La Giornata Internazionale per i diritti delle persone con disabilità e il grido di dolore dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, di Chiara Giorgi

Autore: Chiara Giorgi

Il 3 Dicembre prossimo andremo dai prefetti in tutta Italia per manifestare al Governo le nostre preoccupazioni!

La Giornata internazionale per i diritti delle persone con disabilità, istituita dalle Nazioni Unite, quest’anno è dedicata al tema dello sviluppo sostenibile, con un’attenzione particolare alla tecnologia. La tecnologia è infatti incorporata in ogni aspetto della vita quotidiana, e nel tempo, ha sollevato gli standard di vita delle persone in tutto il mondo e il loro accesso a beni e servizi e ha aumentato notevolmente la connettività tra le persone e il loro accesso alle informazioni.

Lo sanno bene i ciechi e gli ipovedenti, che sempre di più, grazie ai nuovi strumenti tecnologici, riescono a svolgere in piena autonomia attività che prima non erano alla loro portata o, se lo erano, richiedevano uno sforzo e delle capacità particolari.

Quest’anno però, il 3 dicembre 2014, ha un sapore amaro per l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.

“Da settimane denunciamo pubblicamente come la nostra associazione rischia di chiudere – dichiara il presidente nazionale dell’Unione, Mario Barbuto.
Fin dal 1920, anno di fondazione, l’Unione ha fiancheggiato le pubbliche autorità, non di rado sostituendosi a esse, per soccorrere i ciechi in ogni angolo del Paese, portando loro la cultura, il lavoro, l’istruzione, la fiducia in se stessi e la voglia di farcela nonostante tutto. Nonostante l’handicap gravissimo, riconosciuto come tale anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.”

“Non abbiamo trovato l’attenzione e il supporto che ci aspettavamo per combattere questa battaglia, che è una battaglia di civiltà e non riguarda sono i ciechi e gli ipovedenti ma l’insieme del nostro Paese”, continua Barbuto. “E’ anche per questo che ho scritto una lettera aperta al Presidente del Consiglio, e cercheremo di consegnargliela di persona il 3 dicembre. Contestualmente, i nostri presidenti regionali e provinciali si stanno organizzando per consegnare la lettera anche ai prefetti di tutta Italia.”

Siamo perfettamente consapevoli – si legge nella lettera aperta al premier Renzi – che le pesanti condizioni economiche del Paese impongono scelte difficili e selezioni dolorose. Tali scelte, tuttavia, non possono essere pagate con il prezzo più amaro proprio da noi ciechi e ipovedenti, già tanto provati dalle sofferenze e dalle privazioni che la sorte maligna ci ha voluto riservare.
Dopo esserci adattati alla durezza di una esistenza vissuta nel buio; dopo aver già sopportato i tagli di tutte le leggi finanziarie degli ultimi anni; saremo ancora noi, i ciechi e gli ipovedenti italiani, chiamati a pagare il prezzo tanto amaro di una ulteriore riduzione di risorse pari all’80%, come previsto nell’attuale legge di stabilità, in discussione in Parlamento?
Questo taglio, purtroppo, se praticato, penalizzerà irrevocabilmente la nostra presenza sul territorio e la nostra attività di tutela che riguarda oltre un milione di cittadini, nonostante una legge dello Stato attribuisca all’Unione tale compito precipuo e fondamentale. (…)

Quei quattro, cinque milioni di Euro che ci vengono tolti, infatti, mentre per lo Stato non significano praticamente nulla, per noi, invece, rappresentano l’unica possibilità di offrire gratuitamente un aiuto concreto su tutto il territorio nazionale:
* formazione professionale e accompagnamento al lavoro;
* azioni riabilitative rivolte a bambini e ragazzi pluriminorati;
* fruizione della lettura e accesso alla cultura tramite il nostro servizio del Libro Parlato;
* consulenza scolastica per famiglie e insegnanti;
* sperimentazione e diffusione delle nuove tecnologie;
* addestramento alla mobilità e all’autonomia personale;
* supporto e conforto per tante persone anziane e sole;
* diritto allo sport, al tempo libero, alla normalità;
* in poche parole, insomma, diritto alla vita.

Ma c’è di peggio!
Con quel taglio che frutterebbe al Bilancio dello Stato la miseria di quattro spiccioli, si rischia di condannare addirittura a morte la nostra Associazione.
Oltre cento sedi in tutta Italia, riconosciute come le “case dei ciechi”; un patrimonio di esperienze, di competenze, di umanità, accumulato in un secolo di storia e posto gratuitamente al servizio del Paese; il futuro stesso nostro e soprattutto delle giovani generazioni, dei nostri ragazzi che credono ancora in una esistenza normale di inclusione, cittadini tra i cittadini. (…)

“Lo scorso 30 novembre, è stato votato alla Camera un ordine del giorno che impegna il Governo a garantire le necessarie risorse per l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – conclude Barbuto. Siamo preoccupati, ma anche fiduciosi che il nostro grido di dolore verrà ascoltato e l’Unione potrà continuare a lavorare per la tutela dei ciechi e degli ipovedenti italiani”.

Convegno “Storia e funzione sociale della radio”. Roma 4 dicembre 2014 – ore 9.15, di Luisa Bartolucci

Auditorium dell’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi (ICBSA). Via Michelangelo Caetani, 32

Nell’ottobre del 1924 viene trasmesso il primo annuncio radiofonico. Da allora, la radio è diventata grande. Una cosa è subito evidente: nonostante i suoi novant’anni, la radio vive oggi un periodo di rinnovata giovinezza e continua ad essere, tra i mezzi di comunicazione, uno dei più amati, amato ancora di più dai ciechi e dagli ipovedenti, che hanno adottato la radio come il mezzo per eccellenza, perfettamente accessibile.
Quasi un secolo di radio è un periodo abbastanza lungo che consente di fare bilanci ed esprimere giudizi sulla differenza tra la radio di oggi e quella di ieri. Se ne parlerà in occasione del Convegno “Storia e funzione sociale della radio” in programma a Roma il 4 dicembre 2014 (c/o Auditorium dell’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi, Via Michelangelo Caetani 32 – ore 9,15) organizzato dalla Presidenza Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS, in collaborazione con l’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi e Radio Capital.
L’evento ha già ottenuto il patrocinio da parte del Senato della Repubblica, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, nonché della Regione Lazio.
Pensando di far cosa gradita riportiamo di seguito il programma dell’evento e l’invito. Quanti fossero interessati a partecipare alla manifestazione, sono pregati di segnalare il proprio nominativo all’Ufficio Stampa, sig.ra Mariolina Lombardi, ai seguenti recapiti: 06.699.88.376, ustampa@uiciechi.it.
L’evento verrà trasmesso in diretta tramite Slashradio, la radio ufficiale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS. Per collegarsi sarà sufficiente digitare uno dei seguenti link: http://www.uiciechi.it/radio/radio.asp; http://www.hostingshoutcastpanel4.com:2199/tunein/unione.asx
Invitiamo le nostre strutture a dare la massima diffusione al presente comunicato.

Storia e funzione sociale della Radio – Roma, 4 dicembre 2014, di Chiara Giorgi

Autore: Chiara Giorgi

L’UNIONE ITALIANA CIECHI E IPOVEDENTI FESTEGGIA I 90 ANNI DELLA RADIO
Roma, 4 dicembre 2014– ore 9,15

c/o Auditorium Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi
Via Michelangelo Caetani 32
Nell’ottobre del 1924 viene trasmesso il primo annuncio radiofonico. Da allora, la radio è diventata grande. Una cosa è subito evidente: nonostante i suoi novant’anni, la radio vive oggi un periodo di rinnovata giovinezza e continua ad essere, tra i mezzi di comunicazione, uno dei più amati.
Amato ancora di più dai ciechi e dagli ipovedenti, che hanno adottato la radio come il mezzo per eccellenza, perfettamente accessibile in autonomia, senza bisogno di intermediari o attrezzature specifiche supplementari.

Quasi un secolo di radio è un periodo abbastanza lungo che consente di fare bilanci ed esprimere giudizi sulla differenza tra la radio di oggi e quella di ieri. Se ne parlerà in occasione del Convegno “Storia e funzione sociale della radio” in programma a Roma il 4 dicembre 2014 (c/o Auditorium dell’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi, Via Michelangelo Caetani 32 – ore 9,15) organizzato dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS, in collaborazione con l’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi e Radio Capital.

Numerosi gli interventi in programma: Franco Monteleone, docente di Storia e Critica della Radio e della Televisione all’Università di Roma Tre, racconterà la radio come il vero mezzo del secolo; Massimo Pistacchi, Direttore dell’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi, presenterà il rapporto tra l’Istituto e la radio. Le nuove tecnologie radiofoniche saranno esaminate da Stefano Pogelli (regista di Radio Rai e responsabile del laboratorio di restauro dell’archivio sonoro), mentre Fabrizio Scrivano, professore associato di Letteratura Italiana presso l’Università di Perugia racconterà il rapporto tra letteratura, radio e lettura.
Dell’arte raccontata alla radio ne parlerà Elisabetta Borgia Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale – Centro per i Servizi Educativi del Museo e del Territorio del MIBACT, mentre Ilario di Giovambattista, il direttore editoriale di Radio Radio parlerà della loro esperienza di talkradio. E ancora si affronterà il ruolo e la funzione sociale di Radio Vaticana nel mondo (Rosario Tronnolone, redattore di Orizzonti Cristiani), nonché il ruolo della radio nella ricostruzione del tessuto nazionale con Gioachino Lanotte (docente e storico della canzone italiana).
Umberto Broccoli interverrà nel pomeriggio su “La mia radio tra parole ed emozioni”, mentre Edoardo Buffoni (capo redattore di Radio Capital) parlerà del lavoro alla radio tra notizie, commenti, interviste, satira e dialoghi con gli ascoltatori e Baba Richerme, inviato speciale di Radio Rai, racconterà il rapporto tra il cinema e la radio.

La Tavola rotonda su “Ruolo e funzione della radio tra presente e futuro” prevista nel pomeriggio di giovedì 4 dicembre, vedrà la partecipazione di Stefano Benedetti (giornalista editore di Città Celeste), Manuela De Vito (conduttrice e autrice Radio Capital), Isabella Eleodori (conduttrice Radio R101), Ida Guglielmotti (conduttrice programmista/regista Radio InBlu), Alessandro Mannozzi (conduttore radiofonico e giornalista), Renato Rappo (già nei GR e TG RAI), Baba Richerme (inviato speciale Radio RAI), Marco Sabene (giornalista Radio RAI), Betty Senatore (conduttrice Radio Capital), coordinati da Luisa Bartolucci, Componente della Direzione nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.

INVITO

L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS

con il Patrocinio della Regione Lazio

con la collaborazione dell’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi e di Radio Capital

ha il piacere di invitare la S.V. al Convegno “Storia e funzione sociale della radio” che si terrà a Roma il 4 Dicembre 2014 alle ore 9.15 presso l’Auditorium dell’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi in Via Michelangelo Caetani 32.

PROGRAMMA

9.15
Apertura dei lavori
Luisa Bartolucci
Direzione Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS

9.20
Saluto di Massimo Pistacchi
Direttore Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi (ICBSA)

9.35
Saluto di Mario Barbuto
Presidente Nazionale Unione Italiana dei ciechi e degli Ipovedenti ONLUS

9.50
Saluto di Anna Maria Buzzi
Direttore Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale (MIBACT)

10.00
Interventi delle autorità presenti

10.15
Franco Monteleone
Docente di Storia e Critica della Radio e della Televisione all’Università di Roma Tre
“La radio: il vero mezzo del secolo”

10.50
Massimo Pistacchi
Direttore dell’ICBSA
“L’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi e la radio”

11.20
Stefano Pogelli
Regista di Radio Rai e responsabile del laboratorio di restauro dell’archivio sonoro
“Radio e nuove tecnologie: un felice binomio in continua evoluzione”

11.50
Fabrizio Scrivano
Professore associato di Letteratura Italiana presso l’Università di Perugia
“La letteratura, la radio, la lettura”

12.20
Elisabetta Borgia
Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale – Centro per i Servizi Educativi del Museo e del Territorio – MIBACT
“Conversazioni d’arte: l’arte raccontata alla radio”

12.35
Ilario Di Giovambattista
Direttore Editoriale Radio Radio
Radio Radio: la talk radio

13.00
Rosario Tronnolone
Redattore di Orizzonti Cristiani
“Ruolo e funzione sociale di Radio Vaticana nel mondo”

13.20
Pausa

14.30
Gioachino Lanotte
Docente e storico della canzone italiana
“Cronache dalla liberazione. Il ruolo della radio nella ricostruzione del tessuto nazionale”

15.00
Umberto Broccoli
Autore televisivo, conduttore radiofonico, scrittore
“La mia radio tra parole ed emozioni”

15.30
Edoardo Buffoni
Capo redattore di Radio Capital
“Lavorare alla radio tra notizie, commenti, interviste, satira e dialoghi con gli ascoltatori”

16.00
Baba Richerme
Inviato speciale di Radio Rai
“Raccontare il cinema alla radio”

16.30
Tavola rotonda
“Ruolo e funzione della radio tra presente e futuro”

Partecipanti:
Stefano Benedetti (giornalista editore di Città Celeste)
Manuela De Vito (conduttrice e autrice Radio Capital)
Isabella Eleodori (conduttrice Radio R101)
Ida Guglielmotti (conduttrice programmista/regista Radio InBlu)
Alessandro Mannozzi (conduttore radiofonico e giornalista)
Renato Rappo (già nei GR e TG RAI)
Baba Richerme (inviato speciale Radio RAI)
Marco Sabene (giornalista Radio RAI)
Betty Senatore (conduttrice Radio Capital)

Moderatore
Luisa Bartolucci
Direzione Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS

«La Radio è il teatro della mente»
Steve Allen

Nonostante i suoi novant’anni, la radio vive un periodo di rinnovata giovinezza e continua ad essere, tra i mezzi di comunicazione, uno dei più amati.
Quasi un secolo di radio è un periodo abbastanza lungo: consente di fare bilanci ed esprimere giudizi sulla differenza tra la radio di oggi e quella di ieri.

 

03 home page INVITO

 

 

Giornata contro la violenza sulle donne, Redazionale

Autore: Redazionale

Comunicato EBU
Unione Europea dei Ciechi
comunicato stampa
Parigi, 25 novembre 2104

Il diritto di vivere libere dalla violenza – sapevate che….?

Oggi 25 novembre 2014, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, l’EBU lancia una campagna di sensibilizzazione a sostegno del diritto delle donne e delle bambine non vedenti a vivere libere dalla violenza.
La violenza contro le donne con disabilità è ancora difficile da monitorare e da affrontare. Questo è in parte dovuto al fatto che le donne con disabilità non appaiono nei campioni  delle ricerche generali sulla relazione tra violenza e genere. Tuttavia, i dati resi disponibili da una ricerca  specifica dimostrano che le donne con disabilità sono soggette a diverse forme di abuso caratterizzate da valori particolarmente elevati: più spesso, più a lungo, in più modi e da parte di più persone.
Lo sapevate che questo vale anche per le donne non vedenti e ipovedenti? Il progetto Daphne, svolto dall’EBU nel 2003, lo ha dimostrato. Oltre alle diverse forme di violenza di genere di cui possono cadere vittima le donne vedenti, le donne cieche e ipovedenti si confrontano anche con la violenza legata alla disabilità. Questi e altri fattori fanno sì che le donne cieche e ipovedenti siano esposte a un rischio altissimo di subire abusi. Essere cieche o ipovedenti significa dover dipendere da altri per ricevere supporto o assistenza in determinate attività; avere una disabilità visiva significa anche avere molte meno possibilità di fuggire, di reagire contro un’aggressione o di trovare aiuto. Alle donne cieche e ipovedenti sono offerte molte meno garanzie per la loro sicurezza e sono meno propense a denunciare gli abusi. A ciò si deve aggiungere che per questo gruppo di persone non esistono né programmi né servizi o, se ci sono, essi risultano estremamente limitati o non accessibili e gli operatori che vi lavorano spesso non sono a conoscenza dei rischi specifici e delle necessità che comporta un deficit visivo.
Questa situazione richiede un intervento da parte di tutti coloro che si occupano di disabilità, di coloro che lavorano nei servizi sanitari, sociali e di altro tipo, della polizia e anche della società nel suo insieme, iniziando con un’azione di sensibilizzazione. Per quelle organizzazioni membro che   non hanno ancora organizzato una campagna di sensibilizzazione sulla violenza legata alla disabilità visiva, l’EBU ha preparato del materiale rivolto agli operatori, alle organizzazioni nazionali dei ciechi e degli ipovedenti e alle donne con disabilità visiva.
La documentazione informativa della campagna è costituita da un volantino e due fascicoli dal titolo “Il diritto di vivere libere dalla violenza”. Il primo fascicolo si propone di sensibilizzare gli operatori dei servizi e dei programmi che aiutano le vittime di violenza. Il miglioramento delle conoscenze  da parte degli operatori riguardo l’elevata vulnerabilità e le esigenze specifiche delle donne con disabilità visiva consente loro di migliorare il loro intervento, proteggendo e assistendo le (potenziali) vittime in modo efficace. Il secondo fascicolo ha lo scopo di sensibilizzare le bambine e le donne con disabilità visiva e le loro organizzazioni sul loro diritto fondamentale a vivere libere dalla violenza.
Entrambi i fascicoli sono uno strumento utile per capire l’importanza di come riconoscere i segni della violenza, cosa si può fare e in che modo aiutare le donne con disabilità visiva tramite la cooperazione con i servizi di sostegno e i programmi di prevenzione. L’EBU esorta le organizzazioni associate e tutti coloro che leggeranno questo messaggio ad aderire a questa campagna e intervenire a sostegno del diritto delle bambine e delle donne con disabilità visiva a vivere libere dalla violenza.
Come?
Scarica i fascicoli e condividi le informazioni pubblicate su http://www.euroblind.org/working-areas/women/#ipack (in inglese)
Per ulteriori informazioni si prega di contattare l’ufficio dell’EBU:  ebu@euroblind.org.
Ricorda: Ogni bambina e donna cieca e ipovedente in Europa ha il diritto di vivere libera dalla violenza e la tua azione può realmente salvare una vita !!
L’Unione Europea dei Ciechi
L’Unione Europea dei Ciechi (EBU) è un’organizzazione europea non governativa e senza scopo di lucro fondata nel 1984. È uno dei sei organismi regionali dell’Unione Mondiale dei Ciechi. Protegge e promuove gli interessi dei non vedenti e degli ipovedenti in Europa. Attualmente opera all’interno di una rete di organizzazioni nazionali dei non vedenti in 44 paesi europei.

Noi “eroi della quotidianità”! Giornata dell’infanzia all’Istituto dei ciechi di Milano, di Gianluca Rapisarda

Autore: Gianluca Rapisarda

La mattina del 20 Novembre 2014, c’erano davvero tantissimi bambini all’Istituto dei Ciechi di Milano che, in occasione della 25° Giornata Internazionale dell’infanzia e dell’adolescenza ha ospitato Luis Sepúlveda.
L’incontro con lo scrittore cileno (in carcere durante la dittatura di Pinochet), considerato il re delle favole per bambini, è stato l’appuntamento più originale, in una location altrettanto originale, dell’edizione 2014 della grande kermesse culturale “Bookcity” (con oltre 600 happenings in una settimana).
L’iniziativa ha altresì rappresentato la tappa conclusiva della mostra itinerante “A spasso con le dita” della Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi.
Introducendo l’evento, il Cav. Rodolfo Masto, Presidente della Federazione ha spiegato ai presenti: ”A SPASSO CON LE DITA nasce nel 2010 dalla collaborazione fra la Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi e Enel Cuore (la Onlus di Enel dedicata al sociale) al fine di promuovere le potenzialità culturali dell’editoria tattile per l’infanzia su tutto il territorio nazionale.
A SPASSO CON LE DITA ha permesso, tra il 2010 e il 2012, la creazione e la distribuzione gratuita di 5000 libri tattili a biblioteche pubbliche, ospedali pediatrici e istituzioni culturali. Un’operazione editoriale complessa, unica al mondo, la quale ha prospettato un nuovo modo di pensare le pubblicazioni per l’infanzia”.
Ha proseguito la Dott.ssa Novella Pellegrini, Segretaria Generale di EnelCUORE Onlus: “Le pubblicazioni tattili hanno riscosso immediatamente un grande successo, così nel 2013 EnelCuore Onlus e la Federazione hanno deciso di promuoverle più concretamente, progettando un evento itinerante ad hoc, e lanciando una nuova pubblicazione a cura dell’illustratore Dario Moretti. Entrambe queste iniziative, l’evento e il libro tattile, hanno come filo conduttore le Parole della Solidarietà, un progetto di ridefinizione del concetto di solidarietà che EnelCuore Onlus ha intrapreso per festeggiare i suoi dieci anni di impegno nel sociale.
A SPASSO CON LE DITA è diventata così, una esposizione di 12 tavole tattili d’artista ispirate ad altrettante Parole della Solidarietà. Un piccolo museo tattile a misura di bambino, con opere da toccare e con le quali interagire. 12 piccoli capolavori realizzati da illustratori e artisti noti, che diventano lo spunto per una serie di laboratori didattici e ludici pensati per introdurre il pubblico alle potenzialità dell’illustrazione multisensoriale”.
”Questa mattina i bambini con cui ho parlato mi hanno detto che il diritto principale per loro è il gioco. E’ un diritto bellissimo, ma ci sono anche tanti altri diritti che devono essere garantiti in tutto il mondo, il diritto all’istruzione per esempio” ha poi dichiarato il Dott. Mario Barbuto, Presidente Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. “L’UICI ha quasi 95 anni, ma non per questo deve essere considerata vecchia e “fuori moda” dal Governo italiano che, sembra voglia tagliarci i fondi necessari alla nostra sopravvivenza”.
“Cari bambini, negarci quei soldi, ha continuato Barbuto, significa negare agli oltre 3000 vostri coetanei minorati della vista, che frequentano la scuola dell’obbligo, il diritto ad avere un libro come voi (anche se in Braille), il diritto a stare con voi in classe, il diritto allo studio.
E senza il “fondamentale” diritto all’istruzione, per i ciechi, c’è solo il ritorno alla miseria, all’emarginazione ed all’ignoranza del passato”!
All’evento è anche intervenuto l’Avv. Giuseppe Guzzetti, Presidente della Fondazione Cariplo e dell’Acri, che ha esordito dicendo: “ Parlare di Fondazioni e di solidarietà a dei fanciulli come voi, per persone come me che non sono abituate a farlo, è davvero difficile. E ciò sembra ancora più arduo, se si pensa alla gravissima crisi morale, sociale ed economica che sta attraversando persino il tanto decantato “ricco” Occidente.
Ragazzi, considerate solo che, secondo recenti stime della Commissione Sanità del Parlamento Italiano, circa 3800000 bambini italiani non hanno i necessari mezzi di sussistenza e dunque non possono nutrirsi adeguatamente, soffrendo la fame!
A tal proposito, l’esistenza di Fondazioni come Cariplo è importante ed utile per sostenere economicamente iniziative finalizzate a costruire un futuro degno di una società che non rinuncia a “combattere” per l’eguaglianza di tutti, per i diritti dei bambini e dei giovani di oggi e di domani, perché voi bambine e bambini, voi ragazze e ragazzi rappresentate non solo il nostro presente, ma soprattutto il nostro futuro”.
Tra le autorità presenti, ovviamente, pure il Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, che ha tenuto a sottolineare al numeroso pubblico: “Oggi festeggiamo la Giornata internazionale dell’infanzia e dell’adolescenza e Luis Sepúlveda, che ha scritto tre favole molto celebri per bambini, non poteva che essere ospite graditissimo per Milano”!
“Siamo orgogliosi di ospitare oggi uno scrittore così importante come Luis Sepúlveda”, ha spiegato. “Bambini,  ascoltate bene le sue parole, perché lui saprà portarvi in mondi lontani.
Per quanto ci riguarda, Sono convinto che una città per i bambini sia una città per tutti. Questo è il nostro impegno che abbiamo assunto fin da subito con iniziative concrete”. “Molti dei ragazzi presenti oggi, infatti, ha concluso il Sindaco Pisapia, sono stati al Mu.Ba. il Museo dei Bambini, inaugurato lo scorso gennaio alla Rotonda della Befana”.
L’intervista
Infine, i noti e bravi giornalisti de La Repubblica Natalia Aspesi e Bruno Arpaia si sono intrattenuti con Luis Sepúlveda in una chiacchierata davvero stimolante e ricca di spunti culturali.
.”Sono davvero commosso a vedere tutta questa gente qui per me”, ha affermato subito Luis Sepúlveda, prima di presentare il suo ultimo libro “La trilogia dell’amicizia” edito da Guanda. “Per me è davvero bello essere qui, soprattutto in una giornata così importante per tutti i bambini anche non vedenti. Io, infatti, ho molto rispetto dei bambini, per questo ho cominciato a scrivere favole, perché ritengo che sia il modo più spontaneo ed immediato per tutelare e difendere i loro diritti.
Scrivere, secondo me, significa dare la voce a chi non ce l’ha. Io non penso d’essere arrogante e presuntuoso quando dico di voler prestare la mia voce agli altri attraverso le mie opere. Infatti, dare voce ai più deboli, come i bambini, nei miei libri nonè solo un impegno estetico, ma anche e soprattutto un impegno etico, un imperativo morale!
Nella trilogia, per la gioia di tutti i fan grandi e piccini dello scrittore cileno, ci saranno “ Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico” e “Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza”.
L’amicizia è l’elemento che accomuna tutti e tre i racconti, simbolica da questo punto di vista, dato il luogo dove ci troviamo, è senz’altro la Storia che ci narra del gatto che perde la vista e che diventa amico del suo tradizionale acerrimo “nemico” topo, che gli presta gli occhi : “Per me l’amicizia è una cosa importantissima”, ha spiegato Sepúlveda. “Un amico è come un fratello e una sorella, si crea un legame fortissimo”.
Ma perché sono gli animali i protagonisti delle sue storie? “Perché a me piacciono tantissimo gli animali, specialmente i gatti”, ha proseguito l’autore. “Umanizzare questi animali, dando loro dei comportamenti tipici degli uomini, mi aiuta molto a capire meglio questi atteggiamenti, questi legami che si creano”.
Nell’ultima favola scritta da Sepúlveda, la protagonista è una lumaca che scopre il piacere di andare piano piano nel mondo. Come nasce questa storia? “Un giorno, mio nipote di 7 anni aveva in mano una piccola lumaca e la fissava, poi mi chiese ‘nonno, perché le lumache vanno così piano? A quel punto io non potevo spiegarglielo scientificamente, è un bambino, così gli ho risposto ‘adesso lasciami pensare, la risposta ti arriverà molto lentamente. Poi mi sono messo a scrivere, è così è nata la storia.
Io credo fortemente nel proverbio che recita: “chi va piano, va sano e va lontano”. Con ciò, non voglio dire che non credo nel progresso, nelle innovazioni tecnologiche come ad es. Internet, la multimedialità, ecc…
Non ho fiducia invece in una certa idea di “progresso” tutta basata sull’efficienza ad ogni costo e sulla velocità vertiginosa, che finisce per escludere e discriminare i più deboli, come i bambini ed i disabili, che hanno il passo più lento e più corto.
Chiamatemi pure antiquato e nostalgico, ma io spero ancora in una società più giusta e solidale, fondata sui diritti umani. Per questo scrivo favole, perché il mio sogno è quello di un mondo migliore, dove prevalgano il rispetto reciproco, la stima tra le persone e l’uguaglianza tra gli uomini, grandi e piccini. Questo è vero progresso!”.
Nonostante l’Istituto dei Ciechi fosse pieno di bambini in attesa di poter farsi firmare una copia della loro favola preferita, Luis Sepúlveda ha confessato “Io sono una persona molto timida, e un po’ mi imbarazza stare qui davanti a tutti voi. Non mi sento una persona straordinaria”, ha continuato lo scrittore, “ma so di avere un dono, quello di sapere raccontare storie e lo faccio con grande entusiasmo. Ma per me rimane un lavoro come un altro”. Come è nata questa sua grande passione per i libri? “Da piccolo ero un avido lettore, molto selettivo. Però cercavo libri con un linguaggio diretto e allo stesso tempo poetico, che mi permettessero di viaggiare con la fantasia in altri mondi. Confesso che il mio amore per i libri è nato con un grande autore italiano: Emilio Salgari. Ma non mi sento un eroe come Sandokan. Io sono un uomo assolutamente normale, che vuole e spera in un mondo altrettanto “normale” fondato sulle pari opportunità.
Ebbene, cari amici, anche noi disabili visivi italiani non siamo assolutamente né dei fenomeni da baraccone, né eroi straordinari (alla Sandokan, per intenderci), come sensazionalisticamente gli altri spesso, sbagliando, ci considerano.
A me piace invece dire che siamo più semplicemente degli “eroi della quotidianità”che, nonostante le difficoltà contingenti ed i limiti legati alla nostra disabilità, ci sforziamo di vivere la nostra vita quotidiana con “straordinaria dignità e normalità”!

Assegnate le borse di studio “Beretta-Pistoresi”, di Marinica Mecca

Autore: Marinica Mecca

Espletate tutte le fasi della XVIII edizione del concorso alle borse di studio “Lidia Teresa Beretta ed Elena Pistoresi”, è con vero piacere che annunciamo che sono risultati vincitori del premio da 2.100,00 euro e dei due premi di 1.300,00 euro, riservati ai Soci della nostra UICI che, nel 2013, hanno concluso con merito gli studi specialistici, universitari e secondari superiori, gli eccellenti:
* Lucia Armano, della UICI di Alessandria, e Fabio De Dominicis, socio della UICI di Caserta, che hanno conseguito, a pari merito, con voti 110 e lode /110 e votazione media agli esami di 29,58, l’una, la laurea magistrale in interpretariato e traduzione, presso l’Università degli Studi di Genova, e l’altro, la laurea magistrale in informatica, presso l’Università degli Studi “Federico II” di Napoli;
* Salvatore Pirrello, della UICI di Catania, che ha conseguito, presso l’Università degli Studi di Catania, la laurea in ingegneria meccanica, con voti 102/110 e votazione media agli esami di 25,26;
* Annaclara Farace, della UICI di Napoli, che ha conseguito, presso il Liceo Statale di Ischia, il diploma liceale ad indirizzo classico, con voti 100/100 e votazione media al primo quadrimestre di 8,00.
Indipendentemente dall’esito della selezione, tutti i candidati hanno concluso il proprio percorso di studio con risultati buoni o, addirittura, ottimi.
Salutiamo, perciò, con un ben meritato applauso:
Simone Zenini, della UICI di Cuneo; Arianna Orlando, della UICI di Varese; Gemma Pozzi, della UICI di Bergamo; Stefano Conter e Stefano Renzi, della UICI di Brescia; Greta Brizio, della UICI di Milano; Anna Rita De Bonis, della UICI di Latina; Maria Noemi Scavuzzo, della UICI di Napoli, e Francesco Silvestre, della UICI di Foggia.
A tutti esprimiamo le più vive congratulazioni ed auguriamo un futuro pieno di serenità e di successi.
Ci spiace solo che non vi siano stati concorrenti al premio riservato ai diplomati di Conservatorio.

Slashradio. Banca d’Italia: la banconota da 10 euro.

COMUNICATO N. 204
Protocollo: 15162 del 21/11/2014
Questo comunicato e’ presente in forma digitale sul sito Internet: http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/main_circ.asp

OGGETTO: Banca d’Italia: la banconota da 10 euro della serie Europa in circolazione dal 23 settembre 2014: istruzioni per l’uso. Slashradio, giovedi’ 27 novembre ore 16.00.

I settori Informazione e Comunicazione, Stampa Sonora e Libro Parlato, in collaborazione con la Banca d’Italia – Servizio Cassa Generale – organizzano per giovedi’ 27 novembre 2014, con inizio alle ore 16.00, una trasmissione on line che verra’ diffusa attraverso Slashradio, la web radio ufficiale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS, dal titolo “Banca d’Italia: la banconota da 10 euro della serie Europa in circolazione dal 23 settembre: istruzioni per l’uso”.
Nel corso della trasmissione verra’ illustrata la nuova banconota della serie Europa evidenziando le caratteristiche e gli elementi di sicurezza oltre alle peculiarita’ che la rendono riconoscibile da ciechi ed ipovedenti.
Avremo il piacere di ospitare nei nostri studi la dott.ssa Monica Fusaro – funzionario della Divisione Qualita’ della circolazione e analisi della contraffazione – Servizio Cassa Generale – della Banca d’Italia.
La trasmissione sara’ condotta da Luisa Bartolucci.
Gli ascoltatori potranno scegliere diverse modalita’ di intervento: tramite telefono contattando durante la diretta i numeri 06.69988353, 066791758 o inviando e-mail, anche nei giorni precedenti, all’indirizzo diretta@uiciechi.it  o ancora compilando l’apposito form della rubrica “Parla con l’Unione”.
Per collegarsi sara’ sufficiente digitare la seguente stringa: http://www.uiciechi.it/radio/radio.asp.
Invitiamo i nostri ascoltatori a munirsi di una banconota da € 10,00 della serie Europa, onde poter seguire piu’ agevolmente le indicazioni e le istruzioni che verranno fornite nel corso del programma.
Vi attendiamo numerosi!
Si pregano le nostre strutture provinciali di dare la massima diffusione al presente comunicato e di favorire nelle sezioni la creazione di folti gruppi di ascolto.
Cordiali saluti.
Mario Barbuto
Presidente Nazionale

SlashRadio: Trasmissione on line: Fotografa l’impostore!

COMUNICATO N.203
PROT 15161/2014/21/11

Questo comunicato è presente in forma digitale sul sito Internet: http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/main_circ.asp

OGGETTO: Trasmissione on line: Fotografa l’impostore!. Slashradio 25 novembre 2014. Ore 15.30.

 

I settori Informazione e Comunicazione, Stampa Sonora e Libro Parlato, organizzano per martedì 25 novembre 2014, con inizio alle ore 15.30, una trasmissione dal titolo: “Fotografa l’impostore!”, dedicata all’omonima campagna nata per insofferenza, per frustrazione, per indignazione. Come spesso accade nel web, il passaparola ha fatto il resto. La constatazione impotente che molto spesso, se non quasi sempre, i posti destinati a garantire la sosta alle persone disabili sono occupati abusivamente da vetture sprovviste di qualsiasi contrassegno. Frecce d’emergenza accese, oppure niente. Un malcostume diffuso e dilagante, nonostante gli appelli, i cartelli che sono chiarissimi, gli spazi che quasi sempre sono ben segnati sul terreno.
Alla trasmissione condotta da Luisa Bartolucci prenderanno parte, tra gli altri:
Federica Franzoso dirigente comandante del SETTORE POLIZIA LOCALE, SERVIZI                                  DEMOGRAFICI, CULTURA del Comune di Treviso;
Giuseppe Righetti dell’associazione Valpolicella senza barriere di Verona;
Simona Zanella Vice presidente del Consiglio Regionale Uici del Veneto e della provincia di Belluno;
Massimo Vettoretti Presidente della Sezione Provinciale Uici di Treviso.
Gli ascoltatori potranno scegliere diverse modalità di intervento: tramite telefono contattando durante la diretta i numeri 06.69988353, 066791758 o inviando e-mail, anche nei giorni precedenti la trasmissione, all’indirizzo diretta@uiciechi.it  o ancora compilando l’apposito form della rubrica “Parla con l’Unione”. Inoltre sarà possibile interagire anche utilizzando il profilo Facebook di Slashradio, denominato “Slashradio web”.
Per collegarsi sarà sufficiente digitare la seguente stringa: http://www.uiciechi.it/radio/radio.asp.
Il contenuto delle trasmissioni  potrà essere riascoltato sul sito dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti all’indirizzo www.uiciechi.it/ArchivioMultimediale.
Vi attendiamo numerosi!
Si pregano le nostre strutture provinciali di dare la massima diffusione al presente comunicato coinvolgendo la nostra base associativa e favorendo nelle sezioni la creazione di folti gruppi di ascolto.
Cordiali saluti.

Mario Barbuto
Presidente Nazionale

 

Calendario antoniano 2015, di Sabrina Baldin

Autore: Sabrina Baldin

Anche per il 2015, è disponibile il tradizionale calendario antoniano, nelle versioni braille e nero braille a caratteri ingranditi, per le persone non vedenti ed ipovedenti.
Attraverso il calendario antoniano 2015, conosceremo i frati francescani che in varie parti del mondo continuano a vivere quello che frate Antonio stesso viveva.
Ogni mese viene descritta una fotografia che prova a fissare uno dei numerosi aspetti per cui sant’Antonio è conosciuto, apprezzato e amato dai suoi devoti e che ancora vengono vissuti e testimoniati nel suo nome. Accanto a essa, una frase del Santo, tratta dai suoi Sermoni.
Il calendario antoniano 2015 versione per non vedenti ed ipovedenti, viene spedito accompagnato alla colombina della pace, realizzata in legno di ulivo con un cordoncino. La colomba è simbolo di pace fin dai tempi dell’arca di Noè. La Genesi racconta come Noè inviò proprio una colomba per conoscere in quali condizioni fosse la terra in seguito al diluvio universale e di come questa tornò con un ramoscello d’ulivo nel becco. La colomba è messaggero del cielo e simbolo della salvezza.
Il calendario viene spedito gratuitamente a chi lo richiede e chi lo desidera può fare un’offerta a favore della Caritas Antoniana.
Per ordinare il calendario, telefonare al numero 800019591, o inviare una e-mail a abbonamenti@santantonio.org, o scrivere, anche in braille, a Messaggero di sant’Antonio, via Orto Botanico 11, 35123 Padova.

Sabrina Baldin
resp. Progetto non vedenti
Messaggero di Sant’Antonio
via Orto Botanico 11
35123 Padova
tel. 049-8225602

L’Unione Europea dei Ciechi pubblica il rapporto ‘Accesso negato’di Manuela Esposito

Autore: Manuela Esposito

‘È tempo per l’Unione Europea di smetterla di ignorare le persone non vedenti!’ proclama l’Unione Europea dei Ciechi.
Bruxelles, 11 novembre 2014. L’Unione Europea dei Ciechi (EBU) ha fatto appello oggi alle istituzioni europee perché intervengano urgentemente e predispongano una legislazione che ponga fine alla discriminazione che affligge le persone cieche e ipovedenti e che comprenda una serie di misure affinché tale discriminazione sia bandita in seno alle istituzioni europee stesse.
Un rapporto pubblicato oggi a sostegno di un intervento legislativo in tal senso mostra che nel 2014 30 milioni di europei ciechi e ipovedenti continuano a incontrare quotidianamente ostacoli discriminatori e immotivati nell’accesso ai beni, ai servizi e alle informazioni, anche on-line. Il rapporto elenca quali sono queste barriere, per es. i bancomat e i distributori automatici di biglietti, i siti web e le applicazioni, i televisori e gli elettrodomestici come il forno a microonde o la lavatrice, se non predisposti appositamente perché siano accessibili.
Sorprendentemente, la ricerca dell’EBU evidenzia che anche le istituzioni dell’UE vengono meno abitualmente all’impegno di rendere accessibili le loro informazioni ai ciechi e agli ipovedenti. In particolare, i test eseguiti sulle pagine del sito della Commissione e del Consiglio Europei hanno evidenziato risultati, rispettivamente, “molto poco” e “in nessuna misura” accessibili.
“È tempo per l’UE di porre in essere una normativa che ponga fine a questa discriminazione – e che assicuri che tale discriminazione sia bandita in seno alle istituzioni europee stesse “, dice il Presidente EBU Wolfgang Angermann.
Oggi e domani i membri ciechi e ipovedenti dell’EBU saranno nel Parlamento europeo per offrire agli eurodeputati una serie di “appuntamenti al buio”. L’evento, sponsorizzato dall’On. Catherine Stihler e organizzato in collaborazione con l’On. Rosa Estarás, offre l’opportunità di brevi incontri al buio (non a fine romantico)che hanno lo scopo di mettere in evidenza le barriere quotidiane che le persone cieche e ipovedenti si trovano ad affrontare e che l’UE può contribuire a rimuovere attraverso la legislazione e l’applicazione delle norme e delle tecnologie esistenti.
L’EBU chiede a tutti gli europarlamentari – molti dei quali si sono già espressi a favore – di appoggiare la sua richiesta di una legislazione vincolante e di rapida applicazione per porre fine all’emarginazione delle persone cieche e ipovedenti.
“Era il gennaio 2011 quando la Commissione promise la predisposizione di un Atto europeo sull’accessibilità per rimuovere le barriere che affrontiamo nella ricerca di informazioni, quando utilizziamo beni e servizi e quando viaggiamo”, dice Angermann, “ma siamo ancora in attesa – ora è tempo per l’UE di smetterla di ignorarci! ”
Il rapporto è disponibile sul sito dell’EBU al link: http://www.euroblind.org/news/nr/2397.
Per maggiori informazioni si prega di contattare: María Sendín Valle, Burson Marsteller, Maria.sendin-valle@bm.com; +32 (0) 488 948 865