AUTONOMIA A SCUOLA E NON SOLO

Autore: Redazionale

L'I.Ri.Fo.R. (ISTITUTO DI FORMAZIONE PER LA RIABILITAZIONE E LA RICERCA) di Caserta organizza

"AUTONOMIA A SCUOLA E NON SOLO".

 Si tratta di un percorso formativo rivolto a docenti, operatori del terzo settore e a tutti coloro che volessero acquisire conoscenze teoriche e pratiche, indispensabili a supportare l'autonomia scolastica ed extrascolastica dei minorati della vista.
 il percorso formativo si svolgerà presso i locali della sezione provinciale U.I.C.I. (UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI) di Caserta, ubicati in via V. Lupoli n.40 – Caserta, avrà una durata di 63 ore, suddivise in tre moduli.
 i contenuti spaziano dal braille, agli ausili tiflodidattici e tifloinformatici, sino alle dinamiche relazionali con il disabile visivo nell'ambito familiare ed interpersonale.
 il corso avrà inizio lunedì 24 settembre e proseguirà il lunedì, mercoledì e giovedì dalle ore 15 alle ore 18, sino al completamento delle 63 ore previste.
a conclusione del percorso formativo sarà rilasciato attestato di frequenza dall'I.Ri.Fo.R., ente accreditato presso il Ministero dell'istruzione.
 si precisa che l'attestato in parola sarà rilasciato subordinatamente alla frequenza di un monte ore pari almeno all'80% del monte ore sopra indicato.
 il percorso formativo prevede un contributo a carico dei partecipanti pari ad euro 100,00.
Per maggiori info e per manifestare il proprio interesse,è possibile consultare il sito internet:

www.uicicaserta.it

oppure cliccare qui:

http://www.uicicaserta.it/readnews.php/s00/7

VISITA AL GIARDINO BOTANICO DEL NEVEGAL

Autore: Stefano Pellini

Domenica 19 luglio 2012 l'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti ha organizzato per i suoi soci una visita al Giardino botanico "Monte Faverghera" in Nevegal, 16 ettari con oltre 1700 specie di flora alpina presente. Hanno partecipato alla giornata ed alla visita guidata una trentina di persone: soci ed accompagnatori. La lezione sulla flora alpina delle nostre Dolomiti, condotta dal responsabile dell'Ufficio Territoriale per la biodiversità, Sig. Antonio Andrighetti, è stata un'esperienza gratificante, che ha suscitato interesse, curiosità e meraviglia nei partecipanti. Dopo l'analisi e la spiegazione di tre ore circa del Sig. Andrighetti, i nostri soci hanno potuto "vedere" annusando le essenze e sfiorando piante, muschi e rovi, ciò che era appena stato spiegato. L'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Belluno ringrazia il Cfs e il Sig. Andrighetti in particolare, la cui preparazione, l'impegno e la capacità di comunicazione, sono i frutti di una reale passione per il proprio lavoro, per la possibilità di aver reso visibile ai nostri soci la bellezza e ricchezza naturalistica della nostra montagna.
La giornata è proseguita con un pranzo tutti insieme al ristorante "La Casera" ed il rientro a Belluno.

Stefano Pellini

Rilevazione degli apprendimenti degli studenti con disabilità visiva

Autore: Tommaso Daniele

Al Commissario Straordinario
gent.mo Paolo Sestito

INVALSI. Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione
protocollo@invalsi.it

 

Rilevazione degli apprendimenti degli studenti con disabilità visiva

 

La nostra Unione, organizzazione non lucrativa di utilità sociale, esercita funzioni di rappresentanza e di tutela degli interessi, morali e materiali, delle persone con disabilità visiva, funzioni  riconosciute con decreto-legge del Capo Provvisorio dello Stato 26 settembre 1947, n. 1047, e confermate con decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978.
Per l'azione che svolge, anche in collaborazione con gli Enti ad essa collegati o da essa dipendenti (la Biblioteca Italiana per i Ciechi, la Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi, la Sezione Italiana dell'Agenzia per la Prevenzione della Cecità, l'I.Ri.Fo.R. e il Centro Nazionale del Libro Parlato), la nostra Unione partecipa ai tavoli istituzionali che hanno, per materia, la disabilità.
In particolare, per decreto del 30 dicembre 2011 del Ministro dell'Istruzione, la nostra Unione è componente della Consulta delle Associazioni, istituita in seno all'Osservatorio Permanente per l'Integrazione degli Alunni con Disabilità.
Ciò dato, ci permettiamo, signor Commissario, di pregarLa di volerci concedere di incontrarLa, per avere il Suo avvertito ed autorevole parere sulle condizioni con le quali gli allievi, ciechi ed ipovedenti, partecipano alle rilevazioni nazionali degli apprendimenti scolastici, specie a quelle che hanno valore di  prova di esame di Stato.
Confidiamo che, con la squisita sensibilità che il Sottosegretario di Stato all'Istruzione, Marco Rossi Doria, ci ha assicurato esserLe propria, vorrà, signor Commissario, acconsentire al colloquio.
Per la sinteticità cui è doveroso attenersi quando ci si rivolge a persone chiamate ad alte funzioni e responsabilità, ci limitiamo, molto brevemente, a richiamare la Sua attenzione sulle seguenti circostanze:
• La facoltà concessa agli alunni e agli studenti, ciechi ed ipovedenti, di disporre delle prove di valutazione in formato elettronico o in caratteri braille non è sufficiente a garantire che le medesime prove risultino comprensibili, rimossi i riferimenti visivi e gli elementi grafici in esse contenuti.
• In assenza di tale garanzia, è possibile una sottovalutazione dei livelli degli apprendimenti, sottovalutazione che diventa pregiudizievole qualora concorra, come attualmente accade negli esami di Stato conclusivi del primo ciclo d'istruzione, alla definizione delle votazioni individuali.
• I risultati delle prove, se, per misura anti-distorsiva, non entrano nelle analisi statistiche di carattere generale, possono, tuttavia, essere impiegati per verificare, per via comparativa, se e quanto il contesto sociale, il sistema educativo nel suo complesso e gli assetti organizzativi e le pratiche didattiche delle singole scuole e classi incidono sul successo scolastico degli allievi, ciechi ed ipovedenti.
Sperando di poter esporre più diffusamente le nostre ragioni nell'incontro, che contiamo ci vorrà accordare, La ringraziamo, signor Commissario, e Le porgiamo i nostri migliori saluti.

IL PRESIDENTE NAZIONALE
Prof. Tommaso Daniele

Stato di disoccupazione – Richiesta intervento

Autore: Tommaso Daniele

Prof.ssa Elsa Fornero
Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali
Via Veneto, 56 – 00187 Roma
Fax 06 4821207
segreteriaministrofornero@lavoro.gov.it

Dott.ssa Francesca Valle
Capo della Segreteria
caposegreteriaministrofornero@lavoro.gov.it

Prof.ssa Laura Piatti
Segreteria tecnica del Ministro
segreteriatecnica@lavoro.gov.it

Stato di disoccupazione – Richiesta intervento

In occasione della recente entrata in vigore della Legge 28 giugno 2012, n. 92, rubricata "Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita", questa Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ritiene di particolare importanza richiamare l'attenzione di codesto onorevole dicastero su alcune recenti modifiche alla normativa disciplinante l'iscrizione alle liste di collocamento, che riguardano anche i lavoratori disabili e che potrebbero creare problemi di non semplice soluzione nell'immediato futuro.
Infatti, fra le numerose disposizioni che interessano il mercato del lavoro, l'art. 4 della legge ha introdotto alcune novità in materia di collocamento al lavoro, e in particolare di accesso alle liste di collocamento che trovano applicazione anche nei confronti dei lavoratori disabili, andando fra l'altro a modificare il Decreto Legislativo 21 aprile 2004, n. 181, il cui art. 4, comma 1, così disponeva prima dell'entrata in vigore della riforma citata:
"Le Regioni stabiliscono i criteri per l'adozione da parte dei servizi competenti di procedure uniformi in materia di accertamento dello stato di disoccupazione sulla base dei seguenti principi:
a) conservazione dello stato di disoccupazione a seguito di svolgimento di attività lavorativa tale da assicurare un reddito annuale non superiore al reddito minimo personale escluso da imposizione. Tale soglia di reddito non si applica ai soggetti di cui all'articolo 8, commi 2 e 3, del Decreto Legislativo 1 dicembre 1997, n. 468;
b) perdita dello stato di disoccupazione in caso di mancata presentazione senza giustificato   motivo alla convocazione del servizio competente nell'ambito delle misure di prevenzione di cui all'articolo 3;
c) perdita dello stato di disoccupazione in caso di rifiuto senza giustificato motivo di una congrua offerta di lavoro a tempo pieno ed indeterminato o determinato o di lavoro temporaneo ai sensi della legge 24 giugno 1997, n. 196, nell'ambito dei bacini, distanza dal domicilio e tempi di trasporto con mezzi pubblici, stabiliti dalle Regioni;
d) sospensione dello stato di disoccupazione in caso di lavoro subordinato di durata inferiore a sei mesi".
Come è evidente, il requisito dello stato di disoccupazione, prima della riforma, era riconosciuto ai seguenti soggetti:
1) tutti coloro che sono senza lavoro e dichiarino l'immediata disponibilità allo svolgimento di un'attività lavorativa;
2) tutti coloro che, pur lavorando, non percepiscano un reddito annuo superiore al reddito minimo personale escluso da imposizione.
Sennonché, allo stato attuale la summenzionata disposizione è stata riformata dall'art. 4, comma 33, della citata legge n. 92/2012 nella seguente modalità:
1) la lett. a) è abrogata;
2) alla lett. c), le parole: "con durata del contratto a termine o, rispettivamente, della missione, in entrambi i casi superiore almeno a otto mesi, ovvero a quattro mesi se si tratta di giovani" sono soppresse;
3) la lett. d) è sostituita dalla seguente: "sospensione dello stato di disoccupazione in caso di lavoro subordinato di durata inferiore a sei mesi".
La modifica apportata alla lett. a) si rivela tanto più grave ed inspiegabile se letta in relazione al collocamento mirato previsto per coloro che sono affetti da disabilità ai sensi della legge n. 68/99.
Infatti, il nuovo testo normativo comporta l'automatica impossibilità di iscrizione alle liste speciali del collocamento obbligatorio per tutti quei giovani disabili, anche non vedenti, che abbiano svolto lavori o incarichi saltuari di qualsiasi natura anche se retribuiti in misura esigua.
Si ha ragione di temere che la disciplina, così modificata, comporterà non poche problematiche in relazione alla conservazione dello status di disoccupato a tutti quei lavoratori con disabilità anche grave come la cecità che trovino impieghi o incarichi di carattere saltuario.
Infatti, diverse strutture territoriali dell'Unione hanno già segnalato casi di giovani lavoratori ciechi o ipovedenti, promettenti e qualificati professionalmente, che, pur avendo percepito redditi di fatto insignificanti derivanti da occupazioni saltuarie, si sono visti respingere l'iscrizione alle liste speciali di collocamento per mancanza, appunto, del requisito della disoccupazione.
Questa conseguenza appare in aperto contrasto con la ratio della legge stessa, dal momento che va a penalizzare proprio le categorie che trovano maggiore difficoltà per entrare nel mercato del lavoro, ovvero soggetti che sono contemporaneamente giovani e disabili.
Sarebbe, quindi, necessario un tempestivo intervento, su impulso del Ministero direttamente interessato per materia, volto ad individuare possibili modifiche al testo della legge, con particolare riguardo al reinserimento di un tetto reddituale connesso all'individuazione dello stato di disoccupazione almeno per le categorie a maggiore rischio di esclusione dal mercato del lavoro.
Data la rilevanza sociale della problematica esposta, si confida in un benevolo accoglimento della presente richiesta e, in attesa di un cortese cenno di riscontro, si porgono distinti saluti.

IL PRESIDENTE NAZIONALE
(Prof. Tommaso Daniele)

 

Bolzano: Incontro fra i soci e cultura alla gita di 2 giorni dell’Unione Ciechi e Ipovedenti al Festival della Musica di Bregenz

Autore: Josef Stockner

Si è svolta dal 27 al 28 agosto la gita di 2 giorni dei soci dell’Unione Ciechi e Ipovedenti dell’Alto
Adige al Festival della Musica di Bregenz. Vi hanno partecipato 47 ciechi e ipovedenti e i loro
accompagnatori per assistere l’opera “André Chenier” di Umberto Giordano; le visite guidate al
palcoscenico galleggiante più grande al mondo e alla città di Bregenz hanno completato il
programma. Durante i due giorni si sono presentate numerose occasioni per conoscersi a vicenda
e per scambiare informazioni ed esperienze, non solo tra i minorati della vista stessi ma anche tra
gli accompagnatori.

Nella tarda mattinata del 27.08 i partecipanti provenienti da tutto l’Alto Adige hanno raggiunto
Bregenz. Dopo il pranzo, passeggiando lungo il lago, hanno raggiunto il palco dove, tramite visita
guidata hanno avuto una prima impressione della strabiliante rappresentazione dell’opera in
programma la sera stessa. È stata spiegata la simbologia dell’enorme testa pesante 60 tonnellate
che si innalza sopra il lago creando così il palcoscenico. Durante la rappresentazione, cantanti e
ballerini si muovono proprio su questa struttura. Inoltre sono stati descritti i splendidi costumi, le
parrucche pompose e gli effetti speciali che oltre alla musica rendono così particolare lo
spettacolo. Dopo tutte queste illustrazioni la gioiosa attesa era grande. Purtroppo, causa
temporale, l’esibizione è stata dovuta essere spostata nella sala del Festspielhaus. Pertanto del
rigoglioso evento è rimasta pressoché solo la musica, la quale però è stata forse gioita in modo
ancor più intenso visto che mancavano i numerosi svaghi che sarebbero stati offerti all’occhio.
Il giorno seguente i partecipanti hanno visitato Bregenz, capoluogo del Vorarlberg che conta

28.000 abitanti. Sono stati illustrati sia fatti storici che attuali; inoltre è stata raggiunta la città alta,
che costituisce la parte vecchia di Bregenz. Il programma si è concluso con un pranzo al lago. Nel
pomeriggio il gruppo ha intrapreso il viaggio di ritorno verso l’Alto Adige.
La sezione provinciale di Bolzano dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS riunisce
i minorati della vista di tutti e tre i gruppi linguistici, li rappresenta e tutela i loro interessi, fornisce
aiuto per l'espletamento delle pratiche di pensione e simili, procura ausili tiflotecnici e aiuta nella
presentazione delle relative domande di contributo, si occupa sia della formazione professionale
che dell’inserimento nel mondo del lavoro e organizza soggiorni estivi nonché attività culturali per giovani e adulti. L’Ufficio dell’Unione si trova in Via Garibaldi 6 a Bolzano – Tel. 0471-971117, sito
internet www.unioneciechi.bz.it

Info: Josef Stockner, Presidente dell’Unione Ciechi e Ipovedenti
Tel.: 0471/971117
e-mail: info@unioneciechi.bz.it
Web: www.unioneciechi.bz.it

IL PRESIDENTE
-cav. Josef Stockner –

POLLICA, IL 3 AGOSTO PRENDE IL VIA IL PROGETTO UN MARE DI SCIENZA

Autore: Vincenzo Massa

POLLICA, DAL 3 AL 12 AGOSTO VIAGGI AL BUIO NEL MUSEO DEL MARE DI PIOPPI IN COLLABORAZIONE CON LA SEDE UICI DI SALERNO

La sezione provinciale UICI " L. Lamberti" di Salerno parteciperà dal 3 al 12 agosto ad una splendida iniziativa chiamata " Un mare di  scienza" L'iniziativa sarà realizzata presso il Castello Vinciprova di Pioppi, che fu arrivo della penultima tappa e partenza dell'ultima del raid in pedalò del 2010, frazione del comune di Pollica. L'iniziativa vede insieme l'Associazione Mare Nostrum., la Fondazione Idis Città della Scienza, Legambiente Campania, Teatro Le Nuvole e la nostra sezione. La manifestazione, oltre a prevedere vari momenti di animazioni e attività laboratoriali, ha voluto prevederedei viaggi al buio nel muso vivo del mare. La preziosa e forbita guida del nostro dirigente, prof. Pasquale Mondelli, fornirà a tutti i fruitori di questa iniziativa informazioni e sensazioni che porteranno alla scoperta dei tesori del museo vivo del mare attraverso le sensazioni del tatto lungo questo percorso al buio all'interno del museo.  Le sensazioni del mare attraverso le parole del dott. Mondelli siamo certi che aiuteranno a scoprire qualcosa in più del mondo dei minorati della vista. Ecco perché la sezione provinciale UICI di Salerno non è voluta mancare a questa iniziativa che sicuramente porterà alla nascita di nuove ed interessanti collaborazioni anche per il futuro. Ricordiamo che il castello Vinciprova dove si svolgerà la manifestazione, sorge in uno dei comuni più belli del parco nazionale del Cilento, Pollica.  Ecco in dettaglio le date in cui sono programmate  questi viaggi al buio.     
Il 3 agosto, giorno inaugurale della manifestazione,e si ripeterà nei giorni 4, 5,7, 9 per concludersi il giorno 11. Le serate avranno inizio alle ore 21. Per prenotare le visite basterà chiamare lo 0974/905059 o il 3358418472.
Ulteriori informazioni possono essere ricavate da l sito- www.museodelmarevivo.it
Vincenzo Massa

 

 

 

Cosa s’intende per disabilità visiva. Nozioni, chiarimenti e l’importanza dello sport.

Autore: Patrizia Onori

La maggior parte delle persone, si chiede cosa intendiamo esprimere quando pronunciamo il termine non vedente.
Molto spesso trovandoci di fronte ad un individuo con disabilità visiva, ci troviamo a disagio poichè ci viene a mancare quel contatto principale che serve come intesa fra gli individui, cioè lo sguardo.
Bisogna innanzitutto pensare, che quando s'incontra un non vedente per strada, s'incontra una persona come tutte le altre, con qualche difficoltà in più dovuta al fatto che non può esplorare ciò che lo circonda con la stessa facilità di un vedente.
Tra i ciechi, come tra tutte le persone del mondo, ci sono quelli più socievoli e quelli più solitari.Fra i soggetti con disabilità visiva, vi sono anche gli ipovedenti.
La parola ipovedente, indica un soggetto che ha grossi problemi di vista e che non rientra nel concetto di ciecità assoluta.
In Italia si calcola che gli ipovedenti siano circa un milione. Per la maggior parte si tratta di anziani che hanno subito una diminuzione della loro capacità visiva in età adulta.
La vita di un non vedente e di un ipovedente sicuramente non è facile, ma tuttavia oggi il destino di un disabile visivo, non è segnato come sarebbe potuto esserlo cento anni fa.
Oggi un disabile visivo può studiare, può lavorare, può accedere alle informazioni più varie.
Non è facile accorgersi dei problemi visivi dei neonati. Se la ciecità è assoluta lo si può capire fin dai primi mesi di vita. Il consiglio è quello di
rivolgersi ad un oculista specializzato nella diagnosi precoce delle minorazioni visive. La vostra ASL vi saprà indicare il centro specializzato più vicino.
Fino al 1976 i ciechi e gli ipovedenti dovevano frequentare le scuole elementari e talvolta anche le medie all'interno di istituti speciali. Questi istituti fornivano personale specializzato, sussidi didattici adeguati e la possibilità di confrontarsi continuamente con altri ragazzi affetti dalla stessa minorazione, ma comportavano lo sradicamento del bambino cieco o ipovedente dall'ambiente familiare e sociale in cui era nato e la pressoché totale assenza di confronto con i coetanei vedenti, se si eccettua il fatto che gli studenti più meritevoli erano ammessi a frequentare gli istituti superiori presenti nella città, sede dell'istituto speciale.
La tecnologia mette a disposizione degli studenti molti strumenti che possono facilitare notevolmente le attività didattiche, dai tradizionali registratori a cassette ai computer.
Per la scrittura in Braille, oltre alle tradizionali tavolette, che possono essere usate nella prima fase di apprendimento di questa scrittura che si basa
su una serie di combinazioni di puntini incisi sulla carta, è bene introdurre fin dall'inizio l'uso della macchina dattilobraille.
Inoltre, la scrittura braille, anche se purtroppo oggi con l'arrivo del computer se ne fa sempre un uso minore, è molto importante per un non vedente, in quanto rappresenta il vero contatto con le lettere che è pari al contatto di un vedente con la scrittura in nero.
Per gli ipovedenti è indispensabile anzitutto individuare all'interno della classe una posizione che faciliti la lettura della lavagna e che fornisca al banco la luce sufficiente per poter leggere e scrivere. Poiché l'ipovedente è costretto a tenere la testa molto vicina al foglio che sta leggendo, è opportuno prevedere l'uso di sedie e banchi ergonomici.
Per quanto riguarda il mondo lavorativo, tradizionalmente i non vedenti sono stati avviati ad alcune professioni: centralinista, massaggiatore e fisioterapista, insegnante, musicista. Nel corso degli anni il Parlamento ha emanato leggi speciali che facilitano l'inserimento dei ciechi in questi ambiti.
Molto spesso ci si chiede cosa può fare veramente un cieco da solo: Il cieco può svolgere autonomamente molte mansioni, purché apprenda le tecniche che gli consentono di svolgere i propri compiti senza l'uso della vista.
In Italia esistono molte persone che hanno frequentato corsi di formazione professionale al fine di conseguire le competenze che consentono di insegnare
ad un cieco ad arrangiarsi nelle varie situazioni, sia dentro che fuori casa.
Il disabile visivo, può accedere autonomamente anche alla lettura di libri e giornali, o con l'aiuto di una persona che li legge ad alta voce, o prelevandoli da appositi siti internet.
In Italia esistono vari centri che trascrivono libri in braille o li registrano su cassette. Si possono trovare molti testi classici della letteratura italiana e di altre letterature, molti manuali, romanzi, saggi, ecc. Alcuni centri effettuano anche la stampa o la registrazione di libri particolari su richiesta.
Per quel che riguarda la tecnologia, negli ultimi decenni sono stati inventati diversi strumenti che consentono ai ciechi ed agli ipovedenti di compiere attività che prima non erano alla loro portata o, se lo erano, richiedevano uno sforzo e delle capacità particolari. Tra tutte le innovazioni tecnologiche, la più significativa è sicuramente il computer.
Il computer consente ai ciechi ed agli ipovedenti di leggere, scrivere, giocare, reperire informazioni, intrattenere rapporti sociali tramite Internet e la posta elettronica.
Tramite l'ausilio di un programma di sintesi vocale, il non vedente è anche in grado di poter gestire autonomamente il cellulare.
Nel campo della telefonia mobile sono disponibili alcuni programmi per la lettura del display mediante sintesi vocale per i telefoni Nokia.
I non vedenti e gli ipovedenti possono praticare anche diverse attività sportive, sia a livello amatoriale che agonistico: ginnastica, nuoto, sci, ciclismo (tandem), judo, atletica leggera… e l'elenco potrebbe continuare. Esistono anche due sport specifici per non vedenti chiamati torball e goalball, che consiste nel giocare con una palla che rotolando emette dei suoni.
In molte province, Tra cui Latina nella quale esiste l'associazione dilettantistica polisportiva U.I.C. Nuova Latina Onlus, ci sono gruppi sportivi che si occupano di queste attività.
Per l'esercizio sportivo, va aperta una particolare parentesi, poichè questo oltre a mantenerci in forma, favorisce la socializzazione ed in modo particolare l'orientamento, in quanto rende al minorato della vista la possibilità di muoversi all'interno di ambienti aperti o chiusi.
Tutto questo è di fondamentale importanza per il disabile visivo, poichè lo stimola, lo rende più sicuro, e lo rende in grado di svolgere quotidianamente la maggior parte delle attività giornaliere.
Il tutto inoltre, permette ai non vedenti e agli ipovedenti, di essere inseriti meglio nel contesto sociale, mettendo così in risalto le loro capacità fisiche e mentali.
In fine: i non vedenti e gli ipovedenti, sono persone comuni che se messe in grado, per la maggior parte svolgono attività al pari di quelle di tutti; ma bisogna dire che molti di essi, sono persone sensibili, generose e con tanta volontà di fare, e soprattutto di dare agli altri e di farsi conoscere.
Concludiamo dicendo che rispetto alle persone normodotate, le persone non vedenti ed ipovedenti, hanno un altro modo di vedere il mondo; ma anche se in maniera diversa, cioè con gli occhi della mente e dell'anima, percepiscono ciò che li circonda proprio nello stesso modo nel quale possono vederlo gli altri.

Patrizia Onori

Florinda Trombetta alle paralimpiadi di Londra

 La nostra atleta Florinda Trombetta è entrata ufficialmente a far parte dell'equipaggio di canottaggio per disabili (adaptive rowing) che parteciperà
alle prossime Paralimpiadi in programma a Londra dal 29 agosto al 9 settembre 2012.
 
Nel "4 con", Florinda, sarà in equipaggio con Mahila Di Battista, Pierre Calderoni, Andrea Marcaccini e il timoniere Alessandro Franzetti.

L'appuntamento è per il 31 agosto, nelle acque del Dorney Lake di Eton, con le batterie. Sabato 1 settembre avranno luogo gli eventuali ripescaggi mentre le finali sono previste domenica 2 settembre.
 
Alla nostra Florinda vanno i nostri più sinceri complimenti per aver raggiunto questo importante traguardo!
 
Gruppo Sportivo Dilettantistico Non Vedenti Milano ONLUS
Via Vivaio, 7
20122 Milano
tel/fax: +390276004839
Email:
info@gsdnonvedentimilano.org

Web:
www.gsdnonvedentimilano.org

Non c’è più tempo da perdere: la Direzione Nazionale dichiara lo stato di emergenza del lavoro dei ciechi e degli ipovedenti

Autore: Tommaso Daniele

La riunione dei Presidenti regionali prima e la Direzione Nazionale poi, hanno accolto con entusiasmo la mia proposta di dichiarare lo stato d'emergenza del lavoro dei ciechi.
Sono anni che ci scontriamo con il muro di gomma del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e con la pigrizia delle Regioni, senza cavare un ragno dal buco; sono anni che poniamo quesiti sui contributi figurativi in presenza dei profondi mutamenti intervenuti nel frattempo in materia previdenziale; sono anni che interroghiamo il Ministero sul concetto di posto-operatore da quando le nuove tecnologie hanno ridotto notevolmente lo spazio lavorativo dei ciechi e degli ipovedenti; sono anni che chiediamo allo stesso Ministero di individuare nuove professioni lavorative per i ciechi e gli ipovedenti ed un intervento nei confronti della Conferenza delle Regioni per l'attuazione del decreto Salvi del 2000 che individua tre nuove attività lavorative: l'addetto alle relazioni con il pubblico, il gestore di banche dati e l'operatore di marketing. Ma il risultato è stato sempre lo stesso: il silenzio o vaghe promesse.
Sembrava che le cose potessero cambiare dopo l'incontro del 2011 con il Ministro Sacconi, che aveva mostrato grande attenzione e disponibilità per le nostre problematiche e sembrava voler porre termine ad un così lungo, deplorevole periodo di inerzia; cosa che indusse la Direzione Nazionale a
conferirgli il Premio Braille nonostante si sapesse che il Ministro era l'ispiratore della famigerata riforma sull'assistenza.
Poi, la crisi di Governo: non ci hanno riservato migliore trattamento i nuovi inquilini del Ministero del Lavoro; più volte, sia pure fugacemente, ho avuto occasione di porre il problema del lavoro dei ciechi e degli ipovedenti al Sottosegretario Maria Cecilia Guerra e allo stesso Ministro, anche in occasione dell'ultima riunione dell'Osservatorio sulla disabilità. Il Viceministro, Michel Martone è stato avvicinato dal responsabile del settore lavoro, Paolo Colombo ed è stato destinatario di numerose missive da parte dei nostri uffici. L'unico risultato ottenuto è stato un incontro con il Direttore Generale del Ministero, dr. Raffaele Tangorra, che è stato gentilissimo ma risultati finora non ne abbiamo avuti.
Uguale trattamento abbiamo avuto dal Ministero della Pubblica Istruzione al tempo del Ministro Maria Stella Gelmini, che nella sua riforma degli istituti tecnici ha completamente dimenticato i ciechi e gli ipovedenti.
Si ha la sensazione che la nuova classe politica, influenzata anche dalle altre associazioni di disabili e dalla Confindustria, che ci vedono come dei privilegiati, considerino le leggi speciali del collocamento dei ciechi e degli ipovedenti come qualcosa di superato e che ci sia la voglia di inserirci nelle regole del collocamento obbligatorio degli altri disabili obbedendo alla logica  perversa di voler fare parti uguali tra disuguali.
Non possiamo, non vogliamo e non dobbiamo accettare tutto questo, dobbiamo, invece, tutti insieme innalzare la bandiera della resistenza, forti delle nostre buone ragioni; il lavoro, insieme all'istruzione, ha sempre costituito la via maestra per la piena conquista dell'integrazione sociale.
Paolo Bentivoglio sosteneva che "il lavoro è luce che ritorna", io mi permetto di aggiungere che il lavoro è lo strumento per la conquista della dignità di ogni uomo e in particolare dei ciechi e degli ipovedenti che devono sempre dimostrare di essere più bravi degli altri per essere considerati cittadini con pari dignità.
Dobbiamo innalzare, dunque, la bandiera della resistenza e dar vita ad una campagna di sensibilizzazione e di protesta insieme. È davvero singolare che ci si voglia privare del lavoro proprio oggi che la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, firmata e ratificata dal nostro Governo, ne affermi la intangibilità senza se e senza ma per tutti i disabili del mondo.
Non c'è più tempo da perdere, dobbiamo difendere le leggi speciali senza falsi pudori e pretendere che esse siano estese ad altre categorie di lavoratori ciechi ed ipovedenti. Le leggi speciali sono il frutto dell'intelligenza dei nostri predecessori che hanno saputo dimostrare che le possibilità lavorative dei ciechi sono largamente inferiori a quelle degli altri disabili; non costituiscono, quindi, un privilegio ma una dura necessità.
Le leggi speciali costituiscono anche una difesa contro il pregiudizio dei datori di lavoro che ancora oggi, nonostante le grandi prove di professionalità dei ventimila lavoratori ciechi, non li assumono volentieri e si oppongono con pervicacia in Parlamento alle modifiche migliorative della legge 113 del 1985 (centralinisti telefonici) e della legge 29 del 1994 (terapisti della riabilitazione). Ad onore del vero, a tale pregiudizio hanno notevolmente contribuito anche quei lavoratori ciechi che hanno abusato dei benefici previsti dalla legge 104 del 1992, giustamente pensata per quei disabili con necessità speciali; più volte abbiamo discusso in Consiglio Nazionale sull'opportunità di avvalersi di tali benefici e abbiamo concluso che trattandosi di diritti soggettivi la scelta spettava al singolo lavoratore. Tuttavia, è innegabile che l'uso indiscriminato della 104 appanni l'immagine del lavoratore cieco che l'impegno associativo aveva così faticosamente accreditato.
Forse è tempo di tornare ad affermare con forza che accanto ai diritti esistono anche i doveri dei ciechi. Sarà più facile pretendere che venga attuata la legge 144 del 1999 che delega il Ministero del Lavoro ad individuare nuove professioni per i ciechi ogni volta che le nuove tecnologie lo rendano possibile.
Lasciatemi dire, con un pizzico di polemica nei confronti di coloro (per fortuna pochi!) i quali affermano che l'Unione non ha fatto abbastanza in materia di lavoro, che siamo stati previgenti, lungimiranti 13 anni fa e che il decreto Salvi del 2000 è frutto della nostra intuizione e della nostra azione; che poi dopo 13 anni non sia stato ancora attuato è solo colpa dell'ottusità della politica e della burocrazia e in qualche misura anche dello scarso impegno, salvo rari casi, delle nostre strutture periferiche.
Ma ora, bando alle polemiche e impegniamoci tutti insieme affinché sia riconosciuta la figura del perito fonico, il cui profilo è stato già elaborato in collaborazione con l'Università di Reggio Calabria; ma dobbiamo fare di più, dobbiamo affiancare al perito fonico altre figure professionali che pensiamo di scoprire attraverso un concorso di idee che di fatto viene bandito con il presente articolo. Metteremo in palio una "Matrioska" di grande valore artistico perché dipinta a mano.
A breve sarà inserito sul sito dell'Unione un blog aperto alla partecipazione di tutti e avviato un confronto sulla lista di discussione della Commissione lavoro e sul nostro Giornale on line (http://giornale.uici.it/). Sarà, in settembre, convocata un'Assemblea on-line per una discussione a 360° sulla materia, poi, subito dopo, la Direzione sceglierà l'idea migliore e premierà il vincitore.
Dobbiamo ottenere che la Conferenza delle Regioni si pronunci sui dubbi interpretativi del decreto Salvi ed equipari le tre nuove figure professionali a quella dell'operatore telefonico con gli stessi benefici previsti per loro dalla legge 113 del 1985.
Dobbiamo, infine, utilizzare meglio gli spazi occupazionali per i ciechi e gli ipovedenti previsti dalla legge 68 del 1999 a favore di quelle figure professionali non protette dalle leggi speciali.
Lasciatemi dire, ancora una volta, che non è stato facile in quel periodo difendere le leggi speciali, eravamo uno contro tutti, abbiamo vinto per la forza delle nostre ragioni, ma abbiamo vinto anche per il prestigio della nostra Unione.
Di appelli all'unità ne ho fatti tanti nei miei 27 anni di Presidenza, ma credo che ne valga la pena: questa volta la posta in gioco è di quelle sulle quali non si può scherzare, se qualcuno si diverte a piantare le proprie bandierine, faccia pure, ma si ricordi che al di sopra delle bandierine c'è la bandiera, quella vera: la bandiera dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, che tante volte abbiamo issato sul pennone più alto dei palazzi del Governo, del Parlamento, delle Regioni, delle Province, dei Comuni. La bandiera che parla del presente, del passato e guarda al futuro; il futuro dei ciechi passa attraverso il lavoro, senza il lavoro c'è solo esclusione sociale e il ritorno alle miserie di un secolo fa.
Per questo obiettivo, l'Unione dovrà mobilitarsi con la passione civile e il senso di responsabilità dei tempi migliori; il contesto nel quale ci muoviamo è estremamente difficile, si può definire con un solo aggettivo: drammatico.  Ma è proprio in queste situazioni che l'Unione ha sempre trovato le energie migliori e ha vinto. Vinceremo anche questa volta, tanto più che le nostre richieste sono a costo zero.
La Direzione Nazionale sarà in prima fila, dichiareremo da subito lo stato di emergenza alla radio, alla televisione, sui giornali; ci sarà una conferenza stampa in settembre, vi chiederemo di organizzare un sit-in presso le Prefetture e portare un documento ai Prefetti che dovrà essere inviato al Governo;  chiederemo, anzi pretenderemo un incontro con il Ministro e se non basterà, se non avremo soddisfazione, sarà manifestazione, una grande manifestazione, quella che tanti di voi sognano da tempo. Voglio la stessa frenesia che avete messo nella difesa dell'indennità di accompagnamento.
Sì, amici, perché il lavoro vale più dell'indennità di accompagnamento.
Non c'è più tempo da perdere, avanti insieme, dunque.

IL PRESIDENTE NAZIONALE
Prof. Tommaso Daniele

 

CGIL, CISL e UIL a sostegno dei massofisioterapisti e fisioterapisti ciechi

Autore: Tommaso Daniele

Il 10 luglio 2012, i Segretari Nazionali della CGIL Funzione Pubblica, della CISL Funzione Pubblica e della UIL Federazione Poteri Locali, Cecilia Taranto, Daniela Volpato e Giovanni Torluccio, hanno chiesto al Ministro della Salute, Renato Balduzzi, e al Presidente della Commissione Sanità della Conferenza Stato Regioni, Luca Coletto, l'urgente apertura di un confronto sulle questioni connesse all'inquadramento delle figure del massaggiatore, del massofisioterapista e del terapista della riabilitazione e sull'ulteriore questione dell'accesso all'impiego dei fisioterapisti ciechi.
L'iniziativa sindacale consegue all'incontro del 3 luglio 2012, nel corso del quale l'Associazione Italiana dei Fisioterapisti (AIFI), la Federazione Nazionale dei Collegi dei Massofisioterapisti (FNCM) e la nostra Unione hanno rappresentato, a CGIL, CISL e UIL, la necessità di ottenere la soppressione dei corsi, attivati all'interno dei sistemi formativi regionali per il conseguimento delle qualifiche abilitanti all'esercizio delle professioni di massaggiatore, massofisioterapista e terapista della riabilitazione, mediante l'abrogazione delle leggi istitutive di dette professioni.
La cassazione di norme, disciplinanti attività che, nell'ordinamento previgente al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, sono definite professioni ed arti sanitarie ausiliare e che, nell'ordinamento scaturito dal medesimo decreto, non sono più, in alcun modo, riconducibili all'area sanitaria, è essenziale per evitare che risorse, quanto mai preziose nel presente stato di crisi, vengano malaccortamente impiegate nella formazione di figure difficilmente collocabili, posto che la formazione del personale infermieristico, tecnico e della riabilitazione avviene in sede ospedaliera, attraverso corsi di livello universitario.
Per la nostra Unione è, inoltre, iniquo che un percorso formativo, che l'evoluzione ordinamentale ha precluso alle persone cieche, rimanga nell'offerta di un sia pur ridotto numero di Regioni, nella fattispecie l'Umbria e l'Abruzzo. Ricordiamo, al riguardo, che, a seguito del passaggio a nuovo ordinamento dei percorsi di istruzione e formazione professionale, attuato con il decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, con il d.p.r. 15 marzo 2010, n. 87, e con le intese in Conferenza Unificata del 27 luglio 2011 e del 19 gennaio 2012, gli istituti scolastici, presso i quali si è fin qui realizzata la formazione dei massofisioterapisti ciechi, tipicamente l'Aurelio Nicolodi di Firenze e il Paolo Colosimo di Napoli, dall'anno scolastico 2012/2013, potranno essere autorizzati ad attivare, nell'ambito dell'indirizzo quinquennale "Servizi socio-sanitari", esclusivamente percorsi finalizzati al conseguimento della qualifica triennale di "operatore del benessere".
Le norme sono abrogate, facendo salvi i diritti acquisiti alla data di emanazione del provvedimento di cassazione. In particolare, è riconosciuto il valore legale dei titoli conseguiti anteriormente all'atto abrogativo; sono tutelati i rapporti di lavoro dipendente istituiti in ragione dei predetti titoli ed è regolata la posizione di chi, all'entrata in vigore del dispositivo, risulti in corso di formazione. Sono, inoltre,  salvaguardati i diritti, dei massaggiatori e dei massofisioterapisti ciechi, al collocamento obbligatorio e ai trattamenti normativi ed economici previsti dalla legge.
Nell'incontro del 3 luglio, la nostra Unione ha richiesto ed ottenuto il sostegno sindacale su un ulteriore punto: la revisione della legge 11 gennaio 1994, n. 29, che reca norme in favore dei terapisti della riabilitazione non vedenti e che è, e resta, priva di applicazione, a meno di non sostituire le parole "terapista della riabilitazione" con le parole "fisioterapista e figure equipollenti".
Il decreto ministeriale 14 settembre 1994, n. 741, ha individuato nel fisioterapista la figura che svolge interventi di prevenzione, cura e riabilitazione nelle aree della motricità, delle funzioni corticali superiori e delle funzioni viscerali. Considerato che in tali aree, operavano, con differenti criteri, modalità e responsabilità, già altre figure, con il decreto ministeriale 27 luglio 2000, è stata riconosciuta, ai fini dell'esercizio dell'attività professionale e dell'accesso alla formazione post-base, l'equipollenza di diversi diplomi, ivi incluso quello del terapista della riabilitazione, al diploma universitario di fisioterapista. È, dunque, per un'incoerenza lessicale che i fisioterapisti ciechi restano esclusi dal godimento di tutele già in essere e che concernono una materia fondamentale come quella dell'inserimento al lavoro. Nel caso fosse possibile, la legge n. 29 andrebbe modificata, oltre che nel glossario, anche, nell'art. 4, che, per l'appunto, disciplina il collocamento obbligatorio. La proposta è di vincolare tutte le strutture sanitarie, pubbliche e convenzionate, che svolgano attività riabilitative, ad assumere in ruolo un fisioterapista, o figura equipollente, cieco e a riservare, quando il numero degli addetti alle attività di riabilitazione sia superiore a venti, un posto ogni venti, o frazione di venti, a un fisioterapista, o figura equipollente, cieco, con possibilità, per le sole strutture convenzionate, di derogare dalla riserva aggiuntiva, previo accordo in sede di contrattazione aziendale.
Il nostro auspicio è che il confronto richiesto da CGIL, CISL e UIL venga avviato, approfondito e concluso in tempi brevi e che, in tale sede, venga data coerente soluzione alle molte difficoltà conseguite, per i massofisioterapisti ed i fisioterapisti ciechi, dal riordino delle figure professionali sanitarie e dei relativi percorsi di formazione.
Cordiali saluti
IL PRESIDENTE NAZIONALE
Prof. Tommaso Daniele