Da quando la legge Delrio ha cambiato natura istituzionale alle province sottraendo ad esse alcune competenze di carattere socioassistenziale, una pesante ed angosciosa incognita pesa sul destino degli studenti minorati sensoriali della nostra regione.
L’assistenza didattica domiciliare a questa tipologia di studenti infatti dovrà essere trasferita nelle competenze della Regione con apposita legge, ma ancora è difficile prevedere con quali risorse e quali modalità potrà essere erogato il servizio.
L’assemblea Legislativa delle Marche dovrà legiferare prima della scadenza elettorale, tuttavia i regolamenti attuativi e la gestione del servizio non potranno sicuramente essere definiti nei tempi brevi scanditi dalla prossima tornata elettorale.
Dunque siamo costretti a prendere atto che le autorità politiche delle Marche non hanno avuto la lungimiranza di lavorare con convinzione su proposte legislative che le associazioni dell’Unione Ciechi e dell’ENS avevano presentato già dal 2011; un impegno serio su tale materia avrebbe facilitato non poco le cose ora che la legislatura regionale sta per concludersi lasciando famiglie, studenti ed operatori nella massima incertezza.
A quanto sopra riportato, l’Unione dei Ciechi e degli Ipovedenti delle Marche deve aggiungere un altro aspetto ugualmente importante che, se trascurato, costituirebbe un gravissimo attentato al diritto all’istruzione degli studenti non vedenti: il rischio di non avere i libri scolastici trascritti ed accessibili. Le province avevano sino ad ora assicurato a questi studenti la trascrizione dei libri di testo. Ora tuttavia, con il passaggio delle competenze dalle province alla Regione, anche questa certezza è stata messa in discussione: l’alto costo dei libri trascritti del prossimo anno scolastico potrebbe ricadere sulle famiglie dei bambini se la Giunta Regionale, non adottasse una delibera volta ad assicurare alle famiglie il sostegno per questa spesa troppo impegnativa.
L’assessore Regionale ai Servizi sociali Luigi Viventi ha assunto un impegno a tale riguardo, ma se tutto si traducesse in un nulla di fatto, i genitori degli studenti e l’Unione Ciechi, prima che la Giunta Regionale decada, si vedrebbero costretti ad una decisa mobilitazione per riaffermare un diritto sancito dalla costituzione di questo paese.
Il Presidente Regionale U.I.C.I. Armando Giampieri
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Persone, associazioni ed istituzioni pubbliche: un mondo da ridisegnare, di Vincenzo Zoccano
Negli ultimi anni il rapporto fra le numerose associazioni di persone o famiglie con
disabilità è stato difficile, a tratti burrascoso, frammentato, in alcune circostanze, addirittura
quasi sparito.
Ciò si è tradotto fondamentalmente, in un grande indebolimento della capacità di fare
quadrato, di trarre energia dallo sforzo comune, da parte delle associazioni.
Chiaramente questo indebolimento ha causato una forte disaffezione da parte dei loro
iscritti .
Come se non bastasse, le istituzioni hanno pressoché abbandonato la cura e
l’attenzione per il rapporto con le associazioni, costrette quotidianamente a un vero e proprio
“braccio di ferro” costante e logorante fra loro e le istituzioni stesse, per ottenere questo o
quel beneficio, per il sostentamento o per l’applicazione di diritti addirittura già sanciti o la
promozione di altre norme a favore delle persone con disabilità e delle loro famiglie. A
complicare poi il quadro della questione, si aggiunge l’istituzionale vizio di usare i diritti
come merce di scambio con i fondi per il sostentamento delle associazioni stesse.
Quest’ultimo aspetto è piuttosto evidente agli “addetti ai lavori”, scarsamente o del
tutto invisibile alle basi associative che, non comprendendo i meccanismi nazionali di regole
non scritte, e a volte doverosamente dolorose e pesanti, si sentono smarrite e non
adeguatamente comprese e tutelate dalle loro stesse associazioni; da qui l’esigenza di non
rinnovare le loro iscrizioni e le adesioni, per ritrovarsi in balia di un pericoloso meccanismo
di “fai da te” o di servizi sociali che però possono mal interpretare i bisogni delle persone con
disabilità. Ciò accade non certo a causa dell’incompetenza degli operatori, ma soltanto per la
loro “non esperienza” rispetto a singole esigenze derivanti dalla specificità della loro
disabilità o dalla particolare patologia di cui la persona è portatrice.
A questo punto sarà facile comprendere che lo scollamento, il crearsi di una sempre
più profonda distanza, fra persone, associazioni e istituzioni è un risultato inevitabile ed è già
da tempo, un’amara realtà che si riflette negativamente sulla vita associativa o, peggio
ancora, sull’integrazione sociale di ogni persona con disabilità.
Che fare allora?
E’ presto detto analizzando quelle che sono le esigenze delle associazioni in rapporto al
loro confronto con le istituzioni, da cui emerge il seguente quadro:
per promuovere provvedimenti utili alle persone con disabilità e le loro associazioni, le
istituzioni pubbliche necessitano di un’interlocuzione unica, di un unico soggetto con cui
interagire, un vero e proprio collettore di istanze, necessità e problemi segnalati, che porti al
tavolo istituzionale le richieste delle associazioni, già concertate fra queste e con le dovute
mediazioni. Si tratterebbe quindi di portare un parere unitario, sottoposto alle associazioni
che ne fanno un’unica questione cui dare risposta, un unico documento con cui l’istanza di
uno, diventi l’istanza di tutti.
Ovviamente, resta ferma e chiaramente delineata, l’autonomia delle singole
associazioni a formulare precise domande, ma con un proporzionato peso specifico.
Questo modello organizzativo è già piuttosto ben rodato in Friuli Venezia Giulia,
Regione a statuto speciale che ha riconosciuto la Consulta Regionale delle Associazioni di
Persone Disabili e delle loro Famiglie, con propria legge; un organismo di coordinamento che
esprime parere obbligatorio sugli atti normativi e amministrativi (leggi, regolamenti e
delibere o determine), che impattino sull’azione della Regione in tema di disabilità.
Tale modello può essere senza dubbio replicato in tutte le altre regioni italiane e, con
le adeguate varianti, anche a livello di Governo nazionale.
Portare a compimento un simile progetto, sarebbe un enorme passo in avanti che il
mondo della disabilità compirebbe assieme alle istituzioni, per aprire una nuova era di
riforme che favorirebbero una reale inclusione delle persone con disabilità, una viva e vera
solidarietà fra le associazioni accanto ad un serio sostegno alle famiglie, unico e
fondamentale perno, soprattutto per quelle persone con disabilità più grave, che hanno una
scarsa o addirittura nulla, capacità di autodeterminarsi.
Credo fermamente che, dove vive bene una persona con disabilità, viviamo meglio
tutti. L’abilità residua fondamentale di ogni persona è la dignità che dev’essere garantita a
tutti.
Vincenzo Zoccano
Presidente della
CONSULTA REGIONALE
ASSOCIAZIONI DELLE PERSONE DISABILI
E DELLE LORO FAMIGLIE
DEL FRIULI VENEZIA GIULIA ONLUS
“Lavoro e pensione: lo stato dell’arte. Parliamone con gli amici di centralinoplus”. Slashradio: mercoledì 18 marzo 2015 – ore 16.00, di Luisa Bartolucci
I settori Informazione e Comunicazione, Stampa Sonora e Libro Parlato, in collaborazione con la lista “centralinoplus” ed il settore lavoro di questa Presidenza Nazionale, organizzano per mercoledì 18 marzo, con inizio alle ore 16.00 su Slashradio, una trasmissione on line dal titolo: ” Lavoro e pensione: lo stato dell’arte. Parliamone con gli amici di centralinoplus”. La trasmissione sarà condotta da Luisa Bartolucci. Prenderanno parte, tra gli altri, il responsabile del settore lavoro avv. Paolo Colombo, il dott. Emanuele Ceccarelli e, per la lista centralinoplus, i sigg. Luciana Brida, Giuseppe Fornaro, Salvatore Guarino, Giovambattista Fortini, Fabio Fornari e Luca Angelina.
Gli ascoltatori potranno scegliere, come di consueto, diverse modalità di intervento: tramite telefono contattando durante la diretta i numeri 0669988353, 066791758 o inviando e-mail, anche nei giorni precedenti la trasmissione, all’indirizzo diretta@uiciechi.it o ancora compilando l’apposito form presente nella pagina di Slashradio raggiungibile dall’home page del sito www.uiciechi.it. Ricordiamo, inoltre, che Slashradio è presente su Facebook con un proprio profilo.
Per collegarsi sarà sufficiente digitare la seguente stringa: http://www.hostingshoutcastpanel4.com:2199/tunein/unione.asx.
Il contenuto della trasmissione potrà essere riascoltato sul sito dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti all’indirizzo www.uiciechi.it/ArchivioMultimediale.
Vi attendiamo numerosi! Data la particolare importanza dell’argomento trattato, si pregano le nostre strutture provinciali di dare la massima diffusione al presente comunicato e di favorire nelle sezioni la creazione di folti gruppi di ascolto.
Spunti per il prossimo congresso UICI sulle tematiche inerenti l’organizzazione, di Claudio Romano e Marino Tambuscio
Lo scritto che segue, è datato novembre 2014, allorché si svolse a Napoli il ben noto convegno in preparazione del XXIII° Congresso, pertanto nella sua stesura non si è dato conto delle trasformazioni istituzionali (si veda il superamento degli enti provinciali e la creazione delle città metropolitane coi problemi connessi al trasferimento di competenze), trasformazioni che del resto sono tutt’altro che concluse.
Molto semplicemente ci auguriamo di fornire un contributo alla discussione precongressuale.
La preparazione di un congresso, quale quella che ci accingiamo ad intraprendere, non può prescindere dalla necessità di ripensare in maniera strutturale l’organizzazione dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.
L’associazione, infatti, è lo strumento che ci deve consentire di difendere e se possibile sviluppare le conquiste acquisite in questi anni.
A tale scopo, è indispensabile dotarsi di una struttura associativamente forte, agile ed efficiente, in grado di interagire con una realtà sociale estremamente complessa e di far fronte alle richieste d’intervento che le odierne criticità richiedono.
Il prossimo 23° congresso dovrà innanzitutto operare una profonda revisione statutaria riducendone la ponderosità in favore di un regolamento avente il compito di disciplinare la gestione della quotidianità delle strutture centrali e territoriali, lasciando alle norme statutarie il compito di tracciare le linee d’azione generali del sodalizio.
Prima di indicare sia pure sommariamente alcune linee d’intervento che a nostro avviso potranno fornire utile supporto all’elaborazione della piattaforma congressuale, riteniamo utile ribadire alcuni elementi fondanti del “cambiamento” associativo che auspichiamo; l’organizzazione, infatti, è tema squisitamente politico, non potendosi prescindere nell’affrontarlo, dagli obbiettivi che si vogliono perseguire.
L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti si schiera senza esitazione per la difesa dei diritti di universale rappresentanza che la nostra Costituzione garantisce, pertanto si ritiene parte fondamentale dello schieramento sociale che intende difendere il carattere a prevalenza pubblica dello stato sociale, nonché del sistema scolastico teso a realizzare per tutti il diritto allo studio.
Il conseguimento di sempre nuovi traguardi verso una sempre maggiore inclusione sociale che la nostra unione ha perseguito fino dalla sua fondazione, è incompatibile con la pretesa di modernizzare la società livellando in basso diritti e condizioni di vita di lavoratori e cittadini, siano disabili o no.
Su questa base, crediamo di sottoporre al convegno alcune riflessioni e proposte che, ci auguriamo, potranno essere utili elementi di discussione in vista del prossimo congresso.
1 – Dei soci
La necessità di perseguire un rafforzamento organizzativo strutturale della nostra associazione, nei prossimi cinque anni, dovrà essere al centro del nostro lavoro e se non si vorrà correre il rischio di perdere le ragioni del nostro ruolo nella società, deve rappresentare un obbiettivo ineludibile.
In particolare, tenuto conto della preoccupante tendenza ormai consolidata del calo degli iscritti e della attuale situazione organizzativa delle nostre strutture territoriali, quel rafforzamento organizzativo si impone.
Per avviare e approfondire il tema sopra descritto, è opportuno riportare preliminarmente i dati relativi agli iscritti negli anni 2009/2013:
ANNO 2009 49.134
ANNO 2010 46.728
ANNO 2011 44.139
ANNO 2012 42.363
Anno 2013 42.418
Anche se grazie ad alcuni interventi mirati da parte della Direzione e del Consiglio nazionale, il fenomeno della riduzione degli iscritti nel 2013 pare si sia arrestato, il fenomeno, deve continuare a preoccupare non poco e dunque vanno “messe in campo” le iniziative più efficaci affinché le nostre Sezioni provinciali, siano nelle condizioni di ampliare la loro offerta di servizi ai soci.
E’ del tutto evidente che se continuasse la tendenza degli ultimi anni, nel giro di un decennio, il numero degli associati scenderebbe a meno di 30 mila con la perdita di fatto dell’Unione della reale rappresentanza della categoria che rimarrebbe purtroppo solo sulla carta.
In argomento, non è più possibile rimandare una vera e propria azione per una politica associativa a 360° a favore degli ipovedenti.
2) Delle Sezioni
Del tutto legato al tema del numero degli associati, è senza alcun dubbio, l’operatività delle Sezioni provinciali.
In svariate occasioni, si è posto il bisogno di avviare una “manutenzione straordinaria” delle nostre sezioni provinciali vincolando la loro possibilità di mantenere il ruolo di sezione provinciale, alla condizione di disporre di precisi “standard minimi” (circ. 8/2012).
I molteplici adempimenti amministrativi e statutari che anche le sezioni più “povere” di risorse umane e finanziarie devono ottemperare obbligatoriamente, determinano l’impiego dei già scarsi mezzi di queste strutture per far fronte alla redazione di bilanci, verbali e mille altri obblighi amministrativi.
Se quei dirigenti e quelle poche risorse umane e finanziarie fossero liberati dalle “carte”, potrebbero impegnare quelle risorse per una presenza ed un’azione più capillare sul loro territorio che nello stesso tempo, potrebbe accrescere il numero e la qualità dei servizi da erogare ai cittadini disabili visivi e conseguentemente il numero degli iscritti.
L’attuale riordino delle provincie, la loro probabile soppressione e la grave situazione economica del Paese hanno prodotto una difficile congiuntura istituzionale ed un ridimensionamento dei contributi degli enti locali i quali non sono più nelle condizioni di mantenere gli stessi importi degli anni scorsi destinati alle attività dell’Unione.
Anche per tale ragione, è doveroso interrogarsi seriamente se non sia ormai giunto il momento di immaginare una nuova forma organizzativa dell’Unione sul territorio nazionale.
In tal senso, un certo numero di sezioni, dovranno trasformarsi in rappresentanze zonali.
Si tratterà di valorizzare le stesse rappresentanze zonali con il necessario ed opportuno aggiornamento del loro ruolo, delle risorse e composizione prevedendo tra l’altro, l’assegnazione al coordinatore della rappresentanza il ruolo di consigliere sezionale a tutti gli effetti.
Nell’immediato, dovremmo comunque intervenire per ripensare la nostra presenza sul territorio accentrando alcuni servizi e parte dei compiti amministrativi a livello regionale.
Operazione questa che per la sua fondamentale e strutturale importanza, deve trovare sostegno economico dalla sede centrale:
finanziare attraverso il fondo sociale, quei progetti dei Consigli regionali mirati a fornire alle Sezioni provinciali un servizio di contabilità, news letter, comunicazione, gestione anagrafico soci ect.
In ogni caso, ogni Consiglio regionale dovrà chiedere alle Sezioni di competenza, di assolvere il compito di garantire ai soci alcuni standard minimi da definire a seconda del numero degli iscritti e delle loro particolari condizioni.
oltre ai richiamati ed ineludibili interventi strutturali da adottare, per sottolineare la considerazione e l’imprescindibilità dell’ascolto e quindi della conoscenza da parte della “testa” nei confronti del “corpo” associativo si possono immaginare tra le iniziative da promuovere:
– la partecipazione del Presidente nazionale ad almeno una riunione per ogni Consiglio regionale nel corso del suo mandato;
– lo svolgimento di alcune riunioni degli organi centrali da tenersi sul territorio.
– prevedere nell’organigramma nazionale, l’affidamento a tre referenti territoriali (nord, centro e sud) l’incarico di responsabile dei rapporti tra la sede centrale e le strutture territoriali.
3) dei Consigli regionali
Considerato che il nostro Paese non ha una organizzazione dello Stato di tipo federale e dunque, le competenze fondamentali delle tematiche d’interesse relative ai nostri scopi statutari rimangono in capo al Governo nazionale ed al Parlamento ed alla conferenza Stato Regioni (benefici economici delle prestazioni dell’INPS, l’integrazione scolastica, l’avviamento al lavoro, libro parlato, servizio civile, legge 379/94, legislazione delle ONLUS ed APS, ect) e che l’attuale impostazione dei consigli regionali, essendo che risponde positivamente alle esigenze di rappresentatività, autonomia politica, gestionale, organizzativa ed amministrativa”, il ruolo dei Consigli regionali non necessita di particolari interventi di carattere strutturale.
Tuttavia potrà rendersi necessaria l’attribuzione di nuovi compiti ai Consigli Regionali, con particolare riferimento a eventuali nuove articolazioni dello stato, nonché in relazione alla costituzione di un fondo per la gestione di risorse ricavate da operazioni sul patrimonio.
Claudio Romano
Marino Tambuscio
6 novembre 2014
VII° meeting online dei lettori di Kaleidos – mercoledì 11 marzo 2015 ore 15.00-18.00, di Luisa Bartolucci
I settori Informazione e Comunicazione, Stampa Sonora e Libro Parlato organizzano per mercoledì 11 marzo 2015, con inizio alle ore 15.00 e termine alle ore 18.00, il 7° meeting dei lettori di “Kaleîdos”.
Quest’anno si è pensato di offrire uno spazio particolare a quanti scrivono poesie, volendo così partecipare a modo nostro alla giornata mondiale della poesia.
La Giornata Mondiale della Poesia è stata istituita dalla XXX Sessione della Conferenza Generale Unesco nel 1999. Con essa si riconosce all’espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo e della comprensione interculturali, della diversità linguistica e culturale, della comunicazione e della pace. La celebrazione della Giornata Mondiale della Poesia rappresenta “l’incontro tra le diverse forme della creatività, affrontando le sfide che la comunicazione e la cultura attraversano in questi anni”, spiega Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco. “Tra le diverse forme di espressione, infatti, ogni società umana guarda all’antichissimo statuto dell’arte poetica come ad un luogo fondante della memoria, base di tutte le altre forme della creatività letteraria ed artistica”.
Quanti desiderassero partecipare con propri componimenti poetici, che verranno letti ed interpretati dagli speaker del Centro Nazionale del Libro Parlato, possono inviare le proprie poesie, in numero non superiore a tre, all’indirizzo e-mail lp@uiciechi.it entro e non oltre mercoledì 4 marzo p.v., inserendo nel messaggio anche il recapito telefonico al quale si vuole essere contattati, nonché una breve presentazione di sé e dei propri scritti.
Nel corso del programma, inoltre, la scrittrice Barbara Mariani presenterà il suo libro “ALOHA Alito di Vita! Non solo cancro” molto presto disponibile anche tra i titoli del nostro Centro Nazionale del Libro Parlato. Naturalmente saranno apprezzate anche le testimonianze delle rappresentanti provinciali e regionali delle pari opportunità dell’Unione che volessero condividere e socializzare quanto fatto sul territorio anche in occasione della giornata internazionale della donna.
Verrà, come di consueto, data risposta ai quesiti, alle e-mail ed alle telefonate dei nostri ascoltatori i quali potranno scrivere e/o prenotarsi per intervenire, anche nei giorni immediatamente precedenti, o contattando la sig.ra Mariolina Lombardi ai numeri di telefono 06 69988376 oppure 06 69988411 od inviando e-mail al nostro indirizzo diretta@uiciechi.it o, ancora, utilizzando nel corso del programma le nostre linee 0669988353 – 066791758, o l’apposito form di “Slashradio” raggiungibile dall’home page del sito www.uiciechi.it. Ricordiamo, inoltre, che Slashradio è presente su Facebook con un proprio profilo.
La trasmissione sarà condotta da Luisa Bartolucci. Nel corso dell’incontro verranno messi in palio simpatici premi mediante piccoli giochi e/o quiz.
Anche questa trasmissione diverrà un cd realizzato in formato mp3. Chi volesse riceverlo a titolo assolutamente gratuito, può farne richiesta sin da ora al nostro ufficio stampa, o scrivendo, anche in braille, all’indirizzo Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS, Via Borgognona 38 – 00187 Roma o inviando una e-mail all’indirizzo ustampa@uiciechi.it, o telefonando al numero 06 69988376.
Vi attendiamo numerosi dunque, nella speranza di scambiarci opinioni, buone prassi, nell’auspicio di costruire qualcosa insieme e, perchè no, anche di conoscerci meglio e comunicare in forma più diretta.
Appuntamento, dunque, alle 15.00 dell’11 marzo!
Per collegarsi sarà sufficiente digitare la seguente stringa: http://www.hostingshoutcastpanel4.com:2199/tunein/unione.asx.
Il contenuto della trasmissione potrà essere riascoltato sul sito dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti all’indirizzo www.uiciechi.it/ArchivioMultimediale dal giorno successivo.
Si pregano le nostre strutture provinciali di dare la massima diffusione al presente comunicato e di favorire nelle sezioni la creazione di folti gruppi di ascolto.
Rubrica di Slashradio “Chiedi al Presidente”, di Mario Barbuto
Care amiche, cari amici,
vi rammento che il 25 febbraio dalle 16,30 alle 17,30 andrà in onda la rubrica “Chiedi al Presidente” tramite il nostro canale web di Slashradio. La rubrica andrà in onda ogni ultimo mercoledì del mese, sempre dalle 16,30 alle 17,30.
Durante la trasmissione, nel mio ruolo di Presidente nazionale, risponderò in diretta a tutte le domande che gli ascoltatori vorranno rivolgermi.
Le domande saranno libere, sena filtri e potranno toccare tutti gli aspetti della nostra attività associativa e tutti i temi concernenti la vita dei ciechi e degli ipovedenti italiani.
Le modalità di contatto per indirizzare le domande o intervenire in trasmissione sono:
e-mail, all’indirizzo chiedialpresidente@uiciechi.it
modulo web, all’indirizzo http://www.uiciechi.it/radio/radio.asp
telefono, ai numeri 06 69988353 – 06 6791758
Vi attendo numerosi per dare vita a un dialogo diretto che ci aiuti a crescere e a migliorare.
Mario Barbuto
Ipovedenti: “Lotta alla Retinite Pigmentosa: 20/20, verso una migliore condizione visiva”. Slashradio: martedì 24 febbraio – ore 15.00, di Angelo Mombelli
I settori Informazione e Comunicazione, Stampa Sonora e Libro Parlato, in collaborazione con la Commissione Nazionale Ipovedenti, organizzano per martedì 24 febbraio p.v., con inizio alle ore 15.00, su Slashradio, una trasmissione on line dal titolo: “Lotta alla Retinite Pigmentosa: 20/20, verso una migliore condizione visiva”.
Come a vostra conoscenza, la retinite pigmentosa è una patologia di origine genetica che ancora oggi è una delle maggiori cause di cecità nel mondo occidentale. Per fortuna la ricerca per contenerne gli effetti ha compiuto passi significativi negli ultimi anni, anche nel nostro paese. Durante la trasmissione si parlerà quindi delle ricerche in corso, della nuova strumentazione per la riabilitazione e dell’impianto della retina artificiale.
La trasmissione sarà condotta da Luisa Bartolucci e vedrà la partecipazione del Professor Luca Rossetti, Direttore della Clinica Oculistica dell’Ospedale San Paolo, centro di riferimento della Regione Lombardia per la Ritinite Pigmentosa, del Professor Filippo Cruciani, Responsabile dell’UOC Oftalmologia A dell’Università Sapienza di Roma, e del nostro Angelo Mombelli, Responsabile operativo della Commissione Nazionale Ipovedenti dell’UICI.
Quanti tra gli ascoltatori volessero intervenire in trasmissione con contributi particolari o per porre quesiti sull’argomento, potranno contattare nei giorni precedenti la trasmissione la sig.ra Mariolina Lombardi al numero: 06-69988376, od inviare una e-mail all’indirizzo ustampa@uiciechi.it.
Gli ascoltatori potranno in ogni caso scegliere, come di consueto, diverse modalità di intervento: tramite telefono contattando nella diretta i numeri 0669988353, 066791758 o inviando e-mail, anche nei giorni precedenti la trasmissione, all’indirizzo diretta@uiciechi.it o ancora compilando l’apposito form di Slashradio.
Per collegarsi sarà sufficiente digitare la seguente stringa: http://www.hostingshoutcastpanel4.com:2199/tunein/unione.asx.
Il contenuto della trasmissione potrà essere riascoltato sul sito dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti all’indirizzo www.uiciechi.it/ArchivioMultimediale.
Vi attendiamo numerosi! Si pregano le nostre strutture provinciali di dare la massima diffusione al presente comunicato e di favorire la creazione di folti gruppi di ascolto nelle sedi sezionali.
Aggiornamento “eValues” per windows, di Salvatore Romano
Considerato che da molti lettori abbiamo ricevuto conferme che con “windows8” il programma di gestione quotidiani “eValues” non funziona regolarmente, abbiamo apportato delle modifiche che ai nostri test sono risultate positive.
Vi preghiamo in ogni caso di segnalarci, come sempre fate, eventuali malfunzionamenti.
L’intero pacchetto, comprensivo anche del nuovo eseguibile, può essere prelevato dal seguente indirizzo: http://www.uiciechi.it/servizi/cnt/ArchivioFile/Evalues%20Pc.zip
Di seguito alcune istruzioni che sono anche contenute all’interno del pacchetto.
Copiare il file comdlg32.ocx nella cartella del programma e in
“c:\windows\sysWOW64\”
Confermare la sovrascrittura del file nel caso fosse già presente.
Registrare l’ocx.
1) aprire il prompt dei comandi(Amministratore)
2) digitare regsvr32 c:\Windows\SysWOW64\comdlg32.ocx e dare invio appare un messaggio in cui viene segnalato che l’oggetto è stato registrato con successo.
Rilanciare il programma per verificare se funziona.
Le ragioni di una… richiesta d’incontro al Presidente Nazionale, di Nicola Stilla
Nel gennaio del 2014 scrissi un articolo che fu pubblicato dalla nostra stampa; si intitolava “l’Unione che vorrei”. Circa venti mesi prima della celebrazione del 23° Congresso Nazionale, con quell’articolo, resi noto che a quel Congresso, mi sarei candidato alla Presidenza Nazionale dell’Unione.
Due mesi dopo, il sottoscritto e l’attuale Presidente Nazionale, nel documento “Le ragioni di una scelta” dichiaravamo, tra l’altro, di essere entrambi interessati a candidarci in occasione del 23° Congresso Nazionale alla carica di Presidente Nazionale.
I passaggi che sono seguiti a quel documento li ho ricordati nel mio articolo “XXIII Congresso Nazionale dell’Unione: un po’ di chiarezza e rilancio DI UN PROGETTO” pubblicato sempre dalla nostra stampa nel dicembre scorso; in quell’ultimo articolo ho inteso rilanciare la mia candidatura a Presidente Nazionale della nostra organizzazione.
Scusandomi per aver dovuto fare il riassunto delle puntate precedenti, tornato al presente, permettetemi una riflessione: credo sia del tutto legittimo che qualcuno abbia potuto ritenere prematuro il mio annuncio di candidatura, ma credo altrettanto legittimo pensare che altri, quell’annuncio, lo faranno solo quando converrà loro farlo. Come dire… tutto ciò fa parte di un normale confronto, di una normale competizione; se è vero che a pensare male si fa peccato però qualche volta s’azzecca, è probabile che qualcuno faccia anche un po’ di tattica (candidature ad orologeria?), pure quella perfettamente legittima.
Allora dov’è il problema?
Un problema è che nella quasi secolare storia dell’Unione, o per lo meno negli ultimi decenni, non ci si è mai trovati in presenza di più candidature alla carica di Presidente Nazionale; ha fatto eccezione il Congresso del 2010: di questo va dato atto e merito all’amico Mario Barbuto, allorché egli, ad un paio di mesi dal Congresso, decise di candidarsi a quella carica e giustamente chiese di poter “correre” disponendo di “pari opportunità” rispetto al candidato Tommaso Daniele.
In risposta al mio articolo del dicembre scorso, Mario Barbuto così, tra l’altro, scriveva:
“Voglio ribadire, comunque che io non ho ancora preso alcuna definitiva decisione sulla mia eventuale candidatura. Solo se l’Unione riterrà che io possa essere ancora utile e se personalmente mi riterrò davvero all’altezza del compito immane che attende il presidente nei prossimi cinque anni, potrò considerare una mia eventuale candidatura”.
Caro Mario, vedi, questo è il nocciolo del problema: tu dici ”solo se l’Unione riterrà che”. Nell’incontro che ti ho chiesto il mese scorso (sarebbe stato bello trasmetterlo in streaming) ti avrei domandato: che cosa vuoi dire quando scrivi “Solo se l’Unione riterrà che”?
Chi stabilisce che cosa significa questa tua affermazione se non disponiamo di regole per dare a tutti la possibilità di capire quando e come l’Unione ritiene legittima una candidatura??
Correttamente, mi hai fatto notare che il nostro Statuto ed il nostro Regolamento non prevedono in proposito norme che possano darci un indirizzo a cui fare riferimento; è proprio perché consapevole di quella assenza di regole, che ti ho chiesto di poterti incontrare; a quella richiesta mi hai risposto che era prematuro.
In attesa dei tuoi tempi (ognuno ha i suoi), serenamente, mi sovviene di interrogarmi così: era davvero troppo presto cercare (sottolineo cercare) di ragionare tra amici, ed ancor meglio tra gentiluomini, per trovare una modalità magari condivisa per darci da qui al Congresso strumenti ed opportunità tali da garantire ai candidati già “in campo” ed a quelli che eventualmente verranno, le possibili (e sottolineo possibili) “pari opportunità” per competere?
Una Precisazione…
Lasciamo ora da parte le candidature annunciate e quelle in divenire, e mi sia consentito, senza polemica, di fare una precisazione circa il rammarico del Presidente Nazionale per il fatto che, mentre era aperta in Parlamento la partita della legge di stabilità, qualcuno pensasse alla propria candidatura. Come se una cosa potesse impedire od ostacolare l’altra. Il Presidente sa, o dovrebbe sapere, che mentre riproponevo la mia candidatura, ho procurato – tra l’altro, e sottolineo tra l’altro! – un incontro a Roma con Matteo Salvini, al quale ha partecipato anche lo stesso Presidente, con qualche componente della Direzione Nazionale. A Roma si era molto impegnati per la legge di stabilità, e non solo per quella? Beh, anche sul territorio ci si è mossi per la legge di stabilità e il Presidente Nazionale questo lo sa molto bene; come sa molto bene che anche localmente non si è lavorato solo per quella. La mia agenda è a disposizione…
Allora, dov’è il problema?
Un Dubbio…
Caro Presidente, forse pensi che fare la “vittima”, evocando “gufi” alla Renzi e biasimando coloro i quali perdono il proprio tempo a candidarsi mentre tu sei oberato di lavoro, possa essere di qualche utilità per accattivarsi oggi la simpatia e il consenso, domani i voti, magari del 23° Congresso Nazionale?
Chi vivrà vedrà…
Nicola Stilla
L’accesso agli studi musicali per le persone con disabilità visiva: la tradizione e le prospettive offerte dalle nuove tecnologie, Redazionale
CONVEGNO
Verona, 27 febbraio 2015
Ore 15:00
Sala dei Cavalieri
Palazzo Ridolfi, in stradone Maffei 3 Verona
Contesto di riferimento
Sebbene la musica, in quanto arte dei suoni sia totalmente accessibile ai non vedenti, gli studi musicali, in Italia, in Europa e nel resto del mondo, sono in rapida decadenza.
Il metodo Braille (1829) fu inventato ed applicato fin dall’inizio proprio alla musica, per dare cioè la possibilità ai ciechi di “leggere e scrivere” la musica, e non solo di suonare o cantare esclusivamente ad orecchio.
Fino alla fine degli anni Settanta gli studi musicali hanno dato a migliaia di ciechi in Europa la possibilità di affermarsi in campo concertistico, o di lavorare talvolta con risultati eccellenti come maestri di musica; centri di produzione musicali e biblioteche musicali per ciechi fiorivano in ogni Paese Europeo, anche nei Paesi più piccoli.
Le nuove tendenze in campo metodologico e didattico, e l’affermarsi del modello di scolarizzazione integrata, al di là delle buone intenzioni, hanno contribuito a determinare un abbandono degli studi musicali.
La tendenza ad utilizzare una grande varietà di fonti, spesso difficilmente prevedibili (fotocopie, ritagli di riviste, informazioni reperibili in rete non sempre accessibili), non facilita il compito degli studenti con disabilità visiva e dell’insegnante, considerando la maggior lentezza dei canali non visivi (tatto e udito), rispetto alla vista e la necessità di predisporre in tempo utile il materiale di lavoro, in modo da “tenere il passo”, con la classe; sappiamo infatti quanto questo è importante, sia ai fini della autostima, sia per l’immagine dell’alunno con disabilità presso i compagni, con le note implicazioni sul processo di apprendimento e sul livello di inclusione.
Venendo al tema specifico degli studi musicali, o più precisamente dell’alfabetizzazione musicale, va precisato che l’ostacolo principale è costituito forse dalla distanza fra la notazione musicale comune (per i vedenti) e la notazione musicale Braille, unico strumento che consente un accesso diretto e personale allo spartito musicale, qualitativamente equivalente con la lettura visiva.
Infatti, mentre è abbastanza agevole e veloce ottenere la versione Braille di materiale testuale, dove gli elementi iconico o pittografici non siano prevalenti, lo stesso non si può dire per gli spartiti musicali.
La notazione musicale comune, infatti, visualizza lo spartito nella sua struttura e nei suoi elementi caratterizzanti (omofonia / polifonia, disegno melodico, presenza di moduli ritmici, rapporti fra le parti, presenze di segni dinamici, agogica, ornamenti, eccetera); la disposizione dello spartito sulla pagina stampata corrisponde al funzionamento della vista, che è il senso del panorama e della globalità.
Il tatto per contro è il senso della prossimità e della piccola estensione; preferisce di gran lunga operare con schemi e modelli semplici, lineari e facilmente concettualizzabili.
Per queste ragioni l’informazione musicale, nella pagina Braille, è disposta come nella pagina letteraria, ossia su righe consecutive, che vanno lette da sinistra a destra, l’una dopo l’altra. E come se ciò non bastasse, i segni Braille non possono in alcun modo richiamare alla mente il loro significato musicale, In altri termini, note, pause, alterazioni, ed ogni altro simbolo musicale, sono rappresentati in Braille con simboli che non hanno alcun legame logico o emotivo con il loro significato. Tutto quindi viene affidato al lavoro di interpretazione, che deve tener conto di un complesso di regole molto precise, ma non certo semplici, e soprattutto molto demotivanti specie per i principianti.
La pagina musicale Braille, anche per il lettore esperto, somiglia molto ad una città ricca di punti di interesse, ma senza vetrine e senza insegne, per cui il musicista può ritrovare tutti gli elementi dello spartito solo nel momento in cui il dito lettore si imbatte in quel determinato segno; un po’ come guidare nella nebbia più fitta. Il lettore non vedente quindi non dispone di un sistema di localizzazione comodo e veloce, come il suo collega vedente.
Questo stato di cose, ossia la distanza fra le due notazioni, la caratteristica dello spartito Braille, assimilabile ad una sorta di scatola nera come abbiamo detto, richiederebbe la reperibilità di personale esperto in grado di insegnare, soprattutto in fase iniziale.
Le principali conseguenze sono gli alti costi ed i tempi lunghi di produzione di materiale Braille, difficoltà di comunicazione didattica fra insegnanti, soggetto non vedente e soggetto normovedente.
A questa difficoltà relativa alla notazione, se ne aggiunge un’altra, legata alle peculiarità del canale tattile: a differenza dell’esecutore vedente, il non vedente non è in condizioni di leggere e suonare contemporaneamente, salvo il caso del canto e del solfeggio, in quanto le mani del non vedente sono il suo strumento di lettura.
Sulla base delle considerazioni su accennate, non è troppo difficile immaginare che gli studenti di musica siano ormai poche mosche bianche, che magari hanno un familiare musicista, o particolarmente dotati, o ancora hanno la fortuna di incontrare una costellazione di circostanze favorevoli, ma sono eccezioni che purtroppo confermano la regola.
Per altro verso la normativa sui conservatori musicali non prevede l’impiego di una qualunque figura di supporto, sostegno o mediazione didattica nel caso di studenti non vedenti, a differenza di quanto avviene per l’Università. Ciò non esclude ovviamente lodevoli eccezioni peraltro conosciute troppo poco.
Nonostante tutti questi ostacoli, non mancano esempi di interpreti non vedenti, anche celebri, e un notevole numero di persone che si dedicano alla musica, ma, dobbiamo ribadirlo, in questo campo pur così significativo, il principio delle pari opportunità sembra offuscato, mentre si fa ricorso a soluzioni tampone, fra cui ricordiamo l’apprendimento ad orecchio e la cosiddetta musica parlata, che altro non è se non la descrizione verbale, dal vivo o registrata, dello spartito musicale; imparare ad orecchio e musica parlata si possono combinare in varie maniere, ma non riescono a riprodurre la precisione e la flessibilità della lettura diretta attraverso il Braille.
La tecnologia e le nuove prospettive
Nel corso degli anni, soprattutto grazie ai fondi europei, sono stati realizzati vari programmi software ed alcuni servizi online, che fanno parte di un mosaico ispirato al principio delle “pari opportunità” nell’accesso agli studi musicali, le cui tessere più significative sono:
– il progetto PLAY2 (2001-2003), che ha prodotto fra l’altro la prima versione del programma Braille Music Editor, oggi distribuito dalla Biblioteca Italiana per i Ciechi di Monza, e uno dei pochi risultati di progetti europei che ha avuto un qualche seguito;
– il progetto Ebrass (2004-2005), che ha realizzato una piccola ma preziosa biblioteca musicale online;
– il progetto Contrapunctus (2006-2009), che ha realizzato il formato Braille music xml, il software Braille Music Reader e il software Resonare.
Tutti questi progetti hanno potuto trarre beneficio da alcune circostanze esterne favorevoli:
a) la realizzazione del formato Music xml, ossia di un linguaggio descrittivo formalizzato, specifico per descrivere uno spartito musicale utilizzando informazioni digitalizzate, quindi elaborabili da un computer; Music Xml è uno standard di fatto, compatibile con oltre 100 pacchetti commerciali di editoria musicale;
b) l’affermarsi ed il perfezionarsi delle cosiddette tecnologie adattive e delle tecnologie assistive, ossia di quei programmi e di quegli apparati che consentono al non vedente di interagire con il computer in maniera efficace e confortevole. Tali tecnologie consentono di utilizzare contemporaneamente ed in maniera molto flessibile diversi canali sensoriali: vista, tatto ed udito. In tal modo, ad esempio lo spartito musicale può essere ascoltato, in tutto o in parte, a parti separate, per frammenti significativi; leggerlo in Braille, su carta o su display, a seconda delle necessità; stamparlo in Braille o in notazione comune; leggerlo visivamente (per l’insegnante o il collega vedente).
Il team europeo che ha lavorato insieme per oltre 10 anni si è sforzato di ottimizzare le possibilità offerte dalla tecnologia e dall’ingegno (software), ispirandosi ad alcune idee forza:
a) sostituire per quanto possibile le funzioni visive che entrano in gioco nella lettura di uno spartito musicale, o attraverso il software, oppure utilizzando le apparecchiature in maniera appropriata;
b) arricchire di riferimenti validi la città senza vetrine e senza insegne di cui si parlava sopra, trasformandola così in una città navigabile con le risorse disponibili;
c) ridurre al minimo le barriere di comunicazione fra la persona non vedente (che può essere lo studente, ma anche l’insegnante, il direttore di coro, e la persona vedente -allievo, insegnante, corista ).
I progetti succitati hanno aggiunto nel tempo le singole tessere al mosaico, che ora, a buon diritto, può essere considerato un vero e proprio ambiente didattico inclusivo interattivo, plurisensoriale e necessariamente multimediale per gli studi musicali, capace quindi di costituire una opportunità, di inclusione scolastica e sociale, fino ad oggi del tutto inimmaginabile.
L’ultimo progetto Europeo, in ordine di tempo, MUSIC4VIP ha tentato di rispondere alla necessità di costruire tutti gli strumenti didattici, in termini di unità didattiche, manuali, corsi pilota, che dovrebbero, secondo le nostre aspettative, mettere a frutto il lavoro svolto in oltre dieci anni, consegnando alle giovani generazioni, ma anche a tutte le persone non vedenti d’Europa e fuori d’Europa, uno servizio completo che consenta loro finalmente di far rinascere la importante tradizione degli studi musicali.
Per concludere con una metafora, fino ad oggi gli sforzi sono stati dedicati a costruire l’automobile (il software), e l’autostrada (il formato Braille Music XML), ma mancavano gli autisti, o meglio, non esisteva la patente di guida. Ora abbiamo anche quella!
E per il futuro?
Per prima cosa occorre mantenere il software didattico aggiornato, anche in relazione alle nuove piattaforme mobili.
Occorrono ora norme efficaci, che diano concretezza ai buoni principi, che riconoscano anche allo studente non vedente il diritto di avere insegnanti preparati; abbiamo bisogno di diffondere i risultati e di migliorarli, il che richiede non solo risorse economiche, ma richiede impegno da parte del Sistema Scolastico. Occorre infine attivare le energie vive fra insegnanti, dirigenti, amministratori, le stesse famiglie, perché la storia dell’umanità è fatta anche di processi reversibili. E se la musica era in auge fino a 40 anni fa, perché non può tornare? Non perché ogni cieco sia anche un bravo musicista, ma per dare a tutti i ciechi la opportunità di studiare musica come i vedenti.
Tolstoy diceva che “la bellezza salverà il mondo”, e la bellezza per i ciechi è prima di tutto musica.
Il convegno è aperto a:
– Musicisti non vedenti
– Rappresentanti delle associazioni dei ciechi
– Famiglie di ragazzi ciechi
– Docenti delle scuole musicali e dei conservatori di musica
– Autorità scolastiche
– Responsabili politici locali
– Assistenti scolastici
– Stampa specializzata (rivista per gli insegnanti, per i musicisti
Con il contributo di
Interventi
15:05 Saluto di Benvenuto
Prof. Matteo Sansone
(Dirigente Scolastico Liceo Montanari)
15:00 Saluto delle Autorità presenti
I Sessione
Moderatore Prof. Giuseppe Nicotra
(Ufficio Interventi educativi UST di Verona)
15:15 Alfabetizzazione musicale e la sua importanza per una formazione efficace degli studi per i non vedenti.
Prof. Antonio Quatraro
(Presidente IRIFOR Firenze)
15:30 Musica Braille e nuove tecnologie, soluzioni didattiche musicali possibili grazie alle nuove tecnologie
M° Luigi Mariani
(docente cieco di pianoforte conservatorio di musica statale di Torino)
15:45 L’educazione musicale dei ciechi nel Regno Unito e le prospettive future grazie alle nuove tecnologie
Mr. Jonathan Darnborough
(Director of Studies in Music Departmental Lecturer in Music – Oxford University)
16:00 Nuove tecnologie per la produzione dei testi musicali in formato Braille elettronico
Prof. Giovanni Bertoni
(Arca progetti srl)
16:15 Le codifiche musicali e le implicazioni didattiche pratiche per i giovani non vedenti
Dott. Nadine Baptiste
(IRIT – University Paul Sabatier Toulouse) 16:30 Produzione dei testi musicali in Braille, l’esperienza della biblioteca polacca Edwina Kowalika
Ms. Helena Jakubowska
(Presidente biblioteca musicale Braille EK)
16:45 Le nuove tecnologie per la musica accessibile: come queste nuove opportunità possono essere sfruttate in modo da aumentare il livello di motivazione verso gli studi musicali nelle giovani generazioni
M° Direttore Leopoldo Armellini (Direttore Conservatorio di Musica di Padova)
17:00 L’accesso agli studi Musicali per i non vedenti in Germania
M° Horst Großnick
(Istituto dei ciechi di Colonia)
17:15 Pausa
II Sessione
17:30 Tavola Rotonda
Partecipanti: tutti i relatori
Ogni partecipante può avere solo 3 minuti per la sua risposta.
Q1 Qual è l’innovazione più rilevante introdotta dalle nuove tecnologie?
Q2 Quali possono essere le aspettative in termini di miglioramento delle legislazioni nazionali in materia di studi di musica per gli studenti non vedenti?
Q3 in che modo il progetto MUSIC4VIP ha contribuito alla cittadinanza europea?
18:30 Discussione Aperta
19:30 Conclusioni
Prof. Antonio Quatraro
19:30 – 20:30 Concerto pianistico di giovani musicisti ciechi
Per ulteriori informazioni contattare via email: giuseppe.nicotra@istruzioneverona.it