Istruzione – Master: Università degli Studi di Urbino Carlo Bo

Master di I livello in: Pedagogia e didattica inclusiva per gli alunni con Disabilità Sensoriali

Direttore: Prof.ssa Patrizia Gaspari

PER INFORMAZIONI:

Ufficio Alta Formazione Post laurea e Pergamene

Tel. 0722 304631-2-4-5-6-9 Fax 0722 304637; e-mail: altaformazione@uniurb.it

Tutor didattica Cell. 339 8333122

e-mail: mirca.montanari@uniurb.it

Università degli Studi di Urbino Carlo Bo Dipartimento di Studi Umanistici a.a. 2016/17

Nell’attuale scuola democratica e pluralistica sono presenti alunni con diversità e “bisogni educativi speciali” di varia natura che vanno attentamente accolti ed “interpretati” da docenti ed educatori adeguatamente formati, in grado di saper riconoscere la qualità dei modelli progettuali che la Pedagogia speciale e la Didattica inclusiva promuovono, in ambito scolastico ed extrascolastico.

Il Master è rivolto a coloro che desiderano acquisire specifiche conoscenze e competenze “speciali” sull’educazione, rieducazione del bambino sordo e cieco e sulle pratiche inclusive (metodi, strategie, modalità operative, etc…), ovvero a: dirigenti scolastici e docenti in servizio nelle scuole di ogni ordine e grado, educatori (dei servizi per l’infanzia, professionali e sociali), animatori socio-culturali, assistenti

sociali, psicologi, pedagogisti, sociologi e a tutte le figure professionali che lavorano con le persone con “bisogni educativi speciali”, disabili compresi. Possono partecipare al Master genitori con esperienze maturate nello specifico settore delle disabilità sensoriali, genitori con figli sordi e/o ciechi, operatori ed esperti ASL e delle associazioni.

Titolo richiesto: laurea triennale, specialistica magistrale o di vecchio ordinamento o titolo equipollente. Per la partecipazione in qualità di “uditore” non è richiesto il possesso dello specifico titolo di studio suindicato, ma solo il possesso del diploma di scuola secondaria superiore. I corsi, che si svolgeranno da ottobre a maggio, prevedono 1500 ore di impegno complessivo pari a 60 crediti formativi universitari (CFU). Le iscrizioni sono aperte e le lezioni si svolgeranno il mercoledì pomeriggio.

Direttore: Prof.ssa Patrizia Gaspari

Sport – Al via le Paralimpiadi di Rio de Janeiro

Si apriranno il 7 settembre i XV Giochi Paralimpici di Rio de Janeiro, con la cerimonia d’apertura prevista per le 22:30 (ora italiana).
Alle gare, che si svolgeranno dall’8 al 18 settembre 2016, parteciperanno 4350 atleti (di cui 101 italiani) provenienti da 176 paesi. Saranno presenti anche le nostre socie Martina Rabbolini (nuoto), Florinda Trombetta (canottaggio) e Arjola Dedaj (Atletica leggera).
La Rai trasmetterà l’intero evento su Rai Sport 1(dirette dalle 14:00 alle 4:00), con degli speciali su Rai 2 (dalle 9 alle 9:45) e sulla pagina web www.rai.tv.
Di seguito il programma delle gare delle nostre socie (gli orari indicati sono quelli di Rio, perciò occorre aggiungere 5 ore).
8 settembre
10:22, Arjola Dedaj batterie 100 metri T11
9 settembre
10:30, Florinda Trombetta – batterie 4 con LTA mix
10:37, Martina Rabbolini – batterie 100 metri dorso S11
11:42, Arjola Dedaj – eventuali semifinali 100 metri T11
18:52, Arjola Dedaj – eventuali finale 100 metri T11
19:24, Martina Rabbolini – eventuale finale 100 metri dorso S11
10 settembre
10:30, Florinda Trombetta – eventuali ripescaggi 4 con LTA mix
11:26, Martina Rabbolini – batterie 400 metri Stile libero S11
20:13, Martina Rabbolini – eventuale finale 400 metri Stile liberoS11
11 settembre
9:30, Florinda Trombetta – eventuale finale B 4 con LTA mix
10:30, Florinda Trombetta – eventuale finale A 4 con LTA mix
12 settembre
10:36, Martina Rabbolini – Batterie 50 metri Stile libero S11
11:39, Arjola Dedaj – batterie 200 metri T11
18:17, Martina Rabbolini – Eventuale finale 50 metri Stile libero
S11
19:53, Arjola Dedaj – Eventuale semifinale 200 metri T11
13 settembre
10:50, Martina Rabbolini batterie 100 metri rana SB11
18:48, Martina Rabbolini – Eventuali finale 100 metri rana SB11
19:53, Arjola Dedaj – Eventuale finale 200 metri T11
15 settembre
11:09, Martina Rabbolini – batterie 100 metri Stile libero S11
19:20, Martina Rabbolini – eventuale finale 100 metri Stile libero S11
16 settembre
10:40, Martina Rabbolini – batterie 200 metri misti SM11
11:05 Arjola Dedaj – Salto in lungo T11
19:05, Martina Rabbolini – Eventuale finale 200 metri misti SM11
Per ulteriori info:
http://www.rio.comitatoparalimpico.it/index.aspx

 

I fiori del male: Donne in manicomio nel regime fascista

Mostra foto-documentaria

Casa della Memoria e della Storia 14 settembre – 18 novembre 2016

Figlie, madri, mogli, spose, amanti: donne vissute durante il Ventennio. Ai volti delle ricoverate sono affiancati diari, lettere, relazioni mediche che raccontano la femminilità a partire dalla descrizione di corpi inceppati e restituiscono l’insieme di pregiudizi che hanno alimentato storicamente la devianza femminile.

L’idea di realizzare I fiori del male. Donne in manicomio nel regime fascista, una mostra sulle donne ricoverate in manicomio durante il periodo fascista, è nata dalla volontà di restituire voce e umanità alle tante recluse che furono estromesse e marginalizzate dalla società dell’epoca.

Durante il regime fascista si ampliarono i contorni che circoscrivevano i concetti di emarginazione e di devianza e i manicomi finirono con l’accentuare la loro dimensione di controllo e di repressione; tra le maglie delle istituzioni totali rimasero imbrigliate anche quelle donne che non seppero esprimere personalità adeguate agli stereotipi culturali del regime o non assolsero completamente ai nuovi doveri imposti dalla “Rivoluzione Fascista”.

Ci è sembrato importante – spiegano i curatori della mostra Annacarla Valeriano e Costantino Di Sante – raccontare le storie di queste donne a partire dai loro volti, dalle loro espressioni, dai loro sguardi in cui sembrano quasi annullarsi le smemoratezze e le rimozioni che le hanno relegate in una dimensione di silenzio e oblio. Alle immagini sono state affiancate le parole: quelle dei medici, che ne rappresentarono anomalie ed esuberanze, ma anche le parole lasciate dalle stesse protagoniste dell’esperienza di internamento nelle lettere che scrissero a casa e che, censurate, sono rimaste nelle cartelle cliniche.

Il manicomio, in questo senso, è stato un osservatorio privilegiato dal quale partire per analizzare i modelli culturali – di matrice positivista – che hanno storicamente contribuito a costruire la devianza femminile e che durante il Ventennio furono ideologicamente piegati alle esigenze del regime. Il lavoro di ricerca e di valorizzazione condotto su questi materiali ha permesso così di recuperare una parte fondamentale della nostra memoria e di restituirla alla collettività.

La mostra ha ottenuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero per i Beni e le attività culturali, della Regione Abruzzo. Le fotografie e i documenti al centro del percorso espositivo provengono in larga parte dall’archivio storico del manicomio Sant’Antonio Abate di Teramo.

La mostra, promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale Dipartimento Attività Culturali e Turismo, è a cura di Annacarla Valeriano e Costantino Di Sante, promossa dall’Irsifar e realizzata dalla Fondazione Università degli Studi di Teramo in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale della Asl di Teramo e l’Archivio di Stato di Teramo.

 

CASA DELLA MEMORIA E DELLA STORIA

Via San Francesco di Sales, 5 – Roma

Lun-ven ore 9.30-20.00

Tel. 060608 – 06.6876543

www.comune.roma.it/cultura

INGRESSO LIBERO

Locandina della mostra foto-documentaria I fiori del male

Locandina della mostra foto-documentaria I fiori del male

Rimini, hotel rifiuta prenotazione a signora non vedente con il cane guida

Con riferimento alla ormai nota vicenda accaduta nella nostra città, dove l’Hotel St. Gregory Park di Rimini ha rifiutato la prenotazione ad una signora non vedente a causa della presenza del cane guida, la sezione dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Rimini desidera esporre alcune considerazioni.

Le leggi italiane riconoscono al privo della vista il diritto ad accedere agli esercizi aperti al pubblico con il proprio cane guida (comma aggiunto alla legge n . 37 del 14 febbraio 1974 dalla Legge n. 376 del 25 agosto 1988 – diritto rimarcato in ultimo dalla legge n. 60 del 08 febbraio 2006 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 52 del 06 marzo 2006).
Non possiamo ritenere valide in alcun modo le argomentazioni portate a propria giustificazione dall’amministratore dell’hotel, secondo cui per tutelare gli interessi di un singolo si sarebbe reso inadempiente nei confronti degli altri ospiti a cui era stata garantita una struttura “Pet Free”.
Infatti crediamo fermamente che si rispettino veramente i diritti di tutti nel momento in cui vengono applicate le leggi.

Come sezione dell’UICI controlleremo che gli enti preposti si attivino per quanto di loro competenza affinché tali episodi di discriminazione non si ripetano.

Riteniamo che questa vicenda abbia provocato a livello nazionale un grave danno d’immagine a tutta la riviera romagnola, nota da sempre per la sua ospitalità.

Non sono le sole sanzioni, che pure auspichiamo, a potere creare la cultura dell’integrazione e dell’accoglienza, la nostra sezione da anni promuove sul territorio iniziative rivolte alla sensibilizzazione su queste tematiche. A tal proposito vorremmo ricordare l’attivazione di corsi sull’ospitalità inclusiva aperti a tutti gli operatori turistici che abbiamo realizzato in collaborazione con enti pubblici.

Casadei e Scatà vincono il Campionato italiano di Scacchi

A Montesilvano, in provincia di Pescara, si è concluso il 44° Campionato italiano di Scacchi per giocatori non vedenti e ipovedenti, competizione organizzata dall’Ascid (Associazione Scacchisti Ciechi Italiani Dilettantistica) su delega della Fispic. Al termine di una lunga serie di sfide avvincenti, Marco Casadei si è laureato campione d’Italia. Casadei ha preceduto Giancarlo Badano, che si è piazzato secondo, e il campione 2015 Bersan Vrioni, giunto terzo. Tra le donne, prima classificata Laura Scatà (ottava nella graduatoria generale). Alla fine della manifestazione, il presidente dell’Ascid, Claudio Gasbarroni, ha espresso la sua soddisfazione. “Siamo molto contenti – ha detto Gasbarroni – è stata un’edizione molto positiva. Il presidente della Fispic, Sandro Di Girolamo ha trascorso due giornate insieme a noi assistendo agli incontri. E’ venuto a salutarci anche il sindaco di Montesilvano, Francesco Maragno. Faccio i complimenti a tutti coloro che hanno partecipato al campionato italiano. Il prossimo appuntamento per i nostri scacchisti è per il mese di ottobre, quando è in programma una sfida online contro la Francia”.

CLASSIFICA FINALE 44° CAMPIONATO ITALIANO DI SCACCHI
1  CASADEI Marco
2  BADANO Giancarlo
3  VRIONI Bersan
4  PUGLIESE Giuseppe
5  ZENINI Simone
6  MURGIA Stefano
7  GASPERONI Claudio
8  SCATA’ LAURA
9  SOMMADOSSI Roberto
10  MARINO’ Giuseppe
11  VILONE Gennaro
12  BATTAGLIA Gabriele
13  CROCIONI Luca
14  AMATO Ludovica
15  CESENA Giuseppe
16  GAMBA Annamaria
17  TRAPLETTI Cosetta
18  CICIARELLO Federico
19  BOSETTI Giancarlo
20  DALFIUME Riccardo
21  DELMONTE DAVIDE

Roma, 3 settembre 2016

Ufficio Stampa
F.I.S.P.I.C. Federazione Italiana Sport Paralimpici per Ipovedenti e Ciechi
Via Flaminia Nuova n. 830 – 00191 Roma – ITALIA
Giovanni Tontodonati
Tel : + 39 393.4423474
fax: +39  06 87973177
sito web: http://www.fispic.it
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BXC: la selezione Est si aggiudica l’All Star game

Iniziativa unica nel suo genere, a Crema parte la formazione della squadra di calcio non vedenti.
La A.C. Crema 1908 asd in collaborazione con l’ U.I.C.I. sezione territoriale di Cremona ha avviato la formazione di una squadra di calcio a 5 non vedenti (categoria B1) nell’ambito del progetto “Sportabilità”, che punta a favorire la coesione sociale attraverso la promozione e l’esercizio di attività ludico sportive e percorsi formativi e di educazione alla diversità.
Dal mese di Settembre, appena saranno terminati i lavori di ristrutturazione del centro sportivo San Luigi, nel cuore di Crema, inizieranno le attività sul campo in una struttura completamente rinnovata e attrezzata per il calcio non vedenti.
L’obiettivo iniziale è quello di dare a tutti i disabili visivi la possibilità di sperimentare la pratica sportiva del calcio non vedenti. Dopo un periodo di prova, chi vorrà continuare a livello agonistico, avrà a disposizione due sessioni di allenamento a settimana e l’attività domenicale in cui si punta ad organizzare un paio di partite amichevoli al mese o tornei con altre squadre.
L’allenatore, supportato da assistenti qualificati, portieri vedenti e guide competenti, condurrà gli esercizi modulandoli sulle effettive capacità psicomotorie di ciascuno.
La fascia di età per gli incontri ufficiali è dai 14 anni in avanti, ma anche i più giovani che volessero provare ad entrare in contatto con questo sport, sono benvenuti e potranno praticare l’attività.
Per il periodo di prova basta un certificato medico di sana e robusta costituzione, che garantisce la copertura assicurativa delle attività non agonistiche. Chi invece prosegue l’attività a livello agonistico, sarà sottoposto a visita medico sportiva specifica e tesserato per la A.C. Crema 1908 asd; non sono previste spese aggiuntive per l’attività a Crema.
Chiunque sia interessato contatti:
il consigliere provinciale U.I.C.I. Davide Cantoni
e-mail: ded.86@hotmail.com
cell. 333 126 3135;
la segreteria U.I.C.I. Cremona Via Palestro,32 26100 Cremona (CR)Tel. 0372 23553; Fax 0372 942090
e-mail: uiccr@uiciechi.it
A.C. CREMA 1908 ASD

Via G. DI Vittorio, 6 – 26013 Crema (CR)
Tel. 0373/86521 Fax 0373/86521 Cell. 360/1043001
Mail: accrema1908asd@gmail.com
Si sono disputati sabato 3 settembre, a Bologna presso il Campo Leoni, la gara dei fuori campo e l’all star game di baseball per ciechi. L’all star game è andato alla formazione Est che ha vinto con il punteggio di 13 a 4.
Prima della partita degli All Stars si è svolta la gara dei Fuori campo che è stata vinta dal bresciano Sarwar Ghulam davanti a Federico Bassani (All Blinds Roma) e Ivan Nesossi (Thunder’s Five Milano.

Sport – BXC: Hr Derby & All-Star Game 2016

Sabato 3 settembre, a partire dalle 14:30, si svolgeranno a Bologna le gare dei fuori campo e l’all star game di baseball per ciechi.

Faranno parte della formazione Ovest i nostri soci:

Matteo COMI (Lampi Milano)

Claudio Levantini (Lampi Milano)

Giuseppe Allegretta (Lampi Milano)

Ivan NESOSSI (Thunder’s 5 Milano)

Davide MORESCHI(Thunder’s 5 Milano)

Fabio Dragotto (Thunder’s 5 Milano)

Francesco CUSATI (Thunder’s 5 Milano)

Inoltre i nostri tecnici Gianluca Giovinetti e Danieele Crippa guideranno, fra gli altri, la squadra Ovest.

Il milanese Ivan Nesossi prenderà parte anche alla gara dei fuori campo.

Il Viaggio di Ulisse: Galata Museo del Mare e Acquario di Genova

Con questa iniziativa viene offerta la possibilità di visitare questi importanti momenti della vita culturale e turistica di Genova per persone con le problematiche più svariate a prezzi ridotti, preferibilmente rivolti a gruppi. Individualmente i costi sono:

Acquario Euro 15.00 con accompagnatori gratuiti. (Prezzo intero 25.00 e ridotto 21.00 di norma)

Galata Museo del Mare (compreso Sommergibile) Euro 10.00

L’iniziativa durerà fino alla fine dell’anno in corso.

Vuoi visitare questi bellissimi spazi a prezzo agevolato? La proposta è rivolta a gruppi di persone disabili, reparti ospedalieri, persone di interesse sociale…

Al Galata è compresa la visita guidata e all’Acquario un accompagnamento lungo tutto il percorso. Posti limitati. Per iscrizioni e ulteriori informazioni

scrivi a lidiaschichter@gmail.com

328 4222168

Ragazzo che osserva una vasca dell'acquario

Ragazzo che osserva una vasca dell’acquario

Sport – I giovani e lo sport oltre le barriere: uno scambio internazionale per conoscere, sperimentare e fare delle proposte, di Manuela Esposito

Autore: Manuela Esposito

Grazie al co-finanziamento del programma ERASMUS+ dell’Unione Europea, l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS realizzerà dal 13 al 20 settembre p.v. in Toscana uno scambio giovanile internazionale sullo sport come strumento di inclusione e di promozione sociale. In particolare, il progetto di scambio giovanile internazionale “Sportability: equality and participation through sports” ha lo scopo di:

– accrescere la conoscenza dei giovani vedenti e non vedenti in relazione agli sport accessibili
– promuovere lo spirito di solidarietà, l’inclusione e la tolleranza tra giovani vedenti e non vedenti
– promuovere la pratica sportiva e uno stile di vita sano

Risultato del progetto sarà la messa a punto di un “manifesto” sull’accessibilità dello sport e delle strutture sportive. Lo scambio coinvolgerà circa 20 ragazzi e ragazze italiani, finlandesi e ciprioti, i quali avranno la possibilità di provare a giocare a baseball, judo, show-down, scherma e torball presso il Centro di Preparazione Olimpica CONI di Tirrenia e presso l’Hotel Olympic Beach – Centro Le Torri di Tirrenia. Durante lo scambio sono previsti anche momenti di formazione non formale e di discussione su altre tematiche di interesse giovanile e internazionale.

Le attività sportive previste sono:

14/09: show-down (Olympic Beach Hotel, mattina e pomeriggio)
15/09: torball (Centro CONI, mattina e pomeriggio)
16/09: judo e difesa personale (Olympic Beach Hotel, mattina e pomeriggio)
17/09: baseball per ciechi (Centro CONI, mattina e pomeriggio) –
18/09: scherma (Olympic Beach Hotel, mattina e se necessario, pomeriggio)
19/09: raid ciclistico in tandem Tirrenia – Pisa e partita di torball in piazza pubblica a Pisa

Il 19 settembre nella mattinata, a coronamento di questa attività internazionale, verranno organizzati un raid ciclistico in tandem e una partita di torball in una piazza pubblica di Pisa, Città Europea dello Sport 2016. Dopo queste dimostrazioni sportive i ragazzi partecipanti allo scambio incontreranno autorità pubbliche, sportivi e rappresentanti del mondo della scuola e consegneranno loro il “Manifesto” sull’accessibilità dello sport e delle strutture sportive, frutto di una loro comune riflessione durante lo scambio.

Ritrovare la vera cultura dell’inclusione, di Luciano Paschetta

Autore: Luciano Paschetta

L’articolo pubblicato da superando.it del 30-08-2016 “inclusione, discontinuità didattica e formazione degli insegnanti”, a cura di un gruppo di docenti esperti non solo “rilancia” un dibattito ormai attivo da oltre un anno , ma ci spinge a condividere alcune considerazioni di approfondimento.

In esso, con una analisi del tutto condivisibile, viene rimarcata l’importanza fondamentale del contesto per un reale successo dell’inclusione e si sottolineano altresì le molteplici incertezze ed approssimazioni dei servizi . Concordo anch’io che la vera debolezza del nostro processo di inclusione stia nella inadeguatezza del contesto , ma credo che per porvi rimedio occorra individuarne le cause: l’errore è stato aver concentrato per anni la nostra attenzione sull’insegnante di sostegno interpretandolo sempre , nel bene e nel male, quale responsabile del successo o meno dell’inclusione , anche l’articolo sopra menzionato sembra, ancora una volta, cercare la soluzione nel ruolo della figura di sostegno.

Tutti sappiamo che la normazione dell’integrazione scolastica, prende avvio in modo organico con la legge 517/77 la quale definisce modalità e strumenti per la sua realizzazione. Tuttavia pochi forse ricordano che in riferimento all’inclusione nella scuola primaria all’art. 2 si legge “ferma restando l’unità di ciascuna classe, al fine di agevolare l’attuazione del diritto allo studio e la promozione della piena formazione della personalità degli alunni, la programmazione educativa può comprendere attività scolastiche integrative organizzate per gruppi di alunni della classe oppure di classi diverse anche allo scopo di realizzare interventi individualizzati in relazione alle esigenze dei singoli alunni.

Nell’ambito di tali attività la scuola attua forme di integrazione a favore degli alunni portatori di handicaps con la prestazione di insegnanti specializzati assegnati” . Allo stesso modo, per ciò che concerne la scuola secondaria di i grado all’art. 7 la legge precisa al fine di agevolare l’attuazione del diritto allo studio e la piena formazione della personalità degli alunni, la programmazione educativa può comprendere attività scolastiche di integrazione anche a carattere interdisciplinare, organizzate per gruppi di alunni della stessa classe o di classi diverse, ed iniziative di sostegno, anche allo scopo di realizzare interventi individualizzati in relazione alle esigenze dei singoli alunni.

Nell’ambito della programmazione di cui al precedente comma sono previste forme di integrazione e di sostegno a favore degli alunni portatori di handicaps da realizzare mediante la utilizzazione dei docenti, di ruolo o incaricati a tempo indeterminato, in servizio nella scuola media e in possesso di particolari titoli di specializzazione.”

Non a caso la stessa legge , visto il ruolo di sostegno “riconosciuto” al contesto indicava nel rapporto uno a quattro il rapporto sufficiente a supportare l’integrazione dell’alunno con disabilità.

La scuola di quegli anni era la “scuola del programma” , una scuola con una organizzazione didattica molto rigida, proprio per questo l’integrazione viene subordinata dalla legge all’adattamento del contesto e , come si legge chiaramente, sarà proprio in “quell’ambito” che dovrà operare il docente specializzato.

Come spesso avviene nel nostro paese la norma c’è , ma quando prevede un cambiamento reale, che coinvolga tutto l’insieme, essa viene ignorata e “assorbita” senza che modifichi più di tanto la routine, anche in questo caso, ci si focalizzò unicamente sull’introduzione della figura dell’insegnante di sostegno, mentre il “contesto” restava fuori dalle attenzioni e rimaneva ai margini del processo. Nonostante ciò l’integrazione ebbe comunque successo : erano gli anni dell’attenzione al “diverso” , anni d profondi cambiamenti sociali. Mentre il sistema stenta a cambiare, nel 1988, una sentenza della corte costituzionale, apre le porte della secondaria superiore a tutti gli alunni con disabilità, senza però che ad essa segua alcuna riflessone pedagogico- didattica sulle modalità di inclusione in questo ordine di scuola, dove finalità , obiettivi e modalità di valutazione sono molto diversi da quelli della scuola dell’obbligo e dove il contesto è molto meno preparato ad accogliere la disabilità.

Anche in questo caso la risorsa “risolutiva” è individuata unicamente nel docente di sostegno. Le modalità con il quale verranno applicate le indicazioni normative caratterizzano però il modello di integrazione che viene strutturandosi e secondo il quale si realizzerà di fatto l’integrazione. La strutturazione della scuola rimarrà ingabbiata in un contesto nel quale nella programmazione ordinaria non troveranno , o troveranno solo saltuariamente, posto attività scolastiche integrative, attività “organizzate per gruppi di alunni della classe oppure di classi diverse “ e “a carattere interdisciplinare “ ed il nuovo docente di sostegno si troverà ,di fatto, ha dover gestire da solo l’alunno con disabilità , il processo di inclusione si avvierà sempre più verso quel modello che lo ha portato all’attuale stato di inefficacia. Credo sia chiaro a tutti che , per realizzare la scuola di tutti e per ciascuno, non si po’ avere una organizzazione didattica che preveda per tutti l’insegnamento delle stesse cose nello stesso tempo (sarebbe come pretendere che gli alunni della stessa classe portassero tutti lo stesso numero di scarpe) viceversa occorre una didattica inclusiva del contesto attenta ai bisogni individuali. Nei fatti, però , negli anni nulla o poco cambierà nell’organizzazione scolastica , e nella didattica , neanche quando alle scuole sarà data l’autonomia didattica con la possibilità di differenziare in sede di programmazione attraverso il pof fino al 20%il curriculum .

La stessa legge 104, certamente una legge fondamentale per la realizzazione dell’inclusone dei disabili, pur ribadendo da un lato che il sostegno è da intendersi alla classe, dall’altra parte aveva legato il docente di sostegno alla disabilità dell’alunno, questo è evidente là dove la legge prevede un rapporto diretto tra gravità della disabilità e numero di ore di sostegno didattico: se è vero che la gravità richiede maggior sostegno, non è però altrettanto vero che questo debba identificarsi con un maggior numero di ore dell’insegnante di sostegno , né che aumentare tale numero favorisca il processo di inclusione. Purtroppo però, davanti alla incertezza dei sostegni di tipo diverso (servizi di riabilitazione per l’educazione all’autonomia personale, di avviamento allo sport , di orientamento professionale, assistenti alla persona e alla comunicazione, ecc.) Le famiglie via , via si sono riferite sempre più alla figura del docente di sostegno quale garanzia dell’inclusione dei propri figli, sviluppando una errata “cultura dell’inclusione”. Che , anziché spingerli a operare perché il contesto diventi sempre più idoneo ad accogliere il disabile ed a “renderlo capace” ad affrontare in pari opportunità l’inclusione sociale , sta andando sempre più un modello “assistenziale”.

E’ questa la ”cultura distorta dell’inclusione” che ormai pervade il nostro modello, i docenti e le famiglie e che rende “intoccabile” il numero delle ore di sostegno anche quando risulta evidente ( come nel caso di inclusione di bambini con disabilità visiva anche grave)che esse non servono .

Tornando alla scuola, quanto sopra scritto da me, uno dei sostenitori delle proposte fand/fish, può sembrare contradditorio con quelle proposte, là dove si prevede la separazione delle carriere dei docenti di sostegno, ma è esattamente il contrario. Chiarito che il vero punto debole del processo di inclusone è l’assoluta mancanza di attenzione sul ruolo del contesto, quando viceversa proprio il contesto dovrebbe essere il garante di tale processo, è importante all’interno della scuola la presenza di una figura di docente specializzato che sappia orientarne l’azione , operi nella fase di progettazione sostenendo e orientando il dirigente scolastico, il collegio dei docenti, il consiglio di istituto, i consigli di classe, i docenti titolari ad una programmazione inclusiva . In un simile contesto ove i responsabili degli insegnamenti per gli alunni con disabilità siano gli stessi docenti degli altri alunni risulterà evidente a tutti che l’alunno disabile è un alunno della scuola, della classe non del docente di sostegno e si avvierà quindi la necessaria controtendenza all’attuale modello.

Le altre nostre proposte , nella consapevolezza che perché la scuola diventi inclusiva occorre sviluppare in tutto il corpo docente una maggior attenzione alla diversità, prevedono l’aggiornamento obbligatorio in servizio per tutti.

Pensiamo al miglioramento del contesto anche la dove proponiamo la definizione del profilo professionale e del percorso formativo per gli assistenti alla comunicazione e , quando, individuiamo nei cts e nei cti il legame con le risorse del territorio a sostegno dell’inclusione.

Riteniamo non più rinviabile l’avvio di un cammino virtuoso capace di invertire la tendenza contrastando questa “distorsione” del nostro modello di inclusione per il cui successo però , non basta riorganizzare la scuola, occorre altresì un intervento legislativo organico che , facendo uscire dalla confusione e dalla sovrapposizione delle competenze, dia certezza ai servizi di sostegno sul piano dei finanziamenti , nella definizione delle competenze dei vari enti e per la formazione del personale operante nei vari servizi .

Ritroviamo insieme l’autentica cultura dell’inclusione ben delineata nella convenzione delle nazioni unite sui diritti delle persone con disabilità, diversamente sarà inevitabile un continuo declino di questo nostro prestigioso modello da tutti invidiato, da molti copiato, ma che senza i giusti interventi, visti anche i suoi attuali costi e la poca efficienza, rischia di “sgretolarsi”.

 

Luciano Paschetta

Rappresentante fand nell’osservatorio permanente sull’inclusione scolastica