Piattaforma Zoom per conferenze e riunioni, di Nunziante Esposito

Autore: Nunziante Esposito

Utile per le lezioni che gli insegnanti possono o devono tenere da remoto, ma non solo.

Tra le tante cose che il covid19 ci ha costretti a fare, oltre a segregarci in casa, ci ha costretto a cambiare di moltissimo le abitudini che abbiamo. Al di la del cambiamento delle abitudini, per alcune categorie di lavoratori, è stato necessario modificare anche la tipologia di lavoro e magari, ove possibile, fare il proprio lavoro da casa.

Una delle categorie che ne ha subito più conseguenza sono gli insegnanti disabili visivi che, oltre a fare i conti con la complessità che può rappresentare il lavoro di istruire i propri discenti da lontano, devono affrontare l’utilizzo delle piattaforme che il Ministero della Pubblica Istruzione sta consigliando di usare.

Una di queste piattaforme apparentemente ingestibile perché è tutta in lingua inglese, proprio perché viene dagli USA, è accessibile anche ai disabili visivi.

Ma come la mettiamo con l’inglese?

per chi usa Jaws, niente preoccupazione, ho generato degli script vocabolario per Jaws che traducono moltissimo su buona parte della piattaforma.

Non ho tradotto tutto in quanto non usando a pieno tutte le opportunità di questo software, devo informare che non mi è stato possibile tradurre tutto.

Per chi usa questa piattaforma ed ha bisogno di questi file vocabolario per Jaws, mi può scrivere in privato e in risposta gli mando questi file da inserire tra le impostazioni personali di Jaws.

Tra le tante cose che ho trovato, ho tradotto anche delle indicazioni fornite dal sito e che trovate di seguito:

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Impostazioni dell’applicazione desktop o nella sezione “Riunione (di base)” delle Impostazioni del portale Web.

Ciò può essere realizzato anche in base alla riunione utilizzando la scorciatoia da tastiera “Attiva sempre l’opzione”

Mostra sempre i controlli della riunione “in Impostazioni / Accessibilità.

Di seguito è riportato un elenco di altre importanti scorciatoie da tastiera di navigazione.

Descrizione. Windows. Mac.

Attiva o disattiva l’opzione “Mostra sempre i controlli della riunione” in Impostazioni / Accessibilità. alt. Ctrl + controbarra.

Naviga tra le finestre e barre degli strumenti popup di Zoom. F6. CMD + ~.

Cambia lo stato attivo nei controlli riunione Zoom (nella parte superiore quando condividi lo schermo in fondo quando non condividi)       Ctrl + Alt + Maiusc. CMD + ~.

Inizia il controllo remoto. Alt + Maiusc + R. Ctrl + Maiusc + R.

Zoom è accessibile agli utenti con problemi di vista?

Zoom garantisce che i suoi prodotti siano utilizzabili e percepibili per gli utenti con problemi di vista. I nostri prodotti supportano i comuni screen reader come NVDA, JAWS, VoiceOver e Android Talckback. Inoltre, le interfacce visive sono progettate con contrasto, dimensioni e utilizzo del colore adeguati per garantire chiarezza agli utenti con esigenze visive diverse.

I contenuti condivisi tramite la funzione di condivisione dello schermo sono accessibili agli screen reader?

Il contenuto dell’utente condiviso tramite la funzione di condivisione dello schermo di Zoom viene trasmesso ai partecipanti alla riunione come un flusso video HD. Per rendere accessibile il contenuto dello schermo ai partecipanti che utilizzano gli screen reader, si consiglia al conduttore di condividere i file / le note pertinenti con i partecipanti alla riunione. Questa soluzione assicurerà che l’intero contenuto del documento e il markup semantico siano preservati e resi accessibili agli utenti degli screen reader. Zoom offre funzionalità di caricamento dei file nella sua chat durante la riunione in modo che gli Hosts della riunione possano condividere i file con i partecipanti durante la riunione. 

Posso utilizzare la funzione di controllo remoto per controllare lo screen reader di un altro computer?

La funzione di controllo remoto di Zoom consente agli utenti di controllare lo screen reader dello schermo condiviso. Il computer Host deve prima abilitare “condividi audio del computer” per trasmettere l’output vocale dello screen reader al computer guest. Una volta che il guest ha acquisito il controllo remoto, le sequenze di tasti comuni dello screen reader verranno registrate sul computer host.

L’applicazione Zoom supporta le impostazioni della modalità scuro o ad alto contrasto?

L’applicazione Zoom su Windows, iOS e Android supporta le impostazioni di contrasto elevato definite nelle preferenze di sistema. L’applicazione Zoom per macOS supporta la modalità Dark.

L’applicazione Zoom supporta impostazioni di caratteri più grandi?

L’applicazione Zoom su macOS e Windows supporta solo l’eredità delle opzioni di ridimensionamento dello schermo definite nelle impostazioni del sistema operativo. Le applicazioni desktop Zoom forniscono anche personalizzazioni delle dimensioni dei caratteri per i sottotitoli. L’applicazione Zoom per iOS e Android supporta le dimensioni dei caratteri definite nelle impostazioni di sistema.

Zoom supporta gli interpreti di lingua dei segni?

Gli interpreti della lingua dei segni possono partecipare a una riunione Zoom proprio come qualsiasi altro partecipante al video. I partecipanti possono utilizzare la funzione di blocco di Zoom per mantenere ferma la miniatura del video dell’interprete.

Copyright © 2020 Zoom Video Communications, Inc. Tutti i diritti riservati.

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Per il momento ho tradotto tutto quello che è possibile tradurre senza usare la piattaforma in una riunione in atto, ma sto continuando a tradurre  e mi riservo di aggiornare i file e di inviarli aggiornati a chi me li chiederà.

Spero di tradurre al più presto tutto, ma non ci vorrà ancora molto tempo.

Ovviamente, come faccio sempre, contatterò direttamente la casa madre di questo software per verificare se è possibile avere anche la traduzione diretta in italiano con le traduzioni che ho fatto in corso d’opera e per Jaws.

Avendo seguito la prof. Adele Masci nell’utilizzo di questa piattaforma che la scuola le aveva indicato per poter tenere le lezioni agli studenti delle sue classi da remoto, ho potuto apprezzarne la semplicità di utilizzo per un disabile visivo cieco assoluto ed utilizzatore di screen-reader.

Ecco di seguito, tracciato a grosse linee, quello che ogni insegnante deve fare per poter avere a disposizione questo strumento e poter organizzare le lezioni con i propri alunni.

In pratica, per queste conferenze, perché di questo si tratta, una volta installato il software Zoom Meeting su computer o su smartphone, fare una lezione si riduce a quanto segue:

1. Aprire il software.

2. Entrare nella sezione meetings (riunioni), con il pulsante apposito su smartphone o premendo control più tab su computer.

3. Una volta entrati in questa sezione, fliccando verso destra o premendo tab, cercare la conferenza personale che è individuata dal proprio nome e cognome della registrazione e con un numero che è sempre lo stesso.

4. Facendo un doppio tap o invio su questa conferenza personale, vengono mostrati due pulsanti: il primo è avvia la conferenza (Start Meeting), e l’altro è Copia (Copy), che copia negli appunti l’indirizzo della conferenza.

5. Portarsi fliccando o premendo tab sul pulsante Copia e premere doppio tap o invio.

6. L’indirizzo viene copiato negli appunti e può essere copiato in una email, in Whatsapp o dove si vuole.

7. E’ sicuramente chiaro per tutti che inviando l’indirizzo copiato tramite uno dei sistemi con i quali siamo in contatto con gli altri, gli altri ricevono un link sul quale cliccare per collegarsi alla conferenza.

Attenzione:

– tutti coloro che devono partecipare ad una riunione con il software zoom Meeting, devono aver installato il software sul computer o sullo smartphone.

– Per installare il software, scaricare il file di installazione dal sito ufficiale http://www.zoom.com (sito in lingua inglese), oppure le app da ApplesStore e PlayStore. Basta cercare ed installare Zoom Meeting.

– La procedura di installazione è molto semplice e lineare, in quanto si tratta di dare invio o doppio tap su Next (avanti) e alla fine premere invio o doppio tap sul pulsante chiudi (Finish).

– Una volta installato il software, le app restano in lingua inglese, mentre con il computer e per chi usa Jaws, si possono installare gli script vocabolario e diventa quasi tutto in italiano.

La modalità che sto indicando con la propria riunione personale (Personal MeetingXxXxX, dove XxX è il numero personale), anche se è abbastanza semplice da usare, bisogna sapere che:

1. Il Link che viene inviato e per questa conferenza personale (Personal Meeting), è sempre lo stesso e può essere usato ogni qualvolta l’insegnante programma la lezione.

2. Se l’insegnante non avvia la Riunione (Meeting), tappando due volte o premendo invio sul pulsante Avvia la riunione (Start Meeting), nessuno si può collegare, ne con l’insegnante, ne con gli altri studenti.

3. Se si prevede una riunione solo audio, il video non può essere attivato da nessuno.

4. Fliccando o premendo tab, abbiamo disponibili alcuni comandi tra cui, quelli più importanti sono:

– Mute. Premuto silenzia i microfoni per tutti.

– Termina la riunione (End Meeting). Apre una finestra nella quale si può lasciare momentaneamente la riunione o chiudere la riunione per tutti. Se a lasciare la riunione è l’insegnante, la sala riunione si chiude per tutti e si riapre quando l’insegnante si collega di nuovo.

– Condividi lo schermo (Share Screen). Serve a mostrare a tutti quello che si ha sul proprio schermo.

– Gli altri comandi, sono sempre raggiungibili con dei flic o con tab, e sono molto intuitivi, anche se non tutti servono per poter tenere una lezione ad una classe.

– Smartphone e computer devono aver fornito i permessi affinché questo software possa utilizzare microfono e webcam, strumenti che vengono utilizzati con questo tipo di software per riunioni, anche se è indispensabile solo il microfono.

Al di la di quanto già indicato, con questo software si può anche programmare le riunioni ad una determinata data ed ora, scegliendo un determinato nome per la riunione ed inserendo anche una password.

Ovviamente per poter programmare queste riunioni che, di volta in volta, avranno un determinato link che vale solo per quella riunione e solo per il tempo programmato, è necessario conoscere l’inglese, perché la procedura è un poco più complessa e si devono effettuare tutte le impostazioni.

Per coloro che usano Jaws, come detto sopra, ho prodotto gli script vocabolario che traducono quasi tutto, quindi, diventa tutto più semplice.

Per chi usa NVDA, volendo, può usare ugualmente gli script vocabolario di Jaws per avere la traduzione già pronta.

Infatti, se questi file, disponibili per tutti richiedendoli alla email che indicherò sotto, si rinominano in txt, su ogni riga di questi file si può leggere la frase in inglese e di seguito ad essa la traduzione in italiano.

Al di la della lingua inglese e alla semplicità di utilizzo di questa piattaforma per riunioni, c’è da precisare che sono consentite riunioni gratuitamente per un massimo di 50 persone, anche se in questo periodo di emergenza le riunioni che la prof. Masci sta tenendo con i suoi alunni stanno durando ininterrottamente per tempi ben più lunghi.

Per poter organizzare riunioni con un numero di utenti superiore, ci sono dei pacchetti che si acquistano. Per esempio, per poter tenere riunioni ad un massimo di 100 persone, si paga circa 15 euro al mese e si può disdire quando si vuole. Per tutte le indicazioni, basta collegarsi al sito indicato sopra.

Se servissero ulteriori indicazioni su questa piattaforma, scrivere a:

Nunziante Esposito, nunziante.esposito@uiciechi.it

Presentazione Netblind

Netblind – Intervista ad Antonio Antoci, di Carlo Sist.

Antonio Antoci info@netblind.it che ha avuto questa idea per dare una mano ai disabili visivi, mi ha concesso questa intervista per tutti i lettori di Uiciechi.it. Eccola.

Buongiorno Antonio, la ringrazio per aver accettato questo confronto utile a tutti per conoscere questa nuova realtà.

prima di parlare della app, occorre comprendere chi è o chi sono i suoi ideatori, le loro storie professionali ed umane, quindi cominciamo con la prima domanda.

1. Chi è o chi sono gli ideatori di Netblind e quale vicenda li ha portati a creare proprio questa app?

Netblind è innanzitutto un gruppo giovane e dinamico che vuol mettere a disposizione delle disabilità visive tutta la competenza necessaria per sviluppare nuove tecnologie a supporto della quotidianità dei non vedenti.

É proprio grazie alla competenza e alla conoscenza dei bisogni delle persone non vedenti che nasce Netblind.

L’applicazione, voluta ed ideata da ragazzi non vedenti, nasce da esigenze reali sperimentate sulla nostra pelle. Perché essere non vedente significa anche cenare con un pacchetto di crackers perché non hai trovato qualcuno che ti accompagnasse a fare la spesa.

Abbiamo voluto ingegnarci per svoltare la nostra routine e viverla come tutti. Avevamo due possibilità: o accontentarci dei crackers oppure alzarci dalla sedia e darci una mossa. E noi abbiamo preferito la seconda.

2. è la loro prima app? Ne hanno in programma altre simili o comunque app social?

Netblind è senza dubbio la nostra primogenita, in questo momento ci stiamo prendendo cura di lei. La stiamo coccolando, insieme a lei stiamo imparando tanto, l’abbiamo messa al mondo per farla diventare grande.

La nostra intenzione ovviamente è quella di dare a Netblind altri fratellini.

3. Entriamo in Netblind e andiamo subito al dunque.

Nelle community dei non vedenti, mailing list, social, chat ecc., il suo arrivo ha suscitato molto interesse e clamore, ma come tutte le novità, anche feroci critiche che han mirato in particolare ad alcune caratteristiche ritenute non ottimali.

Di seguito, ne riporto alcune per dare modo ai suoi creatori di poter replicare.

a. Assenza filtri o sistemi di verifica. Ad esempio altre app come Be my eyes, Be specular, usano un sistema di feedback che consente un monitoraggio interno da parte della app sui servizi resi.

La app del servizio di taxi privati Uber ad esempio oltre ad arrivare a espellere l’eventuale volontario oggetto di segnalazione, prevede anche il rimborso e ha attenzioni particolari per le disabilità. Qui in Netblind sembra lasciato il libero arbitrio, ma una delle due parti è un soggetto debole, alla mercé di eventuali criticità.

Essere accostati a colossi come Be my eyes o Uber ci rende orgogliosi ma vogliamo restare con i piedi ben fissati a terra. I giganti che ha citato sono creature che si sono formate nel tempo e col tempo sono diventate grandi.

Noi siamo nati da poco e abbiamo bisogno di camminare, crescere, di diventare adulti e compiere i nostri errori. L’app per scelta etica, morale e legale non può precludere o discriminare l’accesso a sconosciuti sia non vedenti che volontari.

Sia l’utente non vedente che volontario accettano e sottoscrivono, al momento della registrazione, le condizioni ed i termini d’uso. Sarà l’utente a rispondere in prima persona nelle sedi opportune di eventuali comportamenti scorretti.

É anche vero che per legge non possiamo chiedere il casellario giudiziario ad ogni singolo utente. Ma anche qualora lo richiedessimo non escluderemmo comunque che un incensurato non possa commettere un illecito.

Tuttavia abbiamo cercato di arginare queste opportune considerazioni inserendo la possibilità di recensire tutti gli utenti. Recensire un utente significa, in entrambi i casi, valutare e far sapere alla community se il volontario o il non vedente in questione è puntuale, educato, rispettoso, gentile ecc….

Tutti i nostri utenti sono preziosi e in ottemperanza alle normative vigenti siamo molto attenti anche alle questioni legate alla privacy e alla protezione dei dati personali.

b. Sono state fatte da più utenti iscrittisi varie ricerche usando regioni diverse, ma i nomi dei volontari paiono esser sempre gli stessi.

I volontari che compaiono nelle ricerche e che evidentemente sono sempre gli stessi, hanno dato la loro disponibilità per essere contattati in tutta Italia. Questo tipo di volontari è magari disponibile a viaggiare in tutta Italia solo in caso di viaggi, concerti o comunque situazioni che richiedono più giorni d’impiego.

Questo genere di volontario non sarà disponibile per accompagnamenti saltuari. Per accompagnamenti con cadenza stabilita o una tantum si contatterà un volontario che risponde ai filtri selezionati.

É anche vero che la piattaforma ha ancora pochi giorni di vita e i volontari iscritti sono meno rispetto ai non vedenti. Stiamo lavorando per colmare questa sproporzione e per farlo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Il nostro team di sviluppatori è già al lavoro per inserire anche nuovi filtri che affinino la ricerca sul territorio.

c. Alcuni sostengono non sia ancora operativa e che sia una bufala, altri sostengono sia frutto del lavoro di persone vicine a UICI.

Non è nella mission di NetBlind quella di partorire bufale. Su App store e su Play store potete toccare con mano il frutto del nostro amore. I nostri rapporti con Uici e con tutte le altre associazioni di categoria sono cordiali e collaborativi e questo non vuol dire che dietro Netblind si nascondano comitati d’affari o lobby di potere. Forse è proprio perché NetBlind è un progetto genuino e trasparente che desta meraviglia. Anzi da questa intervista vogliamo lanciare un appello all’Unione e a tutti i suoi iscritti affinché ci diano una mano nella diffusione.

Netblind non è nostra, appartiene a tutti.

4. Come replicano i creatori di Netblind a queste critiche sollevate?

In questi pochi giorni in cui siamo venuti al mondo non abbiamo ricevuto feroci critiche, tutt’altro. La risposta della comunità è stata anzi di feroce apprezzamento.

Dietro NetBlind non c’è nessuna multinazionale. Dietro Netblind c’è Antonio, Marco, Lorenzo, Emma, Anna, Carlo, Vito. Un gruppo di ragazzi che si è stufato di aspettare che qualcuno facesse qualcosa per loro.

Queste persone hanno messo da parte famiglia, amici, hobby e divertimenti per dedicarsi a questo progetto che finora si sta rivelando vincente. Siamo umani ed in quanto tali passibili di errore, sui miracoli ci stiamo lavorando e non escludiamo collaborazioni dall’alto.

Siamo aperti alle critiche costruttive che stiamo ricevendo e grazie alle quali ci stiamo migliorando ulteriormente.

5. Come reclutate i volontari? Solo tramite app?

Netblind recluta i volontari nella stessa maniera in cui recluta i non vedenti. Siamo impegnati su vari fronti per promuovere NetBlind, non solo sui social ma anche contattando di persona le associazioni di categoria.

Sono tanti anche gli youtubers che a breve parleranno di noi sui loro canali.

6. Vi sono piani di sviluppo della app? Se sì, quali funzioni prevedete di introdurre?

Netblind è un cantiere aperto e non possiamo anticipare nulla su quello che diventerà. Di certo possiamo affermare che Netblind è stata concepita per essere implementata con altre funzioni, al momento però facciamola crescere.

7. Il progetto è globale o vuole rimanere solo in Italia?

Tutto dipende dalla risposta che avremo dalla community, lo scheletro dell’app è tale però da essere proposta in tutto il mondo. La pazienza è la virtù dei forti.

8. Rispondete alla domanda che non è arrivata, ma a cui ritenete utile rispondere.

Tutti gli utenti, in un modo o nell’altro, traggono vantaggio da Netblind. Per gli user disabili visivi il vantaggio scaturisce dall’opportunità di trovare persone in grado di guidare, leggere, fare sport ed altre attività che altrimenti sarebbero precluse se non accompagnati o assistiti.

Per l’user volontario invece il vantaggio sta nell’opportunità di vivere una esperienza formativa straordinaria ma anche la possibilità di ricevere dal non vedente un compenso. Per esempio se l’user non vedente Mario contatta l’user volontario Luigi per accompagnarlo ad un concerto le spese sostenute (biglietti, vitto, alloggio…) sono a carico del non vedente Mario. Inoltre il volontario Luigi potrebbe in fase di compilazione del profilo donare il proprio tempo oppure richiedere un rimborso spese da concordare insieme.

Ma su questo punto Netblind non entra in merito in quanto l’obiettivo dell’app non è creare lavoro ma favorire uno scambio di esperienze utili ad entrambi gli users.

9. Pensate di intercettare anche quei soggetti non avvezzi al mondo delle app? Magari arrivando a loro con altri mezzi?

I soli iscritti al giornale uiciechi.it sono circa 1.300 e non sono certo neanche una minima parte dei ciechi italiani, quindi capirete come sia arduo intercettare tutti i non vedenti sparsi sul territorio nazionale.

10. L’esempio serve per chiedere come pensate di intercettare questa marea di non vedenti di cui, una minima parte usa smartphone e di cui la stragrande maggioranza è nella terza età.

A volte sottovalutiamo il grande potenziale della cosiddetta terza età. Oggi i diversamente giovani hanno molta più dimestichezza nelle nuove tecnologie rispetto al passato, basti pensare alla moltitudine di over 60 che popolano i social network.

É anche vero che non tutti sono avvezzi agli smartphone e ai suoi derivati. Netblind è una applicazione inclusiva e non esclusiva ed abbiamo pensato anche agli utenti poco inclini all’uso di smartphone.

In che modo ? Alexa potrebbe essere una soluzione, serve ancora un po’ di tempo e piedi ben saldi.

11. La app è a pagamento o lo sarà in futuro?

Il download dell’app è gratuito così come gratuito è l’invio e la ricezione delle prime due
richieste. Alla terza richiesta del non vedente o alla terza ricezione di richiesta da parte del volontario/associazione scatta la proposta di abbonamento Premium. L’abbonamento che avrà durata annuale prevede l’invio o ricezione di richieste illimitate. L’abbonamento Premium che sottoscriverà il non vedente sarà di euro 2,99 mentre il volontario euro
0,99. L’opzione associazione pagherà 49,99 euro.

12. Per finire, la Vostra presentazione di Netblind?

Netblind è innanzitutto un gruppo giovane e dinamico che vuol mettere a disposizione delle disabilità visive tutta la competenza necessaria per sviluppare nuove tecnologie
a supporto della quotidianità dei non vedenti.

É proprio grazie alla competenza e alla conoscenza dei bisogni delle persone non vedenti che nasce Netblind.

L’applicazione è stata voluta ed ideata da ragazzi non vedenti.

13. Come funziona l’app ?

Quando l’utente non vedente o ipovedente richiede assistenza ha la possibilità di filtrare e cercare le skills del volontario ideale.

I criteri di ricerca sono tantissimi con la possibilità ad esempio di filtrare la conoscenza della lingua inglese oppure ancora selezionare le conoscenze informatiche.

Netblind successivamente completato il profilo del volontario ideale elenca una serie di persone che rispondono alle caratteristiche e le skills che il disabile visivo ha precedentemente richiesto.

Attraverso l’invio di una notifica al volontario Netblind collega i due users fornendo i contatti social e telefonici. NetBlind è dunque un app che permette a due categorie di user, non vedenti e volontari, di cercarsi, trovarsi e vivere insieme straordinarie esperienze.

Scarica l’App per entrare nella rete!

Per dispositivi iOS: https://apps.apple.com/it/app/netblind/id1462314008

Mentre per dispositivi Android: https://play.google.com/store/apps/details?id=it.netblind.netblind&hl=it

Buon lavoro ragazzi e a risentirci magari in futuro.

Per ulteriori spiegazioni, scrivere a: Carlo Sist, sist.carlo@gmail.com

Alla Mobile Learning Week dell’UNESCO si parla di AI e inclusione

Dal 2 al 6 marzo 2020 si terrà a Parigi l’edizione 2020 della Mobile Learning Week (Settimana dellApprendimento con l’Ausilio di Dispositivi Mobili) dal tema “Intelligenza artificiale e inclusione”. La Mobile Learning Week è l’evento di punta delle Nazioni Unite sulle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) utilizzate nel campo dell’educazione. Le attività previste durante la Settimana si concentreranno sul contributo che l’Intelligenza Artificiale (AI) può fornire a favore dell’inclusione e del pari accesso all’educazione: valori fondamentali alla base degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS). Questo evento di 5 giorni consisterà in una combinazione dinamica di riunioni plenarie di alto livello, workshop, un forum politico e alcune dimostrazioni pratiche.

I quattro argomenti principali che saranno affrontati durante la Mobile Learning Week sono:

  • Come consolidare la cooperazione internazionale per promuovere l’accesso inclusivo all’Intelligenza Artificiale e alle i principalinnovazioni tecnologiche?
  • Come utilizzare l’Intelligenza Artificiale per favorire  l’accesso di tutti alle opportunità di apprendimento di qualità?
  • Come promuovere le innovazioni dell’Intelligenza Artificiale per migliorare i risultati dell’apprendimento? 
  • Come assicurare un utilizzo non discriminatorio ed equo dell’Intelligenza Artificiale per l’apprendimento permanente?

Per maggiori informazioni potete consultare il sito dell’evento all’indirizzo: https://en.unesco.org/mlw

Per iscrizioni alla Mobile Learning Week: https://www.surveygizmo.com/s3/5330424/MLW-2020-Registration-Form-EN-FR

Certificazioni AICA – ECDL Full Standard diventa ICDL Full Standard

Da gennaio 2020 a tutti i candidati che completano il percorso di certificazione, viene rilasciato il certificato ICDL Full Standard  che ha 5 anni di validità.

I candidati disabili/DSA possono sostenere gli esami in modalità manuale. La valutazione della prova d’esame è a cura di AICA e il servizio di correzione è gratuito.

A partire dal 2 marzo 2020 sarà disponibile ICDL Full Standard Update.

RINNOVO DEL CERTIFICATO ICDL FULL STANDARD

Per rinnovare il certificato è necessario superare, entro e non oltre 5 anni dalla data di emissione del certificato, indipendentemente dalla data di scadenza, l’esame ICDL Full Standard Update rispondendo a domande che vertono su tutti i sette moduli che compongono la certificazione. Anche il certificato rilasciato a seguito dell’esame di rinnovo avrà validità di 5 anni, e conterrà le seguenti date:

  • data di emissione: data del primo certificato conseguito
  • data di rinnovo: data dell’ultimo rinnovo
  • data di scadenza: data di scadenza aggiornata

L’esame è così composto:

  • Numero di domande: 70
  • Durata max: 120 minuti
  • Soglia di superamento: 70%
  • Voto minimo per superare l’esame: 490/700
  • Syllabus di riferimento: ultima versione per ogni modulo
  • Contabilizzazione dell’esame: 35 crediti (che saranno scalati dal contatore ICDL).
  • Lingua: Italiano
  • Erogazione: ATLAS in simulazione
  • Software suite: Windows 10 – Office 2016 – Google Chrome e Gmail

ESAME FULL STANDARD UPDATE MODULARE

I candidati che non hanno ancora completato l’iter di certificazione, che deve concludersi entro 5 anni dalla data del primo esame superato, hanno la possibilità con l’Update modulare, di aggiornare gli eventuali moduli scaduti. Ad esempio se un candidato ha l’esame Spreasdheets scaduto può essere iscritto a “Spreasdsheets Update”.

Come è composto l’esame Update modulare?

  • Numero di domande: 10
  • Durata max: 20 minuti
  • Soglia di superamento: 70%
  • Voto minimo per superare l’esame: 70/100
  • Syllabus di riferimento: ultima versione
  • Contabilizzazione dell’esame: 5 crediti (che saranno scalati dal contatore ICDL)
  • Lingua: Italiano
  • Erogazione: ATLAS in simulazione
  • Software suite: Windows 10 – Office 2016 – Google Chrome e Gm”

Applicazioni utili per i dispositivi delle persone con disabilità visiva, a cura di Giuseppe Fornaro

Autore: Giuseppe Fornaro

I telefoni di ultima generazione sono già dotati di strumenti per l’accessibilità in favore delle persone con disabilità visiva: ecco dunque, qui di seguito, un elenco di applicazioni (app) che non possono mancare!
Seeing Ai è una app che aiuta i non vedenti tramite l’intelligenza artificiale, un sistema multifunzione che permette di fare diverse cose (purtroppo – pur essendo intuitiva – è in inglese). Essa è composta da vari “canali” – così come vengono chiamati – che si possono scegliere con un flic dall’alto verso il basso.
Short Text permette di riconoscere un testo al volo, avvicinando l’iPhone al foglio contenente lo stesso. Ci sono poi Documents, che consente di riconoscere un testo mediante lo scatto di una foto, Person, che tenta di riconoscere una persona segnalandone più o meno l’età, Colors, dallo scopo sin troppo chiaro, Scene, che individua oggetti e ambientazioni e anche il riconoscitore di banconote e il rilevatore di luce.
INPS MOBILE permette all’utente che ne usufruisce di utilizzare attraverso il proprio smartphone o tablet i diversi servizi disponibili sul sito dell’Istituto.
Google Drive, gratuitamente, consente di avere i propri file sempre a portata di mano da smartphone, tablet o computer.
Il ben noto Google Maps, invece, è un servizio cui si accede dal relativo sito web, che permette la ricerca e la visualizzazione di carte geografiche di buona parte del mondo. Oltre a questo, è possibile ricercare servizi in particolari luoghi, tra cui ristoranti, monumenti e negozi.
Mytivù è una nuova app che permette di guardare tutti i canali TV del digitale terrestre sul proprio dispositivo.
Be My Eyes è una app gratuita che collega persone non vedenti e ipovedenti con volontari vedenti o rappresentanti aziendali per l’assistenza.
Orari Treni è indispensabile per chi utilizza spesso le ferrovie. Basta inserire città di partenza e di arrivo per ricevere le informazioni utili. Molto recente è poi SalaBlu+, riguardante i servizi ferroviari dedicati alle persone con disabilità.
Moovit è una unica app per muoversi in città, ricordando sempre che per le persone con disabilità visiva muoversi è una parte fondamentale della quotidianità.
Bancoposta permette di controllare il saldo e la lista movimenti del proprio Conto BancoPosta e di Postepay.
Knfb reader consente di accedere facilmente in qualsiasi momento a documenti cartacei e file, ovunque ci si trovi.
Facebook: non si potrebbe proprio più fare a meno di questa applicazione che permette di utilizzare la piattaforma di social network più usata nel mondo.
Ben noto è anche WhatsApp, servizio di messaggistica istantanea multipiattaforma che consente a tutti gli utenti che utilizzano il servizio di inviare e ricevere messaggi di testo, messaggi vocali, fotografie e video, di pubblicare storie, condividere la propria posizione e di contattare o essere contattati in maniera facile e veloce.
Audio to Text for WhatsApp, invece, è uno strumento che offre agli utenti la possibilità di convertire i messaggi vocali in testo. Basta effettuare una pressione prolungata sul messaggio audio, toccare l’icona per la condivisione presente in WhatsApp e successivamente selezionare l’applicazione per ottenere il testo corrispondente.
Vi è poi Evalues, che permette di leggere i quotidiani presenti nell’omonimo servizio. A tal proposito ci si deve registrare e inviare il certificato d’invalidità al Centro Ricerche Scientifiche dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti).
Libro Parlato online e Libro Parlato Lions 2 sono segnatamente due app che servono a leggere libri.
E da ultimo, ma non ultimo, Moviereading, per una cinema che diventa libero e accessibile a tutti con sottotitoli e audiodescrizioni su smartphone e tablet.

All’Istituto Italiano di Tecnologia: UVIP day, di Marco Pronello

Lo scorso 27 marzo si è tenuta a Genova, presso l’Istituto Italiano di Tecnologia, la prima edizione dell’UVIP day. Il gruppo UVIP (Unit for Visually Impaired People) è nato all’interno dell’Istituto Italiano di Tecnologia nel 2015 da una sinergia tra psicologi ed ingegneri esperti in tecnologia umanoide, cioè tecnologia al servizio dell’uomo. L’idea di fondo è quella di far comunicare la psicologia evolutiva e dell’apprendimento con l’ingegneria per sviluppare tecnologie che, in base alla concreta conoscenza del modus operandi del cervello umano nell’apprendere, nell’evolversi e nel ritenere informazioni, possa essere utile alle persone, bambini, ma anche adulti, con minorazione visiva per la vita di tutti i giorni. Questo, nella filosofia di UVIP, fa la differenza: spesso infatti, molti produttori di ausili che vorrebbero essere innovativi e risolutivi, in realtà forniscono prototipi che alla prova sperimentale non sembrano particolarmente utili ai disabili visivi, perché danno informazioni troppo ridondanti ed ingenerano confusione, essendo stati concepiti senza un confronto sia preliminare che in corso d’opera con gli utenti finali. Quindi, lo scopo di UVIP è quello di intercettare i bisogni delle persone con disabilità visiva e capire, partendo dalla scienza, come modellare la tecnologia per venire incontro a questi bisogni. Con il gruppo collaborano UICI, I.Ri.Fo.R. e molti enti finanziatori, istituti di riabilitazione e molte università in Italia e all’estero, ma soprattutto collaborano persone non vedenti e normodotate che volontariamente testano i dispositivi concepiti dall’unità UVIP e che forniscono consigli e strategie concrete per il miglioramento delle tecnologie. Questa giornata è stata pensata, ha dichiarato la dottoressa Monica Gori, psicologa e team leader dell’unità UVIP, per incontrare le persone che da più di dieci anni collaborano con l’Istituto Italiano di Tecnologia, per illustrare lo stato dell’arte dei progetti, e anche per far conoscere questa realtà a chi ancora non la conosce e che potrebbe unirsi in futuro ai già molti collaboratori.

Retina artificiale.
All’interno dell’Istituto Italiano di Tecnologia ci sono anche altri gruppi di lavoro che si occupano di disabilità visiva. Uno di questi, che ha aperto i lavori di questo open day, è l’unità guidata dal professor Fabio Benfenati, con la quale collaborano tra gli altri Guglielmo Lanzani dell’IIT di Milano e i chirurghi e oftalmologi Grazia Pertile e Maurizio Mete, e che si occupa di nanotecnologie e attualmente ha allo studio un progetto di retina artificiale atto a impiantare i fotorecettori in retine con degenerazioni da retinite pigmentosa o, in futuro, maculari legate all’età.

La novità rispetto ad altri progetti paralleli, ha spiegato il prof. Benfenati, è che qui vengono usati i polimeri di carbonio, utilizzando quindi quella che si chiama l’elettronica organica, che rispetto al silicio, cioè all’elettronica inorganica, ha il vantaggio di essere biocompatibile con la retina non causando rigetti, di essere in grado di attivarsi autonomamente alla luce a contatto con i neuroni della retina e quindi di non necessitare di telecamere, computer e cavi di alimentazione. La risoluzione è paragonabile agli impianti non organici, ossia garantisce la possibilità di orientarsi seguendo una linea sul terreno e di vedere flash luminosi, ma di fatto non di distinguere chiaramente le forme. Ci si trova in una fase ancora sperimentale su ratti e maiali, ma si spera di poter presto iniziare la sperimentazione sull’uomo. Un ulteriore sviluppo prevede di aumentare la risoluzione e portarla, quantomeno nei soggetti ipovedenti, ad un livello paragonabile a soggetti normovedenti, riducendo questi polimeri in nanoparticelle che possono essere iniettate sotto la retina. Gli esperimenti sui ratti ipovedenti hanno dimostrato che l’impianto si diffonde molto bene decorando tutta la retina senza essere distrutto dall’organismo ospitante.
Blindpad.
Ora veniamo nello specifico alle attività di UVIP, all’interno del quale c’è un team, guidato dal professor Luca Braida e con il quale collaborano diversi centri di riabilitazione tra cui il Chiossone di Genova, l’Istituto dei Ciechi di Milano e l’Istituto Cavazza di Bologna, nonché il centro di riabilitazione dell’Asl 1 di Cuneo e l’Istituto Giuseppe Garibaldi di Reggio Emilia, che ha sviluppato e sperimentato un dispositivo hardware che si chiama Blindpad.
Un tablet dotato di puntini piezoelettrici come quelli delle barre braille, che è in grado, mediante un suo software a bordo, di rappresentare in rilievo contenuti grafici. L’impiego è molteplice: dall’apprendimento delle forme geometriche e delle mappe da parte dei bambini, alla visualizzazione in rilievo delle mappe di Google riportate nella memoria del dispositivo, alla rappresentazione di grafici, allo studio del braille in età scolare, ecc. Il vantaggio rispetto alla modalità tradizionale su supporto cartaceo o in termoform è che su una sola superficie possono apparire le raffigurazioni che servono sul momento, risparmiando spazio, eliminando gli sprechi, riducendo i rifiuti e, una volta ammortizzati i costi, abbattendo le spese. Il progetto Blindpad è cofinanziato dall’Unione Europea, è ancora in fase di prototipo e si presume che, una volta in produzione, dovrà costare dai 2.000 ai 3.000 euro.

Disegnare col suono.
Disegnare è un’operazione intuitiva per chi vede, ma non per chi non ha mai visto e non ha idea dei colori e della trasposizione dal tridimensionale del tatto al bidimensionale di un’immagine. Il disegno per un bambino vedente è un ottimo modo per prendere coscienza dello spazio riproducendo, e quindi memorizzando, un ambiente. UVIP ha sviluppato un prototipo per “disegnare col suono”: è un tablet con molte casse, ognuna delle quali al tocco riproduce un suono. Il bambino può quindi imparare a memorizzare la posizione dei singoli suoni sul tablet e, in una versione più avanzata, può anche toccare più casse contemporaneamente, riproducendo veri e propri paesaggi sonori con varie combinazioni di più suoni. ABBI.
ABBI è un braccialetto sonoro, la cui concezione parte dall’idea che la percezione dello spazio sia da migliorare costantemente, sia nelle persone non vedenti che nelle persone vedenti. Dietro ABBI c’è l’unione tra il movimento e il suono: aiuta le persone con disabilità visiva a muoversi meglio nello spazio, ma direi soprattutto a sapere esattamente dove si trovano altre persone od oggetti rispetto a loro. È un’evoluzione del classico braccialetto con i campanellini che suonano quando chi lo indossa si muove. ABBI può servire molto ai bambini che devono imparare a conoscere il proprio corpo e la sua allocazione nello spazio, per esempio ad imparare la destra e la sinistra. La sperimentazione di questo dispositivo fatta all’istituto Chiossone è consistita infatti nel far indossare il braccialetto al bambino in modo da insegnargli, facendogli muovere il braccio con ABBI che emetteva un suono, a distinguere il braccio destro e il braccio sinistro.
È sicuramente un dispositivo versatile che può avere vari usi anche in ambito domestico. I suoni possibili non sono assolutamente invasivi per l’orecchio, poi ovviamente dipende dai singoli decidere come usarlo per ottenere le massime performance. Simile ad ABBI è un piccolo dispositivo indossabile al dito che serve ai soggetti affetti da scotoma (sostanzialmente un buco nel campo visivo) ad individuare in quale punto del campo visivo questo si trovi. Questo dispositivo emette un suono ed è dotato di led: il soggetto segue con lo sguardo il led e quando non sarà più in grado di vederlo, ma sentirà ancora il suono, allora vuol dire che è arrivato al punto dove si trova lo scotoma.

Insegnare ai bambini a programmare.
La programmazione informatica è stata da poco tempo introdotta nella scuola italiana. UVIP si sta anche attivando da pochi mesi nella progettazione di un software che insegna ai bambini a programmare o comunque a risolvere alcuni problemi con l’uso dell’informatica.

Il piano cartesiano.
All’interno del progetto europeo We Draw, appena conclusosi, che ha per oggetto l’insegnamento della matematica e della geometria ai bambini mediante sensi diversi dalla vista, nascono alcune tecnologie per l’apprendimento del piano cartesiano. La prima tecnologia si basa sulla realtà virtuale aptica ed uditiva: con una pennetta si esplora un campo virtuale dove ci sono dei palloncini, sempre virtuali. Ognuno di questi palloncini ha delle coordinate, quindi quando li si individua con la pennetta, questi scoppiano e una voce recita le ascisse e le ordinate corrispondenti.
La seconda tecnologia sui piani cartesiani è una versione per gli ipovedenti, sempre in realtà virtuale, che consiste in una sorta di tiro con l’arco in cui si deve tirare una freccia e colpire un bersaglio, entrambi segnalati con colori molto vividi, e il bersaglio avrà le sue coordinate che vengono visualizzate quando viene colpito. Ci sono ancora tanti altri progetti in itinere che UVIP sta sviluppando, sempre tenendo come prerogativa fondamentale l’ascolto dei bisogni e la loro trasposizione in scienza e tecnologia. L’auspicio dei ricercatori del gruppo è che questo primo open day possa servire a sviluppare nuove idee partendo dalle necessità espresse dal gran numero di persone che hanno voluto prendere parte a questa giornata. A tal fine ci saranno altre giornate di confronto nell’arco dell’anno. Continueremo a seguire lo stato dell’arte degli studi di UVIP: la collaborazione continua.

Per informazioni ed approfondimenti, visitare il sito del gruppo UVIP: www.iit.it › Home › Ricerca › Linee di Ricerca.
Per avere ulteriori e più dettagliate informazioni, contattare Marco Pronello: marco.pronello@gmail.com

U-vip Day organizzato dall’Istituto Italiano delle Tecnologie di Genova

Su proposta del gruppo che all’interno dell’Istituto Italiano delle Tecnologie di Genova si occupa della messa a punto di strumentazione per le persone con problemi di vista, si informa di questa iniziativa, riportando le notizie pervenute e invitando, quanti sono interessati, a iscriversi al più presto, essendo ridotto il numero dei possibili partecipanti.

27/03/2019
SEDE IIT MOREGO
Sale conferenze: Leonardo, Montalcini, Hack
U-VIP significa Unit for Visually Impaired People cioè “Unità per persone con disabilità visiva” ma significa anche YOU Very Important Person ovvero “tu sei una persona molto importante per noi”. Lo abbiamo pensato proprio perché il nostro lavoro di comprensione scientifica per lo sviluppo di nuove tecnologie è centrato sulle persone che vogliamo aiutare. Questa giornata è dedicata, in primo luogo, a tutte le persone con disabilità visiva che da più di 10 anni ci aiutano. L’abbiamo pensata per dare a loro un riscontro di quello che ci hanno aiutato a scoprire e a sviluppare, ma è anche pensata per far conoscere alle altre persone con disabilità visiva il lavoro che stiamo facendo e per dare anche a loro la possibilità di poter contribuire. Lo scopo è quello di poter pensare insieme a soluzioni che possano aiutare la scienza e la tecnologia a progredire e portare un beneficio reale alle persone con disabilità visiva nel mondo.
Mettiamo la scienza a servizio delle persone!

Partecipanti
Numero massimo: 100 partecipanti con disabilità visiva
Accompagnatori: massimo 1 accompagnatore per partecipante

Trasporto
Mezzo offerto da Genova piazza Principe a luogo dell’evento: Pullman

Pranzo offerto
panino + bibita + frutto + dolce

Programma Evento
10:45 Partenza pullman da stazione Genova Piazza Principe a sede IIT
11:15 Arrivo presso sede IIT
11.30 – 12:45 Inizio giornata e presentazione da parte del gruppo U-VIP e altri gruppi IIT che sviluppano tecnologie (e.g. RBCS)
12:45 – 13.30 Pranzo
13:30 – 14:30 Prove delle tecnologie sviluppate in U-VIP
14:30 – 15:30 Focus groups: discussione su tecnologie provate e futuri sviluppi
16:00 – Partenza pullman da sede IIT a stazione Genova Piazza Principe

Per iscriversi compilare il form all’indirizzo:
https://www.iit.it/it/u-vip-day