Cnlp – “Il giro del miele”, di Sandro Campani

Si comunica che è disponibile all’interno del catalogo online il seguente audio libro: “Il giro del miele”, di Sandro Campani – Numero Catalogo: 88833

«In quei giorni splendenti la vedevi e non riuscivi a immaginare che potesse essere stata da nessun’altra parte: guardava suo marito lavorare al sole che bruciava piacevolmente il collo, e le api stordite camminavano sul muro». Davide è un uomo semplice che ha un lavoro semplice: consegna il miele a domicilio nel paese dell’Appennino dove è nato e cresciuto. La faccia pulita, le spalle e le mascelle larghe: ha l’aspetto di quello che le signore anziane chiamano “figliolo”, o “giovanotto”. Le ragazze l’hanno sempre snobbato, «ma tanto, lui, era innamorato della Silvia fin da quando erano piccoli». Perso il lavoro, perso il grande amore, spinto dalle circostanze della vita ha iniziato a bere, lasciando entrare in sé una violenza che non è in grado di gestire. Il vecchio Giampiero invece è stato l’aiutante del padre di Davide. Ha una mano bruciata in seguito all’incendio della falegnameria in cui lavorava, ma soprattutto ha una moglie amata, l’Ida. Non sono riusciti ad avere figli. Ha visto crescere Davide, e lo accoglie ora, a tarda notte, quando viene a bussare alla sua porta.

Per effettuare il download degli audiolibri, gli utenti già registrati possono accedere alla pagina del “Libro parlato online” digitando http://lponline.uicbs.it/

Cnlp – “Aggressività, disturbi della personalità e perversioni”, di Otto F. Kernberg

Si comunica che è disponibile all’interno del catalogo online il seguente audio libro: “Aggressività, disturbi della personalità e perversioni”, di Otto F. Kernberg – Numero Catalogo: 88980

Partendo da una riconsiderazione della teoria psicoanalitica degli affetti, Otto F. Kernberg esplora, in questo volume, le vicissitudini dell’aggressività e della sua manifestazione più gravemente patologica: l’odio. Il sadomasochismo, le personalità isteriche e isteroidi, il narcisismo maligno e il comportamento antisociale vengono riletti come espressione di un complesso intrico di odio e di piacere, che produce effetti specifici su ogni tentativo di trattamento e che richiede, quindi, una profonda capacità diagnostica e una particolare tecnica terapeutica.

Per effettuare il download degli audiolibri, gli utenti già registrati possono accedere alla pagina del “Libro parlato online” digitando http://lponline.uicbs.it/

Cnlp – “Solitude Creek”, di Jeffery Deaver

Si comunica che è disponibile all’interno del catalogo online il seguente audio libro: “Solitude Creek”, di Jeffery Deaver – Numero Catalogo: 88795

Al Solitude Creek sta per iniziare un concerto rock. Le luci si abbassano, la batteria dà il tempo. Un paio di canzoni, e qualcosa non va. Nel piccolo locale affollato si addensa del fumo, e non c’è tempo di chiedersi cosa stia succedendo. La gente balza in piedi rovesciando sgabelli e tavoli, corre, cade, si ammassa alle uscite di sicurezza. Trovandole chiuse. Bloccate. Non tutti ne usciranno vivi. Siamo a Monterey, nella calda California centrale affacciata sull’oceano: l’assassino indossa gemelli Tiffany e scarpe Vuitton, è millimetrico nella sua ossessione, feroce nella lucidità, e si diverte a scatenare con freddezza l’inferno. Sceglie un luogo, pianifica nei dettagli l’attacco, si apposta: quello che vuole è stare a guardare le persone prese in trappola, vederle soccombere, come animali, all’istinto di sopravvivenza. Più nessuno d’ora in poi, che sia dentro un cinema, o in un ristorante, o nello spazio angusto della cabina di un ascensore, può ritenersi al sicuro. Ecco il nuovo caso del detective Kathryn Dance: una letale partita a scacchi che non consente la minima distrazione. Un impegno arduo, proprio ora che la donna è stata sospesa da un incarico importante, è alle prese con due figli adolescenti e le faccende del cuore sono sempre più impellenti.

Per effettuare il download degli audiolibri, gli utenti già registrati possono accedere alla pagina del “Libro parlato online” digitando http://lponline.uicbs.it/

Cnlp – “Racconti neri”, di Marco Vichi

Si comunica che è disponibile all’interno del catalogo online il seguente audio libro: “Racconti neri”, di Marco Vichi – Numero Catalogo: 88483

Questa raccolta riunisce i racconti più “neri” di Marco Vichi. Vi si ritrovano le sue atmosfere e i suoi personaggi, e quella sua capacità di farsi ascoltare mentre narra vicende quotidiane e terribili dove all’improvviso qualcosa si incrina, un meccanismo si inceppa, e a poco a poco tutto diventa follia, assurdità, mistero, fino al piccolo, spesso del tutto inaspettato colpo di scena finale. Come in “Amen”, in cui un giovane ricco e nullafacente, che si gode l’eredità di famiglia senza un pensiero e senza un impegno, viene aggredito da un ometto bizzarro, che lo accusa di avergli ucciso l’amico più caro, il suo unico affetto. Eppure il ragazzo è certo di non aver mai fatto del male a nessuno… O in “Mio figlio no”, dove l’ossessione di un padre che teme l’omosessualità del figlio adolescente spinge l’uomo a una decisione crudele. O ancora in “Puttana”, una vicenda di sesso e vendetta ambientata nel famigerato villino romano frequentato dai gerarchi fascisti e dal Duce stesso, dove va a lavorare la giovane Simonetta, in arte Sissi, che ha un sogno segreto.

Per effettuare il download degli audiolibri, gli utenti già registrati possono accedere alla pagina del “Libro parlato online” digitando http://lponline.uicbs.it/

Cnlp – “Cervelli sconnessi”, di Giuliano Santoro

Si comunica che è disponibile all’interno del catalogo online il seguente audio libro: “Cervelli sconnessi”, di Giuliano Santoro – Numero Catalogo: 88661

La grande mutazione di internet e dei nuovi media ci conduce verso un’era di maggiore democrazia e informazione? O, al contrario, questa nuova epoca è portatrice di nuove forme di controllo e dominio? A più di venti anni dalla diffusione del Web, questo volume di Giuliano Santoro – autore di “Un Grillo qualunque”, il primo libro che ha analizzato il fenomeno del Movimento 5 Stelle – mette in fila storie, idee e dati per sostenere una terza ipotesi: la legge del profitto e l’ideologia della concorrenza a tutti i costi stanno imbarbarendo il livello medio delle reti telematiche, livellando verso il basso i contenuti, frustrando le istanze di partecipazione e sfruttando la voglia di condividere saperi e passioni. Prendendo le mosse dalla situazione italiana, cioè dal Paese in cui l’accesso di massa a Internet ha segnato l’ennesimo peggioramento del dibattito pubblico, questo testo ricostruisce la storia della Rete, segnata fin dall’inizio dalla paradossale e inconsapevole collaborazione tra le controculture statunitensi e i laboratori del comparto militare-industriale. Per arrivare a interrogarsi sull’oggi: la quotazione in borsa di Twitter, lo scandalo del Datagate, le sperimentazioni “tecnopolitiche” dei movimenti sociali e il dilagare online delle teorie del complotto e delle leggende digitali, che in Italia si sono riversate in piazza coi cosiddetti “forconi”. Un libro per comprendere dove sta andando il Web. E, in buona sostanza, la nostra democrazia.

Per effettuare il download degli audiolibri, gli utenti già registrati possono accedere alla pagina del “Libro parlato online” digitando http://lponline.uicbs.it/

Cnlp – “Una vita come tante”, di Hanya Yanagihara

Si comunica che è disponibile all’interno del catalogo online il seguente audio libro: “Una vita come tante”, di Hanya Yanagihara – Numero Catalogo: 88808

Una storia epica e magistrale sull’amicizia e sull’amore nel XXI secolo. In una New York sontuosa e senza tempo vivono quattro ragazzi, compagni di college e di vita, che da sempre sono stati vicini l’uno all’altro. Si sono trasferiti nella grande metropoli da una cittadina del New England, e all’inizio sono alla deriva e senza un soldo in tasca, sostenuti solo dalla loro amicizia e dall’ambizione. Willem, dall’animo gentile, vuole fare l’attore. JB, scaltro e a volte crudele, insegue un accesso al mondo dell’arte. Malcolm è un architetto frustrato in uno studio prestigioso. Jude, avvocato brillante e di enigmatica riservatezza, è il loro centro di gravità. Nei suoi riguardi l’affetto e la solidarietà prendono una piega differente, per lui i ragazzi hanno una cura particolare, una sensibilità speciale e tormentata, perché la sua infanzia è stata segnata da una serie di violenze, e la sua vita oscilla tra la luce del riscatto e il baratro dell’autodistruzione. Intorno a Jude, al suo passato, alla sua lotta per conquistarsi un futuro, si plasmano campi di forze e tensioni, lealtà e tradimenti, sogni e disperazione. E la sua storia diventa quella di un’amicizia arcana e profonda, in cui il limite del dolore e della disperazione è anche una soglia da cui può sprigionarsi l’energia accecante della felicità. Caso editoriale del 2015, forse il più importante romanzo letterario dell’anno, opera di rara potenza e originalità, Una vita come tante è doloroso e spiazzante, scioccante e magnetico. Vasto come un romanzo ottocentesco, brutale e modernissimo per i suoi temi, emotivo e realistico, ha trascinato lettori e critica per la sua forza narrativa, capace di creare un mondo di profonda, coinvolgente verità.

Per effettuare il download degli audiolibri, gli utenti già registrati possono accedere alla pagina del “Libro parlato online” digitando http://lponline.uicbs.it/

Slash Radio Web: Palinsesto dal 23 Dicembre 2017 al 1 Gennaio 2018

Nei giorni dal 23 Dicembre 2017 al 1 Gennaio 2018 Slash Radio Web avrà un palinsesto diverso dal solito, privo di dirette, ma altrettanto ricco di contributi di vario genere: non vi lasceremo soli neanche un giorno, infatti vi terremo compagnia con il cartone animato Skinny audio descritto e la messa in onda dei due numeri della rivista Slash Magazine oltre ad altri contributi veramente fantastici, tutti da scoprire.

Quindi restate connessi e ascoltate Slash Radio Web anche durante le feste!

Le trasmissioni torneranno in diretta a partire dal 2 Gennaio con Almanaccando alle ore 9.00, il Meteo e Spotlight alle ore 9.30 mentre SlashBox, riprenderà regolarmente a partire da martedì 9 Gennaio 2018, giacché utilizzeremo i tre pomeriggi della prima settimana dell’anno per fare un poco di programmazione, ma chissà… magari potreste ricevere anche qualche sorpresa!
Luisa Bartolucci e tutto lo staff di Slash Radio web, Chiara Maria, Massimiliano, Alessio e Simone, colgono l’occasione per augurare a soci, dirigenti, volontari ed a tutti i nostri affezionati ascoltatori e alle loro famiglie i più sinceri e sentiti auguri di Buon Natale e di un felice 2018.

Torino – Comunicato stampa: Disability manager per il Comune di Torino: la scelta è una farsa. Associazioni prima consultate, poi prese in giro

Dura lettera al Comune di 6 associazioni, tra cui l’Unione Ciechi.

«Sulla scelta del disability manager per il Comune di Torino ci sentiamo presi in giro. Gli Assessori chiedono il nostro parere e ci propongono una bozza di delibera, che noi condividiamo. Ma quando poi è il momento di decidere, l’amministrazione fa scelte radicalmente opposte». Questo, in estrema sintesi, il contenuto della lettera che l’UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) di Torino, insieme ad altre 5 associazioni di persone disabili (ANFFAS, APIC, APRI, ATE, CP) ha inviato alla sindaca di Torino Chiara Appendino e agli assessori Sonia Schellino (Politiche Sociali) e Marco Giusta (Pari Opportunità). È una lettera dai toni duri, nella quale si lamenta un comportamento scorretto da parte del Comune.
Sono gli stessi firmatari a ripercorrere, punto per punto, la vicenda. «Durante la riunione del 14 settembre, aperta a tutte le Associazioni a tutela dei disabili, l’assessore Giusta aveva illustrato il contenuto di una bozza di delibera comunale per la definizione dei criteri da utilizzare nella ricerca del Disability Manager. In tale occasione l’Assessore aveva precisato che un Disability Manager individuato tramite avviso interno all’Ente non avrebbe potuto garantire un efficace ruolo di monitoraggio e coordinamento super partes. Pertanto l’amministrazione aveva deciso di individuare il Disability Manager all’esterno della macchina comunale». E’ un punto di vista che i diretti interessati condividono, tant’è vero che, a metà ottobre, viene fatta circolare una bozza di delibera, cui le associazioni danno parere favorevole (al netto di qualche marginale proposta di modifica). «Abbiamo accolto con favore il criterio della ricerca del Disability Manager all’esterno dell’Amministrazione Comunale e ci siamo complimentati per il coraggio dimostrato dall’assessore Giusta, il quale, a sua volta, ci ha ringraziati per il confronto costruttivo».
Ma due mesi più tardi arriva l’amara sorpresa: «Il 14 dicembre, tutte le buone intenzioni espresse dal Comune di Torino vengono spazzate via con la pubblicazione di un sorprendente avviso dai contenuti distanti anni luce rispetto a quanto illustrato alle Associazioni». «Ci teniamo a ribadire che, a nostro avviso, il Disability Manager deve essere una figura terza e imparziale – proseguono i firmatari -. Ovviamente il Comune di Torino è libero di ricercare il Disability Manager dove crede, ma allora non si spiega la bozza di delibera sottoposta al vaglio delle Associazioni. In tutta questa vicenda gli Assessori Giusta e Schellino, ma in generale tutta la Giunta, si sono dimostrati inattendibili, inaffidabili e con poca credibilità. Pertanto le sottoscritte Associazioni non intendono più perdere tempo e risorse preziose in riunioni farsa, dato che il loro parere non conta assolutamente nulla, così come le finte promesse degli Assessori di turno».

Torino – Notiziario audio 011 NEWS, n. 46-2017

È in rete la nuova edizione del notiziario audio 011NEWS, n. 46/2017 di venerdì 22/12/2017. Di seguito il link:

In primo piano:

• Disability manager per la città di Torino: la scelta è una farsa. Dura lettera di sei associazioni di disabili (tra cui la nostra Unione) alla Giunta Comunale: “Ci sentiamo presi in giro. Amministrazione poco credibile”
• Carlotta Gilli, giovanissima campionesse di nuoto paralimpico iscritta alla nostra sezione, premiata dal Presidente del Consiglio con il Collare d’oro al Merito Sportivo
• Un tè al giorno per combattere il glaucoma? Secondo uno studio, la bevanda calda contribuirebbe a contrastare il decorso della malattia, ma l’unica arma veramente efficace rimane la prevenzione

Grazie, buon ascolto.
Da parte di tutto lo staff UICI Torino, i migliori auguri per un sereno Natale e un buon 2018!

Lettera alla mia maestra, di Antonio Carnovale

Autore: Antonio Carnovale

Catanzaro, 2 ottobre 2017

Tu, hai rappresentato per me la parte della mia vita più importante, certamente la più fondamentale;
gentile maestra,
questa lettera avrei voluto e dovuto scrivertela tanto tempo fa ma ho sempre rinviato.
Oggi eccomi a scriverti per parlarti un pò di me, ma soprattutto per raccontarti di persone come te che mi sono profondamente care.
È innegabile che la scuola elementare rappresenti per un bambino il primo vero banco di prova con l’educazione e l’ istruzione intese nel significato più profondo del termine; per me, grazie alla tua presenza è stata determinante, tu sei riuscita a dare la giusta direzione alla mia vita.
Ricordo nitidamente il mio primo giorno in Istituto, sono bastati pochi attimi a farmi percepire di essere in un posto molto accogliente; c’erano tanti ragazzi che stavano pranzando che al mio saluto in dialetto hanno risposto all’unisono con una gran risata. La mia gioia però è durata pochissimo perché dopo un poco tempo ho sentito fortissimo la mancanza dei miei familiari.
Io, nono di dieci figli di una famiglia contadina, di emigrati, mio padre all’età di 45 anni è stato costretto a cercare lavoro in Canada, lì è rimasto per più di 8 anni; stessa sorte è toccata a sette dei miei fratelli, in meno di 20 venti anni sono tutti emigrati.
Quando mio padre partì avevo appena tre anni, da quel momento mia madre si è dovuta sobbarcare il peso di una famiglia così numerosa, ed in più la mia cecità, sì io ero nato cieco e questo la assillava giorno e notte.
Non potendo pensare di fare di me un apprendista contadino ha incominciato a scervellarsi per trovare il modo affinchè il futuro fosse per me meno tortuoso. Lei, analfabeta, probabilmente aveva sentito dire che sarei potuto andare in qualche collegio ma non aveva alcuna idea di come affrontare la questione che giorno dopo giorno la impensieriva sempre più.
In diverse occasioni mi ha spiegato che dopo un pò di tempo che mio padre stava già in Canada lei aveva iniziato a parlare della mia situazione in paese, lo ha fatto con gli amministratori, con alcuni medici, con il farmacista, con il parroco, con un parlamentare, tutti ad incoraggiarla dicendole che si sarei potuto entrare in collegio, ma a sue spese.
Lei, non essendo economicamente in grado di sostenere qualsiasi spesa, per un certo periodo ha dovuto desistere nel suo intento. Comunque sempre impegnata nel tentativo assai difficile di trovare una vera soluzione al mio problema, sempre da sola, alternava periodi di pausa a momenti di ripresa della sua ricerca, intanto il tempo passava ed io avevo compiuto 7 anni ma di andare a scuola neanche a parlarne.
Dai miei sette anni in poi il grande desiderio di mia madre nel vedermi sistemato realmente sembrava potersi realizzare, la sua estenuante ricerca aveva subito una forte accelerazione.
Un insegnante l’aveva persuasa che a farmi studiare ci sarebbe riuscita, le aveva spiegato che le spese necessarie le avrebbe sostenuto l’amministrazione provinciale di Catanzaro e così con due anni di ritardo all’età di nove sono stato sdradicato da casa mia e trapiantato all’istituto Gioeni di Catania e lì ho iniziato a frequentare la scuola elementare, con te mia maestra.
Maestra, inutile dirti che per moltissimo tempo l’allontanamento dalla mia famiglia l’ ho vissuto malissimo per anni ogni volta che dovevo rientrare dopo le vacanze due giorni prima iniziava il mio pianto ininterrotto.
Eppure in istituto avevo incominciato a fare amicizia non solo con i compagni di classe ma con tantissimi altri ragazzi, a scuola me la cavavo bene, insomma malgrado l’assenza totale di qualsiasi libertà ed il vitto scarso e non sempre di buona qualità, tutto procedeva, ma a me come del resto, a tutti mancava l’affetto familiare che niente e nessuno era in grado di sostituire.
Sai maestra, se l’insegnante Domenico Renda non avesse con fermezza preso la decisione di procedere senza ulteriori indugi, per far si che le legittime aspettative di mia madre si realizzassero, io non avrei intrapreso nessuno studio.
Il maestro Renda uomo sensibile, altruista, riservato, generoso, concreto, molto disponibile non si è solo limitato ad occuparsi in maniera diciamo burocratica di me, ma ha seguito più o meno da lontano l’evolvere della situazione, e con il tempo sono entrato a far parte in qualche modo della sua famiglia, ho avuto l’opportunità d’incontrarlo verso la fine degli ultimi anni della scuola elementare e fin dalla prima volta ciò che mi ha colpito in lui è stata la voce, chiara molto gradevole da ascoltare.
Ricordo la sua risata forte, larga, fragorosa che io ho definito a cascata, un galantuomo con la grande capacità di ascoltare. Lui ha continuato a seguire la mia crescita fino a quando sono entrato nel modo del lavoro, quando mi sono sposato e sono nati i miei due figli, ed io che per moltissime estati ho avuto la gioia di conversare con lui a casa mia a volte per ore, oggi non posso che essergli grato.
Nel maggio del 1987 esattamente 30 anni fa ho appreso con immenso dolore della sua morte e come tutto il paese sono andato al suo funerale. Fin dalle primissime volte che l’ho incontrato mi sono sentito a mio agio, lui seduto a fianco a me voleva sapere come andava la mia vita in istituto, si interessava di tutto ciò che mi riguardava, dire che gli devo eterna gratitudine, che gli sarò sempre devoto per tutto ciò che ha fatto per me, per il grande impegno e la tanta energia profusa, per vedermi crescere istruito nel migliore dei modi possibili, è il minimo che possa fare.
Solo qualche anno fa ho scoperto la verità, che era stato lui a rendere possibile il mio inserimento nel mondo dell’istruzione. Il maestro Renda non veniva ogni estate per farmi una semplice visita, bensì essendo io diventato una sua creatura era legittimo da parte sua informarsi di come andassero le cose, credo che in qualche modo si sentisse orgoglioso di me.
Cara maestra, da poco più di 5 anni sono andato in pensione, volendo fare un bilancio della mia vita fino ad oggi devo ritenermi abbastanza fortunato per aver conosciuto delle persone davvero speciali, mia madre non solo perché mi ha messo al mondo ma per aver avuto forza di volontà e costanza, che ha fatto in modo di darmi un futuro vero, poi ci sei tu che tanto mi hai dato trasmettendomi i primi elementi del sapere insegnandomi a scrivere e a leggere.
Assieme a te e a mia madre, persone fuori dal comune, c’è l’amico maestro Renda del quale ti ho già parlato.
Ma oltre a voi tre vi è un’ Associazione che definire speciale, essenziale nella vita dei ciechi italiani è assai riduttivo. Sai meglio di me quanto essa ha fatto e continua tutt’ora a fare per i ciechi, se oggi non ci fosse l’Unione Italiana Ciechi nessun cieco sarebbe un vero cittadino. Non va mai dimenticato che il codice civile vigente in quel periodo considerava i ciechi in quanto tali, inabilitati, per troppo tempo in Italia e non solo sono rimasti isolati dal contesto civile.
Rintanati a casa, o segregati in pseudo istituti dove il concetto di istruzione era del tutto sconosciuto, per sopravvivere si affidavano alla carità delle persone di buon cuore.
L’Unione non solo ha tolto dall’emarginazione e dall’analfabetismo i ciechi ma li ha inseriti a pieno titolo nella società. In 97 anni di storia l’associazione ha promosso e fatto approvare diverse centinaia di leggi in favore dei ciechi nell’ambito dell’istruzione, del lavoro, pensionistico, per l’abbattimento delle barriere architettoniche, per l’accessibilità ai siti internet e per tanti altri settori. Ha ottenuto per legge la tutela e la promozione dei ciechi.
L’Unione questa antica, grande, gloriosa, solidale associazione sempre pronta a lottare per una vera e completa integrazione sociale dei ciechi, quanta importanza ha avuto per me, se non ci fosse stata, cara maestra, non ci saremmo mai conosciuti, e tutti gli sforzi profusi da mia madre e dall’amico Renda si sarebbero frantumati ed io sarei vissuto analfabeta ed emarginato per sempre.
In assenza dell’Unione oggi i ciechi sarebbero soltanto poveri ciechi, in tutti i sensi.
Nel giugno del 1966 quando ho lasciato l’istituto Gioeni mi sono ripromesso di ritornarci presto per rivederti ed incontrare in città i compagni di classe e di collegio, ma purtroppo a Catania non ci ho più rimesso piede.
Con te, ci siamo sentiti numerose volte, telefonicamente tu mi hai reso partecipe della festa dei tuoi 50 anni di suora ed io ho condiviso con te la notizia del mio matrimonio.
Cara maestra, sai quante volte ti avrei voluto al mio fianco, per parlare di vari argomenti, e perché no, affinchè tu mi insegnassi ancora qualcosa, tutto ciò non è più possibile, noi non ci possiamo più incontrare, almeno su questa terra.
Poco più di 3 anni fa ci hai lasciati, sei scesa per sempre dalla tua cattedra; maestra fingiamo per un attimo di ritornare in classe, tu in cattedra ed io dal banco a porti un a domanda assai difficile, ma tu non darmi una finta risposta: dimmi maestra, esiste davvero un’altra vita in un altro mondo e come si sta?
Questa mia lettera è priva di un indirizzo perché l’affido all’immenso affetto, alla grande ammirazione che nutro per te, loro sapranno fartela recapitare;
ciao Giuseppina Manzoni suor Anna Celsa mia maestra per sempre,
tuo ex allievo grande amico ed estimatore Antonio Carnovale.