Irifor – Aggiornamento Evento formativo nazionale per Fisioterapisti e Massofisioterapisti

Attività formative anno 2021 – Aggiornamento Evento formativo nazionale per     Fisioterapisti e Massofisioterapisti LA NEURODINAMICA IN TERAPIA MANUALE: Valutazione e Trattamento – Quadranti Superiore e Inferiore– Bologna, 25-26 settembre 2021 / 13-14 novembre 2021

Con viva soddisfazione, segnaliamo che il corso in oggetto ha raggiunto il numero massimo delle 22 adesioni previste.

Chi vorrà, potrà inviare ancora all’indirizzo email neurodinamica2021@irifor.eu la Scheda Anagrafica in allegato per l’inserimento nella lista di riserva:

Allegato Scheda2021.doc

Allegato Scheda2021.pdf

 

Pubblicato il 07/06/2021.

Irifor – Evento formativo nazionale per Fisioterapisti e Massofisioterapisti

Attività formative anno 2021 – Evento formativo nazionale per Fisioterapisti e Massofisioterapisti LA NEURODINAMICA IN TERAPIA MANUALE: Valutazione e Trattamento – Quadranti Superiore e Inferiore– Bologna, 25-26 settembre 2021 / 13-14 novembre 2021

L’I.Ri.Fo.R. Nazionale, su proposta del Comitato Tecnico Scientifico Nazionale Fisioterapisti e Massofisioterapisti dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, organizzerà un evento formativo accreditato nell’ambito del Programma nazionale di Educazione Continua in medicina (E.C.M.) dal titolo “LA NEURODINAMICA IN TERAPIA MANUALE:

Valutazione e Trattamento – Quadranti Superiore e Inferiore”.

      Il Corso Tecnico-Pratico “La neurodinamica o mobilizzazione del tessuto neurale” è una metodica basata su nuove acquisizioni di fisiologia e meccanica del sistema nervoso centrale e periferico (midollo spinale, dura madre, meningi, nervo periferico, tessuto connettivo neurale), nonché sui meccanismi che generano sintomatologia specifica integrati con il sistema muscoloscheletrico durante il movimento.

      Mediante una valutazione accurata (valutazione obiettiva, test neuro dinamici e posture specifiche) e il ragionamento clinico, tale metodologia permette di discriminare le cause sintomatiche di natura meccanico/infiammatoria da quelle di origine neurogena, con l’identificazione del programma terapeutico che utilizzi tecniche neuro dinamiche.

Finalità

  • Integrazione con altre tecniche di Terapia Manuale, con particolare attenzione ai concetti di interfaccia meccanica, si utilizzeranno una progressione di tecniche di slider (scorrimento) e tensioner (tensionamento).
  • Lo scopo è di regolare la fisiologia del nervo, riducendone l’edema intra neurale, ridurre il dolore, aumentare l’elasticità articolare, ridurre l’attività simpatica e stimolare il processo Neurale.
  • Abilità di raccogliere dati anamnestici rilevanti e capacità di condurre l’esame fisico mediante il supporto della palpazione e dei test neuro dinamici.
  • Gli studenti acquisiranno la capacità di discriminare una problematica a carico del tessuto neurale da quella del tessuto muscoloscheletrico (mediante la differenziazione strutturale), ovvero la capacità di definire una diagnosi funzionale con implicazione o meno di una disfunzione del tessuto neurale.
  • Capacità di pianificare e condurre un programma terapeutico di trattamento con tecniche specifiche di Terapia Manuale e neuro dinamiche nelle più comuni Sindromi del Rachide, A.Superiore, A.Inferiore alle quali si associano le più comuni disfunzioni del tessuto nervoso (disfunzioni di scivolamento prossimale/distale, disfunzioni di tensionamento).
  • Acquisizione dei Crediti Formativi E.C.M. necessari al fabbisogno triennale 2020/2022 individuati dal Ministero della Salute per i Professionisti Sanitari area della Riabilitazione, figure equipollenti ed equivalenti, a esaurimento iscritti presso la “Federazione Nazionale degli Ordini dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione a norma della Legge 11 gennaio 2018 n.3 art.4 e del D.M. Salute 9 agosto 2019.

      Sede del Corso

      Istituto dei Ciechi “F. CAVAZZA”

      Via Castiglione, 71*

      40124 Bologna

      *L’entrata alla struttura per lo svolgimento del Corso avverrà da Via Arienti, n.8, sede del Residence

Paolo-Emilio Cavazza

      Il Corso è rivolto a:

  • Fisioterapisti ed Equipollenti non vedenti e ipovedenti iscritti a norma del D.M. Salute 13 marzo 2018
  • Fisioterapisti Vedenti (max 4 unità)
  • Solo Mft non vedenti e ipovedenti iscritti a norma del D.M. Salute 9 agosto 2019
  • Un solo posto riservato a laureanda/o non Vedente o Ipovedente con certificazione universitaria attestante l’avvenuto completamento del percorso formativo, con solo Discussione di Tesi da Sostenere.

      Attenzione:

      -sarà Verificata l’Iscrizione all’Albo dei Fisioterapisti e agli Elenchi Speciali per Mft a esaurimento come atto   improcrastinabile alla registrazione e accettazione di partecipazione.

      Chi si iscrive per la prima volta ai corsi organizzati da questo C.T.S.N. FT & Mft, U.I.C.I. (Gestione 2016/2021) è pregato/a di presentare anche VERBALE DI INVALIDITÀ VISIVA a norma della Legge 138/2001 artt. 2, 3, 4 per usufruire della quota agevolata di 390 Euro. In assenza, l’iscrizione sarà considerata come Fisioterapista Vedente, con la quota integrale di 590 Euro.

      Docente

      Dr.ssa FT Anastasia FORCOLIN

      Responsabile Scientifico IRIFOR

      Dott. Giovanni CANCELLIERE

      Addetto di Segreteria in Sede di Corso

      Dott. Nicholas DI DOMIZIO

      Attivazione del Corso

      Alla data del 15 luglio 2021 dovranno pervenire minimo 16 iscrizioni con relativo pagamento della quota di iscrizione; al raggiungimento di 22 iscrizioni con relative quote verrà emanato Comunicato di Chiusura Corso, le richieste in eccedenza verranno poste in lista di Riserva con scorrimento di precedenza dalla data di invio scheda anagrafica e versamento.

Sarà possibile esercitare l’opzione di rinuncia con restituzione della quota versata solo nei casi certificati di malattia con relativo referto medico di impedimento alla frequenza dai Servizi di Struttura Sanitaria Pubblica o di Ufficiale Medico di Medicina Generale.

      Modalità di Iscrizione

      -Compilazione Scheda Anagrafica – Allegato 2

      Pagamento della Quota Unica

      -Versare Quota unica: di € 390,00 non vedenti/ipovedente, € 590,00 vedente: nel momento dell’iscrizione con scheda anagrafica e versamento quota con CAUSALE “corso FT IRIFOR 2021 – Rata unica

      Pagamento della Quota Ripartita

      -Versare 1° Rata: di € 200,00 non vedente/ipovedente, € 300,00 vedente: nel momento dell’iscrizione con scheda anagrafica e versamento quota prima rata ENTRO il 15 luglio 2021, con CAUSALE “corso FT IRIFOR 2021 – Prima Rata

      -Versare 2° Rata: di € 190,00 non vedente/ipovedente, € 290,00 vedente entro e non oltre martedì 31 agosto 2021 con versamento quota seconda rata con CAUSALE “corso FT IRIFOR 2021 – Seconda Rata

      *i versamenti effettuati dopo il 31 agosto potranno essere accettati solo per cause non dipendenti dalla volontà dei discenti, se così non fosse, in tal caso saranno assorbiti come risarcimento. Si fa presente che con l’invio del Modulo anagrafica Firmato si accettano le condizioni riportate nel presente Comunicato.

      –inviare copia di anagrafica compilata in tutti i suoi campi e firmata nei due appositi riquadri di avvenuta accettazione di iscrizione e avvenuta autorizzazione alla gestione dei dati personali a norma del RDG europeo sulla privacy a:

    neurodinamica2021@irifor.eu

      Coordinate per il pagamento I.Ri.Fo.R. Sede Nazionale

      -Conto Paypal: pagamentipaypal@irifor.eu

      -Conto Poste Italiane:

      IBAN: IT 15 H 07601 03200 000034340000 – BIC/SWIFT: BPPIITRRXXX

      -Conto Unicredit:

     IBAN: IT 35 J 02008 05181 000400164414 – BIC/SWIFT: UNCRITM1B44

ATTENZIONE:

la quota non comprende le spese di soggiorno.  

      Articolazione del Progetto – Svolgimento Primo Stage

      Sabato 25 settembre 2021

      08.00 – 18.30 otto ore formative effettive con due pause coffee break di 15 minuti l’una, una pausa pranzo di un’ora e 20 minuti per acquisizione delle presenze al mattino e 20 minuti a fine giornata, 20 minuti Valutazioni in itinere prove pratiche

      Domenica 26 settembre 2021 

      08.00 – 18.30 otto ore formative effettive con due pause coffee break di 15 minuti l’una, una pausa pranzo di un’ora e 20 minuti per acquisizione delle presenze al mattino e 20 minuti a fine giornata, 20 minuti Valutazioni in itinere

      Articolazione del Progetto – Svolgimento Secondo Stage

      Sabato 13 novembre 2021

      08.00 – 18.30 (otto ore formative effettive con due pause coffee break di 15 minuti l’una, una pausa pranzo di un’ora e 20 minuti per acquisizione delle presenze al mattino e 20 minuti a fine giornata, 20 minuti di valutazioni in itinere prove pratiche

      Domenica 14 novembre 2021

      08.00 – 18.30 (otto ore formative effettive con due pause coffee break di 15 minuti l’una, una pausa pranzo di un’ora e 20 minuti per acquisizione delle presenze al mattino e 20 minuti a fine giornata. Valutazione finale prove pratiche.

      Il Corso formativo è suddiviso in due Stage di due fine settimana, 32 ore effettive di formazione di cui 9 ore di teoria e 23 di pratica.

Crediti E.C.M. 48,5

Allegati

Allegato 1 – Programma dettagliato del Corso

Allegato 1. programma.docx

Allegato 2 – Scheda anagrafica di iscrizione

Allegato 2. Scheda2021.docx

Allegato 3 – Convenzione Alberghiera Residence CAVAZZA

Allegato 3. convenzione Residence.docx

Note

  • Le norme ANTI-COVID19 in vigore, per chi non avesse ricevuto il vaccino, richiedono l’effettuazione di un tampone rapido antigenico nelle 48 ore antecedenti, ancor meglio nelle 24 ore, con la presentazione della copia che attesti la negatività da parte della struttura ambulatoriale dove si è svolto il tampone il primo giorno di corso del primo stage e rifare il tampone per il secondo stage sempre con le stesse modalità.
  • I vaccinati dovranno presentare copia del documento vaccinale
  • In caso di modifiche della normativa se ne darà comunicazione immediata tramite e-mail ufficiale del Corso neurodinamica2021@irifor.eu .

Pubblicato il 21/05/2021

31 ottobre 2020, grande manifestazione a Catania: anche l’UICI è stata presente!, di Alfio Pulvirenti

La manifestazione ad opera degli ex allievi dell’Istituto Tommaso Ardizzone Gioeni di Catania, in appoggio agli attuali convittori, avveniva sabato mattina davanti al cancello dell’ingresso principale. Alcuni giorni precedenti, i convittori venivano raggiunti da una nota a firma commissariale con cui si richiedeva loro di non risiedere in istituto a partire dal primo di novembre in quanto l’istituto non possiederebbe i requisiti di sicurezza previsti per ospitare persone non vedenti. A questa conclusione giungevano gli organi competenti dopo aver ispezionato l’istituto. La struttura, pertanto veniva ritenuta idonea per ospitare soggetti normodotati!

È immaginabile il disagio a cui i convittori andrebbero incontro se lasciassero l’istituto. Questa struttura, malgrado il degrado in cui versa, è adeguata alle necessità di vita quotidiana dei ciechi, pertanto i convittori non hanno alcuna intensione di ottemperare quanto auspicato dal Commissario.

Oltre a 40 ex allievi erano presenti il Presidente della Sezione catanese… e il Presidente regionale…  Erano presenti anche esponenti della politica fra cui… La manifestazione culminava in una conferenza stampa in cui le autorità dell’U.I.C.I. hanno manifestato il malessere espresso dalla comunità dei non vedenti e la volontà di non arrendersi e non sottostare alle decisini che lederebbero i diritti delle parti interessate.

I manifestanti non hanno potuto varcare la soglia dell’Istituto in quanto il cancello era chiuso ma questo ha prodotto la possibilità di essere notati sulla via Etnea dove molte persone scorrono e molte delle quali conoscono quella struttura come l’Ospizio dei ciechi.

La strada da percorrere è in salita ma i manifestanti hanno fatto intravedere alle istituzioni che sono dotati di buone gambe, capaci di percorrere tutto il tragitto e di raggiungere il traguardo.

L’istituto catanese è dei ciechi, di Alfio Pulvirenti

Si tratta dell’Istituto Ardizzone Gioeni, situato a Catania, che ha ospitato al suo interno diverse centinaia o più di non vedenti da quando il filantropo, il barone Tommaso Ardizzone Gioeni, donò ai privi della vista questa meravigliosa struttura.

Il 31 ottobre 2020 avrà luogo una protesta indetta dagli ospiti attuali dell’istituto i quali vorranno affermare che l’istituto Gioeni è dei ciechi.

La manifestazione è stata preceduta dalla lettera aperta indirizzata all’attuale Commissario dell’istituto e resa nota da più testate giornalistiche per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica.

Il primi firmatari della lettera sono stati gli ex allievi Mario Barbuto, Presidente Nazionale dell’U.I.C.I., e Salvatore Romano, Direttore Generale dell’U.I.C.I. ma non sono mancate le firme di ex allievi che godono di minor notorietà e che, al pari dei primi, hanno beneficiato dell’istituto Gioeni.

Gli ex allievi in questa lettera palesano il timore che l’istituto possa essere totalmente locato a scuole per vedenti e ad altri enti, venendo, in questo modo, disattesa la destinazione agli scopi per cui veniva donato.

Nei primi anni 80, veniva posta a rischio di chiusura l’Istituto Professionale per l’Industria e L’Artigianato per Ciechi “Tommaso Ardizzone Gioeni”, che formava centralinisti telefonici e massofisioterapisti e tale evento fu scongiurato anche grazie alla voce dei ciechi che sfilavano in via Etnea, gridando a squarciagola: “solo in Sicilia siamo 100 mila e tu D’Acquisto non ci hai ancora visto!” D’Acquisto era il Presidente della regione Sicilia e, forse, la stima dei numero dei ciechi siciliani era eccessiva.

Oggi gli ospiti dell’istituto, sostenuti dagli ex allievi, gridano, anche mediante i media: l’istituto catanese e dei ciechi!

A pochi giorni dal Congresso Nazionale dell’U.I.C.I. che, malgrado i disagi causati dalla pandemia, si svolgerà per assicurare la tutela dei ciechi italiani nel prossimo quinquennio, l’appello dei pochi ospiti del Gioeni contribuirà, sicuramente, a rafforzare la determinazione dei delegati nella definizione del programma e delle scelte politiche associative.

Formazione per fisioterapisti presso l’Istituto “F. Cavazza” di Bologna

Il Comitato Tecnico Scientifico Nazionale dei Fisioterapisti e Massofisioterapisti dell’Unione Italiana dei Ciechi e Ipovedenti, in collaborazione con l’Istituto di Riabilitazione, Formazione e ricerca sulla prevenzione della cecità (Sede Centrale), ha tenuto il suo terzo Corso Formativo in quattro anni di attività.

Lo svolgimento del Corso ha subito un drastico cambiamento rispetto al passato visto il tempo di pandemia: distanziamento, sanificazione, disinfezione, mascherine FPP2, ecc… non ha tolto pero il gusto della conoscenza e dell’apprendere.

Il CORSO di ANATOMIA PALPATORIA  e FUNZIONALE – L’utilizzo della visione tattile e dei test maggiori per la valutazione e il trattamento in Fisioterapia” ha avuto il successo constatato dalla verifica dei questionari anonimi che i discenti hanno consegnato attraverso l’uso di un’urna; in questo modo ognuno si è sentito di poter esprimere liberamente il proprio pensiero, i risultati ottenuti sono riportati di seguito:

COME VALUTA la rilevanza degli argomenti trattati rispetto alle sue necessità di aggiornamento?:

Insufficiente 1 (0) 2 (1) 3 (2) 4 (7) 5 (10) Eccellente

2.) Come valuta la qualità educativa di questo programma ECM?

Insufficiente 1 (0)  2 (1)  3 (2) 4 (6) 5 (11)  Molto utile

3.) Come valuta l’utilità di questo evento per la sua formazione/aggiornamento?

No 1 (1) 2 (0) 3 (3) 4 (5) 5 (10) Molto Rilevante

4.) Ritiene che nel programma ci siano riferimenti, indicazioni e/o informazioni non equilibrate o non corrette per influenza dello sponsor o altri interessi commerciali?

*Non erano presenti sponsor commerciali

5.) Come ritiene sia stata l’organizzazione del Corso/Convegno?

Scarso 1 (0) 2 (1) 3 (0) 4 (3) 5 (15) Ottimo

*tra le parentesi tonde i valori aggregati dai questionari anonimi

Il riepilogo sopra riportato indica un forte apprezzamento del Programma formativo e dell’organizzazione fornita dal Comitato T.S.N. dei Fisioterapisti e Massofisioterapisti  UICI e dall’IRIFOR.

Abbiamo per quest’anno espletato a pieno il fabbisogno formativo di E.C.M. di 50 Crediti, ricordando che fu un obbiettivo indicato nella Mission di insediamento come atto distintivo dal passato proponendo Corsi professionalizzanti tecnico-pratici, sviluppando l’apprendimento di competenze nuove attraverso la formazione descrittiva e tattile.

Il percorso virtuoso intrapreso dovrà continuare nei prossimi anni oltre questo mandato, proseguendo con la collaborazione con l’IRIFOR, binomio insostituibile di sostenibilità economica e alta formazione.

In questi tre anni ci sono stati 5 colleghi che hanno partecipato a tutti e tre i corsi, 13 colleghi hanno partecipato a due corsi su tre, 24 colleghi hanno partecipato ad uno dei tre corsi, abbiamo sui tre anni ricevuto richieste in esubero di 8 colleghi in lista di riserva e tre colleghe vedenti hanno partecipato ai nostri corsi, apprezzando i format da noi proposti, con approcci molto più coinvolgenti e indirizzati alla comprensione tattilo percettivi.

Analizzando i numeri possiamo affermare che i Corsi hanno ottenuto l’interesse di un gruppo consistente stabilizzato di 18 ed un interesse complessivo di 50 colleghi, constatando che spesso le riserve dì un’annata erano titolari in altri.

I numeri non mentono e dovrà essere il valore da usare sempre per non parlare di sensazioni o intuizioni.

Augurando al nuovo Comitato di preservare al meglio i traguardi raggiunti, il coinvolgimento di questi 50 colleghi da sostenere attraverso percorsi attraenti ma anche da allargare ad altri.

Salutiamo tutti coloro che per qualsiasi nostra attività abbiamo intercettato sul nostro cammino, sperando che il Comitato, nella sua eccezione istituzionale, continui a proporre percorsi e processi utili alla salvaguardia dell’essere professionista sanitario nella sua diversità ma anche completamento, al di là delle persone che lo costituiranno in futuro.

Per conto dei Componenti il Comitato,

Giovanni CANCELLIERE

MATERA 13 ottobre 2020

È successo l’8 agosto del 2020, di Alfio Pulvirenti

Autore: Alfio Pulvirenti

Sabato, 8 agosto 2020, un gruppo di ex allievi dell’Istituto per Ciechi “Tommaso Ardizzone Gioeni” si è incontrato proprio in istituto per trascorrere una giornata insieme.

Si è trattato di una cinquantina di persone, fra ciechi, mariti, mogli, figli e accompagnatori.

Gli ex allievi provenivano da diverse località della regione siciliana ma la lunghezza del percorso e il disagio per alcuni, a seguito dei collegamenti complessi, non ha frenato l’entusiasmo dei partecipanti.

L’incontro si è svolto nei locali regolarmente praticati dagli ex allievi, nel cortile, un grande chiostro dalla struttura architettonica imponente, e nella sala teatro, un ambiente in grado di accogliere tutti i presenti nel rispetto delle regole per la prevenzione del Covid-19.

Dopo l’incontro spontaneo per i saluti fra i partecipanti, che arrivavano mano a mano, Giovanni Falduto, uno degli organizzatori dell’evento, invitava tutti a recarsi nella sala teatro, situata al piano superiore, per trascorrere li del tempo.

Questo è il terzo incontro per gli ex allievi ma solo ora il fondatore del gruppo, l’ex allievo Giuseppe Lentini, è potuto essere presente, consentendo al gruppo di porgergli un tributo. Anche questa volta è stato presente l’Istitutore Luigi Lombardo.

Per il pranzo il gruppo lasciava l’istituto e si recava presso un ristorante situato nelle vicinanze. Considerato il numero dei partecipanti, è stato possibile ottenere una sala esclusivamente per il gruppo e grazie alla sensibilità manifestata dal personale di sala è stato possibile realizzare il clima conviviale auspicato.

Dopo il pranzo il gruppo ritornava in istituto per trascorrere ancora delle ore, parlando, cantando e suonando.

Quanto descritto potrebbe indurre chi legge ad immaginare una normale giornata di vacanza tra non vedenti, così come se ne organizzano tante e in tutt’Italia, ma in questo caso il tempo trascorso, dalla mattina presto alla sera tardi, fra le mura dell’Istituto costituiva il veicolo per un preciso messaggio: l’Istituto è dei ciechi, le cui necessità ed opportunità non sono mutate nel corso della storia. I ciechi hanno bisogno di lavoro e per lavorare hanno bisogno dell’istruzione non solo scolastica, la quale può avvenire anche fra le mura dell’Istituto.

Gli ex allievi costituiscono un gruppo spontaneo laddove la leadership informale, esercitata da parte di alcuni, costituisce  solo un valido supporto per il soddisfacimento delle  necessità correlate alle iniziative che prevedono un’organizzazione più complessa e tutto il gruppo è estremamente grato a questi amici.

Al termine della giornata, i presenti si salutavano ridandosi appuntamento a data da destinarsi ma col profondo desiderio di rivedersi.

Sicuramente, il messaggio generato fra le imponenti mura del Gioeni echeggerà, prima o poi, nei palazzi di chi ha facoltà di decidere, sollecitando la sensibilità di questi ultimi, inducendoli ad agire per il bene dei ciechi e degli ipovedenti.

Il Comitato Ft e Mft e gli obbiettivi da perseguire oltre il mandato in corso, di Giovanni Cancelliere

Autore: Giovanni Cancelliere

In questi 4 anni di attività abbiamo raggiunto i risultati che ognuno può prendere visione dagli articoli di archivio nella sezione Comitati e Commissioni > Comitato Fisioterapisti del nostro Giornale UICI online; riscrivere il tutto in un articolo sarebbe ridondante e autocelebrativo, sicuramente sarà presentato un articolato tra i documenti che affluiranno al prossimo Congresso Nazionale quando, Covid-19 permettendo, sarà svolto.

Gli obbiettivi prefissati nel 2016 di Vision e Mission erano i seguenti:

“Il nostro lavoro si deve rivolgere verso la professione sanitaria e gli standard E.B.P. senza passi indietro verso forme di mera beneficenza o assistenza passiva; il nostro lavoro deve produrre opportunità a chi vorrà, in futuro, affacciarsi alla professione del fisioterapista.

La salvaguardia di tutte le professionalità presenti nel nostro ambito, con un riguardo più attento ai post’99. Sviluppare sinergie con le categorie dei vedenti, non soltanto sotto il profilo giurisprudenziale ma, anche della professionalità, attraverso corsi di formazione E.C.M. Mappare tutte le università pubbliche e private accreditate per concordare e offrire più opportunità di posti dedicati ai nostri ragazzi.”

Chi ha seguito il nostro lavoro sa della buona riuscita degli obbiettivi intrapresi ma, proprio per questo vorremmo una contiguità nel progetto di questo Comitato; I percorsi intrapresi dai Comitati susseguiti dalla fine degli anni novanta, spartiacque fu la riforma della definizione di Sanità e percorsi formativi del tutto nuovi dei professionisti sanitari, hanno avuto momenti di alto respiro anche per i periodi storici susseguiti e gli interpreti che ne sono stati coinvolti, ne voglio ricordare alcuni che abbiamo avuto la fortuna di conoscere personalmente e di apprezzare il loro impegno: Beppe Ambrosino, Carlo De Angelis fino agli ultimi due con cui abbiamo avuto un rapporto più diretto per una consequenzialità temporale e sono l’amico Peppe Vitale e l’infaticabile Mirella Gavioli.

Chi legge può pensare che stiamo scrivendo la fine programmatica e l’esaurimento dei nostri intenti, ma così non è. I punti che sintetizziamo come best practice di questo quadriennio sono:

  • tre Corsi formativi da 50 E.C.M. ognuno altamente professionalizzante in collaborazione con IRIFOR Sede Centrale;
  • il lavoro svolto sulle due leggi di inquadramento 3/2018 e 145 sempre del 2018 in sinergia con l’ufficio Lavoro e l’ufficio dei rapporti politici della Sede Centrale;
  • accessibilità ai test di ingresso D.U. per Fisioterapisti delle Università di Torino, Sede distaccata di Bolzano dell’Università di Parma e Università di Napoli: vanno i nostri più sentiti ringraziamenti a chi in quei territori ha creduto in questa possibilità e parlo dei PP. Provinciali di Torino Avv. Lepore, di Bolzano l’amico Valter Calò, di Napoli l’amico Mario Mirabile.
  • il lavoro svolto per il mantenimento dei 5 posti di riserva presso la Sede universitaria di Firenze per il D.U. in Fisioterapia in stretta collaborazione con il Presidente Regionale Antonio Quatraro e del Provinciale di Firenze Nicolò Zeppi.

Tutto quanto sopra non sarebbe stato possibile se il nostro gruppo di lavoro non fosse stato sempre supportato dal Direttivo Nazionale UICI e dal C.d.A. IRIFOR Nazionale.

Perché ora questo preambolo? Ci accingiamo dal prossimo fine settimana a rinnovare le cariche operative delle sedi Provinciali e Regionali, a loro volta dovranno ridefinire o riconfermare le cariche consultive come i rappresentanti della nostra categoria lavorativa; coloro che rappresenteranno le 19 regioni e le due PP AA dovranno individuare i 5 che sostituiranno questo gruppo di lavoro che, fino a quel momento, continuerà ad operare ed evitare la vacanza di rappresentanza che nel 2015 post congresso si è manifestata fino alla metà di settembre 2016. Noi crediamo che fin da subito i colleghi delle singole regioni e province autonome dovrebbero comprendere che la rappresentanza deve avere un valore di spessore culturale e professionale più elevato anche nei nostri riguardi; quello che è avvenuto negli ultimi due anni non deve essere solo una constatazione dei fatti ma deve essere il viatico verso un alzare l’asticella della conoscenza professionale, gestionale, delle varie anime di questa professione che non è solo del lavoro tutelato.

Qualcuno ha avuto l’ardire di chiamare questo Comitato “Tecnico scientifico” e non crediamo che lo abbia chiamato in questo modo solo per pomposità o autoreferenzialità ma, forse, gli sarebbe piaciuto che un giorno ci sarebbero stati rappresentanti al suo interno capaci nella produzione di lavori con pertinenza di Ricerca scientifica e forse con coloro che in questo periodo sono usciti dalle università, il senso compiuto del suo nome potrebbe avverarsi? Utopia? Dipende se ognuno che ha avuto un suo ruolo sia territoriale che nazionale sarà in grado di anteporre gli interessi del futuro della categoria alla propria persona: abbiamo tutto il tempo nei nostri territori per valutare, interagire, coinvolgere le nuove generazioni professionali per trasformare un’utopia in qualche cosa di reale e tangibile… L’occasione si presenta una tantum, non la buttiamo via. Buona partecipazione democratica a tutti e buon voto.

Cosa bolle in pentola per i fisioterapisti, di Giovanni Cancelliere

Autore: Giovanni Cancelliere

Riceviamo e diffondiamo:

Nel periodo pandemico che ci è stato dato da vivere e la volontà di emergere dei politicanti della professione

Ad un mese dalla chiusura del Sistema Nazione, a ridosso della Santa Pasqua, governanti, scienziati, politicanti, politologi, economisti, giornalisti stanno confrontandosi, più appropriato usare il verbo scontrare, su quale ricetta sarebbe migliore per questo nostro Paese; le stesse dinamiche avvengono nelle stanze delle Commissioni di Albo delle Professioni Sanitarie, lasciando sconcerto per chi segue, chiarisco il pensiero.

La Comunità scientifica, al momento, non ha riscontrato nessuna validità all’utilizzo della riabilitazione pneumologia in fase di acuzie in pazienti sottoposti a infezione da COVID-19, anzi, il delicato stato del tessuto del parenchima polmonare, potrebbe inficiare una ripresa o stubare da respirazione artificiale.

Non esistono Linee Guida al momento che supportano una validazione in tal senso.

Per i neofiti in materia di professione sanitaria, questo non potrebbe dire nulla, ma per chi ha nella sua carriera basato l’uso della scientificità e appropriatezza su qualsiasi gesto riabilitativo la cosa pesa come un macigno nel constatare che c’è un’agire interventista per scopi di immagine e politica….

La risonanza mediatica ha oggi elevato ad Angeli medici rianimatori, anestesisti, di pronto soccorso, infermieri, operatori socio sanitario, tecnici di radiologia medica, tecnici di laboratorio, tecnici della prevenzione, educatori professionali, MMG, farmacisti….. in un Paese normale non ci sarebbe niente di male nel confermare che le necessità di cura, in questa fase,  non riguardano altre professioni come la nostra ma, che il nostro supporto potrebbe essere utile in una fase successiva allo stato infiammatorio del tessuto polmonare, quando la necessità del rimodellamento tissutale è il nostro campo di azione…. Questa seconda fase fa paura perché potrebbe non esserci la rilevanza mediatica tale da rendere improcrastinabile la nostra utilità e quindi, si attuano strategie forzate di comunicazione per rendere visibile nel mondo social: ci sono appelli di dirigenti associativi e degli Ordini che tentano di dimostrare tutto il vacuo.

Oggi l’unica comunità scientifica che ha pubblicato una linea guida di intervento, con margini molto stringenti e contingentati e quella australiana, in un contesto e condizione lontano dalla nostra situazione; oggi chi è chiamato a svolgere il ruolo di comunità scientifica è l’A.T.S. di AIFI che fa parte delle Associazioni iscritte negli Elenchi dell’Istituto Superiore di Sanità per la produzione di linee guida.

Le buone pratiche, al momento indicate in un documento congiunto ARIR (Associazione Riabilitatori dell’Insufficenza Respiratoria) e A.T.S. AIFI (Associazione Tecnico Scientifica AIFI), pubblicato in data 16 marzo u.s. dichiara quanto segue:

“PROCEDURE DA NON APPLICARE IN FASE ACUTA

In presenza di quadri clinici di IRA che determinino riduzione della compliance polmonare, aumento del lavoro respiratorio e alterazione dell’ossigenazione ematica, il pattern respiratorio rapido e superficiale adottato spontaneamente dal soggetto rappresenta una strategia nel tentativo di ridurre al minimo lo sforzo inspiratorio e massimizzarne l’efficienza. Inoltre, in tali condizioni cliniche anche la forza dei muscoli respiratori può risultare gravemente ridotta. Diventa pertanto estremamente importante che le richieste e le procedure messe in atto dal fisioterapista non determinino un ulteriore aggravio del lavoro respiratorio che il soggetto deve sostenere e non lo espongano ad un aumentato rischio di distress respiratorio.

Elenchiamo di seguito alcune tra le pratiche più comunemente utilizzate in fisioterapia respiratoria sconsigliate con pazienti affetti da Covid-19 in fase acuta:

– respirazione diaframmatica;

– respiro a labbra socchiuse;

– disostruzione bronchiale/riespansione polmonare (PEP Bottiglia, EzPAP®, macchine della tosse, ecc);

– utilizzo di spirometria incentivante;

– mobilizzazione manuale/stretching della gabbia toracica;

– lavaggi nasali;

– allenamento dei muscoli respiratori;

– allenamento allo sforzo;

– mobilizzazione in fase di instabilità clinica (necessaria una valutazione multidisciplinare)

N.B. È necessario, sempre allo scopo di non incrementare il lavoro respiratorio, limitare le strategie di disostruzione bronchiale ai soli casi in cui risulta indispensabile tenendo sempre in forte considerazione il rischio di contaminazione dell’ambiente circostante e dotando il personale sanitario di adeguati DPI.”

Allora mi chiedo e vi chiedo: perché tanto affannarsi a voler per forza evidenziare la nostra utilità in quei contesti? Chi ne guadagna visto che il pool tra medici e riabilitatori che lavorano sulle E.B.Ph. hanno sconsigliato il nostro intervento? Sicuramente i pazienti no, i fisioterapisti ne sotto gli aspetti professionalizzanti, tantomeno di incolumità per se e per gli altri professionisti che, invece, in quegli ambienti sono chiamati a dare il meglio di loro.

Si torna sempre a quel essere “italioti”, provincialotti dove anche noi dobbiamo far vedere che serviamo altrimenti divento secondario ad altri, non vengo nominato in tv, non faccio i selfie bardato a puntino e non esco su FaceBook o su Instagram, anche noi siamo per forza Angeli….. Lo saremo quando in sicurezza riusciremo a migliorare la respirazione, l’equilibrio tono/trofico, ecc… nelle fasi che ci competono, sicuramente meno apparente agli occhi dei media, ma indispensabile per i nostri futuri pazienti.

Questa “APPARENTE NECESSITÀ” è utile a tutti coloro che hanno deciso di affermare il proprio impegno non più con i pazienti ma attraverso l’attività di rappresentanza, le politiche associative, ecc… con un ruolo di visibilità pubblica che potrebbe essere soppesata un futuro a bocce ferme; chiedo a coloro che hanno voluto terminare di leggere questo articolo di riflettere attentamente sulla vera ragione dell’essere professionista sanitario in riabilitazione, l’azzeccagarbugli di manzoniana memoria è fuori luogo mentre la gente muore e il Paese si prepara alla convivenza con il virus fino al vaccino liberatore: sono scomparsi i NOVAX perché in questi momenti sarebbe anche fuori luogo professare l’immunizzazione naturale di gregge, come in un primo momento ipotizzato dal Primo Ministro Inglese.

La concretezza e il pragmatismo scientifico devono segnare il nostro agire, le mode le lasciamo agli influencer di turno; la politica sanitaria torni al suo ruolo indispensabile senza ansie da prestazioni, trovando il suo ruolo come ha fatto negli ultimi tre anni, questo sì che ne è valsa la pena consumarsi nella visibilità per difendere le professionalità che anche il Comitato Nazionale dei Fisioterapisti e Massofisioterapisti UICI ha difeso e che ho avuto L’onore di coordinare”.

Ciechi in prima linea, di Alfio Pulvirenti

Autore: Alfio Pulvirenti

I ciechi, centralinisti e fisioterapisti, manifestano un alto senso di responsabilità  svolgendo  il proprio lavoro, necessario per il buon andamento della nazione.

Sono i centralinisti che lavorano in ospedale e negli altri poli nevralgici del paese a fornire, mediante i media, la percezione dello stato di tensione a cui la popolazione italiana è sottoposta in questi giorni.

Oggi, in Sicilia, una centralinista cieca ha affermato di rinunciare la fruizione, in questa giornata, dei benefici della legge 104 per dare manforte ai colleghi in modo da rendere più sostenibile lo sforzo di tutti. Ancora un altro centralinista dell’isola ha affermato, stando in servizio, : “noi centralinisti siamo in prima linea”.

Anche i fisioterapisti e massofisioterapisti ciechi ed ipovedenti si trovano in prima linea. Questi professionisti sanitari manifestano il proprio contributo,  come i centralinisti,  non sottraendosi al servizio ma manifestando l’esigenza di svolgere il proprio lavoro con la massima qualità a beneficio dei cittadini destinatari delle cure riabilitative.

Sia i centralinisti, sia i fisioterapisti e massofisioterapisti ciechi ed ipovedenti dimostrano mediante questo atteggiamento la propria capacità di integrarsi nel sistema sociale e produttivo della nostra nazione, annoverandosi fra coloro che sono virtuosi.

Tuttavia, è necessario riflettere su quegli aspetti specifici dei ciechi che, malgrado gli strumenti offerti dalla tecnologia,  non sono prescindibili.  Uno di questi è rappresentato del supporto di accompagnamento a lavoro, effettuato in molti casi dai ragazzi del servizio civile e dai volontari, il quale è stato compromesso proprio a seguito della sospensione dell’attività dei progetti del servizio civile.  

La sincronizzazione fra le scelte dei decisori relativamente al servizio civile e la possibilità per i ciechi di astensione dal lavoro per l’impossibilità di raggiungerne la sede operativa non è automatica. Ciò comporta inevitabilmente per i ciechi il riaffiorare dei problemi di sempre ma in un contesto socioeconomico più complesso.

Per i fisioterapisti e massofisioterapisti insiste un’ulteriore grande criticità. Essendo professioni che prevedono un contatto diretto con i pazienti da curare, l’assenza di misure protettive idonee esporrebbe i professionisti al rischio di contagio. Paradossalmente, malgrado l’Italia abbia un Sistema Sanitario fra i migliori nel mondo, la disponibilità di presidi di prevenzione individuale è carente e ciò costituisce elemento di grande criticità per i professionisti non vedenti che per curare i pazienti debbono avvalersi, inevitabilmente, del contatto, debbono toccare.

Allo stato attuale non c’è alcuna norma nazionale o regionale che favorisca il superamento del problema, lasciando da soli i professionisti con disabilità visiva, i quali si sentono collocati fra la necessità di agire secondo i canoni della scienza e delle buone prassi e l’incertezza della propria sicurezza.

È necessario, pertanto,  l’intervento dell’Unione dei Ciechi e degli Ipovedenti sulle istituzioni al fine da contenere il disagio e il rischio a cui molti ciechi e ipovedenti vanno incontro in questo preciso momento della storia.

Albo dei Fisioterapisti ed Elenchi Speciali dei Massofisioterapisti: ecco cosa cambia anche per i privi della vista, di Giovanni Cancelliere

Autore: Giovanni Cancelliere

Riceviamo e diffondiamo.

In questo anno che sta per chiudersi, questa Associazione con le sue 100 candeline da festeggiare, si è spesa nel contribuire a migliorare le condizioni dei ciechi tra cui coloro interessati all’argomento che stiamo trattando in questo articolo.

I ciechi nel mondo sanitario sono presenti da settanta anni, seguendo i cambiamenti di una professione che mutava con il mutare della società e delle competenze da acquisire, con il variare delle riforme sanitarie e dei profili formativi, che passo passo le nuove competenze professionali imponevano di essere acquisite.

Il 2019 sarà ricordato come un anno di svolta per la professione del fisioterapista e di conseguenza dei privi della vista.

Il susseguirsi delle riforme ha creato una pluralità di soggetti giuridici di cui non tutti erano tutelati dalle leggi del lavoro protetto o dalla possibilità di essere rappresentati anche dalla nostra Unione. Coloro che potrebbero rientrare nelle tutele si sono trovati di fronte uno scoglio ancora più insidioso: una legge vetusta che ha bisogno di una profonda modifica o sostituzione, cioè parliamo della legge 29 dell’11 gennaio 1994.

Oggi abbiamo chiuso un cerchio intorno a coloro diplomati presso i nostri istituti post riforma Bindi del 1999, continuano a non avere la titolarità di professionisti sanitari ma possono tranquillamente continuare a lavorare nelle strutture pubbliche e private, possono continuare ad avere i propri studi professionali, seppur con attività ausiliarie: nessuno però può arrecare richieste di abusivismo alla professione sanitaria.

Il nostro lavoro svolto in questi due anni sui tavoli ministeriali ha contribuito alla stesura dei commi 537, 538, 542 dell’art.1 legge di bilancio 2019, legge 145/2018 e il suo decreto attuativo D.M. Salute 9 agosto 2019, obbligando la Federazione degli Ordini delle professioni sanitarie di farsi carico degli Elenchi Speciali per i nostri Massofisioterapisti post 99.

Il futuro parlerà di università e accessibilità per coloro che vorranno fare il fisioterapista; l’abbattimento dei test di logica geometrica e figurativa come primo atto di accessibilità è stato reso possibile in questi tre anni in tre università nei corsi per fisioterapia delle Facoltà di Medicina di Torino, Sede Distaccata di Bolzano (UniFerrara), Facoltà di Medicina di Napoli alla Ferdinando II. Resta il pilastro di UniFirenze con i 5 posti di riserva per i non vedenti.

L’iscrizione all’albo dei Fisioterapisti attuata attraverso il D.M. Salute 13 marzo 2018 e la legge Lorenzin, apre un futuro meno conflittuale anche per i non vedenti che sono nella condizione di equipollenza o di titolo di D.U nei confronti dei colleghi vedenti, abbattendo il tabù della diffidenza che ha governato le associazioni della nostra professione tra gli anni Ottanta fino alla metà della precedente decade.

In questo periodo di transizione di chiusura di legislatura, convocazione dei Congressi territoriali, l’apertura del Congresso Nazionale 2020, insediamento dei nuovi comitati e commissioni, dovremmo monitorare come Associazione in difesa dei non vedenti, la Proposta di modifica della legge 29/1994 presente in Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, sperando che al più presto possa individuare una vera nuova opportunità di difesa del lavoro tutelato, quando sarà definita legge.

Altro aspetto è come approcciarsi al mondo giovanile e alle loro famiglie e rendere questa professione nuovamente apprezzabile come lo era un tempo non per mera nostalgia ma perché sappiamo che resta una delle attività che meglio un non vedente può effettuare, con le dovute specificità in campi dove la terapia manuale la fa da padrone.

Oggi, giustamente, si cercano nuovi sbocchi lavorativi e professionali per creare altre opportunità lavorative perché possa l’individuo auto realizzare le proprie aspettative e attitudini, ma sarebbe autolesionistico come management associativo non stimolare le nuove generazioni ad essere almeno curiosi di una delle professioni che meglio si confà al non vedente e che ha prodotto nel tempo autonomia, autodeterminazione, integrazione e benessere bio-psico-sociale.

Per fare ciò dovremmo modificare anche le modalità di difesa delle singole persone, comprendendo che il mondo sanitario richiede capacità, competenze che un tempo non erano richieste e che oggi sono la base del professionismo e che tutti indistintamente non abbiamo; indirizzare verso campi più specialistici o verso lavori più generalisti non può essere vista come discriminante ma dare un indirizzo che non produca col tempo frustrazione o incapacità.

L’Albo dei Fisioterapisti è una opportunità anche per i non vedenti se se ne colgono i pregi e non soltanto gli aspetti negativi, è anche vero che tutti i professionisti non hanno colto il potenziale di questo evento, forse perché è ancora ai suoi albori come istituto, ma noi dovremmo prima degli altri comprenderne le potenzialità.