All’Istituto Italiano di Tecnologia: UVIP day, di Marco Pronello

Lo scorso 27 marzo si è tenuta a Genova, presso l’Istituto Italiano di Tecnologia, la prima edizione dell’UVIP day. Il gruppo UVIP (Unit for Visually Impaired People) è nato all’interno dell’Istituto Italiano di Tecnologia nel 2015 da una sinergia tra psicologi ed ingegneri esperti in tecnologia umanoide, cioè tecnologia al servizio dell’uomo. L’idea di fondo è quella di far comunicare la psicologia evolutiva e dell’apprendimento con l’ingegneria per sviluppare tecnologie che, in base alla concreta conoscenza del modus operandi del cervello umano nell’apprendere, nell’evolversi e nel ritenere informazioni, possa essere utile alle persone, bambini, ma anche adulti, con minorazione visiva per la vita di tutti i giorni. Questo, nella filosofia di UVIP, fa la differenza: spesso infatti, molti produttori di ausili che vorrebbero essere innovativi e risolutivi, in realtà forniscono prototipi che alla prova sperimentale non sembrano particolarmente utili ai disabili visivi, perché danno informazioni troppo ridondanti ed ingenerano confusione, essendo stati concepiti senza un confronto sia preliminare che in corso d’opera con gli utenti finali. Quindi, lo scopo di UVIP è quello di intercettare i bisogni delle persone con disabilità visiva e capire, partendo dalla scienza, come modellare la tecnologia per venire incontro a questi bisogni. Con il gruppo collaborano UICI, I.Ri.Fo.R. e molti enti finanziatori, istituti di riabilitazione e molte università in Italia e all’estero, ma soprattutto collaborano persone non vedenti e normodotate che volontariamente testano i dispositivi concepiti dall’unità UVIP e che forniscono consigli e strategie concrete per il miglioramento delle tecnologie. Questa giornata è stata pensata, ha dichiarato la dottoressa Monica Gori, psicologa e team leader dell’unità UVIP, per incontrare le persone che da più di dieci anni collaborano con l’Istituto Italiano di Tecnologia, per illustrare lo stato dell’arte dei progetti, e anche per far conoscere questa realtà a chi ancora non la conosce e che potrebbe unirsi in futuro ai già molti collaboratori.

Retina artificiale.
All’interno dell’Istituto Italiano di Tecnologia ci sono anche altri gruppi di lavoro che si occupano di disabilità visiva. Uno di questi, che ha aperto i lavori di questo open day, è l’unità guidata dal professor Fabio Benfenati, con la quale collaborano tra gli altri Guglielmo Lanzani dell’IIT di Milano e i chirurghi e oftalmologi Grazia Pertile e Maurizio Mete, e che si occupa di nanotecnologie e attualmente ha allo studio un progetto di retina artificiale atto a impiantare i fotorecettori in retine con degenerazioni da retinite pigmentosa o, in futuro, maculari legate all’età.

La novità rispetto ad altri progetti paralleli, ha spiegato il prof. Benfenati, è che qui vengono usati i polimeri di carbonio, utilizzando quindi quella che si chiama l’elettronica organica, che rispetto al silicio, cioè all’elettronica inorganica, ha il vantaggio di essere biocompatibile con la retina non causando rigetti, di essere in grado di attivarsi autonomamente alla luce a contatto con i neuroni della retina e quindi di non necessitare di telecamere, computer e cavi di alimentazione. La risoluzione è paragonabile agli impianti non organici, ossia garantisce la possibilità di orientarsi seguendo una linea sul terreno e di vedere flash luminosi, ma di fatto non di distinguere chiaramente le forme. Ci si trova in una fase ancora sperimentale su ratti e maiali, ma si spera di poter presto iniziare la sperimentazione sull’uomo. Un ulteriore sviluppo prevede di aumentare la risoluzione e portarla, quantomeno nei soggetti ipovedenti, ad un livello paragonabile a soggetti normovedenti, riducendo questi polimeri in nanoparticelle che possono essere iniettate sotto la retina. Gli esperimenti sui ratti ipovedenti hanno dimostrato che l’impianto si diffonde molto bene decorando tutta la retina senza essere distrutto dall’organismo ospitante.
Blindpad.
Ora veniamo nello specifico alle attività di UVIP, all’interno del quale c’è un team, guidato dal professor Luca Braida e con il quale collaborano diversi centri di riabilitazione tra cui il Chiossone di Genova, l’Istituto dei Ciechi di Milano e l’Istituto Cavazza di Bologna, nonché il centro di riabilitazione dell’Asl 1 di Cuneo e l’Istituto Giuseppe Garibaldi di Reggio Emilia, che ha sviluppato e sperimentato un dispositivo hardware che si chiama Blindpad.
Un tablet dotato di puntini piezoelettrici come quelli delle barre braille, che è in grado, mediante un suo software a bordo, di rappresentare in rilievo contenuti grafici. L’impiego è molteplice: dall’apprendimento delle forme geometriche e delle mappe da parte dei bambini, alla visualizzazione in rilievo delle mappe di Google riportate nella memoria del dispositivo, alla rappresentazione di grafici, allo studio del braille in età scolare, ecc. Il vantaggio rispetto alla modalità tradizionale su supporto cartaceo o in termoform è che su una sola superficie possono apparire le raffigurazioni che servono sul momento, risparmiando spazio, eliminando gli sprechi, riducendo i rifiuti e, una volta ammortizzati i costi, abbattendo le spese. Il progetto Blindpad è cofinanziato dall’Unione Europea, è ancora in fase di prototipo e si presume che, una volta in produzione, dovrà costare dai 2.000 ai 3.000 euro.

Disegnare col suono.
Disegnare è un’operazione intuitiva per chi vede, ma non per chi non ha mai visto e non ha idea dei colori e della trasposizione dal tridimensionale del tatto al bidimensionale di un’immagine. Il disegno per un bambino vedente è un ottimo modo per prendere coscienza dello spazio riproducendo, e quindi memorizzando, un ambiente. UVIP ha sviluppato un prototipo per “disegnare col suono”: è un tablet con molte casse, ognuna delle quali al tocco riproduce un suono. Il bambino può quindi imparare a memorizzare la posizione dei singoli suoni sul tablet e, in una versione più avanzata, può anche toccare più casse contemporaneamente, riproducendo veri e propri paesaggi sonori con varie combinazioni di più suoni. ABBI.
ABBI è un braccialetto sonoro, la cui concezione parte dall’idea che la percezione dello spazio sia da migliorare costantemente, sia nelle persone non vedenti che nelle persone vedenti. Dietro ABBI c’è l’unione tra il movimento e il suono: aiuta le persone con disabilità visiva a muoversi meglio nello spazio, ma direi soprattutto a sapere esattamente dove si trovano altre persone od oggetti rispetto a loro. È un’evoluzione del classico braccialetto con i campanellini che suonano quando chi lo indossa si muove. ABBI può servire molto ai bambini che devono imparare a conoscere il proprio corpo e la sua allocazione nello spazio, per esempio ad imparare la destra e la sinistra. La sperimentazione di questo dispositivo fatta all’istituto Chiossone è consistita infatti nel far indossare il braccialetto al bambino in modo da insegnargli, facendogli muovere il braccio con ABBI che emetteva un suono, a distinguere il braccio destro e il braccio sinistro.
È sicuramente un dispositivo versatile che può avere vari usi anche in ambito domestico. I suoni possibili non sono assolutamente invasivi per l’orecchio, poi ovviamente dipende dai singoli decidere come usarlo per ottenere le massime performance. Simile ad ABBI è un piccolo dispositivo indossabile al dito che serve ai soggetti affetti da scotoma (sostanzialmente un buco nel campo visivo) ad individuare in quale punto del campo visivo questo si trovi. Questo dispositivo emette un suono ed è dotato di led: il soggetto segue con lo sguardo il led e quando non sarà più in grado di vederlo, ma sentirà ancora il suono, allora vuol dire che è arrivato al punto dove si trova lo scotoma.

Insegnare ai bambini a programmare.
La programmazione informatica è stata da poco tempo introdotta nella scuola italiana. UVIP si sta anche attivando da pochi mesi nella progettazione di un software che insegna ai bambini a programmare o comunque a risolvere alcuni problemi con l’uso dell’informatica.

Il piano cartesiano.
All’interno del progetto europeo We Draw, appena conclusosi, che ha per oggetto l’insegnamento della matematica e della geometria ai bambini mediante sensi diversi dalla vista, nascono alcune tecnologie per l’apprendimento del piano cartesiano. La prima tecnologia si basa sulla realtà virtuale aptica ed uditiva: con una pennetta si esplora un campo virtuale dove ci sono dei palloncini, sempre virtuali. Ognuno di questi palloncini ha delle coordinate, quindi quando li si individua con la pennetta, questi scoppiano e una voce recita le ascisse e le ordinate corrispondenti.
La seconda tecnologia sui piani cartesiani è una versione per gli ipovedenti, sempre in realtà virtuale, che consiste in una sorta di tiro con l’arco in cui si deve tirare una freccia e colpire un bersaglio, entrambi segnalati con colori molto vividi, e il bersaglio avrà le sue coordinate che vengono visualizzate quando viene colpito. Ci sono ancora tanti altri progetti in itinere che UVIP sta sviluppando, sempre tenendo come prerogativa fondamentale l’ascolto dei bisogni e la loro trasposizione in scienza e tecnologia. L’auspicio dei ricercatori del gruppo è che questo primo open day possa servire a sviluppare nuove idee partendo dalle necessità espresse dal gran numero di persone che hanno voluto prendere parte a questa giornata. A tal fine ci saranno altre giornate di confronto nell’arco dell’anno. Continueremo a seguire lo stato dell’arte degli studi di UVIP: la collaborazione continua.

Per informazioni ed approfondimenti, visitare il sito del gruppo UVIP: www.iit.it › Home › Ricerca › Linee di Ricerca.
Per avere ulteriori e più dettagliate informazioni, contattare Marco Pronello: marco.pronello@gmail.com

Presentazione di due guide illustrate e di un pannello tattile a Santa Maria della Scala, Siena

Un progetto di alternanza scuola lavoro permetterà al museo di Santa Maria della Scala a Siena di arricchire la collezione di opere da vivere grazie al tatto. Gli studenti del quarto anno del Liceo Artistico D. di Buoninsegna mostreranno alla città e ai nostri soci un loro lavoro in basso rilievo che riproduce una parte di un dipinto presente nel pellegrinaio dello stesso museo.
Una collaborazione che si conferma molto fruttuosa tra il museo, la scuola e la nostra associazione.
Uno degli studenti ha affermato: studiare producendo opere utili rende lo studio molto più interessante e mi fa sentire utile e contento.
Il presidente della sezione Alessandro Turci, ha salutato l’esperienza con entusiasmo confermando l’interesse dell’associazione per questo progetto del museo che mira ad estendere le esperienze a favore della fruibilità universale.La dottoressa Debora Barbagli, archeologa del museo e motore primo di questo progetto ha ringraziato gli studenti, i docenti e la nostra sezione per aver dato al museo una occasione per crescere.
Massimo Vita

Si svolgerà il 4 aprile a Santa Maria della Scala a Siena una manifestazione per la presentazione del progetto di rilievo tattile.
Ecco in dettaglio il programma dell’evento:

Programma 4 aprile
ore 16,30
S. Ansano

I progetti di alternanza scuola-lavoro
Liceo Artistico D. di Buoninsegna- Santa Maria della Scala

Saluti istituzionali

Santa Maria della Scala – Roberta Mari
Liceo Artistico “D. di Buoninsegna” – Sandra Fontani

I progetti
– Raccontami il museo | Due guide per bambini:
1) Il Pellegrinaio
2) La Fonte Gaia di Jacopo della Quercia e Tito Sarrocchi

Michela Eremita, responsabile Museo d’arte per bambini e servizi didattici Santa Maria della Scala
Monica Giannetti, Fiorella Mezzacasa, liceo artistico D. di Buoninsegna
gli studenti della 4B

– Il rilievo tattile – Scilla sulla cassa dell’urna del Museo Archeologico Nazionale
Il rilievo costituisce il terzo strumento di accessibilità realizzato dagli studenti del liceo artistico per il Santa Maria della Scala, dopo le riproduzioni tattili dell’affresco di Beccafumi della Cappella del Manto e dei particolari degli affreschi del Pellegrinaio

E. Fucecchi, A. Fagioli, liceo artistico D. di Buoninsegna
A. Turci, M. Vita, UICI sezione di Siena
G. C. Cianferoni, funzionario Polo Museale della Toscana – responsabile Museo Archeologico Nazionale
gli studenti della 4C

Seguirà visita tattile.

Forlì-Cesena – Corso di lingua Inglese per persone non vedenti e ipovedenti

Promosso dalla dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti sezione territoriale.

Imparare una lingua straniera permette di migliorarsi professionalmente, divertirsi e riuscire a comunicare con più facilità con amici di altri Paesi. Non è però facile trovare dei corsi specializzati per chi ha problemi visivi, ma adesso anche a Forlì e a Cesena è possibile frequentare un corso di lingua inglese per non vedenti o ipovedenti. E’ questo il nuovo progetto proposto dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti sezione territoriale di Forlì-Cesena. L’iniziativa è stata organizzata in partnership col Centro Linguistico Cesena e il progetto Blind Bat di Forlì e ha già riscosso un’ottima risposta da parte degli iscritti. Partito a gennaio, il corso è diviso in due gruppi da 5 studenti ciascuno, uno si tiene nella sede UICI di Forlì (in Piazzale della Vittoria 12), e l’altro nella sede di Assiprov a Cesena (in via Serraglio 18). Gli studenti sono stati suddivisi in gruppi in base alla loro conoscenza preliminare della lingua stabilita attraverso un breve test d’ingresso svolto in modalità accessibile.

“È il primo corso di inglese organizzato in provincia – spiega la curatrice e docente Genny Marzocchi – e nasce dai racconti di una delle partecipanti, che mi ha manifestato la sua passione per l’inglese, ma anche la difficoltà a trovare in zona un corso per non vedenti. Infatti, fino a qualche anno fa, per studiare inglese andava a Bologna in treno perché era la sede più vicina per un corso di specializzato. Oggi, la situazione è cambiata grazie alla disponibilità di UICI, che ha fornito le sedi e il servizio accompagnamento per chi ne ha bisogno. La risposta dei partecipanti è molto positiva e abbiamo anche uno studente da Faenza e uno da Rimini”.

Genny Marzocchi collabora da diversi anni come volontaria con UICI ed è una docente molto apprezzata non solo per la sua capacità comunicativa, ma anche per la capacità di creare un ambiente di studio in cui gli allievi si sentono a proprio agio. Per questo nuovo progetto ha potuto contare sulla collaborazione di Silvia Fabbri, direttrice del Centro Linguistico Cesena, dove Genny lavora. La direttrice ha accolto con entusiasmo la possibilità di fornire un servizio necessario e mai proposto prima in un ambito così specializzato. Un’iniziativa in linea con l’attività del Centro Linguistico, dove la qualità della didattica e la specializzazione in settori specifici è importantissima. “Crediamo nella collaborazione e nel lavoro di squadra – conclude Genny – e il corso di inglese è un esempio di come possiamo migliorare la qualità della vita di tutti”.
Genny fa inoltre parte di Blind Bat, un progetto formato da un gruppo di ragazzi che lavora su progetti di accessibilità per ipovedenti e non vedenti attraverso la tecnologia. Al momento, Blind Bat sta collaborando con l’università di Cesena e quella di Forlì per la progettazione di una APP sul turismo accessibile. La tecnologia diventa sempre di più un’alleata per superare ogni ostacolo.
Focus sul corso
Contenuti: adattato alle esigenze di apprendimento delle persone con difficoltà visive attraverso il supporto di materiale didattico adeguato, schede in braille, file audio, materiale di studio compatibile con i più comuni lettori vocali per agevolare gli studenti nell’apprendimento della lingua straniera. Con cadenza: settimanale, un incontro da 90 minuti. Durata del corso: tre mesi (12 lezioni, 18 ore totali); livello da confermare tramite test d’ingresso

Per informazioni UICI sezione Forlì-Cesena: 0543402247

Asti – Una ricorrenza dimenticata

Dieci anni fa, il 3 marzo 2009, con la legge numero 18 veniva ratificata la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, promulgata a New York il 13 dicembre 2006. Scopo della Convenzione, previsto dall’Art.1 della stessa è “promuovere, proteggere e garantire il pieno ed uguale godimento di tutti i diritti umani e di tutte le libertà fondamentali da parte delle persone con disabilità, e promuovere il rispetto per la loro intrinseca dignità”. Essa riconosce la dignità e il valore connaturati a tutti i membri della famiglia umana ed i diritti uguali ed inalienabili come fondamento di libertà, giustizia e pace nel mondo.
La ricorrenza del 3 marzo è passata sotto silenzio, forse perché è troppo ingombrante confrontarsi con principi così alti e troppo spesso disattesi per grave indifferenza ed incuria?

LEGGI DORMIENTI
Eppure la produzione legislativa non manca. La recente Legge regionale n° 3 del febbraio scorso sulla Promozione delle politiche a favore delle persone con disabilità “contiene nuovi principi – sottolinea Adriano Capitolo, Presidente provinciale della Fand -Federazione tra le associazioni nazionali delle persone con disabilita – ma è vuota di contenuti e non mette soldi. Non fa altro che richiamare leggi nazionali e sovranazionali che la Regione stessa ha sempre ignorato. Dovrebbe essere ben più incisiva”. Che dire della legge n° 41 del lontano 1986 sull’adozione da parte di Comuni e Province dei P.E.B.A (Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche), e dei P.A.U (Piani per l’ accessibilita’ urbana), introdotti dalla legge 104 nel 1992? “Molti Comuni sono inadempienti – precisa Capitolo – La Regione ha il compito di vigilare e in caso di mancata adozione dei piani entro 1 anno dall’emanazione della legge, nominare un commissario. Non ci risulta che abbia preso provvedimenti in tal senso. Sarebbe opportuno incrementare incentivi e punteggi nei bandi pubblici a favore di coloro che si impegnano a realizzare opere prive di barriere, ricordando per altro che già esistono precise disposizioni di legge che impongono di costruire in modo da garantire a tutti l’accessibilità”.Sempre l’articolo 32 della succitata legge, vieta l’erogazione di contributi e agevolazioni da parte dello stato o di enti pubblici per progetti che non osservano le norme in materia.
Con questa realtà fatta di provvedimenti quasi sempre disattesi, si scontrano quotidianamente anche i 5.000 disabili dell’Astigiano: il numero è riferito alle persone percettive di assistenza, ma se si sommano anche i cittadini con disabilità lievi, la cifra si triplica. Può essere ignorata una frangia così numerosa di persone?

L’ISTAT E L’ESEMPIO DELLE SCUOLE
Secondo la recente indagine Istat riferita alle scuole di ogni ordine e grado nell’anno scolastico 2017/2018 risulta che in Piemonte è accessibile il 35,7% delle scuole con riferimento alle barriere fisiche ed il 23% delle scuole con riferimento alle barriere senso percettive.
Non accessibile il 50,2% delle scuole causa barriere fisiche ed il 62,9% delle scuole causa barriere senso percettive. Numeri che la FAND considera non attendibili. Non ci risulta che il 23% delle scuole Piemontesi sia privo di barriere senso percettive.
Nell’astigiano, l’unica ad essere realmente accessibile a tutte le disabilità è l’istituto Andriano di Castelnuovo Don Bosco.Purtroppo l’Istituto Nazionale di statistica non è in grado di fornire i dati disaggregati per singola provincia e per singolo Comune, impedendo di fatto una completa comprensione del fenomeno a livello locale con conseguenti gravi ricadute in termini di dispendio di risorse, anche finanziarie, ma non solo, che non contribuisce a perseguire le necessarie finalità di trasparenza e di pubblica conoscibilità della situazione delle singole strutture scolastiche e che non è in grado, di incidere sulle concrete obbligatorie politiche pubbliche di eliminazione delle barriere nei medesimi Istituti scolastici, ai fini della piena fruibilità degli stessi dall’utenza con disabilità.

SUL LAVORO SIAMO UN PESO
La Fand pone l’accento anche sul collocamento mirato: nell’Astigiano, come altrove, le liste d’attesa sono affollate. Non e solo il privato a non assumere, negli ultimi anni anche il pubblico è restio nell’assolvere agli obblighi.

TURISMO, CULTURA, COMUNICAZIONE, MA NON PER TUTTI
Asti aspira a diventare una realtà sempre più turistica, “ma l’accesso a 360 gradi alla cultura è fortemente limitato a tutte le categorie di disabili”, come spiega il Presidente di Fand. “Forse solo la cripta di Sant’Anastasio è attrezzata in tal senso – aggiunge – In generale mancano mappe visivo-tattili, targhe in Braille, in large printe oltre a percorsi tattili, descrizioni audiovisive e con il linguaggio dei segni “LIS” per le persone sorde. Non vi sono taxi attrezzati per il trasporto dei disabili, limitando in tal modo la possibilità di spostarsi per visitare la città e le tante bellezze del nostro territorio anche ai disabili motori provenienti da fuori Asti. Il problema della fruizione della cultura si estende inoltre agli spettacoli teatrali e a quelli cinematografici, praticamente preclusi a chi soffre di disabilità visiva e uditiva, poiché non sono messi a disposizione quegli ausili per le audiodescrizioni e sottotitolazione e con LIS forniti dalla moderna tecnologia”.
Non meno problematico si rivela l’accesso alle moderne forme di comunicazione: “Molti siti internet e i sistemi di comunicazione digitale sono inaccessibili, in disprezzo della legge – spiega il Presidente di Fand – Un malcostume molto diffuso soprattutto nella Pubblica Amministrazione, anche con la pubblicazione sul web e l’invio tramite e-mail di contenuti inaccessibili poichè creati sottoforma di immagine, spesso scannerizzando il documento originale, rendendolo non fruibile tramite “screen-reader”i lettori di schermo. Ricordo in proposito la legge n° 4 del 2004 che prevede Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici. Lo stesso dicasi per le applicazioni per smartphone che sarebbero di grande aiuto al disabile per il superamento delle difficoltà a cui va incontro ogni giorno, ma che di fatto risultano anch’essi inaccessibili come, per altro, i servizi offerti on line”.

IL TRASPORTO PUBBLICO E L’ACCESSIBILITA’: UNA LOTTA QUOTIDIANA
Quello del trasporto pubblico, soprattutto extraurbano, resta uno dei problemi di grande attualità che si fa più acuto durante i mesi estivi con la riduzione di orari e la sospensione, per un certo periodo, del servizio.
Si registrano criticità sia sui bus, sia nelle infrastrutture (fermate, Movicentro per esempio) che in molti casi, ricorda Adriano Capitolo, non rispondono neppure ai più elementari requisiti di sicurezza. Le stazioni ferroviarie, a parte Asti, non sono fruibili autonomamente e non vi sono servizi a supporto dei disabili. “Negli esercizi commerciali – aggiunge Capitolo – le normative in materia di accessibilità non sono rispettate, non solo per la presenza di barriere architettoniche, ma perché non ci sono forme di comunicazione aumentativa alternativa per chi ha una disabilità intellettiva come ad esempio l’autismo, con Braille e sistemi tecnologici NFC/QR code leggibili tramite smartphone.
La discriminazione dell’utente disabile si estende anche alle filiali delle banche, dove l’autonomia delle persone con disabilità è fortemente limitata, così come l’utilizzo degli sportelli automatici sia per la loro collocazione che per la mancanza di guide per ciechi od ipovedenti”. La Fand è inoltre critica verso la drastica riduzione dell’orario di apertura al pubblico degli sportelli, operata dalla Cassa di risparmio di Asti.
Abbiamo tante leggi che, se applicate, renderebbero meno sofferta e piu inclusiva la vita alle persone con disabilità. Purtroppo non è così! sebbene in calce ad ogni legge sia riportata testualmente: la presente… “DATA A TUTTI DA RISPETTARE E FAR RISPETTARE”, sempre meno la rispettano e l’onere di far rispettare le leggi è lasciato al disabile, proprio quel disabile che per la sua fragilità il legislatore ha ritenuto di dover tutelare. Conclude il Presidente Adriano Capitolo: “Una situazione che non è più accettabile. Ci rivolgiamo anche alla sensibilità di chi esercita la professione legale, chiedendo di supportare la FAND nel combattere una battaglia di civiltà, per il rispetto dei diritti e della dignità di questa parte di cittadini”.

Sport – Sport4all: Lo sport insieme… è meglio!

Noi del GSD lo sapevamo già, e ora lo sa anche tutta Milano!
Sport4all, è il titolo del progetto promosso dalla FONDAZIONE MILAN & “PLAYMORE!” e patrocinato dal comune di Milano.
Attraverso diversi appuntamenti, in una sede che diventerà punto di riferimento per lo sport integrato nella nostra città, tutti potranno toccare con mano quanto sia non solo possibile, ma anche divertente e gratificante, praticare discipline insieme a persone di diverse abilità, in cui ognuno potrà mettere in campo le proprie diversità e metterle al servizio dei compagni di sport:
il nostro Gruppo Sportivo sarà ovviamente presente, con il raffinato Blind Tennis, il mitico Baseball (con ASD Lampi Milano e ASD Thunder’s Five Milano BXC), e la sfolgorante scherma (con Accademia Scherma Milano).
Come ha detto il grande Daniele Massaro nella conferenza stampa di presentazione del progetto, svoltasi a Palazzo Marino lo scorso 25 marzo, “in una squadra siamo tutti uguali e quello che conta è il rispetto per l’avversario, l’aiuto al compagno in difficoltà, lo spirito di sacrificio e la passione condivisa”.
Così, dopo questi primi mesi (aprile, maggio e giugno) di appuntamenti di presentazione, a settembre partiranno i corsi continuativi.
Tutte le attività si svolgeranno presso il Centro Sportivo “PlayMore!”, in via della Moscova 26 a Milano.
Per info, calendario e adesioni si può consultare il sito:
https://www.sport-4-all.org/
Di seguito vi proponiamo il calendario delle attività delle discipline sportive per disabili visivi
lunedì 8 aprile (dalle 17:00 alle 19:00)
Blind Tennis
Martedì 9 aprile (dalle 18:00 alle 20:00)
baseball per ciechi
Venerdì 12 aprile (dalle 15:30 alle 18:00)
Scherma non vedenti
Lunedì 13 maggio (dalle 17:00 alle 19:00)
Blind tennis
Martedì 14 maggio (dalle 18:00 alle 20:00)
baseball per ciechi
Venerdì 17 maggio (dalle 15:30 alle 18:00)
Scherma non vedenti
Sabato 8 giugno

Festa finale con tutte le Attività
Tutto il Giorno Tutte le ONLUS
Una opportunità che la nostra città ci offre, da non lasciarsi scappare,
perché lo sport sia davvero per tutti!

Gruppo Sportivo Dilettantistico Non Vedenti Milano ONLUS
Via Vivaio, 7
20122 Milano
tel.: +39 327 83 46 575
Email: info@gsdnonvedentimilano.org
Web: www.gsdnonvedentimilano.org

Sommario della rivista “Slash Magazine” n. 1 gennaio-febbraio 2019

Augurandoci di far cosa gradita, si riporta di seguito il sommario del numero 1 Gennaio Febbraio 2019, di Slash Magazine, anno III, il periodico bimestrale legato a Slash Radio Web. Se non lo avete ancora fatto, vi esortiamo ad abbonarvi!

Editoriale, di Luisa Bartolucci.

Cultura:
Il censimento dei radical Chic: intervista a Giacomo Papi;
Lorenzo Previ ci racconta il lego;
Diego Galdino ed il suo “Ultimo caffè della sera”;
Che la bellezza sia con te: intervista ad Antonia Arslàn;
“Le rughe del sorriso”: parliamone con l’autore;
Se tu potessi vedermi ora: intervista a Carolina Orlandi;
In vetta al mondo con Roberta Melli;
“L’altra America di Woody Guthrie”;
Incontro con Mimmo Politanò;
La mappa sonora della poesia (di Chiara Maria Gargioli).

Musica:
Ricordando Fabrizio de Andrè: “Amico faber”;
Ripensando a Fabrizio de Andrè: i ricordi e le opinioni di Elena Malvini ed Ernesto Assante;
“Beauty at closing time”: intervista a Massimo Giangrande, (di Chiara Maria Gargioli);
“Nina ed altre storie”: a tu per tu con Morhena!;
Massimo Tagliata ed il suo “Paradise” (di Chiara Maria Gargioli).

Sport:
Il tiro con l’arco: intervista a Giovanni Vaccaro (di Chiara Maria Gargioli);
Lazio vola: intervista a Claudio Lotito (di Renzo Giannantonio);
L’atletica vaticana (di Chiara Maria Gargioli).

Rubriche:
Orizzonti multimediali, a cura di Marino Attini;
Cinemando, a cura di Gabriella Gallozzi;
SlashArt: a cura del Museo tattile statale Omero;
Viaggi: la compagnia del relax, a cura di Enrico Raddrizzani;
Ausili e tecnologie, la parola agli esperti a cura di Giuseppe Fornaro;
C’è luce in cucina, a cura di Lucia Esposito;
Il salotto di Stefania Cavalieri, a cura di Stefania Cavalieri;
Il simposio dei Lettori, a cura di Rossella Lazzari;
L’opinione, a cura di Massimo Franchi;

I nostri speciali:
La giornata della memoria: interviste a Bernard Dika, Giovanni Grasso, Matteo Schianchi e Monica Pozzi, a cura di Chiara Maria Gargioli;
Parola di direttore, a cura di Mario Barbuto.

Per informazioni sulle riviste è possibile scaricare il Listino abbonamenti 2019 al link:
http://www.uiciechi.it/servizi/somm_stampaassoc.asp

Massa Carrara – La scuola di scultura per non vedenti

La scuola del marmo di Carrara è diventata la sede del primo corso nazionale per non vedenti organizzato dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. 14 studenti adulti si stanno impegnando per realizzare il loro volto in marmo.

Di seguito il link per visionare il servizio del TGR Toscana:
http://www.rainews.it/tgr/toscana/video/2019/03/tos-scuola-marmo-carrara-corso-scultura-non-vedenti-612d994a-85b4-4647-9475-658e1a008926.html?wt_mc=2.www.wzp.tgrtoscana_Contentltem-612d994a-85b4-4647-9475-658e1a008926.&wt

Torino – Mano (d)opera: Bando per opere in Memoria di Francesco Fratta

La sezione territoriale UICI di Torino, in collaborazione con il gruppo di lavoro “Making Sense” (che riunisce alcune tra le più importanti istituzioni artistiche torinesi) bandisce un concorso artistico nazionale intitolato alla memoria di Francesco Fratta, un caro amico (scomparso prematuramente un anno fa) che tanto ha dato al nostro sodalizio (sia a livello locale che a livello nazionale), mettendo a disposizione dell’Unione una competenza fuori dal comune, una grande passione e una prospettiva sul mondo sempre originale. “Francesco era un uomo che sapeva sognare, ma era anche una persona molto concreta. Per questo, più che con le parole, ci sembra opportuno ricordarlo attraverso un’iniziativa che prosegua il cammino di ricerca da lui tracciato – spiega Franco Lepore, presidente UICI Torino – Naturalmente siamo partiti dalla più grande passione di Francesco, quella che ha assorbito gran parte della sua vita e della sua carriera professionale: l’arte”. Il concorso in effetti è rivolto agli studenti di licei artistici e accademie di belle arti. Il titolo è emblematico: Mano(d)Opera. Il filo conduttore, in linea con un interesse primario della nostra Unione, è proprio quello delle mani come mezzi di conoscenza del mondo. Le opere, che possono essere realizzate con diversi materiali, devono essere esplorabili attraverso il tatto e capaci di dialogare con un pubblico eterogeneo. Una giuria composta da esperti d’arte e membri dell’UICI valuterà i lavori e premierà i primi tre classificati con riconoscimenti in denaro (primo premio 2.000 euro, secondo premio 1.000 euro, terzo premio 500 euro). Inoltre tutte le opere finaliste saranno esposte in una mostra collettiva che si terrà a Torino nel mese di giugno. Per iscriversi c’è tempo fino al 31 marzo, mentre il 15 maggio è il termine per la consegna dei lavori.

TEMA DEL CONCORSO
Mano(d)Opera vuole essere una selezione di opere d’arte plastiche sul tema delle MANI come mezzo di conoscenza del mondo. La mano fa, esprime e racconta secondo una quantità pressoché infinita di azioni, forme espressive e modalità di linguaggio: le mani accarezzano, afferrano, toccano, impugnano, presentano, esplorano, stringono, salutano, pregano, scrivono e, talvolta, leggono.
Il Bando è stato istituito dalla Sezione Provinciale di Torino dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti onlus (UICI) per ricordare la figura di Francesco Fratta, componente della Direzione Nazionale dell’Unione con specifico incarico all’accessibilità alla cultura. L’intento è di richiamare l’importanza che ha l’arte per le persone con disabilità visiva e rafforzare le considerazioni positive sulla percezione tattile e sul grado di efficacia del tatto nella fruizione artistica.
Ma il tatto da solo non è sufficiente per comprendere una forma artistica.
Come scriveva Francesco: “della parola, forse (ma non ne sono del tutto convinto, e comunque non in tutti i casi), chi vede può fare a meno quando guarda una “pura immagine”; chi “guarda” con le mani quella stessa immagine sicuramente no. No… e perché? Perché innanzi tutto il toccare non equivale propriamente ad un vedere, sia pure deprivato di luci e colori. I singoli elementi formali vanno ricostruiti attraverso esplorazioni parziali, successive e ripetute per giunta con una certa lentezza, e collegati fra loro grazie ad un lavoro di progressiva memorizzazione. Non potendo fare affidamento su colori, ombre, dettagli piccoli e piccolissimi, l’esplorazione tattile richiede necessariamente di essere accompagnata dalla parola, la quale dirà che cosa rappresenta esattamente quel segno o quella forma percepita, ci indicherà il piano nel quale collocare ciò che stiamo toccando”.
Dunque, affinché l’osservatore cieco possa formarsi un’immagine sufficientemente ricca di un’opera puramente visiva, segno tattile e parola gli sono ugualmente necessari nella loro complementarietà.
Per questo motivo ai partecipanti al bando viene richiesto di accompagnare l’opera con un testo che la descriva e racconti il suo significato espressivo.

Di seguito il link per leggere il regolamento e tutte le altre informazioni utili:
Mano(d)Opera: Bando

Foggia – A Foggia, la prima “Cena al buio”, così nell’oscurità “esplodono” i sensi

Una serata “ad alto impatto” sensoriale, una vera e propria “sfida tra i sensi”. Stiamo parlando della “Cena al buio”, format che l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – Sezione di Foggia, presieduta da Franco De Feo, ha portato per la prima volta in città, lo scorso venerdì 22 marzo, presso l’associazione enogastronomica “Il Covo del gusto”.
“L’obiettivo della serata – spiegano a FoggiaToday le organizzatrici Silvia Romantini e Maria del Viscio – è sensibilizzare e far capire ad un numero sempre maggiore di persone le difficoltà che il non vedente riesce ad affrontare quotidianamente”. Nasce così la “Cena al buio”, una sfida tra i sensi da affinare nella totale oscurità.
“È stata una cena di grande impatto”, commentano a caldo i commensali. “L’atmosfera è stata accogliente sin dal principio: ad accompagnarci ai tavoli c’erano Maria del Viscio e due ragazzi non vedenti, Francesco (venuto da Bologna, entusiasta di offrire il suo supporto per l’evento) e Leo. Si è svolto tutto rigorosamente al buio. È stato bello ed anche strano rendersi conto che, quando uno dei nostri sensi viene messo fuori gioco, gli altri prendono il sopravvento per compensare. I rumori erano amplificati, i sapori più accentuati. Un’esperienza unica”.
Ad accompagnare in ogni fase i commensali, infatti, c’era personale non vedente, una presenza discreta e rasserenante che ha spiegato ai partecipanti come riconoscere gli oggetti sulla tavola, infondendo sicurezza in quella insolita “camera oscura” e offrendo suggerimenti utili per godere appieno l’esperienza. “In questo contesto – spiegano gli organizzatori – tutti i sensi vengono stimolati a riconoscere odori, oggetti, suoni e soprattutto gusti, grazie ad un menù studiato ad hoc per sorprendere e regalare accostamenti squisiti e insoliti. È difficile spiegare le sensazioni che si possono provare in una esperienza di “Cena al buio” – continuano – perché ogni volta ognuno dei partecipanti vive e scrive una storia differente, che dipende molto dalle suggestive ed imprevedibili alchimie che si creano nel buio”.
In cucina, per confezionare la “Cena al Buio”, c’era la brigata dello chef Mario Terlizzi; a gestire la sala vi era Ilaria Terlizzi. L’evento è stato reso possibile grazie alla sensibilità mostrata da Alfredo e Tiziana, proprietari de “Il Covo del Gusto”, associazione enogastronomica in Contrada Pavoni. A sollecitare i sensi dei commensali un menù da antipasto (arancino con pancetta lardata sul letto di mousse di ricotta e funghi porcini con acqua di basilico, bauletto del covo con pasta sfoglia, patate, zucca, pasta di salsiccia e scarola con gocce di cioccolato, involtino di melanzane con salsiccia a punta di coltello, ricotta di bufala e glace), primo (agnolotti del covo con crema di zucca, speck e cardarelli e tartufo), secondo(filetto di maialino nero con demi-glace di porcini e granella di pistacchio) e dessert (babà con crema della nonna alla vaniglia).

Fonte: foggiatoday.it
Autore: Maria Grazia Frisaldi
Data pubblicazione: 24 marzo 2019

Sport – I risultati del week-end di baseball, nuoto e showdown

Si è disputato domenica 31 marzo, presso il campo Kennedy di Milano, l’incontro tra i Lampi Milano e i Thunder’s Five Milano, valevole per il XXIII Campionato Italiano di Baseball per Ciechi, che ha visto i Tuoni vincere per 7 a 1.
Classifica provvisoria
1. Thunder’s Five Milano BXC: punti 6 – vinte 3 – pareggiate 0 – perse 0 media 1000
2. Roma All Blinds: 6- 3 – 0 – 1 – 750
3. Leonessa BXC Brescia 2 – 1 – 0 – 1 – 500
4. Lampi Milano: 2 – 1 – 0 – 1 – 500
5. Thurpos Cagliari: 2 – 1 – 0 – 1 – 500
6. Bologna White Sox: 2 – 1 – 0 – 1 – 500
7. Fiorentina BXC: 2 – 1 – 0 – 1 – 500
8. Umbria Redskins BXC: 2 – 1 – 0 – 2 – 333
9. Staranzano BXC: 0 – 0 – 0 – 1 – 000
10. I Patrini Malnate BXC: 0 – 0 – 0 – 1 – 000
11. Tigers Paralympic Sport Cagliari: 0 – 0 – 0 – 2 – 000
È possibile consultare l’intero calendario, i risultati, le classifiche e le statistiche, cliccando qui:
http://www.fibs.it/it/calendari-e-statistiche/campionati-nazionali/fibscalendario/5567.html
Mentre Domenica 31 marzo si è svolta la diciasettesima edizione del meeting interregionale lombardo di nuoto “Città di Busto” che ha
visto la nostra socia Martina Rabbolini (Categoria S11 – non vedenti) vincere le seguenti gare:
– 200 misti, – 3.12,30
100 rana, 1.37,37
Mentre dal 29 al 31 marzo si è svolta, a San Vito al Tagliamento (PN) la seconda giornata del Campionato di serie C di showdown.
Al termine delle due tappe Il nostro socio Ivan Barazzetta è giunto quarto sfiorando la promozione in serie C.