Corrado Augias e l’ipovisione, di Corrado Siri

Autore: Corrado Siri

LETTERA A CORRADO AUGIAS

Gent. mo Dottor Augias, mi permetto di sottrarle qualche minuto, confidando nella Sua preziosa sensibilità, per sottoporre alla Sua attenzione un piccolo-GRANDE problema di natura meramente "tecnica", che personalmente (ma la cosa riguarda moltissimi altri lettori) incontro nell'affrontare la lettura della Sua rubrica "LA MIA BABELE" su IL VENERDI' di Repubblica.
Tale Rubrica è scritta in corsivo e ciò rappresenta per un ipovedente grave come me un grande ostacolo! Una sorta di "barriera visiva". Le confesso che dopo aver letto la Rubrica di Brunella Schisa e le due brevi recensioni della Sua pagina, mi trovo costretto a rinunciare nel prosieguo della lettura della parte in corsivo.
Sono un accanito lettore e pur conoscendo il metodo Braille e utilizzando sintetizzatore vocale per computer, amo soprattutto la lettura diretta, il contatto "fisico" con il libro o il giornale, anche se comporta per me tempi lunghi e affaticamento. Affaticamento che potrebbe essere diminuito se non evitato al milione e mezzo di ipovedenti stimato in Italia, semplicemente grazie ad accorgimenti tecnici quali la scelta di font (in particolare Arial), di corpo caratteri, contrasto e, laddove possibile, riduzione del corsivo appunto! Il tutto senza rinunciare all'aspetto, all'estetica o al significato che la diversificazione nell'impiego di caratteri tipografici può rappresentare.
Le rubo ancora qualche istante per compiere alcune riflessioni sul fatto che nella nostra società è ormai acquisita la consapevolezza della necessità di abolire le barriere architettoniche, ma nella nostra società non esiste ancora una vera "cultura dell'ipovisione"! Il milione e mezzo (solo in Italia) di persone con un'acuità visiva così bassa da non poter far completamente affidamento sul senso della vista in molte situazioni della vita quotidiana, ma allo stesso tempo non identificabile con chi è cieco, potrebbe essere alleviata da molti disagi, consentendo la valorizzazione del grande potenziale che un ancorché minimo residuo visivo può comportare, adottando soluzioni semplici e non onerose, ad esempio nelle segnaletiche stradali, negli uffici pubblici e ovviamente… nei giornali! Ringraziandola sentitamente per l'attenzione, la saluto cordialmente.
Corrado Siri

RISPOSTA DI CORRADO AUGIAS

Capisco il suo problema, lo segnalo subito alla Direzione del giornale.
Cordialmente, Corrado Augias

RISPOSTA DELL'ART DIRECTOR DI REPUBBLICA, GIANNI MASCOLO

Gentile Signor Siri, il 19 aprile troverà in edicola un Venerdì rinnovato graficamente e arricchito nei contenuti.
Spero che l'abolizione del fastidioso corsivo ed l'introduzione del nuovo carattere del testo siano da lei, e dai nostri lettori, apprezzati maggiormente.
Un cordiale saluto Gianni Mascolo, Art Director.

Ecco la mia risposta: Gent. mo Dottor Mascolo, la ringrazio sentitamente per l'attenzione e per le iniziative intraprese dal Vostro giornale, che senz'altro verranno accolte con grande favore dai lettori con gravi difficoltà di vista! Personalmente mi attiverò, per quanto in mia facoltà, quale volontario impegnato nel campo della disabilità visiva, per diffondere al massimo la Notizia! Ringraziandola vivamente, le porgo i più distinti e riconoscenti Saluti, Corrado Siri.
IL VENERDI' di Repubblica è uscito in edicola rinnovato nei contenuti e, come anticipato dall'art director Gianni Mascolo, anche nella "veste grafica". Il corsivo è stato eliminato in tutti gli articoli e le rubriche. I titoli sono in "grassetto marcato" e gli articoli stessi, tutti in stampatello minuscolo in nero con buon contrasto su pagine esclusivamente bianche. Nel complesso, rispetto alla versione precedente del giornale, si notano mutamenti tipografici apprezzabili che, a mio avviso, ne consentono una migliore fruibilità ai lettori con difficoltà visive.

Una occasione da non perdere, di Tommaso Daniele

Autore: Tommaso Daniele

L'Assemblea dei Quadri Dirigenti del prossimo maggio non è soltanto un adempimento statutario, un appuntamento di ordinaria politica associativa, anche se importante e qualificante, bensì un evento che può rivestire carattere e significato del tutto speciali perché coincide con la metà del mandato congressuale.
Vorrei, dunque, che questo evento fosse vissuto come un di più di impegno e di partecipazione e che ciascuno di noi, responsabilmente, si facesse carico di compiere una riflessione sul lavoro svolto dall'intera dirigenza a livello nazionale, regionale e provinciale per stabilire se le strategie poste in essere hanno costituito la risposta giusta alla complessità e alla molteplicità dei problemi che la storia e la vita si sono fatte carico di frapporre sul nostro cammino verso la piena integrazione sociale.
Vorrei, anche, che ciascuno di noi mettesse in moto la propria fantasia per immaginare il futuro e disegnare con la matita rossa sul foglio bianco della nostra storia di domani i cambiamenti strutturali che la nostra associazione deve realizzare da subito se vuole svolgere il delicato compito di tutela e di rappresentanza dei ciechi e degli ipovedenti e se vuole continuare ad essere il capofila nella lotta per la conquista dei diritti dei disabili e dei cittadini più deboli.
Evento speciale, dunque, che richiede una discussione speciale, iniziative speciali, capaci di far compiere alla nostra associazione quel salto di qualità necessaria per farla salire sul treno del cambiamento e impedirle di innalzare bandiera bianca di fronte ad uno Stato sociale che di sociale ha ormai soltanto il nome a causa di una classe politica asserragliata nei palazzi del potere, incapace di percepire il dramma della gente che arriva attraverso le finestre chiuse dalle piazze di Roma.
Ci sono voluti gli spari di un disperato davanti a Palazzo Chigi per scuotere Governo e Parlamento da una colpevole e irresponsabile apatia. Mentre scrivo il Presidente incaricato di costituire un nuovo Governo sta tenendo il suo discorso di investitura nell'aula di Montecitorio. Sento parole illuminanti che aprono il cuore alla speranza: "Governo di servizio, di cambiamento". Peccato però che il nuovo Presidente del Consiglio nel suo intervento, durato quarantacinque minuti, non abbia ritenuto di dovere almeno accennare al tema della disabilità. Governo di servizio e di cambiamento: parole sempre presenti nel lessico della nostra Unione, che non si è fatta mai sorprendere dai mutamenti economici, politici, sociali e culturali. Sarà così anche questa volta.
La prossima Assemblea dei Quadri Dirigenti è un'occasione da non perdere. Confortato dall'intera Direzione Nazionale, mi sono assunto la responsabilità di predisporre un ordine del giorno ricco di stimoli che, dopo aver compiuto un'analisi delle cose fatte nei primi due anni e mezzo di mandato, muove verso obiettivi innovativi, che arricchiscono la prospettiva di un'associazione che ambisce a rappresentare tutti i ciechi e gli ipovedenti italiani e gettare un ponte verso l'intero mondo della disabilità, dei più deboli e della società civile.
Il dibattito politico di questi giorni ha evidenziato la eccezionalità del momento che viviamo, caratterizzato da una profonda crisi economica, morale, sociale, culturale e politica, che ha richiesto la costituzione di un Governo di larghe intese, tra forze politiche tradizionalmente e storicamente antitetiche. La crisi, che in quest'ultimo periodo si è soltanto accentuata, è presente da tempo nel Paese e ha provocato il progressivo disimpegno dello Stato nei confronti dei più deboli.
La nostra Unione, come tutte le altre organizzazioni sociali e forse più delle altre, ha dovuto operare in un contesto estremamente negativo. Ci piacerebbe sapere se, nonostante tutto, i bisogni dei ciechi siano stati sufficientemente tutelati rispetto ai valori fondanti della nostra organizzazione: l'istruzione, la formazione professionale, il lavoro, la riabilitazione, la prevenzione, l'accesso alla cultura, all'informazione, all'autonomia, alla fruizione dei beni culturali e del tempo libero; se abbiamo fatto ulteriori passi avanti rispetto ai temi della partecipazione, della democrazia, della trasparenza, del rapporto con le altre associazioni di disabili, del volontariato, dei lavoratori, dei datori di lavoro, dei consumatori e della società civile nel suo complesso. Ci piacerebbe che su tutto questo si discutesse costruttivamente e si gettassero le basi per fare ulteriori passi nella direzione di una maggiore cultura della solidarietà, della partecipazione, della pari dignità.
L'unità associativa è sempre stato il nostro fiore all'occhiello, la moneta in più da spendere nei momenti difficili della nostra storia, il fiore che ho sempre coltivato con grande passione e infinito amore. "Uniti si vince, divisi si perde": una frase che ho scritto e pronunciato almeno mille volte e che non mi stancherò mai di scrivere e pronunciare, perché certe verità non invecchiano mai.
Ho avuto la gioia di gestire l'Unione per tutti questi anni con il valore aggiunto di un consenso pressoché generale. Ho messo in sinergia le risorse dell'Unione, dell'I.Ri.Fo.R., della Biblioteca, dell'Agenzia, della Federazione, dell'U.N.I.Vo.C. raggiungendo livelli di collaborazione davvero sorprendenti e invidiabili. Ora, però, occorre fare di più. A situazioni eccezionali occorre dare risposte eccezionali, dobbiamo cioè puntare dritti all'obiettivo dell'unità di tutti i ciechi e ipovedenti italiani attraverso la costituzione di una federazione di tutte le associazioni di ciechi e di ipovedenti esistenti nel nostro Paese. Un obiettivo da perseguire con l'ostinazione che ha sempre caratterizzato le nostre azioni. Non sarà facile, ma è bello misurarsi anche con l'impossibile. L'importante è convincersi che l'unità dei ciechi e degli ipovedenti italiani è un valore assoluto a cui non possiamo rinunciare in tempi di "vacche magre". La federazione dovrà essere il primo anello di una più ampia rete di solidarietà che dovrà coinvolgere le associazioni di disabili, del volontariato e di ogni altra espressione della società civile; una grande barriera contro chi vuole abbattere lo stato sociale.
La prossima Assemblea dei Quadri Dirigenti è un'occasione da non perdere anche rispetto al tema delle modifiche statutarie. Non concordo con chi pensa che il nostro Statuto sia completamente da buttare via, da dare alle fiamme affinché dalle ceneri possa emergere l'araba fenice che da tempo aspettiamo. E' innegabile, però, che esiste la necessità di ritocchi, anche sostanziali, che non possono essere più rinviati: l'accentuazione dell'autonomia delle strutture periferiche nella logica dell'unità-distinzione (l'immagine da me usata qualche tempo fa dell'albero i cui rami sono saldamente uniti al tronco dovrebbe rendere l'idea); le modalità di elezione del Consiglio Nazionale, al quale si può estendere la normativa in vigore per l'elezione dei Consigli Provinciali; la eliminazione della norma che sospende il dirigente associativo eletto a cariche politiche; una interpretazione autentica del concetto di apartiticità della nostra Unione; la eliminazione del principio della espulsione come misura disciplinare. Sono solo alcune delle possibili modifiche statutarie.
Un'occasione da non perdere per affrontare il tema dell'impegno associativo, che come tutte le cose ha subito una naturale evoluzione. Quasi sempre nella nostra associazione ha giganteggiato il principio della delega: i soci che delegano il Consiglio Provinciale, il Consiglio che delega il Presidente Provinciale e così avanti nella scala gerarchica dell'impegno associativo… Consiglio Regionale, Presidente Regionale, Consiglio Nazionale, Direzione Nazionale, Presidente Nazionale. Il sistema ha funzionato fino a quando le rivendicazioni associative hanno riguardato i diritti fondamentali dei ciechi e degli ipovedenti: l'assistenza, l'istruzione, il lavoro. E', invece, entrato in crisi quando l'area dei servizi e dei diritti si è allargata notevolmente e quando la complessità ha preso il posto della semplicità. Allora, l'uomo solo al comando, ha sentito tutto il peso della propria solitudine e ha implorato aiuto: "aiutatemi a pensare, aiutatemi a progettare".
Mi ricordai di una bella frase di John Kennedy, il Presidente degli Stati Uniti, rivolta agli americani: "prima di chiedervi che cosa l'America può fare per voi, chiedetevi che cosa voi potete fare per l'America". Fu così che scrissi la circolare 27 del 1999, che conteneva idee per un nuovo modello associativo, fondato sui concetti di collegialità, lavoro di gruppo, coinvolgimento del maggior numero possibile di dirigenti e soci, ampliamento del numero delle rappresentanze zonali, creazione della figura del Referente Comunale. Si chiedeva, in una parola, un di più di partecipazione da costruire attraverso nuove forme di informazione e di comunicazione: la segreteria telefonica, il foglio informativo, il telefono amico, le gite sociali, ed altro.
A distanza di tanto tempo il di più di partecipazione rimane ancora la strada maestra per fare ulteriori passi verso una democrazia mai abbastanza compiuta e verso la trasparenza mai abbastanza cristallina.
Ieri, abbiamo fallito per mancanza di risorse umane ed economiche. Oggi, abbiamo la speranza di riuscire perché le nuove tecnologie ci mettono a disposizione una comunicazione interna ed esterna veloce a costo quasi zero. Penso ad una rete di comunicazione in entrata e in uscita tra la Sede Centrale e i Dirigenti Regionali e Provinciali attraverso e-mail. Penso ad un'analoga rete tra le sezioni e la base associativa. Penso all'utilizzo dei social network per parlare all'opinione pubblica attraverso messaggi scritti e video. Penso che un'adeguata riflessione su questo progetto possa aiutarci a stare dentro la velocità di questo tempo.
Per ultimo, ma non ultimo, il problema più spinoso di questi giorni: il finanziamento associativo. "Senza soldi non si cantano messe", recita un vecchio adagio popolare.
La nostra Unione sta sperimentando sulla propria pelle la cruda verità della saggezza antica. La stragrande maggioranza delle nostre strutture periferiche è sull'orlo del collasso. La Sede Centrale ha ancora un po' di benzina nel motore, ma il rischio di non andare molto lontano è dietro l'angolo. Il risultato di tale stato di fatto sta nella difficoltà di esercitare il diritto/dovere di rappresentanza e di tutela degli interessi materiali e morali dei ciechi e degli ipovedenti italiani.
Abbiamo sempre vissuto di finanziamento pubblico e quando abbiamo tentato di integrarlo con una iniziativa di largo respiro – la vendita della solidarity card – la risposta dell'associazione è stata incerta, per non dire negativa. In fondo era più comodo bussare alla porta dello Stato e degli Enti locali. Ora, però, quelle porte tendono a chiudersi definitivamente. Questo significa che dovremo fare di necessità virtù e inventarci qualche iniziativa per sopravvivere.
Abbiamo effettuato un corso di formazione sulla raccolta fondi riservato ai Dirigenti Nazionali, ma non abbiamo abbastanza soldi da investire a lungo termine. Gli stessi consulenti ci dicono che i risultati potrebbero venire solo dopo il terzo anno di campagna. Non possiamo aspettare tutto questo tempo.
Ho pensato di realizzare un periodico riservato alla raccolta fondi, un trimestrale o un quadrimestrale sul quale pubblicare i progetti per i quali l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti chiede il finanziamento ai destinatari di detto periodico. L'indirizzario si può ottenere abbonandosi ad una delle tante licenze d'uso esistenti sul mercato. L'idea del periodico ha il vantaggio di risparmiare notevolmente sulla spedizione e di partecipare alla ripartizione del fondo sull'editoria speciale.
Ho definito questa Assemblea un evento speciale, che merita una discussione speciale e quindi un ordine del giorno speciale, breve, ma intenso, impegnativo, costituito di argomenti che, se fatti propri dall'intera dirigenza nazionale, possono rappresentare una svolta epocale per la nostra associazione, una svolta che ci consentirebbe di continuare la nostra marcia verso la terra promessa della pari dignità e delle pari opportunità, il sogno proibito di sempre di tutti i ciechi e gli ipovedenti italiani. "Un sogno rimane un sogno se a sognare è uno solo", ma noi siamo tanti e la nostra bandiera ha un'anima speciale, ci guiderà ancora una volta verso la conquista "del diritto ad avere dei diritti", come Stefano Rodotà titola il suo ultimo libro.

 

Considerazioni a margine dell’assemblea dei quadri dirigenti, di Nicola Ferrando

Autore: Nicola Ferrando

Il Presidente Nazionale convoca i dirigenti periferici a Tirrenia il 17 e il 18 maggio per fare una sorta di bilancio di metà legislatura e per elaborare proposte per superare il difficile momento che l'Unione e l'intera società italiana sta vivendo. Pur non potendo partecipare all'assemblea dei quadri dirigenti, vorrei dare il mio modesto contributo.
In questi due anni e mezzo mi pare che l'Unione sia stata costretta più a difendersi dagli attacchi interni ed esterni che a proporre novità per i ciechi e gli ipovedenti. Se si esclude l'accordo con ADV per il nuovo sistema di guide tattili, non ci sono state conquiste significative, anzi abbiamo rischiato di perdere l'indennità di accompagnamento, di vedere l'Unione commissariata, di rimanere senza soldi. Il sistema dei forum di discussione, messo in piedi per favorire la partecipazione di dirigenti e soci, che si erano sentiti esclusi dopo le note vicende dell'ultimo congresso nazionale, non ha funzionato, a causa della farraginosità del sistema, che prevede l'assegnazione di un nome utente e di una password non modificabili e che non consente di utilizzare un unico account per gestire più forum.
La comunicazione tra sede centrale e dirigenti periferici è sicuramente efficiente, dato che quasi tutti siamo dotati di posta elettronica, abbiamo imparato ad utilizzare le teleconferenze e, per chi passa molto tempo in sezione, anche il sistema voip che collega tutte le sedi locali al centro e tra di loro. Molto più difficile rimane la comunicazione tra dirigenti e soci. Le sezioni che in passato non si sono dotate di segreteria telefonica informativa o di altri strumenti per l'invio di comunicazioni ai soci, ora non hanno i soldi per mettere in piedi un sistema di questo tipo. Penso invece che la Sede Centrale potrebbe implementare un sistema di bacheca elettronica, che oltre a fornire notizie di carattere generale, potrebbe consentire ai soci delle singole sezioni di avere notizie di carattere locale, semplicemente pronunciando il nome della città di appartenenza. In alternativa bisognerebbe cercare un servizio di lettura mail via telefono, per cui ad ogni socio viene assegnata una mail del tipo nome.cognome@soci.uici.it. La sezione invia la mail ai propri soci ed essi ricevono sul telefono di casa una telefonata, con una sintesi vocale che li informa che è presente un nuovo messaggio e lo possono ascoltare. Il costo del servizio potrebbe essere sostenuto da uno o più sponsor, che aggiungerebbero il proprio messaggio pubblicitario in coda a tutte le mail, un po' come fa email.it.
Lo Statuto dell'Unione va sicuramente aggiornato, sia per tenere conto degli eventi verificatisi a Chianciano, che fanno ritenere opportuna la reintroduzione del sistema delle liste anche a livello nazionale, sia per rispondere meglio alle mutate condizioni economiche e amministrative: mi riferisco alla sempre più probabile eliminazione delle Province ed alla loro sostituzione con realtà amministrative più piccole, quali le ASL e le conferenze dei sindaci. Penso quindi a grandi sezioni metropolitane o interprovinciali, con proprio personale, e rappresentanze zonali nelle città più importanti, nelle quali i dirigenti, aiutati magari da un dipendente che a turno si sposta nelle diverse sedi, possono svolgere quell'azione di vicinanza ai soci che una sede posta a 100 chilometri e più di distanza non potrebbe avere.
Poiché l'attuale sistema di composizione del congresso nazionale è divenuto troppo oneroso, prevedendo la partecipazione di oltre 700 persone tra delegati, accompagnatori e personale della Sede Centrale, vedrei positivamente una revisione complessiva della rappresentatività territoriale, mediante un sistema a due livelli, per cui le assemblee provinciali eleggono uno o più rappresentanti regionali e le assemblee regionali così formate eleggono un certo numero di delegati al congresso, sulla base del numero di soci presenti in ciascuna Regione, sempre con la possibilità di presentare delle liste per dare voce alle minoranze. Diminuendo i costi di organizzazione del congresso nazionale, si potrebbe quindi ridurre la durata dei mandati, favorendo così il ricambio dei dirigenti.
Per evitare gli accordi elettorali, a parte le regole sulle modalità di voto, penso invece che si debba fare appello ai dirigenti regionali e nazionali, affinché abbandonino l'idea che, se non si è tutti della stessa opinione, non si è degni di entrare nel consiglio nazionale. La democrazia non è solo un valore astratto (rispetto delle regole), ma anche concreto (effettiva possibilità per chi riesce ad ottenere un certo consenso di entrare nella stanza dei bottoni e portare il proprio contributo di idee).
Per quanto riguarda il reperimento fondi, oltre all'iniziativa del quadrimestrale, vedrei bene anche un paio di annunci l'anno da pubblicare sui principali quotidiani nazionali, uno a novembre/dicembre puntato su un progetto nazionale ed uno a marzo/aprile più mirato sul 5 per mille da destinare alla sezione locale.
 

Prestazioni di invalidità civile e permesso di soggiorno, di Tommaso Daniele

Autore: Tommaso Daniele

Si rende noto che la Corte Costituzionale con la sentenza n. 40 del 15 marzo 2013 ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l'art. 80, comma 19, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, nella parte in cui subordina al possesso del permesso di soggiorno la concessione dell'indennità di accompagnamento e della pensione di inabilità agli stranieri legalmente soggiornanti nel territorio italiano.
Infatti, la disposizione citata escludeva dal beneficio tutti quegli stranieri che, nonostante fossero in possesso dei requisiti sanitari necessari, erano però presenti in Italia da meno di cinque anni, e per tale motivo non potevano ottenere il documento di soggiorno richiesto.
Va notato che la Consulta, con diverse pronunce, aveva già affrontato il sistema dell'accesso alle prestazioni di invalidità civile nei confronti degli stranieri legalmente soggiornanti nel territorio italiano.
Si ricordano, infatti, le sentenze n. 306/2008 e n. 11/2009, con le quali la Corte aveva dichiarato manifestamente irragionevole subordinare l'attribuzione di prestazioni assistenziali, quali l'indennità di accompagnamento e la pensione di invalidità, alla titolarità di un determinato reddito necessario al rilascio del permesso di soggiorno di lunga durata.
Con ulteriori pronunce n. 187/2010 e n. 329/2011, la Corte ha analizzato la compatibilità tra permesso di soggiorno di lungo periodo e la natura delle prestazioni di invalidità civile.
In generale la Corte ha, infatti, rilevato che le prestazioni assistenziali sono per loro natura "destinate al sostentamento della persona nonché alla salvaguardia di condizioni di vita accettabili per il contesto familiare in cui il disabile si trova inserito", per cui, qualsiasi discrimine fra cittadini e stranieri legalmente soggiornanti nel territorio dello Stato, risulta in contrasto con il principio di non discriminazione previsto ai sensi dell'art. 14 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo.
La Consulta in questa recente pronuncia, oltre a ribadire i princìpi espressi nelle precedenti sentenze, ha dichiarato che l'articolo 80, comma 19, della Legge n. 388/2000 aveva introdotto una condizione fortemente "restrittiva" anche rispetto "alla generale previsione dettata in materia di prestazioni sociali ed assistenziali in favore dei cittadini extracomunitari di cui all'art. 41 del decreto legislativo n. 286 del 1998".
Secondo quanto precisato dalla Corte Costituzionale nella sentenza in commento, tale situazione portava inevitabilmente ad una discriminazione e disparità di trattamento in ordine ai diritti fondamentali della persona tra cittadini italiani e cittadini stranieri, rappresentando una violazione del diritto alla salute tutelato costituzionalmente.
Si legge, infatti, testualmente, nella decisione in oggetto che "in ragione delle gravi condizioni di salute dei soggetti di riferimento, portatori di handicap fortemente invalidanti, vengono infatti ad essere coinvolti una serie di valori di essenziale risalto – quali, in particolare, la salvaguardia della salute, le esigenze di solidarietà rispetto a condizioni di elevato disagio sociale, i doveri di assistenza per le famiglie – tutti di rilievo costituzionale in riferimento ai parametri evocati, tra cui spicca l'art. 2 della Costituzione – al lume, anche, delle diverse convenzioni internazionali che parimenti li presidiano – e che rendono priva di giustificazione la previsione di un regime restrittivo nei confronti di cittadini extracomunitari, legalmente soggiornanti nel territorio dello Stato da tempo apprezzabile ed in modo non episodico […]".
Pertanto, dai principi prima richiamati si ricava che le provvidenze economiche assistenziali spettano a tutti gli immigrati  in possesso dei requisiti sanitari necessari e non solamente a quelli che siano titolari di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo (ex carta di soggiorno).

Cordiali saluti.
IL PRESIDENTE NAZIONALE
Prof. Tommaso Daniele

Il Presidente Nazionale a Gold TV

Autore: Santoro Tiziana

Il Presidente Nazionale, prof. Tommaso Daniele, parteciperà alla  trasmissione televisiva "Attraverso lo specchio", che andrà in onda in diretta Giovedì 18 Aprile 2013 dalle ore 20.30 alle ore 21.30, per trattare il tema della persecuzione mediatica dei cosiddetti "falsi ciechi", che l'Unione ha posto all'attenzione dell'opinione pubblica negli ultimi giorni.

La trasmissione andrà in onda – in diretta – sul canale 17 digitale terrestre Lazio (Gold Tv) e sui canali Sky 892 e 925 (Silver Tv Sat – visibile in tutta Italia), oltre che in streaming video dal sito www.goldtv.it.

La stessa trasmissione verrà trasmessa in replica anche Venerdì 19 aprile alle ore 18 sul canale 71 digitale terrestre Lazio, nonchè Sabato 20 aprile alle ore 16 sul canale 128 Gold Tv Italia (visibile in tutta Italia).

La stessa trasmissione sarà disponibile anche nei giorni successivi su YouTube al link www.youtube.com/cooperativamatrioska – dove è possibile prendere visione anche delle precedenti puntate già andate in onda nelle scorse settimane (playlist "Attraverso lo specchio – Matrioska Tv").

Asta di Beneficenza, di Tommaso Daniele

Autore: Tommaso Daniele

L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS continua la sua asta di beneficenza, dal 15 al 21 aprile 2013, su Ebay per la raccolta di somme che serviranno a sostenere tre progetti importantissimi:

la creazione a Roma di un Centro di Alta Specializzazione per la Riabilitazione e la Integrazione Sociale dei Ciechi Pluriminorati

la promozione e diffusione del Centro Nazionale del Libro Parlato, che rappresenta il principale strumento di accesso alla cultura dei ciechi e degli ipovedenti;

la promozione della insostituibile funzione del cane guida ed il sostegno al Centro Nazionale di Autonomia Helen Keller.

Tra gli articoli all'asta, oltre due libri del Presidente Nazionale, prof. Tommaso Daniele, cd e libri fotografici autografati donati all'U.I.C.I. da Andrea Bocelli.

Indicazioni sull'accesso all'asta sono reperibili sul sito dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti www .uiciechi.it al link: le nostre aste su ebay.

 

 

COMUNICATO STAMPA FALSI INVALIDI, Redazionale

Autore: Redazionale

Presso la sede centrale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti- ONLUS, si è tenuta  giovedì 11 Aprile, una conferenza stampa  incentrata sul tema dei falsi invalidi.
"La nostra associazione" – ha dichiarato il Presidente nazionale del sodalizio Prof. Tommaso Daniele – " da sempre contrasta e combatte le truffe perpetrate dai falsi invalidi. Si sono rilevati, però, negli ultimi tempi, un atteggiamento ed una tendenza soprattutto da parte dei media, a voler spettacolarizzare in modo eccessivo ed oltremodo spregiudicato le notizie legate a revoche di pensioni, od individuazioni di falsi invalidi, anche quando ancora  le indagini e/o i processi non sono  giunti al termine. Troppo di frequente sta accadendo che  si confondano i veri invalidi con i falsi. Gli operatori della comunicazione e non solo, sembrano ignorare che i ciechi sono in grado di condurre una vita indipendente, leggere, telefonare, muoversi in autonomia, cucinare, salire e scendere le scale, utilizzare un computer e molto molto altro.". Hanno preso parte alla conferenza  la dottoressa Francesca De Carolis, giornalista radiofonica, che ha approfondito  il  tema "I falsi ciechi nei mezzi di comunicazione di massa"; il Prof. Filippo Cruciani, Direttore f.f. della Clinica Oculistica Università La Sapienza di Roma, Policlinico Umberto I, che ha magistralmente chiarito i diversi stadi della minorazione visiva, spiegando i concetti di ipovisione e cecità assoluta sotto il profilo clinico e non solo, con puntuali ed illuminanti riferimenti anche a studi svolti all'estero; il Prof. Mauro Salducci, specialista e docente  universitario di Medicina legale  e delle assicurazioni, il quale si è diffuso, tra l'altro,  sulle reali possibilità  di accertamenti strumentali e no del grado di visus; la dottoressa Stefania Fortini, responsabile del servizio di Psicologia  del polo nazionale dei servizi e ricerca per la prevenzione e la riabilitazione visiva degli ipovedenti (IAPB Italia Onlus) che ha evidenziato le difficoltà anche di ordine psicologico incontrate dai soggetti ipovedenti,  nella quotidianità, denunciando che sempre più di frequente  diversi pazienti si recano presso il Centro di Ipovisione dichiarando di temere che il loro volersi rendere autonomi, venga scambiato per  falsa invalidità. E' intervenuto anche il Dottor Raffaele Migliorini  responsabile del management sanitario  esterno  dell'INPS, il quale  ha chiarito quale sia la risposta dell'Istituto rispetto alla complessità valutativa in ambito  di cecità civile.  Sono state inoltre ascoltate e prodotte numerose testimonianze di persone, provenienti da tutte le parti d'Italia, considerate erroneamente falsi ciechi, dalle quali è emersa la scarsa preparazione di chi deve condurre indagini per accertare la veridicità o meno delle invalidità, una assoluta non conoscenza delle potenzialità di soggetti ciechi ed ipovedenti. Il Presidente Daniele, a  conclusione della conferenza, ha riaffermato la determinazione dell'Associazione nel combattere i "veri" falsi invalidi ma un impegno ancor più serio nel tutelare e dar voce a quanti sono stati ingiustamente accusati e sottoposti ad umilianti trattamenti da parte di media ed altre entità.  "Abbiamo offerto – ha detto il Prof. Daniele – piena collaborazione tanto alla Guardia di Finanza che all'Arma dei Carabinieri, per fornire ai loro uomini una formazione adeguata,  onde scongiurare il rischio  che si possa incorrere  in equivoci ed errori che ledano la dignità dei nostri associati e no,  come quelli verificatisi in questi ultimi anni". Presenti alla conferenza stampa anche numerose associazioni dei consumatori nonché Cittadinanza Attiva.

 

Pensioni invalidi civili totali: no al cumulo dei redditi del coniuge, Redazionale

Autore: Redazionale

Dichiarazione delle Associazioni dei Disabili e dei Sindacati
Oggi 9 aprile 2013, presso la Presidenza nazionale della ANMIC, in Via Maia 10 Roma, si è svolto un incontro cui hanno partecipato la ANMIC, CGIL, UIL, UGL, UIC, ANMIL, ENS, ANGLAT, ARPA, FISH per discutere delle problematiche connesse a recenti sentenze della Suprema Corte di Cassazione che, ai fini della concessione della pensione di inabilità agli invalidi civili totali ritengono che si debba far riferimento non solo al reddito del beneficiario ma anche a quello del coniuge.
Le Associazioni e i Sindacati presenti hanno, innanzitutto, evidenziato il carattere penalizzante di tali decisioni che colpiscono disabili gravi che beneficiano di una pensione misera insufficiente per soddisfare le elementari esigenze di vita.
Tale orientamento, è stato ribadito, oltre che essere in contrasto con una ultratrentennale prassi interpretativa del Ministero dell'interno e dell'INPS successivamente, confligge con i principi costituzionali di ragionevolezza e di uguaglianza in quanto introduce una disciplina più restrittiva rispetto a quella prevista per gli invalidi parziali per i quali, ai fini della concessione dell'assegno mensile, viene valutato il solo reddito individuale.
Le parti presenti hanno ritenuto che, allo stato, l'unica soluzione possibile e definitiva sia quella della predisposizione di un testo normativo interpretativo dell'art. 14- septies della legge n. 33/80 che precisi che anche per gli invalidi totali il reddito da considerare ai fini della concessione della provvidenza economica sia solo quello del beneficiario.
Dell'iniziativa legislativa dovranno essere investiti il Governo e i Gruppi parlamentari, sollecitando una rapida approvazione della norma che metta fine al clima di incertezza creatosi e dia tranquillità a tanti disabili totali attualmente soggetti a! rischio di revoca della pensione di invalidità civile.
I Sindacati e le Associazioni dei disabili che hanno partecipato all'incontro odierno presso la ANMIC hanno concordato sulla opportunità della costituzione di un tavolo permanente in cui si
discuta e si formulino proposte sulle problematiche che attualmente investono il mondo della disabilità.
 

Comunicato Stampa – L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus coinvolta suo malgrado nei segreti dei paradisi fiscali, di Tommaso Daniele

Autore: Tommaso Daniele

Con grande sorpresa e stupore si è appreso dai principali media che l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus, insieme ad altre due fondazioni definite "caritatevoli", compare tra i beneficiari di due trust.

Il Presidente Nazionale Tommaso Daniele smentisce categoricamente ogni rapporto con i suddetti trust, del tutto sconosciuti alla sede centrale e alle sedi periferiche dell'Unione: infatti il Presidente dichiara di aver svolto una indagine interna dalla quale risulta l'assoluta estraneità a quanto riportato dai media.

Pertanto si invita chi ha effettuato l'inchiesta a fornire notizie dettagliate su chi avrebbe effettuato le donazioni e sui soggetti che le hanno ricevute, tutto questo per avere la possibilità di tutelare il buon nome e l'immagine dell'Associazione.

L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus si riserva di adire le vie legali ove ne ricorressero gli estremi.

Si prende atto che chi ha effettuato l'inchiesta ha segnalato che le fondazioni hanno dichiarato di essere estranee alla vicenda e che chi ha utilizzato il nome delle "Charities" lo ha fatto, probabilmente, per mettersi al riparo da inchieste della Magistratura.

Il Presidente Nazionale
prof. Tommaso Daniele

 

CONFERENZA STAMPA Giovedì 11 aprile 2013 – ore 11:30, Redazionale

Autore: Redazionale

C/o Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti
Presidenza Nazionale
Via Borgognona 38 – 00187 Roma

LA VERITÀ SUI FALSI CIECHI

Coordina:
Luisa Bartolucci
Componente dell'Ufficio di Presidenza dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti

Intervengono:
Tommaso Daniele
Presidente Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti
Saluto

Filippo Cruciani
Direttore F.F. della Clinica Oculistica all'Università "La Sapienza"  di Roma – Policlinico Umberto I

Francesca De Carolis
Giornalista radiofonica

Stefania Fortini
Responsabile del Servizio di Psicologia del Polo Nazionale di Servizi e Ricerca
per la Prevenzione e la Riabilitazione Visiva degli Ipovedenti (IAPB Italia onlus)

Raffaele Migliorini
Responsabile del Management Sanitario Esterno INPS

Mauro Salducci
Specialista e Docente Universitario in Medicina Legale e delle Assicurazioni

Sono stati invitati i Comandanti Generali dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza

Interverranno on line alcune persone erroneamente considerate falsi ciechi

La conferenza stampa sarà trasmessa in diretta audio sul sito dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti all'indirizzo http://www.uiciechi.it/radio/radio.asp

 

 

La verità sui falsi ciechi

 

 L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti combatte senza se e senza ma i falsi ciechi perché essi tolgono ai ciechi veri il lavoro, l'indennità di accompagnamento, la pensione, la dignità: tutto ciò che viene dato ai falsi ciechi viene tolto ai ciechi veri.

 Siamo grati alla Guardia di Finanza e all'Arma dei Carabinieri per la loro opera di moralizzazione.

 Ciò detto, la Conferenza Stampa si prefigge lo scopo di far emergere la verità sui falsi ciechi: infatti, alcuni di loro sono stati considerati tali ma a seguito di ulteriori accertamenti sono risultati ciechi totali. Riteniamo che ciò sia avvenuto a causa di una insufficiente informazione sulla realtà dei ciechi e degli ipovedenti e sulle diverse tipologie di minorazione visiva.

 È accaduto spesso che alcuni comportamenti, assolutamente compatibili con la cecità, siano stati considerati indizio di falsa cecità. Non intendiamo organizzare una contro-campagna a favore dei falsi ciechi, ma fornire elementi che riteniamo utili ai fini della conoscenza del fenomeno.

 Esistono diverse tipologie di minorazione visiva: la cecità totale e parziale, l'ipovisione grave, media e lieve. Rientra nei casi di cecità totale anche la visione tubolare accompagnata da un grave deficit del campo visivo bilaterale, meno del 3%. La medicina oculistica, quindi, considera cieco totale anche chi ha un buon livello di acutezza visiva, perché vedere come attraverso la cruna di un ago non consente una autonomia pari a quella dei ciechi parziali.

 L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti intende fare la propria parte nella difesa dei ciechi veri e a tale scopo invita tutti a denunciare i casi concretamente sospetti all'Arma dei Carabinieri e alla Guardia di Finanza per ristabilire la verità sul fenomeno.