La scuola di addestramento di Campagnano consegna cinque cani guida, di Gaetano Aquilino

Lunedì 20 maggio, alla presenza del presidente Nazionale dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Mario Barbuto, la Scuola di addestramento di Campagnano ha consegnato 5 cani guida ad altrettanti utenti non vedenti in attesa da tempo.

La cerimonia si è aperta con la visita della scuola, ancora in fase di rifinitura , ma che si mostra già perfettamente attrezzata per soddisfare i bisogni dei nostri amici a quattro zampe e anche di chi li prenderà come compagni di vita. Il centro, infatti, dispone di 7 camere da letto per ospitare in loco, nel momento dell’affiatamento, gli utenti che prenderanno il cane. Inoltre è dotato di un enorme cortile dove i cuccioli possono scorrazzare e giocare felici e di confortevoli box dove vengono accolti con cura dagli istruttori e dalle persone di servizio e accudimento.

Il Centro è Dotato anche di una sala per gli eventi ed è proprio lì che ha avuto inizio la cerimonia di consegna, proseguita poi nel cortile esterno.

Grande emozione quando il presidente Nazionale Mario Barbuto ha consegnato uno dei cani guida al suo conduttore, augurandogli  buon viaggio per questa sua nuova e splendida avventura, con la raccomandazione di avere la massima cura per il proprio compagno a quattro zampe e sottolineando il valore di questo insostituibile collaboratore.  Il Presidente Ha inoltre fatto una riflessione sugli attuali tempi di consegna dei cani, assolutamente da ridurre: I 24/30 mesi di attesa di oggi, sono un tempo veramente inaccettabile, auspicando che anche grazie alla sinergia tra le varie scuole di addestramento italiane si possano abbreviare drasticamente le attese. Con la consegna degli altri 4 cani, da parte del presidente ANPVI Egidio Riccelli e degli assessori del Comune di Campagnano, si è conclusa la cerimonia ufficiale, sancita da un felice esito che ha sottolineato ancora una volta, il clima di festa di questa giornata e lo spirito di collaborazione anche con le istituzioni pubbliche.

“Il Progresso” n. 11 1-15 giugno 2019

Si comunica che in data 31 maggio 2019 è stata inserita nel sito la rivista “Il Progresso” n. 11 1-15 giugno 2019 e che l’ufficio stampa ha provveduto ad inviare alla Biblioteca Italiana dei Ciechi “Regina Margherita” Onlus il file relativo in data 23 maggio 2019. Si riporta di seguito il sommario della rivista:

Attualità- Quella vita di odio e amore con il nemico dentro casa (di Dacia Maraini)

Tecnologia- Alfa-X, il treno giapponese da 400 km-h (di Davide Lizzani)

Scienza- Il chilogrammo è cambiato per sempre: ecco perché è importante (di Maya Wei-Haas)

Psicologia- Ogni scelta comporta una rinuncia (di Oliver Burkeman)

Storie- Un eroe del nostro tempo (di Massimo Gramellini)

Viaggi- Lefkada, i Caraibi dell’Egeo (di Maurizio Di Fazio)

Salute- Gli zuccheri e le drosofile: uno studio sull’origine dell’obesità (di Elisabetta Intini)

La stagione delle tasse- Modello 730 e redditi persone fisiche 2019 – terza parte (di Stefano Poggi Longostrevi)

5×1000

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https://www.uiciechi.it/servizi/riviste/View_Rivista.asp?Id_Nriv=2239

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“Corriere Braille” n. 21 1-7 giugno 2019

Si comunica che in data 31 maggio 2019 è stata inserita nel sito la rivista “Corriere Braille” n. 21 1-7 giugno 2019 e che l’ufficio stampa ha provveduto ad inviare alla Biblioteca Italiana dei Ciechi “Regina Margherita” Onlus il file relativo in data 20 maggio 2019. Si riporta di seguito il sommario della rivista:

Il nostro impegno per il lavoro (di Mario Barbuto)

Sintesi dei lavori della Direzione Nazionale (a cura di Eugenio Saltarel)

Vincenzo Massa incontra giovani studenti

XVII Campionato di Scopone Scientifico

Giro automobilistico su vetture Ferrari

A proposito di un fossile vivente – terza parte (di Claudio Cicognani)

Ambito di applicazione delle norme sull’accessibilità informatica – seconda parte (di Marco Pronello)

Modello 730 e redditi persone fisiche 2019 – terza parte (di Stefano Poggi Longostrevi)

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“Kaleidos” n. 11 1-15 giugno 2019

Si comunica che in data 30 maggio 2019 è stata inserita nel sito la rivista “Kaleidos” n. 11 1-15 giugno 2019 e che l’ufficio stampa ha provveduto ad inviare alla Biblioteca Italiana dei Ciechi “Regina Margherita” Onlus il file relativo in data 29 maggio 2019. Si riporta di seguito il sommario della rivista:

La tampon tax resta al 22%

Single e felici basta un po’ di ironia (di Benedetta Sangirardi)

Nella testa di un leader (di Gaia Giorgetti)

Tristezza? Scopri come farne buon uso (di Carlotta Vissani)

Il momento in cui scegli di diventare madre (di Gaia Manzini)

Guida alla salute delle donne

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“Gennariello” n. 6 giugno 2019

Si comunica che in data 30 maggio 2019 è stata inserita nel sito la rivista “Gennariello” n. 6 giugno 2019 e che l’ufficio stampa ha provveduto ad inviare alla Biblioteca Italiana dei Ciechi “Regina Margherita” Onlus il file relativo in data 29 maggio 2019. Si riporta di seguito il sommario della rivista:

Non solo saluti (di Rita Lamusta)

C’era una volta

  • Prova d’amore
  • La Giraffa vanitosa

Scelte da voi

  • Il porcospino monello
  • Bobo il ghiro pigro e dormiglione

L’angolo della filastrocca

  • In classe
  • Si chiude la scuola

Gioca con Giò il coniglietto

Per i più piccini

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Stadio di San Siro, il Milan pensa a un settore per non vedenti, di Marco Rolando

È un’iniziativa davvero meritevole quella che il Milan ha voluto dedicare ai tifosi non vedenti e ipovedenti che frequentano lo stadio di San Siro: un servizio di audio-descrizione della partita fruibili con dei semplici auricolari seduti a poca di distanza dal campo.

A provarlo per la prima volta c’era la delegazione della Fondazione dell’Istituto dei Ciechi di Milano, durante la partita Milan Frosinone disputatasi il 19 maggio 2019. Un match un po’ sofferto per il Milan (anche se chiuso con un bel due a zero a favore dei rossoneri), che però i tifosi non vedenti ricorderanno con particolare gioia.

L’obiettivo del Club Rossonero è realizzare, a partire dal prossimo anno, un settore dedicato a non vedenti e ipovedenti a bordo campo, con audiodescrizioni della partita fatte in diretta da uno speaker sportivo, formato dall’Istituto dei Ciechi. Il servizio dovrà essere poi integrato da un team di steward (anch’essi formati dall’Istituto) che si occuperà di assistere i tifosi non vedenti e ipovedenti durante la partita.

In Italia è la prima iniziativa di questo genere, ma allo stadio Emirates di Londra è già realtà. Non è un caso che l’attuale amministratore delegato del Milan, Ivan Gazidis, provenga proprio dal club dell’Arsenal, di casa all’Emirates.

E così, la sera della sfida con il Frosinone, diciassette persone comprese gli accompagnatori hanno potuto assistere alla partita munite di cuffiette per la radio-cronaca, entusiaste per la possibilità di sentire le urla dei tifosi, di gioire per un gol, di percepire la tensione sportiva dal campo. Certo, alcuni dettagli sono da migliorare, ma la direzione intrapresa è quella giusta. Fra di loro c’erano Rodolfo Masto, presidente della Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano, Franco Lisi, direttore scientifico e Francesco Cusati, presidente del gruppo sportivo dei non vedenti milanesi.

«Questo era un primo step e il bilancio è molto positivo», spiega Masto. «Formeremo le persone che dovranno raccontarci la partita. Perché non ci interessa soltanto il fatto tecnico, ma anche la descrizione dell’ambiente, gli striscioni, il comportamento dei giocatori in panchina. Apprezziamo la disponibilità del Milan e speriamo che altri club seguano l’esempio. Una iniziativa del genere fa cultura di integrazione».

Positive le reazioni di tutti gli utenti dei social che hanno inondato di complimenti la società: «Non sono un tifoso del Milan, ma apprezzo tantissimo l’iniziativa e vi faccio i più sinceri complimenti» o anche «iniziativa molto lodevole e complimenti all’AC Milan con la speranza che sia d’aiuto anche a certi arbitri che ci hanno diretto quest’anno» e infine: «Complimenti, no alle barriere di comunicazione e visive».

La delegazione di non vedenti con l’amministratore delegato del Milan Ivan Grazidis. Da sinistra Franco Lisi con in braccio sua figlia Valentina, Rodolfo Masto, Ivan Grazidis, Francesco Cusati, Florinda Trombetta

La delegazione di non vedenti con l’amministratore delegato del Milan Ivan Grazidis. Da sinistra Franco Lisi con in braccio sua figlia Valentina, Rodolfo Masto, Ivan Grazidis, Francesco Cusati, Florinda Trombetta

Orbite sonore: Progetto musica dal vivo, di Domenico Cataldo

Da circa un anno, un gruppo di soci Uici, ipo e non vedenti, stanno unendo le loro competenze canore e strumentali, oltre alla sempre crescente passione che gravita intorno alla musica, per proporre uno o più eventi  dal vivo anche in occasione dell’ormai imminente centenario.

Il collettivo nasce dalla volontà di organizzare concerti live nei quali vengano contemplate le svariate espressioni musicali presenti nel panorama artistico (pop, rock, jazz, funky ecc), in un contesto inclusivo in cui possano convergere musicisti di varie estrazioni, provenienze e generazioni: vi è la compresenza di professionisti, semiprofessionisti, nonché studenti che al fine di potenziare le loro capacità e allo scopo di farsi conoscere aderiscono al progetto.

Attualmente il gruppo é composto da 10 cantanti che si esibiranno con 2/3 brani ciascuno, costoro vengono accompagnati da gruppi composti appositamente da 9 strumentisti raggruppati in due formazioni (batteria, basso, tastiera, chitarra). Gli aderenti provengono da varie regioni d’italia (Lombardia, Veneto, Friuli, Marche, Emilia Romagna, Lazio, Sicilia), quasi tutti ipo e non vedenti ma con la collaborazione di tre musicisti vedenti. In concreto le prime prove si sono svolte nel week end tra il 5 ed il 6 aprile scorsi presso il Centro “Musicolepsia” di Melegnano (MI), lo svolgimento delle stesse é stato possibile grazie alla disponibilità di auto finanziamento da parte di tutti i musicisti aderenti al collettivo, ed oltre all’intenso lavoro di sessions (4 ore di prova il primo giorno e 10 ore il giorno successivo) si è avuta anche l’importante possibilità di fare gruppo a livello personale e di creare amicizie reciproche attraverso momenti conviviali. Le prossime prove sono previste per Ottobre ma prima di allora avranno ovviamente luogo sessioni di studio e arrangiamento del materiale proposto dai vocalist. I pezzi provati di volta in volta vengono pensati rigorosamente dal vero, ossia senza l’utilizzo di basi pre registrate anche per fare in modo che molti cantanti, sopratutto in giovane età, apprezzino e si approccino sempre di più ad una concezione di “insieme” che non sempre viene tenuta in considerazione come fondamentale motore di sviluppo artistico oltre che strettamente personale.

Il collettivo, attualmente in cerca di un nome é composto da:

Voci: Jessica Doccioli, Morena Burattini, Samantha De Rosa, Marianna Alario, Mariangela Cassano, Luana Malerba, Giannalisa Saccomano, Maria Vittoria Tranquilli, Matteo Tiraboschi, Marco Olivieri;

Chitarre: Domenico Cataldo, Emanuele Cortese;

Tastiere: Marco Olivieri, Matteo Tiraboschi, Michela Barrasso, Maria Vittoria Tranquilli;

Basso: Giovanni Iacono, Christian Bernardo, Emanuele Cortese;

Batteria: Eracles Dodoros, Tony De Castro.

Si ringraziano inoltre Elisa Martorana, Angela Manzi, il centro “Musicolepsia” e l’hotel “Il telegrafo” di Melegnano (MI).

Per maggiori info rivolgersi a Domenico Cataldo, e-mail: domenicocataldo1974@tiscali.it

Tra noi anziani, di Mena Mascia

Quando decisi di accettare la responsabilità della commissione della terza età che il consiglio territoriale voleva affidarmi, fui molto perplessa, dovendomi occupare della mia mamma novantasettenne che richiedeva a tempo pieno il mio aiuto.

Da principio perciò fui poco presente con le iniziative, ma poi lei se ne andò, lasciandomi padrona d’impegnare attivamente  tutto il tempo libero che mi rimaneva, veramente tanto, in favore degli amici meno giovani che come me, o forse peggio, vivevano la solitudine dell’assenza di un telefono che squilla o di una parola solo a loro dedicata, una condizione che oggettivamente è un impedimento a vivere decentemente, non potendo uscire di casa. Cosa fare allora per mitigare uno stato di cose che a lungo andare avvilisce ed opprime? A turno cominciai a telefonare ad ognuno di loro, ma poi mi sembrò troppo poco, finché una mattina, vincendo la proverbiale pigrizia che mi caratterizza, certamente un handicap da sconfiggere, diedi inizio ad una consuetudine che, prima che a loro, faceva bene a me, andarli a trovare presso il loro domicilio per fare due chiacchiere in compagnia.

Così visitavo a turno Giovanni e Nando che purtroppo non ci sono più, ma continuo a vedere Antonietta e Luigino che mi aspettano, felici ditrascorrere con me qualche momento lieto della loro solitaria giornata.

Forse il tragico incidente della perdita di mia madre è stata una possibilità, perché il mio ruolo in seno all’Unione non si limitasse a rimanere relegato su un registro, ma si trasformasse in un’attività proficua, in un dovere, oserei dire, perché io fossi testimone con la mia stessa esistenza che la vita è un regalo straordinario e che arrendersi alla disperazione è un delitto! Un lusso che nessuno può permettersi, nonostante le difficoltà.

Soddisfare ad un bisogno inespresso, non è forse l’obiettivo cui tendere per essere in pace con l’impegno assunto, prima di tutto con noi stessi?

È con una tale radicata convinzione che cerco di assolvere al compito che mi è stato assegnato, augurandomi di farlo al meglio.

Pordenone – Cena al buio: “L’essenziale è invisibile agli occhi”, di Anna Bergamasco

Sabato 16 marzo si è svolta la “Serata al Buio” organizzata dal GimVi Giovani di Pordenone assieme all’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus APS – Sez. di Pordenone”.

L’evento ha dato la possibilità a 50 persone di sperimentarsi in una serata completamente al buio, quello totale, in cui non c’è alcun riferimento di tempo e spazio. Nulla, oltre la porta di ingresso: davanti ai presenti, dopo il primo passo nella sala si è stagliato il nero più assoluto. Accompagnati magistralmente dai cinque camerieri dell’Unione Ciechi si sono accomodati accanto a delle persone che non conoscevano e hanno così trascorso con loro la serata, degustando le specialità offerte senza poter mai vedere i volti dei compagni di esperienza né tantomeno ciò che veniva loro dato da mangiare.

La possibilità che questo tipo di eventi vuole offrire è quello di mettersi nei panni di chi non ha la possibilità di vedere, ma che ogni mattina affronta la vita al buio. Ha dato la  possibilità invece di accendere gli altri sensi, di sperimentarsi in un mondo che non vede attraverso gli occhi ma attraverso le mani, le orecchie, il gusto, gli odori.

Un momento di grande emozione, sia per i giovani sia per i presenti, è stata l’esibizione di una parte della Band che andrà in scena al Raduno Nazionale dei Giovani a Nola. Anche questa parte di serata, completamente al buio. Le emozioni di sfiorare una chitarra, ascoltarsi, cercarsi con le mani e far rimbombare le percussioni nella pancia ha fatto vivere alle persone ciò che una persona cieca vive quotidianamente: la musica accoglie, accompagna, fa immaginare, trasporta e rende tutti vivi e uguali. Rende pieni e liberi, sensazioni e sentimenti che si sono resi forti attraverso un accompagnamento di mani che battevano all’unisono e hanno riempito il silenzio e l‘oscurità. Hanno acceso una luce dentro ciascuno.

Il gruppo GimVi può solo ringraziare tutti i commensali per essersi fatti accompagnare e per aver risposto con così tanto entusiasmo. Ringrazia tutte le persone che si sono offerte per la  preparazione della sala, l’oscurazione, la cucina, il servizio offerto durante la serata, le pulizie e la Parrocchia di Vallenoncello per averli ospitati.

Infine, come cosa più importante, non può che dire infinitamente grazie ai camerieri che hanno fatto divertire tutti, hanno portato ognuno nel loro mondo attraverso un po’ di ironia e un po’ di limpida realtà e hanno invitato i presenti ad essere consapevoli che la prevenzione è fondamentale e che il bene di poter vedere è inestimabile, va curato e protetto. Hanno dato poi la possibilità di aggrapparci a loro, e hanno supportato le paure, la confusione e il disorientamento facendo capire realmente cosa significa “fidarsi e affidarsi” a qualcuno. E dopo questa esperienza possiamo solo dire: l’essenziale è invisibile agli occhi!

A presto, promesso!

Il ricavato della serata sarà devoluto all’U.I.C.I. di Pordenone e per il Raduno Nazionale dei Giovani (Nola 25-28 aprile).