3 dicembre: un orizzonte sull’esistenza… Un ponte verso la felicità

Autore: Annamaria Palummo

La dimensione esistenziale, quella attinente alla condizione umana, non può prescindere da fattori quali dignità, felicità, pari opportunità: fattori che sono diritti, diritti che si trasfigurano in stati d’animo, in sentimenti, in attimi che il cuore scalda. Diritti, stati d’animo, sentimenti, attimi troppo spesso ignorati, diluiti in quell’oceano di indifferenza su cui naviga una contemporaneità priva di riferimenti morali condivisi, incapace di guardare il cielo per cercarvi una stella polare promante valori, poco volenterosa di affidarsi agli strumenti attraverso cui conoscere la propria posizione e orientarsi verso una direzione consona alla natura sociale della nostra essenza. Navighiamo a vista, insomma, senza una metà precisa, senza neanche guardare verso l’orizzonte, senza la speranza di scorgere un approdo. Ma, ecco, in questo vagare senza meta, a volte si stagliano dei barlumi luminosi, che inducono a destarci, a scuoterci ad alzare lo sguardo e a vedere oltre la bonaccia del nostro individualistico conformismo: barlumi come la Giornata di oggi. In effetti, le ricorrenze celebrative, che brillano sopra l’umano peregrinare, sono dei bagliori attiranti l’attenzione delle persone, sono catalizzatori per il loro sguardo, sono punti che svelano l’immensa bellezza dell’orizzonte che esse celano alla propria vita. Un orizzonte che la Giornata internazionale delle persone con disabilità  indetta dall’ONU nel 1981 e celebrata il 3 dicembre di ogni anno, vuole rendere visibile al consesso universale, abbracciando idealmente ogni volto, ogni sorriso, ogni emozione e conducendoli a scorgere porti, approdi, lidi ove trovare nuove speranze, nuovi sogni, nuovi sentieri lungo cui costruire i ponti di una vera inclusione, di una definitiva integrazione, respirando la condivisa gioia di vivere pienamente la nostra dimensione esistenziale. 

Dottoressa Annamaria Palummo

Consigliere Nazionale UICI

Pubblicato il 03/12/2021.

Napoli – “Campania… oltre”

“CAMPANIA… OLTRE”

RENDERE MAGGIORMENTE FRUIBILE IL NOSTRO TERRITORIO

CITTA’ DELLA SCIENZA

SABATO 4 DICEMBRE 2021 ORE 10:00

In occasione della “Giornata mondiale delle persone con disabilità” la Sezione di Napoli dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e il centro SiNAPSI dell’Università degli Studi di Napoli Federico II hanno organizzato un incontro di lavoro per fare il punto sul tema della accessibilità con riferimento alle esigenze delle persone non vedenti ed ipovedenti.

L’incontro avrà un taglio molto operativo per fornire a tutti i presenti gli elementi indispensabili per comprendere come rendere il mondo più accessibile alle persone non vedenti da diverse prospettive. Durante l’incontro verrà prima affrontato il tema dell’accessibilità dei documenti e dei siti web, successivamente verranno illustrate alcune esperienze svolte in diverse realtà della regione che hanno consentito a persone non vedenti e persone vedenti di condividere alcune opere d’arte.

Infine, a chiusura dell’incontro della mattina, verrà affrontato il tema dell’accessibilità dei percorsi, quindi come rendere spazi urbani indoor e outdoor più fruibili alle persone cieche.

Programma della giornata:

– modera Alessandro Pepino, delegato disabilità e DSA Università Federico II

• Saluti Istituzionali:

Luigi Amodio, Direttore Science Centre di Città della Scienza;

Mario Mirabile, Presidente Unione Ciechi ed Ipovedenti sez. di Napoli;

Interventi:

Gennaro Sicignano – Centro SINAPSI;

Giuseppe Fornaro – Coordinatore Gruppo software-app e accessibilità Istituto INVAT;

Fiorentino Ferraro – tecnico Centro SINAPSI;

Fernando Caprino – consulente Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Napoli.

Una volta conclusa la discussione, i partecipanti avranno l’opportunità di assistere ad uno spettacolo di planetario multimediale che consentirà alle persone cieche e loro accompagnatori di condividere un’esperienza multisensoriale.

Dopo lo spettacolo del planetario i partecipanti avranno modo di visitare le sale del museo corporea dove per l’occasione sono state predisposte specifiche soluzioni tecnologiche che consentiranno alle persone non vedenti di vivere esperienze tattili e acustiche su alcuni exhibit presenti all’interno del museo.

Per partecipare all’evento in presenza e garantire l’accesso in condizione di sicurezza è necessario registrarsi compilando il modulo online: www.sinapsi.unina.it/form_partecipazione_cds_04122021

La locandina dell’iniziativa può essere scaricata al seguente link: https://www.uicinapoli.it/campania-oltre-rendere-maggiormente-fruibile-il-nostro-territorio-sabato-4-dicembre-ore-1000-citta-della-scienza/

Pubblicato il 03/12/2021.

Istituto Serafico – Giornata Internazionale delle persone con disabilità

ISTITUTO SERAFICO: GARANTIRE ALLE PERSONE CON DISABILITÀ PROGRAMMI INNOVATIVI DI RIABILITAZIONE E ASSISTENZA INTEGRATA ATTRAVERSO LA CONDIVISIONE, A LIVELLO INTERNAZIONALE, DEI RISULTATI DELLA RICERCA SCIENTIFICA.

Per celebrare la Giornata Internazionale delle persone con disabilitàproclamata nel 1992 dalla Risoluzione n. 47/3 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con l’obiettivo di “promuovere i diritti e il benessere delle persone con disabilità” l’Istituto Serafico di Assisi si fa promotore del primo Convegno Internazionale Assisi-Cambridge sui disturbi del neurosviluppo, disabilità e neuroscienze: un’ importante occasione di condivisione interdisciplinare di evidenze scientifiche, percorsi e strategie sanitarie, indispensabili per affrontare i nuovi problemi e le sfide cliniche sempre più complesse legate al mondo della disabilità.

Assisi, 1° dicembre 2021Oltre un miliardo di persone nel mondo (circa il 15% della popolazione globale) vivono oggi con qualche forma di disabilità, mentre in Italia si stima siano 3,1 milioni (il 5,2% della popolazione nazionale). Purtroppo, le problematiche affrontate nella cura degli individui con bisogni speciali sono troppo spesso ritenute da molti come inevitabili e pensate come se fossero un “destino annunciato” da subire, ma l’Istituto Serafico di Assisi – modello di eccellenza italiana ed internazionale nella riabilitazione, nella ricerca e nell’innovazione medico scientifica per i ragazzi con disabilità plurime – crede fermamente che questo pensiero debba essere messo in discussione, per lasciare spazio all’esplorazione di soluzioni migliori.

Per queste ragioni il 3 e il 4 dicembre 2021, in occasione della Giornata Internazionale delle persone con disabilità (3 dicembre) e nell’ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario della sua fondazione, il Serafico ha organizzato, in collaborazione con il Centre for Mental Health Research associato all’Università di Cambridge, il primo Convegno Internazionale Assisi-Cambridge sui disturbi del neurosviluppo, disabilità e neuroscienze: un rilevante momento di confronto dal respiro internazionale e di condivisione interdisciplinare di evidenze scientifiche, percorsi e strategie sanitarie, che oggi risultano indispensabili per affrontare i nuovi problemi e le sfide cliniche sempre più complesse legate al mondo della disabilità.

Attraverso un panel di esperti e ricercatori provenienti da tutta Europa, l’Istituto Serafico intende sottolineare in modo concreto la centralità che ha sempre attribuito alla necessità di adottare un approccio multidisciplinare integrato, capace di superare i confini tra le diverse professionalità e competenze al fine di facilitare la presa in carico e la gestione di patologie complesse dovute alla presenza di vari deficit, limitazioni e bisogni di salute che riguardano le componenti organiche, funzionali, comportamentali e relazionali di un individuo con disabilità. La migliore cura della persona con bisogni speciali richiede, infatti, di pensare oltre la diagnosi e il trattamento del disturbo per implementare modelli di salute e programmi di riabilitazione e assistenza integrata. Perché oltre alla patologia, è fondamentale individuare e considerare anche gli aspetti psicologici, le situazioni familiari, le risorse sociali e i fattori contestuali. Un progresso positivo, in questo ambito, può essere raggiunto mediante l’incremento di collaborazioni e reti informali e la condivisione dei risultati della ricerca scientifica e dei trattamenti innovativi, che integrano nella pratica clinica le evidenze scientifiche provenienti dalle neuroscienze e dalle biotecnologie.

«Siamo orgogliosi di promuovere ed ospitare il primo Convegno Internazionale Assisi-Cambridge sui disturbi del neurosviluppo, disabilità e neuroscienze, che è espressione dei grandi risultati scientifici ottenuti dal nostro Centro di ricerca “InVita”, inaugurato nel 2017, e del modello di cura del Serafico, da sempre impegnato a coniugare la valorizzazione delle potenzialità dei nostri singoli ospiti con l’attenzione ai progressi della scienza medica, instaurando dialoghi preziosi con analoghi Istituti e sedi universitarie sparse nel mondo – dichiara Francesca Di Maolo, Presidente dell’Istituto Serafico – Abbiamo voluto realizzare queste due giornate di studio e di confronto in occasione della Giornata Internazionale delle persone con disabilità proprio per affermare, con determinazione, che il prendersi cura delle persone con gravi disabilità non può limitarsi ad una buona assistenza e alla relazione individuale di cura, ma va inquadrato in un orizzonte più ampio in cui mettere in campo tutte le forze disponibili per rendere veramente pieno il diritto alla salute delle persone più fragili. Di fronte alla disabilità bisogna abbandonare un atteggiamento passivo e trovare capacità innovative non solo in termini di risposte sociali, ma anche di modelli di salute e programmi di riabilitazione e assistenza integrata. La disabilità è un fenomeno che deve essere affrontato dall’efficienza di un’intera società solidale e non può mancare la voce della scienza».

Il Convegno Internazionale Assisi-Cambridge promosso dal Serafico intende dunque offrire un’occasione di riflessione e dibattito per un cambiamento e rinnovamento dei modelli culturali e organizzativi al fine di migliorare l’accessibilità e l’equità per i bisogni di salute delle persone con disabilità complesse.

«Il Convegno internazionale che l’Istituto Serafico ha organizzato in collaborazione con il Centre for Mental Health Research associato all’Università di Cambridge rappresenta un’occasione di riflessione e dibattito interdisciplinare che, alla luce delle ultime conquiste delle neuroscienze su evidenze scientifiche, percorsi e trattamenti innovativi per la cura di problematiche cliniche e sfide sempre più complesse, intende promuovere un cambiamento e rinnovamento dei modelli culturali e organizzativi al fine di migliorare l’accessibilità e l’equità per i bisogni di salute delle persone con disabilità complesse – sottolinea Sandro Elisei, Direttore Sanitario dell’Istituto Serafico di Assisi – In particolare, nel corso del Convegno saranno riportati i risultati di recenti studi sul ruolo dei fattori ambientali e dei meccanismi epigenetici nello sviluppo dei disturbi del neurosviluppo, ma anche delle ricerche e delle politiche nazionali per la diagnosi precoce dei disturbi dello spettro autistico che, come è noto, oggi sono in forte aumento. Si parlerà inoltre dei fattori traumatici, della sofferenza psicologica e fisica nei giovani con disturbi del neurosviluppo, soprattutto in relazione all’attuale pandemia, delle strategie di intervento pensate su misura per loro, ma anche dell’efficacia dei dispositivi robotici nei processi di riabilitazione per bambini con disabilità neurologica e dei fattori che influiscono sulla plasticità neuronale. Una particolare sessione sarà dedicata, infine, ad un confronto sui fattori che influiscono sull’accessibilità alle cure, con contributi scientifici della realtà anglosassone e statunitense”.

A fare da cornice a questa iniziativa scientifica di grande rilievo è il tema adottato come leitmotiv per il centocinquantenario dell’Istituto Serafico: l’accessibilità alle cure per le persone con disabilità. Scelta dettata dall’impegno del Serafico nel promuovere un modello di cura che parta innanzitutto dalla conoscenza della persona nella sua totalità e non dalla sua disabilità. Unico approccio in grado di leggere i reali bisogni delle persone con fragilità e fornire loro risposte sempre più adeguate al fine di favorire un cambiamento concreto all’insegna dell’equità e dell’innovazione.

SPEAKER NAZIONALI ED INTERNAZIONALI

Al primo Convegno Internazionale Assisi-Cambridge sui disturbi del neurosviluppo, disabilità e neuroscienze prenderanno parte studiosi, medici, esperti e ricercatori di fama nazionale ed internazionale come Rashid Zaman, Centre for Mental Health Research, University of Cambridge; Nicolas Zdanowicz, Université Catholique de Louvain; Claudia Mazzeschi, Università di Perugia; Enrico Castelli, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma; Ernesto Burgio, European Cancer and Environment Research Institute Bruxelles; Daniela Lucangeli, Università di Padova; Stefano Vicari, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma; Maria Luisa Scattoni, Istituto Superiore di Sanità, per citarne alcuni.

Il programma completo del Convegno è disponibile QUI

Per chi volesse seguire l’evento in qualità di uditori è possibile partecipare da remoto collegandosi alla piattaforma ZOOM al seguente link: https://us02web.zoom.us/j/9121122911–  Passcode: Ser@f150

Pubblicato il 03/12/2021.

3 dicembre: Giornata internazionale delle persone con disabilità, di Giovanni Laiolo

Da un giorno all’altro capisci che il senso del tatto (per te così indispensabile) è diventato un potenziale pericolo. Devi ripensare ogni tuo gesto e stare costantemente in guardia: quando prendi sotto braccio la persona che ti accompagna, quando per strada senti dei passi in avvicinamento o quando, davanti a un negozio, ti imbatti in una coda.
Poi c’è quella protezione su naso e bocca, che ti scherma dal virus, ma attutisce le voci e limita la percezione di profumi e odori, facendoti sentire ancora più isolato. Se inoltre devi andare in ospedale per una visita oculistica, i tempi di attesa tendono all’infinito.
Per chi non vede, quello della pandemia è un momento quanto mai insidioso, carico di ostacoli e fatiche. Come Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) stiamo facendo di tutto per non lasciare soli i nostri soci e amici, ma abbiamo bisogno dell’apporto dell’intera società. Sì, questo tempo, pur così drammatico, può essere l’occasione per diventare più attenti verso le persone fragili. E quello qui di seguito è il nostro appello per la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 dicembre.
La pandemia ha paralizzato il lavoro di tantissimi reparti e ambulatori oculistici. Le conseguenze, purtroppo, rischiano di essere gravi: senza gli adeguati controlli, infatti, diventa molto più difficile contrastare patologie fortemente invalidanti, come il glaucoma o le retinopatie, che, nei casi più gravi, se non affrontate in tempo, possono portare alla completa perdita
della vista.
Ci rendiamo conto della situazione estrema e della fortissima pressione cui il sistema sanitario è sottoposto e tuttavia chiediamo che non vengano dimenticate le esigenze delle persone con malattie oculari. Molte di loro hanno bisogno di trattamenti immediati e non possono aspettare. Le liste d’attesa si stanno allungando all’infinito, ma, almeno in certi casi, lasciar passare il tempo significa diminuire enormemente le possibilità di cura.
L’UICI ha tra i propri compiti statutari la prevenzione delle malattie degli occhi. Prima che la pandemia ci costringesse a sospendere le attività di questo genere, molte volte (e in diversi periodi dell’anno) abbiamo messo a disposizione dei cittadini, in maniera totalmente gratuita, cliniche oculistiche mobili, organizzando giornate di prevenzione ed eventi di piazza. Anche ora, seppure con strumenti diversi, vogliamo tener fede a questo impegno. Vogliamo soprattutto che non si spenga l’attenzione sul tema.
Se già prima del Covid-19, in una città grande e complessa come Torino, le persone cieche o ipovedenti avevano difficoltà a muoversi, ora i loro spostamenti sono diventati ancora più difficili. Tantissimi esercizi commerciali, infatti, hanno trasferito all’esterno la propria attività: sedie, tavolini e dehors sono ovunque. Per non parlare dei clienti in coda.
In molti luoghi pubblici (nei supermercati, ad esempio, ma anche negli uffici postali o nelle stazioni), ora ci sono precisi percorsi da seguire, spesso contrassegnati da cartelli o nastri sul pavimento: tutte indicazioni meramente visive, che per un cieco sono del tutto inaccessibili.
Anche sui mezzi pubblici ci sono nuove regole. Recentemente l’UICI di Torino ha lanciato una campagna di sensibilizzazione insieme al GTT (Gruppo Torinese Trasporti) e all’APRI (Associazione Pro Retinopatici e Ipovedenti). In due brevi video spieghiamo ai cittadini che, nonostante le generali disposizioni anti-Covid, i passeggeri con disabilità visiva possono continuare a usare la porta anteriore per salire sui mezzi. Per questo invitiamo tutti a lasciare libero quel varco, quando è presente un viaggiatore con bastone bianco o cane guida.
Sono piccoli gesti d’attenzione, ma possono fare la differenza.
Ci sono anche aspetti a cui in genere non si fa caso. Quando una persona parla con la bocca coperta dalla mascherina, parte dell’emissione sonora viene filtrata. Quindi anche percepire le voci, specialmente in mezzo al traffico urbano, è più difficile.
Non solo. Chi vede riesce a mantenere le distanze in maniera istintiva: basta un colpo d’occhio. Per chi non vede è più complicato: bisogna affidarsi ai rumori e farsi un’idea dello spazio attraverso il bastone bianco.
Consapevoli di queste oggettive difficoltà, attualmente le persone con disabilità visiva stanno cercando di limitare il più possibile gli spostamenti, proprio per non mettere in pericolo se stessi e gli altri. Ma in certi casi, uscire è indispensabile.
Inoltre, è importante mantenere un minimo di contatto con l’ambiente esterno, per non perdere l’abitudine alla mobilità autonoma (un’abilità non scontata, ma acquisita con impegno e allenamento).
Per questo chiediamo ai cittadini un minimo di attenzione e collaborazione. Non pretendiamo una vicinanza “fisica”, ma in certi casi anche una semplice indicazione data a voce, senza dover ridurre il distanziamento, può essere d’aiuto.

Roma Capitale aderisce alla Giornata internazionale delle persone con disabilità

Giovedì 3 dicembre 2020 iniziative didattiche online all’insegna dell’accessibilità, per condividere il patrimonio culturale attraverso un’esperienza per tutti

In occasione della Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità – istituita dalla Convenzione ONU e dalla Commissione Europea – giovedì 3 dicembre 2020 Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali attraverso i propri Musei Civici promuove e organizza iniziative online, dirette a favorire una partecipazione condivisa del patrimonio culturale. L’intento è quello di abbattere barriere fisiche e pregiudizi, promuovendo l’inclusione attraverso la conoscenza delle collezioni museali e dei monumenti archeologici da parte di un pubblico sempre più ampio.

Il programma prevede tre eventi realizzati per questa particolare occasione, che si aggiungono agli altri contenuti multimediali prodotti nel periodo dell’emergenza sanitaria e presenti sui siti e sui canali social della Sovrintendenza e dei Musei in Comune: un processo continuo, un impegno che si sviluppa ininterrottamente durante tutto l’anno per l’accessibilità al patrimonio culturale come tema fondante dei diritti e del benessere di tutti.

In continuità con il progetto #ilmuseoincasa, il Museo Napoleonico propone la lettura di una scultura in bronzo, il Ritratto del Re di Roma, attraverso una descrizione multisensoriale fatta di parole, suoni e suggestioni, pensata per un pubblico ipovedente e non vedente, e per tutti coloro che vogliono partecipare, sperimentando una vera e propria “rieducazione sensoriale” (pagina Facebook del Museo dalle ore 11 https://www.facebook.com/MuseoNapoleonico).

Per avvicinarsi ai monumenti di Roma,  un videoracconto sulla Fontana dei Quattro Fiumi a piazza Navona, adatto anche a chi ha disabilità uditive o visive, propone la descrizione dettagliata e affascinante di una delle più note fontane di Roma, dalle ore 12 (pagina Facebook della Sovrintendenza).

Il Museo di Casal De’ Pazzi, infine, pubblicherà un video di immagini e parole che riguarda le testimonianze archeologiche sulle cure ai malati o disabili tra i Neanderthal, raccontando come cacciatori-raccoglitori del Pleistocene limitati da traumi o problemi di anzianità potessero ricevere un significativo sostegno sociale da parte dei compagni ed essere ritenuti ancora importanti per la comunità (pagina Facebook del Museo dalle 13 https://www.facebook.com/museocasaldepazzi).

Le iniziative sono realizzate dalla Sovrintendenza Capitolina in collaborazione con Zètema Progetto Cultura e volontari del Servizio Civile Nazionale.

Info Tel. 060608 (tutti i giorni, ore 9.00-19.00)

www.sovraintendenzaroma.it   www.museiincomuneroma.it

3 dicembre 2020 – Giornata internazionale delle persone con disabilità

Il 3 dicembre rappresenta un’opportunità per coinvolgere un pubblico ampio sul tema della disabilità. Ogni anno, in tutto il mondo, vengono organizzate iniziative di informazione e riflessione dalla società civile e dalle autorità pubbliche.
Dal 1992, anno in cui le Nazioni Unite istituirono questa giornata, sono stati diversi i temi proposti, quest’anno è quanto mai significativo e attuale:
“Building Back Better: toward a disability-inclusive, accessible and sustainable post
COVID-19 World
Ricostruire meglio: verso un mondo post COVID-19 inclusivo della disabilità, accessibile e sostenibile.
Il Co.Di.VdA – Coordinamento Disabilità Valle d’Aosta, anche quest’anno, in modo diverso a causa delle restrizioni date dell’emergenza sanitaria, vuole portare all’attenzione della nostra comunità il tema della disabilità e del diritto al futuro.
L’ iniziativa vede il coinvolgimento di persone a cui abbiamo chiesto di raccontarci quali sono i loro progetti e desideri.
Il risultato sono 11 brevi video che pubblicheremo a partire dal 3 dicembre sulla pagina Facebook del Co.Di.VdA.
Si vuole aprire uno spazio dove chiediamo di ascoltare le persone, il loro racconto e comprendere quanto sia sovrapponibile ai desideri della maggior parte delle persone e quanto questi progetti siano realizzabili.
Il nostro impegno, così come quello delle diverse associazioni aderenti, è di contribuire a ricostruire meglio affinché si parli di progetti di vita e non di sogni coltivati per tutta la vita.
Per fare ciò c’è bisogno di una collaborazione fattiva non solo con le istituzioni ma di tutto il tessuto sociale, perché tutti siamo parte di un progetto e oggi più che mai siamo chiamati tutti alla ricostruzione del futuro, per una società inclusiva.

Info e contatti
codivda@gmail.com
cell. 347 8702547 – Roberto Grasso (Presidente)

Catanzaro – Giornata Internazionale delle persone con disabilità

Di seguito la nota a firma del Consigliere Danilo Pizzini.

Come ogni anno, oggi, 3 Dicembre verrà celebrata in tutto il mondo la “Giornata internazionale delle persone con disabilità”, istituita dalle Nazioni Unite nel 1981.

Lo scopo di questa giornata Ë quello di porre all’attenzione di tutti il diritto delle persone disabili all’uguaglianza nei diritti, nelle condizioni di vita, nelle possibilità di realizzazione personale e professionale per meglio integrarsi nella società civile di cui fanno parte.

L’Unione Italiana Ciechi e degli ipovedenti da sempre promotrice di questi ideali, realizzerà nella sezione provinciale di Catanzaro una serie di attività divulgative in virtù delle quali i soci e la popolazione tutta potranno confrontarsi su questi temi.

Temi oggi più che mai importanti e di primo piano in un momento storico in cui è noto che la crisi pandemica crea situazioni di difficoltà e di ineguaglianza tanto più accentuati quanto più i soggetti appartengono ad una categoria universalmente riconosciuta come “fragile”.

L’invito per tutti è quello di seguirci sui canali telematici e partecipare alle attività e ai forum che verranno proposti nella giornata.

Con l’augurio che questo 3 Dicembre sia uno stimolo per una società sempre più coesa, inclusiva e attiva per il bene comune.

Sezione Territoriale di Catanzaro

Tel. 0961721427

Fax. 0961797994

mail. uiccz@uiciechi.it

pec. uiccz@pec.it

FAND Catanzaro – “Richiamo all’umanità prima ancora della condizione fisica e mentale”, di Luciana Loprete

Giornata Internazionale delle persone con Disabilità, istituita nel 1981 dall’ONU, in occasione dell’Anno Internazionale delle Persone Disabili, per promuovere una più ampia sensibilizzazione sui temi della disabilità, onde sostenere la piena inclusione delle persone con disabilità in ogni ambito della vita e ridurre ogni forma di discriminazione o violenza.


Dal luglio del 1993, il 3 dicembre è diventato anche Giornata Europea delle Persone con Disabilità, come voluto dalla Commissione Europea, in accordo con le Nazioni Unite. 


Quest’anno la Giornata internazionale delle persone con disabilità durerà per tutta la settimana dal 30 novembre al 4 dicembre in concomitanza con la 13a sessione della Conferenza degli Stati parte della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità. 


Il tema che l’ONU ha individuato per quest’anno è: “Ricostruire meglio: verso un mondo post COVID-19 inclusivo della disabilità, accessibile e sostenibile.” 


Secondo gli ultimi aggiornamenti Istat, in Italia, le persone disabili sono più di tre milioni, pari al 5,2% dell’intera popolazione. Le persone che devono vivere quotidianamente con gravi limitazioni sono circa 1,5 milioni e, nella maggior parte dei casi, over 75. Sei disabili su dieci nel nostro Paese sono donne, con la differenza di genere che appare ancora più evidente dai 65 anni in su. Solo il 31,3% di coloro che patiscono gravi limitazioni risulta occupato, a fronte del 57,8% di persone senza limitazioni. Lo scarto è ancora più netto per quanto riguarda le donne con disabilità, che risultano occupate nel 26,7% dei casi, contro il 36,3% degli uomini.

La necessità di intervenire sull’inclusione sociale delle persone disabili non è mai stata così imperativa come in questo 2020, nel quale l’emergenza sanitaria dettata dalla pandemia ha ulteriormente aggravato le diseguaglianze preesistenti. 

“Le persone con disabilità (circa un miliardo in tutto il mondo) – scrive l’Onu – sono uno dei gruppi più esclusi nella nostra società, tra i più colpiti in questa crisi in termini di vittime”.
Anche in circostanze normali, ricorda l’Onu, le persone con disabilità hanno maggiori difficoltà ad accedere all’assistenza sanitaria, al lavoro e all’istruzione. Ecco perché “è necessario un approccio integrato per garantire che le persone con disabilità non siano lasciate indietro”.

Ricordiamo i cosiddetti BES, ovvero i ragazzi con bisogni educativi speciali, ed in particolare gli studenti con disabilità, che dallo scorso marzo ad oggi, hanno visto ridursi ulteriormente la loro già limitata vita sociale, mentre hanno visto aumentare le proprie difficoltà, il proprio disagio e i propri limiti relegati all’interno delle quattro pareti della propria stanza. La didattica a distanza è stata per la maggior parte degli studenti con disabilità drammatica poiché ha accentuato tutte le difficoltà di questi ragazzi, soprattutto la distanza con i propri insegnati di sostegno ha reso maggiormente difficoltoso il processo di apprendimento cognitivo. La preoccupazione e quindi il grido di dolore che desideriamo esprimere pertanto è legato alla necessità impellente di un confronto costante e immediato con chi ha il compito ed il dovere costituzionale ed istituzionale ad intervenire per sanare quanto di negativo ancora oggi è presente nella nostra società, anche nei confronti non solo di chi per sua disgrazia vive di mero assistenzialismo, ma anche e soprattutto nei confronti di chi seppur affetto disabilità fa parte del tessuto produttivo del nostro Stato senza tutela alcuna. Un esempio che sentiamo di dover fare nostro è quello legato ad esempio ai docenti ciechi e ipovedenti che oggi, con l’avvento del COVID e di quanto ad esso collegato non ricevono le tutele per loro fondamentali come la sanificazione continua dei luoghi da essi visitati, la possibilità di poter programmare per tempo e con modalità diverse il proprio impegno.  

E’ bene sottolineare infatti che a differenza di un soggetto normodotato, il docente cieco ha necessità costante così come tutti i ciechi di avere un contatto diretto con l’ambiente che lo circonda e con chi obbligatoriamente deve interfacciarsi.  

La Giornata è quindi un momento in cui la società civile ogni anno, si ferma a discutere di tutti i temi collaterali e strettamente connessi all’handicap, ma siamo sicuri che basti un solo giorno all’anno perché si discuta di disabilità in senso lato? Questo è un aspetto che merita piena attenzione in quanto siamo perfettamente consapevoli di come il settore della disabilità spesso ancora oggi, contrariamente a quanto stabilito dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità del 13/12/2006, non sempre sia pienamente rispettato e soprattutto siamo consapevoli di quanto ancora oggi l’Italia seppur si sia dotata di strumenti legislativi importanti non riesca nell’intento di garantire equità di trattamento ed assistenza nei confronti di quella fascia d’utenza così fortemente martoriata.  

Siamo abituati oramai al lassismo delle pubbliche amministrazioni, ai ritardi, alla mancanza di programmazione che spesso poi si tramuta nella rincorsa a voler sanare in fretta quanto assente con il risultato che nonostante le indicazioni del terzo settore spesso la fretta porti a bandire e legiferare in modo non rispondente alle necessità riscontrate. Gli esempi lampanti possono essere tanti e tutti degni di nota, basti pensare alla mancata applicazione delle normative in materia di abbattimento delle barriere architettoniche, al mancato rispetto della c.d. Legge STANCA per l’accesso ai siti istituzionali delle pubbliche amministrazioni anche per soggetti portatori di HANDICAP visivo, ai ritardi nella realizzazione dei piani di intervento in materia di plurihandicap, ai ritardi ed alla scarsa progettazione sul c.d. dopo di noi e vita indipendente e tanto altro ancora.  

Traendo le conclusioni dunque si può asserire che la disabilità purtroppo la si incontra negli sguardi e negli atteggiamenti delle persone che vivono la loro pseudo “normalità”.  

Ma si può essere normali se non si comprende che ogni vita, ogni individuo, ogni essere ha le proprie caratteristiche e le proprie peculiarità? 

Di sicuro ognuno vorrebbe e desidererebbe vivere appieno la propria esistenza ma non per questo si ha bisogno del pietismo o della scarsa considerazione.   “Ognuno quindi non deve fermarsi, ognuno ha un potenziale, ognuno merita di vivere e condividere lo stesso mondo!”