Piemonte – Ipovedenti senza lavoro penalizzati dalle leggi

Da Novara appello al governo e alla Regione

In tempi di crisi, garantire un futuro occupazionale alle persone con disabilità rappresenta una sfida. Per molte aziende l’assunzione di un disabile è un mero obbligo di legge e, sebbene le nuove tecnologie e l’innalzamento del livello di studio consentano alle persone con disabilità visiva di raggiungere traguardi e obiettivi sempre più importanti, la cultura dell’inclusione del disabile nel mondo del lavoro è ancora poco diffusa. Se ne è parlato nel corso di una conferenza stampa voluta dal presidente della sezione novarese dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, Pasquale Gallo.
Un incontro voluto per fare il punto della situazione e denunciare le principali criticità nell’applicazione di due importanti leggi: la n. 68 del 1999 che  riguarda le categorie protette e la legge 113 del 1985 riguardante il collocamento delle persone con disabilità visive nei centralini telefonici di enti pubblici e privati.

“Due norme che andrebbero totalmente rivisitate – spiega Pasquale Gallo – a partire dalla legge 68, che riguarda tutti i disabili ma che, all’atto pratico, penalizza ipovedenti e non vedenti, i quali avendo una percentuale di disabilità superiore al 75% hanno poche probabilità di trovare lavoro. La legge riguarda infatti tutte quelle persone che hanno almeno il 46% di invalidità. Dovendo scegliere, un’azienda preferisce dare occupazione a persone con percentuali di disabilità più basse. Se a ciò aggiungiamo che un’altra norma specifica, la 113/ 85, riconosce e tutela i disabili visivi che hanno al massimo 1/10 di vista, ci rendiamo conto delle enormi difficoltà che incontrano quotidianamente gli ipovedenti nella ricerca di un’occupazione”.

Oggi un lavoratore cieco o ipovedente può svolgere diverse mansioni all’interno delle aziende e può ricoprire ruoli apicali. Molte aziende, però, non sembrano pienamente consapevoli delle potenzialità di un disabile visivo e ignorano l’esistenza degli strumenti in grado di rendere accessibile al non vedente o all’ipovedente la postazione di lavoro.

Da qui la conferenza stampa alla presenza di un gruppo di associati all’Unione. Tra questi Pasquale Cipullo e Jacopo Tinti, il primo ipovedente da poco disoccupato a causa di una patologia della retina e il secondo non vedente senza lavoro nonostante una laurea in giurisprudenza alla Statale di Milano. Entrambi cercano un posto da centralinista ma, nonostante gli sforzi e le numerose domande di lavoro, al momento sono ancora in attesa di occupazione. Con loro anche Roberto Benvenuti, cieco parziale, per anni massaggiatore shiatsu e oggi disoccupato, in seguito alla perdita progressiva della vista

“Il problema è sostanzialmente normativo – rimarca il presidente Gallo – ed ecco perché da Novara e dal Piemonte lanciamo un appello al Governo, affinché discuta e aggiorni la legge 113/85. All’esame della Camera dei Deputati giace una proposta di revisione presentata dall’ on. Troiano  il 13 Maggio 2019, con atto n. 1846, già assegnato alla Commissione XI Lavoro lo scorso 22 luglio. Il nostro auspicio è che anche gli ipovedenti possano accedere ai benefici della legge e che, oltre al lavoro di centralinista, possano presto essere riconosciute anche le professioni cosiddette ‘equipollenti’ ossia quelle di addetto Urp, di operatore di segreteria e di responsabile della gestione del database. Il secondo appello lo rivolgiamo invece alla Regione Piemonte affinchè si possano unificare, in un’unica giornata, l’esame di fine corso formativo e quello di abilitazione alla professione di centralinista, così come avviene ad esempio in Emilia Romagna. I disabili visivi – conclude Gallo – hanno i titoli e le potenzialità per poter svolgere numerose mansioni lavorative, ma come al solito in Italia i diritti e la democrazia restano sulla carta”.

Sport – 45° Torneo Internazionale di Torball a Bolzano in data 09-11-2019

Il Gruppo Sportivo Dilettantistico Non e Semivedenti Bolzano festeggia quest’anno i suoi 50 anni di attività. Dal 1969 promuove l’impegno sportivo delle persone cieche o ipovedenti in Alto Adige.
Anche nell’anno del giubileo avrà luogo il Torneo Internazionale di torball per non vedenti a Bolzano. Sabato 09.11.2019 7 squadre femminili e 10 squadre maschili disputeranno in due tornei distinti le loro competizioni. Con la presente Vi invitiamo cordialmente a partecipare alla nostra manifestazione sportiva.
Data: sabato, 09.11.2019
Luogo: competizioni: Liceo Classico “Carducci”, via Manci 8.
premiazione: Centro Ciechi St.Raphael, Bolzano, vicolo Bersaglio 36
Programma: ore 8.45: saluto ed inizio tornei
ore 9.00 – 18.00 circa: disputa delle partite dei due tornei
ore 19.45: cena, premiazione ed intrattenimento
Le squadre partecipanti sono:

Femmine:
TB Glarus 11 CH
VSC Graz A
FC St. Pauli D
BSS Tirol A
GSDNV Bolzano 1 I
GSDNV Bolzano 2 I
GSDNV Bolzano 3 I

Maschi:
ASD OMERO Bergamo I
TB Glarus 11 CH
Nizza F
BSV München D
BSSV Salzburg A
I BSS Tirol A
I GSD NV Trento I
GSDNV Bolzano 1 I
GSDNV Bolzano 2 I
GSDNV Bolzano 3 I

Il Torball è uno sport di squadra per persone cieche ed ipovedenti. Ogni team è composto da tre giocatori. Tutti i giocatori portano occhiali neri non trasparenti. Sui due lati corti di un campo di gioco rettangolare viene posizionata una porta. Si gioca con un pallone sonoro (500 g). Il pallone deve essere lanciato in modo da passare sotto tre corde le quali sono posizionate al centro del campo sull’altezza di 40 cm. L’obiettivo del gioco è di far entrare il pallone nella porta della squadra avversaria, schivando i loro difensori. Con il successivo lancio del pallone la difesa assume il ruolo di attaccante. Durante il gioco in palestra é richiesto assoluto silenzio, data la concentrazione richiesta ai giocatori per potersi orientare tramite il senso dell’udito. La possibilità di effettuare un goal con ogni lancio, le azioni acrobatiche di difesa e la velocità del gioco fanno sí che il Torball è uno sport molto avvincente.

Info:
Gatscher Franz, Presidente: Tel. 349-6200051
Innerhofer Annemarie, membro comitato organizzativo: Tel. 347-7565700
www.torball.it

Con il gentile sostegno di:
Ufficio Sport della Provincia Autonoma di Bolzano, Ufficio per l’Integrazione Europea della Regione Trentino Alto Adige, Servizio Sport del Comune di Bolzano, Seehotel Sparer, VSS-Raiffeisen, Athesia SpA, ACS Data Systems, Hydroklima KG, Finstral AG, Langebner Gastrosystem, Tom Grünbacher Malerbetrieb, IFI SpA, Stuffer AG, A.V.I.S., Hans Spögler Larcherhof Rencio, A.LOACKER, Brauerei Forst, Latteria Merano.


Campania – Grande successo per la giornata di promozione dello sport

Si è svolta a Napoli, presso l’Istituto Colosimo, una giornata di promozione dello sport per le persone con minorazione visiva. L’iniziativa, voluta dalla Presidenza nazionale dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, ha lo scopo di sensibilizzare tutti sulla possibilità che hanno i non vedenti di praticare sport favorendo i ragazzi inseriti nella scuole, che molto spesso si fanno esonerare da questa attività, dove stenta ad affermarsi una cultura davvero inclusiva per tutti. “Ci stiamo provando con tutte le nostre forze a colmare il vuoto informativo e di conoscenza sulla vita dei non vedenti” afferma il presidente nazionale Mario Barbuto che conclude “ma abbiamo bisogno dell’attenzione e il coinvolgimento di tutti se vogliamo concretamente superare gli ostacoli”.

La giornata napoletana, ha visto la partecipazione di numerosi studenti e insegnanti oltre alle società sportive campane che svolgono attività per i non vedenti e le testimonianze di due campioni. Salvatore Urso, plurimedagliato agli ultimi campionati europei di nuoto per non vedenti, 19 anni, ha raccontato a tutti dei sacrifici quotidiani che fa per potersi allenare ma al contempo senza dimenticare lo studio e gli hobby, insomma, della vita normale di tutti i giorni. Altra testimonianza forte è stata quella di Massimo Mercurio Miranda, 59 anni napoletano, che è campione del mondo con Daniele Malerba, nella categoria B1 (non vedenti assoluti) nella specialità velistica di Match Race Homerus. L’atleta ha raccontato la bellezza e le sensazioni che si vivono in barca invitando tutti i non vedenti a praticare questo sport e lo sport in genere perché l’attività fisica aiuta a vivere meglio. Il Consiglio regionale UICI Campania ha deciso di omaggiare i due atleti con una targa ricordo che è stata consegnata loro dall’assessore alle pari opportunità e formazione della regione Campania, Chiara Marciani, che si è intrattenuta per tutta la durata della manifestazione. Altre testimonianze sono state portate da due atleti Stefano Scirocco, per il calcio a 5, e Matilde Lauria, che prima di passare alla dimostrazione di judo con i suoi atleti, ha parlato, insieme al tecnico Alfonso Beatrice, dell’equitazione. Altri interventi che si sono susseguiti sono stati quello introduttivo di Mario Mirabile, presidente Uici Napoli, prof.ssa Fiorella Colombai, dirigente dell’Istituto Colosimo, Ciro Taranto, referente nazionale della commissione sport e tempo libero Uici, Tiziana Petrosino, responsabile Istituto Colosimo, Carmine Mellone, presidente Cip Campania, Sergio Di Donato, delegato regionale Fispic, e i presidenti dei gruppi sportivi G.S.Colosimo, ASD Campania 90, ASD Caserta, ASD Noived, ASD Real Vesuviana. La giornata si è conclusa con le dimostrazioni sportive che ha visto la grande partecipazione dei presenti alla giornata di promozione sportiva.

Approvata la Mozione 158 della Regione Lazio

Riceviamo da Claudio Cola, presidente Uici Lazio, la mozione 158 approvata dalla regione

“Vi alleghiamo il testo in formato accessibile della mozione n. 158 della Consigliera Michela Di Biase, che ringraziamo pubblicamente per l’impegno profuso. Ringraziamo anche tutti i dirigenti e soci, questi per le loro testimonianze, per questo primo importante traguardo. Detta mozione si allega inoltre in formato pdf immagine, così come trasmessa dal Consiglio regionale Lazio. L’importanza di tale documento nasce dall’esigenza di venire incontro alle numerose segnalazioni dei nostri soci in materia di sanità. Sicuramente non è la soluzione ma un buon inizio per rispondere alle numerose esigenze assistenziali delle persone non vedenti. Riportiamo di seguito il comunicato della Consigliera Di Biase. Cordialmente, Claudio Cola”.

“Oggi in aula in Consiglio regionale abbiamo approvato la mia mozione, sulle difficoltà dei pazienti disabili visivi in ambito sanitario. Quattro azioni concrete: consentire che nei pronto soccorso il disabile venga accompagnato da un suo familiare o persona di fiducia là dove manchi il personale dedicato; l’opportunità di istituire presso strutture ospedaliere un apposito codice di attenzione da associare al paziente indicante la disabilità visiva; organizzare corsi di formazione e di conoscenza per il personale sanitario allo scopo di fornire un’adeguata conoscenza dei comportamenti da adottare in presenza di persone non vedenti e, infine, rendere parlanti i sistemi elimina code presenti nelle A.S.L. indispensabili sia per i non vedenti e utili anche per gli anziani. Queste quattro azioni consentiranno alle persone con disabilità visiva di accedere alle strutture ospedaliere e ai servizi sanitari vedendo affermato il loro diritto alla salute.” Consigliera Michela Di Biase.

MOZIONE.doc

MOZIONE.pdf

Formazione degli operatori, tappa fondamentale per l’inclusione

Intervista con la dottoressa Simona Fanini

Formazione degli operatori, tappa fondamentale per l’inclusione: nuovi corsi ECM al Sant’Alessio

Colloquio con Claudio Cola, presidente dell’Uici del Lazio e componente del Comitato di Programmazione e Sorveglianza del Centro Regionale Sant’Alessio di Roma.

Se c’è una scommessa per una realtà complessa come il Centro Sant’Alessio che ogni anno offre servizi a 1500 disabili visivi, anche con minorazioni aggiuntive, è quella di mantenere alto, e al passo con i progressi scientifici, il profilo degli interventi. Una scommessa e una sfida quotidiana per il Centro Regionale, che vanta importanti collaborazioni con università e centri di ricerca, e che ha messo in cantiere per il prossimo anno due corsi ECM dedicati alle professionalità interne e ai professionisti sanitari interessati al modo delle disabilità visive.

«Negli ultimi sei anni c’è stato indubbiamente un forte rilancio delle attività del Sant’Alessio: l’offerta di servizi di qualità ha portato il Centro ad essere punto di riferimento anche per la comunità scientifica che si occupa delle disabilità visive» – commenta Claudio Cola.

«Le collaborazioni con l’ISS e con le Università, tra cui spiccano La Sapienza di Roma, L’Università degli Studi dell’Aquila, la Lumsa, Roma Tre, coinvolgono dozzine di tirocinanti e laureandi che al Sant’Alessio si rapportano con professionisti preparati – aggiunge Cola – in un ambiente certamente stimolante che offre un approccio globale alla disabilità visiva e sensoriale».

Quindi l’attività formativa si rivolge ai discenti ma anche agli operatori del settore. «Parallelamente agli interventi formativi diretti a dare strumenti ai giovani che devono entrare nel mondo del lavoro, il Sant’Alessio prosegue l’attività formativa diretta agli operatori del settore – fa sapere il Presidente dell’U.I.C.I. Regionale -. Ogni primo sabato del mese presso la sede romana del Centro si svolgono seminari che mirano all’aggiornamento degli operatori che lavorano per il Sant’Alessio nelle scuole e presso il domicilio degli utenti. 

E che sarà resa più significativa con l’attivazione della piattaforma www.formazionesantalessio.it dove, oltre ai corsi dedicati agli educatori degli asili nido per prepararli ad accogliere bimbi disabili visivi, saranno erogati anche corsi di approfondimento sugli ausili».

Attività che si aggiungono a quelle del programma di Educazione Continua in Medicina e tiflologia. «Il Sant’Alessio, con il dottor Alessandro Tamino, sta preparando due corsi da sottoporre alla commissione – annuncia Cola -. Il primo riguarda “L’attivazione non visiva dei neuroni a specchio – il loro ruolo nella dinamica formativa dei non vedenti” dedicato, nelle intenzioni dei promotori, a chiunque si occupi di terapia e riabilitazione che voglia comprendere il ruolo della percezione corporea, non mediato dal canale visivo ma dagli altri sensi. Oltre al corso in presenza sono previsti interessanti laboratori al buio nella black box. 

Il secondo – prosegue il presidente Cola – su “Il contributo dell’epigenetica ai modelli riabilitativi tiflologici: l’importanza della presa in carico precoce” dedicato a chiunque si occupi di riabilitazione, in particolare tiflologica,  stabilendo le connessioni tra esperienza riabilitativa precoce e modifica dei sistemi di lettura del patrimonio genetico, in maniera stabile».  

Interessanti prospettive formative che potranno offrire anche nuove occasioni di ricerca alla comunità scientifica che gravita intorno al Sant’Alessio e migliorare, di riflesso, anche le politiche a supporto dell’inclusione.

Autonomia per non vedenti: quando la solidarietà dei professionisti diventa concreta

Colloquio con Claudio Cola, presidente dell’Uici del Lazio e componente del Comitato di Programmazione e Sorveglianza del Centro Regionale Sant’Alessio di Roma.

Se c’è una scommessa per una realtà complessa come il Centro Sant’Alessio che ogni anno offre servizi a 1500 disabili visivi, anche con minorazioni aggiuntive, è quella di mantenere alto, e al passo con i progressi scientifici, il profilo degli interventi. Una scommessa e una sfida quotidiana per il Centro Regionale, che vanta importanti collaborazioni con università e centri di ricerca, e che ha messo in cantiere per il prossimo anno due corsi ECM dedicati alle professionalità interne e ai professionisti sanitari interessati al modo delle disabilità visive.

«Negli ultimi sei anni c’è stato indubbiamente un forte rilancio delle attività del Sant’Alessio: l’offerta di servizi di qualità ha portato il Centro ad essere punto di riferimento anche per la comunità scientifica che si occupa delle disabilità visive» – commenta Claudio Cola.

«Le collaborazioni con l’ISS e con le Università, tra cui spiccano La Sapienza di Roma, L’Università degli Studi dell’Aquila, la Lumsa, Roma Tre, coinvolgono dozzine di tirocinanti e laureandi che al Sant’Alessio si rapportano con professionisti preparati – aggiunge Cola – in un ambiente certamente stimolante che offre un approccio globale alla disabilità visiva e sensoriale».

Quindi l’attività formativa si rivolge ai discenti ma anche agli operatori del settore. «Parallelamente agli interventi formativi diretti a dare strumenti ai giovani che devono entrare nel mondo del lavoro, il Sant’Alessio prosegue l’attività formativa diretta agli operatori del settore – fa sapere il Presidente dell’U.I.C.I. Regionale -. Ogni primo sabato del mese presso la sede romana del Centro si svolgono seminari che mirano all’aggiornamento degli operatori che lavorano per il Sant’Alessio nelle scuole e presso il domicilio degli utenti. 

E che sarà resa più significativa con l’attivazione della piattaforma www.formazionesantalessio.it dove, oltre ai corsi dedicati agli educatori degli asili nido per prepararli ad accogliere bimbi disabili visivi, saranno erogati anche corsi di approfondimento sugli ausili».

Attività che si aggiungono a quelle del programma di Educazione Continua in Medicina e tiflologia. «Il Sant’Alessio, con il dottor Alessandro Tamino, sta preparando due corsi da sottoporre alla commissione – annuncia Cola -. Il primo riguarda “L’attivazione non visiva dei neuroni a specchio – il loro ruolo nella dinamica formativa dei non vedenti” dedicato, nelle intenzioni dei promotori, a chiunque si occupi di terapia e riabilitazione che voglia comprendere il ruolo della percezione corporea, non mediato dal canale visivo ma dagli altri sensi. Oltre al corso in presenza sono previsti interessanti laboratori al buio nella black box. 

Il secondo – prosegue il presidente Cola – su “Il contributo dell’epigenetica ai modelli riabilitativi tiflologici: l’importanza della presa in carico precoce” dedicato a chiunque si occupi di riabilitazione, in particolare tiflologica,  stabilendo le connessioni tra esperienza riabilitativa precoce e modifica dei sistemi di lettura del patrimonio genetico, in maniera stabile».   Interessanti prospettive formative che potranno offrire anche nuove occasioni di ricerca alla comunità scientifica che gravita intorno al Sant’Alessio e migliorare, di riflesso, anche le politiche a supporto dell’inclusione.

Marche – Operatore domiciliare per bambini disabili visivi

Al via le iscrizioni per il corso Irifor nelle Marche

Cento ore di lezione per imparare a seguire con la dovuta competenza un bambino che non vede. È l’obiettivo del nuovo corso di aggiornamento per ‘Operatore domiciliare per persone con disabilità visiva’ promosso dall’Irifor (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) e dall’Unione italiana ciechi e ipovedenti delle Marche.

Le iscrizioni sono partite da qualche giorno e scadono il prossimo 15 novembre. Il corso si terrà nella sede dell’Irifor Marche, ad Ancona, in via Leopardi. Orari e cadenze saranno definiti a seconda della disponibilità di insegnanti e corsisti, mentre l’avvio è fissato per i primi giorni del prossimo anno.

Le lezioni sono rivolte a un minimo di 8 partecipanti e a un massimo di 15 candidati con cittadinanza italiana o straniera (con buona conoscenza della lingua italiana e in possesso di regolare permesso di soggiorno), e diploma di scuola media superiore.

Il corso di Aggiornamento B/AI TE.10.4.1.1 – Operatore portatori handicap, mira a fornire le necessarie conoscenze a chi vuole dedicarsi all’assistenza di giovani in età scolare con deficit della capacità visiva, anche quando si presentino con altri deficit relativi alla sfera del comportamento, alla sfera cognitiva ed alla mobilità.

“Il corso – spiega Alina Pulcini, Presidente Uici Marche e Irifor regionale – è rivolto anche tutti coloro che hanno bisogno di approfondire le proprie conoscenze e competenze o un aspetto particolare della propria formazione. Possono partecipare laureati, studenti universitari o con diploma di scuola media superiore e tutte le persone che operano nel settore o che vogliono avvicinarsi a questo genere di attività. Molti ragazzi già assistono i giovani disabili visivi ma non tutti hanno la necessaria preparazione. Le lezioni mirano proprio a fornire loro tutte quelle informazioni utili a seguire con la dovuta competenza i nostri bambini”.

Le materie trattate riguarderanno l’Area medica (10 ore) con oculistica, neurologia e neuropsichiatria, l’Area psicologica (10 ore), l’Area tiflopedagogica (15 ore), Sussidi speciali e loro utilizzo (10 ore), Logopedia (5 ore), Braille (10 ore), Informatica (10 ore), Orientamento, mobilità e autonomia personale (5 ore), Psicomotricità e sviluppo motorio (5 ore). Al termine del percorso formativo è previsto un tirocinio operativo di 20 ore.

Il corso ha un costo di 900 euro a persona ma sono disponibili voucher formativi della Regione ai sensi del DDPF n. 957/2018.

Informazioni utili al link:
https://drive.google.com/file/d/1yrquOXZlK6O_cn-Fl0nSBh8jVHYiXPyv/view?usp=sharing

Marche – Giornata nazionale del Cane Guida, Marche in primo piano

Due gli incontri con gli studenti per la terza edizione del progetto “I miei occhi sono pelosi” promosso dall’Uici regionale e dalla Commissione cani guida che sarà presente anche in Toscana in un evento in programma per i 90 anni della scuola per cani di Scandicci

Due eventi nelle scuole di Fabriano, una trasferta in Toscana per rappresentare le Marche e la partecipazione a un servizio della Tgr per sensibilizzare sulla mobilità in autonomia. L’Unione Ciechi e Ipovedenti regionale in primo piano per la Giornata Nazionale del Cane Guida con una serie di iniziative che sono partite il 15 ottobre e termineranno lunedì 21.

“La celebrazione della Giornata dedicata ai nostri accompagnatori a quattro zampe – spiega Stefania Terrè, referente regionale della Commissione Cani Guida – è iniziata con il primo incontro con le scuole nell’ambito del progetto ‘I miei occhi sono pelosi’, promosso dall’Uici Marche e dalla Commissione regionale Cani Guida e arrivato quest’anno alla terza edizione. Un appuntamento che si rinnova in località diverse e che mira a spiegare come ci si deve comportare quando si incontra un non vedente con il proprio cane, come avviene il complesso addestramento e cosa dice la legge. Per il 2019 abbiamo scelto Fabriano anche perché in quelle scuole sono presenti studenti con disabilità visiva e il nostro intervento vuole anche sensibilizzare i compagni dei ragazzi sulle difficoltà che incontra ogni giorno una persona che non vede”.

Il secondo incontro con gli istituti comprensivi di Fabriano è fissato per lunedì 21 ottobre mentre nel fine settimana l’Uici Marche sarà a Firenze per una importante ricorrenza. “Ci hanno invitato – racconta Stefania – in occasione dell’Open Day promosso per festeggiare i 90 anni della fondazione della Scuola per Cani Guida di Scandicci. Io e il mio Italo, l’accompagnatore a quattro zampe con cui vivo da tre anni, saliremo sul palco per un monologo di mezz’ora attraverso il quale ci raccontiamo con ironia. Sarà un momento emozionante oltre che utile per sottolineare la necessità del libero accesso in ogni locale pubblico di questi nostri indispensabili amici pelosi”.

Nonostante tutta la normativa in materia, infatti, si registrano ancora episodi discriminatori nei confronti dei cani guida e, di conseguenza, delle persone che accompagnano. La mobilità in autonomia di un cieco è vincolata all’utilizzo di ausili come il bastone bianco o il cane guida ed è fondamentale non ostacolare in alcun modo la sua libertà di movimento.

“Si può immaginare – sottolinea Stefania Terrè – la frustrazione di chi si vede respingere il diritto di accesso là dove tutti possono invece tranquillamente entrare. Nella nostra regione sono ancora poche le persone non vedenti che utilizzano il cane guida, circa 20, anche se nell’ultimo anno si è registrato un aumento delle richieste presso le scuole di addestramento che ci sono in Italia. Molto spesso il motivo per il quale non si ricorre al cane è la lunghezza dei tempi di attesa che variano dai due ai tre anni dal momento della domanda”.

Per concludere in bellezza le celebrazioni i rappresentanti della Commissione Cani Guida sono stati ospiti della Rai che ha realizzato un servizio per i Tg regionali.

Calabria – Il cane guida, alfiere di modernità, compagno nel quotidiano, di Pierfrancesco Greco

Autore: Pierfrancesco Greco

Emozioni e contenuti di alto livello al convegno, patrocinato dal Consiglio regionale UICI della Calabria e organizzato dalla Sezione Territoriale UICI di Reggio Calabria, presieduta dal dottor Paolo Marcianò, tenutosi ieri, 16 ottobre, Giornata nazionale del cane guida, nella mattinata della città calabra antistante lo Stretto, all’interno dell’Aula Magna dell’Università per Stranieri “Dante Alighieri”, il cui svolgimento ha offerto un vivido racconto esperienziale, scientifico e normativo su quello che è l’anelito più impegnativo, e nel contempo, più toccante, per chi non ha la possibilità di cogliere con gli occhi l’esteriorità della realtà mondana: vivere pienamente e autonomamente il grande romanzo dell’esistenza.

Una bella giornata di sensibilizzazione, celebrata con un simposio nobilitato da ospiti illustri e autorevoli relatori, i quali hanno efficacemente delineato la centralità di un ausilio, qual è il cane guida, che, per i non vedenti, assurge a indefettibile caposaldo del vivere quotidiano, non solo perché è l’occhio sul mondo per la persona che a lui si affida, che a lui affida la propria possibilità di muoversi, di camminare, di vivere lo spazio circostante, con le opportunità, con le emozioni in esso alberganti, ma anche per il suo essere amico fedele in ogni momento, fugando ogni possibile accenno di solitudine: il convegno, dal tema “Cane guida: Amico… Compagno per la Vita!”, organizzato dalla Sezione Territoriale UICI di Reggio Calabria, presieduta dal dottor Paolo Marcianò, e tenutosi ieri, 16 ottobre, Giornata nazionale del cane guida, nella mattinata della città calabra antistante lo Stretto, all’interno dell’Aula Magna dell’Università per Stranieri “Dante Alighieri”, ha offerto un vivido racconto esperienziale, scientifico e normativo su quello che è l’anelito più impegnativo, e nel contempo, più toccante, per chi non ha la possibilità di cogliere con gli occhi l’esteriorità della realtà mondana: vivere pienamente e autonomamente il grande romanzo dell’esistenza. Un racconto enucleatosi attraverso articolati contributi e circostanziate relazioni, che hanno accompagnato la celebrazione di ieri, patrocinata dal Consiglio regionale UICI della Calabria, presente col suo massimo dirigente, Pietro Testa, e con Luciana Loprete, vicepresidente regionale, nonché presidente della Sezione Territoriale di Catanzaro, e ospitata dal summenzionato ateneo reggino, da un’istituzione che, essendo aperta alle culture, alle sensibilità, alle provenienze esogene, è “un presidio d’integrazione”, adoperando le parole del rettore, professor Salvatore Berlingò, il quale non ha fatto mancare il proprio saluto ai convegnisti, la cui appassionata partecipazione al meeting, moderato dalla dottoressa Francesca Barranca, Consigliere UICI della Sezione Territoriale di Reggio Calabria, ha reso speciale la giornata, che ha registrato anche la partecipazione dei componenti il Consiglio territoriale UICI reggino, tra cui la vicepresidente Francesca Marino, il presidente onorario Fortunato Pirrotta e i consiglieri Salvatore Parisi e Franco Barillà, del Consigliere regionale UICI Armando Paviglianiti, e, in rappresentanza della Polizia di Stato, del Vice Questore di Reggio Calabria, dottor Luciano Rindone. “Una giornata che – come spiegato dalla dottoressa Annamaria Palummo, Consigliere nazionale dell’UICI – ha un significato particolare, contestualmente alla quale, il presente simposio ha una valenza peculiare, introdotta dal tema: Il cane guida… Amico… Compagno per la Vita. Già, in esso, c’è tutto: il cane guida è veramente un compagno di vita per coloro ai quali gli occhi non regalano la luce. Il tema pone in evidenza, e in ciò sta la peculiarità del taglio impresso al convegno, un elemento ovvio, per noi addetti ai lavori, ma purtroppo socialmente trascurato, ovvero il carattere, la funzione totalizzante, che, nell’universo esistenziale del non vedente, assume il cane guida. Ma andiamo per ordine. Il cane guida, per la persona non vedente, è un ausilio insostituibile; un ausilio, che, purtroppo, in Calabria, rispetto a tutte le altre Regioni, si utilizza poco. Questo perché, paradossalmente, il cane può giungere a costituire un ostacolo, venendo spesso non accettato nei meandri del consesso sociale, in barba alle leggi esistenti al riguardo, le quali permettono l’accesso in tutti gli esercizi pubblici, nelle strutture, sui mezzi di trasporto” come evidenziato, durante i lavori, anche dall’avvocato Annunziato Denisi, consulente legale dell’UICI, il quale, partendo dall’illustrazione della legge n. 37 del 1974, che, per l’appunto, consente l’accesso del cane guida sui mezzi e nei luoghi aperti al pubblico, ha accuratamente argomentato in merito alla normativa internazionale che prevede questa possibilità, nonché relativamente alle detrazioni fiscali sui costi di mantenimento e sull’acquisto del cane guida, soffermandosi, inoltre, su uno specifico disegno di legge regionale, presentato dal Consiglio regionale UICI della Calabria, e sul dovere della persona che si avvale del cane guida di accudire al meglio il proprio amico a quattro zampe. Insomma, l’impianto normativo esiste, ed è pure esaustivo, in merito al cane guida e alla questione della sua accessibilità. Eppure quest’accessibilità non sempre assume fattualità, scontrandosi con assurde barriere mentali; le barriere che inducono a rifiutare il cane e, con esso, la persona, determinando un’esecrabile forma di discriminazione, figlia di una cultura bloccata, chiusa, gretta, foriera di un anacronismo valoriale, di fronte a cui occorre tenere la guardia alta, promuovendo ogni misura, ogni azione possibile finalizzata a relegare tra i refusi del passato, stavolta definitivamente, quella superficialità, quell’indifferenza, quel pregiudizio, tutti quei disvalori marginalizzanti i ciechi e gli ipovedenti, e la disabilità nel suo complesso. “In questo senso – ha affermato la dottoressa Palummo –, il cane guida è un alfiere di modernità, relativamente a cui l’UICI lavora costantemente, al fine di rendere il più possibile sostenibile, per chi lo sceglie come aiuto quotidiano, la sua adozione, il suo mantenimento e la sua cura; un alfiere di modernità che è un amico fedele per i non vedenti, un amico che è facile ottenere e attraverso il quale è facile appropriarsi di una gratificante autonomia, della dolcezza contrassegnante la libertà, insostituibile compagna della dignità, della felicità, della realizzazione di ogni essere umano. Sì, siamo arrivati al punto: il cane guida, per il non vedente, è libertà; in questo senso, il cane guida è realmente un compagno per la vita, la luce in grado di scaldare la gioia, di schiarire le difficoltà, di dare colore al grigiore che, altrimenti, egemonizzerebbe i nostri momenti. Un compagno per la vita, la cui adozione deve trovare maggior diffusione, essendo, essa, una delle strade principali da percorrere verso l’obiettivo di una sempre maggiore integrazione, sociale e professionale dei non vedenti, che, poi, è l’obiettivo a cui la nostra attività, come UICI, è, da quasi cento anni, votata. Un’attività che, del resto, ha nella promozione dell’adozione del cane guida una precipua direttrice e afferentemente a cui è, naturalmente, indispensabile un lavoro collettivo, veicolante instancabilmente un messaggio: l’handicap visivo è quello che creiamo noi, nel momento in cui ci relazioniamo con gli altri; il limite sensoriale, invece, è un limite che può essere superato attraverso diversi ausili, tra i quali un posto distinto è occupato dal cane guida”. Un ausilio eccezionalmente efficiente, che, tuttavia, a volte, suscita timore, diffidenza, dubbi; stati d’animo, questi, totalmente ingiustificati, cagionati dalla non conoscenza, quindi, da un nostro limite, da un ostacolo eretto dalla nostra mente, nella nostra mente, come asserito dalla dottoressa Lavinia Garufi, rappresentante del centro tiflodidattico della Calabria. Un ostacolo da abbattere con la documentazione, con l’informazione, con la presa di coscienza sulle peculiarità di questi cani, il cui addestramento viene curato in strutture di eccellenza, come quelle di Messina, ove è attivo il rinomato Centro Helen Keller, e di Firenze; vere e proprie scuole, dove – ha spiegato l’avvocato Denisi – gli amici a quattro zampe vengono preparati, da personale altamente qualificato, a vivere con la persona non vedente ogni momento della giornata, in un legame molto stretto, assicurando un’adeguata autonomia di movimento e restando, in ogni circostanza, sicuri punti di riferimento; questo, attraverso metodiche volte a rendere questi cani tranquilli, calmi, pronti ad adempiere il compito delicato che viene loro demandato. Essi non solo guide: sono compagni di svago e di lavoro, sono aiuto continuo, sono una presenza rasserenante, una figura, sì, una figura per nulla aggressiva, per nessuno aggressiva, come emerso dalla testimonianza del Signor Antonino Rosace, referente della commissione regionale cani guida dell’UICI, che ha “raccontato” la perfetta simbiosi instauratasi col suo cane Whisky. “Il cane guida – ha concluso la dottoressa Palummo – è, dunque, una figura da rispettare, da accogliere, tenendo sempre presente che accogliendo il cane si accoglie, si accetta e si aiuta la persona non vedente; accogliendo il cane guida si contribuisce a destrutturare ogni paradigma pregiudiziale verso ciò che non si conosce; accogliendo il cane guida si cresce eticamente e si fa crescere il senso morale di una società. Ecco perché noi teniamo a questa giornata di sensibilizzazione: perché vogliamo che si veicoli un messaggio positivo di cultura di accesso, di cultura che include, di cultura confutante ogni forma di discriminazione, di cultura donante linfa ai nobili valori dell’uguaglianza, della libertà, dell’amore”. Quei valori che danno linfa alla nostra esistenza di sorelle e fratelli accomunati dal desiderio di vivere intensamente i tempi della nostra vita, del nostro dono più bello.

Convegno cane guida Reggio Calabria - 16 ottobre 2019 . Foto di Pf Greco

Convegno cane guida Reggio Calabria – 16 ottobre 2019 . Foto di Pf Greco

Bolzano – Assemblea autunnale UICI sez. Alto Adige, di Valter Calò

Autore: Valter Calò

Bolzano, 15 ottobre 2019, ore 15:00, Centro ciechi San Raffael.

Dopo il mio benvenuto e i doverosi saluti ai numerosi partecipanti, ho iniziato sottolineando l’importanza della nostra associazione che in Provincia risulta essere una tra le più grandi se non la più grande per numero di soci e per le sue molteplici attività.

Pochi giorni prima della nostra Assemblea, ho ricordato ai partecipanti che si è svolto un convegno sul tema “disabilità e lavoro”, programmato e gestito dalla Consulta sulle Disabilità del Comune di Bolzano, in questo seminario siamo stati attivi e presenti, gestendo il dovuto spazio tra i relatori. In questa manifestazione, abbiamo suggerito che la Consulta rappresenti per i disabili un organismo vincolante e non solo consultivo per l’operato della politica locale, abbiamo inoltre suggerito che vengano considerate ed istituite le figure di Disability Manager, figure divenute indispensabili sia nella gestione che nella risoluzione di varie problematiche che possano insorgere intorno e alle persone con disabilità nel posto di lavoro. Alla fine del seminario abbiamo ricordato che le persone disabili non sono articoli di legge, ma persone che spesso vivono in primis o secondariamente, un loro piccolo grande dramma; non vogliamo essere compatiti, ma chiediamo di trovare le persone giuste al posto giusto che sappiano ascoltarci, capirci.

La sezione UICI Alto Adige, segue e partecipa attivamente a risolvere le problematiche di circa 1300 persone con disabilità visiva, cieche e ipovedenti di tutte le età, tra i quali circa 800 sono nostri soci; ho ricordato l’importanza dell’associazione e dello spirito collegiale e di cooperazione che non deve mai essere tralasciato, nell’interesse di tutte le persone con disabilità visiva.

Il Consiglio Direttivo è molto attivo, ogni consigliere ha un suo preciso incarico che segue interfacciandosi e confrontandosi con gli altri componenti durante i numerosi Consigli di Sezione che si svolgono durante l’intero anno.

Ho sottolineato l’attiva collaborazione che la nostra sezione ha con la sede Nazionale dell’UICI e la presenza del nostro Presidente dr. Mario Barbuto che ogni volta in cui è stato chiamato in causa è sempre stato disponibile, collaborando e aiutandoci a risolvere i nostri problemi.

Inizia cosi l’Assemblea autunnale della nostra sezione con il primo punto che prevede la nomina del Presidente e vice Presidente della giornata dei lavori.

Ho chiesto a Gabi Bernard se voleva assolvere questo importante compito, Gabi ha risposto affermativamente evidenziando la felicità nel rivestire questo importante ruolo, secondariamente mi sono rivolto all’assemblea chiedendo di avvallare questo incarico, l’Assemblea ha accettato ad unanimità.

Con la stessa procedura ho chiesto a Monica Bancaro di ricoprire il ruolo di vice Presidente, Monica e l’Assemblea hanno accettato.

Ho passato così il microfono a Gabi Bernard, Presidente dell’Assemblea che con autorità e responsabilità è passata da un punto programmatico all’altro.

Il suo primo compito è stato quello di proporre all’Assemblea gli incarichi istituzionali quali gli scrutinatori, 3 vedenti e 2 minorati della vista e 3 Questori, l’Assemblea ha approvato.

Si è passati così alla lettura, e il doveroso dibattito della Relazione Programmatica 2020, l’Assemblea ha approvato all’unanimità.

Il passo successivo, la presentazione del budget 2020, dopo la lettura è stata chiesta ancora la sua votazione, l’Assemblea ha approvato ad unanimità.

Tutti i documenti sono stati letti dalla nostra economa Patrizia Cappello, in italiano e in tedesco.

In ogni assemblea, uno dei punti programmatici che mi coinvolge maggiormente, sono le varie, dove si apre il dialogo con i soci, si ascoltano con attenzione critiche, proposte, idee e i complimenti verso l’operato dell’ufficio sezionale e i componenti del Consiglio.

Alla fine di questa importante tavola rotonda, dopo l’appello è stata offerta una merenda dalla loro e nostra sezione Alto Adige.

L’Assemblea è un giorno molto importante per condividere assieme ai soci la direzione da intraprendere oltre che una bella occasione per incontrare nuovi soci o discutere serenamente su vecchi problemi con loro.

I lavori si sono chiusi alle 16:25 ed è iniziato cosi il Time conviviale, i soci si sono trattenuti sia internamente che esternamente al Centro ciechi San Raffael, la nostra casa, la casa delle persone con disabilità visiva in Alto Adige.

Il Presidente Valter Calò