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Vibo Valentia – Convegno “Disabilità visiva e Istruzione”, di Pierfrancesco Greco
Il simposio, organizzato dalla Sezione Territoriale “Giovanni Barberio”, s’è dipanato attraverso la definizione di una prospettiva particolare sulla complessità connotante la dimensione dell’istruzione contestualmente alla quotidianità della disabilità visiva, focalizzando l’attenzione sull’orizzonte calabrese, osservato con l’occhio della sensibilità.
Il simposio organizzato dalla Sezione Territoriale di Vibo Valentia, intitolata all’indimenticato Giovanni Barbero, dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, con il patrocinio della Presidenza Nazionale e del Consiglio Regionale calabrese dell’UICI, della Regione Calabria e della Provincia vibonese, e svoltosi nella mattinata di sabato scorso, 22 giugno, a Vibo Valentia, presso l’Aula Magna dell’Istituto Alberghiero di Stato, s’è dipanato attraverso la definizione di un punto di vista alquanto originale sulla complessa interazione tra la quotidianità della disabilità visiva, ancora troppo spesso marginalizzata rispetto alle assise universali, e il mondo della scuola, agitato da un’indeterminatezza che, certamente, non agevola la proficua reciprocità tra una condizione dell’esistenza, come quella che vivono i disabili, e un’agenzia di elargizione culturale, quale l’istituzione scolastica, che devono convergere, in un processo di crescita comune, stillante linfa nel tessuto connettivo ideale, valoriale e anche fattuale dell’intera comunità umana, non solo della categoria dei disabili visivi. Un punto di vista originale, si diceva, introdotto già dal tema formulato e scelto per riempire di contenuti il convegno: “Disabilità visiva e Istruzione – Sensibilità, Realtà, Possibilità e Sviluppo nell’orizzonte Calabrese”; tema articolato e calzante, attorno a cui i partecipanti hanno intessuto un’interessante riflessione. Del resto, una vera, profonda ed efficace riflessione analitica sulla questione inerente alla piena, duratura ed effettiva integrazione delle individualità interessate dalla disabilità, in questo caso visiva, nel consesso collettivo, non può prescindere da un approccio interiore filtrato dalla sensibilità, intesa come capacità di vedere, sentire, vivere con particolare slancio empatico la realtà che ci circonda, dipinta dagli sguardi, dai pensieri, dalle condizioni, dalle situazioni, dalla felicità, dalle ansie, dalle difficoltà punteggianti le vite che con noi condividono l’esperienza mondana; nello specifico, osservare la realtà della disabilità con gli occhi della sensibilità permette non solo di focalizzare in maniera cristallina il nesso inscindibile e consequenziale intercorrente tra l’adeguata istituzionalizzazione dell’offerta formativa, in cui trova sbocco un’esaustiva, capillare, onnicomprensiva e autenticamente “Pubblica” istruzione, vale a dire l’autentica e imprescindibile stella polare dell’autonomia, della realizzazione e della libertà di ogni persona, e l’integrazione delle categorie svantaggiate, ma anche di cogliere con maggiore lucidità le possibilità concrete che un determinato contesto culturale, sociale e territoriale offre ai fini della costruzione di una compiuta società inclusiva, creando, nel contempo, le condizioni di colmare eventuali lacune e ampliare, in tal modo, il ventaglio delle summenzionate possibilità, sulle ali delle quali spiccare il volo verso lo sviluppo di un rinnovato sentire morale, normativo e istituzionale intorno alla dimensione delle pari opportunità, afferentemente a ogni settore del quotidiano incedere, sia esso scolastico, professionale o relazionale, in un orizzonte esistenziale mondato dalle nuvole dell’indifferenza, del pregiudizio, delle barriere, mentali e materiali. Al riguardo, i lavori del Convegno tenutosi a Vibo hanno focalizzato lo stato dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità sensoriale visiva sul territorio calabrese, alla luce della riforma della legge sulla buona scuola e del decreto 66/17. In particolare, dalle relazioni e dagli interventi, è emerso chiaramente come i temi, tramite i quali si può evincere la maturazione o meno del processo d’inclusione, siano sostanzialmente gli stessi dai tempi della legge 104/92, permanendo diverse discrasie: discrasie in fase di accoglienza e predisposizione amministrativo-organizzativa dell’inserimento, della definizione concernente il grado di disabilità e dell’impatto sul PEI (Piano Educativo Individualizzato); discrasie sulla definizione delle attività curriculari e della metodologia d’insegnamento, ossia di un’adeguata tiflopedagogia; e, poi, il permanere di questioni annose, come quelle relative all’assegnazione dell’insegnante di sostegno, alla valutazione delle sue competenze, e agli strumenti e materiali tiflodidattici, sovente non conosciuti e adottati, per non parlare delle modalità, nei casi della pluridisabilità, di predisposizione e assegnazione della figura di assistenza all’autonomia e alla comunicazione, della continuità dell’insegnante di sostegno, della mancanza di attività specifiche extrascolastiche, dell’accompagnamento ai cicli scolastici successivi. Insomma, sovente, ci si trova al cospetto di un processo solo burocratico, che, in tante realtà, ha causato gravi danni alla crescita e integrazione dell’alunno. A prescindere dagli aspetti normativi e dalla loro revisione e da quanto rintracciabile attraverso l’osservatorio dell’UICI, che ha il suo avamposto nel lavoro sul campo, offerto con strumenti, ausili e materiali appositi, possiamo dire che gli alunni con disabilità visiva non hanno ancora le giuste e pari opportunità per completare un percorso di studi avente come coronamento il traguardo della laurea: difficoltà di studio, d’inserimento, ostacoli nel reperire materiale adatto e supporto tecnico competente e la scarsa motivazione, indotta, in determinati casi, anche da un ambiente poco accessibile, rendono tale prospettiva alquanto tortuosa. “In questo contesto – ha asserito Rocco Deluca, presidente della Sede Territoriale UICI di Vibo Valentia – l’UICI rappresenta un faro costantemente puntato sull’itinerario dell’inclusione scolastica, con il lavoro quotidiano esperito nelle cinque sedi provinciali”, coordinate “da un Consiglio Regionale – ha inteso mettere in evidenza il Presidente Regionale dell’UICI Pietro Testa – il quale ha fatto una scelta ben precisa, orientata a difendere la cultura, che è una sorta di propellente per camminare di più e più velocemente, cosa a cui noi ciechi e ipovedenti siamo chiamati in maniera particolare, per recuperare il terreno perso, per dare valore al nostro essere persone in grado di incidere nel nostro tempo e nel nostro spazio”. Dare valore alla personalità di ogni cieco e ipovedente è, del resto, la missione che l’UICI porta avanti da quasi cento anni: anni durante i quali sono state predisposte, attraverso la Federazione Nazionale Istituzioni Pro-ciechi, la Biblioteca Nazionale per i Ciechi “Regina Margherita” di Monza, l’Irifor, le Sedi Territoriali UICI e tutte le altre organizzazioni collegate, a qualsiasi titolo, al nostro sodalizio, una serie di misure e azioni, che, in molti casi, hanno sopperito e sopperiscono ai vuoti cui s’è fatto cenno; un lavoro certosino svolto, oggi più di ieri, in maniera capillare sui territori, grazie al quale è possibile arrivare in tutte le scuole, cercando di rimediare alla scarsa presenza della “buona scuola” e ponendo in essere interventi mirati sul personale docente di sostegno, volti a trasferire la competenza tiflologia di cui l’UICI è presidio ed ente propulsore, attraverso la pianificazione di percorsi tiflodidattici, l’offerta di strumenti e materiale tiflodidattico e tiflotecnico, la definizione di un approccio esperienziale guidato. Purtroppo, non sempre alcune scuole risultano aperte e pronte a comprendere il metodo e il coordinamento offerto dall’UICI, cosa che rappresenta sempre un danno, anche in presenza di un solo alunno cieco o ipovedente. “Ecco perché – ha evidenziato in proposito la dottoressa Annamaria Palummo, Consigliere Nazionale dell’UICI e moderatrice del simposio – è necessario che nella riforma si definiscano modalità, termini e azioni dirompenti, nonché le responsabilità per l’inclusione scolastica di tutti i disabili, non solo di quelli visivi. È altresì opportuno, da parte di tutte le istituzioni preposte al processo dell’inclusione scolastica, operare con flessibilità e volontà riconducibili ad azioni umane e non prettamente burocratiche, senza dimenticarsi che è, che deve essere l’alunno disabile, cieco o ipovedente, il terminale di una strategia formalmente definita. In altre parole, ogni alunno necessita di attenzione continua, che porti consequenzialità e rinforzi le possibilità di raggiungere l’obiettivo”. Obiettivo, il cui raggiungimento passa da “competenze, esperienze, risorse da mettere a fattore comune, rispetto dei ruoli – ha affermato il professor Mario Barbuto, Presidente Nazionale dell’UICI –, senza improvvisare o rinchiuderci nell’autoreferenzialità e nella diffidenza, ma piuttosto cercando l’interazione con le Istituzioni e con le altre organizzazioni di rappresentanza e tutela di coloro i quali, come noi ciechi e ipovedenti, vivono una situazione di deficit, di svantaggio, nei confronti degli altri. Uno svantaggio da colmare, dando respiro a un’interazione che noi dobbiamo perseguire con orgoglio, con i valori di cui noi, come UICI, siamo portatori, cercando il passo decisivo sulla strada dell’integrazione, dell’inclusione e, quindi, di un futuro ove la fragilità, indotta dalla cecità, possa esprimere la sua forza, le sue specificità; un passo che è rappresentato dall’istruzione, un diritto costituzionalmente garantito e, tuttavia, necessitante d’incessante tutela da parte nostra; un diritto relativamente a cui, purtroppo, registriamo ancora delle difficoltà, che devono indurre a porci una domanda: sulla didattica e sull’inclusione, stiamo percorrendo la strada giusta? Ebbene, didattica e inclusione sono diritti irrinunciabili, rispetto a cui, sovente, agiamo in ordine sparso, limitandoci a tappare falle, senza intervenire a livello strutturale. Un agire, il nostro, dentro al quale dobbiamo evitare di crogiolarci: piuttosto, sull’inclusione e sulla didattica, dobbiamo puntare al massimo, magari chiedendo la convocazione degli Stati Generali della scuola e confrontandoci con essi. Insomma, dobbiamo puntare – ha concluso il presidente Barbuto – a dare di più, tutti insieme, verso l’obiettivo cui aneliamo”. Dare di più, con azioni volte a ottimizzare le possibilità che le varie sfere, istituzionali e territoriali, possono offrire; azioni e possibilità che, recentemente, in Calabria, hanno trovato senso nel lodevole lavoro di rivendicazione della IAPB e dell’UICI regionali, sfociato nella Legge Regionale n.17 del 31/05/2019, sugli “Interventi per l’assistenza a favore dei ciechi pluriminorati”, e che, fino a oggi, hanno avuto il vero volano “nelle famiglie, le quali giornalmente sopportano il peso di una disabilità”, ha asserito Luciana Loprete, Presidente della Sezione Territoriale UICI di Catanzaro, nonché Coordinatrice Istruzione dell’UICI Calabria, la quale ha parlato di “Inclusione Scolastica: dati e risposte concrete”, nell’esposizione della sua relazione. “Non intendo – ha continuato la Presidente Loprete – essere assolutamente cruda in ciò che ho appena affermato, ma, al cospetto degli esponenti istituzionali oggi presenti – tra cui Maria Limardo, Sindaco di Vibo Valentia, Franca Falduto, Assessore all’Istruzione e alle Politiche Sociali di Vibo Valentia, Sonia Tallarico, Dirigente Generale della Regione Calabria, partecipante in rappresentanza dell’Assessorato all’Istruzione e alle Attività Culturali, e Sabrina Nardo, delegata dell’Ufficio Scolastico Regionale – è giusto comprendere come un intervento che in alcune occasioni può sembrare banale, al contrario, per la famiglia rappresenti un particolare sostegno. Venendo al tema dell’odierno incontro, e nello specifico di come il territorio regionale risponda in termini d’inclusione scolastica, consentitemi di affermare come la situazione per nostra fortuna non sia totalmente negativa. Certo, non risponderebbe al vero se oggi dicessi che viviamo in una regione che integra pienamente i ragazzi disabili, ma il lavoro e la costante presenza della nostra associazione sui territori sono stati forieri di conquiste e, soprattutto, hanno fatto sì che barriere apparentemente insuperabili, con il passare del tempo, si siano sempre più assottigliate, consentendo un positivo standard d’inclusione nel panorama scolastico regionale. È bene ricordare come in Calabria il numero degli alunni affetti da disabilità si attesti intorno alle 7800 unità, dato sempre in crescita, se si considera che nel 2018 erano ben 400 in meno. L’UICI della Calabria, attraverso le sue diramazioni territoriali e l’Unità territoriale di coordinamento, diretto dalla dottoressa qui presente Lavinia Garufi, da anni, ormai, presta la sua professionalità, affinché le problematiche comuni, come l’assenza dei libri di testo, l’assenza di personale specializzato e, talvolta, l’assenza di ausili didattici, vengano risolti; in ogni caso, questo non deve far ritenere superata ogni problematica. Un fattore comune presente in tutte le realtà territoriali è legato alla presenza in aula di docenti di sostegno sprovvisti di specializzazione, come s’è registrato nelle provincie di Catanzaro, Cosenza, Crotone e Vibo Valentia. Comunque, le risposte concrete, rispetto a quanto accadeva qualche anno addietro, sono pervenute: basti pensare che, secondo i dati ufficiali del MIUR, in Calabria vi sono 5829 insegnanti di sostegno. Questo, però, non ci deve rendere fieri, essendo tante, se non troppe, ancora le lacune di un sistema che non è del tutto pronto e preparato a farsi carico di tipologie di alunni così differenti tra di loro. Il motivo, ovviamente, non è solo da addebitare alle istituzioni scolastiche; in particolare, un aspetto da non sottovalutare è legato anche al mancato aggiornamento non solo degli insegnanti di sostegno ma anche di quelli curriculari: ciò lo posso affermare con cognizione di causa, sulla scorta del lavoro svolto dalle nostre sezioni IRIFOR, le quali, ogni anno, si fanno promotrici di corsi di aggiornamento, che, purtroppo, registrano una scarsa adesione per motivi a noi ignoti, considerando che sul territorio siamo l’unico ente di rappresentanza e tutela di tutti i ciechi, gli ipovedenti e i pluriminorati. Numerose sono le azioni che, in concerto tra le parti, potrebbero essere messe in opera; per fare ciò ovviamente serve un costante dialogo con le istituzioni preposte che dovrà essere costruttivo e soprattutto rispondente alle svariate istanze dei numerosi alunni disabili visivi presenti nell’apparato scolastico del territorio. Teniamolo ben presente: ciò che noi attueremo oggi – ha terminato la Presidente Loprete –, si ripercuoterà sul futuro dei nostri figli”. Futuro in cui fondamentale sarà “la coniugazione di senso tra educazione, pedagogia e, quindi didattica”, come affermato dal professor Marco Condidorio, Coordinatore Nazionale della Commissione Istruzione dell’UICI, nella sua relazione “Sviluppi Pedagogici e didattici nei percorsi d’istruzione alla luce della normativa vigente e dei lavori condivisi tra MIUR e UICI”. Particolare “attenzione – ha proseguito Condidorio – dovrà essere riservata all’evoluzione della pedagogia, che ha quale snodo cruciale la partecipazione attiva delle figure genitoriali e il riconoscimento del legislatore, che interpreta e legifera sul ruolo di queste. Non solo: il percorso attivo-passivo d’integrazione, inteso come il processo che riguarda direttamente l’alunno, e inclusione, riferito, invece, alla classe, all’inserimento dell’alunno nella classe, è da intendersi come il DNA, la cui catena rappresenta il progetto di crescita per il discente, ma anche per chiunque viva e operi lungo tutto il percorso d’istruzione e educazione dello stesso. Integrazione e inclusione sono due dei diversi segmenti essenziali della catena, che determinano gli obiettivi e le finalità del percorso d’istruzione e educazione del discente: segmenti il cui approccio metodologico si struttura a partire da fondamenta di tipo sociale, in cui la scuola è per tutti e di tutti, il diritto allo studio è un diritto sociale e ove l’apprendimento concerne la persona. L’apprendimento è, dunque, un diritto soggettivo, con la persona che deve essere posta nelle condizioni di raggiungere quel tipo di traguardo, generalmente prefissato per la comunità. Perché tutto ciò si realizzi quale progetto condiviso, a partire dalla famiglia, e per consentire al discente di raggiungere la massima realizzazione di sé, che esploderà con la maturità, l’integrazione e l’inclusione devono passare anzitutto per la persona, poi dal Progetto Individuale, attraverso ogni attore del percorso di scolarizzazione, comprese le singole competenze, dunque contestualmente a una maggiore centralità della famiglia, a un uso e applicazione corretti dell’ICF – la Classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute, che vede il funzionamento e la disabilità come una complessa interazione tra le condizioni di salute dell’individuo e i fattori ambientali e personali – e sulla base di un profilo di funzionamento che tenga conto, a partire dalla persona, dell’ambiente, dei punti di forza di questi, alla luce di un profilo antropologico, biologico, psicologico e sociale. La certificazione non deve accentuare i limiti ambientali, ma attenuare quelli soggettivi, che pure esistono. La scrittura di un PEI, che sia la costruzione realistica di obiettivi condivisi e realizzabile alla luce degli stessi scopi per cui è stato progettato, dunque scritto, passa per un’edilizia scolastica, che si faccia promotrice delle abilità, delle aspirazioni e necessità di tutti coloro i quali la occupano e vivono; passa, altresì, per l’innovazione, essendo troppo poche le sperimentazioni di scuola d’avanguardia. L’integrazione e l’inclusione navigano nel mare magnum delle sigle, degli acronimi; ma non solo: l’integrazione e l’inclusione passano dalle scuole polo, ben 319 su tutto il territorio nazionale e dai CTS che sono 107; passano dai coordinatori per l’inclusione e dal Piano Nazionale per la Formazione. Centrale, relativamente agli sviluppi pedagogici, è il ruolo della didattica, ove gli attori sono il dirigente scolastico, l’insegnante curriculare, quello sul sostegno didattico, le figure quali l’assistente per la comunicazione e per l’autonomia e l’educatore, laddove previsto. L’integrazione e l’inclusione scolastiche dovrebbero andare oltre le categorie del deficit, sia di quello certificato dal servizio sanitario nazionale riguardo al discente, sia di quello economico dichiarato praticamente sempre dall’ente locale o regionale. Noi tutti abbiamo coscienza di come ciò accade e talvolta, forse inconsapevolmente, di quanto noi per primi siamo i diretti responsabili, ora in veste di genitori, ora di operatori. Questioni, quelle appena esposte, che sono alla base dei lavori presso il Comitato paritetico tecnico MIUR e UICI, la cui attività potrà trarre giovamento dal contributo degli amministratori e degli Enti territoriali, in direzione di una scuola sempre più rispondente a esigenze sempre nuove; una scuola a cui chiediamo tutto, l’impossibile, il massimo, senza sconti. In verità – ha concluso Condidorio –, dovremmo chiedere di meno e fare qualcosa in più, partendo dai nostri figli”, trovando la via più corretta ai processi d’inclusione, che, come spiegato dalla dottoressa Lavinia Garufi, responsabile del Centro di Consulenza Tiflodidattica della Calabria, nella sua relazione “Percorsi di Inclusione: il C.C.T. e le esperienze sui territori”, sono “da verificare continuamente, perché in ogni realtà scolastica può emergere qualche criticità legata alla didattica specifica e al concreto inserimento degli alunni nel loro ambito di riferimento. La ventennale esperienza profusa nelle diverse realtà scolastiche, ci indica che, con i diversi sostegni messi a disposizione, funzionali a portare ogni bambino alla piena libertà, laddove sia stato tangibile l’intervento integrato di famiglie e scuola, e, comunque, seguendo sempre un metodo associato agli ausili per la didattica, si sono raggiunti buoni risultati in termini di apprendimento. Vien da sé che si devono coniugare, metodo, servizi integrati, buona scuola e tanta voglia di farcela da parte dell’alunno, il quale deve poter ricevere continuamente stimoli e supporti adeguati”, al fine di poter godere pienamente del diritto allo studio, rispetto a cui la dottoressa Linda Legname, Coordinatrice Nazionale dei Centri di Consulenza Tiflodidattica, tracciando nella sua relazione un “Focus sull’inclusione scolastica in Italia, a partire dai Centri di Consulenza Tiflodidattica”, ha rappresentato “un quadro tinteggiato da ombre e luci, nonostante il diritto allo studio sia un diritto sancito formalmente, in cui non dovrebbero sussistere impedimenti; piuttosto che considerare la minorazione visiva e sensoriale come un limite alla reale inclusione scolastica, si dovrebbe pensare alla condizione di disabile visivo come una mera deviazione alla normalità, che, però, trova la giusta dimensione, teorica e pratica, con semplici accorgimenti di metodo, di approccio, di didattica specifica, di coordinamento e sinergia, nonché con una dose altissima di sensibilità: tutti elementi, questi, alla cui luce il processo dell’inclusione scolastica non deve palesarsi come un problema, bensì nella sua corretta accezione di processo armonico, in cui gli alunni con disabilità sensoriale visiva possano pienamente godere del diritto allo studio, senza pregiudizi e discriminazioni, superando ogni amenità burocratica, in una logica ove esistono bisogni specifici e non speciali. I centri tiflodidattici pongono in essere, attraverso le consulenze e il materiale, costanti e necessarie declinazioni per la didattica specifica e la reale inclusione, in una visione, come ripetuto più volte quest’oggi, anche dal nostro presidente Barbuto, sinergica”. Sinergia in cui ripone grande fiducia l’Ufficio Scolastico Regionale, rappresentato sabato mattina dalla dottoressa Sabrina Nardo, secondo la quale “ogni bambino è portatore di un linguaggio, che noi riteniamo parte fondamentale di quel grande patrimonio che è il plurilinguismo. Ecco perché, su tematiche quali integrazione e inclusione, noi, come Scuola, ci siamo da sempre e ci saremo domani, pronti a camminare con voi mano nella mano”; una disponibilità a seguire i percorsi virtuosi di cui l’UICI è corifea e garante, fatta propria anche dall’Ente Regionale calabrese, di cui s’è fatta portavoce la dottoressa Sonia Tallarico, che, nel riaffermare “l’inclusione scolastica quale priorità della politica regionale”, ha fatto riferimento ai provvedimenti già varati “riguardo al diritto allo studio, volti a regolamentare la materia, nell’intento di rendere più agevole il processo di scolarizzazione a tutti gli alunni ciechi e ipovedenti. Il percorso, per loro, è stato lungo, però oggi sappiamo che l’obiettivo della piena realizzazione per i ragazzi non vedenti è a portata di mano, in una realtà calabrese che, a ogni livello, politico, civile e scolastico, vuole accogliere tutte le specificità”, andando oltre le difficoltà che ancora permangono e di cui s’è parlato durante il dibattito conclusivo, arricchito dagli interventi di Franca Falduto, Assessore all’Istruzione e alle Politiche Sociali del Comune di Vibo Valentia, della giovane alunna Arianna e di Antonio, un rappresentante dei genitori. Dibattito da cui è emerso, una volta di più, che “il processo d’integrazione e inclusione – come ha chiosato la moderatrice del meeting, dottoressa Annamaria Palummo – è un processo in evoluzione; un processo che deve portare a un cambiamento, certamente da parte nostra, come associazione che tutela i diritti e l’avvenire dei non vedenti e degli ipovedenti, ma anche da parte delle istituzioni che qui l’hanno dichiarato, certificandoci vicinanza e volontà di collaborazione, come auspicato dal nostro presidente Nazionale Barbuto, il quale oggi ha reso onore a questa iniziativa con la sua autorevolissima presenza. In conclusione, spero che, con coerenza e con passione, con verità e con forza, questo convegno, da una parte, vi abbia aiutato ad ampliare il vostro sguardo su questo difficile tema e, dall’altra, sia assurto a manifesto della nostra disponibilità a disegnare, insieme con tutti voi, un altro futuro”; un futuro di nuove speranze e rinnovate certezze per tutti i ciechi e gli ipovedenti; un futuro bello come lo stupendo affresco che la natura ha, nella mattinata di sabato, schiuso a quanti hanno affollato la Sala dell’Istituto vibonese, affacciato sulle sfumature turchesi del Golfo di Sant’Eufemia, ove Nettuno severamente s’incunea, quasi a ghermire con i suoi flutti la sfolgorante catena costiera volgentesi, in una cavalcata a volte convessa e altre concava, verso il merlato lembo centrosettentrionale dei lidi di Calabria, percorso dal carro di Apollo, in un susseguirsi di vallate ed erte, fin sull’apogeo, ruvidamente gentile, di Monte Cocuzzo, ove, forse, sta a indugiare, per rimirare, il Creatore di cotanto splendore; uno splendore ombrato per i nostri fratelli ciechi e ipovedenti, i quali devono, comunque, avere la possibilità di cogliere la medesima magia in ogni palpito che l’esistenza può regalare in altre fogge, abbeverandosi, innanzitutto, all’inesauribile fonte della conoscenza. Quella conoscenza che solo un ambiente umano e istituzionale eticamente salubre e strutturalmente sano può garantire, lasciandosi spingere dalla brezza della sensibilità, quella capace di trovare il visibile in ciò che appare invisibile, di fugare ogni velatura, di abbracciare del mondo la luce duratura.

Asti – “La prevenzione non va in vacanza”
A Costigliole e Montiglio Monferrato due appuntamenti “da tenere d’occhio“ torna l’iniziativa per la conoscenza e la prevenzione delle patologie della vista
Da diversi anni la sezione Italiana dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità – IAPB Italia ONLUS (Organismo riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e per l’Italia, dalla Legge n. 284/1997) attua, attraverso i propri comitati provinciali e in collaborazione con le sezioni locali dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, una serie di iniziative volte a favorire la conoscenza e la prevenzione delle malattie degli occhi.
Nell’ambito del progetto “La Prevenzione Non Va In Vacanza”, il Comitato IAPB (International Agency Prevention Blindness) di Asti, con il patrocinio dell’AIORAO (Associazione Italiana Ortottisti Assistenti in Oftalmologia) e della Croce Rossa Italiana e con il prezioso supporto dei volontari dell’UNIVoC, offre alla popolazione una serie di eventi gratuiti.
“Il nostro obiettivo – spiega Adriano Capitolo, presidente del comitato IAPB di Asti – è quello di offrire occasioni di incontro e di sensibilizzazione sulle patologie della vista, in un periodo particolare come quello estivo, in cui aumenta l’esposizione ai raggi solari e crescono i rischi per la salute dei nostri occhi, soprattutto nei soggetti giovani. Con incontri informativi in alcune piscine e recandoci con l’unità mobile oftalmica nelle piazze di alcuni paesi della provincia, attuiamo ormai da anni uno screening di prevenzione delle malattie degli occhi. Il primo appuntamento è per domenica 23 giugno a Costigliole d’Asti. A partire dalle ore 9, in Piazza Scotti, l’ortottista a bordo del mezzo effettuerà gratuitamente uno screening della vista. L’iniziativa è aperta ai giovani e non solo”.
Oltre allo screening IAPB proporrà un esperimento di simulazione della cecità e dell’ ipovisione sottoforma di gioco durante il quale i partecipanti, indossando appositi occhiali in grado di riprodurre i difetti della vista, dovranno individuare e riconoscere alcuni oggetti attraverso la sola percezione tattile, muovendosi nello spazio circostante aiutandosi con l’ausilio del bastone bianco.
“Quando siamo in vacanza – ricorda Capitolo – la nostra attenzione è tutta rivolta alla pelle, ma occorre ricordare che anche gli occhi corrono dei rischi. Da qui la necessità di sensibilizzare i cittadini, informandoli correttamente sui danni che possono derivare da una eccessiva esposizione ad agenti irritanti come i raggi ultravioletti, la polvere, la sabbia, le impurità dell’acqua eccetera. Nel corso della giornata di domenica distribuiremo un opuscolo che spiega come prevenire le malattie degli occhi. A tutti i partecipanti verranno offerti una merenda e un succo a base di frutta e verdure, alimenti amici della salute dei nostri occhi. Tutti potranno contribuire alla promozione social dell’evento postando foto e selfie della giornata con gli hashtag che verranno comunicati a bordo dell’unità oftalmica”.
Il secondo evento domenica 30 giugno in piazza Regina Margherita a Montiglio Monferrato. In entrambe le giornate sarà effettuata la raccolta degli occhiali usati in collaborazione con il Lions.
Catanzaro – Nona giornata per la prevenzione dei disturbi visivi
Ha avuto notevole successo e riscontro da parte della cittadinanza la nona giornata dedicata all’attività di prevenzione dei disturbi visivi che la IAPB (l’Agenzia internazionale per la Prevenzione della Cecità) Comitato Provinciale di Catanzaro in collaborazione con la sezione territoriale UICI di Catanzaro ha promosso nella giornata di ieri presso il Gabinetto oculistico “Mario Barbuto” della sede Polivalente UICI in via Gattoleo n°2.
Il tutto grazie alla collaborazione consolidata negli anni e alla professionalità degli Oculisti dell’Azienda Ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro, dell’azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro e del Policlinico Universitario di Germaneto.
Nello specifico per la giornata di ieri la Dott.ssa Angela Turturo, Oculista esperta in oftalmologia Pediatrica dell’azienda Ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” ha sottoposto a screening un numero considerevole di cittadini di varie età, da bambini, fino a giovani ed anziani ed i cui risultati saranno utilizzati per uno studio epidemiologico della città di Catanzaro e provincia.
Durante l’attività di prevenzione sono stati distribuiti opuscoli informativi sulle patologie oculari, questionari, Fumetti, Stickers e gadget anche per i più piccoli.
Continuiamo ad essere operativi sul territorio collaborando con le istituzioni, associazioni e scuole della provincia perché riteniamo che riconoscere precocemente patologie oculari è fondamentale per una corretta vista e perché siamo consapevoli che unificando le forze i risultati saranno più che soddisfacenti.
La IAPB, riconosciuta ufficialmente dallo stato con la legge 284 del 28 agosto 1997 e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ha come suo scopo principale quello di promuovere e sostenere una campagna globale contro tutte le forme di cecità che si possono evitare, con impegno particolare nei riguardi delle comunità prive di mezzi. Opera su tutto il territorio nazionale attraverso i comitati provinciali.
A Catanzaro ormai da più di 15 anni diverse sono state le iniziative che ci hanno visto protagonisti dalla prevenzione Primaria in quasi tutte le scuole della provincia con il Progetto “Salva la Vista” e “Occhio ai Bambini” gratuite per i bambini dai 0 agli 11 anni, alla prevenzione secondaria ed alle attività di prevenzione attraverso screening e seminari informativi organizzati e promossi in collaborazione con i Lions Club, i Rotary Club, l’Ader Calabria, l’Avis Provinciale e Regionale, le amministrazioni comunali del territorio, l’amministrazione Provinciale di Catanzaro Regione Consiglio Regionale della Calabria.
Inoltre ormai con cadenza annuale aderiamo alle giornate e settimane dedicate alla prevenzione, alla Settimana Mondiale della vista, alla settimana del Glaucoma e retinopatia Diabetica.
L’invito infine rivolto a tutta la popolazione è quello di accogliere le campagne di sensibilizzazione alla prevenzione perché è importante intervenire e prevenire prima che sia troppo tardi.
Regione Lombardia aggiorna le linee guida relative ai servizi di supporto all’inclusione scolastica degli alunni con disabilità sensoriale, di Massimiliano Penna
Proseguendo lungo il percorso avviato il 30 giugno 2017 con l’approvazione delle linee guida relative ai servizi di supporto all’inclusione scolastica rivolti agli alunni con disabilità sensoriale per ogni grado di istruzione e la contestuale riacquisizione delle competenze in materia (Delibera della Giunta Regionale X/6832), lo scorso 27 maggio, con la Delibera della Giunta Regionale XI/1682, Regione Lombardia ha aggiornato le medesime linee guida al fine di renderle maggiormente rispondenti alle reali esigenze degli alunni.
Mantenendo invariato il loro impianto originario, elaborato a suo tempo allo scopo di rendere i servizi uniformi su tutto il territorio regionale prevedendo precisi standard da rispettare da parte degli enti erogatori, con la Delibera adottata lo scorso 27 maggio Regione Lombardia ha introdotto alcuni miglioramenti che si ritiene vadano nella direzione da sempre auspicata dall’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) Lombardia, ovvero la predisposizione di una serie di servizi che tengano come punto di riferimento imprescindibile l’alunno con disabilità sensoriale inteso come persona con proprie inclinazioni, proprie aspirazioni e ovviamente anche con le proprie limitazioni e non come una mera voce di bilancio per la quale procedere ad una pianificazione puramente tecnica di risorse.
Ecco di seguito un quadro sintetico delle novità introdotte.
ALUNNI CON PLURIDISABILITÀ
Viene meglio precisato il concetto di pluridisabilità, da intendersi come «doppia disabilità sensoriale o copresenza di una disabilità sensoriale con altra tipologia di disabilità».
Si pone così rimedio alle criticità createsi in precedenza a seguito di una errata interpretazione da parte di alcune ATS (Agenzie di Tutela della Salute), che consideravano con pluridisabilità solo gli alunni sordociechi, escludendo tutti i casi in cui l’alunno con disabilità sensoriale presenti minorazioni aggiuntive di natura fisico-motoria o intellettiva-relazionale.
ASSISTENZA A DOMICILIO
Viene meglio precisato il concetto di attività svolta presso il domicilio dell’alunno, da intendersi come «l’attività svolta al domicilio finalizzata ad accompagnare l’alunno/studente nelle attività di apprendimento scolastico didattiche, – e stabilendo che – pertanto non sono ammissibili altre e diverse attività. In tal senso, contesti diversi dall’abitazione della famiglia sono da circoscrivere a particolari situazioni che rendono inopportuno il domicilio per svolgere le attività didattiche, che devono essere comunque realizzate in contesti adeguati (es. biblioteca o luoghi similari)».
MAGGIORE ATTENZIONE PER GLI STUDENTI FREQUENTANTI L’ULTIMO ANNO DEL PERCORSO FORMATIVO
Agli studenti che, al termine dell’anno scolastico, sostengono l’esame di Stato dei percorsi di istruzione o l’esame di qualifica o diploma dei percorsi ordinamentali di istruzione e formazione professionale, può essere riconosciuto un monte ore aggiuntivo per un massimo rispettivamente di 15 ore nel caso dell’assistente alla comunicazione e di 4 ore nel caso del tiflologo/tifloinformatico (fermo restando il rispetto del tetto massimo previsto dal piano individuale).
INCREMENTO DEL MASSIMALE PER I PIANI INDIVIDUALI
Il massimale previsto per il piano individuale standard passa da 5800,00 a 6300,00 euro.
ENTI EROGATORI
Il contributo riconosciuto all’ente erogatore per garantire le necessarie azioni relative all’attuazione del piano individuale (incontri con la scuola, con gli specialisti, con la famiglia, predisposizione di specifico materiale), anche attraverso l’individuazione di una figura professionale responsabile del piano stesso, passa da 150,00 a 200,00 euro per ciascun piano (erogabile una sola volta).
La Delibera assunta lo scorso 27 maggio, infine, prevede l’ampliamento dei servizi anche a favore dei bimbi frequentanti gli asili nido e a tal fine si procederà alla sperimentazione di un modello di offerta adeguato alla fascia di età tra 0 e 36 mesi, che garantisca interventi precoci e adeguate stimolazioni sensoriali, così da facilitare l’inserimento dei bambini nei successivi percorsi educativi e formativi.
“La Delibera recentemente adottata da Regione Lombardia – dichiara il Presidente Regionale UICI Nicola Stilla – arriva dopo quasi 2 anni dalla prima approvazione delle linee guida in materia di servizi di supporto all’inclusione scolastica. Già nel 2017 eravamo perfettamente consapevoli che le linee guida, pur rappresentando un grande risultato, erano solo l’inizio di un lungo e complesso percorso. In questi 2 anni – prosegue Stilla – l’UICI della Lombardia ha prodotto il massimo sforzo nell’instaurare e mantenere vivo un confronto aperto e costruttivo con Regione Lombardia e credo che la Delibera del 27 maggio ne sia il risultato tangibile. Rivolgo un sentito ringraziamento all’Assessore Regionale alle Politiche Sociali, Abitative e Disabilità Stefano Bolognini per la disponibilità all’ascolto e al dialogo dimostrata nei numerosi incontri svoltisi. L’istruzione e la formazione, non ci stancheremo mai di ribadirlo, sono il primo passo verso una concreta inclusione sociale e l’ampliamento dei servizi anche a favore dei bimbi frequentanti gli asili nido costituisce un ulteriore punto di forza delle linee guida. Auspico pertanto che si proceda con celerità alla definizione delle modalità applicative delle linee guida, così da poter assicurare ai nostri alunni e alle loro famiglie un inizio anno scolastico più sereno, riducendo al minimo i ritardi nell’erogazione dei servizi che troppo spesso rendono questo momento colmo di incertezze e di interrogativi”.
Napoli – La prevenzione non va in vacanza! 18-29 giugno 2019
La Sezione di Napoli dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, ormai da molti anni collabora con la Clinica Oculistica dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli per l’organizzazione di campagne di prevenzione delle patologie oculari e, anche questa volta, in piena sinergia, utilizzeranno l’opportunità offerta dall’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità IAPB Italia ONLUS per portare avanti la campagna: “La prevenzione non va in vacanza!” . Obiettivo del progetto sarà quello di promuovere ed attuare iniziative finalizzate alla prevenzione dei problemi e disagi legati all’esposizione ai raggi solari dannosi:
l’invecchiamento retinico e le patologie degli annessi causate proprio dall’eccessiva esposizione solare, la frequentazione delle piscine e del mare, l’uso di lenti appropriate (con filtri fotoselettivi di prova), la corretta informazione su come idratarsi ed alimentarsi adeguatamente per proteggere la vista, la corretta scelta delle lenti a contatto e il loro utilizzo durante i mesi estivi, le allergie e i fastidi agli occhi legati ad ambienti climatizzati e i relativi possibili rimedi (distribuzione di integratori e lacrime artificiali offerti dalle Aziende Farmaceutiche) saranno infatti i principali argomenti della campagna estiva di prevenzione.
Tanti, infatti, sono i partner del progetto, certi che una corretta attività di informazione e prevenzione possa contribuire a salvaguardare la vista. La campagna, grazie al patrocinio dei Comuni di Castellammare di Stabia, Piano, Sorrento, Torre Annunziata e Vicoequense con il fondamentale apporto di diverse case farmaceutiche e dell’Unione Nazionale Italiana volontari pro-Ciechi (u.N.I.Vo.C.) di Napoli, si svolgerà in luoghi molto frequentati secondo il seguente calendario:
18-19 giugno – ore 09,0-/13,00 via Cristoforo Colombo – Torre Annunziata
20-21 giugno – ore 09,00-13,00 Castellammare di Stabia
22-25 giugno – 09,00-13,00 Piano di Sorrento
27-28 giugno – 09,00-13,00
28-29 giugno – 10,00-14,00 Piazzale Siani – Vicoequense
“Portiamo avanti questi progetti”, afferma il coordinatore del Comitato Provinciale IAPB Ciro Taranto, “perché siamo convinti che solo con una corretta informazione e una appropriata prevenzione si possa salvaguardare la vista”. Ad appoggiare il progetto la Prof.ssa Francesca Simonelli, direttore della Clinica Oculistica dell’Azienda Ospedaliera dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli che ha coinvolto nella campagna di prevenzione gli oculisti della struttura. La professoressa Simonelli sostiene che le attività di prevenzione debbano essere promosse in tutti i periodi dell’anno, coinvolgendo tutte le fasce d’età, per far sì che un bene prezioso come la vista non sia trascurato.
Nel corso della campagna si cercherà di raggiungere il maggior numero di persone anche grazie alla produzione di un video divulgato attraverso i social.
Referente del progetto è il Coordinatore del Comitato Provinciale IAPB Ciro Taranto tel. 3398454919, tarantociro@inwind.it
Napoli – Newsletter del 18 giugno 2019
Per leggere tutte le ultime notizie della sezione, aggiornate al 18/06/2019 ecco il link: Newsletter del 18 giugno 2019
Sintesi dei lavori della Direzione Nazionale, a cura di Eugenio Saltarel
Si è svolta a Roma il 13 giugno scorso la consueta riunione della Direzione Nazionale. C’eravamo tutti, compreso il personale che normalmente ci assiste. Superato il primo punto con l’approvazione del verbale della seduta precedente, avvenuta all’unanimità, siamo passati ad affrontare il secondo, in cui abbiamo preso atto:
1: della proposta del programma per l’Assemblea Generale dei fisioterapisti e massofisioterapisti, prevista per il 27 ottobre prossimo a Silvi Marina;
2: del verbale della riunione della Commissione che si occupa dei cani guida e che ha presentato alcune richieste per meglio festeggiare la Giornata nazionale del cane guida.
Al terzo punto si è aperta poi una bella discussione sui criteri per la definizione del fondo di solidarietà fra le sezioni territoriali nel 2019. Diversamente da quanto avvenuto negli anni scorsi, stiamo pensando a criteri che incentivino l’attività delle sezioni nei confronti dei soci sia singolarmente che in gruppo e, per approfondire questa scelta e determinarne conseguenze operative, ci siamo dati appuntamento alla prossima riunione della Direzione l’11 luglio.
Abbiamo poi definito la composizione dei nostri delegati all’Assemblea Generale dell’Ebu (Unione Europea dei Ciechi) che si svolgerà a Roma a fine ottobre prossimo, dove saremo rappresentati da: Francesca Sbianchi (giovane, che si occupa dei rapporti a livello internazionale), Rodolfo Cattani (che da anni segue l’attività dell’Ebu dove ha ricoperto anche cariche direttive), Angelina Pimpinella (che si occupa del settore delle persone con pluridisabilità), Adoriano Corradetti (che si occupa del settore ipovisione, anche in qualità di ipovedente), Linda Legname (giovane, ipovedente, impegnata in diversi settori di attività dalla raccolta fondi, al settore ipovisione) e Stefano Tortini (Vicepresidente nazionale UICI). Appurata la partecipazione di Mario Barbuto quale membro di diritto, a norma dello statuto Ebu, gli altri componenti la Direzione parteciperanno come osservatori.
Dovendo poi definire i nostri rappresentanti nei gruppi di lavoro all’interno della Fand (Federazione nazionale Associazioni per disabili), abbiamo ritenuto opportuno non designare nominativi specifici, anche perché i gruppi in cui inserirsi si occupano di argomenti per i quali non necessariamente fra i componenti della Direzione esistono le competenze specifiche, abbiamo perciò dato al Presidente nazionale, di volta in volta, il compito di designare la persona più qualificata nei settori di cui si andrà a discutere.
Dopo la bella manifestazione del giorno 12 giugno al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, dove sono stati premiati i vincitori del bando per la costituzione di imprese che occupano persone con problemi di vista, è stato necessario affrontare alcune decisioni sulla base delle modifiche intervenute nel frattempo alla realizzazione di alcuni dei progetti premiati: in un caso abbiamo accolto la trasformazione di una società da Srl a Srl semplificata; mentre nel secondo caso abbiamo ritenuto non poter accettare la trasformazione di una cooperativa in Srl, dove sarebbero anche mutati alcuni dei soci fondatori.
Quindi abbiamo approvato il protocollo d’intesa fra l’Unione e la Fenalc (Federazione nazionale Liberi Circoli), organizzazione che raggruppa circoli che svolgono attività di tipo culturale e sportivo; ovviamente seguirà un comunicato informativo che meglio farà conoscere le specifiche di questa organizzazione.
Anche per il punto successivo seguirà apposito comunicato dove sarà illustrato l’accordo che abbiamo stipulato con la Grimaldi Lines, grazie al quale i nostri iscritti e i loro accompagnatori potranno usufruire di un notevole sconto sul biglietto di navigazione.
Abbiamo poi preso in esame la proposta di capitolato per la realizzazione del nuovo sito della nostra Associazione e prima di procedere all’invito a chi intende partecipare, abbiamo previsto un incontro con la Commissione Trasparenza, Visibilità e Immagine in modo da approfondire i contenuti del documento, abbiamo richiesto di definire meglio delle penali che ci consentano di intervenire se il prodotto non risponde a tutte le esigenze previste nel capitolato, oltre ad un incontro col comitato di gestione della radio per cui il nuovo sito sarà ovviamente molto utile.
Quindi è stata al centro della nostra attenzione la situazione venutasi a creare nella sezione di Cosenza, dopo l’intervento degli ispettori del servizio civile nazionale che hanno determinato l’applicazione della sanzione della cancellazione dall’albo nazionale degli enti del servizio civile della sede di Rose; la situazione presenta notevoli difficoltà da affrontare, tenuto conto che, se i problemi evidenziati non trovano una soluzione, potrebbero derivarne problemi anche a livello nazionale. Abbiamo quindi deciso di coinvolgere direttamente il Consiglio regionale competente sulle decisioni da prendere per risolvere la situazione.
Abbiamo quindi confermato la correzione da apportare alla deliberazione che prevedeva un intervento economico nei confronti della sezione di Palermo, dal momento che il testo della deliberazione prevedeva di intervenire solo per un anno, mentre la decisione iniziale della Direzione era per un intervento triennale.
Per il patrimonio sociale abbiamo preso in esame le pratiche riguardanti: Cremona, Grosseto, Imperia, Lucca e Napoli. Successivamente, per le richieste di contributo, abbiamo esaminato quelle pervenute dall’Associazione Scacchisti Ciechi e da: Biella, Imperia, Foggia, Napoli, Prato, Reggio Calabria, Vercelli e Potenza. Ovviamente ogni sezione riceverà in questi giorni la comunicazione con l’esito del nostro esame.
Per ovvie ragioni di privacy trascuro le decisioni assunte nei confronti delle richieste e delle necessità di singoli dipendenti e collaboratori della sede nazionale.
Non abbiamo avuto deliberazioni assunte d’urgenza dal Presidente nazionale da ratificare.
Nelle comunicazioni dei componenti la Direzione:
Pimpinella ha riferito sulla sua partecipazione all’Assemblea internazionale dei sordociechi a Budapest;
Girardi sulle difficoltà che si sta tentando di correggere da parte dell’Inps in modo che le diciture che ci riguardano relative alla definizione della cecità, possano essere integrate con quelle più generali della legge 104-1992 sulla definizione delle percentuali della disabilità; si sta inoltre lavorando per concentrare in pochi uffici a livello nazionale la trattazione delle pratiche relative agli interventi per tutte le persone con problemi di vista, in modo che queste vengano trattate da persone che conoscono a fondo i problemi che ci riguardano;
Caravello ha informato del lavoro della commissione che ha deciso i parametri coi quali assegnare alle sezioni territoriali il restante del contributo per il servizio di download delle opere del Centro nazionale del Libro parlato, proponendo anche in questo caso, di procedere nel futuro ad una diversa definizione di questi criteri, basandosi molto sulle iniziative del territorio per diffondere la conoscenza di questo servizio;
Condidorio ha riferito sullo svolgimento del meeting sulla terza età svoltosi a Tirrenia nella casa vacanze;
Legname sull’evoluzione del concorso che coinvolgerà tutti i nostri organi di comunicazione per la storia dell’Unione in occasione del centenario.
Alle 13,15 i lavori, iniziati alle 8,40, si sono conclusi.
Enna – “La scuola alla portata di tutti”, di Santino Di Gregorio
Giorno 11 giugno scorso, nei locali sociali della sezione territoriale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Enna si è svolta la cerimonia di consegna degli attestati del corso di aggiornamento denominato “La scuola alla portata di tutti” indetto dall’I.RI.FO.R. (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) di Enna quale unico ente riconosciuto dal MIUR per la formazione del personale docente che opera in favore di alunni/studenti ipovedenti o non vedenti.
Il corso, della durata di 60 ore ha offerto ai dieci partecipanti, l’opportunità di acquisire le competenze didattiche fondamentali da mettere in campo in presenza di alunni con disabilità visiva.
Nello specifico:
– individuazione di strumenti e modalità più efficaci per il raggiungimento di migliori risultati scolastici;
– approfondimento della sfera sanitaria relativa alle patologie della disabilità visiva e del quadro normativo in materia di inclusione scolastica;
– conoscenza della didattica speciale, del codice di letto-scrittura Braille, degli ausili tiflodidattici, tifloinformatici e delle nuove tecnologie assistive nonché delle metodologie tiflopedagogiche;
– attuazione degli accorgimenti e utilizzo degli strumenti necessari all’autonomia, orientamento e alla mobilità dell’alunno con disabilità visiva all’interno della scuola al fine di favorire il processo di inclusione.
Il Presidente dell’U.I.C.I ONLUS – Sez. territoriale di Enna, Rag. Santino Di Gregorio si congratula con i dieci corsisti, Anna Cortese, Mariarita Screpis, Serena Saddemi, Donatella Fonte, Angela Caruso, Maria Luisa Guerriero, Belinda Di Marco, Rossella Scarlata, Maria Assunta Giadone e Dominique Zoda per l’impegno profuso dimostrato durante le fasi dell’apprendimento e con tutti i collaboratori per aver contribuito alla realizzazione di un importante momento formativo che ha potenziato e arricchito il territorio di Enna di figure altamente specializzate in grado di fronteggiare ogni eventuale difficoltà riguardante la partecipazione di alunni/studenti ipovedenti e non vedenti alle attività didattiche curriculari sia in ambito scolastico che universitario.
Premio Professionalità a eccellenze del territorio
Rotary, edizione 2019, riconoscimenti a Giangualano e a De Candia.
Importante appuntamento del Rotary Club di Barletta per valorizzare le risorse del territorio. L’Associazione, presieduta da Carmine Faggella, ha celebrato la tradizionale manifestazione per il conferimento del Premio Rotary alla Professionalità anno rotariano 2018/2019, che quest’anno ha raggiunto, con successo, la sua 21a edizione.
Con tale Premio, il Club si propone ogni anno di valorizzare le risorse umane e lavorative del nostro territorio, conferendo un adeguato riconoscimento tanto alla professione che all’eccellenza. I lavori sono stati introdotti dal presidente Carmine Faggella che, dopo aver salutato tutte le autorità e gli ospiti presenti, ha evidenziato l’importanza che il Rotary Club di Barletta dà a questo premio, un appuntamento costante ormai da 21 anni. Nel corso della serata, dopo la lettura dei due nutriti curriculum a cura della socia Nuccia Cafagna e dello stesso presidente, il premio è stato conferito a: Mauro de Candia, coreografo di livello internazionale, attualmente direttore artistico e coreografo principale della compagnia di ballo del Teatro di Osnabruck in Germania e a Francesco Giangualano, presidente sella sezione territoriale Bat dell’Uici (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti).
Ciascuno, nel rispettivo ambito, ha ottenuto brillanti risultati all’insegna dell’impegno e dell’etica, ponendo nelle proprie attività, oltre alla imprescindibile passione, onestà intellettuale e senso di responsabilità, che sono poi i fondamenti del Rotary.
Mauro de Candia e Francesco Giangualano hanno espresso a Faggella ed ai soci tutti la loro sentita gratitudine per la stima mostrata dal Rotary nei confronti dei risultati da loro raggiunti nel corso delle rispettive carriere.
Alla serata, oltre ad un folto e attento pubblico, erano presenti Sergio Sernia, governatore incoming 2019-20 del distretto Rotary 2120 e Sabino Montenero, assistente del governatore in carica Donato Donnoli. Entrambi hanno sottolineato l’importanza del riconoscimento dell’etica e della professionalità che caratterizza da sempre lo spirito e le attività del Rotary.
Il primo Rotary Club peraltro nacque per permettere ai suoi soci di fare amicizia e di sostenersi nelle attività professionali per poi fornire aiuto alla comunità.
Il Presidente Carmine Faggella, ad ultimazione lavori, ha espresso calorosa ammirazione nei confronti dei premiati per il loro impegno ed ha consegnato loro una targa di riconoscimento dei loro meriti, quale attestazione del loro spessore e della loro professionalità: a Francesco Giangualano «per il suo impegno fattivo nella tutela dei diritti delle persone non vedenti» e a Mauro de Candia «per le sue competenze, le sue sfide e la sua ricerca appassionata nell’Arte della Danza».
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno del 31/05/2019.