento delle maree vengono tradotti in tempo reale in frequenze sonore, trasformando lo spazio espositivo in un ambiente dinamico, in dialogo continuo con il mare. |
| In relazione alla Mole Vanvitelliana, isola artificiale immersa nell’acqua del porto, l’opera rende percepibili le variazioni dell’ambiente naturale, configurandosi come un sistema in costante trasformazione, in cui il visitatore diventa parte integrante dell’esperienza. |
U.I.C.I. Cagliari – Attività
Il Teatro Lirico di Cagliari è giunto al suo terzo appuntamento della Stagione d’Opera con Norma, tragedia lirica in due atti, musica di Vincenzo Bellini. Lo spettacolo andrà in scena nella versione accessibile nell’ambito del progetto “Oltre – Insieme” giovedì 19 marzo alle ore 19,00 e venerdì 20 marzo alle ore 20,00. Come per Otello e Lucrezia Borgia, andati in scena a dicembre e gennaio scorsi, lo spettacolo sarà audio descritto a favore delle persone con disabilità visiva, in collaborazione con l’Università degli Studi di Macerata. I biglietti hanno la tariffa scontata di € 15,00 euro per la persona con disabilità con la previsione della gratuità per il relativo accompagnatore. Solo nella giornata di venerdì 20, con ingresso alle 17,30, è previsto un percorso esperienziale multisensoriale guidato che si svilupperà dietro le quinte e consentirà di toccare, sentire i costumi, le scenografie, il palcoscenico, gli oggetti e gli strumenti di scena. Sarà inoltre possibile parlare con le maestranze, il regista, il direttore d’orchestra ed il Sovrintendente del Teatro. Si auspica un’ampia partecipazione di tutte e tutti! Le prenotazioni potranno avvenire presso i nostri uffici con relativo versamento dell’importo per l’acquisto dei biglietti. Preghiamo la massima tempestività nelle prenotazioni per via del numero di limitato di posti.
In data di ieri 24 febbraio è arrivata dall’INPS la conferma che a decorrere dal 1° marzo 2026, la sperimentazione sulla riforma della disabilità (D.Lgs. 62/2024 e atti attuativi) verrà estesa a ulteriori 40 province tra cui Cagliari.
La nuova procedura prevede che la trasmissione telematica all’INPS del “certificato medico introduttivo” da parte di un medico abilitato costituisca, di per sé, l’istanza per l’avvio del procedimento valutativo di base, senza necessità di ulteriori adempimenti da parte del cittadino o dei patronati. Con la riforma tutto viene concentrato in un’unica Valutazione di Base, effettuata da una Commissione INPS, che dovrà esprimere un giudizio complessivo su: invalidità civile, cecità civile, sordità civile, sordo-cecità, disabilità in età evolutiva, inclusione lavorativa, condizione ex Legge 104/1992, indennità di accompagnamento, assistenza protesica/sanitaria/riabilitativa e requisiti per agevolazioni fiscali, tributarie e di mobilità.
I nostri uffici saranno a completa disposizione per la necessaria consulenza e assistenza.
U.I.C.I. Varese – Giornata Nazionale del Braille 2026
Il Braille: leggere il mondo con le dita, vivere alla pari. Chiunque, dopo aver comprato un medicinale o salendo in ascensore, avrà notato almeno una volta nella vita quei punti in rilievo sulle confezioni o sui pulsanti. Così, il braille entra a far parte della vita quotidiana anche di chi non lo sa leggere. Nonostante questo, oggi alcuni ne mettono in discussione l’utilità se confrontato con le tecnologie di sintesi vocale, sempre più simili alla voce umana anche grazie all’avanzare dell’intelligenza artificiale, e con le piattaforme di streaming di audiolibri ormai molto popolari, o con i servizi dedicati esclusivamente a chi non vede, come il Libro Parlato. Ma il destino del braille è davvero quello di scomparire dalla nostra quotidianità e diventare un relitto storico di come si leggeva nei tempi andati?
Per rispondere a questa domanda, abbiamo raccolto le testimonianze di due giovani della nostra Sezione di Varese dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti: Laura e Andrea.
Laura
In questo dibattito la mia posizione è netta: il braille è uno strumento ancora attualissimo. L’ho usato costantemente durante i miei studi e sarà lo stesso anche nel lavoro, ma mi ha anche offerto l’occasione per “gettare un ponte” verso altre persone e rafforzare legami di amicizia, e di partecipare attivamente agli eventi della mia comunità.
Partiamo dalla scuola. Non so come avrei potuto risolvere gli esercizi di matematica, svolgere le versioni o imparare a scrivere in inglese senza il braille. Forse non sarebbe stato del tutto impossibile, ma sicuramente il lavoro sarebbe diventato molto più macchinoso e lento. Un discorso simile vale oggi per uno dei miei hobby preferiti: da appassionata di tecnologia, mi piace sperimentare con la programmazione, e scrivere codice informatico sarebbe molto più complicato se non potessi leggerlo sulla mia barra braille.
La barra braille è un dispositivo elettronico che si collega al computer o allo smartphone e restituisce il testo sullo schermo sotto forma di puntini in rilievo, aggiornandosi in tempo reale mentre si scrive o si legge. In questo modo è possibile esplorare parola per parola, riga per riga o carattere per carattere ciò che appare sul display, controllando con precisione ortografia, punteggiatura e struttura del testo.
Un po’ come nella matematica, in questo campo bisogna seguire regole precise, dove sbagliare anche solo un simbolo di punteggiatura o una parentesi genera un errore. Esaminare il codice senza braille significherebbe ascoltare ogni riga magari più volte o carattere per carattere per verificare che la sintassi sia corretta. In università, poi, ho potuto prendere appunti senza dover fare costante affidamento alla sintesi vocale per controllare che ciò che scrivevo fosse corretto, con conseguenti meno distrazioni.
Ma il braille non è solo funzionale, è anche un modo per dare la propria voce ai testi, senza dover dipendere dagli altri o da una voce artificiale che, per quanto sofisticata, non può trasmettere tutte le sfumature espressive di un testo.
Nella mia vita, il braille è diventato anche un mezzo che mi permette di avere una partecipazione attiva nella mia comunità. Frequentando il centro giovanile che riunisce tutte le parrocchie della mia città, spesso partecipo a momenti di riflessione o di preghiera. In queste occasioni porto sempre la barra braille per leggere i testi che ci vengono proposti e annotare qualche pensiero che desidero conservare. Senza il braille, sarei costretta a chiedere continuamente a qualcuno di rileggere per me i punti sui quali voglio riflettere di più, e durante le preghiere e i canti potrei soltanto ascoltare e tentare di ripetere qualche parola: sarebbe un’esperienza molto meno intensa.
Il braille, inoltre, facilita l’inclusione. In primo luogo, consente di organizzare attività inclusive, nelle quali vedenti e non vedenti possono partecipare su un piano di parità. Un esempio sono i giochi da tavolo accessibili, dove le carte riportano i valori sia in braille sia nel formato visivo, così che tutti possano giocare insieme.
Infine, il braille può diventare un ponte verso nuove conoscenze, un canale per creare unità e rafforzare i legami. Mi è capitato più volte di notare come il mio modo di leggere suscitasse curiosità negli altri. Dopo un evento al centro giovanile o una lezione universitaria, spesso qualcuno mi si avvicinava e mi chiedeva come funzionasse la barra braille e come facessi a leggere quei puntini. Così ho dato qualche piccola lezione e ho spiegato che il braille non è una lingua a sé che solo i non vedenti possono capire: sarebbe l’apoteosi dell’esclusione. Invece, il braille non è altro che l’equivalente dell’alfabeto, soltanto trasposto in un sistema di celle da sei puntini ciascuno. Questa esperienza è emozionante perché permette di toccare con mano il vero significato dell’inclusione.
Sicuramente il modo in cui il braille si legge e si scrive è cambiato: ho già citato più volte lo strumento della barra braille, ma esiste anche una funzionalità degli iPhone chiamata “input braille schermo”, una sorta di tastiera virtuale che, al posto delle lettere, presenta i sei punti braille, con i quali si possono comporre tutte le combinazioni che costituiscono le lettere e i simboli del sistema braille. È una funzione che utilizzo tutti i giorni per scrivere messaggi e prendere appunti quando non ho a disposizione il computer.
Tutto questo dimostra che il braille non è affatto un sistema superato, ma è anzi capace di adattarsi ai cambiamenti della tecnologia senza perdere la sua utilità. Contrapporre il braille alle altre tecnologie esistenti è un approccio infruttuoso: entrambi sono opportunità per vivere alla pari con tutti e avere le stesse possibilità di conoscere ed esprimersi.
Andrea
Il Braille non è solo un sistema di puntini in rilievo inventato da Louis Braille.
È, prima di tutto, lettura, comunicazione, autonomia. È la possibilità concreta, per una persona non vedente, di accedere alla cultura e alla vita quotidiana con gli stessi strumenti cognitivi di chi vede.
Parlo anche per esperienza personale.
Sono non vedente dalla nascita e ho imparato a leggere il Braille fin dall’asilo, esattamente come un bambino vedente impara a leggere le lettere stampate. Ringrazierò sempre chi me lo ha insegnato, perché senza il Braille oggi non sarei in grado di fare moltissime cose: dalla più banale — come leggere i numeri dell’ascensore o le scritte sulle confezioni delle medicine – a quelle più importanti, come studiare.
Grazie al Braille ho potuto seguire gli stessi programmi scolastici degli altri, senza dover ricorrere a percorsi semplificati. Ho potuto leggere libri, prendere appunti, affrontare verifiche ed esami con pari dignità. In altre parole: ho potuto essere uno studente come tutti.
Il Braille è stato fondamentale anche nel mio rapporto con la musica. Grazie ad esso ho potuto leggere gli spartiti, studiare e suonare il pianoforte, costruendo un legame profondo con le note esattamente come farebbe qualsiasi musicista vedente con il pentagramma davanti agli occhi. Quegli spartiti in Braille li custodisco tuttora gelosamente: non sono solo carta, ma rappresentano anni di studio, emozioni e crescita personale. Senza il Braille, tutto questo mi sarebbe stato semplicemente precluso.
E il Braille non appartiene affatto al passato.
Anche mentre sto scrivendo questo articolo, sto usando l’Input Braille integrato nell’iPhone, che mi permette di digitare testi tramite le combinazioni dei puntini. È la dimostrazione concreta che tradizione e tecnologia possono convivere: il Braille si è evoluto, adattandosi ai dispositivi moderni, senza perdere la sua essenza.
Oggi, però, sento spesso dire che il Braille sarebbe “superato”, che ormai non serve più perché esistono le sintesi vocali. È una visione pericolosa.
L’audio è utilissimo, certo. Ma ascoltare non è leggere.
La lettura sviluppa competenze diverse: ortografia, struttura delle frasi, consapevolezza linguistica. Senza Braille, una persona cieca rischia di diventare dipendente esclusivamente dall’ascolto, perdendo l’accesso diretto alla parola scritta. Sarebbe come crescere senza aver mai imparato l’alfabeto.
Se il Braille fosse davvero un sistema morto, perché sempre più realtà lo stanno integrando nei loro prodotti?
Un esempio virtuoso è Alce Nero, che da anni inserisce sulle confezioni un’etichetta in Braille con il tipo di pasta contenuto. All’estero capita di trovarlo nei posti più impensati: sulle zollette di zucchero, sui fazzoletti di carta, perfino – una volta mi è successo davvero – su una bottiglia di vino. Sono piccoli gesti, ma fanno una grande differenza, perché restituiscono autonomia e dignità.
Il Braille non è nostalgia. È inclusione pratica.
Per me, sapere il Braille è fondamentale. Senza, saremmo tutti analfabeti e tagliati fuori dalla cultura. Per capire davvero questo punto di vista, provate a immaginare che nessuno vi abbia mai insegnato a leggere. Chiedetevi come vi sentireste: probabilmente smarriti, dipendenti dagli altri, inevitabilmente indietro rispetto al resto del mondo.
Ecco perché difendere e promuovere il Braille significa difendere il diritto alla conoscenza.
Non è un lusso.
Non è un retaggio del passato.
È una chiave di libertà.
U.I.C.I. Mantova – Attività
Quella appena trascorsa, è stata una settimana intensa e ricca di iniziative, emozioni, incontri e grandi soddisfazioni che voglio condividere con ciascuno di voi. Ringrazio il Vicepresidente Luigi, i consiglieri Laura, Orietta e Roberto, la tiflopedagogista Francesca Pagani e l’assistente alla comunicazione Erika Bellintani, per le attività svolte soprattutto per e nelle scuole, per celebrare la 19° Giornata Nazionale del Braille, i soci e i volontari che ci hanno affiancato. In particolare voglio ringraziare la famiglia e gli amici del nostro Angelo Magaldi, per aver promosso la raccolta fondi finalizzata alla donazione dell’utile strumento a favore dei nostri ragazzi e del loro apprendimento, Elisa Lonardi-Ravelli e i soci o i loro familiari, per la donazione di giochi, strumenti e/o materiale anche usato che possiamo mettere a disposizione di altre persone o utilizzare per le nostre tante attività che, se funzionante, raccomandiamo di non buttare ma portare in sezione.
L’unica “nota stonata”, questa volta ce l’ha suonata purtroppo il nostro Maestro e amico Sergio Mancini che, proprio nella Giornata Nazionale del Braille fino allo scorso anno celebrata con noi e per la nostra Sezione con la sua emozionante musica al pianoforte, con la sua classe e discrezione, è stato chiamato in “un’altra dimensione che non voglio chiamare morte”. Il nostro Maestro ci lascerà umanamente un grande vuoto, che fortunatamente possiamo riempire con tutte le sue melodie suonate con amore, e i tanti ricordi di Lui, della sua umanità, forza di volontà, capacità e dignità, e un vissuto di grande esempio che porteremo per sempre nel cuore.
Comunico che mercoledì 25 febbraio, gli uffici sezionali saranno chiusi.
Proseguiamo con le nostre attività e ci prepariamo a trascorrere insieme la Giornata Internazionale della Donna e delle Pari Opportunità, programmata in sezione per sabato 7 marzo alle ore 15.15, con la presentazione del libro scritto dall’autrice attualmente non vedente a causa di un grave incidente, con la quale condivideremo interessanti aspetti e riflessioni di resilienza, modera Pierangela Giavazzi.
U.I.C.I. Enna – Giornata Nazionale del Braille
La Giornata Nazionale del Braille 2026 nel territorio di Enna è stata caratterizzata da due momenti: uno la mattina e uno il pomeriggio.
La mattina, per il terzo anno consecutivo, avendo seguito e accompagnato il percorso scolastico di una alunna con disabilità visiva, nell’aula magna della Scuola Secondaria di primo grado del plesso “N. Savarese” di Enna, le classi prime (sezioni A, B, C, D) e la terza A hanno incontrato e dialogato con Santino Di Gregorio, Presidente UICI di Enna, con Stefano Salmeri, Professore di Pedagogia generale e sociale dell’Università di Enna “Kore” e con Maria Martelli, Consigliera UICI di Enna che è stata insegnante presso l’Istituto “Ardizzone Gioeni” di Catania.
Il Presidente Santino Di Gregorio ha lanciato la quinta edizione del Concorso rivolto agli alunni della scuola che saranno impegnati nello svolgimento di un tema o di un componimento in cui riverseranno emozioni, sensazioni, riflessioni derivanti dall’incontro. Il Professore Salmeri ha ribadito l’importanza del Braille che ha permesso alle persone con disabilità visiva di diventare cittadini consapevoli del loro ruolo sociale e culturale, essendo un sistema inclusivo che consente di ricucire le distanze e di mettere alla pari con gli altri. La Professoressa Martelli, dopo aver brevemente introdotto le figure di Louis Braille e di Augusto Romagnoli, ha illustrato l’uso dei seguenti sussidi: tavoletta Braille, dattilobraille, cubaritmo, casellario Romagnoli, metro Braille e piano in velcro con cordoncino.
La Dirigente Scolastica, Professoressa Maria Filippa Amaradio, dopo i saluti, ha ricordato il Professore Pino Giunta, collega di Italiano per molti anni, che ha ricoperto un ruolo fondamentale per l’UICI di Enna.
L’Assessore Comunale alla Pubblica Istruzione, Dottor Giuseppe La Porta, ha indicato quello che deve essere un atteggiamento costante e un’abitudine: l’attenzione per i compagni, per chi ci sta accanto, persone con cui condividiamo la strada, compagni di avventura.
Il Presidente del Consiglio di Istituto, rappresentante dei genitori, Dottor Fabrizio Russo, ha sottolineato il valore del rapporto che intercorre tra territorio, tessuto sociale e scuola, essendo necessaria quella formazione che prepara al lavoro attraverso il quale ognuno trova il suo posto nella società e vede riconosciuta la propria dignità di uomo e di donna.
Ragazzi e ragazze non si sono limitati all’ascolto, hanno prestato molta attenzione e sono stati partecipi leggendo loro pensieri e presentando cartelloni da loro preparati guidati dalla Professoressa Rosa Termine, Responsabile del Progetto “Occhi sulle Dita”, e dalle loro insegnanti, Professoresse Amato, Di Maria, Lauricella, Longo, Macaluso e Pavone. Sono emerse le emozioni, perché quando si hanno 11, 12 e 13 anni, sono le emozioni che funzionano da grimaldello per aprire tutte le porte, anche quelle che sembrano prive di serrature.
Così i sentimenti e le sensazioni hanno preso corpo. Rappresentanti di tutte e quattro le prime e della terza A, a volte da soli o a gruppi di due o tre, hanno letto piccoli biglietti a cui hanno affidato i loro pensieri. Le parole usate hanno parlato di maggiore attenzione e pazienza e unità, riconosciute come apprendimenti costruiti in tre anni insieme, insieme a qualcuno che ha mostrato loro anche la bellezza di esplorare il mondo attraverso il tatto e l’udito, perché con le mani non si legge soltanto, ma si scopre il mondo. Nelle parole di questi ragazzi e di queste ragazze si è sentito lo stupore di aver constatato che quella loro compagna, che non vede con gli occhi come loro, vede nel cuore altrui meglio di chiunque altro, è un esempio di forza e non sarà solo un ricordo legato alla scuola, ma “un pezzo di cuore”. Due ragazze della prima B hanno inoltre recitato a turno una strofa della filastrocca Mondo di dita e suoni, trascritta in Braille e in corsivo con elementi tattili in un libro artigianale donato alla compagna, lettura completata dal Professore Salmeri.
Dietro sollecitazione della Professoressa Termine, sono infine state poste dai ragazzi due domande, che, per quanto ricorrenti nella relazione tra chi vede e chi no, hanno restituito tutta la freschezza e la curiosità tipiche di chi le ha formulate: una sul modo di sognare da parte di chi non vede, “Sognate e vedete oppure sognate e non vedete?”; l’altra sui colori, se e come vengono percepiti.
Nel pomeriggio, nella Basilica Santa Maria Maggiore di Nicosia, in provincia di Enna, dopo la Santa Messa è stato inaugurato un pannello esplicativo in nero-Braille che illustra la storia e gli aspetti artistici della Basilica. Il pomeriggio è proseguito nel vicino Oratorio in cui si è discusso di accessibilità a partire da tre relazioni: Gesti che cambiano lo sguardo, della Presidente del Lions Club di Nicosia, Enza Gaglione; La storia del Braille e la sua evoluzione, del Presidente dell’UICI di Enna, Santino Di Gregorio; la Lectio sul testo di Giovanni 9, 1-41, del Parroco dell’Unità Pastorale, Don Filadelfio Scandurra.
Il pannello tattile della Basilica Santa Maria Maggiore di Nicosia si aggiunge a quelli della Basilica di Assoro e della Cattedrale di Nicosia, dando concretezza al progetto di rendere fruibili i beni culturali ed ambientali del territorio per i cittadini con disabilità visiva.
TURISMO SENSORIALE – PUGLIA
Quest’estate vivi una settimana a Carovigno tra spiagge dorate, sapori autentici, passeggiate nella Riserva di Torre Guaceto ed escursioni ad Alberobello e Ostuni!
Il nostro soggiorno mare in Puglia
A luglio, trascorrere una settimana a Carovigno vuol dire lasciarsi avvolgere dal mare cristallino, esplorare i sentieri della Riserva di Torre Guaceto e perdersi tra le architetture candide di Alberobello e Ostuni. Tra cucina tradizionale, eccellenze del territorio e attimi di scoperta, ogni giornata diventa un incontro con i profumi, i colori e la bellezza più autentica della Puglia.
Da lunedì 06 a lunedì 13 luglio 2026
Incontro con l’accompagnatore all’aeroporto di Brindisi oppure in alternativa alla stazione ferroviaria (di Brindisi)
Scoprite il nostro tour:
Iscrizioni:
entro il 16/03/2026 fino a esaurimento posti
contattando Luigia cell. 348/3056471 – luigia@flumenviaggi.it