Dal 27 al 29 maggio si svolgeranno a Tirrenia i Campionati Italiani di Showdown con la partecipazione di 16 donne e 20 uomini provenienti da tutta Italia.
Saranno presenti ben 9 nostri soci (Jessica Buttiglione, Stefania Canino, Monica De Fazio, Sonia Tranchina, Riccardo Buelloni, Domenico Leo, Luca Liberali, Gianluca Russo e Maurizio Scarso), accompagnati dai tecnici Valerio Origo, Maurizio Regondi e Pietro Rossetti.
Sede dell’impianto
Centro Le Torri Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus
Via delle Orchidee n°44
Tirrenia (Pisa)
Il programma dell’evento e tutti i risultati in tempo reale sono disponibili cliccando qui:
http://www.cellucci.it/showdown/
in occasione della finale di Champions Leage, la UEFA e la Federazione Internazionale Calcio Non Vedenti, hanno organizzato una partita amichevole di calcio Non vedenti sabato 28 maggio alle 15,30 nel cortile del Castello Sforzesco di Milano fra Liguria Calcio NV e Bordeaux.
Domenica 29 maggio, presso il campo Valmarana di Sasso Marconi, si disputeranno i recuperi del secondo turno dell’Intergirone del XX Campionato Italiano di baseball per ciechi.
Il programma è il seguente:
29-5 Sasso Marconi Valmarana 11,00
ore 10:00: Fiorentina BXC – Lampi Milano
a Seguire: Roma All blinds – Thunder’s Five Milano.
Classifiche
Girone Ovest
1. I Patrini Malnate punti 9 (4-1-3) – 563
2. Thunder’s Five Milano 6 (3-0-3) – 500
3. Lampi Milano 8 (4-0-4) – 500
4. Tigers Cagliari 2 (1-0-5) – 167
Girone Est
1. Fiorentina BXC punti 17 (8-1-0) – media 944
2. Allblinds Roma 6 (3-0-4) – 429
3. BolognaWSCvinta 6 (2-2-4) – 375
4. Blue Fire Cus Brescia 4 (2-0-4) – 333
Archivi categoria: Commissioni
Incontro con Padre Federico Lombardi Direttore generale della Stampa Vaticana, di Cesare Barca
Cogliendo l’opportunità offerta dalla riunione della Commissione per la terza età giovedì 12 ero a Roma negli uffici della presidenza nazionale della nostra associazione per delineare e puntualizzare la progettazione del nostro impegno a favore delle persone avanti negli anni.
Il giorno successivo, venerdì 13, mi sono portato di buon mattino in via della Conciliazione per incontrare Padre Federico Lombardi. Il tempo a sua disposizione era estremamente limitato ma, avendo concordato l’incontro, ho potuto avere un dialogo sul tema che mi ero prefissato di sottoporgli e ho potuto registrare le sue risposte libere e spontanee e certamente non preannunciate ad alcune mie richieste fondamentali sulla disabilità in generale e sulla cecità in particolare con specifico riguardo alla situazione e degli anziani.
La breve intervista che segue sarà pubblicata su Senior, ma ho creduto possa essere interessante per tutti noi.
Si è trattato di una ulteriore occasione utile per rinsaldare i buoni rapporti dell’Unione italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti con il vaticano e l’importante attività sociale svolta da Papa Francesco.
Cesare Barca
Siamo tutti protagonisti, di Cesare Barca
Incontro con il dr. Mario Barbuto Presidente nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti
Non vorrei apparisse stravagante questa titolazione che vuole semplicemente sottolineare uno degli aspetti fondamentali dell’attività complessiva che la nostra associazione ha già iniziato a svolgere all’interno di tutto il territorio: numerose e chiaramente configurate le commissioni di lavoro, in larga parte completamente rinnovato il Consiglio nazionale e la Direzione, molteplici gli incarichi distribuiti nelle differenti realtà territoriali. Questa organica impostazione dell’intera attività associativa indica chiaramente l’intento prioritario e fondamentale di voler promuovere la più ampia partecipazione attiva di tutti gli associati per cui la realizzazione di possibili contenuti significativi nell’ambito del cosiddetto “riscatto sociale” sia il risultato di una collaborazione convinta e collettiva.
Di questa nuova impostazione associativa, della progettualità dell’impegno che ne deriva, delle attese e delle speranze affidate ad una rinnovata compagine della nostra associazione, di tutto questo e d’altro ancora verrà a parlarci il Presidente nazionale servendosi della nostra sala virtuale 98 90 50 venerdì 27 maggio alle ore 18 .
Voglio credere che si possa trattare di un momento utile per tutti coloro che, direttamente o indirettamente, intendono essere parte viva e propositiva della nostra Associazione.
Sarà un incontro aperto e particolarmente utile per chiarire alcuni aspetti fondamentali della nostra appartenenza all’Unione, della nostra adesione consapevole e costruttiva.
Chi avesse necessità del pin di ingresso nella sala telefonica può, come consuetudine, rivolgersi a me, a Pino Servidio e a Nunziante Esposito
Grazie per la vostra attenzione: incontriamoci.
Cesare Barca
Email: barcacesare39@libero.it
Tel. 329 20 50 972
Nunziante Esposito:
email: nunziante.esposito@alice.it
tel. 349 672 33 51
Pino Servidio
Email: giuseppe.servidio@alice.it
Tel. 335 80 82 002 .
Sintesi dei lavori della Commissione Nazionale Terza età – 12 maggio 2016
Il giorno 12 maggio 2016, presso i locali della Sede Centrale, si è riunita la Commissione Nazionale Terza età.
Il tema principale affrontato dalla Commissione è stato l’organizzazione dei soggiorni marini presso il Centro Studi Giuseppe Fucà di Tirrenia in particolare sono state definite le attività ricreative da svolgere durante il soggiorno Primo Sole.
La Commissione ha iniziato a lavorare ad altri due progetti da realizzare entro il biennio: il primo relativo all’accoglienza degli anziani con disabilità visiva nelle strutture sanitarie ed il secondo relativo alle attività a favore delle persone ipovedenti. Per entrambi questi progetti sono stati definiti i passi da compiere per fare un quadro della situazione esistente, stendere delle linee guida e definire le attività future.
Si è inoltre provveduto alla ripartizione territoriale tra i componenti al fine di poter dare inizio ad un profilo dialogo tra il livello nazionale e quello territoriale. Seguirà comunicato.
BXC: Successo degli All Blinds Roma sui Lampi Milano
Si sono disputati questa Domenica 22 maggio, a Roma, tre incontri valevoli per il terzo turno dell’Intergirone del Campionato Italiano di Baseball per Ciechi.
Nel pomeriggio i Lampi Milano hanno perso 12 a 4 contro gli All Blinds Roma.
Le altre due partite della giornata hanno avuto i seguenti risultati:
– Tigers Cagliari – All Blinds Roma: 3 a 11
– Fiorentina BXC – Tigers Cagliari: 17 a 1
Classifiche
Girone Ovest
1. I Patrini Malnate punti 9 (4-1-3) – 563
2. Thunder’s Five Milano 6 (3-0-3) – 500
3. Lampi Milano 8 (4-0-4) – 500
4. Tigers Cagliari 2 (1-0-5) – 167
Girone Est
1. Fiorentina BXC punti 17 (7-1-0) – media 944
2. Allblinds Roma 6 (3-0-4) – 429
3. BolognaWSCvinta 6 (2-2-4) – 375
4. Blue Fire Cus Brescia 4 (2-0-4) – 333
Sintesi dei lavori della Commissione Nazionale Pluridisabilità – 28 aprile 2016
Commissione Nazionale Pluridisabilità si è riunita il 28/04/2016 presso la sede centrale U.I.C.I in via Borgognona 38, Roma.
In questa riunione abbiamo invitato il Dott. Claudio Cassinelli , l’Architetto Innocenzo Felici e il Dott. Salvatore Romano. Alla riunione erano presenti Angelina Pimpinella, Flavio Vezzosi, Antonio Passaro, Luciana Lo Prete, Annita Ventura, Mirko Fava; era invece assente Giovanna Virga. Antonietta Ricciardone è stata presente in qualità di segretariato. Abbiamo svolto tutti i punti previsti nell’O.d.G.
Qui riporto la sintesi dei punti che ritengo più importanti:
– centro Polifunzionale di Alta Specializzazione: per la discussione a riguardo sono intervenuti i nostri invitati Dott. Claudio Cassinelli e l’Architetto Innocenzo Felici i quali hanno presentato il progetto e il suo stato dell’arte. A tal proposito i componenti della commissione hanno fornito delle indicazioni e proposte utili.
– Progetto Smart Braille: il dottor Salvatore Romano ha aggiornato i partecipanti circa l’andamento del progetto e la sua ripresa.
– Attività di coordinamento tra le commissioni: in particolare ci si è soffermati sulla collaborazione con la commissione Istruzione e Formazione
– Bisogni della pluridisabilità e sostegno alle famiglie: è emersa l’idea di proporre eventuali workshop di formazione rivolti ai genitori
Istruzione – Scienze tiflologiche: quali sono?, di Silvana Piscopo
La costruzione del network per l’inclusione, così come ci informano gli articoli di Gianluca Rapisarda, il report di Luciano Paschetta, mi suggerisce riflessioni, esigenze di approfondimenti, ma anche qualche perplessità.
Riflessioni:
quando si parla di creare standard, linee guida, omogeneità, significa che, realizzata una mappa dei bisogni attraverso la rilevazione di servizi funzionanti sul territorio nazionale(sud compreso e, forse prioritario), verranno offerte le opportune indicazioni alle sezioni Uici? o alle scuole? o agli enti istituzionali, a vario titolo preposti all’istruzione e formazione degli alunni con disabilità?
Da più parti vengono richiesti standard di qualità nelle trascrizioni di libri di testo, nell’ingrandimento per gli studenti ipovedenti, programmazione dei tempi di produzione dei materiali affinché bambini e ragazzi non si trovino a pagare ritardi dipendenti da disordini di funzionalità: con il network e l’auspicata elaborazione di standard dei servizi, sono comprese queste risposte ai bisogni dell’utenza?
e veniamo all’esigenza di approfondimenti premesso che personalmente non dispongo del titolo romagnoli,
che ho sempre studiato in scuole pubbliche, insegnato ed esercitato la professione di dirigente scolastica con risultati, per me, soddisfacenti, che ho anche conseguito il titolo per il sostegno con un corso biennale polivalente organizzato dal Miur alla fine degli anni ottanta, ho condotto molti corsi di formazione per docenti di sostegno e per dirigenti scolastici, tuttavia non mi ritengo competente di quelle che vengono chiamate “scienze tiflologiche”: di qui, la domanda:
cosa si intende con tale denominazione?
esistono testi scientifici da cui apprendere tali scienze?
se il percorso formativo del tiflologo si struttura su specifiche aree:
dall’oculistica alla pedagogica, dalle dinamiche relazionali alle tecniche di apprendimento, dall’utilizzo di mezzi specialistici per la lettura e scrittura, dall’uso delle tecnologie assistive agli strumenti per l’accessibilità, e l’indipendenza, non si rischia di cadere nello stesso errore che ha caratterizzato la formazione di docenti di sostegno, contenitori di informazioni sommative, invece che titolari di conoscenze specifiche e metodologie appropriate? Ci saranno occasioni per conoscere, discutere e capire in quali ambiti e con quali obiettivi opereranno queste nuove figure?
ed eccomi a qualche perplessità:
fino ad oggi, che mi risulti, l’Uici è interlocutrice, attraverso i suoi vari organi centrali e periferici, delle varie istituzioni a seconda dei settori di intervento, dunque anche per tutta la complessa partita dell’istruzione ed inclusione scolastica:
l’istituzione di questo network di cui si richiede il riconoscimento dal Miur, si sovrappone, si sostituisce, o occuperà altri spazi che io non riesco ad immaginare?
2 -tutti i finanziamenti oggi distribuiti tra gli enti collegati, confluiranno nel network, oppure ciascuno metterà la propria parte di risorse?
3-che io sappia l’Uici è nella Fand, collabora con la Fish e, soprattutto recentemente ha contribuito nella presentazione della proposta di legge 2444 di cui si auspica un buon destino:
con l’istituzione di questa entità che agirebbe, per quanto mi è dato comprendere, anche come autority, cosa accade con le sopra citate organizzazioni?
Silvana Piscopo
coordinatrice commissione istruzione e formazione sezione provinciale di Napoli.
Insegnanti di sostegno e non solo, di Claudio Cassinelli
Le riflessioni e le proposte a suo tempo pubblicate di Luciano Paschetta che prendevano spunto dall’esperienza di Brescia di integrazione scolastica dei ragazzi ciechi, destano polemiche e hanno suscitato vecchi e nuovi malumori e inquietudini che sono fonti e hanno alimentato anche altre proposte alternative all’attuale sistema di inclusione.
Da qualche parte vengo sollecitato a pronunciarmi in merito. Non conosco l’esperienza di Brescia e pertanto non posso esprimere alcuna valutazione, sebbene mi paia esagerato il giudizio di eccellenza e di unicità e soprattutto ingeneroso verso altre situazioni.
Posso invece dire quale è l’esperienza dell’Istituto Chiossone di Genova. Come è ben noto la rivolta degli studenti del 1971 ha portato il Chiossone – diversamente da quanto avvenuto in altri Istituti – a convertire il collegio in servizi di supporto. Questi sono cresciuti e si sono evoluti nel tempo fino estendersi oltre l’ambito scolastico: età prescolare e neonati, anziani, ipovedenti, pluridisabili, interventi ambulatoriali, domiciliari, extramurali, residenziali e semiresidenziali. Tutto questo come prestazioni multidisciplinari comprese in programmi individualizzati erogati in convenzione col servizio sanitario nazionale e quindi come diritto del singolo utente, in un processo di “presa in carico” globale e longitudinale.
Ovviamente anche il supporto al percorso scolastico del bambino e del ragazzo disabile visivo rientra in questo sistema, con l’erogazione non solo di prestazioni dirette all’utente, ma anche alla famiglia e agli insegnanti, compreso, naturalmente l’insegnante di sostegno.
Questo sistema funziona. Allora perché rinunciare all’insegnante di sostegno? Certo sono sempre possibili critiche, e spesso purtroppo giustificate, ai singoli docenti, ma anche alla scarsità e inadeguatezza della loro preparazione specifica. Basta questo per rinunciare ad una risorsa e a un sistema che ha il vantaggio di rappresentare la “presa in carico” dell’alunno e l’assunzione di responsabilità dell’istituzione scolastica per l’integrazione del disabile?
Concordo che in taluni casi, soprattutto nelle scuole superiori, alcuni studenti possono e anzi debbano fare a meno dell’insegnante di sostegno; ma non si deve generalizzare e sono convinto che debba essere la scuola, nell’ambito della propria responsabilità, a decidere quando e quanto insegnante di sostegno assegnare, valutando ogni singolo caso nelle sue particolarità.
A questo proposito sottolineo che non si deve credere che possa esistere una regola e una soluzione uguale per tutti, soprattutto quando siamo in presenza di casi molto diversi: i bambini ciechi o ipovedenti monodisabili sono sempre meno e assistiamo alla forte crescita dei casi di disabili visivi pluridisabili.
Inoltre la proposta di sostituire l’insegnante di sostegno con un centro di supporto ha il sapore antico di cercare una soluzione speciale ad un bisogno che si reputa unico e diverso da quello di tutti gli altri. Molto spesso i gruppi di individui connotati da elementi molto caratterizzanti e percepiti come fortemente anomali sono stati oggetto di interventi, disposizioni, istituzioni speciali – sovente anche richieste o accolte con favore, o addirittura entusiasmo, dagli stessi individui destinatari – a motivo della particolarità di quelle specifiche condizioni. Salvo poi accorgersi – come hanno fatto quasi tutti i ciechi – che i presunti privilegi ottenuti di fatto si trasformavano in limiti e condizionamenti.
Non dobbiamo invece abbandonare il sistema solo perché ha qualche pecca e smettere di lottare per superarla. Dobbiamo chiedere più sistema, ottenere servizi che vadano bene per i disabili visivi ma anche per altri che abbiano difficoltà nel percorso scolastico. La fornitura di supporti specialistici non deve introdurre corpi estranei al sistema e non deve deresponsabilizzare la scuola italiana che ha enormi meriti e potenzialità inclusive e deve correggere errori e investire in formazione e aggiornamento dei propri operatori.
A questo proposito ricordo che nel 2013 è stata elaborata una proposta, presa in esame anche dalla Direzione nazionale dell’UICI e dalle Presidenze della Biblioteca nazionale Braille e della Federazione pro ciechi, per integrare i centri tiflodidattici dipendenti dalle due istituzioni nella rete dei Centri Territoriali di Supporto (CTS) istituiti dal Ministero dell’Istruzione a livello provinciale nell’ambito del progetto “Nuove Tecnologie e Disabilità”.
Su questa proposta bisognerebbe tornare a riflettere per arricchirla e migliorarla. Ovvero c’è bisogno di un disegno che razionalizzi, generalizzi, coordini e renda organiche e funzionanti le risorse esistenti, senza rinunciare agli insegnanti di sostegno che comunque rappresentano una conquista.
Ricordo che negli anni passati ho duramente polemizzato con l’amico Davide Cervellin che aveva proposto di respingere al mittente – Ministro dell’Istruzione – gli insegnanti di sostegno: evitiamo passi falsi.
. Mi chiedo se nel processo che Luciano Paschetta aveva descritto di progressiva istitutizzazione dell’istruzione degli alunni ciechi, avvenuta negli anni cinquanta e sessanta – dalla scuola di tutti a quella speciale dentro gli istituti – non sia da riconoscere una logica e una volontà degli stessi istituti per ciechi, rivolta alla propria crescita di ruolo, piuttosto che a una interpretazione oggettiva dei bisogni dei propri assistiti. Come lo stesso Luciano afferma c’è stata una volontà di tutelare le istituzioni speciali. Vediamo di non fare lo stesso errore e di far tornare gli alunni ciechi competenza di una struttura speciale, rifiutando un sostegno offerto dal sistema di tutti.
Claudio Cassinelli
Presidente Istituto David Chiossone di Genova.
E la tecnologia per i più piccoli?, di Monica Gori
Proseguendo la tradizione che da molti anni lega gli enti di ricerca genovesi e l’Istituto David Chiossone l’Istituto Italiano di Tecnologia ha iniziato una collaborazione con l’obiettivo di sviluppare dispositivi e protocolli utili a migliorare l’inclusione sociale di bambini e adulti con disabilità visiva. Questo articolo descrive, in particolare, l’attività dei gruppi di ricerca U-VIP (Unit for Visually Impaired People) e RBCS (Robotics, Brain and Cognitive Sciences) che, a partire dall’obiettivo scientifico di capire i meccanismi cerebrali che guidano lo sviluppo delle capacità percettive del bambino, si sviluppa attraverso lo studio della disabilità visiva nel bambino e nell’adulto con l’obiettivo di sviluppare nuovi strumenti e protocolli per migliorare l’inclusione sociale e lo sviluppo delle capacità sensoriali.
Il motivo per cui riteniamo fondamentale sviluppare sistemi che possano essere usati fin dai primi anni di vita nasce da due osservazioni. La prima relativa al fatto che la maggior parte della tecnologia sviluppata ad oggi per le persona con disabilità visiva è diretta all’adulto. La seconda il fatto che i risultati della ricerca sullo sviluppo del bambino hanno dimostrato l’importanza dei primi anni di vita per la maturazione delle capacità sensoriali, motorie e cognitive. Nei primi anni di vita, infatti, la disabilità visiva ha ripercussioni sullo sviluppo degli altri canali sensoriali e, in generale, su tutte quelle capacità che si sviluppano principalmente sulla base di informazione visiva come ad esempio, il controllo del movimento e l’interazione sociale. Paradossalmente quindi, sembra esserci una carenza di strumenti di supporto proprio nel momento della vita in cui è più efficace intervenire. L’obiettivo della nostra ricerca è quello di cercare di sviluppare tecnologia riabilitativa e assistiva per coprire questa carenza.
Seguendo questo approccio, ad esempio, partendo dallo lo studio della integrazione di segnali sensoriali nel bambino (Gori et al. Current Biology 2008, 2010; Brain 2014) abbiamo realizzato, nell’ambito di un progetto finanziato dalla Unione Europea, un dispositivo (ABBI – www.abbiproject.eu), in grado di migliorare la percezione dello spazio nei bambini non vedenti. ABBI è un braccialetto dal peso di pochi grammi che viene indossato dal bambino e, attraverso un sistema elettronico di misura ed elaborazione miniaturizzato, fornisce informazioni acustiche relative al movimento del bambino e/o delle persone che interagiscono con lui. ABBI è stato sperimentato sia con la partecipazione di adulti con disabilità visiva che con l’aiuto di 24 bambini liguri non vedenti.
ABBI funziona così: quando il bambino vedente muove la sua mano sente il movimento attraverso i sensori che si trovano nei muscoli e, contemporaneamente, vede la mano che si muove a differenza del bambino non vedente può sentire il movimento della mano ma non vederla. ABBI fornisce, attraverso suoni modulati dal movimento, una informazione alternativa a quella visiva dalla quale il nostro cervello è in grado di “calcolare” la posizione della mano nello spazio. Il senso dell’udito si sostituisce a quello della vista per fornire questa informazione “spaziale” importante per lo sviluppo delle capacità motorie nel bambino. In altre parole l’idea del braccialetto sonoro è proprio quella di “accendersi” quando comincia un movimento, di “suonare” durante il movimento e di “spegnersi” quando il movimento si ferma e di sfruttare, sviluppandola, le capacità naturali del cervello.
Abbiamo fatto indossare questo dispositivo a bambini e adulti non vedenti e ipovedenti per un certo periodo e abbiamo visto che l’uso del dispositivo permette di migliorare le capacità del non vedente di muoversi, interagire e percepite lo spazio intorno a se. In questo periodo gruppi di bambini all’istituto Chiossone stanno usando ABBI in attività di gruppo come ballare e giocare insieme. Attraverso l’ascolto del suono in movimento per i bambini è più facile interagire e giocare insieme. Questo sistema è stato sviluppato partendo dagli utenti non vedenti, dalle loro necessità e dai i loro consigli e i risultati stanno dimostrando quanto sia importante portare le necessità e le preferenze del bambino al centro del processo di progettazione, anche attraverso il coinvolgimento degli enti e delle persone che sono giornalmente a contatto con la disabilità. Riteniamo che, solo creando una linea diretta con le comunità, sia possibile guidare la progettazione e la sperimentazione verso dispositivi di reale utilità e non verso oggetti tecnologicamente sofisticati ma di difficile uso o di scarsa utilità.
Nel caso di ABBI per esempio i suoni emessi dal braccialetto possono essere scelti dall’utente e accesi e spenti come preferisce da applicazione su cellulare. Con i riabilitatori del Chiossone sono stati sviluppati una serie di giochi da fare con il braccialetto da soli o in gruppo in modo da poter integrare nel percorso riabilitativo anche a esperienze a casa con la partecipazione dei genitori. E’ importante sottolineare il fatto che ABBI è nato come sistema riabilitativo in grado di migliorare la percezione dello spazio e la mobilità e che, di conseguenza, non deve essere usato per tutta la vita. I nostri studi fanno vedere che l’uso del braccialetto per 1 ora al giorno e per un periodo di tre mesi fa migliorare la mobilità e la percezione dei suoni del bambino che lo ha usato. ABBI è stato usato anche in adulti non vedenti per brevi periodi e anche nel loro caso ha avuto un effetto positivo (quantificato con misure psicofisiche).
All’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova ogni mese organizziamo incontri con bambini e adulti non vedenti e ipovedenti che possono partecipare alla nostra ricerca e aiutarci nel processo di progettazione di nuovi dispositivi. Se avete piacere a sapere più del progetto ABBI o a partecipare alla nostra attività o ricerca vi preghiamo di scriverci a u-vip@rbcs.it.
Digitando il seguente link un video della nostra attività: https://www.youtube.com/watch?v=oGg0SB8rj1U
Monica Gori
CALCIO SOLIDALE inFEST 2016 Primo Festival Nazionale del Calcio Solidale
Roma – Cinecittà Studios 26/28 maggio 2016
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Cosa accomuna, al di là dei rispettivi ambiti professionali, Carlo Verdone, Matteo Garrone, Damiano Tommasi, Simone Perrotta, Paolo Calabresi, Diego Bianchi “Zoro”, Emanuela Audisio, Massimo Piscedda e Roberto Baronio? La risposta è semplice: la passione per il calcio. Tutti i nomi citati, insieme a molti altri, saranno i protagonisti di “CALCIO SOLIDALE inFEST 2016 – Primo Festival Nazionale del Calcio Solidale”, evento promosso da Fondazione Roma Solidale onlus in collaborazione con Roma Capitale e la Rete del Calcio Solidale in programma a Cinecittà Studios presso la Sala Fellini e la Sala Visconti e i campi sportivi Cinecittà Bettini per tre giorni giorni dal 26 al 28 maggio 2016.
La manifestazione -a ingresso libero fino ad esaurimento posti – intende promuovere, diffondere e raccontare esempi positivi e modelli trasferibili legati al calcio quale strumento di coesione territoriale e benessere comunitario, recuperando valori ormai smarriti nel circuito del “calcio mediatico”. Il programma delle tre giornate, con la direzione artistica di Paolo Geremei (regista di “Zero a Zero”, documentario sui temi del calcio solidale) in collaborazione con Franco Montini (giornalista de La Repubblica e presidente del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani), sarà ricco e articolato e prevede incontri speciali con autori e registi, proiezioni di lungo e cortometraggi, presentazioni di libri, eventi speciali, tornei di calcio integrato, calcio interculturale, calcio misto. E ancora: reading calcistici e musica, lezioni di cinema, incontri con personaggi di sport e cultura, degustazioni biogastronomiche. Insomma una festa nel segno della cultura, dell’integrazione, del cinema e dello sport.
Tra i numerosi nomi che saranno presenti, Carlo Verdone riceverà un Premio Speciale e sarà protagonista di un’intervista pubblica; Matteo Garrone sarà al centro di un evento speciale a lui dedicato. Per partecipare ad incontri, convegni, presentazioni interverranno di persona anche Mimmo Calopresti, Damiano Tommasi, Simone Perrotta, Katia Serra, Massimo Piscedda, Roberto Baronio, Paolo Calabresi, Daniele Lo Monaco, Pino Marino, Diego Bianchi “Zoro”, Marco Conidi, Andrea Rivera, Emanuela Audisio, Fabrizio Bocca, Boris Sollazzo, Francesco Micciché, Giuseppe Manfridi, Valerio Aprea, Marco Mathieu, Lidia Vitale e Giorgio Caputo. E i rappresentanti di Liberi Nantes, Calcio Sociale, FRS Sporting United, Spartak Lidense, Totti Soccer School, Roma Calcio femminile, Il Mundialido, Asinitas.
Tra gli altri eventi speciali: un incontro sul tema “Il calcio anti-sessista, le donne nel calcio”, con Maria Iole Volpi del Roma Calcio Femminile che sarà anche protagonista del Torneo Reti Solidali di Calcio Misto. Le prime immagini in anteprima della commedia “Ovunque tu sarai”, che arriverà nei cinema nelle prossima stagione, commentate in diretta dal regista Roberto Capucci e dagli attori Primo Reggiani e Francesco Apolloni e l’evento “MotoPerPedro”, il V memorial Carlo Petrini, per la prima volta a Roma, con la partecipazione di artisti e giornalisti.
Tra le numerose proiezioni cinematografiche, l’anteprima italiana di “Gascoigne” di Jane Preston, venerdì 27 maggio, alla presenza della regista Jane Preston e di alcuni calciatori della Lazio, che sono stati compagni di squadra del campione inglese.
Previsto anche un concorso di lungometraggi ed uno di corti, con titoli provenienti da tutto il mondo sottoposti al giudizi di una giuria formata da: Emanuela Audisio, giornalista e scrittrice; Paolo Calabresi, attore; Damiano Tommasi, ex calciatore e Presidente dell’ AIC (Associazione italiana calciatori); Simone Perrotta, ex calciatore e Consigliere Federale AIC; Boris Sollazzo, critico e giornalista cinematografico; Francesco Miccichè, regista e sceneggiatore e Massimo Vallati, presidente del Calcio Sociale.
Tra i lungometraggi si segnalano Loro di Napoli e Without a fight. Tra i cortometraggi selezionati il pluripremiato cortometraggio “Due piedi sinistri” di Isabella Salvetti. In un quartiere popolare di Roma, Mirko gioca a pallone con gli amici. Conosce Luana, seduta lì accanto. I due dodicenni si piacciono da subito, ma una cattiva sorpresa lascia Mirko senza fiato. Luana invece sorride felice, per la prima volta in vita sua.
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