Incontro con il Vicedirettore della RAI, Antonio Marano

Autore: Presidente Nazionale

Oggi, 2 ottobre alle ore 11,30 il Presidente Nazionale ha incontrato il Vicedirettore Generale della RAI al quale ha esposto il problema delle audio descrizioni come risulta dalla lettera che segue.

Il Direttore pur dando prova di non essere molto informato ha chiesto un resoconto sullo stato dell’arte e  si è impegnato ad occuparsene.

 “Gentile Direttore,

come ho avuto occasione di accennarLe nella mia lettera di ringraziamento per la Sua partecipazione al Premio Braille, le audiodescrizioni per i ciechi rappresentano una modalità importante per fruire dei programmi televisivi per la parte che si riferisce alle immagini.

            Nella imminenza del contratto di servizio RAI-STATO, Le faccio presente che mentre per i sordi all’art. 13 lettere a) e b) si garantisce la titolazione del 70% della programmazione televisiva, per i ciechi alla lettera c) si parla genericamente di un incremento dell’offerta della programmazione garantendone anche la ricezione. Le chiedo di valutare la possibilità che anche per i ciechi si stabilisca la percentuale del 70% come per i sordi.

            Per quel che riguarda la ricezione delle audiodescrizioni, la nostra Unione ha chiesto ed ottenuto che le stesse fossero messe in onda in un canale dedicato; ora, però, accade che i ciechi non riescono ad accedere al digitale ed al canale satellitare per mancanza di decoder accessibili. Mi risulta che produrre un decoder accessibile ha un costo di circa 150.000 Euro. Mi permetto timidamente di avanzare l’ipotesi che la RAI si faccia carico della produzione di tale decoder  che potrebbe essere anche direttamente o indirettamente dalla RAI commercializzato. Nel caso che tale ipotesi non fosse praticabile, La prego di valutare la possibilità di trasmettere, nelle more, le audiodescrizioni su un canale radiofonico ad esempio GR Parlamento le cui frequenze sono generalmente disponibili.

            Nella speranza di essere stato chiaro nella sintesi e nel ringraziarLa per l’attenzione che l’Azienda vorrà dedicare ad una fascia di utenti di circa due milioni tra ciechi ed ipovedenti, La saluto cordialmente.”

Sostegno psicologico ai genitori dei ragazzi ciechi e ipovedenti, di Katia Caravello

Autore: Katia Caravello

A. Sportello telefonico per il sostegno psico-pedagogico ai genitori dei ragazzi ciechi e ipovedenti.
In che modo assistere ed educare un figlio con problemi visivi? Qual è l’atteggiamento corretto? Come incoraggiarlo ad essere protagonista della sua vita? Come si può evitare l’aggravamento del trauma psicologico?
Queste sono alcune delle domande che più frequentemente si pongono i genitori che si trovano ad iniziare una vita con un figlio cieco o ipovedente. Le difficoltà aumentano quando si tenta di trovare le risposte in una condizione emotiva di elevato stress.

Al fine di   dare una prima risposta, l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ha deciso di creare un servizio di Sostegno psicologico attraverso il quale offrire ai genitori dei ragazzi ciechi e ipovedenti (soci e non soci) un contatto telefonico con   un interlocutore qualificato, che possa aiutarli a districarsi tra le numerose  difficoltà connesse alla disabilità visiva del proprio figlio.

B. Chi risponderà.
Alle telefonate risponderanno professionisti psicologi che, avendo maturato negli anni esperienza nel campo  della disabilità visiva (lavorando con persone cieche o ipovedenti e con i loro familiari), hanno le competenze per aiutare il genitore a   identificare i propri bisogni e per valutare quale sia il tipo di intervento più adatto a rispondere ad essi (psicologico, pedagogico, assistenziale ecc.).

C. Come funziona.
Per accedere al servizio è necessario contattare, in base alla propria regione di residenza, il professionista al numero, nei giorni e negli orari indicati di seguito.
Ogni genitore avrà a disposizione un massimo di due colloqui telefonici, al termine dei quali, dopo un’analisi dei bisogni compiuta con il professionista che risponderà alla telefonata,  gli verranno date indicazioni circa la persona e/o il servizio che meglio risponde  alle sue esigenze.

D. Giorni e orari di apertura del servizio.
REGIONI
NOME DEL PROFESSIONISTA
GIORNO
ORA
RECAPITO TELEFONICO
Liguria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta
Katia Caravello
Ogni 2^ e 4^ mercoledì del mese
Dalle 10 alle 12
3773048009
Abruzzo, Lazio, Molise, Umbria
Maria Luisa Gargiulo
Tutti i lunedì  
Dalle 11:00 alle 12:00
337353604
Basilicata, Campania, Toscana, Puglia
Vincenzo Rotolo
Ogni 1^ e 3 ^ venerdì del mese
Dalle 16:00 alle 19:00
0804974224
3334328108.
Calabria, Marche, Sardegna, Sicilia
Giovanna Virga
Ogni 2^ e 4^ lunedì del mese
Dalle 9:00 alle 11:00
337899416
Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Veneto
Roberta Zumiani
Ogni 2^ e 4^ venerdì del mese
Dalle 8.30 alle 10.30
04611959595

Corso di formazione per realizzazione e gestione di progetti finanziati a livello nazionale ed europeo, di Tommaso Daniele

Autore: Tommaso Daniele

L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus, con sede in Roma – Via Borgognona, 38 – che rappresenta un universo di circa due milioni di persone con disabilità visiva, intende realizzare un corso di formazione per una ventina di propri dipendenti rivolto alla realizzazione ed alla gestione di progetti finanziati a livello nazionale ed europeo. Si chiede di entrare in contatto con un struttura specializzata del territorio al fine di elaborare un programma di formazione ed ottenere un preventivo di spesa.
Eventuali proposte, corredate dalle indicazioni delle attività già svolte nel settore di formazione in oggetto,  devono pervenire al seguente indirizzo e-mail presiden@uiciechi.it. Per eventuali ulteriori dettagli contattare il n. 06/6789463.

 

Il lavoro che non c’è, ma che ci potrebbe essere, di Mario Mirabile

Autore: Mario Mirabile

 Da diversi mesi ormai nella nostra Associazione si parla, in verità senza particolari sviluppi concreti, di individuare nuove figure professionali che possano assicurare un futuro lavorativo ai ciechi e agli ipovedenti. Interessante sicuramente è stato il corso di formazione per “perito fonico” organizzato dall’I.Ri.Fo.R, come altrettanto lo è stato quello per mediatore civile, anche se tali attività lavorative per la verità nel nostro Paese non hanno  ancora avuto un effettivo sviluppo e comunque, secondo me,  non potranno consentire di occupare molte persone. La crisi economica, la spending review e più in generale l’assoluto decadimento della società in cui viviamo con la classe politica e gli amministratori degli enti pubblici e privati i quali, badando nella stragrande maggioranza dei casi al solo contenimento della spesa, non fanno nulla per mettere in campo politiche lavorative finalizzate all’inclusione dei soggetti svantaggiati. Ormai le vecchie professioni del centralinista e del massofisioterapista sembrano essere superate e troppo spesso si tende a dichiarare che le rispettive norme di riferimento siano inapplicabili; ma ne siamo davvero sicuri? Non sarebbe invece il caso di ripensare a tali figure professionali ed insistere su queste? Prendiamo il caso dell’operatore telefonico. Sicuramente il classico lavoro del centralinista, ovvero di colui che smista soltanto le telefonate in entrata e in uscita,  nella grande maggioranza dei casi è superato, ma a mio modesto parere sarebbe necessario insistere ancora sulla modifica della legge 113/85 per far decollare finalmente le cosiddette qualifiche equipollenti disciplinate dal Decreto Salvi. Con le apposite modifiche normative, I ciechi e gli ipovedenti, ovviamente adeguatamente formati, potrebbero lavorare presso gli uffici URP dei vari enti, presso i CUP delle ASL e delle Aziende Ospedaliere e soprattutto presso gli innumerevoli call center delle aziende pubbliche e private. Quanti numeri verdi ci sono in giro? quante operazioni riusciamo a fare al telefono? Perché a tali servizi telefonici non vengono destinati anche i non vedenti? ai numeri verdi istituiti dall’INPS, dall’Agenzia delle entrate, dai vari Ministeri, da Trenitalia,  dalle banche, dalle assicurazioni, dalle Poste, dalle Aziende telefoniche, dalle Aziende fornitrici di energia,  dai vari enti fornitori di servizi, e l’elenco potrebbe continuare. Si potrebbe rispondere in maniera semplicistica che i software utilizzati da tutti questi enti potrebbero essere non gestibili dai minorati della vista; e bene allora violerebbero palesemente la legislazione vigente in materia di accessibilità e in particolare la legge 4 del 2004 anche detta “Legge Stanca” con le sue successive modifiche e integrazioni. Si potrebbe dire che i centralinisti ciechi già in servizio presso tali enti non sono adeguatamente formati; e bene allora li si potrebbe formare e riqualificare come è stato fatto per i dipendenti normodotati che si è deciso di destinare ai call center. In questo modo molti dei centralinisti attualmente in servizio che spesso si sentono poco e male utilizzati, potrebbero contribuire con il loro lavoro alla crescita dell’ente. Per la riqualificazione del personale in servizio, un ruolo importante potrebbe essere svolto dall’I.Ri.Fo.R. Significativo è l’esempio, in verità più unico che raro,  della compagnia Allianz Global Assistance Italia, presso la quale, come è stato riportato dal Corriere dei Ciechi, sono stati assunti diversi disabili visivi i quali sono stati preposti a fornire assistenza telefonica. Tale esempio dimostra come i disabili visivi, se messi nelle giuste condizioni, possono operare alla pari dei normodotati. Altra attività che ha dato tanto lustro ai ciechi negli anni, sicuramente è stata quella della Massofisioterapia, ma da diversi anni la legislazione vigente non riesce a garantire un futuro lavorativo ai disabili visivi che decidono di intraprendere tali studi. Ma come si può pretendere di impiegare i massoterapisti non vedenti che conseguono la sola qualifica professionale di 3 anni quando per i vedenti è richiesta la Laurea? E’ al quanto anacronistico che le vecchie scuole di massaggio continuino ancora a far iscrivere allievi che non avranno alcun futuro lavorativo. Ho scritto queste poche righe soltanto per cercare di dare un piccolo contributo al dibattito in atto nella nostra Associazione. A mio modestissimo parere, sarebbe necessario partire dal rivalutare con forza le vecchie professioni, facendo sì che queste siano adeguate ai nostri tempi. Sicuramente non si risolverà del tutto il problema dell’occupazione dei ciechi, ma si potrà dare una prospettiva lavorativa a diverse persone per le quali attualmente sembra non esserci alcuna speranza.

Settimana europea della democrazia locale – ottobre 2013, di Tommaso Daniele

Autore: Tommaso Daniele

Carissimi,

dal 14 al 20 ottobre 2013 si terrà la Settimana europea della democrazia locale (SEDL), un evento annuale lanciato nel 2007 dal Congresso dei Poteri locali e regionali e dal Comitato europeo per la democrazia locale e regionale del Consiglio d’Europa allo scopo di promuovere la partecipazione democratica sul territorio e motivare i cittadini a prendere parte e coinvolgersi attivamente nei livelli di base dei processi decisionali.

Le autorità locali degli Stati membri sono invitate a organizzare eventi, dibattiti pubblici, mostre e concorsi e attività che quest’anno verteranno in particolare su “Cittadinanza attiva: voto,  condivisione,  partecipazione”.

 La Settimana europea rappresenta un’importante opportunità per consentire agli amministratori locali,   funzionari pubblici e  cittadini di accrescere la propria consapevolezza in merito alla partecipazione democratica a livello locale come  fattore chiave nella costruzione di una società europea realmente democratica fondata sulla fiducia nelle istituzioni locali e sul rispetto degli altri membri della comunità.
 
La celebrazione della SEDL potrebbe essere l’occasione per prendere contatto con le amministrazioni locali e regionali di competenza per investigare sulla possibilità di preparare delle attività comuni e gettare così le basi di una collaborazione che potrà continuare in futuro. Allego la versione word della brochure in italiano che  presenta la SEDL e che è disponibile in formato pdf al seguente link: http://www.coe.int/t/congress/demoweek/edition-2013/download/Brochure/ELDW_2013_brochure_ITA.pdf.

Per avere maggiori informazioni ci si può rivolgere ai coordinatori nazionali della SEDL elencati nella pagina dedicata del sito del Consiglio d’Europa (http://www.coe.int/t/congress/demoweek/contacts/coordinators_en.asp).

      Cordiali saluti.

IL PRESIDENTE NAZIONALE
(prof. Tommaso Daniele)

 

SETTIMANA EUROPEA DELLA DEMOCRAZIA LOCALE 2013
CITTADINANZA ATTIVA: VOTARE, CONDIVIDERE, PARTECIPARE

COLLABORAZIONE TRA CITTADINI ED ELETTI LOCALI
Essere cittadini significa avere il diritto, ma anche il dovere, di contribuire alla vita della collettività
e all’elaborazione delle politiche pubbliche attraverso una partecipazione più attiva. Il coinvolgimento dei cittadini in un processo decisionale aperto e trasparente può rinforzare il reciproco senso di responsabilità e di fiducia tra gli eletti locali e i cittadini. Il Congresso, la più ampia assemblea di poteri locali e regionali in Europa, intende sostenere la partecipazione dei cittadini a livello locale in quanto strumento essenziale per la creazione di comunità più inclusive e democratiche in tutte le città e le regioni d’Europa.

DAL 14 AL 20 OTTOBRE 2013, LE CITTÀ DEI 47 PAESI DEL CONSIGLIO D’EUROPA
SONO INVITATE A PARTECIPARE ATTIVAMENTE ALLA SETTIMANA EUROPEA DELLA DEMOCRAZIA LOCACOME PARTECIPARE ALLA SETTIMANA
EUROPEA DELLA DEMOCRAZIA LOCALE

Il Congresso invita tutti gli enti locali e regionali dei 47 paesi del Consiglio d’Europa e le loro associazioni nazionali ad organizzare eventi ed iniziative nel corso della Settimana europea della democrazia locale (14-20 ottobre 2013).
I Comuni e gli altri enti locali possono scegliere liberamente temi e modalità organizzative delle diverse attività. Il Congresso raccomanda che almeno una delle iniziative tratti il tema principale della SEDL 2013: “Cittadinanza attiva: votare, condividere, partecipare”.
Sul sito web della Settimana europea della democrazia locale gli enti locali troveranno una serie di strumenti che li guideranno nella preparazione della SEDL, tra cui:
>un modulo di registrazione che permette di scegliere il livello della propria partecipazione alla SEDL e di creare un’apposita pagina web su cui presentare le attività previste nel quadro della SEDL, incluse foto e altri documenti;
>una descrizione dei diversi ambiti tematici e un repertorio di idee per eventi ed attività che possono essere organizzate nell’ambito della SEDL;
>la lista dei corrispondenti nazionali della SEDL che potranno facilitare la partecipazione degli enti locali;
>materiale grafico della SEDL (logo, manifesti e opuscoli) in vari formati da scaricare e stampare;
>i principali testi di riferimento e alcuni documenti ufficiali del Congresso in materia di partecipazione dei cittadini a livello locale e regionale.

Per tutte le informazioni riguardanti la SEDL: www.coe.int/demoweek

“CITTÀ 12 STELLE”,
UNO STATUTO SPECIALE PER UNA COMUNITA’ IMPEGNATA

Tutti gli enti locali che prendono parte all’iniziativa diventano “Partner della SEDL”. Gli enti che
vogliono dare maggiore visibilità al loro impegno, possono scegliere lo statuto di “Città 12 stelle”.
L’ente locale che partecipa alla SEDL come “Città 12 stelle”, deve soddisfare cinque condizioni:
1. prevedere un bilancio specifico per le attività della SEDL;
2. sviluppare una campagna promozionale utilizzando i supporti grafici forniti dal Congresso;
3. organizzare una serie di attività specifiche sul tema dell’edizione 2013: “Cittadinanza attiva: votare,
condividere, partecipare”;
4. coinvolgere diverse categorie di cittadini alle iniziative, ed in particolare i giovani, attraverso i consigli comunali dei ragazzi, le scuole e le università;
5. organizzare un evento di respiro europeo o pan-europeo che evidenzi l’apporto degli enti locali alla costruzione di un’Europa democratica.

PERCHE’ IL CONGRESSO HA CREATO LA SETTIMANA EUROPEA DELLA DEMOCRAZIA LOCALE?
La partecipazione dei cittadini alla vita locale e la capacità degli amministratori ad assumerne
pienamente la responsabilità sono condizioni indispensabili per una democrazia vitale in tutti i
paesi del nostro continente.
In tale prospettiva il Congresso ha creato la Settimana europea della democrazia locale (SEDL), un evento annuale che si propone di:
> mobilitare i cittadini Europei sui temi della democrazia locale, migliorare la loro conoscenza delle politiche locali, ed accrescere la partecipazione dei cittadini al processo decisionale;
> incoraggiare gli amministratori locali a intensificare il dialogo con i cittadini così da rendere più dinamica la democrazia locale;
>far conoscere ai cittadini Europei l’attività del Consiglio d’Europa, e in particolare quella del Congresso, in favore della democrazia locale e della tutela dei diritti umani.

NELLA VOSTRA COMUNITÀ, LA SETTIMANA EUROPEA DELLA DEMOCRAZIA LOCALE
CONTRIBUIRÀ A:
>promuovere una cultura partecipativa grazie al coinvolgimento dei cittadini nella vita della comunità e nel processo decisionale;
> migliorare la qualità e la quantità della partecipazione dei cittadini;
> aumentare la fiducia dei cittadini nei confronti degli eletti locali, delle istituzioni e degli organi locali di governo grazie al loro coinvolgimento in processi decisionali più aperti e trasparenti;
>rafforzare il senso di responsabilità reciproca tra eletti locali e comunità;
>aiutare i cittadini a diventare membri attivi e responsabili di una comunità.

CONTATTI a livello europeo
Sabrina Feletig, responsabile del progetto SEDL, democracy.week@coe.int

INFORMAZIONI
www.coe.int/demoweek

La Settimana europea della democrazia locale (SEDL) è un’iniziativa del Consiglio d’Europa e del suo Congresso, lanciata nell’ottobre 2007. Questa manifestazione si svolge durante la settimana del 15 ottobre per ricordare la Carta europea delle autonomie locali, aperta alla firma in quel giorno nel 1985. Il  Congresso, come assemblea politica composta di membri eletti locali e regionali dei 47 paesi del Consiglio d’Europa, è l’organismo responsabile del coordinamento di questa iniziativa pan-europea.

 

Master di I Livello A.C.D.S., Redazionale

Autore: Redazionale

La Formazione per l’assistente alla Comunicazione e per l’autonomia personale degli alunni con disabilità sensoriale A.A. 2013-2014

Il MASTER è organizzato dall’università IULINE di Firenze ed, è prevista una intensiva e ricca attività di formazione sulle nuove tecnologie e gli ausili informatici. Ulteriori fattori interessanti sono la formazione a distanza, un laboratorio in presenza di una settimana in forma intensiva, di essere a basso costo, facilitazioni per chi lavora, come ad esempio per gli assistenti allo studio, in quanto ed è possibile la frequenza anche in 3 anni, diluendo l’impegno e la spesa.
Il Master può essere anche di riferimento per le strutture associative o le per gli enti Province che necessitano per i propri operatori una formazione permanente ma non così impegnativa come potrebbe essere un master annuale. Per coloro che non possiedono una laurea il master offre un attestato di frequenza.

DURATA DEL CORSO: annuale (1.500 ore), da novembre 2013 a novembre 2014
CREDITI FORMATIVI UNIVERSITARI: 60
TITOLO DI ACCESSO: laurea triennale o titoli equipollenti
TASSA DI ISCRIZIONE: € 1.200,00 (milleduecento/00), da pagarsi in tre rate
SCADENZA ISCRIZIONI: 30 settembre 2013
Direttore: prof. Guseppe Nicotra

Il corso sarà attivato al raggiungimento di un minimo di 25 iscritti.
E’ consentita l’iscrizione come “uditore” anche a chi non ha il diploma di laurea triennale (costo iscrizione come “uditore”:  euro 1.000,00 -mille/00)
E’ consentita l’iscrizione anche ai singoli moduli, per aggiornamento professionale (costo di ogni modulo: euro 400,00 – quattrocento/00)
Collaborazioni: L’organizzazione è realizzata grazie al contributo di Socioculturale coop. soc. onlus, (http://www.socioculturale.it)cooperativa di tipo A che occupa circa 700 assistenti alla comunicazione nei servizi educativi rivolti a disabili sensoriali gestiti in 6 regioni italiane e che in Liguria, gestisce la più grande realtà del privato sociale per la riabilitazione in convenzione nei problemi di linguaggio ivi inclusa la sordità (Centro Redulco).
Obiettivi: Il Master ha come finalità la formazione dell’Assistente alla comunicazione, un educatore dedito ai soggetti in età scolare con deficit sensoriali (della capacità visiva, della capacità uditiva, anche quando si presentino con altri deficit relativi alla sfera del comportamento, alla sfera cognitiva ed alla mobilità associati) nella misura e secondo i cut off decisi dalle normative nazionali in materia.
Tale figura professionale è prevista dalla legge 104/92 art. 13 comma 3, che ribadisce l’obbligo “per gli enti locali di fornire l’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con handicap fisici e sensoriali”.
La collocazione di tali figure avviene nello spazio di congiunzione tra il distretto sanitario, la scuola e la famiglia e, nel provvedere a sostenere il raggiungimento degli obiettivi di integrazione scolastica, dovrebbe dare omogeneità al progetto educativo globale del bambino con disabilità sensoriale.
Il Master è interamente fruibile online e si compone di 4 moduli didattici on line ed un 5° modulo interattivo in presenza (full immersion):
1. Medicina, Psicologia, Riabilitazione
2. Pedagogia e Didattica speciali
3. Temi Sociali e Temi Legislativi
4. Tecnologie ed Informatica
5. Modulo interattivo (in full immersion)
E’ previsto uno stage formativo di 150 ore.
Come esito finale, il percorso formativo prevede l’elaborazione di un progetto per un intervento di recupero e/o potenziamento che il corsista realizzerà, individualmente o in gruppo, con il supporto dei docenti e dei tutor.
La discussione della tesi finale avverrà in presenza presso la sede legale della IUL.
CONTATTI:
Vederesentire.it Coop Socioculturale: dott.ssa Marcella Nalli marcella.nalli@vederesentire.it cell: 345 6996907

SCARICA IL BANDO DEL MASTER da questo link:
http://www.iuline.it/ambiente/allegati/Bando_Master_ACDS_1.pdf
Segreteria Studenti
Italian University Line IUL
segreteria@iuline.it
Tel. 055 2380568
Fax: 055 2380435/399

Un segnale di civiltà, di Pietro Cerrito (CISL)

Autore: Pietro Cerrito

Ancora una volta un forte segnale di civiltà arriva dalla Corte Costituzionale, per chi assiste un persona con disabilità grave.
Ora il Parlamento deve completare l’opera, riconoscendo il diritto a chi, pur senza un vincolo di parentela o affinità, assiste nei fatti e nella realtà, convivendo nella stessa abitazione, una persona con disabilità grave.

Non possiamo che essere felici che la Corte Costituzionale ancora una volta abbia svolto appieno il suo ruolo definendo, con la Sentenza 230/2013, che è incostituzionale non permettere a parenti e affini entro il terzo grado conviventi di persone con grave disabilità di godere del congedo straordinario retribuito di due anni.
Non è ammissibile, infatti, discriminare le persone con disabilità in base a quali parenti sono rimasti in vita!
Se la finalità è l’uguaglianza di trattamento, è necessario tutelare chi nei fatti e nella realtà assiste la persona con grave disabilità, perchè attraverso di lei si tutela la dignità della stessa persona disabile.
Dunque in mancanza, decesso o patologie invalidanti di parenti più prossimi, rispettando il rigoroso ordine di priorità definito dalla legge, è un segno di civiltà consentire ai parenti e affini entro il terzo grado di poter fruire di un congedo retribuito per assistere la persona disabile.

Sul tema si era già espressa la Cassazione (Sentenza del 16-05-2003 n. 7701) affermando che “non pare esservi dubbio sul fatto che lo spirito della legge sia quello di non lasciare il minore gravemente handicappato in balia di se stesso neanche momentaneamente, e privo di affetto ad opera di chi lo possa assistere convenientemente anche dal punto di vista materiale. Se questo è lo scopo della legge, ove tale convenienza non sia raggiunta, (…) una interpretazione conforme agli scopi della legge pretende che una altra persona possa sostituire almeno momentaneamente l’avente diritto originario. Orbene, se questa seconda persona è un lavoratore, appare ovvio e necessario che possa godere di (…) permessi retribuiti.”

E proprio in quest’ottica la Cisl, anche attraverso i Documenti presentati alla IV Conferenza Disabilità il 12-13 Luglio, chiede al Parlamento di proseguire nella direzione segnata, estendendo tale previsione agli amministratori di sostegno conviventi che, anche senza un vincolo di parentela o affinità, assistono nei fatti e nella realtà una persona con disabilità grave.

Premio Braille 2013, di Tommaso Daniele

Autore: Tommaso Daniele

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Premio Louis Braille 2013
XVIII edizione

Auditorium Parco della Musica
Sala Petrassi
Viale Pietro de Coubertin – Roma
24 luglio 2013
ore 21:00

Il Presidente Nazionale Tommaso Daniele ha il piacere di invitarLa alla serata di gala Premio Louis Braille 2013 che si terrà presso Auditorium Parco della Musica Sala Petrassi Viale Pietro de Coubertin – Roma mercoledì 24 luglio 2013 alle ore 21:00

Nel corso della serata saranno premiati:

Associazione Sportiva Roma

Francesca De Carolis
Giornalista radiofonica

Lorenzo Enriques
Amministratore Delegato di Zanichelli Editore

Moreno Innocenti
Direttore della Scuola Cani Guida Helen Keller di Messina

Luce Tommasi
Giornalista televisiva

Nel corso della serata si esibiranno:

Grande Orchestra Sinfonica di Udmurtia, Russia
Leonardo Quadrini, direttore

Arisa

Tony Esposito

Karima

Nicola Napolitano e il Trio In-Cantus

Antonio Onorato

Tosca

presenta
Eleonora Daniele

Il 24 luglio dalle 17 alle 21, all’ingresso della Sala Petrassi sarà allestita una mostra con alcuni dei quadri donati dall’Associazione Cento Pittori di Via Margutta, gli altri sono visibili nel catalogo. Tutti i quadri sono in vendita e il ricavato andrà a favore del Centro Nazionale del Libro Parlato.

La manifestazione sarà ripresa da RAIUNO e trasmessa in differita il giorno 27 luglio
alle 23:15

Per l’ingresso in sala è necessaria la prenotazione dei biglietti tramite email ustampa@uiciechi.it oppure telefonando ai numeri 06.699.88.376 – 06.678.94.63

I biglietti potranno essere ritirati presso il guardaroba della Sala Petrassi a partire dalle ore 19:00 del giorno 24 luglio oppure nei giorni immediatamente precedenti presso la Sede Centrale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti in Via Borgognona 38

Per esigenze televisive si raccomanda di essere in sala per le ore 20:30

L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ringrazia Banca Popolare di Vicenza per aver contribuito alla realizzazione di questa edizione del Premio Braille

La verità sui falsi ciechi

Il fenomeno dei falsi ciechi è un dato oggettivo, reale, e va combattuto senza se e senza ma, perché quello che si dà ai falsi ciechi si toglie ai ciechi veri; chiediamo però che prima di sbattere  in prima pagina il nome di una persona disabile si porti a termine il processo di accertamento sulla reale disabilità: ci risulta che il 70% dei ricorsi presentati dalle persone incriminate, cioè ritenute falsi ciechi, è accolto dalla magistratura. Questo significa che il 70% dei presunti falsi ciechi è costituito da ciechi veri che si sentono colpiti profondamente nella loro dignità.
Gli equivoci sono il frutto di una mancata cultura sulla disabilità visiva.

I ciechi e gli ipovedenti subiscono una nuova esclusione sociale

Le nuove tecnologie, salutate dai ciechi e dagli ipovedenti come potenziale strumento di maggior autonomia ed indipendenza, in molti casi si sono rivelate, al contrario, strumento di esclusione sociale, perché attuate senza alcuna attenzione alle necessità ed alle peculiarità dei minorati della vista.
Ancora una volta l’inadempienza dello Stato è causa di emarginazione, tanto più grave perché colpisce la parte più debole dei suoi cittadini, non rispettando o non facendo rispettare leggi che esso stesso ha promulgato.
Sono  infatti inaccessibili: la maggior parte dei siti internet pubblici o di pubblico interesse, il registro elettronico degli insegnanti, i libri elettronici, bancomat e postamat. Le audiodescrizioni dei programmi televisivi sono assolutamente carenti sia quantitativamente sia qualitativamente.
Questi sono solo alcuni tra i più eclatanti esempi di come certe tecnologie possono portare ad una nuova esclusione sociale.

Conferenza nazionale, ascensori rotti e altre storie, di Franco Bomprezzi

Autore: Franco Bomprezzi

Sembrava che me lo sentissi. Nel mio breve intervento in veste di moderatore della sessione plenaria di apertura della quarta conferenza nazionale sulle politiche della disabilità, svoltasi a Bologna venerdì e sabato, mi ero dichiarato “esterrefatto” per aver constatato, ancora una volta, la totale indifferenza dei grandi media, che non hanno neppure annunciato l’evento, che pure riguarda le sorti di quasi tre milioni di cittadini italiani. Puntualmente la conferma di una quasi irrimediabile superficialità di troppi miei colleghi è arrivata assieme alla bufala di ben cinquanta disabili bloccati per gli ascensori rotti. E’ bastato un lancio di agenzia che si basava sulla telefonata del presidente dell’associazione Fiaba, in cerca di un minuto di gloria, per attivare il meccanismo pavloviano della notizia, l’unica degna di interesse e di essere rilanciata ovviamente senza alcuna verifica, dal momento che al palazzo dei Congressi di Bologna di inviati non c’era neppure l’ombra.
Partiamo dunque da qui. Io c’ero. Effettivamente al primo piano del palazzo prima un ascensore, poi, nel pomenggio, un secondo ascensore, si sono bloccati quasi sicuramente perché sottoposti improvvisamente a un superlavoro (non succede spesso che ci siano contemporaneamente decine di carrozzine elettriche o manuali che vanno su e giù per i piani). Un guasto sgradevole, seccante. Ma niente di più. Per il semplice motivo che sullo stesso piano del palazzo ci sono altri due ascensori di servizio, ai quali siamo stati accompagnati con gentilezza dagli organizzatori e dal personale. Anche io ho usato tranquillamente questa uscita secondaria, prendendo per tempo la navetta che mi ha poi portato in stazione, dove, assieme a tanti altri passeggeri ”camminanti” ho invece dovuto attendere mezz’ora per un ritardo nientemeno di un Frecciarossa di Trenitalia (ma questo non fa assolutamente notizia). In un primo momento, addirittura, girava voce di persone con disabilità “portate giù a braccia”. Insomma la classica notizia utile a rinforzare una tesi subliminale: il Paese va a catafascio, e persino “gli handicappati” vengono trattati in questo modo.
Ecco perché oggi sono in imbarazzo nel voler parlare, in sintesi, di due giorni di lavori densi di parole, di documenti, con 700 partecipanti da tutta Italia: non solo persone con disabilita, ma anche operatori, esperti, amministratori locali e regionali, parlamentari, ministri. Una conferenza nazionale su tematiche complesse come l’inclusione lavorativa, la scuola, la certificazione d’invalidità, la vita indipendente, l’accessibilità, e via elencando, è chiaro che è difficile da raccontare in termini giornalistici. Ma ci si può sforzare, ogni tanto. Per non banalizzare sempre le questioni legate all’handicap, trattandole solo come emergenza permanente, disastro, peso, sfortuna, malattia.
A Bologna si è respirata invece aria di dignità, di preoccupazione per le sorti generali del Paese, di ricerca di soluzioni concrete e tecnicamente corrette per evitare sprechi, favorire l’inclusione sociale e i diritti di tutti, indipendentemente dalla disabilità o dalla patologia di origine Il viceministro Maria Cecilia Guerra è uscita tra gli applausi. Non succede spesso di questi tempi Magari è stato un eccesso di ottimismo da parte di una platea che ha un assoluto bisogno di punti di riferimento politici per arginare il progressivo impoverimento delle famiglie e la continua messa in discussione di traguardi raggiunti negli anni precedenti. Ma il poderoso piano d’azione biennale messo a punto dal Governo in collaborazione con i coordinamenti nazionali delle associazioni (Fand e Fish) è un buon punto di partenza per monitorare, spingere, andare avanti. 140 punti da affrontare: “una montagna da scalare” l’ha definita il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini. Ottima metafora. Intanto cominciamo a picchettare bene il campo base.
Di questo si dovrebbe parlare. Non solo di ascensori rotti. D’altronde, questa volta, Invisibili erano i giornalisti, tranne quelli che da sempre, magari perché di settore, se ne occupano con professionalità Come i colleghi dell’agenzia Redattore Sociale, il portale Superabile di Inail e Vita.it. Magari le grandi firme ogni tanto dovrebbero attingere a queste fonti, con un pizzico di curiosità e di umiltà, che mi pare siano due dei requisiti fondamentali di questo nostro mestiere.

16/07/2013

Un’esperienza tutta da condividere, di Alessandro Bordini

Autore: Alessandro Bordini

Mi chiamo Alessandro, sono un ragazzo veronese di 27 anni.
Nel marzo del 2009, in seguito ad un grave incidente di paracadutismo, ho
perso la vista.

Dopo i 5 mesi di ricovero ospedaliero sono tornato a casa ed ho iniziato a
provare a riprendere in mano la mia vita; ho dovuto imparare di nuovo a
camminare, a mangiare da solo, a gestire la mia quotidianità, in una
condizione che fino ad allora mi era stata assolutamente sconosciuta.
Mi è servito circa un anno per rimettermi in sesto, sia fisicamente che
mentalmente, accettare la realtà è stato il passo fondamentale per la mia
rinascita.
Quindi ho iniziato ad uscire con gli amici, a fare sport, ad usare telefono
e computer, ho pian piano cercato di reinserire nella mia vita tutto ciò di
cui avevo bisogno.

Successivamente un prepotente desiderio di autonomia ed indipendenza mi ha
portato a spostarmi da solo, dapprima nel mio piccolo paese, Nogara, in
seguito per la città di Verona e quindi per l’Italia.
Quando poi un giorno, per un caso fortuito, sono stato costretto a muovermi
lontano da casa senza l’assistenza disabili o qualche conoscente, ho
realizzato che era possibile andare in giro per le città semplicemente con
il mio bastone e confidando nell’aiuto della gente che incontravo.
Ammetto che anche il mio iPhone mi tornava spesso d’aiuto!
Questa presa di coscienza rappresenta le fondamenta di ciò che sto facendo
ora: sto compiendo il giro del mondo.
Tutte le volte che la gente, incredula, mi domanda:
” Da solo? ”
io rispondo:
” Non sono da solo, sono assieme ad altri 7 miliardi di persone! ”
Sto facendo questo per testimoniare quanto la gente, in ogni parte del
mondo, sia in grado di aiutare un proprio simile, per dimostrare quanto
l’umanità sia in grado di riconoscersi nonostante le differenze: se un cieco
può fare questo significa che non siamo poi così malvagi!
Ora sono a Zanzibar, passando dalla Tanzania ho pensato che, dopo 3 mesi di
viaggio a ritmi sostenuti, potevo prendermi una breve vacanza nella vicina
isola.
Continuerò il mio percorso risalendo verso nord, ho già disceso la costa
atlantica dell’Africa ed ora sto completando quella indiana.
Nonostante abbia già ipotizzato un itinerario ideale deciderò il paese
successivo di volta in volta, in considerazione ad una serie di variabili,
quali i consigli di viaggio ricevuti dalla gente del posto, le condizioni
politico-sociali di un determinato paese in un determinato momento e in base
alle mie sensazioni. Aggiungerei anche i fattori X, Y e Z, in viaggio non si
può mai sapere!
Questo è il 20esimo paese visitato dopo circa 100 giorni dalla mia partenza,
avvenuta il 2 aprile da Nogara, dopo il quale ho raggiunto Francia, Spagna e
quindi Africa.
Il paese che mi ha colpito di più potrebbe essere il Marocco, forse per la
cucina, o per l’inaspettata ospitalità, anche se molti altri posti mi sono
rimasti nel cuore.
Devo confessare di aver provato una forte attrazione per la Nigeria,
nonostante molti me l’avessero sconsigliata perché pericolosa, sento che
avrei potuto vivere importanti esperienze in quella terra… purtroppo
difficoltà burocratiche e non solo me ne hanno impedito l’accesso.
Penso che in definitiva l’Africa sia un continente affascinante, con
un’infinità di diverse lingue e culture, tutte unite da un solo verbo: Mama
Africa, ovvero tutti fratelli figli di una stessa madre.
Ovviamente non è sempre stato tutto rose e fiori, in parte per le differenze
culturali, dovute spesso alla religione, differenti abitudini alimentari e
sociali.
Ho comunque sempre cercato il positivo di ogni situazione e posso garantire
che con spirito di adattamento e carta igienica ogni circostanza è
gestibile.
Parlo anche per le volte che mi sono trovato in difficoltà con la polizia o
le autorità dell’immigrazione, che sono spesso in cerca di denaro.
Lasciando mance le soluzioni a problemi comparsi dal nulla risultano più
semplici, ma non è questo che intendo trasmettere con il mio viaggio.
Racconterò che talvolta ho dovuto tenere la bocca chiusa mentre un
poliziotto pensava di potersene approfittare estorcendomi denaro, racconterò
che sono stato respinto da uno stato perché il visto regolarmente ottenuto
necessitava della mazzetta, denuncerò che la mia più grande difficoltà
incontrata finora riguarda i visti, ovvero ottenere il permesso formale per
attraversare un limite immaginario imposto dall’uomo.
Racconterò anche che quando non ho avuto la possibilità di acquistare un
pezzo di pane, in Congo, un vecchio lo ha fatto per me, quando sono stato
male, in Costa d’Avorio, una ragazza si è presa cura di me, quando non
sapevo dove passare la notte, in Sierra Leone, un signore mi ha ospitato
nella sua casa.
Questa è l’Africa!
Ogni volta che raggiungo un nuovo paese, se non lo ho fatto prima, cerco un
posto dove passare la notte, chiedendo alla gente, tramite internet o
sfruttando la rete di contatti che mi sto creando, quindi devo ogni volta
procurarmi una scheda SIM locale per poter utilizzare efficacemente il mio
iPhone, tramite il quale tra l’altro raccolgo testimonianze di viaggio che
carico sul mio blog.

Con questo viaggio mi sto rendendo conto che non esiste la terra dei buoni e
la terra dei cattivi, non esiste il posto dove tutto è giusto e dove invece
tutto è sbagliato.
Sto iniziando a toccare con mano le realtà che compongono ciascun paese, con
pregi e difetti, Gioie e dolori.
Non mi sto illudendo di poter capire tutte le varie tradizioni, gli usi e
costumi locali, sto realizzando che siamo tutti diversi ma che se siamo noi
i primi a muovere il primo passo con un sorriso e tendendo la mano spesso la
risposta può sorprendere per quanto risulti positiva!
Ovviamente essa può risultare distorta dal filtro della non conoscenza,
almeno questo è ciò che posso dire a proposito dell’Africa: la gente non è
abituata a vedere un cieco viaggiare da solo e spesso non sa come
comportarsi, talvolta mettendomi in difficoltà anziché aiutandomi.
Io cerco sempre di ricordare che comunque l’intento è nobile,
indipendentemente da come il gesto viene proposto, e merita un adeguata
risposta, anche perché quello strano, effettivamente, sono io!
Sotto questo punto di vista tutto il mondo è paese, cambia semplicemente il
grado di diffusione della conoscenza del mondo dei disabili.
Mi mancano ancora 3 continenti, le mie considerazioni deficitano quindi di
una visione d’insieme; per ora posso comunque affermare che in Italia,
nonostante tutti i problemi, ci si debba sentire fortunati.
La maniera migliore per valutare con obiettività una determinata situazione,
secondo me, non è partire da ciò che manca, bensì da ciò che si ha; in
questo modo, forse, essere grati per la propria condizione, può risultare
più semplice e la gratitudine e un buon posto da dove svegliarsi col
sorriso.
Quindi gente, sorridete il più possibile, il sorriso sul volto di una donna
è come il sole splendente in un cielo azzurro, cosa possa essere sul volto
di un uomo non mi ispira romanticismo, quindi non ci voglio pensare.
Dopo più di 10 mila chilometri di sorrisi vi posso comunque assicurare che
funziona!