E Venti…di vita tra musica e danza: Festival internazionale delle abilità differenti

Le città di Carpi, Correggio, Riccione, Pavullo e Bologna ospiteranno E VENTI…DI VITA, la 20a edizione del Festival Internazionale delle Abilità Differenti, organizzato dalla Cooperativa Sociale Nazareno di Carpi (MO).
La proposta per il 2018 comprenderà spettacoli di danza, musica e teatro, laboratori, proiezioni di film, presentazioni di libri, incontri e testimonianze. Si tratta della ventesima edizione della manifestazione dedicata all’eccellenza nella differenza, laddove è possibile incontrare artisti che non si sono arresi o nascosti di fronte al proprio limite, bensì lo hanno conosciuto, accolto e superato, investendo sui propri talenti e perseguendo i propri desideri.
La manifestazione dal titolo E VENTI…DI VITA offre un nutrito palinsesto che prevede spazi dedicati alle arti performative con spettacoli e concorsi di teatro, musica e danza e momenti di approfondimento sul tema della disabilità attraverso la presentazione di libri e film.
Giovedì 3 Maggio alle ore 21 presso il Teatro Asioli di Correggio ci sarà la serata di apertura del Festival dal titolo “E Venti… di Vita tra musica e danza”.
Special guests internazionali: Florent & Justin e Laura Fulvie dal Belgio.
Si esibiranno la band romana Abili-Five, il pianista veronese Andrea Speri e i Vagabend da Pesaro Urbino.
L’esordio della compagnia di danza EgoMuto sarà accompagnato dalle note dell’orchestra Scià Scià.
Parteciperà inoltre Marco Baruffaldi, rapper 21 enne di Castelfranco Emilia. Presenta: Pino Ciociola.

Info e Prevendita
Da Lunedì 23 Aprile 2018 sarà possibile prenotare i biglietti per gli spettacoli nei modi seguenti:
– Scrivendo a sonia.verzellesi@nazareno-coopsociale.it
– Telefonando al numero 340/1246615 dalle ore 9,00 alle ore 12 da lunedì a sabato.
Sarà possibile ritirare i biglietti presso:
Bistrò53 – Via Bollitora Interna n.130 – 41012 Carpi (MO) nelle seguenti giornate:
– Lunedì 7 – 14 – 21 e 28 Maggio dalla ore 17,00 alle ore 19,00
– Sabato 19 e 26 Maggio dalle ore 10,00 alle ore 13,00
I biglietti prenotati si potranno ritirare anche presso i Teatri un’ora prima degli spettacoli.
È assolutamente consigliata la prenotazione dei biglietti.
Non è prevista l’assegnazione dei posti per nessuno spettacolo.
Intero € 15,00
Ridotto € 8,00
Direzione e organizzazione: Carlotta Sabbatini e Chiara Pescatore
Comunicazione: Maria Elena Smiraglio
Segreteria organizzativa e info: Federica Mandile
+39 059 66 47 74
+39 348 16 13 252
festival@nazareno-coopsociale.it

Locandina del Festival "E Venti... di vita tra Musica e Danza"

Locandina del Festival “E Venti… di vita tra Musica e Danza”

 

In 5000 a Disabili Abili Fest per abbattere le barriere fisiche e mentali

Si è conclusa sabato 21 aprile a Exposanità di Bologna, fiera di riferimento del settore sociosanitario, la terza edizione del festival organizzata dall’azienda di Campi Bisenzio (Firenze) che distribuisce e personalizza ausili innovativi per migliorare la mobilità.

Firenze, 23 aprile 2018 – Oltre 5.000 persone tra mercoledì 18 e sabato 21 aprile hanno partecipato a Disabili Abili Fest, la terza edizione della manifestazione nata per abbattere le barriere fisiche e mentali attraverso la musica, lo sport, l’arte e l’informazione, organizzata da Disabili Abili srl, azienda di Campi Bisenzio (Firenze), specializzata nello sviluppo di soluzioni personalizzate e altamente tecnologiche per la mobilità.
Il formato talk show di questo anno è si è rivelato vincente data la grande affluenza agli incontri. Giornalisti, artisti, atleti, personaggi del mondo dello spettacolo hanno affrontato il tema della disabilità sotto tanti aspetti: da cosa significhi avere un figlio disabile, a come lo sport, la musica, lo spettacolo possano essere strumenti di riscatto, passando anche da temi complessi come quello della sessualità e dell’autonomia.
Tutti gli incontri sono stati trasmessi in streaming, e sono ancora disponibili, sui canali social dell’azienda.

Gli ospiti dei talk show erano tutti uniti da un destino, quello della disabilità, e dal desiderio di raccontare come questo possa diventare un punto di forza nella vita. Guido Marangoni ha sfatato i luoghi comuni che accompagnano la sindrome di down, a partire dal rapporto con sua figlia; il giornalista Max Ulivieri ha parlato di assistenza sessuale per i disabili, ancora Salvatore Cimmino costretto all’amputazione di una gamba a causa di un osteosarcoma è “rinato” grazie al nuoto ed è autore di imprese incredibili come traversate in mare aperto, senza l’ausilio di protesi. Ancora si è esibito Cris Brave giovanissimo rapper affetto da tetraparesi, Valentina Acciardi, ex concorrente del Grande Fratello, attraverso il suo libro ha raccontato come è cambiata la sua vita dopo l’incidente che le è costato l’asportazione di un braccio. Lo youtuber Stortomanontroppo, che sul suo canale ama scherzare della sua condizione, ha coinvolto il pubblico attaverso prove fisiche per far capire a tutti la sua condizione quotidiana. Infine la giovanissima Clara Woods, 12 anni, reduce dalla prima mostra personale a Firenze che ha riscosso una vasta eco sulla stampa nazionale, ha portato all’interno di Exposanità tre delle sue opere, inoltre la sua famiglia ha raccontato la storia di Clara che non parla a causa di un ictus prenatale, ma comprende cinque lingue e si esprime attraverso i suoi quadri.

Disabili Abili Fest è organizzato da Disabili Abili, azienda che si occupa di soluzioni ai problemi di mobilità, personalizzando carrozzine elettroniche, manuali e ausili al movimento studiati su misura per ogni singolo cliente, ponendo la persona al centro dell’attenzione, studiando la sua postura e realizzando strumenti che abbiano un ruolo determinante nel prevenire, correggere e compensare le diverse problematiche individuali.

Info: 055 360562 | info@disabiliabili.net | www.disabiliabili.net

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XVI  Campionato Nazionale di Scopone Scientifico edizione 2018

In considerazione del successo e degli apprezzamenti manifestati per le edizioni precedenti, la nostra Unione Italiana Ciechi e degli Ipovedenti, anche allo scopo di favorire  e promuovere le relazioni dei soci e tra i soci,  indìce il  sedicesimo Campionato Nazionale di Scopone Scientifico.
Il Campionato è aperto a coppie di giocatori, costituite da uno o due soci della nostra Unione, ed è articolato in fasi sezionali, regionali e nazionali.
L’organizzazione delle diverse fasi è affidata rispettivamente: ai Presidenti delle Sezioni o loro delegati, ai Presidenti dei Consigli Regionali o loro delegati e a Hubert Perfler Coordinatore della Commissione Nazionale  Sport  Tempo Libero e Turismo sociale, coadiuvato da Giuseppe Pinto.
Alle selezioni sezionali, sono ammesse tutte le coppie che ne fanno richiesta, salvo che gli organizzatori non abbiano motivo di disporre altrimenti.
Alle gare regionali, partecipano le coppie prima e seconda classificate nelle fasi sezionali.
Alle finali nazionali, partecipano le coppie prime classificate nelle gare regionali e la coppia  vincitrice del Campionato 2017, composta da Paolo Pizzuto e Luigi Raone della regione Puglia.
Per offrire a tutti i soci l’opportunità di partecipare alla sfida nazionale, i Presidenti Sezionali e Regionali hanno facoltà di iscrivere alle fasi successive del torneo le coppie di giocatori che desiderino concorrere al titolo e che, tuttavia, non trovino, nei rispettivi territori di origine, avversari con i quali misurarsi.
Le fasi sezionali e regionali dovranno concludersi, indicativamente, entro il 15 giugno e il 31 luglio 2018.
Le gare nazionali, come di consueto, si svolgeranno entro il  mese di dicembre e quest’anno avranno sede in Puglia , regione vincitrice dell’ultima edizione.
Per i finalisti nazionali ed i loro accompagnatori (uno per ogni socio), le spese di viaggio saranno a carico delle sedi regionali di competenza, mentre le spese di soggiorno saranno sostenute da questa Presidenza Nazionale.
Le coppie prime tre classificate avranno in premio una coppa.
La coppia vincitrice e la regione di provenienza, avranno l’onore di ospitare senza oneri di spesa, le finali nazionali del XVII Campionato che si giocherà nel 2019.
Le gare sezionali e regionali saranno giocate secondo le regole fissate dagli organizzatori in sede locale; quel le nazionali si disputeranno secondo il regolamento, che alleghiamo in copia e al quale i finalisti dovranno attenersi senza riserve.
Chiarimenti sulle regole di gioco potranno essere richiesti ad Hubert Perfler o a Giuseppe Pinto, raggiungibili, rispettivamente, agli indirizzi

hubert_perfler@alice.it- 3486423872
g.pinto@aqp.it – 334 668 9311.

 

La data e il luogo di svolgimento delle finali del Campionato saranno comunicati in tempo utile.

 

Adeguamento dei requisiti per il pensionamento alla speranza di vita

Circolare INPS n. 62 del 2018 – Pensioni ritardate di 5 mesi

Si informa che l’INPS ha emanato la circolare n. 62 del 4 aprile 2018, con la quale sono riportati, in sintesi, i requisiti di accesso al pensionamento, adeguati agli incrementi di speranza di vita, come previsto dal Decreto direttoriale del Ministero Economia e Finanze del 5 dicembre 2017.

Riferimenti normativi: Decreto direttoriale Ministero Economia e Finanze, adottato di concerto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del 5 dicembre 2017
Riferimento amministrativo: Circolare INPS n. 62 del 4 aprile 2018

A decorrere dal prossimo 1° gennaio 2019, in attuazione di quanto disposto dal Decreto del 5 dicembre 2017, sono ulteriormente incrementati di 5 mesi i requisiti di accesso alle diverse tipologie di trattamento pensionistico (ad esempio, vecchiaia, anzianità, assegno sociale), rispetto ai limiti in vigore quest’anno.
Pertanto, nel biennio 2019-2020, per la vecchiaia saranno necessari 67 anni.
L’adeguamento della speranza di vita farà sentire i suoi effetti anche sul trattamento anticipato (ex anzianità), il cui diritto, come è noto, si raggiunge a fronte di un determinato numero di anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica. Dagli attuali 42 anni e 10 mesi per gli uomini, si salirà a 43 anni e 3 mesi, mentre le donne passeranno da 41 anni e 10 mesi a 42 anni e 3 mesi.

Nota bene: il numero di anni di contributi è da intendersi nel complessivo. I lavoratori dipendenti non vedenti potranno più agevolmente perfezionare tale requisito contributivo chiedendo di beneficiare della maggiorazione figurativa loro riservata per legge (, rif. legge 113/1985, art. 9 comma 2, così come modificata dalla legge 232/2016, art. 1 comma 209, e legge 120/1991, art. 2).

Al par. 2 della circolare INPS n. 62/2018 leggiamo ancora che <è salva l’applicazione dell’adeguamento in parola anche in tutti gli altri casi previsti dalla legge>.
Pertanto, rientrano in questi “altri casi previsti dalla legge” anche i trattamenti pensionistici di vecchiaia per non vedenti con riduzione di età, previsti per il Comparto pubblico (Cassa Stato e Non statali- Enti Locali ed altri) e per quello privato (Gestione Lavoratori iscritti all’AGO/FPLD). Sul punto, è necessario ricordare però che il Comparto privato prevede, per i lavoratori Dipendenti non vedenti, requisiti anagrafici nettamente più bassi (50 anni per le donne e 55 anni per gli uomini, ovvero 55 anni per le donne e 60 anni per gli uomini, in concomitanza con il requisito contributivo versato dall’insorgere della cecità), rispetto ai limiti ordinamentali previsti per i colleghi non vedenti del Comparto pubblico impiego.

La circolare INPS n. 62 del 2018 è consultabile sul sito dell’Unione al link: https://www.uiciechi.it/Documentazione/Circolari/TestoCirc.asp?id=5739.

Data l’attualità della notizia, che interessa tutti coloro che intendono andare in pensione nel prossimo futuro, si invita a recepire le indicazioni operative trasmesse in mailing list lo scorso 12 aprile, per entrare meglio in argomento.

Servizio Civile Universale: Approvato da Consiglio dei Ministri il decreto legislativo che introduce disposizioni integrative e correttive al D. lgs n. 40-2017

Dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale riceviamo e diffondiamo il seguente Comunicato Stampa

“Approvato dal Consiglio dei Ministri, nella riunione di ieri 10 aprile 2018, il decreto legislativo che, in attuazione della delega prevista dalla legge n. 106/2016 per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale, introduce disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo n. 40/2017, concernente l’istituzione e la disciplina del Servizio civile universale.
L’intervento normativo mira a potenziare l’istituto del Servizio civile universale e a rendere più efficace il complesso delle norme che lo riguardano, nonché a migliorare la funzionalità di alcuni organismi operanti nel sistema.
In particolare, il provvedimento prevede specifici meccanismi di coinvolgimento delle Regioni nella fase della programmazione del Servizio civile universale mediante lo strumento dell’intesa in Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano.
L’iniziativa legislativa interviene inoltre sulle disposizioni relative ai settori di intervento in cui si realizza il Servizio civile universale, al fine di dare evidenza ad aree – quali l’educazione e promozione paesaggistica, ambientale e del turismo sostenibile e sociale – che, in questi ultimi anni, hanno registrato uno sviluppo considerevole.
Viene modificata ed integrata la disciplina in materia di elezioni e durata dei componenti della Rappresentanza nazionale e regionale degli operatori volontari ed è aumentato di otto unità il numero dei componenti della Consulta nazionale per il Servizio civile, che viene portato a ventitré, assicurando così una più ampia partecipazione degli enti del terzo settore e dei rappresentanti delle regioni e degli enti locali.
L’intervento correttivo prevede inoltre che gli enti debbano garantire alle procedure selettive degli operatori volontari un’ampia pubblicità, con ogni modalità ritenuta idonea, e chiarisce che l’impegno settimanale di venticinque ore degli operatori volontari debba essere articolato su cinque o sei giorni, al fine di assicurare l’efficace realizzazione degli interventi.
Il testo tiene conto delle raccomandazioni formulate dalla Conferenza unificata, che ha espresso parere favorevole. In particolare viene stabilito che l’iscrizione degli enti ai previgenti albi di Servizio civile cessa di avere efficacia decorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore del decreto correttivo. Il provvedimento, ad ogni modo, fa salvi quei progetti presentati a seguito di avvisi pubblicati entro tale data o ancora in corso”.

XVI Campionato Nazionale di Scopone Scientifico edizione 2018

In considerazione del successo e degli apprezzamenti manifestati per le edizioni precedenti, la nostra Unione Italiana Ciechi e degli Ipovedenti, anche allo scopo di favorire e promuovere le relazioni dei soci e tra i soci, indìce il sedicesimo Campionato Nazionale di Scopone Scientifico.
Il Campionato è aperto a coppie di giocatori, costituite da uno o due soci della nostra Unione, ed è articolato in fasi sezionali, regionali e nazionali.
L’organizzazione delle diverse fasi è affidata rispettivamente: ai Presidenti delle Sezioni o loro delegati, ai Presidenti dei Consigli Regionali o loro delegati e a Hubert Perfler Coordinatore della Commissione Nazionale Sport Tempo Libero e Turismo sociale, coadiuvato da Giuseppe Pinto.
Alle selezioni sezionali, sono ammesse tutte le coppie che ne fanno richiesta, salvo che gli organizzatori non abbiano motivo di disporre altrimenti.
Alle gare regionali, partecipano le coppie prima e seconda classificate nelle fasi sezionali.
Alle finali nazionali, partecipano le coppie prime classificate nelle gare regionali e la coppia vincitrice del Campionato 2017, composta da Paolo Pizzuto e Luigi Raone della regione Puglia.
Per offrire a tutti i soci l’opportunità di partecipare alla sfida nazionale, i Presidenti Sezionali e Regionali hanno facoltà di iscrivere alle fasi successive del torneo le coppie di giocatori che desiderino concorrere al titolo e che, tuttavia, non trovino, nei rispettivi territori di origine, avversari con i quali misurarsi.
Le fasi sezionali e regionali dovranno concludersi, indicativamente, entro il 15 giugno e il 31 luglio 2018.
Le gare nazionali, come di consueto, si svolgeranno entro il mese di dicembre e quest’anno avranno sede in Puglia, regione vincitrice dell’ultima edizione.
Per i finalisti nazionali ed i loro accompagnatori (uno per ogni socio), le spese di viaggio saranno a carico delle sedi regionali di competenza, mentre le spese di soggiorno saranno sostenute da questa Presidenza Nazionale.
Le coppie prime tre classificate avranno in premio una coppa.
La coppia vincitrice e la regione di provenienza, avranno l’onore di ospitare senza oneri di spesa, le finali nazionali del XVII Campionato che si giocherà nel 2019.
Le gare sezionali e regionali saranno giocate secondo le regole fissate dagli organizzatori in sede locale; quel le nazionali si disputeranno secondo il regolamento, che alleghiamo in copia e al quale i finalisti dovranno attenersi senza riserve.
Chiarimenti sulle regole di gioco potranno essere richiesti ad Hubert Perfler o a Giuseppe Pinto, raggiungibili, rispettivamente, agli indirizzi

hubert_perfler@alice.it- 3486423872
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La data e il luogo di svolgimento delle finali del Campionato saranno comunicati in tempo utile.

Rottamare la buona scuola? Così, tanto per fare?, di Giovanni Taverna

Autore: Giovanni Taverna

Ho letto con molto interesse l’articolo del dott. Rapisarda sul giornale del 17 aprile, sulle intenzioni rottamatorie di un eventuale nuovo governo e non posso esimermi dal fare un commento: è ora di finirla. Per essere meno criptico, affermo recisamente che è ora di finirla con il fatto sotto gli occhi di tutti, costituito dal ripetersi della situazione per cui ogni nuovo governo che entra in carica immancabilmente mette le mani nella scuola e la stravolge secondo intendimenti che troppo spesso si mostrano figli di un unico pensiero: risparmiare sull’istruzione. Anche quando le intenzioni dichiarate siano condivisibili e non basate esclusivamente sul risparmio, il prodotto non cambia: negli ultimi 20 anni abbiamo avuto un tentativo di sconvolgimento della scuola in media ogni 4 anni, oltretutto spesso con un andamento ondivago che contrastava apertamente con quanto stabilito pochi anni prima. Verissimo, io non sono uno specialista in materia e non ho certo le competenze dell’amico Rapisarda, ma 15 anni di presidenza di sezione mi hanno costretto giocoforza a vedere, si fa per dire, tutti i guai possibili; per di più mia moglie è insegnante di ruolo nel sostegno dal 2006 e referente per il sostegno, ora inclusione, di IC dal 2011, quindi obbligatoriamente sono al corrente del minuto effetto di tutte le varie leggi scolastiche che sono sopravvenute; insomma il classico osservatore “buon padre di famiglia”. Pensiamo veramente che questo turbinare di riforme a ciclo continuo, anche con tutte le buone intenzioni del caso, porti effetti benefici o invece costituisca un ammasso di norme spesso contraddittorie tra loro e che producono una confusione che crea ulteriore confusione, e via spiraleggiando? Sto farneticando? Esaminiamo un esempio. Nell’articolo dell’amico Rapisarda si afferma che ormai abbiamo raggiunto il rapporto 1 /2 tra insegnanti di sostegno e disabili e pare però questo comporti che molti genitori debbano ricorrere al tribunale per ottenere tutte le ore di sostegno previste per i propri figli ; la colpa viene attribuita al sistema delle deroghe. Orbene L’amico Rapisarda sa benissimo che questa situazione non è generata per autopoiesi, ma è frutto guarda caso della ennesima riforma scolastica , una delle tante,, che appunto stabiliva quel rapporto standard senza minimamente tener conto che altra legge prevedeva invece che i disabili gravi e gravissimi avessero diritto al rapporto 1 a 1; in pratica se una scuola ha 50 alunni disabili la legge di cui parliamo gli da al massimo 25 insegnanti di sostegno; ma se 20 di questi alunni sono gravi o peggio, 20 insegnanti vanno riservati per legge a loro e gli altri 5 restanti vanno ripartiti tra i 30 disabili rimasti, con quali risultati per la copertura delle ore di sostegno richieste lo lascio decidere al lettore. Le deroghe, per balzane che siano, hanno lo scopo di rettificare in parte questa situazione certo non ragionevole e spesso è proprio questa mancanza di copertura oraria a determinare il ricorso legale da parte dei genitori. Si tenga conto che la maggioranza dei possibili rottamatori è costituito oggi esattamente da coloro che hanno creato la situazione che ha richiesto la creazione delle deroghe. Mi pare proprio che non sia il caso di lasciargli ripetere questo tipo di geniali riforme o rottamazioni che si chiamino. Ulteriore osservazione: non so da dove il dott. Rapisarda tragga il valore di 1600 euro come stipendio medio degli insegnanti di sostegno; personalmente il conto non mi torna, perché la moglie citata sopra, dopo 12 anni di ruolo percepisce a malapena 1300 euro, ben lontani quindi dalla cifra citata come media, ma può anche darsi che più della metà degli insegnanti di sostegno percepisca 1900 euro mensili, che sarebbe la cifra necessaria per ottenere la media citata; ho qualche dubbio in merito ma non do mai per certo un dato se non ho le prove in mano, anche se ognuno ricorda il paradigma statistico del singolo italiano che in media mangia mezzo pollo al giorno. Ma torniamo un attimo al discorso centrale, cioè a questa mania governativa che impone a qualsiasi neofita ministeriale una bella riforma della scuola. Rapisarda presenta molti punti dolenti che vanno certamente affrontati senza se e senza ma. Resta però da dimostrare che buttare all’aria la legge 66 serva a risolvere quei problemi. Non lo credo, per la semplice ragione che ogni riforma e riformina del passato ventennio in realtà non ha mai fatto altro che sovrapporre norma a norma già esistente e magari contraddittoria. Insomma, nessuna riforma fatta finora ha mai posto il problema di cancellare quanto fatto prima se non corrispondeva agli stessi principi; comincio a pensare seriamente che l’operazione necessaria da farsi non sia rottamare la 66 per magari tornare alla situazione normativa precedente con qualche modanatura barocca di abbellimento, ma sia una vera e propria tabula rasa di tutto il sistema legislativo scolastico, compresi le linee didattiche, la disposizione delle aule, l’architettura stessa della scuola, ancora impostata sul modello ottocentesco della trasmissione del sapere. Se inventassimo una macchina del tempo e portassimo qui un personaggio dell’ottocento, questi non riconoscerebbe nulla delle nostre città, delle poste, delle banche, degli ospedali, ma se entrasse in una classe scolastica tirerebbe un sospiro di sollievo perché troverebbe ancora le classi costituite da banchi e cattedre, con magari l’unica differenza di una lim al posto di una lavagna di mica. Questo taglio tra scuola e società attuale, l’inserimento limitatissimo del sapere reticolare basato su internet, l’arretratezza della strumentazione rispetto al mondo del lavoro, questi sono i problemi da affrontare una volta per tutte, anche per gli alunni disabili. E non credo proprio che i presunti “rottamatori” abbiano intenzione di farlo, come non lo ha fatto chi li ha preceduti. Certo, dove troviamo i soldi? Ma tra le sognanti riduzioni delle tasse al 15% e gli altrettanto sognanti redditi di cittadinanza, forse una riforma radicale della scuola sarebbe un investimento ben più fruttuoso per il nostro futuro anche per gli alunni disabili, che finalmente, non vivono in un altro pianeta.

Exposanità: al via domani a Bologna la 3a edizione di Disabili Abili Fest

Dal 18 al 21 aprile giornalisti, atleti e artisti ospiti di un talk show

Dall’ex GF Valentina Acciardi al giornalista Max Ulivieri, dal nuotatore Salvatore Cimmino alle star di Youtube Stortomanontroppo e Cris Brave fino a Clara Woods, pittrice di 12 anni, reduce dalla sua prima mostra personale
Il programma degli interventi, trasmessi anche in streaming sui social

Bologna, 17 aprile 2018 – Ci sarà anche Clara Woods, giovanissima pittrice di 12 anni che non parla ma si esprime con tele e colori, reduce dalla prima mostra personale a Firenze, alla terza edizione di Disabili Abili Fest, che si terrà dal 18 al 21 aprile a Bologna, nell’ambito di Exposanità, evento di riferimento nel settore sociosanitario.
Quest’anno il festival, nato per abbattere le barriere fisiche e mentali attraverso la musica, lo sport, l’arte e l’informazione, assume le vesti di un talk show di stampo televisivo, a cui assistere live all’interno dello stand di Disabili Abili srl (Padiglione 16 stand E30), tutti i pomeriggi dalle ore 14 alle 18, ma anche in streaming sui canali social dell’azienda di Campi Bisenzio (Firenze), specializzata nello sviluppo di soluzioni personalizzate e altamente tecnologiche per la mobilità.
Il programma si apre domani, mercoledì 18 aprile, alle 14 con l’esperienza di Andrea De Chiara blogger che racconta il mondo della disabilità attraverso i suoi articoli, si prosegue alle 15 con l’intervento della squadra La Fortezza che parteciperà agli Special Olympics destreggiandosi in varie discipline. Valentina Acciardi, ex concorrente del Grande Fratello, che presenterà il suo libro “Mi riprendo la vita con una mano sola” (ore 16).
Giovedì 19 sarà la volta della star del web Stortomanontroppo, al secolo Michele Spanò, youtuber 25enne, che nel suo canale scherza sulla sua disabilità (ore 14). A seguire l’intervento di Max Ulivieri, firma del Fatto quotidiano ed esperto di turismo accessibile, impegnato nelle tematiche legate all’affettività e la sessualità nella disabilità (ore 15).
Venerdì 20 sul palco di Disabili Abili Fest salirà Cristiano Rossi alias Cris Brave, giovanissimo rapper affetto da tetraparesi spastica, ma dotato di grande parlantina (ore 14), seguito alle 14.30 dal nuotatore Salvatore Cimmino, colpito da un osteosarcoma che l’ha costretto all’amputazione di una gamba, ma autore di imprese incredibili come traversate in mare aperto, senza l’ausilio di protesi. Alle 15.30 sarà la volta della testimonianza di Guido Marangoni, esperto di sicurezza informatica e tutela dei minori online, nonché autore del libro “Buone notizie secondo Anna”, nel quale sfata con un sorriso i luoghi comuni che accompagnano la sindrome di Down, a partire dal rapporto con sua figlia.
Sabato 21, a chiusura del palinsesto, sarà presente Clara Woods, 12 anni, giovanissima artista reduce dalla prima mostra personale a Firenze, che ha riscosso una vasta eco sulla stampa nazionale. Clara Woods, che non parla a causa di un ictus prenatale, ma comprende cinque lingue e si esprime attraverso i suoi quadri, porterà all’interno di Expo Sanità due delle sue opere. A introdurre gli incontri Lulù Rimmel, cantautrice.
In occasione della manifestazione Disabili Abili presenterà inoltre alcuni prodotti innovativi, tra cui carrozzine elettriche personalizzabili, studiate su misura per ogni cliente, ausili innovativi come il MovingLife ATTO, uno scooter pieghevole che diventa un trolley leggero e trasportabile senza sforzi, adatto anche ai viaggi in aereo,PERMOBIL M3 CORPUS, altrimenti detto “la Ferrari delle carrozzine”. Ma anche la Verticalizzante Permobil f5 VS, che permette di stare anche in piedi migliorando la qualità della circolazione, e Magic Mobility Extreme X8 la carrozzina 4×4 in grado di viaggiare anche sulla neve.

Tutti i talk show di Disabili Abili Fest saranno trasmessi in diretta sulla pagina Facebook di Disabili Abili https://www.facebook.com/disabiliabili/

Info sui biglietti e l’accesso alle persone con disabilità: http://www.exposanita.it/it/orari-e-ingresso/

Disabili Abili Fest è organizzato da Disabili Abili, azienda che si occupa di soluzioni ai problemi di mobilità, personalizzando carrozzine elettroniche, manuali e ausili al movimento studiati su misura per ogni singolo cliente, ponendo la persona al centro dell’attenzione, studiando la sua postura e realizzando strumenti che abbiano un ruolo determinante nel prevenire, correggere e compensare le diverse problematiche individuali.

Info: 055 360562 | info@disabiliabili.net | www.disabiliabili.net

Se il nuovo Governo rottamasse la Buona Scuola? di Gianluca Rapisarda

Il 13 aprile dello scorso anno, in pompa magna”, veniva pubblicato dal Governo uscente il Decreto legislativo 66/17, attuativo de La Buona Scuola sull’inclusione scolastica.
Ebbene, ad un anno esatto dall’emanazione di tale “pontificata” Riforma del sostegno, le testimonianze dirette dei nostri ragazzi e dei loro genitori e la nostra quotidiana esperienza sul campo ci fanno purtroppo registrare il persistere delle solite annose carenze dell’attuale modello di inclusione.
Ci riferiamo innanzitutto alla scarsa formazione specifica dei docenti specializzati.
Tale punto di debolezza dell’odierno sistema inclusivo si spiega perché le modalità di arruolamento e di formazione iniziale degli insegnanti per il sostegno (disposte dal D. Lgs 59/17 e dal succitato Decreto legislativo 66 del 2017) entreranno a pieno regime solo a conclusione del nuovo percorso triennale FIT. Come dire che i benefici de La Buona Scuola, se ce ne saranno, si potranno avvertire almeno tra tre anni e che i reali ed urgenti bisogni educativi degli alunni con disabilità, nell’immediato, continueranno a non essere soddisfatti adeguatamente.
Inoltre, non si trascuri che, a causa di discutibili ciclici provvedimenti adottati dal Ministero nel corso degli ultimi anni nella sola logica dell’”emergenza” e della difesa di interessi “corporativi”, oggi, il 40% dei 120000 docenti per il sostegno risulta essere “in deroga”, con incarichi precari e spesso non specializzato, quando addirittura neanche abilitato.
Come si può ben comprendere, quest’elemento di forte criticità non depone di certo a favore della qualità del processo, costringendo circa l’8% (scuola primaria) e il 5% (scuola secondaria) delle famiglie italiane a “ricorrere” all’autorità giudiziaria per ottenere i loro diritti.
Questo ricorso ai giudici da parte dei genitori degli studenti disabili, a parere di chi scrive, è senz’altro “sacrosanto”, ma sta rischiando di diventare “indiscriminato” a causa della pericolosa china del nostro modello di inclusione verso la delega al solo docente di sostegno, considerato ormai quasi “intoccabile”, indipendentemente dalle sue competenze.
Infatti, contravvenendo ai principi pedagogici e didattici della “scuola per tutti e per ciascuno”, del “sostegno” alla classe, della flessibilizzazione dei contesti, della personalizzazione degli insegnamenti-apprendimenti, dell’autonomia didattica e delle pari opportunità (previsti dalla Legge 517 del 1977, dalla 104 del 1992 e dal Regolamento dell’autonomia del 1999), in questi ultimi decenni, il Ministero non se l’è sentita di “rivoluzionare” il sistema, investendo su servizi alternativi di supporto.
L’unica cosa che ha saputo fare è stata quella di “limitare” la sua attenzione soltanto sul docente di sostegno quale unico “garante” del processo di inclusione (la media nazionale si è ormai assestata sul rapporto di un docente ogni due alunni, come d’altra parte previsto dall’art 19 comma 11 della legge 111/11).
Lo stipendio medio di un docente di sostegno si aggira intorno a 1650 Euro. Dunque, conti alla mano, lo Stato italiano spende per il sostegno circa 2 miliardi e mezzo di Euro all’anno.
Con queste cifre, ci si aspetterebbe francamente molto di più.
Infatti, non mi sembra che tale massiccio intervento a favore del docente per il sostegno e non del “sostegno del contesto” abbia prodotto un elevamento della qualità del processo di inclusione degli studenti con disabilità.
Anzi, tali “storture” del sistema hanno finito per danneggiare ulteriormente i nostri ragazzi, privandoli di un adeguato supporto territoriale psicopedagogico, capace di “includerli” e di renderli veramente autonomi nello studio, nel lavoro, nello sport e nel tempo libero.
La cosa più deludente è che, purtroppo, neppure la di cui sopra “decantata” neonata Riforma del sostegno muterà tale “circolo vizioso”, perchè continua ad insistere colpevolmente solo sulla centralità del docente di sostegno, piuttosto che garantire agli alunni con disabilità un sostegno “diffuso” in tutto il contesto, che è invece la logica che sta alla base dell’autentica cultura dell’inclusione. Prova ne è il fatto che lo stesso D. Lgs 66/17 ha inspiegabilmente “annullato” i CTS, ridimensionandoli ad “ectoplasmatiche” Scuole Polo, la cui struttura è ancora tutta da definire.
Parimenti, sempre a conferma della mancata “responsabilizzazione” dell’intera comunità educante del processo d’inclusione, la formazione generalizzata di tutto il personale scolastico sulla didattica inclusiva prevista dall’art 13 del D. Lgs 66/17 pare non decollare in quanto, paradossalmente, esso non fa obbligo allo stesso personale di osservarla.
Senza dimenticare, infine, che il non più rinviabile riconoscimento del profilo dell’assistente alla comunicazione (che la Conferenza Stato-Regioni tarda ancora immotivatamente ad adottare) inficia ulteriormente una presa in carico “globale” da parte del contesto dei nostri ragazzi, compromettendo non poco la loro inclusione nella scuola “di tutti e di ciascuno”.
Le forze politiche che hanno vinto le elezioni del 4 marzo u.s., impegnate in questi giorni nelle consultazioni con il Presidente Mattarella, hanno dichiarato inequivocabilmente e senza se e senza ma di voler “strappare” ed azzerare la Buona Scuola, definendola nefasta per il nostro sistema nazionale di istruzione.
Non so se ciò sarà fatto realmente da chi avrà a breve l’onore e l’onere di governare il nostro Paese. Tuttavia, anche qualora la Buona Scuola dovesse essere “rottamata” nel prossimo futuro, mandando in soffitta pure la sua Delega sull’inclusione, con molta umiltà, mi sento di poter suggerire all’Esecutivo che verrà che non servono innumerevoli riforme, nuovi acronimi e semplici cambi formali di nomi per migliorare lo stato del sostegno in Italia. E’ invece necessario ed indifferibile che questi interventi si trasformino e traducano una volta per tutte in reali “buone prassi”.
L’inclusione scolastica, infatti, non è un “incidente di percorso”, né un’”emergenza da presidiare”, ma al contrario dovrà essere affrontata da qualsiasi nuovo Governo con una visione organica, con azioni di sistema ed a lungo termine e, soprattutto, applicando finalmente nei fatti e non la sciando più “sulla carta” gli innovativi e civilissimi principi della nostra avanzata ed invidiata legislazione inclusiva.

Ordine e Albo e non solo: stato dell’arte, di Giovanni Cancelliere

Il cambiamento che porterà la Legge n.3 dell’11 gennaio 2018 (Legge Lorenzin) sta creando un po di ansia tra i professionisti della sanità in quanto non è chiaro a molti cosa realmente accadrà e cosa comporterà per ognuno di noi ma, soprattutto, ci stiamo chiedendo dove e come iscriversi, quanto partirà? Facciamo un po’ di ordine.
Il Decreto Attuativo del 15 marzo 2018 del Ministero della Salute ha specificato gli step e le modalità con cui le Associazioni di Maggior Rappresentanza porteranno alla creazione dell’Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione (2020/2021) e dei rispettivi 17 Albi di nuova creazione.
Chi sono le Associazioni di Massima Rappresentanza (AMR)?
Il D.M. della Salute del 30 luglio 2013 individuava una Associazione più rappresentativa di altri per ogni profilo professionale e, per quanto ci riguarda come categoria, fu individuata l’Associazione Italiana Fisioterapisti; tale associazione fa parte del CO.N.A.P.S. (Coordinamento Nazionale Associazione Professioni Sanitarie).
In questa prima fase, gli iscritti alle Associazioni affiliati al CO.N.A.P.S. in data 31 marzo 2018 sono automaticamente iscritti all’Albo della propria categoria perché già censiti con i requisiti appropriati, di conseguenza iscritti anche alla Federazione degli Ordini. Requisiti:
– titolo universitario o titolo equivalente o equipollente ai sensi del D.M. Sanità 27 luglio 2000;
– cittadinanza italiana;
– certificato casellario giudiziario o autocertificazione, ecc.
Le AMR dovranno individuare un loro rappresentante di categoria su base regionale che diventerà la figura Istituzionale del neo Albo.
Le AMR smetteranno la loro funzione transitorie in 18 mesi dall’entrata in vigore del Decreto Attuativo, ma fino a quel momento, tramite il proprio rappresentante, sono i gestori dell’Albo di categoria sotto gli aspetti gestionali, amministrativi, di funzione e di tesoreria: tutto questo avverrà finchè a livello territoriale (Province) non saranno istituiti le sedi degli Albi.
Dal 15/2/2018, a seguito dell’entrata in vigore della legge 11 gennaio 2018, n. 3 “Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute” la Federazione dei vecchi e nuovi Ordini assume la denominazione ufficiale seguente:

Federazione nazionale Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica, delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (FNO TSRM PSTRP), in rappresentanza di ben 21 professioni sanitarie e 61 Ordini provinciali e interprovinciali ( SITO WEB: www.tsrm.org/index.php/chi-siamo/ )
Contemporaneamente i preesistenti Collegi professionali (provinciali e interprovinciali) hanno assunto la denominazione di Ordine dei Tecnici sanitari di radiologia medica, delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione.
Si stima che la neo costituita Federazione, in attesa del censimento ufficiale e della istituzione dei relativi albi professionali (provinciali e interprovinciali), rappresenti circa 220.000 professionisti sanitari.
Per avere le idee più chiare si consiglia di visionare il sito www.tsrm.org A riguardo degli Ordini e www.aifi.net A riguardo degli Albi; riguardo ai costi si stima una spesa individuale dai 130€ ai 160€ che dipenderà dal numero dei censiti per categoria.
Come avverrà il censimento?
Ci saranno incroci di banche dati tra AGENAS, CO.N.A.P.S, Provider pubblici e privati E.C.M, Associazioni no-AMR.
Il 18 aprile sarà una data importante perchè le AMR di CO.N.A.P.S. si incontrano a Bologna all’interno di EXPO SANITA’ per strutturare con norme condivise le nomine dei rappresentanti regionali AMR.

Professioni non normate

Per tutti coloro che non hanno né equivalenza, ne equipollenza, il Ministero della Salute sta cercando di produrre un documento in collaborazione con le Associazioni tutte e arrivare ad una sorta di ”sanatoria” permettendo, a coloro che hanno investito in quel tipo di formazione non riconosciuta professione sanitaria, di continuare a svolgere le attività lavorative fino ad oggi effettuate, dando anche un contenitore di riconoscimento a quel tipo di professione: i tavoli tecnici sono in svolgimento.
Il Comitato Tecnico Scientifico Nazionale Fisioterapisti & Massofisioterapisti UICI darà periodicamente informazioni appena ci saranno altre comunicazioni esplicative da ridurre le criticità che normalmente si manifestano in presenza di trasformazioni e cambiamenti.
Giovanni Cancelliere