U.I.C.I. Varese – Giornata Nazionale del Braille 2026

Il Braille: leggere il mondo con le dita, vivere alla pari. Chiunque, dopo aver comprato un medicinale o salendo in ascensore, avrà notato almeno una volta nella vita quei punti in rilievo sulle confezioni o sui pulsanti. Così, il braille entra a far parte della vita quotidiana anche di chi non lo sa leggere. Nonostante questo, oggi alcuni ne mettono in discussione l’utilità se confrontato con le tecnologie di sintesi vocale, sempre più simili alla voce umana anche grazie all’avanzare dell’intelligenza artificiale, e con le piattaforme di streaming di audiolibri ormai molto popolari, o con i servizi dedicati esclusivamente a chi non vede, come il Libro Parlato. Ma il destino del braille è davvero quello di scomparire dalla nostra quotidianità e diventare un relitto storico di come si leggeva nei tempi andati?

Per rispondere a questa domanda, abbiamo raccolto le testimonianze di due giovani della nostra Sezione di Varese dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti: Laura e Andrea.

Laura

In questo dibattito la mia posizione è netta: il braille è uno strumento ancora attualissimo. L’ho usato costantemente durante i miei studi e sarà lo stesso anche nel lavoro, ma mi ha anche offerto l’occasione per “gettare un ponte” verso altre persone e rafforzare legami di amicizia, e di partecipare attivamente agli eventi della mia comunità.

Partiamo dalla scuola. Non so come avrei potuto risolvere gli esercizi di matematica, svolgere le versioni o imparare a scrivere in inglese senza il braille. Forse non sarebbe stato del tutto impossibile, ma sicuramente il lavoro sarebbe diventato molto più macchinoso e lento. Un discorso simile vale oggi per uno dei miei hobby preferiti: da appassionata di tecnologia, mi piace sperimentare con la programmazione, e scrivere codice informatico sarebbe molto più complicato se non potessi leggerlo sulla mia barra braille.

La barra braille è un dispositivo elettronico che si collega al computer o allo smartphone e restituisce il testo sullo schermo sotto forma di puntini in rilievo, aggiornandosi in tempo reale mentre si scrive o si legge. In questo modo è possibile esplorare parola per parola, riga per riga o carattere per carattere ciò che appare sul display, controllando con precisione ortografia, punteggiatura e struttura del testo.

Un po’ come nella matematica, in questo campo bisogna seguire regole precise, dove sbagliare anche solo un simbolo di punteggiatura o una parentesi genera un errore. Esaminare il codice senza braille significherebbe ascoltare ogni riga magari più volte o carattere per carattere per verificare che la sintassi sia corretta. In università, poi, ho potuto prendere appunti senza dover fare costante affidamento alla sintesi vocale per controllare che ciò che scrivevo fosse corretto, con conseguenti meno distrazioni.

Ma il braille non è solo funzionale, è anche un modo per dare la propria voce ai testi, senza dover dipendere dagli altri o da una voce artificiale che, per quanto sofisticata, non può trasmettere tutte le sfumature espressive di un testo.

Nella mia vita, il braille è diventato anche un mezzo che mi permette di avere una partecipazione attiva nella mia comunità. Frequentando il centro giovanile che riunisce tutte le parrocchie della mia città, spesso partecipo a momenti di riflessione o di preghiera. In queste occasioni porto sempre la barra braille per leggere i testi che ci vengono proposti e annotare qualche pensiero che desidero conservare. Senza il braille, sarei costretta a chiedere continuamente a qualcuno di rileggere per me i punti sui quali voglio riflettere di più, e durante le preghiere e i canti potrei soltanto ascoltare e tentare di ripetere qualche parola: sarebbe un’esperienza molto meno intensa.

Il braille, inoltre, facilita l’inclusione. In primo luogo, consente di organizzare attività inclusive, nelle quali vedenti e non vedenti possono partecipare su un piano di parità. Un esempio sono i giochi da tavolo accessibili, dove le carte riportano i valori sia in braille sia nel formato visivo, così che tutti possano giocare insieme.

Infine, il braille può diventare un ponte verso nuove conoscenze, un canale per creare unità e rafforzare i legami. Mi è capitato più volte di notare come il mio modo di leggere suscitasse curiosità negli altri. Dopo un evento al centro giovanile o una lezione universitaria, spesso qualcuno mi si avvicinava e mi chiedeva come funzionasse la barra braille e come facessi a leggere quei puntini. Così ho dato qualche piccola lezione e ho spiegato che il braille non è una lingua a sé che solo i non vedenti possono capire: sarebbe l’apoteosi dell’esclusione. Invece, il braille non è altro che l’equivalente dell’alfabeto, soltanto trasposto in un sistema di celle da sei puntini ciascuno. Questa esperienza è emozionante perché permette di toccare con mano il vero significato dell’inclusione.

Sicuramente il modo in cui il braille si legge e si scrive è cambiato: ho già citato più volte lo strumento della barra braille, ma esiste anche una funzionalità degli iPhone chiamata “input braille schermo”, una sorta di tastiera virtuale che, al posto delle lettere, presenta i sei punti braille, con i quali si possono comporre tutte le combinazioni che costituiscono le lettere e i simboli del sistema braille. È una funzione che utilizzo tutti i giorni per scrivere messaggi e prendere appunti quando non ho a disposizione il computer.

Tutto questo dimostra che il braille non è affatto un sistema superato, ma è anzi capace di adattarsi ai cambiamenti della tecnologia senza perdere la sua utilità. Contrapporre il braille alle altre tecnologie esistenti è un approccio infruttuoso: entrambi sono opportunità per vivere alla pari con tutti e avere le stesse possibilità di conoscere ed esprimersi.

Andrea

Il Braille non è solo un sistema di puntini in rilievo inventato da Louis Braille.

È, prima di tutto, lettura, comunicazione, autonomia. È la possibilità concreta, per una persona non vedente, di accedere alla cultura e alla vita quotidiana con gli stessi strumenti cognitivi di chi vede.

Parlo anche per esperienza personale.

Sono non vedente dalla nascita e ho imparato a leggere il Braille fin dall’asilo, esattamente come un bambino vedente impara a leggere le lettere stampate. Ringrazierò sempre chi me lo ha insegnato, perché senza il Braille oggi non sarei in grado di fare moltissime cose: dalla più banale — come leggere i numeri dell’ascensore o le scritte sulle confezioni delle medicine – a quelle più importanti, come studiare.

Grazie al Braille ho potuto seguire gli stessi programmi scolastici degli altri, senza dover ricorrere a percorsi semplificati. Ho potuto leggere libri, prendere appunti, affrontare verifiche ed esami con pari dignità. In altre parole: ho potuto essere uno studente come tutti.

Il Braille è stato fondamentale anche nel mio rapporto con la musica. Grazie ad esso ho potuto leggere gli spartiti, studiare e suonare il pianoforte, costruendo un legame profondo con le note esattamente come farebbe qualsiasi musicista vedente con il pentagramma davanti agli occhi. Quegli spartiti in Braille li custodisco tuttora gelosamente: non sono solo carta, ma rappresentano anni di studio, emozioni e crescita personale. Senza il Braille, tutto questo mi sarebbe stato semplicemente precluso.

E il Braille non appartiene affatto al passato.

Anche mentre sto scrivendo questo articolo, sto usando l’Input Braille integrato nell’iPhone, che mi permette di digitare testi tramite le combinazioni dei puntini. È la dimostrazione concreta che tradizione e tecnologia possono convivere: il Braille si è evoluto, adattandosi ai dispositivi moderni, senza perdere la sua essenza.

Oggi, però, sento spesso dire che il Braille sarebbe “superato”, che ormai non serve più perché esistono le sintesi vocali. È una visione pericolosa.

L’audio è utilissimo, certo. Ma ascoltare non è leggere.

La lettura sviluppa competenze diverse: ortografia, struttura delle frasi, consapevolezza linguistica. Senza Braille, una persona cieca rischia di diventare dipendente esclusivamente dall’ascolto, perdendo l’accesso diretto alla parola scritta. Sarebbe come crescere senza aver mai imparato l’alfabeto.

Se il Braille fosse davvero un sistema morto, perché sempre più realtà lo stanno integrando nei loro prodotti?

Un esempio virtuoso è Alce Nero, che da anni inserisce sulle confezioni un’etichetta in Braille con il tipo di pasta contenuto. All’estero capita di trovarlo nei posti più impensati: sulle zollette di zucchero, sui fazzoletti di carta, perfino – una volta mi è successo davvero – su una bottiglia di vino. Sono piccoli gesti, ma fanno una grande differenza, perché restituiscono autonomia e dignità.

Il Braille non è nostalgia. È inclusione pratica.

Per me, sapere il Braille è fondamentale. Senza, saremmo tutti analfabeti e tagliati fuori dalla cultura. Per capire davvero questo punto di vista, provate a immaginare che nessuno vi abbia mai insegnato a leggere. Chiedetevi come vi sentireste: probabilmente smarriti, dipendenti dagli altri, inevitabilmente indietro rispetto al resto del mondo.

Ecco perché difendere e promuovere il Braille significa difendere il diritto alla conoscenza.

Non è un lusso.

Non è un retaggio del passato.

È una chiave di libertà.

U.I.C.I. Mantova – Attività

Autore: Mirella Gavioli

Quella appena trascorsa, è stata una settimana intensa e ricca di iniziative, emozioni, incontri e grandi soddisfazioni che voglio condividere con ciascuno di voi. Ringrazio il Vicepresidente Luigi, i consiglieri Laura, Orietta e Roberto, la tiflopedagogista Francesca Pagani e l’assistente alla comunicazione Erika Bellintani, per le attività svolte soprattutto per e nelle scuole, per celebrare la 19° Giornata Nazionale del Braille, i soci e i volontari che ci hanno affiancato. In particolare voglio ringraziare la famiglia e gli amici del nostro Angelo Magaldi, per aver promosso la raccolta fondi finalizzata alla donazione dell’utile strumento a favore dei nostri ragazzi e del loro apprendimento, Elisa Lonardi-Ravelli e i soci o i loro familiari, per la donazione di giochi, strumenti e/o materiale anche usato che possiamo mettere a disposizione di altre persone o utilizzare per le nostre tante attività che, se funzionante, raccomandiamo di non buttare ma portare in sezione.

L’unica “nota stonata”, questa volta ce l’ha suonata purtroppo il nostro Maestro e amico Sergio Mancini che, proprio nella Giornata Nazionale del Braille fino allo scorso anno celebrata con noi e per la nostra Sezione con la sua emozionante musica al pianoforte, con la sua classe e discrezione, è stato chiamato in “un’altra dimensione che non voglio chiamare morte”. Il nostro Maestro ci lascerà umanamente un grande vuoto, che fortunatamente possiamo riempire con tutte le sue melodie suonate con amore, e i tanti ricordi di Lui, della sua umanità, forza di volontà, capacità e dignità, e un vissuto di grande esempio che porteremo per sempre nel cuore.

Comunico che mercoledì 25 febbraio, gli uffici sezionali saranno chiusi.

Proseguiamo con le nostre attività e ci prepariamo a trascorrere insieme la Giornata Internazionale della Donna e delle Pari Opportunità, programmata in sezione per sabato 7 marzo alle ore 15.15, con la presentazione del libro scritto dall’autrice attualmente non vedente a causa di un grave incidente, con la quale condivideremo interessanti aspetti e riflessioni di resilienza, modera Pierangela Giavazzi.

U.I.C.I. Enna – Giornata Nazionale del Braille

Autore: Anna Buccheri

La Giornata Nazionale del Braille 2026 nel territorio di Enna è stata caratterizzata da due momenti: uno la mattina e uno il pomeriggio.

La mattina, per il terzo anno consecutivo, avendo seguito e accompagnato il percorso scolastico di una alunna con disabilità visiva, nell’aula magna della Scuola Secondaria di primo grado del plesso “N. Savarese” di Enna, le classi prime (sezioni A, B, C, D) e la terza A hanno incontrato e dialogato con Santino Di Gregorio, Presidente UICI di Enna, con Stefano Salmeri, Professore di Pedagogia generale e sociale dell’Università di Enna “Kore” e con Maria Martelli, Consigliera UICI di Enna che è stata insegnante presso l’Istituto “Ardizzone Gioeni” di Catania.

Il Presidente Santino Di Gregorio ha lanciato la quinta edizione del Concorso rivolto agli alunni della scuola che saranno impegnati nello svolgimento di un tema o di un componimento in cui riverseranno emozioni, sensazioni, riflessioni derivanti dall’incontro. Il Professore Salmeri ha ribadito l’importanza del Braille che ha permesso alle persone con disabilità visiva di diventare cittadini consapevoli del loro ruolo sociale e culturale, essendo un sistema inclusivo che consente di ricucire le distanze e di mettere alla pari con gli altri. La Professoressa Martelli, dopo aver brevemente introdotto le figure di Louis Braille e di Augusto Romagnoli, ha illustrato l’uso dei seguenti sussidi: tavoletta Braille, dattilobraille, cubaritmo, casellario Romagnoli, metro Braille e piano in velcro con cordoncino.

La Dirigente Scolastica, Professoressa Maria Filippa Amaradio, dopo i saluti, ha ricordato il Professore Pino Giunta, collega di Italiano per molti anni, che ha ricoperto un ruolo fondamentale per l’UICI di Enna.

L’Assessore Comunale alla Pubblica Istruzione, Dottor Giuseppe La Porta, ha indicato quello che deve essere un atteggiamento costante e un’abitudine: l’attenzione per i compagni, per chi ci sta accanto, persone con cui condividiamo la strada, compagni di avventura.

Il Presidente del Consiglio di Istituto, rappresentante dei genitori, Dottor Fabrizio Russo, ha sottolineato il valore del rapporto che intercorre tra territorio, tessuto sociale e scuola, essendo necessaria quella formazione che prepara al lavoro attraverso il quale ognuno trova il suo posto nella società e vede riconosciuta la propria dignità di uomo e di donna.

Ragazzi e ragazze non si sono limitati all’ascolto, hanno prestato molta attenzione e sono stati partecipi leggendo loro pensieri e presentando cartelloni da loro preparati guidati dalla Professoressa Rosa Termine, Responsabile del Progetto “Occhi sulle Dita”, e dalle loro insegnanti, Professoresse Amato, Di Maria, Lauricella, Longo, Macaluso e Pavone. Sono emerse le emozioni, perché quando si hanno 11, 12 e 13 anni, sono le emozioni che funzionano da grimaldello per aprire tutte le porte, anche quelle che sembrano prive di serrature.

Così i sentimenti e le sensazioni hanno preso corpo. Rappresentanti di tutte e quattro le prime e della terza A, a volte da soli o a gruppi di due o tre, hanno letto piccoli biglietti a cui hanno affidato i loro pensieri. Le parole usate hanno parlato di maggiore attenzione e pazienza e unità, riconosciute come apprendimenti costruiti in tre anni insieme, insieme a qualcuno che ha mostrato loro anche la bellezza di esplorare il mondo attraverso il tatto e l’udito, perché con le mani non si legge soltanto, ma si scopre il mondo. Nelle parole di questi ragazzi e di queste ragazze si è sentito lo stupore di aver constatato che quella loro compagna, che non vede con gli occhi come loro, vede nel cuore altrui meglio di chiunque altro, è un esempio di forza e non sarà solo un ricordo legato alla scuola, ma “un pezzo di cuore”. Due ragazze della prima B hanno inoltre recitato a turno una strofa della filastrocca Mondo di dita e suoni, trascritta in Braille e in corsivo con elementi tattili in un libro artigianale donato alla compagna, lettura completata dal Professore Salmeri.

Dietro sollecitazione della Professoressa Termine, sono infine state poste dai ragazzi due domande, che, per quanto ricorrenti nella relazione tra chi vede e chi no, hanno restituito tutta la freschezza e la curiosità tipiche di chi le ha formulate: una sul modo di sognare da parte di chi non vede, “Sognate e vedete oppure sognate e non vedete?”; l’altra sui colori, se e come vengono percepiti.

Nel pomeriggio, nella Basilica Santa Maria Maggiore di Nicosia, in provincia di Enna, dopo la Santa Messa è stato inaugurato un pannello esplicativo in nero-Braille che illustra la storia e gli aspetti artistici della Basilica. Il pomeriggio è proseguito nel vicino Oratorio in cui si è discusso di accessibilità a partire da tre relazioni: Gesti che cambiano lo sguardo, della Presidente del Lions Club di Nicosia, Enza Gaglione; La storia del Braille e la sua evoluzione, del Presidente dell’UICI di Enna, Santino Di Gregorio; la Lectio sul testo di Giovanni 9, 1-41, del Parroco dell’Unità Pastorale, Don Filadelfio Scandurra.

Il pannello tattile della Basilica Santa Maria Maggiore di Nicosia si aggiunge a quelli della Basilica di Assoro e della Cattedrale di Nicosia, dando concretezza al progetto di rendere fruibili i beni culturali ed ambientali del territorio per i cittadini con disabilità visiva.

TURISMO SENSORIALE – PUGLIA

Quest’estate vivi una settimana a Carovigno tra spiagge dorate, sapori autentici, passeggiate nella Riserva di Torre Guaceto ed escursioni ad Alberobello e Ostuni!

Il nostro soggiorno mare in Puglia

A luglio, trascorrere una settimana a Carovigno vuol dire lasciarsi avvolgere dal mare cristallino, esplorare i sentieri della Riserva di Torre Guaceto e perdersi tra le architetture candide di Alberobello e Ostuni. Tra cucina tradizionale, eccellenze del territorio e attimi di scoperta, ogni giornata diventa un incontro con i profumi, i colori e la bellezza più autentica della Puglia.

Da lunedì 06 a lunedì 13 luglio 2026

Incontro con l’accompagnatore all’aeroporto di Brindisi oppure in alternativa alla stazione ferroviaria (di Brindisi)

Scoprite il nostro tour:

Iscrizioni:

entro il 16/03/2026 fino a esaurimento posti

contattando Luigia cell. 348/3056471 – luigia@flumenviaggi.it

CONTRIBUTO DEI LETTORI – Festival di Sanremo accessibile

Autore: Michela Galetto

Vorrei raccontare la nostra esperienza alle prove del 76° Festival di Sanremo, accessibili grazie alla gentilezza e alla professionalità del personale Rai sia nel teatro Ariston sia negli uffici.

Siamo una coppia di non vedenti con Cane Guida, residenti a Sanremo, con tutti i disagi logistici che una manifestazione così grande e importante comporta, soprattutto per i disabili.

Abbiamo saputo, tramite la nostra sezione di Imperia Sanremo che gli uffici Rai mettono adisposizione previa opportuna richiesta i pass per assistere alle prove.

Ci siamo recati con Emmet – il nostro cane – e un accompagnatore negli uffici Rai presso l’Ariston. Il personale che ringraziamo sentitamente, ci ha accolto con cortesia, disponibilità e gentilezza, aiutandoci in tutti passaggi per ottenere il pass.

Alla nostra richiesta se anche il cane guida potesse accedere al teatro durante le prove, ci è stato risposto non solo positivamente, ma anche con estrema sollecitudine. Emmet era il benvenuto e non solo! Le impiegate lo hanno coccolato e vezzeggiato nemmeno fosse stato un cantante.

È vero che i cani guida possono per legge accedere a qualsiasi ambiente pubblico, ma in realtà purtroppo non è detto che ciò poi nella realtà avvenga.

Le impiegate ci hanno spiegato che il pass dava diritto ad accedere alle prove ma che non tutte sarebbero state aperte al pubblico, di chiedere all’ingresso per conferma.

Il pomeriggio ci siamo presentati con Emmet che conosce già l’ambiente perché andiamo spesso al cinema in autonomia, e siamo stati accolti dal servizio di sicurezza della Rai che ci ha fatto accomodare in un angolo e poi ci ha accompagnato fino all’atrio.

Qui ci è venuta incontro una ragazza molto gentile e disponibile che ci ha accompagnato dandoci il braccio in un posto che fosse comodo e largo per noi e il cane.

Anzi, lo ha coccolato, così come hanno fatto i registi in platea.

Quando la prova a porte aperte è terminata, la solerte signorina di prima ci ha preso e condotto fuori nell’atrio su alcune poltroncine perché le prove successive erano a porte chiuse. Successivamente ci ha aiutato a tornare al nostro posto in platea complimentandosi per la pazienza, la bravura e la dolcezza di Emmet.

La ragazza ha tentato poi di descriverci sommariamente la scenografia e qualche dettaglio.

Questo per dire che con un po’ di accortezza, attenzione, cortesia anche un evento enorme può diventare piacevole e accessibile col cane Guida e per i non vedenti.

Speriamo che si possa ripetere in futuro per altri spettacoli.

U.I.C.I. Emilia Romagna – VISITA AL MUSEO ANTEROS

Autore: Lorenzo Amadei

VISITA AL MUSEO ANTEROS A BOLOGNA, RIUNIONE DEL COMITATO GIOVANI E PASSEGGIATA AI GIARDINI MARGHERITA

Sabato 21 febbraio 2026 otto ragazzi del Comitato Regionale Giovani dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti hanno trascorso una giornata intensa a Bologna, ricca di cultura, confronto e condivisione di iniziative.

Dopo essere giunti in città in treno, la mattinata è iniziata con un’abbondante colazione al bar ristorante Da Mery; alle 10 il gruppo si è diretto a piedi all’Istituto dei Ciechi “F. Cavazza” dove, grazie alla curatrice Loretta Secchi e a Simone Mattioli, ha potuto visitare il Museo Tattile Anteros.

La giornata scelta per questa visita non è stata casuale: infatti, il 21 febbraio è stata la XIX giornata Nazionale del Braille, come ci ha ricordato il presidente dell’Istituto Cavazza Elio De Leo. Il Presidente Regionale UICI Marco Trombini ha rammentato che il Braille non è solo un sistema di lettoscrittura, ma anche uno strumento di libertà, autonomia e partecipazione culturale.

Il Museo Anteros rappresenta un’eccellenza a livello nazionale e internazionale per la didattica dell’arte rivolta a persone cieche e ipovedenti: attraverso riproduzioni in gesso di celebri capolavori, sono state toccate le opere con le mani, scoprendo dettagli, prospettive e composizioni che hanno reso l’esperienza artistica accessibile e coinvolgente. È stato un momento formativo e stimolante, che ha confermato quanto l’arte possa essere davvero patrimonio di tutti. Il nome del museo è quello di Anteros, il dio greco dell’amore corrisposto e significa “Amore ricambiato”: allo stesso modo, le opere del Museo comunicano alle persone con disabilità visiva attraverso il tatto.

Dopo la visita, si è tenuto il pranzo presso il Residence dell’Istituto Cavazza: un momento conviviale semplice ma prezioso, che ha permesso ai giovani di stare insieme, confrontarsi e rafforzare il senso di gruppo.

Nel pomeriggio si è avuto un momento più istituzionale, con la riunione del Comitato Regionale Giovani: è stato uno spazio di dialogo e progettazione, durante il quale sono stati condivisi idee, proposte e obiettivi per le prossime attività, come ad esempio la vacanza estiva a giugno. Il confronto diretto, soprattutto quando realizzato in presenza, è sempre un’occasione fondamentale per crescere come gruppo, ascoltare le diverse esigenze e costruire iniziative. 

Per concludere il pomeriggio, vista la bella giornata di sole, i presenti si sono concessi una passeggiata ai Giardini Margherita, il polmone verde della città, per riassumere quanto detto in riunione e confrontarsi con altri giovani Soci provenienti da diverse province, che hanno proposto altre iniziative.

Esperienze come questa rafforzano il valore dello stare insieme e dell’impegno attivo dei giovani all’interno della nostra Unione, rappresentando il futuro dell’Associazione.

Ogni iniziativa è un tassello che completa il puzzle di un domani ricco di tanti progetti.

U.I.C.I. Torino – Attività

Teatro. Spettacoli accessibili “Fertili Terreni” (27-28/2)

Fertili Terreni, realtà teatrale sempre attenta alle esigenze delle persone con disabilità, propone nel mese di febbraio alcuni spettacoli con introduzione audio: per le persone non vedenti:

Il prossimo è Pasticceri, io e mio fratello Roberto. Via San Pietro in Vincoli 28, venerdì 27 e sabato 28 febbraio (ore 19).

Carte parlanti: incontro con Stefania Zani (5/3)

Giovedì 5 marzo (ore 16), nel salone di corso Vittorio Emanuele II 63, la nostra associazione ospita Stefania Zani, persona appassionata di formazione e crescita personale, che ha messo a punto uno speciale mazzo di carte (tipo tarocchi) disponibili anche con scritte in braille, da usare come strumento di dialogo interiore. Non si tratta di divinazione o previsione del futuro – chiarisce l’ideatrice del percorso – ma di un mezzo per entrare in contatto con il proprio inconscio, con quella parte profonda che orienta, suggerisce, guida silenziosamente il cammino.

L’intento è dunque offrire un momento di consapevolezza e di connessione interiore.

Per ragioni organizzative, l’iscrizione è obbligatoria, fino a esaurimento posti (mail: uicto@uici.it; tel. 011535567).

Visita alla gipsoteca Mondani (7/3, iscrizioni entro il 4/3)

Sabato 7 marzo (dalle ore 10.45) il Comitato Cultura UICI Torino organizza una visita alla Gipsoteca Mondani, una delle più importanti collezioni italiane di calchi in gesso di celebri opere originali. I visitatori potranno esplorare, anche attraverso il tatto, diversi manufatti in gesso di fattezze, epoche e provenienze diverse. Sarà anche interessante conoscere gli stampi negativi, in vari materiali, usati per realizzare le opere. La visita sarà condotta da una guida.

Il ritrovo è alle 10.45 direttamente presso la gipsoteca (via Orvieto 20). La quota di partecipazione è di 5 € per i soci in regola con il tesseramento, 10 € per i non iscritti o con rinnovo 2026 non effettuato. Gli accompagnatori hanno diritto all’ingresso gratuito.

Per partecipare è necessario iscriversi, contattando la segreteria entro il 4 marzo, fino a esaurimento posti (mail: uicto@uici.it; tel. 011535567). La quota di partecipazione potrà essere versata in segreteria nei giorni precedenti alla visita, oppure direttamente il 7 marzo, al momento dell’incontro.

Chi avesse necessità di un accompagnatore, potrà contattare la sezione U.N.I.Vo.C. Torino, compatibilmente con le disponibilità dei volontari.

Laboratorio di vocalità (iscrizioni entro il 26/2)

Il cantante e docente Andrea Sanlazzaro ci propone un laboratorio di vocalità, occasione preziosa per imparare a conoscere la propria voce e prendersene cura, apprendendo una consapevolezza utile sia nel canto individuale che in quello corale. Il laboratorio, dal taglio esperienziale, potrebbe iniziare nel mese di marzo, strutturandosi in 11 incontri di gruppo, con possibilità di esplorare vari aspetti del canto, dal respiro all’intonazione, dall’uso del microfono fino all’interpretazione. La quota di partecipazione sarebbe, indicativamente, di 220 € a persona per l’intero percorso, con un contributo da parte di UICI Torino. Gli interessati sono pregati di contattare la segreteria (mail: uicto@uici.it, tel. 011535567) entro giovedì 26 febbraio. Ricevute le adesioni, si valuterà se dar seguito alla proposta.

Via crucis tattile Santuario Consolata

Anche quest’anno, presso il Santuario della Consolata di Torino, nel periodo della quaresima e della Pasqua, viene esposta la via crucis “tattile” della scultrice Emilia Pozzo La Ferla. Le opere in terracotta, che, a partire dai Vangeli e dalla tradizione, riproducono la crocifissione e la morte di Cristo, sono espressamente pensate per poter essere esplorate con le dita. Il percorso offre una riflessione sui temi del dolore, della morte, ma anche della speranza, capace di parlare a credenti e non.

La mostra è curata da Tactile Vision, con il patrocinio di UICI ed ENS.

Corso Yoga Polisportiva

La Polisportiva UICI Torino organizza un nuovo corso di Yoga, pensato come momento di benessere, relax e cura di sé.

Il corso si svolgerà da marzo a giugno, presso i locali di Via Nizza 151, il giovedì dalle ore 17:30 alle ore 19:00.

Lo Yoga è un’attività dolce e benefica che aiuta a migliorare la respirazione, la concentrazione, la mobilità e a ridurre lo stress quotidiano, tanto più se in un clima di condivisione e amicizia.

La quota di partecipazione è di € 80,00 a persona per l’intero periodo.

Per informazioni e iscrizioni: polisportiva@uictorino.it 

Calcio. Partita Juventus Pisa: audiodescrizione e ingressi gratuiti (8/3, iscrizioni entro il 27/2)

Per la partita di campionato Juventus – Pisa, in programma domenica 8 marzo (ore 15) all’Allianz Stadium, è previsto il servizio di audiodescrizione dedicato ai tifosi che seguono l’incontro allo stadio. Inoltre la nostra associazione ha a disposizione tre ingressi gratuiti destinati a persone cieche o ipovedenti e altrettanti ingressi per gli accompagnatori. Per ottenerli è necessario aver completato la procedura di accreditamento sul sito della società. Dopodiché è possibile inviare richiesta al consigliere Alessio Lenzi (mail: alessio.lenzi@uictorino.it entro le ore 12 di venerdì 27 febbraio.

Vi ricordiamo inoltre che sul sito della Juventus trovate le indicazioni sull’ingresso di tifosi non vedenti con cane guida

Concorso nazionale di editoria tattile illustrata “Tocca a te!”

La Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi Onlus, la Fondazione Robert Hollman e l’Istituto Serafico per i sordomuti e ciechi di Assisi, sono lieti di presentare l’ottava edizione del concorso italiano di editoria tattile illustrata TOCCA A TE!

Il concorso è nato nel 2011 per sostenere e promuovere l’editoria tattile e per stimolare la creazione, la produzione e la diffusione di libri tattili illustrati a livello nazionale. Luogo d’incontro di tutti gli autori di bozzetti tattili, TOCCA A TE! premierà anche in questa edizione gli album più belli tra quelli in concorso e selezionerà i 5 partecipanti italiani alla XVII edizione del Concorso Internazionale Typhlo & Tactus, che si svolgerà a Praga (CZ) dal 28 al 30 ottobre 2026. Il Concorso Internazionale Typhlo & Tactus, aperto a tutti i paesi del mondo, accoglie 5 libri per ogni nazione partecipante. Il Concorso TOCCA A TE! rappresenta quindi anche la preselezione italiana al Concorso Typhlo & Tactus 2026.

La Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi Onlus raccoglierà sul territorio nazionale i libri partecipanti, farà parte della giuria giudicatrice dei migliori libri in concorso, e si impegnerà, qualora ne esistano le condizioni di riproducibilità, ad editare i libri vincitori, i quali entreranno a far parte delle proprie collane editoriali per l’infanzia. Questo impegno deriva dalla consapevolezza dell’importanza che il libro riveste nello sviluppo del bambino, quale fonte imprescindibile di conoscenza, sperimentazione, gioco, integrazione scolastica e sociale.

La Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi Onlus, la Fondazione Robert Hollman e l’Istituto Serafico per i sordomuti e ciechi di Assisi organizzeranno la giuria di esperti incaricata di nominare i vincitori nelle diverse categorie e di selezionare i 5 libri che parteciperanno alla XVII Edizione del Concorso Internazionale Typhlo & Tactus, 2026. La giuria sarà composta da esperti nazionali di disabilità visiva e di letteratura per l’infanzia. Sarà una giuria mista di persone cieche, ipovedenti e vedenti. Alla Giuria Senior si affiancherà una Giuria Giovani composta da un Presidente e da giovani lettori ciechi, ipovedenti e vedenti al di sotto dei 18 anni, coordinati da educatori ed esperti in tiflologia, che sceglieranno il “Miglior Libro Giuria giovani” tra quelli presenti in concorso.

MANCA POCO PIÙ DI MESE…

Il prossimo 30 MARZO scadrà il bando per partecipare al Concorso nazionale di editoria tattile illustrata “TOCCA A TE!”, promosso e organizzato dalla Federazione Nazionale delle istituzioni Pro Ciechi, dalla Fondazione Robert Hollman e, per questa ottava edizione 2026, dall’Istituto Serafico per i sordomuti e i ciechi di Assisi che, sabato 18 e domenica 19 aprile, ospiterà le due giornate di premiazione ed esposizione degli album più belli.

TUTTI POSSONO PARTECIPARE!

L’invito a realizzare un nuovo libro tattile illustrato si rivolge a tutti (insegnanti, educatori, artisti, semplici appassionati…) per contribuire a diffondere più cultura sul diritto alla lettura accessibile e inclusiva, promuovendo la produzione di questi strumenti di gioco e apprendimento, preziosi soprattutto per i bambini con deficit visivo.

I cinque premi in palio raggiungeranno un valore massimo di 1.500 euro e i libri vincitori dell’ottava edizione del “Tocca a te!” rappresenteranno l’Italia al Concorso internazionale TYPHLO & TACTUS, in programma a Praga dal 28 al 30 ottobre 2026.

A questo link è disponibile il bando dell’8° Concorso Tocca a te! (termine di partecipazione: 30 marzo). Per ulteriori informazioni:

Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi Onlus

Centro di produzione del libro e del materiale didattico.

Via Alberto Pollio, 10 – 00159 Roma | Tel. 06.5122747

libritattili.prociechi.it – libritattili@prociechi

t.mario@fondazioneroberthollman.it (Tatiana Mario).

U.I.C.I. Reggio Calabria – Giornata nazionale del Braille 2026

Autore: Francesca Marino

“21 febbraio 2026 – Giornata Nazionale del Braille: l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Reggio Calabria richiama l’attenzione su inclusione e accessibilità”

         Il 21 febbraio di ogni anno si celebra la Giornata Nazionale del Braille, istituita il 3 agosto 2007 con la Legge n. 126/2007, quale momento di sensibilizzazione dell’opinione pubblica nei confronti delle persone con disabilità visiva.

         Il Braille è un sistema di lettura e scrittura tattile ideato dal francese Louis Braille nella prima metà del XIX secolo. È costituito da una cella formata da sei puntini in rilievo, le cui diverse combinazioni consentono l’accesso alla cultura, all’istruzione e all’informazione delle persone non vedenti.

         Ancora oggi, nonostante il crescente sviluppo delle nuove tecnologie e degli strumenti digitali assistivi, il Braille continua a svolgere una funzione fondamentale e insostituibile, rappresentando uno strumento primario di alfabetizzazione, autonomia personale e piena partecipazione alla vita sociale.

         Il codice Braille permette alle persone non vedenti di tutto il mondo di apprendere non solo attraverso le lettere dell’alfabeto, ma anche mediante numeri, segni di interpunzione e simboli matematici, informatici, musicali e chimici, garantendo un accesso completo e strutturato alla conoscenza.

         La Giornata Nazionale del Braille rappresenta un’importante occasione per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sull’importanza dell’accessibilità, dell’inclusione e del rispetto delle differenze. Parlare di Braille significa parlare di diritti, di dignità e di pari opportunità, riconoscendo che una società realmente civile si misura dalla capacità di abbattere barriere culturali e sociali.

         Per sensibilizzare e informare, la Sezione Territoriale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Reggio Calabria organizza un incontro-dibattito celebrativo dedicato alla Giornata del Braille.

         L’evento si svolgerà nella mattinata di sabato 28 febbraio p.v., a partire dalle ore 10:00, presso la sede UICI di Reggio Calabria, sita in via Michele Barbaro n. 33.

         L’iniziativa, moderata dalla Vicepresidente della sezione UICI di Reggio Calabria, Francesca Barranca, vedrà la partecipazione della presidente della sezione UICI reggina, Francesca Marino, di Nicola Stilla, presidente del Club Italiano del Braille e dello scrittore e ricercatore universitario Michele Mele, autore di pubblicazioni che mettono in luce come la disabilità visiva non rappresenti un ostacolo, ma come sia necessario andare oltre i pregiudizi ancora persistenti.

         L’incontro ha l’obiettivo di promuovere una riflessione condivisa sul valore del Braille quale strumento di autonomia, emancipazione culturale e partecipazione attiva alla vita della comunità.

U.I.C.I. Catanzaro – Campagna di screening oculistici gratuiti

Si è svolta con significativa partecipazione la campagna informativa e di screening oculistici gratuiti promossa dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, dall’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità – IAPB Italia, dal Lions Club Soverato e dalla Pro Loco di Sant’Andrea Apostolo dello Ionio.

Nel corso della mattinata di domenica 22 Febbraio sono stati effettuati 40 screening oculistici, un risultato importante che conferma quanto sia sentita, anche sul territorio, l’esigenza di prevenzione e di tutela della salute visiva. Nel corso dei controlli sono inoltre emerse alcune condizioni che hanno spinto i professionisti a consigliare ai cittadini interessati ulteriori approfondimenti diagnostici, a conferma dell’importanza della diagnosi precoce e dei controlli periodici.

Un sentito ringraziamento va all’oculista Dott. Francesco Demasi e all’ortottista Dott.ssa Chiara De Gennaro per la professionalità, la disponibilità e l’attenzione dimostrate durante l’intera attività di screening, garantendo competenza e accoglienza a tutti i partecipanti.

Si ringraziano inoltre la Presidente della Pro Loco di Sant’Andrea Apostolo dello Ionio, Carmela Pisano, per la preziosa collaborazione organizzativa e per l’ospitalità, e la Presidente del Lions Club Soverato, Raffaella Ermocida.

Un particolare inciso merita l’intervento della Consigliera Nazionale, Presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e Delegata Regionale della Fondazione IAPB ETS, Luciana Loprete, che ha sottolineato come la prevenzione rappresenti uno strumento fondamentale per contrastare l’insorgenza e l’aggravarsi delle patologie oculari, ribadendo l’impegno continuo dell’Unione e della IAPB nella promozione della cultura della salute visiva su tutto il territorio.

Un ringraziamento speciale è rivolto ai volontari del Servizio Civile Universale e ai volontari dell’UNIVOC, sempre presenti e attivi nelle iniziative che l’UICI realizza sul territorio, il cui contributo organizzativo e umano si conferma determinante per la riuscita delle attività associative.

Il positivo riscontro registrato rafforza la volontà delle associazioni promotrici di proseguire con ulteriori iniziative di prevenzione, nella consapevolezza che informazione e controlli periodici rappresentano il primo passo per proteggere un bene prezioso come la vista.