Super European Goalball League, l’Italia conquista il 3° posto

Gli azzurri battono la Francia e salgono sul podio. Nella finale per il 3° e 4° posto, la squadra del Tecnico nazionale Francesco Gaddari e dell’allenatore nazionale Dario Merelli si aggiudica l’incontro con il punteggio di 14-10. Nella finalissima. la Polonia batte la Grecia. Applausi, dunque, per i nostri atleti Nicolò Emanuele, Sinigaglia Sergio, Mair Christian, Belotti Christian e Di Pasquale Antonio che hanno fatto una bellissima figura in un torneo impegnativo e prestigioso come la Super European Goalball League.

 

Percorsi di trekking per ipovedenti e non vedenti

Sei ipovedente o non vedente?
Hai voglia di vivere un’avventura accessibile e sicura?

Parti con noi per la Via degli Dei, ti porteremo da Bologna a Firenze in 8 giorni a piedi!

Dal 13 al 20 maggio infatti partirà il primo gruppo di viaggiatori del progetto In montagna siamo tutti uguali, proposta di turismo accessibile “chiavi in mano”: 8 giorni a piedi lungo la Via degli Dei, da Piazza Maggiore (Bologna) a Piazza della Signoria (Firenze) passando attraverso l’Appennino Tosco Emiliano. E’ rivolto a ipovedenti e non vedenti, provenienti da tutto il mondo, che abbiano voglia di divertirsi e siano disposti a percorrere a piedi (con una condizione fisica adeguata) 130 km in otto giorni.
Il progetto è realizzato in collaborazione con NoisyVision ONLUS, che da diversi anni opera nell’ambito delle disabilità sensoriali e che ha fornito preziose indicazioni e consulenza.
L’ esperienza di NoisyVision ONLUS è maturata  durante l ‘evento “Anche Agli Dei Piace Giallo” ?
Sei pronto a partire? Inviaci subito la tua candidatura
Hai ancora qualche dubbio? Siamo a tua disposizione!

Appennino Slow
Viaggiatori dell’altra Montagna
www.appenninoslow.it
info@appenninoslow.it
Tel. 339 8283383 (anche Whatsapp)

 

Corso vela base per non vedenti

 

“La Società Velica Caorle a.s.d. organizza nella prima settimana di luglio (da lunedì 03 a venerdì 06) un corso di vela base su derive per ipo e non vedenti. Il corso si sviluppa su natanti a vela con chiglia mobile, nello specifico le imbarcazioni utilizzate saranno TRIDENTE 16 che può ospitare da 3 a 4 persone, per la leggerezza di cui sono costituite danno una forte sensibilità al timone così da trasmettere sensazioni di movimento e libertà uniche così da sentirsi parte del mare.

Le lezioni avranno una durata di circa 4 ore, in cui si potrà acquisire nozioni di parte tecnica su come poterci muovere e piccole nozioni di marineria, inoltre le uscite in mare. Fondamentale la presenza di 2 istruttori professionisti velici e aiutanti presenti sul campo per sicurezza a terra e in mare.

La Società Velica ha la sua base a mare nella centralità della spiaggia di levante a Caorle, adiacente al Santuario della Madonna dell’Angelo. Da dove si apre tutta la città nella sua bellezza storica, culturale e ambientale.

Per poter partecipare al corso è necessario avere un certificazione medica che garantisca il buon stato di salute per attività non agonistica. Possono partecipare al corso anche vedenti soltanto se congiunti o accompagnatori.
La quota del corso comprende tutte le spese assicurative necessarie più il tesseramento FIV obbligatorio per un totale di € 225,00. Agli interessati verrà inviata tramite mail tutta la documentazione per la completa iscrizione
Per informazioni contattare Giovanni Salvador (333 4352796)”

 

 

Catania – Giornata internazionale della donna 8 marzo 2018, di Simonetta Cormaci

Autore: Simonetta Cormaci

“”Il secondo Manifesto europeo dei diritti delle ragazze e delle donne disabili, verso un futuro migliore””

A Catania una importante iniziativa voluta dalle donne della Commissione regionale delle Pari Opportunità dell’UICi.
Stamani 8 marzo, in una bella giornata primaverile, ci si è ritrovati nella sala conferenze del Polo tattile per la presentazione del II Manifesto europeo dei diritti delle ragazze e donne disabili e conseguenti riflessioni e testimonianze.
Socie e soci provenienti da diverse provincie siciliane, molte presenze tra le cariche associative fra cui il Presidente Regionale Gaetano Minincleri, la Vice Presidente Regionale Francesca Oliveri, un intervento telefonico della nostra componente il direttivo nazionale Linda Legname e ultima ma non ultima la Presidente della Sezione territoriale di Catania Rita Puglisi. La giornalista Sarah Donzuso ha moderato gli interventi con ritmo e simpatia e chi scrive ha presentato il II Manifesto. Intermezzo poetico, omaggi floreali e un rinfresco hanno arricchito la mattina di bellezza e convivialità.
La cronaca riporta spesso tante storie e situazioni di violenza e discriminazione sulle donne tali che ancora non si può considerare esaurito l’impegno verso una migliore forma di coesistenza sociale in tutti gli ambiti. Lo dice la cronaca, lo potrebbero dire le vite di molte fra noi. Si, di noi perché – e qui entro- nel merito della nostra giornata- l’essere donne e disabili insieme espone le donne con disabilità al duplice
svantaggio di avere meno opportunità in quanto donne,
e di dover far fronte alle barriere che precludono o limitano il godimento dei
diritti e la partecipazione sociale in quanto persone con disabilità. La discriminazione multipla che colpisce le donne disabili diventa sempre più evidente. Ed è qui che si inserisce con efficacia e forza il II Manifesto che riflette sulla condizione delle donne disabili e delle madri di disabili, analizza i contesti, propone soluzioni e incoraggia le giuste richieste. Il II Manifesto europeo, tradotto in italiano da Simona Lancioni e Mara Ruele e approvato dal Forum Europeo dei Disabili a settembre 2017, incoraggia tutte le donne a prendere in mano la loro vita e a fare un percorso di consapevolezza e autodeterminazione. Ma propone molto di più e cioè che tutte le forze sociali e le istituzioni considerino con attenzione e solidarietà le molteplici discriminazioni a cui sono esposte le donne disabili e si impegnino fattivamente a soluzioni risolutive in tanti aspetti della vita in società e al contrasto di ogni forma di violenza e discriminazione e stereotipi a cui le donne sono sottoposte. La ratifica del II Manifesto ci sembra un passaggio quanto mai ineludibile e opportuno e auspichiamo che quanto prima la nostra Associazione lo ratifichi e lo consideri tra i documenti fondamentali della vita associativa. Una questione di civiltà irrinunciabile per procedere speditamente verso migliori condizioni di realizzazione e pari opportunità delle donne e donne disabili Sarebbe importante stabilire anche delle connessioni con le donne disabili di altre associazioni affinché, oltre ai sentimenti di solidarietà irrinunciabili tra persone che vivono una condizione di disagio e sofferenza, ci si possa arricchire reciprocamente con la pluralità delle differenze e dei relativi bisogni per tramutarli in azioni concrete e efficaci. Vorremmo camminare e contribuire ad un cambiamento di prospettiva sociale e questo si può fare solo se siamo tante insieme, insieme verso un futuro migliore

Simonetta Cormaci
.

P.S. di seguito il link al sito informare un ha della sociologa Simona Lancioni dove trovare una intera sezione dedicata al secondo manifesto:
http://www.informareunh.it/tutto-sul-secondo-manifesto-europeo-sui-diritti-delle-donne-e-ragazze-con-disabilita/

Giornata internazionale della donna – la Sala conferenze del Polo tattile

Giornata internazionale della donna – locandina

Calcio a 5 b1, Istanbul Cup: vince la Turchia

Si è conclusa con il successo della Turchia l’Istanbul Cup di calcio a a 5 B1, un quadrangolare che vedeva impegnati, oltre ai padroni di casa, l’Italia, la Spagna e la Russia. Gli azzurri, guidati dal tecnico nazionale Rossano Mastrodomenico e dall’allenatore Nazionale Massimiliano De Santis, hanno perso (2-3) la finale per il 3° e 4° posto contro la Russia al termine di un match molto equilibrato. La selezione italiana non è riuscita a conquistare la prima vittoria nella competizione, ma i tanti giovani convocati hanno comunque vissuto una bella esperienza che sarà utilissima nei prossimi tornei. Il progetto di ringiovanimento delle rappresentative azzurre va avanti spedito e in futuro sicuramente arriveranno anche i risultati. L’Italia era passata in vantaggio con Sebastiano Gravina, poi la Russia si è portata avanti 2-1 prima del pareggio realizzato da Paul Iyobo. A 3 minuti dalla fine la beffa con il 3-2 definitivo in favore dei russi. Nella finalissima la Turchia ha battuto (2-1)la Spagna conquistando l’Istanbul Cup.

 

Guida e istruzioni alla comprensione delle prove invalsi: chiarimenti sul lavoro valore sociale didattico ed educativo, di Marco Condidorio

Autore: Marco Condidorio

Care amiche e cari amici,

L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti sta programmando un incontro col Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca per chiarire alcuni punti della prossima attività dell’istituto Invalsi che, nel quadro delle iniziative afferenti i programmi ministeriali, svolgerà le prove invalsi appunto, che coinvolgeranno anche gli alunni/studenti ciechi e/o ipovedenti.
Ora, poiché sono state scritte e dette molte cose su queste prove invalsi, tra cui alcune sono lontane da una idea di inclusione, sia dell’unione che dello stesso MIUR; altre assolutamente non vere, abbiamo pensato di scrivere il presente comunicato al fine di fare quel po’ di chiarezza utile a tranquillizzare genitori, insegnanti e gli stessi alunni/studenti.
Ogni alunno e studente cieco assoluto e/o ipovedente ha pieno diritto di partecipazione alle prove INVALSI e di svolgere le stesse con gli strumenti e gli ausili tecnologici necessari a soddisfare la sua partecipazione alle prove che, sono somministrate per tutti gli alunni/studenti attraverso la piattaforma CBT (computer based testing).
Per capire meglio:
Ma cosa sono le prove invalsi e il loro giudizio valutativo che ne deriva:
le prove INVALSI sono test di valutazione rivolti agli alunni di scuola primaria (secondo e quinto anno); agli studenti di secondaria di primo grado (terzo anno) e delle scuole secondarie di secondo grado (per le classi seconde e quinte).
Attenzione: sono esami proposti a livello nazionale e servono a valutare il grado di preparazione degli studenti nonché il livello dei vari istituti, per fornire informazioni di tipo statistico al MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca).
Ed ecco il primo chiarimento essenziale per comprendere che, poiché trattasi di prove nazionali, le procedure di svolgimento e valutazione debbono tenere conto di taluni parametri uguali per tutti, perché ogni singola prova sia valida e per la stessa venga quindi rilasciato un giudizio che si traduce nella certificazione delle competenze.
Vediamo a tal fine a cosa corrisponde l’acronimo INVALSI: Istituto Nazionale per la valutazione del Sistema educativo di Istruzione e di formazione.
Si sottolinea che le prove INVALSI risultano si obbligatorie ai fini dell’ammissione all’esame di stato conclusivo del primo ciclo e per l’anno scolastico 2018/2019 anche per l’esame di maturità; tuttavia le stesse non influiscono sulle valutazioni scolastiche dell’alunno e dello studente.
Vediamo ora le novità introdotte da INVALSI per l’anno scolastico 2017/2018:

La valutazione:
E’ questo il tema su cui, in questi giorni, è esplosa la diatriba mediatica che ha visto al centro del dibattito l’esclusione/discriminazione degli alunni e degli studenti ciechi e ipovedenti.
Si chiarisce sin da subito che tale discriminazione persiste non a causa di argomenti addotti e tuttavia non veri, ma per ragioni ancora purtroppo strettamente legate al tema dell’accessibilità e della fruibilità delle piattaforme ove si svolgono le prove somministrate agli alunni.
Fino al 2017 le prove INVALSI non concorrevano in alcun modo sulla valutazione del percorso scolastico degli studenti (in altri termini non attribuivano alcun voto) ad eccezione delle prove INVALSI di terza media, le quali facevano parte dell’Esame di Stato della scuola secondaria di primo grado.
Dall’anno scolastico 2017-2018 anche le prove INVALSI di terza media avranno finalità puramente statistiche: non faranno più parte dell’Esame di Stato, per tale ragione verranno anticipate nel corso dell’anno.

Le aree disciplinari interessate:
dall’anno scolastico 2017/2018 le prove INVALSI 2018 per la classe quinta della primaria e per la classe terza della secondaria di primo grado riguarderanno Italiano, Matematica e Inglese.
Si precisa che le prove INVALSI saranno obbligatorie per l’anno scolastico 2018/2019 per le classi quinte della secondaria di secondo grado; tuttavia, ribadiamo come detto sopra che le stesse non concorrono alla valutazione finale dell’esame di maturità.
Gli elementi discriminanti si confermano, non tanto riguardo alla partecipazione degli alunni /studenti disabili alla prova di valutazione nazionale ma per il fatto che tale partecipazione non incida sulla valutazione complessiva della classe e di quella della scuola, dunque di quella nazionale.
Su questo potremmo aprire un dibattito di carattere metodologico e conseguentemente politico, tuttavia questa non è né la sede e né l’occasione.
Sarà cura del Coordinatore della Commissione Nazionale per l’istruzione e la formazione, quale rappresentante dell’UICI farlo nelle sedi più opportune, come per esempio l’Osservatorio e i tavoli tecnici istituiti dal MIUR; e che, sempre in riferimento alla partecipazione, i nostri alunni/studenti debbono affrontare le prove invalsi sulla piattaforma CBT che, per i ciechi e gli ipovedenti non risulta pienamente accessibile e dunque nemmeno fruibile.
Dal REGOLAMENTO INVALSI emanato il 19 febbraio u.s. che nulla ha che fare se non in riferimento al tema generale della certificazione delle competenze in merito alle conoscenze e competenze, afferma quanto segue:
Ai sensi dell’art. 11 del D. Lgs. 62/2017 l’attribuzione di misure dispensative/compensative è riservata solo a:
1. allievi con disabilità certificata ai sensi della legge n. 104/1992 (art. 11, comma 4 del D. Lgs. 62/2017), di seguito DVA (Diversamente Abili);
2. allievi con disturbi specifici di apprendimento certificati ai sensi della legge n.170/2010 (art. 11, comma 9 del D. Lgs. 62/2017), di seguito DSA;
Tutte le altre tipologie di allievi con Bisogni educativi speciali (BES) svolgono le prove INVALSI computer based (CBT) standard, SENZA alcuna misura dispensativa/compensativa.
L’attribuzione di misure dispensative/compensative è competenza e responsabilità del Dirigente scolastico che prevede alla loro indicazione nell’Elenco studenti elettronico in stretta e formale coerenza con quanto previsto dal PEI per i DVA e dal PDP per i DSA.

 

Allievi DVA (certificati ai sensi della legge n. 104/1992)
La certificazione di competenza INVALSI (art. 9, comma 3, lettera f del D. Lgs. 62/2017) è rilasciata solo nel caso in cui l’allievo svolga la prova INVALSI CBT con l’eventuale indicazione di una o più delle seguenti misure compensative:
– donatore di voce
– tempo aggiuntivo
La certificazione di competenza INVALSI (art. 9, comma 3, lettera f del D. Lgs. 62/2017) non è rilasciata nei casi di esonero o lo svolgimento in formato per sordi o Braille di una o più prove INVALSI.
Riporto la nota 2936 del 20.02.2017 emanata da MIUR:
2. Prove INVALSI per alunni con disabilità o con disturbi specifici di apprendimento (DSA)
e rilascio della certificazione delle competenze
Nei prossimi giorni le scuole dovranno indicare nell’area riservata al Dirigente scolastico
per quali alunne e alunni sono previsti eventuali strumenti compensativi o misure dispensative, in base a quanto disposto dall’articolo 11 del decreto legislativo n. 62/2017.
Ai sensi del richiamato articolo 11 gli strumenti compensativi e/o le misure dispensative
sono riservati soltanto alle alunne e agli alunni con disabilità certificata ai sensi della legge n. 104/1992
o con disturbi specifici di apprendimento certificati ai sensi della legge
n. 170/2010, in coerenza con quanto previsto, rispettivamente, dal PEI o dal PDP.
Per le alunne e gli alunni con disabilità il consiglio di classe può prevedere adeguati
strumenti compensativi e/o misure dispensative per lo svolgimento delle prove INVALSI e, ove non fossero sufficienti, predisporre specifici adattamenti della prova –che sarà esclusivamente cartacea – ovvero l’esonero da una o più prove.
Per le alunne e gli alunni con DSA sono previsti strumenti compensativi, se indicati nel
PDP e abitualmente utilizzati nel percorso scolastico.
Se la certificazione di disturbo specifico di apprendimento prevede la dispensa dalla prova scritta
relativa alle lingue straniere, ovvero l’esonero dall’insegnamento delle lingue straniere,
la prova INVALSI di lingua inglese non sarà sostenuta.
Si richiama l’attenzione dei Dirigenti scolastici affinché esercitino la massima attenzione
nell’attribuzione delle predette misure dispensative o degli strumenti compensativi, anche in
considerazione del loro riflesso sulla certificazione delle competenze rilasciata all’INVALSI
ai sensi dell’art. 9, comma 3, lettera f) del decreto legislativo n. 62/2017.
Si fa infatti presente che gli alunni dispensati da una o più prove INVALSI, o che sostengono una o
più prove differenziate in forma cartacea, secondo quanto previsto dal consiglio di classe,
non riceveranno la relativa certificazione delle competenze da parte di INVALSI.
In tali casi, sarà cura del consiglio di classe integrare, in sede di scrutinio finale, l
a certificazione delle competenze rilasciata dalla scuola con puntuali elementi di informazione.
Si ricorda inoltre che le alunne e gli alunni con bisogni educativi speciali non certificati né ai sensi
della legge n. 104/1992 (alunni con disabilità) né ai sensi della Legge n. 170/2010 (alunni con disturbi specifici di apprendimento), svolgono le prove INVALSI standard al computer senza
strumenti compensativi.
La scuola può predisporre proprie prove per gli allievi DVA in formato cartaceo o elettronico (su piattaforma della scuola) i cui dati NON devono essere trasmessi a INVALSI.

Ciò perché, come detto sopra le prove invalsi sono nazionali e dunque, come in un concorso i ciechi e gli ipovedenti debbono utilizzare gli strumenti digitali per lo svolgimento delle prove o, qualora sia previsto al più un assistente che scriva per loro il testo in nero con la penna, affinchè la prova resti anonima e non sia riconoscibile, lo stesso accade per le suddette prove invalsi.
Ecco che allora gli argomenti a cui facciamo riferimento e riteniamo essere inesistenti sono: la convinzione secondo cui il divieto all’uso del codice Braille, in versione cartacea rappresenti la discriminazione nei confronti dell’alunno o dello studente cieco e/o ipovedente riguardo all’ottenimento della certificazione delle competenze; cioè falso, perché l’alunno cieco o ipovedente ottiene la certificazione pari ai compagni se lo svolgimento della prova non inficia la procedura della prova medesima, che deve svolgersi rigorosamente sulla piattaforma CBT come detto sopra. D’altro canto, quando entriamo in cabina elettorale o quando poniamo la nostra firma su un qualsiasi documento dobbiamo utilizzare rigorosamente la penna.

Non è un “NO” al Codice Braille, ma il richiamo all’applicazione di una procedura condivisa a cui tutti debbono attenersi se vogliamo che le prove siano valutabili secondo una procedura, quale schema di valutazione nazionale.

La scuola, come già scritto sopra, può decidere per una prova differenziata che, dal punto di vista della valutazione dell’alunno/studente è pienamente valida e assume tutto il valore didattico ed educativo ai fini della crescita del discente.

L’UICI ha ottenuto grandi risultati per la tutela e l’esercizio del diritto da parte dell’alunno/studente d’essere valutato, certificato secondo le sue attitudini, l’acquisizione di conoscenze e competenze, vedasi articolo 11 del decreto legislativo 62/17 più volte richiamato nel presente comunicato.

 

Il Ministero della Pubblica Istruzione di cui l’INVALSI è parte mai potrebbe impedire ad uno alunno/studente di partecipare ai progetti di valutazione, in relazione a quelle che sono le sue possibilità, attitudini, conoscenze e competenze e di poter esercitare il diritto ad essere valutato con gli strumenti e le tecnologie più consone (Art. 11 D.Lgs 62/2017).

Uno studente/alunno ha il pieno diritto di vedersi certificate conoscenze e competenze.

Dall’altro canto però, l’INVALSI non può certificare ciò che in qualche modo, pur avendo un valore in termini di giudizio scolastico, esuli dalle prove di valutazione nazionale per il fatto stesso che la prova differisce da quella nazionale per non essere stata svolta direttamente sulla piattaforma.

L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ha lavoarto alacremente in questi ultimi due anni e mezzo al fine di tutelare

il diritto allo studio che resta per noi prioritario nell’agenda dei lavori associativi;e sino all’approvazione dei fatidici decreti dal n. 59 al 66 del 13 aprile 2017 abbiamo cooperato con le altre associazioni , i dirigenti del MIUR e la classe politica del Senato e della Camera perchè tale diritto potesse essere rappresentato e sancito in ogni passaggio dei decreti afferenti la vita scolastica, ivi compresi gli istanti di valutazione del singolo alunno nello specifico, ai fini della s carriera scolastica e dunque del suo stesso successo formativo.

Ogni interpretazione e stortura successiva ai decreti in applicazione degli stessi, ma appartenente ad altre aree della scuola, come quella dell’INVALSI, ad oggi prescindono dall’azione politica nonchè tecnica dell’associazione che ancora deve acere la sua parte chiave nei prossimi lavori dei tavoli tecnici istituiti dal MIUR tramite i lavori dell’Osservatorio permante per l’inclusione scolastica.

La nostra Associazione ci stiamo impegnando a lavorare su tre direttrici che riteniamo strategiche per l’esercizio al diritto allo studio, anche in ambiente valutativo nazionale (nello specifico, PROVE INVALSI) e per la costruzione di percorsi di educazione e di istruzione afferenti le attitudini e gli apprendimenti degli alunni ciechi e ipovedenti e di quelli in situazioni di pluridisabilità:

1. l’autonomia del discente nella lettura e nello svolgimento delle prove INVALSI: accessibilità e fruibilità;

2. Tempestiva segnalazione da parte dei dirigenti scolastici agli uffici competente della presenza di alunni con disabilità, che non li penalizzi.

3. Chiarimenti in merito alla certificazione degli alunni Ciechi e/o Ipovedenti in relazione al PEI e all’eventuale assenza della certificazione 104.

Il presente comunicato non vuole essere esaustivo dell’intera complessità della materia ma ha lo scopo di fare chiarezza sulla partecipazione degli studenti ciechi ed ipovedenti riguardo al loro diritto di poter svolgere le prove INVALSI alla pari dei compagni vedenti secondo le modalità e le procedure stabilite dai Regolamenti di INVALSI e di poter così ottenere la certificazione delle conoscenze e delle competenze; ciò perché non è venuto meno il diritto dello studente di partecipare alle prove INVALSI e di conseguire la certificazione prevista delle competenze; ma, semmai è a rischio la partecipazione qualora gli strumenti messi a disposizione dell’alunno cieco e/o ipovedente non dialoghino sufficientemente con la piattaforma CBT tramite cui le prove INVALSI vengono somministrate a tutti gli alunni.

 

Acea – Maratona di Roma 2018

L’Associazione Italiana Fisioterapisti del Lazio, A.I.FI-Lazio, sarà presente con la propria postazione presso l’area riservata al soccorso degli atleti maratoneti che parteciperanno all’evento sportivo, Maratona di Roma – 8 aprile 2018.
Saranno presenti oltre 100 volontari tra professionisti affermati, docenti dei corsi di laurea in Fisioterapia e studenti.
Tra questi, nelle sei edizioni precedenti, hanno preso parte i Fisioterapisti e Massofisioterapisti non vedenti, onorando con il loro operato l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti; vi invitiamo a partecipare a questa esperienza unica nel suo genere anche in questa occasione.
Per questa edizione auspichiamo una presenza più folta dei Professionisti non vedenti ed ipovedenti!
La circostanza vorrà essere un’occasione per condividere il valore del nostro lavoro riabilitativo nello sport come nelle attività che svolgiamo nel quotidiano; per i futuri colleghi che frequentano l’università potrebbe essere una esperienza sul campo dove produrre ragionamenti valutativi funzionali, contribuendo al successo degli atleti nelle loro performance sul campo!
I Fisioterapisti, i Massofisioterapisti e gli Studenti di Fisioterapia non vedenti ed ipovedenti che volessero prendere parte all’evento possono rivolgersi per ulteriori informazioni dal collega Alfio Pulvirenti, Coordinatore CTSR LAZIO UICI Fisioterapisti e Massofisioterapisti, scrivendo al seguente indirizzo: alfiopulvirenti2009@live.it , entro e non oltre il 15 marzo in modo da consentire l’eventuale sistemazione logistica e l’organizzazione negli spostamenti.

 

 

Prove INVALSI e Concorsi inaccessibili? Il Miur ci convochi subito, di Gianluca Rapisarda

Autore: Gianluca Rapisarda

Con il presente contributo, chi scrive prende spunto da un recente articolo di Flavio Fogarolo pubblicato qualche giorno fa sulle pagine del Giornale Superando, con il titolo “INVALSI: Strane sigle e assai poca accessibilità”, nel quale l’amico autore pone l’accento ed evidenzia i gravi problemi di accessibilità per gli alunni ciechi e ipovedenti delle prossime prove INVALSI per la terza classe della scuola superiore di primo grado.
Infatti, come esplicitato nella nota del Miur del 20 febbraio u.s. n. 2936 sull’Invalsi e nel predetto articolo di Flavio Fogarolo, lo scrivente conferma che quest’anno, per le alunne e gli alunni frequentanti la terza classe della secondaria di primo grado e di seconda classe del secondo grado le prove INVALSI sono proposte su computer (CBT – Computer Based Test).
Sempre nella succitata nota del Miur, si fa presente che, per gli allievi ciechi delle terze classi della scuola secondaria di primo grado, lo svolgimento delle prove INVALSI avverrà somministrando loro obbligatoriamente la versione cartacea in braille delle stesse.
Fin qui tutto normale, per un tiflologo come il sottoscritto che, tra l’altro, in ogni istante della sua attività professionale, non si stanca e stancherà mai di sottolineare l’insostituibilità del metodo di letto-scrittura Braille come inprescindibile strumento d’integrazione e, soprattutto, la sua straordinaria “attualità” per i disabili visivi, anche nella nostra società digitale.
Purtuttavia, le intenzioni del Ministero non paiono andare verso tale “virtuosa” direzione di promozione di un’effettiva (e non solo “sbandierata”) inclusione scolastica degli alunni non vedenti. Ne è prova il fatto che, nel regolamento INVALSI del 20 febbraio u.s. di cui sopra, si legge infatti: «La certificazione di competenza INVALSI (articolo 9, comma 3, lettera f del Decreto Legislativo 62/17) non è rilasciata nei casi di esonero o lo svolgimento in formato per sordi o Braille di una o più prove INVALSI».
Come dire che siamo di fronte ad un inaccettabile paradosso: da un lato, con il recente Decreto legislativo n. 66 del 2017 il Miur “declama” ( evidentemente soltanto sulla carta) il ruolo strategico dell’inclusione scolastica “per tutti e per ciascuno”, definendola come il “valore fondante” e l’”assunto culturale” della scuola italiana ma dall’altro, per un assurdo controsenso, per gli studenti ciechi che dovranno effettuare le prove INVALSI solo in forma cartacea in braille (e che, tra l’altro, con semplici e non dispendiosi accorgimenti tifloinformatici, potrebbero svolgerle pure al PC), l’Invalsi non rilascerà la certificazione di competenza prevista per legge.
A tale gravissimo “danno” si aggiunga poi anche la beffa che, invece, gli alunni ipovedenti dovranno svolgere le prove INVALSI al computer ma, da nostri test semplicemente informali ed “a posteriori” condotti sulla piattaforma on line dell’INVALSI (poiché L’Istituto non ci ha mai convocato ufficialmente per un confronto diretto e per testarne ex ante l’accessibilità) pare che esse non siano adeguatamente accessibili a chi ha una disabilità visiva in termini di possibilità di ingrandimento. Senza trascurare che, considerato lelevato impegno e le complesse strategie operative che lo svolgimento delle prove INVALSI in braille per i non vedenti ed al PC per gli ipovedenti richiederà, mi sembrerebbe quantomeno opportuno concedere loro del tempo aggiuntivo rispetto all’ora e 30 minuti prevista dalla sopramenzionata nota del Miur.
Al riguardo, chi scrive ritiene pleonastico rammentare all’Istituto Nazionale di Valutazione del Sistema di Istruzione (INVALSI) che l’Unione Italiana dei Ciechi e degliIpovedenti ed i suoi Enti collegati dispongono del preziosissimo e validissimo strumento operativo del Gruppo Osservatori Siti Internet (Gruppo OSI) che, anche in casi come quello in questione relativo all’accessibilità delle prove INVALSI, varrebbe la pena coinvolgere per assicurare un’autentica ed efficace loro “resa accessibile” agli allievi disabili visivi, evitando sprechi inutili e soluzioni ministeriali inidonee e contraddittorie per l’utenza e e garantendo che il diritto all’accessibilità pure digitale sancita dall’art 9 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità non resti “lettera morta” od una mera enunciazione di principio.
Siamo infatti preocuppati che, anche alla luce del fatto che le prove INVALSI sono ormai diventate requisito d’ammissione all’Esame di Stato conclusivo del I° e del ° ciclo ai sensi del D. Lgs n. 62/17, il mancato rilascio della certificazione delle competenze per gli allievi non vedenti che effettueranno le prove INVALSI nella versione cartacea in braille ed i problemi di accessibilità per quelle che saranno somministrate al computer agli studenti ipovedenti possano costituire un pericoloso ritorno al passato ed un clamoroso dietro-front del Miur, rispetto a quel “cambio di paradigma” sull’inclusione scolastica, previsto dall’art 24 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.
Pertanto, l’auspicio è che, di fronte ad un uso sempre più “generalizzato” di prove computerizzate da parte del Miur non solo per gli studenti (anche le imminenti prossime procedure concorsuali per docenti e per dirigenti scolastici saranno totalmente ed esclusivamente computer based) il nuovo Ministro che verrà dalle elezioni del 4 marzo u.s. profonda ogni sforzo al fine di aprire immediatamente un tavolo “tecnico” con l’UICI ed i suoi Enti collegati, al fine di conseguire insieme concreti e tangibili obiettivi di “accessibilità di tutte le piattaforme digitali del Ministero dell’Istruzione, nell’unico e superiore interesse delle persone con disabilità visiva.

Un week-end di atletica leggera, nuoto e showdown

Dal 3 al 4 marzo si svolgerà, a Brescia, il XII Campionato Italiano Assoluto Invernale di Nuoto Paralimpico (vasca 50 m).
Tra i presenti anche la nostra giovane nuotatrice Martina Rabbolini (categoria S11 – non vedenti) che si cimenterà nelle seguenti gare:
– 100 dorso
– 100 rana
IMPIANTO GARA:
Centro Natatorio Palasystema:
Via Rodi–
25100 Brescia
Nel week-end si svolgerà inoltre, a Silvi Marina (TE) dal 2 al 4 marzo, la seconda tappa del campionato di serie A di Showdown.
Parteciperanno i nostri soci Sonia Tranchina e Giuseppe Cesena accompagnati dal tecnico Pietro Rossetti.
Sabato 3 marzo, a Padova, si terrà un Meeting di atletica leggera paralimpica.
La nostra socia Gaia Rizzi, con la guida Marco Cambianica, parteciperà ai 60 e ai 200 metri.

 

Gruppo Sportivo Dilettantistico Non Vedenti Milano ONLUS
Via Vivaio, 7
20122 Milano
tel/fax: +390276004839
Email: info@gsdnonvedentimilano.org
Web: www.gsdnonvedentimilano.org
twitter: https://twitter.com/Gsdnvmilano
Facebook: https://www.facebook.com/GSDNONVEDENTIMILANO

 

Parco Durazzo Pallavicini per i non vedenti

Domenica 8 aprile alle ore 15:00
nel Parco Durazzo Pallavicini a Genova Pegli
vincitore del primo premio nel 2017 per il Parco più bello d’Italia
Visita guidata dedicata a persone non vedenti. Aperta a tutti.

Suoni, profumi, passi, tatto, racconto.
Visita il Parco più bello d’Italia.
Un itinerario inaspettato e ricco di significati nascosti.
Dedicato a tutte le persone che non vedono con gli occhi.

“Alla ricerca della meraviglia… che è in noi!”

Per info e prenotazioni:
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(Lidia Schichter)

Locandina dell'evento

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