Un Presidente breve e fortunato, di Mario Barbuto

Autore: Mario Barbuto

Mai la nostra Unione ha ricevuto tanto in così poco tempo!
Parafrasando Winston Churchill, questa frase sintetica e un po’ scherzosa, riassume i diciotto mesi della mia presidenza.
Un Premio Braille affollato e divertente, nel teatro più antico e famoso di Roma.
Un’udienza con Papa Francesco, alla presenza dell’intero Consiglio Nazionale.
Una udienza privata con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Una Legge di Stabilità che ci assegna quasi otto milioni annui per i prossimi tre anni.
Una lotteria nazionale concessa finalmente, per la prima volta, che ha venduto un milione di biglietti in tutta Italia.
Un Centro di alta specializzazione dedicato alle disabilità plurime, al quale abbiamo finalmente dato la sede dopo dieci anni di attesa, salvando il contributo straordinario di cinque milioni dal rischio di restituzione forzata allo Stato.
Una presidenza nazionale del Forum Italiano della Disabilità recuperata e conservata alla nostra Unione quando già era stata assegnata ad altri.

Questi i dati salienti e più rilevanti della mia presidenza, ancorché troppo breve, sebbene tanto intensa.

Sul piano associativo e organizzativo:

Abbiamo distribuito solo quest’anno oltre un milione e mezzo di Euro alle nostre strutture regionali e sezionali sul territorio.
Abbiamo finanziato corsi di formazione e campi estivi per più di un milione di Euro.
Abbiamo consegnato cento computer alle sedi regionali Irifor per potenziare le attività corsuali.
Abbiamo dato il via a un master universitario di Alta Formazione rivolto alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi, per farne dei manager di strutture del terzo settore, con la speranza e la volontà di impiegarne le capacità all’interno della nostra organizzazione.
Abbiamo aggiornato lo statuto dell’Irifor e stiamo eseguendo il più profondo lavoro di riordino dello statuto della nostra Unione che sia mai stato compiuto.
Abbiamo istituito un ufficio nazionale per il fund-raising e la progettazione europea e un Servizio di Orientamento al Lavoro.
Abbiamo costituito un Ufficio Nazionale per la tutela dei diritti delle persone con disabilità e un Istituto Nazionale di Promozione e Valutazione degli Ausili e delle Tecnologie, che desideriamo consegnare all’attenzione del congresso e offrire alla prossima dirigenza associativa quale opera da edificare e consolidare.

Abbiamo sempre agìto e operato nel rispetto assoluto del principio di collegialità in seno agli organi associativi, con maggioranze amplissime sia in Direzione, sia nel Consiglio Nazionale, nella ferma convinzione che oggi non è più tempo per un “uomo solo al comando”.

Il “tanto” che rimane ancora da fare, potrà dunque innestarsi efficacemente su quel che già è stato fatto, per dare alla nostra Unione la necessaria continuità di programma e di obiettivi, senza pause e interruzioni che avrebbero soltanto effetti negativi di rallentamento dell’azione della Presidenza, della Direzione e del Consiglio Nazionale.

Piuttosto che perdermi in vaghe e troppo facili promesse;
piuttosto che sfogliare la margherita dei desideri, ben sapendo che l’erba voglio e l’erba vorrei, non crescono nemmeno nei giardini del re;
preferisco offrire al nostro corpo associativo e al nostro Congresso una prospettiva di lavoro e di impegno a partire dai dati di fatto e dai risultati ottenuti.
La via dei prossimi anni è tracciata!
Basta continuare a seguirla con la tenacia, il coraggio e la prudenza di oggi e di sempre.

Dobbiamo saper riportare nella grande famiglia dell’Unione quei cinquantamila soci che abbiamo perduto nei primi dieci anni del ventunesimo secolo.
Dobbiamo tutelare e difendere tutte le nostre sezioni sul territorio e rafforzare i nostri consigli regionali.
Dobbiamo liberare i nostri dirigenti dall’oppressione di una burocrazia di procedure spesso inutili e comunque pesantissime.
Dobbiamo rinnovare la nostra classe dirigente e offrire spazi di lavoro a un numero sempre maggiore di nostri soci che desiderano dare il proprio contributo.
Dobbiamo continuare a valorizzare l’esperienza e la competenza dei tanti che, in esclusivo spirito di servizio, hanno aiutato fin qui a “tirare la carretta”.
Dobbiamo dare alla nostra struttura nazionale un ruolo di supporto e di servizio a disposizione dei dirigenti del territorio e di tutti i ciechi e ipovedenti italiani.
Dobbiamo dare valore alla Direzione e al Consiglio Nazionale, rendendoli sempre più partecipi e protagonisti delle più importanti scelte associative.
Dobbiamo assegnare alle Commissioni nazionali quel ruolo propositivo che troppe volte, fin qui, è rimasto soltanto sulla carta.
Dobbiamo rispetto e considerazione per tutti quei presidenti sezionali e regionali che si spendono e spendono ogni giorno il tempo prezioso della loro vita per dare gambe, braccia e voce all’Unione in ogni angolo d’Italia.

E infine, in pochissime parole, i temi e le priorità dell’agenda associativa dei prossimi anni:

tutela dei Diritti, persone con disabilità plurime, scuola, lavoro, formazione, mobilità, ipovedenti, persone anziane, giovani, pari opportunità, cultura, tempo libero, sport, turismo accessibile, unità tra le associazioni, azione comune delle federazioni, costruzione del fronte della solidarietà sociale.

In conclusione, ogni persona di buon senso che sia ancora incerta sull’orientamento da prendere, si chieda semplicemente per quale mai ragione un presidente in carica soltanto da diciotto mesi debba già essere cacciato e sostituito.
Forse in questi pochi mesi di presidenza egli ha commesso tali e tanti tragici errori da giustificarne la necessità di allontanarlo e rimpiazzarlo?

Se la risposta è sì, allora si cerchino altrove e in altra persona le competenze, le capacità e la fortuna che questo presidente ha dimostrato di non possedere.
Se invece la risposta è no, allora basta compiere scelte che assicurino continuità e certezze alla nostra Unione, in un momento nel quale, cambiare la guida nazionale a ogni piè sospinto, non appare nemmeno un lusso, ma solo un ingiustificato capriccio.

Mario Barbuto
Presidente Nazionale

Quadri tattili alla Pinacoteca Nazionale di Palazzo dei Diamanti di Ferrara, di Alessandra Mambelli e Antonio Francesco D’Alema

Autore: Alessandra Mambelli e Antonio Francesco D’Alema

Già dal 2014, la sezione ferrarese dell’Uici ha intrapreso una felice collaborazione con la Pinacoteca Nazionale – sede di Palazzo dei Diamanti di Ferrara, in particolare con la signora Rita Cassani, dipendente del Polo Museale dell’Emilia Romagna. Rita, dopo aver frequentato diversi corsi teorico-pratici sia presso il museo Omero di Ancona, sia all’interno del museo Anteros di Bologna, ci ha coinvolto in una stupefacente avventura. Infatti periodicamente Rita ci propone nuove tavole tattili, che riproducono piantine della città e degli edifici, quadri presenti in pinacoteca e dettagli dei quadri medesimi. A noi spetta il compito di fornire le iscrizioni in braille, etichette e testi illustrativi, che rendono fruibili le opere. Nel giro di un anno sono così già stati realizzati tre “libri tattili”, che riproducono due piantine e sette quadri, in tutto una ventina di tavole, la cui caratteristica è quella di essere da un lato molto chiare, dall’altro estremamente piacevoli al tatto.
Va inoltre sottolineato che l’impegno della signora Cassani sta già facendo scuola. A Ferrara una giovane tirocinante – Elisa Begliomini – ha già realizzato quattro tavole tattili all’interno di Casa Romei, un edificio storico della nostra città. Sappiamo poi che molti hanno già ammirato le citate realizzazioni e sicuramente tra operatori dei servizi museali si sono già scambiati idee e suggerimenti.
A testimonianza dell’efficacia dei quadri tattili, presentiamo di seguito l’articolo che un nostro socio ha redatto dopo una delle visite guidate che Rita Cassani periodicamente propone.
“Questa visita guidata alla Pinacoteca Nazionale di Palazzo dei Diamanti di Ferrara, ha avuto luogo, come da programma, domenica 20 settembre. L’esperienza che il sottoscritto Antonio Francesco d’Alema (ipovedente) e il signor Renzo Rimessi (non vedente) hanno vissuto è stata davvero molto entusiasmante e coinvolgente, grazie anche alla professionalità e alla passione nella conduzione della visita guidata da parte della signora Cassani.
Abbiamo iniziato con il primo libro tattile, il quale contiene la mappa della città di Ferrara e quella della pinacoteca. L’entro mura cittadino è rappresentato con le sue arterie principali, poste accuratamente in rilievo, ed evidenziando la posizione dei monumenti più importanti: il Palazzo Diamanti (sede della pinacoteca) ed il Castello. Il tutto corredato da iscrizioni in Braille, con una cura dei particolari davvero meticolosa, come ad esempio la riproduzione del fiume Po di Volano che passa a sud delle Mura di Ferrara.
Negli altri due libri tattili abbiamo preso in visione in particolare tre opere.
In primo luogo ci siamo accostati ad una “Madonna con il bambino” del Coltellini, un notevole pittore del ducato estense. La trasposizione tattile, davvero ricca di dettagli, è stata eseguita prima nella totalità dell’opera e poi, in altre due tavole, focalizzandosi su particolari degni di nota da un punto di vista artistico: l’aureola dorata della vergine, la mano benedicente del bambino.
Successivamente abbiamo potuto gustare tattilmente un quadro della scuola di Cosmè Tura ritraente la Musa Urania. E anche qui la scelta azzeccata di presentare prima il dipinto nella sua integrità e poi nei vari “zoom”. Ad esempio, una tavola è stata dedicata all’ingrandimento dell’unicorno, animale mitico prescelto dal duca Borso, a simbolo e a benedizione dell’opera di bonifica delle terre palustri. Nella tavola sono riprodotti ingranditi l’albero sullo sfondo, l’acqua in cui l’unicorno immerge il suo corno, lo steccato rappresentante gli argini del Po, tutti dettagli che non sarebbero percepibili a dimensioni reali.
L’ultima opera visionata è stata la “Madonna con il bambino”, sempre della scuola di Cosmè Tura. Aspetti significativi in questo caso sono risultati da un lato il ritratto dei volti, sorridenti, dall’altro la sproporzione esistente tra i due personaggi, a sottolineare la maggiore importanza del Cristo. Va sottolineato che questa sproporzione è molto evidente anche al tatto, non solo alla vista.
Rita Cassani ci ha spiegato che la cosa più ardua da fare in questi lavori di trasposizione delle opere d’arte in libri tattili fruibili da utenti non vedenti è la resa delle espressioni del viso, come nell’esempio dell’ultimo dipinto visionato, perché appunto ancora non si sa come riuscire a sottolineare questo dettaglio. La scelta dei quadri da trasporre, impresa che, è bene ricordarlo, richiede mesi di duro lavoro, non è dunque casuale: si scelgono quelle produzioni i cui dettagli risultino artisticamente significativi, ma devono essere opere dove non ci siano più di due soggetti e senza paesaggi, altrimenti la resa sarebbe impossibile.
Il materiale utilizzato è povero e di facilissimo reperimento: cartoni, domopak, stoffe varie, perline, etc. Tutto materiale di risulta che trova un nuovo impiego, didatticamente efficacissimo, se impiegato con capacità ed inventiva, come Rita Cassani sa fare, lavorando con alacrità e convinzione. Fortunatamente anche la direzione della pinacoteca sta riconoscendo il valore del progetto di Rita e le concede gli spazi necessari. Simpatico è il fatto che anche tra i colleghi di Rita si è scatenata una sorta di competizione solidale, per cui tutti si affannano a portarle del materiale dalle loro case perché possa rivivere nei libri tattili che anche noi abbiamo visto e toccato in Pinacoteca.
Il progetto di Rita Cassani include un’altra idea davvero molto innovativa: quella di apporre a margine di ogni opera tattile un “QR code” che, per mezzo di un’applicazione per smartphone, permetta l’ascolto della spiegazione dell’opera stessa. Per problemi di carattere tecnico, questo supporto non è ancora stato realizzato. Si cercherà comunque di giungere all’implementazione anche di questo servizio anche perché, oltretutto, ne potrebbe trarre vantaggio qualsiasi utente, vedente o non vedente, purché dotato di smartphone.”

Alessandra Mambelli e Antonio Francesco D’Alema

Rubrica di Slash Radio “Chiedi al presidente”, di Mario Barbuto

Autore: Mario Barbuto

Care amiche, cari amici, per non intralciare le trasmissioni della rubrica congressuale da Chianciano a Chianciano, questo mese, eccezionalmente, la nostra rubrica “Chiedi al Presidente” verrà trasmessa mercoledì 30 settembre a partire dalle ore 15,00, fino alle 16,00, sempre tramite il nostro canale web di Slash Radio.
Durante la trasmissione, nel mio ruolo di Presidente Nazionale, risponderò in diretta a tutte le domande che gli ascoltatori vorranno rivolgermi.
Le domande saranno libere, senza filtri e potranno toccare tutti gli aspetti della nostra attività associativa e tutti i temi concernenti la vita dei ciechi e degli ipovedenti italiani. Le modalità di contatto per indirizzare le domande o intervenire in trasmissione, sono:
via email, all’indirizzo chiedialpresidente@uiciechi.it
tramite modulo web, all’indirizzo http://www.uiciechi.it/radio/radio.asp
per telefono, in diretta, ai numeri 06-6998-8353 / 06-6791-758

Vi attendo numerosi per dare vita insieme a un dialogo diretto che possa aiutarci a crescere e a migliorare.

Mario Barbuto

Convegno Nazionale “Leggere: come si può’?”. Roma 1° ottobre 2015. Biblioteca dell’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario. Via Milano, 76. Ore 9.30

L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS, in collaborazione con il Centro Nazionale del Libro Parlato, la Biblioteca Italiana per Ciechi “Regina Margherita” di Monza e la Fondazione LIA, Libri Italiani Accessibili, con il patrocinio della Regione Lazio e del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, organizza un  convegno dal titolo:
LEGGERE: COME SI PUO’?
L’evento si terrà a Roma giovedì 1° ottobre ore 9.30 presso la Biblioteca dell’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario – Via Milano, 76.
RadioRadio sarà media-partner dell’incontro.
Parteciperanno scrittori, giornalisti, personalità del mondo dello sport, dello spettacolo e della cultura tra i quali ci piace qui segnalare  il Prof. Mario Tozzi, autore del libro “Tecnobarocco” e la scrittrice Sara Rattaro, vincitrice del Premio Bancarella 2015.
Nel corso dell’incontro consegneremo un riconoscimento simbolico a tre volontari donatori di voce che operano da tantissimi anni a favore del nostro Centro Nazionale del Libro Parlato e ad alcuni nostri fantastici speakers, collaboratori di lunga data.
E’ inoltre previsto un percorso guidato che ci consentirà di conoscere preziosi reperti custoditi all’interno del Museo della Storia e della Conservazione del Libro.
I cani guida sono bene accetti.
Vi invitiamo a partecipare numerosi.
Di seguito, il programma completo dell’evento.
9.30 Apertura dei lavori
Luisa Bartolucci
Direzione Nazionale Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Ilario Di Giovambattista
Direttore Editoriale RadioRadio

9.35 Saluto di Marina Bicchieri
Direttore del Laboratorio di Chimica dell’Istituto Centrale per il Restauro
e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario

9.45 Saluto di Mario Barbuto
Presidente Nazionale Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS

9.50 Saluto di Pietro Piscitelli
Presidente Biblioteca Italiana per Ciechi “Regina Margherita”

9.55 Saluto di Cristina Mussinelli
Segretario Generale Fondazione LIA

10.00 Mario Tozzi
Scrittore, geologo e Primo Ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche
Presentazione del volume “Tecnobarocco”

10.30 Salvatore Romano
Direzione Nazionale Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Modalita’ e criticita’ nell’accesso alla lettura di ciechi e ipovedenti

10.55 Giacomo Elmi
Capo Servizio Centro Nazionale del Libro Parlato
Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Centro Nazionale del Libro Parlato: la pagina si fa voce

11.10 Susanna Marcellini Giornalista e scrittrice
Roberto Pruzzo Opinionista
Sandro Tovalieri Allenatore
Presentazione del volume: “Bomber”. La storia di un numero nove normale (o quasi)

11.35 Coffee break

11.45 Maria Rita Zaldini
C.d.A. Biblioteca Italiana per Ciechi “Regina Margherita”
La Biblioteca per Ciechi “Regina Margherita”: una istituzione al servizio dell’istruzione e della cultura

12.05 Roberto Renga Giornalista e scrittore
Chiara Bottini Scrittrice
Stefano Molinari Attore
Presentazione del volume: “La partita del diavolo”

12.30 Cristina Mussinelli
Segretario Generale Fondazione LIA
Fondazione Lia: lettura accessibile e digitale

12.50 Sara Rattaro Scrittrice
Presentazione del volume: “Niente e’ come te” (Premio Bancarella 2015)

13.20 Premiazione volontari e speaker del Centro Nazionale del Libro Parlato dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS

13.35 Presentazione percorso guidato al materiale della collezione dell’ICRCPAL a cura del Laboratorio di Restauro, Direttore Lucilla Nuccetelli

Conclusioni

Al termine: percorso guidato

Per informazioni e prenotazioni:
E-mail ustampa@uiciechi.it
Tel. 06-6998-8350 – 06-6998-8376 – 06-6998-8339 – 06-6998-8417.
L’evento verrà trasmesso in streaming audio dalla nostra Slashradio.
Per ascoltarci, andare al seguente link:
http://www.uiciechi.it/ascoltaslashradio.asp
oppure raggiungerci dalla pagina web
http://www.uiciechi.it/radio/radio.asp
e seguire il link “ascolta la trasmissione”

Cittadini innanzitutto! – La parola ai diritti. Dall’Assistenza alla Cittadinanza consapevole, di Mario Barbuto

Autore: Mario Barbuto

Questo il titolo scelto per il XXIII Congresso dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti che si terrà a Chianciano Terme dal 5 all’8 novembre.
Questo il tema che caratterizzerà l’appuntamento congressuale e coinvolgerà positivamente l’intero corpo associativo nei prossimi cinque anni.
Un tema forte, significativo, unificante. Preliminare a ogni ulteriore azione rivendicativa di tutela della categoria e portatore di progresso civile.
Un tema che può essere proposto, accolto e condiviso all’interno di quel fronte ampio e variegato che abbiamo voluto chiamare della «solidarietà sociale», al fine di compiere significativi passi verso l’auspicata azione comune e coordinata in grado di dare peso ed efficacia sempre maggiori alla nostra funzione di rappresentanza dell’intero mondo della disabilità.
Un tema di fondo e di principio, dal quale partire per declinare in modo coerente la gamma dei diritti umani basilari non negoziabili quali il diritto all’istruzione, al lavoro, alla cultura, alla mobilità, alla dignità, alla cittadinanza.
Un messaggio forte e chiaro da affidare in eredità ai dirigenti associativi che il congresso vorrà eleggere, in totale libertà e nella sua sovranità.
Una cornice caratterizzata da quasi cento anni di Storia associativa unitaria, entro la quale ricollocare tutte le nostre iniziative finalizzate alla tutela e alla rappresentanza dei ciechi e degli ipovedenti italiani.
Un messaggio di chiarezza, di unità e di speranza che vogliamo condividere con tutti i partecipanti al congresso e che desideriamo porre alla base di ogni nostra futura attività associativa, fedeli alla tradizione e promotori del rinnovamento, nel solco tracciato dal «padre fondatore» e dai nostri predecessori i quali hanno voluto una Unione tanto più solida e coesa in quanto strutturata intorno a una piattaforma di princìpi e di valori, quale base di ogni quotidiana rivendicazione.
Animati dalla forza dell’azione rinnovatrice e sorretti dalle nostre tradizioni di unità, guardiamo dunque con fiducia all’imminente appuntamento di Chianciano, con l’orgoglio dell’appartenenza alla più antica organizzazione di difesa delle persone con disabilità, con la consapevolezza della responsabilità sociale e del dovere personale che siamo obbligati a interpretare, con la certezza di muovere un altro passo nella giusta direzione verso il nostro futuro, come sempre, protagonisti attivi del nostro destino.
Mario Barbuto

COMUNICATO STAMPA CONVEGNO: “LEGGERE: COME SI PUO’?” 1° ottobre 2015 – ore 9,30 Roma – Via Milano 76 c/o Biblioteca dell’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario

“Leggere: come si può?” è il titolo del Convegno sulla lettura in programma a Roma il 1° ottobre 2015 presso la Biblioteca dell’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario. Il Convegno, organizzato dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS, in collaborazione con il Centro Nazionale del Libro Parlato, la Biblioteca Italiana per Ciechi “Regina Margherita” e la Fondazione LIA Libri Italiani Accessibili, ha ottenuto il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e della Regione Lazio.

 

“Vogliamo raccontare la storia di un viaggio” – dichiara Luisa Bartolucci, componente della Direzione Nazionale dell’Unione e coordinatrice dei lavori del Convegno. “Ripercorreremo le diverse modalità di lettura per i ciechi e gli ipovedenti: un percorso che parte dal libro in Braille, passa per il Centro Nazionale del Libro Parlato e arriva al formato elettronico. Scrittori famosi, speaker e lettori ciechi e ipovedenti leggeranno alternativamente alcune pagine dello stesso libro, a testimonianza del fatto che molti sono i modi di lettura possibili, tutti altrettanto validi.”

 

Da un’indagine condotta alcuni anni fa per conto dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e dell’Associazione Italiana Editori, in collaborazione con la CNUDD (Conferenza Nazionale Universitaria dei Delegati per la Disabilità) su un campione di 1.505 persone (la più estesa mai condotta tra i Paesi Europei), risulta che i ciechi e gli ipovedenti leggono libri tre volte più di chi ci vede bene e che i formati digitali sono sempre più spesso i preferiti, rispetto al Braille e al testo a caratteri ingranditi, in particolare dalle fasce dei più giovani (18-34enni ma anche 35-50enni).

 

“L’accesso alla lettura è per noi disabili visivi un aspetto fondamentale – dichiara Mario Barbuto, Presidente Nazionale dell’Unione. Poter leggere in completa autonomia vuol dire avere le stesse opportunità di tutti per studiare, lavorare e accedere alle differenti modalità di svago”.

 

I destinatari del Convegno sono, da un lato i ciechi e gli ipovedenti che rappresentano la vasta platea dei fruitori primari, ma soprattutto l’intera cittadinanza, il vasto pubblico e gli “addetti ai lavori”, e le autorità competenti in materia, a diverso titolo.

 

Oltre ai rappresentanti della Biblioteca Italiana per Ciechi Regina Margherita di Monza, dell’Associazione Italiana Editori, del Centro Nazionale del Libro Parlato, interverranno, tra gli altri, Mario Tozzi, scrittore, geologo e Primo Ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche e Cristina Mussinelli, Segretario Generale Fondazione LIA, moderati da Ilario Di Giovambattista, Direttore Editoriale di RadioRadio che sarà media partner del Convegno.

 

Susanna Marcellini, giornalista e scrittrice, insieme a Roberto Pruzzo e Sandro Tovalieri, presenteranno il volume “Bomber”. La storia di un numero nove normale (o quasi); Roberto Renga, giornalista e scrittore presenterà il volume “La partita del diavolo” insieme a Chiara Bottini (coautrice) e a Stefano Molinari, mentre Sara Rattaro presenterà il volume “Niente è come te” (Premio Bancarella 2015).

Programma

9.30                 Apertura dei lavori

Luisa Bartolucci

Direzione Nazionale Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS

Ilario Di Giovambattista

Direttore Editoriale RadioRadio

 

9.35                 Saluto di Marina Bicchieri

Direttore del Laboratorio di Chimica dell’Istituto Centrale per il Restauro

e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario

 

9.45                 Saluto di Mario Barbuto

Presidente Nazionale Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS

 

9.50                 Saluto di Pietro Piscitelli

Presidente Biblioteca Italiana per Ciechi “Regina Margherita”

 

9.55                 Saluto di Cristina Mussinelli

Segretario Generale Fondazione LIA

 

10.00               Mario Tozzi

Scrittore, geologo e Primo Ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche

Presentazione del volume

“Tecnobarocco”

 

10.30               Salvatore Romano

Direzione Nazionale Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS

Modalità e criticità nell’accesso alla lettura di ciechi e ipovedenti

 

10.55               Giacomo Elmi

Capo Servizio Centro Nazionale del Libro Parlato

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS

Centro Nazionale del Libro Parlato: la pagina si fa voce

 

11.10               Susanna Marcellini

Giornalista e scrittrice

Roberto Pruzzo

Opinionista

Sandro Tovalieri

Allenatore

Presentazione del volume

“Bomber”. La storia di un numero nove normale (o quasi)

 

11.35               Coffee break

 

11.45               Maria Rita Zaldini

C.d.A. Biblioteca Italiana per Ciechi “Regina Margherita”

La Biblioteca per Ciechi “Regina Margherita”: una istituzione al servizio dell’istruzione e della cultura

 

12.05               Roberto Renga

Giornalista e scrittore

Chiara Bottini

Scrittrice

Stefano Molinari

Attore

Presentazione del volume

“La partita del diavolo”

 

12.30               Cristina Mussinelli

Segretario Generale Fondazione LIA

Fondazione Lia: lettura accessibile e digitale

 

12.50               Sara Rattaro

Scrittrice

Presentazione del volume

“Niente è come te”

(Premio Bancarella 2015)

 

13.20               Premiazione volontari e speaker del Centro Nazionale del Libro Parlato dell’Unione                    Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS

 

13.35               Presentazione percorso guidato al materiale

della collezione dell’ICRCPAL a cura del Laboratorio di Restauro, Direttore Lucilla Nuccetelli

Conclusioni

Al termine: percorso guidato

LOCANDINA 

Persone con minorazioni aggiuntive. Testimonianze – azioni – prospettive, di Mario Barbuto

Autore: Mario Barbuto

Un universo di persone che hanno sempre incontrato una attenzione minore di quanto fosse loro dovuto.
Una realtà umana e sociale che dobbiamo abituarci a tenere sempre in cima alle nostre priorità e verso la quale mai potremo dire di aver fatto abbastanza.
Persone che recano su di sé, insieme alla disabilità visiva, fattore già costitutivo di gravissima minorazione, ulteriori e più gravi limitazioni fisiche, sensoriali e psichiche, tali da richiedere la cura continua, la presenza puntuale, l’azione costante delle istituzioni preposte e della nostra Associazione di tutela.
Istituzioni le quali sono chiamate a predisporre supporto, servizi e azioni positive; Associazione che deve saper assumere su di sé, senza riserve, l’onere della tutela e della rappresentanza, per assicurare a queste migliaia e migliaia di cittadini la dignità della vita, la libertà dal bisogno, la parità dei diritti umani e civili.
Senza dimenticare, infine, l’universo variegato, talvolta contraddittorio e dolente delle famiglie, alle quali troppo spesso viene lasciato il compito della cura e dell’assistenza in un contesto di solitudine sociale e di latitanza istituzionale non più accettabile.
Diciotto mesi or sono, quando ho assunto l’onere della presidenza nazionale dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, mi sono prefisso di porre questo tema tra le priorità assolute, chiedendomi innanzitutto quanto avevamo già fatto in termini di azioni positive e quanto fosse ancora da fare per raggiungere gli obiettivi minimi di presenza, di cura, di assistenza.
Grazie all’attività della nostra apposita commissione nazionale, coordinata dal vice presidente Luigi Gelmini, abbiamo messo a punto un programma di ricognizione dell’esistente, tale da darci un quadro della realtà corrente, dei servizi disponibili sul territorio, dello stato reale di difficoltà di tante persone e di tante famiglie.
Nel contempo abbiamo continuato e rafforzato la nostra sia pur modesta azione di supporto soprattutto verso le persone con contemporanea disabilità visiva e uditiva tramite l’organizzazione e il finanziamento di specifici periodi di soggiorno marino e montano, grazie anche all’opera della nostra Angela Pimpinella, ora, finalmente, coordinatrice anche di una commissione nell’ambito dell’EBU European Blind Union.
Come terzo elemento di attenzione, abbiamo profuso ogni nostra immaginabile energia per dare attuazione concreta a una disposizione di legge che ci assegna il compito di edificare e strutturare un “Centro di alta specializzazione dedicato alle persone colpite da cecità e da disabilità aggiuntive, tramite l’intervento operativo della nostra Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi.
Una disposizione di legge che ha stanziato un contributo straordinario di cinque milioni di Euro, purtroppo immobilizzati da quasi dieci anni nel pantano della burocrazia amministrativa delle autorizzazioni edilizie, forse anche a causa di scelte iniziali da parte nostra rivelatesi non proprio adeguate, tanto che l’autorità dello Stato era in procinto di avviare l’azione di recupero e riassorbimento della somma già messa a disposizione del progetto.
Grazie all’impegno solerte di Rodolfo Masto, presidente della Federazione e di Claudio Cassinelli, coordinatore del progetto, i quali mai mi hanno fatto mancare la loro disponibilità e il loro lavoro di supporto, siamo riusciti a portare a termine l’acquisizione della sede del Centro, mediante una operazione di cristallina trasparenza che ci ha visto acquirenti dell’immobile in sede di asta giudiziaria, mentre stiamo per dare inizio ai lavori di ristrutturazione e di adattamento che dovrebbero essere completati nell’arco di alcuni mesi, ponendo finalmente nelle nostre mani un gioiello di struttura di profilo nazionale ed europeo.
Una struttura che vogliamo elevare a punto di eccellenza e di riferimento in ambito scientifico e operativo, confidando sul contributo di idee, di proposte e di managerialità che venga innanzitutto dalle nostre realtà disseminate sull’intero territorio, ma che sappia coniugare e collegare anche tutte quelle organizzazioni nazionali che offrono oggi interventi e servizi di qualità, verso le quali dobbiamo guardare con umiltà e modestia, consapevoli della credibilità che hanno saputo acquisire grazie al loro lavoro, nonché pronti a promuovere ogni utile azione volta alla crescita reciproca, rispettosa e produttiva, nel superiore interesse dell’utenza.
Nei mesi scorsi dunque, abbiamo dato vita a tre incontri seminariali di studio e di approfondimento della tematica, delle risorse e delle prospettive, che si sono tenuti a Verona, a Roma e a Napoli, consentendoci una ricognizione puntuale e dettagliata della realtà del territorio, dalla quale dovremo saper partire per promuovere e coordinare interventi in sede locale e regionale che mantengano sempre e comunque un’impronta di profilo unitario e un’operatività basata su modelli di riferimento dagli standard di qualità elevata, secondo una validazione scientifica di livello europeo.
Dagli incontri succitati, emerge la fotografia di una realtà variegata, pur sempre ricca di risorse e soprattutto sostenuta da una tenace, disperata volontà umana di offrire risposte che abbiano l’impronta dell’adeguatezza, della continuità, della dignità.
Per dare consistenza al lavoro svolto e visibilità all’impegno di tante persone in ogni angolo d’Italia, abbiamo voluto raccogliere le testimonianze in un volume che ne consenta la conoscenza e che offra una panoramica ampia dell’esistente, a disposizione delle famiglie toccate dal problema, dei nostri dirigenti sul territorio, degli operatori sociali e sanitari, degli amministratori locali e regionali, delle autorità politiche a ogni livello.
Un insieme di testimonianze che possa diventare la base del nostro lavoro dei prossimi cinque anni, nei quali il ruolo di rappresentanza e di tutela esercitato dall’Unione deve farsi più pressante, continuativo, efficace, mantenendo il tema delle disabilità aggiuntive al centro di ogni azione associativa in ambito nazionale, territoriale e locale.
Una piattaforma di lavoro che vogliamo consegnare al nostro XXIII congresso di prossimo svolgimento, ma anche un messaggio da trasmettere immediatamente alle autorità politiche del Paese, oltre che un invito a tutte le altre organizzazioni prestigiose che operano nel settore a congiungere competenze, risorse e capacità operative per destinarle, unite, a mettere in atto azioni positive sempre più efficaci ed efficienti, in una prospettiva nuova di collaborazione, di fiducia, di reciprocità nel supporto.
Con questi intenti abbiamo profuso energie nei mesi scorsi; con questi propositi presentiamo le risultanze del nostro pur breve lavoro, perché se ne possano trarre serenamente giudizi, proposte, prospettive, lontani da qualsivoglia autocelebrazione o ambizione egemonica, desiderosi soltanto di tenere al centro della scena, per i prossimi anni, questa delicata tematica .

Mario Barbuto
Presidente Nazionale

Corso di Alta Formazione in “Responsabile di strutture del terzo settore” nel settore della disabilità – 2015/2016, di Mario Barbuto

Autore: Mario Barbuto

Care tutte e cari tutti, finalmente ci siamo!!!

Il Dipartimento di Sociologia e diritto dell’economia, Scuola di Scienze Politiche, dell’Alma Mater Studiorum dell’Università di Bologna, e l’I.Ri.Fo.R (Istituto per la Ricerca la Formazione e la Riabilitazione), in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, organizzano il Corso di alta formazione in “Responsabile per strutture del terzo settore” con particolare  riferimento alle organizzazioni operanti nell’area della disabilità.
Il corso formerà figure professionali di profilo dirigenziale, “responsabili”, atte alla gestione di strutture di terzo settore, con particolare riferimento alle organizzazioni operanti nell’area della disabilità, che acquisiranno competenze manageriali, organizzative e comunicative, tarate sullo specifico delle caratteristiche delle organizzazioni di terzo settore in generale, e delle strutture afferenti all’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, in particolare.
I.RI.FO.R. provvederà alla erogazione di venti borse di studio del valore di 2.000 Euro l’una,  che saranno assegnate ai richiedenti che verranno ammessi al corso e serviranno alla copertura degli oneri di iscrizione e di frequenza.
Saranno ammessi al corso fino a un massimo di venti richiedenti di età non superiore a 35 anni, dei quali almeno tredici con disabilità visiva certificata, tutti in possesso di laurea triennale, magistrale e/o quadriennale.
I richiedenti devono essere soci U.I.C.I. “effettivi” se disabili della vista, “sostenitori” se normovedenti.

In proposito, raccomandiamo la massima diffusione di questo comunicato tra tutte le persone potenzialmente interessate, normovedenti, ipovedenti e non vedenti.

I richiedenti, inoltre, devono essere in possesso dei seguenti prerequisiti che verranno accertati in sede di prove di ammissione:
competenze specifiche nell’uso di computer, tablet e cellulari, con i più diffusi prodotti informatici;
uso e conoscenza dei principali socialmedia;
buona conoscenza della lingua inglese;
capacità di orientamento e di mobilità autonoma.

Il corso si terrà a Bologna, avrà inizio il 20 novembre 2015 e comprenderà 210 ore di lezione raggruppate in sei settimane residenziali, di trenta ore ciascuna, tra novembre e marzo 2016, più una settima, conclusiva, a inizio novembre 2016.
Tra aprile e ottobre 2016, inoltre, saranno svolte 240 ore di attività di tirocinio, preferibilmente presso strutture dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti o collegate, comunque sempre vicine alla provincia di residenza dei partecipanti.
Le lezioni si terranno presso la sede del Dipartimento di Sociologia e Diritto dell’Economia dell’Università di Bologna e in aule messe a disposizione dall’Istituto “Francesco Cavazza” presso la propria sede.
La frequenza al corso è obbligatoria e darà diritto al riconoscimento di 21 CFU.
Per gli oneri di residenzialità, l’I.RI.FO.R. e l’Istituto “Cavazza” porranno in essere particolari condizioni di favore per agevolare la frequenza dei partecipanti.

Gli obiettivi formativi riguarderanno competenze specifiche in campi e macroaree seguenti:
Legislazione:  sarà indagata la normativa relativa al terzo settore e il suo ruolo nel sistema di Welfare;
Modelli di Welfare: saranno indagati i diversi modelli di Welfare e le possibili connessioni pubblico-privato
Gestione delle risorse umane; con un focus particolare al ruolo dei volontari all’interno dell’organizzazione;
Fund-raising: saranno approfondite le tecniche di raccolta fondi e le modalità di applicazione ai bandi europei (euro progettazione);
Comunicazione e marketing sociale; al cui interno saranno trattati i temi della comunicazione e del marketing digitale, del marketing per il no profit e il ruolo della comunicazione sociale;
Contabilità/amministrazione: come si legge e come si predispone un bilancio delle strutture di terzo settore, come si redigono i registri contabili, come si redige un verbale, ecc…

Gli interessati potranno presentare domanda di partecipazione alla selezione, compilando direttamente on line l’apposito modulo sul sito dell’I.RI.FO.R. all’indirizzo:

www.irifor.eu\formazione\managerterzosettore ,

allegando, inoltre, il proprio CV in formato europeo, le eventuali certificazioni delle competenze linguistiche possedute e ogni altro documento ritenuto utile ai fini dell’ammissione al corso.

La domanda di partecipazione alla selezione potrà essere presa in esame solo se compilata e completata entro le ore ventidue del giorno 23 ottobre 2015.

La selezione si svolgerà entro il 28 ottobre p.v. presso l’Istituto “Cavazza” di Bologna, dove i candidati saranno convocati singolarmente via e-mail.
Alla selezione, provvederà una apposita commissione esaminatrice designata dall’I.RI.FO.R., della quale faranno parte il Direttore del corso, Prof.ssa Roberta Paltrinieri, Alma Mater Studiorum Università di Bologna e altri esperti delle discipline oggetto delle prove.
Il giudizio della commissione esaminatrice è inappellabile.

Le prove di ammissione mireranno a verificare gli aspetti motivazionali individuali, nonché il possesso dei requisiti richiesti e, unitamente alla valutazione del curriculum, costituiranno gli elementi di selezione per l’ammissione al corso.
L’ammissione al corso sarà comunicata  singolarmente via e-mail agli  interessati , entro il  giorno 10 novembre e l’elenco completo degli ammessi sarà pubblicato, entro la stessa data, sul sito  dell’IRIFOR, all’indirizzo: www.irifor.eu/news.

Con preghiera di massima diffusione, auguro buon lavoro e porgo cordiali saluti
Mario Barbuto

Candidature XXIII congresso, di Mario Barbuto

Autore: Mario Barbuto

Care amiche, cari amici,

in uno spazio speciale del nostro sito web istituzionale dedicato al XXIII congresso, dal prossimo primo settembre, verranno pubblicati i nominativi delle persone che intendono candidarsi alla carica di presidente nazionale e di consigliere nazionale.

Le candidature per entrambe le cariche sono libere, individuali e non incompatibili tra loro.

Tutti i soci effettivi in regola con il pagamento delle quote associative hanno facoltà di candidarsi, come ho già comunicato nelle note allegate all’invito formale inviato ai congressisti.

A norma di Statuto, le candidature vanno esplicitate in sede di congresso.

Riteniamo tuttavia utile offrire con largo anticipo uno spazio democratico di comunicazione a quanti vogliano proporre la propria candidatura, al fine di favorire un dialogo diretto e tempestivo con i soci e con i congressisti in un contesto informativo aperto alla massima trasparenza.

Chi intende annunciare la propria candidatura, o chi lo abbia già fatto nelle scorse settimane, pertanto, potrà fruire di un proprio spazio autogestito sul nostro sito web, nel quale pubblicare ogni informazione ritenuta utile a favorire la propria elezione in congresso.

A partire dal prossimo 17 settembre, inoltre, la nostra radio web organizzerà trasmissioni a cadenza settimanale che offriranno uno spazio di intervento a quanti abbiano già annunciato la propria intenzione di candidatura.

Il materiale da pubblicare sul sito web (curriculum personale, progetti, proposte, ecc…) dovrà essere inviato alla segreteria della Presidenza Nazionale segreteria@uiciechi.itla quale, comunque, effettuerà le necessarie verifiche di autenticità, prima di autorizzarne la pubblicazione.

I testi dovranno essere redatti in formato accessibile. Vivamente raccomandato il formato doc o docx.

Per la partecipazione alle trasmissioni radio, la segreteria contatterà telefonicamente ciascun candidato e ciascuna candidata per concordare giorni e orari, in modo da predisporre un calendario dettagliato delle presenze da rendere noto con anticipo.

Ricordo infine, per completezza di informazione, le modalità di elezione previste dal nostro statuto, già comunicate ai congressisti:

alla elezione si procederà con due distinte votazioni a scrutinio segreto: una per il Presidente, una per i Consiglieri Nazionali.

Per l’elezione del Presidente Nazionale, sulla scheda si potrà scrivere un solo nominativo, rigorosamente in forma anonima e non riconoscibile, a pena di nullità del voto.

Per l’elezione dei Consiglieri Nazionali, sulla scheda si potranno scrivere da uno a tredici nominativi, sempre in forma anonima e non riconoscibile.

Ciascun elettore potrà votare avvalendosi del sistema comune a matita, o del sistema Braille.

Durante l’operazione di voto, l’elettore può farsi assistere in cabina da un accompagnatore.

Ogni accompagnatore potrà assistere un massimo di due elettori.

L’elettore, così come l’eventuale accompagnatore in cabina, dovrà presentarsi al seggio munito di un valido documento di riconoscimento.

Formulo fin da ora i miei più sinceri e cari auguri ai candidati e alle candidate alle cariche di presidente e di consigliere nazionale, nella certezza che la nostra Unione saprà esprimere il meglio delle proprie risorse e delle proprie qualità umane e associative in ogni persona che riceverà dal congresso l’investitura a dirigente.

 

Mario Barbuto

Presidente Nazionale

Cosa significa rinnovare l’UICI? di Francesco Fratta

Autore: Francesco Fratta

Sono alcuni anni, dalla vigilia del XXII Congresso (Chianciano 2010) che nell’Unione si sente parlare sempre più spesso di “rinnovamento”, un po’ da tutti ormai, tanto che, stando alle sole parole, sembrerebbe ultimamente del tutto scomparsa la parte conservatrice (termine da intendersi non tanto in senso strettamente politico quanto per il suo significato di rigido attenersi a metodi e modalità di rapporto tradizionali con i vari livelli gerarchici e con la base), parte che pure ha sempre avuto un notevole peso nel condizionare la vita della nostra associazione. Peso che si mostrò in maniera schiacciante appunto in quel Congresso, quando – ricordiamolo – chi aveva raccolto, proprio agitando il tema dell’urgenza di un profondo rinnovamento dell’UICI, circa il 30% dei consensi, non riuscì ad avere alcuna rappresentanza in seno agli organi nazionali. Ciò grazie al combinato di norme statutarie e di prassi congressuali consolidatesi nel tempo, che resero possibili quei risultati che tutti ben conosciamo. Nei mesi che seguirono si cercò da parte della dirigenza in carica di archiviare l’accaduto come un episodio legato unicamente all’evento congressuale, dicendo che in fondo tutti erano per il rinnovamento dell’Unione e che pertanto non c’era motivo di mantenere in vita un movimento specificatamente votato a quella causa, e che anzi il farlo avrebbe significato in realtà la malcelata volontà di praticare una frattura nel corpo associativo quanto mai riprovevole e dannosa.
Tuttavia, nonostante le ripetute accuse e le forti pressioni per il suo scioglimento,in particolare durante la presidenza Daniele, il movimento finora non si è sciolto ed ha continuato a produrre documenti, a promuovere incontri di confronto e gruppi di lavoro su varie e importanti tematiche associative,elaborando analisi e proposte, lanciando stimoli e temi di discussione che hanno provocato un dibattito via via sempre più ampio e approfondito (vedi ad es. nelle ultime settimane quello sul ruolo delle sezioni o quello sulla formazione dei dirigenti associativi svoltisi nella lista “uicicongresso”). Insomma, il movimento Uicirinnovamento non solo non ha svolto alcuna azione frazionistica, ma ha fornito un rilevante contributo all’ampliamento e all’innalzamento del livello del dibattito interno che, tra l’altro, ha visto anche il ricoinvolgimento di persone che da tempo si erano allontanate dall’Unione, e penso che siano rimasti ormai in pochi a non voler riconoscere tutto ciò.
Un impatto certamente innovativo, poi, ha avuto l’ascesa alla Presidenza nazionale di Mario Barbuto, il quale, a parte i notevoli e per certi versi insperati risultati ottenuti con la Legge di stabilità 2014, oltre a ricercare nuove e più costruttive modalità di relazione con le altre associazioni di disabili e ad avviare un più stretto e intenso rapporto con la base associativa moltiplicando le occasioni e i momenti di confronto, ha impresso un’indubbia accelerazione al processo di revisione degli statuti dell’UICI e dell’I.Ri.Fo.R., di cui da tempo si sentiva la necessità, dimostrando di essere un presidente pienamente consapevole delle urgenze dei tempi e capace di affrontarle con la determinazione e con gli strumenti giusti.
In questo clima profondamente mutato rispetto a 5 anni fa, ci apprestiamo a celebrare il XXIII Congresso, che dovrebbe sancire, come molti auspicano e si aspettano, una decisiva svolta nella vita della nostra associazione, ed ecco perchè occorre che tutti – e in particolare i delegati – pongano mente a che cosa significhi realmente rinnovare l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti nel momento in cui sceglieranno, con il proprio voto, non solo il Presidente e il Consiglio nazionale, ma anche l’assetto statutario e gli indirizzi di fondo della politica associativa.
A mio avviso quando si parla di “rinnovamento” in relazione ad un sodalizio come il nostro immerso e interagente con una realtà più ampia e complessa, occorre tener presenti almeno tre, o forse quattro elementi: l’assetto organizzativo che si intende dare all’associazione nonché alle relazioni interne a, e tra i vari organi che la compongono attraverso norme coerenti che le disciplinino; la definizione chiara di un orientamento strategico e la scelta coerente del tipo di relazioni esterne con le istituzioni da un lato e con le altre organizzazioni del mondo della disabilità e della società civile dall’altro; l’individuazione delle persone più idonee a guidare il riassetto interno e a portare avanti gli obiettivi strategici e le relazioni esterne; un metodo di confronto e di determinazione delle decisioni che sia quanto più trasparente, democratico ed efficace possibile.
Ora, se immaginassimo di produrre un cambiamento significativo agendo su uno solo degli elementi sopra indicati, ci accorgeremmo subito che non otterremmo se non un mutamento effimero, poco capace di incidere realmente sulla realtà; se, ad esempio, cambiassimo unicamente le persone, in base alla maggior simpatia o fiducia che ci ispirano, lasciando intatti assetto organizzativo, modalità relazionali e gestionali, e obiettivi strategici, avremmo nella sostanza un’associazione non molto diversa da quella che era prima. Lo stesso avverrebbe d’altro canto, se ci concentrassimo unicamente sul rinnovamento dei programmi e delle parole d’ordine senza modificare struttura, metodi e composizione del gruppo dirigente: tutti gli elementi di insoddisfazione e di critica per i metodi impiegati e per il livello di partecipazione che essi consentivano, per gli obiettivi in precedenza mancati e per le criticità che quel gruppo non si dimostrò capace di affrontare, rimarrebbero in campo e metterebbero in evidenza immediatamente la scarsa credibilità del gruppo stesso, facendo cadere ben presto ogni illusione circa la possibilità di conseguire effettivamente la realizzazione di quei programmi, magari bellissimi e del tutto condivisibili. Analogamente, confidare nella potenza in sé innovativa del metodo, pensando che sia possibile ottenere importanti risultati affidandone la messa in atto a persone rimaste per lo più le stesse e intimamente legate a consuetudini radicate e/o costrette ad agire nel quadro di strutture e di gerarchie immodificate, metterebbe in luce impietosamente il velleitarismo e l’inefficacia di una tale scelta. Infine, puntare tutto esclusivamente su modifiche di singole norme statutarie, come si è fatto da vari lustri a questa parte, potrebbe rivelarsi del tutto insufficiente non solo ad impedire il perpetuarsi di cattive prassi comportamentali, il consolidarsi e perfino il cristallizzarsi di posizioni di potere, ma anche a contrastare l’atrofizzarsi della partecipazione e della capacità d’analisi e di proposta politico-culturale cui abbiamo assistito in un passato non molto lontano.
Tutto ciò ci dice che, se vogliamo davvero dare nuovo slancio ed efficacia all’azione politica dell’Unione nel prossimo futuro, non ci basterà scegliere un buon presidente, ma ci sarà bisogno anche di eleggere – nonostante le vecchie regole statutarie entro cui ancora saremo costretti ad operare – un Consiglio nazionale coerente col suo progetto, tenendo conto non solo e non tanto delle dichiarazioni più o meno altisonanti di questo o di quello, e per nulla delle eventuali indicazioni dei cosiddetti capi delegazione, ma unicamente basandosi sul proprio convincimento e sulla propria autonoma valutazione della rispondenza delle qualità politiche, culturali e personali di ciascun candidato al progetto che si sceglierà di sostenere. Anzi, in linea di principio suggerirei di diffidare dei nomi che venissero eventualmente proposti come frutto di accordi fra presidenti regionali, tanto più qualora si pretendesse da parte di questi ultimi una sorta di obbedienza della propria delegazione, come era prassi nei precedenti Congressi. Anche dai comportamenti pratici e dalla storia personale di ognuno, infatti, si possono trarre utili elementi per distinguere più chiaramente chi è in corsa per un reale e profondo rinnovamento dell’Uici, da chi invece è mosso – per altro legittimamente – da ambizioni prevalentemente personali (fatto salvo ovviamente il principio secondo cui tutti possono cambiare, in qualsiasi momento, idea e modo di agire).
Ma un buon presidente e una buona squadra non bastano ancora per imprimere una svolta nettamente risolutiva: occorre appunto anche un buon progetto politico e un quadro statutario chiaro e coerente, con regole che garantiscano partecipazione e democrazia interna e che tutelino adeguatamente le minoranze. Ovviamente, infatti – e noi lo sappiamo bene! – vi possono essere punti di vista differenti sulle scelte e sugli orientamenti strategici, come sull’assetto organizzativo, e tutti meritano il massimo rispetto. Ciò che invece proprio non merita rispetto in una associazione che vuole essere realmente democratica e promuovere la massima partecipazione di tutti, è quella prassi che abbiamo visto tante volte all’opera nei lustri passati, che cooptava ed escludeva, promuoveva e bocciava in base al grado di accettazione della prassi stessa e di sottomissione di ognuno ai suoi registi, in ossequio al principio: “si è sempre fatto così!”. Ecco, la prima condizione imprescindibile per tutti coloro che vogliono davvero, indipendentemente da come la pensano, dar nuova vita alla nostra cara Unione e contribuire ad attrezzarla per affrontare con successo le sfide che abbiamo dinnanzi e raggiungere sempre nuovi traguardi è, a mio parere, il cominciare a dire in modo fermo e convinto: “Non bisogna più che si faccia così!”.
Per questo è indispensabile che i delegati, tutti, eletti o di diritto, abbiano piena consapevolezza del momento che stiamo vivendo, e non si sentano per nulla legati a un presunto “vincolo di mandato”, che per altro statutariamente non esiste, per il quale si debbano credere tenuti a rispettare indicazioni di voto impartite loro da chi non ha alcuna autorità e legittimazione statutaria in tal senso.
Insomma, siamo a metà del guado: ai delegati del XXIII Congresso toccherà scegliere se la futura fisionomia della nostra associazione dovrà restare sostanzialmente quale è stata finora o se si dovrà procedere con risolutezza sulla via da poco intrapresa del suo rinnovamento. si tratta quindi di una scelta che ci riguarda tutti molto da vicino, in quanto ne deriverà un modo di stare e di operare nell’UICI, di cui siamo prima di tutto soci e non semplici spettatori o beneficiari. La responsabilità di come sarà l’Unione che verrà è dunque nostra e solo nostra, per cui ciascuno dovrà affidarsi esclusivamente alla propria intelligenza e alla propria autonomia di giudizio. Questo è il primo indispensabile segno, io credo, che davvero vogliamo un rinnovamento della nostra Unione, e che cominciamo a praticarlo a partire da noi stessi. Solo così la partita congressuale non sarà distorta e quel che ne verrà fuori esprimerà con chiarezza la volontà della maggioranza, certo, ma anche l’orientamento e la consistenza della o delle minoranze, e potremo tutti serenamente riconoscerle, senza timore e senza rancore.