Dichiarazione dell’Unione Mondiale dei Ciechi per la Giornata Mondiale del Braille – 4 gennaio 2020

L’Unione Mondiale dei Ciechi (World Blind Union – WBU) ha celebrato con il resto del mondo la Giornata Mondiale del Braille il 4 gennaio 2020. Il 2020 è il secondo anno da quando questa data è stata ufficialmente scelta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite come giornata dedicata alla sensibilizzazione sull’importanza del Braille come mezzo di comunicazione,  nella piena realizzazione dei diritti umani delle persone cieche e ipovedenti.

La WBU coglie questa occasione per mettere in risalto l’importanza del Braille per le persone cieche e ipovedenti e per rivendicare la necessità di continuare a utilizzarlo come mezzo per rendere le informazioni accessibili, in particolare all’interno del sistema educativo. La WBU crede fermamente nell’importanza della promozione dell’alfabetizzazione Braille e chiede con forza che i materiali educativi in Braille vengano resi disponibili, in particolare nelle scuole dei paesi in sviluppo. La WBU si impegna a promuovere l’alfabetizzazione braille e l’apprendimento permanente attraverso il proprio programma di borse di studio,  assegnate principalmente a studenti dei paesi in sviluppo che desiderano imparare il Braille.

Nello stesso momento, la WBU esorta i paesi che non hanno ratificato il trattato di Marrakech a farlo senza ritardo per garantire che tutte le opere e i libri pubblicati siano prodotti in formati accessibili, compreso il Braille.

L’articolo 21 della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità (CRPD) obbliga gli Stati membri a garantire che le informazioni destinate al grande pubblico siano in formati accessibili, tra cui il Braille, e l’articolo 24 della CRPD obbliga gli stati a garantire che nel sistema educativo, agli studenti non vedenti l’istruzione venga impartita secondo le modalità più appropriate alle loro esigenze, per esempio in Braille, grazie al sostegno di educatori che siano in grado di utilizzare questo codice di lettura e scrittura con competenza.

L’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goal – SDG) n. 4 richiede la parità di accesso a tutti i livelli di istruzione per i soggetti vulnerabili, comprese le persone con disabilità.

Al fine di ottenere ciò, la WBU invita gli stati a ratificare i trattati citati, ad assicurare che vengano adottate le misure necessarie affinché l’Obiettivo 4 venga raggiunto in maniera appropriata, rivendicando l’importanza dell’alfabetizzazione Braille insieme con altre forme di tecnologie accessibili. I governi devono fornire agli insegnanti maggiori opportunità per l’apprendimento del Braille e impegnarsi a trovare più opportunità per condividere le opere letterarie e i libri in Braille in conformità con le disposizioni del Trattato di Marrakech.

L’Unione Mondiale dei Ciechi celebra il Braille

Per celebrare la Giornata Mondiale del Braille, l’Unione Mondiale dei Ciechi ha pubblicato una Dichiarazione di Kevin Carey, Presidente del Consiglio Mondiale del Braille.
Il 2018 sarà uno degli anni più significativi per il Braille, fin dal momento in cui fu inventato da Louis Braille quasi 200 anni fa. L’Unione Mondiale dei Ciechi e il Consiglio Internazionale per l’Educazione delle Persone con Disabilità Visiva (ICEVI) hanno recentemente presentato il software Easy Converter Express, che consentirà agli insegnanti e a tutti quelli che lavorano con i bambini e gli adulti ciechi di produrre testi in Braille da file digitali anche senza essere dei tecnici. Il software è gratuito eccetto che nei paesi ad alto tenore di vita e può essere scaricato da www.YourDolphin.com/easyconverter-express [NDT: il download non è disponibile dall’Italia]. Questo software è stato sviluppato su richiesta dell’ICEVI dalla Commissione sulle Tecnologie dell’Unione Mondiale dei Ciechi grazie ai finanziamenti del Royal National Institute of the Blind del Regno Unito e di Google.
Nello stesso momento, è iniziata la produzione su larga scala del note-taker Braille Orbit 20, sviluppato da un consorzio di associazioni membro dell’Unione Mondiale dei Ciechi. Questo dispositivo, realizzato con la consulenza dell’Unione Mondiale dei Ciechi, è un note-taker con barra Braille a basso costo con funzione di lettura di libri, blocco appunti e terminale Braille per tablet, cellulari e computer. Per maggiori informazioni si può visitare il sito: http://www.transformingbraille.org/ e www.YourDolphin.com
Celebrando la Giornata Mondiale del Braille, è importante che tutti facciamo uno sforzo comune per imprimere al Braille nuovo slancio, ora che tanti di quei problemi tecnici ed economici che rendevano il Braille costoso e difficile da ottenere sono stati risolti. Questo è anche l’anno in cui concentreremo le nostre energie per dare alla musica in Braille un futuro, attraverso l’adozione di un approccio molto più collaborativo alla sua produzione e catalogazione.
Nonostante una crescita significativa dei materiali audio resi disponibili grazie a internet, il Braille è ancora il principale mezzo di alfabetizzazione per le persone cieche e abbiamo osservato che l’utilizzo del Braille aumenta notevolmente la possibilità di trovare lavoro. Se vogliamo assicurarci la sua sopravvivenza adesso dobbiamo fare due cose: dobbiamo adoperarci perché molti più bambini e adulti abbiano accesso ai materiali in Braille; dobbiamo assicurarci che i produttori di Braille, che non sono più costretti a stampare il Braille su carta, producano molti più testi da leggersi con una barra Braille. La tentazione sarebbe quella di vedere un aumentato ricorso al Braille grazie all’utilizzo di queste barre a basso costo in aggiunta alla produzione Braille tradizionale, ma l’unica maniera con cui potremo ottenere una rapida diffusione dei titoli disponibili è quella di ridurre drasticamente la produzione dei testi in versione cartacea, fatta eccezione per quegli argomenti, come la matematica e la giurisprudenza, dove l’utilizzo di questo formato è ancora essenziale.
Abbiamo in mano la tecnologia per un grande cambiamento. Adesso dobbiamo trovare la maniera più efficace per potenziarne al massimo i risultati.
La Giornata Mondiale del Braille si celebra il 4 gennaio di ogni anno, in onore della nascita di Louis Braille, inventore del sistema di letto-scrittura usato da milioni di persone cieche e ipovedenti in tutto il mondo. La Giornata Mondiale del Braille ci offre l’opportunità di attirare l’attenzione sulle problematiche con cui si confrontano i ciechi e sull’importanza di continuare a produrre libri in Braille, permettendo ai ciechi di aver accesso alle stesse opportunità di lettura e di formazione dei vedenti.
L’Unione Mondiale dei Ciechi è convinta che la lettura sia un diritto umano. Per ulteriori informazioni sul Braille, potete prendere visione dei materiali disponibili sul nostro sito web: http://www.worldblindunion.org/English/resources/Pages/Braille-Information.aspx

L’Unione Mondiale dei Ciechi (WBU) è l’organizzazione mondiale che rappresenta circa 253 milioni di persone cieche o ipovedenti in 190 paesi del mondo. I suoi membri sono organizzazioni di persone con disabilità visiva che promuovono i propri diritti, organizzazioni che sono al servizio dei non vedenti e organizzazioni internazionali che operano nel campo della disabilità visiva. Sito web: www.worldblindunion.org

Per ulteriori informazioni, si prega di contattare:
Terry Mutuku
Responsabile delle Comunicazioni, Unione Mondiale dei Ciechi
Terry.Mutuku@wbu.ngo

Unione Mondiale dei Ciechi – Candidature per il ruolo di Amministratore Delegato (CEO)

Penny Hartin, attuale amministratore delegato (CEO) dell’Unione Mondiale dei Ciechi “World Blind Union” (WBU), prossimamente si ritirerà dagli impegni lavorativi. La WBU ha pertanto dato inizio a un processo di selezione per individuare un sostituto che verrà assunto tra la metà e la fine del 2018.
La sede lavorativa è a Toronto, Ontario, Canada, presso gli uffici della WBU.
La WBU è particolarmente interessata a ricevere candidature di persone non vedenti e ipovedenti che siano in possesso di ottima conoscenza scritta e parlata della lingua inglese.
L’ulteriore conoscenza di una o di entrambe le altre lingue usate dalla WBU, francese e spagnolo, sarà considerata un elemento preferenziale.
La candidatura deve essere presentata in lingua inglese, corredata del proprio dettagliato curriculum vitae e accompagnata da una “lettera di candidatura” che metta in evidenza l’interesse e l’idoneità per il ruolo da svolgere, includendo anche i nomi e i contatti di almeno tre persone in grado di fornire specifiche referenze.
Le caratteristiche e i requisiti richiesti per il ruolo, sono indicati di seguito in dettaglio.
Chi fosse interessato, entro il 1° agosto 2017, dovrà spedire la proposta di candidatura al presidente WBU Fredric K. Schroeder, all’indirizzo
president@wbu.ngo

CAREER OPPORTUNITY

CHIEF EXECUTIVE OFFICER, WORLD BLIND UNION
(Application deadline – August 1, 2017)

The Organization
The World Blind Union (WBU) is an international not-for-profit, charitable organization representing the estimated 285 million people who are blind or have low vision worldwide. The WBU is recognized as the international voice of blind and partially sighted persons speaking on their behalf at the United Nations, UN Agencies and other international organizations.
Its mission is achieved with and through its members – organizations of blind and partially sighted persons and organizations providing services to blind and partially sighted persons in over 190 countries and through six Regional Unions. The six WBU Regions are: Africa, Asia, East Asia/Pacific, Europe, Latin America and North America/Caribbean.
WBU’s vision is that “People who are blind or partially sighted can participate fully in any aspect of life we choose”. This is achieved through work in our four strategic priorities of: Human Rights & Representation; Capacity Building; Accessibility (Information, Technology & Environment); and Resource Sharing and Collaboration.

The Position
The World Blind Union is seeking a Chief Executive Officer who will replace the incumbent CEO upon her retirement. The position is based at WBU’s international headquarters located in Toronto, Ontario Canada
Reporting directly to the President of the World Blind Union, the CEO will have the following responsibilities and requirements:

Responsibilities:
• The CEO shall be responsible for the overall operational and financial management of the WBU including human resources, budgeting, monitoring and reporting on financial performance.
• The CEO shall manage and monitor the legal requirements of the WBU Corporation in Canada, ensuring compliance with bylaws, remittal of required reporting and the like.
• The CEO shall be responsible for supporting and communicating with the WBU Officers, Executive and its committees and arranging for their meetings.
• The CEO shall provide organizational, planning and implementation support for the WBU quadrennial General Assembly of members.
• The CEO shall maintain ongoing contact with the President, the Officers and the Regional Unions of the WBU, providing support and advice as required.
• The CEO shall support the WBU Strategic Planning process, providing advice and support to the priority and objective leaders as required and supporting the development and monitoring of the quadrennial workplan.
• The CEO shall develop and manage project proposals and support resource generation initiatives in cooperation with the Officers and the Resource Generation Committee.
• The CEO shall be responsible for the membership of the WBU in cooperation with the Secretary General.
• The CEO shall ensure adherence to all WBU policies, positions and procedures as well as the provisions of the WBU Constitution and will provide advice and input regarding these as appropriate.
• The CEO shall be responsible for the coordination of all aspects of communications, including publications, social media and the WBU website, ensuring that communications to the membership and the public are provided in the WBU’s three working languages of English, French and Spanish.
• The CEO shall liaise with external partners and represent the WBU as appropriate and as requested.
• The CEO shall perform those other such duties as deemed appropriate and delegated by the Assembly, the Executive and the President from time to time.

Requirements:
• Post-secondary education in a related field.
• At least five years relevant management experience.
• Must have extensive experience related to blindness or low vision.
• Must have an ability to travel independently at the international level and with reasonable frequency.
• Must be an independent worker who can work to the President’s requirements taking advice as well as providing advice.
• Can demonstrate organizational, administrative and financial expertise at a senior management level.
• Can demonstrate experience in leading and mentoring staff, including those who may be located in other parts of the world.
• Can demonstrate skills in research, information collection and presentation in both written and verbal form.
• Can demonstrate experience and understanding of the disability sector environment and the ways in which a world-wide movement operates.
• Can demonstrate a sound knowledge of blindness issues emanating from different cultures, income levels and geographic locations.
• Can demonstrate experience in working with governance boards and committees.
• Project management experience.
• Experience in strategic planning, monitoring and evaluation.
• Is comfortable both with providing high level direction and support as well as hands-on implementation and delivery.
• Fluent English oral and written skills are essential; skills in one or both of WBU’s other working languages of French and Spanish are an asset.

Applications
Applicants should include a detailed curriculum vitae; the names and contact details of three (3) referees (which will only be contacted if the applicant is being considered for an interview and he/she will be notified of this in advance). We also request a letter of candidature indicating interest in and suitability for the position. All applications must be submitted in English and must be submitted electronically in MS Word format only. Applications that have inaccessible attachments will be rejected.

People living with blindness or partial sight are strongly encouraged to apply.

Applications should be directed to:
Dr. Fredric K Schroeder
President, World Blind Union
president@wbu.ngo

Application Deadline: August 1, 2017

Start Date: To be negotiated

Note: A detailed position description can be requested by interested candidates from the CEO of WBU at penny.hartin@wbu.ngo

UNIONE MONDIALE DEI CIECHI – È ora di agire per l’occupabilità dei ciechi e degli ipovedenti – Comunicato stampa per Giornata internazionale delle persone con disabilità

Toronto, Canada: il 3 dicembre è la giornata in cui il mondo celebra le persone con disabilità e la loro piena inclusione nella società. Il tema scelto dalle Nazioni Unite quest’anno è “Raggiungere 17 obiettivi per il futuro che vogliamo”, in riferimento agli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – Sustainable Developments Goals (OSS). Gli OSS sono stati approvati dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel settembre 2015 e contengono espliciti riferimenti alle persone con disabilità. Questo fa sì che le persone con disabilità verranno incluse tra le priorità del programma internazionale di sviluppo valido fino al 2030.

Gli obiettivi riguardano diversi argomenti come la salute, l’istruzione, la pace e la parità di genere. L’obiettivo n. 8 chiede di “promuovere una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti.” Questo obiettivo è anche una delle principali priorità dell’Unione Mondiale dei Ciechi (World Blind Union – WBU). Nonostante i progressi fatti in materia di istruzione e di riabilitazione, nelle tecnologie e nel modo di porsi della società nei confronti delle persone con disabilità visiva, in ogni parte del mondo le persone cieche o ipovedenti hanno probabilità molto ridotte di trovare un impiego. Nei paesi sviluppati, l’occupazione delle persone con disabilità visiva si aggira intorno al 25%, mentre nei paesi in via di sviluppo il numero di persone non vedenti occupate scende sotto il 10%.

“I ciechi e gli ipovedenti vogliono lavorare e sono in grado di farlo. L’unica cosa che li trattiene è la mancanza di opportunità” ha detto il prof. Fredric Schroeder, Presidente dell’Unione Mondiale dei Ciechi. Schroeder ha inoltre dichiarato che “I ciechi e gli ipovedenti devono poter contare su una buona istruzione, sulle tecnologie assistive e su qualcuno che dia loro l’opportunità di dimostrare quello che sono in grado di fare”.

Il futuro che la WBU vuole che si realizzi è quello in cui tutte le persone con disabilità, comprese le persone cieche e ipovedenti, abbiano pieno accesso a un’occupazione remunerata, in condizioni di parità rispetto alle persone senza disabilità. Al fine di raggiungere questo obiettivo, è necessario affrontare gli ostacoli che ancora persistono e che impediscono alle persone non vedenti di trovare un impiego.

Tra gli ostacoli vi sono la mancanza di una legislazione che eviti la discriminazione nei confronti delle persone con disabilità nei luoghi di lavoro o durante il processo di assunzione, la mancanza delle conoscenze necessarie per supportare e / o formare i dipendenti ciechi o ipovedenti e i pregiudizi e le false credenze difficili da estirpare che molte persone hanno ancora nei confronti dei non vedenti, come ad esempio la convinzione che le persone con disabilità visiva non abbiano le stesse capacità di un lavoratore vedente o che esse rappresentino un costo maggiore per il datore di lavoro rispetto agli altri dipendenti.

Un recente studio dell’Ipsos condotto in Canada per l’Istituto Nazionale Canadese per i Ciechi .- Canadian National Institute for the Blind (CNIB) ha messo in evidenza che il 70% dei canadesi, tra un candidato vedente e uno non vedente, sceglierebbe il candidato vedente anche se entrambi avessero le medesime qualifiche (clicca qui per i risultati completi dello studio Ipsos). Questo genere di pregiudizi riguardanti l’impiego di persone non vedenti non sono specifici del Canada, ma sono un problema diffuso in tutto il mondo.

Per combattere queste barriere e questi pregiudizi, la WBU ha creato un sito web chiamato Project Aspiro, che mette a disposizione dei ciechi e degli ipovedenti, siano essi ancora inseriti in un percorso di studi o già alla ricerca di un impiego, alcuni strumenti di formazione e di abilitazione che potranno aiutarli a trovare un lavoro. Questo sito mette in evidenza anche il ruolo fondamentale dei datori di lavoro e contiene materiali che possono aiutare questi ultimi nel momento in cui decidono di assumere una persona non vedente o devono gestire personale con disabilità visiva.

Inoltre, il CNIB ha recentemente lanciato una campagna per l’impiego delle persone con disabilità visiva chiamata “EmployAbility”, rendendo disponibili materiali e informazioni utili sia a chi cerca un’occupazione sia ai datori di lavoro. È possibile accedere alla pagina della campagna “EmployAbility” cliccando qui.
L’Unione Mondiale dei Ciechi (WBU) è l’organizzazione che rappresenta a livello mondiale circa 285 milioni di persone cieche e ipovedenti. I suoi membri si trovano in oltre 190 paesi e sono organizzazioni di persone non vedenti che difendono i propri diritti e interessi, organizzazioni che forniscono servizi a queste persone, ma anche organizzazioni internazionali attive nel settore della disabilità visiva. Visitate il nostro sito internet www.wbu.ngo

Per ulteriori informazioni, si prega di contattare:
Caitlin Reid
Responsabile delle comunicazioni
Unione Mondiale dei Ciechi
Caitlin.Reid@ebu.ngo

Il Trattato di Marrakech raggiunge le 20 ratifiche necessarie per entrare in vigore

Toronto, 30 giugno 2016 – Oggi è una giornata storica perché il Canada è il 20° paese ad aver ratificato il Trattato di Marrakech (il nome completo è “Trattato di Marrakech volto a facilitare l’accesso alle opere pubblicate per le persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa”). I 20 paesi che hanno ratificato il Trattato potranno godere dei benefici in esso sanciti, che hanno lo scopo di estendere alle persone con difficoltà di lettura di testi a stampa lo stesso accesso all’informazione di cui già godono le altre persone.

“Questa è un’altra giornata storica per il nostro movimento,” ha commentato Arnt Holte, Presidente dell’Unione Mondiale dei Ciechi (WBU) e ha aggiunto: “Era stata una grande vittoria l’aver ottenuto un trattato che assicura libri accessibili alle persone cieche e con difficoltà di lettura di testi a stampa, ma la reale vittoria è stata raggiunta oggi – quando il Canada è diventato il 20° paese a ratificare il Trattato di Marrakech.

Il trattato entrerà in vigore tra 3 mesi, il 30 settembre, e da quel giorno milioni di persone cieche e ipovedenti potranno accedere a materiali didattici e ad altri testi a stampa, cosa che consentirà loro di dare un contributo più significativo alla società.”

In collaborazione con l’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (OMPI), la WBU ha condotto la campagna internazionale volta a ottenere la realizzazione di un trattato che ponesse fine alla “carestia di libri” nel mondo, ovvero al fenomeno per il quale è disponibile in formato accessibile meno del 10% dei materiali pubblicati e, spesso, meno dell’1% nei paesi in via di sviluppo. Il grande successo di oggi è un momento importante da celebrare da parte della WBU e dei suoi partner.

“Dopo tanti anni di duro lavoro da parte di innumerevoli persone appartenenti alla comunità dei non vedenti e a partner di vari settori, siamo ora all’inizio di una nuova fase del nostro lavoro” ha detto Maryanne Diamond, responsabile della campagna “Diritto alla Lettura” della WBU e personaggio di spicco nella lotta per ottenere il Trattato di Marrakech.

Tuttavia, c’è ancora molto da lavorare per porre fine alla carestia di libri. “Mentre festeggiamo e guardiamo al futuro, non possiamo dimenticare che la ratifica a livello mondiale è ancora molto lontana,” ha affermato la Diamond, aggiungendo poi: “Dobbiamo continuare a lavorare tutti insieme per far sì che il trattato venga attuato e possa essere utile alle persone cieche e con difficoltà di lettura di testi a stampa in qualunque parte del mondo esse vivano.”

La WBU fa appello a ogni singolo paese affinché ratifichi il trattato e quindi attui efficacemente le disposizioni per la produzione e la condivisione tra paesi di opere accessibili al fine di raggiungere l’obiettivo generale del trattato: promuovere i diritti umani delle persone con difficoltà di lettura di testi a stampa incoraggiando il loro accesso all’informazione.

Per saperne di più sul Trattato di Marrakech, su come esso contribuirà a porre fine alla carestia di libri, sulla campagna di ratifica e di attuazione e su cosa puoi fare tu per incoraggiare il governo a promuovere la ratifica del trattato, visita la nostra pagina: http://www.worldblindunion.org/English/our-work/our-priorities/Pages/right-2-read-campaign.aspx

L’Unione Mondiale dei Ciechi (WBU) è l’organizzazione che rappresenta a livello mondiale circa 285 milioni di persone cieche e ipovedenti. I suoi membri si trovano in più 190 paesi e sono organizzazioni gestite da persone non vedenti che difendono i propri diritti e interessi, organizzazioni che forniscono servizi a queste persone, ma anche organizzazioni internazionali che lavorano nel campo della disabilità visiva. Visitate il nostro sito internet www.wbu.ngo.

Per ulteriori informazioni prego contattare:
Unione Mondiale dei Ciechi (WBU)
Caitlin Reid, Coordinatore della comunicazione
Caitlin.Reid@wbu.ngo

Comunicato stampa dall’Unione Mondiale dei Ciechi: Giornata Internazionale della Donna

Toronto, 8 Marzo 2016: la Giornata Internazionale della Donna spinge tutti noi a riflettere sull’importanza della parità di genere, a celebrare i successi delle donne e a riflettere su quanto ancora sia necessario fare. “Considerando che le donne costituiscono più del 50% della popolazione mondiale e che spesso rappresentano il principale collante per la famiglia e la comunità, molto ancora rimane da fare per garantire pari diritti in ogni ambito della vita”, afferma Maryanne Diamond, presidente uscente dell’Unione Mondiale dei Ciechi (WBU) e attuale presidente dell’Alleanza Internazionale della Disabilità (IDA).

Per vivere in condizioni pari a quelle delle altre donne e degli uomini è necessario che vengano operati interventi specifici per garantire alle donne non vedenti l’accesso alle informazioni, all’assistenza sanitaria, ai diritti riproduttivi, all’istruzione e all’occupazione, nonché la partecipazione in tutti gli ambiti della vita della comunità. Per esempio, l’accesso delle donne non vedenti alle informazioni, in particolare  riguardo gli aspetti sanitari e riproduttivi, è una questione molto importante; proprio come le donne vedenti vogliono aver accesso a informazioni il più possibile aggiornate sulla salute e sulla genitorialità, così lo vogliono le donne cieche; tuttavia, a differenza delle donne vedenti, la maggioranza delle donne non vedenti non ha accesso alla vasta gamma di materiali disponibili a causa della inaccessibilità dei documenti a stampa, specialmente dei testi contenenti  nozioni di riferimento. Meno del 10% dei documenti a stampa sono disponibili in formato accessibile e nei paesi in sviluppo la percentuale è spesso inferiore all’1%. Con il giusto supporto e adeguate informazioni, le donne non vedenti sono capaci di crescere i propri figli e prendersi cura della famiglia esattamente come le donne vedenti.

Un modo per migliorare l’accesso alle informazioni delle donne non vedenti è  promuovere la ratifica e l’attuazione del Trattato di Marrakech. Questo trattato renderà possibile la pubblicazione in formato accessibile  di un numero maggiore di libri e materiali a stampa e consentirà alle organizzazioni di/per persone non vedenti di condividere a livello transnazionale il proprio materiale librario, permettendo  alle donne cieche e ipovedenti di tutto il mondo di accedere a una più ampia gamma di materiali a stampa.

Le giovani cieche e ipovedenti si confrontano inoltre con la mancanza di accesso alle informazioni, specialmente nei paesi in  sviluppo, nei quali meno dell’1% delle giovani con vedenti riceve un’istruzione completa. La maggior parte dei sistemi educativi inclusivi dei paesi in sviluppo non possiede le risorse o gli insegnanti specializzati necessari per garantire percorsi educativi efficaci ai bambini ciechi, cosa che spesso comporta che la  migliore opzione sia una scuola speciale. Le famiglie, però, sono spesso riluttanti a mandare le proprie figlie non vedenti in queste strutture, molto più che i figli non vedenti maschi. Questa esitazione è dovuta alla paura di mandare le proprie figlie in una scuola in città, in particolare se si tratta di bambine e giovani residenti in zone rurali, nonché allo scarso valore attribuito all’istruzione femminile. Molte famiglie non sono consce del fatto che le giovani e le donne non vedenti possono aver accesso a opportunità di lavoro regolarmente retribuito e possono essere membri attivi e produttivi delle loro comunità. L’accesso alle informazioni e l’istruzione sono strumenti fondamentali perché queste opportunità diventino tangibili, dunque dobbiamo adoperarci affinché vengano superate le molteplici barriere all’informazione e all’istruzione con cui si confrontano le bambine e le donne non vedenti.

Potrete trovare ulteriori informazioni sul Trattato di Marrakech sulla nostra pagina dedicata:

http://www.worldblindunion.org/English/our-work/our-priorities/Pages/right-2-read-campaign.aspx

L’Unione Mondiale dei Ciechi è l’organizzazione che rappresenta in tutto il mondo circa 285 milioni di persone cieche e ipovedenti. I suoi membri si trovano in più 190 paesi e sono organizzazioni gestite da persone non vedenti che difendono i propri diritti e interessi, organizzazioni che forniscono servizi a queste persone, ma anche organizzazioni internazionali che lavorano nel campo della disabilità visiva. Visitate il nostro sito internet www.wbu.ngo.

Per ulteriori informazioni si può contattare:

Unione Mondiale dei Ciechi (WBU)

Caitlin Reid

Coordinatore della comunicazione

Caitlin.Reid@wbu.ngo

 

Comunicato stampa dall’Unione Mondiale dei Ciechi – Giornata Mondiale del Braille 2016

Toronto, 4 Gennaio 2016: Il 4 gennaio di ogni anno viene celebrata la Giornata Mondiale del Braille per onorare Louis Braille e l’importanza della sua invenzione: il sistema Braille. Nato in Francia nel 1809, Louis Braille aveva perso la vista a 3 anni in conseguenza di una ferita agli occhi, ma la sua disabilità non gli impedì di intraprendere e completare i suoi studi con successo. Tuttavia, gli ostacoli incontrati nel suo percorso educativo, dovuti ai limitati strumenti di lettura e scrittura messi a disposizione delle persone cieche e ipovedenti, stimolarono Louis Braille, mentre era ancora uno studente, a creare un nuovo sistema di lettura e scrittura per i ciechi. Egli ideò un codice semplice ma versatile, utilizzando punti a rilievo per rappresentare numeri e lettere, che prese il suo stesso nome: Braille. Per ulteriori informazioni su Louis Braille, potrete trovare ulteriori notizie in lingua inglese al seguente link della Fondazione Mondiale del Braille: www.worldbraillefoundation.com/aboutbraille.htm.
L’invenzione del Braille ha cambiato l’approccio alla lettura delle persone cieche e ha permesso loro di conquistare una maggiore autonomia negli studi contribuendo ad aumentare le loro competenze personali e la possibilità di condurre una vita autonoma e appagante. Anche la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità (CRPD) riconosce l’importanza del Braille, menzionandolo esplicitamente in vari articoli, tra cui gli Art. 2, 9, 21 e 24. Il testo della CRPD esalta il Braille come un mezzo di comunicazione per i non vedenti che rappresenta inoltre un sostegno importante alla riuscita della loro inclusione sociale. Sono tuttavia necessarie una grande diffusione dell’insegnamento del Braille e un’ampia disponibilità di documenti trascritti con questo metodo di letto-scrittura per far sì che il Braille dia un contributo concreto al miglioramento la vita delle persone cieche e ipovedenti.
I ciechi e gli ipovedenti sono profondamente preoccupati dall’osservare, in particolare tra gli educatori e a livello governativo, la riduzione dell’insegnamento e dell’utilizzo del braille e degli investimenti ad esso relativi, a causa del fatto che si ritiene che tecnologie come l’e-book e i lettori di schermo possano sostituire il Braille. Questo è un problema sentito a livello mondiale, che riguarda sia i paesi sviluppati sia quelli in sviluppo. In Regno Unito, ad esempio, solo il 4 % dei bambini e dei giovani ciechi e ipovedenti tra i 5 e i 16 anni sa leggere il Braille, ovvero solo 850 ragazzi su oltre 25.000. Il Braille è inoltre l’unico metodo non tecnologico di letto-scrittura equivalente alla scrittura in nero e così coloro che non possono permettersi l’acquisto degli ausili tecnologici più aggiornati quasi sicuramente andranno incontro a gravi conseguenze legate alla riduzione dell’insegnamento del Braille e della disponibilità di materiali trascritti in questo formato. È importante tenere a mente che i sistemi tradizionali conservano la loro utilità fondamentale anche quando vengono introdotte delle nuove tecnologie.
L’Unione Mondiale dei Ciechi (WBU) vuole sottolineare che gli altri formati accessibili, compresi quelli che prevedono l’utilizzo di ausili tecnologici, non sono dei sostituti del Braille, ma devono essere considerati piuttosto come una sua integrazione. Proprio come gli audiolibri o gli e-book non possono sostituire per i vedenti i libri cartacei, allo stesso modo i libri in Braille non possono essere completamente sostituiti in quanto hanno un ruolo fondamentale nei percorsi di formazione e di riabilitazione delle persone con disabilità visiva che siano davvero efficaci. L’importanza del Braille non trova migliore descrizione che nelle parole di Pedro Zurita, ex Segretario Generale dell’Unione Mondiale dei Ciechi, che ha scritto:
“E sai cosa ti dico, Louis?…Io metto in mostra la tua invenzione ovunque. Leggo utilizzando il sistema che hai inventato; in piedi, sdraiato, seduto, in ogni posizione…Perché il tuo codice, Louis, ha conferito a tante, tantissime persone non vedenti – tra le quali, naturalmente, me stesso – dignità, autonomia e molte ore di incomparabile piacere spirituale”.
(Clicca sul seguente link per scaricare “Una lettera a Louis Braille” di Pedro Zurita: http://www.worldblindunion.org/English/resources/Pages/Braille-Information.aspx).
Nella Giornata Mondiale del Braille 2016, la WBU fa appello ad alcuni soggetti specifici affinché facciano la loro parte nel garantire che l’insegnamento del Braille e i relativi investimenti continuino a rimanere una priorità:
Esortiamo le Nazioni Unite e le organizzazioni correlate come l’UNESCO a intensificare le iniziative per la promozione del Braille, così come previsto nella Convenzione dell’ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.
Facciamo appello a tutti gli Stati parti perché si assumano quelle responsabilità attribuite loro dalla Convenzione ONU, nello specifico:
Favorire un più facile accesso ai materiali Braille
Promuovere l’apprendimento del metodo di lettura e scrittura Braille presso quei bambini, quei giovani e quegli adulti ciechi e ipovedenti che potrebbero trarre beneficio da esso
Garantire la formazione di professionisti specializzati nell’insegnamento del Braille e assicurare la produzione di materiali adattati in Braille
Chiediamo a tutte le organizzazioni che fanno parte della WBU, agli educatori, ai professionisti che si dedicano alle persone non vedenti e alle stesse persone con disabilità di promuovere l’utilizzo del Braille in tutti gli aspetti della vita politica, sociale, economica, culturale e civile.
L’Unione Mondiale dei Ciechi (WBU) è l’organizzazione che rappresenta in tutto il mondo circa 285 milioni di persone cieche e ipovedenti. I suoi membri sono presenti in più di 190 paesi e sono organizzazioni gestite da persone non vedenti che difendono i propri diritti e interessi, organizzazioni che forniscono servizi a queste persone e organizzazioni internazionali che lavorano nel campo della disabilità visiva.
Per ulteriori informazioni contattare:
Unione Mondiale dei Ciechi (WBU)
Caitlin Reid
Coordinatore della Comunicazione
Caitlin.Reid@wbu.ngoHYPERLINK “mailto:Caitlin.Reid@wbu.ngo”?

Giornata Mondiale del Braille, Redazionale

Segue traduzione del comunicato stampa dell’Unione Mondiale dei Ciechi del 4 gennaio 2015: Da circa 200 anni i non vedenti possono imparare a leggere e scrivere utilizzando il Braille. Il Braille è un sistema di alfabeto tattile di 6 punti in una combinazione 3×2 utilizzato per rappresentare lettere, numeri e simboli nella maggior parte delle lingue del mondo. Esso ha un ruolo essenziale nella vita di milioni di persone non vedenti in tutto il mondo perché permette loro di accedere ai testi scritti e di studiare allo stesso modo dei loro pari vedenti. Il Braille è stato inventato da un giovane cieco, Louis Braille, all’età di 15 anni (nel 1824). A quel tempo, Louis era iscritto all’Istituto per Giovani Ciechi di Parigi e rivendicava il diritto di leggere libri proprio come gli altri ragazzi: si dedicò così a concepire un alfabeto tattile che avrebbe dovuto essere facile da imparare, da riprodurre e da utilizzare.

Per gli studenti non vedenti il Braille è la chiave per l’alfabetizzazione e l’occupazione futura; tuttavia, le leggi vigenti sul diritto d’autore obbligano le scuole a chiedere il permesso di riprodurre i libri in formati accessibili, come il braille o la stampa ingrandita e così se un paese non riconosce un’eccezione al diritto d’autore per gli utenti non vedenti viene a generarsi un grave ostacolo per l’educazione dei bambini ciechi e ipovedenti, i quali potrebbero non avere accesso ai libri e ai materiali didattici di cui hanno bisogno. Inoltre, i libri in braille prodotti dalle organizzazioni al servizio delle persone non vedenti in un paese come il Perù non possono, per esempio, essere condivisi con un altro paese come l’Argentina. Così ciascun paese ha bisogno di produrre i propri libri accessibili, creando duplicazioni inutili e il lievitare dei costi, che potrebbero essere invece ridotti se i libri di testo in Braille potessero essere condivisi tra i diversi paesi.

Per diversi anni l’Unione Mondiale dei Ciechi (World Blind Union – WBU) ha lavorato insieme con altre organizzazioni internazionali e con l’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (OMPI) per la messa a punto di un trattato che dovrebbe eliminare questi ostacoli per l’accesso alla conoscenza a livello mondiale. Il risultato è stato il Trattato di Marrakech, adottato dall’OMPI nel giugno 2013.

Il Trattato di Marrakech è un accordo internazionale sul diritto d’autore che entrerà in vigore appena verrà ratificato da 20 paesi. I paesi che ratificano il trattato saranno tenuti a riconoscere una deroga alla normativa nazionale sul diritto d’autore relativa alla produzione di libri in formato accessibile per le persone non vedenti e le persone con difficoltà di lettura dei testi a stampa senza bisogno del permesso dei detentori del diritto d’autore. Il trattato di Marrakech riconosce inoltre alle biblioteche per ciechi e alle organizzazioni al servizio delle persone non vedenti il diritto di condividere le versioni accessibili dei libri e di altre opere tra diversi paesi, anche in questo caso senza la necessità di ottenere il permesso da parte dei detentori del diritto d’autore.

Ad oggi il trattato di Marrakech è stato firmato da 81 paesi ma ratificato soltanto da 4: India, El Salvador, Emirati Arabi Uniti e Uruguay. La WBU è riconoscente a questi paesi per aver riconosciuto l’importanza di questo trattato per i loro cittadini con disabilità visiva e difficoltà di lettura dei testi a stampa, tuttavia, perché questo trattato divenga realmente efficace è necessario che tutti i paesi lo ratifichino,  così che milioni di libri possano essere prodotti in braille e in altri formati accessibili. Solo i paesi che ratificano il trattato possono usarlo a vantaggio dei propri cittadini ciechi, quindi esortiamo tutti i paesi a ratificare nel 2015 questo trattato di importanza fondamentale. Maggiori informazioni, compreso l’intero testo del Trattato di Marrakesh, sono disponibili sul sito della WBU: http://www.worldblindunion.org/English/our-work/our-priorities/Pages /right-2-read-campaign.aspx.

In questa Giornata Mondiale del Braille, la WBU rivolge un appello generale perché nei vari paesi vengano presi contatti con i governi per fare sapere loro che il Diritto di Leggere è un importante diritto umano per tutte le persone e chiedere loro di firmare e ratificare il Trattato di Marrakech per facilitare l’accesso alle opere pubblicate da parte delle persone cieche, ipovedenti o con altre difficoltà di lettura dei testi a stampa. La Giornata Mondiale del Braille viene celebrata ogni anno il 4 gennaio in onore di Louis Braille, l’inventore del Braille, nato in quello stesso giorno nel 1809.

The World Blind Union (WBU) è l’organizzazione mondiale che rappresenta circa 285 milioni di persone cieche e ipovedenti nel mondo. I suoi membri sono organizzazioni di persone non vedenti che tutelano i propri diritti in prima persona e  organizzazioni che sono al servizio dei non vedenti in oltre 190 paesi insieme ad alcune organizzazioni internazionali che operano nel campo della disabilità visiva.

Per ulteriori informazioni contattare:

Marianne McQuillan,

Manager, Communications & Fund Development

Marianne.mcquillan@wbuoffice.org

MIRACOLO A MARRAKESH: CADE UN’ALTRA BARRIERA

Autore: Rodolfo Cattani

 Marrakesh, Marocco, 28 giugno 2013: la Conferenza Diplomatica dell’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (OMPI) ha adottato uno storico trattato internazionale che sancisce il diritto delle persone cieche, ipovedenti o con difficoltà di lettura di accedere liberamente alle versioni in formato alternativo delle opere protette dal diritto d’autore. Si tratta di un evento straordinario, un successo che molti ritenevano impossibile. Ci sono voluti sei lunghi anni di faticosi negoziati che hanno messo a dura prova la tenacia e la ferma determinazione delle organizzazioni internazionali delle persone cieche, ipovedenti e dislessiche, ma alla fine l’intelligenza e il buon senso sono prevalsi sulla mentalità economicista, sui pregiudizi e sulle rigidità formali.

 

Il “Trattato di Marrakesh per facilitare l’accesso alle opere pubblicate, da parte delle persone con cieche, ipovedenti o con altre difficoltà di lettura” costituisce un importante riconoscimento del diritto delle persone disabili di accedere all’educazione, all’informazione e alla cultura sancito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità.

 

Il Trattato ha l’obbiettivo di favorire il superamento della drammatica carenza di libri che affligge le persone cieche, ipovedenti o altrimenti disabili. Infatti, si è calcolato che solo poco più dell’1% dei libri pubblicati nel mondo sono disponibili in formati accessibili, una discriminazione a cui il Trattato intende por fine principalmente in due modi.

 

Primo, impegnare gli stati che aderiscono al Trattato a prevedere delle eccezioni al diritto d’autore a favore delle persone disabili interessate, riconoscendo a queste ultime e alle loro organizzazioni e agli enti preposti la facoltà di realizzare libri in formato accessibile, senza l’obbligo di richiedere l’autorizzazione preventiva dei detentori del copyright, l’autore o l’editore.

 

Secondo, gli stati aderenti devono autorizzare l’importazione e l’esportazione delle versioni accessibili di libri e pubblicazioni soggette al copyright senza il permesso dell’autore o dell’editore. Tale prassi consentirà di evitare che lo stesso libro sia trascritto o registrato più volte in paesi diversi, dal momento che i paesi che dispongono di un maggior numero di libri accessibili li potranno legalmente mettere a disposizione  degli utilizzatori in paesi con minori risorse, il che finora era vietato.

 

I libri accessibili saranno prodotti e gestiti preferibilmente da enti autorizzati, ma anche da singoli individui per proprio uso personale.

 

Il Trattato precisa (articolo 2(a)) quali pubblicazioni possono essere trascritte o distribuite liberamente: opere letterarie o artistiche in forma di testo, notazioni o illustrazioni relative pubblicate o altrimenti rese disponibili al pubblico con qualsiasi mezzo. La definizione comprende quindi libri, periodici e altre opere testuali similari, illustrazioni, grafici e spartiti musicali. Sono esclusi, ovviamente, i libri accessibili disponibili in commercio e i film. Il Trattato non consente di modificare il contenuto dell’opera, ad esempio per facilitarne la comprensione; solo il formato può essere modificato nella misura necessaria per rendere l’opera accessibile.

 

Il Trattato definisce chiaramente (articolo 2(b)) che cosa debba intendersi per “copia in formato accessibile”, ossia la copia di un’opera in una modalità o forma alternativa che consente alla persona beneficiaria di accedere all’opera, in modo efficace e confortevole così come a qualsiasi altra persona senza deficit visivo o altra difficoltà di lettura. La copia in formato accessibile può essere utilizzata esclusivamente dal beneficiario. L’integrità originale dell’opera deve essere rispettata, fatte salve le modifiche necessarie per rendere l’opera accessibile nel formato alternativo rispondente alle esigenze del beneficiario.

 

La definizione di “ente autorizzato” (art. 2.c) è molto importante e precisa, in quanto il ruolo dello stesso è cruciale nel Trattato.  Deve trattarsi di un ente pubblico autorizzato o riconosciuto dal governo che fornisce alle persone beneficiarie istruzione, formazione professionale, forme alternative di lettura e accesso all’informazione senza fini di lucro. Comprende altresì istituzioni pubbliche e organizzazioni senza fini di lucro che forniscono alle persone beneficiarie gli stessi servizi come attività primaria o obbligo istituzionale. Per essere considerato un ente autorizzato non è prevista alcuna procedura di certificazione, ma è sufficiente rispettare gli ampi criteri dell’articolo 2.c.

 

La definizione del termine “persona beneficiaria” è piuttosto ampia e si riferisce a persone in situazioni di disabilità tali da interferire con l’effettiva capacità di leggere un testo pubblicato. Essa comprende persone cieche, ipovedenti, con difficoltà di lettura (dislessia) o affette da una disabilità fisica che impedisce loro di tenere un libro, di girare le pagine o inquadrare il testo.

 

L’articolo 4 stabilisce chiaramente gli obblighi degli stati che ratificano il Trattato (Stati parte). Questi ultimi devono porre in essere le eccezioni nazionali alla legislazione in materia di diritto d’autore che rendano possibile agli enti autorizzati di realizzare copie accessibili di opere pubblicate senza dover richiedere l’autorizzazione da parte dei detentori del copyright. Tali norme esistono, ad esempio, negli Stati Uniti oppure negli Stati Membri dell’Unione Europea per effetto della trasposizione della direttiva sul diritto d’autore 2001/29/CE .

 

Gli articoli 5 e 6 sanciscono il diritto di scambiare libri in formato accessibile tra uno stato e un altro, sia tra enti autorizzati, sia tra enti autorizzati e singole persone residenti all’estero.

 

L’articolo 7 si riferisce alle misure tecnologiche di protezione che hanno lo scopo di impedire la libera circolazione o l’utilizzazione illegale dei libri digitali. Purtroppo questi blocchi possono automaticamente impedire l’accesso legittimo a un’opera da parte delle persone disabili che utilizzano ausili assistivi quali la sintesi vocale o il display braille. L’articolo 7 stabilisce quindi che è legale aggirare o eliminare ove ciò è possibile tali blocchi in modo che una persona beneficiaria possa comunque accedere al libro e solo a tale scopo.

 

Un blocco particolarmente efficace è il cosiddetto “Three-Step Test” (test dei tre passi), che tuttavia è utilizzato solo per testi particolari.

 

L’articolo 8 tutela il diritto alla privacy delle persone beneficiarie del Trattato.

 

La tutela dei ragionevoli interessi dei detentori del diritto d’autore è garantita dal fatto che i libri in formato accessibile cui il Trattato si riferisce possono essere utilizzati esclusivamente dalle persone beneficiarie e che gli enti autorizzati devono verificare la legittimità dell’uso di tali libri e scoraggiare la riproduzione e la distribuzione di copie illegali.

 

Gli Stati parte del Trattato possono, ma non sono tenuti a emanare norme per vietare l’importazione di opere accessibili che sono disponibili in commercio in tale formato nel paese stesso. Gli stati che intendono adottare tali norme devono comunicarlo formalmente all’OMPI. Non vi è alcuna limitazione di tal genere riguardo all’esportazione di libri in formato accessibile.

 

Ora che il Trattato è stato adottato dall’OMPI è necessario che i singoli stati lo ratifichino e lo attuino. Infatti, il Trattato avrà conseguenze significative per quanto attiene all’accessibilità’ di testi fondamentali per l’educazione, la formazione e la crescita culturale delle persone beneficiarie in quei paesi in cui ancor oggi la loro fruizione è condizionata da difficoltà economiche e vincoli legali. Sarà più facile per i centri di produzione rispondere prontamente alle richieste degli utenti, ma sarà anche finalmente legale trasferire fuori dei suoi confini i libri prodotti in un dato paese. Ciò sarà particolarmente importante per i libri prodotti in lingue a larga diffusione, come l’inglese, lo spagnolo, il francese, il portoghese, il russo, il cinese, il bengalese, l’indonesiano, lo swahili ecc.

 

Il Trattato sarà particolarmente importante per quei paesi dove i servizi in favore dei ciechi e degli ipovedenti sono del tutto o in parte carenti. Questi paesi più poveri beneficeranno grandemente dell’accesso alle più ampie collezioni bibliografiche presenti in paesi più grandi e ricchi.

 

In conclusione, il Trattato di Marrakesh consentirà di ridurre la carenza di libri accessibili nel mondo e allo stesso tempo di rendere più agevole la produzione di libri accessibili in molti paesi dove ancora ciò non avviene. La creazione di una vasta area di interscambio ridurrà i costi ampliando il bacino di utenza e favorendo lo sviluppo culturale e sociale dei ciechi e degli ipovedenti.

 

Ma perché ciò accada è necessario che il Trattato sia sottoscritto, ratificato e attuato. È importante che i governi, le istituzioni educative, formative e culturali, i centri di produzione e le  organizzazioni rappresentative si attivino per trarre il massimo vantaggio possibile da questo nuovo strumento internazionale. Perché esso entri in vigore è richiesta la ratifica di 20 stati, dopo di che qualsiasi stato potrà aderirvi.

 

L’Unione Mondiale dei Ciechi è stata l’ispiratrice e la guida della campagna che ha richiesto l’impegno di ingenti risorse umane e finanziarie e l’Unione Europea dei Ciechi non è stata da meno. Il ruolo svolto dal Royal National Institute of Blind People (RNIB – il Regio Istituto Nazionale dei Ciechi) è stato determinante per ottenere il sostegno formale da parte del Parlamento Europeo, vincere l’iniziale freddezza della Commissione Europea e la pervicace riluttanza di quasi tutti gli stati membri dell’UE. Anche l’Unione italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti si è impegnata al massimo, inviando innumerevoli lettere ai ministri competenti e ottenendo alcuni utili incontri chiarificatori. Ora possiamo far conoscere  all’estero il ricco patrimonio bibliografico accessibile del Centro Nazionale del Libro Parlato e della Biblioteca Italiana per i Ciechi di Monza; ma anche per i ciechi e ipovedenti italiani sarà più facile richiedere all’estero i libri desiderati.

 

Anche da noi, dove vi è sempre stata una sensibilità positiva riguardo alla possibilità di trascrivere in Braille e registrare su supporto analogico i libri per i ciechi e dove tutte le eccezioni previste dalla Direttiva 2001/29/CE  sono state trasposte correttamente, il Trattato di Marrakesh porta qualcosa di nuovo: anche l’uso del  materiale su supporto digitale accessibile non è soggetto a vincoli o limitazioni e può essere liberamente fruito sia in Italia, sia all’estero.

 

Un’ultima considerazione riguarda l’atteggiamento degli editori, i quali avrebbero preferito risolvere la questione sulla base di una raccomandazione non vincolante che salvaguardasse la discrezionalità dell’autorizzazione. Il fatto è che ormai è ampiamente dimostrato che soltanto norme giuridiche obbligatorie garantiscono risultati certi e il rispetto della dignità intrinseca e dei diritti delle persone disabili.

 

Abbiamo dalla nostra la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità e intendiamo avvalercene con ragionevole determinazione ogniqualvolta siamo chiamati a difendere i nostri diritti..

 

Ottava Assemblea Generale dell’Unione Mondiale dei Ciechi, di Tommaso Daniele

Autore: Tommaso Daniele

Carissimi,

Vi comunico che si è tenuta a Bangkok (Tailandia), nei giorni 12-16 novembre 2012, l'ottava Assemblea Generale dell'Unione Mondiale dei Ciechi (World Blind Union – WBU).
Allo scopo di contenere le spese della partecipazione dell'Unione all'evento, la Direzione Nazionale ha deliberato che vi prendesse parte soltanto Paolo Colombo, il quale ha potuto votare per procura anche per conto degli altri nostri delegati: Giuseppe Terranova, Luisa Bartolucci, Giuseppe Bilotti, Ferdinando Ceccato e Giovanni Loche.
Tra gli argomenti in programma, la presentazione dell'iniziativa organizzata congiuntamente da Unione Mondiale dei Ciechi e Alleanza Internazionale sulla Degenerazione Maculare legata all'Età (AMDAI) per disinnescare la bomba a orologeria della perdita della vista dovuta alla degenerazione maculare legata all'età, in particolare in quei paesi dove attualmente c'è carenza di strutture sociali e sanitarie adeguate, fornendo alle organizzazioni nazionali e locali una serie di strumenti di supporto per la sensibilizzazione del pubblico e la pianificazione degli interventi.
Una sessione su disabilità ed emergenze ha permesso di esplorare i limiti nell'area della gestione delle emergenze e dei disastri per le persone cieche o ipovedenti, avvalendosi di esempi di alcuni paesi che hanno di recente sperimentato tali situazioni.
 Da segnalare anche una specifica sessione sul ruolo dei membri nazionali dell'Unione Mondiale dei Ciechi in un mondo in continuo cambiamento che ha dato l'opportunità di esaminare esempi di buone prassi su efficaci partenariati tra organizzazioni "di" e organizzazioni "per" non vedenti nonché con altre reti di organizzazioni delle persone con disabilità e su come rendere più professionale l'attività delle organizzazioni attraverso strutture democratiche.
Ancora una volta è stato dato risalto alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, illustrando l'importanza sia della relazione parallela e dell'inclusione in essa dei temi di interesse per le persone cieche, sia della creazione di reti regionali nelle quali operino promotori nazionali in rappresentanza dei membri nazionali dell'Unione Mondiale dei Ciechi al fine di favorire e monitorare l'attuazione della Convenzione stessa.
Sono stati poi approvati emendamenti allo Statuto e adottate risoluzioni il cui testo definitivo non è ancora disponibile.
Nel corso dell'Assemblea, infine, sono state svolte le elezioni per rinnovare le principali cariche dell'Unione Mondiale dei Ciechi . I seguenti sono gli attuali componenti dell'Ufficio di Presidenza:
Presidente: Arnt Holte, Norvegia
Primo Vice-Presidente: Fredric Schroeder, Stati Uniti
Secondo Vice-Presidente: Enrique Perez, Spagna
Segretario Generale: Rina Prasarani, Indonesia
Tesoriere: Ajai Kumar Mittal, India
Presidente uscente: Maryanne Diamond, Australia.

      Cordiali saluti.

IL PRESIDENTE NAZIONALE
(prof. Tommaso Daniele)