Museo Omero – Tre temi coraggiosi per il numero 15 di Aisthesis

Voglio toccare ed essere toccato- non vedo ma fotografo- accessibilità totale online

Il tatto è certamente una lingua universale. Tutti abbiamo bisogno di toccare ed essere toccati. Da queste premesse parte il primo intervento pubblicato in “Aisthesis: scoprire l’arte con tutti i sensi” nel numero 15 della Rivista vocale del Museo Omero. “Da qualche tempo, però, il tatto è sottoposto a una sorta di proibizionismo: è un periodo difficile per il più importante dei sensi. La pandemia lo ha reso tabù, insieme alla tosse e agli starnuti in pubblico. Mentre le persone che si ammalano di covid-19 possono perdere l’olfatto e il gusto, il tatto è il senso che è stato sottratto a quasi tutti noi, positivi o no, sintomatici o no, ricoverati o meno.”
È questo quello che indica Laura Crucianelli, ricercatrice in Neuroscienze presso il Karolinksa Institutet di Stoccolma, nel suo articolo titolato “Il contatto indispensabile”, riportando gli ultimi dati scientifici. “Dall’inizio della pandemia, infermieri e medici hanno parlato di come questa caratteristica unica del tatto li abbia aiutati a comunicare con i pazienti. Quando non potevano parlare, sorridere o essere visti a causa del loro equipaggiamento protettivo, avevano sempre la possibilità di dare una pacca sulla spalla, tenere una mano per rassicurare i pazienti e fargli capire che non erano soli. Una volta entrati nella normalità post-pandemica, poter toccare gli altri sarà una priorità: per costruire nuove relazioni, rafforzare quelle esistenti, andare verso un mondo migliore.”

Roberto Scano, Fabrizio Caccavello, Sauro Cesaretti, che hanno anno realizzato il progetto del nuovo sito web del Museo Omero, ne descrivono i nuovi standard di accessibilità, le funzioni ampliate e diversificate senza penalizzare minimamente la grafica e l’aspetto estetico. Il gruppo di lavoro ha visto la consistente partecipazione del Settore Comunicazione del Museo per adeguare la funzionalità alle differenti tipologie e alle differenti letture dell’ampio pubblico di utenti. Un lavoro molto importante è stato fatto nella sezione dedicata alle opere. La catalogazione è stata interamente ripensata rispetto al sito precedente, catalogando le opere in modo che siano collocate seguendo l’itinerario reale che il visitatore compie in presenza. Un vero ed utilissimo elemento di novità.

Chiude questo numero della Rivista l’intervento di Gerald Pirner, saggista e fotografo, “Dal toccare uno squarcio”, da cui si riesce a comprendere come un non vedente possa approcciarsi alla fotografia. Recentissima e di successo la sua mostra nella Galleria Fhoch3 di Berlino, con dieci autoritratti, corredati di testi, in parte concetti che stanno alla base delle immagini, in parte descrizioni poetiche che l’autore stesso ha registrato con la propria voce e che possono essere ascoltate tramite il codice QR dal telefono cellulare. Si passa dal suo primo autoritratto, che narra il processo della propria cecità causata dalla retinite pigmentosa, alla riduzione dell’autoritratto a un’unica posa, fino ad arrivare a dare immagine a concetti di forte spiritualità. Queste opere, nella loro frammentazione, rappresentano il toccare cieco che strappa l’immagine dalla tridimensionalità per portarla alla bidimensionalità protettiva della fotografia.

La Rivista del Museo Omero si può leggere ed ascoltare nel sito web www.museoomero.it.