Comitato Regionale Pari Opportunità: inziative estive 2018

Soggiorno Montano 2018
Il gruppo pari opportunità dell’Unione Italiana Ciechi del Veneto organizza annualmente un soggiorno montano in diverse località dell’arco dolomitico, quest’anno la meta prescelta è stata quella di Falcade. Un numeroso gruppo di non vedenti e accompagnatori, circa sessanta persone, hanno alloggiato dal 15 al 29 luglio 2018 presso l’hotel Scoiattolo di Caviola. Il soggiorno prevedeva diverse escursioni nelle località della zona, come Feder, Valt, Sappade, Fregona, Carfon e la valle di Gares. Inoltre, alcune visite culturali sono state effettuate presso il MUSAL (Museo Albino Luciani), il museo latteria storica e alla chiesetta monumentale di San Simon di Vallada. Sono stati infine tenuti piccoli incontri sulla geologia delle Dolomiti e proposti momenti di sensibilizzazione relativi alla situazione dei non-vedenti ai bambini del centro estivo Attivamente Agordino. Tutta l’esperienza del soggiorno è stata arricchita da serate musicali con la presenza del coro Val Biois e le “Muse delle Dolomiti”.
Il gruppo pari opportunità desidera ringraziare tutti i volontari che hanno contribuito all’ottima riuscita dell’iniziativa.
La coordinatrice regionale delle pari opportunità Luciana Dalla Molle

Soggiorno Marino 2018
Quest’anno il gruppo delle pari opportunità dell’UICI del Veneto, coordinatrice Sig.ra Luciana dalle Molle, ha organizzato una vacanza dal 26 agosto al 5 settembre c. a., presso una famosa e rinomata “garden city”, città giardino, ispirata dall’urbanista Sir Ebenezer Howard, dove le dimensioni dell’uomo, dell’urbe e della natura, si compenetrano in un sodalizio che costituisce un’armonia perfetta.
In Italia, uno degli esempi meglio riusciti di questa filosofia si trova a Milano Marittima (Ra), dove il sistema viario geometrico solca un tappeto verde, tra la pineta mediterranea e il mare Adriatico e qui si è sviluppato il soggiorno estivo.
I fortunati soci ed amici, che hanno voluto partecipare all’iniziativa, sono stati ospitati nell’hotel Nadir, ubicato nel verde a due passi dal mare.
Molteplici le iniziative che hanno accompagnato il domicilio romagnolo, tra cui ricordiamo l’incontro con la marineria locale, dove i pescatori hanno condiviso l’esperienza del mare con la cultura enogastronomica di Cervia. A questa manifestazione, si sono associate le varie amenità da spiaggia.
Vacanza riuscita, come ormai dalla consolidata tradizione di successi, per cui non resta che affrontare l’incombente autunno, con il ricordo del Sole, e la speranza nel futuro delle prossime vacanze, con l’auspicio di passarle sempre in nostra compagnia.
Simone Andretto

Catania – Giornata internazionale della donna 8 marzo 2018, di Simonetta Cormaci

Autore: Simonetta Cormaci

“”Il secondo Manifesto europeo dei diritti delle ragazze e delle donne disabili, verso un futuro migliore””

A Catania una importante iniziativa voluta dalle donne della Commissione regionale delle Pari Opportunità dell’UICi.
Stamani 8 marzo, in una bella giornata primaverile, ci si è ritrovati nella sala conferenze del Polo tattile per la presentazione del II Manifesto europeo dei diritti delle ragazze e donne disabili e conseguenti riflessioni e testimonianze.
Socie e soci provenienti da diverse provincie siciliane, molte presenze tra le cariche associative fra cui il Presidente Regionale Gaetano Minincleri, la Vice Presidente Regionale Francesca Oliveri, un intervento telefonico della nostra componente il direttivo nazionale Linda Legname e ultima ma non ultima la Presidente della Sezione territoriale di Catania Rita Puglisi. La giornalista Sarah Donzuso ha moderato gli interventi con ritmo e simpatia e chi scrive ha presentato il II Manifesto. Intermezzo poetico, omaggi floreali e un rinfresco hanno arricchito la mattina di bellezza e convivialità.
La cronaca riporta spesso tante storie e situazioni di violenza e discriminazione sulle donne tali che ancora non si può considerare esaurito l’impegno verso una migliore forma di coesistenza sociale in tutti gli ambiti. Lo dice la cronaca, lo potrebbero dire le vite di molte fra noi. Si, di noi perché – e qui entro- nel merito della nostra giornata- l’essere donne e disabili insieme espone le donne con disabilità al duplice
svantaggio di avere meno opportunità in quanto donne,
e di dover far fronte alle barriere che precludono o limitano il godimento dei
diritti e la partecipazione sociale in quanto persone con disabilità. La discriminazione multipla che colpisce le donne disabili diventa sempre più evidente. Ed è qui che si inserisce con efficacia e forza il II Manifesto che riflette sulla condizione delle donne disabili e delle madri di disabili, analizza i contesti, propone soluzioni e incoraggia le giuste richieste. Il II Manifesto europeo, tradotto in italiano da Simona Lancioni e Mara Ruele e approvato dal Forum Europeo dei Disabili a settembre 2017, incoraggia tutte le donne a prendere in mano la loro vita e a fare un percorso di consapevolezza e autodeterminazione. Ma propone molto di più e cioè che tutte le forze sociali e le istituzioni considerino con attenzione e solidarietà le molteplici discriminazioni a cui sono esposte le donne disabili e si impegnino fattivamente a soluzioni risolutive in tanti aspetti della vita in società e al contrasto di ogni forma di violenza e discriminazione e stereotipi a cui le donne sono sottoposte. La ratifica del II Manifesto ci sembra un passaggio quanto mai ineludibile e opportuno e auspichiamo che quanto prima la nostra Associazione lo ratifichi e lo consideri tra i documenti fondamentali della vita associativa. Una questione di civiltà irrinunciabile per procedere speditamente verso migliori condizioni di realizzazione e pari opportunità delle donne e donne disabili Sarebbe importante stabilire anche delle connessioni con le donne disabili di altre associazioni affinché, oltre ai sentimenti di solidarietà irrinunciabili tra persone che vivono una condizione di disagio e sofferenza, ci si possa arricchire reciprocamente con la pluralità delle differenze e dei relativi bisogni per tramutarli in azioni concrete e efficaci. Vorremmo camminare e contribuire ad un cambiamento di prospettiva sociale e questo si può fare solo se siamo tante insieme, insieme verso un futuro migliore

Simonetta Cormaci
.

P.S. di seguito il link al sito informare un ha della sociologa Simona Lancioni dove trovare una intera sezione dedicata al secondo manifesto:
http://www.informareunh.it/tutto-sul-secondo-manifesto-europeo-sui-diritti-delle-donne-e-ragazze-con-disabilita/

Giornata internazionale della donna – la Sala conferenze del Polo tattile

Giornata internazionale della donna – locandina

Balliamo alla cieca!, di Antonella Improta

 

Molti credono erroneamente che i ciechi non possano ballare… forse questa tesi, è rafforzata dal fatto che si associano spesso al ballo complicate coreografie che in effetti, un non vedente non potrebbe mai riprodurre!! In realtà, nel ballo come in qualsiasi altra attività in cui il vedere non è indispensabile, basta metterci passione e forza di volontà. Sono stati questi, gli elementi che hanno spinto Rosaria de Angelis, socia della sezione UICI di Napoli e componente della commissione Pari Opportunità, a cercare un istruttore disposto ad insegnare i balli latino-americani ai ciechi. “mi è sempre piaciuto ballare” ci racconta Rosaria “lo facevo già da ipovedente, ma avendo la possibilità di seguire i movimenti dell’insegnante non avevo grossi problemi. Una volta persa totalmente la vista, ho deciso di non voler rinunciare alla mia passione!” È così che nasce la collaborazione con la Palestra Work in Progress di Ercolano e con Maria Cascone, che da ottobre insegna i passi della musica latina ad un gruppo di 8 non vedenti, soci della nostra sezione. “quando Rosaria mi ha proposto di far partire un corso di ballo per non vedenti, ho accettato subito!… senza preoccuparmi delle eventuali difficoltà che avrei incontrato” dichiara la nostra Maria, “ho scoperto un mondo dove il vedere non è indispensabile!”; entusiasta di questa nuova iniziativa, Maria afferma che questo corso non sarà una piccola parentesi, ma diventerà un’attività effettiva della palestra in cui lavora. La decisione della prof, sicuramente è stata determinata anche dal vedere i suoi allievi ciechi che con ironia e tanta voglia di fare hanno deciso di sperimentarsi, trascinati dall’entusiasmo e la dinamicità di Rosaria! all’inizio l’idea di ballare mi faceva sentire a disagio, non avendo la possibilità di vedere i movimenti da apprendere, ma grazie all’impegno di Maria e l’Incoraggiamento degli altri adesso per me non è più un problema!” Il ballo rappresenta un momento di evasione dal quotidiano uno spazio che dedico totalmente a me stessa!” “finalmente la prossima estate anch’io potrò inserirmi al villaggio quando faranno i balli di gruppo! ”Queste, le dichiarazioni degli allievi del corso. Il ballo, in questo caso è in primis un’attività che riunisce un gruppo di persone con la voglia di stare insieme e divertirsi, rappresenta anche una modalità che aiuta i ciechi e gli ipovedenti a sciogliersi nei movimenti, che talvolta sono rigidi e impacciati; assumere un portamento corretto e riprendere o cominciare un’attività, che in molti ritenevano di non riuscire a svolgere. Senza contare, che il fine ultimo di questa, come di altre iniziative, è sempre quello di inserirsi ed integrarsi al meglio nel contesto sociale di appartenenza, che spesso considera i disabili in generale persone diverse al massimo da assistere in determinate situazioni con cui si ha difficoltà a relazionarsi e coinvolgere anche in attività banali! Persone fragili, che se magari gli si chiede qualcosa nel modo sbagliato si possono offendere! Ovviamente la società non si può condannare, perché essa stessa è vittima delle dicerie e delle legende metropolitane, ma le attività di sensibilizzazione che vengono svolte nei diversi territori, anche se lentamente e con un po’ di fatica, possono aiutare tutti noi a crescere, indipendentemente dalla nostra storia di vita o dalla presenza di una eventuale disabilità.

Napoli – Open day vela -24 ottobre e 7 novembre 2017

Il comitato pari opportunità dell’UICI di Napoli, grazie alla collaborazione intrapresa con l’ASD Peepul ONLUS, propone 2 giornate finalizzate all’avvicinamento alla vela. In particolare, il 24 ottobre e il 7 novembre ci saranno 2 open day a cui potranno partecipare i nostri soci, i quali gratuitamente potranno usufruire di una prova in barca a vela con istruttori specializzati e preparati.
Le prove si svolgeranno dalle ore 09,30 alle ore 14 presso la base nautica di molosiglio in Via Acton 1, Napoli.

Per info e prenotazioni è possibile contattare Titti Conte al numero: 3929969248; sarà necessario inviare il proprio documento di identità all’indirizzo e-mail all’indirizzo conteti@gmail.com.

Soggiorni marino e montano del Comitato pari opportunità Veneto

Nella molteplicità di proposte e iniziative che il consiglio regionale del Veneto dell’UICI, offre ogni anno ai suoi soci, s’inquadrano i proponimenti socio-culturali e ricreativi, del comitato pari opportunità del Veneto, coordinatrice Sig.ra Luciana Dalle Molle.
La diversificazione dei progetti ha portato ad organizzare anche quest’anno la vacanza al mare, nella ormai tradizionale Milano marittima dal 27 agosto al 6 settembre 2017, presso il consueto, e sempre apprezzato dai partecipanti, hotel Nadir.
Il soggiorno balneare, al di là della frequentazione dell’arenile, ha visto la partecipazione dei soci alle iniziative preparate per una vacanza completa e soddisfacente sotto i vari profili, spiccano l’uscita alla splendida e sempre affascinate Ravenna e l’evergreen del risciò serale, la banana boat, e naturalmente la tradizionale serata danzante.
La nutrita partecipazione dei soci, quest’anno una cinquantina, è la dimostrazione dell’impegno profuso in questi anni dall’unione veneta, e dalle pari opportunità, a favore e a sostegno della disabilità della vista.

Soggiorno montano 2017
Il sogno di questa estate è stato sfuggire dall’inferno scatenato da Lucifero sul nostro paese. Quale modo migliore per allontanarsi dal caldo torrido, se non una vacanza in montagna, nel fresco e verde trentino? L’occasione per fare questo è stato il soggiorno montano, organizzato dal gruppo delle pari opportunità del Veneto, che anche quest’anno ha offerto ai soci e amici una splendida vacanza a Panchià, in Val di Fiemme (TN), presso il Park Hotel Regina delle Dolomiti, dal 16 al 30 luglio 2017.
I villeggianti, una sessantina, come ogni anno, hanno potuto godere, non solo della residenza e dei servizi offerti dall’albergo, ma come da tradizione dalle numerose escursioni preparate come sempre dall’infaticabile Dott. Paolo Zanin, spiccano tra le tante le passeggiate per la Val Cavelonte, la foresta dei draghi sul Latemar, il Cermis, e per finire la coraggiosa discesa dell’Avisio con il rafting.
Come ormai da prassi consolidata, il gruppo delle pari opportunità, diretto dalla Sig.ra Luciana dalle Molle, ha dato appuntamento agli affezionati sodali al prossimo anno, tra le valli e le cime delle nostre splendide montagne italiane.

 

Seminario Donna come tutte le altre. Storie, problemi e prospettive di donne non vedenti Napoli, 20 gennaio 2017

Su proposta del comitato provinciale pari opportunità, la Sezione di Napoli dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti organizza per venerdì 20 gennaio 2017 nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” (via Acton n. 38, 80133, Napoli) il seminario “Donna come tutte le altre. Storie, problemi e prospettive di donne non vedenti. Nella progettualità di tempi di vita e tempi di lavoro.”
Il seminario che avrà inizio alle ore 09,00, ha lo scopo di avviare una riflessione sul ruolo della donna non vedente al confronto con sfide esistenzialmente rilevanti: l’autonomia personale, l’inserimento nel mondo del lavoro, la famiglia, la maternità, la separazione.
I lavori organizzati in tre sessioni intitolate “Storytelling di esistenze ed esperienze”, “Temi e problemi” e “Strategie e politiche”  daranno spazio a: testimonianze privilegiate di donne non vedenti, che narreranno delle loro storie in prima persona; esperti di settore; politici ed amministratori con l’intento di raccontare diversi aspetti della disabilità visiva quando questa attraversa e si scontra con alcuni diritti fondamentali della vita delle donne, in generale, e di quelle non vedenti, in particolare, come il diritto all’autonomia personale, il diritto alla genitorialità biologica e all’adozione ed infine il diritto ad autodeterminarsi nelle unioni come nelle separazioni.

Il convegno sarà trasmesso in diretta streaming su SlashRadio collegandosi al seguente link: http://www.uiciechi.it/radio/radio.asp ;

PROGRAMMA

h.8.30: Registrazione dei partecipanti

h.9.00: Saluti istituzionali
Alberto Carotenuto, Magnifico Rettore Universita’ degli Studi di Napoli Parthenope;
Rosaria Giampetraglia, Presidente Comitato Unico di Garanzia, Università degli Studi di Napoli Parthenope
Mario Mirabile, Presidente Sezione di Napoli Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti
Vincenzo Massa, Presidente Consiglio Regionale Campania Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti
Nunziante Esposito, Consigliere Nazionale Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti
Alberto Odierno, Presidente Fondazione Istituto Strachan Rodinò
Antonella Bozzaotra, Presidente Ordine Psicologi
Rappresentanti di Regione Campania, Comune di Napoli, Città Metropolitana di Napoli
Prima sessione: Storytelling di esistenze ed esperienze
(h. 09.45-10.30)

La mia sfida sul Tatami
di Matilde Lauria

Mamma come tutte le altre
di Gilda Sportelli

C’è …Luce in Cucina
di Lucia Esposito

Il mio sogno (cieco) di diventare madre
di Maria Sicignano

Accompagnamento musicale:
Violino: Tsvetanka Asatryan
Violoncello: Tina Pugliese

Seconda sessione: Temi e problemi
(h. 10.30 – 12.00)

Introduce e coordina:
Maria Luisa Iavarone, Università degli Studi di Napoli “Parthenope”

Io-donna non vedente: vincoli, possibilità, diritti
Irene Montuori, avvocato matrimonialista

Il sostegno psicologico alla donna non-vedente
Giovanna Lautieri, psicologa e psicoterapeuta

Imparare l’autonomia
Giovanni Bosco Vitiello, esperto di orientamento, mobilità e autonomia personale

Diventare mamma nella disabilità visiva
Sara Riefolo, Ostetrica

Terza sessione: strategie e politiche
(h. 12.00-13.30)

Tavola rotonda:
Paola Aiello (Docente di Didattica e pedagogia speciale, Università di Salerno)
Antonella Bozzaotra (Presidente Ordine Psicologi)
Roberta Cotronei (Coordinatrice comitato pari opportunità Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Napoli)
Silvana Piscopo (Presidente unione Nazionale Italiana Volontari Pro-Ciechi)
Isabella Bonfiglio (Consigliera di parità Città Metropolitana di Napoli)
Immacolata Troianiello (Consigliere di amministrazione di Cassa Forense)

Coordina e Conclude:
Luisa Bartolucci, responsabile Pari opportunità Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti

h.14.00: Aperitivo rinforzato a Buffet

A latere del seminario, sarà possibile effettuare visite oculistiche gratuite, grazie ad una unità mobile oftalmica.

Si ringrazia “Cantine Varchetta”

Questa iniziativa è contro il “sistema” della camorra

Coordinamento didattico e scientifico:
M. L. Iavarone, M. Mirabile.

Segreteria organizzativa: Domenico Vitucci tel. 3398811209 mimmo86@fastwebnet.it ;  Antonella Improta tel. 3346048860 antonella.improta@alice.it ;  Valeria Ferra tel. 3335775707 valeriaferra@virgilio.it .
Si ringrazia la prof.ssa Rita Ruggiero per aver prestato la voce nello storytelling

Non si vede bene che col cuore,
l’essenziale è invisibile agli occhi.
Antoine De SaintExupery”

Napoli – Principesse per un giorno – Visita guidata a Villa Pignatelli

Nell’ambito delle celebrazioni per la Festa della Donna , sabato 5 marzo, su proposta della Commissione per le pari opportunità, abbiamo organizzato una visita al museo Pignatelli in Napoli. Nel bel giardino all’inglese che circonda la villa, siamo stati accolti dalla vice-direttrice dott.ssa Rosanna Naclerio, che ci ha dato il benvenuto e ci ha affidato alla dott.ssa Tiziana Beato, specializzata nella guida di visite tattili. Era una bella giornata anche se un po’ ventosa e ascoltare la storia della villa godendo del sole era molto piacevole. Abbiamo toccato i fiori delle camelie per cui il giardino della villa è famoso. Poi siamo entrati nell’edificio dopo aver salito le scale di marmo sorvegliate da due belle statue di cani. E’ stato come fare un salto nel passato. La dott.ssa Beato ci ha fatto sentire come ospiti dell’ultima principessa di casa Pignatelli, come se fossimo appena scesi dalle carrozze e quindi introdotti nella teoria di saloni riccamente arredati e decorati. Un tripudio squisitamente settecentesco di oro, sete, specchi e ancora oro! Consolles di legno finemente scolpite, camini in marmo guarniti da orologi in bronzo dorato, sontuosi candelabri a molteplici fiamme, divani e poltrone tappezzati con preziose sete di San Leucio. Siamo entrati nella bella sala da pranzo con l’enorme tavola imbandita con delicate stoviglie francesi e magnifici bicchieri di cristallo recanti lo stemma di casa Pignatelli: tre pignatte; ebbene sì , tre comuni pentole di coccio!
E ancora la biblioteca dove, durante i ricevimenti, si rifugiavano gli uomini a parlare di cose da maschi, a bere cognac , a giocare a biliardo e a fumare. L’odore sarebbe stato assorbito dagli splendidi pannelli di cuoio lavorato a sbalzo. Nel contempo, le donne si sarebbero trattenute nell’attiguo salottino a bere rosolio e a ciacolare.
Siamo poi saliti al piano superiore dove erano gli appartamenti privati della famiglia. Qui di recente hanno arredato alcune sale con i mobili originali ottocenteschi. Infatti abbiamo potuto ammirare il salottino privato del principe dove troneggia un raro esempio di cassaforte in noce e ancora librerie che ospitano preziosi volumi antichi. La sorpresa è stata la sala da bagno: di incredibile modernità il gusto del mobile con doppio lavabo , ma la meraviglia è stata toccare la vasca del principe ricavata da un unico enorme blocco di marmo completa da delfini da cui usciva il getto d’acqua.
Ma la visita non è finita con gli appartamenti come avrebbe dovuto, la nostra guida infatti, ci ha voluto regalare anche un assaggio del ricco museo delle carrozze che è parte della Villa Pignatelli. Ci ha mostrato dunque, un elegante coupè usato per recarsi a teatro, gli interni sono addirittura tappezzati in seta! Ancora non è stato realizzato un percorso tattile di questo museo, ma appena sarà pronto ci inviteranno a testarlo e noi non vediamo l’ora.
Abbiamo degnamente concluso la visita con una bella pizza a via Partenope dove il nostro presidente ha voluto omaggiare le signore con un apprezzatissimo ramo di mimosa.
Per chi vuole saperne di più su questo luogo ecco il link istituzionale:

Museo Pignatelli – Polo museale della Campania

Roberta Cotronei (Commissione Pari Opportunità)

Il dialetto dei padri: le nostre radici, di Mena Mascia

Autore: Mena Mascia

La commissione per le pari opportunità che il consiglio provinciale di Campobasso mi ha incaricato di coordinare, ieri, otto marzo, ha celebrato la giornata internazionale della donna, chiamando a raccolta i soci per assistere ad un recital di poesie e canzoni dialettali che attori non professionisti ci hanno regalato.
Oltre ogni aspettativa, la partecipazione è stata divertente e coinvolgente al punto che tutti si sono sentiti parte attiva di un fuori programma fissato, che, benché precedentemente deciso, ha subito variazioni che hanno soddisfatto a pieno l’uditorio.
C’era una volta… Fin da quando ci è possibile ricordare, proprio così aveva inizio ogni favola degna di tal nome, ricordate?
Con le tante suggestioni che il titolo di questa manifestazione personalmente mi ha provocato, senza sentirmi un panda in estinzione, come purtroppo la mia età vorrebbe, promuovendola, avevo voglia di ricordare il com’eravamo, per riflettere con gli astanti sul come siamo, per conoscerci meglio, dati i cambiamenti sopravvenuti nella vita di tutti noi.
C’erano una volta i genitori anziani dei quali, accettando i ruoli che mano a mano, impercettibilmente, ma inesorabilmente, andavano cambiando, i figli si facevano un vanto di occuparsi, mentre ora nascono come funghi quegli strani luoghi che eufemisticamente continuiamo a definire case di riposo. Senza nulla togliere a quelle che funzionano, e per fortuna ce ne sono, le cronache ce ne propongono tante altre nelle quali i maltrattamenti sono all’ordine del giorno.
Prima che la massificazione ci consigliasse di non distinguerci gli uni dagli altri, c’era una volta il piacere di comunicare attraverso il dialetto paesano di cui si è perduto l’uso, oltre alla comprensione degli idiomi, ma dei quali ieri, con le calde voci monacilionesi di Nando e di Rita che in dialetto scrivono, dello jelsesi Luigi che attraverso la chitarra ci allietava tutti, recitando con indicibile espressività monologhi di vita vissuta, di Nunzia e Giuseppe che, in oratinese hanno cantato antichi stornelli, della verace campobassana Pina che ha dedicato alla giornata dolcissime constatazioni personali, di Giovanni che nel dialetto di Montefalcone ci ha recitato delicatissime liriche, di Rosaria che, sebbene con voce un po’ cambiata dall’età, ci ha cantato una vecchia nenia molisana, del timido Lucio che ha voluto dedicare alle donne presenti una canzone di De Gregori , senza tema di essere smentiti, abbiamo considerato dei regali preziosi ogni esibizione, attraverso le quali, ognuno di loro hanno voluto darci un saggio della passione per la ricerca delle proprie radici.
Dopo aver brindato all’essere stati insieme tanto piacevolmente, ci siamo lasciati sperando di cuore in un prossimo incontro.
C’era una volta, ma spero ci sia sempre, la voglia di tutti di partecipare alle iniziative che ci proponiamo di promuovere su altri temi, unicamente per il piacere di vederci per stare insieme.
In conclusione, da parte mia mi auguravo ancora un grazie a tutti, nella speranza di rivederci in una prossima, gradita occasione.

Mena Mascia

Trento, giornata della donna 2016, di Luciana Brida

Autore: Luciana Brida

Durante l’incontro tenutosi sabato 5 marzo alla presenza di una trentina di persone, si è sviluppato il tema della violenza sulle donne.
La scelta è caduta su questo argomento in considerazione dei dati statistici presentati a Trento il 25 novembre, i quali dimostrano che il fenomeno è tutt’altro che trascurabile anche nella nostra provincia.
La sociologa Barbara Bastarelli, responsabile del locale centro antiviolenza e l’avvocata Elena Biagioni, che collabora con questa struttura, hanno introdotto il tema inquadrando questa preoccupante realtà ed offrendo alcuni strumenti per conoscerla ed affrontarla con consapevolezza.
Nell’introdurre la mattinata di lavoro, dopo il saluto del Presidente sezionale Dario Trentini, la responsabile delle pari opportunità Luciana Brida ha ricordato come i non ed ipovedenti, e fra loro le donne, debbano non soltanto acquisire la consapevolezza di quanto loro può accadere in termini di violenza subita, ma anche conoscere le possibilità di uscire da tale baratro ed essere veicolo di informazione per chi nel loro giro di conoscenze è vittima di eventi e situazioni di disagio tanto gravi.
Un altro modo insomma, per divenire sempre più cittadini consapevoli e conoscere le opportunità di affrontare attivamente i temi sociali più scottanti del momento.
Quella della violenza sulle donne è una realtà che fatica ancora ad emergere come evidenziato negli
Interventi delle relatrici, perciò anche una maggiore attenzione a ciò che accade intorno a noi può aiutare le vittime ad uscire dall’isolamento, pur trattandosi di un comportamento spesso difficile da mettere in atto.
Luciana Brida

Giornata Internazionale della Donna Unione Ciechi e Ipovedenti: Contro il femminicidio e gli stereotipi di genere

Ogni anno, alla vigilia della Giornata Internazionale della Donna, ci troviamo a riflettere sull’importanza della parità di genere, a celebrare i successi delle donne e a ricordare quanto ancora sia necessario fare per garantire pari diritti in ogni ambito della vita.

“Nel nostro Paese – afferma la responsabile della Commissione Pari opportunità dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Luisa Bartolucci – dobbiamo lavorare ancora molto a sostegno del diritto delle donne e delle bambine non vedenti a vivere libere dalla violenza. La violenza contro le donne con disabilità è ancora difficile da monitorare e da affrontare. Questo è in parte dovuto al fatto che le donne con disabilità non appaiono nei campioni delle ricerche generali sulla relazione tra violenza e genere. Tuttavia, i dati resi disponibili da una ricerca condotta anche in Italia qualche tempo fa dimostrano che le donne con disabilità sono soggette a diverse forme di abuso caratterizzate da valori particolarmente elevati: più spesso, più a lungo, in più modi e da parte di più persone. Questo vale anche per le donne non vedenti e ipovedenti. E il progetto Daphne, condotto in alcuni paesi europei tra cui l’Italia, lo ha dimostrato. Oltre alle diverse forme di violenza di genere di cui possono cadere vittime le donne vedenti, le donne cieche e ipovedenti si confrontano anche con la violenza legata alla disabilità. Questi e altri fattori fanno sì che le donne cieche e ipovedenti siano esposte a un rischio altissimo di subire abusi. Essere cieche o ipovedenti significa, in taluni casi, anche dover dipendere da altri per ricevere supporto o assistenza in determinate attività, o circostanze; avere una disabilità visiva può comportare anche avere molte più difficoltà e meno possibilità di fuggire, di reagire contro un’aggressione o di trovare aiuto. Alle donne cieche e ipovedenti sono offerte meno garanzie per la loro sicurezza e non tutte si sentono tranquille a sufficienza per denunciare gli abusi, temendo per la loro incolumità”.

“Dobbiamo anche lottare per ottenere forme di realizzazione della donna un po’ più complete – continua Luisa Bartolucci. Esiste un’immagine femminile, veicolata principalmente dalla televisione ma anche dagli altri media, iper legata a stereotipi – di bellezza, di autonomia, di competitività, realizzazione personale – che non corrisponde alla realtà e quotidianità di nessuna donna o quasi e ciò contribuisce a  penalizzare le donne disabili, che erroneamente e pregiudizialmente vengono considerate quasi di serie b, ignorando le enormi potenzialità e l’elevatissimo grado di professionalità che invece sono  in grado di raggiungere e mettere a disposizione della società. Le donne cieche ed ipovedenti, sono, al pari di tutte le altre donne, anche affermate professioniste nei più svariati campi, così come sanno e possono essere ottime madri, mogli o compagne di vita. Straordinarie ed assolutamente affidabili”.

Sono moltissime le attività organizzate dalle sezioni locali e regionali dell’Unione in occasione di questa giornata, in collaborazione con le Consulte regionali o con le Commissioni pari opportunità per riflettere su questo tema. Il raggiungimento delle pari opportunità è un percorso lungo e pieno di ostacoli, che deve essere affrontato giorno dopo giorno, e non solo in occasione dell’8 marzo.