Sintesi dei lavori della Direzione Nazionale

Il 29 gennaio 2026, alle ore 8:30, si è riunita la Direzione Nazionale, convocata in audioconferenza attraverso la piattaforma Zoom.

Partecipano ai lavori, per le materie di competenza, il Consigliere Nazionale Giovanni Taverna, coordinatore delle attività patrimoniali, e il Presidente dell’Organo di Controllo, Sebastiano Resta.

Il verbale del 16 dicembre viene approvato con alcune piccole integrazioni.

Si prende atto della seguente documentazione:

• Bozza della Carta dei servizi Intercity Trenitalia;

• negoziazione con l’Istituto Seraphicum;

• Centro Polifunzionale della Federazione Pro Ciechi;

• comunicazione della sezione di Como relativa a un legato;

• Sant’Alessio: OdG di adesione del Consiglio Regionale UICI Lazio alle linee di orientamento della Direzione nazionale del 16 dicembre 2025;

• verbali assemblee di fisioterapisti, insegnanti e centralinisti;

• progetto di digitalizzazione dell’archivio della sede nazionale;

• parere IURA sull’indennità di accompagnamento nell’ISEE per l’assegnazione di case popolari;

• sentenza del TAR del Friuli Venezia Giulia.

Viene approvata l’ipotesi di composizione delle venti Commissioni nazionali. Si procederà quindi a verificare la disponibilità delle persone proposte e successivamente si formalizzerà l’intero assetto tramite comunicato. Vengono intanto definitivamente confermati i coordinatori dei sei gruppi di lavoro:

Gruppo di Lavoro 1 – Lavoro, pensionistica, previdenza – Coordinatore: Angelo Camodeca;

Gruppo di Lavoro 2 – Istruzione, formazione, pluridisabilità – Coordinatore: Maria Mencarini;

Gruppo di Lavoro 3 – Parità e tutela – Coordinatore: Simona Trudu;

Gruppo di Lavoro 4 – Vita indipendente – Coordinatore: Marino Attini;

Gruppo di Lavoro 5 – Comunicazione, informazione, cultura – Coordinatore: Barbara Leporini;

Gruppo di Lavoro 6 – Rapporti interistituzionali, sociali e politici – Coordinatore: Vincenzo Massa.

Per la gestione del giornale on line Acta Diurna, sono pervenute due proposte di consulenza editoriale e, dopo attento esame, la Direzione concorda nel richiedere all’Agenzia di Stampa DIRE un piano dettagliato, che sarà vagliato nella prossima Direzione.

La Direzione approva il calendario delle manifestazioni e degli eventi ai quali partecipare per l’anno 2026.

Viene approvata la proposta di modello di avviso pubblico che sarà utilizzato per la selezione delle candidature relative alle nuove consulenze e prestazioni professionali. Sono approvate le modalità di divulgazione delle manifestazioni di interesse e definite le modalità di selezione delle candidature.

Viene autorizzata la sezione territoriale di Enna a resistere e ad agire avverso il Comune in merito al contenzioso IMU.

Viene accolta l’offerta di Enterprise Digital Architects S.p.A. per la gestione del recupero crediti in ambito fallimentare, in quanto la procedura non prevede spese e consente il possibile recupero di somme che, allo stato attuale, non risultano più direttamente esigibili.

Per il patrimonio, vengono esaminate le richieste delle sedi di Brescia, Firenze, Grosseto, Milano, Parma, Torino, Treviso e Venezia.

Vengono esaminate le richieste di contributo, prestito, anticipazione delle sedi di Caltanissetta, Como, Enna, Chiavari, e Circolo scacchistico.

Dopo le comunicazioni dei componenti della Direzione Nazionale, alle ore 13:35 il Presidente dichiara chiusa la riunione.

U.I.C.I. Calabria – Sussidiarietà e autonomia

La Calabria ridisegna l’inclusione per i non vedenti

Regione e associazioni tracciano il bilancio del progetto dedicato alle persone pluriminorate: 75 percorsi di assistenza personalizzata che trasformano il sostegno pubblico in dignità quotidiana e integrazione reale.

“Sono molto riconoscente all’Unione Italiana Ciechi e a tutte le altre associazione che ci consentono di lavorare all’insegna della sussidiarietà per realizzare bisogni che altrimenti la pubblica amministrazione non sarebbe capace di realizzare”. Con queste parole il governatore Roberto Occhiuto ha suggellato il seminario di chiusura di un’iniziativa che segna un cambio di passo nel welfare calabrese.

Il progetto, finanziato dalla Regione Calabria tramite una legge dedicata, ha visto la sinergia operativa tra l’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità (Iapb) e l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (Uici). L’obiettivo è chiaro: garantire percorsi stabili di integrazione scolastica, lavorativa e sociale per chi affronta la complessa condizione della pluriminorazione.

I numeri e i servizi di un modello consolidato

I dati illustrati dalle associazioni confermano l’efficacia dell’intervento: 75 beneficiari affiancati da altrettanti operatori specializzati. Non si tratta di semplice assistenza, ma di un ventaglio articolato di prestazioni tecniche e riabilitative.

“Sono servizi sviluppati in base alle esigenze della persona e della famiglia con l’offerta di attività di nuoto, psicomotricità, mobilità, orientamento e autonomia personale e domestica, logopedia, musicoterapia, musica e canto e l’insegnamento del metodo Braille” ha spiegato Luciana Loprete, consigliera nazionale Uici, aggiungendo l’intento ultimo del percorso: “Cerchiamo di insegnare loro ad essere autonomi e indipendenti per consentirgli di vivere una vita dignitosa”.

La sfida della continuità

Pietro Testa, presidente regionale di Uici e Iapb, ha rivendicato la trasparenza e l’impatto sociale della spesa pubblica, sottolineando come ogni euro sia stato trasformato in supporto diretto alle famiglie. “L’obiettivo è proseguire su questa strada, speriamo che possano essere incrementate le risorse per fornire sempre più servizi”, ha auspicato Testa.

Secondo Occhiuto, il valore aggiunto risiede proprio nella capacità delle associazioni di arrivare laddove la burocrazia si ferma. Il progetto, ormai strutturato negli anni, permette di “costruire percorsi di inclusione sociale e lavorativa non tramite la pubblica amministrazione, che a volte non ha al suo interno risorse, energie e personale qualificato per farlo, ma tramite associazioni più prossime al bisogno”. Per la Regione, dunque, il terzo settore non è un semplice fornitore, ma il braccio operativo indispensabile per rendere meno complicata la vita di chi combatte quotidianamente per la propria autonomia.

La FISPIC e l’UICI insieme per promuovere lo sport

La FISPIC e l’UICI hanno recentemente siglato un Protocollo d’intesa finalizzato a rafforzare la collaborazione tra le due organizzazioni per promuovere la pratica sportiva tra le persone cieche, ipovedenti e con disabilità complesse comunque legate alla disabilità visiva.

Il Protocollo riconosce lo sport come uno strumento fondamentale per lo sviluppo psicofisico, il benessere, l’inclusione sociale e la partecipazione attiva.

La FISPIC è la Federazione Sportiva Paralimpica cui il CIP, Comitato Italiano Paralimpico, ha demandato la gestione, l’organizzazione e lo sviluppo dell’attività sportiva per ipovedenti e ciechi. La FISPIC raggruppa le discipline del Goalball, Torball, Calcio a 5 B1, Calcio a 5 B2/3, Judo, Showdown, Blind Tennis e Scacchi.

Grazie al Protocollo, saranno promossi eventi sportivi e iniziative a carattere nazionale e territoriale, e sarà organizzato ogni anno un evento comune di rilievo a carattere nazionale.

Le suddette iniziative potranno assumere forme diverse: giornate dimostrative, tornei, campus sportivi, workshop e/o convegni.

Inoltre, UICI e FISPIC progetteranno congiuntamente percorsi formativi e moduli di aggiornamento rivolti a tecnici, dirigenti, operatori sociali, volontari del Servizio Civile, studenti universitari, istruttori e personale delle strutture territoriali, con l’obiettivo di diffondere competenze specifiche nello sport per persone con disabilità visiva e garantire elevati standard di qualità, sicurezza e accessibilità.

I programmi potranno essere realizzati anche in collaborazione con enti pubblici, università, centri di ricerca, scuole di specializzazione, fondazioni e soggetti del terzo settore, valorizzando opportunità offerte da progetti e bandi dedicati alla formazione, all’inclusione sociale e alla promozione dello sport paralimpico.

Il Protocollo prevede altresì la possibilità di collaborare a iniziative, progetti e bandi promossi da enti pubblici, fondazioni e soggetti del terzo settore, con l’obiettivo di favorire iniziative condivise, sostenibili e orientate alla diffusione della pratica sportiva, alla cittadinanza attiva e all’inclusione delle persone cieche, ipovedenti e con disabilità complesse, comunque legate alla disabilità visiva.

Sarà nostra premura, di volta in volta, diffondere tutte le informazioni necessarie a favorire la più ampia partecipazione dei nostri soci alle attività sportive di base e paralimpiche.

Un percorso che mette al centro le persone

Autore: Luciana Loprete

Alla Cittadella regionale il convegno conclusivo sul progetto per i ciechi pluriminorati

Si è svolto il 4 febbraio, presso la Sala Oro della Cittadella regionale, il convegno conclusivo del Progetto per lo sviluppo di servizi in favore dei ciechi pluriminorati, un momento di sintesi e confronto che ha restituito con forza il valore umano, sociale e istituzionale di un percorso articolato e partecipato, giunto al suo quinto seminario finale.

All’incontro hanno preso parte i presidenti e i rappresentanti delle sedi territoriali dell’UICI calabrese, che hanno illustrato, attraverso contributi video e testimonianze dirette, il lavoro svolto nei rispettivi territori, mettendo in luce l’impatto concreto del progetto sulla vita degli utenti e delle loro famiglie.

Ad aprire i lavori è stata la Consigliera Nazionale UICI Luciana Loprete, che ha moderato l’intero simposio, ripercorrendo il cammino che ha condotto al seminario conclusivo e soffermandosi sulla bontà della legge che ha reso possibile l’attuazione del progetto. Nel suo intervento ha evidenziato il riscontro estremamente positivo registrato tra le famiglie e tra le persone cieche con disabilità complesse, sottolineando come l’intervento abbia risposto a bisogni reali e spesso trascurati.

A seguire, il Presidente Regionale UICI Pietro Testa ha ribadito il valore del progetto e l’impegno profuso da ciascuna sezione territoriale, che ha saputo declinare gli obiettivi generali in azioni mirate, coerenti con le esigenze dei singoli contesti locali.

Di particolare rilievo istituzionale la presenza del Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che nel suo intervento ha riconosciuto il ruolo fondamentale che l’UICI svolge sul territorio regionale, spesso supplendo alle carenze della pubblica amministrazione. Il Governatore ha invitato l’Associazione a farsi promotrice di proposte e iniziative da sottoporre alla Regione, finalizzate al miglioramento delle criticità legate alle barriere architettoniche, all’inclusione scolastica, alla formazione, al lavoro e all’autonomia personale. Ha inoltre espresso apprezzamento per il progetto, auspicando un suo potenziamento attraverso un miglioramento della normativa che ne sostiene il finanziamento.

In tale prospettiva, la Consigliera Nazionale Loprete, consegnando un breve sunto dell’intero percorso progettuale, ha avanzato la proposta di istituire, nelle cinque province calabresi, altrettanti centri diurni in grado di offrire quotidianamente supporto a persone cieche, ipovedenti e con minorazioni aggiuntive, evitando così alle famiglie e agli utenti i cosiddetti “viaggi della speranza” per ottenere servizi e assistenza solo in maniera sporadica. Il Presidente Testa ha invece sollecitato l’attenzione della Regione sul tema della formazione degli operatori di orientamento, mobilità e autonomia personale, figura professionale attualmente assente in Calabria, nonostante una proposta già da tempo giacente presso l’assessorato competente.

Nel corso del convegno è giunto anche il saluto del Presidente dell’ENS Calabria Antonio Mirijello, che ha sottolineato la costante e proficua collaborazione tra ENS e UICI, evidenziando come il lavoro in rete tra associazioni rappresenti un valore aggiunto fondamentale per la tutela e la promozione dei diritti delle persone con disabilità sensoriali. A lui si è affiancato l’intervento del Presidente dell’ASD Reggina UICI Armando Paviglianiti, che ha rimarcato l’importanza dello sport quale strumento di inclusione, autonomia e crescita personale per le persone con disabilità, esprimendo parole di apprezzamento per la qualità del progetto e per l’impegno di tutti coloro che lo hanno reso possibile.

Uno dei momenti più intensi e toccanti del convegno è stato il ricordo di una giovane utente del progetto, prematuramente scomparsa. La Consigliera Loprete, per il tramite del Presidente Occhiuto, ha voluto donare alla madre della piccola Beatrice Davoli un tenero peluche per ricordare la tenerezza della ragazza, nel giorno in cui avrebbe compiuto il suo 27° compleanno, rendendo omaggio alla sua memoria e al valore del suo percorso di vita.

Nel corso dei lavori è intervenuto anche il Consulente legale dell’Associazione, l’Avv. Annunziato Denisi, che ha illustrato i numeri del progetto e fornito alla numerosa platea i dati necessari per comprendere l’entità dei benefici prodotti. 

Per le sezioni territoriali hanno preso la parola Antonella Mascaro, Daniela Taverna e l’ortottista Chiara De Gennaro; per la sezione di Cosenza il Presidente Francesco Motta; per la sezione di Vibo Valentia il Presidente Giuseppe Bartucca; per la sezione di Reggio Calabria la Vicepresidente Francesca Barranca e l’operatrice psicologa Alessandra Templorini; per la sezione di Crotone gli operatori Antonio Scicchitano e Francesca Bova.

Numerosi e sentiti i ringraziamenti rivolti alla Regione Calabria per il finanziamento del progetto, riconosciuto come fondamentale per la sua concreta realizzazione, nonché agli operatori coinvolti per la professionalità e la dedizione dimostrate e alle famiglie, che con fiducia e partecipazione hanno creduto nel percorso proposto, contribuendo in maniera determinante al suo successo.

Il convegno si è concluso con la consapevolezza condivisa che il progetto rappresenti non solo un’esperienza positiva da raccontare, ma soprattutto una base solida da cui partire per costruire servizi strutturati, continuativi e sempre più rispondenti ai bisogni delle persone cieche pluriminorate e delle loro famiglie in Calabria.

Musei Civici per tutti: proposte per attività inclusive

In questi mesi i Musei Civici di Monza offrono un ricco programma di mostre ed eventi legati a protagonisti dell’arte tra Otto e Novecento, come Anselmo Bucci e Mosè Bianchi.

Gli ambienti del museo sono completamente accessibili a persone con disabilità fisica, sensoriale e cognitiva: in occasione delle mostre temporanee è inoltre possibile organizzare visite guidate inclusive per gruppi, personalizzando i percorsi per un’esperienza “su misura”.

Scopri come fare nella sezione “Accessibilità” del nostro sito: https://www.museicivicimonza.it/accessibilita/.

Anselmo Bucci. Monza e il Novecento

Fino a lunedì 6 aprile 2026

I Musei Civici ospitano la mostra “Anselmo Bucci. Monza e il Novecento” per celebrare il settantesimo anniversario della scomparsa del pittore avvenuta a Monza, sua città di adozione. Artista e scrittore, tra Parigi, Milano e Monza Anselmo Bucci è stato una figura di primo piano per l’arte italiana del Ventesimo secolo. Questa mostra, arricchita da documenti e lettere provenienti dal Museo Etnologico di Monza e Brianza, ricostruisce la vicenda umana e artistica del pittore, consentendoci di vedere i grandi eventi della contemporaneità attraverso il suo sguardo e al suo pennello. 

La scuola della Bigia

Fino a domenica 15 marzo 2026

Nel contesto della mostra “Anselmo Bucci. Monza e il Novecento”, i Musei Civici espongono l’opera di Anselmo Bucci raffigurante una classe della Scuola Elementare di Bresso dove la sorella Emilia, soprannominata “la Bigia” e molto cara al pittore, lavorava come insegnante. L’opera, a lungo considerata perduta, è stata ritrovata e recentemente restaurata dal Comune di Bresso, che la ha prestata ai Musei Civici nel contesto della mostra dedicata al pittore. Qui, l’opera entra in relazione con gli altri dipinti presenti in mostra, consentendo di aprire una finestra sul vissuto affettivo di Anselmo e sulla quotidianità di un’epoca ormai passata. 

Mosè Bianchi. Ottocento a colori

Fino al 6 maggio 2026 il MUST – Museo del Territorio di Vimercate organizza la mostra “Mosè Bianchi. Ottocento a Colori” per celebrare l’opera del grande Maestro monzese. I Musei Civici hanno collaborato alla realizzazione della mostra prestando diverse opere di Mosè Bianchi appartenenti alle proprie collezioni e, per l’occasione, offrono la possibilità di organizzare visite guidate accessibili e inclusive, dedicate all’opera del pittore e ai grandi protagonisti dell’Ottocento cittadino come Eugenio Spreafico, Pompeo Mariani ed altri ancora. Contatta il museo al n. 039 2307126 o via mail all’indirizzo info@museicivicimonza.it per organizzare al meglio la visita guidata per il tuo gruppo!

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Museo Tattile Omero – Libri, storie e memoria condivisa

Mercoledì 11 febbraio, ore 17:00
Presentazione del libro “Alberto Maggi. Pane al pane” di Vincenzo Varagona

Un incontro intimo e intenso con il noto biblista e “frate eretico” Alberto Maggi, protagonista del libro-intervista di Vincenzo Varagona, che intreccia vita, fede, domande e scelte capaci di parlare a tutti. Paoline Editoriale Libri.
“Fra Alberto ha dimostrato che la fede può essere un’esperienza trasformativa, capace di risvegliare speranze e rinnovare vite, toccando il cuore di persone di ogni provenienza e situazione”.
Saluti di Aldo Grassini, Presidente del Museo.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Venerdì 13 febbraio, ore 16:00
Presentazione del libro “Ancona – Capodemonte, ‘n po’ de tuto”, di Iridio Mazzucchelli


Un viaggio nella memoria della città: i quartieri, le relazioni, il Palio di Ancona e la vita quotidiana tra passato e presente. Un racconto corale che parla di identità e appartenenza.
In collaborazione con Libreria Fogola. Affinità Elettive edizioni.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Due occasioni per ascoltare, ricordare, confrontarsi. Ti aspettiamo al Museo Omero!

Soggiorno-studio estivo in Spagna per il perfezionamento della lingua inglese

Scadenza presentazione candidature: 12/04/2026

ormai da diversi anni, la O.N.C.E. (Organizzazione Nazionale Spagnola dei Ciechi) organizzerà una vacanza-studio per il perfezionamento della lingua inglese che si svolgerà nella deliziosa cittadina di Pontevedra, in Galizia (Spagna).

     Grazie al generoso invito rivolto all’Unione, un piccolo gruppo di giovani ciechi e ipovedenti italiani avrà la possibilità di vivere questa esperienza con a proprio carico la sola copertura dei costi di viaggio.

      L’arrivo dei partecipanti a Pontevedra è previsto nel pomeriggio del 26 luglio e la partenza il 7 agosto 2026, possibilmente dopo le 14.00.

      Potranno candidarsi per la partecipazione al soggiorno giovani ciechi o ipovedenti di età compresa tra i 15 e 17 anni, ossia che abbiano già compiuto 15 anni alla data del 26 luglio 2026 e che non abbiano ancora compiuto 18 anni alla data del 7 agosto 2026 e che siano in possesso di un livello di conoscenza della lingua inglese B1 – B2.

      Per garantire la partecipazione di studenti adeguatamente qualificati, si invita caldamente a inviare unicamente le candidature di ragazzi che possiedano effettivamente il livello di competenza linguistica indicato, o che comunque si prevede avranno svolto con profitto il programma grammaticale indicato nell’allegato entro la fine del mese di aprile p.v..

      Durante il soggiorno a Pontevedra i partecipanti seguiranno un corso intensivo di inglese di livello intermedio-avanzato (60 ore), oltre ad avere l’opportunità di accedere a varie attività ludico-sportive e culturali.

     A carico degli studenti resteranno le spese di viaggio di andata e ritorno dal luogo di residenza fino all’aeroporto di Vigo, che è quello più vicino a Pontevedra. I costi di soggiorno, di studio e il transfer da e per l’aeroporto di Vigo al/dal Centro Risorse Educative della O.N.C.E. di Pontevedra, dove i ragazzi soggiorneranno e praticheranno parte delle attività, saranno sostenuti della O.N.C.E.

     Il possesso delle abilità linguistiche è un requisito imprescindibile per accedere al corso e dovrà essere attestato dall’insegnante di lingua inglese della scuola di provenienza di ciascun candidato sulla base dello schema grammaticale allegato al presente comunicato. In fase di selezione, sarà comunque somministrato ai candidati un test scritto a distanza e coloro che risulteranno idonei verranno contattati telefonicamente da un esaminatore per un colloquio in lingua inglese per definire una graduatoria di merito, in base alla quale verranno selezionati i partecipanti.

      Altra condizione importante per la partecipazione alla vacanza-studio è il possesso di una ragionevole autonomia nelle attività della vita quotidiana e nella mobilità (ossia la capacità di muoversi in modo indipendente in un ambiente dopo averlo conosciuto).

      Nella valutazione di ammissione, preferenza verrà data ai candidati con adeguate competenze linguistiche e buona autonomia personale che non abbiano già partecipato a una precedente edizione di questo soggiorno-studio. 

I candidati dovranno far pervenire all’Ufficio Relazioni Internazionali all’indirizzo inter@uici.it la seguente documentazione entro sabato 12/04/2026:

.

  • dichiarazione di assenso da parte dell’esercente la potestà parentale alla candidatura del/la ragazzo/a alla vacanza-studio di cui al presente comunicato, con i dati anagrafici del minore, l’indicazione della disabilità visiva come descritta nel verbale di accertamento sanitario di cecità civile e delle eventuali altre disabilità o difficoltà specifiche, un numero di telefono e un indirizzo e-mail di contatto;
  • attestato dell’insegnante di lingua inglese della scuola di provenienza del candidato relativo al possesso da parte di quest’ultimo delle competenze linguistiche indicate nello schema allegato. L’attestato, che può essere rilasciato su carta libera, deve essere sottoscritto dall’insegnante e indicare in maniera leggibile: nome e cognome dell’insegnante, nome e tipo di scuola frequentata dal candidato, anni di studio della lingua inglese del candidato presso quell’istituto;
  • copia di eventuali certificati o diplomi che attestino lo studio della lingua inglese da parte del candidato anche presso altri istituti (scuole di lingue, etc.) con l’indicazione del livello del corso frequentato.
Pubblicato in ONCE

U.I.C.I. Emilia Romagna – VISITA AL MUSEO TATTILE OMERO DI ANCONA

Autore: Lorenzo Amadei

Su impulso del Comitato Regionale Giovani recentemente costituito, domenica 30 novembre 2025 un gruppo di giovani Soci dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti provenienti da diverse Sezioni UICI dell’Emilia-Romagna ha partecipato a una giornata all’insegna della cultura e della socialità ad Ancona, visitando il celebre Museo Tattile Statale Omero. Il gruppo era composto da 13 persone (accompagnatori inclusi) tra i 18 e i 35 anni: due della Sezione di Reggio Emilia, cinque della Sezione di Modena, cinque della Sezione di Forlì-Cesena e una persona della Sezione di Pesaro e Urbino, nelle Marche (quindi fuori Regione). Dopo il viaggio in treno, la visita guidata al Museo Omero ha offerto l’opportunità di conoscere l’arte in maniera accessibile e coinvolgente, attraverso l’esplorazione tattile delle opere e delle architetture: un’esperienza stimolante che ha incuriosito e appassionato tutti i partecipanti. Le sculture vanno dall’Epoca Greca fino ai giorni nostri. Sono state esplorate con le mani le seguenti opere: i Lottatori (copia in gesso conservato agli Uffizi di Firenze), il modello del Pantheon (resina e legno), il modello della Mole dove si trova il Museo Omero, la Pietà di Michelangelo (copia in resina e polvere di marmo), la Pietà Rondanini (copia in gesso della struggente Pietà in Marmo conservata a Milano), la Testa del David di Michelangelo, l’Italia fatta con materiali riciclati, la Nonna del Sud di Felice Tagliaferri in terracotta. Al termine della visita, i ragazzi si sono spostati a piedi al Ristorante Giardino, dove hanno pranzato insieme in un clima di allegria e amicizia.  Nel tragitto a piedi, si è visitato il centro storico e fatto una passeggiata tra i mercatini di Natale. Dopo pranzo, il trasferimento in stazione per il rientro a casa. È stata una bella esperienza di gruppo, durante la quale si è avuto modo di conoscersi meglio e rafforzare legami tra Sezioni diverse; il gruppo è tornato a casa carico di entusiasmo e con la voglia di organizzare presto nuove gite insieme.

SPORT – Audiodescrizione di Olimpiadi e Paralimpiadi

Per promuovere in chiave di maggiore accessibilità l’emozione delle cerimonie e delle gare olimpiche e paralimpiche è stato attivato un servizio di Audiodescrizione destinato alle persone cieche e ipovedenti. Questo servizio è stato promosso con la collaborazione di Fondazione Milano Cortina 2026 e dai territori ospitanti i Giochi Olimpici e Paralimpici.

L’Audiodescrizione va oltre la telecronaca standard e fornisce allo spettatore ipovedente o cieco una descrizione oggettiva di quello che accade. Si descrive: l’azione, gli atleti, i personaggi, i costumi, il linguaggio del corpo, le espressioni facciali, le ambientazioni e qualsiasi cosa possa aiutare le persone con disabilità visiva a seguire ciò che succede.

Saranno descritte:

– tutte le Cerimonie di apertura e chiusura Olimpica e Paralimpica;

 -tutte le competizioni dei Giochi Paralimpici;

– e la gran parte delle competizioni dei Giochi Olimpici.

Per ogni disciplina sportiva saranno disponibili gli eventi di audiodescrizione in italiano, un commento in inglese e, ove previsto, anche in tedesco.

Per poter fruire del servizio di Audiodescrizione dei Giochi:

Se hai un biglietto per la Cerimonia o per una competizione dei Giochi Olimpici e Paralimpici riceverai le istruzioni direttamente dal servizio di Ticketing ufficiale dei Giochi;

Se vuoi fruire invece “a distanza” dell’audiodescrizione dei Giochi, il servizio verrà fruito tramite un App, e potrai richiedere modalità di accreditamento inviando una email a audiodescrizione.giochi@uicimilano.org, In questo modo grazie alla collaborazione della Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano, ti verranno fornite le informazioni per usufruire del servizio di audiodescrizione.”

SPORT – Quando la competizione diventa integrazione vera

Autore: Maria Elisabetta Capasa- Presidente CIP FVG

La scherma non vedenti in Friuli Venezia Giulia

A Manzano la pedana di scherma si è trasformata in qualcosa che va ben oltre una competizione. È diventata uno spazio di incontro autentico, di rispetto e di integrazione reale, dove atleti di diverse abilità hanno condiviso la stessa esperienza sportiva, adattandosi gli uni agli altri senza differenze e senza scorciatoie.

La scherma non vedenti in Friuli Venezia Giulia nasce nel 2017 grazie a un progetto pionieristico che ha saputo guardare oltre i modelli tradizionali. In una regione in cui questa disciplina non era ancora strutturata come sport paralimpico, la Fiorini Liberi ha avuto il coraggio di avviare un percorso dedicato alle persone non vedenti, costruendo passo dopo passo un modello oggi riconosciuto come esempio virtuoso a livello nazionale.

Negli anni il progetto è cresciuto fino a trasformarsi, tra il 2021 e il 2022, nella gara integrata regionale annuale, oggi appuntamento fisso del calendario. Una competizione unica nel suo genere, nella quale la vera forza non è solo partecipare insieme, ma gareggiare davvero allo stesso livello. Ed è qui che emerge l’aspetto più ammirevole di questa esperienza: la competizione reale, leale, autentica.

Gli atleti che vedono scelgono consapevolmente di mettersi nella stessa condizione degli atleti ipovedenti o ciechi. Indossano la maschera, rinunciano alla vista e accettano la sfida più complessa: quella di confrontarsi ad armi pari. Non è una simulazione, non è un gesto simbolico, ma un atto di grande maturità sportiva e umana. In pedana tutto cambia: la vista scompare e lascia spazio a una concentrazione assoluta.

Per non uscire dalla pedana, per restare dentro lo spazio di gara, gli atleti imparano a usare ogni altro senso. Il riferimento diventa il respiro dell’avversario, il più piccolo spostamento d’aria, quel fruscio leggerissimo che accompagna ogni movimento. In quel silenzio carico di tensione, l’aria sembra quasi prendere forma, diventare guida invisibile.

“Attorniati da urla e tifo, vederli muoversi sulla pedana grigia è come osservare un atleta sospeso su una corda, in perfetto equilibrio. Ogni passo è misurato, ogni gesto essenziale. Tutto attorno si ferma. Il tempo rallenta. La gestualità diventa precisa, pulita. L’allenatore osserva in silenzio, come se riuscisse a trasmettere la propria competenza all’atleta senza parlare, guidando idealmente la stoccata attraverso il pensiero. Ed è proprio lì che accade tutto. In un attimo. Un clic secco della lama, una spinta controllata, il contatto che arriva con eleganza e competenza. Un gesto tecnico che profuma di vittoria. Emozione pura. Poi la maschera si solleva, gli occhi sono sudati, il respiro ancora corto, e in quel sorriso che affiora si legge chiaramente la soddisfazione più grande: aver dato tutto”.

In questo scenario cogli come il ruolo dei tecnici diventa fondamentale e merita un elogio speciale. Sono loro a costruire questo equilibrio, a guidare gli atleti in un percorso che va oltre la tecnica. È un dialogo invisibile, fatto di fiducia, di preparazione, di gesti interiorizzati nel tempo. L’allenatore non urla, non interrompe: accompagna, sostiene, guida. È lì, in quel silenzio condiviso, che nasce la qualità del gesto ricco di storia antica di uno sport regale.

In questo contesto così intenso si intrecciano anche le storie di Michela Kainova e Samantha De Rosa, protagoniste della gara di Manzano attraverso la competizione, dimostrando determinazione, equilibrio e uno spirito sportivo che incarna perfettamente il senso della gara integrata. Le due atlete hanno portato in pedana non solo la propria preparazione tecnica, ma un messaggio forte di consapevolezza, rispetto e integrazione vissuta.

Il Friuli Venezia Giulia si conferma così un vero laboratorio nazionale di buone pratiche, dove lo sport non è solo risultato o prestazione, ma relazione, crescita e integrazione. E dove la scherma, più che mai, diventa uno strumento capace di fermare il tempo, cambiare prospettiva e ricordare che il vero successo nasce dall’incontro autentico tra le persone.