Nota AIFI, di Mauro Tavarnelli

Autore: Mauro Tavarnelli

In risposta dell’articolo “20 anni di incertezze e il diritto alla stabilizzazione dei Mft post 99: il lavoro del Comitato da gennaio 2019, di Giovanni Cancelliere” pubblicato sul Giornale Online in data 20 agosto 2019 (link: http://giornale.uici.it/20-anni-di-incertezze-e-il-diritto-alla-stabilizzazione-dei-mft-post-99-il-lavoro-del-comitato-da-gennaio-2019-di-giovanni-cancelliere/ )

Al Direttore del Giornale UICI
Roma, 21 novembre 2019
Egr. Direttore,
Le scrivo in merito all’articolo “20 anni di incertezze e il diritto alla stabilizzazione dei Mft post 99: il lavoro del Comitato da gennaio 2019” a firma di Giovanni Cancelliere (http://giornale.uici.it/20-anni-di-incertezze-e-il-diritto-alla-stabilizzazione-dei-mft-post-99-il-lavoro-del-comitato-da-gennaio-2019-di-giovanni-cancelliere/?fbclid=IwAR38A6MyuEUdtX0kayFSTNLJBSPLgqtV8aUziGB1ZPcYMCsAGR6Xpf2Hr7o), pubblicato il 19 agosto u.s.
Vorrei replicare soprattutto al passaggio: “Purtroppo non sono stati sufficienti al Ministro i 60 gg per emanare il Decreto attuativo del comma 538 per gli ostacoli portati dagli Ordini Professionali e dalle associazioni di maggior rappresentanza (A.M.R. tra cui A.I.F.I. una delle più osteggianti)”.
L’AIFI ha da sempre espresso la propria disapprovazione per le scuole che avrebbero dovuto essere chiuse con l’entrata in vigore della legge 42/99 e che invece sono ancora aperte, con il conseguente proseguo dei corsi regionali a cui hanno accesso persone senza alcuna disabilità visiva sfruttando la normativa per non vedenti ed ipovedenti, come giustamente sottolineato da Cancelliere quando sostiene “sfruttata per fini di lucro da soggetti privati”. Auspichiamo, tra l’altro, che si tratti dell’ultimo anno considerando che il comma 542 dell’art. 1 della Legge 145 ha abrogato l’art. 1 della Legge 403/71.
Tengo a precisare che AIFI non ha assolutamente tenuto atteggiamenti “osteggianti”, ma ha svolto il proprio ruolo di Associazione maggiormente rappresentativa partecipando ai Tavoli istituzionali con la esclusiva e dichiarata intenzione, resa pubblica in più occasioni, di distinguere i Massofisioterapisti con titolo conseguito dopo l’entrata in vigore della legge 42/1999, classificati oramai dalla giurisprudenza come “operatori di interesse sanitario”, dalla professione sanitaria di Fisioterapista, al fine di evitare una inaccettabile sanatoria che avrebbe leso anche i fisioterapisti non vedenti o ipovedenti e, soprattutto, la cittadinanza tutta.
AIFI ha sempre riconosciuto la validità dei titoli conseguiti da persone con disabilità visiva presso gli Istituti Statali per Ciechi Nicolodi di Firenze e Colosimo di Napoli negli anni successivi al 1999, in quanto i corsi furono prorogati dal DM 10 luglio 1998 e per questo da distinguere rispetto ad altri conseguiti da persone prive di disabilità visiva presso altri istituti privati, pur se regolarmente autorizzati da alcune Regioni; parimenti AIFI si è spesa ampiamente a fianco di UICI per rendere i test di ammissione al corso di laurea in Fisioterapia idonei alle specifiche condizioni delle persone non vedenti o ipovedenti.
Per quanto sopra ritengo inappropriata e fuorviante l’affermazione contenuta nell’articolo di Giovanni Cancelliere.

Il Presidente Nazionale A.I.FI.
Dott. Mauro Tavarnelli

27-10: La nostra assemblea tra riassunto e programmazione di fine mandato del Comitato Fisioterapisti e Massofisioterapisti, di Giovanni Cancelliere

Autore: Giovanni Cancelliere

Nella giornata di domenica 27 ottobre, come programmata da tempo, abbiamo svolto la nostra assemblea di categoria a latere del secondo stage del corso formativo O.M.N.I. organizzato dal nostro Comitato in Cofinanziamento con la Sede Centrale dell’I.Ri.Fo.r.

Alle ore 09,00 si componeva il tavolo di Presidenza composto dal Vice Presidente Nazionale U.I.C.I. Avv. Stefano TORTINI, dal Vice Presidente Regionale Abruzzo U.I.C.I. Sig. Antonello DI DEO, il Coordinatore Regionale Abruzzo dei FT e Mft Sig. Francesco CIARDONE, il sottoscritto e il Segretario Ufficio Lavoro Sede Nazionale Dott. Emanuele CECCARELLI per la verbalizzazione.

Si iniziavano i lavori con il saluto alla platea e agli ospiti in audioconferenza telefonica del Presidente Nazionale U.I.C.I. Prof. Mario BARBUTO impegnato a Milano su altri fronti istituzionali e impossibilitato a partecipare direttamente di persona; il Sig. DI DEO portava i saluti del Presidente Regionale Abruzzo Sig. Santino DI MARCANTONIO assente per motivi familiari; il Vice Presidente Nazionale introduceva l’inizio dei lavori con un resoconto di quelle che riteneva fossero state le fasi più importanti dell’iter di mandato sviluppato fino a questo momento.

Nella nostra  relazione da me letta c’è il sunto di tre anni impegnativi che questo Comitato ha dovuto affrontare su tematiche delle tre componenti rappresentative del bacino associativo dei fisioterapisti e massofisioterapisti:

  • Riguardo le figure equipollenti si è discusso delle criticità per le iscrizioni agli Ordini Professionali e relativi Collegi; disparità di trattamento economico, inquadramento giuridico sul territorio nazionale;
  • Riguardo ai Massofisioterapisti post-99, tutte le novità riguardante gli elenchi speciali a norma del Decreto Attuativo D.M. 9 agosto 2019 del Comma 537 art. 1 legge 145/2018;
  • Riguardo a vecchi e nuovi laureati in fisioterapia tutto quello che riguarda le difficoltà di entrata nel mondo del lavoro e della mancanza di accessibilità tecnologica per la formazione universitaria;
  • Le problematiche riassuntive di una società che si va sempre più involvendo sulle tematiche culturali e sociali nei confronti del mondo delle disabilità che ne fa scaturire una marginalità sempre più profonda dei non vedenti sotto aspetti di benessere bio psico sociali.

Si è data lettura della relazione del Collega Dott. Alfio PULVIRENTI dei tre anni concomitanti di questo Comitato come nostro portavoce in A.I.Fi.

È stato un piacere  di aver ospitato il Dott.  Donato CAVALLUZZO Presidente della Federazione Nazionale dei Collegi dei Massofisioterapisti (F.N.C.M.), il Dott. Alessandro QUARTI esponente di F.N.C.M. del ramo Osteopatia e la Dr. FT Patrizia GALANTINI esponente del Direttivo dell’Associazione Italiana dei Fisioterapisti (A.I.Fi.); con rammarico non è stato possibile avere in sala il Presidente della FNO TSRM-PSTRP Dott. Alessandro BEUX per impegni istituzionali e la Dott.ssa Paola SHUMACHER Presidente del Registro Osteopati Italiano (R.O.I.). per altri impegni improrogabili.

Dopo la lettura della nostra relazione, che allegherò a piè pagina a questo articolo, hanno portato il loro contributo alla discussione ognuno per competenze e punti di vista delle parti associative di rappresentanza.

Le parti presenti hanno riconfermato la volontà di proseguire il cammino intrapreso da oltre una decade con l’Unione, un rapporto che col tempo si è sempre più saldato nel rispetto anche di quello che ci vede non completamente in accordo ma valorizzando quello che ci unisce.

La Dr.FT Patrizia GALANTINI ha relazionato sul lavoro e l’aiuto concreto che la figura del collega Alfio PULVIRENTI ha svolto in Direzione Nazionale A.I.FI. in rappresentanza dell’Unione e portando le istanze come portavoce di questo Comitato, ribadendo la puntualità e l’incisività delle sue azioni; ha ribadito la fondamentale necessità dell’Albo di Professione, non venendo meno a rispondere sulle criticità legate alla dismissione dei RAMR per legge e della vacatio creata per lo smaltimento delle richieste di iscrizione delle domande inevase e che potrà riprendere dopo le composizioni delle Commissioni di Albo; ha confermato che la trasformazione di A.I.FI. in Associazione Tecnico Scientifica è già in atto e che il contributo del collega CASSIOLI, da noi segnalato e dal Presidente BARBUTO  delegato, potrà apportare come “valore aggiunto” alla professione fisioterapica del futuro e al lavoro scientifico dell’associazione che troverà pieno compimento nella primavera prossima.

Il Presidente CAVALLUZZO ha centrato il suo intervento sul lavoro svolto in pieno accordo con l’Unione, attraverso questo Comitato, sia sulle relazioni del passato con i Comitati che ci hanno preceduto, sia sul lavoro svolto in questi due anni gomito a gomito sui tavoli ministeriali in difesa di una professionalità, quella del Massofisioterapisti,  molto spesso vilipesa  da una gogna mediatica al limite della querela; ha puntualmente informato la platea sulle azioni che vedranno impegnate F.N.C.M. nei prossimi mesi come RAMR degli elenchi speciali e su come implementare il riconoscimento di altre figure afferenti alla sanità non ancora normate.

Il collega Dott. QUARTI ricostruiva la storia delle varie associazioni e scuole formative in osteopatia, evidenziando una eterogeneità espansa che rallenterà l’identificazione dei titoli propedeutici all’equipollenza di un futuribile titolo di professione sanitaria in osteopatia dove, oltre al contenitore dell’art.7 della legge 3/2018, non esiste ancora nessun contenuto come decreto identificativo di professione (Ministero della Salute), come piano formativo universitario (M.I.U.R.), come pianificazione ed integrazione delle piante organiche del comparto sanitario soprattutto pubblico (Min. Lavoro, Consulta stato Regioni, Ministero della previdenza Sociali e delle politiche assistive alla disabilità): tutto questo fa comprendere che tutto sembra  molto futuribile con tempi molto variabili.

La platea ha partecipato con spunti, curiosità e domande fatte al tavolo di Presidenza e agli ospiti, confrontandoci nelle richieste di conoscere e sapere ciò che oggi sta avvenendo nella nostra professione; con nostra grande felicità erano presenti anche due studenti di due corsi di laurea differenti, uno al secondo anno del corso nella sede distaccata di Bolzano della facoltà di Medicina dell’Università di Ferrara è una studentessa al terzo anno di corso presso la Facoltà di Medicina di Firenze che hanno portato la loro diretta esperienza di studenti con disabilità visiva e le difficoltà che hanno e devono affrontare per portare a compimento il percorso formativo, senza però far mai trasparire ripensamenti sulle scelte effettuate per un loro impegno come professionisti sanitari.

Si procedeva alla votazione della relazione presentata dal Comitato ed ad unanimità riceveva il voto della platea.

Successivamente si portavano a conoscenza degli obiettivi  in programmazione in questo scorcio finale di mandato, qui sotto riportati:

Formazione:

  • Organizzazione open Day presso le facoltà di medicina che hanno già dato l’opportunità dell’accessibilità ( Firenze, Bolzano, Torino ) e prendere contatti attraverso i delegati dai rettori alle disabilità di altre università.

Lavoro:

  • Visto le condizioni di disparità di inquadramento tra figure equipollenti della stessa area  del comparto sanitario pubblico e privato, si consiglia di elaborare una richiesta di una circolare al ministero della salute per inquadrare con la stessa dicitura di “Fisioterapista equipollente” le figure afferenti all’art. 1 Tabella B del: DECRETO 27 luglio 2000: Equipollenza di diplomi e di attestati al diploma universitario di fisioterapista, ai fini dell’esercizio professionale e dell’accesso alla formazione post-base”. Altra formula sarebbe il numero identificativo degli Ordini Professionali del Collegio di appartenenza di tutti i professionisti sanitari.

Tale necessità viene evidenziata con la nascita degli Ordini professionali e l’iscrizione all’Albo corrispondente dei Fisioterapisti.

  • Richiesta di interazione tra INVAT (istituto Nazionale valutazioni ausili e tecnologie) e Agenzia delle Entrate  al fine di rendere accessibile ai non vedenti l’erogazione della fatturazione elettronica.

Dopo la pausa si riprendeva con gli interventi dei Coordinatori territoriali presenti che portavano a conoscenza della platea e della dirigenza al tavolo della situazione e delle istanze dei soci dai territori di appartenenza, rimarcando i bisogni e le criticità  che venivano puntualmente prese in carico e verbalizzate,

Alle 13,00 si chiudevano i lavori.

Abbiamo constatato l’importanza di questi momenti assembleari per una riconnessione di esperienze e di conoscenze che preparano all’agire del futuro: non solo un riscontro interno ma il confronto con associazioni esterne non possono che apportare, ma anche dare, nuova linfa alle idee che serviranno a sostenere il lavoro nel prossimo anno fino alla fine di questo mandato ma lasciando una programmazione di contiguità con gli interlocutori del prossimo Comitato.

Il Prossimo Comitato del mandato 2020/2024 che, dopo ogni Congresso, e dopo le nuove nomine dei 19 coordinatori regionali e dei 2 delle PP.AA, dovrà esprimere un rinnovamento dei suoi componenti, dove noi 5 ci auguriamo e auspichiamo ci siano persone con competenze e professionalità al passo delle sfide che attendono i non vedenti impegnati nel mondo sanitario; da oggi, ma già da ieri, dobbiamo comprendere che il nostro lavoro è sempre meno subordinato e di tutela e molto di più verso la professione autonoma con le criticità che la supportano.

Il rinnovamento non deve essere solo nei nomi ma, soprattutto, nelle competenze nuove che servono per difendere e affrontare le sfide delle prossime generazioni dei professionisti sanitari, questo è il nostro monito ai Consigli e ai Presidenti Regionali quando individueranno loro direttamente o ancor meglio saranno indicate dalle assemblee dei soci, le persone che dovranno riprendere in mano il lavoro che con molto sacrificio ma con enorme felicità siamo riusciti a completare: avremmo potuto fare meglio ma siamo tranquilli che abbiamo fatto il meglio delle nostre forze, promettendo di continuare a lavorare fino a che le regole statutarie e le indicazioni della Direzione Nazionale lo permetteranno per norma associativa.

Relazione assemblea

Care colleghe e colleghi, ringraziando in anticipo gli ospiti che sono presenti in sala, salutando chi non ha potuto partecipare per motivi di impegni già presi, e le nostre istituzioni interne che, dal nostro insediamento, non hanno fatto mai mancare il loro sostegno ma, col tempo, dimostrando della validità dal nostro lavoro prodotto in questi tre anni di attività, ha potuto usare il risultato del nostro lavoro con gli interlocutori politici e istituzionali in difesa delle categorie da noi salvaguardate.

Siamo stati impegnati su diversi fronti visto la pluralità di figure professionali che lo stesso Comitato rappresenta all’interno dell’Unione:

Massofisioterapisti equipollenti al diploma di laurea in fisioterapia a norma del D.M. Sanità 27 luglio 2000;

Massofisioterapisti post riforma 17 marzo 1999;

Laureati in fisioterapia.

Tre tipologie di interessi da difendere e rappresentare, che nel resto del così detto mondo delle persone normali erano e sono in continuo contrapposizione tra loro.

Il comitato composto da chi vi parla, dalla collega Samantha DE ROSA coordinatrice del Friuli V.G, dai colleghi Luigi AMMIRATA coordinatore della Sicilia, Salvatore ANGIARI del Veneto, Francesco CIARDONE dell’Abruzzo, si è incontrato in audioconferenza 16 volte, una volta in modalità residenziale nella sede centrale nel febbraio scorso e abbiamo indetto due riunioni, sempre in audioconferenza, con tutti i coordinatori regionali: l’esperienza della seconda audioconferenza con la piattaforma vodafone ci ha fatto desistere dal continuare e abbiamo preferito interagire con whatsapp per le  comunicazioni da e per i territori.

Nell’atto di insediamento a settembre 2016 è stato richiesto un’indagine conoscitiva della situazione formativa, occupazionale dei soci interessati; tale rilevazione è stata effettuata tra novembre 2016 e aprile 2017 coinvolgendo le strutture provinciali e regionali. Tale rilevamento è stato messo a confronto del precedente effettuato nel 2012 ed ha prodotto le seguenti considerazioni:

– nel nostro ambito sono presenti disoccupati, fenomeno sconosciuto fino a qualche anno fa;

– il numero delle assunzioni conforme alla legge 29/1994 sono insufficienti, la legge  non ha dato l’esito positivo sperato anche con l’aiuto delle circolari del ministero della prevenzione e politiche sociali e del lavoro n. 21 del 2015;

– chi ha conseguito il diploma  dopo il 1999 (massofisioterapisti) presso le scuole Statali Nicolodi di Firenze e Colosimo di napoli, in deroga a quanto accordato dal D.M. 10 luglio 1998, ha deciso di lavorare autonomamente, rivolgendo il proprio sguardo nel mondo olistico o frequentando le scuole di osteopatia, vista l’impossibilità ad usufruire delle leggi di tutela del lavoro protetto, esclusiva nell’ambito sanitario, oppure ha abbandonato e si è rivolto verso la formazione dell’operatore telefonico o delle nuove figure di audio operatore con aspettative occupazionali, a loro modo di vedere, più facilitate.

– chi lavora nel pubblico impiego ha difficoltà a usufruire dei mezzi tecnologici per la cartella elettronica o i documenti delle intranet aziendali evidenziando l’elusione della legge 4/2004 da parte delle aziende sanitarie;

– ci sono ancora colleghi anche nel pubblico impiego che percepiscono stipendi più bassi in quanto inquadrati in fascia c anche se il loro titolo è equipollente e dovrebbero di diritto essere inquadrati in fascia d;

– a tanti colleghi è negata l’opportunità di usufruire dei giorni per la formazione e.c.m. non solo nel mondo del lavoro privato ma anche dalle aziende pubbliche.

Chi ha partecipato alla raccolta dati? Sul totale dei questionari distribuiti il 20% non ha partecipato alla rilevazione, di coloro invece che hanno partecipato

Il 60% ha tra i 20 e i 35 anni di lavoro;

Il 25% ha tra i 19 e i 10 anni di lavoro;

Il 12% ha meno di 10 anni di lavoro;

Il 3% risulta inoccupato.

Questi dati dimostrano che se non adopereremo politiche che obbligheranno le università, gli enti del lavoro ad ottemperare alle leggi sulle accessibilità che lo stato è obbligato a far rispettare, nel giro di 15 anni non esisterà più una professione che è stata un pilastro dell’integrazione, autonomia e benessere bio-psico-sociale del non vedente; da contro dobbiamo far comprendere ai nostri ragazzi che non ci sono solo diritti, ma, come l’età ci ha insegnato, il non vedente deve impegnarsi in questa società dai tratti indifferenti o di fastidio verso chi è stato meno fortunato, maggiormente di chi è considerato normale proprio perché le tecnologie assistive sono considerate dalla nostra politica un costo e non un investimento verso i propri cittadini da permettere una pari competizione.

Il secondo atto di questo comitato è stato la verifica che tutte le regioni abbiano attivati gli albi a norma del decreto attuativo n. 775/94 della legge dell’11 gennaio 1994 n 29, senza tale istituzione non è possibile verificare se esistono persone che hanno diritto all’assunzione di fisioterapisti non vedenti e neanche pretendere dalle aziende sanitarie di bandire concorsi per non vedenti: calabria e sardegna non hanno dato comunicazione di istituzione e invece in tre regioni è stato verificato che non è mai stato istituito e parliamo di friuli v.g, valle d’aosta e molise. La basilicata lo ha istituito il giugno 2017.

Il lavoro svolto nel 2017, inizialmente, ci ha impegnato a stilare opportunamente delle proposte di revisioni alla legge 29.94 e presentare il risultato in Direzione che lo ha fatto suo: tale lavoro ha visto la partecipazione allargata del collega Olindo ALCINI della regione Umbria. Oggi è presente una proposta di modifica alla 29.94 (pr. 595 del 10 maggio 2018) presso la camera dei deputati della repubblica a firma dell’on. Mandelli e dal 7 agosto 2018 è all’attenzione della XII Commissione degli affari sociali; è necessario rendere attuale ed attuabile quella che è nata già come legge monca, come tutti noi sappiamo.

Il lavoro di concerto con A.I.FI. in questi tre anni è stato incentrato nel limitare i danni prodotti dall’uso distorto di una legge di tutela del non vedente come la 403/71 ma sfruttata per attività lucrative di scuole private con la benevolenza di alcune regioni di cui la capofila l’umbria; un meccanismo che in talune situazioni ha visto l’iscrizione al terzo anno del D.U. in fisioterapia, bypassando ogni regola e legge della formazione del professionista sanitario, trovando alcune università compiacenti per mera cassa: l’Unione è intervenuta più volte a fianco di A.I.FI, in tutte le sedi istituzionali, ministeriali, regionali per denunciare il mercimonio di titoli che oggi non sono più spendibili nel mondo sanitario, promettendo scorciatoie che per pochissimi casi ha visto un proseguo, soprattutto per la contrapposizione di A.I.FI. attraverso le denunce ai T.A.R: oggi pensiamo di aver speso bene il nostro tempo impegnandoci con gli interlocutori politici e ha prodotto, tramite la legge 145/2018 art. 1 comma 542, l’abrogazione dell’art.1 della legge 403 del 1971.

Nel giorno del nostro insediamento abbiamo dichiarato che due sarebbero state le priorità che avrebbero contraddistinto il nostro lavoro:

Accessibilità al D.U. in fisioterapia

Difendere i soci più fragili, parliamo dei post 99.

-valorizzare il cammino iniziato con A.I.FI. dai precedenti Comitati  sull’accessibilità ai test di ingresso, migliorando anche le lacune sul percorso formativo che i delegati alla disabilità delle varie università hanno manifestato in un convegno tenuto a milano nel luglio 2018 e che non trova molta sensibilità e interesse presso i vari rettori tranne in alcuni casi sporadici: ricordiamoci sempre che esistono leggi che vengono giornalmente eluse.

Su questi temi mi preme ricordare il lavoro svolto con la sede regionale U.I.C.I. Toscana per confermare la convenzione con l’università e la facoltà di medicina di firenze di ventennale durata, il supporto tiflologico dato ai ragazzi da I.Ri.Fo.R. Toscana; il lavoro svolto dal Presidente Provinciale U.I.C.I. di Bolzano Valter CALÒ con l’università di quel territorio nel permettere a due non vedenti di competere alla pari con i colleghi vedenti attraverso i test di ingresso al d.u. in fisioterapia, uno di loro è passato, è iscritto e sta proseguendo gli studi; con questo non vengo a dire che i problemi sono stati risolti, anzi, le barriere che ogni giorno è costretto a superare e che non sarebbe stato in grado di superare se non fosse stato supportato da Valter CALÒ; l’accessibilità è presente anche attraverso l’università di Torino, dove con il lavoro fatto in accordo con la delegata alla disabilità Prof.ssa PAVONE sono stati esclusi i test di logica figurativa e geometrica sostituiti con test descrittivi con identico valore logico, avvalendosi dell’autonomia amministrativa e organizzativa che ogni università può adottare. Questo ci fa comprendere che i tentennamenti  del Ministero MIUR e del CINECA purtroppo oggi possono essere superati non dall’attuazione delle leggi, ma dal buon senso degli interlocutori con cui interagiamo, questo è il limite con cui oggi dobbiamo noi fare i conti e domani saranno chiamati chi seguirà questo faticoso percorso.

-sui post 99 dobbiamo fare un inciso importante: la mancanza di riformulare i piani formativi delle scuole statali per non vedenti che il miur nel 1998 aveva preso impegni di fare, sempre attraverso il D.M. 10 luglio 1998 ma mai effettuato, lasciando campo al proliferare nel tempo di istituti privati che nulla hanno a che fare con la formazione dei nostri ex istituti, ha comportato l’idea che stavamo parlando della stessa cosa perchè assemblati sotto il tetto della 403/71; avevamo un dovere morale, quello di mettere in sicurezza i posti di lavoro dei pochi che erano riusciti a farsi assumere o di coloro che avevano investito dei soldi in piccole attività ambulatoriali e che avrebbero potuto subire problemi amministrativi e tacciati di abusivismo della professione sanitaria, non è una sanatoria ma solo serenità nel presente e nel futuro di ritrovarsi in difficoltà per colpe non commesse: fino al 31.12 è aperta sulla piattaforma degli ordini professionali la procedura che il D.M. Salute 9 agosto 2019 ha sancito la possibilità di iscriversi negli elenchi speciali. Su questo tema, abbiamo speso molto tempo noi con l’ufficio lavoro e qui bisogna fare un ringraziamento alla F.N.C.M. del Presidente CAVALLUZZO che, con il nostro interloquire, abbiamo osteggiato nei tavoli ministeriali del 2018, la possibilità e il tentativo degli istituti privati, nascosti dietro sigle associative e la compiacenza di dirigenti ministeriali, di formulare bozze di progetti di legge che avrebbero sostituito in pratica la 403/71 in odore di abrogazione e questo interloquire è continuato anche quando siamo stati chiamati nella formulazione del decreto attuativo istitutivo degli elenchi speciali a norma della legge 145/2018 art.1 comma 538: su questo punto si sono persi sei mesi riducendo i tempi operativi per le pre iscrizioni a soli tre mesi invece dei nove che avrebbero dovuto essere; abbiamo appreso con soddisfazione che A.I.FI. rinuncerà a ricorrere su l’istituzione degli elenchi speciali.

L’attività del nostro comitato è stato assorbito nel biennio 2017/2018 nello sviluppare proposte fattibili sotto forma di emendamenti necessari a chiudere il cerchio sui nostri post-99 nel quadro generale della proposta di  legge Lorenzin divenuta tale ma stralciati all’ultimo momento dalla stessa ex Ministro vanificando almeno 4 mesi di trattative, correzioni e contro correzioni; dai tavoli ministeriali di cui ho già accennato prima, senza nessun risultato utile se non quello di bloccare quella si una sanatoria sulle scuole di massaggio.

Dopo l’apertura delle procedure per le pre iscrizioni a norma del D.M. Salute 13 marzo 2018 abbiamo eguito gli sviluppi attuativi della piattaforma per l’iscrizione agli ordini professionali, evidenziando, sollecitando, denunciando a chi di competenza che tale piattaforma non era e in parte non lo è accessibile ai non vedenti. Abbiamo chiesto e messo a disposizione la competenza del nostro gruppo INVAT sia al presidente beux come committente, sia all’azienda Datakey concessionaria della piattaforma digitale degli ordini professionali; non voglio sembrare uno che si lamenta ma le parole hanno un peso specifico e quando alla fine della fiera ci siamo ritrovati con una pagina dedicata sulla piattaforma con questa dicitura: “pagina per ipovedenti” fa comprendere che non è chiaro, forse,  ancora, che esistono professionisti sanitari non vedenti…. Lo ribadiamo, esistiamo.

Qualcuno dovrà spiegarci come mai ci sono domande nelle pre iscrizione ferme dal 2018, titoli equipollenti presi negli anni ottanta e novanta presso gli istituti per ciechi italiani e senza polemica vorremmo ribadire che tale ferma mi sembra preventiva e chi deve dare risposte non ha i mezzi conoscitivi delle leggi nazionali e regionali istitutivi dei corsi pre riforma per non vedenti: ci mettiamo a disposizione anche in questo caso pur di sbloccare questa contraddizione sapendo che ci avviciniamo alla scadenza già del secondo anno di iscrizione e il pagamento del terzo anno.

In questi tre anni, come da accordi presi in passato con A.I.FI, nella D.N. è presente  e partecipa ai lavori il collega Alfio PULVIRENTI come portavoce di questo Comitato di categoria, un tres d’union fondamentale, mi dispiace che non è presente, ma leggeremo la sua relazione più tardi; Alfio è stato fondamentale in questo periodo di transizione di A.I.FI da Associazione di categoria  ad Associazione Tecnico Scirntifica, nel far comprendere la necessità di una figura professionale importante come quella di Daniele CASSIOLI nel gruppo del C.T.S. di A.I.FI. essendo un fisioterapista non vedente con competenze importanti e che potrà portare il suo contributo come professionista non vedente.

Il comitato crede nella formazione continua dei professionisti e per tale ragione ha deciso che gli eventi proposti, sia nel 2017/18 e quella tutt’ora in svolgimento, dovevano indirizzarsi verso campi tecnico-pratici specifici della professione evidenziando l’etica dell’aggiornamento e non sminuendo l’idea della formazione continua in medicina con la raccolta dei punti mira lanza molto in voga in italia, distruggendo il principio morale che non basta solo un titolo universitario per produrre salute ma lo stare al passo con le conoscenze aggiornate per continuare a svolgere una professione bellissima come quella riabilitativa.

La lorenzin ha aperto una finestra nel dichiarare professioni sanitarie quella dell’osteopata e del chiropratico, dall’11 gennaio 2018 l’articolo 7 è ancora tutta teoria; ci sono visioni differenti se validare tali professioni come specializzazioni del titolo del fisioterapista o come professione autonoma con una propria formazione universitaria, quindi un’autonoma identità dal fisioterapista. Riguardo la chiropratica non ci sono neanche gli albori di una discussione, visto che tale pratica è, in Italia, in mano ai medici; la seconda è in uno stato più avanzato ma ancora con certezze lontane, il collega dott. QUARTI di FNCM ci potrà oggi chiarire come stanno le cose dal suo punto di vista, visto anche l’assenza della Presidente Schumacher del R.O.I. La nostra idea è rivolta ad una figura autonoma, potrebbe profilarsi la possibilità per i non vedenti di avere un ulteriore sbocco lavorativo nelle professioni sanitarie.

Questo è quello che abbiamo fatto è che stiamo continuando a monitorare ma che dovrà portarci a sviluppare proposte nuove e concentrarci verso le professioni sanitarie, visto che gli strascichi del passato sono stati in parte chiusi con gli elenchi speciali e la chiusura dei nostri istituti ormai da 10 anni. In questo siamo determinati: vogliamo evitare che per imperizia, ignoranza, elusione dell’uso delle tecnologie assistive e delle leggi nazionali ed europee si vieta al non vedente l’autonomia di scegliere di lavorare nel mondo sanitario.

Vorrei che questa sala sappia che il nostro lavoro, seppur consultivo nell’organizzazione statutaria dell’Unione, non avrebbe prodotto tutto questo se non ci fosse stato la volontà di ascoltare da parte del Vicepresidente Avv. Stefano TORTINI, non solo per motivi puramente di obbligo istituzionale visto che funge da responsabile delle attività di questo Comitato, ma perché ha compreso che un settore così specifico e tecnico, nel panorama associativo, meritava per quanto possibile una certa autonomia di lavoro seppur restando nel quadro statutario e  organizzativo associativo.

Altro interlocutore fondamentale è stato il Vicepresidente della sede centrale I.RI.FO.R Massimo VITA, ha messo a disposizione le professionalità del personale dell’istituto nel momento che ha compreso della bontà delle nostre proposte formative dando risalto alla professione dei fisioterapisti.

Ringrazio il Presidente, impegnato nell’E.B.U.(l’Unione delle Associazioni dei non vedenti Europei) per la pazienza che ha sviluppato nei miei confronti visto la mole di e-mail che ho costretto a fargli leggere in questi anni e per il sostegno politico alle proposte sviluppate  da questo Comitato.

Grazie.

Assemblea Generale dei Fisioterapisti e Massofisioterapisti UICI

Domenica 27 ottobre 2019 dalle ore 8,30 alle ore 13,30, presso la Sala Blu dell’Hermitage Hotel di Silvi Marina (TE), si terrà l’Assemblea Generale Nazionale dei soci Fisioterapisti e Massofisioterapisti dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti con il Programma seguente:

ore 8.30 Insediamento degli Organi assembleari;

ore 8.45 intervento del Presidente Nazionale dell’U.I.C.I., Prof. Mario Barbuto;

ore 9.00 Intervento del Vice Presidente Nazionale dell’U.I.C.I. e Referente delle attività del Comitato Tecnico-scientifico dei Fisioterapisti e Massofisioterapisti U.I.C.I., Avv. Stefano Tortini;

ore 9.10 Relazione del Coordinatore del Comitato Tecnico-scientifico dei Fisioterapisti e Massofisioterapisti U.I.C.I., Dott. Giovanni Cancelliere;

ore 9.30 Intervento del Presidente del Comitato Centrale della Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Sanitarie, Dott. Alessandro Beux;

ore 9.45 Intervento del Presidente del Registro degli Osteopati D’Italia, Dott.ssa Paola Sciomachen;

ore 10.00 Intervento del Presidente dell’Associazione Italiana Fisioterapisti, Dott. Mauro Tavernelli;

ore 10.15 Intervento del Presidente Federazione Nazionale dei Collegi dei Massofisioterapisti, Dott. Donato Cavalluzzo;

ore 10.30 Relazione del Portavoce del Comitato Nazionale FT & MFT presso la Direzione Nazionale A.I.F.I., Dott. Alfio Pulvirenti;

ore 10.45 Discussione e approvazione della relazione del Coordinatore;

ore 11.15 Relazioni dei Coordinatori Regionali U.I.C.I.: confronto e dibattito;

ore 12.30 formazione e mondo del lavoro tra vecchie e nuove professioni sanitarie: dibattito;

ore 13.30 Conclusione dei lavori e saluto finale.

Per gli argomenti in programma e per la presenza di ospiti istituzionali importanti, raccomandiamo il coinvolgimento e la presenza degli associati e di ulteriori uditori interessati alle tematiche del mondo delle professioni sanitarie legate alla disabilità visiva.

20 anni di incertezze e il diritto alla stabilizzazione dei Mft post 99: il lavoro del Comitato da gennaio 2019, di Giovanni Cancelliere

Autore: Giovanni Cancelliere

Il Comitato Nazionale dei Fisioterapisti e Massofisioterapisti, nella sua volontà consolidata di informare i soci di categoria sugli ultimi avvenimenti, è lieto di comunicare che finalmente un quadro giuridico certo accompagnerà i Massofisioterapisti post riforma 1999 da oggi in poi.

Sappiamo tutti cosa in questi ultimi 27 anni è avvenuto, dalla riforma delle professioni sanitarie del 1992, la riforma del sistema sanitario nazionale del 1999, con i nuovi profili sanitari universitari e le chiusure delle scuole a fini speciali, l’annullamento del mansionario, la messa in esaurimento del profilo di Massofisioterapisti con declassamento a figure giuridiche non sanitarie da riordinare, l’inadempienza dello Stato e dei Dicasteri della Sanità e del M.I.U.R. nei confronti dei non vedenti per aver deliberatamente evitato di disciplinare e attuare il Decreto interministeriale 10 luglio 1998 attraverso la ridefinizione dei piani formativi degli Istituti Statali per Ciechi del Nicolodi di Firenze e Colosimo di Napoli; quest’ultima problematica ha comportato un arretramento rispetto alle potenzialità di inserimento nel mondo del lavoro di non vedenti, attraverso il collocamento obbligatorio.

Il cimentarsi dei non vedenti con il Profilo sanitario del fisioterapista con formazione universitaria, ha determinato un vero balzo culturale, lasciando insoluto il problema degli Istituti per Ciechi con la loro scomparsa e la nascita di corsi regionali per Massofisioterapisti che le regioni Umbria e Abruzzo in primis e altre con minor successo, hanno attuato rifacendosi all’art. 1 della legge 403 del 1971 nata per noi ma sfruttata per fini di lucro da soggetti privati.

La legge Lorenzin, attraverso il Ministro stesso, come vi abbiamo informati in passato, è stata sorda nell’accettare alcuni emendamenti da noi prodotti con soluzioni che avrebbero evitato di far diventare abusivi i colleghi non vedenti che dopo il 99 si sono diplomati attraverso gli Istituti Nicolodi e Colosimo.

La nostra tenacia non si è obnubilata davanti ai pericoli prodotti dalla Lorenzin per molti colleghi che, in questi anni, con propria fatica, lavorano con partite IVA o hanno aperto dei piccoli ambulatori investendo risparmi e anche competenze: dall’11 gennaio 2018 risultavano degli abusivi della professione sanitaria per conto della Legge 3/2018; in quest’anno e mezzo noi come Unione e le altre associazioni di Massofisioterapisti abbiamo voluto con determinazione il confronto con il nuovo esecutivo e la volontà di salvaguardare posti di lavoro che erano considerati alla stregua di delinquenti.

Abbiamo trovato apertura da parte della Ministro Grillo e dai dicasteri interessati all’emanazione della Legge di Bilancio 145/2018 per l’anno 2019 e come venivano determinati ed enunciati 3 commi dell’art. 1 fondamentali, cioè il 537, 538, 542:

il 537 indica l’istituzione degli elenchi speciali, le modalità per iscriversi alle liste speciali di salvaguardia che avverrà con data ultima il 31 dicembre 2019;

il 538 individua in 60gg necessari alla Ministro GRILLO per emanare il decreto attuativo degli elenchi speciali;

il 542 con un impegno importante da parte dell’Unione per abrogare l’art. 1 della 403/71 facendo terminare il mercimonio dei corsi regionali, compromettendo e aggravando il futuro lavorativo di altri ragazzi, senza intaccare i restanti articoli che qualificano la 403 quale legge di tutela per i non vedenti anche se desueta.

Purtroppo non sono stati sufficienti al Ministro i 60 gg per emanare il Decreto attuativo del comma 538 per gli ostacoli portati dagli Ordini Professionali e dalle associazioni di maggior rappresentanza (A.M.R. tra cui A.I.F.I. una delle più osteggianti); Siamo stati impegnati con un tiro e molla da febbraio in poi al Ministero della Salute, per questo si ringraziano il Vice Presidente avv. Stefano Tortini e coloro che hanno partecipato alle riunioni ministeriali quando mi era impossibile raggiungere Roma per motivi lavorativi: un vero lavoro di squadra.

Dopo tante riunioni in conclave con i dirigenti del Ministero, incontri singoli  per Associazione con il responsabile della segreteria della Ministro dr. Spirandelli (sperando che qualche rappresentante vacillasse), quando sembrava, al 12 di luglio, che tutto era ormai definito, un ultimo colpo di coda da parte di chi è stato sordo, cieco e muto nei nostri confronti, infischiandosene del bene comune per un principio di parte, ha tentato ulteriori incontri, cercando di dividere il fronte ma con scarsi risultati e dove nessuno, in quel caso, si è presentato; il decreto uscito è, come succede spesso in politica, una via di mezzo, ma con buona propensione a mettere fine ad un annoso problema che va avanti da tanto tempo; si ringrazia il Ministro dott.ssa Giulia Grillo per aver trovato un modo per accontentare le parti anche se con qualche “mal di pancia” da parte di tutti ma soprattutto di Co.Na.P.S. e della Federazione degli Ordini delle Professioni Sanitarie; al rientro dalle ferie, saremo impegnati su come affiancare i RAMR per le verifiche delle domande che arriveranno sulla piattaforma degli Ordini Professionali (si consiglia di leggere il decreto attraverso la ricerca su google della seguente dicitura: D.M. Salute 9 agosto 2019).

Quello appena descritto è il lavoro più importante che il Comitato, ad oggi, riteniamo abbia fatto da quando si è insediato senza contare che, per il secondo anno consecutivo produrrà un percorso formativo Tecnico pratico importante di 48 ore che partirà il prossimo 20 settembre; attraverso un questionario abbiamo chiesto a persone a noi vicine, un parere su possibili argomenti da trattare per il 2020 in ambito formativo, ci sono giunte 49 segnalazioni di interesse. Faremo in modo di implementare anche per il 2020 un corso di formazione avendo interagito direttamente con gli stakeholder per una forma più partecipata di interessi prima del congresso nazionale e della nostra rimessa del mandato 2016/2020.

L’8 giugno l’Unione è stata invitata a partecipare ai 60 anni della nascita di A.I.F.I: in quella sede abbiamo ribadito che la nostra collaborazione è importante ma va anteposta la trasparenza delle idee e la difesa degli associati, che, in questi 10 anni di collaborazione tra le due associazioni, hanno trovato spunti in comune ma, anche divergenze di opinioni su argomenti imprescindibili come gli elenchi speciali e questo deve portare ad una matura accettazione di diversi interessi da difendere: convergenti e divergenti; questo è quello che deve fare chi è chiamato alla rappresentanza.

Segnaliamo che a maggio 2018 è stata presentata in Parlamento una proposta di legge di modifica della legge 11 gennaio 1994 n.29 ed è attenzionata da parte delle competenze politiche dell’Unione.

Abbiamo verificato che è in discussione nella consulta Stato-Regioni l’attuazione dell’art.7 legge 11 gennaio 2018 n. 3 riguardo alle professioni dell’Osteopata e del Chiropratico: il primo è ad un buon punto mentre il secondo è ancora lontano visto che al momento è una pratica medica e vi potrete fare un’idea su cosa implica andare a togliere una pratica dalle mani dei medici.

Speranzosi di aver fatto una comunicazione efficace, i componenti il Comitato si avvarranno di questo strumento per gli aggiornamenti sul lavoro che verrà approntato in futuro.

Matera 19 agosto 2019

Corso di laurea in fisioterapia, di Antonio Quatraro

Autore: Antonio Quatraro

Anche quest’anno l’Università di Firenze ha aperto le iscrizioni al corso di laurea in fisioterapia, riservando 5 posti a candidati con disabilità visiva.

Verranno ammessi comunque solo coloro che superano il test di ammissione.

Scadenza

venerdì 9 agosto 2019.

link

https://ammissioni.unifi.it/INFO/DETTAGLIO?key=1222

Maratona di Roma, edizione 2019

Il 7 aprile si svolgerà a Roma la più importante manifestazione sportiva dell’anno. La città vedrà la presenza di diverse migliaia di atleti provenienti da diversi Paesi del globo. Ancora una volta gli organizzatori hanno richiesto la partecipazione dei Fisioterapisti per assicurare l’assistenza riabilitativa agli atleti. L’associazione dei Fisioterapisti Lazio ha manifestato la propria adesione coinvolgendo anche i Fisioterapisti e Massofisiotetrapisti non vedenti, apponendo sulle magliette, indossate dagli Operatori Sanitari, il logo dell’UICI affianco al logo dell’AIFI. Anche questa volta la circostanza può favorire l’integrazione di vedenti e non vedenti come professionisti in un contesto sportivo davvero interessante e divertente. Pertanto tutti i Fisioterapisti e Massofisioterapisti sono invitati a partecipare.
Coloro che fossero interessati possono rivolgersi ad Alfio Pulvirenti, Coordinatore regionale UICI/LAZIO al seguente indirizzo: alfiopulvirenti2009@live.it.

Convenzione Irifor – Fisiocomputer

Si comunica che dal 14-01-2019 è stata istituita una convenzione tra I.Ri.Fo.R. e Fisiocomputer per lo sviluppo delle tecnologie assistive sulle loro macchine per fisioterapia. Fisiocomputer è la divisione della J&S che progetta e produce apparecchiature elettromedicali per fisioterapia in base ai migliori Standard Internazionali di Sicurezza del settore CSQ: 9120.J&SS (ISO 9001:2008) – 9124.J&S2 (EN ISO 13485:2012). Operano nel settore da oltre 40 anni.
Per adesso, l’unica macchina accessibile è la Tecar TK1, perché presenta una sintesi vocale per tutte le sue funzioni ed è stata testata da alcuni fisioterapisti non vedenti nonché dal componente del Comitato Tecnico Scientifico dell’ I.Ri.Fo.R. Giovanni Ippolitoni.
Questa collaborazione potrebbe portare buoni risultati e, insieme al Comitato Nazionale Fisioterapisti, interagire con il settore sviluppo di questa impresa.

Il 2019: anno di incertezza o di svolta, di Giovanni Cancelliere

Carissimi amici,
apriamo questo articolo augurando un 2019 di serenità e speranza, che il futuro possa essere benevolo per voi e le persone a voi care; parlando di disabilità visiva l’augurio va esteso anche ai cani guida, estensione del sensorio visivo e spesso considerati a giusto vedere dei figli, dei parenti, degli amici più prossimi.
Questo Comitato, come gli altri in seno alla nostra Unione, ha come suo compito di rappresentare le istanze della categoria agli organi decisionali, statutariamente, i Comitati, individuati come consultivi; la fortuna è avere come responsabile e referente delle nostre attività una persona che più volte ci ha dimostrato e ha condiviso la bontà delle nostre azioni e intendimenti: il Vice Presidente avv. Stefano Tortini in primis per ovvi motivi di competenza, tutti gli organi direttivi partendo dal Presidente Prof. Mario Barbuto.
Perché questo preambolo? Può sembrare stucchevole lo sappiamo ma sinceramente, leggendo fino in fondo questo articolo, comprenderete che non lo è per nulla.
Questo Comitato, al suo insediamento nel settembre del 2016, si era dato una Vision e una Mission che riportiamo dal verbale del 03/10/2016 della nostra prima riunione:
“Vision & Mission del comitato: il coordinatore enuncia la Vision è la mission che il comitato dovrà cercare di perseguire. La vision è la mission che riportiamo qui sotto viene sottoscritta da tutti i componenti all’unanimità.
– Vision: Il nostro lavoro si deve rivolgere alla professione sanitaria e agli standard E.B.P. È ferma intenzione non ricorrere a forme di mera beneficenza o assistenza passiva; il nostro lavoro deve produrre opportunità a chi vorrà, in futuro, affacciarsi alla professione del fisioterapista.
– Mission: La salvaguardia di tutte le professionalità presenti nel nostro ambito: maggiore attenzione verrà posta alla categoria di professionisti “post 99”.
Sviluppare sinergie con le associazioni di categoria quali A.I.F.I. ed F.N.C.M. , non soltanto sotto il profilo giurisprudenziale, ma anche della professionalità, attraverso corsi di formazione ECM.
Mappare tutte le università pubbliche e private accreditate per concordare e offrire più opportunità di posti dedicati ai nostri ragazzi.”
Il 2018 si è chiuso con la votazione della Legge di Stabilità 2019, con alcuni commi che ci riguardano. Riportiamo in interezza i punti in questione:
….“Da commi da 537 a 542 (Deroga iscrizione a Ordini per professionisti sanitari senza titoli e norme su massaggiatori e massofisioterapisti)
Si modifica le legge 42/99 (Disposizioni in materia di professioni sanitarie) introducendo per la terza volta, dopo l’inammissibilità in Commissione Bilancio alla Camera e poi il ritiro dell’emendamento della Lega al Senato, una deroga per l’iscrizione agli Ordini da parte dei professionisti senza titoli. Viene stabilito infatti che chi ha svolto professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione senza il possesso di un titolo abilitante per l’iscrizione all’albo professionale, per un periodo minimo di 36 mesi, anche non continuativi, negli ultimi 10 anni, potrà continuare a svolgere le attività professionali previste dal profilo della professione sanitaria di riferimento, purché si iscriva, entro il 31 dicembre 2019, in appositi elenchi speciali ad esaurimento (da costituire entro 60 giorni con decreto del ministero della Salute) e istituiti presso gli Ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, fermo restando che tale iscrizione non si tradurrà in un’equiparazione.

L’iscrizione all’elenco speciale non comporterà un automatico diritto ad un diverso inquadramento contrattuale o retributivo, ad una progressione verticale o al riconoscimento di mansioni superiori.

A differenza di quanto previsto dall’emendamento di maggioranza presentato da Romeo (Lega), non potranno essere attivati corsi di formazione regionale per il rilascio di titoli.

Viene infine abrogato l’articolo 1 della legge 403/71 nel quale si sanciva che “la professione sanitaria ausiliaria di massaggiatore e massofisiotarapista è esercitabile soltanto dai massaggiatori e massofisioterapisti diplomati da una scuola di massaggio e massofisioterapia statale o autorizzata con decreto del Ministro per la sanità, sia che lavorino alle dipendenze di enti ospedalieri e di istituti privati, sia che esercitino la professione autonomamente”…..

In questo lasso di tempo, in Direzione abbiamo presentato alcune iniziative, rivolte a trovare una quadra all’annoso problema dei post-99 prodotto dal mancato e reiterato vuoto giurisprudenziale riportato dal D.M. Salute 10 luglio 1998, art. 1, comma 2 e mai colmato dai governi e parlamenti susseguiti nel tempo (2. Con decreto del Ministro della sanità, ai sensi dell’art. 124 della legge 31 marzo 1998, n. 112, sara’ rideterminata la figura ed il relativo profilo del massofisioterapista. I relativi corsi di formazione saranno riordinati con decreto del Ministro della sanita’ di concerto con il Ministro della pubblica istruzione.).
Nel tempo si sono prodotte disfunzioni sull’uso distorto della 403/71 da parte di opportunisti che usando una legge di tutela producevano corsi formativi per Massofisioterapisti che nulla avevano a che fare con la bontà di quella legge, rimpiazzata nel 1994 dalla Legge 29 ma mai abrogata che riguardava l’istituzione dei corsi formativi seguiti dagli articoli 2,3,4,5,6 inerenti alle modalità di assunzioni mirate nel pubblico e nel privato per i privi della vista e Ipovedenti.
La nostra idea era di mantenere comunque i riferimenti di tutela ma abiurare l’art.1 che permetteva di aprire e farsi autorizzare, dal Ministero o da organi deroganti come le regioni, corsi che producevano chimere nell’opportunità di by-passare i test di ingresso e iscriversi al terzo anno di corso universitario per Fisioterapisti: in alcuni casi individuali la vacatio legis ha prodotto tale nefandezza italica.
Questo nostro modo di ragionare ha trovato nel nostro referente Stefano TORTINI un interlocutore tale da intraprendere e allacciare con il nuovo esecutivo, rapporti che hanno prodotto il Commi 542.
Chi ci conosce sa che il problema di dare un’identità e inquadramento ai colleghi che hanno continuato a diplomarsi presso il Nicolodi e il Colosimo nel decennio del 2000 e oltre, senza che i vari Governi e parlamenti fossero in grado o volessero recepire le indicazioni del comma 2 dell’art. 1 del D.M. Sanità 10 luglio 1998, già attenzionato dai Comitati che ci hanno preceduto nel recente passato, giungendo anche a stringere intese di intenti con altre associazioni di categoria dei vedenti per il raggiungimento di un inquadramento conclusivo con il passato.
L’Istituzione degli Albi professionali e la Federazione Nazionali degli Ordini degli stessi Albi (art. 4 Legge 3/2018) ha prodotto un’ulteriore criticità per i Mft post-99 non vedenti; alcune richieste da istituti privati di presentare la pre iscrizione all’Ordine, necessari a certificare la qualità aziendale, poteva produrre difficoltà al mantenimento di alcuni posti di lavoro sia nel privato , sia nel pubblico impiego o ridefinire la loro posizione economica in alcuni casi di restituzioni di somme di denaro importanti; tutti i Coordinatori regionali che hanno partecipato alla riunione in audioconferenza del 24 ottobre u.s. sanno delle preoccupazioni palesate da casi concreti portati alla luce e la nostra preoccupazione come Comitato; le nostre preoccupazioni ancora una volta sono state fatte proprie dal nostro referente.
Quello che ne è scaturito (legge finanziaria) è un primo passo, sicuramente migliorabile in tanti punti criticati dal CONAPS e, con una loro lettera aperta, chiedono ai tre sindacati confederali firmatari, un loro intervento migliorativo per non avallare il fenomeno dell’abusivismo; oggettivamente e pragmaticamente resta che non si può più tornare indietro e dobbiamo lavorare per il miglioramento degli emendamenti diventati articoli di Legge, nello stesso tempo, però si responsabilizza ogni post-99 non vedente a dover programmare il reintegramento formativo in 10 anni appena saranno promulgati i decreti attuativi della nuova norma, salvaguardando però il ruolo e il posto di lavoro.
Il nostro lavoro è svolto in silenzio, senza urlare o demagogiche tavole rotonde su blog urlanti e denigratori delle persone, frequentati da personaggi che si spingono all’insulto, si trincerano dietro a sarcastiche battute o richieste (COSA FA IL COMITATO?) sapendo, che il nostro lavoro sarà giudicato al momento del rinnovo degli incarichi; siamo intenzionati ad andare avanti con piccoli passi come dichiarato al nostro insediamento da chi sta scrivendo in questo momento: siamo orgogliosi del lavoro che stiamo svolgendo e della considerazione dei nostri dirigenti, della serietà delle nostre proposte che vengono valorizzati dagli uffici dei rapporti con le istituzioni nazionali; non è sicuramente elegante vantarsi ma, credo che, dopo due anni di invettive da parte di alcuni personaggi, possiate comprendere e perdonarci questo unico atto di vanteria che, già da ora, dichiariamo che sarà l’unico fino alla scadenza del nostro mandato nel 2020.
Il lavoro effettuato fino qui ci spinge verso altre sfide:
1) Proposta in definizione da presentare alla nostra Direzione sulla possibilità di interagire con gli organismi delle Federazioni Nazionali Ordini TSRM, PSTRP e permettere ai professionisti sanitari disabili di avere un rappresentante negli organi operativi sia a livello nazionale che a livello di collegi. Può essere fattibile perché i Decreti Attuativi di come sviluppare la rappresentanza attiva e passiva non sono ancora esecutivi.
2) Proposta in definizione da presentare alla Direzione in materia di collocamento mirato e superamento della Legge n. 29 dell’11 gennaio 1994.
3) Abbiamo ottenuto in sinergia con i colleghi dirigenti UICI Piemonte/Torino che, a settembre 2019, presso l’Università di Torino ci sarà la piena accessibilità nel concorrere all’ingresso al corso di fisioterapia abbattendo i test di logica geometrica e figurativa come tramite l’ottimo lavoro svolto dal Presidente P.A. di Bolzano nell’Università locale per l’opportunità di dare pieno accesso a due ragazzi nel gareggiare al pari dei colleghi vedenti ai test di ingresso: uno è riuscito a superare; dobbiamo interagire e allargare ad altre Università questa opportunità di accesso in questo anno per arrivare al 2020 almeno con una Università del centro è una del sud Italia.
4) Corso formativo OMNI 2019: sul sito www.irifor.eu avete la possibilità di prendere visione del comunicato IRIFOR 40/2018 dove potrete leggere in esteso le modalità e le procedure per iscriversi al corso formativo di 48h, divisi in tre step da 16 ore l’una, con 50 crediti ECM, la quota agevolata di 450 € che si terrà nei mesi di settembre, ottobre e novembre presso l’hotel Hermitage club & SPA**** di Silvi Marina (TE).
5) Assemblea generale dei Fisioterapisti & Massofisioterapisti associati UICI che si terrà nella stessa sede del corso su descritto Domenica 27 ottobre 2019 dalle ore 08,30-12,30: avranno diritto di parola coloro che dimostreranno che sono in regola con il tesseramento 2019.
Tutti noi cinque continueremo a lavorare nella speranza che tale tempo volontario dedicato alle cose di comune interesse vadano a buon fine non certo per dare speranze (visione spirituale non di nostra pertinenza) ma opportunità per chi vorrà in futuro fare questa stupenda professione sanitaria.
Samantha, Francesco, Luigi, Salvatore e il sottoscritto vi salutano e vi danno appuntamento in un prossimo articolo fondato su fatti da comunicare a tutti i lettori del Giornale UICI.

Matera 01/01/2019
Per conto del Comitato, Giovanni Cancelliere

Corso di laurea in Fisioterapia: Collocamento mirato per non vedenti

In scadenza i termini per l’iscrizione alle prove di ingresso – Riserva di posti per non vedenti presso l’Ateneo di Firenze

Come è noto, per chi volesse essere ammesso al Corso di laurea in Fisioterapia (Classe L/SNT-2) deve organizzarsi per tempo, perché la maggior parte degli Atenei d’Italia ha già pubblicato i bandi che regolano l’ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso per le Professioni Sanitarie (Fisioterapia, Tecniche ortopediche, Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, Educazione professionale, e via dicendo), le cui prove si terranno, come previsto dal Miur indistintamente per tutti gli Atenei, mercoledì 12 settembre 2018.
Anche quest’anno l’Università degli Studi di Firenze, per l’a.a. 2018/2019, ha riservato n. 5 posti a candidati non vedenti per l’ammissione a Fisioterapia. La prima esperienza di riserva di posti per ragazzi con disabilità visiva presso l’Ateneo fiorentino risale a quindici anni fa. “Ora facciamo lezione tutti insieme – spiega la professoressa Sandra Zecchi, presidente del Centro Studi e Ricerche per le problematiche della Disabilità (CESPD)– Ma gli ipovedenti e i non vedenti sono supportati da mezzi tecnologici assai moderni (portatili con sintesi vocale, file multimediali, videoingranditori, scanner OCR e registratori digitali) e, fra l’altro, abbiamo anche un’aula dedicata con modellini di anatomia o di chimica”.
Per consultare il bando e iscriversi alle prove di ammissione al Corso di laurea in Fisioterapia presso l’Università di Firenze, cliccate sul link https://ammissioni.unifi.it/INFO/ e accedete immediatamente alla pagina riservata alla registrazione.
“Rivedendo dopo diverso tempo questi nostri studenti, ormai professionisti – continua la professoressa Sandra Zecchi – mi si rinnova l’impressione, già provata alla fine del corso di studi di ciascuno di loro, di una straordinaria crescita non solo in termini culturali e scientifici, ma anche di personalità, di coscienza delle proprie possibilità, frutto di un impegno veramente positivo”.
Riguardo alla spendibilità lavorativa del titolo professionale di fisioterapista, mi soffermo ancora una volta sulle opportunità che tale percorso di studi offre ai nostri ragazzi, che, iscrivendosi all’Albo professionale dei terapisti della riabilitazione non vedenti gestito ora dall’ANPAL(comunicato Uici n. 111 del 7 agosto 2018), potranno beneficiare delle tutele di maggior favore per il collocamento obbligatorio, di cui alla legge n. 29 dell’11 gennaio 1994 e al relativo Decreto Attuativo 775/1999, da un punto di vista amministrativo recepiti con Circolare Direttoriale del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali n. 21 del 24 giugno 2015.
È evidente, quindi, che le quote di riserva all’interno dell’area sanitaria (ospedali, cliniche, case di cura) sono tali che, appena ci si laurea in Fisioterapia e ci si iscrive all’Albo professionale per non vedenti presso l’ANPAL, si ha già un posto di lavoro assicurato (per effetto dell’art. 4 della legge 29/1994, sul Collocamento obbligatorio).
È un’opportunità che merita, da parte dei ragazzi non vedenti e ipovedenti, una attenta riflessione.

Per quanto riguarda, invece, le problematiche relative all’accessibilità dei test di ingresso in Fisioterapia, così come per le altre facoltà a numero programmato, legate essenzialmente alla presenza di prove di logica figurative e geometriche (formule, tabelle e grafici) di cui non è possibile ottenerne la trascrizione in formato accessibile (ad esempio, in file) con la sintesi vocale e/o la barra braille, l’Unione ha preso una ferma posizione nei confronti del Miur e della Conferenza Nazionale Universitaria dei Delegati per la Disabilità (CNUDD)- Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI), lamentando la circostanza secondo cui l’inaccessibilità dei test di ingresso ai corsi di laurea, nel mondo della disabilità visiva, rappresenta la palese negazione del diritto allo studio per i nostri ragazzi, che si vedono privati, ingiustamente ed illegittimamente, di uno dei più importanti diritti della persona umana che, in quanto tale, è invece inalienabile.
La professoressa Pavone, Presidente del CNUDD-CRUI, coinvolta personalmente alla questione, ci ha risposto a stretto giro, assicurando che “le prove per l’ammissione ai Corsi di Fisioterapia – così come ai Corsi di laurea per l’accesso alle professioni sanitarie – sono a programmazione locale, gestite dai singoli Atenei (DM 337/2018, art. 7). Per quanto di competenza, porterò in discussione l’argomento da Lei proposto al MIUR nelle prossime riunioni del Direttivo e dell’Assemblea CNUDD, previsti in autunno. In alcune Università – fra queste l’Università degli Studi di Torino – da due anni i Test di ingresso alle professioni sanitarie sono resi accessibili agli studenti con minorazione visiva”.
Però, al di là delle assicurazioni ricevute dalla professoressa Pavone, che ringraziamo per l’impegno prontamente assunto, come Associazione storica di categoria vogliamo seguire più da vicino la questione, offrendo il massimo supporto a chi si trovi, suo malgrado, impossibilitato a partecipare all’ammissione di un Corso di studi universitario per l’inaccessibilità delle prove di ingresso, vedendosi così privato della opportunità di scegliere liberamente il proprio futuro.
Si invita, pertanto, chiunque sia protagonista di simili incresciosi episodi, a scriverci a:
lavoro@uiciechi.it per l’Ufficio Lavoro e Previdenza della Presidenza Nazionale Uici;
agenziadiritti@uiciechi.it per l’Agenzia Nazionale per la Tutela dei Diritti nell’Area della Disabilità.
Allegate alla segnalazione i seguenti documenti, per avere un più preciso quadro d’insieme:
1. una copia della domanda di partecipazione al test di ammissione, regolarmente sottoscritta;
2. una breve descrizione del test e dei suoi problemi in termini di accessibilità;
3. un recapito telefonico, per essere ricontattati.

L’azione sarà congiunta e di forza.
Tra le nostre priorità c’è, certamente, quella di ottenere al più presto la massima garanzia di piena accessibilità alle tecnologie assistive che riguardano non vedenti e ipovedenti, di tutte le prove di ammissione ai Corsi di laurea (per Fisioterapia, così come per tutte le altre facoltà), per assicurare ai nostri ragazzi piena libertà di scelta.

Albi professionali delle persone non vedenti

Si informa che, dal 24 luglio 2018, Anpal (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro), ha sostituito il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nella gestione degli Albi professionali delle persone non vedenti, come di seguito elencati, assumendo anche l’onere di gestire i relativi compiti di certificazione.

Le professioni e i relativi albi interessati sono:
– Albo professionale nazionale dei centralinisti telefonici non vedenti
– Albo professionale nazionale dei massaggiatori e massofisioterapisti ciechi
– Albo professionale nazionale dei terapisti della riabilitazione non
vedenti.

Sul sito dell’Unione, al link https://www.uiciechi.it/Documentazione/Circolari/TestoCirc.asp?id=5792, è possibile scaricare i facsimile della modulistica per le richieste di certificazione da inviare all’indirizzo di Posta Elettronica Certificata:
divisione5@pec.anpal.gov.it

 Modello richiesta certificazione centralinisti
 Modello richiesta certificazione massaggiatori e massofisioterapisti
 Modello richiesta certificazione terapisti riabilitazione

Per ulteriori informazioni e approfondimenti, consultare il sito www.anpal.gov.it
alla sezione “Cittadini/Servizi”.