App che non possono mancare sul nostro dispositivo, di Giuseppe Fornaro

Autore: Giuseppe Fornaro

I telefoni di ultima generazione, sono già dotati di strumenti per l’accessibilità.

Ecco un elenco di app che non possono mancare sul nostro dispositivo!

Seeing AI, l’app che aiuta i non vedenti con l’intelligenza artificiale, è un ‘app multi funzione che permette di fare diverse cose.
Premetto che purtroppo è in inglese, sebbene sia intuitiva. È composta da vari canali, così vengono chiamati che si possono scegliere con un flic dall’alto verso il basso.
Short text permette di riconoscere un testo al volo, avvicinando l’iPhone al foglio contenente lo stesso.
Poi c’è documents, che permette di riconoscere un testo, mediante lo scatto di una foto.
Poi c’è person, che tenta di riconoscere una persona, dicendoti più o meno l’età.
Poi c’è colors che è abbastanza chiaro cosa faccia.
Poi c’è scene, che riconosce oggetti e ambientazioni.
Poi c’è il riconoscitore di banconote ed il rilevatore di luce.
INPS mobile,  permette all’utente che ne usufruisce di utilizzare attraverso il proprio smartphone o tablet i diversi servizi disponibili sul sito dell’Istituto di previdenza. Drive, gratuitamente per avere i tuoi file sempre a portata di mano da smartphone, tablet o computer.
myTIVÙ, è la nuova app che ti permette di guardare tutti i canali TV del digitale terrestre sul tuo device!
Google Maps, è un servizio accessibile dal relativo sito web che consente la ricerca e la visualizzazione di carte geografiche di buona parte della Terra. Oltre a questo è possibile ricercare servizi in particolari luoghi, tra cui ristoranti, monumenti e negozi.
Be My Eyes,Be My Eyes è un’app gratuita che collega persone non vedenti e ipovedenti con volontari vedenti o rappresentanti aziendali per l’ assistenza …
Orario Treni, Orario Treni è l’app indispensabile per chi viaggia spesso in treno. Basta inserire città di partenza e di arrivo per ricevere le informazioni.
Moovit,  Un’unica app per muoversi in città. Muoversi è parte fondamentale della nostra quotidianità.
BancoPosta, Con l’APP BancoPosta puoi controllare il saldo e la lista movimenti del tuo Conto Bancoposta e delle Postepay.
KNFB Reader,  consente di accedere facilmente a documenti cartacei e file, in qualsiasi momento, ovunque ci si trovi.
Facebook, Non si potrebbe proprio più fare a meno di quest’applicazione che permette di utilizzare la piattaforma di social network più usata.
‎WhatsApp, è un servizio di messaggistica istantanea multi-piattaforma che consente a tutti gli utenti che utilizzano il servizio di inviare e ricevere messaggi di testo, messaggi vocali, fotografie e video, pubblicare storie, condividere la posizione e contatti in maniera facile e veloce.
eValues2 permette di leggere i quotidiani presenti nell’omonimo servizio.
Ci si deve registrare ed inviare il certificato d’invalidità al centro ricerche scientifiche dell’Uici.
Libro parlato online e Libro parlato Lions 2 App per leggere libri.
SalaBlu+,  +”, la nuova app per i servizi ferroviari delle persone con disabilita’.
MovieReading, Il cinema diventa libero e accessibile a tutti con sottotitoli e audio descrizioni su smartphone e tablet.
Audio to Text for WhatsApp,  è uno strumento che offre agli utenti la possibilità di convertire i messaggi vocali in testo.

Basterà effettuare una pressione prolungata sul messaggio audio, toccare l’icona per la condivisione presente in WhatsApp e successivamente selezionare l’applicazione per ottenere il testo corrispondente.
Segnalatemi le app che vi danno problemi di accessibilità.

Giuseppe Fornaro
fornarog@uiciechi.it
3735419953

Linee guida sull’accessibilità informatica, di Marco Pronello

In un articolo precedente, abbiamo analizzato l’ambito di applicazione e le clausole di esclusione dagli obblighi della legge Stanca e della direttiva 2016/2102 sull’accessibilità degli strumenti informatici. Ora entriamo un po’ più nello specifico, analizzando le disposizioni sull’adozione, ai sensi dell’art. 11 della legge Stanca, delle  linee guida per individuare le regole tecniche necessarie a garanzia del rispetto dei principi e dei requisiti di accessibilità.

I siti web e le applicazioni mobili dei soggetti erogatori sono accessibili se “…sono percepibili, utilizzabili, comprensibili e solidi.” (art. 3 bis comma 1 della legge Stanca e art. 4 della direttiva 2016/2102/UE)

Secondo il successivo comma della legge, i servizi realizzati tramite siti web, applicazioni mobili e supporti informatici rimovibili di cui all’ Allegato A del D.M. 8 luglio 2005 sui criteri per la verifica tecnica di accessibilità, e resi fruibili, tra l’altro, anche mediante la documentazione di supporto di cui all’Allegato D dello stesso Decreto Ministeriale, sono accessibili se presentano i requisiti ex art. 2 comma 1 lett. a) e, in particolare, se rispondono ai principi e alle linee guida WCAG 2.0, contenuti nella Recommendation Web Accessibility Initiative (WAI) del World Wide Web Consortium (W3C) dell’11 dicembre 2008.

In particolare, le informazioni devono essere facilmente fruibili su varie piattaforme e su diversi browser con tecnologie compatibili con l’accessibilità, assicurando che le azioni da compiere per ottenere servizi e informazioni siano sempre uniformi tra loro. L’uso dev’essere volto ad un principio di efficienza, assicurando la separazione tra contenuto, presentazione e modalità di funzionamento delle interfacce, e la possibilità di rendere disponibile l’informazione attraverso differenti canali sensoriali, e ad un principio di efficacia nell’uso e rispondenza alle esigenze dell’utente, assicurando che le azioni da compiere per ottenere in modo corretto servizi e informazioni siano indipendenti dal dispositivo o dai programmi utilizzati per l’accesso. Infine, l’esperienza di utilizzo dev’essere soddisfacente da parte dell’utente, che non deve trovare ingiustificati disagi o vincoli. L’allegato A del D.M. 8 luglio 2005 determina, nell’ambito della legislazione vigente e secondo le linee guida internazionali, i requisiti per la piena accessibilità, che sono in dettaglio:

  1. Alternative testuali per qualsiasi contenuto di natura non testuale in modo che il testo possa essere fruito e trasformato secondo le necessità degli utenti, per esempio convertito in stampa a caratteri ingranditi, in stampa Braille, letto da una sintesi vocale, simboli o altra modalità di rappresentazione del contenuto. L’alternativa testuale dovrà comunicare lo stesso messaggio intrinseco del contenuto non testuale, ad eccezione delle seguenti situazioni: se il contenuto non testuale è un controllo o raccoglie l’input degli utenti, deve avere un nome esplicativo che ne descriva la finalità; se il contenuto non testuale è in formato audio, video, è una animazione o una combinazione di questi formati, se è un test o un esercizio che potrebbe essere non correttamente compreso se presentato come testo e se ha lo scopo primario di creare una specifica esperienza sensoriale, deve essere fornita anche una alternativa testuale che ne contenga almeno una descrizione; se la finalità del contenuto non testuale è confermare che esso viene utilizzato da una persona e non da un computer, devono essere fornite alternative testuali che ne identifichino e descrivano lo scopo, e devono essere fornite forme alternative di CAPTCHA che utilizzino diverse modalità di output per differenti tipologie di percezioni sensoriali al fine di soddisfare differenti disabilità; infine, se il contenuto non testuale è puramente decorativo, viene utilizzato solamente per formattazione visuale o non viene presentato agli utenti, deve essere realizzato in modo che la tecnologia assistiva lo possa ignorare.
  1. Alternative testuali equivalenti per le informazioni veicolate da formati audio, video, contenenti immagini animate e formati multisensoriali in genere, se questi non costituiscono un’alternativa ad un contenuto testuale presente nella pagina e non sono chiaramente etichettati come tali. Devono essere forniti sottotitoli sincronizzati per i contenuti di solo audio. Salva l’eccezione di cui sopra, per i contenuti essenziali per l’erogazione di un servizio, registrati in formato video o che contengono animazioni e prevedono l’esecuzione di azioni non descritte tramite audio, deve essere fornita una descrizione audio o testuale alternativa, mentre per contenuti essenziali per l’erogazione di un servizio, presentati in diretta in formato audio, video o animazioni, o in formato multisensoriale, devono essere forniti sottotitoli sincronizzati per il formato utilizzato.
  1. Contenuti presentati in modalità differenti, ad esempio con layout più semplici, senza perdita di informazioni o struttura e fruibili in qualsiasi situazione, definiti tramite la tecnologia compatibile con l’accessibilità utilizzata o resi disponibili in formato testuale. Quando il flusso sequenziale di presentazione del contenuto influisce sulla percezione del suo significato, deve essere definita la corretta sequenza di lettura. Ciò può essere realizzato tramite la tecnologia compatibile con l’accessibilità utilizzata. Le istruzioni fornite per comprendere ed operare sui contenuti non devono basarsi unicamente su caratteristiche sensoriali dei componenti quali forma, dimensione, ubicazione visiva, orientamento o suono.
  1. Visione e ascolto dei contenuti più semplice per gli utenti, con i contenuti in primo piano separati dallo sfondo. Il colore non deve essere utilizzato come unica modalità visiva per rappresentare informazioni, indicare azioni, richiedere risposte o come elemento di distinzione visiva. I contenuti sonori in una pagina web devono essere controllabili mediante funzionalità con le quali possano essere avviati, messi in pausa o interrotti, oppure deve essere fornita una modalità per il controllo del volume che sia indipendente dal controllo predefinito del sistema; qualora sia previsto l’inizio automatico della loro esecuzione, questa non deve durare più di tre secondi. La rappresentazione a monitor del testo in formato accessibile o immagine deve avere un rapporto di contrasto fra testo in primo piano e sfondo di almeno 4.5:1, eccetto per Testi di grandi dimensioni, almeno 18 punti normale o 14 punti grassetto, che possono avere un rapporto di contrasto di almeno 3:1 e per testi che siano parti inattive di componenti dell’interfaccia utente, di pura decorazione, invisibili oppure che facciano parte di immagini contenenti contenuti visuali maggiormente significativi, che non hanno alcun requisito di contrasto, così come i logotipi, cioè testi che fanno parte di un logo o di un marchio. Inoltre, il testo, ad eccezione dei sottotitoli e del testo in formato immagine, deve poter essere ridimensionato fino al 200% senza l’ausilio di tecnologie assistive e senza perdita di contenuto e funzionalità. Quanto al testo rappresentato come immagine, se le tecnologie utilizzate consentono di ottenere la corretta rappresentazione visuale, per veicolare l’informazione deve essere utilizzato un formato testo, tranne se l’immagine che rappresenta testo può essere personalizzata visivamente secondo le esigenze dell’utente e se una particolare rappresentazione del testo è essenziale per il tipo di informazione veicolata, come per esempio i logotipi.
  1. Disponibilità di tutte le funzionalità anche tramite tastiera, senza obbligare a tempi specifici per le singole battute, salvo quando la funzione sottostante richieda un input dipendente dai movimenti dell’utente che non possa essere ottenuto in modo equivalente con input da tastiera. Se è possibile portare il focus su un componente della pagina tramite tastiera, deve anche essere possibile spostarsi ad un altro componente con la stessa modalità. Se non fosse sufficiente l’uso dei normali tasti Freccia o Tab o altri metodi di uscita standard, l’utente deve essere informato esplicitamente su come rilasciare il focus.
  1. Tempo sufficiente per leggere ed utilizzare i contenuti, con la possibilità per l’utente di rimuovere o regolare in una gamma di opzioni che sia almeno dieci volte superiore alla durata prevista dall’impostazione predefinita il limite di tempo presente in un contenuto prima di raggiungerlo, previo avviso all’utente almeno venti secondi prima dello scadere e previa indicazione dell’azione semplice da eseguire, per un massimo di dieci volte, per estendere il limite, per esempio premere la barra spaziatrice, ad eccezione di eventi in tempo reale, in cui il limite di tempo è un elemento fondamentale, come un’asta on line, o è essenziale per l’attività, pena la sua invalidità, come una verifica a tempo, e quando il limite di tempo è superiore a 20 ore. Nel caso fossero presenti nella pagina animazioni, immagini lampeggianti, in scorrimento o contenuti che si aggiornano automaticamente, che durino più di cinque secondi e che siano presentati in parallelo con altro contenuto, deve essere presente un meccanismo per metterli in pausa, interromperli, nasconderli, o per controllare la frequenza dell’aggiornamento, a meno che siano parte essenziale dell’attività.
  1. sviluppo di pagine web che non contengano nulla che lampeggi per più di tre volte al secondo, o con un lampeggiamento che sia al di sotto della soglia generale di lampeggiamento e della soglia del lampeggiamento rosso, in modo da non causare crisi epilettiche.
  1. Funzionalità di supporto per navigare, trovare contenuti e determinare la propria posizione nel sito e nelle pagine. deve essere fornita una modalità per saltare i blocchi di contenuto che si ripetono su più pagine web, ogni pagina web deve avere un titolo che ne descriva l’argomento o la finalità e se una pagina web può essere navigata in modo sequenziale e le sequenze di navigazione influiscono sul significato e sul funzionamento, gli oggetti che possono ricevere il focus devono riceverlo secondo un ordine che ne preservi il senso e l’operatività. Lo scopo di ogni collegamento deve essere comprensibile e può essere determinato dal suo testo da solo o in sinergia ai contenuti contestuali circostanti, determinabili mediante la tecnologia compatibile con l’accessibilità utilizzata, salvo il caso in cui lo scopo del collegamento potrebbe risultare ambiguo per la gran parte degli utenti. Per identificare una pagina web all’interno di un insieme devono essere disponibili più modalità, salvo il caso in cui questa sia il risultato, o una fase, di un’azione. Per descrivere l’organizzazione logica degli argomenti e la finalità dei blocchi di contenuto, devono essere utilizzati titoli appropriati e nel corretto ordine sequenziale gerarchico e tutti i componenti interattivi devono essere dotati di etichette descrittive che ne chiariscano lo scopo. Infine, qualsiasi interfaccia utente utilizzabile tramite tastiera deve possedere una funzionalità operativa in cui è visibile l’indicatore del focus.
  1. Leggibilità e comprensibilità del contenuto testuale, mediante la definizione della lingua di ogni pagina web e, in caso di porzioni in lingue diverse, di ognuna di esse e la sua impostazione può essere determinata mediante la tecnologia compatibile con l’accessibilità utilizzata, ad eccezione, in caso di lingue diverse da quella principale, di nomi propri, termini tecnici, parole in lingue indeterminate e parole o frasi che sono diventate parte integrante del gergo del testo immediatamente circostante.
  1. Creazione di pagine web che appaiano e si comportino in maniera prevedibile, nel senso che non si avvii automaticamente un cambiamento del contesto alla ricezione del focus da parte di un componente e al cambiamento dell’impostazione di qualsiasi componente nell’interfaccia utente non deve seguire automaticamente un cambiamento di contesto, a meno che l’utente ne sia stato informato prima di utilizzarlo. Ancora, i meccanismi di navigazione ripetuti su più pagine web all’interno di un insieme devono apparire nello stesso ordine ogni volta che si ripetono, a meno che l’utente non abbia avviato un cambiamento. I componenti che hanno la stessa funzionalità all’interno di un insieme di pagine web devono essere sempre identificati in modo uniforme.
  1. Assistenza nell’inserimento di dati e informazioni, aiutando l’utente ad evitare e correggere gli errori mediante chiara identificazione dell’elemento errato e descrizione dell’errore tramite testo. Quando il contenuto richiede azioni di input da parte dell’utente devono essere fornite etichette o istruzioni per la loro corretta esecuzione e se viene identificato un errore di inserimento che si può correggere devono essere forniti suggerimenti all’utente, a meno che ciò non pregiudichi la sicurezza o la finalità del contenuto. Per le pagine web che determinano obbligazioni giuridiche, che prevedono transazioni finanziarie, che gestiscono inserimento, cancellazione, gestione di dati controllabili dall’utente in un sistema di archiviazione o che inoltrano risposte a test, le azioni devono essere reversibili, i dati inseriti dall’utente devono essere verificati e va fornita all’utente la possibilità di correggere eventuali errori di inserimento, o va resa disponibile una funzionalità per la revisione, conferma e correzione delle informazioni prima del loro invio definitivo.
  1. Massima compatibilità con i programmi utente e con le tecnologie assistive: i linguaggi di marcatura devono essere utilizzati in modo conforme alle specifiche previste nelle relative grammatiche formali di riferimento e per tutti i componenti dell’interfaccia utente, tra cui elementi di un modulo, collegamenti e componenti generati da script, devono poter essere determinati mediante la tecnologia compatibile con l’accessibilità utilizzata; stati, proprietà e valori che possono essere impostati dall’utente devono essere impostabili da programma e le notifiche sui cambi di stato di questi elementi devono essere rese disponibili ai programmi utente, incluse le tecnologie assistive.

I contratti per la realizzazione e la modifica di siti web e applicazioni mobili stipulati dai soggetti di cui all’art. 3 comma 1 sono nulli se non rispettano la piena conformità a questi requisiti, salvo in caso di onere sproporzionato (art. 4 comma 2).

I tre successivi commi subordinano ai requisiti di accessibilità stabiliti dalle linee guida, la concessione di contributi pubblici a soggetti privati per l’acquisto di beni e servizi informatici destinati all’utilizzo, oltre che del pubblico, dei lavoratori con disabilità, anche per la predisposizione di postazioni di telelavoro, ex art. 13 comma 1 lettera c) della legge 68/99, che prevede il rimborso forfettario parziale delle spese necessarie all’adeguamento del posto di lavoro a beneficio dei disabili con riduzione della capacità lavorativa superiore al 50%, o per l’apprestamento di tecnologie di telelavoro, secondo le specifiche tecniche stabilite dall’Agenzia per l’Italia digitale (AgId). Stessi obblighi sono in capo ai datori di lavoro pubblici che vi provvedono nell’ambito delle specifiche dotazioni di bilancio destinate alla realizzazione e allo sviluppo del sistema informatico.

Le disposizioni sull’accessibilità di cui agli Allegati A, B e D del D.M. 8 luglio 2005 valgono anche per il materiale formativo e didattico, compresi i software di lettura dei testi e di verifica delle competenze, utilizzato nelle scuole di ogni ordine e grado (art. 5 comma 1 della legge e art. 2 commi 2, 3, 4, 5 e 6 del D.M. 30 aprile 2008 recante “Regole tecniche disciplinanti l’accessibilità agli strumenti didattici e formativi a favore degli alunni disabili”). A tal fine, il successivo paragrafo vincola il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e le associazioni di editori a prevedere, nelle convenzioni per la fornitura di libri alle biblioteche scolastiche, la fornitura di copie su supporto digitale degli strumenti didattici fondamentali, accessibili anche agli alunni con disabilità e agli insegnanti di sostegno, nell’ambito delle disponibilità di bilancio.

Sulla base delle linee guida, i soggetti erogatori effettuano ed aggiornano periodicamente una dichiarazione di accessibilità particolareggiata, pubblicata in un formato accessibile sul proprio sito web  unitamente, quanto alle applicazioni mobili, ad altre informazioni disponibili al momento di scaricare l’applicazione (art. 3-quater commi 4 e 5). Tale dichiarazione comprenderà la valutazione relativa alla sussistenza delle circostanze che determinino, eventualmente, un onere sproporzionato ex art. 3 ter commi 1 e 2 della legge e art. 5 della direttiva, ostativo alla piena resa accessibile, in tutto o in parte, di uno strumento informatico (art. 3 ter comma 3 e art. 3 quater comma 1). In questo caso i soggetti erogatori dovranno indicare le parti di contenuto del sito web o dell’applicazione mobile non accessibili per onere sproporzionato, con le motivazioni che ne giustificano l’inaccessibilità e l’indicazione di eventuali soluzioni di accessibilità alternative (art. 3 quater comma 2 lett. a).

Ai sensi della successiva lettera b), i soggetti erogatori dovranno descrivere il meccanismo di feedback, ed indicare il relativo link per consentire a chiunque di notificare eventuali difetti degli strumenti informatici in termini di accessibilità  e di richiedere le informazioni non accessibili e l’adeguamento dei sistemi.

Presso l’AgId si trova l’elenco delle persone giuridiche ammesse, su loro richiesta, come certificatori di accessibilità previa garanzia di imparzialità ed indipendenza nell’esercizio delle proprie attività e di disponibilità di un’adeguata strumentazione per l’applicazione delle metodologie di verifica tecnica e soggettiva  per mezzo di figure professionali esperte ed idonee ad interagire con i soggetti con specifiche disabilità (art. 3 comma 2 DPR 75/2005). I soggetti privati si rivolgono ad uno dei valutatori che in caso di esito positivo rilascia l’attestato di accessibilità, con validità non superiore a dodici mesi e che sarà allegato alla richiesta al Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie della Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’autorizzazione ad utilizzare il logo attestante il possesso dei requisiti di accessibilità (art. 4 commi 1 e 2 e art. 5).

La conformità della dichiarazione di accessibilità al modello di cui all’art. 3-quater comma 3 e ai casi di inaccessibilità è verificata dall’AgId nell’ambito dei compiti di monitoraggio di cui all’art. 7 comma 1 lett. a) e a-bis) (art. 3-quinquies comma 1) e tale dichiarazione dovrà contenere altresì, secondo quanto disposto dall’art. 3-quater comma 2 lett. c), il link all’area presente sul sito istituzionale dell’AgId per presentare al difensore civico digitale, istituito dall’art. 17 comma 1-quater del d.lgs. 82 /2005, le segnalazioni ex art. 3-quinquies comma 2 in caso di risposta insoddisfacente o di mancata risposta, nel termine di trenta giorni, alla notifica o alla richiesta di cui alla lettera b).

Ricevuta la segnalazione, il difensore civico, se la ritiene fondata, invita il soggetto responsabile della violazione a porvi rimedio tempestivamente e comunque non oltre trenta giorni. Le decisioni del difensore civico sono pubblicate in un’apposita area del sito Internet istituzionale. Il difensore segnala le inadempienze all’ufficio competente per i procedimenti disciplinari di ciascuna amministrazione.

Nota bene: queste ed altre tematiche saranno affrontate ed approfondite in un corso su diritto e disabilità, organizzato dal dipartimento politiche sociali e disabilità della Federiciana Università Popolare di Napoli. Per informazioni scrivere a federicianadisabilita@gmail.com.

Per ulteriori approfondimenti, scrivere a Marco Pronello, marco.pronello@gmail.com

Ambito di applicazione delle norme sull’accessibilità informatica, di Marco Pronello

Con la firma e la ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, approvata il 13 dicembre 2006, l’Unione Europea e la maggior parte degli Stati membri, tra cui l’Italia con la legge 18/2009, si sono impegnati, tra l’altro, ad adottare misure adeguate per garantire l’accesso alle tecnologie e ai sistemi di informazione e comunicazione, così come definiti all’art. 2, alle persone con disabilità, cioè a chi presenta menomazioni fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali durature che, interagendo con barriere di diversa natura, possono ostacolare la loro piena ed effettiva partecipazione alla società in condizioni di parità con gli altri (preambolo lett. E art. 1 comma 2). I firmatari si sono impegnati inoltre ad elaborare, adottare e monitorare l’attuazione di norme minime e linee guida per l’accessibilità alle strutture ed ai servizi aperti o forniti al pubblico, astenendosi dall’intraprendere ogni atto in contrasto con la Convenzione.

Questa prevede inoltre che la progettazione di prodotti, strutture, programmi e servizi debba consentirne l’uso da parte di tutte le persone, nella misura più estesa possibile, senza il bisogno di adattamenti o di progettazioni specializzate. Questo principio di progettazione universale di cui all’art. 2 non esclude, se necessari, dispositivi di assistenza per particolari gruppi di persone con disabilità, pensiamo ad esempio alle tecnologie assistive di lettura schermo per le persone con disabilità visiva.

In ambito comunitario, è intervenuta la Direttiva UE 2016/2102 relativa all’accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici, ai fini di uniformare le norme in vigore nei singoli paesi membri basate su linee guida internazionali ormai obsolete, (art. 1 primo comma e considerando 5), di facilitare l’ingresso, la permanenza sul mercato e la concorrenza delle piccole e medie imprese che si occupano di progettazione di siti internet e di applicazioni mobili e di diminuire i costi troppo esosi della resa accessibile dei loro prodotti (considerandi 6-9).

In ambito interno, la norma di riferimento è la legge 4/2004 (legge Stanca), come modificata dal decreto legislativo 106/2018, recante disposizioni per favorire e semplificare l’accesso degli utenti e, in particolare, delle persone con disabilità agli strumenti informatici.

Analizziamole in combinato disposto, considerata l’identità fattuale degli ambiti e considerato che il D.lgs. 106/2018 ratifica la direttiva nell’ordinamento italiano.

La legge Stanca dà una definizione diretta di accessibilità, cioè “la capacità dei sistemi informatici ivi inclusi i siti web e le applicazioni mobili, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari” (art. 2 comma 1 lett. A), mentre la direttiva ne dà una indiretta, demandando agli stati membri il controllo affinchè i siti web e le applicazioni mobili degli enti pubblici siano percepibili, utilizzabili, comprensibili e solidi (art. 4).

Ciò precisato, quello che salta subito agli occhi è l’applicabilità più ampia della legge Stanca rispetto alla direttiva. Infatti il titolo della direttiva fa esplicito riferimento agli enti pubblici come soggetti esclusivi destinatari della norma, mentre il titolo della legge stanca non pone limiti nella sua lettera.

L’ambito di applicazione della legge è molto vasto e sicuramente non tipizzato: infatti “è tutelato e garantito, in particolare, il diritto di accesso ai servizi informatici e telematici della pubblica amministrazione e ai servizi di pubblica utilità da parte delle persone con disabilità, in ottemperanza al principio di uguaglianza ai sensi dell’articolo 3 della Costituzione.” (art. 1 comma 2) e si applica alle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1 comma 2 del d.lgs. 165/2001, cioè a “…tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale.”,  agli enti pubblici economici, alle aziende private concessionarie di servizi pubblici, alle aziende municipalizzate regionali, agli enti di assistenza e di riabilitazione pubblici, alle aziende di trasporto e di telecomunicazione a prevalente partecipazione di capitale pubblico e alle aziende appaltatrici di servizi informatici, a tutti i soggetti che usufruiscono di contributi pubblici o agevolazioni per l’erogazione dei propri servizi tramite sistemi informativi o internet e agli organismi di diritto pubblico ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 1, punto 4, della direttiva 2014/24/UE , cioè agli organismi istituiti per soddisfare specificatamente esigenze di interesse generale, aventi carattere non industriale o commerciale, dotati di personalità giuridica e finanziati per la maggior parte dallo Stato, dalle autorità regionali o locali o da altri organismi di diritto pubblico, o la cui gestione è posta sotto la vigilanza di tali autorità o organismi, o il cui organo di amministrazione, di direzione o di vigilanza è costituito da membri più della metà dei quali è designata dallo Stato, da autorità regionali o locali o da altri organismi di diritto pubblico.

Clausole di espressa esclusione esistono, evidentemente, laddove i legislatori comunitario ed interno abbiano ravvisato situazioni in cui sarebbe irragionevole pretendere la piena accessibilità. Tuttavia, mentre l’elenco delle inclusioni è definito soggettivamente dall’art. 1 comma 2 della legge Stanca, ma non dalla direttiva, i casi di esclusione sono definiti oggettivamente, ossia attraverso l’indicazione delle fattispecie nelle quali la legge non trova applicazione indipendentemente dalla qualifica del soggetto interessato, perché riferibili a determinati sistemi informatici  appartenenti, per legge o per loro natura, ad un ampio ventaglio di ipotesi.

Sono esenti, secondo il combinato disposto della direttiva e della legge interna, i contenuti di extranet, intranet o siti web e i contenuti che si trovano su dispositivi mobili o programmi utente per dispositivi mobili sviluppati per gruppi chiusi di utenti o per uso specifico in determinati contesti e non disponibili e usati da ampi segmenti di pubblico (considerando 20 della direttiva e art, 2 comma 1 lett. A-quater) della legge Stanca) e in particolare a quelli pubblicati prima del 23 settembre 2019 fino a una loro revisione sostanziale (art. 1 comma 4 lett. G della direttiva e art. 3 comma 2 della legge Stanca). Qui finiscono le limitazioni fatte proprie dalla lettera della legge italiana.

Ferma la previsione, ovvia in diritto sostanziale,  dell’art. 2 che fa salva la possibilità in capo agli Stati membri di mantenere o introdurre misure conformi al diritto dell’Unione che vadano al di là delle prescrizioni minime della direttiva (si veda anche il considerando 34), la medesima prevede altre clausole di esclusione. All’art. 1 comma 3   esime dall’obbligo di accessibilità i siti web e le applicazioni mobili delle emittenti di servizio pubblico e delle società da esse controllate e di altri organismi o loro società controllate per l’adempimento di un compito di radiodiffusione di servizio pubblico (lett. A) e anche considerando 23), e i siti web e applicazioni mobili di ONG che non forniscono servizi pubblici essenziali per il pubblico o servizi specifici per le esigenze delle persone con disabilità o ad esse destinati (lett. B) e anche considerando 25).

Il successivo comma, esime dall’obbligo di accessibilità i formati di file per ufficio “…pubblicati prima del 23 settembre 2018, a meno che tali contenuti non siano necessari per i processi amministrativi attivi relativi alle funzioni assolte dall’ente pubblico interessato” (lett. a) e anche considerando 26), i media “…basati sul tempo preregistrati pubblicati prima del 23 settembre 2020” e quelli “…basati sulla trasmissione in diretta” (lett. b) e c) e anche considerando 27), le carte e i servizi di cartografia online, “…a condizione che le informazioni essenziali siano fornite in modalità digitale accessibile per le carte per la navigazione (lett. d), e anche considerando 29), i contenuti di terzi “…che non sono né finanziati né sviluppati dall’ente pubblico interessato né sottoposti al suo controllo” (lett. e), le riproduzioni di pezzi provenienti da collezioni del patrimonio storico-culturale “…che non possono essere resi pienamente accessibili a causa (…) dell’incompatibilità delle prescrizioni in materia di accessibilità con la conservazione del pezzo in questione o l’autenticità della riproduzione (ad esempio contrasto); oppure, della non disponibilità di soluzioni automatizzate ed economicamente vantaggiose in grado di estrarre facilmente il testo di manoscritti o altri pezzi provenienti da collezioni del patrimonio storico-culturale per trasformarlo in contenuti compatibili con le prescrizioni in materia di accessibilità” (lett. f) e i contenuti di siti web e applicazioni mobili “…considerati archivi nel senso che contengono soltanto contenuti che non sono né necessari per processi amministrativi attivi né aggiornati o rielaborati dopo il 23 settembre 2019″ (lett. h) e anche considerando 32).

Secondo il quinto comma, gli Stati membri possono escludere dall’applicazione “i siti web e le applicazioni mobili di scuole, giardini d’infanzia o asili nido, ad eccezione dei contenuti relativi a funzioni amministrative essenziali online.” (si veda anche il considerando 33 che specifica, tra l’altro, che se i contenuti relativi alle funzioni amministrative essenziali sono in formato accessibile su un altro sito, non ci sarebbe l’obbligo della resa accessibile sul sito della scuola).

Quindi la questione non è chi sia escluso dagli obblighi di accessibilità, perché laddove si fa riferimento all’articolo 2, paragrafo 1, punto 4, della direttiva 2014/24/UE e nello specifico a tutte quelle realtà la cui gestione è sottoposta ad un controllo da parte di soggetti pubblici si apre un ventaglio di realtà pubbliche e private che sono vincolate, tra cui banche, assicurazioni e comunque tutte le società produttrici o fornitrici di beni e servizi di qualsiasi tipo che quantomeno siano quotate in borsa. Questo assunto è ancora più cogente se consideriamo che in ogni realtà sono impiegati lavoratori con varie disabilità e che tra i consumatori che hanno bisogno di accedere alle informazioni e ai servizi tramite siti internet o applicazioni su dispositivi mobili le persone con disabilità sono in numero sempre maggiore. Se ciò non bastasse, è dirimente in maniera assoluta il riferimento all’art. 3 della costituzione quanto al diritto di uguaglianza, di pari opportunità e di non discriminazione di qualunque cittadino, così come, nello specifico, quanto previsto dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, cui si è già fatto cenno. Quindi nessuno è escluso, tanto più che è la stessa direttiva, al considerando 13, che, facendo riferimento alla comunicazione della Commissione dal titolo «La strategia europea sulla disabilità 2010-2020: un rinnovato impegno per un’Europa senza barriere” che si riallaccia alla Convenzione ONU, pone come obiettivo dell’UE l’eliminazione di tutte le barriere che impediscono alle persone con disabilità di partecipare alla società in condizioni di parità in diverse aree tra cui. Ma non solo, l’accessibilità i beni ed i servizi erogati dal settore pubblico.

L’attenzione dell’interprete deve spostarsi su cosa è escluso. Con l’intervento novellatore della legge Stanca del 2018, il legislatore italiano ha tolto il riferimento all’esclusione dall’obbligo per i sistemi  destinati ad essere fruiti da gruppi di utenti dei quali, per disposizione di legge, non possono fare parte persone disabili. Questa disposizione, oltre a non essere affatto chiara, poneva comunque dei forti dubbi di incostituzionalità soprattutto laddove non si stabiliva espressamente il vincolo di accessibilità per quelle porzioni in cui erano contenute informazioni generiche.

Questo è sicuramente un dato positivo, anche perché il progresso tecnologico fa sì che siano sempre di più i contesti lavorativi e sociali in cui i disabili possono operare e quindi il legislatore si è reso conto se non altro dell’anacronismo di questo dettato. Tuttavia le previsioni normative dell’art. 1 commi 3, 4 e 5 della direttiva e dell’art. 3 comma 2 della legge Stanca sembrano ancora più fumose. Innanzi tutto non si vede la ratio della previsione dell’art. 1 comma 5 della direttiva che sembra del tutto arbitraria, così come appare arbitrario quanto disposto dal comma 4 lett. c) e parzialmente lett. b), perché già da almeno 15 anni le trasmissioni in diretta ed i podcast preregistrati sono prodotti in formato elettronico che può essere reso, laddove non lo sia già, pienamente accessibile.

Negli altri casi, l’impianto prescrittivo sarebbe molto più chiaro e più conforme al quadro di inclusione che sottende a queste norme se si abrogassero semplicemente i commi di cui sopra, facendo solo riferimento al principio dell’onere sproporzionato ex art. 3 ter legge Stanca e art. 5 della direttiva, secondo cui i soggetti erogatori applicano le prescrizioni in materia di accessibilità, salvo che, nei casi di accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili, ciò imponga un onere sproporzionato, inteso come “…un onere organizzativo o finanziario eccessivo per i soggetti erogatori ovvero un onere che pregiudica la capacità degli stessi di adempiere allo scopo prefissato o di pubblicare le informazioni necessarie o pertinenti per i compiti e servizi, pur tenendo conto del probabile beneficio o pregiudizio che ne deriverebbe per i cittadini e, in particolare, per le persone con disabilità. Non possono costituire, di per sé, un onere sproporzionato i tempi occorrenti per sviluppare i siti web ed applicazioni mobili ovvero la necessità di acquisire le informazioni occorrenti per garantire il rispetto degli obblighi previsti dalla presente legge e dalle linee guida.” (art. 3 ter comma 2 legge Stanca. L’onere sproporzionato andrà segnalato nella dichiarazione di accessibilità ex art. 3 quater comma 2 lett. a) della legge ed art. 7 comma 1 lett. a) della direttiva. Ove possibile, i soggetti erogatori forniranno una versione alternativa accessibile del contenuto non adattabile (art. 5 comma 4 della direttiva).

Per ulteriori approfondimenti, scrivere a Marco Pronello, marco.pronello@gmail.com

Presentazione di Ray e Felixphone!, di Giuseppe Fornaro

La Commissione Ausili, Nuove Tecnologie e Accessibilità della Sezione Provinciale Uici di Napoli organizza la presentazione di “Ray” rilevatore di ostacoli vibrante e sonoro e “Felixphone”, telefono cellulare parlante.

Vi aspettiamo il 30 gennaio 2019 alle ore 16,30. La dimostrazione avrà luogo presso il presidio di Sant’Anastasia, nella sede della biblioteca comunale in via arco 54, 80048 Sant’Anastasia (NA).
E il 31 gennaio 2019 alle ore 15,30. La dimostrazione avrà luogo presso la Sezione Territoriale di Napoli, Via San Giuseppe dei Nudi, 80 – 80135 Napoli.

Ray:
La guida ad ultrasuoni c’è! È Ray, un piccolo strumento elettronico per la mobilità.
Ray è un ausilio estremamente sensibile che emette segnali acustici o tattili (vibrazioni).
È stato progettato per essere un aiuto in più, perché l’ausilio principale ed indispensabile rimane il bastone.

NOTA IMPORTANTE:
Ray non si aggancia al bastone! Ray è inteso come un complemento dei bastoni tradizionali per non vedenti, non sostituisce il bastone.
Ray quando non si usa lo si può portare al collo, grazie al cordoncino, od in tasca, ed all’occorrenza si utilizza, cioè nei momenti in cui è più difficile decifrare gli ostacoli davanti a se con il solo uso del bastone.
Si usa tenendolo in mano in posizione parallela al terreno, puntandolo in avanti davanti a se, dato che il sensore è posizionato su di una facciata piccola, quindi ci avviserà in anticipo degli ostacoli emettendo un crescendo di segnali sonori o vibranti che aumentano di intensità all’avvicinarsi dell’ostacolo.

Funzionamento:
Premessa: mentre Ray riconosce gli ostacoli sul percorso, ad esempio quando siamo sul marciapiede, non può rilevare i cordoli, cioè lo scalino, la parte terminale del marciapiede.
Il suo cono di ultrasuoni può essere paragonato ad un fascio di luce di una torcia elettrica che vi aiuterà ad individuare gli ostacoli molto prima e riconoscere al meglio l’ambiente.
Ray è leggero (60 g), è piccolo, funziona con due batterie AAA ed entra in qualsiasi tasca.
È facile da maneggiare e le sue funzioni sono:
Individua gli ostacoli ad una distanza di 2,50 metri e segnala l’ostacolo con un segnale acustico o una vibrazione (l’utente può scegliere tra queste due modalità).
Una modalità di “uscita”: Questa modalità dà all’utente la possibilità di localizzare le aperture come porte o vie di entrata attraverso un gruppo di persone. Anche nella modalità di uscita, l’utente può scegliere tra la funzione acustica o tattile.
Ray contiene LUMItest che è una funzione che permette di sapere se c’è luce.
L’annuncio è sempre tattile o acustico.
Ray è estremamente facile da usare e si apprende al meglio con po’di allenamento. Si consiglia una piccola formazione di mobilità per acquisire familiarità con il dispositivo.

FELIXPHONE:
FELIXPHONE è un vero e proprio ritorno alla facilità di utilizzo!
FELIXPHONE è un telefono cellulare parlante progettato non solo per ciechi ed ipovedenti, ma anche per anziani che abbiano difficoltà visive, di udito e di memoria ed in generale per tutte quelle persone che hanno problemi nell’uso dei classici telefonini touch o degli smartphone.
Tutte le funzioni proposte sono studiate per una estrema facilità d’uso. La guida vocale, insieme ad un’interfaccia utente semplificata, fanno di FELIXPHONE un cellulare che vi permette di comunicare agilmente con tutti.
Il telefono è dotato di una sintesi vocale italiana di alta qualità, regolabile sia nel volume che nella velocità, e vocalizza i tasti che vengono premuti e tutto ciò che viene selezionato sullo schermo, inoltre si possono impartire dei comandi vocali per chiamare, inviare messaggi ecc.
– Schermo: ottima qualità di lettura, grande display ad alto contrasto di colori, facilmente leggibile anche in giornate molto soleggiate.
– Tastiera: è stata appositamente sviluppata per migliorare l’accessibilità, la facilità di lettura e di pressione, grazie a grandi tasti con rilievo tattile molto accentuato.
Riepilogo funzioni principali e specifiche tecniche
– Comando vocale: oltre che manualmente, grazie all’ottimo rilievo tattile dei tasti, si può accedere alle funzioni principali del telefono semplicemente con l’ausilio della propria voce, come ad esempio, inserire o chiamare un contatto presente in rubrica o comporre un numero.
– Stato Telefono: attraverso la sintesi vocale il dispositivo fornisce l’orario, la data, lo stato della batteria e il segnale di rete.
– Rubrica: permette la memorizzazione vocale semplificata del nome e del numero telefonico.
– Chiamate: con pochi semplici comandi gestisce le chiamate perse, le chiamate ricevute e quelle effettuate.
– SMS: manualmente o con l’apporto del comando vocale si ha la possibilità di scrivere sms ed inviarli in modo rapido e semplice e anche ascoltare i messaggi ricevuti ed inviati.
– Altre funzioni: 4 sveglie e il registratore vocale.
– Impostazioni: facile gestione del volume e delle impostazioni di data e ora in totale autonomia.
– Dimensioni: 13,1 per 5,7 per 1,18 cm.

Relazione utilizzo Sunu Band, di Nunziante Esposito

Prove pratiche e considerazioni sull’utilizzo del device Sunu Band, commercializzato in Italia da Vision Dept: http://www.visiondept.it

Ormai, e non dobbiamo meravigliarci, siamo nell’era della miniaturizzazione e dell’automazione spinta e sono tanti gli ausili che i costruttori ci mettono a disposizione per aiutarci a muoverci sia in ambienti interni, sia in ambienti esterni. Questi ausili hanno tutti lo stesso scopo: rintracciare gli ostacoli, per evitarli più facilmente.

Partendo dalla guida rapida di questo braccialetto elettronico a vibrazione che ci aiuta a discriminare gli ostacoli, fornitami dalla Vision Dept assieme al dispositivo per poterlo provare, descriverò di seguito la mia esperienza di utilizzo per fornire a tutti coloro che leggono questo scritto delle indicazioni per avere la possibilità di valutarne le caratteristiche.

Questo dispositivo non lo si usa da solo, ma bensì integrando l’utilizzo di un comune bastone bianco o l’utilizzo del cane guida, ma si può utilizzare anche quando si viene accompagnati da un vedente, perché serve a salvaguardare l’utente da ostacoli sul lato opposto a quello dell’accompagnatore, oltre che del bastone o del cane guida.

Di seguito, intercalandole nelle spiegazioni di questa mini-guida di utilizzo, metto in evidenza l’esperienza dell’l’uso pratico di questo ausilio, cercando di individuare caratteristiche positive e negative, fornendo delle considerazioni che sono personali e per l’esperienza fatta.

Per prima cosa, vediamo quello che troviamo nella scatola quando ci arriva il dispositivo.
– Un bracciale sonar SUNU Band.
– Un Cavo Micro USB.
– Un Manuale in nero per le istruzioni.
– Le indicazioni per una App per Smartphone.

Premessa:
Quanto segue è stato provato negli ambienti interni avendo il solo braccialetto al polso, mentre per esterni utilizzando un normale bastone bianco o usandolo quando accompagnato da un vedente. Tutte le deduzioni sono personali e non vogliono in alcun modo giudicare la bontà di questo ausilio, ma solo dare delle indicazioni dell’esperienza fatta.

Leggi l’articolo completo:
http://www.uiciechi.it/servizi/riviste/TestoRiv.asp?id_art=21304

Nunziante Esposito
nunziante.esposito@uiciechi.it

OrCam MyEye: test del dispositivo, agosto-ottobre 2018, di Nunziante Esposito

Durante i tre mesi di utilizzo pratico in oggetto ho avuto la possibilità di utilizzare questo dispositivo che consente di leggere, riconoscere volti e oggetti attraverso una telecamera, provandolo praticamente in tutte le condizioni in cui si può utilizzare e per tutte le cose che faccio tutti i giorni.

Anche se questo dispositivo è molto più utile ad un ipovedente, ho avuto modo di apprezzarlo anche da cieco assoluto. Infatti, questo ausilio, che in precedenza era composto da due componenti, una unità centrale di una grandezza poco più grande di un pacchetto di sigarette collegata con un cavetto ad un supporto sul quale erano montati una telecamera ed un altoparlante in miniatura, ora si compone del solo supporto che oltre a contenere come prima una telecamera ed un altoparlante in miniatura, al suo interno contiene anche tutta l’elettronica di gestione miniaturizzata.

Leggi l’articolo completo:
http://www.uiciechi.it/servizi/riviste/TestoRiv.asp?id_art=21715

Nunziante Esposito
Coordinatore Commissione Nazionale Ausili e Tecnologie
nunziante.esposito@uiciechi.it

App per tutti: Accessibilità ed inclusività nel mondo dello sviluppo di app per dispositivi mobili, di Sandra Minichini

Lo scorso giovedì 6 Dicembre, presso la IOS Developer Academy, la Commissione Ausili e Nuove Tecnologie della sezione Uici di Napoli, incontra circa 250 allievi della suddetta Accademia.
La IOS Developer Academy è un fiore all’occhiello che Napoli vanta e che ogni anno accoglie centinaia di giovanissimi ingegneri, i quali, concentrano gli studi sul tema dell’accessibilità per i disabili sensoriali realizzando App che puntano ad un grande obiettivo: l’autonomia.
L’Apple Academy, da qualche anno, collabora con la Commissione Ausili e Nuove Tecnologie della sezione Uici di Napoli, i quali membri, mettono a disposizione le proprie competenze non solo in materia di accessibilità ma anche per ciò che attiene alla disabilità visiva; così, sulla scorta di esperienze e problematiche reali che la Commissione Uici fornisce e con la collaborazione tra i validissimi tecnici della Commissione e i giovani ingegneri dell’Accademia, vengono realizzate App all’avanguardia per l’autonomia, la mobilità, l’intrattenimento, ecc. dei minorati della vista.
Ad inaugurare il sodalizio tra la Commissione e la Developer Academy, c’è Cromnia, l’App realizzata oltre un anno fa per la distinzione dei colori.
Cromnia, l’archetipo che ha dato l’input alla realizzazione dei successivi lavori, ha riscosso un successo di gran lunga superiore alle aspettative, testimoniando, così, non soltanto che si era individuata la giusta strada da percorrere, cioè quella verso il raggiungimento della tanto agognata autonomia dei video lesi ma, testimoniando, altresì, la bravura e le spiccate competenze degli sviluppatori dell’Academy unite ad una grande voglia di realizzare qualcosa di nuovo ma, soprattutto di utile per ciechi ed ipovedenti.
All’incontro tenutosi, testimone di Cromnia, c’era l’Ingegnere Luigi Fornaro, capo team del gruppo degli sviluppatori dell’App; l’Ingegnere, durante il suo intervento, ha illustrato i punti di forza di Cromnia e l’importanza che questa riveste nella quotidianità delle persone con deficit visivo. L’Ingegnere Luigi Fornaro, grazie alle sue specifiche competenze, è un valido supporto per la Commissione e per l’Academy.
All’incontro, hanno preso parte, il Direttore della IOS Developer Academy, Giorgio Ventre; il mentor, Prof. Stefano Perna; il Coordinatore della Commissione Ausili e Nuove Tecnologie della sezione Uici di Napoli, Giuseppe Fornaro; il Referente della Commissione, Nunziante Esposito; il Consigliere Regionale, Luigi Cirillo; il Presidente del CIP (Comitato Italiano
Paralimpico) della Regione Campania, Carmine Mellone; il Presidente della sezione Uici di Napoli, Mario Mirabile; il Vicepresidente della sezione Uici di Napoli, Enrico Mosca.
Non potevano mancare gli sviluppatori dei team che quest’anno hanno realizzato le tre ultime App, tanto diverse tra loro ma, ognuna, con una propria e specifica utilità: QRecord, Dusk e Audiograph.
I membri della Commissione, in particolar modo il Coordinatore della Commissione, Giuseppe Fornaro e il Referente, Nunziante Esposito, hanno seguito, “step by step”, gli sviluppatori durante l’intera fase delle operazioni necessarie per la realizzazione del prodotto; durante il “work in progress”, si sono realizzati numerosi test e, protagonisti di questi, sono sfati i Soci dell’Uici.
Nel 2019 vedremo la realizzazione di nuove App; probabilmente, una particolare attenzione sarà rivolta verso un’applicazione per la matematica, in quanto, lo studio di questa è ancora considerato un neo per molti ciechi.
Il meeting si è svolto prevalentemente in lingua inglese, considerando la folta platea multi-etnica, con traduzione in italiano.
Un seminario “easy”, senza troppi giri di parole che ha tenuto fede all’impronta del tutto Americana: concretezza e praticità, sullo sfondo un mega salone dallo stile moderno ed essenziale, con poltrone multi-color e televisori di ultimissima generazione…ad animare tutto ciò, una platea di centinaia di giovani ed intraprendenti sviluppatori, la cui determinazione era tanto tangibile da far ben sperare in un futuro migliore…!
I rappresentanti dell’Uici e della IOS Developer Academy si dichiarano orgogliosi della collaborazione intrapresa promettendo la realizzazione, nel 2019, di nuovi progetti rivolti a migliorare la vita dei disabili visivi.

Commissione Nazionale UICI Ausili e Nuove Tecnologie
Coordinatore Nunziante Esposito
Referente Giuseppe Fornaro

Presentazione di Blindshell Classic

La Commissione Ausili, Nuove Tecnologie e Accessibilità della Sezione Provinciale Uici di Napoli organizza la presentazione di Blindshell Classic. Vi aspettiamo il 29 novembre 2018 alle ore 15,30. La dimostrazione avrà luogo presso la Sezione Territoriale di Napoli, Via San Giuseppe dei Nudi, 80 – 80135 Napoli. Per prenotarsi alla presentazione chiamare: 081 549 8834.
E il 30 novembre 2018 alle ore 16,30. La dimostrazione avrà luogo presso il presidio di Sant’Anastasia, nella sede della biblioteca comunale in via arco 54, 80048 – Sant’Anastasia (NA). Per prenotarsi alla presentazione chiamare: 3346048850.
Blindshell Classic è un telefono cellulare con tastiera e sintesi vocale per ipovedenti e non vedenti. I suoi tasti ben definiti e distanziati rendono il suo utilizzo molto agevole.
Blindshell Classic unisce alle funzioni tipiche di un telefono cellulare (chiamate, SMS e gestione della rubrica), una serie di funzioni molto utili quali gestione di un’agenda, e-mail, radio web e radio FM, riconoscitore di colori, etichettatrice digitale, previsioni meteo, localizzatore GPS e tasto SOS per avviare una chiamata rapida ad un numero preimpostato in caso di emergenza.
I comandi possono essere impartiti tramite tastiera o vocalmente (in presenza di connessione internet Wi-Fi o 3G). Qualsiasi testo, sia esso un breve messaggio o un appunto, può essere indifferentemente digitato o dettato.
Un’apposita funzione permette inoltre di procedere alla lettura di libri sia in formato testo tramite la
sintesi vocale che in formato mp3.
Blindshell Classic permette inoltre la gestione contemporanea di due schede SIM.

Funzioni principali Funzioni avanzate
Chiamate Pulsante chiamata SOS
SMS – SMS a più destinatari E-mail
Impostazione di 11 numeri a chiamata rapida Etichettatrice digitale
Rubrica con salvataggio e importazione Radio FM
Sveglia Radio web
Agenda Riproduttore audio
Timer Lettore libri
Blocco note Menu di servizio
Registratore vocale Previsioni meteo
Accesso rapido data, ora, stato batteria Localizzatore GPS
Layout schermo personalizzabile Riconoscitore di colori
Velocità e intonazione sintesi personalizzabili. Da novembre acquistabile al prezzo di 349,00 €.

Ascoli Piceno – L’Uici di Ancona in prima linea a livello nazionale per abbattere le barriere digitali

Tecnologia per tutti

Un prezioso lavoro di squadra a livello nazionale per abbattere le barriere digitali e permettere anche alle persone con disabilità visiva di navigare in rete senza dover chiedere aiuto agli altri. E’ quello tra Unione Ciechi e Ipovedenti di Ancona, Universal Access, portale per l’accesso alla rete di persone non vedenti o ipovedenti, e Tangible, società di Experience e Service Design che, tra gli altri progetti nazionali, ha sviluppato soluzioni per rendere accessibile a tutti il portale dell’aeroporto di Bologna.
Parola d’ordine ‘autonomia’ nella giornata di alta formazione promossa per giovedì 22 novembre nella sede di Rimini di Tangible, dal titolo “Progettare esperienze inclusive abbattendo le barriere digitali”. L’evento, aperto a tutti, sarà trasmesso in diretta streaming dalla pagina Facebook di Tangible (https://www.facebook.com/wethinktangible/).

“Come usano il web le persone con disabilità? Quali sono i problemi e le frustrazioni che possono provare quando navigano in rete? Cosa possiamo fare per rendere i nostri siti più accessibili?”. Sono partiti da queste domande i designer che poi hanno intrapreso un percorso parallelo a quello di chi con la disabilità visiva fa i conti ogni giorno. E’ nata così la collaborazione con l’Uici di Ancona, i cui operatori partecipano ai momenti formativi, testano i prodotti e intervengono con proposte e suggerimenti. In cattedra, insieme ai designer e sviluppatori fronted di Tangible, giovedì ci sarà Sauro Cesaretti, informatico dell’Uici di Ancona.
“Nel mio intervento – anticipa Sauro – partirò spiegando che cos’è la disabilità visiva e quali sono gli strumenti a nostra disposizione per accedere alle nuove tecnologie, definite tecnologie assistive. Poi si sperimenterà sul campo il funzionamento di queste tecnologie e il modo in cui interagiscono con i siti web e le applicazioni. Infine si vedrà all’opera lo sviluppo di semplici esempi di applicazioni, per fare in modo che vengano rispettati tutti i criteri che garantiscono l’accessibilità dei prodotti. Un ruolo importante, in questi passaggi, è rivestito dal medstore, ringraziamo in particolare Gianmarco Valenti per la disponibilità e la costante presenza agli eventi sull’accessibilità con la fornitura degli ipad, strumenti indispensabili per dimostrare il funzionamento delle tecnologie assistive onboard sui prodotti Apple”.

“Con le tecnologie che andiamo a scoprire, spesso si generano ostacoli e barriere” sottolinea Antonio Matera, di “Tangible”. “Questo significa che gli utenti con disabilità rischiano di sentirsi scoraggiati, di perdere quel sentimento di emancipazione digitale che hanno conquistato nel tempo, tornando a dipendere da altre persone come accadeva in passato. Nell’era della multicanalità l’accessibilità è uno dei requisiti più importanti nella progettazione di un prodotto o servizio digitale. Come Designer dobbiamo essere responsabili dell’impatto del nostro lavoro e assicurarci che quello che stiamo progettando sia fruibile da tutti, senza creare discriminazioni. Per farlo, un buon passo consiste nel conoscere bene le disabilità visive e le tecnologie esistenti. L’appuntamento è per il 22 novembre con il nostro primo Tangible Mornings, una mattinata aperta a tutti per esplorare insieme le disabilità visive, le tecnologie assistive e scoprire in che modo è possibile progettare applicazioni accessibili per desktop e mobile (iOS e Android)”.

Sala Pc

Sala Pc

Istituto David Chiossone – Al Festival della Scienza la mostra “150 modi di vedere”

Dal 25 ottobre al 4 novembre 2018 al Festival della Scienza con la mostra “150 modi di vedere” a Palazzo Ducale.
Un percorso interattivo ripercorre la giornata tipo delle persone con disabilità visiva e racconta 150 ausili che li supportano nella vita quotidiana, nella mobilità, nello studio e nel tempo libero. Esperienze, video, testi, ausili esposti e dimostrazioni arricchiscono l’evento.
L’appuntamento rientra nel programma dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Istituto David Chiossone per ciechi e ipovedenti Onlus.

Genova, 25 ottobre 2018. Nell’ambito del Festival della Scienza – a Genova dal 25 ottobre al 4 novembre 2018 – l’Istituto David Chiossone per ciechi e ipovedenti Onlus festeggia i propri 150 anni con la mostra “150 modi di vedere” a Palazzo Ducale.
Nello Spazio Aperto Liguria, al primo piano nobile di Palazzo Ducale, un percorso interattivo ripercorre, raccontando 150 ausili, la giornata tipo di una persona con disabilità visiva.
Quattro le aree espositive, in cui il pubblico potrà sperimentare direttamente i momenti della vita quotidiana, mobilità, studio e tempo libero, scoprendo e mettendo in pratica le strategie e gli strumenti che permettono alle persone non vedenti e ipovedenti di compiere i gesti della quotidianità.
Scrivere il proprio nome in Braille, utilizzare il bastone bianco per muoversi bendati, imparare come abbinare i calzini con il giusto colore grazie al Colorino, giocare a dama senza vedere i pezzi sulla scacchiera: sono solo alcune delle sfide in cui i visitatori potranno cimentarsi.
Video e testi in esposizione racconteranno gli ausili al servizio della disabilità visiva: dai più tradizionali per la lettura e la scrittura, per la didattica, la mobilità e l’orientamento (lettori automatici e video ingranditori, software di sintesi vocale, sistemi di geolocalizzazione) a quelli legati al tempo libero, allo sport, alla gestione della casa, fino alle ultime innovazioni tecnologiche e le più utili App per smartphone e tablet.
Una grande attenzione all’accessibilità caratterizza lo spazio espositivo, che connota visivamente le diverse aree tematiche con specifici codici colore ed elementi tattili, mentre la parte descrittiva sarà fruibile con l’utilizzo di App segnale all’ingresso.
Parallelamente alla mostra, nella Sala Conferenze dello Spazio Aperto Liguria sarà possibile partecipare a incontri collaterali dedicati al tema della disabilità visiva e alle ultime tecnologie con dimostrazioni di ausili e prototipi particolarmente innovativi (vedi calendario allegato).
La mostra è organizzata dall’Istituto David Chiossone, in collaborazione con Istituto italiano di Tecnologia e Istituto per le tecnologie didattiche del CNR, e con il supporto di AedoProject, Audiologic, BeltMap, Centrostyle, Federazione Nazionale delle Istituzioni pro-ciechi, Fonda, Istituto dei Ciechi di Milano, Leonardo Ausili, Subvision, Università di Torino, Vision Dept e Voice Systems, e cineaudioteca.it
La mostra “150 modi di vedere” sarà aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17, mentre il sabato e i festivi, incluso il 2 novembre, dalle 10 alle 19.
I biglietti del Festival della Scienza sono acquistabili presso l’Infopoint del Cortile Maggiore di Palazzo Ducale, online o nelle filiali del Gruppo Banca Carige.
Con questo grande appuntamento prosegue il ricco calendario di eventi istituzionali, scientifici, culturali, teatrali, musicali e sportivi, organizzati dall’Istituto Chiossone per celebrare 150 anni di storia e innovazione, che lo confermano centro di eccellenza a livello nazionale nel campo della riabilitazione e dell’integrazione sociale dei disabili visivi.

Per info e aggiornamenti:
www.chiossone.it
Facebook: @DavidChiossoneOnlus
#150modidivedere #ChiossoneFestival #Chiossone150

Per ulteriori informazioni:
Ufficio Stampa Istituto David Chiossone Onlus
Fede Gardella – 335/8308666; Paola Iacona – 349/5345983

Ecco di seguito il link diretto per visionare il programma:
Programma “150 modi di vedere”

Foto dei pannelli espositivi installati in occasione della mostra "150 modi di vedere"

Foto dei pannelli espositivi installati in occasione della mostra “150 modi di vedere”