Incontro UICI-ABI, di Alessandro Locati

Autore: Alessandro Locati

Il giorno 15 febbraio presso la Presidenza Nazionale dell'Unione si è tenuto un incontro con rappresentanti dell'ABI (Associazione Bancaria Italiana).
In un clima particolarmente cordiale e collaborativo sono state individuate strategie per sensibilizzare il personale delle banche sul comportamento da tenere nel caso si trovi ad operare con una persona cieca o ipovedente.
È stata posta particolare attenzione al problema della firma di atti da parte dei non vedenti, autonomamente o con l'ausilio di un assistente, ai sensi della legge n. 18 del 1975,con riferimento ad alcuni casi già segnalati in cui si sono registrati problemi od equivoci, quali, ad esempio, la sottoscrizione di assegni o l'apertura di un conto corrente.
In generale, poi, si sono affrontate anche le questioni relative alla scarsa accessibilità di taluni uffici, sia nel senso di presenza di barriere architettoniche, sia per la difficoltà di individuare lo sportello di interesse (ad es.: in caso di presenza di indicatori luminosi senza un avviso di chiamata del numero servito).
Su tali argomenti sarà redatta, di comune accordo, una lettera circolare da parte dell'ABI destinata a tutto il circuito bancario nella quale si provvederà a sensibilizzare ed informare tutto il personale sui diritti e sulle necessità dei ciechi e degli ipovedenti.
In futuro la collaborazione potrà essere ampliata anche a progetti nazionali od europei nello stesso settore di attività.

Alessandro Locati

Napoli: L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti celebra al Teatro Cilea di Napoli la Sesta Giornata Nazionale del braille – 21 febbraio 2013, di Vincenzo Massa

Autore: Vincenzo Massa

Il presidente regionale dell'UICI Campania ha annunciato che  la città di Napoli è stata scelta per celebrare la sesta giornata nazionale Braille, istituita con legge 126 del 3/8/2007 e che avrà luogo presso il Teatro Cilea giovedì 21 febbraio prossimo su iniziativa della Presidenza Nazionale dell'Unione Italiana Ciechi e degli Ipovedenti e degli enti ad essa collegati. 
Il  programma della manifestazione prevede:
-Ore 9,30  Presentazione dell'evento e saluto ai partecipanti:
Pietro Piscitelli Presidente Consiglio regionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della Campania e Presidente della Biblioteca Italiana per Ciechi "Regina Margherita";
Tommaso Daniele Presidente Nazionale UIC e dell'Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione per i non vedenti;
Rodolfo Masto Presidente della Federazione Naz.le delle Istituzioni pro Ciechi e Commissario Straordinario Istituto per Ciechi di Milano;
Giuseppe Castronovo Presidente IAPB Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità e Presidente della Stamperia Regionale Braille di Catania; Giuseppe Terranova – Presidente del Centro Regionale "Helen Keller" di Messina;
Borra Michele Presidente dell'Istituto "F. Cavazza" di Bologna;
-Saluto delle Autorità;
-Ore 11,00 – Relazione Giancarlo Abba : "Braille, l'alfabeto dell'uguaglianza e della  libertà";
-Ore 11,20 Relazione Nunziante Esposito: "Il Braille nel mondo della tecnologia";
–Ore 11,40 Relazione Luigi Ricciardi: "La scrittura Braille: uno strumento anche per la musica";
–Ore 12,00 Conclusioni Nicola Stilla, presidente Club Italiano del Braille;
A seguire alle ore 12,10
 L'Uici Campania in collaborazione con l'Associazione Giornalisti Campania Valle del Sarno: 
Presentazione del libro "Le parole che fanno bene al cuore" di Tommaso Daniele, presidente nazionale dell'Unione Italiana Ciechi e degli Ipovedenti.
Il giornalista Mimmo Falco intervisterà l'autore;
A seguire, il Maestro Luigi Ricciardi, eseguirà al pianoforte una selezione di brani musicali.
               Il presidente regionale UICI Campania prof. Pietro Piscitelli comunica:
"L'UICI Campania e la città di Napoli, in particolare, hanno l'onore di ospitare per primi nel Mezzogiorno questo appuntamento nazionale che nelle varie edizioni ha assunto valenza di conoscenza, cultura e in qualche caso di denuncia rispetto ai temi di inclusione e integrazione sociale dei minorati della vista italiana. Mi auguro che la partecipazione sia massiccia e che le istituzioni sappiano ben discriminare l'azione e la valenza del nostro sodalizio che troppo spesso viene visto come avversario e non come alleato per la salvaguardia e tutela delle persone minorate della vista. A quanti non avessero la possibilità di essere presenti l'invito è  seguire sul nostro sito nazionale- www.uiciechi.it– nella rubrica parla con l'unione il link della diretta dal Teatro Cilea".

Vincenzo Massa

Napoli: Difendiamo il “Colosimo”, I docenti dell’Istituto statale di Istruzione superiore “Paolo Colosimo”

Autore: I docenti dell'Istituto statale di Istruzione superiore "Paolo Colosimo"

Caro direttore,
il corpo docente dell'Istituto Paolo Colosimo, avendo avuto notizia di un eventuale accorpamento di questa situazione scolastica, riunito nel Collegio dei docenti del 22 gennaio scorso, ha ritenuto necessario stilare un documento, insieme a tutto il personale Ata, per denunciare presso tutte le istituzioni competenti la gravità di una tale decisione, che porterebbe non solo a ledere i diritti di persone con disabilità visiva, ma a distruggere il bagaglio di tradizione, competenze e specificità legate a questa scuola. Il Colosimo di Napoli è una storica scuola avente particolare finalità per alunni non vedenti e ipovedenti. La minorazione visiva, a differenza delle altre tipologia di handicap, impone una competenza didattica di estrema specificità. Si comprende, facilmente, che tale peculiarità non può essere acquisita solo frequentando un corso di specializzazione, ma discende da anni di insegnamento agli alunni ciechi. La didattica deve fondare su tre assunti: la conoscenza del codice Braille, l'utilizzo dei nuovi sistemi tiflotecnici (screen reader vocali e display Braille) e soprattutto, sulla perfetta conoscenza delle dinamiche psico-relazionali dei giovani ciechi. L'integrazione scolastica degli alunni non vedenti nelle scuole normali, per aver successo, deve poter contare su un contesto socio-ambientale adatto, dove tutti gli interventi della scuola non rimangono una sterile trasmissione di competenze, ma permettano l'integrazione in un mondo che conosce e comprende gli strumenti specifici del diversamente abile. La scuola "Paolo Colosimo" di Napoli, avente particolari finalità per ciechi e ipovedenti, fornisce tali strumenti e titoli specifici, sicuramente spendibili nel mondo del lavoro in quanto leggi speciali garantiscono nella pianta organica di istituzioni pubbliche e private (ospedali, Asl, Inps, Inail, comuni, province, eccetera) dei posti riservati ai centralinisti e ai massofisioterapisti ciechi. La specificità di questa istituzione scolastica e la notevole varietà di problematiche legate al mondo dei non vedenti impongono una dirigenza scolastica esclusivamente dedicata a questa tipologia di scuola. Si tenga conto che il Colosimo di Napoli raccoglie, come platea, tutti i disabili visivi d'Italia. Il suo eventuale accorpamento, pertanto, condizionerebbe in maniera significativa la sopravvivenza di un polo speciale che, unico, fornisce ai non vedenti imprescindibili e reali opportunità di lavoro, socializzazione, autonomia e integrazione. Il Colosimo è nato grazie alla lungimiranza di coloro che all'inizio del secolo scorso hanno indirizzato il loro impegno alla crescita culturale e lavorativa del non vedente. Sarebbe , pertanto, paradossale, nel secolo delle pari opportunità, rendere vana l'azione di chi ha voluto integrare le persone non vedenti nella società e ignorare le esigenze di un'utenza che, pur presentando oggettive difficoltà, può contribuire come gli altri all'evoluzione civile. Il corpo docente e il personale Ata chiedono a tutte le istituzioni competenti di non essere responsabili, per pure ragioni economiche, del declino di questa realtà formativa, punto di riferimento per tutti i non vedenti in età scolastica e non.

I docenti dell'Istituto statale di Istruzione superiore "Paolo Colosimo" Napoli

Corriere del Mezzogiorno del 29-01-2013

 

“Qui le domande le faccio io!” doniamo pagine al Libro Parlato, di Luisa Bartolucci

Autore: Luisa Bartolucci

Carissimi amici,
Questa iniziativa è rivolta a tutti gli amanti della lettura e a quanti credono nell'importanza del Centro Nazionale del Libro Parlato. Di recente ho pubblicato a mie spese un libro dal titolo "Qui le domande le faccio io!".

Nel volume di 424 pagine, sono raccolte più di 60 interviste edite e no, da me realizzate con personalità del mondo dello spettacolo, della cultura, della musica, della politica, della letteratura, del giornalismo, della radio e della televisione.

Il libro nasce non solo dai ripetuti inviti di molti di voi a raccogliere i pezzi più significativi da me pubblicati sui nostri periodici e non, in un unico volume, ma anche e soprattutto dal desiderio di contribuire in prima persona insieme a tanti di voi, a donare delle pagine al nostro Centro Nazionale del Libro Parlato.

Come sapete i tagli governativi hanno colpito duramente anche questo prezioso servizio così ho pensato che sarebbe bello ed importante se ciascuno di noi donasse alcune pagine al Libro Parlato. Come? Abbiamo realizzato una versione in cd audio ed una in cd contenente il testo in html di "Qui le domande le faccio io!".

Il libro sarà edito nella versione in formato elettronico html e nella versione audio, quale supplemento al periodico "Kaleidos". Il supplemento avrà sia nella versione audio, che in quella in html un costo di 10 euro, contro i 25 imposti dalla casa editrice per la versione cartacea.

L'intera somma che chi acquisterà il volume verserà sarà totalmente destinata alla produzione di libri audio in standard Daisy, da parte del Centro Nazionale del Libro Parlato dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.

Ciascuna delle opere prodotte con i proventi di "Qui le domande le faccio io!" recherà al proprio interno i nominativi di quanti, acquistando una delle due versioni di "Qui le domande le faccio io!", avranno contribuito alla produzione di un nuovo libro da mettere a disposizione di tutti tramite il Centro Nazionale del Libro Parlato.

Come acquistare il volume e donare quindi pagine al Libro Parlato? E' molto semplice: è sufficiente effettuare un versamento di 10 euro sul c. c. p. n. 279018 intestato a: Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus – Via Borgognona 38 00187 Roma. Nella causale andrà inserito il titolo del libro "Qui le domande le faccio io!" seguito dalla dicitura cd audio, se si vuole ricevere la versione audio, o cd html se si vuole ricevere la versione in html.

Naturalmente è possibile acquistare in un'unica soluzione entrambe le versioni, indicandolo nella causale, così come richiedere più copie; è altresì possibile effettuare donazioni superiori alla cifra indicata, che naturalmente verranno destinate interamente alla produzione di libri audio in standard Daisy realizzati dal Centro Nazionale del Libro Parlato.

Per quanti volessero effettuare il versamento mediante bonifico bancario riportiamo le coordinate:
BANCA POPOLARE DI VICENZA – AG.8 ROMA –
IBAN IT14 A05728 03208 678570220571;
per quanti volessero, invece, utilizzare il postagiro le coordinate sono:
BANCO POSTA intestato a:
AMMINISTRAZIONE CORRIERE DEI CIECHI – IBAN IT77 Z07601 03200 000000279018.

Partecipiamo numerosi dunque, doniamo pagine al Centro Nazionale del Libro Parlato e diffondiamo l'iniziativa anche tra i nostri amici e conoscenti.

Più cultura, più informazione, più svago, più libri per tutti.

Per saperne di più e per dare la propria adesione si può inviare una e-mail all'indirizzo ustampa@uiciechi.it; sono inoltre stati creati un profilo ed una pagina su facebook recanti il titolo del libro. Tramite la nostra stampa associativa, le nostre circolari, il giornale elettronico (giornale.uici.it), il profilo e la pagina facebook verranno fornite informazioni, in tempo reale, sull'andamento dell'iniziativa.

Partecipiamo numerosi dunque, doniamo pagine tramite "Qui le domande le faccio io!".

Grazie.

Luisa Bartolucci

Abiterò in una smart city…, di Giuseppe Bilotti

Autore: Giuseppe Bilotti

L'evoluzione imperante e veloce del futuro impone anche a noi non vedenti ad  essere pronti a sfidare le nuove innovazioni che si stanno avvicinando per le nostre città.
Tutto cominciò nel 1854 con un'epidemia di colera che flagellava Londra e fermata grazie a quella che viene considerata la prima applicazione della città intelligente.
Un medico, John Snow, ebbe l'idea di mappare i casi di contagio direttamente sulla cartina della città.
Fu così che l'epicentro del contagio venne identificato in una fontana pubblica in Broad Street: con la chiusura della pompa, il numero di casi iniziò immediatamente a scendere.
È il primo caso significativo di utilizzo dei dati prodotti inconsapevolmente dalle persone per ottimizzare i servizi all'interno della città.
Energie rinnovabili, trasporti intelligenti e vocalizzati, servizi globalizzati e controllati da sistemi elaborati e gestiti  da sistemi elettronici: questi sono alcuni dei cuori pulsanti della sfida che si troveranno ad affrontare le città nel nuovo Millennio, il fulcro delle trasformazioni del futuro.
Agglomerati che cresceranno all'insegna dell'efficienza e del miglioramento della qualità della vita, attraverso l'uso intelligente  dello scambio dei dati. Ciò si potrà realizzare se noi cittadini  saremo ben istruiti e addestrati alla  condivisione e alla composizione  degli elementi che compongono una città.
Una ristrutturazione fatta di  infrastrutture e investimenti e di una governance che sia basata su una visione della strada verso la città intelligente, per tutto ciò la disponibilità delle tecnologie deve andare di pari passo con un cambio di prospettiva.
A partire "dal coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni e nelle scelte di indirizzo, sia con la semplice rilevazione dei comportamenti attraverso i sensori sia con la condivisione via social network.
Allora anche noi non vedenti siamo chiamati a destare interesse verso questa mutazione, preparandoci e dotandoci delle conoscenze per non rimanere soli e abbandonati dal progresso, perdendo  così il treno ad alta velocità delle smart City.

Giuseppe Bilotti

Patronato ANMIL – Progetto di collaborazione – Nuovi servizi per tutti, di Emanuele Ceccarelli

Autore: Emanuele Ceccarelli

Il Paese affronta oggi una crisi che non è semplicemente economica, ma che attraversa profondamente l'intera società italiana.
La situazione di disagio che i cittadini stanno vivendo, il bisogno di rispondere a nuove istanze ha portato l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ad incrementare l'offerta di servizi sul territorio, accreditando i propri dipendenti presso la Direzione Provinciale del Lavoro come collaboratori di patronato e aprendosi a nuove prospettive di sviluppo.
Prende il via da queste premesse una nuova immagine dell'Unione, per così dire "multifunzionale" nei confronti dei non vedenti e delle loro famiglie.
L'avanzamento della riorganizzazione delle Sezioni convenzionate con il Patronato ANMIL, l'arricchimento della professionalità del personale UICI e l'analisi dei rapporti con gli interlocutori – dalle istituzioni agli enti previdenziali – per lo svolgimento di attività riconosciute formalmente a livello ministeriale sono al centro di questo ambizioso progetto.
L'obiettivo è certamente quello di promuovere senza scopi di lucro più servizi, che corrispondano alle esigenze dell'utente in termini di qualità e di tempestività, con la speranza di costruire una relazione di fiducia tra UICI e cittadini. Tutti i cittadini, infatti, possono rivolgersi alle nostre Sezioni convenzionate dove il personale è autorizzato a fornire una consulenza completa, competente e del tutto gratuita in materia contributiva e previdenziale, informazioni e orientamento sulle questioni riguardanti il lavoro, l'invalidità, la salute.
Parliamo, in particolare, di servizi in materia previdenziale (pensioni di inabilità, invalidità, vecchiaia, anzianità, etc), servizi in materia socio-assistenziale (assegno ordinario di invalidità civile, pensione di invalidità civile, indennità di accompagnamento, pensione per ciechi, pensione per sordi, indennità di comunicazione, indennità di frequenza, pensione sociale, assegno sociale, etc) ed ASPI nuovi ammortizzatori sociali (riconoscimento malattia professionale, riconoscimento infortunio, riconoscimento infortunio in itinere, riconoscimento danno biologico, riconoscimento stato di handicap o di inidoneità di servizio, etc).
Con la nostra storica attività di rappresentanza, dal 1920 siamo al fianco dei minorati visivi per garantire informazione, assistenza e tutela.
Ora vogliamo, però, che esperienza, professionalità e competenza sia gratuitamente a beneficio di tutti.
Con i nuovi servizi, l'Unione si rivolge ai minorati visivi, soci e non, ai lavoratori, del settore privato e pubblico, ai cittadini, alle famiglie, agli anziani, ai pensionati, a tutti coloro che abbiano bisogno di un servizio di assistenza patronale e di previdenza sociale.

Naturalmente, l'impegno dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti rimane sempre quello di garantire un Paese più civile, un Paese dove le persone con problemi visivi abbiano più rispetto e più dignità da parte delle Istituzioni.

Emanuele Ceccarelli

I ciechi e lo Shiatsu, una realtà in espansione, di Sauro Fani

Autore: Sauro Fani

Nello scorso  mese di ottobre, si è concluso a Firenze, in collaborazione con il Consiglio Regionale UICI della Toscana, il nono corso Shiatsu dedicato a ciechi ed ipovedenti, realizzato dall'Accademia Italiana Shiatsu Do.

Il primo dei 4 step formativi, giunto oramai alla sua nona edizione, ha visto in questi quasi 10 anni la partecipazione di circa un centinaio di non vedenti ed ipovedenti provenienti da tutta Italia, confermando così l'interesse sempre crescente verso questo tipo di disciplina evolutiva.

Che cos'è lo Shiatsu?
Tokujiro Namikoshi, il padre di questa tecnica di trattamento corporeo, affermava: "Lo shiatsu è l'abbraccio della mamma verso il bambino".

Per cercare di fare chiarezza e sgomberare i molti luoghi comuni, potremmo dire che lo shiatsu,
è considerata una disciplina 'evolutiva', la cui espressione tecnica si basa sul portare una serie di pressioni con il palmo della mano, con il pollice e con il gomito su determinate zone del corpo, e lungo percorsi energetici riconosciuti e studiati da millenni; proprio a causa del sostegno, l'avvolgenza e la cura che l'operatore porta nell'accompagnare colui che riceve il trattamento, si riscontra la diversità con alcune forme di massaggio tradizionale
dove si hanno impastamenti, sfregamenti, manipolazioni ecc, direttamente sulla pelle.
Lo shiatsu, di origine giapponese, nella sua forma di massimo rispetto per l'essere, si esercita sulla persona vestita, adagiata su comodi futon (materassini giapponesi); le caratteristiche di una pressione shiatsu sono la perpendicolarità, la costanza e la capacità di indurre un piacevole senso di benessere attraverso lo sblocco e la dinamizzazione di situazioni altrimenti stagnanti.
Come forma di terapia manuale dapprima denominata "Anma", questa tecnica nasce in Giappone  all'inizio del ventesimo secolo. Nel 1925 Tokujiro Namikoshi fonda la prima di una serie di scuole che nel 1940 portarono alla creazione dell'Istituto Giapponese di Shiatsu, chiamato oggi Nippon Shiatsu School.
A cavallo tra gli anni 60 e 70, il maestro Masunaga creò un proprio stile che si contraddistinse per una maggiore varietà delle tecniche utilizzate per unpreciso riferimento alla visione  taoista dell'uomo, peraltro molto diffusa in estremo oriente.
è interessante ricordare che, fin dagli inizi del ventesimo secolo, la pratica dell'Anma, e poi dello Shiatsu, era a quasi totale appannaggio dei ciechi , che potevano così garantirsi il sostentamento economico.
  Nel Giappone occupato dopo la seconda
Guerra mondiale, Il generale Douglas MacArthur proibì la pratica di ogni medicina tradizionale, quale agopuntura, moxibustione (Riscaldamento degli agopunti attraverso l'artemisia), e Shiatsu, ritenendo  Queste tecniche non scientifiche pertanto superflue.
Di conseguenza molti terapisti persero il lavoro , gettando molti ciechi nella più completa disperazione al punto da spingere qualcuno di essi al suicidio.
L' Associazione Giapponese dei Ciechi inviò  un messaggio di emergenza alla scrittrice, attivista ed insegnante statunitense sordo-cieca Helen Keller, chiedendo la sua intercessione. Ella scrisse al Presidente degli Stati Uniti Harry Truman, che a sua volta fece pressione sul Generale MacArthur, affinchè  questi cambiasse la legge in vigore.
Gli esperti di Shiatsu ed Agopuntura ciechi del Giappone onorano ancora la memoria di Helen Keller, e a Tokyo   è stata istituita una scuola di Shiatsu ed Agopuntura, soprattutto per i ciechi, chiamata appunto The Helen Keller Institute  .

Ma è agli inizi degli anni novanta che lo Shiatsu ha sviluppato un percorso autonomo producendo forme originali, e creando nuovi spazi finalizzati allo sviluppo di uno stato di migliore vitalità e benessere, di ottimizzazione delle risorse personali di tutti i soggetti coinvolti, contribuendo a strutturare e ad espandere un nuovo settore professionale che attiene alla qualità della vita, e che si colloca fuori dall'universo sanitario.
Oggi abbiamo professionisti shiatsu non vedenti, che prestano la loro opera  presso centri anziani, palestre, o in studi privati, e alcuni fisioterapisti e psicoterapeuti , che hanno integrato lo Shiatsu nella loro professione.
Ma l'aspetto più importante che preme sottolineare, è il potente valore d'integrazione sociale che questa disciplina estrinseca attraverso la sua diffusione.
Se per ognuno di noi oggi vi è una necessità sempre maggiore di reali ed autentici contatti interpersonali che prediligano i nostri sensi e sensibilità, questo concetto assume ancor più rilevanza per le persone affette da deficit visivo le quali, avendo sviluppato gioco forza una loro sensibilità non soltanto tattile, esaudiscono in pieno le prerogative di questa disciplina, in un CONFRONTO paritetico che dia l'opportunità di esprimere finalmente le potenzialità di ognuno.
Da circa 10 anni, la sede fiorentina dell'accademia Italiana Shiatsu Do, organizza questi percorsi formativi, grazie ad istruttori ed assistenti  che nel tempo, hanno maturato le necessarie competenze al fine di poter trasmettere con efficacia e semplicità, le particolari tecniche e posture utilizzate.
infatti, a differenza di quel che avviene nei corsi tradizionali, dove ogni posizione o sequenza viene dimostrata visivamente agli alunni che in un secondo momento dovranno ripeterla, qui verrà verbalizzato ogni movimento che gli allievi andranno poi ad eseguire, accompagnandoli così in un lavoro sia individuale che di gruppo.
Paradossalmente, considerando che i corsi sono adattati alle specifiche necessità di chi non vede o vede poco, ma che non vogliono e non debbono essere ad loro esclusivo appannaggio, gli allievi vedenti inseriti in questi corsi trovano particolarmente prezioso questo doppio canale di formazione visiva ed uditiva, innescando così quell'integrazione tra ciechi e vedenti, che nasce da un comune linguaggio del corpo.
Il corso prevede un primo incontro introduttivo nel quale si cominceranno a muovere i primi passi in questa disciplina. Per chi intende poi proseguire la formazione, le lezioni avranno  scadenza mensile, e saranno essenzialmente basate su esperienze pratiche. Non è richiesta alcuna preparazione in particolari discipline o materie, 'unica cosa necessaria , questo si, sarà avere la curiosità di scoprire una disciplina che, se affrontata con passione, può cambiare davvero in positivo il nostro modo di essere e di rapportarsi con il mondo che ci circonda.

 

Centro Regionale Sant’Alessio- Sospeso servizio di assistenza domiciliare per plurihandicap, di Tommaso Daniele

Autore: Tommaso Daniele

Al Commissario Straordinario del
Centro Regionale Sant'Alessio
Margherita di Savoia per i Ciechi
Via Odescalchi, 38
00147 Roma.

e-mail: commissario@santalessio.org

Gentile Dr. Matteini,

nella mia qualità di Presidente Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus, ente che per legge ha il compito di rappresentare e tutelare i minorati della vista in Italia, mi permetto di farmi portavoce delle numerose istanze provenienti non solo dal territorio della Regione Lazio circa la situazione in cui versa l'Istituto "S. Alessio", di cui Lei riveste la qualità di Commissario.

Purtroppo, mi risulta che il servizio di assistenza domiciliare per il plurihandicap erogato dall'Istituto sia stato sospeso.

Non ho certo bisogno di sottolineare l'importanza che tale servizio riveste per i non vedenti e le loro famiglie, soprattutto trattandosi dell'assistenza  domiciliare di coloro che soffrono anche di minorazioni aggiuntive alla disabilità visiva.

Naturalmente mi rendo conto che la difficoltà della situazione politico-amministrativa in cui versa la Regione Lazio non offra il terreno migliore su cui operare in un settore come quello del welfare, però non posso fare a meno di sottolineare come, anche in questa circostanza, siano i cittadini più deboli e più bisognosi di aiuto ad essere direttamente colpiti dalle mancanze delle amministrazioni pubbliche di riferimento.

Le sarei, quindi, particolarmente grato se potesse, nei limiti dei suoi poteri istituzionali, provvedere a riattivare il predetto servizio assistenziale erogato dall'Istituto a solo vantaggio di tutte quelle persone cieche e ipovedenti che rischiano di trovarsi in irrimediabili condizioni di disagio ed emarginazione sociale.

La ringrazio sin d'ora per l'attenzione che vorrà prestare alla presente, e rimango a Sua completa disposizione per ogni possibile forma di collaborazione.

In attesa di un cortese cenno di riscontro, l'occasione mi è gradita per porgerLe i più distinti saluti.

Il Presidente Nazionale
Prof. Tommaso Daniele

Io ho prenotato il mio Drone, di Pino Bilotti

Autore: Pino Bilotti

Prendendo spunto di un articolo del sole 24 Ore apriamo una finestra nel futuro e cominciamo a pensare che può succedere; di essere trasportati a destinazione da soli  con un'auto in piena autonomia.
I Droni, cioè velivoli di cielo, terra e mare automatici, che si muovono guidati dal computer.
Nati in ambiente militare, i Droni stanno in realtà trovando rapidamente applicazione nei settori civili.
Gli esempi più appariscenti sono le auto che si guidano da sole: un insieme di videocamere e sensori permette al computer di bordo di prendere decisioni non solo sulla guida ma anche sul percorso migliore da seguire e sul tipo di strada da percorrere.
Se da due anni Google ha reso celebre il tema, facendo percorrere oltre 140mila miglia alla sua automobile nella Bay Area, inclusi San Francisco e il Golden Gate bridge, i progetti ci sono in realtà da molto tempo.
Darpa (Defense advanced research projects agency), l'agenzia governativa Usa del dipartimento della Difesa che negli anni Sessanta ha progettato internet, organizza dal 2004 il Grand Challenge, la sfida per riuscire ad avere entro il 2015 un'auto che si guida da sola.
Ma dagli anni Settanta ci provano sia il Giappone che la Germania e l'Italia.
Da noi c'è stato il progetto Argo dell'Università di Parma, che ha realizzato le "Mille miglia in automatico" con hardware di comune uso (montato su una Lancia Thema) e che oggi ha creato il Viac international challenge.
Tuttavia, non va dimenticato il progetto europeo Eureka Prometheus (dal 1986 al 1995).
Però, dopo tanta buona ricerca, non è mai nato nessun progetto industriale.
Unico sbocco: il programma spaziale che ha usato alcune di queste ricerche per le varie rover inviate su altri pianeti.
Google (e altre aziende) sperano invece di cogliere una nuova ondata di opportunità offerte dal bisogno di dominare i flussi di traffico delle smart city: secondo Google gli incidenti mortali su strada calerebbero del 40 per cento.
Ma se il robot che guida su gomma dà inquietudine al grande pubblico, il drone su rotaia è più "amichevole".
Soprattutto per treni e metropolitane.
Le moderne linee vengono sempre più spesso realizzate senza bisogno dei macchinisti in cabina, e all'aeroporto di Heathrow è stato costruito un sistema di "ovetti" per 4 persone senza pilota che trasferiscono i passeggeri dal gigantesco parcheggio al Terminal 5, orchestrando una complessa serie di precedenze, svincoli e differenti destinazioni".
Allora, siamo pronti ?
Le nostre città ci potranno vedere viaggiare da soli e diventare autonomi. Le tecnologie e la ricerca diventa sempre più vicina alle persone non vedenti; dai percorsi  tattili informatizzati e parlanti, i cellulari con gli iPhone sempre più accessibili e gestiti  con comandi vocali.
Allora cominciamo a pensarci perché quello che sembrava irranggiungibile nel prossimo futuro diventa realtà.
Una trasformazione  tecnologica che vedrà i non vedenti sempre più liberi e autonomi e io ho già prenotato il mio Drone.

Pino Bilotti

Lettera al Presidente della Repubblica, di Santo Graziano

Autore: Santo Graziano

Egr. Sig. Presidente della Repubblica,
ieri si è celebrata la giornata internazionale del disabile.
Si legge che "Quest'anno il tema della stessa è Rimuovere le barriere per creare una società inclusiva ed accessibile per tutti".
Nell'occasione Ella non ha mancato di mostrare la Sua sensibilità verso il tema. Leggo fra l'altro che abbia detto: "Nella difficile situazione finanziaria ed economica che il Paese attraversa e che ha purtroppo acuito le condizioni di disagio delle categorie più deboli, ogni sforzo deve essere compiuto per preservare e sviluppare gli importanti risultati già ottenuti per assicurare un effettivo sostegno alle persone con disabilità".
Leggo inoltre su Repubblica, se non ho male interpretato, che Ella fra l'altro non ha mancato di sottolineare l'importanza del problema dell'inserimento nel mondo del lavoro delle persone disabili.
A prescindere da una mia errata interpretazione sono convinto comunque che Ella condivida questa priorità. Perciò mi permetto di richiamare la Sua attenzione su un grave fatto di esclusione di cui si starebbe rendendo colpevole la Pubblica Amministrazione e che stride parecchio sia con lo spirito della giornata di cui sopra che con quello della legislazione del nostro Paese: Costituzione, Legge 104/92, Legge Stanca.
In questi giorni è in atto la fase di preselezione relativa al concorso a 12.000 cattedre. Il Ministero ha attivato una piattaforma ove i candidati possono esercitarsi e venire a conoscenza dell'intero pacchetto di quiz dal quale verrà estratto quello delle prove d'esame.
Sig. Presidente, quella piattaforma, purtroppo, risulta inaccessibile alle tecnologie assistive utilizzate dai non vedenti; il che ha come conseguenza che appunto i candidati affetti da tale minorazione vengano esclusi dalla possibilità di conoscere l'intero pacchetto di quiz e di sottoporsi alle esercitazioni alla stregua degli altri. Ciò li pone in situazione di evidente svantaggio e discriminazione, palesando l'inaccessibilità di una piattaforma di cui si avvale la Pubblica Amministrazione.
In secondo luogo per tale prova è stato assegnato ai candidati disabili un tempo aggiuntivo (legge 104/92) di quindici minuti. Tale misura, sig. Presidente, non tiene in adeguata considerazione la notevole differenza di tempi richiesti dalla lettura silenziosa adottata da tutti i candidati e quella ad alta voce a cui dovranno ricorrere i partecipanti ciechi, ipovedenti o con gravi difficoltà di letttura. Fra l'altro i quiz non sono tutti di natura testuale, alcuni sono di tipo grafico, diagrammi ecc.
Ella comprende benissimo come la descrizione orale di un siffatto quesito richieda un tempo molto maggiore che non quello della comune osservazione visiva; questo elemento perciò finirebbe per assumere un ruolo quindi ulteriormente discriminante.
Visto lo stato avanzato delle operazioni, non mi resta che chiederLe molto gentilmente di adoperarsi affinché i candidati ciechi, ipovedenti e con gravi difficoltà di lettura vengano ammessi direttamente alla successiva fase di selezione. Questo non per un privilegio, ma per far fronte all'inadeguatezza con cui la Pubblica Amministrazione si è trovata ad affrontare un simile problema, con l'augurio che in analoghe occasioni successive la stessa possa giungervi meglio attrezzata dal punto di vista tecnologico e con una maggiore attenzione alla conoscenza dei differenti tempi necessari per l'espletamento di simili prove d'esame, nel rispetto dello spirito della Legge 104/92.
Desidero precisarLe infine che non sono uno dei candidati, né parente o amico di qualcuno di loro, ma più semplicemente un docente cieco in quiescenza, che da semplice cittadino segue le vicende della scuola del nostro Paese, e che ha a cuore il fatto che la selezione del personale docente venga operata nella maniera più efficace possibile: senza discriminare alcuno, se pur in maniera involontaria come in questo caso, perché ciò potrebbe far perdere l'acquisizione di risorse intellettuali utili, come purtroppo è già avvenuto in precedenti circostanze.
Con stima.
Santo Graziano