Sintesi dei lavori del cda della Federazione del 15 Febbraio 2017, di Gianluca Rapisarda

Autore: Gianluca Rapisarda

Come da avviso n. 110 del 3 febbraio 2017, il giorno 15f ebbraio 2017 alle ore 13 si è riunito presso gli uffici della Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi Onlus con sede in Via Alberto Pollio, 10 – Roma il Consiglio di Amministrazione della Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi ONLUS.
Alle ore 13,30, risultano presenti il Presidente Rodolfo Masto e i Consiglieri Mario Barbuto e Pier Michele Borra. Sono presenti invece in conferenza telefonica il Vicepresidente Hubert Perfler e il Consigliere Claudio Cassinelli.
Risultano assenti giustificati i Consiglieri Gianluca Rapisarda e Raffaele Ciambrone.
Sono altresì presenti in quanto invitati a partecipare, i membri del collegio sindacale : il presidente Dott. Carmine Silano, la Dott.ssa Patrizia Pellegrini, rappresentante del MEF e il dott. Silvio Silvestro Vitale.
Il Presidente Rodolfo Masto alle ore 13,35 dichiara aperta e valida la seduta.
Verbalizza i lavori il Segretario Generale Arch. Innocenzo Fenici.
Approvazione del verbale della seduta del 23 novembre 2017;
Il Presidente comunica che verrà cancellato il punto 3 della delibera n. 32 del 23 novembre 2016 in quanto riportato erroneamente. Il Consiglio di Amministrazione nel prenderne atto, approva all’unanimità il verbale della seduta del 23 novembre 2017.

Approvazione e ratifica eventuali deliberazioni assunte dal Presidente in via d’urgenza;
Il Presidente comunica che non ci sono da approvare né da ratificare deliberazioni presidenziali.
3) Comunicazioni del Presidente;
Il Presidente informa che il 31 Gennaio 2017 è stata inviata la nota al Ministero dell’Interno contenente il documento notarile con il quale si attesta che l’ipoteca gravante sull’immobile di Via Alberto Pollio 10 è stata cancellata. Inoltre comunica che, in ottemperanza al Decreto legislativo n. 50 /2016 art. 38, si è proceduto ad incontrare il Provveditore Interregionale alle Opere Pubbliche dell’Abruzzo, Lazio e Sardegna Ingegner Vittorio Rapisarda Federico che ha espresso piena disponibilità del Provveditorato ad assumere incarico di stazione appaltante per la realizzazione del Centro Polifunzionale, previa sottoscrizione di apposita convenzione che si è già provveduto ad inviare in bozza al Ministero. Il Presidente, inoltre, informa che ha contattato il Prefetto Angelo di Caprio al fine di sollecitare l’erogazione da parte del Ministero della terza tranche del contributo straordinario di € 2.500.000,00, somma necessaria per procedere all’appalto complessivo dei lavori. Il Prefetto dott. Angelo Di Caprio si è impegnato a verificare e a dare una rapida risposta. Il Consiglio prende atto.
Il Presidente comunica che il giorno 7 e 8 Aprile p.v. a Palermo in occasione dell’Assemblea ordinaria della Federazione e del Seminario sull’Integrazione scolastica saranno presenti anche le responsabili dei Centri di Consulenza tiflodidattica della Federazione. Queste ultime hanno di recente richiesto un incontro con il Presidente Masto in questa particolare occasione, essendo presente anche il consigliere Michele Borra, delegato a seguire il Network per l’inclusione scolastica. L’incontro rappresenterà una valida opportunità per un utile confronto sulle tematiche specifiche.
Il Presidente riferisce che la Federazione ha ricevuto una comunicazione da parte del Prof. Pietro Piscitelli Presidente della Biblioteca Italiana per i Ciechi “Regina Margherita”, Ente incaricato di tenere la direzione amministrativa del progetto Network,nella quale si precisala procedura da seguire per la liquidazione delle spese tra gli Enti coinvolti(UICI, Irifor, Biblioteca e Federazione). Il Presidente ricorda che le persone impegnate nei lavori del progetto Network per la Federazione sono il Prof. Michele Borra e il Prof. Giancarlo Abba.
Il Presidente evidenzia che in occasione della Giornata Nazionale del Braille le manifestazioni di rilievo previste saranno tre e si terranno nelle seguenti città:Pistoia, Bari, Roma. A Pistoia la manifestazione sarà organizzata dal Prof. Antonio Quatraro e verrà ricordato il Prof. Carlo Monti,già consigliere della Federazione. All’evento parteciperà il Presidente Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Dott. Mario Barbuto.
A Bari la manifestazione si svolgerà all’ Istituto Statale “Massari – Galilei”, presso il quale verrà ricordata l’emblematica figura di Louis Braille contribuendo così a divulgare anche nel mondo della scuola l’importanza del suo innovativo metodo. Il Prof. Michele Borra viene delegato a partecipare in rappresentanza della Federazione.
A Roma il 21 Febbraio presso la Sala Convegni del Senato della Repubblica verrà consegnata agli Enti interessati la Costituzione della Repubblica Italiana trascritta in Braille. Per l’occasione, viene delegato a rappresentare la Federazione il Consigliere Claudio Cassinellie i dipendenti Lucio Zito, Vincenzo La Francesca e Federica Baiani.
Il Presidente riferisce che la Federazione ha aderito al bando proposto dall’Impresa sociale “Con i Bambini” in qualità di referente degli Istituti federati. La Società Consortile s.r.l., che segue il progetto dal titolo “Disabilità visiva e povertà educativa minorile”, è la Ass.For.SEO Srl con sede in Roma. Nel merito si è provveduto a firmare un accordo di collaborazione tra Istituti Federati e Federazione. Seguiranno altri due bandi per ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 17 anni e successivamente per bambini dai 7 ai 10 anni.
f)Il Presidente rende noto che la Federazione ha aderito ai seguenti corsi di formazione per il personale dipendente: “BlindVerbalBehavior” Metodi e tecniche educative per operatori di persone con deficit visivo e disturbi nello spettro autistico o della comunicazione, a cui parteciperà la dott.ssa Beatrice Ferrazzano. “Digital Marketing e social media strategy” è un corso finanziato dalla Regione Lazio a cui parteciperanno, se verrà attivato,i dipendenti Lucio Zito e Roberto Zito.
g) Il Presidente informa che la Federazione ha rinnovato per l’anno 2017 la convenzione con il Blu Hotel Roma, in ragione della sua particolare ubicazione che lo rende vantaggioso sia in termini di tempi di percorrenza che per le tariffe applicate.
h) Il Presidente ricorda che il Centro di produzione della Federazione collabora già da anni con l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio meridionale nell’ambito del progetto generale MUSEO FACILE. In quest’ottica verrà pertanto rinnovata la convenzione che permetterà la partecipazione ad un altro progetto di accessibilità denominato “Smart Museum. Sistema integrato di comunicazione e accessibilità culturale”.
i) Il Presidente informa che alla dipendente Dott.ssa Federica Piz di Padova è stato chiesto di intervenire ad un incontro organizzato dalla Fondazione Hollman allo scopo di partecipare al progetto per la realizzazione di un parco pubblico sensoriale – inclusivo nel Comune di Padova. All’incontro parteciperà anche il dott. Angelo Fiocco Presidente dell’Istituto Configliachi che relazionerà sull’esito dell’incontro e sulla eventuale partecipazione della Federazione al progetto.
l) Il Presidente Masto propone di firmare a Palermo l’accordo tra gli Enti (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Federazione, Biblioteca, Irifor) in occasione dell’assemblea della Federazione. Il Presidente Mario Barbuto insieme al C.d.A sostiene che sarebbe senz’altro una bella occasione a cui dare il rilievo che merita.
m) Il Presidente informa il C.d.A. riguardo la richiesta del dipendente Pietro Vecchiarelli di trasformare il suo contratto di lavoro, per due giorni a settimana, in Telelavoro. Il Presidente, sentito il parere del C.d.A., non approva la richiesta.

4)Attento esame della situazione economica con particolare riferimento ai flussi finanziari;
Il Presidente illustra dettagliatamente la situazione economica della Federazione,sostenuta dal grafico dei flussi delle entrate e delle uscite previste, fornito dall’ufficio contabilità. Ad oggi nessun contributo riferito all’anno 2017 è stato ancora introitato dalla Federazione pertanto si dovrà far fronte, nelle prossime settimane,alle spese ordinarie con l’anticipazione di cassa da richiedere al Cassiere Ubi Banca. La dott.ssa Patrizia Pellegrini, membro del Collegio sindacale rappresentante del MEF, chiede la parola e invita il Presidente a richiedere ai Ministeri preposti la previsione dei tempi di erogazione dei contributi al fine di facilitare la gestione ordinaria dell’Ente.
Il Presidente comunica che il Ministero degli Interni ha segnalato con la legge del 11 dicembre 2016 n. 232 “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017/2019“ il trasferimento delle risorse per l’erogazione del contributo ordinario in favore della Federazione, ai sensi della legge n. 284/1997, nello stato di previsione di spesa del Ministero del Lavoro e delle politiche Sociali (cap. 3524). Il Presidente afferma che sono stati presi i primi contatti con i dirigenti del Ministero per sollecitare l’erogazione dei contributi stessi.
Il Consiglio prende atto e dà mandato al Presidente di espletare tutte le pratiche occorrenti per attivare tale richiesta ad UBI Banca per l’anticipazione di cassa. Si rimanda al punto 7 del presente O.d.G..
5)Approvazione della tabella delle ultime spese da suddividere tra i costi ordinari e quelli da imputare alla realizzazione del “Centro Polifunzionale sperimentale di alta specializzazione”, Legge 25 dicembre 2005, n. 278;
Il Presidente illustra le due tabelle, che fanno parte integrante e sostanziale della deliberazione, relative alle ultime spese sostenute dalla Federazione per la realizzazione Centro Polifunzionale di cui alla legge 278/2005. Il Presidente del Collegio dei Sindaci Revisori Dott. Carmine Silano, chiede, per maggior chiarezza,l’identificazione delle fatture che si riferiscono al Centro polifunzionale al fine di creare nel bilancio uno specifico “centro di costo”.
Il C.d.A. approva all’unanimità le tabelle delle spese.
Prima approvazione del Bilancio Consuntivo 2016;
Il Presidente introduce l’argomento. Si forniscono al Consiglio spiegazioni riguardo la stesura del Bilancio consuntivo 2016, redatto secondo i principi di contabilità in partita doppia,le cui conclusioni determinano il risultato di esercizio Economico – Patrimoniale.
Il Presidente pone all’attenzione del C.d.A. la relativa deliberazione che viene approvata all’unanimità.
Il Presidente prosegue illustrando il risultato di esercizio finanziario della Federazione, che evidenzia un avanzo di gestione di € 519.527,95.Tale cifra deriva dai “Contributi destinati alla Capitalizzazione“ accantonati negli esercizi precedenti e per “Sopravvenienze attive” dovute all’annullamento della voce “Residui Passivi degli anni precedenti”. La voce evidenzia dei residui per mancato utilizzo di spese accantonate in fase di preventivo anno 2015 e precedenti, non attribuibili a debiti contratti con terzi. Il Presidente evidenzia che lo Stato Patrimoniale attuale è di € 4.187.595,41 riportando i valori a bilancio delle unità immobiliari di proprietà della Federazione e in particolare la voce immobile via Pollio per € 3.574.100,00, pari al prezzo di acquisto dell’immobile e i primi interventi di ristrutturazione dell’immobile sostenuti nell’esercizio. Per quanto riguarda gli immobili di via Gregorio VII il valore complessivo di € 380.105,64 riportato dagli esercizi precedenti è ampiamente al di sotto del valore commerciale odierno.
Dopo ampia discussione il C.d.A. approva all’unanimità il Bilancio Consuntivo.
7) Proroga dell’anticipazione di cassa

Il Presidente riprende l’argomento già accennato al punto n. 4 dell’O.d.G., illustrando le problematiche legate alla gestione economica della Federazione per il 2017 e per l’anno prossimo. Ritiene però che con il ripristino dell’intero ammontare del contributo della Legge 284/1997,la Federazione riuscirà a non richiedere più l’anticipazione di cassa.
Il C.d.A. dà mandato al Presidente di predisporre la documentazione da sottoporre alla Banca e dopo ampia discussione, approva all’unanimità le relative deliberazioni.

Approvazione delle “LINEE GUIDA – Revisione, integrazione e sviluppi con riferimento anche allo studio architettonico di fattibilità dell’immobile di Via Pollio, 10- Roma”

Il Presidente illustra i principi che hanno guidato la revisione delle linee guida già approvate e lo studio architettonico di fattibilità.
Il Presidente cede la parola al Consigliere Claudio Cassinelli delegato dal C.d.A. di seguire la realizzazione del Centro Polifunzionale di cui alla Legge 278/2005. Il Consigliere illustra la deliberazione che si porta all’attenzione del Consiglio nella quale egli intende condividere una serie di considerazioni derivanti anche dalle visite effettuate nei Centri specializzati, dalla discussione già avuta nell’assemblea del 12 ottobre 2016 e dal seminario svolto il 25 Gennaio 2017. Il Consigliere Cassinelli vuole ricordare che tale processo è iniziato nel 2015, anno in cui è stata presentata la prima stesura delle linee guida al Ministero dell’Interno e il primo studio di fattibilità. Ora è però giunto il momento di effettuare una revisione per correggere alcuni punti tra cui:
– la riconversione della funzione residenziale da sanitario-assistenziale a ospitalità temporanea per singoli disabili accompagnati da uno o più famigliari, provenienti dal territorio nazionale. Tale ospitalità è però finalizzata al solo periodo necessario per brevi cicli di valutazione e impostazione di programmi personalizzati;
– la funzione residenziale sarà anche disponibile per l’ospitalità di operatori provenienti da Istituti ed Enti del territorio che effettuino presso il nuovo Centro tirocini formativi e aggiornamenti tecnico-professionali;
– L’ampliamento dell’area destinata alla ricerca, alla formazione e all’aggiornamento al fine di consentire la realizzazione di programmi e progetti rivolti al miglioramento della qualità dei servizi in un rapporto di rete, supporto e sviluppo delle situazioni esistenti a livello territoriale.

Il Presidente raccomanda la prudenza nel tenere in debita considerazione le varie posizioni. Il Consigliere Mario Barbuto concorda con il Presidente e il Consigliere Cassinelli, in quanto la Federazione ha il compito morale di far avvicinare le posizioni di alcuni Istituti allo scopo di abbattere le barriere di diffidenza che qualche volta possono essere sinonimo di rivalità.
Il Presidente propone l’approvazione dell’apposita deliberazione che viene approvata all’unanimità.
9)Aspetti organizzativi della prossima Assemblea ordinaria della Federazione che si terrà a Palermo all’Istituto “Florio e Salamone” il 7 aprile 2017;

Il Presidente illustra gli aspetti organizzativi della prossima assemblea ricordando inoltre che la situazione tra l’Istituto Florio e Salamone e l’Unione Italiana dei Ciechi ed Ipovedenti di Palermo si sta normalizzando.
Svolgere l’Assemblea della Federazione a Palermo significa quindi valorizzare l’aspetto collaborativo tra le Istituzioni. In seguito, l’8 aprile p.v. si svolgerà nell’aula magna dell’Istituto di Palermo un seminario sull’Istruzione. Il programma viene letto integralmente dal Presidente.
Il C.d.A. prende atto.

Delibere di carattere amministrativo e organizzativo.
Il Presidente pone all’approvazione del C.d.A. che approva all’unanimità la deliberazione di carattere amministrativo recante per oggetto il prolungamento del rapporto di lavoro part time con la dipendente Viola Ruperto.
Successivamente, il Presidente cede la parola all’Arch. Innocenzo Fenici che illustra la deliberazione riguardante la possibilità di stipulare polizze assicurative quali: A) Tutela legale a favore dei componenti del Consiglio di Amministrazione, del Collegio sindacale e dei Dirigenti e Quadri; B) Responsabilità Civile dei componenti del Consiglio di Amministrazione, del Collegio sindacale, dei Dirigenti e dei Quadri.
La deliberazione in questione, approvata all’unanimità, verrà sottoposta alla ratifica dell’assemblea prevista per il 7 aprile p.v. .

Varie ed eventuali
Non ci sono argomenti relativi al punto 11 dell’O.d.G.

Alle ore 16,15 il Presidente Rodolfo Masto dichiara chiusa la seduta non avendo il Consiglio di Amministrazione null’altro da discutere.

La necessaria specificità tiflologica per l’educazione dei ciechi, di Gianluca Rapisarda

Autore: Gianluca Rapisarda

In occasione del recente corso di formazione per tiflologi organizzato dal nostro NIS dal 27 al 30 Aprile u.s., presso la storica sede dell’Istituto “Cavazza” di Bologna, da Direttore scientifico dell’I.Ri.Fo.R., ho tenuto un intervento sulla proposta formativa che il Network ha elaborato nel suo primo anno di attività.
Di seguito ne riporto una breve sintesi:
Nell’acceso dibattito scientifico oggi in corso sulla figura del “tiflologo”, la confusione sul suo ruolo e sulla sua funzione regna ancora sovrana.
Taluni pensano addirittura che la Tiflologia sia una scienza “per pochi” e circoscritta ad una ristretta cerchia di “eletti”. Insomma, la si tende a considerare ormai una disciplina “superata”, collocata erroneamente al di fuori della stessa Pedagogia.
Proprio per dissipare il campo da tali “paradossi” scientifici, l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ed i suoi Enti collegati hanno dato luce l’anno scorso al cosiddetto Network per l’Inclusione Scolastica che, tra i suoi compiti principali, ha appunto quello di far “rinascere” la tiflologia, definendo altresì il profilo ed il percorso formativo delle “figure” necessarie al sostegno degli alunni disabili visivi.
Innanzitutto, sull’argomento, anche se di apparente marginalità, vorrei precisare che la questione della denominazione delle due figure degli operatori necessari al sostegno degli studenti minorati della vista, che il NIS ha individuato, è di assoluto rilievo.
Non ci possiamo permettere di ingenerare sulla questione ulteriori fraintendimenti e caos. Proprio per tale motivo, il Network per l’Inclusione Scolastica ha raggiunto una certa convergenza ed una quasi unanimità sulla decisione di chiamare i suddetti operatori a supporto dell’inclusione degli allievi minorati della vista, rispettivamente Educatore alla comunicazione per i disabili sensoriali e Pedagogista esperto in scienze tiflologiche.
In proposito, il primo equivoco che vorrei sfatare è che, attraverso la sua proposta formativa, il NIS dell’UICI non vuole alimentare “superfetazioni” ed aumentare le figure a supporto dell’inclusione scolastica dei ragazzi con disabilità visiva, od ancor peggio medicalizzare la loro educazione-istruzione.
Sottolineare oggi l’importanza dell’Educatore alla comunicazione e del Pedagogista esperto in scienze tiflologiche, infatti, significa riaffermare e riproporre finalmente la necessità della specificità tiflologica per un proficuo processo di inclusione dei nostri allievi.
La dispersione delle competenze tiflologiche degli ultimi anni e la mancanza di un percorso formativo tiflologico universitario, causate dalla morte prematura di Augusto Romagnoli (fondatore della Tiflologia italiana) e dalla chiusura negli anni Novanta dello scorso secolo dell’unica Scuola di metodo tiflologico del nostro Paese e cioè l’Istituto “Augusto Romagnoli”, al momento, ci hanno indotto a definire una proposta formativa delle due sopramenzionate figure professionali fondata su Master universitari di I° e II° livello.
L’Educatore alla comunicazione per i disabili sensoriali è figura di I° livello del sostegno degli alunni non solo disabili visivi, ma anche dei disabili uditivi. Egli è un operatore “tecnico-strumentale”, con competenze tiflodidattiche e tiflopedagogiche di base, il cui percorso formativo, dunque, rispetto a quello dell’Esperto in scienze tiflologiche, tutto sommato, è più agevole e semplice.
Il titolo sarebbe conseguibile dopo la frequenza di Master universitari di I° livello di 1500 ore, di cui almeno 300 di lezioni teoriche e pratiche in presenza ed un centinaio in FAD “sincrona” e con il rilascio di 60 cfu. Tali Master dovranno essere aperti ad operatori che già abbiano competenze pedagogiche, sociologiche e psicologiche, ed in particolare a coloro che sono in possesso di una laurea triennale in Scienze della formazione, Scienze dell’educazione e in Educatori professionali.
Al riguardo, l’I.Ri.Fo.R. ha già avviato per il corrente anno accademico un Master sperimentale per “Educatori per disabili sensoriali”, in Convenzione con l’Università “Carlo Bo” di Urbino, la cui offerta formativa ed il cui piano di studi mi pare congruente e rispondente alle proposte del NIS. Anche la “spendibilità” di tale titolo mi sembra essere abbastanza interessante ed appetibile, sia perchè la funzione dell’Educatore alla comunicazione è già prevista dal nostro ordinamento (art 13 comma 3 della legge 104/92) così come la definizione del suo profilo (stabilita dalla legge della Buona Scuola), sia perchè avrebbe una potenzialità di impiego molto importante, potendo lavorare non solo con i 4000 alunni ciechi ed ipovedenti, ma anche con gli oltre 5000 allievi non udenti frequentanti le istituzioni scolastiche italiane di ogni ordine e grado.
Per quanto riguarda la figura del Pedagogista in scienze tiflologiche, invece, essa consiste in un operatore con specifiche competenze tiflologiche, in quanto egli dovrebbe essere deputato alla presa in carico del progetto globale di vita del disabile visivo di ogni età ed anche con disabilità aggiuntive.
Il titolo di Pedagogista esperto in scienze tiflologiche od al massimo di Tiflopedagogista sarebbe conseguibile dopo la frequenza di Master universitari di II° livello di 1500 ore, di cui almeno 300 in presenza ed un altro centinaio a distanza in modalità sincrona e con il rilascio finale di 60 crediti formativi.
Al Master potranno accedere gli Educatori alla comunicazione di cui sopra, chi è in possesso di una laurea magistrale in Scienze della Formazione, in Scienze dell’educazione ed in Pedagogia e gli insegnanti curricolari e per il sostegno in servizio. Penserei ad una speciale “finestra” d’accesso anche per i consulenti tiflologici dei Centri di Consulenza Tiflodidattica (CCT) della Biblioteca per i Ciechi e della Federazione Pro Ciechi, con la validazione della loro esperienza lavorativa pregressa, tramite il riconoscimento di appositi crediti solo per loro. In sostanza, per tali operatori, il Master in “esperto in scienze tiflologiche” rappresenterebbe una formidabile occasione di sviluppo professionale e di aggiornamento e miglioramento delle proprie competenze tiflologiche e strumentali.
A differenza dell’Educatore alla comunicazione, l’occupabilità dell’Esperto in scienze tiflologiche, allo stato attuale, è un po’ più tortuosa ed irta di ostacoli, potendo realisticamente trovare impiego presso i CTS (al riguardo, sempre se il MIUR non decidesse di chiuderli, sarebbe auspicabile l’apertura al loro interno di “sportelli tiflologici”, sul modello di quelli già costituiti per l’autismo), nei nostri Centri di Consulenza Tiflodidattica ed ex Istituti dei ciechi, ed infine nelle scuole come figure di supporto agli organi collegiali nella progettazione ed attivazione di iniziative scolastiche ed extrascolastiche veramente inclusive per gli alunni/studenti con disabilità visiva.
Anche per il “Pedagogista in scienze tiflologiche, l’I.Ri.Fo.R. Centrale ha attivato un Master universitario di II° livello “ad hoc”, in convenzione con l’Unimol di Campobasso.
Ovviamente, sia il Master in “Educatori per disabili sensoriali” dell’Uniurb, sia quello in “Esperto in scienze tiflologiche” dell’Unimol costituiscono esperienze “pilota”, perfettibili ed aperte a possibili suggerimenti migliorativi da parte del Network, potendo così diventare addirittura modelli formativi nazionali, da esportare a tutti gli Atenei italiani.
Ma per avere una loro “credibilità” in termini occupazionali, occorre che tali due figure siano riconosciute dal sistema.
Proprio per tale motivo, bisogna non confondere i nostri interlocutori politici e del mondo scientifico, proponendo denominazioni che non siano né “aleatorie”, né poco organiche al presente sistema educativo e formativo italiano.
Ecco perché è fondamentale che la proposta del NIS, anche e soprattutto dal punto di vista “nominale, oltre che naturalmente dal punto di vista formativo, sia compatibile ed omogenea con quella della PDL n. 2443 attualmente depositata al Senato, dovendosi incardinare perfettamente al suo interno e con la sua proposta di istituire le figure dell’Educatore socio-pedagogico e del Pedagogista. Forse chissà, in siffatto modo, potremmo ritrovare quell’autorevolezza scientifica che in questi decenni ci è mancata, facendo entrare la Tiflologia a pieno titolo all’interno delle aule universitarie ed ottenendo un’apposita laurea specialistica in “Scienze tiflologiche”.
Solo facendo squadra e mettendo in comune ed armonizzando le nostre proposte formative con quelle degli altri (se didatticamente valide ed efficaci), potremo vincere la difficile sfida di un’inclusione migliore per i ragazzi minorati della vista del Terzo millennio.

La nuova via dell’inclusione scolastica dei disabili visivi, di Gianluca Rapisarda

Autore: Gianluca Rapisarda

Lo scorso 8 Aprile, presso l’Istituto dei ciechi “Florio e Salamone” di Palermo, si è tenuto un importante Convegno sull’inclusione scolastica, intitolato “Buona Scuola e disabilità visiva”, organizzato dalla Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi.
Nel corso dell’evento, fortemente voluto da Mario Barbuto, Presidente Nazionale dell’UICI, e da Rodolfo Masto, Presidente della Federazione Pro Ciechi, si è sostanzialmente fatto il punto della situazione sull’attuale stato dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità visiva e delle sue eventuali prospettive di miglioramento. Si è avvertita la necessità di farlo proprio in questo delicato momento per l’istruzione in Italia, anche alla luce delle recenti novità introdotte dalla Delega sul sostegno della Buona Scuola, approvata definitivamente in CDM venerdì 7 Aprile u.s.
Da quanto è stato evidenziato nel corso dell’incontro, secondo i dati in possesso dell’UICI e dei suoi Enti collegati, gli studenti disabili visivi seguiti dai Centri di Consulenza Tiflodidattica della Federazione Pro Ciechi e della Biblioteca per i Ciechi, frequentanti le scuole italiane, sono circa 4000.
Anche i dati ultimamente forniti dal MIUR ci confermano un numero di studenti minorati della vista che si aggira intorno a poco più di 4000 unità (l’1,6% dei circa 235000 alunni/studenti con disabilità del nostro Paese).
Questo dovrebbe far presumere che, considerato che le Istituzioni pro ciechi assistono quasi il medesimo numero di allievi disabili visivi, siamo al massimo della qualità, ma non è così.
Infatti, durante l’incontro palermitano, tutti i “convegnisti” hanno unanimemente “denunciato” i “mali cronici” del processo di inclusione scolastica dei ragazzi ciechi ed ipovedenti e cioè: la scarsa formazione generalizzata del personale scolastico sulla Didattica inclusiva e sulla Pedagogia speciale, l’inadeguatezza del contesto e l’insufficienza di servizi extrascolastici di supporto, la conseguente delega al solo docente per il sostegno degli alunni/studenti con disabilità visiva (il numero medio di ore settimanali di sostegno in favore dei ragazzi minorati della vista, tra insegnanti specializzati ed “assistenti”, si aggira intorno a 27,7 ed il 13% degli allievi disabili visivi segue singolarmente la lezione nell’aula di sostegno) ed infine, l’inadeguata formazione specifica dei docenti di sostegno sulle tematiche della cecità e dell’ipovisione (meno del 50% di loro conosce il braille ed il 77% di essi non ha competenze tiflologiche).
Circa l’ormai “atavica” scarsa preparazione specifica fornita agli insegnanti specializzati dagli Istituti di psicologia e di Scienze della Formazione delle Università italiane, va infatti sottolineato il fatto che, oggi, a causa del già citato esigo numero di studenti minorati della vista (meno del 2% della totalità degli alunni disabili italiani), essa è sempre più “indifferenziata” e “generalista”, riducendo a sole poche ore od addirittura unità gli insegnamenti riservati alla cecità ed all’ipovisione (metodo Braille, Tifloinformatica, uso delle tecnologie “assistive”, educazione all’autonomia personale ed all’orientamento, ecc…).
Se a ciò aggiungiamo che il MIUR, infischiandosene del “contesto” e dell’erogazione di servizi alternativi di supporto, in questi decenni, ha “limitato” le sue energie solo sul docente di sostegno, legittimando di fatto l’ormai consolidato meccanismo della “delega in suo favore del processo di inclusione scolastica, che lo fa considerare dalle famiglie l’unica “risorsa” a loro disposizione, a prescindere dalle competenze specifiche, la “frittata” è servita!
Nel corso dei diversi e qualificati interventi del Convegno dello scorso 8 Aprile, è stato ripetutamente sottolineato che, in questi anni, l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e tutti i suoi Enti collegati non hanno di certo abbandonato i ragazzi con disabilità visiva.
Sono stati creati 17 Centri di Consulenza Tiflodidattica (CCT), coordinati dalla Federazione Pro Ciechi e dalla Biblioteca per i Ciechi di Monza, un Centro del Libro Parlato presso la sede centrale dell’UICI, il Museo Tattile Statale Omero di Ancona, l’Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione (I.Ri.Fo.R.) e diverse Stamperie Braille disseminate su tutto il territorio nazionale.
Il problema è che, a causa degli inutili individualismi che hanno caratterizzato la storia passata delle Istituzioni Pro Ciechi, tali strutture sono rimaste isolate dal resto del territorio e non integrate fra di loro.
Ma per fortuna, grazie al nuovo Presidente Nazionale dell’UICI Mario Barbuto, si è posto definitivamente fine a questo grave stato di cose, facendo “risorgere” il Coordinamento degli Enti collegati all’UICI e, soprattutto, dando vita al cosiddetto “Network per l’Inclusione Scolastica“ (NIS).
Il NIS rappresenta il tentativo dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di ottimizzare tutte le sue risorse e competenze (finora disperse e poco conosciute), mettendole insieme e realizzando un unico ed omogeneo Servizio Nazionale di supporto all’inclusione scolastica degli alunni/studenti con disabilità visiva, in “rete” con le scuole, con i CTS ed i CTI previsti dal MIUR ed ovviamente con i servizi del territorio.
Le principali Istituzioni che ne fanno parte sono: l’UICI, la Federazione Pro Ciechi, la Biblioteca per i Ciechi “Regina Margherita” e l’I.Ri.Fo.R.
Si tratta di un gruppo tecnico di esperti tiflologi che si sta occupando di definire:
le Linee guida dei servizi di consulenza tiflodidattica;
i Livelli Essenziali delle Prestazioni, gli Indicatori di qualità ed i Criteri di valutazione dell’inclusione scolastica degli allievi ciechi ed ipovedenti (numero e qualifica degli operatori, quali le loro competenze specifiche, quali tipologie di materiali e sussidi didattici e di strutture disponibili presso i CCT e gli ex Istituti dei ciechi, la capacità di formazione del personale scolastico e non, ecc.);
la mappa dei “luoghi” del sostegno dei minorati della vista (è stata ipotizzata una “rete” a tre livelli: Sportelli informativi di base presso i CTS, Centri specialistici regionali presso i Centri di Consulenza Tiflodidattica e gli ex Istituti dei ciechi, ed infine Centri di “eccellenza” a livello nazionale, come ad esempio, il Centro di Documentazione Tiflologica della Biblioteca di Monza, il Centro di produzione del materiale tiflodidattico della Pro Ciechi, il Centro del Libro Parlato dell’UICI, il Museo Statale Omero di Ancona, il Centro per le Ricerche Informatiche dell’ Istituto “Cavazza” di Bologna, il Centro per l’Inclusione degli Ipovedenti dell’Istituto “Chiossone” di Genova, i Centri di Riabilitazione per ciechi pluriminorati del” Sant’Alessio” di Roma e del “Serafico” di Assisi e le principali Stamperie Braille del nostro Paese);
i curricula delle due fondamentali “figure” professionali a supporto dell’inclusione scolastica dei minorati della vista, e cioè: l’Assistente all’autonomia e alla comunicazione(operatore di I° livello) e l’Esperto in scienze tiflologiche(operatore di II° livello), che attualmente sono privi di un loro specifico profilo e percorso formativo.
In particolare, per la formazione di questi operatori necessari al” vero”sostegno degli allievi con disabilità visiva, il NIS ha elaborato un modello basato su Master universitari di I° e II° livello, in grado di fornire loro una formazione adeguata per dare risposte efficaci ed idonee al processo di inclusione dei ragazzi minorati della vista del Terzo Millennio.
Mentre per l’Assistente all’autonomia e alla comunicazione ex art. 13 comma 3 della 104 del 1992 dovremmo presto assistere alla definizione del profilo, previsto dalla Legge 107 del 2015 (anche se la recente Delega sull’inclusione non pare aver risolto la questione), per il ruolo del Tiflologo, a causa della chiusura dell’Istituto Romagnoli di Roma (che era l’”unica” Scuola di metodo per gli educatori dei minorati della vista) a e della conseguente assenza di una cultura tiflologica diffusa all’interno delle Università, siamo di fronte ad un momento di difficoltà, aggravato anche dal suo mancato riconoscimento giuridico.
Per ovviare a tali criticità del Sistema, la Commissione Istruzione dell’UICI, unitamente al “Network”, hanno presentato recentemente al Senato un emendamento alla PDL della Camera n. 2656 dello scorso anno, che istituisce le figure dell’Educatore socio-pedagogico e del Pedagogista. Infatti, le richieste di modifica dell’UICI sono volte ad incardinare la proposta formativa del NIS all’interno della sopramenzionata PDL n. 2656.
Trattasi di due operatori che noi riteniamo indispensabili per il processo di inclusione dei ragazzi ciechi ed ipovedenti, perché in grado di indicare alla scuola tutta (e non soltanto ai docenti di sostegno) ed alle loro famiglie gli itinerari tiflologici più opportuni, le strategie e metodologie tiflodidattiche e tiflopedagogiche corrette e le possibili soluzioni ai loro “problemi” visivi.
Pertanto, sottolineare oggi l’importanza di tali figure professionali non significa voler “medicalizzare” il processo di inclusione degli alunni/studenti con disabilità visiva, ma al contrario riaffermare e riproporre la necessità della specificità tiflologica per una loro “vera” ed adeguata partecipazione nella scuola di tutti e per un loro pieno successo formativo.
Tuttavia, l’unica cosa di cui mi sono fortemente persuaso “sul campo”, in questi anni di faticosa quotidianità didattica, è che non servono innumerevoli riforme e semplici cambi formali di nomi per migliorare lo stato del sostegno in Italia, se questi interventi non si trasformano in reali buone prassi.
Credo invece che l’esempio del NIS dell’UICI, un modello all’insegna della collegialità, della condivisione e dell’impegno comune, che è stato presentato ufficialmente nell’ambito del Convegno di cui sopra, possa autenticamente rappresentare la “nuova” via italiana dell’inclusione, da “esportare” e trasferire in ambito nazionale all’intero mondo della scuola.

Un Convegno della Federazione sull’inclusione scolastica dei disabili visivi, di Gianluca Rapisarda

“La Buona Scuola e l’inclusione degli alunni con disabilità visiva”, è questo il titolo dell’importante Convegno sull’inclusione scolastica che si terrà il prossimo 8 Aprile a Palermo, presso la prestigiosa sede dell’Istituto dei ciechi “Florio e Salamone”, in occasione dell’Assemblea della Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi.
Nel corso dell’evento, moderato dal Presidente della Federazione Rodolfo Masto e dal Presidente Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Mario Barbuto, avverrà la sottoscrizione congiunta di un significativo e “simbolico” protocollo di intesa tra l’UICI, la Biblioteca per i Ciechi “Regina Margherita”, l’I.Ri.Fo.R. e la Federazione Pro Ciechi, mirante alla “realizzazione di strategie gestionali che favoriscano l’utilizzo delle risorse umane e materiali a disposizione per migliorare e ampliare i servizi resi alle persone con disabilità visiva del nostro Paese”.
E nostra ferma convinzione che tale accordo produrrà solo cooperazione tra gli Enti collegati all’UICI, evitando di far loro sovrapporre stesse modalità operative.
Infatti, consapevoli che da soli non si va da nessuna parte, l’auspicio è che la condivisione di un protocollo tra Enti assolutamente analoghi darà loro finalmente la possibilità di utilizzare risorse maggiori che, invece, in una singola struttura, risulterebbero limitate. In tal modo, gli obiettivi delle varie Istituzioni pro ciechi potranno essere più facilmente raggiungibili, ottimizzando le modalità di lavoro e le risorse umane e finanziarie.
Il tutto, in un clima di fattiva e sinergica collaborazione, nell’ottica della crescita reciproca, rispettosa e produttiva e, soprattutto, nel superiore interesse dei ciechi e degli ipovedenti italiani.
Queste scelte progettuali ci conducono direttamente al tema dell’inclusione scolastica, per il quale la Federazione Pro Ciechi offre il suo contributo anche attraverso la partecipazione al “Network per l’inclusione scolastica” (NIS) dove, insieme ad altre Istituzioni quali l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, l’I.Ri.Fo.R. e la Biblioteca per Ciechi di Monza, cercherà di essere protagonista nelle risposte tiflopedagogiche da dare ai bisogni “specifici” dei ragazzi disabili visivi, alle famiglie e ai diversi attori che intervengono nei loro processi di formazione.
A tal proposito, in ragione della sua storia e della sua finalità statutaria la Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi, considerando questo tema strategico, ha voluto organizzare, proprio in occasione della sua prossima Assemblea di Palermo, il Convegno di cui sopra, al fine di fare il punto della situazione e di individuare i punti di forza e di debolezza dell’attuale processo di inclusione degli alunni/studenti con disabilità visiva, anche alla luce della recente emanazione dello schema di Decreto n. 378.
Il nostro disegno rientra, se facciamo una considerazione più ampia, nella logica del garantire ai nostri ragazzi, su tutto il territorio nazionale, uno “standard uniforme” di supporti, immateriali e materiali, che non si differenzino nell’offerta delle opportunità; il ragazzo siciliano o veneto deve avere gli stessi servizi di quello pugliese o piemontese perché, come è costantemente ribadito dal Presidente Nazionale dell’UICI Mario Barbuto, tutti gli alunni ciechi e ipovedenti del nostro Paese debbono “avvalersi di un sistema di servizi dedicati di qualità e adeguatamente dimensionati”.
Questa vasta materia è – per la Federazione –
motivo di rinnovato impegno a recuperare il massimo delle risorse, ricercandole là dove è già nota la sensibilità verso i problemi dei più fragili, ma soprattutto, attraverso progetti di valore, credibili ed aperti alle peculiarità del territorio e nel segno del rispetto dei diritti civili e culturali dei disabili visivi italiani.
Di fronte al difficile momento storico dell’inclusione scolastica dei ragazzi con disabilità visiva (nonostante l’aumento delle ore medie di sostegno settimanale dalle 15 dei decenni scorsi alle attuali 27,7, dei 4000 studenti minorati della vista frequentanti la scuola dell’obbligo, solo 1 su 4 segue la lezione prevalentemente in classe con i compagni, mentre più del 13% la svolge singolarmente nella cosiddetta “aula di sostegno”, meno del 50% dei loro docenti di sostegno conosce il braille e la tifloinformatica ed il 77,7% dei loro insegnanti specializzati non ha specifiche competenze sulla disabilità visiva), il Convegno promosso dalla Federazione Pro Ciechi per la giornata dell’8 Aprile p.v. si propone di “anticipare” il futuro, individuando e prospettando nuove e più efficaci modalità per la sua attuazione.
L’auspicio è quello di riuscire a sensibilizzare ed a promuovere una maggiore consapevolezza sulle problematiche della minorazione visiva tra i vari attori istituzionali e sociali che interverranno, al fine di realizzare “congiuntamente” a favore degli allievi ciechi ed ipovedenti quanto previsto dall’art 24 della Convenzione dell’ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2006.
È ormai tempo che i sogni e le giuste ambizioni dei cittadini disabili visivi, si concretizzino finalmente nel segno di una società che deve ritrovare il coraggio di essere un po’ più visionaria.

Di seguito, il programma dettagliato del Convegno:
Istituto Florio e Salamone Palermo Via d’Angiò 27
8 aprile 2017
“La Buona Scuola e l’inclusione degli alunni con disabilità visiva”
Ore 9.00 Registrazione dei partecipanti – coffee break
9.30 Saluti di benvenuto Antonio Giannettino Presidente Istituto Florio e Salamone di Palermo, Linda Legname Commissario Straordinario Consiglio Regionale UICI Sicilia
– Saluto autorità locali
10.00 Introduce Mario Barbuto Presidente Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti
Modera Rodolfo Masto Presidente Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi
10.15 “La centralità del Network per l’inclusione scolastica nelle politiche educative dell’UICI” Pietro Piscitelli, Presidente della Biblioteca Italiana per Ciechi Regina Margherita e Michele Borra componente Consiglio di Amministrazione della Federazione
10.30 “La politica dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti in materia d’istruzione e formazione alla luce degli schemi di decreto relativi alla Buona Scuola: effetti sull’inclusione scolastica in Italia” Marco Condidorio, Coordinatore della Commissione Istruzione e Formazione UICI
10.45 “L’inclusione scolastica in Sicilia” Tommaso Di Gesaro, Presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi di Palermo
11.00 “Il futuro degli Istituti per Ciechi in Sicilia” Antonio Giannettino Presidente Istituto Florio e Salamone di Palermo e Giampiero Panvini Presidente dell’Istituto “Ardizzone Gioeni” di Catania
11.15 “L’I.Ri.Fo.R. quale possibile risorsa formativa per la scuola dell’inclusione.” Gianluca Rapisarda – Direttore Scientifico I.Ri.Fo.R.
11.30 “Le figure professionali specialistiche a sostegno dell’inclusione” Giancarlo Abba, già Direttore Scientifico Istituto dei Ciechi di Milano e componente Commissione Istruzione e Formazione UICI
11.45 “Il codice Braille tra conferme e prospettive future” Stefano Salmeri, Professore associato di Pedagogia generale e sociale all’Università degli Studi di Enna “Kore”
12.00 “Il ruolo della Stamperia nei processi di inclusione scolastica”, Nino Novello, Presidente Stamperia Regionale Braille di Catania
12.15“Autonomia: progetto fondamentale nei processi formativi” Giuseppe Terranova, Presidente del Centro Regionale Helen Keller di Messina
12.30 Dibattito
13.00 Conclusioni Mario Barbuto Presidente Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti

Sintesi dei lavori del CDA della Federazione del 23 Novembre 2016, di Gianluca Rapisarda

Autore: Gianluca Rapisarda

Come da avviso n.952 dell’8 Novembre 2016 alle ore 13,00 si è riunito, presso la Sala Consiglio dell’Istituto dei Ciechi “Francesco Cavazza” ONLUS. con sede in Bologna via Castiglione, 71, il Consiglio di Amministrazione della Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi ONLUS.
Alle ore 13,30risultano presenti il Presidente Rodolfo Masto, il Vicepresidente Hubert Perfler, i consiglieri Pier Michele Borra, Claudio Cassinelli e Gianluca Rapisarda. Il Consigliere Mario Barbuto, trattenuto da un impegno, informa del suo imminente arrivo; risulta assente giustificato il Consigliere Raffaele Ciambrone.

Alle ore 13,35 il Presidente Rodolfo Masto dichiara aperta e valida la seduta.
Verbalizza i lavori il Segretario Generale Arch.Innocenzo Fenici.

Approvazione del verbale della seduta precedente;
Il C.d.A. all’unanimità approva i verbali delle sedute del 21 luglio 2016 e del 21 settembre 2016.
Ratifica eventuali deliberazioni assunte dal Presidente in via d’urgenza;
Il Presidente sottopone alla ratifica la deliberazione presidenziale n. 2 del 10 novembre 2016 relativa alla nomina del componente del Collegio sindacale dell’Istituto “Domenico Martuscelli” per minorati della vista d’ambo i sessi di Napoli e la deliberazione n. 3 del 17 novembre 2016 riguardante l’integrazione della polizza assicurativa esistente sul fabbricato di proprietà di via Alberto Pollio 10.
Il Consiglio di amministrazione all’unanimità ratifica entrambe le deliberazioni presidenziali.

3) Comunicazioni;
a) Il Presidente informa che la Federazione ha concesso il Patrocinio al XXI Convegno dal titolo “Occhio della Mente”, che si è tenuto a Genova il 18 Novembre 2016. Il tema trattato riguardava “Lo studente disabile visivo: strategie per l’inclusione scolastica”.
Il C.d.A. prende atto.
b) Il Presidente rende noto che la Federazione sta elaborando un Progetto da presentare alla Chiesa Valdese (Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi in Italia) con scadenza il 30 Novembre 2016.
Il consigliere Gianluca Rapisarda, al quale il Presidente cede la parola, illustra l’articolazione del progetto dal Titolo OKU PATA – una collezione di libri tattili per l’infanzia. L’obiettivo èquello di produrre n. 480 piccoli libri in stoffa per la primissima infanzia (40 serie di una collana composta di 12 titoli) con immagini da toccare e testo a caratteri tipografici e a segnografia Braille da distribuire gratuitamente alle istituzioni per i Ciechi nazionali. Queste istituzioni federate lavorano a diretto contatto con i ragazzi ciechi e si avvalgono di personale specializzato nell’utilizzo di questi importanti strumenti di apprendimento. Questa collana didattica è stata ideata in Sudafrica con il progetto “I read with myhands” e si compone di dodici piccoli libri in stoffa che seguono un percorso didattico specifico. OKU PATA in lingua Zulu significa “toccare”.
La Federazione acquisterà i diritti, li riprodurrà e li distribuirà in Italia.
c)Il Presidente Masto informa che l’8 giugno 2016 si è insediato presso la Presidenza Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti il gruppo di lavoro dei rappresentanti dell’Unione in seno alle istituzioni Pro Ciechi ex IPAB presenti nel territorio nazionale. Dalla riunione è emersa l’esigenza di approfondire con una relazione scritta le informazioni sulle istituzioni quali ad esempio:la forma giuridica, la descrizione del patrimonio, la gestione patrimoniale e la costituzione di un eventuale fondo immobiliare. Tali notizie hanno suscitato interesse tra tutti i rappresentanti degli Enti e, pertanto, verranno raccolte in un documento che verrà divulgato.
Il C.d.A. prende atto dell’iniziativa.
d) Il Presidente informa che dal 30 Novembre al 3 Dicembre 2016 la mostra evento “A SPASSO CON LE DITA” sarà ospite al Palazzo Martinengo di Brescia. “A SPASSO CON LE DITA” è una mostra di opere tattili accessibili a tutti e sarà arricchita da un ciclo di laboratori didattici e ludici dedicati all’illustrazione per l’infanzia e alla disabilità visiva. Il C.d.A. esprime il proprio consenso positivo all’iniziativa.
e)Il Presidente cede la parola al Vicepresidente Hubert Perfler,il quale relaziona riguardo alle attività svolte dalla Federazione in ambito europeo. L’accordo tra le istituzioni contiene le norme e le condizioni relative allo svolgimento delle attività tese al finanziamento di progetti in ambito nazionale, europeo ed internazionale a favore delle persone con disabilità visiva. Il Vicepresidente informa che il 20 e il 21 ottobre 2016 presso la sede dell’Istituto Rittmeyer (Trieste) si è svolto il corso di formazione relativo all’accesso alle forme di finanziamento.
Il Presidente lascia la parola al consigliere Cassinelli che legge la relazione di HubertPerfler. Il corso ha visto la partecipazione dei rappresentanti dei seguenti istituti:
Istituto Configliachi (Padova);
Istituto Chiossone(Genova);
Istituto S. Alessio(Roma);
Istituto dei Ciechi di Milano;
Istituto Cavazza di Bologna.
Nelle due giornate si sono evidenziate considerazioni generali legate all’individuazione dell’idea progettuale, alla raccolta delle adesioni dei partner, alla creazione del partenariato, alla suddivisione delle attività in work package, alle verifiche e monitoraggi.
Inoltre si sono presi in esame alcuni bandi di finanziamento, le modalità per inoltrare la domanda progettuale, le regole dei relativi bandi e le linee guida di intervento al fine di conseguire il massimo punteggio. È emersa la volontà di sviluppare maggiormente il progetto relativo all’attività di formazione per tecnici di orientamento e mobilità per le persone con disabilità visiva. All’Istituto Rittmeyer vengono attribuiti i seguenti compiti:
Costituzione del gruppo di lavoro;
Piano strategico;
Partecipazione all’European Association for Directors and Providers of long –Team Care Services for the Elderly di Torun in Polonia che si svolgeràa Settembre 2017.
Percorsi formativi in programma per il 6 il 7 aprile 2017.

Si chiede alla Federazione di divulgare le informazioni. L’accordo tra Federazione e Istituto è in scadenza il 31 dicembre 2016, pertanto l’Istituto chiede il rinnovo per ulteriori tre anni con apposita sottoscrizione di atto aggiuntivo. Il Vicepresidente invita ad incontrarsi il prima possibile per elaborare il primo progetto individuato da presentare entro marzo 2017.

Alle ore 14,35 entra in seduta il Consigliere Mario Barbuto ed il presidente riassume i punti discussi.

f)Il Presidente passa la parola al consigliere Gianluca Rapisarda, il quale informa che a Palazzo delle Esposizioni di Roma, in collaborazione con la Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi, è stata presentata la mostra evento “Sensi Unici”, in svolgimento dal 12 novembre 2016 al 26 febbraio 2017. La mostra è stata allestita presso lo Spazio Fontana in via Milano 13, Roma. Sono previsti due eventi speciali con incontri e dibattiti: il 3 dicembre in occasione della giornata mondiale della disabilità e il 21 febbraio in occasione della Giornata nazionale del braille.

4)Mandato ricognitivo all’Arch. Fenici per l’individuazione della stazione appaltante necessaria alla realizzazione del Centro Polifunzionale, Legge 28 dicembre 2005 n. 278 ai sensi della normativa prevista dal Codice degli Appalti;
Il Presidente illustra la deliberazione che si pone all’attenzione del Consiglio di Amministrazione, che approva all’unanimità.

Progetto di Legge di Bilancio 2017 – verifica dei contributi previsti per legge alla Federazione;
Il Presidente ricorda che il 7 luglio 2016 la Federazione ha inviato una lettera al Ministero dell’Interno per richiedere di poter recuperare le somme di finanziamento, decurtate negli anni, poiché altre organizzazioni beneficiarie di contributi statali si sono viste ripristinate le loro originarie risorse assegnate dalla legge. Inoltre, sollecita l’interessamento della Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti affinché possa appoggiare la richiesta presso il Ministero dell’Interno.

Concorso “Tocca a te” – edizione 2017 – Assisi dal 16 al 18 giugno – eventuali determinazioni;
Il C.d.A conferma la giuria del concorso “Tocca a te” dell’edizione precedente sostituendo la Dottoressa Beatrice Ferrazzano di Foggia con la Dottoressa Francesca Piccardi di Assisi.
Per la Federazione:
Prof. Gianluca Rapisarda (Presidente)
Prof. Giancarlo Abba – Tiflopedagogista (Membro senior)
Dott. Stefano Alfano – tecnico libri tattili (membro senior)
Dott.ssa Laura Anfuso – Esperta letteratura per l’infanzia (membro senior)
Dott.ssa Paola Terranova – Biblioteca speciale Istituto per ciechi (membro senior)
Dott. Pino Nobile–direttore stamperia di Catania (membro senior)
Dott.ssa Francesca Piccardi tiflologa (coordinatore giuria giovani)

Fondazione Robert Hollman:
Dott.ssa JoséeLanners (Vice Presidente)
Dott.ssa Serena Danieli (operatrice tiflologica – membro senior)
Prof.ssa Erica Polato (Ricercatrice universitaria – membro senior)

Mibact- Ministero per Beni Ambientali e Culturali e del turismo:Dott.ssa Elisabetta Borgia (Rappresentante Mibact in Giuria);

Istituto dei Sordi e dei Ciechi di Assisi “Serafico”:
N.1 Membro senior tiflologo;
N.1tiflologo o istituzionale;
N.1(membro senior) genitore;
N.1(membro senior) genitore o illustratore.

Giuria giovani:
Dott.ssa Francesca Piccardi – (Coordinatore Giuria Giovani);
N. 4 bambini/ragazzi disabili visivi;
N. 4 bambini/ragazzi vedenti;
1 o 2 operatori tiflologici che coadiuvino nei lavori.
Il Consiglio prende atto dei componenti delle giurie, del bando e del regolamento per la partecipazione al Concorso Nazionale di editoria tattile illustrata edizione 2017.

Proposta di adesione da parte della Federazione al protocollo di intesa già raggiunto dall’UICI e dall’ I.Ri.Fo.R. mirante, fra l’altro, alla “realizzazione di strategie gestionali che favoriscano l’utilizzo delle risorse umane e materiali a disposizione per migliorare e ampliare i servizi resi all’utenza”;
Il Presidente informa circa il protocollo di intesa sottoscritto tra Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ed I.Ri.Fo.R. Il Presidente sottolinea che tale accordo produrrà solo cooperazione tra Enti per evitare di sovrapporre stesse modalità operative. A conferma, il Consigliere Mario Barbuto prende la parola sostenendo con forza che “da soli non si va da nessuna parte, poter condividere un protocollo tra Enti darà finalmente la possibilità di utilizzare risorse maggiori che, in una singola struttura, risulterebbero limitate ma insieme possono essere consistenti”. Se ad esempio, prosegue,“ci mettiamo a lavorare separatamente sul fund-raising, avremo quattro piccoli uffici ma se costituiamo un team di lavoro le risorse saranno maggiori e gli obiettivi possono essere facilmente raggiunti, ottimizzando le modalità di lavoro”.
Gli Enti (Federazione, Unione, Irifor, Biblioteca) condividono decisioni riguardo i progetti, gli obiettivi da conseguire, il team di lavoro da impegnare l’Ente che si farà carico dell’organizzazione.
Il primo livello è costituito dalla sottoscrizione del protocollo di intesa, nella quale L’Ente si rende disponibile a condividere le risorse strutturali, umane e materiali.

Il secondo livello è operativo quindi individuale competenze tecniche tra le strutture esistenti(Centro di produzione della Federazione, Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza, Stamperia Braille di Catania, Istituto dei Ciechi di Milano, Istituto Chiossone di Genova, ecc.).
Il Consigliere Gianluca Rapisarda in quanto Direttore dell’IRIFOR, primo sottoscrittore, condivide questa “cornice” e sottolinea che non è più possibile andare avanti senza condivisione, anche perché tale iniziativa non comporta rischi per il personale né costi aggiuntivi per le singole strutture.
Il Presidente Rodolfo Masto, pur essendo d’accordo con l’iniziativa,esprime qualche perplessità sul reale funzionamento.
Il Consigliere Claudio Cassinelli sostiene che non ci sono rischi per il personale in quanto distaccamenti e trasferimenti saranno solo su base volontaria; risulta pertanto auspicabile andare avanti con la sottoscrizione del protocollo di Intesa. Prende nuovamente la parola il Consigliere Gianluca Rapisarda il quale porta all’attenzione del Consiglio due progetti condivisibili tra gli Enti a seguito della sottoscrizione del protocollo di intesa:
La revisione del catalogo del materiale tiflodidattico della Federazione;
L’acquisto della stampante 3D per la prototipazione rapida.
Riguardo al primo punto, il Presidente Masto sostiene che si può avviare una fase di studio per l’adeguamento dei sussidi didattici chiedendo agli interessati proposte concrete e suggerimenti.
Il Consigliere Michele Borra esprime parere positivo riguardo alla formazione di una commissione di lavoro con esperti tiflologi ma sostiene che sia più importante far conoscere gli strumenti che esistono già e il loro adeguato uso.
Il Presidente Rodolfo Masto conclude dicendo che nella commissione occorre inserire anche persone che realizzino questi materiali. Altro aspetto da non sottovalutare è la compatibilità delle risorse economiche da destinare a tali iniziative.
Riguardo al secondo punto è chiamato ad intervenire l’arch. Innocenzo Fenici il quale sostiene che l’acquisto della stampante 3D non costituisce un problema in quanto i costi di acquisto sono attualmente sostenibili.
Per quanto riguarda il funzionamento dello strumento occorre,invece, formare del personalea tempo pieno che abbia,oltre alle competenze universitarie di base suldisegno tridimensionale, anche delle conoscenze specifiche legate alle richieste poste dalla disabilità visiva.

Partecipazione della Federazione all’evento “Facciamoci vedere” Milano 13, 14 e 15 dicembre;
Presso L’Istituto dei Ciechi di Milano,all’interno della sala Barozzi, il 13,14 e il 15 Dicembre si svolgerà la mostra – evento “Facciamoci vedere”.
L’iniziativa nasce dalla volontà di condividere le buone prassi delle eccellenze dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti attuate dai singoli territori e dall’opportunità di fornire alla Dirigenza una panoramica di informazioni utili al fine di migliorare i servizi destinati ai ciechi e agli ipovedenti su tutto il territorio nazionale. Si vogliono far conoscere a tutte le Regioni italiane le migliori idee, le iniziative attivate sul territorio e le esperienze progettuali che potrebbero diventare esempi concreti ed azioni replicabili per tutti.
Nello specifico gli obiettivi e le finalità individuate saranno:
mettere in rete le buone prassi attuate dai singoli territori;
far conoscere tecnologie, servizi e soluzioni per la disabilità visiva;
far conoscere le abilità delle persone con disabilità della vista e tutta l’UICI attraverso la presentazione di prodotti e servizi.
Si tratta quindi di una vetrina di servizi, di buone prassi e di tecnologie innovative evidenziate per le persone con disabilità visiva e sviluppate dalle nostre strutture territoriali e dagli enti collegati storicamente all’Unione.

All’evento saranno presenti i Consigli Regionali dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus, oltre che tutti gli enti: Biblioteca Italiana per i Ciechi “Regina Margherita” Onlus, I.Ri.Fo.R., Univoc e la Federazione pro Ciechi.
La Federazione parteciperà con l’allestimento di uno stand dove saranno esposti vari progetti tra i quali: progetto tiflopedia, libri Tattili per la prima infanzia e due progetti di accessibilità (Musei Vaticani e Giardini Vaticani). Saranno impegnati tre dipendenti: Lucio Zito, Vincenzo La Francesca e Federica Baiani. Sarà presente inoltre il Segretario generale Arch. Innocenzo Fenici.
Il Consiglio prende atto.
“Centro Polifunzionale sperimentale di alta specializzazione”, Legge 28 dicembre 2005, n. 278 – Approfondimenti sul progetto scientifico;
Il Presidente Rodolfo Masto sottolinea che la richiesta già inviata al sottosegretario riguardante l’erogazione della terza parte del finanziamento deve essere supportata da un progetto scientifico. Oggi è stata avviata anche la procedura per rispondere alla legge n. 50 / 2016 sugli appalti pubblici.
Un ulteriore passo avanti è stato fatto con la revisione del progetto di massima che ha trasformato la “residenzialità permanente” in “residenzialità leggera”per le famiglie al fine di permettere la valutazione dell’utente in età precoce.
Pertanto occorre strutturare un progetto che tenga conto dei partner da coinvolgere quali:
Le Università per la ricerca e la copertura accademica;
L’Istituto Chiossone di Genova;
L’Istituto Serafico di Assisi anche per la ricerca sviluppata nel campo della robotica.
Altri aspetti sono legati all’accreditamento della struttura.
Il Consigliere Cassinelli fa il punto della situazione e descrive il quadro delle informazioni acquisite:
gli Istituti Sant’Alessio di Roma, Serafico di Assisi e Chiossone di Genova, sono disponibili e interessati a mettere a disposizione la propria esperienza e a partecipare alla gestione tecnica e operativa del nuovo Centro;in particolare l’Istituto Sant’Alessio è anche disponibile a cedere al nuovo Centro della Federazione venti posti convenzionati con la competente Azienda Sanitaria Locale romana, relativi al proprio centro diurno pluridisabili;
gli Enti Fondazione olandese Robert Hollman, con sedi in Italia a Padova e Cannero e Lega del Filo d’Oro, con sede centrale a Osimo, pur essendo interessati al confronto, non sono disponibili con motivazioni diverse, a partecipare direttamente alla gestione tecnica e operativa del nuovo Centro;
la Cooperativa Luce e Lavoro di Verona, emblematica di altre situazioni esistenti nel territorio nazionale, che ha organizzato un centro diurno pluridisabili ed ha in progetto la realizzazione di una piccola casa-famiglia tipo “dopo di noi”, è disponibile e interessata a ricevere supporti in un rapporto di rete e di collaborazione;
Dalle consultazioni è emersa l’esigenza ed è stata avviata una revisione delle “Linee Guida” e dello studio architettonico di fattibilità del Centro polifunzionale rivolta alle finalità quali: la riconversione della funzione residenziale da sanitaria-assistenziale a ospitalità temporanea in piccoli nuclei per singoli disabili accompagnati da uno o più famigliari, provenienti dal territorio nazionale: ospitalità destinata al solo periodo necessario per brevi cicli di valutazione e impostazione di programmi personalizzati; inoltre, la funzione residenziale dovrà essere anche disponibile per l’ospitalità di operatori provenienti da istituti ed enti del territorio che effettuino presso il nuovo Centro tirocini formativi e di aggiornamento tecnico e professionale.
L’ampliamento dell’area destinata alla ricerca, alla formazione e all’aggiornamento al fine di consentire la realizzazione di programmi e progetti rivolti al miglioramento della qualità dei servizi in un rapporto di rete, supporto e sviluppo delle situazioni esistenti a livello territoriale. Pertanto lo studio architettonico di fattibilità deve comunque prevedere la possibile flessibilità di destinazione degli ambienti in modo che la struttura possa corrispondere ad esigenze mutevoli nel tempo in rapporto alle necessità degli utenti e dell’evoluzione delle ricerche e delle conoscenze.
Il Consigliere Cassinelli prosegue sostenendo che occorre stabilire quale livello di bisogno dobbiamo soddisfare, d’altra parte i livelli della pluridisabilità sono vari che vanno dai gravissimi ai meno gravi.
Chi ha dei problemi gravi dalla nascita, ha dei percorsi sanitari stabiliti che vanno dalla valutazione alla diagnosi. Il nascente Centro di Roma, potrebbe occuparsi dell’intervento preventivo, ma anche dei soggetti gravi soprattutto con interventi di inserimento sociale, tenendo anche conto della favorevole ubicazione cittadina del Centro polifunzionale.
Il vicepresidente Hubert Perfler afferma che nella riabilitazione di soggetti portatori di disabilità lievi hai delle speranze e possibilità di successo soprattutto se vieni sostenuto da una buona ricerca di base sull’adozione di buone pratiche e tecniche di avanguardia.
Il Consigliere Mario Barbuto, esprime perplessità riguardo alla destinazione futura della struttura di cui alla legge 278/2005, e pone al consiglio diversi quesiti: cosa dobbiamo fare di questa struttura? Chi la gestisce e chi la mantiene dal punto di vista economico?Cosa vuole dire “struttura leggera”? Inoltre afferma che occorre affrontare tali tematiche dopo aver ascoltato dei pareri tecnici e dopo aver convocato il Comitato di Coordinamento di cui alla legge n. 278 /2005.
Il Presidente Rodolfo Masto propone un’audizione per il mese di gennaio ove saranno invitati gli Istituti Federati e altri esterni alla Federazione, i membri del Comitato di Coordinamento ediverse figure professionali tra le quali la dott.ssa Ester Delpino dell’Istituto Chiossone di Genova.
Il C.d.A. è favorevole ad organizzare un seminario di studio per poter meglio approfondire la complessa tematica fino ad ora trattata.
Riflessioni intorno alla operatività futura del Network per l’integrazione in vista degli approfondimenti che saranno proposti in occasione del Coordinamento fra gli Enti convocato il 14 dicembre a Milano presso l’Istituto dei Ciechi;
Il 14 dicembre p.v. si svolgerà la riunione del coordinamento degli Enti.
Il Presidente Masto pone al C.d.A. la seguente domanda: cosa fare del Network?Prosegue affermando che il network ha lavorato bene ma ora occorre che sia strutturato per poter sostenere azioni anche a livello politico.
Il Consigliere Mario Barbuto vorrebbe ascoltare,nella prossima seduta del Network, tre relazioni:
a) Le risorse economiche disponibili;
b) Gli standard di qualità che ogni struttura deve avere;
c) La costruzione degli indicatori di risultato per valutare gli interventi delle strutture.
Il Consigliere Mario Barbuto prosegue affermando che il network fra non molto tempo esaurirà il suo percorso ma oggi abbiamo la possibilità di proseguire con il protocollo di intesa fra gli Enti.
Il C.d.A. è favorevole a proseguire con il network dell’inclusione scolastica insieme agli Enti nell’ambito del protocollo di intesa.

Delibere di carattere amministrativo e organizzativo;
Non ci sono delibere di carattere amministrativo e organizzativo.

Varie ed eventuali.
Non ci sono argomenti relativi al punto 12 dell’O.d.G.
Alle 16,55, non avendo il Consiglio di Amministrazione null’altro da discutere, il Presidente dichiara chiusa la seduta.

IV Edizione del Concorso Nazionale Tocca a te!, di Gianluca Rapisarda

Autore: Gianluca Rapisarda

Gentilissimi tutti, in qualità di Presidente della Giuria del Concorso in oggetto vi chiedo cortesemente di voler dare visibilità a questa nostra iniziativa.
Il Concorso Nazionale di libri tattili Tocca a te!, giunto quest’anno alla sua quarta edizione, è stato ideato nel 2011 dalla Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi per diffondere la cultura del libro tattile per la prima infanzia e della grafica accessibile, quali preziosi strumenti di inclusione scolastica. Come per le passate edizioni il Concorso premia in denaro i migliori 5 libri italiani e rappresenta la preselezione al concorso internazionale Tactus 2017.
Il Concorso è organizzato in collaborazione con la Fondazione Robert Hollman e l’Istituto per sordomuti e per ciechi “Serafico” di Assisi.
Le giurie da me presiedute si riuniranno nelle giornate dal 16 al 18 giugno 2017 presso la Biblioteca dell’Istituto Serafico di Assisi.
La partecipazione al Concorso di quanti vorranno inviare un loro contributo è gratuita.
I Premi
• Il vincitore di TOCCA A TE! – 2017, categoria Miglior libro italiano, riceverà un trofeo, una targa ricordo e un premio in denaro di 1.500 euro.
• Il secondo classificato nella categoria Miglior libro italiano, riceverà un trofeo, una targa ricordo e un premio in denaro di 500 euro.
• Il vincitore della categoria miglior libro d’artista dedicato alla memoria di Mauro L. Evangelista riceverà un trofeo, una targa ricordo e un premio in denaro di 500 euro.
• Il vincitore della categoria giovani “premio I.Ri.Fo.R Umbria”, riceverà un trofeo, una targa ricordo e un premio in denaro di 500 euro.
• Il vincitore della categoria primissima infanzia (3-6 anni), riceverà un trofeo, una targa ricordo e una collezione di libri tattili editi dalla Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi Onlus.
I CINQUE LIBRI VINCITORI DEI PREMI PARTECIPERANNO DI DIRITTO AL CONCORSO
INTERNAZIONALE TYPHLO & TACTUS 2017, ESTESO A TUTTI I PAESI DEL MONDO.
Inoltre verranno assegnate tre menzioni speciali:
• Menzione speciale “Serafico”, per il miglior Libro rivolto al plurihandicap
• Menzione speciale “Libro del Cuore”, dedicato a quei libri rappresentativi del lavoro svolto con passione e competenza da coloro che lavorano ogni giorno a contatto con la realtà della disabilità.
• Menzione speciale “SED” per il miglior libro dedicato al patrimonio culturale, museale e del territorio.
Ulteriori informazioni (Bando del concorso, Modulo di partecipazione e locandina manifesto) sono scaricabili dal sito www.libritattili.prociechi.it Professor Gianluca Rapisarda
(Presidente della Giuria Concorso Tocca a te! 2017)

Lettura accessibile e libri tattili: così la Federazione ha celebrato la Giornata del Braille al Palaexpo di Roma, di Gianluca Rapisarda

Autore: Gianluca Rapisarda

Si è chiamata “Punti di vista. Progetti di accessibilità all’arte e alla lettura”, la tavola rotonda proposta a Roma, dalle ore 10 alle ore 13.30, in occasione della Giornata Nazionale del Braille, 21 febbraio, da parte del Laboratorio d’Arte del Palazzo delle Esposizioni e della Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi, nell’ambito della mostra multisensoriale “Sensi Unici”, che resterà aperta fino al prossimo 26 febbraio.
L’incontro è stato voluto fortemente da Mario Barbuto, Presidente Nazionale dell’UICI e Rodolfo Masto Presidente della Federazione Pro Ciechi, per riflettere sui percorsi sensoriali, sull’arte e sul libro tattile illustrato, preziosi strumenti utili a “guardare” la realtà con mani e occhi “nuovi”.
Si è trattato di un opportuno momento di confronto tra centinaia di editori, medici, tiflologi (gli operatori specializzati nel campo dell’educazione inclusiva e dell’integrazione sociale di persone non vedenti e/o ipovedenti), per discutere di accessibilità all’arte ed alla cultura e, soprattutto, di opere tattili, da intendere appunto come “sussidi” preziosi di mediazione, inclusione e integrazione, per annullare ogni barriera fisica, linguistica e culturale.
L’iniziativa è stata rivolta agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado, ai loro genitori e a tutto il personale scolastico, per sedimentare nella coscienza dei partecipanti una nuova cultura dell’inclusione e della disabilità, vista non più come un limite e un ostacolo, ma come un valore aggiunto e una preziosa risorsa per la crescita della società.
Grande è stato il successo di pubblico e le opere tattili realizzate durante la manifestazione verranno donate, andando ad arricchire A spasso con le dita, mostra itinerante della Federazione Pro Ciechi.
Alla tavola rotonda del 21 Febbraio, presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma, hanno partecipato – con il coordinamento di Della Passarelli, responsabile di Sinnos edizioni – Manuela Orrù, pediatra, Francesca Piccardi del Centro di Consulenza Tiflodidattica di Assisi-Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi, Enza Crivelli, pedagogista clinica esperta di autismo, Antonella Veracchi e Michela Tonelli del Laboratorio d’Arte del Palazzo delle Esposizioni di Roma.

Punti di vista: Un incontro per celebrare la X Giornata del Braille, di Gianluca Rapisarda

Autore: Gianluca Rapisarda

L’accessibilità all’arte e alla lettura? Dipende: dai «Punti di vista”. Questo è il titolo della tavola rotonda, in programma a Roma martedì 21 febbraio al Palazzo delle Esposizioni (ore 10-13.30).
Trattasi dell’ultimo dei tre “seminari formativi” organizzati dal Laboratorio del Palazzo delle Esposizioni romano e dalla Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi, nell’ambito della mostra di libri e opere tattili «Sensi unici» esposta nella sede capitolina di via Milano 13 dal 12 novembre scorso, fino al prossimo 26 febbraio.
La scelta della data del 21 Febbraio non è certo casuale. Essa, infatti, coincide con la celebrazione della Decima Giornata Nazionale del Braille. E proprio in occasione di tale importante ricorrenza simbolica, su precisa indicazione del Presidente Nazionale dell’UICI Mario Barbuto e del Presidente della Federazione Pro Ciechi Rodolfo Masto, il Laboratorio d’arte del Palaexpo ha così deciso di voler cortesemente dedicare un opportuno momento di confronto tra editori, medici, tiflologi (ovvero gli operatori specializzati nel campo dell’educazione inclusiva e dell’integrazione sociale di persone non vedenti e/o ipovedenti) per riflettere sui percorsi sensoriali, l’arte e il “libro tattile illustrato” appunto come strumenti preziosi di mediazione, inclusione e integrazione, per immaginare e imparare a “guardare” la realtà con mani ed occhi “nuovi” e per annullare ogni barriera fisica, linguistica e culturale.
L’incontro rappresenta una nuova tappa del progetto speciale «Punti di vista», avviato nel 2014 con le visite plurisensoriali alla mostra su Frida Kahlo e con le acquisizioni di libri italiani e stranieri per la nuova sezione “accessibilità” dello Scaffale d’arte di Palazzo delle Esposizioni, poi proseguito, appunto, con la sopraccitata mostra multisensoriale della Pro Ciechi «Sensi unici» e i progetti pilota “Un palazzo tutto mio!» e «Fuori centro», dedicati rispettivamente ai malati pediatrici oncologici e agli adolescenti psichiatrici.
La mostra Sensi Unici, in questi mesi di esposizione, attraverso acquisizioni bibliografiche, percorsi sensoriali, seminari e laboratori “per tutti”, ha riscosso grande successo di pubblico ed ha inteso costruire una cultura partecipata e condivisa, fatta non di progetti esclusivi, ma inclusivi, perché sinonimo di diversità è ricchezza.
Tutte le tavole tattili e le opere commissionate e realizzate durante l’intero svolgimento di “Sensi Unici”, verranno poi donate, andando ad arricchire la mostra itinerante della Federazione Pro Ciechi “A spasso con le dita”
Alla tavola rotonda del 21 Febbraio «Punti di vista», coordinata da Della Passarelli, responsabile della Sinnos edizioni, interverranno la pediatra Manuela Orrù («L’importanza del libro illustrato nella fascia 0-6 anni»); Francesca Piccardi, del Centro di Consulenza Tiflodidattica di Assisi -Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi Onlus («Il libro tattile illustrato. Storie, esperienze e percorsi»); Enza Crivelli, pedagogista clinica esperta di autismo («Comunicazione visiva e autismo»); e infine Antonella Veracchi e Michela Tonelli, del Laboratorio d’arte del Palazzo delle Esposizioni – attivo da 17 anni con i suoi Servizi educativi – che parleranno di «Punti di vista. Progetti di accessibilità all’arte e alla lettura».
Vi attendiamo numerosi.

Un’equipe “tiflopsicopedagogica” a supporto degli alunni con disabilità sensoriali, di Gianluca Rapisarda

Autore: Gianluca Rapisarda

Con il presente contributo, vorrei entrare nel merito della recentissima polemica “scoppiata” tra la Sen. Enza Blundo e l’Associazione degli insegnanti di sostegno “AsIS”, la Consulta Nazionale Docenti Sostegno e l’Unione docenti di sostegno in via di estinzione, a proposito della presentazione nei giorni scorsi da parte della Senatrice “pentastellata” aquilana di una proposta di legge volta a formalizzare la figura del “Pedagogista professionale”, inserendola nelle scuole di ogni ordine e grado.
A detta delle Associazioni dei docenti per il sostegno, se tale PDL fosse approvata, una devastante “bufera” si abbatterebbe sui 137 mila insegnanti specializzati italiani.
Il Disegno di Legge a firma della senatrice M5S prevede all’art. 8 che dall’a.s. 2019/2020 il Ministero dell’Istruzione “darà vita a un piano straordinario di immissioni in ruolo al fine di garantire in TUTTI gli Ambiti Territoriali la presenza di ALMENO un “pedagogista grafologo con multicompetenza” per ciascuna istituzione scolastica”.
Secondo gli insegnanti di sostegno, il pacchetto di proposte avanzato dalla Senatrice Blundo costituisce una vera è propria “bomba ad orologeria”, pronta ad esplodere in un settore già di per sé molto “lacunoso”.
Occorre rispetto per il sentire di ognuno, ma ritengo di non condividere le perplessità ed i facili “allarmismi” dei docenti per il sostegno, pronunciandomi al contrario a favore della proposta della Sen. aquilana del Movimento 5 Stelle. Anzi, approfitto dell’occasione per permettermi di rammentare a lei ed a tutte le altre forze politiche presenti al Senato che, a Palazzo Madama, è stata ultimamente depositata pure una PDL finalizzata al recepimento del Disegno di Legge C2656 varato dalla Camera nel Giugno del 2016, istitutivo delle figure dell’Educatore socio pedagogico e del Pedagogista, al quale il Network per l’Inclusione Scolastica (NIS) dell’UICI ha proposto recentemente un emendamento mirante all’istituzionalizzazione dei due “profili” dell’Educatore alla comunicazione per gli alunni disabili sensoriali e del “Tiflopedagogista” od “Esperto in scienze tiflologiche”.
Pertanto, l’appello che rivolgiamo accoratamente in questa sede alla Senatrice “pentastellata” Enza Blundo e naturalmente pure agli altri partiti è che la condivisibile proposta di “incardinare” la figura del “pedagogista professionale” nel sistema formativo ed educativo italiano, venga giustamente estesa anche ai sopraccitati “educatore alla comunicazione” ed all’”esperto in scienze tiflologiche”.
Mi preme sottolineare che, con tale nostra richiesta, non vogliamo assolutamente creare ulteriore confusione nel già “caotico e frastagliato modello inclusivo italiano, contrapponendo e sovrapponendo nuove figure professionali agli insegnanti specializzati attualmente in servizio. Il nostro principale scopo è, al contrario, fare un po’ di ordine nel settore del sostegno e di renderlo più omogeneo ed uniforme, facendo uscire fuori dal limbo della precarietà di ruolo, di funzione ed economica, operatori quali appunto il “pedagogista professionale e, soprattutto, gli “assistenti alla comunicazione” (ex art 13 comma 3 della legge 104 del 1992) ed i “Tiflologi”, che già da tempo lavorano a favore del processo di inclusione scolastica degli alunni/studenti con disabilità, ma senza un effettivo “riconoscimento giuridico”. Per queste due “figure” professionali, tra l’altro, si sta finalmente pensando pure ad una “specifica” formazione universitaria, attraverso appositi Master di I° e II° livello.
Immagino già le “levate di scudi” ed i commenti “inferociti” degli insegnanti per il sostegno di ruolo, dopo la lettura di questo mio articolo. Essi grideranno certamente allo scandalo, paventando per loro scenari “apocalittici” e prospettando il rischio della perdita dei loro posti di lavoro e la possibilità dello scoppio di un’autolesionistica “guerra tra poveri” in quanto, se “inquadrati” nel sistema scolastico italiano, il Pedagogista professionale, l’Educatore alla comunicazione e l’Esperto in scienze tiflologiche dovranno contendersi con loro gli esigui posti dell’organico di sostegno delle scuole.
A tali loro preventivabili preoccupazioni e scontate reazioni allarmate, mi basterà replicare che la medesima Senatrice Enza Blundo ha rassicurato che l’eventuale immissione  in ruolo del pedagogista professionale non è assolutamente finalizzata alla copertura dei posti di sostegno già esistenti.
Al riguardo voglio aggiungere, informando di ciò anche la Senatrice aquilana, che pure l’”istituzionalizzazione” da parte del MIUR delle due figure dell’educatore alla comunicazione e del tiflopedagogista, proposto dal NIS dell’UICI, non cozzerebbe affatto con le attività attualmente svolte dai docenti specializzati nelle singole Istituzioni scolastiche.
Essi, infatti, insieme ovviamente al pedagogista professionale ed allo psicologo comporrebbero una “equipe tiflopsicopedagogica” molto qualificata di “supervisori”, con il compito di coordinare e supportare (e certamente non di sostituire o contrastare) la progettazione degli interventi metodologici dei docenti per il sostegno che, pertanto, risulterebbero in tal modo valorizzati e rafforzati nella loro “specificità” didattico-educativa.
Al Pedagogista professionale, all’Educatore alla comunicazione ed al Tiflologo, insomma, non competerebbero né l’insegnamento disciplinare, né la verifica degli apprendimenti dell’alunno con disabilità, ma il dovere di supportare i docenti curricolari e e per il sostegno, il Consiglio di Classe e l’intero contesto, suggerendo metodologie e indicazioni didattiche ed educative appropriate, oltreché fornendo gli strumenti volti a rendere efficaci ed “inclusivi” gli insegnamenti, sia pur nei limiti consentiti dalla disabilità dell’alunno.
Le ragioni delle attuali carenze del sistema del sostegno italiano non derivano certo dalla proposta della Senatrice Enza Blundo o da quella del NIS dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di riconoscere finalmente ed ufficialmente i profili dell’”educatore alla comunicazione” e del ”Tiflologo”, ma vanno ricercate senza dubbio altrove.
Da quarant’anni siamo ormai a fianco delle famiglie nel seguire l’evoluzione dell’inclusione scolastica e da loro ci arrivano queste forti richieste: maggiore specializzazione dei docenti di sostegno in servizio, formazione specifica iniziale dei futuri insegnanti per il sostegno, no alla delega al docente di sostegno, grazie ad un aggiornamento continuo ed obbligatorio di tutto il personale scolastico sulle tematiche della Pedagogia speciale e della Didattica inclusiva, e maggiore continuità del sostegno stesso. È dal cercare di comprendere le cause di questi punti di debolezza del processo e di dar loro una concreta risposta che sono arrivate in questi giorni di dibattito parlamentare le nostre proposte “sostenibili” di modifica al “neonato” schema di Decreto sull’inclusione del Governo, concordate tra l’altro con la FAND e la FISH.
Le odierne criticità del sostegno italiano hanno piuttosto un carattere endemico (quest’anno la mancanza di cattedre si è avvicinata al 50%), con almeno 100mila alunni con disabilità costretti a cambiare il docente specializzato a causa degli “irrisori” posti in organico di diritto e dell’atavica assenza di un serio e “lungimirante” piano di stabilizzazione e di assunzione da parte del Ministero dell’Istruzione, che non ne vuole proprio sapere di investire e programmare in modo strutturale nel settore dell’inclusione scolastica.
Mi sembrerebbe veramente strano che i docenti di sostegno non fossero consapevoli di tali reali problematiche del nostro sistema inclusivo. Se fosse così, mi verrebbe da dire che c’è indubbiamente una vera e propria frattura tra chi opera professionalmente nel mondo della scuola e chi invece ne usufruisce come utente. Una frattura che va assolutamente ricomposta.
La professione del docente è infatti prioritariamente una “mission” educativa, che non deve essere animata solo dalla legittima difesa del proprio posto di lavoro, ma anche e soprattutto dalla tutela del superiore benessere e del “sacrosanto” diritto allo studio di tutti e di ciascuno.

Criteri di valutazione dei servizi tiflodidattici, di Gianluca Rapisarda

Autore: Gianluca Rapisarda

Il Network per l’Inclusione Scolastica (NIS) è fortemente consapevole dell’importanza che il procedimento di valutazione deve ricoprire ormai per l’erogazione di servizi di qualità e di “eccellenza” anche da parte delle varie Istituzioni pro ciechi.
Pertanto, come avviene già da tempo per tutte le Pubbliche Amministrazioni, che vi dedicano risorse ed elaborano strategie, la valutazione deve diventare anche per l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e per i suoi Enti collegati, di cui il NIS è espressione e sintesi, un’attività centrale ed “istituzionale” per testare la qualità di tutti i servizi di loro competenza.
Si tratta di una “svolta” gestionale della nostra Unione, voluta a tutti i costi dal Presidente Nazionale Mario Barbuto ed in linea con le più moderne ed illuminate teorie del “Total Quality Management”.
A tal proposito, al fine di rilevare eventuali criticità e punti di forza nella fornitura dei servizi da parte degli Istituti dei ciechi e dei Centri di Consulenza Tiflodidattica (CCT) della Federazione Pro Ciechi e della Biblioteca “Regina Margherita”, a supporto dell’inclusione degli alunni/studenti italiani con disabilità visiva, il NIS individua i seguenti criteri di valutazione:

Elementi del servizio nella dimensione della qualità:
A) Presenza e distribuzione degli Istituti dei ciechi e dei Centri di Consulenza Tiflodidattica (CCT) nel territorio.
B) Risorse umane a disposizione dei Centri e degli Istituti: Presenza di operatori specializzati e di altro personale (specialmente per soggetti in situazione di pluridisabilità).
C) Metodologie e strategie di lavoro utilizzate dagli operatori degli Istituti e dei Centri.
D) Numero degli utenti dei Centri e degli Istituti.
E) Tipologia di minorazione visiva dell’utenza, anche con disabilità complesse.
F) Fasce d’età e genere degli utenti dei Centri e degli Istituti.
G) Stesura da parte degli Istituti e dei Centri di una Carta dei servizi.
H) Tipologia dei servizi erogati (Consulenza tiflopedagogica e tiflodidattica, Trascrizione in Braille, large-print ed in formato digitale di libri di testo, testi universitari ed altro genere di libri, Produzione di materiale e sussidi tiflodidattici, Riabilitazione di pluridisabili, altri servizi).
I) Tempi di consegna, dal momento della richiesta, del materiale tiflodidattico e di trascrizione dei libri in Braille, large-print ed in formato digitale da parte dei Centri e degli Istituti.
J) Realizzazione del progetto di inclusione/globale di vita da parte degli Istituti e dei Centri e tipologia di figure di riferimento e/o supporto dell’utente, deputate alla sua redazione e presa in carico.
K) Stesura di un Programma di Orientamento scolastico e professionale dell’utente e tipologia di figure professionali incaricate alla sua elaborazione.
L) Rapporti degli Istituti e dei Centri con le famiglie.
M) Rapporti interistituzionali dei Centri e degli Istituti con gli Enti Locali, con le ASL, con le scuole, con altre Istituzioni pro ciechi e con altre Associazioni di e per disabili.
N) Rapporti con i Centri Territoriali di Supporto (CTS).
O) Frequenza degli incontri tra gli operatori dei Centri e degli Istituti, le famiglie, la scuola ed altre figure di supporto per gli utenti.

Elementi del servizio nella dimensione quantitativa (strutturale, materica, ecc):
A) Ubicazione dei Centri e degli Istituti, mezzi di trasporto pubblici e privati con cui essi vengono raggiunti dagli utenti, dagli operatori e da altre eventuali figure professionali e frequenza con cui tali mezzi di trasporto sono fruibili.
B) Accessibilità degli spazi e degli ambienti ed eliminazione delle barriere architettoniche e percettive.
C) Risorse strumentali disponibili: Laboratori polifunzionali, Biblioteca, Spazi ad uso polivalente, Attrezzature multimediali, Materiale Tiflodidattico, Softwares specifici per le aree disciplinari e per le disabilità plurime, Ausili informatici e tecnologie assistive, Altro materiale e strumenti presenti nei centri e negli Istituti.
D) Livello di qualità ed efficienza del materiale tiflodidattico e delle apparecchiature tifloinformatiche.
E) Mezzi e strumenti di comunicazione tra gli Istituti ed i Centri con le famiglie, gli utenti, la scuola e le altre figure di supporto (E-mail, SMS, Skipe, telefono o cellulare).
F) Risorse finanziarie disponibili.
G) Valutazione dei servizi dei Centri e degli Istituti e dei risultati dell’utenza, tipologia di operatori deputati alla sua effettuazione e strumenti di verifica impiegati (uso di modelli di “customer satisfaction”).

Sulla base di tali criteri di valutazione, sarà cura del NIS predisporre e somministrare ai nostri Istituti e Centri un’apposita “scheda di rilevazione” della qualità dei loro servizi.
Il nostro auspicio è che tali criteri di valutazione possano essere recepiti dal MIUR in questi giorni di confronto parlamentare sui “livelli essenziali delle prestazioni” (art 3) e sugli “indicatori di qualità” (art 4) del neonato Decreto 378, allo scopo di garantire un sempre più proficuo, efficace ed uniforme processo d’inclusione scolastica ai bambini/ragazzi ciechi e/o ipovedenti del nostro Paese.