L’Uici e i Lions insieme per trasformare un’idea in una realtà a supporto della mobilità

Autore: Mirella Gavioli

“Da un’idea di Marino Attini, persona con disabilità visiva appartenente all’associazione UICI, il progetto Letismart voce e luce, grazie al supporto dei Lions club International, sta conquistando il territorio nazionale. Dopo la prima sperimentazione sui mezzi pubblici e sugli impianti semaforici della città di Trieste e sul territorio friulano, il sistema di radio fari che si interfacciano con il bastone bianco e/o con il Pocket Letismart, è stato istallato dal Comune di Mantova che, recependo la proposta della Presidente della sezione territoriale dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Mirella Gavioli, ha messo a disposizione dei disabili visivi in particolare ma non solo, un sistema tanto semplice e non impattante, quanto altamente performante che possa garantire autonomia, dignità, sicurezza e maggior orientamento nel muoversi e nel vivere attivamente anche da turisti, la storica città. E in tutto questo, i Lions club di Trieste coinvolti dallo stesso Attini, la circoscrizione di Mantova Brescia Bergamo coinvolta dalla Gavioli e i club Lions dalla sezione Uici di Milano, hanno già raccolto la sfida e manifestato un grande interesse a collaborare per favorire la conoscenza e il supporto allo sviluppo e all’utilizzo del sistema sul territorio nazionale. La convinta motivazione dei protagonisti di questa sinergia, ha portato la circoscrizione Lions di Mantova e del responsabile della comunicazione verso terzi del distretto Lions Mantova Bergamo Brescia, a dare immediato avvio ad una nuova forma di collaborazione che, oltre all’organizzazione di service finalizzati all’acquisto per l’azienda etica Shen, di bastoni e Pocket Letismart da destinare a persone  con disabilità visiva, sì concretizzerà da subito, nell’organizzazione di un webinar su piattaforma zoom che si terrà mercoledì 21 luglio alle ore 20:45. Il webinar aperto a tutti gli interessati a saperne di più, siano essi presidenti territoriali, amministratori pubblici, di aziende di servizi o esercizi commerciali, soci o disabili visivi, sarà introdotto da Cristian Manfredi, condotto da Marino Attini inventore del sistema Letismart, e vedrà gli interventi del presidente nazionale Uici Mario Barbuto, della presidente territoriale Uici di Mantova Mirella Gavioli, dei governatori e referenti distrettuali  dei Lions club, delle autorità istituzionali territoriali e di coloro che vorranno conoscere questo sistema innovativo open source a favore delle persone più in difficoltà nella mobilità autonoma, in un concetto di “città in rete, attente ai bisogni, sostenibili e a misura d’uomo”.

Per collegarsi: entra nella riunione in Zoom: https://us02web.zoom.us/j/88997549980?pwd=emZzdzhjQ21jb3RIRERQMzJBajUzZz09

ID riunione: 889 9754 9980

Passcode: 214761.

Locandina dell’evento

Mirella Gavioli

Pubblicato il 19/07/2021.

Torino – Mezzi pubblici e disabilità visiva

L’UICI Torino: “Bene le App, ma non trascuriamo gli annunci a bordo”

Prosegue il confronto con l’azienda GTT per una mobilità più attenta a chi non vede

Per una persona con disabilità visiva, poter usare in sicurezza e autonomia la rete urbana dei mezzi pubblici è una questione di fondamentale importanza, tanto più in un momento così difficile come quello che stiamo attraversando a causa dell’emergenza pandemica. Ecco perché, da tempo, l’UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) di Torino ha avviato, insieme ad altre associazioni di persone disabili, un confronto con il GTT (Gruppo Torinese Trasporti), l’azienda che gestisce il trasporto pubblico nel capoluogo piemontese. Questa collaborazione ha dato buoni risultati sul fronte dell’accessibilità. Ora azienda e associazioni cercano di fare ulteriori passi avanti.

Recentemente GTT ha rinnovato l’area del proprio sito internet dedicata alle persone con disabilità: vi si possono trovare tutte le indicazioni relative all’accessibilità dei servizi forniti dall’azienda. La pagina è stata progettata per essere intuitiva e facile da navigare, con un’interfaccia fruibile anche dalle persone cieche e ipovedenti.  «Si tratta di un passo avanti significativo, che apprezziamo: condensare tutte le informazioni utili un unico spazio, curato e aggiornato, rende più facili le ricerche e, di conseguenza, migliora la qualità degli spostamenti» è il commento di Christian Bruno, membro del Comitato Autonomie e Mobilità UICI Torino. Oltre alle pagine web del sito, l’azienda torinese propone agli utenti una serie di applicazioni per dispositivi mobili.

In particolare, attraverso l’app Moovit, è possibile ricevere precise informazioni su linee, orari, passaggi dei mezzi e fermate. L’App è compatibile con le sintesi vocali (VoiceOver e TalkBack) presenti sui telefoni, cosa che la rende adatta a ciechi e ipovedenti. Inoltre ha il vantaggio di poter essere usata anche a bordo dei veicoli. «Ovviamente tutte queste soluzioni sono preziose per noi e vanno accolte con grande interesse – osserva ancora Bruno – D’altra parte le App, pur utilissime, non possono sostituire del tutto i tradizionali sistemi di annuncio vocale presenti sui mezzi. La platea dei disabili visivi è molto ampia: ci sono persone anziane, che magari non hanno grande familiarità con la tecnologia ma che non possono essere tagliate fuori. Inoltre l’esperienza insegna che l’annuncio vocale delle formate è utile anche per i vedenti: pensiamo, ad esempio, ai turisti o a chi si trovi in una zona della città che non conosce bene». Ecco perché serve un impegno su molteplici fronti. Attraverso la disability manager di GTT, la dott. Rita Gambino, ma senza trascurare il confronto diretto con conducenti di tram e bus, UICI Torino prosegue nel suo lavoro di sensibilizzazione, spiegando il valore degli strumenti per l’accessibilità (e, di conseguenza, i problemi che nascono quando questi strumenti vengono a mancare).

Tra le novità lanciate dall’azienda in materia di inclusione, va segnalato anche la possibilità, per i ciechi e gli ipovedenti che viaggiano da soli, muniti di bastone bianco o cane guida, di segnalare a GTT il loro viaggio extraurbano, con un preavviso di almeno 24 ore. In questo modo il conducente saprà della presenza di una persona con disabilità visiva e presterà particolare attenzione. «Una buona idea – conclude Bruno – viste le incognita che talvolta ci troviamo ad affrontare muovendoci nella provincia».

Pubblicato in data 11/05/2021.

Sant’Anastasia (NA) – Percorso Loges

Il 23 marzo 2021 con grande fierezza è stato compiuto un importante passo in avanti per la piena fruibilità della nostra circumvesuviana.
È stato inaugurato un percorso loges presente nella stazione di Sant’Anastasia, con le relative mappe tattili utilizzabili da non vedenti e ipovedenti.
Il sistema Loges nasce per consentire, a non vedenti e ipovedenti, l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo.
Dal punto di vista pratico consiste in una pavimentazione costituita da una serie di superfici dotate di rilievi, studiate per essere percepite durante la camminata e cromaticamente contrastanti con la pavimentazione esistente.
Inoltre per dare completezza al sistema e garantire al meglio l’orientamento sono state installate mappe tattili, ossia mappe a rilievo con scrittura  Braille. La nostra associazione UICI ha contribuito e collaborato nella realizzazione del progetto, conferendo consigli, esperienza e strategie per meglio capire e soddisfare le esigenze relative alla disabilità visiva.
Si ringraziano inoltre tutti coloro che hanno partecipato e che con il loro contributo hanno realizzato tale progetto: l’importante presenza di Umberto De Gregorio, Presidente dell’EAV, la partecipazione di Enza Amato, consigliere della Giunta regionale Campania per l’Edilizia Pubblica, l’assessore alle politiche sociali Cettina Giliberti del Comune di Sant’Anastasia, Giuseppe Fornaro consigliere nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, il disability manager Anna Sammarruco di EAV e Enrico Mosca vicepresidente UICI della sezione di Napoli; Ferdinando Caprino che ha curato l’opera, il lavoro encomiabile di ingegneri e tecnici dell’EAV; I ringraziamenti vanno anche al nostro amico Raffaele Coccia che ha voluto fortemente e partecipato attivamente alla realizzazione di questo percorso.
Ci rallegriamo per il traguardo raggiunto, in attesa anche della conclusione dei lavori presso la stazione di Madonna dell’arco, per completare e agevolare al meglio la vita dei disabili visivi…

La legge non basta

Autore: Sergio Prelato

La nostra associazione ha contribuito fattivamente a creare la cultura dell’accessibilità per i non vedenti, stimolando studi e promuovendo i percorsi tattili, che peraltro non sono la panacea delle B. A.

Interpretare la normativa e le leggi e i regolamenti attuativi, in modo corretto ed equilibrato, è dovere etico del nostro Ente, per non scaricare sul progettista tutta la responsabilità di possibili mancanze, in un campo in cui solo le persone che hanno esperienza della disabilità visiva, possono fornire adeguati consigli. Le regole tecniche sono più chiare in ambiti di b. a. legate a disabilità motorie.

Nessuno può ridarci la vista, anche progettando al meglio delle conoscenze e pratiche attuali.

L’autonomia anche da parte di persone anziane e non solo giovani o in età lavorativa, è una conquista che si ottiene in primo luogo attraverso percorsi complessi, di motivazioni personali, dipende dal tipo di cecità e patologia e ipovisione.

Tanto per fare un esempio nel caso di alcune degenerazioni retiniche, l’eccessiva illuminazione è deleteria, come per altri tipi lo è il contrario.

Il progettista deve essere e diventare un alleato dei cittadini non vedenti, non sentirsi responsabile della loro patologia.

Gli accorgimenti richiamati genericamente dalla norma, per rendere accessibile un luogo, sono svariati e spesso non sono facili da capire per i tecnici, in quanto non esiste una formazione costante e a livello pre laurea.

La nostra esperienza, unita alla competenza dei tecnici, la nostra responsabilità nel fare applicare in modo ragionevole le normative, la responsabilità dei tecnici di fare il possibile per avvicinarsi ad un risultato soddisfacente e ottimale, sono obiettivi che si possono e debbono raggiungere con il tempo.

Già ora molti uffici, responsabili della realizzazione di molte infrastrutture hanno al loro interno le competenze tecniche per rendere un buon servizio ai viaggiatori e fruitori non vedenti.

I costi di queste politiche di accessibilità, non sempre riescono ad essere coperti da fonti di denaro pubblico sicuri, che vengono utilizzati per emergenze, equilibri di bilancio imposti da regole di contenimento del debito. ecc.

Il privato inoltre deve ottemperare a numerose incombenze e rispetto delle norme, ed è importante far capire quando e se conviene spendere soldi e come spenderli sulle barriere senso percettive.

La mera declinazione standard di regole che valgono sempre e comunque non conviene a nessuno, spesso crea “cattedrali nel deserto” ove un cieco assoluto non si avventurerebbe mai da solo, in nome di una autonomia di tipo formale e nominale doverosamente esplicitata dalla legge, d’altronde non è possibile che una norma non estenda la propria virtuale e ideale influenza in tutti i luoghi previsti dalla vita umana.

Ma sappiamo, in primis noi ciechi e ipovedenti, che non è possibile ragionare in termini assoluti, un po’ come pretendere un ospedale ad ogni angolo di strada.

Insomma, stazioni, metropolitane, banchine delle linee di trasporto, ospedali e altre strutture, un minimo di segnali che avvisino del pericolo durante gli attraversamenti è doveroso pretenderlo.

Ma in altri ambiti bisogna puntare sulla formazione e l’assistenza, come prassi di accessibilità, al pari di un percorso tattile a terra.

L’interpretazione barocca e fuorviante della norma, brandire sentenze di fatti gravi e incresciosi, ancorché fortunatamente rari, non è una prassi saggia.

Se un cieco si fa male per mancanza di accorgimenti, teoricamente non dovrebbe più uscire di casa.

Abbiamo la responsabilità di guidare con razionalità e con una corretta comunicazione, cosa che peraltro avviene già da anni, i Comuni e i privati ad acquisire sempre di più nozioni di accessibilità, ne è uno dei tanti esempi un corso organizzato dal Consiglio regionale del Piemonte dell’UICI, in collaborazione con l’Ancip.

Questo ha prodotto sul territorio piemontese più consapevolezza e contatto, e richieste di consulenza da parte nostra, in occasione di riqualificazioni e progetti.

Il puzzle dell’autonomia non si ottiene solo con percorsi tattili, si ottiene con corsi di orientamento, l’uso del bastone bianco in modo corretto, la presa in carico in caso di ciechi dalla nascita, di prassi precoci di motricità e competenze spaziali.

Trasmettere competenze sul mondo materiale e urbano che consentano l’utilizzo delle guide naturali peculiari sul territorio di residenza, fornire risorse e competenze per riconoscere pericoli e fonti di pericolo, indipendentemente dai percorsi tattili.

I percorsi tattili, come le mappe e targhette braille, sono elementi importanti, ma che fanno parte, appunto, di un puzzle ampio e non sempre scontato, che nessun artificio può, fine a se stesso, rendere veramente autonoma una persona cieca.

Molte persone affette da maculopatia, vogliono diventare autonome, e le risorse da mettere in campo per queste persone sono tante e complesse.

Illudersi che gli accorgimenti siano l’unica ancora di orientamento è scorretto e pericoloso.

Spesso, dipende dalle città e dalle stagioni, le foglie secche, la pioggia che crea allagamenti, vento, la neve, lavori in corso, peculiari condizioni urbanistiche, rendono difficoltoso l’incedere della persona disabile visiva, ostruiscono i percorsi tattili a terra. La cosa più importante è investire, tra le altre cose, in corsi di orientamento e mobilità più moderni e attuali, creando operatori preparati.

L’autonomia è sempre mediata dai percorsi, dalla conoscenza pregressa che nessuna mappa potrà mai sostituire, dalle guide naturali, dalla familiarità, dal saper accettare e chiedere aiuto, sia in modo pianificato, che spontaneo.

Non dobbiamo mai negare a noi stessi che siamo e ciechi e ipovedenti, non siamo super eroi come Dark Devil.

Ciò non ci deve far sentire né umiliati né prigionieri della nostra limitazione, ma ci deve far sempre essere realistici, per una vera autonomia, non dettata da falsi miraggi.

La nostra esperienza unita ad una sana e salda alleanza con chi ha competenze professionali sui temi a noi cari è l’unico traguardo possibile, che si raggiunge non solo con una pista tattile, ma con intelligenza e realismo.

Un punto che deve far riflettere è l’utilizzo di sistemi di orientamento, costosi, complessi, quasi elitari, come bastoni bianchi pesanti e passibili di scarsa precisione, potrebbero rendere cattivo servizio all’autonomia, svariati prototipi in varie nazioni, compresa la nostra, sono in commercio o in comodato d’uso, ma non sembrano affatto convincenti.

Sistemi semplici, applicabili a ciò che si utilizza quotidianamente, può e deve essere utilizzato, ma non deve sostituire l’essere umano e la sua libertà di movimento, legata all’esperienza dell’ambiente e all’istinto e al corretto uso dei sensi vicarianti.

Intasare i canali di comunicazione, come udito, tatto, imponendo una concentrazione multi tasking non è auspicabile.

Armature tecnologiche troppo complesse e costose, allontanano dagli obiettivi sopra esposti.

La libertà di scelta è indispensabile per poter fruire della tecnologia, a costi accettabili, una prerogativa individuale, che può diventare patrimonio collettivo, con il tempo; tale prerogativa non è delegabile a nessuna norma.

L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, ha una grande responsabilità in questi ambiti ed intende esercitarla, senza dogmatismi e senza concedere monopoli.

I percorsi tattili a terra con i sei codici, peraltro validi solo in Italia, in Europa si utilizzano solo due codici, sono accettati da tempo anche dopo gli opportuni miglioramenti.

Ma sono un piccolo sia pur importante, pezzo del mosaico che porta all’autonomia vera e all’esercizio della nostra libertà. La visione progettuale su questi temi cruciali deve affondare le sue radici nella sostenibilità e ragionevolezza, come giustamente richiama la Convenzione Onu sui diritti delle persone Disabili.

Sergio Prelato

Brescia – Semafori per gli ipovedenti. L’UICI promuove il censimento

Autore: Irene Panighetti

Fonte: «Brescia oggi», sez. Cronaca, del 1° Febbraio 2021.

INCLUSIONE. Mentre anche i lavori alle paline contribuiranno a rendere meno difficoltoso il movimento per strada

Entro il 5 febbraio le richieste di segnalatori acustici per stilare un elenco da inviare al Comune in caso di futuri stanziamenti

Sono in corso i lavori per posizionare alle fermate degli autobus «paline intelligenti», come Bresciaoggi ha raccontato qualche giorno fa: un’innovazione che aiuterà anche le persone con disabilità visive, aggiungendosi al servizio di segnalatore acustico ai semafori. Un servizio che c’è da tempo in città e che ogni anno aumenta mediamente di circa 6/7 unità. Oggi c’è un’opportunità in più, quindi il settore comunale apposito ha chiesto la collaborazione all’Unione ciechi (Uici) di Brescia per compilare un elenco di semafori dotabili di segnalatori acustici da inserire in futuri progetti di finanziamento o negli stanziamenti di bilancio comunali. Uici quindi sollecita i suoi soci a inviare le proprie necessità entro il 5 febbraio «motivate da un’effettiva esigenza di mobilità autonoma e sicura – precisa Piera Loda, di Uici – così possiamo collaborare efficacemente con Comune e BresciaMobilità, con i quali da tempo si è instaurato un proficuo scambio». L’utilità del continuo dialogo è confermato anche da BresciaMobilità che dal 2005 si è attivata per posizionare i semafori sonori, i quali ad oggi sono circa un’ottantina, quindi poco meno della metà dei semafori totali. Un numero importante quindi, ma interessante è anche la qualità del servizio: per far attivare la segnalazione sonora non basta che il semaforo sia verde, occorre che ci sia una situazione di totale sicurezza. L’utilità di questi meccanismi è attestata da Loda, che è non vedente e dunque ben conscia della necessità di avere, tutti i semafori dotati di tale strumento. «Per chi non vede il segnalatore acustico è fondamentale per muoversi in autonomia – spiega – sentire l’avviso sonoro, che aumenta di volume in proporzione al traffico, è davvero utile. Dove non c’è è necessario chiedere ai passanti».

Resta però una criticità: indipendentemente dalla presenza o meno del segnalatore acustico, non sempre è facile individuare la presenza di un qualsiasi semaforo: «a Brescia i primi semafori di questo tipo avevano un sistema molto efficace, perché il segnale si attiva prima che si arrivi effettivamente al semaforo e quindi noi sappiamo, mentre camminiamo sul marciapiede, che a breve potremo attraversare. Questi però sono di vecchia generazione e via via che si rompono sono sostituiti con altri senza questo servizio: in pratica il suono si sente dal momento in cui noi attiviamo con la mano il meccanismo, schiacciando un pulsante che si trova sul semaforo. Sarebbe invece utile avere degli indicatori che ci facciano capire prima se c’è un semaforo nelle vicinanze. Per questo ci sono delle mattonelle apposite in terra, ma anche queste al semaforo, mentre sarebbe meglio averle sul marciapiede un poco prima».

Irene Panighetti

Reggio Emilia – Il Consorzio Taxisti Reggiani sostiene non vedenti ed ipovedenti nei loro spostamenti

Firmato un accordo di collaborazione tra UICI e CTR.

Nei giorni scorsi è stato sottoscritto un importante accordo di collaborazione tra la Sezione Territoriale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) di Reggio Emilia ed il Consorzio Taxisti Reggiani (CTR) Radiotaxi, che consentirà a tutte le persone affette da disabilità visiva grave di poter svolgere, con maggior sicurezza ed autonomia, le proprie esigenze quotidiane, considerando altresì il difficile momento storico che stiamo vivendo.

Tenuto conto degli scopi istituzionali dei due Enti e delle restrizioni alla circolazione dovute all’emergenza sanitaria in atto, il Consorzio Taxisti Reggiani, dallo scorso 1 dicembre, consente a tutti i non vedenti ed ipovedenti d’Italia di utilizzare i propri mezzi per il servizio di trasporto persone usufruendo di uno sconto in percentuale sulle corse a tassametro; infatti, l’accordo prevede che per poter aver diritto agli sconti il disabile visivo mostri la propria tessera di iscrizione ad una qualsiasi delle 108 Sezioni Territoriali UICI italiane, anche se non risiede nella provincia di Reggio Emilia.

Il CTR non si è per altro limitato a consentire un risparmio economico a coloro che usufruiranno della convenzione, ma comprendendo le specifiche necessità delle persone non vedenti, con particolare attenzione ai loro spostamenti, ha anche pensato e proposto di svolgere per questi utenti un vero e proprio servizio di “consegna a domicilio” di spesa, farmaci, documenti, altri beni di consumo, presidi sanitari e qualsiasi altro ausilio utile per migliorare l’autonomia in casa e fuori casa.

“I servizi di trasporto saranno garantiti in maniera fluida e costante 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, svolgendosi con serietà, professionalità ed attenzione particolare da parte di tutti gli autisti” afferma Simone Seligardi, Presidente di CTR Radiotaxi.

I trasporti potranno essere effettuati a chiamata diretta o previa prenotazione telefonando alla Centrale Radiotaxi al numero 0522-452545 e specificando che si desidera usufruire della “Convenzione UICI”.

La Sezione Territoriale UICI si impegnerà a diffondere il contenuto dell’accordo ai suoi associati mediante i diversi sistemi di comunicazione disponibili (notiziario mensile, sito web, pagina Facebook, Whatsapp, SMS, passaparola) e si farà carico di informarli della necessità di avere sempre con sé la propria tessera d’iscrizione debitamente rinnovata per poter usufruire delle scontistiche previste.  

Affinché il servizio possa svolgersi nel modo più fluido possibile, non vedenti ed ipovedenti potranno segnalare, all’atto della prenotazione del servizio, la propria condizione di disabilità visiva e l’eventuale presenza del cane guida.

“L’accordo vuole rispondere alla necessità dei nostri associati di trovare un mezzo di trasporto veloce, sicuro e che abbia le necessarie attenzioni verso il cliente – dichiara la Presidente UICI Chiara Tirelli – soprattutto visto il periodo di degrado dei servizi pubblici, limitati nel numero operativo e nelle capacità di carico dai vari Decreti sul contenimento dell’emergenza sanitaria. Un sentito ringraziamento al Consorzio Taxisti Reggiani per aver compreso le criticità che un disabile visivo deve affrontare ogni giorno ed ha saputo rispondere con soluzioni concrete per facilitarne gli spostamenti”.

Torino – Persona cieca inciampa su monopattino in strada. Ennesimo incidente: urge intervenire

L’Unione Ciechi: “Situazione insostenibile. Grave pericolo per chi non vede”

Quando lo racconta, gli tremano la voce e le gambe. Giovanni Spataro, 63 anni, non vedente, è ancora sospeso tra incredulità e rabbia. Poche sere fa stava camminando lungo via Salbertrand (quartiere Parella). E’ la sua zona: lì vive da tempo, si muove sicuro, ha punti di riferimento e persone che lo conoscono. Una situazione quotidiana, dunque: nulla di inconsueto, né, tanto meno, di pericoloso. All’improvviso, però, proprio a metà del marciapiede, il fedele bastone bianco ha urtato “qualcosa”: un oggetto grosso e pesante. Nemmeno il tempo di reagire e Giovanni si è ritrovato per terra, mentre l’oggetto gli cadeva addosso. Era un monopattino a noleggio, abbandonato in mezzo alla strada da qualche utente incivile, incurante dei gravi danni che la sua leggerezza avrebbe potuto causare. Soccorso da una passante, Giovanni è riuscito, con fatica, a rimettersi in piedi e, recuperato l’orientamento, è rientrato a casa. Nulla di rotto, fortunatamente. L’accaduto, però, ha lasciato uno strascico spiacevole nella quotidianità di Giovanni, che ora non si sente più sicuro e ha paura a uscire di casa da solo.

Da quando sono entrati in servizio biciclette e monopattini “a flusso libero” (che, cioè, possono essere lasciati ovunque, terminato il tempo di noleggio) a Torino gli incidenti ai danni di persone con disabilità visiva sono divenuti frequenti. A giugno – e non era certo il primo episodio – l’UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) del capoluogo piemontese aveva denunciato il caso di una ragazza ricoverata in ospedale per una frattura al polso, dopo essere caduta su un monopattino abbandonato in malo modo, in mezzo alla strada. Ora il copione si ripete. Dall’inizio del 2018 l’associazione ha lanciato l’allarme in tutti i modi possibili: sui giornali e in tv, attraverso i canali social, negli incontri con l’amministrazione comunale (dalla quale però, sono arrivate risposte evasive, o, comunque, non pienamente soddisfacenti).

Solo pochi giorni fa, in una lettera aperta ai quotidiani, il presidente di UICI Torino, Giovanni Laiolo, tornava a sollevare il tema: «Non siamo contrari ai mezzi ecologici – scriveva – ma serve una disciplina, che rispetti le esigenze di tutti. I marciapiedi sono diventati una giungla e, per chi non vede, il rischio di incidenti è alto». Parole, purtroppo, che trovano conferma nell’ultimo episodio. «Evidentemente gli appelli al senso civico non bastano» fanno notare dall’associazione. «L’unico modo per risolvere il problema sarebbe prevedere degli spazi fissi e obbligatori in cui lasciare i veicoli. A questo punto, che cosa aspetta la politica a intervenire? Che qualcuno si faccia male “seriamente”?».

Ufficio Stampa:  Lorenzo Montanaro: 333 447 99 48 ufficio.stampa@uictorino.itlorenzo.montanaro@gmail.com

Interrogazione Sutto (Lega) sulla petizione UICI sui monopattini elettrici

INTERPELLANZA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI

SUTTO, LOCATELLI, VANESSA CATTOI, PANIZZUT, BOLDI, DE MARTINI, FOSCOLO, LAZZARINI, TIRAMANI e ZIELLO. — /Al Presidente /del/Consiglio /dei/ministri, al Ministro /delle/infrastrutture e /dei//trasporti/, al Ministro /del//lavoro/e /delle// politiche//sociali/, al Ministro della salute./ — Per sapere – premesso che:

negli ultimi mesi, la presenza e la circolazione dei monopattini elettrici nelle strade delle principali città italiane è aumentata vertiginosamente, alimentata anche dall’epidemia da COVID-19, dai bonus promessi dal Governo e dalla maggiore diffusione dei servizi di mobilità condivisa (sharing/mobility/);

per le persone con disabilità e, in particolare, per le persone cieche, con disabilità visiva e con disabilità motoria, per le persone che necessitano di ausili per la deambulazione, ma anche per le persone anziane e per i genitori con carrozzine o passeggini, l’assenza di regole chiare in merito alla sosta e alla circolazione di tali mezzi ha creato seri problemi, sia in termini di sicurezza sia in termini di impedimento alla mobilità;

nel tentativo di ovviare a tali criticità, l’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti (*Uici*) ha lanciato una petizione online sulla piattaforma /Change.org/ volta a sensibilizzare gli utenti, le istituzioni e le autorità competenti in merito alla necessità di promuovere un utilizzo corretto di tali mezzi;

in particolare, sotto il profilo della sicurezza, l’Uici ha richiesto l’installazione di sistemi di rumore artificiale Avas (/Audible vehicle alert system/) sui mezzi stessi che segnalino il monopattino in movimento «sempre e comunque», per migliorare la sicurezza stradale e tutelare, in particolare, l’incolumità delle persone non vedenti;

si è, poi, rimarcata la necessità di contrastare il fenomeno della sosta selvaggia, intensificando i controlli e individuando dei siti appositi nelle aree cittadine riservati al parcheggio dei monopattini elettrici, in modo da evitare l’abbandono indiscriminato degli stessi che costituisce ormai l’ennesima barriera architettonica con la quale fare i conti quotidianamente;

ad avviso degli interroganti, tali richieste sono di assoluto buon senso e potrebbero avere risvolti positivi non solo sotto i profili sopra evidenziati, ma anche sul decoro dei centri cittadini e sulla sicurezza stradale, considerati peraltro i numerosi incidenti registrati in questi mesi che vedono coinvolti, con frequenza sempre maggiore, proprio i monopattini elettrici –:

quali iniziative intendano adottare, nel campo della micromobilità elettrica, per garantire pienamente la sicurezza, il diritto alla mobilità e l’accessibilità degli spazi in favore delle persone con disabilità, delle persone anziane e dei genitori con carrozzine o passeggini, anche alla luce delle proposte avanzate sul punto dalle associazioni e, in particolare, dall’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti.

(4-07135)

http://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?idLegislatura=18&sezione=assemblea&tipoDoc=atti_indirizzo_controllo&idSeduta=0409&nomefile=allegato_b&ancora=si.4-07135#si.4-07135

Roma – Divulgazione petizione monopattini, di Giuliano Frittelli

Autore: Giuliano Frittelli

Cari amici,

i monopattini nelle nostre città stanno diventando sempre più  un grosso problema, soprattutto per chi non vede, ma non solo, e questo a causa dello sfrecciare in aree pedonali, del parcheggiare in maniera selvaggia sui marciapiedi, della loro silenziosità,  ecc..

Vista l’importanza della sicurezza stradale nella mobilità autonoma, vi informiamo che la Sezione U.I.C.I. di Roma ha lanciato una petizione sulla piattaforma Change.org, per invitare e raccomandare ad un utilizzo corretto di questi  monopattini.

Pertanto vi chiediamo di dare massima diffusione e visibilità a questa iniziativa.

Vi invitiamo a firmare la petizione cliccando sul seguente link:

http://chng.it/48CbB9Nc

e di condividerla il più possibile sui social e non solo.

Mai come in questo caso l’UNIONE FA LA FORZA!

Ascoli Piceno – UICI e amministratori insieme per realizzare il primo lungomare “per tutti”

Il sindaco Pasqualino Piunti accoglie la richiesta di collaborazione dell’Uici e inserisce un consulente dell’Unione nel team che lavorerà alla riqualificazione. Percorsi tattilo-plantari, semafori acustici e segnaletica al centro dell’incontro che ha visto in città il presidente nazionale Uici, Mario Barbuto

“A livello nazionale ci sono poche realtà davvero accessibili, c’è da lavorare parecchio in questo senso ma ci stiamo muovendo bene. San Benedetto del Tronto si candida a essere tra le prime ed è stato per me un grande piacere verificare i progressi realizzati in una struttura alberghiera accogliente al suo interno e che sta collaborando con la città e con i nostri dirigenti territoriali per realizzare anche una accessibilità e una mobilità indipendente fuori dall’albergo e su questo bellissimo lungomare”.

Il presidente nazionale dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti, Mario Barbuto, ha aperto così l’incontro che ieri sera ha visto riuniti allo chalet Sabbia i dirigenti marchigiani dell’Unione per un incontro-confronto con l’amministrazione comunale sui lavori di rifacimento del lungomare e sulle opere necessarie a rendere accessibile a tutti il luogo turistico per eccellenza della città.

Presenti con Barbuto, i componenti della direzione nazionale Linda Legname e Adoriano Corradetti, la presidente regionale Alina Pulcini, la presidente Uici di Ascoli Piceno e Fermo Gigliola Chiappini, la presidente Uici di Macerata Jenny Lancellotti e l’ex presidente Uici di Ascoli e Fermo Cristiano Vittori che aveva avviato la collaborazione con l’amministrazione comunale.  Sullo stesso tavolo, a parlare di semafori acustici, percorsi tattilo-plantari e insegne in evidenza, il sindaco Pasqualino Piunti e l’assessore alle politiche sociali Emanuela Carboni.

“Abbiamo chiesto al sindaco di avere come interlocutore privilegiato l’Unione italiana ciechi e ipovedenti e di verificare con i suoi esperti l’efficacia delle soluzioni tecniche che vengono proposte per la mobilità – racconta Mario Barbuto -. Abbiamo sottolineato l’importanza dei semafori acustici, dei percorsi pedonali riconoscibili col bastone e col piede, dei contrasti maggiori nei colori, di una segnaletica più visibile e di tutto quello che consente a una persona che non vede, o che vede poco, di muoversi in autonomia”.

“Dobbiamo lavorare affinché San Benedetto del Tronto sia in grado di accogliere ogni persona e garantire servizi idonei per ogni tipo di disabilità – spiega la presidente Uici di Ascoli e Fermo, Gigliola Chiappini -. Sia per i residenti che per aprire a una fascia turistica molto importante che si sta già affacciando sulla nostra città grazie al Bolivar, il primo ‘hotel per tutti’ inaugurato un anno fa e che sta registrando già ottimi numeri in fatto di presenze”.

“Il primo ringraziamento – ha detto il sindaco Pasqualino Piunti – va a chi ha voluto, con lungimiranza, passione e amore, fornire questa città di un albergo che rappresenta un’eccellenza nazionale. Ora emerge la necessità di coniugare le iniziative di una città importante come San Benedetto, terza in Italia per accoglienza turistica, con i suggerimenti che l’Unione può darci in termini di mobilità. E l’opera più rilevante in questo momento è la riqualificazione del lungomare che vedrà da via Pola fino al Las Vegas un cantiere a partire già da ottobre. Accolgo con piacere il suggerimento di inserire un rappresentante dell’Unione nel team di esperti nel momento in cui inizieranno le opere. Tra l’altro, come assessore ad interim ai Lavori Pubblici, ho inserito nel piano delle opere pubbliche anche un percorso per persone non vedenti nella zona del Paese alto, sostenuto da una cifra importante”.

“Sarebbe bello – ha proposto Gigliola Chiappini – dedicare questo percorso a Louis Braille, inventore del codice per la scrittura e la lettura utilizzato da chi non vede”.

“Grazie alla nuova offerta in termini di accessibilità abbiamo ampliato in tutto l’arco dell’anno la nostra proposta turistica – ha sottolineato l’assessore Carboni –, destagionalizzando anche i flussi e questo rappresenta una grande risorsa per tutta la città. Andiamo fieri di questo hotel, secondo in tutta Italia, e come amministrazione restiamo a disposizione per tutte le richieste dell’Unione a cui cercheremo in ogni modo di dare seguito”.

“Dove vive bene una persona con disabilità – ha concluso il presidente nazionale Mario Barbuto – vivono meglio anche tutti gli altri”.

Foto di gruppo