3 dicembre 2020 – Giornata internazionale delle persone con disabilità

Il 3 dicembre rappresenta un’opportunità per coinvolgere un pubblico ampio sul tema della disabilità. Ogni anno, in tutto il mondo, vengono organizzate iniziative di informazione e riflessione dalla società civile e dalle autorità pubbliche.
Dal 1992, anno in cui le Nazioni Unite istituirono questa giornata, sono stati diversi i temi proposti, quest’anno è quanto mai significativo e attuale:
“Building Back Better: toward a disability-inclusive, accessible and sustainable post
COVID-19 World
Ricostruire meglio: verso un mondo post COVID-19 inclusivo della disabilità, accessibile e sostenibile.
Il Co.Di.VdA – Coordinamento Disabilità Valle d’Aosta, anche quest’anno, in modo diverso a causa delle restrizioni date dell’emergenza sanitaria, vuole portare all’attenzione della nostra comunità il tema della disabilità e del diritto al futuro.
L’ iniziativa vede il coinvolgimento di persone a cui abbiamo chiesto di raccontarci quali sono i loro progetti e desideri.
Il risultato sono 11 brevi video che pubblicheremo a partire dal 3 dicembre sulla pagina Facebook del Co.Di.VdA.
Si vuole aprire uno spazio dove chiediamo di ascoltare le persone, il loro racconto e comprendere quanto sia sovrapponibile ai desideri della maggior parte delle persone e quanto questi progetti siano realizzabili.
Il nostro impegno, così come quello delle diverse associazioni aderenti, è di contribuire a ricostruire meglio affinché si parli di progetti di vita e non di sogni coltivati per tutta la vita.
Per fare ciò c’è bisogno di una collaborazione fattiva non solo con le istituzioni ma di tutto il tessuto sociale, perché tutti siamo parte di un progetto e oggi più che mai siamo chiamati tutti alla ricostruzione del futuro, per una società inclusiva.

Info e contatti
codivda@gmail.com
cell. 347 8702547 – Roberto Grasso (Presidente)

Catanzaro – Giornata Internazionale delle persone con disabilità

Di seguito la nota a firma del Consigliere Danilo Pizzini.

Come ogni anno, oggi, 3 Dicembre verrà celebrata in tutto il mondo la “Giornata internazionale delle persone con disabilità”, istituita dalle Nazioni Unite nel 1981.

Lo scopo di questa giornata Ë quello di porre all’attenzione di tutti il diritto delle persone disabili all’uguaglianza nei diritti, nelle condizioni di vita, nelle possibilità di realizzazione personale e professionale per meglio integrarsi nella società civile di cui fanno parte.

L’Unione Italiana Ciechi e degli ipovedenti da sempre promotrice di questi ideali, realizzerà nella sezione provinciale di Catanzaro una serie di attività divulgative in virtù delle quali i soci e la popolazione tutta potranno confrontarsi su questi temi.

Temi oggi più che mai importanti e di primo piano in un momento storico in cui è noto che la crisi pandemica crea situazioni di difficoltà e di ineguaglianza tanto più accentuati quanto più i soggetti appartengono ad una categoria universalmente riconosciuta come “fragile”.

L’invito per tutti è quello di seguirci sui canali telematici e partecipare alle attività e ai forum che verranno proposti nella giornata.

Con l’augurio che questo 3 Dicembre sia uno stimolo per una società sempre più coesa, inclusiva e attiva per il bene comune.

Sezione Territoriale di Catanzaro

Tel. 0961721427

Fax. 0961797994

mail. uiccz@uiciechi.it

pec. uiccz@pec.it

FAND Catanzaro – “Richiamo all’umanità prima ancora della condizione fisica e mentale”, di Luciana Loprete

Giornata Internazionale delle persone con Disabilità, istituita nel 1981 dall’ONU, in occasione dell’Anno Internazionale delle Persone Disabili, per promuovere una più ampia sensibilizzazione sui temi della disabilità, onde sostenere la piena inclusione delle persone con disabilità in ogni ambito della vita e ridurre ogni forma di discriminazione o violenza.


Dal luglio del 1993, il 3 dicembre è diventato anche Giornata Europea delle Persone con Disabilità, come voluto dalla Commissione Europea, in accordo con le Nazioni Unite. 


Quest’anno la Giornata internazionale delle persone con disabilità durerà per tutta la settimana dal 30 novembre al 4 dicembre in concomitanza con la 13a sessione della Conferenza degli Stati parte della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità. 


Il tema che l’ONU ha individuato per quest’anno è: “Ricostruire meglio: verso un mondo post COVID-19 inclusivo della disabilità, accessibile e sostenibile.” 


Secondo gli ultimi aggiornamenti Istat, in Italia, le persone disabili sono più di tre milioni, pari al 5,2% dell’intera popolazione. Le persone che devono vivere quotidianamente con gravi limitazioni sono circa 1,5 milioni e, nella maggior parte dei casi, over 75. Sei disabili su dieci nel nostro Paese sono donne, con la differenza di genere che appare ancora più evidente dai 65 anni in su. Solo il 31,3% di coloro che patiscono gravi limitazioni risulta occupato, a fronte del 57,8% di persone senza limitazioni. Lo scarto è ancora più netto per quanto riguarda le donne con disabilità, che risultano occupate nel 26,7% dei casi, contro il 36,3% degli uomini.

La necessità di intervenire sull’inclusione sociale delle persone disabili non è mai stata così imperativa come in questo 2020, nel quale l’emergenza sanitaria dettata dalla pandemia ha ulteriormente aggravato le diseguaglianze preesistenti. 

“Le persone con disabilità (circa un miliardo in tutto il mondo) – scrive l’Onu – sono uno dei gruppi più esclusi nella nostra società, tra i più colpiti in questa crisi in termini di vittime”.
Anche in circostanze normali, ricorda l’Onu, le persone con disabilità hanno maggiori difficoltà ad accedere all’assistenza sanitaria, al lavoro e all’istruzione. Ecco perché “è necessario un approccio integrato per garantire che le persone con disabilità non siano lasciate indietro”.

Ricordiamo i cosiddetti BES, ovvero i ragazzi con bisogni educativi speciali, ed in particolare gli studenti con disabilità, che dallo scorso marzo ad oggi, hanno visto ridursi ulteriormente la loro già limitata vita sociale, mentre hanno visto aumentare le proprie difficoltà, il proprio disagio e i propri limiti relegati all’interno delle quattro pareti della propria stanza. La didattica a distanza è stata per la maggior parte degli studenti con disabilità drammatica poiché ha accentuato tutte le difficoltà di questi ragazzi, soprattutto la distanza con i propri insegnati di sostegno ha reso maggiormente difficoltoso il processo di apprendimento cognitivo. La preoccupazione e quindi il grido di dolore che desideriamo esprimere pertanto è legato alla necessità impellente di un confronto costante e immediato con chi ha il compito ed il dovere costituzionale ed istituzionale ad intervenire per sanare quanto di negativo ancora oggi è presente nella nostra società, anche nei confronti non solo di chi per sua disgrazia vive di mero assistenzialismo, ma anche e soprattutto nei confronti di chi seppur affetto disabilità fa parte del tessuto produttivo del nostro Stato senza tutela alcuna. Un esempio che sentiamo di dover fare nostro è quello legato ad esempio ai docenti ciechi e ipovedenti che oggi, con l’avvento del COVID e di quanto ad esso collegato non ricevono le tutele per loro fondamentali come la sanificazione continua dei luoghi da essi visitati, la possibilità di poter programmare per tempo e con modalità diverse il proprio impegno.  

E’ bene sottolineare infatti che a differenza di un soggetto normodotato, il docente cieco ha necessità costante così come tutti i ciechi di avere un contatto diretto con l’ambiente che lo circonda e con chi obbligatoriamente deve interfacciarsi.  

La Giornata è quindi un momento in cui la società civile ogni anno, si ferma a discutere di tutti i temi collaterali e strettamente connessi all’handicap, ma siamo sicuri che basti un solo giorno all’anno perché si discuta di disabilità in senso lato? Questo è un aspetto che merita piena attenzione in quanto siamo perfettamente consapevoli di come il settore della disabilità spesso ancora oggi, contrariamente a quanto stabilito dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità del 13/12/2006, non sempre sia pienamente rispettato e soprattutto siamo consapevoli di quanto ancora oggi l’Italia seppur si sia dotata di strumenti legislativi importanti non riesca nell’intento di garantire equità di trattamento ed assistenza nei confronti di quella fascia d’utenza così fortemente martoriata.  

Siamo abituati oramai al lassismo delle pubbliche amministrazioni, ai ritardi, alla mancanza di programmazione che spesso poi si tramuta nella rincorsa a voler sanare in fretta quanto assente con il risultato che nonostante le indicazioni del terzo settore spesso la fretta porti a bandire e legiferare in modo non rispondente alle necessità riscontrate. Gli esempi lampanti possono essere tanti e tutti degni di nota, basti pensare alla mancata applicazione delle normative in materia di abbattimento delle barriere architettoniche, al mancato rispetto della c.d. Legge STANCA per l’accesso ai siti istituzionali delle pubbliche amministrazioni anche per soggetti portatori di HANDICAP visivo, ai ritardi nella realizzazione dei piani di intervento in materia di plurihandicap, ai ritardi ed alla scarsa progettazione sul c.d. dopo di noi e vita indipendente e tanto altro ancora.  

Traendo le conclusioni dunque si può asserire che la disabilità purtroppo la si incontra negli sguardi e negli atteggiamenti delle persone che vivono la loro pseudo “normalità”.  

Ma si può essere normali se non si comprende che ogni vita, ogni individuo, ogni essere ha le proprie caratteristiche e le proprie peculiarità? 

Di sicuro ognuno vorrebbe e desidererebbe vivere appieno la propria esistenza ma non per questo si ha bisogno del pietismo o della scarsa considerazione.   “Ognuno quindi non deve fermarsi, ognuno ha un potenziale, ognuno merita di vivere e condividere lo stesso mondo!”

“Volontariato, insieme possiamo”

35° Giornata Internazionale del Volontariato

#GIV2020 “Volontariato, insieme possiamo”. Dall’emergenza alle sfide del futuro | EVENTO ONLINE

Decine di volontari da tutta Italia si alterneranno in una staffetta per raccontare la propria esperienza. Uomini e donne che in questi mesi, negli ambiti più diversi, hanno donato il loro tempo per rimanere accanto alle persone più fragili e per rispondere ai bisogni emergenti delle comunità. Dal loro impegno, in questa epoca di grande sofferenza, hanno anche tratto nuove idee per il “volontariato del futuro”.

Sono i protagonisti dell’evento on line organizzato da Forum Nazionale del Terzo Settore, CSVnet e Caritas Italiana per sabato 5 dicembre, 35^ Giornata internazionale del volontariato. L’incontro si svolge dalle 10 alle 13 in diretta Facebook ed ha un duplice obiettivo: restituire, seppure in piccola parte, l’intensità delle emozioni vissute dai volontari in un anno del tutto particolare come il 2020 e avviare, attraverso le loro riflessioni, un nuovo percorso culturale sull’impegno sociale gratuito in Italia. Un’iniziativa che gli organizzatori intendono come “costituente”, aperta al contributo di tutti e che percorrerà l’intero anno.

“Volontariato, insieme possiamo” è il titolo della mattinata che riprende lo slogan “Together we can, through vounteering” lanciato dall’Onu per questa edizione e dedicato al ruolo dei volontari di tutto il mondo durante la pandemia.

Il programma si aprirà con gli interventi di Claudia Fiaschi (portavoce del Forum), Stefano Tabò (presidente di CSVnet) e Don Andrea La Regina (Caritas Italiana). Le testimonianze dei volontari saranno divise in tre blocchi, intervallati dagli interventi di Luca Gori (Università S. Anna di Pisa), Paolo Pezzana (Università Cattolica di Milano) e Andrea Volterrani (Università Tor Vergata di Roma). La conduzione è affidata a Elisabetta Soglio, caporedattrice di “Buone notizie”, inserto settimanale del Corriere della Sera, e a Stefano Arduini, direttore di Vita.

Sarà possibile seguire i lavori in diretta sulle pagine Facebook della Giornata Internazionale del Volontariato, del Forum del Terzo Settore​e di ​CSVnet.

Questo il link dell’evento creato su Facebook per la Giornata #GIV20: https://www.facebook.com/events/1250183702020507

Questo invece il link della pagina dedicata alla Giornata Internazionale del Volontariato: https://www.facebook.com/giornatadelvolontariato/

Vi aspettiamo!

Soci del Forum Terzo Settore:
ACLI | ACSI | ActionAid International Italia Onlus | ADA NAZIONALE | ADICONSUM | AGCI Solidarietà | AGESCI | Ai.Bi. | Aicat | AICS | AISLA | AISM | AMESCI | ANCC-COOP | ANCeSCAO Aps | ANFFAS Onlus | ANMIC | ANMIL Onlus | ANOLF | ANPAS | ANTEAS | AOI | APICI | ARCI | ARCIGAY | ARCIRAGAZZI | ASC Arci Servizio Civile | Associazione AMBIENTE E LAVORO | Associazione della Croce Rossa Italiana | Associazione di promozione sociale Santa Caterina da Siena | Associazione Nazionale Banche del Tempo | Assoutenti | AUSER | AVIS | CdO Opere Sociali | CITTADINANZATTIVA Onlus | CNCA | CNESC | CNS Libertas | COCIS | COMUNITA’ EMMANUEL | Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia | CSEN | CSI | CTG | EMMAUS ITALIA | ENS | EVAN | Fairtrade Italia | FEDERAVO Onlus | Federconsumatori | Federsolidarietà – Confcooperative | FENALC | Fict | FICTUS | FIDAS | FIMIV | FISH | FITeL | FOCSIV | Fondazione Exodus | Forum Nazionale per l’Educazione musicale | IdeAzione – C.I.A.O. | Italia Nostra | LA GABBIANELLA | LEGACOOPSOCIALI | LEGAMBIENTE | LINK 2007 | MCL – Movimento Cristiano Lavoratori | Movimento Difesa del Cittadino | Mo.VI | MODAVI | Movimento Consumatori| OPES | Parent Project Aps | Polisportive Giovanili Salesiani | PROCIV- ARCI | Salesiani per il sociale APS | U.S.ACLI | Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti | UILDM Onlus | UISP | Uneba | UNPLI
Enti aderenti
Fondazione SODALITAS | Comitato Italiano per l’UNICEF

“Il Corriere dei Ciechi” n. 12 dicembre 2020

Si comunica che in data 3 dicembre 2020 è stata inserita nel sito www.uiciechi.it la rivista “Il Corriere dei Ciechi” n. 12 dicembre 2020 nel formato doc , PDF normale e PDF accessibile.

Il link diretto per il prelievo è il seguente:

http://www.uiciechi.it/servizi/riviste/View_Rivista.asp?Id_Nriv=2479

Si riporta di seguito il sommario:

EDITORIALE

Lettera di una Unione Centenaria

Mario Barbuto

XXIV CONGRESSO NAZIONALE

Discorso conclusivo del presidente Mario Barbuto

I Lavori Congressuali

Una straordinaria esperienza

Gaetano Aquilino

CENTENARIO DELL’UNIONE

La Storia dell’Unione

Vincenzo Massa

CAMPAGNA DI NATALE

La scelta di donare

ATTUALITÀ

Si può fare

Federica Carbonin

SOSTEGNO PSICOLOGICO

Un giorno per dire no tutti i giorni

Katia Caravello

Nadia Massimiano

RUBRICHE

Agenzia IURA

Roberta Natale

L’Unione in movimento

Vincenzo Massa

L’immagine rappresenta un gruppo di persone, alcune con cane guida, intente a ricostruire una strada interrotta e caduta a pezzi, metafora di quest’anno così travagliato. Due di queste persone reggono un grande foglio rettangolare con su disegnato il prosieguo della strada, che si snoda sinuosa a perdita d’occhio. C’è anche una scritta in Braille “2021”. Il riferimento è all’immaginare, progettare, costruire il futuro nonostante le avversità del presente, per potere così riprendere il cammino insieme.
L’atmosfera e i colori richiamano una notte stellata di Natale.

Per informazioni sulle riviste è possibile scaricare il Listino abbonamenti al link: http://www.uiciechi.it/servizi/somm_stampaassoc.asp

“Kaleidos” n. 22 1-15 dicembre 2020

Si comunica che in data 2 dicembre 2020 è stata inserita nel sito la rivista “Kaleidos” n. 22 1-15 dicembre 2020 e che l’ufficio stampa ha provveduto ad inviare alla Biblioteca Italiana dei Ciechi “Regina Margherita” Onlus il file relativo in data 2 dicembre 2020.

Il link diretto per il prelievo è il seguente:

http://www.uiciechi.it/servizi/riviste/View_Rivista.asp?Id_Nriv=2478

Si riporta di seguito il sommario della rivista:

Noi che siamo tornate libere (di Cristina Giudici)

Un lavoro per rinascere (di Monica Bogliardi)

Mani e piedi al caldo (di Anna Pugliese)

Diamoci nuove regole, vivremo meglio (di Laura Incardona)

Donne coraggiose

Guida alla salute delle donne

Tu sei importante per noi: Campagna di Natale 2020

Uici dal 2019 è organizzazione del Comitato Testamento Solidale

Per informazioni sulle riviste è possibile scaricare il Listino abbonamenti 2019 al link: http://www.uiciechi.it/servizi/somm_stampaassoc.asp

La disabilità non la ferma: Laurea in beni culturali per Chiara Angelini

La sua tesi era incentrata sui metodi per migliorare l’accessibilità dei Musei. La neo dottoressa si prepara ad affrontare il percorso magistrale.

Chiara Angelini è una ragazza di 22 anni con una grave disabilità motoria, che, con tenacia, ha affrontato il percorso universitario, superando difficoltà importanti, legate alla completa incapacità di poter comunicare in modo usuale. “Chiara – spiega la madre – riesce a comunicare solo con metodi alternativi, computer e tavole di Etran. Nonostante ciò, ha sempre desiderato stare in mezzo alla gente e con la gente, non facendosi problemi a dimostrare le sue difficoltà, sempre con il sorriso sulle labbra.”

L’Università di Macerata ha seguito la studentessa fin dall’inizio della sua iscrizione all’Ateneo nel 2016, fornendo servizi per supportarla durante lo studio e gli esami, come tutor e prendi appunti, servizi garantiti anche a distanza durante l’emergenza sanitaria. “L’Ateneo – sottolinea il rettore Francesco Adornato –  promuove una cultura inclusiva, valorizzando l’eterogeneità e i punti di forza di ogni persona” Attraverso il coordinamento della delegata del rettore Pamela Lattanzi e della responsabile del progetto Inclusione 3.0 Catia Giaconi, UniMc mette a disposizione risorse e supporti diversificati per assicurate a tutti un regolare percorso formativo.

A novembre Chiara si è laureata alla triennale in beni culturali con la tesi “Il Museo di tutti e per tutti”, risultato di un tirocinio nei Musei Civici di Fermo, dove la laureanda è stata protagonista, sperimentando la sua disabilità sul campo e fornendo consigli per il miglioramento delle strategie di accessibilità per ogni tipo di disabilità – fisica, sensoriale, intellettiva – e per una migliore fruizione dei luoghi culturali. La studentessa ha proposto di integrare gli interventi già realizzati dai Musei per la disabilità fisica e sensoriale con il metodo di comunicazione aumentativa alternativa “easy to read”. Le didascalie di alcune delle opere presenti all’interno del Palazzo dei Protio sono state, quindi, tradotte in un linguaggio più facilmente comprensibile anche da persone con disabilità intellettiva.

“Finalmente traguardo raggiunto! – queste le parole di Chiara Angelini – Non è stato semplice il mio percorso, ma ho imparato che la tenacia e la passione per ciò che si fa permettono di superare tutte o gran parte delle difficoltà che si incontrano. Basta trovare la strada alternativa giusta”. “Sono una ragazza con disabilità motoria – aggiunge – che si aiuta con strumenti alternativi per comunicare, gli stessi strumenti che ho utilizzato durante questo triennio universitario. Ho trovato grande solidarietà e comprensione da parte dei docenti, che mi hanno aiutato e hanno collaborato con le mie “tutor” al fine di trovare le strategie più idonee per affrontare gli esami. L’Università, infatti, mi ha dato la possibilità durante questi anni, di avere a disposizione Tutor veramente competenti, amorevoli e simpatiche, che ringrazio di cuore considerando che senza di loro probabilmente non ce l’avrei fatta o sarebbe stato tutto molto più difficile. Un grazie anche alle mie “prendi appunti” che sono state, prima di tutto, delle grandi amiche”. Un’avventura, quella di Chiara, che prosegue ora con l’iscrizione al corso di laurea magistrale.

Nella foto: Chiara Angelini

Reggio Emilia – Il cane guida: campagna di sensibilizzazione

Il Cane Guida, una campagna di sensibilizzazione lanciata da UICI Sezione Territoriale di Reggio Emilia con il prezioso aiuto di quattro generose liceali.

Reggio Emilia. In occasione del Centenario di vita dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, che ricorre proprio quest’anno, e aderendo al bando del Fondo di Solidarietà 2020 emanato dalla Presidenza Nazionale UICI, la sezione territoriale di Reggio Emilia promuove una campagna comunicativa inerente la conoscenza e promozione della cultura del cane guida, per informare e sensibilizzare la cittadinanza sull’immenso valore che questo animale ha per le persone non vedenti.

Questo prezioso amico, che insieme al bastone bianco rappresenta un ausilio fondamentale per la mobilità delle persone affette da disabilità visiva grave, diventa protagonista di una serie di strumenti di comunicazione (un video, un pieghevole, una collana di foto e disegni per Facebook) che raccontano per immagini il servizio essenziale che viene svolto dal cane guida.

Adeguatamente preparato ed addestrato presso specifiche scuole, il cane guida rende il suo conduttore più autonomo e più libero di muoversi con disinvoltura e di gestire con maggior sicurezza i propri spostamenti; fra i suoi compiti vi è quello di far sì che la persona con deficit visivo sia in grado di evitare gli ostacoli, cercare attraversamenti pedonali, scale o porte, rendendo così i suoi spostamenti più sicuri e rapidi.

La sua funzione è talmente importante che la legge sancisce il diritto delle persone non vedenti ad accedere, accompagnate dal proprio cane, a qualsiasi esercizio aperto al pubblico o salire sui mezzi di trasporto.

Al progetto hanno dato un prezioso contributo quattro giovani ragazze: le riprese video, le foto e i disegni sono stati realizzati da Annaluce, Aurora, Karen e Sara del Liceo Artistico Chierici di Reggio Emilia, indirizzi “Arti Figurative” e “Audiovisivo multimediale”, che si sono adoperate con impegno e fantasia. Il tutto è poi stato “composto” e realizzato dall’Agenzia di Comunicazione Audio Tre di Rimini, che supporta l’UICI di Reggio Emilia nelle attività rivolte al pubblico.

“Questa iniziativa comunicativa vuole favorire la conoscenza, l’accoglienza e l’inclusione delle persone non vedenti e dei loro accompagnatori a quattro zampe – spiega Chiara Tirelli, Presidente della sezione territoriale UICI di Reggio Emilia, sensibilizzando sulle difficoltà che quotidianamente i disabili visivi devono affrontare e sul ruolo fondamentale dei loro cani, i quali, fra mille ostacoli, barriere fisiche e mentali, svolgono il loro compito da veri professionisti, diventando la luce degli occhi del proprio padrone. Cani speciali, spesso poco conosciuti, educati ed addestrati fin da piccoli per diventare compagni fedeli per tutta la vita. Ringrazio di cuore le ragazze per il tempo e l’impegno dedicato all’associazione, giovani sensibili e generose, con le quali ci siamo divertiti a fare gli attori e che siamo certi abbiano vissuto una bella esperienza di vita insieme a noi e ai nostri inseparabili animali.”

Il 16 ottobre scorso, in occasione della “Giornata Nazionale del Cane Guida”, sulla pagina FB istituzionale sono state pubblicate le prime foto del progetto.

La campagna, considerate le attuali restrizioni legate all’emergenza sanitaria in corso – che non consente un evento di lancio alla presenza dei partecipanti al progetto e del pubblico – si svolgerà prevalentemente sui social (il sito istituzionale www.uicre.it e la pagina FB @UICReggioEmilia), tramite la divulgazione del video e di post tematici arricchiti da foto e disegni, ma sarà supportata anche dal pieghevole informativo, che potrà essere distribuito, in futuro, in occasione delle manifestazioni di piazza e in altri punti strategici della città, nonché essere utilizzato durante le attività rivolte alle scuole o comunque ai più piccoli, raccontando la vita della coppia – non vedente e cane guida – nei vari momenti della giornata.

Hanno partecipato: Chiara ed Ercole, Matteo ed Atena, Lorenza e Nerone, Giorgio e Iasa, Patrizia e Ronnie, ripresi in momenti di gioco e di lavoro.

Nella speranza il materiale prodotto possa essere visto e condiviso da tantissime persone, la Sezione UICI di Reggio Emilia celebra così il suo secolo di vita augurando a tutti Buone feste.

Nella foto: Annaluce – Aurora – Karen – Sara

Nella foto: Ercole, cane guida nonché labrador biondo

Giorgio e il suo pastore tedesco Iasa sull’autobus

Chiara Tirelli, Presidente Uici Reggio Emilia con tre delle quattro ragazze che hanno contribuito al progetto

Torino – Covid-19 e disabilità visiva: vi racconto la nostra nuova vita “a ostacoli”

Autore: Giovanni Laiolo

Riflessioni di Giovanni Laiolo, presidente UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) di Torino per la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità (3 dicembre)

Da un giorno all’altro capisci che il senso del tatto (per te così indispensabile) è diventato un potenziale pericolo. Devi ripensare ogni tuo gesto e stare costantemente in guardia: quando prendi sotto braccio la persona che ti accompagna, quando per strada senti dei passi in avvicinamento o quando, davanti a un negozio, ti imbatti in una coda. Poi c’è quella protezione su naso e bocca, che ti scherma dal virus, ma attutisce le voci e limita la percezione di profumi e odori, facendoti sentire ancora più isolato. Se poi devi andare in ospedale per una visita oculistica, i tempi d’attesa tendono all’infinito. Per chi non vede, quello della pandemia è un momento quanto mai insidioso, carico di ostacoli e fatiche. Come Unione Ciechi stiamo facendo di tutto per non lasciare soli i nostri soci e amici, ma abbiamo bisogno dell’apporto dell’intera società. Sì, questo tempo, pur così drammatico, può essere l’occasione per diventare più attenti verso le persone fragili. E questo è il nostro appello per la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità (3 dicembre). 

Trattamenti oculistici sospesi o rinviati

La pandemia ha paralizzato il lavoro di tantissimi reparti e ambulatori oculistici. Le conseguenze, purtroppo, rischiano di essere gravi: senza gli adeguati controlli, infatti, diventa molto più difficile contrastare patologie fortemente invalidanti, come il glaucoma o le retinopatie (che, nei casi più gravi, se non affrontate in tempo, possono portare alla completa perdita della vista). Ci rendiamo conto della situazione estrema e della fortissima pressione cui il sistema sanitario è sottoposto. E tuttavia chiediamo che non vengano dimenticate le esigenze dei pazienti con malattie oculari. Molti di loro hanno bisogno di trattamenti immediati e non possono aspettare. Le liste d’attesa si stanno allungando all’infinito, ma, almeno in certi casi, lasciar passare il tempo significa diminuire enormemente le possibilità di cura.

L’Unione Ciechi ha, tra i suoi compiti statutari, la prevenzione delle malattie degli occhi. Prima che la pandemia ci costringesse a sospendere le attività di questo genere, molte volte (e in diversi periodi dell’anno) abbiamo messo a disposizione dei cittadini, in maniera totalmente gratuita, cliniche oculistiche mobili, organizzando giornate di prevenzione ed eventi di piazza. Anche ora, seppur con strumenti diversi, vogliamo tener fede a questo impegno. Vogliamo che non si spenga l’attenzione sul tema.  

Tra code, dehors e nastri colorati (che non vediamo)

Se già prima del Covid-19, in una città grande e complessa come Torino, le persone cieche o ipovedenti avevano difficoltà a muoversi, ora i loro spostamenti sono diventati ancora più difficili. Tantissimi esercizi commerciali hanno trasferito all’esterno la propria attività: sedie, tavolini e dehors sono ovunque. Per non parlare dei clienti in coda. In molti luoghi pubblici (nei supermercati, ad esempio, ma anche negli uffici postali o nelle stazioni) ora ci sono precisi percorsi da seguire, spesso contrassegnati da cartelli o nastri sul pavimento: tutte indicazioni meramente visive, che per un cieco sono del tutto inaccessibili. Anche sui mezzi pubblici ci sono nuove regole. Recentemente l’Unione Ciechi ha lanciato una campagna di sensibilizzazione insieme al Gruppo Torinese Trasporti (Gtt) e all’Associazione Pro Retinopatici ed Ipovedenti (Apri). In due brevi video spieghiamo ai cittadini che (nonostante le generali disposizioni anti-Covid) i passeggeri con disabilità visiva possono continuare a usare la porta anteriore per salire sui mezzi. Per questo invitiamo tutti a lasciar libero quel varco, quando è presente un viaggiatore con bastone bianco o cane guida. Sono piccoli gesti d’attenzione, ma possono fare la differenza. 

Un distanziamento più difficile

Ci sono anche aspetti a cui in genere non si fa caso. Quando una persona parla con la bocca coperta dalla mascherina, parte dell’emissione sonora viene filtrata. Quindi anche percepire le voci, specialmente in mezzo al traffico urbano, è più difficile. Non solo. Chi vede riesce a mantenere le distanze in maniera istintiva: basta un colpo d’occhio. Per chi non vede è più complicato: bisogna affidarsi ai rumori e farsi un’idea dello spazio attraverso il bastone bianco. Consapevoli di queste oggettive difficoltà, attualmente le persone con disabilità visiva stanno cercando di limitare il più possibile gli spostamenti, proprio per non mettere in pericolo se stessi e gli altri. Ma in certi casi, uscire è indispensabile. Inoltre è importante mantenere un minimo di contatto con l’ambiente esterno, per non perdere l’abitudine alla mobilità autonoma (un’abilità non scontata, ma acquisita con impegno e allenamento). Per questo chiediamo ai cittadini un minimo di attenzione e collaborazione. Non pretendiamo una vicinanza “fisica”, ma in certi casi anche una semplice indicazione data a voce (senza dover ridurre il distanziamento) può essere d’aiuto. 

Giovanni Laiolo

Presidente UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) Torino

Ufficio Stampa UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) – Sezione Territoriale di Torino

Lorenzo Montanaro

333 447 99 48ufficio.stampa@uictorino.itlorenzo.montanaro@gmail.com

Catania – Ciao Maestra Liboria, di Mattia Gattuso

Autore: Mattia Gattuso

Viandante, sono le tue orme
la strada, nient’altro;
Viandante, non sei su una strada,
la strada la fai tu andando.
Mentre vai, si fa la strada
e girandoti indietro
vedrai il sentiero che mai
più calpesterai
”.

A. Machado

Ci sono persone che si dimenticano presto, che non lasciano impronte del proprio passaggio su questa terra. Altre, invece, sono destinate a rimanere benevolmente nella memoria di coloro che le hanno conosciute. Una di queste era la nostra Liboria Maurello. La maestra dei ciechi catanesi. La maestra della scuola elementare dell’Istituto per ciechi di Catania prima, e dopo la deistituzionalizzazione, della scuola elementare statale XX Settembre. Decine di bambini ciechi hanno imparato il Braille, e non solo, grazie a lei acquisendo inconsapevolmente anche parte della sua bontà e generosità. Mi risulta fosse socia dell’Unione Italiana Ciechi da una sessantina d’anni. Non vedente anche lei, nata a Lucca Sicula nel 1952, da piccola ha studiato presso l’Istituto Florio e Salamone di Palermo per poi trasferirsi a Catania dove ha lavorato per decenni con e per ciechi. L’ultima delle numerose e frequenti volte che ci siamo sentite è stata il 22 novembre scorso. Il 25 mi è giunta l’improvvisa dolorosa notizia della sua repentina morte, e non per COVID. Ha vissuto per decenni lontana dal fratello e dalla sua famiglia, trasferitosi all’estero per motivi di lavoro portando con sè i genitori, ma con il quale aveva un legame cosí forte da adattarsi da pochi anni all’uso di uno smartphone per interagire meglio con lui, con la cognata e con nipoti e pronipoti.  Il prossimo Natale, COVID permettendo, sarebbe volata da loro, come faceva ogni anno, ma se ne è andata improvvisamente.  Fará lo stesso un lungo viaggio per raggiungere le spoglie dei propri genitori e riposare accanto a loro . Mi risulta che molti di noi la conoscessero: mi piace ricordarla tramite il nostro e suo giornale informando chi fosse interessato che le esequie saranno celebrate venerdì 4 dicembre p.v. alla chiesa della Consolazione a Catania. Ciao Maestra.