ASD Non ed ipovedenti Napoli “Noived” 3 ori e 3 argenti per Salvatore Urso

 

Dopo i grandi risultati conseguiti da Salvatore Urso, diciottenne napoletano ai campionati europei di nuoto svoltisi a Genova, non si può che essere soddisfatti.
“Ci auguriamo che la prestazione di Salvatore Urso ai giochi paralimpici di Genova nella specialità del nuoto” afferma il presidente dell’A.S.D. Non ed Ipovedenti Napoli Rocco De Icco, “sia da stimolo per tanti giovani non vedenti ad emularlo.”
“Siamo certi che la soddisfazione per le 3 medaglie d’oro e le 3 d’argento” aggiunge De Icco, “non è solo nostra, del tecnico o della sua famiglia, ma di tutte le nostre realtà associative.”
Sta crescendo questo atleta e sta bruciando le tappe che potrebbero portarlo molto lontano.
Al di là delle prestigiose medaglie, va segnalato che egli ha migliorato i suoi tempi in tutte le 6 gare nelle quali è stato impegnato.
100 dorso e delfino, 200 misti, 400 e 100 stile e 100 rana.
Ragazzi si può fare, si dice che tra noi c’è tanta pigrizia, sarà anche vero però, possiamo vantare tra noi uno capace di allenarsi tutti i giorni, di credere che questo è l’unico modo per ambire a poter partecipare ai giochi paralimpici.
Noi come dirigenti non possiamo accontentarci, sappiamo che abbiamo il dovere di stimolare i giovani ad avere ambizioni e trovare la voglia di scoprire nell’attività sportiva una grande possibilità per distinguersi.

 

Non più di 20 alunni per classe in presenza di studenti disabili, di Gianluca Rapisarda

Autore: Gianluca Rapisarda

Una delle novità positive (poche per la verità) del Decreto n. 66/17, attuativo della Buona Scuola sull’inclusione, è che il riferimento ad un numero massimo di 20 alunni per classe solo “di norma”, in presenza di studenti disabili, previsto dallo schema iniziale del Decreto, non compare più nel testo definitivo pubblicato in GU lo scorso 16 Maggio. Ciò, per breve tempo, ci ha dato la certezza che non fosse stato modificato negli art 4 e 5 comma 2 il DPR n. 81/09 che disciplina la materia.
In realtà la questione è stata soltanto rimandata ad una successiva nota esplicativa del Miur.
Ebbene, la suddetta Nota ministeriale, la n. 1153, è stata finalmente emanata in data 4 agosto u.s., recando per oggetto ”Decreto legislativo n. 66/2017 – Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, attuativo della legge n. 107/2015”.
In pratica, L’Amministrazione, con la predetta nota, ha fornito dei chiarimenti (si fa per dire) in merito alle decorrenze dettate dal succitato nuovo Decreto, disponendo incomprensibilmente un numero di 22 alunni per classe in presenza di studenti disabili.
Ovviamente, questo inaspettato dietrofront del Ministero dell’Istruzione ha destato scompiglio tra noi esperti di inclusione scolastica e, soprattutto, tanta preoccupazione tra i genitori dei nostri ragazzi.
Stupore, incredulità e disorientamento, che, “miracolosamente”, sono stati carpiti dal Ministero (e non poteva essere altrimenti).
Infatti, con il presente contributo, ci corre l’obbligo d’informare tutti quei familiari di alunni/studenti disabili che ci continuano ancora a chiedere di sollecitare il Miur, affinché sani quest’ingiustizia subita dai loro figli che, invero, il Ministero è intervenuto immediatamente a modificare quanto stabilito inspiegabilmente con la di cui sopra Nota n. 1153 dello scorso 4 agosto.
Ed effettivamente, già solo dopo qualche giorno, lo scorso 8 agosto, il Miur ha pubblicato un’ulteriore nota per rettificare quanto previsto in merito al numero massimo di alunni per classe, in caso di presenza di alunni disabili. Nella nota del 4 agosto, l’amministrazione aveva scritto che: “in presenza di alunni disabili le classi non devono, di norma, superare il numero di 22 alunni”.
Con la nuova nota n. 1157, pubblicata l’8 agosto u.s., il Miur, invece, rettifica quanto precedentemente comunicato e richiamando la nota prot.n. 1153 del 4 agosto u.s., avente pari oggetto, precisa che: “per mero errore materiale, nell’ultimo capoverso è stata riportata l’errata indicazione, di norma, di 22 alunni per classe, in caso di presenza di alunni disabili, anziché, di norma, di 20 alunni per classe, così come previsto dall’articolo 5, comma 2 del D.P.R.n.81/2009.
In definitiva, gli alunni di una classe delle scuole pubbliche di ogni ordine e grado, in presenza di studenti con disabilità, devono essere al massimo venti.
E meno male che il Miur ha rimediato al “mero errore materiale” dello scorso 4 agosto.
Tuttavia, anche se conclusasi con un lieto fine, questa triste vicenda non ci lascia ben sperare e non ci fa dormire sonni tranquilli.
Innanzitutto, perché la Nota n. 1157 del Miur, anche se migliorativa di quella precedente del 4 agosto, ripropone uno degli elementi più critici che sembrava superato dello schema iniziale del Decreto attuativo della Buona Scuola n. 378/17 sull’inclusione scolastica, e cioè che esso non stabiliva l’inderogabilità del numero di 20 alunni per classe in presenza di disabili, prevedendo che ciò avvenga soltanto in virtù della generica dicitura “di norma”.
Per ultimo, ma non certo ultimo, per chi scrive, pensare che una problematica così delicata e centrale per la realizzazione del progetto di vita indipendente delle persone con disabilità come il processo di inclusione scolastica possa essere in balia ed alla mercè della superficialità degli Uffici del Ministero dell’istruzione e dei loro refusi, è davvero inaccettabile in un Paese come il nostro, che si pregia di avere la legislazione più avanzata al mondo nel settore.
Come dire che, in Italia, ancora troppo frequentemente, viene prima la burocrazia ministeriale, con le sue non sporadiche clamorose “sviste” e poi i diritti fondamentali dei cittadini.

“Astronomia da toccare” – Palazzo della Gran Guardia sabato 28 ottobre – domenica 29 ottobre 2017

In occasione del 40° anniversario della fondazione del Circolo Astrofili Veronesi, era stata allestita una mostra della durata di due mesi dal 4 luglio al 26 agosto 2017.
All’interno di questa mostra erano state organizzate tre giornate con attività e laboratori per spiegare l’astronomia alle persone non vedenti.
Si tratta di un percorso con sei attività: costellazioni, Sistema Solare, dimensioni delle stelle, mostra meteoriti, pannelli in Braille, pianeti in 3D da toccare.

L’evento verrà ripetuto in occasione della Seconda Festa dell’astronomia che si terrà nel pomeriggio di sabato 28 ottobre  2017 dalle 14:30 alle 18:00 e domenica 29 ottobre 2017 dalle 9:00 alle 18:00 presso il Palazzo della Gran Guardia in piazza Bra a Verona.

Ci saranno volontari che guideranno nell’esplorazione di queste attività le persone non vedenti e ipovedenti.

Qui di seguito il link del comunicato stampa sul sito CAV: http://www.astrofiliveronesi.it/festa-astronomia.html

Qui di seguito il link della comunicazione facebook

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Qui di seguito il link della locandina della manifestazione

 

Il lavoro e i fisioterapisti non vedenti, di Giovanni Cancelliere

Autore: Giovanni Cancelliere

La nostra storia di professionisti sanitari nacque negli anni sessanta quando l’attenzione al sociale iniziava a fare i primi passi, il non vedente passava da soggetto passivo della società a risorsa lavorativa per alcune professioni come quella del centralinista e del massaggiatore, in prima istanza, e massofisioterapista successivamente.
Tutto questo avveniva con concetti avanzati per il periodo storico sopra menzionato, quasi un laboratorio sperimentale sottoposto a tutela.
I soggetti non vedenti venivano definiti, per la prima volta, lavoratori integrati nel mondo dei “normali”.
Si pone in evidenza che, prima di questo importante passo, il non vedente veniva considerato soggetto tutelato e protetto dagli istituti speciali, in cui poteva sperimentare la vita fuori dalle mura domestiche, e doveva sviluppare modalità di approccio di relazioni interpersonali. Oggi, gli istituti speciali rimasti attivi, sono visti come ghettizzanti.
Il sistema sociale e lavorativo descritto in premessa, è andato avanti fino alla metà degli anni novanta.
Alla fine degli anni ottanta, come studenti, ci eravamo accorti che era diventato un sistema scolastico e professionale obsoleto. il livello di preparazione era scarso e necessitava di una Riforma Strutturale legata al cambiamento della società, forse perché, chi dirigeva gli istituti, aveva paura di perdere ciò che, con tanta fatica era stato acquisito.
La Riforma che chiedevamo era la riformulazione dei corsi delle scuole professionali di stato da tre a cinque anni, ottenendo così un diploma di Stato con una doppia funzione:
– diploma di massofisioterapista;
– titolo di maturità da spendere come opportunità di accesso all’università per chi avesse voluto continuare gli studi al di fuori della formazione obbligatoria che vigeva in quel periodo.
Persa questa opportunità, il massofisioterapista ha mantenuto la tutela del lavoro che, se per i diplomati pre-99, è rimasta una garanzia, con il cambiamento delle regole in materia di formazione, è divenuta illusoria per la generazione post-99,.
L’unico gruppo che ha voluto sviluppare una proposta nuova è stato quello della Dott.ssa Zecchi dell’UICI toscana e dell’università fiorentina: tutt’oggi ancora l’unico corso con una quota di cinque non vedenti tutelati alla formazione in fisioterapia.
Di contro dobbiamo dire che moltissimi colleghi non hanno voluto relegare la propria professionalità a strumento di sopravvivenza ma, sentendo il bisogno morale di stare al passo con i tempi e di competere con i colleghi vedenti, hanno dimostrato le altissime capacità che l’organo visivo ha negato.
Il motivo di essere professione equipollente alla nuova figura unica del fisioterapista è dovuto dal contesto del titolo statale triennale, ma soprattutto dalla validità dimostrata praticamente sui posti di lavoro, alla storia e all’amor proprio.
Dagli anni novanta ad oggi tante cose sono state modificate, per certo chi ha voluto stare ai tempi e sentirsi riabilitatore ha continuato, in tanti casi, a migliorare la propria professionalità, meglio di molti colleghi vedenti.
Oggi, ci sono personaggi, a vent’anni dalla definizione del profilo del fisioterapista, che mettono ancora in discussione la possibilità che un non vedente possa essere un riabilitatore. Tale figura è stata regolamentata dalle Leggi dello Stato, ha superato le perplessità dell’Associazione più rappresentativa della figura professionale dei fisioterapisti (A.I.F.I.-Associazione Italiana Fisioterapisti), tuttavia viene ancora mal tollerata dal mondo accademico.
Come dovremmo vedere la nostra professione per i ragazzi di oggi?
La mia generazione dei 50 anni e quelle successive hanno la loro storia, che poco possono affiancare ai ragazzi di oggi, sia nei mezzi tecnologici, che hanno permesso loro di avere i percorsi formativi dell’obbligo e della media superiore, sia nelle strutture di sostegno anche se precarie e insufficienti per uno Stato moderno, non in circuiti ghettizzanti quali gli Istituti. Sicuramente bisognerà chiedere loro quali sono le aspettative di autodeterminazione come persone e ragionare, in qualità di adulti, sulle opportunità di facilitazione non limitando le scelte solo nel vincolo delle professioni già esistenti.
Questo ragionamento prospettico è proprio di chi ha vissuto a pieno la forma mentis del riabilitatore di cui dobbiamo vantarci di avere: creare opportunità a 360* e non salvaguardare solo l’esistente. Questa deve essere la mission di chi si impegna a rappresentare la nostra Associazione. Si rende sempre più necessario interagire con la generazione dei nostri figli cercando di evitare che ciò che a noi è stato parzialmente negato venga negato anche a loro. L’ostacolo principale che si manifesta nella scelta di un percorso formativo è determinato, nel caso della fisioterapia, dai test di ingresso, in special modo quelli di logica figurativa e geometrica: l’affiancamento di un tutor durante lo svolgimento, a norma delle leggi che tutelano la possibilità di partecipazione per i disabili visivi, non è garanzia di effettiva valutazione da parte del candidato perché una prima interpretazione viene fatta dal tutor.
Il lavoro è il fondamento di quella autonomia che l’essere umano auspica di raggiungere di tipo economico, professionale e sociale, modificare in collaborazione con chi governa la formazione (MIUR), nel rispetto di tutti ma soprattutto di noi stessi deve essere il cardine o uno dei cardini della mission di dirigenti, permettere la sostituzione di tali limiti ci potrà condurre a una condizione paritetica di competizione nei corsi delle facoltà a numero programmato.
Quello che auspico ai futuri fisioterapisti è che tale professione se la saranno scelta per passione e non come necessità obbligata; le possibilità di rinvigorimento della figura del professionista sanitario oggi dipende dalle probabilità di abbattimento dei test che abbiamo descritto sopra, dalla capacità delle sedi territoriali di interagire con le università presenti nei vari territori per ampliare l’offerta formativa riservata ai fisioterapisti, la capacità di chi ha funzioni esecutive di sfruttare il DDL Lorenzin intervenendo e interagendo con gli organi parlamentari e ministeriali per sfruttare le potenzialità della neo creazione delle nuove professioni sanitarie del chiropratico e dell’osteopata.
il Comitato Tecnico Scientifico Nazionale dei Fisioterapisti e Massofisioterapisti ha lavorato per creare opportunità lavorative prendendo in considerazione due documenti del passato:
-modificato e proposto un miglioramento compatibile con i cambiamenti del tempo della proposta di legge fatta nel 2009 dal Sen. D’AMBROSIO-LETTIERI riguardante la Legge 29/94 e acquisita negli atti dell’ultima Direzione Nazionale;
-rivalutata la proposta di legge dell’On. GRIBAUDO per coloro che preferiscono intraprendere un percorso professionale non sanitario.
Le sfide che attendono tutti noi potranno produrre un rinnovamento professionale se saremo in grado di interpretare e essere parte dei cambiamenti descritti e auspicati sopra, senza rincorrere vecchi ricordi del passato che poco hanno a che fare con i nostri ragazzi e il loro attuale grado di cultura; la nostra professione può non morire solo se si rinnova e sia attrattiva perché interessa chi la dovrà praticare.
A tale scopo il Comitato Tecnico ha ritenuto opportuno organizzare un corso formativo altamente professionalizzante, restando fedele a quei dettami di aggiornamento e rinnovamento che si è dato nel suo insediamento, proponendo il corso del “Metodo TICCHI e trigger point” in collaborazione con I.Ri.Fo.R Nazionale, sapendo bene che l’aggiornamento delle competenze è e dovrà essere sempre di più la discriminante tra quello che siamo stati e quello che dobbiamo essere: lasciando alle nostre spalle la nostalgica tentazione del crogiolarci, vittime degli anni che trascorrono senza prospettiva per chi ci segue.
I Componenti il Comitato hanno ritenuto che la formazione da noi proposta sarà itinerante, valorizzando i territori, ritrovandoci in città diverse per renderci un po’ più “squadra”; la nostra prima tappa sarà la città di Salerno e si allega il link dove acquisire tutte le informazioni per iscriversi: http://www.irifor.eu/comunicato-n-27-attivita-formative-anno-2018-evento-formativo-nazionale-per-fisioterapisti-e-massofisioterapisti-metodo-ticchi-e-trigger-point-salerno-16-18/
Il nostro agire deve avvalersi di obbiettivi utili per chi rappresentiamo altrimenti è sterile apparenza del vacuo egocentrismo.

 

Matera 12 ottobre 2017
per conto dei Componenti il CTSN

il Coordinatore Dott. Giovanni CANCELLIERE

 

 

 

 

 

 

 

Roma – Giornata Nazionale del cane guida

Come ogni anno, la Giornata Nazionale del cane-guida rappresenta un momento di sensibilizzazione sulle problematiche quotidiane dei non vedenti e sul diritto alla mobilità. Quest’anno l’iniziativa di informazione e sensibilizzazione sarà indirizzata in particolare verso i giovani e gli studenti: promossa dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Sezione Provinciale di Roma è stata resa possibile grazie alla collaborazione del MIUR, del I Municipio e dell’istituto comprensivo Regina Elena.

Con partenza dalla sede di via Mentana un gruppo di non vedenti con i loro cani guida percorrerà le strade di Roma fino alla scuola primaria Regina Elena, in compagnia di alcuni bambini della scuola Pestalozzi. successivamente, presso la scuola Regina Elena avrà luogo un incontro con i bambini delle due scuole.

Vi invitiamo a partecipare il 16 ottobre alle ore 9.00 presso la sede dell’Uici provinciale in via Mentana 2b da dove partirà la passeggiata. L’iniziativa avrà termine intorno alle 12,30

 

Sport – Barcolana di Trieste

“Per la prima volta, alla Barcolana di Trieste ha partecipato un equipaggio composto da 4 non vedenti; Giuseppe, Romana di Trieste, Matteo di Ancona e Federico di Ferrara. Sono tutti quattro in grado di portare autonomamente una piccola imbarcazione a vela con l’assistenza esterna vocale fornita dall’istruttore che segue con un gommone a motore. Pertanto, sono stati scelti per formare questo equipaggio che quest’anno ha partecipato alla famosa regata nel Golfo di Trieste. L’equipaggio si è classificato al posto 1036 su 1280 barche arrivate.
Federico frequenta i corsi estivi di vela a Sistiana (Ts); l’istruttore di vela e Presidente dell’Associazione FairPlay è Durso Nordio”

equipaggio di non vedenti di Ferrara

Napoli – Open day vela -24 ottobre e 7 novembre 2017

Il comitato pari opportunità dell’UICI di Napoli, grazie alla collaborazione intrapresa con l’ASD Peepul ONLUS, propone 2 giornate finalizzate all’avvicinamento alla vela. In particolare, il 24 ottobre e il 7 novembre ci saranno 2 open day a cui potranno partecipare i nostri soci, i quali gratuitamente potranno usufruire di una prova in barca a vela con istruttori specializzati e preparati.
Le prove si svolgeranno dalle ore 09,30 alle ore 14 presso la base nautica di molosiglio in Via Acton 1, Napoli.

Per info e prenotazioni è possibile contattare Titti Conte al numero: 3929969248; sarà necessario inviare il proprio documento di identità all’indirizzo e-mail all’indirizzo conteti@gmail.com.

Sport – BXC: Ai Patrini Malnate il TROFEO “MAURIZIO PAVAROTTI”

Dopo aver conquistato il Campionato e la Coppa Italia i Patrini Malnate si aggiudicano anche il torneo di fine stagione di baseball per ciechi, dedicato a Maurizio pavarotti, sconfiggendo il Bologna Cvinta White Sox (4 a 1).
Per quanto riguarda le nostre formazioni, i Thunder’s Five si sono fermati nella prima fase mentre i Lampi Milano hanno raggiunto i quarti di finale rimanendo sconfitti dai Blufire Cus Brescia.

Gruppo Sportivo Dilettantistico Non Vedenti Milano ONLUS
Via Vivaio, 7
20122 Milano
tel/fax: +390276004839
Email: info@gsdnonvedentimilano.org
Web: www.gsdnonvedentimilano.org
twitter: https://twitter.com/Gsdnvmilano
Facebook: https://www.facebook.com/GSDNONVEDENTIMILANO

 

Sport- Un “Home Run” per l’inclusione

Nell’ambito della campagna di promozione dello sport della presidenza nazionale, la sezione UICI di Pesaro-Urbino, organizza domenica 22 Ottobre un evento di promozione e diffusione del baseball, una disciplina affascinante e divertente che sta riscuotendo successo tra i disabili visivi. Una giornata in cui atleti professionisti non solo si esibiranno, ma coinvolgeranno tutti i presenti in una sperimentazione individuale del gioco stesso. Il baseball per ciechi è una disciplina riadattata che permette ai disabili visivi di svolgere azioni di gioco come la corsa lungo il diamante in terra rossa in assenza di guida, la battuta e l’intercettazione della palla da parte della difesa in totale autonomia. Quest’evento vuole dare la possibilità di provare in prima persona le azioni che compongono il gioco caratterizzato da autonomia e libertà.

La giornata si svolgerà nello Stadio Comunale di baseball in Via Palestro a Pesaro dalle ore 9:00 alle ore 17:00. L’organizzazione metterà a disposizione il trasporto dalla stazione ferroviaria allo stadio e offrirà un pranzo insieme in allegria e solidarietà. Chi vuol partecipare dovrà portare solo con sé il desiderio di divertirsi e di mettersi in gioco.

Le iscrizioni dovranno essere effettuate entro il 16 ottobre alla seguente email: uicps@uiciechi.it specificando anche l’orario di arrivo e la necessità del transfert. Le preiscrizioni sono necessarie per una miglior organizzazione dell’evento e per l’accreditamento che darà diritto al ritiro di un gadget.

Qui di seguito il programma della giornata.

 

Programma :

9:00 – 10:00  Accreditamento

10:00 – 10:30  Saluti e ringraziamenti delle autorità

10:45 – 12:45 Dimostrazione di azioni di baseball da parte degli atleti esperti FIBS e AIBXC

13:00 – 14:30 Pranzo

15:00 – 17:00 Prove nelle diverse postazioni corrispondenti alle azioni di una partita per gli invitati

 

I genitori non potranno scegliere l’insegnante di sostegno, di Gianluca Rapisarda

Autore: Gianluca Rapisarda

Nei mesi scorsi, subito dopo la pubblicazione in GU del Decreto attuativo della Buona Scuola n. 66/17, tanti Giornali ed addetti ai lavori avevano salutato con toni trionfalistici e celebrativi l’art 14 dello stesso, ai sensi del quale, si aprirebbe alle famiglie la possibilità di intercedere a favore di questo o quel bravo supplente, che nel corso dell’anno scolastico si sia contraddistinto per il suo lavoro con l’alunno disabile.
Effettivamente, il testo stabilisce che «al fine di agevolare la continuità educativa e didattica e valutati, da parte del dirigente scolastico, l’interesse dell’alunno e l’eventuale richiesta della famiglia, ai docenti con contratto a tempo determinato per i posti di sostegno didattico possono essere proposti, non prima dell’avvio delle lezioni, ulteriori contratti a tempo determinato nell’anno scolastico successivo.”
Tutto sembrava pronto già per questo nuovo anno scolastico ma, qualche giorno fa, la “macchina” organizzativa si è improvvisamente inceppata.
Infatti, la burocrazia ministeriale non sempre è così efficace. Innanzitutto, perché il Decreto è stato inviato al Consiglio superiore della pubblica istruzione solo ad agosto. Nel frattempo il ministero è rimasto in attesa. Alla fine il Cspi si è pronunciato, sentenziando che “occorre una conciliazione tra le esigenze del ministero che vorrebbe garantire la continuità didattica ai supplenti richiesti dalle famiglie e i diritti individuali dei lavoratori.”
Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione si incontrerà di nuovo il prossimo mese per approfondire la questione, per poi passare definitivamente la “palla” al Consiglio di Stato ed attendere chissà quanto ancora.
La nuova regola prevista dalla Delega sull’inclusione era stata fortemente criticata dall’ANIEF e dal mondo sindacale, secondo i quali, la scelta su un lavoratore pubblico non può essere fatta da chi non ha competenze per valutare la didattica speciale.
Pur rispettando quanto eccepito dal mondo sindacale e dall’ANIEF, mi permetto di non condividerne le perplessità. Non concordo con loro, perché credo che in merito al provvedimento sull’inclusione licenziato lo scorso aprile, essi abbiano sbagliato clamorosamente “bersaglio”.
Fossi in loro, invece, concentrerei le mie energie e profonderei tutti gli sforzi per impedire ed evitare una volta per tutte che nel mondo della scuola si continui ancora a parlare di «supplenti a contratto determinato», dal momento che il vero “paradosso” del sostegno italiano è che – malgrado la neonata Delega – il Ministero insista pervicacemente con i docenti di sostegno supplenti (spesso privi di competenze specifiche sulla didattica inclusiva).
Tale perverso meccanismo corporativo va denunciato con forza, in quanto va a solo detrimento dei bisogni educativi degli alunni con disabilità e del loro successo formativo.
Anziché inseguire falsi problemi, i Sindacati e l’ANIEF dovrebbero battersi con maggiore decisione per un piano a lungo termine di stabilizzazione e assunzione dei docenti di sostegno, per il loro definitivo passaggio dall’attuale organico di fatto a quello di diritto, per il loro vincolo al segmento formativo dell’alunno con disabilità e per il potenziamento dei CTS (inspiegabilmente cancellati dalla Buona Scuola), tutti interventi strutturali e di sistema che purtroppo non sono previsti dalla tanto pontificata nuova riforma dell’inclusione, con buona pace della continuità didattica.