U.I.C.I. Reggio Emilia – Città senza barriere

Al via un progetto di monitoraggio degli impianti semaforici per migliorarne l’utilizzo da parte delle persone con fragilità

Prende il via in questi giorni a Reggio Emilia il censimento e il conseguente monitoraggio degli incroci con semafori, allo scopo di programmare una serie di interventi per garantire maggiore sicurezza nell’attraversamento dei pedoni, in particolare delle persone con fragilità, e risolvere eventuali criticità presenti.

Il progetto è promosso dall’Unione italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Reggio Emilia (Uici) e dal Cerpa-Centro europeo di ricerca e promozione dell’accessibilità, attraverso il Criba-Centro regionale di informazione sul benessere ambientale, con la collaborazione del Comune di Reggio Emilia e di Farmacie comunali riunite nell’ambito del progetto Reggio Emilia città senza barriere. L’azione si inserisce altresì fra le iniziative promosse dal Protocollo d’intesa per il Tavolo interistituzionale Reggio Emilia città senza barriere.

Gli incroci semaforizzati in città sono oltre 50. L’obiettivo è verificare e, se non sono presenti, pianificare l’inserimento di accorgimenti idonei ad agevolare e rendere più sicure le persone con disabilità, che ad esempio si muovono in carrozzina. Il lavoro di verifica, sul campione di incroci semaforizzati sarà ad opera di un gruppo di volontari dell’associazione Uici provinciale coadiuvati dal Criba e consentirà di censire lo stato dei luoghi e dare suggerimenti per il loro miglioramento. I risultati ottenuti permetteranno all’Amministrazione comunale di avere a disposizione materiale utile per pianificare interventi di implementazione o manutenzione dell’esistente.

Siena – Progetto LETISMART: per una città più accessibile

22 ottobre ore 11

Si comunica che giorno 22 p.v. alle ore 11 presso l’auditorium di ChiantiBanca a Fontebecci, si terrà un incontro per promuovere il sistema LETIsmart.
All’incontro, patrocinato da ChiantiBanca, interverrà l’ideatore del sistema Marino Attini Dirigente Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS-APS.
Durante l’incontro sarà effettuata una dimostrazione pratica del sistema.
L’evento sarà trasmesso anche su piattaforma ZOOM e su Facebook.

La pagina Facebook è: facebook.com/uicisiena

UICI Siena ti sta invitando a una riunione pianificata in Zoom.
Argomento: LETIsmart: per una città accessibile
Ora: 22 ott 2021 11:00 AM Roma
Entra nella riunione in Zoom
https://zoom.us/j/97357714259
ID riunione: 973 5771 4259
Un tocco su dispositivo mobile
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Componi in base alla tua posizione
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Pubblicato il 19/10/2021.

Presentazione a Matera del dispositivo LETIsmart

Autore: Giovanni Cancelliere

Totalmente made in Italy e adottata per la prima volta a Trieste, la soluzione hightech LETIsmart, integrabile con gli ausili normalmente in uso, è alla portata di tutti e permetterà ai ciechi e agli ipovedenti di muoversi in autonomia con vantaggi anche per disabili motori e anziani.

L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Sezione Territoriale di Matera presenterà LETIsmart ai propri associati sabato 25 settembre 2021 alle ore 10:00 presso la propria sede in Via T. Tasso n. 5.

Come se fosse Siri o Alexa ma nascosto nel tradizionale bastone bianco per ciechi, basta interrogare il dispositivo e ascoltare le sue indicazioni per capire se, per esempio, sta arrivando l’autobus o se il semaforo è verde. È quello che fa LETIsmart, un dispositivo che permetterà ai disabili visivi di orientarsi e interagire con l’ambiente urbano muovendosi in autonomia. Un sistema che può essere collocato in punti strategici come incroci, semafori, fermate dell’autobus, uffici, negozi ma anche siti turistici, ospedali, scuole per città smart sempre più inclusive e vicine alle persone più fragili. A fare da apripista nazionale la città di Trieste dove il dispositivo è stato ideato, sviluppato e adottato e da cui prende il via il percorso di implementazione su scala nazionale per volontà della Presidenza Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) che ha fatto di LETIsmart lo standard di riferimento nazionale per bastone bianco sottoscrivendo un Accordo di compartecipazione allo sviluppo con l’azienda triestina che lo realizza.

Come funziona LETIsmart

Tramite il posizionamento nel manico del bastone bianco di un minuscolo microchip dal peso di appena 8 grammi, il sistema consente di mettere in comunicazione lo stesso con i radiofari posizionati nei diversi punti di interesse e di dialogare con l’ambiente sotto diversi aspetti: dall’individuazione e interazione con i mezzi pubblici e i semafori, all’orientamento in negozi, scuole, uffici, inclusa la gestione di situazioni difficili (lavori in corso, uscite di sicurezza e ogni altro punto che si debba individuare e raggiungere con precisione).

“Questo nuovo sistema è davvero in grado di assicurare l’autonomia delle persone con disabilità visiva”, ha commentato il presidente della Sezione Territoriale dell’UICI di Matera, sig. Giuseppe Lanzillo. “La tecnologia è una delle chiavi più importanti per migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità visiva, da affiancare ai sistemi tradizionali (bastone bianco e cane guida)”.

La dimostrazione è affidata alla dott.ssa Maria Filomena Martino, tecnico dell’Educazione e della Riabilitazione in Orientamento e Mobilità e Autonomia Personale per disabili visivi.

Giovanni Cancelliere

Pubblicato il 24/09/2021.

Ciechi, corsi di autonomia personale nell’Helen Keller

Nel Centro messinese, Polo nazionale per l’autonomia, dal venti settembre a tutto il mese di ottobre gli istruttori al lavoro per potenziare le abilità residue. E la presidente Linda Legname annuncia che, sempre da ottobre, rientreranno a scuola tredici cani guida   

“Dopo la pandemia, l’Hellen Keller riparte, non soltanto come scuola per cani guida, ma come Polo nazionale per l’autonomia e le pari opportunità delle Persone non vedenti e ipovedenti dell’Uici con dei corsi di orientamento e mobilità e di autonomia personale per un gruppo di una trentina di persone”.

Lo ha detto Linda Legname, presidente del Centro messinese, precisando che le lezioni di questo speciale corso intensivo prenderanno il via il venti settembre e impegneranno gli istruttori, cinque in tutto, fino alla fine di ottobre.

“Dopo i lunghi mesi di restrizioni dovute al Covid – ha aggiunto – in cui, per evidenti ragioni di distanziamento, siamo stati costretti a dare risposte meno forti di quelle che avremmo voluto, ripartiamo con questo corso che vede la partecipazione di disabili visivi provenienti da quasi tutte le province siciliane ma anche da Sardegna, Puglia, Lazio e Campania”.

La presidente dell’Helen Keller ha spiegato come ci sia “la grande esigenza di perfezionare le capacità personali di ciechi e ipovedenti per renderli sempre più autonomi: la nostra mission è quella di restituire loro dignità e quel senso pieno di libertà che deve caratterizzare l’essere umano”.

“Penso ai giovani – ha detto – ma soprattutto alle persone di una certa età con problemi di cecità o ipovisione manifestatisi di recente e che si trovano a dover rimodulare la propria condizione. Così, partendo dalla consapevolezza del proprio limite, vengono da noi aiutati a tirar fuori le proprie abilità residue e a potenziarle”.

La finalità è quella di consentire ai disabili visivi di uscire da soli con il bastone bianco o il cane guida, di andare a far la spesa al supermercato, “ma anche di gestire in autonomia una casa: imparare, per esempio, a cucinare, o a curare il proprio corpo, l’aspetto fisico”.

I corsi, come dettosaranno intensivi e si protrarranno per una settimana per ciascun disabile, che lavorerà con altri, in piccoli gruppi.

La presidente Legname ha inoltre reso noto che stanno per rientrare a Messina i tredici cani affidati ad altrettante famiglie (tutte siciliane e una di Roma): dopo un periodo di istruzione dal prossimo mese di ottobre al marzo del 2022, saranno pronti per affiancare i disabili visivi.

E ci sono tante richieste.

Il Centro Helen Keller per l’addestramento dei cani guida è stato istituito dalla Regione Siciliana a Messina nel 2001 ed è gestito dall’Uici. La Scuola cani guida costituisce però soltanto il vertice di un sistema integrato di servizi, finalizzati all’autonomia e alla riabilitazione sociale di non vedenti e ipovedenti di ogni età.

Helen Keller, scrittrice sordocieca notissima negli Usa e nel mondo, morì nel 1968 a 87 anni. La sua vita ispirò il libro da cui fu tratto l’omonimo sceneggiato televisivo Rai, “Anna dei Miracoli”. Sei anni prima un film dallo stesso titolo aveva vinto due Oscar.

Foto panoramica del Centro Helen Keller, Messina

Pubblicato il 20/09/2021.

UICI incontra l’assessore delle politiche sociali della Regione Basilicata

Autore: Giovanni Cancelliere

Una rappresentanza dell’UICI di Basilicata composta dalla Presidente Regionale Maria Buoncristiano, il Presidente territoriale di Matera Giuseppe Lanzillo e uno dei Consiglieri UICI di Matera Giovanni Cancelliere, sono stati ascoltati dall’assessore della Salute e delle Politiche Sociali della Regione Basilicata Dr. Rocco Luigi Leone a riguardo del sistema integrato LETIsmart.

Il Presidente UICI di Matera ha presentato il sistema integrato bastone bianco e radiofari ideato da Marino Attini e sviluppato dall’azienda di microtecnologia SCEN; il sistema a radiofrequenza testato in 5 anni nella città di Trieste da comuni cittadini non vedenti e ipovedenti inizialmente era stato ideato per l’autonomia dei ciechi nell’uso dei mezzi di trasporto della città di Trieste, col tempo si è diffuso nei luoghi di interesse pubblico della città fino ad integrarsi con le categorie produttive commerciali ed artigianali.

Il sistema LETIsmart partito come sperimentazione locale è diventato un obbiettivo della Direzione Nazionale UICI: una “rete” di accessibilità e autonomia da diffondere sul territorio nazionale; il Presidente UICI di Matera ha effettuato una simulazione mostrando il sistema come funziona e come la sua semplicità aiuterebbe anche i cittadini ciechi e ipovedenti lucani nella mobilità con tutto quello che ne consegue sotto il profilo bio psicosociale: gli ultimi dati in tal senso ci dicono che la popolazione lucana con cecità è composta da circa 1800 unità e circa 3000 ipovedenti con vari gradi di difficoltà visiva.

L’assessore Dr. Rocco Luigi Leone si farà portavoce con l’assessore ai trasporti e mobilità della Regione Basilicata Dr.ssa Donatella Merra, strutturando una valutazione su alcuni punti di interesse regionale per sviluppare un progetto di fattibilità e di costi in sinergia con la Presidente Regionale UICI Maria Buoncristiano.

Foto di gruppo: da sinistra il Presidente Regionale UICI Maria Buoncristiano, il Presidente territoriale di Matera Giuseppe Lanzillo, uno dei Consiglieri UICI di Matera Giovanni Cancelliere e l’Assessore della Salute e delle Politiche Sociali della Regione Basilicata Dr. Rocco Luigi Leone

Pubblicato il 31/08/2021.

Accessibilità e Autonomia a favore dei non vedenti e Ipovedenti di Policoro

Autore: Giovanni Cancelliere

L’Unione italiana dei Ciechi e Ipovedenti (UICI) e Amministrazione Comunale di Policoro si incontrano per rendere la cittadina jonica SMART

Nella giornata di giovedì 26 agosto l’UICI è stata ricevuta dal Sindaco di Policoro Dr. Enrico Mascia, dall’Assessore alle Politiche Sociali Dr.ssa Maria Teresa Prestera e dall’Ing. Leonardo Chiauzzi; In rappresentanza dell’UICI cerano il Sig. Marino Attini membro della Direzione Nazionale e ideatore del sistema LETISMART, il Presidente della Sede Territoriale di Matera Giuseppe Lanzillo e il Consigliere Giovanni Cancelliere.

Marino Attini ha presentato il sistema LETIsmart prodotto dall’azienda Scen costituito dal bastone bianco identificativo dei ciechi modificato con la micro tecnologia compiuterizzata a radiofrequenze e i radiofari (TAG) che funzionano da interfaccia con il bastone stesso.

I TAG hanno plurime applicazioni dall’identificare edifici di interesse pubblico, condizioni di pericolo per lavori in corso o possono essere usati nei mezzi di trasporto, possono indicare attività commerciali e artigianali all’interno della città; questi sono solo alcuni esempi delle potenzialità del sistema che implementa l’autonomia personale dei ciechi e non solo.

Il sistema ha avuto una sperimentazione pluriennale nella città di Trieste dove ormai la città è completamente “Smart” per i cittadini triestini: Como, Mantova e molte altre realtà italiane hanno già iniziato ad usufruire delle tecnologie del sistema LETIsmart.

La Direzione Nazionale dell’UICI sta investendo le sue migliori energie per sviluppare una rete nazionale con il sistema LETIsmart, testato da comuni cittadini non vedenti e ipovedenti di Trieste e da loro indicato come sistema utilissimo alla propria indipendenza e autonomia.

L’incontro è stato utile per far conoscere il sistema alle autorità della cittadina jonica, è stata apprezzata la sua poliedricità dell’utilizzo e si è convenuti nell’eseguire una valutazione sul campo nei luoghi di interesse comunale con l’aiuto di alcuni soci UICI di Policoro per la trasformazione Smart della città.

L’amministrazione di Policoro è tra le primissime realtà meridionali a manifestare interesse al nuovo sistema di mobilità in autonomia dei ciechi e degli ipovedenti ma anche di sostenibilità e accessibilità al turismo.

Nella foto, a partire da sinistra: il Sindaco di Policoro Dr. Enrico Mascia, l’Assessore alle Politiche Sociali Dr.ssa Maria Teresa Prestera, il Presidente della Sede Territoriale di Matera Giuseppe Lanzillo, il Sig. Marino Attini membro della Direzione Nazionale e ideatore del sistema LETISMART e il Consigliere Giovanni Cancelliere.

Pubblicato il 30/08/2021.

L’Uici e i Lions insieme per trasformare un’idea in una realtà a supporto della mobilità

Autore: Mirella Gavioli

“Da un’idea di Marino Attini, persona con disabilità visiva appartenente all’associazione UICI, il progetto Letismart voce e luce, grazie al supporto dei Lions club International, sta conquistando il territorio nazionale. Dopo la prima sperimentazione sui mezzi pubblici e sugli impianti semaforici della città di Trieste e sul territorio friulano, il sistema di radio fari che si interfacciano con il bastone bianco e/o con il Pocket Letismart, è stato istallato dal Comune di Mantova che, recependo la proposta della Presidente della sezione territoriale dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Mirella Gavioli, ha messo a disposizione dei disabili visivi in particolare ma non solo, un sistema tanto semplice e non impattante, quanto altamente performante che possa garantire autonomia, dignità, sicurezza e maggior orientamento nel muoversi e nel vivere attivamente anche da turisti, la storica città. E in tutto questo, i Lions club di Trieste coinvolti dallo stesso Attini, la circoscrizione di Mantova Brescia Bergamo coinvolta dalla Gavioli e i club Lions dalla sezione Uici di Milano, hanno già raccolto la sfida e manifestato un grande interesse a collaborare per favorire la conoscenza e il supporto allo sviluppo e all’utilizzo del sistema sul territorio nazionale. La convinta motivazione dei protagonisti di questa sinergia, ha portato la circoscrizione Lions di Mantova e del responsabile della comunicazione verso terzi del distretto Lions Mantova Bergamo Brescia, a dare immediato avvio ad una nuova forma di collaborazione che, oltre all’organizzazione di service finalizzati all’acquisto per l’azienda etica Shen, di bastoni e Pocket Letismart da destinare a persone  con disabilità visiva, sì concretizzerà da subito, nell’organizzazione di un webinar su piattaforma zoom che si terrà mercoledì 21 luglio alle ore 20:45. Il webinar aperto a tutti gli interessati a saperne di più, siano essi presidenti territoriali, amministratori pubblici, di aziende di servizi o esercizi commerciali, soci o disabili visivi, sarà introdotto da Cristian Manfredi, condotto da Marino Attini inventore del sistema Letismart, e vedrà gli interventi del presidente nazionale Uici Mario Barbuto, della presidente territoriale Uici di Mantova Mirella Gavioli, dei governatori e referenti distrettuali  dei Lions club, delle autorità istituzionali territoriali e di coloro che vorranno conoscere questo sistema innovativo open source a favore delle persone più in difficoltà nella mobilità autonoma, in un concetto di “città in rete, attente ai bisogni, sostenibili e a misura d’uomo”.

Per collegarsi: entra nella riunione in Zoom: https://us02web.zoom.us/j/88997549980?pwd=emZzdzhjQ21jb3RIRERQMzJBajUzZz09

ID riunione: 889 9754 9980

Passcode: 214761.

Locandina dell’evento

Mirella Gavioli

Pubblicato il 19/07/2021.

Torino – Mezzi pubblici e disabilità visiva

L’UICI Torino: “Bene le App, ma non trascuriamo gli annunci a bordo”

Prosegue il confronto con l’azienda GTT per una mobilità più attenta a chi non vede

Per una persona con disabilità visiva, poter usare in sicurezza e autonomia la rete urbana dei mezzi pubblici è una questione di fondamentale importanza, tanto più in un momento così difficile come quello che stiamo attraversando a causa dell’emergenza pandemica. Ecco perché, da tempo, l’UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) di Torino ha avviato, insieme ad altre associazioni di persone disabili, un confronto con il GTT (Gruppo Torinese Trasporti), l’azienda che gestisce il trasporto pubblico nel capoluogo piemontese. Questa collaborazione ha dato buoni risultati sul fronte dell’accessibilità. Ora azienda e associazioni cercano di fare ulteriori passi avanti.

Recentemente GTT ha rinnovato l’area del proprio sito internet dedicata alle persone con disabilità: vi si possono trovare tutte le indicazioni relative all’accessibilità dei servizi forniti dall’azienda. La pagina è stata progettata per essere intuitiva e facile da navigare, con un’interfaccia fruibile anche dalle persone cieche e ipovedenti.  «Si tratta di un passo avanti significativo, che apprezziamo: condensare tutte le informazioni utili un unico spazio, curato e aggiornato, rende più facili le ricerche e, di conseguenza, migliora la qualità degli spostamenti» è il commento di Christian Bruno, membro del Comitato Autonomie e Mobilità UICI Torino. Oltre alle pagine web del sito, l’azienda torinese propone agli utenti una serie di applicazioni per dispositivi mobili.

In particolare, attraverso l’app Moovit, è possibile ricevere precise informazioni su linee, orari, passaggi dei mezzi e fermate. L’App è compatibile con le sintesi vocali (VoiceOver e TalkBack) presenti sui telefoni, cosa che la rende adatta a ciechi e ipovedenti. Inoltre ha il vantaggio di poter essere usata anche a bordo dei veicoli. «Ovviamente tutte queste soluzioni sono preziose per noi e vanno accolte con grande interesse – osserva ancora Bruno – D’altra parte le App, pur utilissime, non possono sostituire del tutto i tradizionali sistemi di annuncio vocale presenti sui mezzi. La platea dei disabili visivi è molto ampia: ci sono persone anziane, che magari non hanno grande familiarità con la tecnologia ma che non possono essere tagliate fuori. Inoltre l’esperienza insegna che l’annuncio vocale delle formate è utile anche per i vedenti: pensiamo, ad esempio, ai turisti o a chi si trovi in una zona della città che non conosce bene». Ecco perché serve un impegno su molteplici fronti. Attraverso la disability manager di GTT, la dott. Rita Gambino, ma senza trascurare il confronto diretto con conducenti di tram e bus, UICI Torino prosegue nel suo lavoro di sensibilizzazione, spiegando il valore degli strumenti per l’accessibilità (e, di conseguenza, i problemi che nascono quando questi strumenti vengono a mancare).

Tra le novità lanciate dall’azienda in materia di inclusione, va segnalato anche la possibilità, per i ciechi e gli ipovedenti che viaggiano da soli, muniti di bastone bianco o cane guida, di segnalare a GTT il loro viaggio extraurbano, con un preavviso di almeno 24 ore. In questo modo il conducente saprà della presenza di una persona con disabilità visiva e presterà particolare attenzione. «Una buona idea – conclude Bruno – viste le incognita che talvolta ci troviamo ad affrontare muovendoci nella provincia».

Pubblicato in data 11/05/2021.

Sant’Anastasia (NA) – Percorso Loges

Il 23 marzo 2021 con grande fierezza è stato compiuto un importante passo in avanti per la piena fruibilità della nostra circumvesuviana.
È stato inaugurato un percorso loges presente nella stazione di Sant’Anastasia, con le relative mappe tattili utilizzabili da non vedenti e ipovedenti.
Il sistema Loges nasce per consentire, a non vedenti e ipovedenti, l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo.
Dal punto di vista pratico consiste in una pavimentazione costituita da una serie di superfici dotate di rilievi, studiate per essere percepite durante la camminata e cromaticamente contrastanti con la pavimentazione esistente.
Inoltre per dare completezza al sistema e garantire al meglio l’orientamento sono state installate mappe tattili, ossia mappe a rilievo con scrittura  Braille. La nostra associazione UICI ha contribuito e collaborato nella realizzazione del progetto, conferendo consigli, esperienza e strategie per meglio capire e soddisfare le esigenze relative alla disabilità visiva.
Si ringraziano inoltre tutti coloro che hanno partecipato e che con il loro contributo hanno realizzato tale progetto: l’importante presenza di Umberto De Gregorio, Presidente dell’EAV, la partecipazione di Enza Amato, consigliere della Giunta regionale Campania per l’Edilizia Pubblica, l’assessore alle politiche sociali Cettina Giliberti del Comune di Sant’Anastasia, Giuseppe Fornaro consigliere nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, il disability manager Anna Sammarruco di EAV e Enrico Mosca vicepresidente UICI della sezione di Napoli; Ferdinando Caprino che ha curato l’opera, il lavoro encomiabile di ingegneri e tecnici dell’EAV; I ringraziamenti vanno anche al nostro amico Raffaele Coccia che ha voluto fortemente e partecipato attivamente alla realizzazione di questo percorso.
Ci rallegriamo per il traguardo raggiunto, in attesa anche della conclusione dei lavori presso la stazione di Madonna dell’arco, per completare e agevolare al meglio la vita dei disabili visivi…

La legge non basta

Autore: Sergio Prelato

La nostra associazione ha contribuito fattivamente a creare la cultura dell’accessibilità per i non vedenti, stimolando studi e promuovendo i percorsi tattili, che peraltro non sono la panacea delle B. A.

Interpretare la normativa e le leggi e i regolamenti attuativi, in modo corretto ed equilibrato, è dovere etico del nostro Ente, per non scaricare sul progettista tutta la responsabilità di possibili mancanze, in un campo in cui solo le persone che hanno esperienza della disabilità visiva, possono fornire adeguati consigli. Le regole tecniche sono più chiare in ambiti di b. a. legate a disabilità motorie.

Nessuno può ridarci la vista, anche progettando al meglio delle conoscenze e pratiche attuali.

L’autonomia anche da parte di persone anziane e non solo giovani o in età lavorativa, è una conquista che si ottiene in primo luogo attraverso percorsi complessi, di motivazioni personali, dipende dal tipo di cecità e patologia e ipovisione.

Tanto per fare un esempio nel caso di alcune degenerazioni retiniche, l’eccessiva illuminazione è deleteria, come per altri tipi lo è il contrario.

Il progettista deve essere e diventare un alleato dei cittadini non vedenti, non sentirsi responsabile della loro patologia.

Gli accorgimenti richiamati genericamente dalla norma, per rendere accessibile un luogo, sono svariati e spesso non sono facili da capire per i tecnici, in quanto non esiste una formazione costante e a livello pre laurea.

La nostra esperienza, unita alla competenza dei tecnici, la nostra responsabilità nel fare applicare in modo ragionevole le normative, la responsabilità dei tecnici di fare il possibile per avvicinarsi ad un risultato soddisfacente e ottimale, sono obiettivi che si possono e debbono raggiungere con il tempo.

Già ora molti uffici, responsabili della realizzazione di molte infrastrutture hanno al loro interno le competenze tecniche per rendere un buon servizio ai viaggiatori e fruitori non vedenti.

I costi di queste politiche di accessibilità, non sempre riescono ad essere coperti da fonti di denaro pubblico sicuri, che vengono utilizzati per emergenze, equilibri di bilancio imposti da regole di contenimento del debito. ecc.

Il privato inoltre deve ottemperare a numerose incombenze e rispetto delle norme, ed è importante far capire quando e se conviene spendere soldi e come spenderli sulle barriere senso percettive.

La mera declinazione standard di regole che valgono sempre e comunque non conviene a nessuno, spesso crea “cattedrali nel deserto” ove un cieco assoluto non si avventurerebbe mai da solo, in nome di una autonomia di tipo formale e nominale doverosamente esplicitata dalla legge, d’altronde non è possibile che una norma non estenda la propria virtuale e ideale influenza in tutti i luoghi previsti dalla vita umana.

Ma sappiamo, in primis noi ciechi e ipovedenti, che non è possibile ragionare in termini assoluti, un po’ come pretendere un ospedale ad ogni angolo di strada.

Insomma, stazioni, metropolitane, banchine delle linee di trasporto, ospedali e altre strutture, un minimo di segnali che avvisino del pericolo durante gli attraversamenti è doveroso pretenderlo.

Ma in altri ambiti bisogna puntare sulla formazione e l’assistenza, come prassi di accessibilità, al pari di un percorso tattile a terra.

L’interpretazione barocca e fuorviante della norma, brandire sentenze di fatti gravi e incresciosi, ancorché fortunatamente rari, non è una prassi saggia.

Se un cieco si fa male per mancanza di accorgimenti, teoricamente non dovrebbe più uscire di casa.

Abbiamo la responsabilità di guidare con razionalità e con una corretta comunicazione, cosa che peraltro avviene già da anni, i Comuni e i privati ad acquisire sempre di più nozioni di accessibilità, ne è uno dei tanti esempi un corso organizzato dal Consiglio regionale del Piemonte dell’UICI, in collaborazione con l’Ancip.

Questo ha prodotto sul territorio piemontese più consapevolezza e contatto, e richieste di consulenza da parte nostra, in occasione di riqualificazioni e progetti.

Il puzzle dell’autonomia non si ottiene solo con percorsi tattili, si ottiene con corsi di orientamento, l’uso del bastone bianco in modo corretto, la presa in carico in caso di ciechi dalla nascita, di prassi precoci di motricità e competenze spaziali.

Trasmettere competenze sul mondo materiale e urbano che consentano l’utilizzo delle guide naturali peculiari sul territorio di residenza, fornire risorse e competenze per riconoscere pericoli e fonti di pericolo, indipendentemente dai percorsi tattili.

I percorsi tattili, come le mappe e targhette braille, sono elementi importanti, ma che fanno parte, appunto, di un puzzle ampio e non sempre scontato, che nessun artificio può, fine a se stesso, rendere veramente autonoma una persona cieca.

Molte persone affette da maculopatia, vogliono diventare autonome, e le risorse da mettere in campo per queste persone sono tante e complesse.

Illudersi che gli accorgimenti siano l’unica ancora di orientamento è scorretto e pericoloso.

Spesso, dipende dalle città e dalle stagioni, le foglie secche, la pioggia che crea allagamenti, vento, la neve, lavori in corso, peculiari condizioni urbanistiche, rendono difficoltoso l’incedere della persona disabile visiva, ostruiscono i percorsi tattili a terra. La cosa più importante è investire, tra le altre cose, in corsi di orientamento e mobilità più moderni e attuali, creando operatori preparati.

L’autonomia è sempre mediata dai percorsi, dalla conoscenza pregressa che nessuna mappa potrà mai sostituire, dalle guide naturali, dalla familiarità, dal saper accettare e chiedere aiuto, sia in modo pianificato, che spontaneo.

Non dobbiamo mai negare a noi stessi che siamo e ciechi e ipovedenti, non siamo super eroi come Dark Devil.

Ciò non ci deve far sentire né umiliati né prigionieri della nostra limitazione, ma ci deve far sempre essere realistici, per una vera autonomia, non dettata da falsi miraggi.

La nostra esperienza unita ad una sana e salda alleanza con chi ha competenze professionali sui temi a noi cari è l’unico traguardo possibile, che si raggiunge non solo con una pista tattile, ma con intelligenza e realismo.

Un punto che deve far riflettere è l’utilizzo di sistemi di orientamento, costosi, complessi, quasi elitari, come bastoni bianchi pesanti e passibili di scarsa precisione, potrebbero rendere cattivo servizio all’autonomia, svariati prototipi in varie nazioni, compresa la nostra, sono in commercio o in comodato d’uso, ma non sembrano affatto convincenti.

Sistemi semplici, applicabili a ciò che si utilizza quotidianamente, può e deve essere utilizzato, ma non deve sostituire l’essere umano e la sua libertà di movimento, legata all’esperienza dell’ambiente e all’istinto e al corretto uso dei sensi vicarianti.

Intasare i canali di comunicazione, come udito, tatto, imponendo una concentrazione multi tasking non è auspicabile.

Armature tecnologiche troppo complesse e costose, allontanano dagli obiettivi sopra esposti.

La libertà di scelta è indispensabile per poter fruire della tecnologia, a costi accettabili, una prerogativa individuale, che può diventare patrimonio collettivo, con il tempo; tale prerogativa non è delegabile a nessuna norma.

L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, ha una grande responsabilità in questi ambiti ed intende esercitarla, senza dogmatismi e senza concedere monopoli.

I percorsi tattili a terra con i sei codici, peraltro validi solo in Italia, in Europa si utilizzano solo due codici, sono accettati da tempo anche dopo gli opportuni miglioramenti.

Ma sono un piccolo sia pur importante, pezzo del mosaico che porta all’autonomia vera e all’esercizio della nostra libertà. La visione progettuale su questi temi cruciali deve affondare le sue radici nella sostenibilità e ragionevolezza, come giustamente richiama la Convenzione Onu sui diritti delle persone Disabili.

Sergio Prelato