I nuovi impegni dell’Unione a favore degli Ipovedenti
Da poche ore si è concluso il XXIII Congresso Nazionale della nostra Unione e mi giunge spontaneo ripensare ai quattro giorni trascorsi a Chianciano. Il mio pensiero vola indietro negli anni (tanti… fino a metà degli anni ’70!) quando partecipai al mio primo congresso e stentavo a comprendere i vari risvolti delle strategie che i candidati mettevano in campo per essere vincenti nella contesa.
Tanti congressi sono trascorsi da allora e l’esperienza maturata mi ha fatto meglio comprendere tutti i “dietro le quinte”. Tra l’altro, ho vissuto quest’ultima esperienza non da candidato, ma da invitato: ho potuto quindi seguire le strategie congressuali in veste di spettatore e questo, di certo, è stato divertente.
Ma veniamo ai problemi che riguardano la categoria degli ipovedenti: che cosa è emerso da quest’ultimo congresso? L’intenzione era di proporre una mozione congressuale concisa e con pochi punti, pienamente attuabili nel prossimo quinquennio; le esigenze incombono per dare risposte ad una categoria, gli ipovedenti, che pur a pieno titolo socia dell’Unione è sovente dimenticata dalla nostra dirigenza, perché le problematiche da affrontare sono difficili e le competenze specifiche mancano, anche perché pochi sono gli ipovedenti medio-gravi e lievi iscritti. Se vogliamo chiamarci “Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti” è però gioco forza dedicare attenzione a tutti coloro possono essere, a pieno titolo, soci della nostra associazione, senza discriminazioni.
Mi auguro che le indicazioni fornite dalla mozione congressuale potranno essere di stimolo anche alle nostre strutture periferiche per svolgere iniziative a favore della categoria. E attenzione: le problematiche oggi individuate non vanno considerate totalmente esaustive circa le necessità degli ipovedenti: bisogna aspettarsi che nei cinque anni di questo mandato altre necessità possano emergere. La società è in continuo movimento e ci offre sfide ogni volta nuove da affrontare.
Scorrendo gli elenchi degli eletti, appuro che molti di essi sono alla loro prima esperienza a livello nazionale; mi auguro che il loro entusiasmo da neofiti possa contribuire a risolvere i problemi di natura legislativa che riguardano non solo gli ipovedenti, ma anche i soci storici della nostra Unione. Da queste righe invio a tutti e tutte loro le mie più sincere congratulazioni con l’augurio di essere vincenti nelle battaglie che li attendono nei prossimi anni.
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Sport – Il debutto dell’A.S.D. Olympic Beach Tirrenia alla Seconda Edizione dell’omonimo sport
Dalle ore 14:25 di venerdì 30 ottobre alle ore 11:30 di domenica 01 novembre, si è svolta la seconda edizione del torneo di Showdown Olympic Beach, presso l’omonimo centro federale, Olympic Beach Centro Le Torri a Tirrenia.
Tra i 66 atleti di cui, 28 donne e 38 maschi, delle 16 società circa, che hanno aderito, vi è anche la neo nata A.S.D. Olympic Beach Tirrenia che ha debuttato con i suoi 4 atleti, conquistando la ventitreesima e la venticinquesima posizione nella classifica femminile, e la trentesima e trentunesima posizione nella classifica maschile.
In occasione di questo evento e per il suo esordio in questo secondo torneo, la stessa A.S.D. Olympic Beach Tirrenia, ha voluto inaugurare il momento in seconda serata di venerdì, con un piccolo ma significativo rinfresco offerto a tutti i presenti, proprio come input e invito alla socializzazione sportiva e personale tra gli atleti, accompagnatori e qualsivoglia altra persona!
Il trionfo sembra essere davvero senza precedenti in questa edizione per questo sport, dopo le 52 presenze atletiche dello scorso anno, tra maschili e femminili.
Il venerdì pomeriggio hanno preso il via i primi gironi sia maschili che femminili, permettendo nella giornata di sabato lo svolgimento degli altri incontri fino a raggiungere, nella domenica mattina, dopo aver disputato le partite per i quarti di finale e le semi finali, lo svolgimento delle finali per l’assegnazione del quarto e terzo posto, e in fine, la finalissima per il secondo e primo posto, ovviamente sia per la classifica femminile che per la classifica maschile, concludendo in bellezza l’evento sportivo molto sentito al momento tra i disabili visivi.
E non poteva certo mancare la parte più ambita di tutti gli atleti, ovvero la premiazione con la presenza chiaramente dei politici delle varie associazioni sportive locali di appartenenza!
Segue in calce la classifica finale redatta dalla FISPIC!
L’organizzazione in generale, con i relativi direttori a capo, sia per il team del torneo e soprattutto per il team del centro federale, è stata impeccabile, non ultimo quello arbitrale che se pur facente parte del primo team, è stato superlativo, specialmente da quando a capo di questo, per la seconda volta, c’è un nuovo direttore di giuria nonché già direttore degli stessi arbitri!
Ma a questi ultimi signore e signori, che hanno arbitrato per circa dodici ore giornaliere nella giornata di sabato oltre il pomeriggio di venerdì e la mattina della domenica, cosa gli va detto? Cosa gli va riconosciuto? Cosa gli va dimostrato? Quanto meno un vero, grande e sincero sentito e pubblico ringraziamento da parte di tutti nessuno escluso, io credo, o no? Anche il servizio di controllo e info del tabellone delle partite e dei gironi che è iniziato il venerdì, fino alla domenica pomeriggio, quando si è fatta l’ora degli accompagnamenti con i transfert degli atleti, da e verso le stazioni ferroviarie e l’aeroporto, come già per il venerdì, ha tenuto botta alla grande, nonostante le mille difficoltà che non mancano mai e i mille cambiamenti dell’ultimo istante!
L’Olympic Beach Centro Le Torri, nonché lo stesso centro federale dello Showdown, che oltre a preoccuparsi dell’organizzazione per il secondo torneo, ha dovuto in primis occuparsi anche di tutta la gestione dei pernottamenti, dei pranzi e delle cene e tutto quanto vi è attorno, per la riuscita al meglio dell’evento, con tutto il suo personale che è stato eccezionale come sempre!
A dimostrazione di ciò, è il fatto che il successo si è ripetuto anche quest’anno, superando la scorsa edizione con 52 atleti, mentre quest’anno erano 66, più tutti gli accompagnatori ed operatori dell’evento! Un particolare grazie affettuoso e sentito, va a tutto il personale che ha ruotato intorno alla reception, il bar, la sala da pranzo, cucina e non ultimo il personale dei piani delle camere.
Per l’A.S.D. Olympic Beach Tirrenia
Luigi Loglisci
Segue il breve riassunto e la classifica femminile e maschile scritta dalla FISPIC il giorno successivo sul proprio sito!
Si è concluso oggi a Tirrenia il 2° Torneo nazionale individuale “Olympic Beach” di Showdown. I favoriti della vigilia sono riusciti a conquistare l’ambìta competizione. Infatti, in campo femminile ha trionfato Chiara Di Liddo. L’atleta dell’Asd Uic Bari, quarta ai Mondiali IBSA di Seul, nella finalissima ha battuto Maria Pia Sarli della Polisportiva UICI Torino. Tra i maschi successo di Marco Ferrigno. L’atleta dell’Asd P.A.T. Bologna, vincitore della medaglia d’argento a Seul, ha avuto la meglio di Luca Liberali (Gsd non vedenti Milano) in una finale molto combattuta.
Risultati fase finale
Quarti di finale donne 1° set, 2° set, 3° set Di Liddo-De Fazio 11-0, 12-2 Zini-Buttiglione 9-11, 12-8, 4-11 Buttitta-Sarli 11-3, 5-12, 9-11 Mauro-De Nuzzo 11-7, 12-9
Semifinale donne 1° set, 2° set, 3° set
Di Liddo-Mauro 9-12, 11-5, 12-5 Buttiglione-Sarli 9-11, 7-11
Finale 3°/4° posto donne 1° set, 2° set, 3° set
Mauro-Buttiglione 12-2, 4-11, 12-3
Finale 1°/2° posto donne 1° set, 2° set, 3° set
Di Liddo-Sarli 11-3,12-0, 11-0
Quarti di finale uomini 1° set, 2° set, 3° set Ferrigno-Russo 11-4, 11-2 Santini F- Scarso 7-11, 10-12 Liberali-Abate 11-8, 6-11, 11-0 Massola-Leo 6-12, 5-12
Semifinale uomini 1° set, 2° set, 3° set
Ferrigno-Leo 12-10, 12-10 Scarso-Liberali 2-11, 3-12
Finale 3°/4° posto uomini 1° set, 2° set, 3° set
Leo-Scarso 10-12, 12-5, 9-12
Finale 1°/2° posto uomini 1° set, 2° set, 3° set
Ferrigno-Liberali 11-6, 8-12, 15-13, 11-5
Classifiche Finali
Donne
1 Di Liddo
2 Sarli
3 Mauro
4 Buttiglione
5 De Nuzzo
6 Buttitta
7 Zini
8 De Fazio
9 Pontiroli
10 Balbo
11 Passero
12 Fabbri
13 Stabile
14 Canino
15 Cavallaro
16 Tranchina
17 Punzo
18 Nobile
19 Folino
20 Pitrelli
21 Casaro
22 Da Pozzo
23 Carota
24 Rossi
25 Mignani
26 Tumino
27 Andrighetti
28 Capitanio
Uomini
1 Ferrigno
2 Liberali
3 Scarso
4 Leo
5 Massola
6 Abate
7 Russo
8 Santini F
9 Furioni
10 Iorio
11 Garay
12 Cimini
13 De Rosa
14 Cesena
15 Battaglia
16 Avataneo
17 Carrai
18 Mongelli
19 Greci
20 Barazzetta
21 Pricoco
22 Ragusa
23 Santini R
24 Piantoni
25 Buelloni
26 Bazzano
27 Miceli
28 Camodeca
29 Schirru
30 Loglisci
31 Sicchiero
32 Giorgio
33 Giglio
34 Cecilioni
35 Mingione
36 Falcier
37 Iammarino
38 Ros
Stato dell’arte sui registri scolastici on-line, a fine anno 2015 dopo l’inizio dell’anno scolastico 2015/2016, e breve storia, di Nunziante Esposito
Sono ormai passati più di due mesi da quando è iniziato l’anno scolastico, ma questa volta non abbiamo avuto le solite email di protesta che negli ultimi due anni avevamo avuto dai tanti insegnanti disabili visivi che hanno dovuto iniziare ad usare obbligatoriamente i registri digitali on-line.
Personalmente ho avuto il primo contatto con un registro digitale on-line nel 2008, quando ebbi occasione di indicare ai programmatori di Infoschool quali erano i problemi di accessibilità di quel registro, uno di quelli usati nelle scuole italiane, quando l’insegnante Daniela Floriduz mi fece partecipe dei suoi problemi di accessibilità del lavoro che era chiamata a fare con un applicativo Web che doveva cominciare ad usare in via sperimentale.
I problemi generali e seri di questo tipo sono iniziati nella primavera del 2012, quando, quasi a fine anno scolastico, nelle scuole italiane è arrivata la prima circolare del Ministero della Pubblica Istruzione (MIUR) con la quale si informavano gli insegnanti del prossimo uso obbligatorio dei registri digitali on-line. Ovviamente, i primi a preoccuparsi sono stati gli insegnanti disabili visivi, perché, utilizzando tecnologia assistiva nell’utilizzo del computer e dei nuovi dispositivi touch-screen che da poco stavamo cominciando ad usare anche noi, avevano intuito immediatamente quale potesse essere il problema immediato da affrontare: l’inaccessibilità di questi software.
Siamo stati interpellati ed investiti come commissione OSI di questo problema e ce ne siamo occupati io come non vedente e Massimiliano Martines come ipovedente, facendo da filtro tra gli insegnanti ed i responsabili delle società di questi software. In sostanza, sono stati da noi analizzati i software più comunemente usati e per i quali avevamo avuto le prime email di segnalazione.
I software analizzati e che abbiamo seguìto da vicino per tre anni e fino alla loro totale accessibilità, sono:
– Nuvola di Madisoft.
– ScuolaNext di Argo software.
– Infoschool di Biblioteca Spaggiari.
– RE su piattaforma AXIOS.
Per il primo registro sopra indicato, non abbiamo dovuto fornire nessuna indicazione in quanto questo registro, essendo stato programmato in USA, dove se non si rispetta l’accessibilità non è facile avere i permessi per vendere un prodotto, è risultato completamente accessibile. Unico neo, se lo si può chiamare così, è una schermata nella quale per poter scaricare i file delle circolari che emette la scuola, c’è bisogno di usare il cursore simulato del mouse. Insomma, una sciocchezza. Comunque, anche questo piccolo problema è stato segnalato ed è stato risolto in brevissimo tempo.
Per il registro Scuola Next di ARGO Software, ad oggi non ci sono più problemi ed il software proposto è completamente accessibile. Inoltre, c’è da dire che noi della Commissione OSI non abbiamo partecipato direttamente ai test, perché fin dall’inizio i contatti diretti con i tecnici di questa software house non li abbiamo mai avuti. Inoltre, quando li ho cercati, molto probabilmente per qualche frainteso mai chiarito, non è stato possibile dialogare direttamente con loro. Addirittura, mi sono preso anche dell’arrogante dal responsabile della programmazione, ma non importa, alla fine quello che è importante è solo il risultato raggiunto: totale accessibilità.
Comunque, per due anni, il lavoro di test è stato eseguito dalla Commissione OSI ugualmente, anche se in modo indiretto e seguendo via Skype una insegnante che usava i registri .
Il primo approccio con ARGO Software lo abbiamo avuto tramite un insegnante di Bergamo, Alessandro Ricotta, e la Commissione OSI ha potuto recapitare loro il test che attestava l’inaccessibilità totale del loro prodotto Scuola Next.
Successivamente, come suddetto, i test è stato possibile farli tramite l’insegnante Maria Rosaria Falco che si era rivolta a me per avere un aiuto a capire se era possibile aggirare, tramite comandi particolari di Jaws i problemi che aveva il software.
Ad un certo punto ci si è messo anche qualcuno a peggiorare i rapporti con i tecnici di ARGO, dando per accessibile anche quello che oggettivamente non era accessibile.
Faccio una parentesi molto importante per chi è demandato a fare il lavoro che facciamo noi della Commissione OSI, un lavoro di puro volontariato.
Anche se a queste cose ci sono abituato da 15 anni di attività di test che ho sempre fatto con cura, con passione e soprattutto con la competenza che l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti mi ha fatto acquisire con dei corsi appositi, mi sono anche dovuto subire delle offese da parte di chi ha combinato questo pasticcio. Che dire: più si è ignoranti in materia e più si cerca di ostentare la preparazione che non si possiede.
Meglio lasciar perdere, tanto non è la prima volta e non sarà l’ultima che un disabile visivo ha un comportamento simile. Purtroppo, non se ne rendono conto, altrimenti non sarebbe mai avvenuta una cosa del genere.
La lungimiranza del presidente nazionale Tommaso Daniele, nel lontano 2001 impose di costituire un gruppo di esperti capaci di tenere i contatti con i programmatori Web e mirava ad evitare proprio questo tipo di problema che si ripresenta ogni tanto, insomma, una sorta di filtro tra chi rileva i problemi ed i programmatori. Purtroppo, ed è difficile da far capire, quando uno di noi da per accessibile quello che accessibile non è, chi si trova dall’altra parte a risolvere i problemi che gli vengono sottoposti, gli viene fornito la certificazione di un disabile visivo e non si rende conto che il problema non lo ha ancora risolto.
Quando avviene un qui pro quo del genere, quando si interviene come Commissione OSI, organo costituito per questi rapporti dall’Unione, è molto difficile poi far capire il contrario di quello che gli hanno già certificato con imperizia e incompetenza.
Poi, la conseguenza logica è quella di avere una discussione, e certe volte anche accesa, quando non ti ignorano e se ne fregano di apportare le modifiche che vengono chieste.
Terminata la parentesi, ora è facile dire che fortunatamente per gli insegnanti, questa ultima cosa non è avvenuta e alla fine ARGO ha prodotto un software innovativo, completamente accessibile ed usabile, per cui, vanno fatti i complimenti ai programmatori che sono riusciti a produrre l’accessibilità per il loro prodotto.
Con il computer, tale software si usa con Google Chrome, assistiti da uno screen-reader costituito da un plug-in apposito che funziona solo con questo browser. Inoltre, si può usare anche agevolmente con Mozilla Firefox assistito da Jaws. come risultato finale un ottimo lavoro.
Va dato merito inoltre che, anche se hanno creato un applicativo apposito, usabile con Google Chrome nel quale deve essere installato un plug-in particolare, una sorta di screen-reader apposito per questo browser, hanno risolto il problema in modo molto brillante.
Per quanto riguarda invece i device touch-screen, con questi dispositivi si viene assistiti in modo molto adeguato nell’uso del software con uno screen-reader apposito e preinstallato sui dispositivi stessi.
Il lavoro è stato fatto così bene, ne ho avuto notizia in questi giorni dalla professoressa Maria Rosaria Falco, che un disabile visivo riesce ad usare questo registro digitale on-line in modo molto semplice, tanto che il disabile visivo può tranquillamente aiutare anche qualche vedente non molto preparato nell’uso di questi tipi di software Web.
Per i registri Infoschool della Biblioteca Spaggiari, problemi seri non ne sono stati riscontrati sin dall’inizio dei test e sono stati riscontrate inaccessibili solo le tabelle dei registri, risultate inaccessibili con lo screen-reader Jaws.
Messe a posto le tabelle, in questo inizio anno scolastico ho avuto notizia che anche i piccoli problemi di usabilità ed un solo problema di accessibilità sono stati completamente risolti. Anche con questa società abbiamo concluso con un risultato pieno e soddisfacente con una accessibilità totale.
Infine, ultimo, ma non ultimo, soprattutto per la disponibilità totale dei responsabili della AXIOS e del programmatore, RE di AXIOS è completamente accessibile. Infatti, ad inizio anno è stato risolto l’ultimo problema segnalato dagli insegnanti per cui anche a questa società gli va dato merito di aver messo a disposizione un prodotto completamente accessibile.
E’ vero che abbiamo impiegato quasi due anni, assieme agli insegnanti, per poter avere i 4 registri digitali on-line completamente accessibili, ma questo non dipende certamente da noi, perché, fino a quando in Italia la legge sull’accessibilità non impone sanzioni o divieti di vendita quando i prodotti non rispettano la legge, nemmeno le software house si preoccuperanno e non avranno nessun interesse a mettere in commercio prodotti accessibili.
Non lo so se per qualcuna delle tre società ARGO, Biblioteca Spaggiari o per AXIOS sarà capitato, ma tante volte capita anche di non essere a conoscenza dei problemi che si creano ai disabili visivi quando si mette in commercio un software non accessibile.
Intanto, per questo motivo l’Unione ha messo in campo la Commissione OSI, un gruppo di esperti che riesce quasi sempre a dare quel supporto tecnico necessario ai programmatori che se ne avvalgono, per far comprendere i problemi dei disabili visivi e mettere i programmatori in condizione di risolvere i problemi rilevati con i test che vengono eseguiti con le tecnologie assistive più utilizzate.
Come è avvenuto per la firma digitale di Poste Italiane, anche per questi registri e per più di tre anni, ho fatto io i test per i non vedenti, mentre per gli ipovedenti ha fatto i test Massimiliano Martines, lavoro eseguito come componenti della Commissione OSI.
Nelle ultime settimane, come è avvenuto per tanto tempo per i problemi, ho avuto contatti via telefono o via email con gli insegnanti che abbiamo seguito durante i test di accessibilità ed usabilità dei registri sopra indicati ed ho avuto la conferma che al momento abbiamo la piena accessibilità sul campo di questi 4 registri scolastici on-line.
Mi auguro che da parte delle software house si ponga in futuro attenzione a mantenere i registri con l’accessibilità attuale, perché, da parte degli organi associativi avverrà la solita divulgazione di questo risultato ottenuto, rendendo edotti anche i dirigenti scolastici di questo risultato raggiunto, in modo che faranno attenzione a non acquistare software inaccessibile, soprattutto se nella scuola insegnano docenti disabili visivi.
Però, l’esperienza mi fa dire che sicuramente è meglio se si fa un passa parola tra i docenti, in modo che tutti conoscono lo stato dell’arte e intervengono qualora il dirigente scolastico decidesse di acquistare software sconosciuti ed inaccessibili.
Da parte nostra, l’attenzione della Commissione OSI sarà massima come sempre e, restando vigili, raccoglieremo eventuali informazioni da parte dei docenti che vivono i problemi di accessibilità sul campo.
Nunziante Esposito
nunziante.esposito@uiciechi.it
Oasiadi 2015: Sport è vita! Quando la disabilità incontra lo sport, di Beatrice Ferrazzano e Marta D’Agostino
Quando la Responsabile del Centro di Consulenza Tiflodidattica di Foggia (Federazione Nazionale Istituzioni pro Ciechi) ha ricevuto l’invito dall’associazione “A un passo da te” di partecipare alla manifestazione delle Oasiadi, lì per lì ha quasi cestinato la mail, pensando non avesse abbastanza tempo per occuparsi della cosa. Poi proprio in quel momento è accaduto che dinnanzi ai sui occhi si materializzassero i volti di tutti quei genitori che nel corso degli anni avevano condiviso con lei la tristezza di vedere rifiutati i propri figli da ogni palestra perché non “adeguatamente attrezzate”, e al tempo stesso riecheggiassero nelle sue orecchie le voci dei ragazzi ciechi che tante volte le avevano raccontato di essere rimasti in classe con l’insegnante di sostegno, mentre i compagni partecipavano ai giochi della gioventù ed era evidente che non immaginavano neppure cosa fossero questi giochi della gioventù. E allora si è detta perché no? Questo è un treno che non bisognava lasciar passare, a quell’invito bisognava rispondere, e si è messa al lavoro con la sezione UICI di Foggia, sapendo di trovare fiducia e sostegno, costruiti in 15 anni di collaborazione, per organizzare ogni cosa. Ed è così che è nata questa coinvolgente esperienza.
Sabato 17 ottobre 2015 presso il campo Coni di Foggia si è svolta la seconda edizione di Oasiadi, evento sportivo patrocinato da Coni, Unicef, CIP (Comitato Italiano Paralimpico), FISDIR (Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva Relazionale), FIS (Federazione Italiana Scherma), Caritas, CUS e tanti tantissimi altri sponsor ed organizzato dall’Associazione “A un passo da te Onlus” con la partecipazione della Cooperativa Sociale “Cammina con noi”.
Le mini olimpiadi foggiane, intendono diffondere e promuovere la cultura della disabilità e dell’integrazione attraverso il mondo dell’atletica, e sabato mattina hanno visto la partecipazione di moltissimi ragazzi disabili di Foggia e provincia insieme alle loro associazioni.
Tra le finalità perseguite vi sono state:
diffondere e promuovere la cultura della disabilità e dell’integrazione e riconoscerne i diritti
promuovere e favorire esperienze finalizzate alla socializzazione e alla gratificazione attraverso lo sport
migliorare la qualità della vita dei disabili attraverso lo sport e prevenire le condizioni di isolamento ed emarginazione sociale
incentivare a svolgere attività sportiva come forma di crescita, psicomotoria e sociale
creare e far conoscere le reti sociali e le risorse associative del territorio.
Tra i partecipanti anche 8 ragazzi dell’Unione italiana ciechi ed ipovedenti di Foggia accompagnati da alcune educatrici della cooperativa sociale “Louis Braille”.
I ragazzi hanno potuto cimentarsi in più discipline sportive come corsa, salto in lungo, lancio del vortex sperimentando come lo sport è vita. Infatti nello sport ciò che conta è esprimersi, superare i propri limiti e le proprie paure riuscendo a conoscere se stessi, il proprio corpo e le proprie capacità. I sorrisi e l’entusiasmo dei ragazzi quella mattina ne sono stati la conferma.
I ragazzi guidati e accolti da istruttori federati sono stati guidati e accompagnati nelle varie discipline sportive con competenza e preparazione, suscitando l’entusiasmo dei ragazzi che è proseguito per tutto il resto della manifestazione.
L’evento è stata inoltre occasione per socializzare, confrontarsi, crescere e quindi fare squadra anche con gli stessi genitori e parenti dei ragazzi poiché dal confronto nasce la forza e la volontà per credere che tutto è possibile.
Tra le testimonianze e le emozioni raccolte dell’evento ci piace riportare quella di Teresa che sulla sua pagina facebook scrive:
“Oasiadi 2015 al coni di Foggia è stata un’esperienza incredibile!!! Non credevo che avrei fatto attività sportive come la gara di velocità, o il lancio del vortex o il salto in lungo!!!! Non ve ne dovete fregare di un fico secco se dite che i sogni non si realizzano, non lasciateli andare, non importa niente se sono grandi o piccoli!!!!! Un ringraziamento particolare va al mio papi che mi ha permesso di partecipare a questa manifestazione importante!!!!! Bisogna essere liberi di fare quello che ci realizza, perché lo sport è vita!!!! W lo sport!!!!!”
Quindi care Istituzioni, Associazioni, Genitori, Parenti e Ragazzi forza in squadra. E prendendo in prestito uno dei più bei aforismi di Gandhi facciamo in modo di “DIVENTARE IL CAMBIAMENTO CHE VOGLIAMO VEDERE!!!!!”
Sport – Mondiali Paralimpici di atletica leggera di Doha: i risultati dei 100 T11 femminile
Nelle batterie dei 100 T11 (non vedenti) femminile di ieri, 27 ottobre, Arjola Dedaj (guida: Sara Leidi. ) è giunta terza con il tempo di 14:20, non riuscendo purtroppo a conquistare la semifinale.
Arjola chiuderà la sua avventura iridata giovedì 29 ottobre con il salto in lungo T11.
Per seguire le gare:
Www.paralympic.org
www.abilitychannel.tv
www.raisport.rai.it
Sintesi tv alle ore 24:20 Ogni giorno su rai sport 1.
Sito ufficiale dei Mondiali di Doha 2015: http://www.paralympic.org/doha-2015/schedule-results
Una grande avventura, di Cesare Barca
Incontro nella sala virtuale della Commissione nazionale anziani.
Questo titolo potrebbe indurci a ripercorrere il ricordo di romanzi dei secoli scorsi intrisi di sorprese, di eventi straordinari imprevedibili, di racconti fantastici: niente di tutto questo. Qui vogliamo trattare di un avvenimento certamente straordinario, ma decisamente reale e potremo addirittura conoscerlo nella sua integrità nella narrazione che ne farà l’autore, proprio colui che ha vissuto realmente questa incredibile avventura, Alessandro Bordini. È un giovane trentenne che già da bambino amava e praticava lo sport, una persona libera e sorridente che ama socializzare e vivere positivamente le proprie giornate. Operaio attento al proprio lavoro dedicava i momenti liberi allo sport praticando, tra l’altro, la discesa sciistica, lo snowboard e il paracadutismo. All’età di 24 anni un atterraggio sbagliato gli fa perdere completamente la vista. La situazione era certamente pesante, ma Alessandro non accetta di rinchiudersi nella rinuncia: riemerge la sua sete di conoscenza, il suo impulso a vivere fino in fondo ogni momento della sua giornata e, forse proprio a causa della sua cecità, sente prorompente il bisogno di conoscere la realtà che pulsa all’esterno, le città, le persone che riversano per ogni dove le proprie speranze e la loro presenza. Alessandro avverte pulsare dentro una vitalità repressa che necessita di trovare spazi e realizzazioni appaganti e prende la sua decisione: “Faccio il giro del mondo”.
È giunta la primavera, siamo nel mese di aprile del 2013 e Alessandro ha maturato la sua decisione e inizia il suo lungo viaggio in piena autonomia, con una fermezza serena e incrollabile: perché rinunciare e rinchiudersi in se stessi? Il 2 aprile 2013 ha avuto inizio il suo lungo viaggio che lo porterà a visitare cinque continenti e 90 paesi. Viaggiò da solo aiutandosi con il suo bastone e l’iphone. Non fece ricorso ai servizi di accoglienza e di accompagnamento perché ha voluto fortemente dimostrare che, confidando in se stessi e nell’aiuto delle persone che si possono incontrare anche un cieco assoluto può fare il giro del mondo. Non soffermiamoci ora a riflettere e disquisire su una decisione tanto importante di questo giovane colmo di voglia di vivere e di esprimere la propria prorompente fiducia in se stesso e negli altri, in tutti gli altri senza esclusione alcuna. Avremo modo di parlare con lui, di porgergli tutte le nostre domande, di farci narrare le meraviglie di un viaggio che ha dell’incredibile per molti, non per lui.
Ci incontreremo come sempre nella sala virtuale 98 90 50 della Commissione nazionale anziani venerdì 30 alle ore 18. Ho motivo di pensare che saremo in molti perciò non attendete l’ultimo momento per richiedere informazioni per le modalità di ingresso : il sottoscritto, Nunziante Esposito e Pino Servidio vi daranno ogni informazione.
Venite a conoscere Alessandro: sarà bello e corroborante per tutti.
Cesare Barca
Cesare Barca: email cesarebarca@alice.it tel. 329 20 50 972
Nunziante Esposito: nunziante.esposito@alice.it tel. 349 67 23 351
Pino Servidio: email giuseppe.servidio@alice.it tel.335 80 82 002
Savona – Giornata Nazionale del cane guida, di Andrea Bazzano
Venerdì 16 ottobre 2015, in occasione della decima Giornata Nazionale del Cane Guida, l’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti della sezione provinciale di Savona, ha aderito all’iniziativa.
La giornata è stata organizzata grazie alla collaborazione della consigliera Dott.ssa Francesca Auxilia che con il Presidente dell’Associazione savonese Andrea Bazzano, hanno organizzato un incontrato con gli studenti del Liceo Classico Chiabrera Martini di Savona, il quale ha accolto favorevolmente l’iniziativa.
Le classi IV A e 1Cc di codesto Istituto, alla presenza delle rispettive insegnanti, hanno ascoltato con interesse come il cane guida riesca ad essere indispensabile per l’autonomia dei disabili visivi; in particolare il Presidente Bazzano ha raccontato la sua personale esperienza con Teddy, il suo fedelissimo cane guida , presente anche lui in aula.
Agli alunni ed ai loro docenti sono state fornite alcune informazioni in merito all’addestramento nonché alle scuole presenti sul territorio nazionale ed alle leggi che tutelano i cani guida ed i loro proprietari.
L’iniziativa ha avuto successo sia tra i ragazzi sia tra gli insegnanti, si ringrazia a nome dell’Associazione il Liceo Classico Chiabrera Martini per l’ospitalità.
Andrea Bazzano
Irifor Trentino – Prima Giornata provinciale dell’Ipovedente
La Cooperativa Sociale IRIFOR del Trentino Onlus, insieme alla sezione di Trento dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e alla sezione italiana dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità (IAPB Italia Onlus), istituisce la Prima Giornata provinciale dell’Ipovedente, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sulla delicata tematica delle persone, appunto, ipovedenti.
Sabato 24 ottobre si celebra dunque questa prima giornata provinciale in Piazza Duomo, a Trento, dalle 10.00 alle 16.00. Sarà presente l’Unità Mobile Oftalmica della Cooperativa, il camper attrezzato ad ambulatorio oculistico itinerante, che offrirà screening visivi gratuiti, per cui sarà possibile prenotarsi già dalle 10.00 del mattino. La piazza centrale di Trento ospiterà anche il Dark on the Road, la roulotte adibita a bar al buio, per regalare alla popolazione l’esperienza di sorseggiare una bevanda nell’oscurità, sotto la guida di camerieri ciechi e ipovedenti alla scoperta della disabilità visiva e alla riscoperta del potere degli altri sensi. Verrà inoltre predisposto un breve percorso che chiunque potrà fare, con l’ausilio del bastone bianco, utilizzando degli occhiali speciali che simulano le diverse patologie visive e permettono di capire quali difficoltà si trova quotidianamente a dover affrontare un ipovedente. All’interno del gazebo presente in piazza, verrà infine distribuito materiale informativo, fornito dalle realtà trentine e dalla IAPB Italia Onlus.
“Si tratta di una giornata che abbiamo deciso di dedicare all’ipovedente – dichiara il presidente IRIFOR Ferdinando Ceccato – poiché la società spesso non conosce queste patologie, che permettono di fare alcune cose ma ne precludono altre. Mettersi nei panni di chi vive tutti i giorni questa condizione è utile a far capire molte cose”.
Anche Dario Trentini, presidente dell’UICI di Trento, spiega come quest’iniziativa sia davvero importante: “Rappresentiamo l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e sentiamo forte l’esigenza di far conoscere l’ipovisione, nelle sue infinite forme e con le sue peculiarità per trasmettere informazione e permettere ai partecipanti di guardare oltre alla disabilità per comprendere davvero la persona ipovedente”.
Tutta la popolazione è invitata!
La dolcezza del sole settembrino, di Cesare Barca
Il soggiorno settembrino programmato anche quest’anno dalla Commissione nazionale anziani si è svolto con un insolito dinamismo coinvolgendo vivacemente quanti, ed erano davvero molti, avevano da tempo preferito godere di quel mare accogliente, ricco ancora del tepore del sol leone, ben lontano dalla severità autunnale e perfettamente aperto ad una amichevole accoglienza.
Eravamo tutti predisposti a cogliere il frutto di quindici giorni colmi di iniziative e di serenità.
Posso infatti senza ombra di dubbio affermare che si è trattato di un soggiorno dinamico e interessante in cui ognuno, volendolo, ha potuto trovare la propria possibilità di dimenticare momenti vuoti e di solitudine: Una giornata particolare di festeggiamenti per celebrare il venticinquesimo di matrimonio di amici carissimi, un pomeriggio dedicato alla conoscenza reale del metodo di autodifesa, serate di apertura alla reciproca conoscenza, pomeriggi offerti per una intera settimana da Katia Caravello per incontrare gruppi di persone che desideravano aprirsi e dialogare con lei, un concerto pianistico offerto da un amabilissimo concertista che aveva scelto di condividere con tutti noi l’esperienza settembrina a Tirrenia, un bellissimo torneo di showdown, il gioco dedicato a incontri a scopone e briscola e, per concludere, un corroborante concerto di canzoni scelte anni 70, di folklore e gospel, un trattenimento musicale davvero accattivante.
Non va dimenticata la bella escursione a Lucca durata un pomeriggio solamente e, forse proprio anche per questo, ricca di sorpresa, di arte e di conoscenza storica di una piccola città che gode di un profumo quasi paesano e si adagia sul proprio passato per godersi tutta la realtà del suo presente.
Non va certo sottaciuta la scelta di molti di profittare delle lezioni di computer e di utilizzo dell’iPhone offerte da Nunziante Esposito e va ancora elogiata l’attenzione particolare dello staff alberghiero.
Ancora una volta, dunque, l’attività sociale offerta dalla nostra Unione italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ha trovato una conclusione più che interessante e rigenerante.
Anche in questa occasione, dunque, il soggiorno marino anziani 2015 resterà certamente nel nostro ricordo come un vissuto colmo di corroborante amicizia.
Cesare Barca
Firenze – La Decima Giornata dedicata al cane guida, impressioni e commenti di chi ha scelto di partecipare a questa festa, di Elena Ferroni
Venerdì 16 ottobre 2015, non è un giorno come gli altri per chi come me non vede, o vede solo luce e ombra e ha deciso di affidare la sua libertà di movimento nel mondo agli occhi di un cane, nel mio caso una labrador miele con le orecchie morbide di nome Vanda. Dunque è un giorno speciale: è la giornata dedicata al cane guida, giunta alla sua decima edizione. L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS ne ha promosso la celebrazione per la prima volta il 16 ottobre del 2006. Da 10 anni quindi abbiamo a disposizione un appuntamento importante per dire grazie alle scuole di addestramento e raccontare cosa fanno per noi questi meravigliosi animali.
Proprio per tali ragioni, venerdì mattina alcuni non vedenti oltre a me, si sono messi in viaggio da varie parti della Toscana (Livorno, Pisa, Firenze, Lucca, provincia di Arezzo e di Siena). Siamo tutti partiti di buon’ora per confluire nel capoluogo toscano dove ci aspettava un compito davvero importante: prima nella palestra di una scuola media, poi dopo un buon pranzo tutti insieme spostandoci in una piazza centrale della città di Firenze, abbiamo cercato di trasmettere con forza quanto sono preziose le nostre guide a quattro zampe. “Per l’occasione – scherza Massimo – io e John, il mio labrador biondo, ci siamo fatti anche la barba!”
“Devo dire che ho vissuto molto intensamente tutta la giornata e sono rimasta molto contenta dell’interesse dimostrato dalla gente verso i cani e non solo – afferma Luciana – I ragazzi a scuola sono stati molto attenti e curiosi, facendo domande di vario genere. Poi nel pomeriggio in centro eravamo proprio tanti, non vedenti con i cani guida, alcune famiglie affidatarie con i cuccioli e la scuola di Scandicci che ha effettuato delle dimostrazioni pratiche su come viene fatto l’addestramento. Essere tanto visibili in una piazza di Firenze così importante e centrale mi ha riempito di gioia! E’ stato molto emozionante! Si… perché questi esseri speciali per noi fanno veramente una cosa grande e credo che festeggiarli sia il minimo da parte nostra!
Mi auguro che il cane guida sia sempre più conosciuto e riconosciuto”
“E’ stata una giornata memorabile – dice Giuliano – Finalmente una ricorrenza con un solo obiettivo, quello di rendere visibile e più popolare la realtà del cieco aiutato nella sua autonomia dal cane. Personalmente mi sono entusiasmato dell’interesse di tante persone che ci hanno domandato di tutto. Per questo penso che dovremo continuare a farci vedere in tutto il nostro territorio, ancora purtroppo la gente non capisce cosa fa quella persona attaccata al cane, soprattutto come dovrebbe comportarsi nei nostri confronti. Si fa presto a dire che sono magari anche maleducati se non ci danno strada oppure insistono a tenere il loro cane sulla nostra traiettoria, se non sono mai stati educati a questo”.
Ecco poi Aldo che ci fa sorridere, perché ponendo l’accento sullo spostamento avvenuto dopo pranzo nota: “Quando mai si sono visti 6 cani guida tutti insieme su un autobus?”
E Arrivano anche le parole di Vallì per apprezzare un altra sfaccettatura della giornata: “A me è piaciuta l’invasione pacifica delle vie del centro con i nostri cagnoloni, che c’è stata dalla fermata dell’autobus per raggiungere piazza della Repubblica e, al nostro passaggio, le persone che commentavano quanto sono bravi. Inoltre ci tengo a ricordare la presenza degli affidatari e l’importanza del loro ruolo – continua Vallì – Credo che non potremo ringraziare mai abbastanza persone come la signora Anna, che ha avuto 14 cuccioli in affidamento”. Anche Elena descrive in maniera simile la nostra passeggiata per le vie del centro di Firenze: “La grande emozione di andare in giro tutti insieme per la strada, sentendo i commenti della gente che dicono che belli, rivolti ai nostri cani e non a noi. Quindi l’attenzione è stata tutta loro, sui nostri amici a 4 zampe, i nostri occhi, coloro che ci aiutano. Uno slogan per i nostri cani – termina Elena – potrebbe essere uniti per la guida”.
Concludo questa pennellata di commenti ed impressioni dicendo grazie proprio a loro: Alderica, John, Nicol, Rudi, Tabata, Vanda, Zorro e a tutti i cagnoni per il loro esserci sempre. E raccogliendo l’intenzione di chi con me c’è stato in questo 16 ottobre, di continuare insieme a farci vedere e a raccontare, in ogni luogo della nostra vita e in occasioni dedicate, quella relazione così speciale che si crea tra cieco e cane guida e quella libertà di movimento che un tale team a sei zampe può raggiungere se messo nelle dovute condizioni.