Cnlp – “Una vita come tante”, di Hanya Yanagihara

Si comunica che è disponibile all’interno del catalogo online il seguente audio libro: “Una vita come tante”, di Hanya Yanagihara – Numero Catalogo: 88808

Una storia epica e magistrale sull’amicizia e sull’amore nel XXI secolo. In una New York sontuosa e senza tempo vivono quattro ragazzi, compagni di college e di vita, che da sempre sono stati vicini l’uno all’altro. Si sono trasferiti nella grande metropoli da una cittadina del New England, e all’inizio sono alla deriva e senza un soldo in tasca, sostenuti solo dalla loro amicizia e dall’ambizione. Willem, dall’animo gentile, vuole fare l’attore. JB, scaltro e a volte crudele, insegue un accesso al mondo dell’arte. Malcolm è un architetto frustrato in uno studio prestigioso. Jude, avvocato brillante e di enigmatica riservatezza, è il loro centro di gravità. Nei suoi riguardi l’affetto e la solidarietà prendono una piega differente, per lui i ragazzi hanno una cura particolare, una sensibilità speciale e tormentata, perché la sua infanzia è stata segnata da una serie di violenze, e la sua vita oscilla tra la luce del riscatto e il baratro dell’autodistruzione. Intorno a Jude, al suo passato, alla sua lotta per conquistarsi un futuro, si plasmano campi di forze e tensioni, lealtà e tradimenti, sogni e disperazione. E la sua storia diventa quella di un’amicizia arcana e profonda, in cui il limite del dolore e della disperazione è anche una soglia da cui può sprigionarsi l’energia accecante della felicità. Caso editoriale del 2015, forse il più importante romanzo letterario dell’anno, opera di rara potenza e originalità, Una vita come tante è doloroso e spiazzante, scioccante e magnetico. Vasto come un romanzo ottocentesco, brutale e modernissimo per i suoi temi, emotivo e realistico, ha trascinato lettori e critica per la sua forza narrativa, capace di creare un mondo di profonda, coinvolgente verità.

Per effettuare il download degli audiolibri, gli utenti già registrati possono accedere alla pagina del “Libro parlato online” digitando http://lponline.uicbs.it/

Slash Radio Web: Palinsesto dal 23 Dicembre 2017 al 1 Gennaio 2018

Nei giorni dal 23 Dicembre 2017 al 1 Gennaio 2018 Slash Radio Web avrà un palinsesto diverso dal solito, privo di dirette, ma altrettanto ricco di contributi di vario genere: non vi lasceremo soli neanche un giorno, infatti vi terremo compagnia con il cartone animato Skinny audio descritto e la messa in onda dei due numeri della rivista Slash Magazine oltre ad altri contributi veramente fantastici, tutti da scoprire.

Quindi restate connessi e ascoltate Slash Radio Web anche durante le feste!

Le trasmissioni torneranno in diretta a partire dal 2 Gennaio con Almanaccando alle ore 9.00, il Meteo e Spotlight alle ore 9.30 mentre SlashBox, riprenderà regolarmente a partire da martedì 9 Gennaio 2018, giacché utilizzeremo i tre pomeriggi della prima settimana dell’anno per fare un poco di programmazione, ma chissà… magari potreste ricevere anche qualche sorpresa!
Luisa Bartolucci e tutto lo staff di Slash Radio web, Chiara Maria, Massimiliano, Alessio e Simone, colgono l’occasione per augurare a soci, dirigenti, volontari ed a tutti i nostri affezionati ascoltatori e alle loro famiglie i più sinceri e sentiti auguri di Buon Natale e di un felice 2018.

Torino – Comunicato stampa: Disability manager per il Comune di Torino: la scelta è una farsa. Associazioni prima consultate, poi prese in giro

Dura lettera al Comune di 6 associazioni, tra cui l’Unione Ciechi.

«Sulla scelta del disability manager per il Comune di Torino ci sentiamo presi in giro. Gli Assessori chiedono il nostro parere e ci propongono una bozza di delibera, che noi condividiamo. Ma quando poi è il momento di decidere, l’amministrazione fa scelte radicalmente opposte». Questo, in estrema sintesi, il contenuto della lettera che l’UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) di Torino, insieme ad altre 5 associazioni di persone disabili (ANFFAS, APIC, APRI, ATE, CP) ha inviato alla sindaca di Torino Chiara Appendino e agli assessori Sonia Schellino (Politiche Sociali) e Marco Giusta (Pari Opportunità). È una lettera dai toni duri, nella quale si lamenta un comportamento scorretto da parte del Comune.
Sono gli stessi firmatari a ripercorrere, punto per punto, la vicenda. «Durante la riunione del 14 settembre, aperta a tutte le Associazioni a tutela dei disabili, l’assessore Giusta aveva illustrato il contenuto di una bozza di delibera comunale per la definizione dei criteri da utilizzare nella ricerca del Disability Manager. In tale occasione l’Assessore aveva precisato che un Disability Manager individuato tramite avviso interno all’Ente non avrebbe potuto garantire un efficace ruolo di monitoraggio e coordinamento super partes. Pertanto l’amministrazione aveva deciso di individuare il Disability Manager all’esterno della macchina comunale». E’ un punto di vista che i diretti interessati condividono, tant’è vero che, a metà ottobre, viene fatta circolare una bozza di delibera, cui le associazioni danno parere favorevole (al netto di qualche marginale proposta di modifica). «Abbiamo accolto con favore il criterio della ricerca del Disability Manager all’esterno dell’Amministrazione Comunale e ci siamo complimentati per il coraggio dimostrato dall’assessore Giusta, il quale, a sua volta, ci ha ringraziati per il confronto costruttivo».
Ma due mesi più tardi arriva l’amara sorpresa: «Il 14 dicembre, tutte le buone intenzioni espresse dal Comune di Torino vengono spazzate via con la pubblicazione di un sorprendente avviso dai contenuti distanti anni luce rispetto a quanto illustrato alle Associazioni». «Ci teniamo a ribadire che, a nostro avviso, il Disability Manager deve essere una figura terza e imparziale – proseguono i firmatari -. Ovviamente il Comune di Torino è libero di ricercare il Disability Manager dove crede, ma allora non si spiega la bozza di delibera sottoposta al vaglio delle Associazioni. In tutta questa vicenda gli Assessori Giusta e Schellino, ma in generale tutta la Giunta, si sono dimostrati inattendibili, inaffidabili e con poca credibilità. Pertanto le sottoscritte Associazioni non intendono più perdere tempo e risorse preziose in riunioni farsa, dato che il loro parere non conta assolutamente nulla, così come le finte promesse degli Assessori di turno».

Torino – Notiziario audio 011 NEWS, n. 46-2017

È in rete la nuova edizione del notiziario audio 011NEWS, n. 46/2017 di venerdì 22/12/2017. Di seguito il link:

In primo piano:

• Disability manager per la città di Torino: la scelta è una farsa. Dura lettera di sei associazioni di disabili (tra cui la nostra Unione) alla Giunta Comunale: “Ci sentiamo presi in giro. Amministrazione poco credibile”
• Carlotta Gilli, giovanissima campionesse di nuoto paralimpico iscritta alla nostra sezione, premiata dal Presidente del Consiglio con il Collare d’oro al Merito Sportivo
• Un tè al giorno per combattere il glaucoma? Secondo uno studio, la bevanda calda contribuirebbe a contrastare il decorso della malattia, ma l’unica arma veramente efficace rimane la prevenzione

Grazie, buon ascolto.
Da parte di tutto lo staff UICI Torino, i migliori auguri per un sereno Natale e un buon 2018!

Lettera alla mia maestra, di Antonio Carnovale

Autore: Antonio Carnovale

Catanzaro, 2 ottobre 2017

Tu, hai rappresentato per me la parte della mia vita più importante, certamente la più fondamentale;
gentile maestra,
questa lettera avrei voluto e dovuto scrivertela tanto tempo fa ma ho sempre rinviato.
Oggi eccomi a scriverti per parlarti un pò di me, ma soprattutto per raccontarti di persone come te che mi sono profondamente care.
È innegabile che la scuola elementare rappresenti per un bambino il primo vero banco di prova con l’educazione e l’ istruzione intese nel significato più profondo del termine; per me, grazie alla tua presenza è stata determinante, tu sei riuscita a dare la giusta direzione alla mia vita.
Ricordo nitidamente il mio primo giorno in Istituto, sono bastati pochi attimi a farmi percepire di essere in un posto molto accogliente; c’erano tanti ragazzi che stavano pranzando che al mio saluto in dialetto hanno risposto all’unisono con una gran risata. La mia gioia però è durata pochissimo perché dopo un poco tempo ho sentito fortissimo la mancanza dei miei familiari.
Io, nono di dieci figli di una famiglia contadina, di emigrati, mio padre all’età di 45 anni è stato costretto a cercare lavoro in Canada, lì è rimasto per più di 8 anni; stessa sorte è toccata a sette dei miei fratelli, in meno di 20 venti anni sono tutti emigrati.
Quando mio padre partì avevo appena tre anni, da quel momento mia madre si è dovuta sobbarcare il peso di una famiglia così numerosa, ed in più la mia cecità, sì io ero nato cieco e questo la assillava giorno e notte.
Non potendo pensare di fare di me un apprendista contadino ha incominciato a scervellarsi per trovare il modo affinchè il futuro fosse per me meno tortuoso. Lei, analfabeta, probabilmente aveva sentito dire che sarei potuto andare in qualche collegio ma non aveva alcuna idea di come affrontare la questione che giorno dopo giorno la impensieriva sempre più.
In diverse occasioni mi ha spiegato che dopo un pò di tempo che mio padre stava già in Canada lei aveva iniziato a parlare della mia situazione in paese, lo ha fatto con gli amministratori, con alcuni medici, con il farmacista, con il parroco, con un parlamentare, tutti ad incoraggiarla dicendole che si sarei potuto entrare in collegio, ma a sue spese.
Lei, non essendo economicamente in grado di sostenere qualsiasi spesa, per un certo periodo ha dovuto desistere nel suo intento. Comunque sempre impegnata nel tentativo assai difficile di trovare una vera soluzione al mio problema, sempre da sola, alternava periodi di pausa a momenti di ripresa della sua ricerca, intanto il tempo passava ed io avevo compiuto 7 anni ma di andare a scuola neanche a parlarne.
Dai miei sette anni in poi il grande desiderio di mia madre nel vedermi sistemato realmente sembrava potersi realizzare, la sua estenuante ricerca aveva subito una forte accelerazione.
Un insegnante l’aveva persuasa che a farmi studiare ci sarebbe riuscita, le aveva spiegato che le spese necessarie le avrebbe sostenuto l’amministrazione provinciale di Catanzaro e così con due anni di ritardo all’età di nove sono stato sdradicato da casa mia e trapiantato all’istituto Gioeni di Catania e lì ho iniziato a frequentare la scuola elementare, con te mia maestra.
Maestra, inutile dirti che per moltissimo tempo l’allontanamento dalla mia famiglia l’ ho vissuto malissimo per anni ogni volta che dovevo rientrare dopo le vacanze due giorni prima iniziava il mio pianto ininterrotto.
Eppure in istituto avevo incominciato a fare amicizia non solo con i compagni di classe ma con tantissimi altri ragazzi, a scuola me la cavavo bene, insomma malgrado l’assenza totale di qualsiasi libertà ed il vitto scarso e non sempre di buona qualità, tutto procedeva, ma a me come del resto, a tutti mancava l’affetto familiare che niente e nessuno era in grado di sostituire.
Sai maestra, se l’insegnante Domenico Renda non avesse con fermezza preso la decisione di procedere senza ulteriori indugi, per far si che le legittime aspettative di mia madre si realizzassero, io non avrei intrapreso nessuno studio.
Il maestro Renda uomo sensibile, altruista, riservato, generoso, concreto, molto disponibile non si è solo limitato ad occuparsi in maniera diciamo burocratica di me, ma ha seguito più o meno da lontano l’evolvere della situazione, e con il tempo sono entrato a far parte in qualche modo della sua famiglia, ho avuto l’opportunità d’incontrarlo verso la fine degli ultimi anni della scuola elementare e fin dalla prima volta ciò che mi ha colpito in lui è stata la voce, chiara molto gradevole da ascoltare.
Ricordo la sua risata forte, larga, fragorosa che io ho definito a cascata, un galantuomo con la grande capacità di ascoltare. Lui ha continuato a seguire la mia crescita fino a quando sono entrato nel modo del lavoro, quando mi sono sposato e sono nati i miei due figli, ed io che per moltissime estati ho avuto la gioia di conversare con lui a casa mia a volte per ore, oggi non posso che essergli grato.
Nel maggio del 1987 esattamente 30 anni fa ho appreso con immenso dolore della sua morte e come tutto il paese sono andato al suo funerale. Fin dalle primissime volte che l’ho incontrato mi sono sentito a mio agio, lui seduto a fianco a me voleva sapere come andava la mia vita in istituto, si interessava di tutto ciò che mi riguardava, dire che gli devo eterna gratitudine, che gli sarò sempre devoto per tutto ciò che ha fatto per me, per il grande impegno e la tanta energia profusa, per vedermi crescere istruito nel migliore dei modi possibili, è il minimo che possa fare.
Solo qualche anno fa ho scoperto la verità, che era stato lui a rendere possibile il mio inserimento nel mondo dell’istruzione. Il maestro Renda non veniva ogni estate per farmi una semplice visita, bensì essendo io diventato una sua creatura era legittimo da parte sua informarsi di come andassero le cose, credo che in qualche modo si sentisse orgoglioso di me.
Cara maestra, da poco più di 5 anni sono andato in pensione, volendo fare un bilancio della mia vita fino ad oggi devo ritenermi abbastanza fortunato per aver conosciuto delle persone davvero speciali, mia madre non solo perché mi ha messo al mondo ma per aver avuto forza di volontà e costanza, che ha fatto in modo di darmi un futuro vero, poi ci sei tu che tanto mi hai dato trasmettendomi i primi elementi del sapere insegnandomi a scrivere e a leggere.
Assieme a te e a mia madre, persone fuori dal comune, c’è l’amico maestro Renda del quale ti ho già parlato.
Ma oltre a voi tre vi è un’ Associazione che definire speciale, essenziale nella vita dei ciechi italiani è assai riduttivo. Sai meglio di me quanto essa ha fatto e continua tutt’ora a fare per i ciechi, se oggi non ci fosse l’Unione Italiana Ciechi nessun cieco sarebbe un vero cittadino. Non va mai dimenticato che il codice civile vigente in quel periodo considerava i ciechi in quanto tali, inabilitati, per troppo tempo in Italia e non solo sono rimasti isolati dal contesto civile.
Rintanati a casa, o segregati in pseudo istituti dove il concetto di istruzione era del tutto sconosciuto, per sopravvivere si affidavano alla carità delle persone di buon cuore.
L’Unione non solo ha tolto dall’emarginazione e dall’analfabetismo i ciechi ma li ha inseriti a pieno titolo nella società. In 97 anni di storia l’associazione ha promosso e fatto approvare diverse centinaia di leggi in favore dei ciechi nell’ambito dell’istruzione, del lavoro, pensionistico, per l’abbattimento delle barriere architettoniche, per l’accessibilità ai siti internet e per tanti altri settori. Ha ottenuto per legge la tutela e la promozione dei ciechi.
L’Unione questa antica, grande, gloriosa, solidale associazione sempre pronta a lottare per una vera e completa integrazione sociale dei ciechi, quanta importanza ha avuto per me, se non ci fosse stata, cara maestra, non ci saremmo mai conosciuti, e tutti gli sforzi profusi da mia madre e dall’amico Renda si sarebbero frantumati ed io sarei vissuto analfabeta ed emarginato per sempre.
In assenza dell’Unione oggi i ciechi sarebbero soltanto poveri ciechi, in tutti i sensi.
Nel giugno del 1966 quando ho lasciato l’istituto Gioeni mi sono ripromesso di ritornarci presto per rivederti ed incontrare in città i compagni di classe e di collegio, ma purtroppo a Catania non ci ho più rimesso piede.
Con te, ci siamo sentiti numerose volte, telefonicamente tu mi hai reso partecipe della festa dei tuoi 50 anni di suora ed io ho condiviso con te la notizia del mio matrimonio.
Cara maestra, sai quante volte ti avrei voluto al mio fianco, per parlare di vari argomenti, e perché no, affinchè tu mi insegnassi ancora qualcosa, tutto ciò non è più possibile, noi non ci possiamo più incontrare, almeno su questa terra.
Poco più di 3 anni fa ci hai lasciati, sei scesa per sempre dalla tua cattedra; maestra fingiamo per un attimo di ritornare in classe, tu in cattedra ed io dal banco a porti un a domanda assai difficile, ma tu non darmi una finta risposta: dimmi maestra, esiste davvero un’altra vita in un altro mondo e come si sta?
Questa mia lettera è priva di un indirizzo perché l’affido all’immenso affetto, alla grande ammirazione che nutro per te, loro sapranno fartela recapitare;
ciao Giuseppina Manzoni suor Anna Celsa mia maestra per sempre,
tuo ex allievo grande amico ed estimatore Antonio Carnovale.

Irifor – Bando per il finanziamento di iniziative riabilitative di base di Orientamento e Mobilità e Autonomia Personale

Bando per il finanziamento di iniziative riabilitative di base di Orientamento e Mobilità e Autonomia Personale, della durata di 30 ore, rivolte a disabili visivi.

PRESENTAZIONE
Il Consiglio di Amministrazione Nazionale dell’I.Ri.Fo.R. intende proseguire nella sperimentazione di nuove modalità di realizzazione delle attività che possano affiancarsi alle tradizionali forme di sostegno e incentivo alle proprie strutture territoriali.
Pertanto, volendo porre in essere azioni strategiche generali razionalizzando al contempo le risorse finanziarie disponibili per le iniziative formative e riabilitative, indice un Bando per il finanziamento di iniziative riabilitative di orientamento, mobilità e autonomia personale, della durata media di 30 ore, rivolte a disabili visivi.

Art.1 – Destinatari
L’iniziativa è rivolta a n.100 disabili visivi (ciechi e ipovedenti) residenti in Italia.

Art.2 – Finalità dell’intervento
La realtà quotidiana è un quadro ricco di contesti, relazioni, diversificato per ciascun individuo, in cui si compiono azioni, spesso ripetitive e consuete, che danno forma e contenuto ad ogni singola esistenza.
Gestire le pratiche quotidiane significa pensare, programmare, predisporre ed esercitare molte competenze: organizzare le attività, consumare i pasti, avere cura della propria persona, recarsi a scuola o al lavoro, frequentare esercizi pubblici, uscire per gli acquisti, sbrigare semplici commissioni, raggiungere luoghi di interesse, passeggiare, usare mezzi pubblici, attraversare strade, incontrare amici, ecc.
Situazioni di ipovisione e cecità si presentano spesso come un ostacolo difficile verso la realizzazione di desideri, bisogni e necessità, causa le specifiche conseguenze che le compromissioni strutturali e funzionali della vista operano su ricerca, rilevamento e utilizzo delle informazioni ambientali.
L’acquisizione di autonomia nello svolgimento delle attività quotidiane diviene finalità prioritaria di un corso di Orientamento, Mobilità e Autonomia Personale, che cerca di soddisfare il desiderio di affrontare e vivere autonomamente la propria quotidianità da parte del disabile visivo.

Art.3 – Obiettivi generali
Gli obiettivi dell’intervento possono essere individuati sia a breve che a lungo termine.
A breve termine ci si propone, concordemente con altri interventi riabilitativi ed educativi, di controllare e di creare le migliori condizioni per far acquisire:
– i requisiti fondamentali e minimi per l’ organizzazione spaziale motoria e concettuale;
– le abilità minime per l’autonomia personale;
– la correttezza posturale sia statica che dinamica;
– sviluppo delle capacità senso-percettive;
– uso funzionale del potenziale residuo visivo (in caso di ipovisione).
A lungo termine, l’intervento si pone come propedeutico al Corso di autonomia personale e di orientamento e mobilità, e si propone di far acquisire:
– i concetti logici spazio-temporali, di urbanistica e di viabilità;
– le abilità legate alla cura e igiene personali,
– abitudini atte all’organizzazione e pianificazione del proprio tempo,
– tecniche d’uso di strumenti per la mobilità;
– abilità sociali.

Art.4 – Figure professionali coinvolte
La realizzazione degli interventi riabilitativi oggetto del presente Bando potrà essere effettuata unicamente dagli Istruttori di O&M e AP iscritti all’Albo Nazionale I.Ri.Fo.R. degli Istruttori di Orientamento Mobilità e Autonomia Personale o, in mancanza, da personale qualificato proveniente da altre esperienze, per un totale di 3000 h di attività complessiva.

Art.5 – Strutture finanziabili
Potranno presentare richiesta di accesso ai finanziamenti previsti dal presente Bando unicamente le strutture regionali dell’I.Ri.Fo.R., nella misura massima di un Corso nelle regioni fino a due province e, per le regioni con più di due province, massimo un corso ogni due province .
Le regioni o le sedi territoriali che hanno in essere convenzioni con enti pubblici per lo svolgimento di tali corsi, o le regioni in cui ci sono centri per la riabilitazione visiva, non possono presentare progetti.

Art.6 – Modalità di erogazione del servizio
Ogni singolo utente usufruirà, in media di 30 ore di O&M e AP distribuite a seconda delle esigenze delle persone interessate e alle disponibilità del territorio.

Art.7 – Risorse finanziarie
Il Consiglio di Amministrazione Nazionale dell’I.Ri.Fo.R. ha stabilito di assegnare a questo Bando un budget complessivo di € 75.000,00.
Il contributo I.Ri.Fo.R. riconosciuto per ogni utente con le caratteristiche sopra esposte (art.1 del presente Bando) è di euro 750,00 a cui dovrà aggiungersi un cofinanziamento, almeno di pari importo, per le spese di soggiorno, vitto e trasporto degli Istruttori di O&M e AP e altre esigenze.

Si segnala che, nel caso in cui l’ammontare totale dei progetti pervenuti dovesse essere superiore al budget complessivo destinato al Bando, il Consiglio di Amministrazione Nazionale potrà adottare un criterio generale per decurtare ogni progetto in modo proporzionale.

Art.8 – Durata del Bando
Il Bando si attiva con la sua pubblicazione e resta valido fino al 31 Gennaio 2018.
Nel periodo di vigenza del Bando le strutture interessate potranno inviare le richieste di finanziamento delle iniziative esclusivamente via posta elettronica certificata, all’indirizzo: archivio@pec.irifor.eu

L’I.Ri.Fo.R. Nazionale si riserva la possibilità di chiedere integrazioni e/o chiarimenti alle strutture richiedenti.
Successivamente sarà stilato l’elenco delle strutture richiedenti per la valutazione da parte del Consiglio di Amministrazione Nazionale, nella prima seduta utile.
Alle strutture ammesse sarà inviata comunicazione nelle forme consuete e, contestualmente, sarà erogato il 50% del finanziamento.
Il saldo sarà erogato a conclusione delle attività riabilitative, secondo le modalità indicate nel successivo articolo 9.2.

Art.9 – DOCUMENTAZIONE DA INVIARE

9.1. – Documentazione per la richiesta del finanziamento
Sotto l’aspetto documentale, per la richiesta dei finanziamenti dovranno essere inviati:
1) formulario I.Ri.Fo.R. contenente l’indicazione dei costi, degli obiettivi attesi e dei metodi per la verifica del loro conseguimento;
2) progetto contenente il budget di previsione dei costi e i nominativi degli Istruttori previsti con accettazione dell’incarico e del compenso;
3) attestazione del cofinanziamento esterno (se il cofinanziamento è assicurato da una struttura uici o collaterale, occorre l’atto deliberativo e, se proviene da altri enti o privati, da idonea dichiarazione);
4) Attestati di invalidità dei soggetti interessati rilasciati da ente pubblico.
Tale documentazione dovrà essere inviata alla Sede nazionale avvalendosi di posta elettronica certificata da recapitare al seguente indirizzo: archivio@pec.irifor.eu
La mancata osservanza di tale requisito d’accesso per la presentazione dei progetti ne determina il non accoglimento.

9.2. – Documentazione per la richiesta del saldo
A conclusione delle attività, il saldo sarà erogato previa presentazione a questa Sede nazionale dei seguenti documenti:
a) Relazione conclusiva del coordinatore dell’iniziativa riabilitativa
b) Nota dei dati sintetici
c) Questionari di valutazione (a cura dei formatori/operatori)
d) Questionari di gradimento (a cura degli utenti).

Sommario rivista “Slash Magazine” n. 2-2017

Slash Magazine, anno I n.2 Novembre-Dicembre 2017.

È in uscita, proprio in questo ultimo scorcio dell’anno il secondo numero di “Slash Magazine”, il periodico legato a Slash Radio Web. Riportiamo di seguito il sommario affinché possiate avere un’idea più dettagliata dei contenuti. ricordiamo che per ricevere la rivista, edita in audio, su cd, con cadenza bimestrale, è sufficiente inviare una e-mail all’indirizzo ustampa@uiciechi.it, indicando naturalmente il titolo del periodico, il vostro nome, cognome ed indirizzo. Vi ricordiamo, che anche “Slash magazine” come gli altri periodici editi dalla nostra associazione, è inviato a quanti ne fanno richiesta, a titolo assolutamente gratuito. di seguito il sommario.

In questo numero:
traccia 2
editoriale, di Luisa Bartolucci;

cultura:
Traccie 3 e 4
emotional tattoos: torna la PFM.
Traccie 5 e 6
Quando un amore è quasi letale: la storia di Filomena Di Gennaro.
dalla traccia 7 alla traccia 9
“Tre donne”: intervista a Dacia Maraini;
dalla traccia 10 alla traccia 12
Orgoglio e pregiudizi: a colloquio con tiziana ferrario;
traccie 13 e 14
La Sicilia di Michele guardì;
dalla traccia 15 alla traccia 17
La rilegatrice di storie perdute: incontro con cristina caboni;
dalla traccia 18 alla traccia 20
L’amore e i suoi volti: Cosa ne pensa Sara rattaro?
traccia 21
Quella festa in famiglia narrata da sveva casati modignani;
traccia 22
La generazione H spiegata da maria rita parsi;
traccia 23
Il Manifesto dell’inclusione;

sport:
dalla traccia 24 alla traccia 28
A mani nude: biografia e non solo, di Fernando Orsi;
traccie 29 e 30
Anch’io ho imparato a volare: intervista a sabrina papa;

rubriche:
traccie 31 e 32
Cinemando, a cura di Thomas Cardinali;
traccia 33
slashArt: a cura del Museo tattile statale Omero;
traccia 34
viaggi: a cura di enrico raddrizzani;
traccia 35
Ausili e tecnologie, la parola agli esperti, a cura di Nunziante Esposito;
traccia 36
C’è luce in cucina, a cura di Lucia Esposito;
traccie 37 e 38
Natale a tavola con il “blecche cheffe” Claudio Gargioli
traccia 39
Il salotto di stefania cavalieri, a cura di stefania cavalieri,
traccia 40
Il simposio dei Lettori, a cura di Rossella Lazzari;
traccia 41
L’Opinione, a cura di Damiano Ficoneri;
traccia 42
Le Radio amiche: radio impegno

I nostri speciali:
dalla traccia 43 alla traccia 48
Praticamente mamma;
traccia 49
Parola di direttore, a cura di Mario Barbuto.

Cnlp – “Incendiami la vita”, di Peppe Lanzetta

Si comunica che è disponibile all’interno del catalogo online il seguente audio libro: “Incendiami la vita”, di Peppe Lanzetta – Numero Catalogo: 88604

“II mondo è quello degli occhi che lo vedono, delle orecchie che lo sentono e delle mani che lo suonano. Peppe Lanzetta ha suonato, visto e sentito il mondo che lo circonda. Lo ha fatto come lo vede e forse come lo vuole lui senza stupirsi, senza indignarsi quasi come se uscendo di casa per andare a lavorare si dovesse per forza passare da una foresta e incontrare un leone, un alieno leone e fissarlo se possibile, guardarlo negli occhi, fermando tutto, vento, uccelli, rumore del fiume, odore della pioggia. Guardarlo negli occhi senza prendere, senza dare, senza coraggio e paura entrando dentro di lui. O più semplicemente come se il mondo fosse una sveglia che la mattina suona e quindi ti sveglia e tu con il gesto di sempre la spegni, la fermi, la blocchi, la fissi nel vuoto. Tutto è naturalezza in questi straordinari racconti-canzoni: la disperazione, i sogni, le voglie, le tante sconfitte senza vergogna e la sola vittoria senza soddisfazione… la vita.” (Lucio Dalla)

Per effettuare il download degli audiolibri, gli utenti già registrati possono accedere alla pagina del “Libro parlato online” digitando http://lponline.uicbs.it/

Cnlp – “Le città indistricabili: nel ventre di Napoli da Villari ai De Filippo”, di Pasquale Sabbatino

Si comunica che è disponibile all’interno del catalogo online il seguente audio libro: “Le città indistricabili: nel ventre di Napoli da Villari ai De Filippo”, di Pasquale Sabbatino – Numero Catalogo: 88445

Pasquale Sabbatino, ordinario di Letteratura italiana dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e Direttore del Dipartimento di Filologia Moderna, studioso e operatore culturale attivamente in relazione con la città. Il titolo echeggia un’espressione di Italo Calvino e l’autore così spiega: «Nello sfogliare l’atlante storico-letterario delle immagini di Napoli, da Villari ai De Filippo, il lettore rimane colpito, sul piano razionale ed emozionale, da quella che è apparsa a giornalisti e scrittori la cifra corrente di Napoli, cioè il groviglio di città ‘strette, pigiate, indistricabili’. Queste si colgono non solo sulla pista del tempo, ma soprattutto sul versante sincronico: nella città degli ingiusti opera sommersamente anche la città dei giusti, e le due città procedono incrociate o mescolate, tangenti o parallele».

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Cnlp – “L’arte di essere fragili”, di Alessandro D’Avenia

Si comunica che è disponibile all’interno del catalogo online il seguente audio libro: “L’arte di essere fragili”, di Alessandro D’Avenia – Numero Catalogo: 88496

In un dialogo intimo e travolgente con il nostro più grande poeta moderno, Alessandro D’Avenia porta a magnifico compimento l’esperienza di professore, la passione di lettore e la sensibilità di scrittore per accompagnarci in un viaggio esistenziale sorprendente. “Esiste un metodo per la felicità duratura? Si può imparare il faticoso mestiere di vivere giorno per giorno in modo da farne addirittura un’arte della gioia quotidiana?” Sono domande comuni, ognuno se le sarà poste decine di volte, senza trovare risposte. Eppure la soluzione può raggiungerci, improvvisa, grazie a qualcosa che ci accade, grazie a qualcuno. In queste pagine Alessandro D’Avenia racconta il suo metodo per la felicità e l’incontro decisivo che glielo ha rivelato: quello con Giacomo Leopardi. Leopardi è spesso frettolosamente liquidato come pessimista e sfortunato. Fu invece un giovane uomo affamato di vita e di infinito, capace di restare fedele alla propria vocazione poetica e di lottare per affermarla, nonostante l’indifferenza e perfino la derisione dei contemporanei. Nella sua vita e nei suoi versi, D’Avenia trova folgorazioni e provocazioni, nostalgia ed energia vitale. E ne trae lo spunto per rispondere ai tanti e cruciali interrogativi che da molti anni si sente rivolgere da ragazzi di ogni parte d’Italia, tutti alla ricerca di se stessi e di un senso profondo del vivere. Domande che sono poi le stesse dei personaggi leopardiani: Saffo e il pastore errante, Nerina e Silvia, Cristoforo Colombo e l’Islandese. Domande che non hanno risposte semplici, ma che, come una bussola, se non le tacitiamo possono orientare la nostra esistenza.

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