Torino – Notiziario audio 011NEWS n. 10-2021

Al seguente link potete ascoltare la nuova edizione del notiziario audio 011NEWS, n. 10/2021 di venerdì 12/3/2021:

https://www.uictorino.it/wp-content/uploads/2021/03/011NEWS-2021-10.mp3?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_campaign=011news-n-102021_202

In primo piano:

•             Covid: contagi in aumento e probabili nuove restrizioni, ma c’è anche qualche novità sul fronte vaccini

•             Settimana mondiale del glaucoma: sabato 13 marzo un seminario on-line per conoscere e prevenire il “ladro silenzioso della vista”

•             Mobilità: arriva un sondaggio europeo per valutare l’accessibilità del trasporto urbano

•             Sport: nuovo successo per la squadra torinese di Torball, terza nella classifica provvisoria di Serie A

Pubblicazione rivista “Corriere Braille” n. 11 15-21 marzo 2021

Si comunica che in data 15 marzo 2021 è stata inserita nel sito la rivista “Corriere Braille” n. 11 15-21 marzo 2021 e che l’ufficio stampa ha provveduto ad inviare alla Biblioteca Italiana dei Ciechi “Regina Margherita” Onlus il file relativo in data 12 marzo 2021. Il link diretto per il prelievo è il seguente:

http://www.uiciechi.it/servizi/riviste/View_Rivista.asp?Id_Nriv=2529

Si riporta di seguito il sommario della rivista:

Il presidente dell’Unione incontra il ministro Erika Stefani

Direzione Nazionale e ripartizione territoriale (di Mario Barbuto)

Braille: via maestra per l’inclusione e l’accesso alla cultura

XIV Giornata Nazionale del Braille (di Vincenzo Massa)

Il Braille nell’era digitale (di Giuseppe Lapietra)

Tecnologia (a cura di Marino Attini)

Calendario riunioni Cda nazionale Irifor

Agenzia Iura (a cura di Roberta Natale).

Per informazioni sulle riviste è possibile scaricare il Listino abbonamenti al link: http://www.uiciechi.it/servizi/somm_stampaassoc.asp

Pubblicazione rivista “Il Progresso” n. 6 16-31 marzo 2021

Si comunica che in data 15 marzo 2021 è stata inserita nel sito la rivista “Il Progresso” n. 6 16-31 marzo 2021 e che l’ufficio stampa ha provveduto ad inviare alla Biblioteca Italiana dei Ciechi “Regina Margherita” Onlus il file relativo in data 15 marzo 2021. Il link diretto per il prelievo è il seguente:

http://www.uiciechi.it/servizi/riviste/View_Rivista.asp?Id_Nriv=2530

Si riporta di seguito il sommario della rivista:

Attualità- Cina e Russia vogliono costruire insieme una stazione spaziale intorno alla Luna

Cultura- Kandinsky, su Google Arts & Culture simulati i suoni e i sentimenti dei colori (di Chiara Ribichini)

Social Network- Instagram sperimenta i sottotitoli per le Stories (di Gabriele Porro)

Tecnologia- I pagamenti digitali corrono con il contactless e gli strumenti innovativi (di Pierangelo Soldavini)

Innovazione- Wearable: tatuaggi Oled per dispositivi indossabili (di Chiara Guzzonato)

di Chiara Guzzonato

Scoperte- Nuova Zelanda, scoperti squali che brillano nel buio degli abissi (di Mara Magistroni)

Natura- Recuperate 17 specie di piante europee ritenute estinte

Sostenibilità- Tecla, la casa stampata in 3d tutta italiana (ed ecosostenibile) (di Alessio Lana)

Curiosità- Boston, una lettera rimasta chiusa per 300 anni è stata aperta virtualmente con i raggi X (di Alessandro Vinci)

Tendenze- Le Alpi si evolvono: è l’ora dello smart working con vista sulle montagne (di Enrico Maria Corno).

Per informazioni sulle riviste è possibile scaricare il Listino abbonamenti al link: http://www.uiciechi.it/servizi/somm_stampaassoc.asp

Pubblicate le raccomandazioni del Ministero della Salute per la campagna vaccinale

Autore: Mario Barbuto

Care amiche e cari amici,

sono state aggiornate e pubblicate le raccomandazioni del Ministero della Salute in relazione alla campagna vaccinale.

Le persone con disabilità grave, ai sensi dell’art.3 comma 3 della legge 104/1992, sono collocate nella prima fascia di priorità, unitamente a due familiari, caregiver, ecc…, come indicato in tabella 2 del file qui allegato.

Ora raccomando di profondere il massimo impegno presso le autorità sanitarie locali per accelerare l’attuazione delle raccomandazioni in sede territoriale, a tutela dei nostri soci e rappresentati.

Sono gradite comunicazioni relative all’evolversi della situazione sezione per sezione.

L’urgenza e l’importanza del tema giustificano, a mio avviso, qualche possibile problema di accessibilità del file pdf allegato. Mi scuso comunque in anticipo per eventuali inconvenienti di lettura con tecnologie assistive.

Buon lavoro e un abbraccio.

Allegato Raccomandazioni-Ministero-Salute.pdf

Posizione UICI nei confronti di ADV

Lettera inviata dallo Studio Legale Carta all’Associazione Disabili Visivi (ADV)

Posizione UICI – Chiarimenti Vs. comunicazione del 6 agosto 2020 recante n. prot. E/3690/2020, avente ad oggetto Bergamo (BG) Polo Universitario Superamento delle Barriere Architettoniche senso percettive negli spazi ed edifici pubblici (D.M. n. 236/ 1989, Legge n. 104/1992, D.P.R. n. 503/1996, D.P.R. n. 380/2001)

Spett.le Associazione,
per conto dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS APS (d’ora innanzi, per brevità, anche “Unione” o “Uici”), con sede in Roma, Via Borgognona n. 38, codice fiscale 01365520582 e partita IVA n. 00989551007, elettivamente domiciliata, ai fini del presente procedimento, presso il mio studio in Roma, Viale Parioli n. 47, Vi rappresento quanto di seguito.
Preliminarmente faccio riferimento alla corrispondenza scambiata negli ultimi anni tra ADV e
Uici e, in particolare, al reiterato invito rivolto da parte di quest’ultima ad astenerVi da qualsivoglia coinvolgimento dell’Unione rispetto sia agli aspetti meramente commerciali dei percorsi tattili LVE, sia all’attività di INMACI, del quale ormai da tempo non fa più parte.
Si ribadisce che, in rigoroso ossequio alle determinazioni congressuali, l’Uici ha in tutte le sedi
esternato la propria inequivocabile posizione di circoscrivere il proprio ruolo alla mera promozione e/o consulenza e/o sperimentazione, secondo le circostanze e in conformità alle proprie finalità istituzionali, che abbia esclusivamente di mira la tutela generale degli interessi degli utenti ciechi e ipovedenti per progettazioni/realizzazioni di spazi fruibili in autonomia e sicurezza.
Quale corollario di tale volontà l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti si è determinata
nel senso di non dare luogo ad alcuna attività che, anche solo indirettamente, possa avere scopi di lucro, e di non essere parte, ad alcun titolo, di INMACI.
Tuttavia, a dispetto dell’assoluta chiarezza della suesposta posizione, con evidente disappunto
l’UICI ha appreso che a tutt’oggi da ultimo nell’ambito di una comunicazione avente ad oggetto
Bergamo (BG) Polo Universitario Superamento delle Barriere Architettoniche senso percettive negli spazi ed edifici pubblici (D.M. n. 236/1989, Legge n. 104/1992, D.P.R. n. 503/1996, D.P.R. n. 380/2001) 2001)” del 6 agosto 2020 recante numero di prot. E/3690/2020, soltanto di recente trasmessa alla Sede Nazionale a mezzo della Sede territoriale di Bergamo – la Spett.le Associazione in indirizzo continua ad asserire che “I.N.M.A.C.I. è l’organismo interassociativo preposto appunto a vigilare sull’applicazione della normativa vigente e a fornire agli Enti pubblici e provati le indicazioni necessarie a ottenere dei risultati concretamente efficaci per l’orientamento e l a sicurezza dei disabili visivi”.
L’affermazione poc’anzi riportata sembra chiaramente ignorare che l’Uici, pur avendo
partecipato alla costituzione di INMACI congiuntamente ad ADV, non faccia, ormai da tempo, più parte di detto Istituto, che, quindi, non è affatto interassociativo essendo l’unico partecipante l’ADV, che nulla ha a che vedere con l’Unione.
Ulteriore inesattezza riportata nella comunicazione del 6 agosto 2020 è evidentemente
ravvisabile nel fatto che l’ Unione (e non l’ADV) è l’ unica associazione che esercita per legge D.L.C.P.S. 26 settembre 1947, n. 1047 e confermate con D.P.R. 23 dicembre 1978) le funzioni di rappresentanza e di tutela degli interessi morali e materiali delle persone cieche e ipovedenti.
Anche quanto asserito in ordine alla circostanza secondo la quale “Le Associazioni hanno costituito lo scrivente Istituto, al fine di vigilare sull’applicazione della normativa vigente e di coadiuvare enti e professionisti nella creazione di percorsi tattili, proprio per cercare di prevenire tali situazioni. Vi chiediamo quindi di comuni carsi se nel progetto in questione è stata prevista l’installazione dei segnali tattili integrati con i TAG RFG per i messaggi vocali del sistema “Loges Vet Evolution”, che è l’unico approvato dalle Associazioni che per legge e per Statuto hanno la tutela e la rappresentanza legale dei non vedenti e degli ipovedenti italiani, in modo da ottemperare al disposto prestazionale dell’art. 1.2 comma c) del D.P.R. n. 503/1996, anche ai sensi dei commi 6 (Inesigibilità) e 7 dell’art. 82 del D.P.R. n. 380/2001” appare chiaramente fuorviante.
È opportuno specificare che l’Uici considera allo stato della tecnica, LVE, se correttamente progettato ed installato, la soluzione di percorso tattile più idonea a garantire la mobilità autonoma dei non vedenti.
Ciò posto, con la presente, preme informare tutti i destinatari della comunicazione del 6 agosto 2020, di quanto sopra e, contestualmente, l’Uici diffida ADV dalla spendita del proprio nome in modo improprio soprattutto relativamente alle attività di INMACI a cui è completamente estranea, mentre acconsente, al più, a che gli eventuali riferimenti alla propria associazione si limitino alla suesposta approvazione della validità e utilizzabilità della LVE.
Infine, in nome e per conto dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS APS
con la presente rappresento il dissenso dal contenuto e dai toni riportati nella comunicazione del 6 agosto 2020 sia in quanto l’INMAC I né tantomeno l’ADV hanno alcun potere di vigilanza o di rappresentanza per legge dei ciechi e degli ipovedenti sia in quanto l’utilizzo del linguaggio intimidatori o non rientra nel modus operandi dell’Unione.
Ciò posto, voglia Codesta Spett.le Associazione prendere buona nota di quanto esposto, trovandosi, in difetto, l’Unione costretta a d agire dinanzi alle competenti autorità per tutelare gli interessi morali e materiali delle persone cieche e ipovedenti.

Distinti saluti
Avv. Giovanni Carta

Catania – L’8 marzo il giorno dopo

Autore: Simonetta Cormaci

“Diventato un appuntamento imprescindibile ma svuotato del contenuto simbolico, proviamo a riprenderci il senso e l’impegno ma… il giorno dopo, ovvero tutti i giorni dopo l’8 Marzo”.
Con questa premessa il 9 marzo l’UICI Sezione di Catania ha organizzato un evento on line denominato, appunto, “L’8 marzo il giorno dopo”. Scopo dell’l’incontro è stato quello di ragionare sulla realtà, le multidiscriminazioni e le violenze che investono le donne con disabilità, e provare a formulare qualche ipotesi per migliorare aspetti concreti della vita di queste donne.
Moderato dalla giornalista Sarah Donzuso,l’incontro ha visto alcuni interventi di donne competenti e impegnate quotidianamente in favore delle donne con disabilità e non solo.
Ha aperto l’incontro la presidente della sezione di Catania Rita Puglisi-prima donna a ricoprire questa carica nella nostra Sezione- che ha parlato della difficoltà di conciliare ruoli politici e vita privata in un contesto ancora paternalista e maschilista, osservando come anche i tempi della politica siano maschili e mal si adattino alla vita delle donne, soprattutto se sono anche madri. A maggior ragione è tutto più complicato per donne con disabilità che hanno l’onere di molti più impegni. A seguire l’intervento della vice presidente UICI nazionale,Linda Legname, che ha sottolineato come ci siano voluti cento anni di storia associativa per arrivare ad una carica così importante, e come oggi, all’interno dell’UICI, le donne in posizioni apicali siano ancora troppo poche (solo un 25%). Il suo impegno, ha chiarito, sarà quello di rafforzare e aumentare la leadership femminile affinché si arrivi almeno al 50%. Legname ha osservato quanti pregiudizi discriminanti affliggono ancora le donne con disabilità inibendo, purtroppo, il loro empowerment. Ci troviamo in una società i cui modelli culturali faticano ad accettare la loro autonomia e l’indipendenza, come pure un’ambizione di carriera. Bisogna lottare, far valere il proprio diritto e il proprio pensiero, essere ambiziose e non arrendersi. Affinché ci sia questo cambiamento culturale è indispensabile la solidarietà fra donne.
Poi è stata la volta di Silvia Cutrera,vice presidente FISH (Federazione Italiana Superamento Handicap),presidente AVI(Agenzia per la Vita Indipendente) e donna con disabilità motoria che ha voluto ricordare come a tutti i livellile donne con disabilità siano soggette a pregiudizi e violenze,e che spesso non disponiamo di dati statistici che li quantifichino, cose che impedisce che questo sommerso venga rilevato. Non mancano,a livello internazionale, disposizioni che, negli anni, hanno fissato principi e norme a tutela delle donne e delle donne con disabilità,in molti ambiti: dalla salute al lavoro,dalla famiglia all’istruzionee alla giustizia…a tal proposito Cutrera cita la Convenzione di Istanbul (in materia di violenza di genere), la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, e il Secondo Manifesto europeo dei diritti delle ragazze e donne con disabilità. Raccontainoltre dell’esperienza, appena conclusa, del progetto FISH denominato “Disabilità: la discriminazione non si somma, si moltiplica”,all’interno del quale ha lavorato un gruppo di lavoro sulle multi-discriminazioni delle donne con disabilità. Il gruppo di lavoro (a cui hanno partecipato anche la stessa Cutrera, Lancioni e chi scrive)ha prodotto molti e interessanti documenti di lavoro e approfondimento che si possono reperire sul sito della FISH al linkwww.fishonlus.it/progetti/multidiscriminazione/azioni
Continua Simona Lancioni,responsabile del centro Informare un’h di Peccioli (Pisa), sociologa, traduttrice, assieme a Mara Ruele,della versione italiana del già citato Secondo Manifesto. Sottolineando l’esistenza ditrattati internazionali che obbligano anche lo Stato italiano a contrastare le discriminazioni che limitano e impediscono alle bambine e alle donne con disabilità di godere pienamente di tutti i loro diritti, Lancioni osserva che l’Italia ha già raccolto due autorevoli ammonimenti su questa materia. Quello del Comitato ONU sui diritti delle presone con disabilità(organo indipendente preposto a monitorare l’applicazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità), e quello del GREVIO (il gruppo di esperti/e indipendenti che monitora l’attuazione della Convenzione di Istanbul del Consiglio d’Europa). Sebbene il nostro Paese abbia ratificato la Convenzione ONU nel 2009,siamo ben lontani dalla sua concreta applicazione. In particolare è stato trascurato l’approccio di genere nelle politiche che riguardano la disabilità, e l’inclusione della variabile della disabilità nelle politiche di genere. La qual cosa ha impedito che le multi discriminazioni che colpiscono le donne con disabilità fossero contrastate, ed ha favorito la loro esclusione sociale e l’invisibilità che ancora le caratterizza, e che le penalizza più degli uomini con disabilità. Si è parlato delle violenze che investono le donne disabili e della lacuna rappresentata dal fatto che non si raccolgono dati disaggregati sul fenomeno. Ancora oggi le operatrici e gli operatori della rete antiviolenza non ricevono una formazione specifica riguardo alle donne con disabilità vittime di violenza, i luoghi dei servizi (centri antiviolenza, case rifugio, caserme, tribunali, ecc.) sono spesso inaccessibili, non ci sono campagne di sensibilizzazione istituzionali rivolte alle donne con disabilità, le informazioni non sono fornite su diversi formati e supporti, spesso le donne con disabilità (soprattutto quelle con disabilità intellettiva) che raccontano la violenza non sono credute, molti ostacoli impediscono loro ottenere giustizia. Per ciascuno di questi aspetti è necessario predisporre gli interventi specifici e mirati che il GREVIO ha indicato nel suo primo Rapporto di valutazione sull’applicazione della Convenzione di Istanbul in Italia (pubblicato nel gennaio 2020).
L’incontro è proseguito con l’intervento dell’Associazione Centro antiviolenza Thamaia di Catania, che vanta un’esperienza pluriennale in aiuto alle donne che hanno vissuto violenze. Valeria Pezzino, assistente
sociale e operatrice del Centro, conferma l’esistenza di ostacoli che impediscono alle donne con disabilità di fruire dei servizi antiviolenza, ed anche la mancanza di una formazione specifica delle operatrici sulla relazione con le donne disabili. Prova ne sia che nella loro pluriennale esperienza hanno ricevuto la richiesta di aiuto di una sola donna con disabilità uditiva. Vi è consapevolezza di queste lacune e la volontà di porvi rimedio. È sicuramente importante migliorare le competenze delle operatrici, e attivare strumenti di informazione e conoscenza dei servizi antiviolenza utilizzando una comunicazione più efficace e accessibile che possa essere diffusa capillarmente.
Anche l’assessora alle pari opportunità del Comune di Catania, Barbara Mirabella, ha portato il suo saluto istituzionale rendendosi disponibile per ogni forma di collaborazione con le associazioni che operano nel settore della disabilità e con quelle femminili, Ciò per migliorare i servizi e renderli inclusivi anche per le donne disabili.
È intervenuta anche l’UDI (Unione Donne in Italia), associazione storica in difesa delle donne, da sempre impegnata nella promozione dell’emancipazione femminile e nel raggiungimento dell’autonomia personale nel rispetto di tutti i diritti civili e politici delle donne. In particolare l’UDI Catania guidata da Giovanna Crivelli e Adriana Laudani si impegna con numerosi e diversificati progetti in favore delle donne italiane e straniere presenti in Italia, lavorando per contrastare stereotipi e pregiudizi di genere, nonché i modelli culturali mafiosi che ancora persistono nella nostra società. Il loro impegno include anche lo sviluppo dell’autonomia el’emancipazione delle donne con disabilità, in applicazione del Secondo Manifesto che l’UDI stessa ha ratificato.
Altri graditi interventi sono stati quelli della presidente dell’UICI Sezione di Mantova Mirella Gavioli, che ha condiviso i temi dell’incontro ed ha portato un pizzico di allegria presentando il “gioiello che brailla”, un modo per rimarcare la nostra identità, ma anche un omaggio ad un sistema di lettura e scrittura insuperato; e di Daniela Randazzo, che ha portato il saluto della FIDAPA Catania, un’associazione anch’essa impegnata nella promozione dei valori delle donne.
Infine chi scrive ha provato a delineare qualche buona prassi che possa migliorare la vita delle donne e delle bambine con disabilità, nonché delle madri di figli disabili.
Partendo dal Secondo Manifesto, ratificato sia dall’UICI Catania che da l’UICI Nazionale e dalle organizzazioni e associazioni presenti all’incontro è possibile individuare un filo rosso che lega tra loro questi enti nella volontà lavorare per fare emergere e contrastare le multi discriminazioni, e costruire percorsi che aiutino le donne e le bambine con disabilità a venire fuori da situazioni di marginalità e svantaggio. Solo riconoscendo le condizioni di marginalità,e l’effetto moltiplicatore della discriminazione multipla sui pregiudizi che toccano le vite delle donne disabili sarà possibile contrastare e superare queste dinamiche rinforzando l’autostima e l’autodeterminazione delle donne con disabilità.
Chi scrive sarebbe lieta che, con il supporto delle istituzioni e di tutto il mondo interessato alla disabilità si arrivasse, proprio per dare un segno di concretezza, a realizzare nella città di Catania almeno un centro di salute della donna, un consultorio completamente accessibile. Un luogo privo di barriere architettoniche e sensoriali, che utilizzi una comunicazione pienamente accessibile anche sotto il profilo digitale, che lavori per la massima diffusione possibile dell’informazione mettendo in pratica i criteri della comunicazione universale.
Altro punto imprescindibile su cui impegnarsi è certamente l’istruzione, giacché il diritto allo studio delle bambine e delle ragazze non è ancora così scontato, è necessario che sia sostenuto. Altri settori di intervento sono la formazione professionale, presupposto indispensabile per accedere ad un lavoro, ed il lavoro qualificato e qualificante che renda la donna indipendente, autonoma e libera nelle sue scelte. Bisogna essere consapevoli del maggior impegno intrinseco nell’emancipazione di una donna disabile, vale tutto quello di cui si è parlato, ma non bisogna scoraggiarsi e considerare che il raggiungimento di obiettivi importanti, pur faticoso, rinforza l’autostima e migliora l’autodeterminazione. Bisogna impegnarsi a fondo per far valere il principio che una donna con disabilità, impegnata minuto per minuto nella resilienza quotidiana, è una risorsa importante e può essere un modello. Le persone disabili non sono un peso per la collettività, esse sono portatrici di ricchezza, di esperienza e competenza e meritano una piena integrazione nel mondo del lavoro. Altro importante passaggio sarebbe riuscire a intrecciare le esperienze delle associazioni della disabilità con quelle delle associazioni in difesa delle donne affinché si realizzi uno scambio virtuoso e osmotico di saperi ed esperienze che aiuti e migliori la vita delle donne e delle madri di figli e figlie disabili.
Per una suggestione artistica ancorché drammatica è intervenuta l’attrice Tiziana Giletto, che ha proposto una struggente lettura di testimonianze di donne disabili che hanno subito violenze.
Infine non è mancato il saluto del vice presidente della Sezione di Catania Antonio Stoccato, unico uomo in un panel tutto femminile, che si è mostrato sensibile al rispetto della dignità delle donne e dei loro diritti.

Simonetta Cormaci
Referente questioni di genere
UICI Sezione di Catania
**
Per chi fosse interessato può rivolgersi in sezione per ricevere il link della registrazione video dell’evento

Genova – Visite in Voce: primo incontro 16 marzo 2021

Savona: una passeggiata nella storia

È questo il primo appuntamento di una serie di incontri dal titolo Visite in voce, che si terranno ogni due settimane sulla piattaforma Zoom.

L’iniziativa promossa dal Consiglio regionale della Liguria dell’u.i.c.i. desidera offrire a tutti i partecipanti, l’emozione di una visita guidata sulle traccie della cultura, della storia e dell’arte, dei vari luoghi che si andrà a ascoltare.

Saranno esperti dei territori, guide specializzate e neo laureati a condurci con le loro indicazioni e conoscenze fra le strade, i vicoli e nelle piazze, descrivendoci i palazzi, le chiese e i monumenti che rendono unica la località che visiteremo.

Un’occasione per continuare a conoscere il nostro paese, i suoi borghi e le sue città, in tempo di Covid 19.

Per partecipare all’evento, utilizare il link sottostante:

https://joinconferencing.zoom.us/j/93816075986?pwd=b3FLcWt3aDg4MkZ0cEZwYlB1Ync3QT09

Pubblicazione rivista “Il Corriere dei Ciechi” n. 3 marzo 2021

Si comunica che in data 11 marzo 2021 è stata inserita nel sito www.uiciechi.it la rivista “Il Corriere dei Ciechi” n. 3 marzo 2021 nel formato doc, PDF normale e PDF accessibile.

Il link diretto per il prelievo è il seguente: http://www.uiciechi.it/servizi/riviste/View_Rivista.asp?Id_Nriv=2528

Si riporta di seguito il sommario:

EDITORIALE

8 Marzo – Il cammino insieme

Linda Legname

ATTUALITÀ

XIV Giornata Nazionale del Braille

Vincenzo Massa

Il Braille nell’era digitale

Giuseppe Lapietra

Donne, schermi e comunicazione

Luisa Bartolucci

Il lavoro di un Tiflologo

Federica Piz

La legge non basta

Sergio Prelato

Si può fare

Federica Carbonin

RELAZIONI INTERNAZIONALI

Intergruppo PE sulla disabilità

Patrizia Cegna

IPOVISIONE

Ipovedenti: la nascita di una categoria

Angelo Mombelli

SOSTEGNO PSICOLOGICO

Combattere la discriminazione

Nadia Massimiano

STORIE DI VITA

Disabilità e l’aiuto della famiglia

Daniela Bucci e Stefano Borgato

RUBRICHE

Agenzia IURA

Roberta Natale

La Direzione Nazionale

Vincenzo Massa

Occhio alla ricerca

Andrea Cusumano

Tecnologia

Marino Attini.

L’UICI esprime soddisfazione per le comunicazioni del Governo relative alle priorità di vaccinazione riservate alle persone con disabilità

I criteri di gravità già definiti nella storica legge 104 1992 erano, sono e finalmente saranno il punto di riferimento per orientarsi in quella che stava rischiando di diventare la jungla delle priorità vaccinali riservate alla popolazione delle persone con disabilità.

Chiediamo ora che siano emanate direttive chiare e tempestive alle autorità sanitarie regionali e territoriali perché venga finalmente posta in essere una campagna di vaccinazione rapida e non discriminatoria che sappia rispondere in fretta alle attese delle persone con disabilità esposte in modo elevato ai rischi di contagio.

Auspichiamo nel contempo chiarezza e rapidità anche per le priorità vaccinali degli assistenti e accompagnatori delle persone con disabilità che risultano esposte a un rischio di contagio altrettanto elevato e che vanno quindi tutelate nel modo più adeguato.

La soluzione annunciata era stata auspicata e sollecitata ancora ieri 9 marzo dal Presidente UICI al ministro Stefani in un incontro al Ministero, giudicato molto positivo e produttivo. Grazie ancora al Ministro e al Governo, ma ora passiamo ai fatti e passiamoci subito.