Soggiorno sole di settembre: annullamento

Su indicazione della commissione nazionale terza età, considerate le possibili criticità sanitarie del momento, riferite in particolare alla popolazione anziana, abbiamo ritenuto opportuno sospendere l’effettuazione del soggiorno estivo “Sole di Settembre”, previsto per il periodo tra il 12 e il 26 settembre 2020 presso il centro vacanze Le Torri di Tirrenia. 

Ovviamente, essendo il centro Le Torri un albergo aperto al pubblico, quanti già si sono prenotati e volessero comunque trascorrere lì il periodo di vacanza, sono liberi di farlo, previo accordo con la direzione dell’Albergo. 

Siamo spiacenti di dover inviare questa comunicazione e di doverlo fare con ritardo, per via dei mutamenti giornalieri dei dati relativi alla emergenza sanitaria in atto.

Sarà comunque nostra cura trovare una nuova e più favorevole occasione per recuperare il soggiorno in tempi che ci auguriamo i più brevi possibile. Nello scusarci ancora per il disagio, ringraziamo le sezioni che vorranno dare comunicazione tempestiva di questa notizia agli interessati, confidando di poterci incontrare presto in queste settimane di appuntamenti celebrativi, precongressuali e congressuali.

Soggiorno terza età “Sole di settembre” 12 settembre – 26 settembre 2020

Siamo finalmente in grado di confermare anche lo svolgimento del secondo soggiorno estivo presso la casa vacanze di Tirrenia il Centro “Le Torri, Giuseppe Fucà – Olympic Beach Hotel”, dal 12 al 26 settembre 2020.

      Probabilmente, sia pure con rammarico, non saremo in condizione di garantire tutte le attività di socializzazione che erano state previste, considerato il persistere delle conseguenze della diffusione del Coronavirus, ma abbiamo concordato comunque la possibilità di svolgere un periodo di vacanza che speriamo possa incontrare la soddisfazione e il piacere di tutti.

      L’offerta del soggiorno, a persona, valida sia per gli ospiti con disabilità visiva sia per gli accompagnatori, si articola nei seguenti importi:

• camera singola (Torre piccola) euro 842,00 scontato euro 800,00

• camera doppia (Torre piccola) euro 758,00 scontato euro 700,00

• camera doppia (Torre grande) euro 940,00 scontato euro 900,00

• camera tripla (Torre grande) euro 828,00 scontato euro 800,00

      l’offerta include:

• Servizio di Pensione Completa con acqua e vino ai pasti

• Cocktail di benvenuto

• Cena Tipica con degustazione dei piatti Toscani e Trentini

• sala riunioni a completa disposizione per iniziative e serate ludiche

• animazione e intrattenimento

• una serata con piano bar con cantante

• servizio spiaggia (ombrellone e sdraio)

  Alla quota va aggiunta la tassa di soggiorno di Euro 7,50, dovuta al comune di Pisa.

  Servizi a richiesta a pagamento:

  a. Escursioni.

  b. Parrucchiera.

  c. Estetista.

  d. Infermiera.

      Corso gratuito di Alfabetizzazione informatica per computer e per smartphone.

I corsi di Alfabetizzazione informatica saranno tenuti, con la consueta competenza, dal nostro Nunziante Esposito, con la collaborazione di Maria Stabile, e dovranno essere richiesti all’atto della prenotazione del soggiorno.

      Attività ludico ricreative;

Con la collaborazione dello staff dell’hotel saranno organizzati giochi di squadra e serate.

      Per informazioni, chiarimenti circa i transfert da e per le stazioni ferroviarie di Pisa e Livorno rivolgersi a:

  Olympic Beach Le Torri

  tel. 050 32.270

  fax. 050 37 485

  email: info@centroletorri.it

      Vista l’importanza dell’iniziativa si prega di darne la massima diffusione. Suggeriamo infine a ciascuno, di verificare la possibilità di fruire del bonus “vacanze” previsto dal DL 33/2020 ed eventuali, successive modificazioni e integrazioni.

L’età non è il limite, ma la risorsa! Meeting Nazionale della Terza Età

L’8 giugno scorso si è tenuto a Tirrenia il meeting nazionale della Terza età, al quale hanno preso parte i nostri referenti regionali e i componenti della commissione nazionale anziani Cesare Barca, Nunziante Esposito, Roberta Foresi e Primitivo Masi. Le Regioni presenti erano, purtroppo, soltanto otto in persona e una in remoto: Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Liguria, Molise, Toscana, Trentino, Veneto e, al telefono, Sicilia. Il Presidente Nazionale Mario Barbuto, nel suo intervento ha evidenziato i grandi disagi causati dall’isolamento e dalla solitudine: due degli aspetti più negativi che segnano la quotidianità delle persone anziane e che occorre contrastare in ogni modo con misure e iniziative di socializzazione e di condivisione di momenti della giornata.

“Impegneremo maggiori risorse professionali e finanziarie per favorire la piena partecipazione delle persone anziane alla vita sociale con dignità, pari opportunità ed efficacia”, ha sottolineato il Presidente.

I lavori sono andati avanti con gli interventi dei referenti regionali che hanno raccontato le diverse realtà territoriali ed evidenziato le criticità legate alla situazione delle persone anziane, avanzando anche proposte e Idee che verranno utilizzate per definire le prossime strategie. Nel pomeriggio, alla ripresa dei lavori, è intervenuto Giovanni Pasqualetti ex dirigente della Regione Toscana, Svolgendo una relazione sul tema “La non auto sufficienza: opportunità e problematiche…”. La non auto sufficienza riguarda una significativa fascia di persone che, a causa delle Precarie condizioni di salute, l’età che avanza, con tutte le conseguenze del caso, compresa la comparsa di patologie invalidanti come la cecità, spesso si ritrovano a vivere un isolamento forzato e sovente drammatico proprio per la situazione psicofisica in cui sono costrette a vivere. D’altro canto, questa già difficile condizione, talvolta è aggravata ulteriormente dalla comparsa di altre patologie invalidanti quali la perdita di memoria o della capacità motoria.

Persone che, tuttavia, non cessano di essere persone, le quali però, di fronte a tanto aggravamento, sono a forte rischio di abbandono, anche da parte dei familiari che si trovano sovente impreparati e scelgono di conseguenza “la via più semplice”: separarsi e separare la persona anziana dal proprio contesto familiare.

Infine, l’ultimo argomento affrontato dal Meeting ha riguardato: “Alloggi e strutture di accoglienza per anziani: modelli e prospettive…”

Sul tema è stata proposta una riflessione su tre aspetti essenziali:

  • L’accessibilità e la fruibilità dei luoghi preposti all’accoglienza;
  • La formazione del personale, in termini di servizi e di relazione con ospiti non vedenti e ipovedenti;
  • il potenziamento di attività di recupero e mantenimento delle abilità fisiche e intellettive, al fine di preservarne la capacità.

Negli interventi è stata evidenziata la necessità di porre in essere strumenti di formazione e informazione rivolti non soltanto al personale delle strutture di accoglienza, ma anche e soprattutto a ai familiari e alle istituzioni.

Il Vice Presidente Nazionale dell’I.Ri.Fo.R Massimo Vita, nelle sue conclusioni, ha promesso, tra l’altro, nuovi e ulteriori bandi specifici indirizzati alla terza età, dando così l’opportunità di proporre progetti anche a quelle realtà territoriali che non hanno colto l’occasione recente con il bando scaduto il 26 aprile scorso.

La Redazione

da una nota stampa di Marco Condidorio

Invito per “Se vuoi puoi: una vita aldilà del buio”, di Cesare Barca

È questo il titolo di un romanzo che merita davvero di essere letto e vissuto e mercoledì p.v. 22 alle ore 18 avremo modo di conoscerne l’autrice, Alessia Refolo.

Sarà un incontro di grande interesse e di viva partecipazione perché sarà con noi l’autrice, Alessia Refolo campionessa di sci nautico e di arrampicata, una giovane donna che vive in pienezza la propria avventura e la realizzazione di se stessa.

Numerose sono le aziende e le associazioni che supportano la sua intensa attività sportiva, una attività che sa condurre pur lavorando come ragioniera presso la banca Monte Paschi di Ivrea, la sua città natale. Testimonial Lions e di molte aziende, sponsor dei donatori di sangue dell’Avis di Ivrea, e sostenuta da molte associazioni Alessia ha voluto da sempre realizzare se stessa superando le difficoltà della disabilità visiva. Sì, Alessia è non vedente a causa di un neuroblastoma che l’ha colpita da bambina, una brutta malattia che spesso conduce alla morte, ma nel suo caso è stata salvata procurandogli purtroppo la cecità assoluta.

Ha pubblicato un romanzo breve, ma veramente intenso e accattivante che ti offre uno spaccato del suo impegno agonistico e presenta il  carattere deciso di una ragazza che vuole vivere in pienezza  e liberamente la propria vita.

Scrivendo di se stessa Alessia precisa: “sono non vedente, ma non permetto a questo problema di limitarmi in tutti gli obiettivi che mi prefiggo”.

E questa sua convinzione assoluta traspare  simpaticamente con vivacità in un bel romanzo di solo 250 pagine, un romanzo intenso e appassionante che ti cattura per la semplicità e coerenza linguistica della scrittrice che ti appassiona per la ricchezza degli avvenimenti che si succedono ininterrottamente danno luogo a quei particolari momenti di squisita amicizia  che sa creare l’attività sportiva.

I traguardi raggiunti fino ad oggi da Alessia sono molti e davvero importanti, ma per lei sono sempre traguardi di tappa.

Solare, ottimista, Alessia vive le sue vittorie sportive per dimostrare a sé stessa e agli altri che la vita va vissuta in pienezza e che la resa è vietata, assurda perché “se vuoi puoi”.

Alessia ama la danza, il teatro, l’equitazione, lo sci sulla neve, ma soprattutto predilige l’arrampicata ed è proprio nell’arrampicata sportiva che Alessia conquista il titolo di campionessa  mondiale paraolimpica nel nel 2014 in Spagna.

Scorrendo il suo romanzo scopriamo molto del temperamento di Alessia  e concordiamo per il soprannome assegnatogli di BarbieClimer.

Non trascura comunque altri sport come lo scii nautico che l’ha vista vincitrice dell’oro al campionato europeo in Francia nel 2018 e molto potrei scrivere ancora per dare conto del suo impegno e dei notevoli risultati + volte evidenziati in trasmissioni radio e televisive e ampiamente descritte da molti giornali.

Mi avvedo tuttavia che devo concludere questa comunicazione.

Sì, si tratta proprio di un invito che voglio porgervi con particolare attenzione perché non vogliate perdere l’opportunità di dialogare con Alessia: coglierete la sua determinazione e la sua semplicità: due caratteristiche che armonizzano meravigliosamente l’avventura di Alessia.

A mercoledì 22 alle ore 18; non perdete questo incontro e ricordate che: “se vuoi puoi!”.

Per conoscere il pin di ingresso nella sala 91 65 62 potete telefonare o scrivere al sottoscritto o a Nunziante Esposito.

cesarebarca@alice.it

Nunziante.esposito@alice.it

Vi aspettiamo numerosi.

“Conoscete l’Armenia? andiamoci insieme!”, di Cesare Barca

Anche quest’anno, come consuetudine, si è celebrata la giornata della memoria e, come sempre, si è dato il massimo risalto alla grande strage avvenuta in Germania nei lager nazisti, ma non si sono ricordati altri gravissimi avvenimenti che hanno segnato la sorte di altri popoli.
Mercoledì 6 febbraio, alle ore 18, grazie all’intervento della prof.ssa Rosina Piccolo potremo conoscere, almeno in parte, la situazione in cui vive oggi il popolo armeno, un popolo che risente ancora gravemente del genocidio subìto dall’impero ottomano nel 1915-1916, che comportò la morte di circa 1.500.000 Armeni.
Nello stesso periodo l’Impero Normanno aveva massacrato molti Assiri e Greci tanto che si era ipotizzato uno sterminio vero e proprio.
Perché questo massacro? Dobbiamo apprendere dunque la storia di questo popolo meraviglioso, conoscerne gli antefatti e l’attuale situazione in cui vive e opera tanta gente laboriosa e socievole, conoscere la meraviglia del loro paesaggio e l’assurda situazione politico-sociale che sono costretti a subire.
Malgrado tutto l’Armenia diviene sempre più luogo di attrazione turistica e questo, almeno in parte, migliora l’economia del paese.
Si tratta di una realtà che la professoressa Piccolo, con la facondia e la capacità espositiva che la contraddistingue potrà farci comprendere trasmettendoci il suo interesse per un popolo, un paese che attende ancora di recuperare la propria individualità e la propria gioia di vivere.
La sala virtuale telefonica della Commissione per la terza età dell’Uici 91 65 62 vi aspetta numerosi mercoledì 6 p.v. alle ore 18.
Non perdete questa occasione!

Ma ecco quanto ci segnala la nostra invitata:
Non so se seguirò uno schema rigido, visto che mi piace spaziare e lasciarmi trasportare dall’entusiasmo e dal piacere di raccontare. Tuttavia i punti che vorrei toccare saranno:
a) Sguardo d’insieme sull’Armenia odierna: geografia, economia, società, cultura ecc.;
b) Breve retrospettiva storica, con qualche aneddoto e con riferimenti ai grandi imperi che hanno accompagnato la storia dell’Armenia;
c) I miei viaggi in Armenia: cose viste e toccate, sensazioni provate, persone incontrate.
d) Tutte le risposte che potranno scaturire da eventuali domande.
Non perdete questa occasione.
Per utilizzare il pin di ingresso nella sala 91 65 62 potete rivolgervi a me o a Nunziante Esposito.
Cesare Barca
Mail: cesarebarca@alice.it
Tel. 045 83 00 282
Nunziante Esposito:
Nunziante.esposit@alice.it
Tel.349 672 33 51

Lombardia – Super o fenomeno? Semplicemente autonomo!

Sul video scorrono le immagini di una persona che si muove all’interno della propria casa; con fare naturale prende del denaro e lo gestisce per le più svariate necessità. La stessa persona, in un altro momento della giornata, prende piatti, bicchieri e posate dal cestello della lavastoviglie e organizza la postazione a tavola.
Sono tutti gesti scontati, di routine e ai quali non si presta mai particolare attenzione, in quanto vengono compiuti in maniera automatica.
I gesti appena menzionati sono compiuti da una persona che ha perso l’uso della vista.
Colpo di scena! “come fa”? “…ma com’è possibile?” “Alla sua età… ma chi glielo fa fare? Potrebbe farsi aiutare!”. Sono queste le domande e le considerazioni che, purtroppo, sovente affiorano alla mente nel momento in cui si vede una persona con disabilità visiva svolgere mansioni normalissime.
Accade infatti che per via di una visione ridotta e fuorviante la persona con disabilità visiva, soprattutto se anziana, venga considerata solo come soggetto bisognoso di assistenza e non in grado di compiere le azioni necessarie a provvedere a se stessa.
“Ha un’abilità fuori dal comune!”. Niente di tutto ciò. Protagonista dei filmati è Luciano che, divenuto non vedente a causa di una progressiva perdita della vista, grazie alla sua forza di volontà ha intrapreso un percorso che lo ha portato passo passo a sapersi destreggiare con disinvoltura nell’affrontare le piccole incombenze della vita quotidiana.
Il Consiglio Regionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della Lombardia, su proposta della Commissione Regionale Terza Età della stessa Unione, ha realizzato 4 brevi filmati attraverso i quali, anche grazie al supporto delle descrizioni di una voce fuoricampo, le persone con disabilità visiva e le loro famiglie potranno conoscere in maniera concreta gli enormi benefici che comporta un buon grado di autonomia.
Per una persona anziana con disabilità visiva è di fondamentale importanza costruire un percorso che la stimoli a rafforzare l’autostima in se stessa, partendo proprio da quelle abilità residue che possono essere potenziate.
L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti è quotidianamente impegnata nel promuovere tutta una serie di attività che diffondano una reale cultura dell’”essere autonomi” in base alle proprie abilità, alle proprie esigenze di vita e in ogni ambito in cui ciò sia concretamente possibile.
Non è un percorso semplice ma forse, da qualche minuto dedicato alla visione di questi filmati, le persone interessate insieme alle loro famiglie, preziosissimo e indispensabile supporto, potrebbero trovare quello stimolo per compiere un passo in più verso il risultato finale: essere nè super né fenomeni, ma semplicemente autonomi!

I filmati sono visionabili al seguente url:
http://www.uicilombardia.org/index.php/notizie/281-luciano-e-la-sua-disabilita-visiva-dalle-difficolta-all-autonomia

Come sono belli i Nonni di un tempo…, di Marco Condidorio

Sembrano essere senza età le nostre nonne e i nostri nonni; padri e madri delle nostre mamme e papà.
I loro volti ci appaiono rassicuranti, come le loro voci ed i il loro profumo, che mescolato al nostro li trasformano in gestualità famigliari, fragranze che segneranno per sempre l’infanzia, l’adolescenza, culla dei ricordi e della fanciullezza.
E ancora, le mani ruvide sui nostri volti di fanciullo; le loro dita tra i nostri capelli di bambino. Le loro braccia forti e sicure attorno ai nostri corpi teneri di fanciullezza. Il loro sguardo rassicurante, tenero e generoso, mai paziente ma libero e gratuito.
La pazienza è di chi deve contenere; la dolcezza è di chi ha solo da donare, senza il timore di dover misurare quel che ha per quel che dà.
Talvolta hanno timore d’essere ingombranti, inutili; forse soli davanti al materialismo dialettico delle cose, non solo di quello della storia.
Non vorrei mai ascoltare il pianto di una persona anziana; mai vorrei guardare gli occhi in lacrime di una donna anziana, significherebbe per me il segno di una colpa, quella di cui ci macchiamo ogni qual volta passiamo oltre la loro presenza, li abbandoniamo a loro stessi senza alcun ritegno con superbia e arroganza.
Gli occhi della nonna, del nonno sono come il cuore di mamma e papà, fragili e presenti, non puoi difenderli, loro però proteggono te ed il tuo timore di fronte alla vita.
Le luci ed i colori dell’albero di natale, che hai creato col loro aiuto, riflettono occhi antichi dal tempo, che improvvisamente si riempiono di lacrime; tu domandi “Perché piangi nonno?”; lui: “…sono felice sai? Quest’albero è davvero pieno di luce e colori!”.
L’ho fatto felice, pensi, ma la verità è che egli pensa al tempo; a quell’istante di gioia, che si ripete nella vita sino a che un giorno smetterà d’essere.
Mistero infinito, che si ripete nel tempo perché è esso stesso tempo, il profilo di un anziano ricurvo perché intento ad accarezzare lo stelo del fiore, natura indifesa di fronte alla fragilità dell’uomo; entrambi sono fermi nel tempo, immersi nello scorrere ciclico del vivere.
E noi raramente ci accorgiamo di loro, oggi son lì, più tardi potrebbero aver deciso di andarsene.
Seduti accanto ad un luogo famigliare ci sono loro, fermi in uno spazio apparentemente mai costruito, eppure lì per loro, per noi.
Il dolore del mondo ha rispetto di fronte allo sguardo che viene dal passato, quello in cui non eravamo per natura, ma solo per idea. La crudeltà del banale non appartiene al semplice, ma al complesso. Che parole tristi son quelle di “vecchio” o peggio, anziano. Le parole, talvolta sono inadeguate e però sbrigative; sintesi concettuali per definire un universo di cose, alcune relegate al mondo della fantasia, altre a quello più concreto, vicino a noi quale è quello della realtà che ci circonda, ci comprende e fagocita istante dopo istante.
Oggi vorrei parlare di loro, delle persone che più di tutte rappresentano e sono il presente d’ognuno per la navigazione nel tempo successivo, lo chiamiamo futuro.
Desidererei scrivere un libro, una enciclopedia e ancora di più, desidererei poter dire che se oggi il nostro pianeta è giunto sin qui è in gran parte merito dell’età oltre la maturità, quella che definiamo “terza età”.
Per loro, oggi, l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti avverte trasversalmente la volontà di volerci essere; d’essere presente nel tempo con loro per loro, assieme a loro.
Un semplice atto di gratitudine per le persone la cui voce è quella della storia passata che si avverte, sfiora tattilmente e assapora nel tempo presente, quello di tutti, di chiunque; pochi lo sanno, perché in pochi sono attenti osservatori del tempo, studenti modello dell’età che sovviene priva di giudizi, ma ricca d’accadimenti.
E loro?
Loro son lì, di fronte a te che sei distratto dai colori freschi e non t’accorgi che lo sfondo del mondo ha i colori antichi, che del tempo son stati la vita.
Loro scrivono; Sognano; pensano a te, a me; loro amano e desiderano essere amati, ascoltati, resi importanti in un quotidiano fatto di tempi stretti, veloci, talvolta inutili; essi lì non riescono ad entrare, il passo è lento ed incerto, ma son lì, mentre tu vivi per apparire di inutilità e superficialità.
Loro ci guardano, ti guardano, lo hanno fatto spesso nel loro tempo presente, così come hanno saputo costruire e creare dalla materia del mondo, la casa dell’oggi.
Loro, per me, che non son degno d’essere nemmeno polvere sotto i loro passi, sono i “Nonni del tempo”, quello presente, teso a divenire altro da sé, dunque futuro.
Noi oggi siamo perché loro ci son stati, hanno fatto, dato e pensato.
Quanto rispetto e gratitudine deve l’uomo a questa porzione di umanità, luogo del conforto, dell’ascolto e talvolta del singhiozzo per la disperazione di generazioni meno attente alla costruzione del pensiero, ove soggiace la libertà per l’azione.
Non siamo liberi come lo sono stati loro; noi non siamo capaci a conquistare quel che hanno loro hanno accolto e colto della natura; loro custodiscono, noi gettiamo; loro hanno costruito, noi distruggiamo; noi oggi sperperiamo, ricchezza d’animo e la bellezza delle cose.
Vogliamo tutto e subito! Non conosciamo, peggio vogliamo assumere il sacrificio; la rinuncia pesa come un macigno sui nostri egoismi.
Il giudizio, quale valore di conoscenza del mondo è l’egoismo, il “voglio!”; il “Pretendo!”; “Esigo!”; senza accorgerci che nulla è dovuto all’uomo perché è la natura stessa ad essere dono per ognuno, che ne colga la gratuità e la pazienza.
Loro sono i Nonni del tempo, anche del nostro.
Ma non siamo disposti a guadagnare per loro; peggio poi a concedere qualcosa di nostro per la loro serenità; per il loro diritto a sentirsi ancora persone.
Eppure ci hanno donato la vita attraverso i nostri genitori.
Loro non sono anziani, ma antichi come antica è la storia che ha dato i natali alle civiltà.
Altro che terza età, la commissione avrebbe dovuto chiamarsi “antichità”, perché l’età antica è l’età che ci precede e dunque quella destinata a restare giovane per sempre.
L’anziano non è vecchio per nascita ma, per il tempo che gli gettiamo addosso, attraverso cui guardiamo i suoi occhi, ascoltiamo la sua voce, confondiamo i suoi pensieri.
Fermati un istante nel quale possa respirare una persona anziana; in cui possa parlarti, raccontarti quel che ha dentro e che agita nel bello e brutto tempo, il suo cuore.
Sorridi ad una donna anziana, ella è stata fortezza e garanzia per la vita, prima di quella di tua madre, poi di quella tua; accarezzale i capelli ed il viso, lei lo ha fatto per una vita intera ed ora, ora che conta ogni giorno come fosse l’ultimo tu tienile la mano, scoprirai il tocco di chi riconosce la generosità del gesto, la semplicità dell’esserci. Fermati un attimo; regala anche fosse un solo istante del tuo tempo l’abbraccio ad una persona anziana; regala una porzione di tempo alle persone anziane, loro ti hanno donata la vita.
Sono i nonni del tempo queste nostre “terze età”; sono sentinelle, navigatori consapevoli verso mete impossibili; traghettatori di uomini senza più orizzonti, soli come loro, ma con una differenza: essi hanno una storia, sono la tua storia; tu né hai storia né potrai esserlo per altri dopo di te.
Loro la scuola per noi; il sapere che conduce alla consapevolezza, che sola potrebbe dirimerci se solo fossimo meno egoisti, distratti, lontani; ed invece vicini, molto vicini ad un presente a rischio di futuro; a rischio d’amore; a rischio di vita.
Essi sono semplicemente nonni del tempo, perché presiedono ad una età che ha radici nel passato di cui siamo figli e per questa semplice ragione naturale, debitori.

La speranza è l’ultima a morire, di Cesare Barca

Incontro nella nuova sala virtuale telefonica della terza età n.91 65 62mercoledì 17 alle ore 18 con la signora Raffaella Pangrazi.

La speranza è l’ultima a morire e nessuno si permetterebbe di negare questo assioma: la longevità degli anziani e l’attività della scienza sempre +impegnata per sconfiggere ogni possibile malattia ne sono certamente la conferma.
Ci si lamenta spesso delle sciagure che ci sorprendono, della sofferenza e delle numerose forme di disabilità e si cerca con ogni mezzo a nostra disposizione di prevenirle o di superarle.
Sappiamo tutti, infatti, che la perdita della vista rappresenta una calamità gravemente invalidante e l’impegno per prevenirla o superarla è sempre + intenso ed apprezzabile.
Sappiamo, in particolare, quanto sia diffusa la lotta contro le malattie della retina e quanto siano encomiabili gli studi medico-scientifici per prevenirla.
L’avanzamento della robotica ci permette di aprirci a nuovi orizzonti, a produrre nuove speranze, ma non ci propone certezze assolute.
Ecco dunque l’occhio bionico e il lodevole impegno medico-scientifico per ottenere possibili risultati positivi. I giornali hanno parlato diffusamente del primo innesto dell’occhio bionico avvenuto in Italia il 18 gennaio di quest’anno all’ospedale San Raffaele di Milano effettuato dal prof. Conedotti, un intervento durato 11 ore, intervento che ha utilizzato l’innesto di un microcip di qualche millimetro utile per riattivare la retina e restituire la vista a persone affette da cecità assoluta.
Questa prima importante esperienza in Italia è stata vissuta con assoluta consapevolezza dalla signora Rafaella Pangrazi, una signora che a trent’anni aveva perso la vista, sottoponendosi ad un intervento chirurgico decisamente impegnativo.
Trascorso un mese è stato acceso il microchip che, stimolando la retina, dovrebbe consentire di re imparare a vedere. Il risultato non è ancora stato raggiunto anche dopo un secondo intervento e la signora Raffaella ancora non può dire di avere recuperato la vista.
Con ciò non si vuole assolutamente sostenere che l’impegno medico sia stato negativo: vogliamo soltanto dire che il recupero di un minimo di percezione luminosa non ci consente di affermare che, come chiarisce la signora Raffaella, significhi “vedere.
L’esperimento dunque è riuscito? Forse è bene attendere senza crearsi illusioni perché, proprio seguendo le affermazioni di Raffaella che sarà nostra ospite nella sala “parla, un amico ti ascolta” dell’Unione italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti mercoledì 17 p.v. alle ore 18, “è doveroso essere prudenti e affrontare la realtà della vita senza crearsi inutili attese. ”.
“Sono esperienze importanti e difficili che, se si vuole viverle,” afferma convintamente la signora Raffaella, “è assolutamente necessario conquistare la consapevolezza che si tratta di una esperienza, non di una certezza. Ritengo pertanto, continua Raffaella, sia indispensabile offrire la propria disponibilità per la sperimentazione: ciò che conta, in queste circostanze, è certamente la determinazione, ma, + ancora la consapevolezza: in questo modo aiuteremo la scienza a raggiungere i risultati sperati evitando di cadere in momenti di sconforto o di vera e propria depressione: dobbiamo favorire la sperimentazione medico-chirurgica, ma senza facili illusioni”.
È ben vero che la speranza è l’ultima a morire, ma è altrettanto vero che la vita è sempre una splendida scommessa.
Come annunciato, chi volesse vivere il contatto diretto con Raffaella potrà intervenire all’incontro nella nostra sala telefonica virtuale formando il n. 91 65 62 e, seguendo la voce guida,entrare poi componendo il pin seguito da cancelletto.
Avremo così modo di raccogliere dalla sua viva voce e dalla sua splendida capacità espositiva il senso reale della esperienza che ha voluto affrontare liberamente, senza illusioni, certa di favorire l’impegno medico-scientifico per il recupero della vista.
È proprio vero, dunque, la speranza è l’ultima a morire, ma è bene sia fondata sulla necessaria consapevolezza.
Chi volesse conoscere il numero del pin e avere utili indicazioni può telefonare al sottoscritto, al coordinatore Ferruccio Zampieri o al responsabile tecnico Nunziante Esposito:
Cesare Barca 329 20 50 972;
Ferruccio Zampieri cell.338 199 79 11;
Nunziante Esposito 349 672 33 51.

Cesare Barca, referente commissione terza età UiCi.

Catania – Pranzo d’autunno a Zafferana Etnea: il piacere di stare insieme, di Anna Buccheri

Autore: Anna Buccheri

La Commissione Terza Età dell’UICI di Catania ha organizzato sabato 6 ottobre 2018 un pranzo presso il ristorante Al Monterosso di Zafferana Etnea, paese caratteristico del Parco dell’Etna che si trova a 574 metri sul livello del mare.
La scelta del pranzo piuttosto che di una cena è stata molto felice e ha riscosso un grande successo perché ha dato la possibilità di godere maggiormente di un’occasione di uscita che non ha richiesto un cambio di abitudini o il sacrificio di una giornata come la domenica spesso dedicata tradizionalmente ad impegni familiari. Inoltre si sono registrate l’adesione e la partecipazione di diversi giovani venendosi così a creare un gradevole e insperato clima di scambio e di incontro intergenerazionale che si spera di poter ricreare in altre occasioni e iniziative lasciando spazio ad una condivisione del tempo e dell’allegria (grazie anche all’intrattenimento musicale di Orazio Gianguzzo con la sua fisarmonica) al di là dell’età.
È stato tra l’altro molto bello e gratificante poter condividere l’atmosfera di serenità, piacevolezza e amicizia con i volontari che hanno reso possibile la riuscita della giornata. Sono infatti stati coinvolti (grazie all’impegno della Presidente UICI Prof.ssa Rita Puglisi) dieci ragazzi del Servizio Civile e quattro volontari UNIVOC, che collaborano con la Sezione Territoriale UNIVOC, la cui Presidente è la Sig.ra Carmen Romeo, ormai da così tanto tempo da poterli considerare dei veterani.
La cura dei particolari (dalla scelta del menu a quella del ristorante così ben ubicato), la giornata mite, il ballo, le canzoni, le chiacchierate, la familiarità tra i partecipanti, la disponibilità dei volontari nel più genuino spirito del dono, il dolce offerto alla fine del pranzo dalla Presidente UICI Prof.ssa Rita Puglisi e l’organizzazione curata dalla Coordinatrice della Commissione Terza Età, Sig.ra Carmen Romeo, hanno consentito a tutto il gruppo (formato da 80 persone) di partecipare ad un pranzo di autunno riscaldato e rischiarato dalla gioia dello stare insieme tra amici.

Nuova sala telefonica UICI: 91 65 62 “Parla, un amico ti ascolta!”

A seguito della ristrutturazione del servizio Talkyoo, indipendentemente da ogni volontà e responsabilità di questa presidenza UICI, è stata abolita anche la sala protetta gratuita dedicata al servizio “Parla, un amico ti ascolta!”.
La Direzione Nazionale il 20 settembre 2018 ha perciò deliberato l’acquisto di una nuova sala al fine di poter dare seguito a questo servizio.
I responsabili della sala telefonica sono a disposizione degli utenti per qualsiasi informazione utile a superare eventuali difficoltà.
Di seguito riportiamo tutti i dati necessari utili agli utenti al fine di facilitarne l’accesso:
1) chiedere anzitutto il pin di sicurezza al referente della Commissione Nazionale Terza Età, Cesare Barca: tel. 045 83 00 282;
2) digitare sulla tastiera del telefono uno dei numeri indicati alla fine del documento in relazione alla città da cui si chiama;
3) immediatamente una voce vi inviterà a comporre le sei cifre della sala desiderata: 91 65 62#
4) la stessa voce vi inviterà poi a digitare il Pin ottenuto da Cesare Barca.
Avvertenze:
La conferenza telefonica può essere registrata a insindacabile giudizio del responsabile del servizio e senza preavviso.
Chi dovesse trasgredire le regole di civile convivenza, sarà prima avvisato e, qualora perpetrasse un comportamento non consono al convivere civile, sarà segnalato alla sede territoriale di competenza e temporaneamente bloccato.

Numeri di telefono da chiamare:
Roma 06 888 12 000
Milano 02 872 12 000
Bari 080 940 1111
Bologna 051 070 1111
Cagliari 070 776 1111
Catania 095 829 1111
Enna 0935 184 1111
Firenze 055 469 1111
Genova 010 853 1111
Modena 059 834 1111
Napoli 081 1988 1111
Palermo 091 860 1111
Perugia 075 945 1111
Torino 011 034 1111
Trieste 040 975 1111
Venezia (Mestre) 041 882 1111