Aosta – Autonomia personale e democrazia digitale, di Valentina Praz

Autore: Valentina Praz

Di questo si è parlato al congresso che ha celebrato il centenario dell’Unione Ciechi

Fonte: giornale regionale “La Valée notizie” del 14 novembre 2020

Domenica scorsa, 8 novembre, si è concluso il 24esimo congresso nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.

«A causa dell’attuale pandemia e delle conseguenti restrizioni alla mobilità, il congresso si è dovuto svolgere in videoconferenza, il che ci ha impedito di celebrare, con tutte le iniziative in presenza e su tutto il territorio nazionale che erano state programmate, il centenario dalla fondazione dell’Unione» spiega il presidente regionale Luigi Giunta. «Il 24esimo congresso ha concluso i primi 100 anni dalla nostra associazione, ma ha aperto, con tutte le difficoltà che la fase attuale presenta, un nuovo centenario in cui dovremmo proseguire l’impegno, sin qui assicurato da tutti i nostri dirigenti locali e nazionali, per confermare ed ampliare i diritti delle persone ipo e on vedenti di tutto il nostro Paese. L’importanza del ruolo della nostra Unione è stata confermata dalla partecipazione ai lavori congressuali del presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, di ministri e sottosegretari di governo, di un gran numero di parlamentari di ogni schieramento e di amministratori di tutte le regioni d’Italia, dei presidenti e dei rappresentanti delle associazioni nazionali e internazionali del mondo della disabilità e dei rappresentanti delle maggiori organizzazioni sindacali nazionali che hanno voluto portare non solo il solito saluto rituale, ma un fattivo contributo e, soprattutto, il loro impegno per proseguire sulla strada dell’affermazione dei nostri diritti».

Tra i principali temi del dibattito figuravano la prevenzione della cecità, la cura e la riabilitazione di ipo e non vedenti, il diritto all’istruzione e all’inclusione scolastica a tutti i livelli di bambini, ragazzi e giovani, la formazione professionale e il diritto al lavoro in ogni declinazione possibile anche grazie alle nuove tecnologie inclusive, l’organizzazione di attività per il tempo libero di bambini, ragazzi, adulti e anziani, gli ausili e le tecnologie che consentono l’accessibilità degli spazi urbani, dei mezzi di trasporto, dell’informazione, della cultura e degli strumenti di uso quotidiano: in due parole, l’autonomia personale e la democrazia digitale.

Grazie a tutte le sue oltre cento sedi territoriali, l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, garantisce, a tutti, non solo ai propri iscritti, servizi di tutela e rappresentanza sociale della categoria, fornendo al contempo opportunità di crescita culturale e momenti ludico ricreativi.

Il congresso si è concluso con il rinnovo dei gruppi dirigenti: alla Presidenza nazionale è stato riconfermato il presidente uscente Mario Barbuto e sono stati eletti i 24 consiglieri nazionali che, insieme ai presidenti regionali. membri di diritto, formeranno il consiglio nazionale dell’Unione che provvederà, nelle prossime settimane, a nominare la nuova direzione nazionale e gli altri organi statutariamente previsiti.

«Nella nostra regione sono censiti poco più di 200 ipo e non vedenti, una sessantina dei quali sono iscritti alla nostra sezione» conclude il presidente regionale Luigi Giunti. «Vorrei rivolgere un invito a tutti coloro che non aderiscono ad avvicinarsi a noi anche solo per avere le informazioni su tutto ciò che offriamo e proponiamo. E a decidere, se soddisfatti delle nostre proposte, di iscriversi».

Una straordinaria esperienza, di Gaetano Aquilino

Autore: Gaetano Aquilino

XXIV Congresso Nazionale Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti: quante ansie, quanto lavoro e quante gioie riposte attorno a questo evento. Io ve lo voglio raccontare dal dietro le quinte!

Eventi di tale portata e risonanza non sono mai facili da realizzare, c’è bisogno di tanto lavoro e determinazione, ma questo lo avevamo ben chiaro. Ogni progetto va vissuto come un grande giorno che ha un alone di magnificenza che poi, dopo tanto duro e minuzioso lavoro, si concretizza in una splendida e straordinaria opera da mettere in pratica.

Ed è proprio un gran giorno quello che, ancora una volta, l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti mi ha fatto vivere insieme a tutto il team selezionato per il Congresso.

Dentro la Famiglia dell’Unione da poco più di un anno e mezzo, mai avrei potuto pensare che mi avrebbero chiesto di entrare a far parte della squadra di collaboratori, soprattutto del Congresso. Fidarsi di qualcuno, anche e soprattutto a livello professionale, non è mai una passeggiata, ma a volte può rivelarsi una fortuna e dare senso a tutto il resto: ai sacrifici, alle ore infinite di lavoro, ai pianti.

Fortunatamente esistono anche i sorrisi di chi ama ciò che fa e te lo insegna, le amicizie che confortano quando le ore di lavoro superano i limiti e che riscaldano quando ti senti solo e perso in una grande città che non ti appartiene. Ci sono momenti, addirittura, in cui le risate superano i momenti di sconforto, perché magari hai la fortuna di lavorare con professionisti di talento.

Tutto inizia dal pomeriggio di mercoledì 4 novembre: arrivata l’equipe per le riprese, noi iniziamo a predisporre il tutto per i collegamenti e le piattaforme. Ma in realtà già alla base di tutto c’era ben altro. Quanti immaginano che dietro un Congresso così imponente hanno sudato più di 60 persone? Mesi e mesi di ragionamenti e di contrattazioni, di cambi di idee, di rinunce, di “forse non è opportuno”. Si lavora ininterrottamente per cercare di capire cosa può piacere e cosa no, cosa può garantire un qualcosa che deve filare “liscio”. Ogni minuzia, ogni dettaglio deve essere livellato alla perfezione. I computer e i telefoni sono stati il pane quotidiano di quelle persone per settimane.

Impari presto che il dietro le quinte non è mai uguale al davanti. Anche se la gente, a volte, è esattamente la stessa. Sarà che quando arrivi ad una meta, in proporzione, tutto assume una dimensione decisamente inferiore. Alcune persone che avevo idealizzato, sono diventate d’improvviso persone umane come me, fatte di debolezze, di capricci, di momenti di sconforto. Persone che sanno far sorridere e ridono di gusto.

E allora in un momento sei già dentro l’evento, sei già a dover coordinare gli interventi di varie personalità di spicco della Politica: il premier Conte, Matteo Salvini, la ministra Azzolina, il Presidente Mattarella. Il tutto in combutta con il tempo che è sempre troppo poco per poter dar spazio a tutti e di cui sei l’unico custode. Il primo giorno è passato e con esso la rafforzata fiducia che tutto può andar bene, deve andar bene. Arriva il sabato, il giorno più temuto da tutti noi, il giorno delle elezioni.

Ore 12:30. Il Presidente Mario Barbuto ne annuncia l’inizio. Partono le schede. Un misto di preoccupazione e sollievo ci assale. Qualcosa potrebbe andare storto, ma allo stesso tempo pensiamo con grande “ottimismo” che il più è passato. Alla fine delle votazioni, il seggio di cui anche io faccio parte, svolge i lavori preliminari. Poi il Congresso riprende fino alle 21, momento di inizio dello spoglio. Il presidente di seggio apre le operazioni. Le mani sudano, la voce trema, cercando di scandire bene numeri e nomi dei candidati. Più scorrono le schede, più aumenta l’attenzione, anche se a complicare il tutto ci sono la tarda ora e la stanchezza. Ore 00:15, finalmente finisce lo spoglio. Ci guardiamo tutti, soddisfatti, sfiniti, ma felici. Vorremmo perderci in un abbraccio comune, almeno in delle calorose strette di mano. Il periodo non lo consente, ma gli occhi rossi, sopra la mascherina, non celano i sentimenti e le emozioni che si diffondono nel gruppo. La domenica 8 novembre è condita di rilassatezza, soddisfazione, stanchezza e forse un po’ di sonno. Ma l’importante è essere consapevoli di aver fatto un bel lavoro per la riuscita di tutto! La proclamazione e la torta danno il giusto epilogo a tre giornate da “distanti, ma vicini”.

Siamo fatti di sogni e viviamo tutta la vita cercando di realizzarli. Poi, un giorno, qualcuno diventa straordinariamente realtà, e questo nel nostro piccolo lo è diventato. Pensare di fare un Congresso così seguito e partecipato solo pochi mesi fa forse era utopia pura e la vera vittoria è non aver rinunciato a nessuno. Se vi dicono che è tutto facile o che “non ci vuole niente”, non credeteci. Ma in voi stessi, invece, non smettete di farlo mai!

Sicilia – Minincleri, compiacimento per la conferma di Barbuto a presidente nazionale

Ricco di soddisfazioni per la Sicilia il ventiquattresimo congresso dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti, quello del centenario dalla fondazione, svoltosi on line con 276 delegati e il coinvolgimento di oltre ottomila persone. Nel corso dei lavori, anche un intervento dell’assessore della Regione Siciliana Antonio Scavone, al quale Minincleri ha chiesto davanti all’Assemblea un impegno per l’Istituto dei ciechi Ardizzone Gioeni

“Il ventiquattresimo congresso nazionale, quello del centenario dalla fondazione, è stato ricco di soddisfazioni per la Sicilia, a cominciare dalla riconferma come presidente nazionale del catanese Mario Barbuto, per la quale esprimo, anche a nome del consiglio regionale, un grande compiacimento. Ma va registrato anche il successo di Linda Legname, la più votata nello scrutinio del Consiglio nazionale, e l’elezione di Stefano Salmeri”.

Lo ha detto Gaetano Minincleri, presidente siciliano dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti, parlando dell’appena concluso congresso dell’Uici, che, svoltosi on line per le disposizioni anti-covid, ha visto la partecipazione di 276 delegati e il coinvolgimento di ben ottomila persone che hanno seguito la diretta sulla radio dell’Uici e su Facebook e Youtube.

“Il presidente Barbuto – ha detto Minincleri, il quale è stato uno dei due vicepresidenti del Congresso – ha confermato il suo impegno, che appoggiamo completamente, basato sulla ricerca di una società più giusta e civile, con i disabili visivi, purtroppo sempre di più, pronti a far leva sulla forza del passato e sulla consapevolezza del presente, per costruire un futuro di uguaglianza tra tutti i cittadini”.

“Nel corso dei lavori – ha sottolineato inoltre Minincleri, in presenza a Roma nella sede Uici di via Borgognona con Barbuto, la presidente del Congresso Giulia Cannavale e l’altro vicepresidente Hubert Perfler – su questi temi a noi così cari abbiamo avuto importanti contributi di leader politici nazionali, a cominciare dal messaggio d’apertura del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dai contributi della ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, e del presidente dei senatori di Iv, Davide Faraone, entrambi siciliani”.

“Inoltre – ha detto ancora il Presidente regionale dell’Uici – abbiamo registrato con grande piacere il significativo intervento dell’assessore regionale alla Famiglia Antonio Scavone, il quale ha colto perfettamente lo spirito con cui l’Uici, in Sicilia come a livello nazionale, sta portando avanti il proprio impegno nei confronti di chi, affetto da disabilità visive o da pluridisabilità, deve avere le stesse opportunità degli altri cittadini”.

“Anche in ragione di questo – ha concluso Minincleri – ho chiesto all’assessore Scavone, davanti all’assemblea, un impegno perché l’Istituto dei ciechi Ardizzone Gioeni di Catania torni a essere interamente dedicato ai disabili visivi, dopo aver rappresentato per più di un secolo un autentico punto di riferimento per non vedenti e ipovedenti. Nell’Istituto si è formata un’intera classe dirigente anche nazionale: lì hanno studiato, per esempio, il riconfermato presidente nazionale dell’Unione, Barbuto, e tanti altri”.

Link Youtube

Istituto dei ciechi filmato

Annamaria Palummo rieletta al Consiglio Nazionale UICI, di Pierfrancesco Greco

Autore: Pierfrancesco Greco

“Inizia un quinquennio da vivere con determinazione, abnegazione, entusiasmo”

Il XXVI Congresso Nazionale della storica Associazione, svoltosi a distanza, ha riconfermato Mario Barbuto nella carica di Presidente Nazionale e dato forma al nuovo consesso, nel cui ambito l’ex presidente della Sezione calabrese potrà proseguire il percorso iniziato cinque anni addietro.

Un risultato di rimarchevole rilevanza, valicante l’ambito associativo in cui esso è maturato: la dottoressa Annamaria Palummo è stata eletta nuovamente al Consiglio Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. Un successo personale che è anche e soprattutto un successo per la Calabria, costruito con passione e impegno dall’ex Presidente della Sezione Regionale, la quale potrà così proseguire il proprio percorso, iniziato un lustro addietro; percorso i cui orizzonti si allungheranno nel quinquennio che si sta aprendo, degnamente inaugurato dal XXIV Congresso, quello del Centenario. Sarà un quinquennio intenso, alla luce delle tante e difficili sfide che l’UICI, guidata dal riconfermato Presidente Nazionale Mario Barbuto, si troverà ad affrontare, come sempre, del resto: certamente, la dottoressa Palummo saprà dare il proprio contributo di competenza ed esperienza in seno al prestigioso consesso, assieme a cui cammina da tanti anni. Anni di sacrifici e risultati, di dialettica e intese, di lotte e vittorie: anni che si arricchiranno di nuovi obiettivi, di nuove idee, di nuove emozioni. “A conclusione dei lavori afferenti al XXIV Congresso dell’UICI, il Congresso che ha celebrato il nostro primo Centenario, voglio ringraziare – ha affermato la Palummo – coloro i quali hanno ritenuto che la mia presenza in Consiglio Nazionale fosse utile alla nostra causa, al nostro sogno. Intendo palesare espressioni di gratitudine sincera, che rivolgo alla delegazione calabrese e agli amici sparsi in tutta Italia, che mi conoscono, con cui ho già lavorato e a cui sono accomunata da una convinzione: insieme è possibile iniziare un percorso nuovo, peraltro già tratteggiato nel Congresso, partendo da una prospettiva orientata all’accessibilità, all’utilizzo delle nuove tecnologie, al multimediale, che spalanca la nostra esistenza su un mondo virtuale sempre più reale. Un mondo tanto imperante e tanto necessario, soprattutto in questa fase emergenziale legata al Covid; un mondo che ci offre la possibilità di abbattere ogni tipo di barriera comunicativa e che, attraverso software accessibili, consente a ipovedenti e non vedenti di entrare a pieno titolo, e con pieno diritto, nei sistemi culturali, professionali, lavorativi, mediatici e, come nel nostro caso, anche associativi: consideriamo, al riguardo, questo Congresso, che, svoltosi, per l’appunto, a distanza, ha offerto alla platea sociale la dimostrazione della nostra efficienza, della nostra competenza, della nostra capacità di stare al passo con i tempi, anzi, nello specifico, anche in anticipo sui tempi, almeno per quanto riguarda il nostro Paese. Poi voglio evidenziare un altro aspetto: durante il Congresso abbiamo confutato quella diceria inerente a un presunto settarismo corporativo con cui spesso veniamo etichettati, di più, dipinti, come se fossimo un’associazione che tutela solo i diritti dei ciechi e degli ipovedenti: una narrazione, questa, totalmente falsa, essendo noi, come UICI, con le nostre buone prassi, impegnati a costruire la nostra presenza, il nostro impegno, la nostra competenza in ogni settore della società, camminando verso un sistema inclusivo, aperto a tutti i disabili e anelante a un’elevazione complessiva, non solo morale, del contesto immanente. Una meta, questa, che passa dal dialogo con le istituzioni, dai nostri tavoli tecnici al Miur e alla Salute, dall’attenzione verso le Attività Produttive e, soprattutto, dalla consapevolezza, delle succitate istituzioni, rispetto alla nostra vocazione a creare azioni rispondenti alle esigenze e ai bisogni delle persone che da sole non potrebbero fare un certo tipo di percorso nella conquista e della difesa dei propri diritti. Sì, questo Congresso ha costituito un passaggio importante nell’ambito del nostro riconoscimento e della nostra legittimazione esterna: una legittimazione che ci rende felici, che ci carica di responsabilità, che ci farà vivere – ha concluso la Consigliera Nazionale – il quinquennio che va a principiare con determinazione, con abnegazione, con entusiasmo, al servizio esclusivo della nostra amata UICI!”.

Insomma, Congratulazioni! E buon lavoro!

Nella foto la dottoressa Annamaria Palummo

Il Delegato “Virtuale” del XXIV Congresso Nazionale dell’UICI, di Giovanni Cancelliere

Autore: Giovanni Cancelliere

“La Rappresentanza esperienziale dal divano di casa”

È difficile così a caldo, terminati i lavori solo da poche ore, partire nel racconto di questa prima esperienza da delegato della Sede Territoriale di Matera; il XXIII Congresso ero presente come supplente del precedente Presidente impossibilitato a partecipare, adempiendo nei miei compiti di Vicepresidente come previsto da Statuto, le decisioni prese sempre al telefono come mero esecutore.

Partecipare all’evento per eccellenza della vita di una organizzazione, nel centenario di fondazione è sicuramente un evento importante che non tutti hanno la possibilità, la fortuna di farne parte.

La pandemia è riuscita a far spostare la sede del Congresso in sei mesi da Genova a Roma e in fine nel salotto di casa.

Parto dalla fine ringraziando tutte le persone che non sono apparse durante le dirette Streaming ma che hanno permesso a noi tutti di fronteggiare questa nuova forma di partecipazione.

Sicuramente era impensabile fino a qualche mese fa, ma abbiamo dimostrato che le difficoltà che molti di noi sono abituati a sopperire durante il vivere quotidiano sono state propedeutiche nel non fermarci, a non rinviare come alcuni tra noi volevano, mettendo in discussione la legalità stessa del Congresso.

La volontà della Dirigenza uscente di svolgere il XXIV Congresso in piattaforma ZOOM è stata vincente, impensabile di rinviare ed entrare in gestione ordinaria di questi tempi.

Il dovuto svolgimento in piattaforma potrebbe far pensare ad una asettica attività amministrativa che non è stata tale ma anzi la tecnologia ha agevolato il voto sia nelle fasi preliminari, nelle fasi delle commissioni e infine nelle approvazioni dei documenti, dello Statuto e nel voto dei consiglieri, nella conferma del Presidente Mario BARBUTO.

Cos’è successo dai nostri device, lontani da Via Borgognona?

Dove è stato possibile rispettare le norme del distanziamento si sono aperte le sedi territoriali e regionali vivendo appieno l’essenza del congresso dalle stanze dove si svolgono realmente la vita e le attività a contatto dei soci; questo non ha nulla a che fare con l’asettica attività amministrativa, come anche, dove non è stato possibile ciò, attraverso il telefono, wathapp, Messanger scambiare idee, impressioni, sulle varie fasi, atti politici reali, vissuti con le emozioni di sempre per questa “vecchia signora centenaria” che si rinnova nei suoi iscritti, rappresentanti, modalità di interpretare e sviluppare il meglio per i propri associati in primis ma anche  per coloro non iscritti ma nelle condizioni della disabilità visiva nelle sue varie sfaccettature.

Gli ospiti numerosi ed eterogenei del panorama politico intervenuti hanno dato il senso pieno del lavoro trasversale svolto in questi cinque anni a conferma che le nostre argomentazioni non hanno appartenenza partitica ma l’interesse  di politiche sociali.

Cosa ci lascia questo Congresso?

Possiamo, in futuro, sfruttare meglio le tecnologie Assistive;

Possiamo sviluppare modalità diverse per far funzionare le nostre strutture;

Abbiamo l’obbligo di fare rete con le altre sedi a tutti i livelli;

Contattare anche a distanza i nostri soci più lontani dalle nostre sedi e rendere effettiva la loro affiliazione, ci ha lasciato anche, di fatto, la consapevolezza del rinnovamento iniziato cinque anni fa e della spinta, che la pandemia ha reso tutti noi consapevoli che dobbiamo sburocratizzare, per impiegare il nostro tempo nella progettazione di vecchi e nuovi servizi per tutti noi.

Ho apprezzato le competenze presenti tra i candidati, rinforzando al meglio l’idea dei Padri Fondatori di spirito di servizio, sensibilità, umanità ed interesse all’altro,  che oggi non sarebbero più sufficienti per la difesa appropriata dei disabili visivi senza le su dette competenze tecniche, formative, pedagogiche, giuridiche, organizzative, politiche.

Il cuore prima di tutto ma l’appropriatezza delle competenze svincola il vecchio adagio dell’appartenenza del territorio per chi dovrà sviluppare funzioni nazionali con visioni globali.

Buon lavoro ad ognuno nei ruoli di servizio di cui dobbiamo rendere grazie alla nostra Unione.

L’Unione non si ferma

Autore: Mario Barbuto

La prima giornata del XXIV Congresso si è conclusa con l’approvazione della Relazione quinquennale del Presidente Mario Barbuto

Relazione quinquennale al Congresso U.I.C.I., di Mario Barbuto

Gentili componenti del Congresso,

un quinquennio di attività si potrebbe riassumere dietro una montagna di titoli e cifre che tuttavia finirebbero per sovraccaricare chi legge senza offrirgli quel panorama umano e operativo che meglio di ogni altro elemento racconta di noi e di questo percorso durato cinque anni.

Con il consenso e l’aiuto del Consiglio Nazionale, abbiamo sperimentato proprio in questi anni una modalità di relazione consuntiva sintetica, agile, leggibile con facilità ed essenziale nell’indicazione di fatti, temi, criticità.

A tale modalità, pertanto, vogliamo attenerci anche qui, in Congresso, nel momento più solenne, dinanzi all’Organo più importante e significativo dell’intera struttura organizzativa dell’Unione. Saremo dunque sintetici. Proveremo a richiamare eventi e tematiche, sia pure senza un rigoroso ordine cronologico, cercando invece di rappresentare la ricchezza umana che in ciascuno di tali eventi è racchiusa e custodita.

Come non cominciare proprio dalla fine? Dalle celebrazioni del Centenario di Fondazione della nostra Unione: a Genova, 1920, 2020.

Da due anni abbiamo chiamato il nostro Consiglio Nazionale, l’assemblea dei quadri dirigenti e le istituzioni che ci sono più vicine a collaborare per realizzare idee e progetti di celebrazione volti a onorare i nostri predecessori e il Padre Fondatore Aurelio Nicolodi. In una parola, volti a illustrare l’Unione e la sua Storia nell’arco di un secolo.

L’anno che stiamo vivendo, con tutte le sue inaspettate particolarità e con la grave emergenza sanitaria nazionale e internazionale in atto, ha ostacolato fortemente ogni momento celebrativo che avevamo immaginato e programmato da almeno un paio d’anni. E tuttavia, nonostante tutto, siamo riusciti a mettere in campo azioni significative di celebrazione per dare lustro a questa nostra grande Associazione, a chi ha operato prima di noi e per noi:

Mostra itinerante, già presente a Catania con la cerimonia di inaugurazione, oltre che a Catanzaro e Potenza;

Conio di Medaglie d’oro, argento e bronzo, commemorativa del centenario di fondazione;

Francobollo commemorativo emesso da Poste Italiane e dal Ministero delle Infrastrutture e dello Sviluppo Economico, del quale abbiamo tutti potuto seguire l’emozionante momento di annullo ed emissione a Genova, il 26 ottobre;

Campana Aurelia, forgiata dalle fonderie vaticane in onore del nostro fondatore e donata alla città di Genova, che verrà posta nella Basilica delle Vigne;

Consegna al Presidente della Repubblica della medaglia d’oro e del Premio Braille speciale del Centenario, in occasione del ricevimento al Quirinale;

Spot promozionale dell’Unione passato molte volte sulle tre reti principali RAI dal 26 al 31 ottobre;

Volume storico illustrativo della vicenda dell’Unione lungo un secolo;

Libro delle storielle sui ciechi e riguardanti i ciechi;

Segnalibro in nero e Braille, pubblicato nella giornata nazionale del Braille dal Corriere della Sera in oltre duecentomila copie;

Cubo del “Gusta&Vinci”;

Shoppers del Centenario.

Altre notevoli innovazioni hanno segnato questo nostro quinquennio in fase di conclusione proprio con le celebrazioni del Centenario. Innovazioni organizzative, normative, relazionali, strutturali, che qui vogliamo soltanto accennare e richiamare per flash:

Istituzione della Giornata Nazionale del sordocieco, il 27 giugno;

Costituzione dell’agenzia IURA, per la tutela dei diritti delle persone con disabilità;

Costituzione di INVAT, l’Istituto Nazionale di Valutazione degli Ausili e delle Tecnologie, per valorizzare e illustrare l’impiego dei dispositivi di maggior efficacia;

Potenziamento, in pratica nuova nascita, della web radio SlashRadio con una sua sede operativa, un direttore, uno staff tecnico e giornalistico.

Abbiamo inoltre operato sul piano legislativo e istituzionale per allargare gli spazi di presenza e rappresentanza della nostra Unione:

Riforma della legge 113/85, per la parte normativa e incardinamento parlamentare delle modifiche relative alla parte occupazionale;

Raddoppio del valore delle detrazioni fiscali per la cura e il mantenimento del cane guida;

Riconoscimento del titolo, anche per i diplomi di fisioterapisti conseguiti dopo il 1999;

Ratifica da parte del Parlamento e del Governo del trattato di Marrakesh per il Diritto di accesso e riproduzione dei libri e periodici, con relativa gestione dei complessi aspetti attuativi;

Norme per l’obbligatorietà delle audiodescrizioni per i prodotti cinematografici finanziati dallo Stato;

Definizione di un nuovo protocollo con la RAI per l’ampliamento delle audiodescrizioni dei programmi televisivi;

Partecipazione al comitato paritetico RAI associazioni in ambito Ministero delle Infrastrutture e dello Sviluppo Economico;

Istituzione di un tavolo tecnico paritetico con il Ministero dell’Istruzione, a seguito della sottoscrizione del protocollo sulla inclusione scolastica di ciechi, ipovedenti e alunni con disabilità aggiuntive, avvenuta nell’agosto del 2018;

Partecipazione al tavolo tecnico del Ministero della Salute sulla prevenzione della cecità;

Presenza di due rappresentanti UICI in seno al Forum del Terzo Settore;

Presidenza della European Blind Union raggiunta l’anno scorso per la prima volta da un esponente italiano, un nostro socio e dirigente;

Presidenza del Forum Italiano della disabilità;

Presidenza della Fondazione LIA, Libri Italiani Accessibili;

Ingresso come UICI e IRIFOR in seno a IERFOP;

Modifica dello Statuto IAPB con ritorno alla rappresentanza paritaria tra UICI e SOI in seno alla Direzione Nazionale.

Sulla progettazione abbiamo ottenuto significativi risultati, soprattutto con il progetto Net-In-Campus, finanziato dal Ministero del Lavoro per oltre 400 mila Euro.

Da poche settimane, inoltre, ha preso il via il progetto Bloom Again, finanziato dalla Fondazione per i bambini dopo una selezione molto severa, per un importo di 2,2 milioni di Euro. Sono coinvolte cinque nostre sedi regionali e si aprono prospettive di lavoro comune e di crescita complessiva della nostra organizzazione, senza contare le ricadute positive su centinaia di utenti ciechi, ipovedenti e con disabilità aggiuntive.

Circa la raccolta fondi, oltre a iniziative mirate in coincidenza con scadenze di calendario come il Natale o la campagna del cinque per mille, abbiamo ottenuto l’ingresso tra le grandi associazioni benefiche nazionali e internazionali relativamente ai “testamenti solidali”, con enormi potenzialità e opportunità di sviluppo. Nei primi mesi di lavoro, già due testamenti sono stati ottenuti e le possibilità sembrano in notevole espansione.

Abbiamo varato e replicato per ben tre volte nel quinquennio la mostra “Facciamoci vedere”, dalla quale ha tratto origine anche quella del Centenario, per portare periodicamente all’attenzione del vasto pubblico le nostre necessità e soprattutto le eccellenze che caratterizzano il nostro impegno quotidiano in ogni angolo d’Italia.

Per la prima volta è stato istituito un coordinamento organico e funzionale dei Centri di Consulenza Tiflodidattica, grazie alla disponibilità dei presidenti della Biblioteca di Monza e della Federazione delle Istituzioni pro Ciechi e ne abbiamo potenziato l’attività grazie all’inserimento di nove nuovi assistenti tiflologi, sostenuti dall’impegno finanziario dell’Irifor. Le ricadute positive in termini di servizio per i nostri alunni delle scuole sono già notevoli nei diciotto mesi di operatività, ma rimane ancora da percorrere una strada di maggiore e più funzionale integrazione in un vero e proprio organismo strutturato omogeneo di programmazione, direzione e attuazione dell’intervento a sostegno dei nostri utenti e delle loro famiglie.

Il coordinamento è uno dei frutti migliori della consapevolezza crescente circa la necessità di fare rete tra tutte le nostre istituzioni che ha visto il suo punto più alto con la sottoscrizione del protocollo con il Ministero dell’Istruzione il 23 agosto 2018, quando il Presidente dell’Unione, a nome e per conto di tutti gli altri soggetti più rilevanti del mondo della disabilità visiva, ha firmato un testo dal quale è sorto il tavolo tecnico paritetico di concertazione sui temi della cecità, ipovisione e pluridisabilità.

Per le famiglie, inoltre, abbiamo istituito e promosso il servizio di supporto psicologico che ha operato, sia pure con efficacia differente da regione a regione, rappresentando comunque una ulteriore opportunità di sostegno che potrà essere migliorata, ma che costituisce una indicazione utile sulla strada da percorrere.

Con il servizio civile, potenziato fino a raggiungere un migliaio di presenze l’anno, abbiamo colto le grandi trasformazioni normative e operative e abbiamo elaborato un progetto di respiro nazionale della durata di un triennio, ora al vaglio delle autorità preposte a livello ministeriale.

Finalmente all’istituto dei ciechi di Milano abbiamo insediato un Consiglio di Amministrazione, anche a seguito di una riforma statutaria profonda, superando la troppo lunga gestione commissariale e abbiamo posto le basi giuridiche, normative e operative per assicurare a questa nostra istituzione una esistenza e una attività di lungo termine.

Da segnalare anche il buon risultato legato al riassetto e riorganizzazione del Sant’Alessio di Roma dove la nostra Unione ha esercitato un ruolo propulsivo davvero determinante.

Nel contempo, abbiamo strappato a una fine ingloriosa e miserrima il centro regionale Helen Keller, polo nazionale dell’autonomia, grazie a un significativo intervento finanziario e soprattutto a una presenza politico-associativa autorevole in seno alle istituzioni pubbliche siciliane a partire proprio dal Governo e dal Parlamento regionale.

Analoga tutela dovremo mettere in atto soprattutto per istituti dei ciechi come il Martuscelli di Napoli, il Gioeni di Catania, l’Antonacci di Lecce, l’istituto di Cagliari e altri dei quali si rischia di perdere patrimoni, risorse e strutture.

Sul piano interno delle nostre sezioni, è stato operato un cambio epocale di gestione contabile, grazie all’impegno di tanti nostri dirigenti e collaboratori sul territorio, pur con le complesse operazioni che le strutture sezionali hanno saputo e dovuto fronteggiare con pazienza, determinazione e spirito di servizio, tanto da meritare la gratitudine di noi tutti.

E nel parlare di sezioni e impegno sul territorio, il quinquennio è stato caratterizzato dai notevoli trasferimenti di risorse dalla sede nazionale alle strutture territoriali e regionali per un ammontare di svariati milioni, mediante il Fondo di Solidarietà, i servizi del Libro Parlato, il sostegno con mutui e prestiti all’acquisizione di nuove sedi o alla ristrutturazione profonda di quelle esistenti.

Abbiamo introdotto e seguito criteri oggettivi e trasparenti nella distribuzione delle risorse verso le Sezioni, secondo metodi di imparzialità, controllabili e uguali per tutti, mediante emanazione di appositi bandi per partecipare e accedere al Fondo di Solidarietà secondo parametri misurabili di impegno, progettualità e merito.

Analogo sistema di selezione mediante bandi e trasparenza delle operazioni abbiamo adottato in modo continuativo e stabile per la gestione delle risorse Irifor, consentendo in tal modo a ogni nostra sezione, dalla più grande alla meno strutturata, di ricevere quelle risorse che consentono l’attuazione e la gestione di progetti formativi, abilitativi, riabilitativi o di aggiornamento, rivolti ogni anno a migliaia di nostri utenti sull’intero territorio nazionale.

Con il Centro Nazionale del Libro Parlato abbiamo istituito il modello di download dei testi audio effettuati tramite le sezioni, al quale hanno aderito quasi il cento percento delle nostre strutture che ne hanno ricavato un doppio e preziosissimo vantaggio:

Offrire ai nostri soci e agli utenti in generale un servizio di prossimità vicino alle proprie abitazioni;

Ottenere una ulteriore, per quanto limitata risorsa dalla Sede Nazionale da impiegare sul territorio.

Un grande impulso è stato offerto alle attività sportive alle quali è stato dedicato, tra l’altro, l’anno 2017, con finanziamenti straordinari alle sezioni territoriali e alle sedi regionali e con un significativo meeting nazionale svoltosi a Roma nel mese di novembre di quell’anno.

Abbiamo potenziato molto il servizio di patronato e di consulenza che negli ultimi anni ha affrontato e risolto numerosissimi casi, a tutela dei nostri soci e non solo, creando le condizioni per una collaborazione più proficua con INPS sui temi della pensionistica e della previdenza.

Il sistema di anagrafica unica nazionale dei soci si è finalmente aggiornato e affermato tra le nostre sezioni in questo quinquennio, anche alla luce delle nuove regole sulle iscrizioni e sulla morosità che hanno portato alla ripulitura di archivi con la cancellazione di oltre tremila nominativi di persone non più aventi diritto a essere soci o addirittura scomparse.

È stata portata a compimento una grande operazione che ci ha consentito di salvaguardare la Casa vacanze di Tirrenia almeno per i prossimi venticinque anni, ma in base ai contratti, praticamente in perpetuo, esonerandoci tuttavia fin dal 2017 da ogni carico finanziario e gestionale relativo alla sua quotidiana conduzione.

L’Unione in questo quinquennio ha acquisito anche un nuovo logo più moderno, accattivante e attraente che abbiamo salutato a Genova nel febbraio del 2018, mentre da pochi giorni abbiamo anche il gonfalone araldico con l’autorizzazione della Presidenza della Repubblica, a testimonianza della considerazione della quale la nostra associazione è accreditata presso le più alte istituzioni dello Stato.

Avremmo voluto anche un inno, per rafforzare quel senso di condivisione e appartenenza, ma lo specifico concorso non ha offerto gli esiti che ci aspettavamo. E tuttavia ancora confidiamo e non vogliamo dismettere del tutto l’idea di averne uno.

Con il supporto finanziario della Sede Nazionale, in questi anni abbiamo assicurato nuovi immobili e nuove Sedi alle nostre sezioni territoriali per offrire soprattutto accoglienza e servizi sempre più in linea con i tempi odierni. In particolare ricordiamo l’inaugurazione o comunque l’acquisizione di nuove sedi a Lucca, Avellino, Palermo, Bergamo, Venezia, Pisa, Brindisi… E intanto abbiamo continuato a sostenere rate di mutui per altre sedi come Viterbo e Siena.

Cosa abbiamo mantenuto e consolidato

In primo luogo le risorse provenienti da finanziamento pubblico che sono state circa 6.5 milioni di Euro nel 2015 per arrivare agli oltre 9 milioni del 2020.

Non è stato facile perché nei cinque anni si sono avvicendati ben quattro governi diversi, sostenuti da maggioranze tra loro eterogenee e a volte perfino antagoniste.

Tra le voci finanziate, il Libro Parlato, l’Irifor e nell’ultimo anno, anche le iniziative legate ai cani guida, alla diffusione del Braille e alla verifica delle nuove tecnologie dedicate, in concomitanza con le celebrazioni del Centenario.

Evidente che le risorse acquisite hanno consentito di sviluppare e incrementare il Fondo di Solidarietà che si ripercuote positivamente sull’attività delle sezioni e delle sedi regionali con un trasferimento cospicuo di risorse sul territorio.

E proprio a proposito di Irifor, è stata apportata una profonda e significativa innovazione nel metodo e nel modus operandi della struttura, mediante la promozione e il sostegno delle attività sul territorio attraverso l’emissione di bandi specifici. Tutte le sezioni sono state quindi poste su un piano di parità e di uguaglianza, con il definitivo superamento delle modalità di finanziamento parziali, settoriali e disuguali.

L’Irifor ha subito anche una profonda riforma organizzativa che tuttavia deve ancora essere completata, grazie alla quale è stata resa più efficiente e selettiva la spesa e sono stati ridotti di gran lunga gli oneri gestionali della struttura nazionale.

Tra le iniziative da ricordare, quella della commissione nazionale Pari Opportunità, la quale ha dato vita al corso di formazione “Le pari opportunità per le donne e le persone con disabilità”tenutosi nel 2019, organizzato in sinergia tra Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, I.Ri.Fo.R e l’Università statale di Milano, in particolare in collaborazione con la cattedra della professoressa Marilisa D’amico.

Abbiamo riorganizzato e rilanciato UniVoc, l’associazione dei volontari a supporto delle nostre sezioni, svegliandola dal torpore e dall’inedia nella quale era caduta e dandole nuova linfa e nuovi obiettivi di crescita. I dirigenti associativi territoriali a ogni livello hanno sostenuto questo sforzo di rinnovamento e ora possiamo contare su un’Associazione capace di fiancheggiare l’Unione in molte realtà sezionali, per soddisfare le aspettative dei nostri soci e utenti, soprattutto in materia di accompagnamenti e in generale di sostegno alla mobilità e alla persona.

Abbiamo potenziato e consolidato alcuni appuntamenti annuali con il mondo esterno, tramite i quali abbiamo portato la voce, l’immagine e le esigenze dell’Unione all’attenzione della cittadinanza e della pubblica opinione, anche con una presenza notevole sui mass-media, registrata soprattutto nell’ultimo biennio.

Tra gli appuntamenti principali mantenuti e rafforzati:

la Giornata nazionale del Braille, organizzata mirabilmente dal Club Italiano del Braille il 21 febbraio, divenuta in questo quinquennio praticamente doppia, fissando il proprio appuntamento nazionale in una città del Nord e in una del Sud.

Firenze, Cagliari, Pistoia, Palermo, Bari, Genova, Matera, Torino, Catania, sono state le tappe di questo cammino del nostro alfabeto tattile attraverso l’Italia, culminato con la pubblicazione nel Corriere della Sera di un segnalibro commemorativo e celebrativo distribuito in oltre 200 mila copie nel febbraio di quest’anno per onorare il nostro Centenario e diffonderne la conoscenza.

Il Premio Braille, appuntamento sempre più significativo e atteso che ha visto ogni anno crescere la partecipazione di pubblico e l’interesse dei Media. Con particolare emozione ricordiamo l’edizione del Premio con la presenza del Maestro Andrea Camilleri, nonché il conferimento del premio speciale del Centenario al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

La Giornata del Cane Guida che ci ha portato in questi anni nei luoghi più significativi della vita nazionale, accompagnati dai nostri meravigliosi cagnoni: Camera dei Deputati, Senato della Repubblica, Piazza San Pietro, Campidoglio, sono stati tra i luoghi visitati dalle nostre folte delegazioni umane e canine, in occasione del 16 ottobre di ogni anno, senza dimenticare le tante iniziative sul territorio alle quali le nostre sezioni e sedi regionali non hanno mai rinunciato.

Oltre alla presenza sui media nazionali, i nostri servizi Stampa e Informazione non ci hanno fatto mai mancare i tradizionali appuntamenti periodici con le nostre pubblicazioni in Braille, a grandi caratteri e in Audio: da Il Corriere dei Ciechi e Corriere Braille, al Il Portavoce, da Voce Nostra a Sonorama, a Pub, ecc…

Una parola a parte merita la pagina FaceBook della Presidenza Nazionale, divenuta sempre più ricca e movimentata negli ultimi anni, passando dagli sparuti duemila seguaci del 2018 agli oltre diecimila attuali, senza dimenticare comunque altre pagine FB come quella di SlashRadio e del Libro Parlato.

Criticità e carenze

Le nostre commissioni nazionali hanno lavorato spesso con impegno, ma i risultati misurabili non sono stati altrettanto all’altezza delle aspettative, tanto da lasciarci immaginare una revisione profonda e organica di questo strumento di lavoro che per essere efficace deve darsi innanzitutto un modello operativo efficiente. Compito primario dei dirigenti del nuovo quinquennio.

La gestione patrimoniale, ancora troppo limitata nei metodi e nelle competenze, è oggi affidata soprattutto a una modalità operativa caratterizzata più dagli adempimenti d’ordine amministrativo che dalle spiccate capacità tecniche progettuali.

Il sito web istituzionale che, nonostante molti buoni propositi e perfino un bando per una pubblica gara per la gestione, non è riuscito a divenire fin qui quel che tanti hanno auspicato e che a noi sarebbe piaciuto molto.

Occorrerà anche qui rimediare senza indugi in apertura del prossimo quinquennio.

Il processo di alleggerimento burocratico e sostegno finanziario delle sezioni, certamente in atto, ma troppo lento e incerto, ancora incapace di portare quel radicale sollievo dalle incombenze delle carte per dare ai nostri dirigenti la possibilità vera di lavorare e impegnare le proprie energie in favore dei soci e delle loro esigenze.

I rapporti con le altre associazioni della disabilità, ancora improntati troppo spesso a una mera sommatoria di problematiche e a una certa rivalità inutile, mentre tarda ad affermarsi quella metodologia di lavoro che consenta a tutti di pensare in modo globale, ma agire in modo settoriale, evidenziando dunque le specificità connesse alle differenti disabilità.

Conclusioni

Mi auguro che gli eventi richiamati siano riusciti a risvegliare almeno un briciolo di quei ricordi e quelle emozioni che abbiamo vissuto al momento in cui si sono svolti.

A quegli eventi si collegano innumerevoli attività che diviene difficile anche soltanto richiamare, pur senza dimenticare temi come il Lavoro, dove sono state segnate tappe significative sia con la commissione nazionale, sia con la commissione Nuove Attività Lavorative che ci hanno aiutato a produrre documenti e iniziative per dare sostanza e contenuto alle problematiche evocate.

Ciascuno di noi dirigenti ha tentato di interpretare al meglio delle sue facoltà il proprio ruolo nell’arco del quinquennio, offrendo comunque un contributo alla causa associativa, nei limiti e con le capacità sue proprie.

Nell’arco di questi cinque anni abbiamo perduto il nostro caro compagno Francesco Fratta, troppo presto strappato all’affetto di tutti e alla vita associativa.

Vincenzo Zoccano ha lasciato la Direzione a metà del 2018, andando a ricoprire la carica di sottosegretario di Stato al Ministero della famiglia e disabilità. Marco Condidorio ha rassegnato le proprie dimissioni dalla Direzione per divergenze sulla visione associativa generale, stando alle sue dichiarazioni successive alla sua decisione.

Negli ultimi tre mesi, infine, hanno dovuto lasciare il Consiglio Nazionale per ragioni diverse:

Maria Buoncristiano, eletta Presidente del nostro Consiglio regionale in Basilicata;

Elena Ferroni, eletta vice presidente del nostro Consiglio regionale della Toscana;

Stefano Tortini, eletto Presidente del nostro Consiglio regionale dell’Emilia-Romagna;

Annita Ventura, per aver assunto un incarico pubblico incompatibile.

Ora, al termine del quinquennio siamo qui, tutti, a rimettere il nostro mandato nelle mani del Congresso che avrà cura di eleggere o riconfermare la compagine dirigente nazionale, nella sua sovranità e facoltà, compiendo le scelte più giuste, utili, opportune ed efficaci nell’interesse esclusivo dell’Unione e delle persone rappresentate.

Mario Barbuto

XXIV Congresso del Centenario in diretta

Locandina del XXIV Congresso UICI: al centro il titolo “Guardare al passato e costruire il futuro” mentre in basso i loghi dell’UICI, quello dedicato al centenario e quello della Camera dei deputati da cui abbiamo ricevuto il patrocinio. Il tutto è  circondato da una cornice dorata.

Ci siamo. Oggi è il grande giorno per l’UICI e tutti gli iscritti alla nostra associazione. Infatti comincerà il Congresso del Centenario, appuntamento fondamentale che sarà trasmesso in diretta sulla pagina ufficiale Facebbok dell’Unione: https://www.facebook.com/UnioneItalianaCiechieIpovedenti

e su Slashradio, per cui sarà sufficiente digitare la seguente stringa: http://www.uiciechi.it/radio/radio.asp, dove troverete i link per tutti i sistemi operativi; 

oppure accendere la nostra app Slash Radio Web di Erasmo di Donato, che vi invitiamo a scaricare, onde averci sempre con voi! 

Il contenuto delle trasmissioni verrà pubblicato: 

– Sul sito dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS-APS all’indirizzo http://www.uiciechi.it/ArchivioMultimediale

– sulla pagina Facebook Slash Radio Web https://www.facebook.com/SlashRadioWeb/

sulla quale andremo anche in diretta, in radiovisione ed alla quale vi invitiamo a mettere il vostro like onde divenire nostri followers.

Vi aspettiamo numerosi!

“Guardare al passato e costruire il futuro”: XXIV Congresso Nazionale, 5-8 novembre 2020

Tenuto conto dell’aggravarsi dell’emergenza sanitaria nazionale e soprattutto degli imminenti provvedimenti restrittivi attesi di ora in ora sia da parte del Governo, sia dalle autorità regionali, il Consiglio Nazionale e il XXIV Congresso si svolgeranno solo ed esclusivamente in modalità on line, così come già previsto, indicato e comunicato.

A ciascun componente effettivo del Congresso viene recapitato in queste ore, via email, il nome utente e password che sono esclusivi e strettamente personali e serviranno per assistere ai lavori congressuali, prendere la parola, effettuare votazioni in plenaria e partecipare alla fase elettorale per l’elezione del Presidente e del Consiglio nazionale.

Con la mail, anche le istruzioni per effettuare nelle giornate di oggi martedì e domani, prove di voto e prendere confidenza con le modalità d’uso della scheda elettorale elettronica.

Raccomandiamo tuttavia, ancora una volta, nei limiti del possibile, che siano organizzati e previsti punti di raccolta dei congressisti nelle sezioni, al fine di ricevere, ove necessario, la dovuta assistenza tecnica da parte dei segretari sezionali e vivere insieme questo momento congressuale.

Di seguito una scaletta approssimativa di giorni e orari dei lavori congressuali:

giovedì 5 novembre ore 15.00

Apertura del Congresso; saluto degli ospiti; discussione e votazione della relazione quinquennale.

Venerdì 6 novembre ore 9.00

Presentazione delle candidature alla presidenza e al Consiglio Nazionale.

Venerdì 6 novembre ore 15.00

Riunione delle sezioni di lavoro e della commissione per le modifiche dello Statuto.

Sabato 7 novembre ore 9.00

Intervento delle associazioni nazionali e internazionali del settore. Discussione e votazione delle risoluzioni e delle mozioni congressuali.

Sabato 7 novembre ore 12.30-13.30

Apertura del seggio elettorale virtuale e operazioni di voto.

Sabato 7 novembre ore 15.00

Discussione e votazione delle modifiche allo Statuto Sociale.

A seguire, scrutinio delle schede per l’elezione del presidente e dei consiglieri nazionali.

Domenica 8 novembre ore 9.00

Proclamazione degli eletti e chiusura dei lavori congressuali.

Tutte le sessioni plenarie del Congresso verranno trasmesse in diretta streaming su SlashRadio e diffuse tramite la pagina FaceBook e il canale YouTube della presidenza nazionale.

Durante il Congresso è prevista anche la presenza di personalità di grande rilievo della Politica nazionale e regionale che porteranno il loro saluto e la loro vicinanza all’Unione, particolarmente apprezzata oggi con la situazione in atto nel Paese che chiama tutti i cittadini a una prova di compostezza, determinazione e volontà, forse senza precedenti.

La nostra Associazione si misura e si confronta con uno strumento innovativo come la piattaforma on line tramite la quale tiene il proprio Congresso, segnando così un momento di portata storica, all’avanguardia nel Paese per capacità organizzativa e qualità tecnologica.

Ci auguriamo vivamente che questo significativo evento abbia il successo che merita e contribuisca ad aggiungere ulteriore prestigio e apprezzamento per la nostra Associazione.       Un fervido augurio di buon lavoro a tutte e a tutti e un caloroso a risentirci in Congresso.

Congresso Nazionale: 5-8 novembre 2020, di Mario Barbuto

Autore: Mario Barbuto

Care amiche, cari amici,

come già comunicato in voce tramite SlashRadio il 19 ottobre scorso, alla luce delle ultime disposizioni relative all’emergenza sanitaria in atto, il XXIV Congresso Nazionale si svolgerà in modalità on line tramite la piattaforma Zoom.

Sempre tramite la piattaforma potranno svolgersi votazioni ed elezioni, sia a scrutinio palese, sia a scrutinio segreto, secondo il sistema di voto già validato e certificato dalla nostra commissione elettorale di garanzia.

Nei prossimi giorni saranno organizzate sessioni informative e di istruzione per mettere tutti i partecipanti nelle condizioni più favorevoli ad assicurare una loro proficua ed efficace partecipazione ai lavori congressuali.

Raccomandiamo tuttavia, nei limiti del possibile, che siano organizzati e previsti punti di raccolta dei congressisti nelle sezioni, al fine di ricevere, ove necessario, la dovuta assistenza tecnica da parte dei segretari sezionali.

In base all’evolversi della pandemia sul territorio nazionale, considerato che gli hotel attualmente non sono soggetti a limitazioni particolari, nel rispetto delle disposizioni sanitarie di sicurezza, sarà valutata la possibilità di accogliere un numero limitato di congressisti in presenza, per vivere insieme il momento congressuale, pur mantenendo comunque per tutti, esclusivamente la modalità di svolgimento on line.

In tale eventualità, che vi prego già di prendere in considerazione, a ogni sezione verrà offerta la possibilità di indicare un congressista disponibile e interessato a partecipare in presenza, nella forma sopra descritta .

Seguiranno ulteriori comunicazioni e indicazioni sia per le sessioni di istruzione tecnica, sia per il link di collegamento alla piattaforma Zoom per partecipare ai lavori congressuali.

Confido nella collaborazione di tutti, per offrire ancora una volta una prova di compattezza, determinazione e capacità operativa, nella grande tradizione centenaria di questa nostra meravigliosa Unione. Un abbraccio e buon lavoro.

Ammissione lista “Insieme per l’Unione” al XXIV Congresso Nazionale UICI

Roma, 5-8 novembre 2020

Si rende nota la comunicazione del Segretario Generale del 6 ottobre scorso.

In riferimento alla presentazione della lista denominata “Insieme per l’Unione”, comunico che la Commissione Elettorale di Garanzia si è riunita il giorno 6 ottobre 2020, presso i locali della Presidenza Nazionale di via Borgognona n. 38 a Roma, dando seguito ai controlli previsti dall’art. 25, comma 22, del Regolamento Generale dell’UICI.

La Commissione, espletate tutte le formalità richieste, tra le quali la verifica della regolarità delle firme di accettazione e di sottoscrizione delle candidature, ha dichiarato ammissibili sia la candidatura a Presidente Nazionale di Mario Barbuto, che le candidature al Consiglio Nazionale inserite nella lista collegata “Insieme per l’Unione”.

La Commissione ha, altresì, verificato che nella medesima lista è stata rispettata la rappresentanza di genere, ai sensi del comma 9 dell’art. 25 del citato Regolamento Generale. Tanto si doveva, come adempimento previsto dalle norme statutarie e regolamentari.